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L\'impermeabile
Pubblico ora un raccontino appena ricevuto da un signore di nome Giorgio. Buona lettura e... i vostri commenti sono sempre bene accetti!!
L'impermeabile
Treno fermo, guardo distrattamente dal finestrino la stazione semideserta, a pochi metri una coppia si saluta abbracciandosi e baciandosi. Ritorno a chiudere gli occhi in attesa che il treno riparta ma la porta scorrevole dello scompartimento si apre e intravedo nella semioscurità una sagoma di donna, mi chiede se può accomodarsi, le rispondo di sì e lei si siede quasi davanti a me, non di fronte ma nel posto appena a destra. Richiudo gli occhi. Un profumo che non so definire mi solletica il naso, è piacevole, mi ricorda momenti di intimità, mi sorprende e stuzzica la mia attenzione. Lo assaporo respirando lentamente e cercando di capire quale profumo sia. Lei si è sistemata con la testa appoggiata da un lato, ha allungato le gambe sul sedile a fianco al mio dopo essersi tolta le scarpe e ora è semisdraiata tra i due sedili. Il profumo mi colpisce ancora di più.
Il paesaggio dal finestrino è monotono e quasi indistinguibile se non fosse per la luce della luna. Non so perché ma avvicino piano la mia mano al suo polpaccio e, come per caso, la sfioro, ... nessuna reazione, attendo, mi faccio più audace e le sfioro la coscia vicino al ginocchio ma la sua mano blocca la mia.... ho la gola secca e sono imbarazzatissimo. Lei tiene ora saldamente la mia mano, mi aspetto uno schiaffo ... invece guida le mie dita verso i suoi slip. Sono umidi. Sento il suo calore e la sua morbidezza. Con l'altra mano scosta il tessuto fino a quando le mie dita sono a contatto con il suo pelo. Lei le spinge contro e mi invita ad esplorarla, affondo le dita dentro, con forza, è tutta bagnata e caldissima....... mi blocca nuovamente con più forza di prima, scosta la mia mano, la allontana decisamente da lei e la porta sotto il mio naso, alla mia bocca. Istintivamente allungo la lingua e lecco avidamente quel succo dalle mie dita.... ecco spiegato il profumo-odore che sentivo... ha fatto da poco l'amore, ne è ancora piena, vuole che io lo sappia, che assapori i suoi umori... lo faccio. Lei mi guarda, la intravedo nella semioscurità, si alza e accosta la tendina della porta dello scompartimento, ora siamo praticamente al buio. Si riavvicina, si inginocchia sul mio sedile a cavalcioni, alza la gonna ampia e corta e ne passa un lembo sotto la cintura per tenerla scostata, porta il suo sesso direttamente alla mia bocca.... un profumo acre di sudore e sborra si impadronisce delle mie narici, lei scosta il triangolo delle mutandine di lato, il suo pelo premuto contro il mio naso emana un forte odore, le sue mani mi prendono la faccia , mi costringono contro di lei, la mia lingua si muove ora dentro, più dentro che posso ... il sapore è dolce e salato al tempo stesso. Lei si eccita, con una mano tiene gli slip ben scostati e con l'altra mi afferra i capelli, ora si muove in su e in giù, il suo pelo bagnato mi irrita la pelle del naso e comincia a darmi fastidio, tento di spostare la testa ma lei mi riporta nella posizione di prima e spinge ancora di più, sento aumentare i suoi umori, ho la faccia tutta bagnata. Improvvisamente si scosta, scende dal sedile, sfila gli slip, io riesco finalmente a respirare profondamente e ad asciugarmi un po' la faccia con la mano. Lei risale sul sedile ma al contrario, porta il culo verso la mia faccia, abbassa le spalle e appoggiando i gomiti sul sedile di fronte a me spinge forte le natiche contro il mio naso, non posso muovere la testa e non so neanche se lo voglio fare, continuo a leccarla a lingua piatta. Non riesco a respirare ma lei continua a spingere, cerco di contrastare la spinta e allontanarla un po' prendendola con la mano sinistra sotto il bacino e con la destra sulle chiappe al limite della schiena, la pressione che esercito le comprime fortemente i visceri facendole uscire un getto d'aria intestinale puzzolente che mi investe proprio mentre non ho più fiato, lei porta il suo buco proprio contro il mio naso e mi obbliga a ricevere un'altra dose d'aria..... lascio fare ormai sono in suo potere. Ora inarca la schiena e si ferma, non spinge più contro di me, il suo sesso è a pochi millimetri dalle mie labbra, respiro lungamente a bocca aperta. Pochi lunghissimi secondi e mi sento investire da un piacevole calore, sul mento, sul collo, sul torso... lei sta pisciando su di me, non posso più neanche tentare di bloccarla, sento scorrere il liquido sotto la camicia fin dentro i pantaloni, sulla pancia, lo sento scendere caldo fino alle palle. Mi eccito moltissimo lei si muove e mi regala un ultimo getto proprio in bocca, scende, mi apre i pantaloni, afferra il mio cazzo ormai allo stremo lo porta alla bocca, pochi movimenti e io le vengo sulla lingua, dentro, più volte.... lei succhia fortemente poi alza la testa, mi apre la camicia e lascia colare lentamente dalle labbra un lungo filo di sborra, me la spalma tutta sul torso lentamente e sempre lentamente mi richiude la camicia e mi dice "adesso puoi andare da lei...!"
Le luci gialle del parco binari della Stazione Centrale entrano ora fastidiosamente dal finestrino, mi guardo, sono conciato da fare schifo e tutto bagnato, prendo l'impermeabile, meno male che l'ho portato, lo indosso e lo chiudo...usciamo dallo scompartimento e scendiamo. L'ho solo intravista in viso nella semioscurità e anche se la rivedessi durante uno dei miei soliti viaggi forse non la riconoscerei .....ma da oggi porterò sempre con me un impermeabile.
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
Al bar
il desiderio nello sguardo di entrambi era tangibile;si vedeva,nulla da
fare;seduta al caffè del portico,sentivo che la gente attorno a
noi,"percepiva"questo desiderio,infatti ci guardavano tutti.
Questa situazione solleticava la mia fantasia;mi sfilai una scarpa e piano
cominciai a sfiorar la sua caviglia.Guardai di sottecchi il nostro
vicino.Stava guardando.Bene.Mauro,a quel contatto socchiuse appena la
bocca.Gli piaceva."Continua"...Parlava,ma i suoi occhi mi
dicevano:"Continua...".Salii lentamente su per il polpaccio,fino all'interno
della coscia,e mentre cominciavo a bagnarmi per l'eccitazione,sentii
chiaramente il suo sesso,attraverso la stoffa sottile dei
pantaloni,indurirsi sempre di più,fino a divenire turgido...Mi mordicchiai
il labbro inferiore;lo faccio sempre quando desidero un uomo.Il nostro
vicino era sudato;cercava di darsi un contegno,tra lo scandalizzato e il
divertito,e mentre girava il caffè con la destra,con la sinistra armeggiava
nella tasca dei pantaloni..........
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
Club la prima volta
Quello che descrivo è successo diverso tempo fa da allora la nostra
vita è cambiata in meglio sotto tutti i punti di vista.
Siamo una coppia sposata da circa 8 anni e mia moglie è sempre stata
una donna molto calda e con fantasia,ama la biancheria sexy e le
piace essere notata eccittare,scusate il gioco di parole la eccita e
questo a me non dispiace,anzi.
Un giorno le parlo dei club privè ed accenno al discorso dello scambio
di coppie e che comunque in questi club non vanno solo coppie ma
anche singoli e che in tutti i casi non si è obbligati a niente.
Lei molto curiosa ma un po riottosa decide di accondiscendere a
questa mia richiesta ma senza nessun obbligo, se le piace bene
altrimenti niente.
Io rispondo in maniera affermativa ed andiamo in un club molto carino
e piccolo nel centro di milano.
Li dopo aver bevuto il suo wisky con un cubetto di ghiaccio ed essersi
compiaciuta del posto decide di andare a ballare,mi chiede di
accompagnarla ma io decido di lasciarla andare da sola, mi piace infatti
quando si esibisce.
Indossava un abitino scuro corto molto scollato,che metteva in risalto
le sue forme sinuose ,un bel paio di autoreggenti e scarpe con il tacco
alto, per la serata aveva dato fondo al suo rossetto preferito, unghie
rosse.
Dopo aver ballato un po ed essersi mostrata notando che la pista si
stava svuotando e che le persone del club andavano in un'altra
stanza mi fece la fatidica domanda "cosa c'è dietro le tende? andiamo
a vedere?" io chiaramente non vedevo l'ora di questa domanda e
decisi di accontentarla andando insieme a fare un giro.
Li, pensai, vedrò come è veramente mia moglie.
Oltre le tende c'erano distribuiti diversi divanetti,qualche letto il tutto
raggiungibile transitando attraverso un corridoio che appunto
consentiva di accedere nelle varie aree.
Il club quella sera era particolarmente pieno e nell'area privè c'era la
calca questo consentiva ai singoli ed ai vari uomini che passavano
nelle vicinanze o erano in coda di toccarla, infatti immediatamente mi disse, "l'uomo dietro di me mi ha alzato la gonna e mi sta palpando il
sedere" le risposi se le dava fastidio e le mi disse no, anzi che la cosa
la eccitava.
Dopo aver visto le varie coppie all'opera tra di loro o in collaborazione
di qualche single, mi chiese di tornare nell'area disco (aperta) perchè
voleva bere un drink ed andare in bagno.
Detto e fatto non avevo intenzione di forzare niente.
Bevuto il suo dirnk andò in bagno tornò e mi comunicò che si era tolta
le mutandine mettendomele in tasca,mi accorsi che erano fradice, mi chiese di andare a nell'area privè per fare un giro esplorativo per poi
ricondurla.
Io andai, ero eccittato in maniera mostruosa, tanto è vero che quando
tornai per accompagnarla lei se ne accorse e decidemmo di tornare
nell'area del prive.
Li passegiando trovammo un punto il cui passaggio era fluente ma che
consentiva di fermarci a guardare una lei di una coppia alle prese con
due ragazzi e probabilmente il suo compagno.
Mi diede un bacio sulla bocca mi prese la mano per farmi sentire
quanto fosse bagnata e nel mentre un’altra mano alzo la sua gonna
da dietro incominciando a toccarla.Io mi resi conto, lasciai campo
libero, lei si inarco e con la sua mano in men che non si dica si ritrovò
tra le mani il cazzo di uno sconosciuto.
Oramai io era eccittatissimo nel vedere mia moglie che stava realizzando le sue e le mie fantasie.
La mano apparteneva al lui di una coppia la cui compagna predileggeva le donne,mia moglie si ritrovò sbattuta sul lettone
insieme a questi due sconosciuti.
Naturalmente si formò il classico capanello di persone che vedevano
mia moglie nelle sue performance la quale non soddisfatta e
seguendo il suo istinto si aggrappo ad un membro enorme che le si
era parato davanti.
Dopo averlo leccato a dovere si offri alla pecorina per essere impalata
mentre mi trascino sul letto ed inizio a succhiarlo anche a me,una volta
soddisfatto il primo ne seguirino diversi io resistii pochissimo ma fui
sostituito da un volontario ed in quella sera riusci a farsi un totale di 8
uomini.
Si scopri amante delle Gangbang ed era felice perchè quelle che fino al
giorno prima erano solo fantasie erano diventate realtà.
In preda alla stanchezza dopola serie di orgasmi si rivestì ed uscimmo
dal club con l’idea di ripetere.
Da allora frequentiamo club o incontriamo coppie o trii in hotel ma questo ve lo racconterò nei prossimi racconti .
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19 years ago
cp3mix,
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Last visit: 16 years ago
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Fantasie bisex
eccomi arrivato. sono davanti al portone del palazzo dove ho appuntamento.
sono di fronte al citofono. mi prende l'ansia.
vado incontro alla mia prima volta da bisex, per giunta da passivo.
non lo so cosa mi prende. sento quel misto di eccitazione e paura.
sarò in grado di farlo? e se non mi piace?
ma la paura e l'eccitazione mi fanno sorgere anche un'altra domanda,
che mi attira e mi affascina: e se poi mi piace tanto?
sono arrivato fin qui. Vado avanti e suono a quel nome sul citofono.
mi aspettava. salgo da lui. mi attende sulla porta. è un bell'uomo.
affascinante, colto.entro da lui, mi mette a mio agio,
stringendomi in un caldo abbraccio. è molto deciso, e mi piace.
ci spostiamo in salone e mi fa sedere sul divano.
mi parla delle nostre mail, delle nostre chattate, dei nostri incontri virtuali.
in un certo senso mi tranquillizza. vederlo seduto al mio fianco mi trasmette calma.
sento dentro di me l'ansia lasciare il posto all'eccitazione.
un pò di paura è passata, e la tensione inizia a scendere.
è seduto vicino a me, mi parla stando vicino, guardandomi negli occhi.
gli piaccio. mi avvicina la mano, mi fa alzare, mi osserva.
si alza in piedi e mi bacia, sulle labbra. era il momento che attendevo.
lo stringo forte a me, concedendogli me stesso con quel bacio
che mi riscalda. lo sento stringere il mio corpo. mi sussurra dolci frasi
all'orecchio ed io sento il suo respiro, mi eccita.
continua a baciarmi, tenendo le sue mani sul mio corpo, mi bacia
sul collo, sento la sua passione crescere, corre con le sue mani
sul mio corpo, sulla mia schiena, sul mio culo. ci buttiamo sul divano,
ancora abbracciati. sento il suo corpo strusciarsi sul mio, sento il suo
cazzo indurirsi. prende la mia mano e la poggia sopra.
mi faccio coraggio, sentendomi rapito dalmomento, gli slaccio i
pantaloni ed infilo la mano dentro. si ferma, mi lascia fare.
lo prendo in mano, finalmente, quel cazzone, lo sento caldo,
vibrante, gli tocco le palle facendo scivolare la mano sotto ed intanto
gli mordo le orecchie. lo sento gemere mentre inizio a masturbarlo,
lentamente, mentre sento il cazzo diventare sempre più duro.
mi abbraccia forte, ma non smetto di toccarlo, mi bacia sulle labbra.
adesso mi sta spogliando. via la maglia, via i calzoni.
mi toglie i boxer e rimango col mio cazzo dritto. mi osserva e
mi accarezza, baciando il mio petto. sono nudo sul suo divano,
eccitato, si sta spogliando, sfilando i pantaloni già aperti.
si toglie la camicia. adesso il contatto col suo corpo mi trasmette
passione, calore, voglia di stringemi a lui e lasciare il mio corpo
tra le sue braccia. è sotto di me ed io mi distendo su di lui.
ci baciamo avvolti dalla passione che continua a crescere.
mentre gli bacio il collo mi spingo più in basso, sul suo petto,
mentre sento il suo cazzo dritto tra le gambe. sento le sue mani
sulla mia schiena, accarezzarmi, invitandomi a raccogliere la sua voglia.
sto scendendo lentamente verso il suo cazzo. leccandogli
il petto, guardando i suoi occhi, mentre con la lingua cerco di arrivare
al suo cazzo. giro intorno alle palle, lo tiene dritto sulla mia faccia.
inizio a leccarlo alla base, salendo lentamente con la mia lingua che si
avvolge a quel cazzo. lo bacio con tutte le mie labbra, lo lecco tutto
intorno, salendo lentamente fino alla cappella che ingioio fino in fondo
alla mia bocca, succhiando e leccando, solo con la bocca. lo faccio
scendere e salire nel mio palato, leccandolo con la lingua,
incoraggiandolo a spingere ed a muoversi dentro la mia bocca.
sto succhiando il cazzo, con tutta la lingua che stuzzica la cappella,
lucidandola con la mia saliva. le mie labbra avvolgono il cazzo, senza
lasciarlo uscire da quel caldo rifugio. scivolo con la testa fino ad
ingioiarlo, facendolo scorrere sulla lingua insalivata. lo sento gonfiarsi
e farsi duro, mentre scivola nella mia bocca. le sue mani sulla mia
testa tengono il ritmo, non vuole venire. mi tiene fermo. mi prende e
mi invita a girarmi. ci mettimo uno sopra l'altro, in un 69, con me
sopra, con le gambe ben aperte, ed il suo cazzo dritto davanti alla mia
faccia. sento le sue mani afferrarmi le chiappe e infilarsi dentro.
la sua lingua si muove lungo tutto il mio culo, mentre riprendo a
succhiare il suo cazzo. stavolta solo con la lingua, slinguando ed
insalivando la cappella. mentre anche lui adesso mi prende il cazzo in bocca.
sento la sua lingua leccare tutto il mio cazzo, mentre con le mani
mi accarezza il culetto, mi stringe e mi allarga lentamente, mi sta
lentamente aprendo, facendosi strada con le mani e con la lingua.
mi lecca tra le chiappe, sul mio buchetto, infilandosi, leccando e
baciando tutto il mio solco. sento un dito farsi strada, mentre la sua
lingua mi insaliva per bene. io sono aggrappato al suo cazzo,
lo masturbo e lo succhio, facendogli capire che mi piace.
mi masturba il culetto con un dito, continuando a leccarmi, sul cazzo,
sulle palle, sul buchetto. "Adesso ti voglio" con queste parole mi
ha fermato, e tenendomi a pecorina, con le gambe leggermente chiuse
e la testa in basso, si è sistemato dietro di me. mi ha invitato ad aprire
bene il mio culo, con le mani. tenevo aperte le mie chiappe mentre lui
strusciava il suo cazzo lungo tutto il solco del mio culo.
lo sentivo passare e ripassare sul mio buchetto. appoggiarsi
leggermente spingere. tornare a strusciarsi, a sbattere sul mio culo.
poi si è fermato. si è appoggiato sul buchetto e con un leggero colpo è
entrato per un poco. ho sentito un brivido lungo tutto il cazzo.
avevo il suo cazzo appoggiato sul mio culo aperto. la sua cappella
stava lentamente scivolando dentro il mio culo. mi stava aprendo.
mi teneva le chiappe aperte, stringendo le mie mani. spingeva in
avanti il suo cazzo. lentamente dentro. non stava facendo fatica,
ma io sentivo il culo aprirsi, ed un dolore farsi strada. il mio cazzo era
durissimo, il suo continuava ad entrare. un centimetro alla volta.
lui non spingeva. voleva che fossi io a farlo entrare nel mio culo.
e mentre con il mio corpo in ginocchio andavo incontro al suo cazzo,
l'ho sentito scivolare tutto dentro, risucchiato dal mio culo.
un gemito di dolore è uscito dalla mia bocca quando lui l'ha tirato
indietro, iniziando a scoparmi, infilandomelo tutto dentro.
ha continuato a spingere, mentre i miei gemiti diventavano insistenti,
sentivo dolore con quel cazzo dentro il mio culo stretto. ha sfilato il suo cazzo.
l'ha infilato nella mia bocca, per insalivarlo e si è posizionato di nuovo dietro di me.
ha aperto il mio culo e ha infilato dentro il suo cazzo. mi stava scopando
ed io non sentivo più dolore, anzi godevo nel sentire il suo cazzo fino in fondo al culo.
mi teneva aperte le chiappe per infilarmelo tutto, ma adesso ero io che lo volevo tutto.
sentivo le sue palle sbattere, mentre mi scopava.
lo incitavo a spingere, a non fermarsi. avevo dimenticato tutti i miei
timori e stavo scopando col mio culo, come desideravo. siamo andati
avanti per un bel pò. fin quando lui ha sfilato il cazzo dal mio culo
adesso aperto ed ha schizzato la sua voglia sulla mia schiena.
ho ripulito il suo cazzo, mentre lui mi accarezzava dolcemente.
tenevo il suo cazzo al caldo, nella mia bocca, volevo continuare,
soddisfare tutte le sue voglie. siamo rimasti nudi, sul divano,
stringendoci ed abbracciandoci. abbiamo fumato una sigaretta.
ci siamo guardati negli occhi, abbiamo sorriso tutti e due, ci siamo
alzati e mi ha portato sul suo letto...
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
Mangiamerda (tutti i salmi finiscono in gloria!)
Avvertimento: si tratta di un racconto anomalo e molto particolare, scritto da Gigetto da Genova. Non è adatto assolutamente a chi è sensibile alle lordure fisiche. Qui Gigetto esprime il massimo del suo desiderio di essere ridotto a creatura infima. Non leggete se siete impressionabili.
Esecuzione della pena comminata dalle giudici a un condannato per perversioni immonde ed affidato alla Signora, offertasi volontaria per il loro castigo, smerdamento e castrazione e segretamente intenzionata a fare la prova generale per subire poi la medesima pena, dopo una colpa commessa volontariamente per poter subire quel castigo che aveva sempre desiderata senza saperlo e che presto avrebbe subito avendolo già negli occhi e come un acquolina nella bocca bella e avida di soffrire così.
CI SIAMO !
M A N G I A M E R D A
(tutti i salmi finiscono in gloria !)
ESECUZIONE DELLA PENA PIU’ PORCA
La Signora si e' infilata supposte di zolfo e urina fetida nel culo e ha mangiato crauti e maionese con pesce non fresco e già puzzolente per tutta la sera. Ora la pancia della Signora e' in subbuglio e comincia l'Inferno. Si leva la sottana e poi le braghette e lega il condannato al water mani e piedi e fa reclinare il testino all'indietro e spalancare la bocca in attesa.Si siede nuda su una ciambella di gomma distesa sul cerchio del water e comprime col culo congestionato e ricoperto di croste la bocca dello schiavo latrina. Scorreggia gas puzzolenti imprecando per il tormento che ha nella pancia e insulta il maiale con disgusto e disprezzo "Lei sta per diventare un mangiamerda" "Sentite che odore, questo porco !" "Fra poco Lei sara' una gallina".
Poi
L A D E F E C A Z I O N E I N B O C C A
Merda e merda molliccia incredibilmente puzzolente che la Signora fa mangiare tutta, avendo chiuso il naso dell'essere inferiore con una pinza e schiacciando le palle con i lacci acuminati alla minima esitazione nell'inghiottire la broda.
Poi
LA DIARREA
Per ore ed ore la Signora scarica diarrea puzzolentissima nella bocca del condannato, alzandosi e pisciandogli anche in bocca nelle pause. "Lercio ! Lercio ! Senti come puzza di merda questo pervertito maledetto !" La Signora gli fa brucare il marchese rappreso dalla figa arrossata che sa di baccala' e fa bere il liquido vischioso della propria intimita' direttamente dal bide'.
C A S T R A Z I O N E
La Bella Donna lo sottopone ora alla castrazione chimica e afflittiva costringendolo a bere un vaso di liquami anali e vaginali contenente un numero enorme di ormoni femminili e sottoponendolo a clistere d'olio bollente con altri ormoni e sostanze spasmodiche e repellenti. Infine la castrazione afflittiva.
La Signora, fatte entrare le amiche per castrare insieme il pervertito e il pubblico delle giornaliste per assistere, e le Giudici in ispezione con Cancelliere e statuarie Operatrici Penitenziarie incaricate delle pene corporali per l'esecuzione definitiva del condannato, gli schiaccia le palle lentamente e senza più fermarsi nemmeno di fronte alle implorazioni di misericordia levate da quel linguino fesso e riempito di merda e che diventano in falsetto e chiocce ogni minuto di più. Le palle sono ora gonfie come meloni e le Operatrici Penitenziarie le trafiggono con aghi arroventati, mentre Lei le fa definitivamente scoppiare con dei piccoli torchi metallici e una Amica pratica all'immondo essere un clistere di olio bollente che gli brucerà il culo. Il cazzo del condannato ha assunto ora la lunghezza di un pollice ed e' irrigidito e sempre più corto fin quasi a scomparire fra le cosce tormentate ai cui lati colano sostanze puzzolenti e piccole squame, come di pelle di gallina e olenti in modo disgustoso come quelle e come in un pollaio.
Intanto la Signora fa mangiare al condannato altri ormoni femminili, con uova appositamente trattate che daranno allo schifoso non solo un aspetto raccapricciante ma femminile, bensi' un disgustoso aspetto gallinesco e i movimenti goffi delle galline costrette a covare.
L'ultimo strappo delle palline ormai sfatte per la castrazione definitiva e' eseguito da una Amica lesbica e dall'operatrice penitenziaria lituana Greta Plovoschi, che tirano con forza e fanno gridare come un ossesso il condannato, capace ormai più soltanto di suoni inarticolati e ridicole mezze parole con la vocetta non piu' solo chioccia ma blesa.
Al condannato crescono tette enormi e brigole maleodoranti su tutte le parti molli mentre il culo comincia a fumare e la pelle pervasa dai repellenti ad esalare miasmi pestilenziali più puzzolenti della merda che ricopre il condannato da tutte le parti.
Lei si lava, profuma e riveste, indossante un elegante abito azzurro, e fa mettere il pervertito alla pecorina, facendolo inculare dai cani del penitenziario. Poi lo fa mettere in ginocchio di fronte a lei e gli ordina di mangiare la Propria Merda Divina, depositata in una grossa ciotola, che il pervertito e inferiore castrato ed ormai trasformato in gallina, deve masticare succhiare ed inghiottire davanti ai Suoi Occhi Belli.
Quando il condannato ha terminato l'orrendo pasto e comincia a defecare convulsamente e vomitare merda e brodo di ovaie, che Lei e le Amiche lo costringono a rimettere in bocca, entrano la Donna Giudice che ha comminato il castigo e le Giornaliste incaricate di descriverlo, l'una e le altre con una mascherina sul naso per non sentire il puzzo orrendo del condannato.
Coccodé, Coccodé, inizia a gridare il pervertito, suscitando l'eccitazione di tutte le Donne presenti, che, prima gli defecano selvaggiamente ed a ripetizione in bocca quasi soffocandolo nella merda puzzolente. Poi lo fanno bollire nudo in pentola e lo danno da mangiare ai cani, che rifiutano quella carne brunita e lercia.
"Neanche i cani ti vogliono, schifoso", lo deridono le Donne. Così il lercio, sfatto ed avariato, ma con l'eccitazione che, ormai castrato, gli esce da funghi porcini a forma di cazzo su tutto il corpo bollito e smerdato, viene buttato nella buca dei serpenti e fatto mangiare lentamente.
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
La lettera sigillata
LA LETTERA SIGILLATA
Dopo più di quattro anni di infruttose ricerche di una coppia a cui potessi consegnare la lettera sigillata consegnatami dai miei ex Padroni prima di trasfersi in Canada, sono costretto a violare l'ordine impartitomi e non senza imbarazzo affidarne il testo integrale alla Gabbia.
Sanremo, 26 luglio 1995.
Per i nuovi Padroni di leo.
Lasciamo nelle mani di leo (gli abbiamo imposto il diminutivo di Leopold) questa lettera, nella quale troverete brevemente descritte le sue caratteristiche, il modo di adoperarlo al meglio e gli ordini che gli sono stati impartiti sul come presentarsi a Voi la prima volta.
Durante i sei anni in cui è stato al nostro servizio abbiamo fatto uso di lui mediamente una o due volte al mese: dal venerdi pomeriggio alla domenica sera. All'atto di presentarsi a Noi deve aver effettuato un'accurata pulizia del corpo esterna ed interna compreso il retto con ripetuti lavaggi (3+4) di acqua calda, sapone neutro e camomilla seguiti da applicazione di apposita pomata all'interno e all'esterno dello sfintere. Deve inoltre ridurre al minimo i peli intorno al pene, ai testicoli e all'ano per facilitarci la loro manipolazione e uso.
Al suo arrivo deve spogliarsi completamente, ogni suo indumento o altro accessorio gli viene requisito per tutto il periodo che resta al nostro servizio, aspetterà poi in ginocchio che la Signora Anna (io) gli leghi le mani dietro la schiena e provveda ad una accurata, quanto umiliante ispezione corporale, per controllare il meticoloso rispetto delle prescrizioni impartitegli.
Lo lego poi prono e ben stretto alla balaustra della scala del nostro giardino e lo batto più o meno a lungo in base al grado di osservanza delle regole impostegli o semplicemente per il piacere che ne ricavo nel vederlo contorcersi e gemere sotto i miei colpi. Dopo questo trattamento lo metto nella vasca a quattro zampe per strigliarlo da capo a piedi. Deve poi preparare l'aperitivo e la cena ed essere pronto all'arrivo di mio marito nel caso vogliano disporre di lui subito. Serve in tavola, riassetta la cucina e poi aspetta accucciato in salotto i nostri ordini; se usciamo, dopo avergli applicato al corpo una bardatura costrittiva deve indossare una giacca e un paio di pantaloni completamente aperti nel cavallo, che gli lasciano liberi e perfettamente accessibili il sesso e lo sfintere anale, lo portiamo con noi come autista-schiavo. Se invece usciamo da soli lo lasciamo nudo legato al letto o al muro perché sia immediatamente utilizzabile al nostro ritorno.
Per rimarcare il suo completo stato di sottomissione gli imponiamo la completa nudità o dove questo non é possibile, gli é concesso quanto necessario a dissimulare, spesso non completamente, la sua condizione. Con particolare passione mi sono dedicata a svilupparne l 'esibizionismo creando anche all'esterno o con altre persone presenti situazioni di estremo imbarazzo per lui e sottile godimento per noi. Spesso gli applichiamo un cinturino ben stretto ai testicoli collegato ad un guinzaglio o alla catenella che, deve pendergli da sotto la giacca quando si presenterà a Voi ( adoro portarmelo al seguito come un cagnolino e strattonargliela con noncuranza in pubblico).
Tutti gli ordini e le disposizioni gli vengono impartiti precisi, circostanziati e irrevocabili; abbiamo constatato che la costrizione, lo stato di impotenza e la nudità sono molto più efficaci dell'umiliazione verbale e del turpiloquio specie se accompagnati da qualche colpo di frustino o strattone al guinzaglio: fermezza e pacatezza si sono dimostrate ottime armi per imporgli nuove situazioni e ottenerne prestazioni soddisfacenti.
Diamo molta importanza al bondage e ai rituali di preparazione e comportamento ai quali deve sottostare con assoluto scrupolo. La notte, ad esempio, lo teniamo legato ai piedi del nostro letto e la mattina personalmente gli somministro la quotidiana razione di frusta legandolo saldamente alla balaustra della scala dopo che ci ha servito la colazione a
letto.
Quando é al nostro servizio non può disporre del suo corpo, quindi lo teniamo legato o, se deve servirci, limitiamo i suoi movimenti con corte catenelle fissate ai polsi e alle caviglie, gli è inoltre assolutamente vietata qualsiasi attività fisica o fisiologica senza autorizzazione: naturalmente gli è proibito di godere senza il nostro consenso; con molta pazienza ed applicazione é stato egregiamente addestrato a soddisfare in diversi modi e svariate posizioni sia me sia mio marito o tutti e due contemporaneamente (l'ho reso piacevolmente abile nell'uso della lingua).
L'uso del retto é agevolato dalla periodica collocazione di apposito fallo dilatatore (all'atto di presentarsi a voi deve portarne uno infilato e fermato); per poterlo utilizzare frequentemente e senza danno provvediamo ad una efficiente lubrificazione e ad una certa cautela in fase di penetrazione.
In occasione di piccoli ricevimenti lo abbiamo impiegato nudo con collare, guinzaglio ai testicoli e mascherina per il servizio e in alcuni casi anche per il piacere dei nostri più fidati ospiti. É già stato esibito con un'altra occasionale schiava. Per garantire la nostra e la sua salute siamo stati scrupolosissimi perché fosse sempre usato con tutte le precauzioni igieniche e profilattiche necessarie, vi raccomandiamo altrettanto.
Dal punto di vista anatomico ha un pene di ridotte dimensioni (una nostra amica ha dimostrato che é perfetto per farsi sodomizzare), se dovesse palesare difficoltà di mantenimento dell'erezione, in particolare quando viene impiegato in condizioni a lui nuove, molto efficace è la legatura dei testicoli; uno é più piccolo dell'altro e può creare qualche problema in fase di bondage. Tendenzialmente è eterosessuale, ma è stato addestrato anche a rapporti bisex; la penetrazione nel retto gli viene praticata come atto di sottomissione e umiliazione impostogli dalla Sua Signora.
Molto sensibili sono i capezzoli che trattiamo con pesi e pinze (provvedete
a rimuovere quelle che porta all'atto della presentazione perché sono molto dolorose e non si possono portare a lungo); sopporta se pur dibattendosi e lamentandosi la cera calda, la frusta, il frustino da cavallo, il paddle, la canna e il salice fresco: solitamente i trattamenti più energici sono destinati ai glutei; se i suoi lamenti, eccessivamente forti, dovessero crearvi qualche problema, specie se praticati all'aperto, legatelo più strettamente e procuratevi un buon bavaglio che possa mordere; ha già subito sospensioni per i polsi e le caviglie.
I testicoli, come già detto, sono oggetto di bondage molto vario e frequente con cinturini di cuoio, legacci, fiocchi, anelli, cordoni, pesi ecc. (fatevi illustrare tutte le legature che gli abbiamo insegnato e imposto); quando lo percuotiamo evitiamo che i colpi siano diretti sui testicoli per mantenerlo in perfetta efficienza.
Vi consigliamo di esaminarlo la prima volta in luogo pubblico per verificare se ha rispettato quanto prescrittogli e per tutto quanto non trova spazio qui e che si riferisce alle sue capacità ed esperienze potete domandare direttamente a lui: ha avuto ordine di rispondere dettagliatamente senza alcuna reticenza.
Usatelo dunque come meglio credete, ma vi chiediamo di salvaguardare la sua integrità fisica. In mancanza di sorveglianza e guida sarà sovrappeso, controllategli l'alimentazione e tenetelo in esercizio.
É stato ripetutamente utilizzato anche in altri compiti come apprezzabile cuoco, autista attento, maggiordomo discreto, segretario capace, domestico passabile. É assolutamente fidato, sano e disinteressato
Buon divertimento
Angela e Icaro
2
0
19 years ago
leopold84,
49
Last visit: 9 years ago
-
I pifferi di montagna
Sono Monica, 35 anni bel fisico snello, seno sodo terza misura, un bel
sederino e due belle gambe. Gli amici mi definiscono una gran bella
gnocca. Mi piace fare l’amore senza limiti, quando trovo la persona
giusta. Al momento sono sola e lavoro presso una grossa azienda.
Circa un mese fa il direttore del mio servizio mi chiama e mi dice che la
settimana dopo avremmo dovuto andare a Milano per un incontro di
lavoro con alcuni nostri importanti clienti. La mia presenza si rendeva
necessaria perche’ ero una delle esperte della linea di prodotti che
interessavano i nostri clienti. Devo precisare che il mio direttore
(Marco) e’ un bell’uomo maturo ma data la sua eta’, 57 anni, non mi
aveva mai ispirato nulla di particolare se non qualche apprezzamento
sul suo fisico, decisamente giovanile, nonostante l’eta’. Inoltre in
ufficio correva voce che Marco fosse il tipo che ci prova con tutte e che
con diverse colleghe ci fosse anche riuscito. Quindi tutto sommato un
tipo da prendere con le molle. Il giorno prefissato arriviamo a Milano in
aereo e trascorriamo tutto il resto della giornata in riunione di lavoro.
Il bello e’ che Marco fin dal momento in cui ci eravamo incontrati
all’aereoporto aveva avuto un atteggiamento assolutamente
professionale, senza nulla cedere al personale.
Finita la riunione, siamo rimasti soli io e lui, erano circa le sette del
pomeriggio, e lui mi dice che eravamo stati invitati ad una cena con i
nostri clienti per festeggiare l’accordo raggiunto : e poi, facendomi un
complimento, aggiunse : “sopratutto per merito tuo”. Mi chiese di
mettermi carina per la serata in modo da consolidare l’accordo con il
capo della delegazione di clienti, che per tutta la riunione mi aveva
fissato con l’occhio da ... pesce morto. Accettai volentieri perche’ tra
l’altro mi ero portata un abitino da sera prevedendo l’impegno. Ore
otto sono nella hall : ho indossato un perizoma nero molto piccolo per
non segnare il vestito che e’ molto aderente. Non ho il reggiseno ed il
vestito ha una abbondante scollatura che fa’ risaltare molto le mie
belle tette. Il vestito inoltre arriva sopra le ginocchia ed ha un bello
spacco sul lato che, quando cammino lascia intravedere quasi tutta la
gamba. Completa il tutto uno scialle merlettato nero che mi copre le
spalle. Arriva Marco per primo , mi guarda con quello sguardo da
uomini che spoglia, mi si avvicina e baciandomi la mano mi dice che
sono veramente bella e che quasi gli dispiace di non poter restare
solo con me. Eccolo, penso io, adesso se ci prova gli faccio male. Non
era per niente brutto ed a me gli uomini maturi non dispiacciono, ma
57 anni sono tanti e poi la voce che facesse il galletto in ufficio mi
faceva pensare che lui mi vedesse come un’altro trofeo da aggiungere
alla sua collezione. Mentre riflettevo sulla situazione, lui, dopo aver
ricevuto una telefonata sul cellulare, mi dice che purtroppo la cena con
i clienti e’ saltata, ma che comunque avremmo potuto cenare insieme
io e lui. Eccolo, pensai, il furbo ha preparato il tutto. Rapidamente
presi una decisione : avrei accettato e sarei andata avanti per poi
lasciarlo a bocca asciutta : cosi avrebbe imparato !! . La cena fu’
deliziosa e Marco mi circondo’ con tutta una serie di attenzioni e
parlando di vari argomenti, senza mai toccare il sesso e senza alcun
accenno a noi due. Dopo cena mi chiese se mi faceva piacere fermarmi
al piano bar dell’albergo. Accettai senza esitazione decisa ad eccitarlo
per poi lasciarlo a ..secco. Al piano bar mi invito’ a ballare, musica lenta
le sue braccia intorno al mio corpo ed io lo lasciai stringere tanto da
sentire la flessuosita’ del mio corpo. Mentre ballavamo, abbastanza
stretti mi chiese d’improvviso quanto fossi trasgressiva. Ed io, senza
imbarazzo, gli risposi “molto con chi sa farmi eccitare” . Sentii subito
l’effetto delle mie parole sul mio ventre. La sua risposta fu secca e
decisa da vero capo : “andiamo nella mia stanza” disse e presami per
mano mi condusse dolcemente ma con estrema fermezza verso gli
ascensori. Ero un po’ agitata pensando se e come avessi potuto
interrompere la cosa. Mentre riflettevo eravamo sulla porta della sua
stanza, mi spinse delicatamente dentro, richiuse la porta si giro’ e,
stringendomi tra le braccia, mi bacio’. Sentii dei brividi percorremi la
schiena ; era divisa, una parte di me voleva andar via, l’altra parte
voleva restare. Combattuta dal dilemma, sentii le sue mani dietro la
schiena che mi stavano aprendo la chiusura del vestito. Pensai, lo
lascio fare, tanto un 57enne piu’ di tanto....... mi abbasso’ le spalline
del vestito lasciandolo scivolare giu’ dai fianchi fino a terra. Ero rimasta
in perizoma. Si allontano’ un attimo da me per ammirare il mio corpo,
poi si avvicino’ e mi prese un capezzolo tra le labbra martorizzandolo
con la lingua. Ero eccitatissima. Lo lascia fare godendo di quel
trattamento. Si fermo un attimo, mi condusse verso il letto e mi fece
stendere, poi si libero’ dei vestiti restando solo con gli slip. Si distese
al mio fianco e comincio a far scorrere la sua lingua su tutto il mio
corpo. Mi fece girare sulla pancia e sentii la sua lingua che correva sul
filo della mia schiena scendendo verso il solco di pesca del mio culetto.
Mentre mi leccava sentii che con le mani mi stava sfilando il perizoma.
Mossi il corpo per aiutarlo e rimasi nuda. Mi giro’ di nuovo sulla
schiena, con le mani mi fece aprire le gambe e guardando il mio sesso,
ormai abbondamente umido, mi disse “ adesso ti faccio provare il
paradiso” e dicendo questo appoggio’ la sua bocca sul mio sesso
cominciando a leccarmi . Era meraviglioso, sentivo la sua lingua a tratti
delicatissima a tratti irruente. Mi stava facendo provare un piacere mai
provato. Continuo’ cosi’ per un bel po’ fino a che, non riuscendo piu’ a
trattenermi allungai le mani sulla sua nuca per tenere la sua bocca
premuta sul mio sesso e gli venni tra le labbra. Lui sentendo il mio
orgasmo, non smise di leccarmi facendomi letteralmente impazzire di
piacere. Dopo qualche attimo ripresi conoscenza e vidi che lui, con
ancora gli slip addosso era inginocchiato tra le mie gambe e mi
guardava sorridendo. Decisi che era venuto il momento di ricambiare
le attenzioni, anche perche’, pur essendo venuta, ero ancora molto
eccitata. Mi sfilai da lui, mi inginocchiai davanti e gli tirai fuori un bel
tronchetto di carne grosso e sufficientemente lungo, con un glande
violaceo che sovrastava la forma cilindrica perfetta del pene turgido.
Non esitai un attimo, mi abbassai a prenderglielo in bocca e comincia a
ricambiare i giochi di lingua a cui mi aveva sottoposta. Si vedeva che
gradiva molto, mugolando e sussurandomi “dai .. si..continua...” non
duro’ molto, sentii tra le mie labbra che il turgore del pene aumentava
unitamente al suo ansimare, accelerai il ritmo delle labbra facendole
scorrere fino a farlo entrare tutto nella mia bocca ed all’improvviso
sentii gli spasimi del suo orgasmo che mi riempi’ la bocca schizzando
piu’ volte. Continuai a succhiarlo notando che nonostante l’eta’ e
l’orgasmo appena avuto non aveva per niente perso la sua turgidita’.
Mi staccai da lui e mi distesi sulla schiena restando con le gambe
divaricate e lui inginocchiato in mezzo. Mi guardo sorridendomi e mi
disse : “sei tutta bagnata, sei stata bravissima, ma io non sono
ancora sazio di te” e cosi dicendo mi si stese sopra e sentii il suo
membro penetrarmi nella vagina. Non era certo la prima volta che
andavo a letto con un uomo, ma stranamente sentii una sensazione di
pienezza mai provata prima. Mi riempiva il ventre in modo bellissimo,
aveva cominciato un movimento lento entrando ed uscendo dalla mia
fichetta, facendomi sentire ad ogni movimento il turgore del suo
glande. Non era ancora soddisfatto, volle farmi girare, mi fece
inginocchiare e mi penetro’ nuovamente tenendomi ben salda per i
fianchi. Amo essere presa in quella posizione, e mi lasciai andare ad
un secondo orgasmo mugolando e pregandolo di continuare. Lui,
sentendo che ero venuta continuo il suo movimento dentro di me ed
allo stesso tempo con un dito comincio a stuzzicarmi il buchetto del
culo. Non amo molto il sesso anale, ma lo lasciai fare riprendendo ad
eccitarmi, lui se ne accorse e, dopo avermi penetrato lo sfintere con il
dito, sfilo il suo pene dalla fichetta e , molto delicatamente lo spinse
sul buchetto forzando lo sfintere che cedette lasciandolo entrare nelle
mie viscere. Non era la prima volta che mi facevo penetrare dietro, ma
quando lui lo spinse dolcemente fino in fondo, provai una meravigliosa
sensazione di pienezza che mi piacque. Accidenti, era instancabile,
continuo’ a cavalcarmi in quella posizione per un po’ facendo crescere
il mio piacere e la mia eccitazione. Mai mi era piacuto tanto farmi fare il
culo. Ad un certo punto mi sussurro’ in un orecchio “dove vuoi che ti
riempia, bambolina ??” Credo che il mio fu quasi un urlo “nella fica , ti
prego nella fica” Non si fece pregare, si sfilo, mi giro di nuovo sulla
schiena ed un attimo dopo era di nuovo dentro di me che entrava ed
usciva tenendomi la gambe ben aperte. Questa volta pero’ era molto
piu’ irruento ed anch’io spingevo il mio ventre contro il suo ribattendo
colpo su colpo. Raggiungemmo l’orgasmo insieme, lui spingendosi a
fondo dentro di me e facendomi sentire il suo sperma caldo che mi
invadeva ed io ricambiandolo con le mie contrazioni che continuarono
anche dopo che lui si lascio’ andare su di me, rimanendo comunque
dentro la mia fica. Quando si fu calmato il nostro ansimare, non potei
fare a meno di dirgli “ Sei meraviglioso, la piu’ bella scopata della mia
vita “.
Da quel giorno, ogni tanto ci rivediamo per degli incontri di splendido
sesso. Evviva i 57enni se sono cosi’.
Un giorno gli ho raccontato della mia idea di punirlo poi finita in una
meravigliosa scopata e lui mi disse : “Hai fatto come i pifferi di
montagna, andarono per suonare e vennero suonati”
By Monica . sep 15 , 2005
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1
19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
Terzo di coppia la prima volta
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Dopo i convenevoli,mi chiedono se possono fermarsi a riposare e a mangiare qualcosa,(io il sabato a pranzo ero chiuso e da solo,andavo a mettere a posto la contabilità e a preparare i frigoriferi dei vini),gli dico che è presto e comunque avrei telefonato a mia moglie per farla venire (lei è la chef,io stò in sala).
Mi bloccarono con il telefono in mano dicendomi che non volevano disturbare mia moglie visto che era l unico giorno che poteva far festa e dedicarlo alla casa,si sarebbero accontentati di uno spaghetto al pomodoro.
Non essendo la prima volta che il sabato a pranzo me la cavavo da solo accettai,e loro mi chiesero di chiudere a chiave la porta,anche se successivamente l avrei fatto da solo.
Li feci accomodare nel salotto e portai loro un aperitivo,poi ci si mise a conversare tranquillamente,erano già clienti,ma normalmente del venerdì sera,erano romani ed avevano un appartamento in centro a Firenze che sfruttavano per andare a vedere le partite della fiorentina di cui erano tifosi ed abbonati.
Luigi stava preparando la tesi in economia e commercio e lavorava nello studio di commercialista del padre,Isabella frequentava la stessa università ma era a metà circa,si erano sposati da poco più di un anno ed abitavano in un bell appartamento regalato loro dal padre di lei,altro grosso commercialista romano.
Insomma chiacchiere amichevoli per far passare un po di tempo.
Quando li faccio accomodare al tavolo,Luigi mi chiede se Isa può venire a vedere come si svolge il lavoro in cucina,e che non aveva mai visto la cucina di un ristorante.
Io accetto,la precedo (avevo la cucina al piano di sotto e delle brutte scale a chiocciola per scendere),la prendo per mano e l aiuto nella discesa.
Ovviamente lo sguardo mi cade sulle gambe,che gli rimangono praticamente scoperte,gli vedo il reggicalze ed un mini perizoma entrambi rossi,il tutto confesso non l avevo programmato.
Lo sguardo ci indugia abbastanza da far si che lei se ne accorga e mi sorrida ed io da buon imbranato colto in castagna divento rosso come un peperone e mi giro a far finta di far qualcosa.
Appena rientrato al colore naturale gli faccio fare il giro della cucina e gli spiego l uso dei macchinari.
Poi inizio a preparare per loro,metto su un pentolino con l acqua per cuocere la pasta e mentre stò per accendere il fornello,vedo Isa che stà cercando di salire su un banco per mettersi seduta.
Mi offro di darle una mano,lei accetta,mi abbraccia al collo ed io prendendola per i fianchi la alzo agevolmente e la metto seduta.
Il problema,a questo punto è che la mini gli si è alzata,il reggicalze è completamente visibile ed io mi sento imbranato,non so cosa fare,lei indugia nel lasciarmi il collo,poi appena libero mi giro e cerco di fare l indifferente.
Sono sempre stato un ragazzo sveglio,e difficilmente nella normalità mi sarei fatto prendere dal panico,ma sul lavoro avevo sempre evitato situazioni simili,in più da quando mi ero sposato avevo evitato di avere altre donne,prima mi ero divertito ora avevo fatto una scelta.
Acceso i fornelli,mi volto a guardarla e lei era sempre scoperta ed in più aveva aperto le gambe ed ora vedevo anche il piccolo triangolino rosso che copriva il suo sesso,stavo andando in escandescenza e negli slip il mio arnese si stava ingrossando.
Lei con una noncuranza tipica delle mangiatrici di uomini,mi chiede di farla scendere perché il banco era freddo e glielo stava trasmettendo addosso.
Mi precipito per farla scendere,anche per togliermi davanti agli occhi questa agonia,ma avvicinatomi al banco,mentre gli metto le mani sui suoi fianchi per alzarla e riposarla a terra,le sue labbra sfiorano le mia,e poi dolcemente mi chiede se mi piace.
Certamente,gli dico,sei bellissima,e lei che ha ancora le braccia intorno al mio collo mi bacia nuovamente,e non si stacca,passa da un bacio dolce e delicato ad uno appassionato dove anch io mi lascio andare ed incrociamo le nostre lingue,le mie mani riprendono l istinto e iniziano ad accarezzarle il corpo,si infilano sotto alla sua maglia,le tolgono il reggiseno e si mettono a giocare con i suoi capezzoli,che sono durissimi,le sue tettine sono sode,piccole e belle,nel frattempo le nostre labbra non si sono ancora staccate,sembrano avide di baci,le nostre lingue sono in guerra tra loro,si intrecciano,i nostri denti le mordono,in morsi brevi e dolci.
Una mia mano scende e si intromette all interno di quel pezzettino rosso,è un lago.
L accarezzo dolcemente e lei mugola già,mi stacco dalla sua bocca,gli tolgo il maglione ed inizio a baciare il suo corpo,alterno lingua,labbra e denti;prima sul collo,poi a scendere,seni,pancia fianchi,con una mano continuo ad accarezzarla e lei continua gemere.
Arrivo al monte di venere,la mia lingua scivola verso il suo inguine,le mie labbra iniziano a succhiare l attacco della gamba con il corpo e lei inizia a gridare,mi fermo la guardo e le faccio cenno di far silenzio,lei alza le spalle e mi dice di non preoccuparmi.
Continuo,gli succhio l altro attacco e poi mi metto ad alitare sulla sua micetta,dopo avergli tolto la pseudo mutandina tutta fradicia di umori.
Le mi forza la testa fra le gambe,ma io che aspettavo questo gesto tipico non mi sposto e continuo ad alitare,lei grida, vuole che la lecci,che la morda,che la baci,mi supplica,ma io niente,ogni tanto do un colpo di lingua nell inguine,ma stando attento che i suoi movimenti non mi portino a sfiorare il suo sesso,gli fermo le sue mani che vorrebbero sditalinarsi e continuo imperterrito sino ad un urlo pazzesco liberatorio del suo orgasmo,solo a quel punto inizio a leccarla e a scoparla con la lingua facendola mugolare e muovere al punto di portarla ad un nuovo orgasmo.
Cola che come quantità sembra quasi il nettare maschile,io non me ne lascio scappare nemmeno un goccia e quando lei stà per giungere ad un nuovo orgasmo,si blocca,si alza e scende,mi bacia e mi risucchia una parte del suo nettare che è nella mia bocca.
Poi con bramosia,mi apre i pantaloni e mi tira fuori l'essere e se lo infila in bocca,quasi volesse mangiarlo,prima forte in maniera sconnessa e forsennata,poi sempre più docemente fino a mandarmi in visibilio,ma non vuole che venga,ci gioca, come ho fatto io con lei,mi porta sul punto e poi mi mordicchia,un dolorino leggero eccitante ma che mi blocca,poi passa ai testicoli,li lecca li succhia,poi risale e gioca con la cappella,la prego di farmi venire,ma lei con il mio affare in bocca mi guarda,mi sorride e scote la testa come un no.
Dopo vari tentativi abbandona il mio arnese e torna a baciarmi,me lo prende e se lo infila dentro di se.
Sento un rumore,mi volto ed in fondo alle scale c'è Luigi con il suo uccello in mano che si stà masturbando,lo vede anche lei e gli grida che è un cattivo e non deve menarselo,allora lui smette e si siede con il membro durissimo che sicuramente gli farà male.
Noi scopiamo e preso da un'eccitazione strana successiva alla vista di Luigi comincio a gridargli che gli scopo la moglie,che lui non ne è capace e a dirle di tutti i colori anche a lei,che è una troia,che ha un marito mezza checca e via,questa situazione mi aveva portato all'orgasmo,cosicchè io venni con un grido e lei mi seguì a ruota dimenandosi ed urlando.
Poi senza staccarsi mi abbraccia con le gambe ed inizia a scoparmi lei,anche Isa gli dice di guardare come si scopa una donna,come la si fa godere,lei viene ancora due volte,poi mi sussurra che vuole che la inculi,non lo a mai fatto ma vuole farlo vedere a Luigi,che è ancora eccitatissimo.
Mi stacco da lei e fado in frigorifero a prendere un panetto di burro,quando mi giro,Isa ha messo la fica sulla bocca di Luigi e gli fa leccare il miscuglio di sapori dei suoi e del mio orgasmo,poi si stacca,gli grida che lo ama e torna da me,io le accarezzo il sesso bagnatissimo e scendo a leccarla,piano piano inizio a far entrare la punta della mia lingua nel suo buchetto,è stretto e promette bene,infilo prima un dito che ho precedentemente infilato nel burro,poi passo a due dita e infine a tre,si fa ungere sotto lo sguardo eccitatissimo di Luigi che non sa come fare per toccarsi il membro,e sembra che gli scoppi.
Per me è la prima volta che vedo un uccello maschile in tiro e da una parte mi eccita,da un'altra mi disturba vederlo così (penso)sofferente.
Metto Isa in posizione proprio davanti gli occhi di Luigi spalmo ancora nel burro nel buchetto e sul mio coso ed inizio ad entrare,il buchetto è stretto,ma lei è rilassata e piano piano entro.
Mentre ho appena fatto entrare la cappella con Isa che geme,che mi chiede di sfondarla,squartarla,sento una lingua che alterna il mio membro alla fichetta di Isa,che geme in modo particolare ogni qualvolta gli tocca il clito,poi arriva a leccarmi anche le palle.
Intanto io sono entrato dentro completamente al culo di Isa,mi fermo,rimango immobile per diversi secondi,mentre la lingua di Luigi lecca i nostri sessi,Isa mi dice che la stò uccidendo,che lo sente in maniera paurosa,e che vorrebbe che uscissi.
Inizio invece a muovermi,prima piano con Isa che mi prega di smettere,poi sempre più forte,e la stessa Isa mi supplica di non fermarmi di spaccarla,sfondarla spaccargli il culo,l'intestino,che lo sentiva in bocca,in pancia.
Un orgasmo dietro l'altro,non so quanti,ma diversi la mandano veramente di fuori,poi gli grido che stò venendo anche io e lei mi prega di venirgli in fica,detto fatto,esco dal dietro ed entro davanti,ancora 4-5 pompate e veniamo assieme.
Rimaniamo attaccati ancora qualche secondo,poi lei si stacca,mi bacia in bocca,poi me lo prende per ripulirlo,ma prima ordina a Luigi di pulirgli la fichetta,lui ubbidisce prontamente.
Il suo tocco di lingua è portentoso,riesce a tirarlo nuovamente su e, completamente inaspettato,fa mettere seduto per terra suo marito,ci si impala sopra,il tutto senza staccarsi con le labbra dal mio membro.
Il poverino,forse avrà resistito si e no 15 secondi,prima di svuotarsi nel grembo della moglie,che lo ha ancor più deriso dicendogli che doveva imparare da me come si rendono felici le donne.
Mi ha spompinato a lungo ed ha voluto che glielo rimettessi dietro,dove ha goduto in maniera pazzesca,si è fatta scopare ancora e lì sono venuto per la terza volta in due ore e mezza.
Luigi ha pulito di nuovo,si è meritato un paio di baci sul membro ed è di nuovo venuto in pochi secondi,ma questa volta per terra,e su ordine di Isa ha anche ripulito.
Questa è stata la mia prima volta che sono stato il terzo di coppia,la relazione con Luigi e Isabella è durata più di tre anni,fin dopo la laurea di lei,dopo di chè è rimasta incinta (forse mio ?),e non si sono più messi in contatto con me,e visti che questi erano gli accordi,non mi sono mai messo a cercarli,anche se devo dire,mi ero affezionato a loro.
E questo è solo l'inizio
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19 years ago
edward154067,
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Notte veneziana
E’ con vivissimo piacere che finalmente ho l’opportunità di mettere per iscritto un fatto appena accaduto e non più solamente uno dei meravigliosi ricordi di qualche anno fa. Per una coppia riprendere le fila di un discorso interrotto da qualche anno, reimmergersi in quel caos di emozioni abbandonato a causa di altre pur felicissime scelte di vita è meno facile ed immediato di quanto si possa pensare. Non si è più esattamente gli stessi di prima e diventa necessario “riprendere le misure” dei propri desideri ed esigenze e soprattutto rompere una routine da tempo consolidata sulle esigenze familiari e sulla stanchezza derivante dalla cura dei figli piccoli. Viene naturale poi domandarsi se una mamma, felice di esserlo, non possa avere problemi e conflitti a "cambiare pelle", anche se soltanto per poche ore, e tornare ad essere la femmina spregiudicata di qualche anno prima, sempre disposta a sedurre ed essere sedotta. Ma, a quanto sembra, le emozioni possono tornare prepotenti a galla e camminare da sole dissolvendo ogni coltre di torpore sessuale. E’ sufficiente solo non ostacolarle troppo e nutrirle con un minimo d’iniziativa. E stavolta l'iniziativa viene proprio da lei. La settimana scorsa è capitata l'occasione di compiere un breve viaggio con il camper nel nord Italia, e non mi è parso vero sentirmi dire da mia moglie se era il caso che lei si risentisse con Alfredo, magari cogliendo l'occasione per andarlo a trovare insieme a me a Venezia. Se ne era naturalmente già parlato in precedenza, nel momento stesso in cui lei aveva espresso il desiderio di riprendere a giocare con il sesso; le tante insicurezze infatti le facevano desiderare che la cosa avvenisse con una persona fidata e già conosciuta. E Alfredo è sempre stato per lei il candidato per eccellenza. Ma in queste cose tra il dire ed il fare… Mia moglie ed Alfredo si conobbero ad inizio 2001. Io e lei eravamo sposati da poco ed in quel periodo lei era stata incaricata dalla sua azienda di partecipare ad una riunione in una grande città europea. Nel corso di quell'incontro si erano conosciuti ed era scattata la scintilla. Lei aveva già da tempo il mio consenso esplicito ad intrecciare relazioni-avventure con altri uomini e gratificava meravigliosamente la mia vocazione di cuckold approfittando di tale possibilità e mettendomi poi regolarmente al corrente di tutto ciò che accadeva. La vita d’albergo che sovente faceva le dava la necessaria libertà d’azione e creava facili occasioni. Riguardo all’incontro con Alfredo, lei mi riferì con un entusiasmo piuttosto inconsueto dell‘eccellente intesa sessuale che aveva con quest'uomo, un quarantenne scapolo di bell'aspetto, professionista indipendente. Iniziarono a frequentarsi abbastanza regolarmente, e nonostante la distanza non indifferente che separa Roma da Venezia, Giorgia almeno una volta al mese prendeva il treno e andava a trascorrere il week-end a casa sua. Mi raccontava poi di come trascorrevano le serate girando abbracciati per i mille locali e localini di Venezia, che lui conosceva come le sue tasche, tracannando superalcoolici per poi rintanarsi in casa ed abbandonarsi semiubriachi ad ore ed ore di sesso sfrenato. Mi resi conto subito che Alfredo aveva un ascendente particolare su mia moglie: normalmente, quando le capitava di andare a casa di un altro uomo o in albergo mi telefonava con regolarità e mi teneva informato sugli sviluppi della situazione, condividendoli con me qualche volta persino in tempo reale, magari lasciando il cellulare acceso a mio beneficio durante i rapporti intimi che aveva con l’amico di turno. Con Alfredo invece lei usciva dalla mia vita il venerdì pomeriggio alla stazione Termini e non avevo più sue notizie fino alla domenica pomeriggio sul tardi, quando mi chiamava dal treno che la stava riportando a Roma per darci l'appuntamento alla stazione. Un altro sintomo di un particolare stato di cose era lo stato di svuotata spossatezza che seguiva queste trasferte e che durava diversi giorni. Ricordo vividamente il ritorno dal suo primo viaggio veneziano… era sconvolta, trascorse due giorni a letto con febbrone e mal di schiena e non era più nemmeno la stessa. Trascorremmo una settimana piuttosto spiacevole, senza avere rapporti sessuali. Lei sembrava vivere in un mondo tutto suo e la cosa destò in me più di qualche perplessità. Mia moglie era sempre stata perfettamente in grado di gestirsi le sue situazioni, passando da un uomo all'altro senza il minimo turbamento emotivo. Questa volta invece c'era una tempesta in corso. Una volta la colsi in un momento di dormiveglia e mi confessò di sentirsi malata ed innamorata. Alfredo però aveva, bontà sua, la capacità di saper tenere una donna alla debita distanza. Mi resi conto che lei ebbe dei momenti di sofferenza per questa ragione. Momenti che me la fecero amare ancora più profondamente e che comunque si dissolsero relativamente in fretta, assorbiti dal viscerale bisogno reciproco che sempre ci ha legati. In seguito, al terzo incontro mi pare, lui contribuì ulteriormente a rimarcare la natura unicamente trasgressiva della loro relazione, proponendole di presentarla al suo migliore amico. Una felice nottata spesa a casa di quest’ultimo, a Mestre, a dividere i suoi favori tra i due amici, unitamente ad una certa costante indifferenza ostentata da lui al di fuori degli incontri, dissero l’ultima parola sulla natura del loro rapporto, che da allora rimase tale, caratterizzato da reciproca simpatia, disponibilità ed attrazione, ma nulla di più. Poi venne l’estate, io e lei prendemmo la decisione di mettere al mondo un bimbo e tra lei ed Alfredo la cosa in pratica finì, o meglio rimase in sospeso, limitata agli auguri di Natale e una telefonata ogni sei mesi. Giorgia ed Alfredo dunque si sentono per telefono. Lei lo informa del fatto che saremmo dovuti passare a Treviso e che ci avrebbe fatto piacere incontrarlo, se la cosa era reciproca. Lui si mostra subito disponibile a fare la mia conoscenza e ad ospitarci a casa sua. Un bel venerdì mattina di inizio settembre ci mettiamo dunque in viaggio verso il nord-est. Trascorriamo la serata e la mattinata successiva a svolgere le attività che erano il motivo originario del nostro viaggio e ci ritroviamo il sabato pomeriggio a parcheggiare il camper al Tronchetto. Siamo entrambi molto emozionati. Non abbiamo il minimo dubbio sulla natura dell’incontro, Alfredo non ha infatti mai ignorato che la sua compagna di giochi sessuali è una donna sposata con un marito cuckold al corrente di tutto. I pochi chili in più ancora da smaltire ossessionano la mia compagna che passa nervosamente da un vestito all’altro chiedendomi quale contribuisce maggiormente a nascondere i difetti. Come faccio incessantemente da diverso tempo a questa parte la abbraccio con amore rassicurandola sulla sua desiderabilità e sensualità, che nessun rotolino di ciccia in più può inficiare. I suoi capelli lunghi e dorati, i dolci occhi azzurri, il seno prosperoso e sodissimo di quarta misura, le gambe toniche, il sedere abbondante e provocante, l’odore meraviglioso della sua pelle, tutto concorre a dipingere nella mia mente l’immagine dell’angelo sensuale che adoro, nella mente degli altri uomini invece l’immagine di una appetitosa femmina da letto, con tutte le maniglie ben sviluppate nei punti giusti a cui afferrarsi e di cui servirsi. Intendo prepararla devotamente all’incontro: preparo una bacinella di acqua tiepida e mi dedico con cura alla sua zona pubica. Elimino pazientemente i peli attorno e sulle grandi labbra della fica e la lascio con un rado triangolino pubico. Mi accerto della bontà del mio lavoro con un paio di profonde lappate che mi mandano fuori di testa. Ha la fica già umida, e mi permetto di dubitare che la causa sia stata il solo stimolo della depilazione. Avrei voluto vederla con le autoreggenti ma il caldo umido della serata veneziana sconsiglia di coprirsi troppo. Quindi solo mutandine nere di pizzo e reggiseno anch’esso nero. Una bella gonna bianca, vaporosa e trasparente le scivola fin sotto il ginocchio. L’effetto è esaltante, le mutandine infatti risaltano perfettamente tra le pieghe della gonna e testimoniano la natura trasgressiva della nostra serata. Sopra una maglietta aderente mette in evidenza gli sviluppatissimi seni completando l’opera. Le stradine di Venezia ci vedono camminare sotto gli sguardi interessati della maggior parte degli uomini nonché di tutti coloro a cui siamo costretti a chiedere informazioni per orientarci nella babele di viuzze interne. Giungiamo al “campo” dell’appuntamento verso le 20.00 e ci sediamo ad un bar aspettando l’arrivo del nostro ospite. Lui tarda un po’, noi ci concediamo un prosecco. Vado a lavarmi le mani alla toilette e quando torno lui è già arrivato. Lo trovo seduto accanto a mia moglie, stanno chiacchierando e sembrano entrambi soddisfatti di rivedersi dopo quattro anni. Mi avvicino e ci salutiamo con cordialità. Decidiamo per una cena a base di carne e ci incamminiamo per strade e vicoli che conosce soltanto Alfredo. Arriviamo ad un ristorantino molto grazioso su una piazzetta veneziana a noi sconosciuta, con i tavolini fuori. Facciamo per sederci ad un tavolo da quattro, mia moglie si accomoda davanti a me per lasciare il posto vicino disponibile per lui, che invece, forse per delicatezza nei miei confronti, non vuole approfittarne e non gli resta quindi che la sedia accanto alla mia. Trovo la cosa inaccettabile, mi alzo e buttandola sullo scherzo invito lei a scambiarci di posto sistemando così la situazione. Ben presto però si mette a piovere e dobbiamo trasferirci all’interno. Adesso lui si sente libero di sederle accanto senza problemi. Io e mia moglie avevamo parlato a lungo di come affrontare l’incontro. Il mio desiderio profondo rimane sempre quello di essere il terzo escluso e lasciare lei in balia dell’iniziativa dell’altro uomo, ma, all’occorrenza non ho alcun problema ad unirmi agli sforzi dell’altro per mettere lei in mezzo ed aumentarne il coinvolgimento. Con lui non sapevamo esattamente che pesci pigliare. Il fatto che le avesse proposto quattro anni prima un incontro con il suo migliore amico lasciava pensare che apprezzasse il gioco di gruppo, ma il dubbio che la presenza del marito lo infastidisse e che preferisse che io rimanessi in disparte c’era. Le cose vanno spontaneamente nella prima direzione: infatti appena li vedo vicini l’emozione prende il sopravvento. Era troppo tempo che non vedevo mia moglie accanto ad un altro. Vedere lei che, tra una portata e l’altra inizia ad accarezzargli gli avambracci pelosi e ad appoggiargli ogni tanto la testa sulla spalla mi causa uno stato di costante erezione e, come sempre mi accade in questi casi, mi ammutolisco, provando fitte addominali ad ogni esternazione anche banale che avviene tra i due. Osservarla mentre gli accarezza le mani chiacchierando oppure sorprenderli a sorridersi mi procura un piacere quasi doloroso nella sua intensità e mi rendo conto di non essere in grado di controllare un’eventuale partecipazione sessuale senza crollare irrimediabilmente dopo pochi minuti. I giochi sono fatti, il cuckold che è in me prende prepotentemente il sopravvento. Mi alzo in continuazione con la scusa di andare in bagno, mentre invece desidero poterli guardare da lontano seduti accanto al tavolo da soli. Esco dal ristorante a prendermi la pioggerellina sul viso per smorzare le vampate di calore che mi assalgono ma anche per il solo immenso piacere di poterli sbirciare dalla finestra, nonostante il fatto che non stanno facendo assolutamente nulla di erotico, solo chiacchierando affettuosamente. Lui dopo l’iniziale bottiglia di prosecco ordina ben due bottiglie di rosso friulano, e dopo il quarto o quinto bicchiere l’alcool unisce i suoi effetti a quelli dell’incessante turbamento a cui sono sottoposto, e questa miscela mi sega letteralmente le gambe, quasi non ce la faccio a stare in piedi, figuriamoci a sostenere una conversazione intelligente, che lascio gestire completamente a lui. Finita la cena usciamo nella notte veneziana. Pioviccica un’acquerugiola non fastidiosa, e senza che nessuno dice niente mia moglie ed Alfredo iniziano a camminare tenendosi per mano o abbracciati. Io rimango escluso dalla loro intesa e dalla conversazione, li seguo tenendomi ben in disparte, godendo intimamente di questo fatto. Ancora non li ho visti darsi nemmeno un bacio e già mi sento morso dalla gelosia. Alfredo però pare non avere la minima intenzione di precipitare le cose. Camminiamo per le calli umide di pioggia, fino a rifugiarci in un locale gestito da alcuni cinesi. Alfredo ordina un gin-tonic a testa che riesco miracolosamente ad ingollare e si mette a scherzare con il barman. Giorgia inizia a perdere il controllo e si appiccica a lui, accarezzandogli le braccia, abbracciandolo e passandogli spesso le mani sul petto. Vado in continuazione al bagno, nella speranza di sorprenderli finalmente a pomiciare al mio ritorno. Cambiamo bar e finiamo in un locale tutto tecnologico frequentato da parecchi tizi border-line, dove iniziamo a bere grappa. L’atroce miscuglione di vini e superalcoolici inizia a fare effetto e sorprendo finalmente Alfredo a palpare le tette di mia moglie. Lei lo lascia fare inebetita ed intanto la conversazione scivola su temi piuttosto spinti. Mi rendo conto che le intenzioni di Alfredo sono quelle di attirare l’attenzione all’interno del locale. Voglio naturalmente appoggiarlo, quindi scivolo alle spalle di Giorgia ed inizio a palparla a mia volta in modo inequivocabile sulle tette e sui fianchi. Lei ormai ubriaca ci lascia fare assecondando le nostre manovre. Suscitiamo presto le ire di una delle ragazzette di un gruppo di amici che inesplicabilmente protesta a voce alta contro noi due perché a sua detta mostriamo di non portare rispetto per una donna. Alfredo si diverte a provocarla e la invita più volte a baciare in bocca mia moglie, scandalizzandola. Mentre lui è occupato a far caciara lei mi rivolge la parola dicendomi sottovoce che muore dalla voglia di scoparselo. Un po’ meno scandalizzati sono i maschi presenti nel locale che invece ci tengono d’occhi come lupi affamati. La notevole stazza sia mia che di Alfredo però sconsiglia probabilmente i tizi di prendersi facili confidenze o di esprimere sgradevoli commenti ad alta voce. Appena Alfredo si riavvicina a mia moglie scatta tra loro due il primo bacio con la lingua. Mentre loro intrecciano le lingue mi diverto a palpare indecorosamente il culo a Giorgia con entrambe le mani. Rompo definitivamente ogni ulteriore argine informandolo del fatto che nel pomeriggio avevo provveduto a depilarle la fica per consentirgli di scoparla in modo più piacevole. Mentre usciamo dal locale uno dei presenti mi chiede “scherzando” se abbiamo bisogno “di una mano”. Un altro tizio, tra l’altro orrendo, si mette a seguirci per la strada e ci chiede se vogliamo andare a bere qualcosa nel suo bar, che data l’ora tarda era chiuso ma lui lo avrebbe aperto volentieri apposta per noi. Lo mandiamo a quel paese senza tanti complimenti. Arrivati a casa sua Alfredo e mia moglie si siedono sul divano, io mi arrocco su un’improbabile poltrona davanti a loro. Mi aspettavo un assalto della Bastiglia, invece lui pare voler prendere tempo. Si mette a decantare le bellezze di Venezia, parla di architettura e di urbanistica poi prende un albo a fumetti che mostra luoghi di Venezia dove eravamo appena passati. Ma le mani di mia moglie non stanno tranquille, scorrono impazienti sulle braccia di Alfredo, si insinuano impudicamente nella sua camicia, le sue dita iniziano a frugare tra i peli del petto mentre lo guarda negli occhi tenendo il viso vicino a quello di lui. Da troia consumata inizia a premere le tette contro la sua spalla, finchè finalmente l’albo a fumetti fa la fine che merita scivolando dimenticato sul pavimento. Le loro bocche e lingue si incollano, continuando a baciarlo Giorgia si toglie il reggiseno mentre lui si sfila scarpe e pantaloni, lei si scopre una tetta e guida la mano di lui sul capezzolo. La soffice gonna bianca di mia moglie risale velocemente fino a lasciar scoperte le mutandine, le carezze di Alfredo si fanno sempre più intime. Mi alzo dalla sedia e vado a pagare parte del debito contratto bevendo troppo. Quando torno le effusioni stanno continuando, le mutandine di mia moglie giacciono ormai inutili sul pavimento… Giorgia sembra una cubista di un club privè, una tetta completamente scoperta ed una coperta. Alfredo le accarezza la fica con movimenti rapidi e sinuosi. Inizia un lungo lavorìo dell'uomo sulle parti intime di mia moglie che in estasi, con gli occhi chiusi, lo lascia fare. Con le dita si fa strada fino al buchetto ed inizia a tormentare pure questo senza sosta. Le fa assumere diverse posizioni sul divano che utilizza per stimolarla in modo sempre diverso, l'unica costante rimane la forchetta di dita che lavora incessantemente e contemporaneamente nella fica e nel buco del culo, allargando, inumidendo, stimolando. Mi rendo conto che Alfredo intende portare mia moglie al punto di implorarlo di darle il cazzo. Non so per quanto tempo lavora così su di lei, ma non penso meno di mezzora. Io sono stordito dal piacere e dagli effetti dell'eccesso di alcool, a cui sono poco abituato. Ho subito lasciato la poltrona davanti a loro per sistemarmi sul pavimento della stanza vicina, al buio, a masturbarmi in silenzio per far pesare il meno possibile la mia presenza. Alfredo, continuando a sditalinarla si alza in piedi davanti a lei e si abbassa le mutande davanti al suo viso. Giorgia gli prende il membro semieretto in mano, lo scappella dolcemente diverse volte, sorridendogli, mentre l'altra mano accarezza le gambe pelose dell'uomo. Si porta il membro alla bocca ed inizia a baciarlo lentamente, un attimo dopo intravedo la sua lingua insinuarsi tra il prepuzio e la cappella. Il cazzo di Alfredo le invade prepotentemente la bocca, nel silenzio notturno della stanza si sente solamente il rumore dello sciacquìo del pompino e l'ansimare di Alfredo. L'uomo la spinge ad appoggiarsi sul bracciolo del divano, avanzando con il bacino sopra di lei, per avere la possibilità di spingerle il membro ritmicamente tra le labbra con tutto il peso del corpo. Che lei gradisca quel trattamento lo si intuisce da come si stimola la clitoride con la mano libera. Alfredo si sposta ancora, abbassa del tutto le mutande e sale sopra il viso di lei. Si assesta appoggiandole le palle sulla bocca. Mi eccito morbosamente guardando il viso di mia moglie immerso in quella massa di peli con la sua lingua che esplora ed insaliva ora i testicoli ora il membro. Lentamente Giorgia ed Alfredo scivolano giù dal divano fino sul pavimento, immersi entrambi nella foga del sessantanove. Pochi minuti e lui si sottrae al sessantanove, torna ad assalirla dal retro riprendendo la forchetta ano-vagina. Da quasi un’ora sto sul pavimento stimolandomi il cazzo dolorosamente eretto mentre assisto a queste scene, sono ossessionato dal pensiero che lei non ha mai goduto con me quanto sta godendo ora con lui, mi rendo conto che la tecnica masturbatoria di Alfredo è più raffinata della mia e che mia moglie è sessualmente molto più affine con lui che con me. Questi pensieri, amplificati dall’emozione di rivedere la mia adorata troia in azione dopo quattro anni, mi gettano in un baratro di piacere masochistico. Ora non desidero altro che loro mi escludano completamente e che Alfredo prenda mia moglie e se la porti in camera da letto per farle di tutto, chiudendomi la porta in faccia e lasciandomi solo a masturbarmi nel corridoio. Mi aspetto che accada questo, invece Giorgia comincia a gattonare verso di me a quattro zampe, con lui che la incalza da dietro tormentandole fica e culo. Lei si avvicina a me e mi prende a baci violenti sul viso, mi costringe a terra, mi sale sopra e in pochi istanti si infila il mio cazzo eretto dentro la fica, iniziando a scoparmi e cavalcarmi con rabbia. Anche Alfredo pare disorientato come me da questa iniziativa e si avvicina a lei porgendole il cazzo da succhiare, che lei avviluppa e spreme tra le labbra come se volesse mangiarlo. Sono del tutto impreparato e in pochi attimi arrivo violentemente sull’orlo dell’orgasmo. Mi divincolo allarmato dall’amplesso con mia moglie per evitare di venirle dentro. Riesco miracolosamente ad estrarre il cazzo in tempo da quella meravigliosa e calda fessura carica di umori e a trattenere l’orgasmo con uno sforzo estremo accompagnato da un certo dolore. E’ in quel momento che mi prende una reazione assolutamente inconsueta ed imprevista. E’ lui il suo uomo in quel momento, è lui che deve scoparla, non io. Anzi, è lui “l’uomo”. Lei non deve venire da me a farsi scopare, io non c’entro nulla, sono lì solamente per fare il guardone ed il cornuto, lei deve piuttosto farsi portare da lui nel suo letto e farsi chiavare lasciandomi fuori della porta. L’impulso masochistico di volerle dimostrarle questo prevale: mi avvicino al suo viso mentre lei continua a sbocchinarlo. La bacio sulle guance, poi avvicino le mie labbra alle sue, gliele bacio mentre contengono ancora il cazzo di Alfredo. Le infilo la lingua in bocca e provo a scipparle il membro di Alfredo, ma lei lo trattiene fra le labbra, allora io con la mano glielo estraggo dalla bocca e lo trasferisco nella mia. E’ il primo pompino della mia vita, mi fa molta impressione il contatto con la pelle morbida del prepuzio già insalivato che mi invade la bocca, mi aspettavo piuttosto la sensazione che si prova succhiando un fallo di gomma (questo in effetti lo avevo già provato, se non altro per curiosità) ma non mi fa schifo. Scappello il cazzo dell’uomo e mi impegno a ciucciargli la cappella cercando di non fargli male con i denti. Mi aspetto una reazione quantomeno stranita da Giorgia che mai mi aveva visto in atteggiamenti omosessuali, ma lei incredibilmente trova la cosa eccitante. Alfredo sta in piedi davanti a noi due inginocchiati sul pavimento. Io e Giorgia iniziamo a spompinarlo in tandem passandoci il cazzo da una bocca all’altra, marito e moglie per terra davanti all’amante di lei a litigarsi il suo cazzo… Alfredo prende Giorgia per mano, la fa alzare e ci guida in camera da letto. Si sdraia sul letto e la attira sopra di sé. Lei gli sale sopra a cavalcioni ed immediatamente i loro genitali entrano in contatto. Mia moglie prende il cazzo di Alfredo in mano e con la sua cappella inizia a massaggiarsi le labbra della vagina ed la clitoride. A quel punto il mio ruolo in quella faccenda è assolutamente in discussione. Decido di essere il loro servitore attivo. Prendo in mano il cazzo di Alfredo e lo meno per rinvigorirlo, contemporanemente sditalino lei. Poi masturbo la fica di mia moglie strofinandole sulla clitoride il cazzo del suo amante, infine inserisco la mia lingua in quel gioco osceno: lecco gli umori di lei dall’interno della fica e li deposito sulla cappella di lui avvolgendola con le labbra. L’uccello di Alfredo reagisce presto a quegli stimoli, diventa un paletto che io guido nella fica di mia moglie inserendovelo dentro. Mi eccita il fatto che non abbia il preservativo. Mentre lei ansima sopra Alfredo, dicendogli che erano quattro anni che si sognava il suo cazzo, la mia lingua dipinge sapienti pennellate su quell’amplesso. La inserisco senza sforzo nel buco del culo di mia moglie cercando la massima profondità, esco fuori e scendo verso la fica, le succhio le grandi labbra leccandole finchè mi scontro con la dura asta di Alfredo che va avanti ed indietro con un ritmo piuttosto lento e cadenzato. Mi dedico a baciargli la base del membro, ma non mi fermo ancora, l’oscena leccata prosegue sui coglioni dell’uomo che bacio e lecco per poi invertire la rotta e tornare da mia moglie. “Lo sai che tuo marito mi sta leccando le palle?” lo sento mormorare mentre lei continua ad inforcarsi su di lui. Arriva il momento che lei si disarciona dal suo amante. E’ inebetita dal piacere, in piedi al lato del letto, massaggiandosi la fica mormora che le piace vedermi fare quelle oscenità. Allora le dico di andarsi a sedere il poltrona e di guardare lo spettacolo masturbandosi. Lei esegue obbediente, Alfredo si sistema seduto sul letto, io gli prendo il cazzo in mano, mi inginocchio al suo fianco, mi abbasso ed inizio a spompinarlo con forza, guardando Giorgia che non smette di masturbarsi. Gli succhio l’uccello per diversi minuti mentre lui commenta che sicuramente quello è almeno il centesimo che prendo in bocca, ignaro del fatto di essere stato proprio lui ad avermi appena tolto la verginità orale. Alfredo però vuole riprendere il contatto con mia moglie, le scivola ai piedi davanti alla poltrona e si mette a leccarla. Io mi sdraio sul letto a cercare di rendermi ben conto di quello che ho appena fatto e perché l’ho fatto… La tensione nella stanza cala vistosamente, sono pur sempre le quattro del mattino… Lascio passare almeno un quarto d’ora, poi mi riaccosto a loro. Giorgia sembra dormire, è distesa sulla poltrona con la gambe aperte, Alfredo anche lui in uno stato simile al trance le masturba la fica lentamente, con dolcezza, con gli occhi semichiusi. Mi avvicino a Giorgia ed inizio a ricoprirla dolcemente di baci. Le bacio le mani, le braccia, il collo, il viso, i capelli, lei mi lascia fare in uno stato di beatitudine. Respiro l’odore della sua pelle, mi avvicino alla sua bocca e respiro il suo fiato, faccio tesoro di ogni delicato odore o sapore della sua persona, completamente pazzo e schiavo di lei. Passo a morderle seni e capezzoli, mentre Alfredo man mano si riprende ed intensifica l’azione masturbatoria tra le sue gambe. Non passano troppi minuti che lei inizia ad ansimare. Mi abbasso e prendo delicatamente il cazzo moscio di lui iniziando una morbida masturbazione, appoggio la bocca sulla fica di mia moglie e la lecco avidamente, felice di riuscire a farli godere entrambi contemporamente. E’ splendido sentire il cazzo di lui indurirmisi in mano e la fica di lei sciogliermisi in bocca. Riesco a portare lei ad un elevato stato di tensione sessuale, a quel punto la mia crisi di masochismo è superata e non è più importante che sia lui a far godere la mia donna, l’unica cosa importante è che lei goda. Abbandono la presa sul membro di lui e mi dedico completamente al godimento della mia donna. Metto tutto quello che ho nel leccare la fica di Giorgia con un desiderio di un’intensità furibonda. Lei non può resistere a lungo ed si abbandona ad un orgasmo meraviglioso, annuncia il suo piacere al mondo urlando a più riprese, causando sicuramente, complici le finestre aperte, l’invidia di tutto il vicinato. Io e Alfredo non siamo venuti e non veniamo quella notte. Ci sdraiamo assolutamente spossati sul letto mentre lei si sistema alla toilette. Torna da noi e invade con allegria il centro del letto, felice di sdraiarsi tra i corpi nudi e bollenti dei suoi due uomini. La avvolgiamo con le nostre gambe e le nostre braccia ricoprendola di baci e coccole, lei non fa che incollare la sua bocca su quella dell’uno e poi su quella dell’altro. Mena contemporaneamente i nostri cazzi sospirando di benessere e di piacere. L’intimità da fisica diviene anche verbale ed ognuno di noi inizia a raccontare i propri episodi più scabrosi…. E’ un passo fatale che ci fa rapidamente scivolare nel rilassamento… Giorgia è rivoltata verso Alfredo e si addormentano con le gambe intrecciate, mentre la sua testa è semiappoggiata sulla mia spalla. Loro possono dormire, io no. Sono troppo scombussolato e pieno di tensione, ma non intendo certo masturbarmi e venire, dissolvendo così il mio godimento, solo per godere di qualche ora di sonno… Scivolo via dal letto e vado sul piccolo divano del salotto su cui trascorro un paio d’ore alternando una lentissima masturbazione, dedicata alle immagini di Giorgia e Alfredo che mi infestano la mente, a fasi di dormiveglia… Mi piace sapere che loro sono nell’altra stanza da soli a dormire nel letto matrimoniale, nudi ed abbracciati. Verso le sette del mattino torno a coricarmi a fianco di lei. Devo aspettare fino alle otto e mezza, quando la luce del giorno irrompe nella stanza per vedere ciò che desidero. Alfredo, come me, non ha ancora eiaculato, e sono certo che le danze non sono ancora finite. Il ritmo del respiro di Giorgia si modifica, perde la regolarità del sonno. La sua mano cerca il corpo di lui ed inizia ad accarezzarlo con estrema lentezza. Mi accorgo che lui si è svegliato dall’erezione e dalle mani che cercano il corpo di lei. Sono entrambi ancora in un dormiveglia che non dura a lungo, almeno una ventina di minuti. Io sono lì, paziente come un avvoltoio. Finalmente il sonno lascia posto al desiderio, le loro bocche si uniscono, la mano di lei afferra il membro di Alfredo. Infine lui si alza e esce dalla stanza. “Prende i preservativi…” mormora lei al mio indirizzo. “Perché, vuole sborrarti dentro?” faccio io di rimando, stupito a causa del fatto che la sera prima glielo aveva messo nella fica senza protezione, ma lei non risponde. Alfredo rientra nella stanza con un pacchetto in mano, lo scarta ed estrae il guanto, che indossa con perizia. Mette mia moglie prona con il viso premuto contro il cuscino. Le sale sopra ed armeggia finchè non trova il punto giusto. Spinge, e il suo membro sprofonda dentro di lei strappandole gemiti di piacere. Inizia a cavalcarla come una giumenta afferrandola per le tette da dietro immobilizzandola ed infilzandola più profondamente che può. Esco dalla stanza, voglio sostituire per un po’ le immagini con i suoni, nutrire il mio piacere con i soli lamenti emessi dalla mia consorte anziché con la visione del suo corpo posseduto da un altro maschio. Quando torno Giorgia sta a pecorina sul letto, lui è dietro di lei e si mena l’uccello pregustandosi l’inserimento. Mi accosto ai piedi del letto e vedo con beatitudine il suo membro entrare ancora nella mia donna facendola godere. La galoppata continua per una decina di minuti. Alfredo improvvisamente si riversa sul letto visibilmente provato e sudato. Penso malignamente che non ha più l’età per riempirsi di alcool come una spugna e pretendere di fare le maratone tutta la notte. Accorro in suo aiuto, prendo Giorgia, la metto supina sul letto e faccio l’amore con lei nella maniera più classica. Ma anche io non ho più davvero 18 anni e devo mollare la presa dopo una decina di minuti. Rinunciamo al velleitario proposito di far venire Giorgia grazie alla potenza di nostri membri e cambiamo programma. Lei sdraiata sul letto, noi inginocchiati su di lei. Lei manipola da vera esperta i nostri cazzi e noi ci dividiamo da buoni amici le cure per la sua fica, lui ci affonda dentro le dita mentre io gioco con la sua clitoride.
Da bravi cavalieri attendiamo l’orgasmo della dama che non tarda. Mentre lei grida di piacere noi eruttiamo sulle sue tette una quantità industriale di sperma. Finiti di spremere i nostri cazzi come due limoni lei si abbandona all’ultima porcata: mischia le due sborrate con le mani e se le spalma sulle tette, sul torace e sull’addome…
La notte è veramente conclusa. Una bella e soleggiata mattinata veneziana ci vede salutarci a Piazzale Roma.
Inizia un faticoso ritorno autostradale fino alla Capitale.
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19 years ago
cp3roma,
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Saretta
Era una calda serata d'agosto; partita di calcio nel solito campetto e i soliti spettatori intorno.
Stavamo vincendo 4-3 quando, improvvisamente, il cielo s'incupisce improvvisamente e in pochi minuti si scatena un violentissimo temporale.
Tutti scappano e cercano di portare al riparo le sedie. Io e i miei compagni cerchiamo di continuare la partita, ma il tempo sembrava proprio che volesse farmi smettere. Ora c'era anche la grandine.
Ci portiamo al riparo anche noi, bagnati, sudati, tutti ammassati sotto una minuscola tettoia ad ammirare l'opera devastante del temporale.
Cade un fulmine! ...vicino.Salta la luce e noi, lì, al buio.Mi guardo intorno, per vedere se c'è qualcuno che conosco, a parte quelli che giocavano con me, ma quella sera non c'era nessuno.
Noto, però, una ragazzina... carina. Mi sta guardando, ci incrociamo con lo sguardo e lei si gira immediatamente imbarazzata a parlottare e ridacchiare con le sue amiche.
Io inizio ad avere un po' freddo. Sono in pantaloncini e maglietta, la mia pelle abbronzata e lucida per l'acqua e il sudore mette in risalto la mia muscolatura. Le mie gambe sono la parte migliore.
Sento il suo sguardo addosso e inizio a fantasticare... mah,impossibile e poi sarà anche troppo giovane.
Finalmente finisce il nubifragio e riusciamo a recuperare le nostre borse, facciamo la doccia e poi a casa. Domani si lavora.
Esco dallo spogliatoio e me la ritrovo di fronte, seduta su una panchina... da sola.
Occasione da non perdere.
"Scusa... mi hai mica da accendere?" (solita scusa per iniziare a dire qualcosa)
"Si, tieni"
"Grazie. Cavolo, che tempaccio... abbiamo giocato poco stasera, peccato."
"Non ti piacciono i temporali?"
...stava nascendo una timida conversazione, ma il suo sguardo non riusciva più a fissarmi come prima... era visibilmente intimidita.
Io, invece, la stavo mangiando fin troppo con gli occhi...
E' una ragazza mora, il colore degl'occhi non lo vedo, è buio, ha un bel viso, giovane: avrà diciotto o diciannove anni, le labbra sono carnose, ma non volgari.
Veste con un paio di jeans a vita bassissima, inesistente che lasciano fuoruscire parte del perizoma azzurro o blu (ce la'vevo già duro) e una magliettta gialla abbastanza scollata che lasciava sfogare quelle due tette perfette e grandissime, malgrado il gracile corpo... mamma mia, non me ne ero accorto prima, ma quella era veramente una meraviglia della natura! E poi quel seno mi stavo facendo perdere la testa:bello, grande e sodo, come me le sono sempre sognato.
...mi butto!
"....ehm, i temporali? ...si... beh, poi questo in modo particolare"
"Perche?"
"...perchè mi ha fatto finire prima di giocare e..."
"e...?"
"...e ti ho vista"
"ah, io è da almeno un mese che vengo tutti i giovedì sera per vederti"
"veramente!?"
Non me l'aspettavo. Non l'avevo mai notata tra la "folla".
C'è sempre una compagnia di ragazzini, ma vai a pensare che lì in mezzo si nasconde una strafiga del genere che si trova lì per te poi...
"Beh, l'avessi saputo prima, non avrei aspettato il temporale... "
(sorride lei...)
"Cosa fai adesso?"
"Nulla, i miei amici sono andati al bowling e io sono rimasta qui... nella speranza che tu ti fermassi"
"Bene, se ti va, si può andare a bere qualcosa..."
"Si, ok, però guarda che io non ho soldi dietro..."
"Ma non ti preoccupare... faccio il cavaliere, anzì, se ti va, potresti venire da me. Devo dar da mangiare a Merlino."
"Merlino? e chi è?"
"Il mio gatto"
"Non è mica una scusa per... Guada che io non sono una di quelle!"
(Ah, no... lo vedremo presto... penso)
Comunque senza dire una parola sale in macchina, io metto un cd di Ben Harper e inizio il mio lavoro di conquista.
Sembra a suo agio. Cambia le canzoni dalla radio, le piace la musica di Ben, e mi fa domande sulla mia vita e io sulla sua: le classiche, lavoro, studio, interessi...
Il viaggio dura una quarto d'ora. Eccoci.
Abito in una casetta di paese.
Entriamo e la faccio sedere sul dondolo sotto la tettoia, mentre vado a sfamare Merlino, che nel frattempo non ha perso tempo per andarsi a strusciare tra le sue gambe.
Preparo due cuba in una frazione di secondo e inizia la nostra serata.
"T piace il cuba libre?"
"Si... grazie!"
Ora siamo qui, a casa mia, a distanza ravvicinata. Non l'avrei mai immaginato.Che fare adesso?
Lei sorseggia in modo sensuale e mi guarda ora con uno sguardo pieno di voglia, in attesa che io faccia la prima mossa... prima mi ha detto che non è una di quelle, ma ora i suoi splendidi occhi verdi (eh si, sono verdi... che figa!), mi fanno pensare all'inizio di un film porno.
Poso il bicchiere e le accarezzo i capelli. La patta dei miei pantaloni a fatica contiene il mio cazzo già duro.
Lei lo nota e sorride, io mi scuso dicendole che purtroppo, non potevo farci niente. Iniziamo a baciarci, ci mette tutta la lingua e la agita, come una ragazza alle prime armi, ma presto capisco che non è così, perchè prende il controllo e ci avvolgiamo in un bacio lunghissimo e pieno di passione.
La mie mani iniziano a perlustrare quelle forme perfette, prestando molta attenzione alle tette, ancora strette in quella trappola a forma di reggiseno. Lo slaccio e libero le meraviglie, che mi cadono naturali tra le mani: che piacevole consistenza. Le bacio e mi soffermo suoi suoi capezzoli turgidi, lascio scivolare una mano tra i suoi pantaloni e sento che il suo perizoma è fradico... mmmh....
Improvvisamente mi chiede di aspettare. Si alza, si sfila competamente la maglietta e si mostra nuda per metà: uno spettacolo, poi si inginocchia davanti a me, con foga mi sbottona i jeans e libera la mazza dai boxer: dura e con le vene che stanno pompando sangue.
Visibilmente sorpresa per la bellezza del mio uccello, lo stringe fra le mani, in modo che possa vederlo nel massimo delle sue dimensioni e lo bagna leggermente con la punta della lingua, bacia la cappella rossa e parte con una sega dolce... dio mio!Mi fa impazzire!
Preso dal momento le dico: "...si... sei una professionista"
Lei sorride con il mio cazzo ora le labbra, si rialza, io seduto ancora, la giro, le sfilo i jens, sposto il perizoma e inizio a leccare la sua dolce fichetta rasata.
Che sapore dolce che hanno i suoi umori che sgorgano e quel culetto bello a mandolino: un sapore giovane.
Non ci credo ancora. Mi sembra di vivere un sogno.
"Lo voglio" mi dice.
E io, che non avrei aspettato ancora molto, la penetro da dietro.
Continuiamo così, appasionatamente per qualche minuto e prima che il mio uccello esploda le sussurro nell'orecchio "tesoro, sto venendo!"
Lei fa un balzo, si gira e se lo prende tutto i bocca. Io spettatore di quella scena meravigliosa: mi sento mancare le forze e lei ingoia tutto il mio sperma caldo con la sete e la passione di una vera troia.
Lo lecca e lo pulisce per benino, con quella lingua che non sta ferma un secondo e me lo accarezza soddisfatta, facendo in modo che si riprenda subito.
Presto, ricominciamo a baciarci e tra l'incrocio di lingue, ora ci scambiamo anche il sapore del mio sperma.E' buono e mi eccita un casino.
A gesti, la invito ad alzarsi e la porto in camera da letto.
La spingo sul letto e le allargo le gambe, con quel po' di violenza che fa sembrare ancora tutto più irreale ed eccitante.
Lei si fa accarezzare e baciare, poi prendo il mio membro che era ritornato della consistenza del marmo e glielo spingo giù, fino in fondo, facendole emettere un leggero mugolio misto tra dolore e piacere.
Inizio a pomparla energicamente e lei miagola ora dal piacere, ma non mi basta, voglio farla impazzire. Le prendo le gambe e me le porto sopra le spalle, poi la prendo, sollevando un po' la sua schiena e inizio a sfondarla, con la chiara intenzione di arrivare al suo stomaco.
Lei urla di piacere..."AHHHHH.... si,SIIIII così! Si SI SI AHHJJJJ...." ...faccio anche un po' male, ma non si lamenta, le piace! So che le piace, si sente!
Prende il cuscino e lo morde per soffocare i suoi versi da troia al massimo del piacere, che a quell'ora della notte potrebbero svegliare mezzo quartiere.
"Ti piace, vero?"
"Si... continua, non ti fermare! AHjjj SI AHHHHH..... Mmmh... Spingiaaahh!"
Gode e raggiunge almeno un paio di volte l'orgasmo.Penso non avesse mai provato tanto piacere tutto insieme, ma nemmeno mio mi ero mai sentito così un "drago"!
Malgrado le acrobazie, ho ancora energie e vorrei tenerle per una cosa ancora.
Il desiderio di possederla e dominarla interamente è forte.
La giro e inizio a baciarle la schiena, scendo piano piano e le mordicchio le natiche... che belle... ora la lecco.Lecco il suo buchetto che desidero tanto e lei acconsente gemendo quasi in silenzio ora.
Con un dito provo a aprire il varco, penso con piacere che non dev'essere mai stato esplorato e dolcemente inizio a farle un po' male, ma non dice nulla come se mi conoscesse da tempo e si fidasse di me e come se sapesse quello che le aspetta di lì a poco, inizia a intensificare il respiro. Sento il suo cuore palpitare agitato.
"aspetta qui" le dico e la lascio pochi istanti sul letto.
Vado in cucina e prendo il boccettino con l'olio di oliva, bagno un po' le dita e ritorno in camera.
La ritrovo nella stessa posizione di quando l'avevo lasciata. Non ha mosso un muscolo, la biacio e le spalmo il lubrificante naturale (l'unico che avessi a disposizione al momento) con le dita: così sarà più semplice e meno doloroso per entrambi.
Qualche carezza e spinto una voglia irresistibile appoggio il mio cazzone che... cavolo!non l'avevo mai visto così grande.
Lo infilo tra le sue belle chiappettine sode e spingo piano per farlo entrare...
"AHI..."
"Ti faccio male?"
"No, continua..."
Lo vuole, la porca... è un sogno questo.
Sono a metà dell'opera e inizio a muovermi. Lei si rilassa finalmente e mi facilità il compito.
Ora sono dentro e inizio a spingere, a pompare!
"Voglio sentirti godere!"
Lei sta soffrendo un po', ma le piace... Passano pochi secondi dalle mie parole e riprende il cuscino per soffocare le grida di piacere.
"Posso venirti dentro?"
"Mmmmmhhh.... AH.... ssssiii...."
Al solo sentir pronunciare quel "sssssiiii", scoppio e mi libero per la seconda volta; vederla sfinita sul mio letto, mi da una soddisfazione mai provata.
"E' stato bellissimo!"
"Eh... SI... anche io" mi risponde un po' stordita.
"Facciamo un bagno?"
Si gira, mi sorride (che bella!), annuisce e ci baciamo e ricominciamo poco dopo nella vasca.
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19 years ago
BUNCIA, 39/40
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Fantasia dedicata ad una miss
Era una calda serata d’estate…..non mi andava di vedere gente e cosi per non passare la serata in casa mi diressi in un luogo appartato dove potevo rilassarmi, pensare ed intanto godermi un bellissimo paesaggio. Ero li da 15 minuti circa quando sento dei rumori provenire da uno spiazzale li vicino. Mi avvicino insospettito e noto una coppia, una donna e un uomo che scattano delle foto particolari. Lei è bellissima, un seno stupendo e turgido con in mezzo due capezzoli grossi quanto due chiodi, due gambe affusolate e lunghe ed un culetto rotondo e sodo. La scena che mi si para mi eccita moltissimo e l’uccello mi e diventato gia duro. A questo punto vedo l’uomo che prende una corda e lega la donna per le mani e poi la lega con l’altro estremo ad un albero.
Accidenti mi sono proprio eccitato e non resisto alla tentazione di toccarmi sulla patta per dare sollievo al mio cazzo. Purtroppo inebriato da questa visione non faccio caso ad un masso e provoco un forte rumore. Andy allora si accorge di me…ma invece di mandarmi via dopo aver bendato patrizia mi invita ad avvicinarmi ed a toccarla se volevo mentre lui avrebbe continuato a scattare le foto. Io ero evidentemente imbarazzato ma patrizia era cosi bella ed eccitante che non potevo resisterle. Allora mi avvicino da dietro ed incomincio a toccarle il seno con le mie due mani mentre la bacio dolcemente sul collo e le spalle….le mani diventano sempre piu ansiose di cose proibite e scivolano lungo il suo corpo insinuandosi tra le cosce massaggiandogli dolcemente le labbra della fica….Patrizia incomincia a scaldarsi ed incomincia a provare piacere e si abbandona completamente tra le mie braccia…..si gira e tiratomi fuori l’uccello incomincia a succhiarlo con avidità…facendolo sparire completamente nella sua bocca dandogli di tanto in tanto dei colpi di lingua sulla punta…..mamma mia quanto e brava……non avevo mai visto diventare il mio uccello cosi grosso dall’eccitazione.
Andy intanto posata la fotocamera si avvicina e presa patrizia da dietro la penetra dolcemente mentre lei non smette di occuparsi del mio uccello. Allora io la faccio alzare e mentre andy la penetra da dietro io entro dentro dentro di lei davanti. Patrizia e chiusa in un favoloso sandwich e gode come un ossessa mentre due favolosi uccelli dentro di lei gli provocano piaceri indescrivibili. La sento arrivare una, due volte consecutivamente ma il suo piacere non si ferma e mentre sono io adesso ad occuparmi del suo culetto e andy a porgergli il suo grosso uccello per un meraviglioso pompino. Lei lo lecca con la lingua e lo mena dolcemente con una mano…non resisto piu e vengo sulle sue bianche natiche mentre andy gli esplode in bocca. Mi allungo su di lei e dopo avergli dato un dolcissimo bacio mi allontano. Lei e stata bendata per tutto il tempo e non saprà mai chi sono ma quanto e stato bello e piacevole avere una donna cosi………………….
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19 years ago
talamo368,
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Chiasso di coppia
Questo racconto è stato scritto da Sergio di Brescia, in onore ai nostri torbidi incontri...
Lavorava in quell’albergo da cinque anni, ormai. Addetto ai piani: quante cose aveva visto, quanti tipi diversi aveva osservato, quante storie aveva immaginato o appena appena percepito. Un grande albergo è una porta aperta sul mondo, sulla fauna che lo abita… Un microcosmo è stato definito.
Così aveva imparato ad osservare, a valutare le persone per quanto lasciavano intravedere, per quel poco o tanto che lasciavano dietro di sé. E questi particolari gli permettevano di imparare sempre di più sull’animo umano, sulle grandezze o sulle meschinità delle persone, su quello che esibivano come su quello che nascondevano (o cercavano di nascondere)… Aveva imparato ad apprezzare o a disapprovare, a condividere o rifiutare. E quasi sempre sulla base di una intuizione, di pochi particolari lasciati venire in superficie o abbandonati al loro destino, nei bagni, nei cestini dei rifiuti, nelle pieghe delle lenzuola. Lui entrava, varcando le porte di quelle camere, nella loro intimità, raccoglieva i piccoli segreti, puliva, svuotava, e accumulava emozioni, capacità di condividere piaceri e dolori, una grande facilità di leggere nella mente di quelli che chiamava, con affetto e partecipazione, “i miei porcellini”. Lo si poteva definire uno studioso, un attento conoscitore dei risvolti più segreti e più intimi della sensualità, delle voglie sopite o di quelle più esplosive ed esplicite, dell’erotismo raffinato e del sesso consumato e goduto quasi con animalità.
Era così riuscito a percepire, sin dalla prima volta la carica di sensualità e libidine che circondava quella strana coppia. Stava riordinando la camera di fronte quando li aveva visti entrare nella 220: lei giovane, alta, bella, con uno sguardo strafottente e un sorriso solare, ombreggiato appena da capelli nerissimi e ricci. Lui più anziano, statura media, brizzolato, con una famelica voglia di sesso arretrato che si leggeva negli occhi vogliosi, dal modo come guardava il culo della ragazza che stava entrando davanti a lui. Aveva intuito la loro voglia di scopare, la complicità che si squarciava dagli sguardi di intesa, dal modo di sfiorarsi. Aveva avuto conferma di questo un’ora dopo passando, quasi per caso, davanti alla loro porta: erano inequivocabili i rumori, i versi, quasi grugniti, che si sentivano, appena attutiti dalla sottile barriera dell’uscio. E le battute, forse schiaffi, che completavano i “rumori di fondo” che giungevano alle sue orecchie allenate. Stavano scopando, chiavando, fottendo… E godevano: si sentiva il piacere sotteso a quell’ansimare, a quello schioccare di lingue, ai gemiti non trattenuti. Si era abituato ad immaginarli, i corpi che si intrecciavano, si inondavano di umori e di sudore: la sua testa li stava vedendo, come se fosse là con loro. E già altre volte gli era capitato di essere effettivamente invitato ad unirsi a occasionali amanti, a godere con loro, a mischiare effluvi, odori e tanto altro ancora. E la sua natura libertina e godereccia aveva gioito, esplodendo con loro in sconvolgenti montate, in leccate, sbattendo il suo cazzo in tutti i buchi, allargando, sfondando e leccando, succhiando tutto quanto gli veniva offerto.
E lui, quei due li stava immaginando intendi a scopare, con il cazzo di lui nella figa della giovane donna, presa da dietro, con le mani che le allargavano il buco del culo, mentre la sfondava a ripetizione, prendendo a schiaffi, pesanti e forti, le sue chiappe protese, desiderose di diventare rosse sotto i suoi colpi. I grugniti dell’uomo uscivano rochi, appannati dal godimento che lo stordiva. Il rumore della figa liquefatta era musica per le sue orecchie, abituate a interpretare da pochi particolari l’intensità del godimento della donna, la sua voglia esplosiva, la carica di sfrenata libidine che trovava nell’amante la possibilità di sfogarsi, di esaurirsi. Sarebbe stato poi il suo buco, l’obiettivo del manico del porco che la stava scavando, provocandole umori irrefrenabili e scomposti. Il suo buco, che ora dita frenetiche stavano spalancando, preparandolo all’uccello che si andava impregnando della sua liquidità aspra e salata.
Era poi passato altre volte, davanti a quella porta magica, che l’attraeva irresistibilmente. E sempre aveva sentito quei rumori inconfondibili, quei risucchi, quelle urla soffocate di sfogo, alternati a pause di un silenzio irreale. Li aveva classificati come scopatori con fame arretrata, intriganti, appassionati. Aveva rivisto mentalmente i loro volti, reinterpretando con la sua fantasia il bel volto di lei in una maschera di godimento, e il viso maturo dell’uomo in un simulacro di piacere e tensione. Quando alle 22 li aveva visti uscire erano quasi uguali a come se li era immaginati: spettinati, accaldati, felici e stravolti. Pensava fossero usciti per andare a cena, ma non tornarono. Gli arrivò dalla direzione dell’albergo la richiesta di ripulire la stanza. E nel farlo, trovò conferma delle sue intuizioni e delle sue fantasie: il letto completamente sfatto, piumini ribaltati, lenzuola stropicciate e con macchie inequivocabili. C’era il giallino della sborra, il bianco sporco delle secrezioni della figa e il marroncino, segno inequivocabile dell’inculata che aveva provocato quei grugniti e quei gemiti di dolore e piacere mischiati. Saltò fuori anche, dimenticato nella foga della passione e rotolato sotto il letto, un flacone di lubrificante. Organizzati e previdenti, anche se distratti…E nel bagno la conferma dell’intensità della giornata: asciugamani madidi per le numerose docce, preservativi usati e annodati su se stessi, capelli neri ricci lunghi, capelli tendenti al grigio, corti. Tracce e testimonianze di un genere di coppia che conosceva bene, che lo facevano eccitare, arrapare al solo vederla apparire ai piani, che gli facevano indurire il cazzo ed accendere i sensi. Ma soprattutto sapeva che sarebbero tornati, e che allora avrebbe trovato il modo di entrare a far parte di quel mondo che i due si erano costruito attorno, il mondo dei sensi e della lussuria, del piacere e dell’estasi: un mondo che gli apparteneva perché comune era la voglia e la stessa la sensualità. Sì, non sapeva quando, ma sarebbero tornati e allora sarebbe stato un delirio….
E tornarono. Aveva visto giusto, erano affamati di sesso, avevano trovato la loro stalla, il loro nido, quindi si sarebbero fatti vivi di nuovo, avrebbero rioccupato la stessa camera, quasi a rivendicare una qualche proprietà sugli odori, sulle suppellettili, sul letto. Ma stavolta ci sarebbe stato anche lui, come variabile, come naturale completamento e integrazione di quella coppia così porca. Avrebbe trovato il modo di rendere ancora più vive le loro scopate, di prendere parte a quel concentrato di sesso puro, a quell’abbuffata di sessi che si cercano, di buchi che si dilatano, si schiudono, si riempiono; di cazzo che si arrapa e di gonfia, colma, spalanca, sborra, pronto a ricominciare e a integrare dita che percorrono, toccano, palpano, lingua e bocca che leccano, succhiano, aspirano sapori e odori, li trattengono, li godono.
Arrivarono come la volta precedente, alle 12: allegri, tesi, quasi spavaldi nel loro essere clandestini, amanti, pieni di voglia. Si chiusero in camera, con attaccato alla porta quel “non disturbare” che sapeva valere per tutti tranne che per lui. Fece in modo di potersi occupare della stanza vicina, ci si chiuse dentro, e cominciò ad ascoltare, pronto a tradurre in immagini e stimoli le parole, i rumori che sentiva. E quello che giunse alle sue orecchie allenate era la conferma di quanto li avesse capiti, di come fossero esattamente come li aveva immaginati: una cagna in calore con il suo maschio, una porca con il suo verro, una vacca con il suo toro, una gran troia con il suo vecchio porco, bavoso caprone pronto a far andare l’uccello, a godere con tutti i sensi, a gustare umori e sapori, con una lingua che sapeva dove andare a posarsi per donare e ricevere lampi di godimento e scariche di libidine.
Percepiva nettamente le parole dell’uomo, le sue frasi scelte accuratamente per caricare, per eccitare, per far sbrodolare la porca meravigliosa che gli si donava, che trasformava gli stimoli ricevuti in versi di godimento, in rumori liquidi provenienti dalla figa, dal culo. Che rispondeva ai suoi grugniti con incitamenti a sbatterla più forte, a spalancarla, ad allargare i suoi ricettacoli allo spasimo, a picchiare le sue chiappe fino a farle diventare rosse. Sentiva gli incitamenti a farla sbrodolare sempre più, a leccarle il buco nero, che voleva essere goduto, allargato, succhiato, sfondato a più non posso, reso pronto a ricevere fin nel più profondo quel manico che si ergeva maestoso, rosso, con le venature in evidenza. Immaginava le posizioni dei corpi, sfrenati, sudati, a sconvolgere piumini e lenzuola, le mani impregnate di umori e di sapori che lasciavano traccia del loro posarsi, del loro aggrapparsi. La voce di lui diventava sempre più roca, sempre più profonda, i rantoli diventavano grugniti: e lei rispondeva con incitamenti ad allargare sempre di più, a sbatterla, a fotterla senza pietà, a farle sentire i coglioni sbattere sul culo, a sborrare. Sì, voleva vederlo sborrare, voleva sentire la sua carica trasformata in eruzione violenta e convulsa, vedere i suoi occhi attraversati da lampi di lussuria, sentire i suoi grugniti farsi sempre più forti, profondi… Li sentì godere contemporaneamente, con grida quasi di liberazione, un’esplosione di sesso puro, liquido, intenso… Li sentì rantolare per un po’, percepì il rumore delle bocche appiccicate, delle lingue intrecciate, e poi per qualche minuto il silenzio, lo svuotarsi che genera appagamento, estasi, necessità di rifiatare. Sapeva che non sarebbe durato a lungo, troppa la fame di sesso e di corpi nudi che leggeva nei loro occhi. Porta del frigo bar che sbatte, rumore di una bottiglietta d’acqua stappata, schiocco di lingue che godono l’effervescenza del liquido bevuto. E poi la voglia che esce nuovamente, il suo ordine perentorio: “Vieni in bagno che ci pisciamo addosso. E prendi la macchina fotografica…”
Rumori attutiti dalla lontananza, gemiti di arrapamento e di piacere, gli scrosci e il gorgoglio del piacere… Li immaginavo in vasca, pisciarsi addosso, in bocca, godere del calore dei propri liquidi, immortalare momenti di grande erotismo, di sensualità particolare e sconvolgente. E poi la doccia, il toccarsi con mani colme di schiuma, l’assaporare il piacere di percorrersi in tocchi morbidi, carezzarsi, insinuarsi in tutte le pieghe, riprendere energia dall’alternanza di doccia calda e fredda….
Stava quasi per arrivare il suo momento: se non aveva interpretato male la carica e la voglia che usciva da quei due assatanati di sesso, tra un po’ la sua presenza, la sua troiaggine che non aveva nulla da invidiare alla loro, sarebbe stata indispensabile, logico completamento di un triangolo amoroso destinato ad esplodere in una ammucchiata carica di odori, di umori e di sapori. Sì, tra un po’ ci sarebbe stato anche lui a sconvolgere la coppia, ad irrompere nelle loro fantasie, a chiavare e godere.
“Servizio in camera” si preannunciò. Bussò e, senza attendere risposta, entrò con il suo passe-partout. La scena che gli si presentò era esattamente come se l’era immaginata: erano a letto nudi, lui rannicchiato alle sue spalle che la carezzava e la massaggiava. Erano scarmigliati arrossati e con gli occhi segnati dal godimento appena assaporato. Lei era girata verso la porta, così le si avvicinò, tenendo in mano la bottiglietta d’acqua che rappresentava la scusa per infilarsi in camera con loro. Portava pantaloni e una casacca da lavoro: le portò fin sotto il naso l’evidente rigonfiamento del suo sesso e le tese la bottiglia. Non sembravano troppo stupiti da questa intrusione, quindi si fece ancora più vicino alla ragazza e cominciò a carezzarle le splendide tette, che non sembravano aspettare altro per ergersi maestose. Mentre l’uomo alle sue spalle continuava a massaggiarle le spalle e i fianchi, lei gli aprì la cerniera dei pantaloni e cominciò a lavorare sul suo cazzo: le sue mani, la sua bocca, la sua lingua sembravano non aver mai desiderato altro che toccarlo, succhiarlo, leccarlo, soppesargli le palle, ingoiarlo fino alla radice. Intanto notava che l’affare dell’uomo compariva, eretto e maestoso, tra il culo della ragazza, che sembrava godere immensamente la sensazione di quei due affari che lavoravano per lei e con lei. I risucchi che riservava al suo cazzo dipendevano sicuramente anche dal piacere di quel palo che le sfiorava il buco, che si inerpicava tra le sue chiappe, oltre che delle mani che accarezzavano, premevano e strizzavano. Gli abbassò i pantaloni e li fece cadere a terra, gli chiese di sfilarsi la casacca e si accostò ancora meglio a quel cazzo sconosciuto che le sembrava di conoscere da sempre. Le mani dei due uomini a volte si incrociavano attorno ai punti più sensibili della ragazza, le cosce, le tette, la figa, che sembrava impazzita e che emetteva rumori di risacca ogni volta che qualcuno ci infilava le dita. Il suo uomo le parlava, le diceva quanto fosse puttana, quanto dimostrasse di essere baldracca lì, con due cazzi che la stuzzicavano, che la facevano mugolare di piacere. Le infilava la lingua nelle orecchie, ne leccava i lobi, le strizzava i capezzoli, le accarezzava con un massaggio lento e insinuante i fianchi, il culo, che si ergeva bello e maestoso in fondo alla valle della sua schiena. L’invasore rispondeva alle leccate e al pompino che lei gli stava facendo infilandole una mano in bocca e cercando con l’altra la sua fessura. Sentiva i fremiti di passione e di estasi che la percorrevano tutta: se fosse stata in piedi, anziché sdraiata, le sue gambe non l’avrebbero retta. Era stretta in una morsa, quasi, con i due maschi che la comprimevano e la schiacciavano, la palpeggiavano e la strizzavano, la leccavano e la facevano arrapare sempre più. Il palo dell’uomo alle sue spalle trovò da solo la strada per entrare nella sua fessura madida e straripante di umori. L’altro se ne accorse dalla golosità con cui gli aspirò ancora più profondamente le palle, massaggiandogli la punta dell’uccello con dita che ghermivano, soppesavano, godevano il piacere di quel turgore, le vene evidenti che rigavano quel palo diritto, maestoso. Sembrava quasi che quei tre non avessero mai fatto altro che scopare assieme, leccarsi, chiavare e spompinare, fottere e succhiare all’unisono, producendo rumori e mugolii, emettendo versi estasiati, sudando e producendo odori e afrori inconfondibili, aspirandosi e odorandosi. Le mani erano impazzite, vagavano alla ricerca di quei punti che ancora erano in grado di accrescere la voglia e la tensione. I culi non venivano risparmiati: la donna aveva un dito dell’uomo alle sue spalle ben piantato nel suo fragrante buchino, mentre lei a sua volta non trascurava l’anfratto vicino al manico che stava succhiando con un accanimento spasmodico. Questi le teneva la testa premuta verso la punta del suo cazzo, non voleva che neanche per un secondo la sua lingua e la sua bocca smettessero di dargli piacere.
L’orgasmo arrivò a cascata, quasi una catena di sconvolgenti spasmi che partendo dalla giovane passò alla sua bocca e all’uccello che conteneva, che la inondò di una sborra calda e densa, che le inondò la gola e che formò quasi un piccolo rivolo colando sul mento. E venne anche l’uomo che la stava fottendo, con veemenza crescente e che, sentendo le scosse che la stavano squassando, si liberò dentro di lei con colpi sempre più profondi e veloci. Per qualche minuto la catena che si era formata emise rantoli, mugolii, versi sempre più profondi, grugniti quasi, poi via via l’intreccio si sciolse, i due sul letto si distesero e si staccarono mentre l’intruso depositava un bacio sulle labbra della giovane donna, si ricomponeva e lasciava la camera, con i suoi desideri sopiti e con i gemiti ormai smorzati.
A testimoniare la sua presenza, una bottiglia d’acqua minerale depositata ai piedi del letto, muta testimone di un pomeriggio di passioni intense, di voglie scatenate e di emozioni sfrenate.
Ciao bambola, alla prossima
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19 years ago
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Uno strano incontro
Questo racconto lo ha scritto il mio amico Carlo pensando a me...
Il tuo amante maturo ti porta in macchina, nella pineta per farti delle foto. Quel vecchio porco ti ha regalato un nuovo completino intimo nero, è una scusa per scoparti ancora una volta.
Ecco mettiamoci qui, dietro questo gruppo di alberi, così non ci vede nessuno.
Il lecchino ferma la macchina e prende la fotocamera digitale….dai spogliati, facciamo qualche foto! Ok dimmi come mi devo mettere. Dai inizia a farmi vedere le tette alzati la maglietta.
Tu esegui come una schiava, sollevandoti il maglione e mettendo in mostra i seni.
Così va bene? Si...aspetta ti succhio un pò i capezzoli cosi risultano più turgidi…. mmm… che bello…, aspetta non ancora. Adesso togliti i pantaloni, fammi vedere la figa aperta.
Mi tolgo i pantaloni e allargo le gambe mettendo in mostra la figa aperta.
Brava puttanona cosi..., sei già tutta bagnata e non abbiamo fatto un cazzo, sei proprio una gran troia, di pervertite e vacche come te in giro c’è ne sono poche. Ti stai eccitando vero?
Siii!! Dai fotografami tutta la figa spalancata, aspetta ecco, adesso è aperta bene...dai scatta. Mi piaceeee, mi sto eccitando come una porca, dai vecchio continua siiii. Aspetta cagna, adesso voglio vedere il tuo culo peloso, pian pianino, mentre si dilata…….ecco, adesso si vede bene quanto c'è l'hai sfondato. Dimmi la verità, quanti ne hai presi di kilometri di cazzo ….. mmm…..ti piace vero…. porcona che non sei altro! Dai allarga bene quel culo puzzolente, fammi vedere come è in posizione da scat… mentre ti pianta il lungo naso nel culo.
Il tuo desiderio sarebbe quello di fargli una serie interminabile di scoregge sul suo naso enorme, ma sei prevenuta… perché lui non ama questo fetish, lo fa solo per accontentarti. La visione di quei corpi nudi è eccitante…ti stai mordendo le labbra e la lingua dalla libidine. Il vecchio con un movimento repentino, ti pianta una mano in figa, entra ed esce con movimenti devastanti, effettuati con cupidigia. Sembra essere posseduto dal demonio. Tale reazione violenta ed inaspettata, provoca in te la perdita di gocce di urina. Il maturo appena se ne accorge si inchina ai tuoi piedi e incomincia a succhiarla avidamente. Urli a più non posso…”non resisto più…. voglio il tuo cazzo dentroooo dai fottimi”, fammelo sentire… ti prego sbattimiii. Il maturo infoiato come uno stallone all’odore di una puledra in calore, ti afferra per le natiche mmm…...siii..cosiii… punta decisamente al culo e lo impala con un colpo di reni facendolo entrare fino in fondo. Prendi puttana …. prendi tutto il cazzo troia! Ohhh.. sbattimi, sfondami il culoooo. Il vecchio ti pompa per 5 minuti senza sosta, riempiendoti di cazzo ed esclamando ad ogni secondo quello che ti riesce bene…"troia …..troiaaa…….muovi le chiappe forza”, dai stringi il culo…..che sto per godere. Ecco, arriva la sborrata.." aahh vengo siii ti riempio tuttaaa".
Hai le chiappe ricoperte da densa sborra calda. Intanto il vecchio sfila l’uccello semi-rigido dal culo colante di sperma, poi con le dita raccoglie il liquido e ti chiede di pulirglielo tutto con la lingua. Tu esegui come una cagna che lecca un osso di prosciutto. Un po’ esausti ma appagati per l’intenso amplesso vi rilassate distesi nella macchina. Ma improvvisamente si sente bussare al vetro dell’automobile. Vi accorgete entrambi che fuori dall’abitacolo c'è una macchina dei carabinieri. Due agenti sono scesi, vi guardano attraversi i vetri appannati. Cazzo… e adesso? Un carabiniere sulla cinquantina, alto con capelli brizzolati e con un naso pronunciato vi fa cenno con la mano di scendere dall'auto. Il lecchino impaurito replica di aspettare perché vi dovete rivestire. Quello non sente ragioni, apre lo sportello con voce alterata vi ordina di scendere dall'auto! Svelti !! Ma…. ma scusi siamo nudi!! Non mi interessa uscite subito presto! Visto l'atteggiamento intimidatorio del carabiniere, uscite immediatamente così come vi trovate fuori dall’auto. Alla vista del tuo corpo nudo i due carabinieri sorridono maliziosamente, hai solamente indosso il reggicalze nero.Bene bene... oltraggio al pudore! Ancora impauriti per una situazione inverosimile ed imbarazzante... la risposta univoca con tono incredulo è COOSAAA! Interviene l’altro carabiniere, un uomo sulla quarantina con capelli corti castani, alto circa 1,75 di corporatura robusta. “Si cara signora, questo si chiama oltraggio al pudore”. Ma noi non stavamo facendo niente di male! Questo lo dice lei, intanto noi abbiamo visto tutto. Soprattutto abbiamo visto quanto sei puttana!. Ma..ma.. come si permette? Poche storie troia. Il carabiniere più anziano mi comanda di perquisirti. Perquisizione… cosaa?? Ma se siamo nudi!!!! Non importa questa è la prassi! Appoggiati alla macchina con le braccia e divarica entrambe le gambe! Brava così, e non farmi incazzare! Questo è un sopruso! Siii?.. E allora ci denunci se vuole! Inizia la perquisizione sotto gli occhi del maturo che assiste incredulo e impotente alla scena. Il carabiniere giovane ma più determinato, ti afferra le tette da dietro, palpandole a piene mani. Con la destra scende lungo la pancia, palpandoti con dita lunghe e affusolate la figa. Impaurita ma eccitata per la strana situazione rimani in silenzio. Il tipo continua a frugarti tutta, in lungo e in largo introducendo con ingordigia le dita anche dentro il culo. Puttana che culone stupendo hai...mmm!. Ormai non ti trattieni più, le mani del giovane carabiniere ti eccitano. Ti senti usata come una troia e sei impossibilitata a ribellarti, ma in cuor tuo non “VUOI OPPORTI”. Il vecchio viene perquisito dall'altro carabiniere più anziano, ma commette l’errore di pronunciare un’offesa che gli costerà cara. "BASTARDI". Il carabiniere udita l’insolenza reagisce. Cosa hai detto cornutone??? Stai zitto!!!! La tua amante è una troia sfondata….e tu evidentemente con il cazzetto che ti ritrovi, non l'hai soddisfatta abbastanza. Guarda cornuto, guarda come gode la tua troia".
Il vecchio a quella cruda visione si eccita, con tono di voce per finta incazzato urla: "puttana stai godendo. Sei una puttana schifosa". "Siii, sono una troiaaaa non resisto più, adesso mi faccio fottere da questi cazzoni davanti a te cornutone" Il capo equipaggio si accorge che il vecchio accenna un’erezione. “Aahhaaa….. guarda questo qui”, gli rompono il culo alla ragazza e si eccita pure!
Vecchio porco depravato, adesso vediamo se ti piace anche questo! Prende il suo manganello e gliel’ho infila nel culo sobbalza a quella strana intrusione. Passano pochi secondi ed il sodomizzato comincia a dimenarsi come un porco iniziando a godere. Hai capito collega? Qui abbiamo un'altra troietta, guarda come gli piace! L’altro militare terminati “i preliminari” con lei, rimane incantato per qualche istante con lo sguardo fisso a quella magnifica visione dell’enorme buco in posizione da shit. Poi si abbassa i pantaloni della divisa ed introduce il cazzo equino, molto più spesso del manganello. Prendi questo puttana, lo senti?? Te l’ho faccio arrivare in gola troia! Aaahhh… mi rompii siiiii…..pompami bastardo.. daiiii spaccami tutta fammi maleeee!.
I due colleghi si alternavano a turno senza sosta, nello sfondarti il culo e la figa. Il piu’ giovane era attratto dai lunghi capelli neri che afferrava in maniera da spingere il cazzo sempre più in profondità. Hai un culo senza fondo puttana, mi stai arrostendo il cazzo per quanto sei calda. Poi dal cinturone uno dei due militi estrae dei ferri, ammanettandoti le mani dietro la schiena. Mi appiglio ai capelli e spingo il cazzo in gola, agitandomi come un folle, mentre l'altro ti scopa il culo. Ormai la scena assomiglia sempre più ad uno stupro di gruppo e questo non fa che aumentare la tua eccitazione. Continui a spompinarmi sempre più in fondo il cazzo con movimenti frenetici, con la mano libera ti schiaffeggio ripetutamente le chiappe, trattandoti come una lurida baldracca.
Ti piace il cazzo in gola vero?? Troia!!!! Succhiamelo tutto, spompinami, devi ingoiarlo tutto, arriva giù fino alle palle. Il mio collega sta per riempirti il culo, ecco sta venendo…ti riempie il buco completamente "ahh ...sborrooo prendi battona". Mi appoggio all’autovettura e ti sollevo le chiappe e ti impalo nuovamente il culo. Entusiasta del servizietto inaspettato, sei in preda ad un orgasmo multiplo…. "aaahhh mi state spaccando tutta… siii…. ancora, gemiti di piacere si disperdono nell’aria…….voglio altro cazzoooo". Noto nei tuoi grandi occhi neri, che sei più attratta dal carabiniere brizzolato con il grosso naso………. ma il più porco sono io!
Dopo averti usato a mio piacere ti ordino di leccarmi il culo. Nel mentre, effettuo una serie di interminabili scoregge sul tuo viso, so che questa pratica ti manda in estasi. Eri li impaziente di ascoltare quei rumori prodotti dal mio culo, desiderosa di annusare il profumo delle flatulenze, in estasi alla visione del mio buco vibrante e peloso. In quel momento insigne mi viene un’idea. Con la pistola d’ordinanza in pugno, ti costringo a metterti alla pecorina. Ti infilo nel culo la lunga canna fredda e brunita della pistola, che sembrava scomparire dentro il tuo culo senza fondo. Eri impaurita, ma godevi del nuovo “gioco erotico”. Nemmeno nei tuoi sogni più intimi e segreti avevi concepito dei “rapporti sessuali”così perversi, non li avresti mai raccontati a nessuno non per timore, “ma per vergogna”.
Alla vista di questa sottomissione…. ero di nuovo al culmine del piacere e ti annaffiavo nuovamente con la mia sborra che fuoriusciva come un fiume in piena, colando copiosamente sui miei piedi….! I fiotti di sperma erano fluiti tra le dita dei piedi, ti ordinavo di pulirli con la lingua. I miei piedi puzzavano di sudore, portavo dalla mattina quelle scarpe strette della divisa che mi fanno sudare le estremità. Quell’odore inebriante ti faceva eccitare. Di tua iniziativa hai iniziato a succhiarmeli avidamente. Quella visione sublime, mi rendeva ancora più arrapato. La sensazione di violare la tua privacy mi manda in estasi.
Dopo l’insolito rapporto, i militari sono scomparsi velocemente…. tu eri ancora eccitata come una bambina attratta dallo zucchero filato. Mai sazia di sesso e con faccia tosta, hai preso la testa del vecchio tra le mani…costringendolo a farti fare un bibet con la lingua. Mentre ti leccava il culo ancora colante di sborra…..pensavi ancora a noi due.
Carlo
4
1
19 years ago
admin, 75
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Un signore
Pubblico un 'racconto' che ho ricevuto tempo fa da Roberto.
Ti spiego nel dettaglio come devi immaginare i nostri incontri e cosa voglio fare con te, descrivendoti le mie perversioni, così che saprai cosa aspettarti.
Sono un uomo distinto di 55 anni, brizzolato, ancora affascinante, ma con delle inclinazioni talmente sconce da non poterle mai realizzare. Il mio manico è molto grosso, rizza ancora bene, e quando mi eccito penzola imponente impressionando le donne per le sue dimensioni da mulo.
Appena arrivi ti faccio accompagnare nello stanzino dal mio aiutante, che sa cosa fare e sta zitto eseguendo le cose più depravate. Ti fa spogliare e ti mostra il tuo costume; un corpetto in latex nero che stringe le mammelle e le fa sporgere in avanti, aperto sui capezzoli in modo da lasciarli sensibili ed esposti alla lingua. Devi infilarti anche dei pants in latex aderenti, che lasciano scoperto il solco delle chiappe, figa e culo all’aria. Per il mio piacere devi indossare anche degli stivali neri, lucidi, con le zeppe alte da battona. Amo avvolgere il tuo corpo femminile per farlo sudare, voglio sentire l’odore del sudore e le puzze che emanano i tuoi buchi. Il mio aiutante ti mette una parrucca nera, una mascherina sugli occhi e ti trucca sapientemente la bocca con un rossetto molto volgare.
Ora ti viene spiegato come mai i buchi devono essere aperti: io preferisco godere inalando flatulenze femminili, meglio se provocate in maniera artificiale, così da renderle intrattenibili dall’intestino della vacca. Ordino che ti sia fatto un clistere apposito di aria e cipolla. Naturalmente qualche ora prima sarai obbligata a mangiare un impasto di fagioli concentrato, misto a un potente prodotto farmaceutico per andare di corpo. Se si ha l’intestino vuoto, esso produce scoregge pestilenziali potenti come bombe e molto sonore. Il mio membro si erge anche al suono delle lofe, devi sapere anche questo. Tu devi naturalmente eseguire i comandi senza tirarti indietro, consapevole di vendermi il tuo culo e le tue viscere per il mio solo godimento, e dunque di non poter rifiutare le mie richieste oscene. D’altra parte i soldi che ti do sono parecchi e valgono senz’altro qualche spruzzo di merda e aria.
Quando sei pronta vieni accompagnata nella sala dove io ti aspetto vestito elegantemente come sempre, ma col manico che già penzola fuori dalla cerniera. Non vedi ancora i miei coglioni pelosi, ma compare il randello semiduro, impressionante, lungo 15 cm. Anche la larghezza ti stupisce, perché è un tubo consistente e ha delle grosse vene in rilievo molto virili. Questa visione ti eccita e ti senti già la tana bagnata. Io ne sento il forte odore; il mio grosso naso ha un olfatto molto sviluppato, ecco perché ho la passione delle flatulenze. Sono in ginocchio su un tappeto e ti faccio avvicinare, tu ti muovi maestosa e ti fermi porgendomi la pelosa proprio davanti al naso. Ti spiego che amo fare un uso particolare del mio naso; cioè infilarlo nella fregna per aspirarne tutti gli odori più forti e poi esigo che la troia si muova sulla mia faccia usando il mio naso come fosse un cazzo, ossia scopandoselo in profondità. Questo mi eccita moltissimo; sentire le narici piene di odore di piscio e di figa colante, quasi a soffocare, in attesa di ricevere la broda appiccicosa della vacca che mi cavalca il viso senza ritegno. Ordino quindi di farti pisciare in una bacinella e, ancora gocciolante, vieni a farti pulire quelle dense gocce da me, con la mia lingua, anch’essa lunga, grossa e rasposa. La mia specialità è infilarla a fondo, rotearla, sbatterla. Sentire una figa calda godere con la mia lingua e il mio naso è la cosa che mi infoia di più e mi fa sentire piu’ perverso. Tu esegui quello che ti dico, mi monti in faccia, sostenuta da un attrezzo al quale puoi appoggiare le braccia, e inizi a fottermi la lingua e il nasone. Io mi sento schiacciato ma inizio a godere e mugolo come un vecchio caprone in calore. Ti muovi su e giù e ti sfreghi la pelosa e il clitoride come ti pare e piace, senza riguardi. Io inizio a gemere, faccio versi molto profondi, rauchi, da animale che gode. Sto godendo e mi prendo il cazzo in mano, sempre più venoso e duro, me lo meno piano, me lo scappello, mi sfioro la punta, solo per farmelo rizzare di più. E’ una mia vera passione quella di godere lentamente. La mia cappellona lucida è molto grossa e tu ci sbavi sopra.
Quando non resisto oltre, ti dico di sederti sulla tazza da cesso fetish, tutta nera, sistemata in un angolo, e mi metto subito sotto, mi faccio immobilizzare il viso in modo da avere i tuoi buchi a 2 cm di distanza. Figa e culo li voglio molto pelosi (il pelo trattiene gli aromi) e odorosi, perciò tu non ti lavi né depili da 3 mesi. Cominci a non potere più trattenere l’aria che il tuo intestino ha prodotto, e sapendo che aspetto solo questo momento mi dici: ‘porco, mi scappa la cacca, mi sento scoppiare, sento lo stimolo a defecare…oh!’ io allora mi preparo, ti dico ‘dai bella vacca, lo so che hai voglia di aprire il culo e smerdarmi, io ho già la bocca aperta, non devi vergognarti. Ma aspetta, prima ti lavoro ben bene.’ Infatti ottengo maggiore godimento se stimolo io le scoregge con la lingua nel buco del culo, allora spingo il muso tra le tue chiappe, tu ti accomodi meglio, aprendole con le mani e inarcando il culo verso di me per offrirmi la caverna puzzolente. Io inizio a dardeggiare la lingua nel foro peloso, spingendo, sbavando e grugnendo come un porco dalla libidine che mi fa uscire di senno. Ad un certo punto capisco che non ce la fai più, sento una pressione e ti incito a liberare l’aria: ‘su, bagascia, scoreggiami sulla lingua! Dai che la prendo tutta, la inalo, mi riempio i polmoni con la tua fetida aria porca, si daiii…’. Tu a questo punto molli una flatulenza prima timida, alla quale poi seguono veri tuoni accompagnati da odori così nauseabondi che per poco non svengo sopraffatto da quel godimento perverso. Il clistere sadico ti ha provocato dei grumi di diarrea, che lasci colare sulla mia lingua matura e avida. Comincio a perdere la ragione e bestemmio. Intanto il mio tarello si è rizzato completamente e ha raggiunto quasi i 20 cm di lunghezza e turgore virile. Tu lo vedi, guardi la cappellona violacea, avresti voglia di piantartelo in figa e cavalcarlo con secchi colpi di fianchi ma prima devi soddisfare il porco che ti sta ravanando, svuotarti le viscere sul suo viso.
‘Mh… che troia, che puzza… mi ammazzi con questi peti, avanti così scrofa, avanti ti dico!!’ Senti che sto diventando una furia, ma sono sottomesso al tuo culo e posso solo sperare che le tue lunghe scariche non finiscano mai. Dopo avermi sparato tutto quello che hai nel culo, con residui di urina e merda, il fido aiutante ti fa sistemare sul tappeto e mi libera dalla terribile e adorata condizione di cesso umano.
Ora vedi come sono diventato, tutto imbufalito dall’arrapamento, rosso dalla foia, pieno di voglia di montare e schizzare sborra (ne produco sempre parecchia e molto consistente). Anche tu, dopo essere stata lappata e ciucciata in tutti i posti, vuoi una monta vera, la tua figa in fiamme la esige. Ti chiedo se prima lo vuoi pigliare in bocca. Tu non sai nemmeno se ti ci entra, ma vuoi provare. Anche il mio manganello non è pulito e sa dell’ultima pisciata e di sudore, ma tu tiri fuori la lingua e te lo lappi come una troia in calore. Non ti lamenti del suo odore, anzi quel tanfo di vecchio caprone ti eccita. Lo pompi per un po’, finché ti ci sta in gola, e senti i versi animali che non posso trattenere. Poi ti dico ‘dai che ti monto, adesso devi proprio prendertelo in figa ‘sto palo, e nel tuo buco scoreggioso.’ Ti caccio ancora una volta il naso fra i peli per annusartela, te la slinguo con forza, poi appoggio il capellone. Mi fermo un attimo e ti dico ‘lo vuoi proprio questo manico da toro, troia?’ tu rispondi con un verso da scrofa, allora te lo pianto tutto in un colpo facendoti urlare. Alla mia età purtroppo non riesco a fottere troppo a lungo, la foia mi fa delirare. Qualche stantuffo selvaggio e sento che la sborra sta per salire lungo le vene del mazzo, te lo dico: ‘guarda troia che ti sto per riempire, preparati al mio spruzzo.’ Tu non vuoi perderti lo spettacolo e mi ordini di sfilarti il palo. Preferisci vederlo davanti ai tuoi occhi vogliosi, teso, eretto, violaceo, che spasima per la necessità di sparare tutta la sua sborra fuori dai coglioni maturi, pelosi, sodi da toro alla monta. Io mi trattengo, mi tendo il manico per fartelo vedere tutto, per dartelo in faccia. Tu lo lecchi piano, mi dici di non toccarmelo, vuoi che io venga lentamente, perché sai che così godo meglio. ‘Leccuzza, troia, dai, lappa la punta, vai nel buchetto, dai, fregna scorreggiona, mi fai scoppiare, esplodooo, merda, schizzoooo’. E cinque fiotti potentissimi e densi sparano nella stanza, tanto copiosi e lontani che quasi ti prende il ribrezzo. Subito senti un forte odore acre di sperma maturo. Ma questo ti arrapa, ti fa venire voglia di farmi bere la tua essenza appiccicosa, quella che ti cola dalla tana quando vieni.
Ma tu non sai che dopo avere goduto io, la mia perversione prevede proprio di bere la figa che gode a sua volta, perciò mi sistemo di nuovo sotto di te, tu ti accovacci come per pisciare in terra, ma invece hai sotto la mia faccia, con la lingua già tutta fuori, protesa come un bigolo eretto verso il solco per lappare come un cane, e il naso pronto ad essere nuovamente usato come cazzo, stavolta fino all’estrema conseguenza. Sei infoiatissima, quello che hai fatto e visto finora ti hanno portato ad essere vacca, così monti con forza, ci dai dentro con energia selvaggia. Esigi di venire usando il mio viso rugoso per godere, e lo fai. Sfreghi, spingi, ti agiti senza riguardo, non ti preoccupi di farmi male o di togliermi il respiro, tanto io sotto continuo a incitarti, premendo le mani sulle tue chiappe, grugnendo di goduria: ‘dai vacca fammi brucare sta pelosa, puzzosa e lurida buca, daiii ohh...’. Tu gridi cose oscene e sconce, mi soffochi col tuo culone sudato e mi inondi di broda, che odora di piscio e peti ai fagioli. ‘Mmhhhh tieni vecchio porcone pervertito, succhia la figa, prenditi i miei colpi brutto schifoso!’
Appena ti rialzi dopo avere goduto su di me, il mio aiutante ti fa risistemare e ti riaccompagna a casa.
Ora sai che questo è il mio modo di godere ed è una delle mie perversioni preferite. Mi concederai il tuo bel corpo per realizzare tutto questo con te?
Roberto
3
4
19 years ago
admin, 75
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Mia cugina (prima volta)
Avevo 16 anni e forse mi sono tenuto in media.
Non che avessi particolari doti di corteggiatore o che fossi
particolarmente affascinante: ero un ragazzino timido ed insicuro che
trovava sfogo ai suoi primi sconvolgimenti ormonali solo con la
masturbazione e con una fervida fantasia, alimentata dalle riviste
porno scovate nei cassetti di mio padre e dai giornaletti di seconda o
terza mano passati tra gli amici. Ebbi solo i favori del caso ed una
cugina di un anno più grande che aveva già avuto qualche esperienza.
Era l’estate del 1982, in televisione davano gli Europei di atletica
leggera, quelli dove Alberto Cova vinse la medaglia d’oro nei 10.000 e
c’era mio zio al piano di sopra incollato alla televisione ad urlare il suo
tifo per l’atleta italiano. Io ero al piano di sotto, sdraiato su un lettino
con la mia cuginetta quindicenne (della quale peraltro ero
segretamente innamorato, ma oggi posso dire che era una semplice
infatuazione per le sue tette). Stavamo scherzando fra di noi, in
costume da mare, così come si fa da ragazzini: un pizzicotto, una
spintarella, la lotta, quando all’improvviso il sorriso si è spento ed il
braccio intorno al collo indugiava e scopriva un significato diverso. Il
suo improvviso silenzio mi incoraggiò a superare il timore di un rifiuto e
provai ad accarezzarle un ginocchio, poi la gamba per saltare
direttamente alla pancia, che era piatta e sensualissima. Lei rimase
sdraiata ed immobile, mentre il mio coso ormai faticava a restare nel
costume e quasi me ne vergognavo, ma lei non poteva accorgersene
perché aveva gli occhi chiusi. Il mio obiettivo erano le sue tette:
bellissime, sognate tante volte. Non avrei pensato mai che si potesse
andare oltre, le scene degli amplessi sulle riviste porno erano per me
come qualcosa che non fosse possibile in realtà, ma confinato alla
fantasia. Lei restava immobile e mi permise di raggiungere l’obiettivo
delle sue tette, io ero felice di potergliele toccare ed ora mi dibattevo
nel dubbio su cosa fare: dovevo baciargliele, continuare ad
accarezzargliele all’infinito o che altro? Forse lei capì che non mi sarei
mai spinto più in là a causa della mia goffaggine e della mia
inesperienza, perché mi sollevò dalle mie angosce aprendo gli occhi e
dicendomi: “ma tu che CAZZO vuoi?” pronunciando la parola “CAZZO”
con la stessa naturalezza con cui avrebbe detto la parola “COSA”, e
l’intera frase con una dolcezza ed una sensualità che fecero cedere
l’elastico del costume sotto l’ultima spinta del mio attrezzo e fu quella
la mia risposta alla sua domanda, insieme al mio sguardo che si
abbassava su di lui come se non mi appartenesse. Anche il suo
sguardo seguì il mio e si fermò sul mio membro durissimo, lo seguì la
sua mano che cominciò ad esplorarlo, a toccarlo, a sentirne la
consistenza, infine ad accarezzarlo in una sega dolcissima, mentre io
trovai il coraggio di abbassarmi il costume alle ginocchia liberando le
palle. A quel movimento lei smise di accarezzarmelo e mi prese lo
scroto nella mano, lo strinse dolcemente avendo cura di comprenderlo
tutto nel palmo e tra le dita e continuò a tenerlo così e mi disse: “ora
sei nelle mie mani”. Sono sempre stato convinto che quella frase
fosse rivolta a me, ma ora mi viene il dubbio che la mistress in erba si
rivolgesse direttamente al mio coso, perché in effetti lo diceva mentre
lo scrutava da vicino da tutte le angolazioni. Io ero in una dimensione
non definibile e sentivo da lontano la voce di mio zio che mi avvisava
che stava per iniziare la gara dei diecimila di Alberto Cova e dovevo
fare uno sforzo immane per rispondere. Ad un certo punto la mia
cuginetta, che doveva avere una certa propensione per il cazzo, con
un movimento così rapido che non mi diede il tempo di realizzare
subito quello che stava succedendo, lo prese interamente in bocca
fino alla radice. Io mi sentii avvolgere da un calore nuovo, mi stavo
fondendo tutto in una materia inconsistente, in una sensazione che
non ho più riprovato con quella intensità. Non potevo assolutamente
controllare il mio corpo e lo sperma eruttò senza che potessi far niente
per frenarlo. Lei ricevette il primo schizzo in gola, poi si allontanò con
una espressione quasi di disgusto, ma non lasciò le palle ed io
continuai a venire sporcandomi tutto mentre lei si asciugava la bocca
con le mani. Quando ebbi finito lei mi disse: “sei come Superman!”
facendo evidentemente riferimento alla mia velocità piuttosto che al
mio vigore, ed io mi vergognai come non mi era mai successo e senza
dire una parola andai in bagno a pulirmi mentre lei bevve un sorso
d’acqua. Tornai a letto non sapendo cosa fare e mi resi conto che la
mia erezione non aveva perso niente della sua potenza: avrei voluto
ripetere subito quell’esperienza, ma la mia timidezza era ora
ingigantita dalla vergogna. Questa non era dovuta alla mia
eiaculazione precoce perché a 14 anni non si conosce nemmeno il
significato di questa sindrome, bensì dalla consapevolezza che non
ero stato all’altezza di mia cugina e che le avevo dimostrato di non
essere altro che un ragazzino inesperto, mentre lei mi era sembrata
una dea del sesso. La mia situazione psicologica cambiò radicalmente
quando lei tornò dalla cucina dicendomi scherzosamente di spostarmi
e di fargli posto:” Dai, fatti più in là! Cos’è? Non mi vuoi più vicino a
te?”. Quelle parole, quella implicita richiesta di un permesso, in quel
momento preciso dove la mia autostima era ai minimi storici, mi
infusero coraggio. La guardai negli occhi e le risposi semplicemente:
” Ti sbagli! Anzi!”, indicando con lo sguardo il mio coso più vispo che
mai (ma la cosa non le era sfuggita di sicuro). Lei mi disse che le era
piaciuto moltissimo, che la mia velocità per lei era proporzionale al mio
desiderio di averla e questo la faceva sentire importante. Quelle
parole mi aprirono un universo nuovo e sconosciuto: quella dea al mio
fianco era una ragazzina come me, magari con qualche pompino alle
spalle, ma con il suo carico di dubbi e insicurezze.
Acquisii il coraggio di un leone, tornai ad accarezzargli la pancia e poi
di nuovo le tette e le dissi che la desideravo ancora e lei da bambina
diligente si chinò di nuovo ad imboccare il cazzo. Lo succhiava
andando su e giù, ed io nel contempo le accarezzavo la testa
accompagnando il suo movimento. Mi piaceva anche prenderle le
orecchie con le mani e guidarla accompagnando i movimenti con i
fianchi. Di tanto in tanto lo ingoiava fino alla radice ed io mi inarcavo
cercando di spingerlo ancora più in fondo, quasi a toglierle il respiro,
fino a quando non doveva mollare la presa per respirare ed allora
cominciava a leccarlo così come si farebbe con un gelato. E’ andata
avanti così per qualche minuto che mi è sembrato un’eternità, in
un’estasi di godimento che a quei tempi forse non riuscivo nemmeno
ad apprezzare appieno, fino al momento in cui sentii montare l’onda
dell’orgasmo. “Attenta! Spostati!”, le dissi. “MMMHH….MMMHHH” mi
rispose continuando l’opera e succhiando più forte. Me ne venni nella
sua bocca, sussultando e ansimando. Questa volta ingoiò tutto fino
all’ultima goccia, anzi continuò a succhiarmelo e mi leccò la cappella
fino al punto in cui ogni volta che la punta della sua lingua me la
sfiorava, sussultavo forte come se mi toccasse direttamente su un
nervo scoperto. A quel punto continuò a lavorare solo sull’asta e sulle
palle finchè non lo liberò così lindo e pinto che non ebbi nemmeno
bisogno di lavarmelo. Sembrò calare un silenzio imbarazzato, nessuno
dei due osava proferire parola, fino a quando mio zio dal piano
superiore non mi chiamò a voce alta:”VIENI A VEDERE, COVA STA
VINCENDO…COVA! COVA! COVA! VIENI FAI PRESTO!!!”. “Sono già
venuto, zio!” dissi sottovoce a mia cugina, e scoppiammo a ridere.
Diventai da allora un tifoso di Alberto Cova.
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3
19 years ago
etabeta34, 43
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Seconda lettera da una mia schiava
Ecco Padrone assolvo il mio compito narrando il racconto del nostro ultimo
incontro. Ero a casa, da sola. Tu suoni alla porta ed entri senza un saluto, mi
prendi per i capelli e mi trascini al divano. Ti siedi comodo e mi fai
inginocchiare, poi accendi la tv. Mi ordini di spogliarti ed eseguo, mentre tu
guardi con indifferenza la tv e senza degnarmi di uno sguardo. Ti tolgo le
scarpe, le calze, i pantaloni, tutto. Alla fine, quando sei nudo, mi prendi i
capelli e mi spingi la testa verso il tuo pene. Ad un millimetro mi fermi: “Apri
bene la bocca, e ingoialo tutto. Non deludermi.” Io annuisco e ubbidisco. Poi mi
spingi giù la testa e m’infili tutto il pene in bocca. Arrivo con le labbra al
tuo pube e mi fermi così immobile. Mi tieni con la testa schiacciata così,
respiro a fatica e con il con il naso, e tu guardi tranquillamente la tv, cambi
canale e dopo un bel po’, inizi a muovermi svogliatamente la testa su e giù,
sempre tirandomela su dai capelli e giù spingendo con forza. Io assecondo i
tuoi movimenti, cerco di succhiarlo tutto, di ingoiarlo tutto in bocca, ma
nonostante questo, sento sempre la mano che mi spinge giù la testa, la sento
forte che mi comanda. Io sono messa di traverso e l’altra tua mano libera
inizia ad accarezzarmi le natiche. “Spogliati.” Mi ordini. Allora, lo faccio,
sempre mentre tu guardi la tv e quando sono nuda ritorno ad accovacciarmi
di traverso sul divano e a prendertelo in bocca. Tu mi fermi per i capelli
e mi dici: “Ora lo devi succhiare velocemente, capito?” Io annuisco e tu
sorridi, pregustando il fatto che probabilmente non ho capito bene cosa
intendi. Allora mi molli ed inizio ad andare su e giù abbastanza veloce. Dopo
poco mi fermi la testa e mi tiri una violentissima sculacciata con l’altra
mano. “Era veloce questo? Se vado ad un angolo di una strada, trovo una che
lo fa meglio.” Aggiuni per umiliarmi. Io divento rossa. Tu aggiungi che ogni
volta che sarò troppo lenta, mi sculaccerai. Allora riprendo con foga a
succhiarti, ma ovviamente non sono mai troppo veloce per i tuoi gusti, o
non riesco a ingoiarlo abbastanza a fondo, e tu ti spazientisci e mi
sculacci con foga, urlandomi di farlo meglio, che sono un disastro, che non
valgo niente. Per farmi vedere mi prendi la testa e con forza me la muovi su e
giù, poi con una mano la spingi in basso facendomi ingoiare tutto il tuo
pene e con l’altra mi dai un’altra scarica di sculacciate chiedendomi poi
se ho capito come lo devo succhiare. Io provo a seguire i tuoi ordini facendo
del mio meglio, ma dopo un po’ mi sposti dicendo che non sono capace. Mi
ordini di inginocchiarmi ai tuoi piedi, fra le tue gambe e di leccarti i
testicoli guardandoti. Mentre lo faccio prendi il tuo telefonino e con mia
grande sorpresa fai una telefonata. E’ un tuo amico con cui chiacchieri
amabilmente. Ad un certo punto, gli chiedi scusa, mi prendi la testa e me lo
infili in bocca. ”Così!” Mi dici e poi riprendi la conversazione. Ogni tanto
ripeti la stessa cosa interrompendo la conversazione. “Di più…” Ad un certo
punto il tuo amico ti chiede cosa stai facendo. Tu mi guardi e gli rispondi: “Me
lo sto facendo succhiare dalla mia schiava.” Io divento bianca, pallida. Tu ti
metti a ridere e gli dici che dovrebbe provarmi anche lui. Io mi blocco, ho il
cuore a mille, mai nessuno mi aveva trattato così. Tu metti giù la telefonata, e
sempre in quella posizione mi obblighi ad aprire la bocca. Ti masturbi con me ai
tuoi piedi e quando senti lo sperma che sta per venire fuori, mi metti una mano
sulla testa, mi prendi forte i capelli e lo spari, senza infilarmelo, dentro la
bocca, godendoti la scena. Dopo i primi schizzi me lo infili in bocca e mi
ordini di pulirlo. Subito dopo ti alzi scostandomi con un gesto d’insofferenza
prendi la mia camicetta, ti pulisci con essa e la butti per terra. Ti vesti
senza dire una parola e te ne vai. Padrone, ricordando quei magnifici momenti
sono andata in bagno a toccarmi e il mio orgasmo è stato intensissimo. Aspetto
impaziente e devota una tua visita.
Sono la tua schiava.
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19 years ago
master1sergio164352, 55
Last visit: 1 year ago -
La vicina di casa
Abito in un paese della provincia quindi è facile uscire e trovarsi nella campagna fra gli orti e i campi.
Da un paio di anni mi è venuta la passione per la corsa e quindi faccio regolarmente degli “allenamenti” quasi tutti i giorni.
Devo fare una premessa io non sono nato in questo paese ma mi ci sono trasferito un decina di anni fa, e con gioia notai che nel mio palazzo abitavano
due sorella un po’ più piccole di me.
La maggiore è veramente splendida, due belle gambe la vita stretta ,il seno non grosso ma ben dritto e una faccia da porca. Inoltre cura molto il suo abbigliamento
e veste sempre molto sensuale,pantaloni aderenti,
gonne corte,camicette generosamente slacciate…
peccato che non mi filasse proprio.
La sorella era molto diversa , grassoccia, goffa nei movimenti ed in più si tralasciava nel vestirsi insomma la classica tipa insignificante
…..e credo sia sempre stata attratta da me.
Adesso, a distanza di dieci anni, le cose sono un po’ cambiate, la sorella maggiore è ancora più bella e, dopo sposata, si è trasferita,
e la minore , anch’essa sposata, è decisamente migliorata.
Ha fatto la dieta, ha cambiato pettinatura, ha cambiato modo di vestire ed è diventata molto più spigliata,
devo dire che adesso non è bella , ma fa la sua figura.
Allora dicevo della mia passione per la corsa, quasi tutte le volte che partivo da casa , Viola, il nome lo invento, era sempre li
a scambiare due parole e a fare battutine sulla mia passione e a dire che anche lei voleva andare in palestra per curare il fisico.
Una sera gli ho detto: PERCHE INVECE DI ANDARE IN PALESTRA NON VIENI A CORRERE CON ME?
Lei mi ha risposto che le sarebbe piaciuto ma che non voleva abbassare troppo il ritmo della mia corsa
in quanto lei non era allenata. FIGURATI PER ME NON CI SONO PROBLEMI, gli ho detto e sono partito.
Dopo una settimana me la vedo arrivare in tenuta ginnica e mi dice; ANDIAMO?
Aveva un pantacollant attillatissimo e una condotta corta che le copriva a stento il seno,sicuramente una quarta, sono rimasto
per un attimo senza fiato e quando mi sono ripreso siamo partiti.
Correre con accanto due poppe fantastiche che ti ballano sotto gli occhi e un culo fasciato in un pantacollant,
dove oltretutto non si vedeva il segno dello slip, non era facile e non riuscivo a nascondere la mia
eccitazione che sicuramente anche lei aveva notato.
Così è andato il primo giorno e anche gli altri seguenti con sempre lei che si divertiva a stuzzicarmi ed io
che quando arrivavo sotto la doccia non potevo fare altro che farmi una ricca sega.
Una sera mi sembrava che lei fosse ancora più vispa infatti avevamo iniziato a parlare delle prestazioni sessuali dei nostri patner quando
ad un certo punto , mentre percorrevamo un sentiero nel bosco, ho fatto finta di cadere e sono rimasto in terra dolorante.
Quando lei è arrivata le ho detto che mi faceva male una un ginocchio e lei ha iniziato a massaggiami, era accosciata davanti a me
a non più di trenta centimetri dal mio cazzo che stava scoppiando, era come in trance non riusciva
a togliere lo sguardo e con la mano ha iniziato a risalire la mia coscia fino a che non ha più resistito
ed ha messo la sua mano sul mio cazzo correndo lungo l’asta.
Senza dire una parola ho spostato i pantaloncini da una parte e l’ho tirato fuori, lei mi ha guardato per negli occhi e poi se lo è cacciato in bocca ,
non avrei mai immaginato che fosse stata una così abile pompinara .
E’ andata avanti per alcuni minuti aumentava il ritmo e poi da vera esperta rallentava quando
sentiva che stavo per venire, ma ad un certo punto non c’e l’ho fatta più e dopo avergli messo le mani dietro la testa ho iniziato
a scoparla in bocca fino a che non l’ho riempita e lei da vera maestra ha bevuto tutto fino all’ultima goccia.
Dopo quella volta ne sono succedute ancora ma tutti e due avevamo voglia di scopare ma non potevamo
farlo nel bosco ed è stato per puro caso che sono venuto a sapere che uno di quei capanni
vicino agli orti, che vedevo quando correvo, era di un mio amico e che lo aveva attrezzato
per i suoi incontri con la cognata.
L’occasione era propizia ho convinto il mio amico a lasciare le chiavi del capanno sotto lo zerbino confidando su la sua riservatezza.
La sera successiva , mentre correvamo, ho detto a Viola di seguirmi e mentre andavamo già mi immaginavo cosa avremmo fatto.
Quando siamo arrivati ho preso le chiavi del capanno e le ho chiesto se voleva entrare, non mi ha risposto
ma mi ha spinto dentro ed ha iniziato a spogliarsi.
E’ rimasta in perizoma ed io ho inziato a leccargli i capezzoli e con una mano l’ho toccata ed ho sentito che era fradicia di umori.
Voleva farmi un pompino ma io le ho detto che dovevo sdebitarmi di quello che aveva fatto fino ad allora.
L’ho fatta mettere in ginocchio sul letto ed ho incominciato a leccarla da dietro , era bagnatissima e
aveva dei sussulti quando passavo dalla fica al culo e con la lingua quasi la penetravo.
Lei si stava toccando e mi ha detto con voce roca: SCOPAMI TI PREGO.
E’ stato stupendo metterglielo dentro aveva una fica che sembrava un lago e quando
l’ho infilata a iniziato a muoversi avanti e indietro scopandosi da sola gridando come una matta.
Ha voluto cambiare posizione e dopo avermi fatto sdraiare mi ha cavalcato facendomi succhiare i suoi grandi seni,
è venuta poco dopo ed ha voluto finire con un pompino con l’ingoio come solo lei sa fare.
Credo che il mio amico dovrà darmi una copia delle chiavi perché le scopate con Viola non finiranno certamente qui……….alla prossima
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19 years ago
cpfirenze05,
44/44
Last visit: 16 years ago
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Abbiamo ricominciato!!!
Dopo anni che non ci sentivamo , la mia ex mi ha rintracciato al telefono e dopo qualche parola di convenevoli (Ciao come stai? indovina chi sono? cosa che avevo già indovinato dalla prima parola emozione condivisa dal mio cazzo che era già eretto....) Paola (nome inventato) mi dice : sai arrivata a 54 anni ho deciso di fare la troia e , perciò, appena ci vediamo scopiamo da indemoniati (se ce la fai ancora...). Dopo un' ora ero già davanti ad un motel e la aspettavo col cazzo sempre più duro. Dopo pochi minuti arriva Paola , era 35/40 chili di più dell' ultima volta che l'avevo vista , grosse tette, alta (anzi bassa) come al solito. Ci salutiamo e stiamo per entrare nel moel ma lei mi dice : Aspettiamo un'altra coppia. Sai ho pensato che mi hai piantato perchè non volevo pertecipare a tutte le orge che volevi tu per cui mi sembrato carino organizzartene una!!!!
Incuriosito chiedo chi sono i suoi amici e la risposta mi stupisce ancora di più; infatti mi dice che non li conosce se non tramite internet!!!
Arriva l'altra coppia , breve presentazione, lui è atletico quasi palestrato, lei più vecchia di noi con aria da pia donna, entriamo ed appena in camera la ei dell'altra coppia si alza la maglia e mi mette una tetta in bocca. Paola si fa spogliare da lui e , stesa sul letto a gambe aperte sta facendo un pompino al palestrato ...subito l' altra si getta sulla fica di P. e comincia a succhiare da indemoniata , io alla vista dello spettacolo mi infilo un preservativo e chiavo la vecchietta alla pecorina. 45 secondi dopo veniamo tutti quattro!!!!n.b. Dalle presentazioni sono passati 5/6 minuti!.
Continuiamo così per altre 2/3 ore, poi ci salutiamo. Paola mi dà un passaggio , rievochiamo i tempi ormai remoti in cui potevamo solo fare un orgia al mese perchè P. voleva che il mio cazzo fosse solo suo (che palle ste donne). Prima di scendere le chiedo : Cosa avresti fatto se non fossi venuto all'appuntamento? La sua risposta è stata : Nulla, mi sarei scopata comunque quei 2!
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19 years ago
fantasiapig,
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Last visit: 16 years ago
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Lettera integrale da una mia schiava
Eccomi Padrone.
Sono al centro della stanza, nuda ed immobile sotto la luce,
tu sei seduto ed io attendo i tuoi ordini. Indosso il
collare ed il bavaglio, ormai da molto tempo, ti ho servito
tutta la cena indossandolo, la saliva cola ormai copiosa, ma
tu, come sempre non hai fretta. Mi lascia li ad attendere
ancora un po’ poi mi ordini di portarti il foulard con cui
mi bendi gli occhi. Mi ordini d’inginocchiarmi e di venire
fino a te che nel frattempo ti sei riseduto sul divano. Mi
ammanetti le mani dietro la schiena e poi l 'attesa
ricomincia. Non ti sento e non ti vedo, cerco di rimanere
immobile, di non commettere il minimo errore. Ad un certo
punto la tua mano sulla bocca mi spalma la saliva sul viso e
sento la tua voce commentare "si, finalmente sei pronta
schiava". Allora mi togli il bavaglio, ordinandomi di non
richiudere neppure per un attimo la bocca, uno strattone
all'anello del collare mi fa abbassare la testa per
accogliere d'un solo colpo tutto il tuo cazzo. E mentre
sento con la bocca i peli del tuo pube, ascolto i tuoi
ordini: voglio sentire il tuo sforzo crescere schiava,
voglio che ti ricordi di succhiare per bene mentre sali e
che tieni la bocca spalancata mentre scendi, la tua bocca
deve essere come una ventosa mentre ti muovi su e giù lungo
il mio cazzo; voglio sentire ogni sforzo ed ogni conato, e
voglio che tu lo trattenga fino a quando deciderò che puoi
liberarti. Hai capito schiava? Mugolo un si Padrone, ma tu
rialzi alla mia testa, mi fai tornare in mezzo alla stanza e
mi ordini di ripetere bene le istruzioni ricevute parola per
parola. "Ti farò sentire il mio sforzo Padrone, succhierò il
tuo cazzo e la mia bocca sarà come una ventosa mentre mi
muoverò su e giù, ti farò sentire ogni mio sforzo ed ogni
mio conato, ma non mi libererò se non me lo concederai.
"Bene schiava, immagino che la tua fica si sia bagnata ben
bene al pensiero di succhiare il cazzo del tuo Padrone è
così schiava? "SìPadrone". "Allora vieni qua a farmela
sentire." Restando in ginocchio mi avvicino a te e rimango
poi li ferma con le gambe ben allargate. Tu controlli
lungamente. Sembri soddisfatto e mi sollevi un seno con la
mano come valutassi della merce da acquistare. "I capezzoli
ti sembrano turgidi a dovere schiava?" Sento dalla tua voce
il disappunto per cui rispondo "Potrebbero esserlo di più
Padrone ti chiedo scusa." "Lo saranno tra poco schiava...
vedrai." Rispondi bruscamente e subito mi applichi due
mollette ai capezzoli. Poi afferri l'anello del collare e mi
ordini: "Giù!" Comincio a succhiare il tuo cazzo con tutta
la devozione di cui sono capace, e bado bene a tenere la
bocca spalancata e ad arrivare ogni volta sino in fondo,
completamente, fino a sentire il tuo cazzo sul fondo della
mia gola e ben presto i conati di vomito si fanno sentire.
Cerco di non rallentare perché non voglio deluderti,
continuo. Tu fferri la mia testa e la muovi per evitare che
io possa rallentare senza autorizzazione, incurante dei miei
sforzi e dei colpi di tosse che si fanno più frequenti. Ad
un certo punto mi consenti di piegarmi per un istante al
fianco sulla bacciella per lasciarmi andare, nel frattempo
stimoli ancora di più la tua eccitazione e subito ti
rimpadronisci della mia bocca. Continuo a muovermi su e giù
mentre tu con le mani strizzi le mollette per assicurarti
che io non rallenti; quando mi pare di non potermi più
trattenere la tua voce mi dice: "Sto per venire nella tua
bocca schiava! Non ingoiare nulla sino a che non te lo
permetterò! E subito sento il tuo fiotto denso e caldo che
m’invade la bocca con il suo sapore dolciastro a lungo.
Rimango immobile con il tuo seme in bocca mentre tu mi
guardi e, lentamente, uno per volta liberi i miei capezzoli
dalle mollette e poi con voce pacata mi dici: "Ora schiava
puoi ingoiare lo sperma del tuo Padrone." Mi chino con il
viso a terra, bacio i tuoi piedi ed ho il fiato per
ssurrarti: "Grazie Padrone."
Mi sono toccata Padrone pensando alle cose che ti ho scritto
ed immaginando davvero di farle al più presto e di farle
come tu desideri, il mio piacere è per te mio Padrone e il
tuo piacere è il mio dovere. La tua schiava devota.
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19 years ago
master1sergio164352, 55
Last visit: 1 year ago -
La festa in spiaggia
Era una delle ultime sere d'estate...ed io avevo deciso di passarla al mare allo
stabilimento balneare dove avevamo passato l'estate io e mio marito.Era una bella sera estiva,
faceva ancora caldo e decisi di dire a mio marito della festa.Lo convinsi,saremmo stati lì per la serata:
Verso le 8 gli dissi di prepararsi perchè saremmo andati al mare a cena ed a festeggiare con gli amici conosciuti in spiaggia.
Lui si mise la solita maglietta della NIKE,bermuda e le scarpe da tennis...era pronto.Io invece mi preparai con cura.Volevo essere strafica...far girare la testa
a tutti ed essere al centro dell'attenzione.Con mio marito le cose non andavano poi molto bene
mi trascurava...preso dal lavoro e dalle 1000 cazzate che lo interessavano...calcio...pesca...caccia...
una moglie bella e calda forse non la meritava...ed io ero sia l'una che l'altra cosa...Quella sera poi ero particolamente eccitata
e sottili brividini mi partivano dalla schiena...piccole scariche di voglia mi scendevano sul monte
di venere...segno che ero davvero su di giri...
Ero stata a comperarmi un piccolo top bianco semitrasparente,dovevo solo decidere se indossare anche il reggiseno...
ed una mini di jeans davvero moooolto mini...mi copriva a stento il sedere...Un perizoma
minuscolo mi copriva la fica e spariva tra lo spacco del sedere...ero davvero sexy...Inoltre fin da quando ero
ragazza tutti mi avevano sempre fatto notare che avevo un gran bel culetto...a mandolino...sporgente e terribilmente sexy...
guardandomi allo specchio mi compiacevo..era vero..avevo un gran bel sedere...forse una delle mie parti + sexy....
Infine spogliandomi e restando in perizoma mi accorsi che forse avevo anche esagerato con l'abbigliamento sexy...sembravo
davvero una puttana da night club!
Completava l'opera un sandalo con tacco nero e lacci al polpaccio...con quella roba
addosso....capelli sciolti ed un trucco giusto...l'avrei fatto venir duro anche ad un morto!Infatti la nomea che mi ero sempre fatta
era quella di una splendida signora che sapeva fare drizzare di brutto i cazzi al suo passaggio!!
Mi feci un bagno...lavai i capelli...li asciugai...mi profumai la pelle con un olio al
sandalo...e mi misi gli abiti...Mi truccai con cura,decisi per non mettere il reggiseno....volevo vedessero che bel paio di tette avevo...
alla fine ero pronta...Mi guardai allo specchio...mamma
mia...ero davvero una gran fica!!!La serata sarebbe stata mia...e molti sarebbero stati quelli che si sarebbero fatti
venire l'acquolina in bocca guardandomi....Adoro far eccitare con lo sguardo e con l'abbigliamento un uomo...
saperlo a cazzo duro per me mi eccita in un modo terribile!!Mio marito mi guardò con la solita noncuranza...per poi
dirmi...il solito:"si stai bene...jessyca...sei carina..."
La solita frase da scemo....sempre la stessa...mai un complimento...mai una parola dolce...era
davvero un povero scemo...
Arrivammo al bagno...le luci erano accese...la musica alta...ed un profumo di pizza e di pesce
arrosto ci avvertì che la cena era già cominciata.
Scesi dall'auto e mi diressi ai tavoli...gli amici ci aspettavano e iniziai a salutarli.
Un coro di elogi mi colse di sopresa...non credevo di aver fatto così colpo..tutti mi
guardavano con ammirazione...e le mogli di alcuni con un pò d'invidia per come i mariti mi squadravano dalla
testa ai piedi.
Salutai tutti...mentre mio marito aveva posteggiato...poco dopo eravamo al tavolo con gli altri...e ordinammo la cena.
Uno degli amici mi guardava con voglia...lo vedevo..era un single incallito e non riusciva a staccare gli
occhi dal mio top...che mi copriva a malapena le tette,se mi muovevo troppo con le braccia i capezzoli mi spuntavano dalle
pieghe del top..e lui trasaliva ogni volta.
Lo guardai con un sorriso..dicendogli...:"aldo...così poi non digerisci...sai?Hihihi!!"...
Lui annuì e mi rispose che ero una megafica...molto meglio delle sciaquine che girottolavano per la disco quella sera.
Finii il 1° e dissi che dovevo andare alla toilette,il vino e la coca cola bevuta mi avvertivano che dovevo andare a far pipì.
Mi alzai e mi diressi verso il bagno che era dietro il ristorante.Mentre stavo andando incontrai il bagnino...un bel ragazzo che era
tutta l'estate che mi sbavava dietro...Mi fermò e mi disse apertamente che quella sera ero una cosa da sogno...e che avrebbe
fatto di tutto per potermi stare addosso un pò.Gli sorrisi dicendogli:"ma dai...chissà quante ne hai qui..." e lui per tutta risposta mi
mise un braccio intorno alla vita e con forza mi schioccò un bacio in bocca!Appoggiandosi a me mi preme con il pantaloncino da bagno sulla fica...
sento che ha una favolosa erezione....il cazzo duro mi preme sulla mini...mentre la sua lingua incontra la mia...una scossa
micidiale mi parte dalla fica...inizio a gemere ed una vampata di calore mi arriva sul viso...segno che la cosa mi piaceva e parecchio.
Mi riesco a staccare...lui mi guarda e mi dice:"quando ballano...ti vengo a cercare....sai?"
io ero ormai in calore...una voglia infinita mi prende...salendo dalla pancia fino al cervello...non riesco a resistere...e così gli rispondo:"ok...dopo..
ora finisco la cena...c'è mio marito...vediamoci dopo".....
ormai ero eccitata al max...quel ragazzo mi aveva colpito nel segno...avevo una voglia di cazzo micidiale e con lui me la sarei tolta
davvero!
Vado in bagno...e qui noto subito un'altro segno di come la cosa mi era piaciuta...avevo la fica fradicia d'umori...mamma mia...che voglia mi era presa...
quel bacio e quel contatto mi avevano acceso un desiderio tremendo.
Tornai al tavolo...e come se nulla fosse ripresi le solite conversazioni ed il resto della cena trascorse tra chiacchere e risate.
Il vino scorreva a caraffe...fresco...bianco e frizzante...in breve eravamo tutti allegri e mio marito aveva deciso per un torneo di briscola
con gli amici....ottimo..mi sarei potuta assentare senza dare nell'occhio...e lui nemmeno se ne sarebbe accorto.
La disco iniziò a salire di tono..in breve la pista era piena...ed in mezzo ad un bordello pazzesco...chi mi avrebbe vista?
Andai da lui e mentre era tutto preso dal torneo....gli dissi:"amore ballo un pò..ok?"
Lui annui e nemmeno si voltò a guardarmi...meglio...pensai io...gioca gioca...che io me la spasso a modo mio!
Dopo poco ecco il bagnino...che guardandomi mi fà un cenno di seguirlo.Io con noncuranza inizio ad allontanarmi...lui in breve si
dirige verso le cabine...un lungo corridoio di cabine che finisce nel buio...
Dopo poco si ferma in un angolo...da lì non ci avrebbe visto nessuno.Dopo pochi attimi arrivo...il cuore mi batte all'impazzata
mentre lo raggiungo!Un attimo e mi è addosso....mi bacia con foga...la sua bocca incollata alla mia...le sue mani mi frugano la mini...
e dopo pochi attimi sono già sotto la corta gonna di jeans...un secondo dopo è sul perizoma...non perde tempo il tipo...è eccitato come un cavallo!!
Mentre mi bacia scende un pò il mio top...le tette mi fuoriescono dal generoso scollo...mi inizia a leccare un capezzolo...io non capisco
+ nulla...sono su di giri da morire e la fica mi pulsa come non mai!
Si apre la camiciola...e mi mette davanti un petto liscio e muscoloso...mmhh....inizio a leccarlo con la punta della lingua mentre la sua mano è dentro il perizoma e mi stà
rovistando la fica....un :"mmhh...sei fradicia...puttana!!!" gli scappa mentre mi tocca tra le cosce...io mugolando gli rispondo di sì.
Inizio a scendere con la lingua...sono al pube...i primi peli mi avvertono che stò per arrivare al cazzo...ed io non chiedo di meglio!!
Leccandolo ho piegato le ginocchia....sono quasi in ginocchio mentre lui è appoggiato alla cabina...guardandolo gli appoggio le mani ai lati dei pantaloncini da mare...
e lentamente inzio a calarli....Dopo qualche attimo un cazzo da sogno mi esplode dai pantaloncini calati...lui guardandomi dall'alto in basso mi sventola
il suo cazzone eretto davanti al nasino....un cazzo strepitoso....una meraviglia...mentre io appoggio i pantaloncini ai suoi
piedi!!
Mi guarda e mi dice:"beh...credo che la cosa ti piaccia...o no?"
io sorridendo non riesco a staccare lo sguardo da quella magnifica asta...le palle sono gonfie...sode...e proporzionate al cazzone.
Mentre lo osservo gli rispondo:"dio ...hai un cazzo da sogno!!" e già pregusto che cosa mi farà con quella meraviglia....
Confesso che sono tremendamente troia.....quando mi fanno scatenare...e lui ci era riuscito in pieno!
Mi sorride e mi dice..."Forza troia....vediamo se sei una brava pompinara....vediamo di cosa sei capace....!"
Non aspettavo di meglio....lo guardo mentre ho la cappella ad 1 cm dalle labbra e gli rispondo..."ora vedrai....che razza di bocchinara sono....ti farò pentire
di avermi sfidata....sappilo!"
Ed inizio a leccargli le cosce...salgo....poche leccatine e sono alle palle....le lecco con voglia...lui inzia a sbuffare....salgo ancora...la punta della lingua percorre
l'asta....dura..venosa...eretta....con gli occhi guardo quel ragazzo in piedi.......che sorridendo mi dice di farlo godere...
Mi raccolgo i capelli con un elastichino che avevo al polso....ora si che sono pronta a fargli un pompino da sogno...
Legandomi i capelli faccio in modo che lui mi veda nel viso..senza ostacoli vedrà
perfettamente come gli tiro il pompino...voglio veda che gran pompinara sono..e come sono brava a farli!!!Vedrà che razza di puttana sono se mi ci metto....
Inizio a leccare la cappella...deliziandomi da come è gonfia e dura....mi passo diverse volte la lingua sulle labbra...sia per fargli vedere che voglia di cazzo ho...sia perchè
così facendo..quando andrò su e giù con la bocca su quel cazzo da sballo lui mi scorrerà bene in gola...mmhh...sono una pompinara da urlo...e se ne accorgerà anche lui!
Lecco con godimento l'asta...la base...salgo sù alla cappella...lasciando un abbondante filo di saliva lungo il mio leccare....
ora è insalivato bene...scorrerà perfettamente tra le mie labbra chiuse delicatamente a cerchietto su quel cazzone da favola....
Inizio un lento su e giù...mugolando per il godimento che provo...lentamente l'asta scompare nella mia bocca...arrivo fino alla base...il nasino mi scompare tra i ciuffi dei peli sopra l'asta...
poi risalgo verso la cappella...la mia lingua slingua il glande e poi ricomincio a scendere...lui sbuffando inzia a godere sempre di +...
Il top calato mostra le tette...che dolcemente ballano mentre io salgo e scendo su quel delizioso cazzone...i movimenti sono lenti...stò godendo molto e lui se ne accorto.
Infatti mi dice:"che troia sei...jessyca...stai godendo come una puttana a farmi questo pompino....sei davvero una grandissima zoccola...sai...ma quanto ti piace leccare un bel cazzo?"
Io mi fermo...e guardandolo dritto negli occhi gli rispondo:"si...stò godendo molto...hai un cazzo da sballo....e quando mi ritrovo un cazzone così...faccio un pompino da favola...
voglio farti impazzire e godermelo per bene....volevi vedere se ero una brava bocchinara???bè ora lo sai....mi piace da impazzire leccare un cazzo così...comunque a me pare che anche tu non scherzi...o no?"
E ricomincio il mio pompino...lecco l'asta....salgo sul glande...apro le labbra e inzio a farmi scendere quel cazzone da sogno in gola....una scossa
violenta alla fica mi fà capire che sono bagnatissima...un "Mmmmhh..." sommesso mi sfugge mentre la sua cappella mi arriva in gola....
Su e giù...aumento il ritmo...lui ormai ha un erezione superba...se continuo così sborrerà...penso...e voglio godermelo ancora a lungo!!
infine aprendo le labbra faccio uscire quello spettacolo di cazzo....inizio a leccargli le palle...sbollisco il suo orgasmo...lecco il pube...l'inguine....le cosce....sento che lui
si stà riprendendo.
Ora mi rimetto la cappella in bocca...succhio piano...infine metto le mie mani dietro i suoi glutei....le appoggio ed inizio a spingerlo verso la mia bocca....mimando come se
mi scopasse in bocca...Lui capisce..e lentamente inizia a fare su e giù muovendo il bacino...il cazzone mi scorre lubrificato dalla mia saliva tra le labbra....un movimento delizioso...
in pratica mi stò facendo scopare in bocca!!Inizio a godere...la fica...me la sento un lago....e lui gode molto a fottermi in bocca...
Su e giù...ogni tanto affonda il cazzone nella mia bocca...facendomi arrivare a toccare con la punta del mio nasino i peli
del pube sopra al cazzone....mi sento quasi soffocare quando spinge più a fondo...mi caccia la cappella in gola...mmhh....mi sento quasi violentare la gola da
quell'asta superba!
Affonda i colpi...mi stà fottendo in bocca stupendamente...le mie mani non spingono + i suoi glutei....è lui a condurre il gioco..e lo stà facendo meravigliosamente bene...ho un cazzone da sogno
piantato in gola...stà scopandomi divinamente in bocca...con affondi stupendi e ritirate fino a farmi arrivare la cappella tra le labbra mi stà facendo godere come una zoccola....sale......
poi rispinge giù facendomi scorrere l'asta tra le labbra....ariivo a sentire le sue palle sul mio viso...l'ho prso tutto in bocca fino alle palle...mi sento terribilmente troia...ma se solo si immaginasse come godo quando fà così!!
Poco dopo inizia ancora a sbuffare...è vicino...stà per sborrare deliziato dalle mie labbra e dalle slinguate della mia lingua sulla cappella e sull'asta...
non sò che fare...ancora pochi affondi e sborrerà....
Ci pensa lui...mi prende per le braccia...mi alza..apre la cabina dietro le sue spalle...e richiude la porta...siamo dentro...
La luce della luna entra dalla persiana in legno...lui non dice nulla...mi prende...mi gira a forza verso la porta chiusa...poi mi prende per un fianco con una mano...con l'altra mi abbassa a forza la schiena...pochi secondi e mi ritrovo piazzata splendidamente a pecorina...
Un attimo dopo mi alza la mini...scosta il perizoma e senza dire nulla appoggia la cappella alla mia fica...sono bagnatissima....entra in un attimo e senza fatica....
la mia fica non voleva altro....solo pochi attimi...pochi colpi decisi e mi penetra....l'asta mi impala la fica e dopo pochi attimi sento le sue palle sode e piene di sborra appoggiarsi alle
mie grandi labbra....dio...me l'ha messo tutto in fica in un attimo!!
Per forza..ero talmente dilatata...vogliosa e bagnata......un soffocato "OOOOHHHH...." mi esce dalla gola....mentre lui inizia a scoparmi con decisione!
Colpo su colpo mi fotte superbamente...mi sento così bene...ho la fica piena e sento le sue mani sui miei fianchi...mi serra in una
morsa stupenda...dandomi colpi decisi mi scopa divinamente...inizio a godere sul serio ora!!
Va avanti un pò....ogni tanto mi stringe le tette...poi si pianta sui piedi e ricomincia....1,2,3,4,5 colpi secchi....a sfondarmi....ogni colpo mi lascio sfuggire un lamento per come godo...
e lui dicendomi di stare zitta mi tappa la bocca con una mano!
Che monta deliziosa!!!godo come una pazza....sbattuta a pecorina mi godo quella monta in modo magnifico...le sue palle sbattono sulla mia fica...segno che l'ho preso davvero tutto in fica...
che gran troia sono...mio marito gioca a carte ed io mi stò facendo scopare come la peggiore troia...messa a pecorina come una puttana da strada...e fottuta divinamente in una cabina al mare dal bagnino!
Và avanti a lungo....mi fotte in modo splendido....godiamo come pazzi....io con un cazzone da sballo piantato nella fica fino alle palle...lui fottendosi una della +
belle fiche della spiaggia...Ancora colpi..ancora gemiti miei..ancora il godimento di una scopata a lungo voluta e davvero stupenda!
Ancora colpi...poi dopo un pò si ferma...esce dalla mia fica...un sospiro di piacere mi annuncia che era vicino a venire...ecco perchè è uscito!
Io resto a pecorina mentre lui mi abbassa la mini ai piedi...poi mi leva anche il perizoma...ma che vuol fare?
Dopo pochi secondi allunga una mano..prende dell'olio doposole che era sopra al mobiletto nella cabina e se lo mette sul cazzone...io continuo a non capire...
Infine sento la sua mano appogiarsi al mio buchetto del sedere...mi unge bene anche lì...entra con un dito e mi lubrifica il buchetto dentro...a quel punto capisco...
"ma che vuoi fare?Sei matto??" gli domando io....e lui con un sorriso scanzonato mi risponde:"jessyca è tutta la stagione che mi scodinzoli davanti con quei costumini da sballo...
è tutta la stagione che ti guardo questo tuo magnifico culo....in tanga sul mare sei uno schianto...non sai quante volte ho fantasticato di sbatterti a pecorina questo mio
cazzone tutto nel culo...ora sei qui..a pecorina...ti ho scopata stupendamente...ora voglio incularti...ora lo voglio...non puoi scapparmi...capisci?"
Si leva la camicia...si leva i pantaloncini da mare e resta nudo...alla luce della luna...è davvero un gran bel ragazzo!!Ha il cazzo duro...splendidamente eretto....sembra un paletto....magnificamente pronto...ho l'acquolina in bocca dalla voglia di sentirmelo tutto nel culetto...
Dopo aver detto così...con una mano mi apre il sederino...poi con l'altra mano impugna l'asta dura e perfettamente eretta...infine sento la sua cappella appoggiarsi al mio sederino....
sono a pecorina e stò per essere inculata per bene...mio dio...che voglia ne ho...le sue mani stringono ancora + forte i miei fianchi mentre con piccoli colpetti comincio a sentire il mio
buchetto dilatarsi...socchiudo gli occhi per il godimento....inculata senza ritegno...dentro una cabina al mare...come la peggiore delle puttanella da spiaggia!!
Poi...sento la sua cappella che inizia lentamente a dilatarmi il culetto...e mentre tutto questo accade...inzio a sentire un languore...un forte godimento...inizio ad avere un piccolo orgasmo dovuto a quella penetrazione....
Lui và avanti...e + si fà strada nel mio sederino quel magnifico cazzo...+ io inizio a gemere..a godere...la sensazione è ora sempre + forte...la fica è fradicia e inizio
a sentire colare gli umori del godimento che provo dalla mia fica sulle cosce!Allibita inzio a gemere ancora di +....poco dopo inizio a parlargli...dicendogli:"siiii....oohh.....siiii...mettimelo tutto....siiiii"
ed ancora:"inculami...siiii.....inculami amore....dai....sbattimelo tutto nel sederino...daiiii....siiii daiiii!!!!"
lui è eccitatissimo..le mie parole hanno avuto un effetto eccitante davvero micidiale...inzia a spingermelo tutto dentro....sento il
buchetto dilatarsi sempre di +...e sento il godimento aumentare di pari passo!!
Altri colpetti...l'asta mi entra decisamente nel sedere...mi sento piena....mi ha messo buona parte del suo delizioso cazzone nel culetto....
infine si ferma...sento le sue palle dure che si appoggiano alla mia fica...dio...l'ho preso tutto nel culetto....oohh dioooo....ora si che mi sento davvero piena...ho un
cazzone magnifico tutto nel culetto....non immaginavo di essere così tanto troia!!
Dopo essersi fermato un attimo inizia a muoversi....mi inzia ad inculare con dolcezza...colpetti dolci....mentre io girando la testa
lo guardo...è magnifico...teso...nudo davanti a me...le sue mani sui miei fianchi...il suo cazzone dentro il mio sederino...lo guardo e gli dico:"beh.....ora dai...fottimi...fammi
sentire di cosa sei capace!!Non sono 3 mesi che volevi incularmi...beh ora finalmente mi stai inculando...dai...fammi sentire quel tuo cazzone...spaccami il sederino...che aspetti??"
Talmente è forte il godimento in me che non ho + remore...ho lanciato una sfida...per poter così avere da lui il massimo...un volergli dimostrare quanto sia troia....
non lo sò...ma la cosa ha in breve un effetto eccezzionale!
Lui pianta i piedi....mi serra i fianchi e dopo pochi attimi inizia a darmi dei bei colpi...inizia a incularmi con passione e forza!
Colpo dopo colpo sento un godimento intenso...il culetto si è rilassato...il buchetto è ben dilatato...inizio a godere come mai mi era successo prima.Alcune fitte di dolore mi ricordano che forse ho esagerato...ho preso tutto nel culo un cazzo davvero super....mi stà spaccando il sederino ed i colpi un pò di dolore me lo danno...x forza...ero strettina se devo essere sincera...e sfidarlo e fare la troia non è stata forse una buona idea....ora ne pago le conseguenza...mi stà rompendo il culo di brutto!!!
L'olio doposole aveva fatto sì che il cazzo mi scivolasse dentro bene...sento le sue palle che sbattono sulla mia fica ad ogni colpo...lo stò prendendo tutto...
e lui se ne è accorto molto bene!
Infatti poco dopo mi dice:"che magnifica puttana sei jessyca....hai preso il mio cazzo tutto in culo...lo sai?Sei proprio una gran troia...e questo
culo che mi ha fatto penare tutta l'estate ora te lo voglio rompere per bene davvero!!"
Dopo di chè inzia a darmi colpi a raffica...smuovendomi tutta...le tette ballano avanti ed indietro mentre mi incula magnificamente!!!
Inizio a godere....sbattuta a pecorina in un modo magnifico vengo inculata in un modo delizioso...godo da morire e lui mi tappa la bocca con una mano...i miei gemiti sono troppo
chiari...e quindi li smorza con la mano tappandomi le labbra...Il dolore è sparito...sono dilatata al max...il buchetto è largo....ad ogni colpo un'onda di brividi mi scende dalla schiena alla fica....
Godo forte....una serie di "ooohh...siiiii....ahhhhhh..." mi escono dalla gola...mentre lui và avanti colpo dopo colpo...
Un orgasmo mi assale improvvisamente...una scossa + forte mi parte dalla fica mentre inizio a godere come una pazza...Ancora una volta mi tappa la bocca...
facendomi uscire così solo un "MMMMHHHHHHH"...smorzato dalla sua mano.....
Mi giro ancora...voglio vederlo mentre mi incula...voglio avere il ricordo di come sono stata inculata da questo magnifico ragazzo con un cazzone spettacolare...
lo guardo....con gli occhi incontro i suoi...uno sguardo speciale mentre sento il suo cazzone duro tutto nel mio culetto ormai sfondatissimo...
Un nuovo orgasmo mi chiude gli occhi....eccolo...siiii....apro le labbra per dire ancora:"dio amore...siiii...godo..godo...godooooo!!"
Và avanti ancora un pò....mi incula stupendamente il mio bagnino...godo ormai senza freni....
Alla fine mi dice:"dai troia...muoviti..inculati da sola...fammi vedere quanto sai essere troia!!"
Stacca le mani dia miei fianchi lasciandomi lì...a pecorina come una puttana...e con quel cazzone nel culo...piantato fino alle palle....si ferma....
Io allora inizio a sculettare...mi muovo lentamente....sempre messa per bene a pecorina...inizio a muovermi appoggiando le mani alle sue cosce e tirandolo a me!
Inizio a spingerlo verso di me....lui stà fermo..vuol vedere come mi inculo da sola....che gran porco!!
Inizio a muoverlo...lo muovo facendo leva sulle sue cosce...su e giù...il cazzone mi si muove lentamente nel sederino....segno che mi stò impalando da sola...
Lo smuovo e lentamente sculetto....la cosa mi fà godere...mentre lui soddisfatto dal mio essere così troia inizia a rimettermi le mani sui fianchi...dopo pochi attimi mi dà 3 o 4 colpi forti....
che mi ridilatano bene il sederino....
"Che gran troia sei"...mi dice......ti stavi inculando da sola...ma quanto ti piace il cazzo in culo....ehhh?
"da morire...."rispondo io....mi sento così troia che tu nemmeno lo immagini....dai spaccami il culetto...gran porco!!"
Altri colpi....furiosi...mi fanno mugolare....una serie lunga di affondi nel mio culetto....è al massimo dell'erezione...ho il buchetto slabbrato ed aperto....il suo cazzone è piantato
nel mio culetto fino alle palle..tutto dentro...lo sento tutto dentro in un modo stupendo!!!Abbasso la testa....vinta da quel cazzone che mi stà dando orgasmi a ripetizione...i capelli mi
coprono il viso...sono a testa bassa....scossa dal piacere....ormai lui fà di me quello che vuole...Altri colpi....ho il culetto in fiamme...esce fino alla cappella e poi con un colpo di
reni me lo rimette tutto dentro...becco in un attimo cm e cm di cazzone nel culo...fino alle palle....l'asta mi scivola dentro con facilità...
Infine si ferma....inzia ad arretrare e dopo pochi attimi esce dal mio buchetto ormai sfondato,sento chiaramente il sederino dilatato
che lentamente tenta di richiudersi mentre lui mi fà girare...ed inginocchiare con il mio viso davanti al suo cazzo splendidamente eretto.
Mi guarda mentre io come prima...mi ritrovo quel magnifico cazzone duro e pronto davanti al nasino....e dopo pochi attimi mi dice:"ti ho scopata...inculata...e mi hai fatto un
pompino da sballo..ora fammi una spagnola che ti voglio sborrare sul viso come si fà con le puttane!!!"
Detto questo mi mette il cazzo tra le tette...versa ancora un pò di doposole e prendendomi le mani me le chiude sulle tette!
Lo guardo con aria di sfida...e gli rispondo:"che gran porco sei....bene ti farò morire tra le mie tette...lo sai?"
E mentre gli rispondo inizio un lento su e giù con le tette racchiuse a coppa...le mani socchiudono tra le tette quel delizioso cazzone
la cui cappella esce dal di sopra....
Inizio a fargli la spagnola...ogni tanto lecco la cappella che lui mi spinge in bocca inarcandosi....gode molto lo sento...ed io confesso che sono in delirio...la fica
mi pulsa e la voglia mi stà facendo avere dei deliziosi brividini....
Vado su e giù...ma molto molto lentamente...lo voglio far morire visto che è così porco!
Su e giù...l'olio doposole mi fà scivolare il cazzone tra le tette magnificamente....slinguo la cappella e lecco il glande ad ogni passaggio....sento che è vicino...
sento che stà per sborrare...
Mi fermo...lo faccio sbollire un pò leccandogli le palle gonfie e dure....slinguo le palle dandogli colpetti deliziosi...gode molto mentre le lecco per saggiarne la durezza
le sento piene....quando sborrerà mi schizzerà moltissima sborra...lo sento da come sono gonfie e dure.....
lui mi dà ancora della troia....mi dice che puttane come me ce ne sono poche....e la cosa mi fà godere ancora di +.....
Riprendo a fargli la spagnola...su e giù..le tette stringono dolcemente quel magnifico cazzo...su e giù...con un moviemnto lento lento...lo faccio morire....così...lo sò!
Ancora pochi colpi e sbuffando mi inzia a dire:"siii...godo.....siiiii...jessyca...siiiiiii!!!"
Mi rifermo...gli lecco ancora le palle....il pube....l'interno delle cosce...voglio gli scoppino le palle quando sborrerà...e poi mi godo ancora quel cazzo da favola...non immagina come goda quando arrivo
a leccargli la cappella che esce dal cuscino delle mie tette....mamma mia che megatroia sono!!!
Infine aumento il ritmo della spagnola.....ho deciso di farlo sborrare....ancora pochi affondi ed eccolo...ecco i primi schizzi...copiosi fiotti di sborra mi arrivano sul viso....
Dopo pochi attimi inzia a sbuffare violentemente....una seria di:"OOOHHHH....SIIIIIIII.....
OOOHHHHHHHHH....." si susseguono intensi...mentre mi schizza copiosi fiotti di sborra sul viso..sulle tette...sulle labbra....
Mi metto in bocca la cappella...ed inizio a leccargliela....così mi godo gli ultimi schizzi in gola....mmmhhh altri fiotti caldi e densi....mamma mia quanta ne aveva....le palle erano davvero piene....
mi delizio a sentirmela scivolare sul viso....raccolgo le gocce che mi colano dal mento...Lui mugolando si appoggia alla cabina mentre le ultime gocce di sborra
mi scendono in gola...
restiamo così un minuto...due...Mi guarda e mi dice:"sei magnifica....sei una puttana da sogno...credo poche donne sono calde...troie e puttane come lo sei tu...sai?"
Lo guardo e gli rispondo:"lo sò...ma è anche merito tuo...hai saputo accendermi la passione come poche volte mi è successo...se perdo il controllo sò di
essere tremedamente puttana ma molto è merito tuo...."
Poi si inizia a ricomporre...raccoglie la camicia...i pantaloncini...
Mi passa un asciugamano preso dall'appendiabiti dicendomi di pulirmi....mica potevo andare di là piena di sborra....mi dice ridacchiando....
Mi alzo in piedi....mi ripulisco il viso ed il seno...mi asciugo la fica ancora fradicia...mi asciugo il culetto unto di olio doposole....il buchetto è ancora molto dilatato...
che culo mi ha fatto questo splendido stallone...mamma mia!!
Ci rimettiamo un pò in ordine....mi rimetto a posto i capelli...il top...il perizoma e la mini di jeans.La sborra mi resta appiccicata alla pelle del seno...
ricordandomi la stupenda certezza di come sono stata zoccola....
Apre la cabina ed esce prima lui...controlla che sia tutto ok e mi fà uscire.
Si incammina rapido verso la direzione..lasciandomi indietro...esco dalla fila delle cabine e con passo elegante mi rituffo
nella disco...il ballo impazza ed io mi getto nella mischia come se nulla fosse!
Dopo qualche minuto arriva lo scemo di mio marito...che mi chiama a bere l'ultimo brindisi con gli amici del mare.
Esco dalla pista e vado al nostro tavolo...mentre un dolce bruciore al culetto mi ricorda di quanto sono stata puttana in quella cabina....
pochi minuti prima.
Sorseggio lo champagne che mi leva il sapore di sborra dalla gola...ripensando a cosa avevo fatto pochi minuti prima sorrido....
E lo scemo di mio marito mi domanda:"perchè sorridi??"
ed io:"perchè è la festa di fine estate....perchè festeggiamo gli amici che tornano a casa noooo??"
Ah...risponde lui..allora ed alzando il calice dice:"cin cin!!"
Ed io:"si cin cin!!" e penso...."SI CIN CIN AL CAZZONE CHE MI SONO GODUTA TUTTO FINO IN FONDO ALLA FACCIA TUA!!"
Finiamo il brindisi e torniamo alla macchina.Sedendomi mi sfugge un "ahi ahi..." di dolore per il culetto ancora dolorante.....
E lui:"che hai?ti fà male la schiena?"
Ed io:si...deve essere stata tutta quella disco..i balli...."
Accende la macchina e si torna a casa...lui contento della serata...io contenta del mio essere stata così tanto magnificamente troia.....
FINE
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
Finalmente in tre
Finalmente in tre
Siamo una coppia sposata da 13 anni ed abbiamo avuto sempre una vita sessuale diciamo normale.
Abbiamo da poco passato la quarantina e ci riteniamo persone normali: non siamo issimi ma neanche brutti.
Da sempre durante i nostri rapporti abbiamo goduto come matti all’idea di allargare il nostro cerchio e di coinvolgere altre persone .
La mia lei è una bella mora non alta ma con una quarta abbondante e un bel culo e soprattutto è quasi sempre bagnata.
Raggiunge sempre degli orgasmi fantastici e mi implora di inventargli sempre nuove storie dove coinvolgiamo qualche singolo o singola nei nostri rapporti.
Quest’inverno siamo andati al mare su di una scogliera poco accessibile che è anche frequentata da esibizionisti e nudisti. Ho visto mia moglie che guardava con attenzione tutto quello che accadeva intorno a noi e la vedevo particolarmente eccitata.
La sera mentre stavamo scopando, l’ho messa a pecorina e mentre con una mano gli pizzicavo i capezzoli con l’altra gli massaggiavo il clitoride e lei ,che era pregna di umori e vicina all’orgasmo mi ha detto: VOGLIO SCOPARE SU GLI SCOGLI. Sentire queste parole da lei mi hanno infoiato e l’ho sbattuta con forza fino al raggiungimento dell’orgasmo.
Questa estate sono venuto a conoscenza di un altro posto simile ed è stato allora che mi è venuto l’idea che avremmo potuto provare a realizzare i nostri sogni.
Ci siamo recati un pomeriggio in questo posto che era ancora più inaccessibile del precedente e che è raggiungibile solo attraverso uno stretto e ripido sentiero nel bosco.
Mia moglie indossava il costume e una minigonna cortissima che metteva in risalto le sue splendide gambe. Appena arrivati abbiamo visto con piacere che il posto era stupendo e che data la difficoltà nel raggiungerlo c’era pochissima gente.
Abbiamo steso i nostri teli su uno scogli un po’ appartato ed ho visto subito che mia moglie guardava con attenzione verso uno scoglio poco distante dove un giovane sulla trentina stava prendendo il sole completamente nudo.
Dopo una leggera resistenza ho convinto mia moglie a togliersi il reggiseno e con la scusa di spalmarle la crema ho iniziato a massaggiarla da prima sul davanti e quando ho indugiato sul suo seno ho sentito i capezzoli che si inturgidivano ed ho capito che si stava eccitando. Si è voltata ed ha voluto che gli spalmassi la crema sulla schiena, ho iniziato a fargli un leggero massaggio e già sentivo che strava fremendo, quando con le mani sono arrivato nell’interno delle sue cosce lei le ha leggermente aperte ad ha avuto un sussulto di piacere.
Ha istintivamente alzato un po’ il bacino ed io mi sono fatto più audace e gli ho infilato il dito medio nella fica… era fradicia e non ha potuto trattenersi dall’emettere un gridolino di piacere. Mentre voltava la testa verso il nostro amico,il quale a giudicare dall’erezione gradiva quello che stavamo facendo, l’ho praticamente scopata con le mani tanta era la foga con cui affondavo le mie dita in quella fica grondante e nel momento in cui le ho infilato il mio dito pollice nel culo ha avuto un orgasmo e mi ha inondato la mano con i suoi umori.
Non ce la facevo più avevo il cazzo che mi scoppiava le ho detto di rimettersi la gonna e di incamminarsi nel sentiero, un pò titubante ma in preda all’eccitazione ha fatto come le avevo detto, era uno spettacolo veramente eccitante vederla salire per il sentiero con il culo praticamente scoperto e i peli della fica bagnati.
L’ho seguita con la speranza che il nostro amico facesse altrettanto, quando l’ho raggiunta mi ha fatto sedere su di una pietra, mi ha tirato fuori il cazzo ed ha iniziato a farmi un pompino come non lo aveva fatto mai.,mi scorreva con la lingua fin sotto i coglioni e poi se lo infilava di nuovo in bocca tutto quanto. Mentre mi godevo la scena ho iniziato a toccarle il seno e lei era sempre più in frevola,ed è stato a quel punto che con un tuffo al cuore ho visto il ragazzo che arrivava da dietro un cespuglio.
La scena che gli si presentava doveva essere eccitante, mia moglie a pecorina con il culo scoperto supereccitata che mi fa un pompino.
Mia moglie tanto era intenta non si è accorta ed io ho fatto cenno al ragazzo di unirsi a noi. Le si è avvicinato da dietro e con delicatezza ha iniziato a toccargli la fica grondante. Appena ha sentito la mano che la stava toccando mia ha guardato perplessa ma quando gli ho fatto capire che tutto andava bene si è rituffata sul cazzo con ancora più foga. Stavo per venire allora si è voltata ed ah per la prima volta visto il cazzo del ragazzo, devo dire veramente un bel cazzo, e non a resistito ed ha iniziato a spompinarlo mentre io la prendevo da dietro.
Era la scena che sempre ci eravamo immaginati.
Mentre la sfottevo con una mano gli toccavo il grilletto e con l’altra la penetravo nel culo e lei si contorceva e succhiava il cazzo con veemenza mentre il ragazzo con la mano dietro la sua testa ne accompagnava il movimento.
Mia moglie ha fatto stendere il nostro amico e lo ha montato a smorzacandela, era stupenda, il cazzo piantato dentro e lei che lo cavalcava con un ritmo indiavolato e il ragazzo che gli strizzava le tette che ballavano.
Sono andato dietro a mia moglie ad ho iniziato a toccarla su tutto il corpo, gli toccavo il grilletto mentre lei si sbatteva e mandava indietro la testa in preda alla lussuria più sfrenata.
Si è voltata e con una faccia da porca che non avevo mai visto mi ha detto: METTIMELO NEL CULO.
L’ho spinta in modo da farla sdraiare sul petto del ragazzo e dopo essermi umettato bene il cazzo l’ho inculata .
Era incredibile vedere mia moglie presa fra due uomini che godeva come una matta.
L’abbiamo sbattuta per alcuni minuti poi le siamo venuti sulle tette ricoprendola di sborra.
E’ stata un’esperienza fantastica e devo dire che è stato solo l’inizio di una nuova vita di coppia piena di erotismo e malizia…alla prossima.
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3
19 years ago
cpfirenze05,
44/44
Last visit: 16 years ago
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un sogno
Questo che vi racconto è un sogno che mi ha fatto sborrare durante la notte. Ero appena uscito di casa per fare delle compere ed ho incontrato il figlio del mio ex padrone di casa che girava per strada anche lui per acquisti. Ha 18 anni ed è molto alto. Ad un tratto mi disse che si era fatto molto tardi e che doveva rientrare a casa per il pranzo. Allora mi offrii io di accompagnarlo. In macchina mi accorsi che aveva un po di sporco nelle vicinanze della patta dei pantaloni e così con un po di vergogna glielo dissi prendendo i fazzoletti profumati che avevo in macchina. Ringraziandomi incominciò a strofinarsi in quelle zone e con mio stupore incominciò una superba ed imbarazzante sua erezione. Io istintivamente mi sono timidamente avvicinato al suo cazzo, chiedendogli del più e del meno, e una volta arrivato nelle vicinanze lo fiorai delicatamente. La sua reazione fu principalmente di stupore ma dopo mi fece fare ed io, essendo sposato, colto da questo raptus incominciai ad aprirgli la cerniera e a cominciare a segarlo. Nel frattempo anche il mio cazzo bolliva ma lui continuava solo a farsi segare. Ad un tratto mi fece bruscamente abbassare sul suo pene ed io acconsentii preso dall'eccitazione. L'ho spompinato per circa dieci minuti fino a che lui non mi è arrivato in gola senza nemmeno avvertirmi. Non contento mi ha fatto spogliare e girare prendendomi il sedere in mano e leccandomi il buchino. Dopo qualche minuto io non ce la facevo più mi ha delicatamente penetrato prendendomi il cazzo in mano e segandomi in modo tale che il piacere della sega mi faceva dimenticare il dolore per la poenetrazione. Dopo qualche minuto siamo arrivati entrambi, io sporcando tutta l'auto e lui riempiendomi il sedere di umori caldi. Mentre lo accompagnavo a casa mi sono svegliato ritrovandomi a stuzzicare mia moglie nel sonno. Il sogno sembrava realtà.
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19 years ago
aa,
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la signora della porta accanto
Ogni mattina vedevo questa signora rossa 190 circa di altezza mi guardava sempre e ogni volta faceva uno sguardo da porca. dopo 1 settimana che abitavo nel nuovo appartamento questa si fece avanti spudoratamente e mi disse... sai che non avevo mai visto un uomo cosi sfuggente attraente e........ non posso dirtelo se no mi prendi per una che e' facile.... io le risposi ma dai siamo tra adulti pensa se credo che tu sia facile......e mi disse ti scoperai subito subito e mi mise la mano sul grosso pene 23 cm e disse lo avevo capito che ce' lo avevi grosso ma non cosi. mi tiro' a casa sua li misi una mano nella fica ed era gia tutta sbrodolata....era solo l'inizio... siamo stati a scopare 3 4 ore di seguito e gridava come una porca ...........................................poi tornava il marito ed allora me ne andai.ogni mattina che mi vede si impazzisce me la scopo da 5 anni e la cosa piu' bella e' che abita accanto alla mia porta di casa. ma un figone cosi non si fede nemmeno al cinema.
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
la mia prima volta
non ero ancora maggiorenne quando mi e' successo....
ero in campagna in un paese della provincia di Napoli a casa di alcuni parenti.
mia zia Elena,mio zio Paolo e vicino alla loro casa viveva un ragazzo con la famiglia che si chiamava Marco.
un pomeriggio di estate io e Marco siamo andati nel fienile di mio zio x rimettere a posto alcuni attrezzi da lavoro quando mi accorgo che a Marco si erano strappati i pantaloni proprio dietro sul culo...
lo faccio presente e gli dico di levarseli cosi li potrei portare dalla mia zia visto che i suoi erano al lavoro..
un po imbarazzato Marco se li sfila davanti a me.. e noto che ha il cazzo ritto!!!!
gli dico- ma come mai hai il cazzo ritto?
Marco- ....
io- allora?
Marco- ho visto tua zia nuda...
ed io- Dove?
Marco- guarda.. e mi indica dietro il fienile..
non ci potevo credere ma mia zia stava prendendo il sole completamente nuda!!!!
mia zia ha una 5° di seno ed una folta penuria sulla fica...
rimango a fissarla un poco e Marco mi dice- allora hai visto!!!
non so cosa dire ma il mio cazzo diventa di pietra si rizza in un minuto, mi accorgo che me lo sto toccando solo dopo che Marco mi chiama..
Ma che fai ? mi dice sempre piu' imbarazzato...
io- non lo vedi voglio farmi una sega!!!
Marco- ma qui davanti a me?
io- xche con i tuoi amici non lo hai mai fatto?
Marco-non ho quel genere di amici sai!!!
io- ma che cazzo dici!!! che vuol dire genere di amici!!!
gli salto addosso e con uno sgambetto lo metto a terra.. la sua faccia e proprio all'altezza del mio cazzo ritto e vedo Marco che lo guarda spaventato xche non sa cosa fare non si aspettava che reagissi cosi...
l'ho preso x i capelli e gli ho detto-allora!!! cosa volevi dire??? lui sempre piu'spaventato quasi scoppia a piangere allora io gli do' uno schiaffo e gli faccio aprire la bocca,gli infilo il mio cazzo e gli dico- succhialo, dai muvi quella lingua sulla mia cappella .
Marco cerca di allontanarsi ma io gli dico- vuoi che racconti a tua madre che te lo sei fatto mettere in bocca??
Marco quasi urla-ti prego non farlo...e piange...
io-benissimo allora fammi vedere cosa sai fare...
cosi Marco sempre piangendo comincia a succhiare il mio cazzo sempre piu velocemente...
io-dai cosi ti sborro in gola succhia...
Marco ci prende gusto lo vedo allora decido di farlo divertire e cosi gli dico di alzarsi e comincio ad abbassargli le mutante... ha un discreto cazzo.18cm e comincio a leccarlo tutto lui non tarda molto a venire in quanto era gia' eccitato. mi sborra in bocca ed io bevo tutto con gusto in quanto era la sua prima volta che lo faceva in tutti i sensi...
quando ha finito gli dico- adesso tocca a me...e cosi inizia a leccarlo dal basso in alto poi la capppella ed infine lo ingoia tutta riesco a trattenere ancora x poco schizzo la sborra in gola e gli dico di berla tutta.... finito io Marco ci siamo messi a spiare mia zia ed a fantasticare su di lei .. ma questa e' un altra storia..
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
FARMACIA BONDAGE
Mia madre mi aveva mandato a prendere una confezione di Aspirine per il suo mal di testa. Non ero ancora alzato quando mi viene a svegliare come d’incanto dicendo che le serviva assolutamente la confezione. Erano le sei e mezza del mattino, una giornata che ancora doveva nascere. Mi alzai e andai lavarmi; mi vestii con dei pantaloni militari e una maglietta attillata bianca (la prima che avevo trovato) con il disegno di un drago nero. Andai giù per la strada (non vi era anima viva) e mi diressi verso la strada verso la farmacia. Arrivato vidi che era chiusa, ma poi una ragazza aprì lo sportelletto (da cui la notte danno le medicine per paura dei drogati): non l’avevo mai vista ma il suo sguardo aveva un qualcosa di molto strano. Vedevo la sua faccia (non molto bella ma accettabile; occhi azzurri e delle labbra carnose risaltate da un rossetto rosso e da un contorno nero).
“Non è ancora aperta ma se vuoi entra”mi disse guardando la maglietta e non in faccia. Non dico che io abbia un fisicone ma i miei pettorali e addominali non sono piccoli…anzi.
“Grazie” dissi…avevo un freddo addosso da paura: la mattina a Roma fa freddo ma poi ti sciogli.
Entrai dalla porta scorrevole che la ragazza mi aveva aperto: entrato vidi la ragazza che stava dietro ad un bancone: la ragazza indossava un camicia bianca scollata (portava una terza/quarta) e una gonna nera con lo spacco fino al ginocchio…i capelli biondi erano legati con un laccio a coda.
L’unica cosa che mi dava fastidio erano due: non vedevo le scarpe sue e mi fissava il busto.
Con la mano feci schioccare le dita e lei mi guardò di nuovo con la faccia spaesata ma allo stesso tempo maliziosa. Le dissi che mi serviva una confezione di Aspirine. Guardò il terminale del computer e disse che non vi erano facendo la faccia di chi stava mentendo: sapevo che ogni sera alle sette il camion dei rifornimenti passava e quindi sapevo che le aveva. Di solito vi era un signore alla farmacia, ma inspiegabilmente non c’era. “Il vero uomo è colui che rispetta il lavoro”mi diceva sempre. E dato che aveva un emicrania perenne, non poteva non avere le aspirine a portata.
“Non si possono ordinare?”dissi io appoggiandomi al bancone per leggere sul terminale del computer. La ragazza si sporse ancora di più dal bancone dall’altra parte e mi mise sotto gli occhi le sue tette. Io girai lo sguardo verso il computer e vidi che era spento. Non mi infuriai: erano due le cose; o ci provava, oppure non voleva lavorare. Ma da come guardava, optai per la prima. Le dissi che sarei tornato dopo, quando la ragazza girò il bancone e mi disse con velocità e con paura
“Guardo se stanno dentro a quello sportello.”mi disse e il suono dei suoi passi mi fece capire che aveva un bel paio di tacchi…e alti. Quando uscì dietro dal balcone, la ragazza si avvicinò allo sportello e s’abbassò sui tacchi: aveva degli splendidi sandali con cinturino neri e con il tacco alto (13cm); il tacco era sottile e quadrato con delle stringhe sul dorso del piede. Aveva una splendida pedicure alla francese e anche quelle delle mani erano perfette. Mi guardò ancora e si inginocchiò ancora di più mostrandomi il sedere (era bello tondo e grosso: ma era stupendo). Abbassandosi ancora vidi che portava un tanga di pizzo nero, e quando si rialzò mi vide stralunato. Si rialzò la gonna e disse:
“Spiacente, non li ho!”disse sbottonandosi la camicetta- “Non fa caldo qui…”e se la sbottonò ancor di più.. Le tette uscirono fuori (non portava il reggiseno). La guardai e dissi:”Quanti anni hai?”gli chiesi. Mi rispose che aveva 22 anni e che era da tempo che non vedeva un bel ragazzo come me. Mi disse di togliermi la maglietta ma io non volevo. Mi mise una mano addosso e io gliela tolsi…lei si rimise la camicetta girò i tacchi e se ne stava andando. Il mio impulso ebbe il sopravvento: La presi per un polso e le stampai un bacio; lei affondò con la lingua nella mia e misi la mano che reggeva il polso nella camicia, l’altra sul suo fondoschiena palpandolo. La ragazza cominciò ad eccitarsi, tanto che poi con le unghie cominciò a graffiarmi; le dissi di smetterla ma lei continuava. All’improvviso le misi i polsi dietro la schiena con una mano e con l’altra le tappai la bocca; cercò di ribellarsi ma non fece nulla di più: mi grattava i polsi con le sue unghie, e mi leccava la mano; i tacchi me li strusciava sulla gamba; la lasciai e le dissi se aveva delle bende. Mi rispose di sì e le andò a prendere correndo: mancava un mezz’ora all’apertura. Tornò con delle bende di vari colori (tra cui un fazzoletto nero). Mi disse che cosa ci volessi fare (come se non lo sapesse). La presi con forza e la sbattei sul bancone (si stava eccitando a dismisura). Le misi le mani dietro e le legai ad “x”con i polsi incrociati; misi un'altra benda intorno alla camicetta sopra le tette; infine la rigirai, la misi seduta sopra il bancone e cominciai a legargli le gambe; legai anche i sandali e le caviglie: legai le caviglie facendo passare la benda sotto le suola dei sandali. Poi presi il fazzoletto nero e da glielo misi tra i denti stretto legandoglielo dietro, mentre glielo misi mugugnò con gli occhi chiusi.. Il bavaglio completò l’opera: il suo rossetto rosso risaltava il fazzoletto. Ci guardammo: non era bellissima: aveva un nasone e il frontone, ma così come stava era incantevole. Le sciolsi i capelli e gli ricaddero dietro la schiena di un biondo platino. Mugolò qualcosa, movendo i sandali. Le dissi eccitato, alzandoli per i tacchi a spillo. Erano di DG e solo chi vuole rimorchiare li mette.
“Vuoi questo?” e leccai il suo piede destro sull’unghia e lei morì dal piacere. Venti minuti di puro bondage, senza esclusione di colpi. Non riusciva a parlare ma non mi importava. Gli leccai mani, piedi, tette e qualche bacio con la lingua sul collo. All’improvviso si sentì un rumore; la maniglia della porta che si apriva. Pensai al signore che entrava, ma quando vidi un sandalo leopardato e smalto bianco cambiai idea: una mora con una gonna leopardata e una maglia nera scollatissima entrava reggendo una borsetta nera di pelle. Aveva gli occhiali da sole, e un rossetto bordeaux. Mi guardò e poi guardò la ragazza (seppi dal cartellino che si chiamava Vanessa) sul bancone. Pensai a una denuncia, alla vergogna, ma quando la ragazza posò con calma la borsa sul pavimento (vicino ai sandali di 10cm) dicendo:”Non sapevo che te la stavi divertendo, amore!?”rivolgendo lo sguardo a Vanessa. La mora andò da lei, e con la mano (aveva unghie lunghe e con smalto bianco) abbassò il bavaglio con gentilezza. Vanessa disse”Si chiama L. Abita qua. Non facevamo niente di male. Lo giuro!”disse Vanessa guardandomi e facendomi l’occhiolino. Capii subito la cosa e mi eccitai.
“Te lo sei scelto bene.”Si levò gli occhiali: aveva dei bei occhi verdi ed era abbronzata. Mi mise le dita a mò di pinza sulla parte bassa senza stringere. Lasciai fare, anche se qualcosa di eccitante mi prendeva. Poi prese la borsa e disse a Vanessa:” Oggi restiamo chiuse, amore! Non me lo faccio scappare!”disse lei e mise il cartello chiuso per lutto alla porta. Vide le bende.
“A bene…anche le bende nuove hai usato?”disse ridendo e andò da Vanessa baciandola. Poi mi porse le bende e disse: “Tesoro…sono tutta tua”! Si girò e mise le mani dietro la schiena con i polsi uniti, unì i piedi e i tacchi con un rumore secco, e abbassò la testa (per essere imbavagliata). Quello che successe poi è un’altra storia. Se volete saperlo…fatemelo sapere.
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19 years ago
bavaglino,
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Dolce ricordo francese
Prima di diventare esseri completamente civilizzati, io e G. fummo motociclisti.
Meravigliose estati trascorse in giro per l'Europa, da fidanzati, con tenda e motocicletta, quando il lavoro e gli impegni ancora lo consentivano.
Tanti anni fa, nell'ormai lontano 1996, decidemmo di visitare la Francia del nord-ovest, un magnifico itinerario che ci portò dai Castelli della Loira fino in Bretagna, a Mont-Sant-Michel e successivamente sulle spiagge della Normandia.
L'episodio che riporto qui ci capitò proprio durante la prima tappa del viaggio, nelle magnifiche stradine che si snodano lungo la Loira. In quel periodo eravamo ancora agli inizi del nostro lungo e meraviglioso percorso nella trasgressione sessuale, non avevamo una grande esperienza dietro le spalle, ma già sapevamo perfettamente quello che ci piaceva, pur se non lo perseguivamo con la determinazione che raggiungemmo negli anni successivi.
G. aveva 26 anni, le sue belle forme erano imprigionate nei jeans usati per andare in moto, i suoi splendidi capelli dentro al casco. Viaggiare in moto è stupendo ma è pure faticoso, e se non si viaggia in autostrada ogni centinaio di km è sempre opportuno fermarsi per riposare e sgranchire le articolazioni.
Lungo le strade della Loira si incontrano in continuazione splendidi parchetti addossati al fiume, con l'erba curata, le panchine, le piste ciclabili. Ne scegliemmo uno particolarmente bello per quella sosta. Avevamo comprato panini e Coca-cola in un negozio e ci distendemmo a mangiare sull'erba sotto agli alberi. Erano circa le due del pomeriggio ma il tempo nuvoloso ci risparmiava il caldo torrido. Avevamo trascorso la mattinata a visitare Blois ed eravamo decisamente stanchi. Consumammo il nostro frugale pasto e, al momento di ripartire ci prese la cosidetta "cecagna pomeridiana" e decidemmo di prolungare la sosta riposandoci sull'erba.
Ci levammo jeans e giubbotti e ci distendemmo sull'asciugamano in pantaloncini e maglietta. Io mi misi a leggere mentre G. si girò su un fianco e si addormentò.
Trascorse circa un'ora. G. era girata dalla parte opposta alla mia, e mi rivolgeva il sedere. Stufo di leggere e non avendo sonno mi misi ad accarezzare la mia fidanzata, facendole dei dolci massaggi sulla schiena. G. mostrò di gradire e mi sussurrò parole dolci. Mentre le accarezzavo la schiena ci passò accanto un signore in bicicletta. Lo notai appena e vidi che ci guardava, ma non ci feci caso più di tanto. Dopo una decina di minuti che era sparito dietro una curva ritornò sui suoi passi, smontò dalla bicicletta e si mise a sedere su una panchina ad una ventina di metri da noi. Il tipo era decisamente attempato, sui 55 anni circa, fisico abbastanza minuto, piuttosto insignificante.
Mi resi immediatamente conto che l'uomo tendeva ad osservarci mentre io massaggiavo la schiena della mia ragazza.
Avevo già avuto le mie primissime esperienze da cuckold dilettante, per cui la cosa non mi disturbava più di tanto, ma sinceramente non sapevo bene che pesci prendere.
Continuai a massaggiare G. che a sua volta non si era accorta di nulla e continuava a godersi il tocco delle mie mani sulla sua schiena. Il tipo, rassicurato dalla mia mancanza di reazione, mi rivolse un'espressione di meravigliata ammirazione guardando il sedere di lei. Io gli risposi con un sorrisetto di circostanza ma non lo incoraggiai a fare nulla.
Piano piano però spostai il massaggio sempre più giù finchè arrivai ad accarezzare le natiche della mia donna.
Le carezze diventarono sempre più pesanti, fino a trasformarsi in un deciso palpeggiamento. L'uomo ormai non ci staccava più gli occhi di dosso ed ammiccava vistosamente ogni volta che rivolgevo lo sguardo verso di lui.
Finchè un bel momento lei se ne uscì con un "Ma cosa vuole quel tipo?". Le risposi laconicamente che stava ammirando apertamente ed impunemente il suo sedere. "Dai, digli di avvicinarsi" mi fece lei, lasciandomi quasi incredulo.
Avevamo avuto già (pochissime) esperienze con singoli, ma si era trattato sempre di incontri dapprima conoscitivi, di situazioni attentamente vagliate e ponderate, risolte mai prima del terzo o quarto incontro.
Sentirla incitarmi a far avvicinare quello che non sembrava essere altro che uno squallido guardone per giunta anzianotto mi lasciò del tutto allibito.
Colsi però la palla al balzo ed iniziai ad infilare i pantaloncini di G. nel solco delle chiappe, scoprendo progressivamente le natiche. Lei lasciava fare, restando in quella posizione che poteva anche lasciar credere che fosse addormentata.
Ovviò a questo problema riavviandosi i capelli con un gesto deciso, facendo capire che non stava dormendo affatto.
Mi voltai verso l'uomo con un aperto ed eloquente sorriso. Il tizio si avvicinò e si mise a sedere accanto a me. Mi rivolse delle parole in francese che non capii, gli risposi uno stentatissimo "Nous sommes italiens" per fargli intendere che le parole erano inutili.
Il tizio appoggiò una mano sul sedere di G. ed iniziò a sua volta ad accarezzarlo. Ero già in stato di mezza erezione, e tirai fuori il cazzo dai pantaloncini iniziando a farmi una sega, mentre con l'altra mano palpavo G. proprio tra le chiappe.
Lei sospirò sentendo il tocco di tre mani sul suo sedere. Dopo qualche minuto si girò sdraiata supina, in appoggio sui gomiti. Il francese le passò le mani sulle gambe nude e lei lo guardò negli occhi sorridendo. Mi sentivo eccitato da impazzire, già vedevo nel nostro futuro incontri trasgressivi ben più diretti e spinti di quelli stentati e laboriosi che avevo costruito faticosamente per lei fino adesso. L'uomo si assestò meglio vicino a G., la sua mano scese sull'interno cosce, poi si insinuò sotto il bordo dei pantaloncini. G. cominciò a guardarsi intorno un po' allarmata, timorosa che qualcuno ci potesse vedere, magari un poliziotto, ma a quell'ora del pomeriggio di fine luglio il parchetto era praticamente deserto. Rassicurata, con la mano si scostò le mutandine piuttosto tese, scoprendosi mezza fica, lasciando che l'uomo iniziasse a palpargliela e stimolargliela con le dita.
Io continuavo a masturbarmi coprendomi il cazzo con una gamba, allora lui si alzò improvvisamente in piedi dicendoci a cenni di seguirlo e che lì non era un posto sicuro. Raccogliemmo l'asciugamano e seguimmo il tipo, io e lei ci guardavamo e scoppiavamo più volte a ridere. L'uomo ci portò vicino alla riva del fiume, dove la vegetazione era più folta. Ci inoltrammo tra alcuni cespugli finchè trovammo una piccola radura relativamente nascosta. G. allungò l'asciugamano all'uomo e mi venne vicino con fare eloquente. Iniziai a baciarla appassionatamente e lei rispondeva, mentre l'uomo distendeva l'asciugamano per terra.
Iniziai a denudarle il sedere abbassandole i pantaloncini, poi il tipo le scivolò alle spalle e le sfilò pantaloncini e mutandine. G. rimase in t-shirt e scarpe da ginnastica, ma era spettacolare anche così. Riprese a baciarmi in bocca ed armeggiò fino a tirarmi fuori il cazzo dai pantaloni. L'uomo si inginocchiò dietro di lei e le infilò il viso nel sedere.
Io la baciavo sul collo e sulle tette mentre la testa dell'uomo iniziava a spingere forte da sotto sbilanciandola.
"Che bello, amore, mi sta leccando il culo", sospirò lei. Mi piantai bene sulle gambe, le presi una coscia e la sollevai sostenendola in quell'equilibrio precario per fare in modo che l'uomo potesse esplorarla con la lingua a maggior profondità.
Alla fine perdemmo l'equilibrio e abbandonammo la posizione. G. si appoggiò a me e si mise a gambe divaricate porgendo il didietro ben aperto al viso dell'uomo. "Oddio, questo mi sta scopando con la lingua, che bravo che è...." mormorò con gli occhi semichiusi che guardavano il cielo senza vederlo.
Quando lei fu quasi sul punto di venire si tolse da quella posizione e si sdraiò sull'asciugamano chiedendomi di scoparla.
Tolsi i pantaloncini, le andai sopra ed iniziai a stimolarle la clitoride con la cappella.... Mi sentii dire: "Questo lo ha già fatto lui, tu mettimelo dentro, dai". Non mi feci pregare e glielo spinsi dentro. Iniziai a scoparla con buon ritmo.
L'uomo si sbottonò i pantaloni e si inginocchiò accanto a noi. G. gli prese il cazzo in mano id iniziò a masturbarlo allo stesso ritmo con il quale io la stavo chiavando.
Sapevamo tutti e tre che non era troppo prudente prolungare quella situazione, ci era andata bene finora ma non era il caso di sfidare troppo la fortuna. Andammo avanti in quella posizione per circa 10 minuti poi io iniziai ad aumentare il ritmo. Lei prendeva la pillola quindi iniziai a schizzarle un fiume di sborra dentro la fica, godendo del fatto che anche lei stava raggiungendo l'orgasmo insieme a me, mentre continuava a menare vigorosamente il cazzo del francese.
Io uscii ed iniziai a rivestirmi. Lei rimase sdraiata a cosce aperte, con un rivolo di sperma che le colava dalla vagina, e si accostò al francese continuando a scappellargli il cazzo con impegno. Si appoggiò il membro dell'uomo sulla guancia, poi iniziò a baciargli la cappella senza infilarsela in bocca. Con la sinistra lo menava velocemente mentre con la destra gli pastrugnava i coglioni, e mi guardava fisso negli occhi. L'uomo le aveva tirato su la t-shirt e le impastava le tette con le mani. Non resistette a lungo e le sborrò un primo schizzo sulla guancia, un secondo schizzo sui capelli. Lei gli spremette coscienziosamente più volte la cappella ed un altro rivolo di sborra le colò sulle dita impiastricciandogliele.
Quest'immagine ha popolato praticamente tutte le seghe che mi sono fatto negli anni successivi. Ci ricomponemmo, e lui ci accompagnò fino ad una fontanella per darci una ripulita. Risalì sulla bicicletta, ci salutò con un cenno della mano e sparì dietro ad una curva di quella splendida stradina lorenese.....
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19 years ago
cp3roma,
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Last visit: 15 years ago
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Addio al nubilato
Quattro anni fa io e G. abbiamo deciso di convolare a giuste nozze. Dopo nove anni di fidanzamento dei quali gli ultimi tre di convivenza abbiamo sentito entrambi il desiderio di dirci reciprocamente di sì. Chiesi a G. di sposarmi una bella domenica di inizio primavera.... eravamo andati a pranzo fuori ai Castelli Romani, e, complice un generoso vino rosso, le chiesi a bruciapelo se desiderava diventare mia moglie. Lei davvero non si aspettava una simile proposta, e ricordo ancora i suoi occhioni azzurri riempirsi di lacrime nel rispondermi di si. Organizzammo tutto in pochissimi mesi, facendo la felicità delle famiglie che ormai avevano perso le speranze di riuscire finalmente a vederci regolarmente sistemati.
La nostra intima vita sessuale di coppia già da qualche anno aveva subito una profonda evoluzione. Dopo tre anni trascorsi come una normalissima giovane e felice coppia affiatata ed innamorata avevamo iniziato a sperimentare i piaceri della trasgressione sessuale. Dai film pornografici, all'uso di giocattoli in lattice, al lasciarsi trasportare dalle fantasie sessuali... fino a quando decidemmo di lasciarci guardare da un singolo nel corso delle nostre effusioni.... Quando chiesi a G. di unirci in matrimonio erano dunque già più di quattro anni che avevamo definito e consolidato il nostro rapporto ed i nostri specifici ruoli sessuali. Io ero un felicissimo ed innamorato fidanzato-cuckold che ambiva a diventare marito-cuckold, trovavo un profondo godimento nel lasciare che la mia ragazza facesse esperienze con altri uomini, mentre lei trovava esaltante che il proprio uomo la lasciasse libera di vivere la propria esuberante sessualità, senza alcun limite ma anzi, con tutto l'appoggio e la complicità che poteva desiderare.
Iniziammo così i preparativi per il matrimonio, che si sarebbe svolto nella prima decade di ottobre.
Per descrivere nella giusta luce come mia moglie visse il proprio addio al nubilato vale la pena aprire una piccola parentesi e raccontare dell'incontro con Maurizio.
Conoscemmo Maurizio sulla spiaggia di Capocotta, sulla strada che va da Torvaianica ad Ostia, che è notoriamente l'unico punto dove è ammesso il nudismo sul litorale romano. Va da sè che tale sito è pure assai gettonato come luogo di incontro tra coppie e singoli anche se, sinceramente, io e G. non siamo mai stati degli abituè del rimorchio in spiaggia. Mancavano meno di due mesi al matrimonio e ci eravamo concessi una domenica pomeriggio d'agosto per mantenere la tintarella. Dato che G. prende il sole sempre completamente nuda, accade abbastanza di frequente che uomini soli ci ronzino attorno, ma normalmente è sufficiente ignorarli. Certamente a lei è sempre piaciuto prendere il sole sul lettino senza costume, mostrando le proprie grazie agli uomini presenti, ma abbiamo sempre evitato di provocare apertamente chicchessia standocene per i fatti nostri. Maurizio però ci abbordò in modo deciso e brillante. Era un bel tipo abbronzato, sui 45 anni, fisico asciutto. Dopo essersi accertato che io ero consenziente, riuscì con abile parlantina e savoir-faire a rompere le resistenze della mia donna, fino al punto che riuscì a prenderla per mano e a portarla a fare il bagno con lui. Ovviamente dopo un paio di nuotate li vidi abbracciarsi nell'acqua alta e rimanere una mezzoretta a scambiarsi effusioni mentre non era difficile capire cosa stessero facendo le loro mani.
Scambiati i cellulari rimanemmo in contatto, ma le cose da fare erano tantissime (stavamo anche sistemando casa) e non avemmo occasione di reincontrarci. Maurizio però le era piaciuto molto e fu lei a propormi di coinvolgerlo in quella che sarebbe stato il suo addio al nubilato. Non ebbi la minima obiezione, dato che il tipo piaceva anche a me. Lo contattammo e lui fu felicissimo di darci la sua disponibilità per il sabato sera della settimana immediatamente precedente al matrimonio.
Avevamo la possibilità di coinvolgere diversi singoli ma preferimmo lasciare tutto al caso ed di trascorrere la serata in uno dei maggiori club privè vicino Roma. Alla mia futura metà stuzzicava l'idea di fare coppia con Maurizio, quindi decidemmo che per quella sera la coppia erano loro due, mentre io sarei entrato nel privè da singolo. G. mi confessò che desiderava scatenarsi ed andare oltre quello che avevamo sempre fatto e che quella era la sua serata. Pertanto istruii Maurizio telefonicamente su cosa ci aspettavamo da lui e lui si esaltò addirittura quando lo misi al corrente dei nostri gusti ed intenzioni.
Arrivò la serata e G. si preparò con cura. Mise una camicetta, se così si può definire, di pizzo trasparente nera con sotto il reggiseno che dire che si intravedeva è un puro eufemismo. Una mini elasticizzata pure nera copriva un delizioso paio di mutandine pure trasparenti, mentre le gambe erano avvolte da due costose calze autoreggenti velate. Usò, una volta tanto, trucco abbondante, tanto per indurre maggiormente in tentazione il sesso maschile. Un leggero soprabito scuro per combattere il fresco di quella nottata di fine settembre completava l'opera.
Ci demmo appuntamento con Maurizio a piazza Ungheria alle 23.00 , per prendere un cocktail. G. era davvero stupenda e quando Maurizio la vide lo stupore e l'eccitazione gli fecero fare un paio di gaffes immediate. Ma si riprese subito.
G. salì in macchina con Maurizio, io li seguii con la nostra macchina.
Seppi in seguito che G. aveva lasciato che l'uomo le esplorasse debitamente le cosce con le mani mentre guidava lungo il tragitto.
Arrivati al privè entrammo separatamente, prima loro due poi io. Sborsai un sacco di soldi come singolo mi affacciai nella grande sala dove c'era la pista da ballo. Aspettai che gli occhi si abituassero all'oscurità e mi misi in cerca della mia donna.
La trovai quasi subito insieme a Maurizio presso il bar, avevano occupato gli sgabelli girevoli e conversavano con un drink in mano. Andai a sedere sul divano e mi gustai lo spettacolo delle cubiste seminude che ballavano, nonchè delle diverse coppie e donne che, dimenandosi, mostravano chi più chi meno generosi porzioni del loro corpo. Maurizio invitò la mia donna a ballare ed io per non farmi vedere da loro salii al primo piano, dove c'era una balconata che permetteva di osservare la pista da ballo nella sua interezza. Loro due ballavano vicini ma ancora non accadeva nulla. Dopo una decina di minuti stavo gironzolando per il locale quando mi accorsi che il dj aveva messo un lento. Tornai alla balconata e vidi G. abbracciata a Maurizio. Avevano le guance attaccate e ballavano lentamente. Le mani di Maurizio erano già arrivate sulle natiche della mia fidanzata e la stava palpando vistosamente. Piano piano con le mani arrotolò la minigonna scoprendo prima il bordo delle calze autoreggenti, poi lentamente giunse alla parte inferiore delle mutandine stesse. Ancora un po' e con le mani accarezzava direttamente le chiappe nude insinuando appena le dita sotto il bordo delle mutandine. Vidi G. incollare la bocca su quella di Maurizio, le loro lingue che si intrecciavano con passione.
Chiunque poteva vedere il culo della mia donna e questo fatto mi procurava stilettate di piacere che calmavo massaggiandomi la punta dell'uccello dalla tasca dei pantaloni. Maurizio era divorato dalla voglia di concludere, la prese per mano e la condusse al primo piano, vicino alla balconata dove mi trovavo io. Entrarono nel piccolo settore chiuso riservato alle coppie, ingabbiato da una discutibile struttura in ferro dalla quale i singoli possono osservare senza poter entrare.
G. e Maurizio si sedettero su un divanetto e non persero tempo. Con le bocche incollate lei armeggiò con la patta dei pantaloni finchè ne estrasse il cazzo eretto che iniziò a scappellare lentamente, mentre lui le fece allargare le cosce, insinuandole le mani dentro le mutandine. Dovevano essere entrambi più che cotti perchè lui mise subito il preservativo mentre lei si distendeva sul divano. Maurizio le salì sopra e G. lo accolse allargando le gambe. Ero a cinque o sei metri da loro ma vidi distintamente che la penetrò con decisione imponendo subito un ritmo deciso alla chiavata. Non avevano nemmeno perso tempo a spogliarsi. Ritenendo di non essere fuori posto mi tirai fuori il cazzo dai pantaloni e mi misi a menarmelo, incurante di chi potesse vedermi, mentre cercavo di non perdermi nulla di quello che accadeva. G. aveva intrecciato le gambe sulla schiena di Maurizio e lui la scopava in profondità, afferrandola per le natiche e spingendosela contro il corpo in modo da premere con la cappella sul fondo della fica. La musica forte mi impediva di capire se lei gemeva di piacere ma non ne dubitavo.
Dopo un quarto d'ora di quel ritmo Maurizio si alzò, la fece alzare, la prese per i fianchi e la mise a novanta gradi sul divano. Diverse coppie e qualche singolo vicino a me si gustarono lo spettacolo della impetuosa chiavata alla pecorina che Maurizio impose alla mia donna, dopo averle arrotolato la minigonna sulla schiena. Con le mani le strizzava i fianchi e li spingeva letteralmente contro di sè, mentre lei faceva del suo meglio per non perdere l'equilibrio, reso precario dalla posizione instabile sul divano. Il ritmo era decisamente forsennato e forse Maurizio pretese troppo da se stesso non riuscendo ad impedirsi di sborrarle improvvisamente dentro. Lo sentii urlare nonostante la musica, poi vidi come erano affaccendati per estrarre con delicatezza il cazzo dalla fica evitando di far fuoriuscire lo sperma dal preservativo. La svestizione dell'uccello di Maurizio fu accompagnata da un piccolo scroscio di applausi dei presenti. G. e Maurizio si ricomposero ed uscirono dalla "gabbia per coppie", tornando al bar.
Si presero qualcosa da bere poi iniziarono a gironzolare per il locale abbracciati. Attraversarono la dark room e al buio li persi. Iniziai ad esplorare il privè cercando di ritrovarli, ma finchè non fossero usciti dalla dark room non potevo avere la certezza che non stessero lì dentro. Tornai nella room e mi fermai contro una parete, attendendo. Dopo un paio di minuti gli occhi si erano adattati a quell'ulteriore oscurità, c'erano diverse coppie impegnate in effusioni ma non tardai ad individuarli. Maurizio era appoggiato ad una parete mentre G. era inginocchiata davanti a lui e gli stava prodigando un pompino veramente con i fiocchi, segno per me inequivocabile che non era ancora venuta.
Mi avvicinai, Maurizio mi riconobbe ed in silenzio mi pose la mano sollevata per "battere il cinque". Ricambiai il saluto e, visto che lei non poteva vedermi avendo il cazzo di Maurizio infilato fino in gola, gli feci cenno di tacere e scivolai alle spalle di G.. Tanto per vedere quanto era puttana abbassai una mano sotto la minigonna e le infilai direttamente un dito dentro il buco del culo. Lei non poteva sapere che ero io ma senza smettere di sbocchinare oscenamente Maurizio si assestò in modo da porgermi più comodamente il culo. Le infilai lentamente tre dita in culo e glielo slargai convenientemente. Non ho mai saputo se lei mi ha riconosciuto o meno.
Maurizio interruppe la manovra scostandosi per evitare di venire una seconda volta, cosa che lo avrebbe messo probabilmente del tutto fuori gioco, ed io pertanto mi ritrassi nell'ombra per non farmi vedere da lei.
Tornarono a ballare, vedevo G. decisamente pimpante quella sera. Improvvisamente lei si girò e si mise a ballare in modo indipendente da Maurizio. Lui le scivolò dietro e le mise le mani sui fianchi. G. ballando assecondò la manovra e fece piano piano risalire la minigonna fino a scoprire le mutandine. Poi sempre dimenandosi a suon di musica iniziò a massaggiarsi le tette. Inevitabilmente un paio di giovanotti le si accostarono e lei si adeguò al ritmo dei loro movimenti. Maurizio le stava dietro, ma aveva perso il suo smalto migliore, per cui dopo un po' decise di ritirarsi in buon ordine e si portò al bar dove lo raggiunsi. Chiacchieravamo di quanto fosse zoccola la nostra donna, intanto uno dei due aveva preso il posto di Maurizio dietro G. e le accarezzava i fianchi mentre l'altro le ballava di fronte ma sempre più vicino finchè le appoggiò a sua volta le mani sui fianchi. Il terzetto si era ritagliato un piccolo spazio vuoto sulla pista ed erano al centro dell'attenzione.
I due ragazzi iniziarono a stringere sempre di più G. tra di loro, finchè lei non fu più quasi in grado di ballare, ma doveva limitarsi a muoversi a tempo. I due invece si davano decisamente da fare. Quello davanti iniziò a palpare le tette di G. muovendosi sempre a tempo. Le aprì la camicetta e fece abilmente sgusciare le tette fuori del reggiseni. Sempre ballando le raccolse e legò la camicetta sui fianchi. L'altro da dietro fu ancora meno gentiluomo perchè infilò con decisione le mani sotto la minigonna e le abbassò le mutandine. Lei tentava ancora di abbozzare una sorta di ballo ma quello continuava a sfilarle le mutandine che, quando arrivarono a mezza coscia le impedirono in pratica di muoversi.
G. allora spinse indietro il sedere, e mentre baciava il ragazzo che aveva davanti, lo strofinò sensualmente contro il pacco dell'altro giovane. A quel punto la presero per mano, le tirarono su le mutandine alla bell'e meglio e la scortarono in un separè libero.
Io e Maurizio seguimmo a ruota e ci intrufolammo nei pesanti tendaggi in velluto, scostandoli quel tanto che ci permetteva di guardare quello che accadeva. I due le avevano tolto camicetta, minigonna e mutandine che giacevano calpestate sul pavimento del piccolo separè. Stavano tutti e tre semisdraiati sul divano lei al centro con le mani dei ragazzi che le facevano allargare le gambe e le palpavano affannosamente la fica insinuandosi tra le chiappe mentre a turno le succhiavano la lingua e le spomiciavano le tette scoperte. Lei teneva un cazzo in ogni mano menandoli velocemente. Avevano due rispettabili membri completamente eretti. Dopo qualche minuto uno dei due le sali sul viso e le appoggiò il cazzo sulle labbra. Intervenni e porsi al ragazzo un preservativo che tenevo pronto all'occorrenza. Il ragazzo lo indossò e le mise il pisello in bocca. So che G. detesta il sapore della gomma ma la sicurezza, in certi casi, va prima di tutto.
Il secondo intanto aveva messo il preservativo e si occupava del piano di sotto. Si piazzò in mezzo alle cosce aperte di lei, le inserì il cazzo nella fregna in un colpo solo ed iniziò a pomparla. L'altro le si era messo completamente sopra il viso e le scopava velocemente la bocca.
G stava sdraiata sul divano con i due maschi sopra che la immobilizzavano, uno che la sbatteva in fica e uno in bocca.
La posizione di quello sopra era scomoda allora presto si scavallò sedendosi accanto a G. mentre l'altro continuava imperterrito a scoparla.
Maurizio si fece avanti con il cazzo dritto e i due fecero per cacciarlo via in malo modo, quando lei li interruppe dicendo loro che era suo marito e che doveva entrare. I ragazzi si dettero il cambio, quello che l'aveva fottuta finora si mise seduto accanto a Maurizio mentre l'altro la mise a pecorina piazzandoglielo nella fica e costringendola a chinarsi per succhiare i cazzi degli altri due. Maurizio da bravo "marito" godeva del privilegio di farsi succhiare il cazzo senza preservativo e ne approfittava mulinandole sapientemente la cappella in bocca.
Il ragazzo venne e tirò fuori il cazzo dalla passera di G.. Maurizio le andò dietro a sua volta, vestì il proprio membro e appoggiò la cappella sull'ano della mia donna. Bastarono tre o quattro spinte e fu dentro. G. si spostò piano piano sopra l'altro ragazzo che da seduto le porgeva il cazzo dritto avvolto dal preservativo. Maurizio, intuendo le intenzioni di G., accompagnò il movimento e la portò sopra il ragazzo. G. si abbassò e lasciò che il giovane le inserisse il cazzo nella fica, mentre quello di Maurizio continuava ad occuparle saldamente il culo. Iniziarono a galoppare dapprima piano poi sempre più forte. Il ragazzo libero si mise in piedi sul divano, prese la testa di G. e se la indirizzò tra le gambe. Le chiese di prendergli le palle in bocca e lei ubbidiente iniziò a leccargli i coglioni mentre gli altri due la pompavano a pieno ritmo.
Improvvisamente arrivò per lei un orgasmo devastante. Iniziò a gridare e a supplicarli di farle male e di spingere più forte.
Finito l'orgasmo Maurizio uscì dal culo di lei, che a sua volta si tolse da sopra il giovane. Raccolse reggitette e mutandine e li mise nella borsetta, poi si reinfilò la minigonna. La prendemmo insieme a braccetto e lei mi baciò con tenerezza affermando che si stava divertendo veramente tanto. Volle essere accompagnata alla toilette per darsi una sistemata, poi tornammo in zona bar e iniziammo a chiacchierare in tre bevendo rigorosamente superalcolici.
G. stava ora senza reggiseni e le sue tette erano evidentissime sotto la camicetta di pizzo trasparente, cosa che non mancava di attirare l'attenzione verso il nostro terzetto. Nei privè dopo che la donna di una coppia ha fatto una o due porcate con singoli viene "schedata" dai presenti che difficilmente la perdono d'occhio, speranzosi che possa venire anche il loro turno.
Dopo una mezzoretta di relax fu Maurizio a riaprire i giochi. Chiese a G. se le andava di fare qualcosa per lui e lei annuì divertita. "Allora adesso ce ne andiamo tutti e tre nella saletta di proiezione. Tu ti sfili la minigonna e ti metti seduta da sola a guardare il film. Noi facciamo finta di non conoscerti e non ci avviciniamo. Sei senza mutandine quindi dovrebbe accadere presto qualcosa di piacevole". Lei rispose che eravamo due porci inqualificabili.
Ci recammo nella saletta. Sulla soglia sbirciammo dentro la vasta stanza, c'erano tre o quattro tizi che guardavano il film nella penombra. Appena entrammo le quattro teste si voltarono nella nostra direzione. Io e Maurizio ci tirammo indietro sulla soglia, G. guardandoci con aria di sfida si tolse la camicetta e me la porse dicendomi "Tieni, mio sposo". Poi si sfilò la minigonna e la diede a Maurizio.
"Adesso levatevi dalle palle e lasciatemi divertire" ci fece.
Con indosso solamente il reggitette abbassato, le scarpe e le calze autoreggenti avanzò con passo sicuro nella saletta e andò a mettersi seduta accanto ad un tizio. Il tipo rimase indubbiamente allibito e non reagì immediatamente, G. ne approfittò per aprire per bene le gambe ed iniziare a masturbarsi senza ritegno davanti al film. In un attimo gli altri tre le furono intorno, due davanti e l'altro seduto a fianco. G. iniziò a massaggiare i pacchi dei quattro uomini che in men che non si dica estrassero il cazzo dai pantaloni. Frattanto altri singoli si intrufolarono nella stanza. Lei aveva addosso le mani di tutti e si prodigava per masturbare più cazzi possibile senza tralasciarne nessuno.
Quello che ce l'aveva più duro mise il profilattico, le sollevò le gambe e cercò di penetrarla, ma il sedile era basso e la posizione scomoda. Allora invitò G. ad alzarsi e a mettersi a pecorina appoggiandosi al sedile. Le andò dietro e la penetrò stavolta immediatamente. Lei iniziò a godersi la sbattuta appoggiandosi per bene in modo da avere le mani libere. Prese subito in mano i cazzi di altri due mentre altri quattro o cinque singoli gareggiavano per palparla dappertutto.
Il primo uscì e subito il suo posto fu preso da un altro, che entrò dentro la mia donna, le diede una decina di colpì ed uscì eiaculando nel preservativo per lasciare il posto ad un terzo che aspettava il suo turno.
Tutti chiedevano di essere spompinati ma per fortuna lei ebbe la presenza di spirito di rifiutarsi. Il tizio che la stava scopando decise di cambiare buco e trovando l'ano di G. ormai del tutto allentato dal precedente servizietto di Maurizio la inculò senza nessuna difficoltà.
Altri premevano dietro e si mostrarono spazientiti cominciando addirittura a protestare. Il tipo si decise ad uscire, quello che stava dietro aveva già il preservativo e mentre infilava il suo membro nella fica della mia donna lo sentii distintamente lamentarsi con un "Era ora, eccheccazzo!!". Dopo pochi secondi G. si abbandonò ad un lungo e lamentoso orgasmo grazie anche alle poderose spinte del soggettone che non le usava certo un trattamento di favore, ma che continuò a picchiarglielo dentro brutalmente per una trentina di secondi dopo che lei aveva finito di godere. Alla fine lei si ribellò e sgusciò via dal sedile. Sentimmo tutti distintamente il naenderthaliano bestemmiare.
Vedemmo G. venire verso l'entrata della stanza allora, di comune accordo, ci nascondemmo per punirla di quel "Levatevi dalle palle". Lei uscì nel corridoio nuda con un capannello di uomini che la seguiva da vicino e rimase interdetta non trovandoci, sapendo che noi avevamo la sua camicetta e la minigonna.
Avanzò nel corridoio e scese le scale pensando che fossimo al bar mentre noi la spiavamo da una stanza laterale. Non se la sentì di farsi vedere nuda com'era nella sala grande e ritornò sui suoi passi. I tizi che la tampinavano le tastarono tutti invariabilmente il culo. Non sapendo come risolvere quella situazione e trovandosi nuda e circondata da uomini si appoggiò alla balaustra e li lasciò fare. Quando la andammo finalmente a soccorrere stava facendo una sega ad un tizio, aveva almeno dodici mani addosso che la stavano esplorando ed un altro che si stava divertendo a strofinarle il cazzo eretto contro le natiche.
Appena ci vide ci venne incontro irritata e ci strappò i vestiti dalle mani con un poco elegante "Ma andate affanculo, stronzi". Quando però uscì dal bagno delle signore rivestita si era calmata e fu di nuovo carina con entrambi.
Ci impose però di portarla immediatamente via da quel posto affermando che quella serata era stata sì fantastica ma ne aveva avuto decisamente abbastanza.
Quella notte, dopo aver passato la mattinata del sabato a provare l'abito bianco per le nozze, stabilì il suo record di troiaggine: sette cazzi diversi nella fica di cui due pure nel culo ed io, che dovevo diventare suo marito la settimana dopo, non l'avevo neppure sfiorata. Eppure niente di tutto ciò le impedì, sette giorni dopo, di apparire meravigliosa in chiesa nel suo abito bianco a giurarmi eterna fedeltà.
Fedeltà che poi durò invece esattamente venti giorni.
Per mia fortuna.
Ma questa è un'altra storia.
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19 years ago
cp3roma,
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Gusti diversi
Era una serata calda.Dovevamo uscire con i miei colleghi: una cena di lavoro e poi a casa. Eravamo stanchi, dopo un torrido giorno di lavoro, io e di studio, lei, non avevamo le forze per superare una cena e continuare la serata in giro per la città.
Arriviamo in pizzeria, c'erano tutti, ognuno con la moglie o la compagna:c'era anche Luca, il solito dongiovanni che deve sempre strappare sorrisi e non solo alle donne.
Quella sera era particolarmente in forma e verso fine serata la sua fidanzata, parecchio allegra per l'enorme quantità di vino che aveva bevuto, non si accorgeva del suo comportamento.
A dire il vero eravamo tutti un po' alticci.
Luca aveva preso di mira la mia Lei.Beh,non passa di sicuro inosservata e in modo particolare quella sera.
Indossava solamente un vestito di lino sottile che lasciava immaginare e intravedere con una leggerissima trasparenza la biancheria azzura che portava sotto: un perizoma in pizzo e un reggiseno, di quelli che strizzano le tette e facevano sembrare la sua terza abbondante ancor più abbondante.
Si leggeva negli occhi di quel bastardo che voleva strapparle quel vestito e in me si stava scatenando un mix di rabbia e eccitazione.
La mia lei stava al gioco di sguardi e battute. Era seduta di fronte a Luca e la tavolata stava producendo un chiasso allucinante.
Nella mia mente stava iniziando un film porno tra i due e i miei pantaloni si stavano visibilmente gonfiando:non potevo alzarmi in quel momento,l'avrebbero notato tutti.
Luca si alza per fumare una sigaretta e chiede a qualcuno di accompagnarlo. Cavolo!Sapevo che la mia Lei sentendo la parola "fumare", non avrebbe resistito, ma io, accidenti, non potevo proprio muovermi da quella sedia.
Il mio cazzo stava scoppiando!
Così escono Luca, Lei un altro amico e altre due ragazze.
Ero tranquillizzato dal fatto che non erano solo loro due da soli, ma dopo il tempo di sigaretta, entrano solo gli altri e rimangono fuori solo Luca e la mia ragazza.
Io chiedo spiegazioni e mi rispondono che,siccome Luca aveva finito le sue Muratti erano andati insieme al distributore automatico.
Battute dei colleghi, mi stavano facendo salire una rabbia... Appena torniamo a casa, faccio esplodere una litigata, che se la ricorderà per un pò pensavo da una parte, dall'altra pensavo alla mia curiosità di vedere quanto fosse porca.
Tornarono dopo una mezzoretta, giustificando con uno strano sorriso di merda socchiuso tra le labbra dei due che non si trovavano distributori da quelle parti.
Usciamo e in auto io sono ancora incazzato e ancora visibilemente eccitato. Lei mi guarda e sorridendo mi chiede se quella faccia era per la gelosia nel vederla uscire con quel Luca. Io non avevo voglia di parlare...
Lei non insistette, ma inizio ad accarezzarmi il mio uccello, ormai di marmo da più di un ora.
Presa dalla voglia lo tirò fuori e cominciò e baciarlo, leccarlo, come poche volte fa così bene.
Mamma mia!Una professionista e poi dal vestito si intravedevano quelle enormi tette che ballavano al ritmo della sua testa.
Le infilo una mano fra le cosce: era bagnata, eccitata al massimo.
In quella situazione non resisteti molto. Il mio uccello le esplode in bocca, non si ferma, lei continua a succhiare avidamente e mugola di piacere... che bello!
Lo bacia. lo pulisce per bene con la lingua, mentre io avevo già rischiato almeno tre o quattro incidenti...
Si alza, mi bacia e mi chiede: "ti è piaciuto?" ...io le accenno un sì con la testa.
Lei mi sorride e mi confessa: "...anche a me amore, il sapore di Luca non è buono come il tuo"
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19 years ago
admin, 75
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Un sogno diventato realtà
Erano le 5:30 del mattino, in un giorno d'Agosto che già si preannunciava torrido.Mi stavo recando al lavoro ancora intontito dal solito brusco risveglio mattiniero, quando, andando verso la tangenzile, vidi un angelo biondo che, attraversando la strada, mi faceva un cenno. Un pò per l'ora, un pò x le vacanze, le strade erano deserte, per cui mi fermai, sapendo però benissimo che quel meraviglio angelo biondo era in realtà un trans che, finito il suo "lavoro", stava per tornare a casa.Mi fermai, già pronto a declinare l'invito, ma eli invece mi chiese se per cortesia potevvo accompagnarla a casa, era stata una notte pesante e mi sarebbe stata riconoscente per sempre.Io, che non avevo mai avuto un contatto così ravvicinato con una fatina del genere, balbettai che poteva pure salire in macchina,l'avrei portata in capo al mondo se me l'avesse chiesto.Salendo il succinto vestitino salì parecchio, sì da farmi vedere due gambe statuarie, un sederino delizioso e un bel gingillo depilato ed invitante.Distolsi immediatamente lo sguardo,arrossendo come un bambino scoperto alla sua prima sega, e partii.Non ebbi il coraggio di guardarla fino a casa sua, e fu lei a tenere un pò di conver sazione:io ero in preda ad una crisi quasi mistica,da un lato una eccitazione spaventosa, come ben poche donne mi avevano causato nella vita, dall'altro la paura di avere questa strana pulsione, l'irrazionale terrore dell'uomo di non sentirsi più tale dopo aver solamente pensato di tenere in mano un bel cazzo duro e liscio e profumato come quello, e...Arrivammo sotto casa sua, e,posandomi una mano sulla patta e venendomi così vicino da sentire il calore del suo alito sulle labbra, mi chiese di entrare da lei per prendere un caffè e farmi ringraziare.Io ero senza fiato e senza parole,riuscii a balbettare che dovevo andare a lavoro e che non uscivo di casa con tanto contante la mattina presto.Lei mi baciò dolcemente,e mi disse che non avrei dovuto pagare nulla,sarebbe stato il suo modo per ringraziarmi.Non ce la feci,le dissi che non avevo davvero tempo (in effetti alle 6 cominciava il mio turno)e, con un bacio lunghissimo e dolcissimo,la lascia lì e scappai via.Da allora non feci che pensare a lei,giorno e notte,con il cuore e con la mente,sudando freddo e venendo solo al pensiero di sfiorarla e di baciarla tutta,ma proprio tutta.Una notte, avendo finito di lavorare all'una, decisi di tornare a casa dalla tangenziale anzichè dalla strada che facevo normalmente, con il cuore che mi martellava nel petto e la pazza idea di trovarla ed amarla per una notte intera.La zona cominciava a popolarsi di uomini e donne e coppie che venivano lì a comprare qlc momento di sesso con uomini, donne e angeli come il mio, ma di lei neanche l'ombra.Girai a vuoto per più di un'ora, finquando la vidi scendere da un taxy ed avviarsi verso la strada.Partii di corsa nella sua direzione.Lei sentì il rumore fuori giri dell'auto,si voltò e sul suo volto vidi un miscuglio di emozioni,dalla sorpresa alla gioia alla paura di aver trovato un maniaco.Mi lancia fuori dall'auto e la presi tra le braccia, baciandole il volto, il collo,il seno ,la bocca...fino a quando lei vinse ogni resistenza e si accasciò contro di me e dicendomi di portla a casa mia.Fu una notte d'amore straordinaria,e la prima volta x me alle prese con un frutto duro e succoso come quello,e da allora lo sogno ad occhi aperti.Dopo quella notte non la vidi più,nè lei mi chiamò mai...il rischio per me era davvero quello di non poter più fare a meno di lei,e per lei di dover abbandonare il suo mondo,ancorchè squallido, per uno sconosciuto e oscuro.Dopo conobbi quella che è la donna della mia vita, con la quale ho tantissime fantasie, ma alla quale non riesco a far accettare questa...dopotutto nessuno è perfetto,ed allora eccomi qui, incerca di altri angeli biondi, o di coppie che sappiano e vogliano godere con me.
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19 years ago
admin, 75
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Al ristorante
Ho avuto nel passato un' esperienza con una coppia ed è stato molto eccitante e me lo ricordo ancora volentieri. Non mi dispiacerebbe che loro leggessero queste righe, si riconoscessero quali attori e si rimettessero nuovamente in contatto con me.
Dunque, ci siamo "incontrati" in internet, tramite uno dei tanti annunci che esistono. Eravamo della stessa città e dopo un po’ di mail ci siamo messi d’ accordo di incontraci in un locale per conoscerci. Per l’ occasione mi sono messo in giacca e cravatta, perchè il locale era uno dei più chic della città. Chiaramente c’ era l’ imbarazzo…Dopo un po’ di attesa è entrata una coppia e si è diretta al mio tavolo. Tutti e due sui quaranta, lei carina con una gonna corta, lui alto e magro. Hanno raccontato un po’ delle loro esperienze di quel tipo. Ho avuto l’ impressione che lui mi guardasse in mezzo alle gambe…Dopo un po' abbiamo deciso di cambiare locale e siamo andati in un pub del centro. Lì ad un certo punto, quando l’ atmosfera si era ormai un po’ riscaldata ho detto che se volevano potevo mostrare loro certe foto mie. Lui ha detto che per lui la cosa era relativa, se voleva lei…Lei ha detto di sì, che era curiosa. Le ho passato una busta con delle foto del mio cazzo in erezione in primo piano. Ha dimostrato di apprezzare. Il bello era che quelli dei tavoli vicini pensavano che guardassimo foto di vacanze o cose simili…La cosa era eccitante…Anche lui ha dato un’ occhiata senza voler dare nell’ occhio. Dopo, quando siamo usciti ci siamo scambiati il numero di tel. ripromettendoci di sentirci presto…
Per un paio di settimane non ho + sentito niente e così ho deciso io di chiamare. Così ci siamo effettivamente incontrati (e ne è valsa la pena…).
Era un sabato sera ci siamo trovati al bivio per una cittadina vicina e siamo andati assieme in un ristorante ad una decina di chilometri. Ci siamo messi ad un tavolo piuttosto isolato a parlare del più e del meno. Lui parlava di surf, che in estate girano in camper, dei loro viaggi ecc. Dopo aver finito di mangiare, ad un certo momento ho voluto rompere il ghiaccio, perché non ci eravamo trovati solo per chiacchierare... Ho fatto cadere una moneta sotto il tavolo e sono sceso per cercarla. Lei portava una gonna ed aveva le gambe aperte. L' ho toccata un attimo sulle mutandine e poi sono salito per paura di essere notato dal cameriere o da altri. Lei a quel punto si è eccitata e lui era molto interessato. Qualche attimo dopo lei ha detto che doveva andare un attimo in bagno...Qualche momento di imbarazzo solo con lui che mi ha accennato a qualche altro incontro avuto da loro… Poi è tornata e mi ha detto che se volevo potevo riprovare... Mi sono sincerato che nessuno guardasse e ho fatto cadere nuovamente la moneta. Questa volta aveva le gambe aperte ed era senza mutandine. L' ho baciata in fretta in mezzo alle gambe e a quel punto ho notato che lui si toccava. Sono tornato su ed ho visto con piacere che nessuno si era accorto di quello che era successo. Eravamo tesi silenziosi ed eccitati. Abbiamo chiamiato un po' frastornati il cameriere per pagare e ce ne siamo andati.
Usciti dal ristorante, eravamo tutti molto caricati. Loro 2 erano seduti davanti e io dietro nella macchina. Già strada facendo lei si era girata e mi toccava in mezzo alle gambe. Lui si è fermato in una stradina laterale... Lei è scesa ed è venuta dietro, si è alzata la gonna, ha aperto le gambe e ha incominciato a masturbarsi davanti a me.. Lui guardava.
Ho incominciato a leccarla prima sulle cosce e poi sono salito fino alla fica (stando però attento a non ingoiare niente, avevo paura di malattie). . A quel punto abbiamo deciso di andare a casa mia... Lì anche lui si è spogliato, aveva un bell’ uccello e delle mutande che mi sembravano antiquate. Però la sua attenzione (di lei) era per il mio che ha cominciato a spompinare fino al punto che mi faceva male. Quando io sono venuto ha cominciato lui, da dietro. A me piaceva guardarla negli occhi mentre godeva e ansimava.
Una volta finito mi hanno riportato alla mia macchina e uno dei due mi ha chiesto se ero sempre così caloroso. Ho risposto che non era un particolare merito, che ero fatto così….
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19 years ago
admin, 75
Last visit: 17 hours ago -
I suoi gemiti si mescolavano al rumore del fiume
Vista l’ora tarda, il sole tramontava ed i nudisti si apprestavano a lasciare la riva del fiume per tornare a casa. La mia attenzione fu colta da uno splendido corpo di donna sulla 40’ina sdraiato su un enorme masso.
A rendere particolarmente sexy quell’essere era un mini-bikini che evidenziava esageratamente fianchi tondi e seni grandi e sodi. E’ un’avvenimento fuori dal comune trovare una donna con il bikini tra i nudisti, soprattutto se si tratta di un mini-bikini sexy: mini, ma davvero mini, e trasparente. Quel poco di stoffa, trasparente grazie all’umidità dell’ultimo bagno, nascondeva appena gli splendidi capezzoli larghi e rilassati dal terpore dei raggi solari. E lo string bianco, dal quale fuoriusciva un triangolino di pelo scuro ben rasato e ordinato, non era inteso a nascondere le due labbra prorompenti, gonfie, carnose e ben depilate che si intravedevano e che riusciva appena a contenere.
Portava grandi occhiali scuri e lunghi capelli ben ordinati e legati da una coda di cavallo.
Tutto di lei era sensualità: il modo di posare, il suo corpo, la sua pelle scura, il suo abbigliamento, le sue labbra rosso fuoco e prosperose. E questo atteggiamento la esaltava: come una bambina piccola alle prese con un giocattolo nuovo. Era chiaro: il suo scopo era proprio quello di esibirsi!
Rimasta ormai sola, il sole sarebbe tramontato di lì a pochi minuti, d’improvviso alzò la testa e mi fece un breve cenno con la mano invitandomi a raggiungerla, quasi avesse letto i miei pensieri erotici.
Pensai che quel cenno fosse rivolto a qualcun altro, ma intorno non c’era più nessuno. Così in meno di mezzo secondo le fiondai accanto. Colto di sorpresa ed imbarazzato dalla sua sicurezza non sapevo come “attaccare bottone”. Decisi di essere me stesso senza preoccuparmi della situazione ad alta carica erotica e di quanto sarebbe potuto succedere in seguito.
“Non se ne va come fatto tutti?” le chiesi in maniera un po’ scontata ma con tono sicuro, gradevole e sincero; a dire la verità mi sentivo un po’ stupido ed imbranato per la domanda troppo banale.
Sembrava aver la risposta pronta: “Il momento più bello della giornata deve ancora arrivare, ragazzo mio! E’ tutta la giornata che mi eccito mostrandomi a cosce spalancate osservando gli sguardi arrapati di coppie, donne e uomini. Passo tutta la giornata immaginandomi cosa potremmo fare insieme. Mi immergo spesso nell’acqua fredda per rassodare i miei grandi seni così che siano ancora più invitanti ed eccitanti. Adoro esibirmi.
E adesso che finalmente sono rimasta sola su questi splendidi sassi bollenti posso godere quanto voglio assaporando l’aria fresca ed il caldo emanato da questi splendide pietre: spesso a quest’ora punto mi masturbo di nascosto, ma questa sera sei arrivato tu, e sei arrivato al momento più opportuno!”
Non mi sentii trattato come uno stupido e ciò mi mise a mio agio.
La sua voce vibrava attraverso le sue grandi labbra carnose e sembrava come la più sensuale che avessi mai udito: aveva un potere ipnotizzante.
Mi fissava prepotentemente tra le gambe. Non diceva più nulla. Intuii che aveva già notato il mio bel membro che si stava gonfiando.
Il suo comportamento era distaccato: non gli importava di me, non gli importava la mia storia, come mi chiamavo… gli interessava solo sfogarsi? Mi sentii stranamente “uomo-oggetto” del tipo “usa e getta”. Così mi ripromisi di fare lo stesso e un po’ svogliato mi spogliai per adagiarmi agli ultimi raggi di sole.
Dal suo sguardo compiacente capii che gradì sia il mio fisico slanciato e sportivo, sia il mio sexy-string bianco. Mi sdraiai supino sperando che lei notasse i miei due splendidi glutei piccoli e sodi, attorniati ed evidenziati dallo string che sembrava quasi far luce in contrasto con la mia pelle abbronzata.
Adoravo mostrarmi: mi dava una sensazione esaltante e mi caricava. Guardai il suo viso cercando il suo consenso e notai che osservava, osservava… l’attesa diventava lunga e difficoltosa: fui costretto a girarmi sul fianco per via del mio pene che cominciava a indurirsi. Fortunatamente lo string in morbidissimo materiale ultra-strech gli permise di ergersi fino ai suoi 19 centimetri ben visibili dall’esterno vista la forte trasparenza.
Mi è sempre piaciuto l’intimo sexy! Anche quello maschile snobbato da molti: bisogna solo saperlo portare con mascolinità e consapevolezza… in maniera erotica. Solo il fatto di sapere di indossarlo sotto i jeans mi fa sentire più sexy!
Mi vide, così eccitato, sorrise e annui con un cenno del capo.
Nessuno parlava ed entrambi fantasticavamo su ciò che sarebbe successo in seguito. Il mio uccello svettava in chiaro segno di eccitazione e dall’odore che sentivo supponevo che anche lei stesse sbavando sotto.
“Il mese scorso una ragazza mi chiese di pisciargli in bocca proprio su questo sasso. “ disse seria.
E aggiunse: “Mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuto fino a quando, subito dopo, mi infilò la lingua in bocca per farmi sentire il gusto amarognolo di quel liquido giallo…”
Si fermò, osservò il mio volto teso nel cercare di capire come si potesse provare piacere a ciò, e terminò con una battuta: “… per fortuna non avevo mangiato asparagi…”
La battuta sdrammatizzò l’effetto devastante di quanto disse: l’ascoltavo con piacere, la sua voce era ferma e sicura, ma quanto raccontava usciva dai miei canoni e da quanto avrei mai immaginato di fare.
Non risposi: non sapevo cosa rispondere perché quell’osservazione mi faceva schifo ed al tempo stesso mi eccitava, così come raccontata da lei, in quel posto ed in quella circostanza particolare.
Fu ancora lei a fare il prossimo passo complimentandosi con me per il mio sexy-string. Mi disse che pochi uomini portano indumenti sexy, ed ancora meno li sanno portare con classe. Ricambiai, spiegandole che non avrebbe potuto trovare abbigliamento più eccitante per evidenziare due splendidi meloni come i suoi.
Di scatto si alzò seduta e si tolse il sopra… era ormai buio e sicuramente soli. Vedevo i sui meravigliosi seni sodi muoversi nell’ombra della sera e sentivo ora, tra le punte delle mie dita, i suoi capezzoli ergersi grazie alle mie carezze.
La sua mano si impadronì del mio membro già ben duro: lo accarezzava dolcemente , ancora imbrigliato nella sottilissima stoffa trasparente, per verificare quanto ancora si sarebbe potuto indurire. Poi, d’un colpo, prese a leccarmelo avidamente. Me lo sgusciò fuori dalle mutandine e lo prese tutto tutto in bocca, fino in fondo. Mi sdraiai sulla schiena lasciandomi sponpinare con calma, tranquillamente senza fretta, godendo di ogni attimo. Poi tirò il mio string lateralmente per scoprire il mio ano, mi alzò le gambe sopra le sue spalle e mi infilò la lingua dietro.
Provai una sensazione nuova, strana, intensa: all’inizio mi irrigidii, poi mi rilassai ed il mio orifizio si apri sotto le gentili pressioni della sua lingua calda e scivolosa. Il godimento si fece intenso, la sua lingua penetrava sempre più profondamente mentre con la mano destra mi masturbava. Il godimento mi fece inarcare i fianchi e, senza accorgermene, emisi un urlo proveniente dall’interno, profondo.
Troppo bello, troppo eccitato, un sogno… decisi di diventare padrone della situazione! Mi alzai, mi girai, e le tolsi l’ultimo straccio che le rimaneva addosso. Presi a slinguazzare la sua vagina bagnata, e decisi di provare a servirgli lo stesso servizio anale: capii subito che lo apprezzò molto.
Così tolse una crema lubrificante dalla sua cesta e se la spalmò sul culo, fino dentro, pregandomi poi di infilarglielo da dietro.
Pensai che era proprio porca: non avevo mai inculato nessuno anche se ammetto che questa fantasia mi ha sempre eccitato. Ma al suo ennesimo lamento di desiderio “prendimi da dietro… dai!” (mi sussurrava), la accontentai: appoggia la cappella sul forellino che subito mi lasciò strada e allora spinsi delicatamente dentro, provando un estremo e caldissimo desiderio. Mi sentivo bestia, ma ne ero contento… stavo vivendo qualcosa di fortemente depravato e la ciò mi piaceva.
Lei godeva tantissimo. I suoi gemiti si mescolavano al rumore del fiume e sembravano non finire mai. Il ritmo aumentava e il godimento pure: stavo ormai per venire.
Lo dissi a lei che si apprestò a succhiarmelo fino ad ingoiare il tutto. Porca com’era intuii che non poteva essere finita lì, e infatti decise di tenere una parte del liquido bianco per slinguazzarmi di forza in bocca e farmi sentire il terpore tiepido e insolitamente viscoso del mio sperma. Anche questo mi piacque, e mi riscoprii essere davvero più perverso di quando avrei mai immaginato.
Non so se fu il luogo, la circostanza, la partner… ma da allora il mio modo di vivere la sfera sessuale è profondamente cambiato: non do più nulla per scontato, parlo molto con la partner di tutto quanto gli piacerebbe e mi piacerebbe fare insieme senza provare pudore, in maniera completamente equilibrata e senza pregiudizi perché so benissimo che in momenti di godimento totale le persone perdono qualsiasi controllo sulla ragione.
Capii del regalo che lai mi aveva dato, e fu mia premura leccarle la fica in maniera attenta ed esaustiva fino a farla godere: sentivo le sue labbra appoggiate alle mie espellere moltissimo fluido e ritrarsi a scatti, il suo bacino si inarcava sempre di più fino a sfociare in un orgasmo immenso e lunghissimo. Anche io la baciai profondamente e a lungo per farle assaporare il gustosissimo succo che tenevo in bocca.
Stavamo lì, distesi vicinissimi, ripensando a quanto era successo, accarezzandoci e scambiandoci reciproci complimenti, discutendo della vita, di questo incontro fortuito. Fu l’ultima volta che ci incontrammo, ma fu un incontro ancora vivo nella mia mente.
Ciao Splendida, e grazie.
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19 years ago
admin, 75
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Tutto ingoiò! sembrava che gli piacesse.
Mi alzai un giorno di maggio e scorsi dalla finestra del bagno la splendida giornata predetta dalla meteo del giorno prima: aria fresca, limpida, pulita e sole caldo. Il clima ideale per il mio sport preferito: il jogging.
Mi vestii ed uscii. Dopo un’ora di corsa mi fermai per il consueto Stretching… quel giorno non mi andava proprio… stavo troppo bene nella mia pelle. Così decisi di scendere in riva al fiume per riposare e per godermi quel momento.
Dopo aver scavalcato qualche masso enorme mi avvicinai al fiume per cercare il posto migliore (tanto non c’era nessuno). D’improvviso scorsi uno splendido corpo di donna completamente nuda difronte a me. Ops… avevo visitavo quel posto altre volte, ma mai avrei pensato che così presto durante la stagione i nudisti si sarebbero fatti vedere.
Non feci rumore e mi avvicinai lentamente. Riposava al sole distesa sul sasso caldo in riva al fiume completamente nuda. Era proprio difronte a me a pochi metri di distanza e scorgevo pochi peli biondi che mettvano in evidenza un pube molto sporgente: stupendo ed estremamente sensuale. Il sole le accarezzava i capezzoli grandi e ben distesi e dava alla sua pelle una colorazione dorata. Si vedeva comunque che la sua carnagione era a inizio stagione.
Avvicinandomi mi resi conto che appiggiava la sua lunga mano affusolata sul membro del suo compagno che giaceva nascosto poco più in basso verso il fiume. Bello, gonfio, dalle proporzioni giuste. Era una coppia perfetta e stavano vivendo un momento di grande armonia in totale unione con la natura circostante.
Fu lui il primo a notarmi. Si alzò di scatto seduto, quasi preoccupato che la loro nudità potesse in qualche modo intimorirmi. Niente affatto!
Gli sorrido in maniera compiacente e gli chiesi il permesso di sdraiarmi su un sasso vicino. Gary e Margrith (Megghi) erano nordici: in italiano sapevano dire “si” e “no”; ciononostante capii subito che vi era intesa e iniziai a togliermi gli indumenti sudati per farli asciugare al sole.
Mi sembrò che Gary apprezzasse il mio fisico longilineo e sportivo, così come anche il perizoma trasparente che portavo sotto i pantaloncini da ginnastica. Scrutò tra le mie gambe e sembrò soddisfatto da quanto vide. Mi piaceva farmi guardare e questo gioco mi eccitava al punto da non essere in grado di controllare il mio membro che si ergeva sotto il suo sguardo.
Megghi continuava a tenere gli occhi chiusi, come se tutto ciò le fosse indifferente; comunque, sbirciando meglio, notai la sua mano muoversi rimestando il pene di Gary avanti e indietro.
Pensai fosse ora di immergermi nell’acqua gelida, così da smorzare i bollori. Mi alzai, imbarazzato perché ormai non potevo più nascondere la mia eccitazione e mi avvicinai il più velocemente possibile all’acqua. Solo quando immersi la punta del piede capii il mio grande errore: l’acqua era molto più che gelida!
Presi tutto il coraggio che avevo e mi lasciai cadere nel fiume: il respiro si fermò e il cuore prese a battermi a 200 all’ora. Cercai di restare il più a lungo possibile, ma dopo qualche secondo dovetti uscire.
Il gelo ebbe l’effetto desiderato: il mio membro sembrava inesistente e ciò mi imbarazzo assai, siccome proprio in quel momento Meggi, svegliata da tutto il casino, mi stava osservando.
Inaspettatamente Meggi prese l’iniziativa e iniziò a parlarmi in olandese (non ci capivo niente). Colloquiava animatamente e rivolgendosi a Gary ridacchiava. I seni gli si inturgidirono lasciando sboccare due capezzolini splendidi.
L’effetto gelo sparì e la mi verga tornò e svettare più eccitata che mai: in quel momento Meggi spalancò le cosce e si passò più volte la mano sulle labbra carnose, accarezzandosi candida peluria e leccandosi le dita spalmate del suo liquido in maniera inequivocabilmente arrapante.
Gary non parlava più. Fu lei, presa dall’entusiasmo a chinarsi in ginocchio su di lui e a prenderselo tutto in bocca. Stavo assistendo ad uno splendido pompino.
Io guardavo attonito e non credevo ai miei occhi: iniziai a masturbarmi siccome l’eccitazione diventava incontenibile.
D’un tratto lei alzò lo sguardo, mi guardo, tirò fuori un lubrificante dallo zainetto rosso di tela e se lo spalmò sull’orifizio e tutto in torno.
Poi riprese a succhiare mostrandomi il suo splendido culo imbrattato e offrendomelo tirando i glutei con entrambe le mani.
Non persi tempo e mi gettai dietro di lei a cavalcioni. Il buco era bello largo e il cazzo entrò quasi subito, dolcemente e gradatamente, fino in fondo. Un urlo di Megghi ruppe la monotonia di quel fiume e preoccupato gli chiesi “All right?”
Non disse niente, ma capii dai sui movimenti sempre più veloci che stava godendo da vera troia.
Non so quanto tempo sono rimasto così a inculare Maggi come un selvaggio, ma fu certamente l’avventura più riuscita della mia vita. Stavo godendo, si, sempre più forte, ma non volevo venire subito: volevo essere all’altezza della situazione. Così usci da quel tunnel ben scavato e scivoloso per sbollirmi un po’.
Gary intuì la situazione disarcionò Maggi e si sdraiò dietro di me… non capivo! Sentivo la sua testa sotto il mio culo?
Iniziò a leccarmi i testicoli completamente rasati… mmhhhh… che sensazione… e la sua lingua si spinse dietro, sempre più indietro fino a infilarmela nell’ano.
La carica erotica esercitata dalla situazione era enorme e mi privava di qualsiasi nesso con la realtà, come se stessi sognando: Megghi difronte che si masturbava e Gary dietro che mi infilava la sua lingua nel culo provocandomi delle emozioni da svenimento, in riva al fiume dove chiunque avrebbe potuto vederci… accidenti, il massimo dell’esibizionismo… non avrei mai potuto immaginare sarebbe potuto succedere, ma nemmeno che sarebbe potuto piacermi: neanche nella mie fantasie più recondite… e la cosa mi piaceva davvero molto!
Ma non ero ancora arrivato al culmine: Gary mi solleva il culo, esce da sotto, prende la crema si cosparge il membro non completamente duro, si siede dietro di me e con una dolcezza disarmante mi tira indietro verso il suo membro, fino a sentire il suo cazzo indurirsi davanti alla porta dell’ano.
Questo era davvero il massimo. Sentivo il suo membro caldo e scivoloso sgusciare tra le mie chiappe e spingere l’orifizio per entrare: più gli diventava duro e più spingeva, adagio, adagio, senza forzare… la sensazione era oltremodo gradevole e il mio orifizio, corrotto da un godimento mai provato prima, si rilasciò teneramente permettendogli di entrare gentilmente un pezzetto.
Posso giurare che se mi avessero confessato fantasie di questo tipo avrei subito passato quelle persone al setaccio dei giudizi. Eccomi, in una situazione bisessuale: io, persona piena di principi e uomo! Eppure l’interazione di quel posto, il sole, l’acqua e queste due persone sconosciute mi ha permesso di lasciarmi completamente andare fuori controllo.
Lo sentivo duro, caldo, dentro di me e lo costudivo gelosamente con la paura che quel momento potesse finire.
Megghi leggeva le espressioni di goduria sul mio viso e si masturbava sempre più intensamente. Anche lei non ce la faceva più come me e si infilò tra le mie cosce prendendomelo in bocca profondamente, e, facendomi provare un’iebriante sensazione del pompino.
Fu lei ad accompagnare la mia testa in avanti giù tra le sue cosce per farsi baciare le sue splendide labbra umide e carnose. Godevo e leccavo, leccavo e godevo e mentre mi dimenavo per sentirlo sempre più profondamente dentro, Gary esplose in un orgasmo e mi riempì il culo col suo stupendo liquido caldo.
Megghi non si perse una goccia di quel succulento liquido che fuoriusciva e, quando finì di leccarmi l’orifizio, continuò a spompinarmi. Ebbi un orgasmo che ancora oggi non riesco a dimenticare: devo essere sembrato un bambino alla sua prima volta…
Tutto ingoiò! Sembrava che gli piacesse. Ma la cigliegina sulla torta fu quando si girò per baciarmi e, infilandomi la lingua profondamente in bocca, me la riempì di sperma che assaporai a lungo lì sul sasso, sdraiato, lasciandomi coccolare dai raggi che accarezzavano la mia pelle nuda.
Dopo una mezzoretta baciai entrambi in segno di ringraziamento e partii.
La sera non riuscivo ad addormentarmi ripensando a quanto successo. Così il giorno dopo mi precipitai sul posto, in riva al fiume, attendendo invano il ritorno di Gary e Megghi.
Non li rividi mai più e il loro ricordo resterà per sempre segreto nel mio cuore.
Otti
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19 years ago
admin, 75
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La prima volta da sola
Io e G. ci siamo conosciuti e fidanzati tredici anni fa, ed infine sposati.
G. è una bella donna, bionda, 1,70, occhi azzurri. E’ stata una bellezza classica, molto lontana dall’assomigliare ad una fotomodella, seno sodo e ben sviluppato, tutte le curve al punto giusto, assai più adatta a posare per uno artista rinascimentale che a sfilare su una passerella, una sensualità naturale ed istintiva.
Gli episodi qui narrati si riferiscono agli anni dal 1997 al 2001. Successivamente la nascita dei due nostri figli ha cambiato notevolmente la situazione portando una lunga interruzione delle nostre pratiche trasgressive. Solamente ora stiamo pensando di riprendere.
Siamo sempre stati bene insieme e si può dire che questa unione ha rappresentato per entrambi il primo appagamento affettivo e sessuale vero e proprio. Abbiamo avuto qualche momento di incomprensione, come immagino accada a qualunque coppia di questo mondo, ma la sensazione di completezza e il piacere di stare insieme hanno fortunatamente sempre prevalso su tutto. Sessualmente ci siamo immediatamente affiatati e, da brava giovane coppia venticinquenne, abbiamo vissuto i primi anni del nostro rapporto in maniera del tutto tradizionale, tranquilli e soddisfatti nella reciproca fedeltà. Poi è successo che….. beh, questo costituirà l'argomento di un racconto. Per ora basti dire che con gradualità, ma con profonda emozione, ci siamo piano piano aperti alle infinite possibilità che la trasgressione sessuale offre ad una coppia. Abbiamo scoperto poco per volta i reciproci gusti, le inclinazioni che hanno portato entrambi a scoprire e vivere le rispettive ed inizialmente inconfessabili fantasie erotiche.
Il fatto stesso che sto mettendo per iscritto alcune delle esperienze più significative che io e G. abbiamo condiviso è già indicativo del tipo di approccio all’argomento in questione da parte mia. L’elemento cerebrale, il piacere di immaginare prima, di pregustare, e poi di ripensare e rivivere dopo intimamente ciò che è successo, sottolineano la mia vocazione di cuckold. Da parte di mia moglie tutto il contrario: l’interesse tutto concentrato sulla situazione del momento, su ciò che sta accadendo, sull’emozione suscitata dall’interesse maschile, le sensazioni fisiche… La mia libertà di vederla femmina ha coinciso con la sua libertà di concedersi ad altri uomini, di scegliere lei come, quando e con chi...
L'episodio qui narrato è avvenuto qualche anno dopo la nostra iniziazione alla trasgressione sessuale. E' stato un momento molto importante per noi e fa da spartiacque tra il periodo in cui lei dipendeva dalla mia iniziativa per avere incontri con altri uomini, periodo in cui tutto avveniva a livello di coppia, a quello della mia definitiva consacrazione a cuckold, ossia quando mia moglie ha iniziato a gestirsi in autonomia storie di sesso con altri uomini pur senza che la stabilità del nostro matrimonio ne abbia risentito minimamente
Non si chiama Sergio, ovviamente, ma lo chiamerò così. Lo conosce da più tempo di me, figlio di amici dei genitori. Una simpatia reciproca tra loro mai sconfessata, brevi corteggiamenti senza sviluppi, una cartolina ogni tanto, una telefonata a Natale o giù di lì…. Sono sempre stati attratti l’uno dall’altra, ma i reciproci impegni sentimentali hanno sempre fatto sì che la suddetta simpatia rimanesse tale… Pilota di aerei di linea, bel ragazzo, un paio di anni più di lei, l’ho visto una volta sola alla festa di laurea di G., alto, capelli scuri.
Da quanto tempo fantasticavamo durante le ore di amore sulla possibilità che lei finalmente, dopo essere stata già posseduta sotto i miei occhi da parecchi altri uomini, conosciuti con annunci, sulla spiaggia, in discoteca, al privè, finalmente lo facesse completamente da sola, accettando l’appuntamento con un altro uomo, scelto e sedotto da lei, all’oscuro di tutto… Ha scelto Sergio, naturalmente, lo conosce bene, si fida di lui e non ci sono pericoli…. E soprattutto le piace. Naturalmente è bastata una telefonata leggermente diversa da quelle che una volta ogni secolo ci si scambia per cortesia, il giusto tono di voce a sottolineare il desiderio di vedersi e lui non si fa pregare….
E si sono visti. Un gelato nel pomeriggio a raccontarsi della salute e delle vicende di parenti ed amici, poi chiaccherando del più e del meno per approdare finalmente alle rispettive situazioni sentimentali. Lui ha una ragazza, vive insieme a lei, ma il suo lavoro lo porta in giro per il globo e le assenze si sprecano, lui ovviamente si sente molto libero di vivere le sue esperienze, ma stanno bene insieme. G. racconta del rapporto con me, del piacere di un’unione profonda e stabile, suscitando in lui, immagino, una sorta di giustificata perplessità sicuramente sfociata nella decisione di alzarsi finalmente da quel tavolino e di accommiatarsi dall’amica felicemente sposata da cui prevedibilmente non potrà ottenere nulla... La riaccompagna con la sua auto, e al momento del ciao avvicina affettuosamente la sua guancia sinistra alla guancia destra di lei, come si conviene…. C’è il bacetto, poi si fa per cambiare guancia, ma lei gli ferma il viso con la mano e lo guarisce dalle sue perplessità incollando la bocca sulla sua e passandogli le braccia intorno al corpo. La lingua di lei non fatica a trovare quella di lui, le mani di lui corrono a saggiare la consistenza delle tette di lei….
“E poi cosa avete fatto?” – le chiedo la sera stessa, disteso sul letto a massaggiarmi l’erezione mentre lei mi ragguaglia sugli sviluppi della situazione.
“Nulla, ci siamo staccati e l’ ho raccomandato di chiamarmi, per vederci ancora…”, risponde lei..... Poi sostituisce dolcemente la mia mano con la sua…
Sergio ovviamente la chiama e la invita a cena fuori… Arriva la sera dell'appuntamento e siamo entrambi un po’ tesi, devono incontrarsi alle otto e lei si sta preparando. Le suggerisco di indossare un abitino leggero, scuro, che metta in risalto le sue forme aggraziate senza nessuna esagerazione. Lei esce dalla doccia , apre l’armadio, ne estrae tre o quattro vestiti che paiono adatti all’occasione e li depone sul letto. “Adesso goditi lo spettacolo”, mi fa, con un sorriso malizioso, dirigendosi verso la cassettiera. Osservo il suo bellissimo culo mentre l’asciugamano cade ai suoi piedi. Apre il cassetto dell’intimo e prende un paio di autoreggenti, si siede sul letto e mi guarda divertita mentre se le infila… Sono autoreggenti a rete con il bordo in pizzo nero, abbastanza alto, mi dice che le ha comprate apposta per Sergio… calze un pochino da troia… Sopra infila un paio di mutandine pure nere, velate, semitrasparenti. Prova i vestiti rimirandosi nello specchio, incurante del fatto che mi sono sdraiato sul letto e me lo sto menando lentamente, gustandomi lo spettacolo delle sue ripetute svestizioni, eccitato dalla cura con cui si sta facendo bella per un altro uomo. Finalmente decide. Un vestitino nero abbastanza attillato, che le fascia il corpo, con la gonna che si ferma opportunamente appena sopra il ginocchio. Non mette il reggiseno, non ce n’è bisogno. Sceglie un paio di scarpe nere, con tacco, ma non a spillo. Passa al trucco, e si prepara al suo solito modo, un trucco leggero e morbido, semplici e deliziose ombreggiature sul suo dolce visetto… E’ splendida, i capelli d’oro ricadono sulle spalle e contrastano con il colore scuro del vestito, i suoi occhi azzurri splendono di emozione.
“Ciao, amore, io vado…” – Mi fa, uscendo di casa.
L’abbraccio forte ma non la bacio per non rovinarle il rossetto…
“Ti telefono con il cellulare appena mi lascio con Sergio…”.
Un’occhiata languida, una carezza e poi la guardo scendere con passo sicuro la scala di casa.
Sono per me ore deliziose, quelle da trascorrere pensando a lei… Mi metto al computer e navigo su Internet, passo da un sito all’altro e penso a lei, a loro due, a quel momento che ho sempre tanto sognato, saperla con un altro uomo, saperla a cena con un altro, sapere che queste corna che mi mette sono ancora più… cornute di quelle che , sotto ai miei occhi, mi ha messo in passato …Penso a quando Sergio, del tutto inconsapevole della nostra intesa, le proporrà di andare a casa sua con tutte le giuste intenzioni di scoparsela, alla sua intima soddisfazione nel farsi la donna di un altro, penso a quando saliranno insieme in ascensore, penso a quando la farà sedere sul divano del salotto, a quando si siederà accanto a lei porgendole un bicchiere di qualche cosa e cercando di indovinare il momento giusto per iniziare le avances. Penso che un bel momento si guarderanno negli occhi e inizieranno a baciarsi e provo stilettate di piacere immaginando il momento in cui le mani di lui si appoggeranno sulle ginocchia di lei e inizieranno a palpeggiarla, facendole risalire il vestitino, fino a scoprire il bordo delle autoreggenti. Penso a mia moglie che sospirando di piacere favorisce le sue manovre allargando le cosce, aspettando il momento in cui sentirà le dita di lui insinuarsi finalmente dentro le mutandine, alla mano di lei che scivola lentamente ma sfacciatamente sulla patta dei pantaloni di lui cercando la zip da aprire..
Arrivano le undici, arriva mezzanotte, arriva l’una del mattino….
Non posso pensare a null’altro, è una sublime tortura per me masturbarmi lentamente per ore senza mai venire. Appoggio il telefono vicino al computer e faccio una partita in rete per distrarmi… inutilmente…
Vado a letto e mi distendo, prendo l’uccello in mano e ricomincio ad immaginare… Sergio in piedi nel salotto, mia moglie semi-spogliata, inginocchiata davanti a lui… il sesso di lui che ritmicamente scompare tra le labbra di lei, le sue mani tra i capelli biondi accompagnano il movimento della testa. Poi come un flash, li dipingo sul letto di Sergio, lei ormai completamente nuda eccetto le autoreggenti, distesa sul letto, le gambe intrecciate intorno ai fianchi di lui che le sta sopra, che la monta immerso tra le sue cosce… mi sembra di sentire i gemiti che lei emette ad ogni colpo, le frasi oscene che si scambiano…
Stavolta sono corna vere, complete, che bruciano deliziosamente....
Arrivano, le due, le tre, le quattro.
E finalmente il telefono squilla.
Mi precipito a sollevare la cornetta.
E’ lei, naturalmente.
“Tesoro, dormivi?” – Mi fa lei, con una voce stanca.
“E come potevo dormire?”. – “Tutto bene?”, aggiungo.
“Si, tutto bene, sto in macchina, tra una ventina di minuti sono a casa…”.
Ho la domanda incastrata in gola, spero me lo dica lei, ma non aggiunge niente. Allora glielo chiedo a bruciapelo.
“Senti, ma… avete fatto l’amore?”.
Un attimo di pausa.
“….si..”.
“Va bene, ti aspetto…”.
“Ciao…”.
Suona il campanello. Apro la porta.
Che bello rivederla. E’ bellissima. Dio quanto è bella la mia donna.
Ha i capelli scarmigliati e il trucco non c’è quasi più.
L’abbraccio. Prima di baciarla in bocca mi colpisce l’odore dell’altro uomo. Lei appoggia le labbra sulle mie e mi sussurra parole dolci.
Mi dice che le mutandine le ha nella borsetta.
Le sue labbra odorano inequivocabilmente di organo sessuale maschile. La porto a letto subito, le tiro su il vestito fino ai fianchi, noto che le calze autoreggenti sono rovinate in più punti, le accarezzo la fica che con soddisfazione trovo arrossata ed usata, mi distendo sul letto e la attiro a me. Lei mi abbraccia.
“Raccontami tutto, tesoro, un’ultima fatica… abbi pietà di me...”.
Non può sottrarsi a questo, è l'unico debito che ha con me.
Rantolo io, tirando fuori l’uccello semi martoriato e mettendoglielo in mano. Lei inizia un’amorevole sega e racconta tutto sussurrandomi nell’orecchio….
“Siamo andati sotto casa sua a mangiare una pizza, abbiamo chiacchierato, siamo stati bene… Poi Sergio mi ha chiesto se volevo salire un po’ da lui, tanto la fidanzata non c’era… Ovviamente ho accettato. Ci siamo seduti in salotto. Mi ha offerto da bere, poi mi ha portato un pacchetto: era un cd, un pensiero per Natale (che era passato da poco). L’ho ringraziato e lo abbiamo messo nel lettore cd. Poi…”.
“Poi?”.
Mi abbandono alla sua voce roca, stanca, monotona.
“Appena è iniziata la musica lui mi si è seduto accanto ed ha iniziato a baciarmi…. Ci siamo baciati per una decina di minuti… Poi Sergio si è alzato in piedi e mi ha preso per mano, mi ha portato in camera da letto… In piedi, ha ricominciato a baciarmi, e mentre mi infilava la lingua in bocca ha iniziato a toccarmi, prima la schiena, poi i fianchi, poi le sua mani sono scivolate sul sedere… Ha iniziato a palparmi, ha tirato su il vestito. Poi ho sentito le sue mani accarezzarmi sotto le mutandine, mi massaggiava le natiche giocando a separarle e richiuderle… poi ha iniziato a sfilarmi le mutandine e io… l’ho aiutato a togliermele. La sua mano è passata davanti e si è infilata tra le mie cosce. Ero quasi imbarazzata perché adesso che iniziava a dedicarsi alla fica si sarebbe reso conto di quanto ero allagata… Allora gli ho sbottonato i pantaloni, glieli ho calati fino al ginocchio e ho cominciato a massaggiargli il cazzo. Era duro come il marmo, fantastico. Lui si è seduto sul letto e si è sfilato gli slip. Finalmente glielo potevo vedere, mi sono seduta accanto a lui… Glielo ho preso in mano e ho cominciato a scappellarlo e poi non ho resistito più… mi sono chinata e glielo ho preso in bocca… Da quanti anni desideravo farglielo…”.
A quelle parole devo fermarle la mano perché sento l’orgasmo a lungo trattenuto avanzare impetuosamente.
A giudicare dall’odore che ha sul viso immagino quanto tempo ha trascorso con la bocca e la lingua a sollazzare i genitali del mio rivale…
“Non la smetteva più di farselo succhiare e continuava ad incitarmi perché non smettessi mai… allora ho avuto paura che volesse venire subito. Ho interrotto il bocchino a metà e mi sono sdraiata sul letto, spalancando le cosce e gli ho chiesto senza mezzi termini di mettermelo dentro… Sergio mi è venuto sopra e mi è entrato dentro di colpo… è stato un momento meraviglioso, non ne potevo più…”.
Poi mi dice che sono stati a letto insieme più di quattro ore facendolo ripetutamente, e che non ricorda neanche più esattamente come sono andate le cose.
“Ricordo un sessantanove lunghissimo, estenuante, lui mi è salito sopra al contrario, me lo ha infilato in bocca ed ha iniziato a leccarmi divinamente… poi abbiamo rifatto l’amore in tutte le posizioni… proprio tutte… Ad un certo punto… ho cominciato a toccarlo mentre lui mi scopava… prima la schiena, poi gli ho messo le mani sulle natiche attirandolo a me per farmi penetrare più profondamente. Poi l’ho accarezzato più al centro e lui ha iniziato a sospirare. Ho capito che gli piaceva ed ho iniziato a giocare con il suo buco… e alla fine gli ho infilato un dito dentro… ha iniziato a gemere e dopo un po’ che lo facevamo così è dovuto uscire per non venirmi dentro…”
Mi chino a baciarle un seno mentre lei continua a raccontarmi le oscenità fatte con l’altro…
I ricordi confusi, solo il tema fisso del membro di Sergio perennemente dentro di lei, delle spinte senza fine dell'uomo dentro la sua intimità...
"Sai che a un certo punto gli ho chiesto di farmi il culo?".
"Maddai, pensavo che quello lo tenevi per una prossima volta...". Un'altra stilettata di piacere mi trafigge ma ancora resisto.
"No, stava per penetrarmi per l'ennesima volta quando io gli ho chiesto di mettermelo dietro".
Vado a controllare con le dita, effettivamente sento l'ano di mia moglie allentato e cedevole, capisco che Sergio glielo ha usato e pure parecchio.
"Non si è certo fatto pregare.... me lo ha appoggiato e gli sono bastate un paio di spinte....".
"Sei proprio una zoccola....." le ribatto ad occhi chiusi.
"Prima faceva male, poi non puoi capire quanto mi ha fatto godere...."
"Puttana, pure il culo ti sei fatta fare....".
"Se non gli davo anche il culo le corna che ti ho messo non sarebbero state complete...".
Sento un sapore strano sui suoi seni. La guardo meglio, è tutta piena di sperma asciugato. Domando.
“Si… è accaduto proprio alla fine… Sergio ha iniziato a martellarmi furiosamente…. quando stava per venire è uscito fuori e mi ha scaricato addosso una quantità enorme di… e io me lo sono spalmato dappertutto, tra le cosce, sulle tette. Lui dopo mi ha offerto di fare la doccia, ma non ho voluto… gli ho raccontato che tanto tu a casa non c’eri e che volevo conservare per un po’ il suo odore. Invece volevo farlo sentire a te, il suo odore…”
A queste parole niente può più arginare l’esplosione che mi cresce dentro, lei lo capisce e accelera il ritmo della sega che culmina con un orgasmo tanto forte da risultare doloroso, una serie di schizzi isterici che mi svuotano corpo e cervello…. Che mi lasciano morto, distrutto, estenuato… la tensione accumulata si dissolve e piombo in uno stato di beata semi-incoscienza dal quale scivolo direttamente nel sonno…
Mia moglie affettuosamente mi bacia, si alza dal letto e con le mani inizia a raccogliersi i capelli… Anche lei è completamente distrutta.
Adesso può farsela tranquillamente, la doccia.
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19 years ago
cp3roma,
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Lo sconosciuto Racconto che vogliamo esaudire
Lo Sconosciuto
Era inverno, faceva veramente tanto freddo quell’anno, Sonia non ricordava un altro inverno così rigido come quello, era a casa, si era presa mezza giornata libera, in ufficio non aveva molto da fare e al posto che stare lì, tra quelle quattro mura che la facevano impazzire, aveva preferito la solitudine della propria casa.
Era tanto tempo che non si dedicava a se stessa almeno per qualche ora, e così ne approfittò.
Percorse il consueto tragitto per arrivare alla propria abitazione, aprì il portone e poi la porta di casa sua e finalmente si rilassò, tolse il cappotto le scarpe e tutto ciò che le dava fastidio addosso, rimase così solamente con il tanga le autoreggenti e il bustino, era finalmente libera, sentì sulla sua pelle il tepore della casa e le fece immenso piacere.
Si guardò allo specchio del bagno e si accorse che indossava il completo che tanto piaceva a Luca, il suo compagno, e il suo pensiero volò verso di lui.
Le venne alla mente l’ultima volta che fece l’amore con lui e sorrise, le piaceva quel ricordo e si accorse che la faceva anche eccitare.
Si spostò in camera da letto e si sdraiò sul suo giaciglio e si coprì con il suo caldo, avvolgente e morbido piumone, le piaceva molto quella sensazione, e si accorse che il ricordo affiorato poco prima alla sua mente non se ne andava anzi diveniva sempre più prepotente e chiaro.
Sentiva che il suo clitoride iniziava a pulsare sotto quel impulso e che le sue pieghe più intime s’inondavano dei suoi umori, ed in quel momento desiderava ardentemente la presenza del suo compagno e del suo magnifico corpo, che tanto le piaceva, che tanto la faceva eccitare e che le dava tutto il piacere che lei cercava. Si lasciò completamente andare a quelle sensazioni.
Chiuse gli occhi e iniziò a viaggiare con la fantasia.
…era in una casa, il posto le era sconosciuto, fuori pioveva parecchio e la luca della stanza da letto era acceso, in casa c’era solo lei e Luca.
Alle sue orecchie arrivarono dei suoni da un'altra stanza, non si preoccupò di questo, e si riabbandonò ai suoi pensieri.
Sentì che la porta alle sue spalle si stava aprendo, ma non si voltò sapeva che era lui.
Lo sentì avvicinarsi alle sue spalle, poi ebbe un sussulto sentì sulla sua pelle qualcosa di morbido e frusciante, che le stava togliendo la luce, e in quel momento capì che era iniziata la danza, quella danza che tanto piaceva ad entrambe, quella trasgressione dei sensi che li portava verso il piacere assoluto, insieme.
Lui le sussurrò all’orecchio "amore lasciati andare ai miei desideri…". Lei non parlò, scosse solamente la testa in segno d’assenso.
La prese per un braccio la fece alzare dal pavimento, la girò verso di lui e la baciò con tutta la sua passione. Lei sentendo la lingua di Luca accarezzare la propria e il respiro ad aumentare cominciò a percepire che l’eccitazione iniziava a salire.
Lui l’allontanò e la prese per i fianchi e la fece sdraiare sul letto. La lasciò lì da sola nell’attesa che qualcosa succedesse.
Sonia sentiva solamente dei sottili suoni, ma non riusciva a capire da dove e da cosa provenivano. Sentii che la stava spogliando e il modo in cui lo stava facendo era molto dolce, ma allo stesso tempo molto sensuale ed eccitante, assecondò ogni suo movimento. Luca le prese prima un polso e lo legò ad una estremità della spalliera del letto, poi prese l’altro polso e lo legò all’altra estremità.
Sonia si sentiva completamente eccitata, le piaceva sentirsi dominata, sapeva che il suo compagno l’avrebbe fatta godere,e quel senso di impotenza, di vulnerabilità, la faceva bagnare.
Si sentiva alla mercè del suo uomo, totalmente disponibile; era legata e bendata e questa condizione permetteva a Luca di poterle fare qualsiasi cosa, ma lei non era intimorita, perché sapeva quanto Luca si preoccupava che lei godesse, anzi oramai non ce la faceva quasi più, la sua fichetta era bollente e sentiva gli umori sempre piu fluenti.
Ora era completamente nuda.
Senti le labbra di Luca che iniziavano a baciarla lungo la gamba destra, la lingua la bagnava e allo stesso tempo le faceva istintivamente aprire le gambe sempre di più, per sentirsi completamente aperta davanti a Luca, lentamente la lingua risaliva sulla gamba, ma qualcosa spostò la sua attenzione, un'altra bocca stava facendo lo stesso percorso sulla gamba sinistra, perciò capì che insieme a loro c’era qualcun altro, e questo la irrigidì e la spaventò,però le due lingue bagnate e voraci di umori continuavano a salire e lei, legata e impotente, si eccitò ancora di più,cominciando a respirare sempre più affannosamente. Le due bocche continuarono nel loro intento: esplorare ogni parte del suo corpo.
Si insinuavano nella sua calda pelle, volevano farla impazzire d’eccitazione, prima decise nel loro percorso, poi lievi salivano fino all’inguine,per poi scendere quasi fino alle ginocchia, la stavano facendo impazzire. Sentiva sempre di più che il suo clitoride stava scoppiando,voleva sentire le lingue nella sua fica,voleva sentire quelle lingue sul suo buco del culo, ma loro non si avvicinavano.
La sua figa si riempiva d’umori, voleva liberarsi dalle corde, ma non ce la faceva,avrebbe voluto assaporare i cazzi dei suoi aguzzini, sentirli in ogni piega della sua fica, leccarli succhiarli senza pudori, ma questo non le veniva permesso. Non riusciva più a ragionare, l’unica cosa che desiderava era godere,voleva quei cazzi li voleva tutti per lei, senza alcun controllo, voleva sentirsi piena in ogni buco.
Improvvisamente le due lingue si staccarono dal suo corpo, e i due ragazzi si alzarono dal letto nel più totale silenzio. Sonia non percepiva rumori ma percepiva la loro presenza nella stanza, senti,rispettivamente alla destra e alla sinistra del suo viso, appoggiarsi due corpi, e ne dedusse che si stavano mettendo in ginocchio ai lati del suo viso per porgerle ciò che lei stava bramando da quando tutto era cominciato.
Ad un tratto una lingua comincio a leccarle la bocca, era Luca, conosceva il suo profumo, il suo modo di baciare, Luca cominciò a leccarle la lingua e a riempirle la bocca della sua saliva, lei subito capì il motivo; tante volte quando succhiava il cazzo a Luca le veniva a mancare la saliva, che era un componente fondamentale per fare un buon pompino e per questo spesso sputava sul cazzo di Luca per lubrificarlo bene, sapeva che lui adorava questa cosa, però questa volta lui voleva partecipare con la sua saliva; apri di più la bocca per accogliere quel caldo fluido, pregustando nella sua mente il piacere di poter bagnare quei cazzi e di succhiarli avidamente.
Quando la bocca le si riempì di saliva, Luca si tolse, finalmente era arrivato il momento, due cazzi si appoggiarono sulla sua bocca,Sonia era sconvolta dall’eccitazione, non sapeva cosa fare si era preparata a ricevere un solo cazzo, e questo contribuì a farla bagnare in modo esagerato, tanto da sentire i suoi umori cominciare a bagnarle le gambe, tirò fuori la sua lingua e cominciò a leccare quelle cappelle cosi dure e turgide, le leccava con avidità prima una poi l’altra, prendeva un cazzo in bocca e poi passava all’altro, erano enormi, durissimi, non vedeva l’ora di sentirli nella fica, nel buco del culo, li voleva tutti dentro, bramava per farsi scopare come non mai, succhiava e leccava, li riempiva di saliva, dalla cappella, passava alle palle, le leccava con ingordigia se le metteva in bocca, le piaceva sentire la pelle liscia di quelle palle nella sua bocca.
Lo sconosciuto a un certo punto le prese la nuca con una mano e le mise quasi tutto il suo cazzo in bocca e lei lo accolse gemendo di piacere, Luca si era staccato, e mentre Sonia stava succhiando il cazzo del ragazzo che non conosceva, sentì che Luca le stava baciando il collo mordicchiandolo come a lei piaceva tanto, però d’un tratto la mano di Luca prese il cazzo che lei stava succhiando e lo mise davanti alla sua bocca in modo che entrambi potessero leccarlo, non si era mai trovata in una situazione del genere, il suo compagno stava succhiando e leccando lo stesso cazzo che prima aveva lei in bocca, era fantastico.
Si baciavano e leccavano insieme prima la cappella poi le palle, Sonia non poteva immaginare che sarebbe stato così intenso. Voleva farsi sborrare in bocca, voleva sentire la calda sborra riempirle la bocca,ingoiare tutto quanto e continuare a succhiarlo fino a all’ultima goccia, fino a fargli perdere la turgidità, però sapeva che questo era solo l’inizio.
A un certo punto, i due ragazzi la slegarono in modo che lei avesse le mani libere, Luca le si sdraiò sopra in modo da poterle dare l’opportunità di ingoiare tutto il suo cazzo durissimo, repentinamente senti che la lingua di Luca cominciò a succhiarle il clitoride, un brivido le percorse tutto il corpo, cominciò ad ansimare e prese in bocca il suo cazzo perché voleva che anche lui godesse, l’altro ragazzo nel frattempo le apri le gambe con calma, le alzò,se le mise sulle spalle e lentamente cominciò a farsi strada nella fica, aveva un cazzone enorme, Sonia rimase quasi senza respiro, non capiva più nulla, le stavano leccando il clitoride mentre un cazzone la scopava nella fica e lei ne spompinava un altro, si sentiva bene, si era abbandonata al piacere, era entrata in un mondo nuovo e al tempo stesso bellissimo.
Il cazzo durissimo dello sconosciuto la stava scopando con foga come piaceva a lei, lo sentiva tutto dentro come se le arrivasse alla gola, e Luca si alternava leccando il clitoride di Sonia e il cazzo del ragazzo che ogni tanto usciva dalla fica..
Sonia sapeva che Luca stava impazzendo però voleva avere un ruolo in questo gioco, allora cominciò a spostare la sua lingua dal cazzo di Luca alle palle fino a suo buco, cominciò a leccarlo a bagnarlo a entrare con la lingua, stava provocandoli suo compagno, sapeva che così facendo lui non avrebbe resistito, stava cominciando a prendere in mano la situazione, ritornò a succhiargli il cazzo, mentre con due dita cominciò a entrare nel buco di Luca, voleva entrare in lui, farlo sentire pieno, aprirlo, voleva scoparlo come lui faceva con lei.
Cominciò a scoparlo con due dita, entrava e usciva, si bagnava le dita, perché altrimenti gli avrebbe fatto male, entrò con tre, però cosi facendo la sua eccitazione aumentava e oramai Sonia stava per venire.
Luca si ne accorse e di scatto si alzò da lei e fece uscire il cazzo dello sconosciuto dalla sua fica; ancora una volta Luca aveva ripreso in mano la situazione. Sonia non ce la faceva più, voleva venire, voleva godere di più. Luca la fece mettere a 4 zampe in modo che il culo fosse completamente esposto ai loro occhi, quella posizione la eccitava, perché si sentiva aperta, si sentiva esibita, alla mercè dei suoi aguzzini.
I due ragazzi cominciarono a toccarle il buco del culo, due mani le tenevano aperte le natiche e una lingua le leccava il buco del culo, bagnandolo ed entrando dentro il più possibile, Sonia si portò una mano, da sotto, fino alla fica e comincio a masturbarsi mentre lo sconosciuto le andò davanti e le offri il suo cazzo da succhiare e Luca cominciò a fare pressione sul suo buco del culo e cominciò a entrarle dentro, Sonia provò,inizialmente, un po’ di dolore, ma sapeva che era normale, poi si rilassò e il dolore divenne piacere, le piaceva, le piaceva da morire, stava succhiando un cazzo mentre veniva inculata, scopata in culo come tanto aveva desiderato nelle sue fantasie più intime.
Dio come era grande quel cazzo nel culo, si sentiva spaccare, però la faceva impazzire, e riprese a succhiare avidamente l’altro cazzo.
Dopo pochi minuti Luca,tolse il cazzo dal suo culo ed anche lo sconosciuto tolse il cazzo,senti che i due stavano cambiando posizione,Luca si sdraiò sotto Sonia, prese il cazzo dell’amico e lo mise dentro la fica calda, dicendo di non spingere troppo, per evitare di farle male, mentre Luca tornò a leccarle il clitoride, a quel punto Sonia impazzì di piacere,soprattutto quando lo sconosciuto, mentre la scopava nella fica, le mise due dita nel buco del culo.
Sonia cominciò a dimenarsi dal piacere, stava per venire e allora prese in bocca il cazzo di Luca, in pochi secondi una scarica le parti dal basso ventre fino a prenderle tutto il corpo, stava godendo di un orgasmo che non aveva mai provato, rimase quasi paralizzata senza respirare, i due ragazzi rimasero immobili, per vari minuti fino a che Sonia non si riprese, lo sconosciuto tirò fuori il cazzo dalla sua fica molto lentamente e Luca si spostò da sotto di lei, per darle un attimo di respiro.
Sonia era sul letto distesa a pancia in giù, sudata, aperta e soddisfatta, non aveva mai goduto di sensazioni così forti, però il gioco non era finito perché, giustamente, anche i suoi “ragazzi”, come li aveva denominati, meritavano di godere fino in fondo.
Una strana idea le balenò per la mente, come una rivincita,fu allora che da dominata divenne dominatrice, ancora bendata disse a Luca di andarle a prendere il vibratore, quello azzurro che si attaccava a una cintura, in modo da poter essere indossato, un cazzone di gomma morbida di 22 cm, Luca obbedì godendo nel cogliere questo spirito di sadismo nella sua compagna, Luca le prese anche il gel lubrificante insieme al vibra, e aiutò Sonia a indossarlo.
A quel punto Sonia disse allo sconosciuto di sdraiarsi a pancia in su e di mettersi un cuscino sotto in modo che il buco del culo fosse ben visibile, voleva incularlo. E disse a Luca di sdraiarsi su di lui in modo che Luca gli avrebbe succhiato il cazzo mentre lei lo inculava e lui l’avrebbe succhiato a Luca.
Fu così che i due ragazzi eseguirono alla lettera e cominciarono a succhiarsi il cazzo a vicenda, Sonia si era eccitata nuovamente perché quella scena che lei non poteva vedere ma che stava vivendo la faceva impazzire, prese il gel e lubrificò per bene il cazzone di gomma poi con le dita iniziò a lubrificare il buco del culo della sua vittima, cominciò ad allargare il buco entrando con le dita e poi avvicinò il cazzone e iniziò a spingerlo dentro.
Andava fuori e dentro con movimenti lenti per non fargli male, e con le mani toccava il cazzo e le palle che Luca stava succhiando voracemente.
Luca non ce la faceva più a vedere la sua compagna inculare un uomo e urlò che stava per venire in modo da avvertire il ragazzo che gli stava succhiando il cazzo, ma lui continuò e si fece venire in bocca, Luca ansimò e godette di un orgasmo intensissimo, e mentre stava venendo anche lo sconosciuto disse che non ce la faceva più, a quel punto Sonia smise di incularlo e portò la sua bocca sul cazzo dello sconosciuto, spostando quella di Lcua, voleva farsi sborrare in bocca, in pochi secondi un getto di calda sborra le riempì la bocca, e lei continuò a leccare e succhiare ancora per qualche minuto, quando sentì il cazzo dello sconosciuto perdere la sua durezza, se lo sfilò dalla bocca, e si avvicino a Luca e lo baciò con passione passando la sborra dalla sua bocca a quella di Luca.
Fu un bacio che da tanto voleva dare, lo sconosciuto si tolse da sotto si alzo e se ne andò mentre ancora Sonia e Luca condividevano quel caldo bacio, naturalmente non ingoiarono la sborra ma la sputarono in un recipiente che Luca aveva preparato.
Ritornarono sul letto e Luca le tolse la benda si guardarono e si baciarono con passione, Sonia aveva ancora il cazzo addosso, e dentro di lei desiderava inculare Luca con calma, gli chiese di girarsi su un fianco, e lui obbedì, gli prese il cazzo in mano e cominciando a masturbarlo cominciò a entragli nel culo scopandolo con calma e baciandolo sul collo, Luca non resistette a lungo, e per non bagnare il letto le disse che stava per venire, allora lei con dolcezza si fermò, tirò fuori il vibratore, fece sdraiare Luca e si mise in ginocchio in mezzo alle sue gambe, la sua testa si abbassò su quel cazzo, che tanto l’aveva fatta godere, e cominciò a spompinarlo, fino a che lui non resistette più e cominciò a riempirle la bocca di sborra.
Sonia, libera da pudori e inibizioni e forte dell’amore che provava per lui, bevve tutto quanto quel caldo nettare, e si preoccupò di leccare e succhiare il cazzo del suo compagno fino a quando non divenne completamente inerte.
Tutto ciò che hai letto in questo racconto è ciò che dovrà accadere in realtà, ne di più ne di meno, sono al corrente che non è facile rispettare l’ordine del racconto quando si è veramente a letto in 3,però così dovrà essere. L’unica parte che puoi decidere di non attuare è la penetrazione da parte di Sonia con il vibratore a cintura, ci sembra corretto che questa cosa sia l’interessato a decidere se effettuarla o meno.
Pensaci, se te la senti di accettare la mia proposta non deve essere una decisione affrettata, e se deciderai di accettare, a quel punto dovrai studiarti a memoria tutto il racconto.
Le cose si svolgeranno in questo modo:
fisseremo un incontro io e te nel quale ci conosceremo, ti farò delle domande per vedere se hai ben in mente il racconto,parleremo di Sonia,di come trattarla,come comportarsi,ti farò vedere tutte le foto che le ho fatto, in modo che tu possa avere una panoramica completa,ti farò vedere dove si svolgerà il tutto,come entrare,dove mettere i tuoi vestiti, come muoverti ecc.
Ricordati che per quell’occasione dovrai essere depilato intimamente,cioè testicoli e ano, perché ti chiederò di spogliarti e di farmi vedere. Inoltre ti succhierò il cazzo e tu lo dovrai succhiare a me, e andrò avanti fino a farti venire. A me non interessa venire,non ci sarà penetrazione anale, e non ci saranno baci o cose del genere,nessun tipo di violenza,solamente un rapporto orale.
Mi comporterò cosi per varie ragioni:
1)Per vedere se sei depilato, Sonia odia i peli ed anche io.
2)Per rendermi conto se sei realmente bisex. Molti si spacciano per bisex.
3)Per rendermi conto se sei una persona che non ha nessun problema ha farsi succhiare il cazzo e a succhiarlo. Non ci sarà penetrazione.
4)Per vedere quanto duri,perché Sonia ci mette molto a venire e se tu hai una durata minima non sei la persona adatta.
Ripeto, leggi attentamente tutto quanto,pensaci bene e se decidessi di accettare scrivimi,in caso contrario non c’è nessun problema, capisco che non è facile sottostare a tutte queste regole, anche per me non è facile incontrare qualcuno e comportarmi così,però ci tengo troppo che la mia principessa possa rimanere estasiata dalla realizzazione della sua fantasia, e spero che tu capisca quanto sia importante per me che tutto fili liscio.
Se hai considerato di accettare manda una mail a [email protected] con una foto del viso e del corpo intero le nostre le trovi su questo sito su coppie Verona.
Luca.
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19 years ago
sonialuca,
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al cinema
Sono sempre stato amante dei film e,una volta,si andava tutti a cinema per vederli.A volte c'era l'imbarazzo della scelta perchè nella stessa giornata capitava più di un film da vedere.Infatti,si andava per vedere i grandi attori degli anni 50/60,James Stewart,Clark Gable,Cary Grant e tanti altri.Allora frequentavo la terza media e finito di studiare andavo a cinema.A volte riuscivo a vedere due film perchè assistevo allo spettacolo delle sedici e poi andavo altrove per quello delle diciotto;dopo bisognava andare a casa perchè non si poteva rientrare dopo le venti.Quel pomeriggio del mese di maggio ricordo che andai a vedere "Da qui all'eternità" e lo vidi due volte perchè non avevo il denaro per andare ad un altro cinema;quel pomeriggio mi segnò nell'animo perchè avevo provato un diversivo nuovo e piacevole che non credevo esistesse.Stavo seduto in galleria in un posto centrale assorto a guardare un'attrice che,dopo 40 anni è rimasta il mio ideale di donna,Donna Re
ed;me ne innamorai follemente e l'amo ancora anche se è morta anni fa.A spettacolo iniziato,una coppia si sedette vicino e me ne accorsi dal profumo di cui aveva impregnati gli abiti la donna.Dopo poco fu lei a chiedermi da quando era iniziato il film e chi erano quelli sullo schermo.Seccato di distrarmi l'accontentai e lei per ringraziarmi mi fece una carezza sulla coscia.La vicinanza di quella donna ormai era una distrazione;infatti,mi accorsi che la veste larga che portava era tirata abbondantemente a metà coscia.Allora non era come oggi;vedere una gamba era raro!Più volte lei mi guardò sorridendomi,poi accortasi che le gardavo le cosce, fece dei movimenti che le scoprivano di più.Dovetti armeggiare sul cazzo per sistemarlo meglio perchè indurito urtava vicino allo slip ed al pantalone.Lei se ne accorse e dopo poco sentii di nuovo la sua mano poggiata sulla mia coscia.Piano piano cominciò a salire e quando raggiunse la patta dei pantaloni prima saggiò quel che c'era per poi comi
nciare a massaggiare.Io mi sentivo il cuore in gola e come se avessi la febbre addosso,ma lei non si fermò.Sbottonati i pantaloni vi fece entrare la mano e quando lo sentì in mano cominciò a muoverlo su e giù.Poi prese la mia mano e se la portò in mezzo alle due cosce invitandomi a toccare.Poi scivolò sul sediolino per farmi entrare negli slip.Incoraggiato vi entrai e trovai la dolce fessura umida.Quando lei me lo tirò fuori e continuò a masturbarmi,raggiunsi l'orgasmo nella sua mano e,meravigliato,vidi che si leccava la mano per poi riprenderlo.In quel momento terminò il primo tempo del film e si accesero le luci.Lei abbassò la gonna ed io mi ricomposi al meglio.Poi ricordai che c'era il marito seduto a fianco ed ebbi paura che si fosse accorto di qualcosa,ma,in seguito ho capito i giochi di coppia,mi accorsi che invece mi sorrideva per poi offrirmi un cioccolattino.Lei,indifferente a tutto,mi chiedeva il nome,dove abitavo,la scuola,ecc...Quando si spense la luce per dare inizio al
secondo tempo del film,lei si accostò al mio orecchio dicendo:"abbiamo tanto tempo,perchè non mi fai vedere dove sono i bagni?Ti farò divertire".Ormai ero preso,avevo avuto varie esperienze fin da piccolo,ma mai così.Senza rispondere mi alzai e risalii la sala per uscire,ma lei mi era dietro,si fermò vicino al muro,si alzò la gonna e mi invitò a toccarla.Risalii le gambe e quando vi giunsi in mezzo mi accorsi che si era tolta la mutandina.Toccai e mi trovai la divina fessura bagnata di desiderio e quando le risalii il gran culo sentii scoppiare il mio cazzo.Usciti dalla sala,nei bagni per donne scegliemmo dove entrare e ci chiudemmo dentro.Allora lei si alzò del tutto la gonna e sedutasi sul water mi attirò a sè,sbottonò il calzone e tirò fuori il mio attrezzo infuocato.Ricordo disse "come è bello,duro e grande per la tua età,dopo ti dò il mio indirizzo così facciamo l'amore quando vuoi" e così dicendo lo portò alla bocca cominciando a leccarlo;poi si alzò e mi invitò a farglielo ent
rare in culo e piegatasi sul muro si girò.Curioso le aprii bene il solco,premetti il dito bagnato nel suo buco e vidi che già godeva mentre si masturbava da sola.Ormai al limite tirai fuori il mio indice dal suo buco per farci entrare il cazzo;all'ingresso quasi gridò di piacere e io mi eccitai ancora di più sentento il buon odore del mio dito avendo il coraggio di dirle "come è bello l'odore del tuo bel culo"lei sorrise e vidi che era venuta più di una volta anche perchè ora muoveva il culo avanti ed indietro.Improvvisamente,mi liberai del mio sperma inondandogli le visceri.Restai fermo un pò così poi lei si girò lo prese in bocca e lo pulì del tutto dicendo"hai ragione omino mio il mio culo ha un buon odore ed il tuo sperma un buon sapore".Tornammo per mano come due fidanzati in sala e prima di andar via volle masturbarmi ancora.Dopo poco si alzarono e con un bacio sulla guancia mi diede il suo indirizzo dicendomi"amore la mamma va via,vieni presto che ti aspetto ogni giorno".Non c
apii quella frase,ma successivamente me ne resi conto,ma questi sono altri racconti che pubblicherò in seguito.Quella donna,Irene,io l'ho frequentata fin quando,ormai uomo,fui trasferito per il mio lavoro,in una città a 1500 Km. di distanza.Quella sera a cinema Irene aveva 39 anni,io l'ho frequentata assiduamente per anni fino a quando lei aveva 56 anni ed era ancora una bella e calda donna!
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20 years ago
admin, 75
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Col ns amico d\'ebano
La serata che appresto a scrivere è una delle più trasgressive che abbiamo passato con un singolo,e data la particolarità ed alla mia buona memoria,la racconto nei minimi particolari importanti alla sua buona riuscita.
Dopo che mia moglie ha esaudito il desiderio di avere due cazzi per lei cominciando con un ragazzo al mare e proseguendo con un amico che soventemente ci accompagnava in questo gioco trasgressivo,qualche mese fa quando proprio lui dovette lasciarci abbiamo deciso di cercare un sostituto all'altezza cerebrarmente,ma che fosse di colore.Tutto ciò perchè si decanta le doti fisiche e sessuali che appartengono loro e che stuzzicano la fantasia di molte donne.siamo stati molto restrittivi ed esosi nelle ns richieste premettendo che se nn si trovava chi faceva al caso nostro,avremmo atteso il ritorno del ns amico.Tra le non molte mail,ne è arrivata una di un ingegnere americano che soventemente è a Firenze x lavoro (è responsabile di una multinazionale informatica),di nome fa Jerry ed ha 44 anni.Nella foto appariva sorridente,dava fiducia quella sua bella faccia allegra e simpatica con i classici 32 bianchi denti in evidenza.Al contrario delle altre mail nn aveva inviato foto del suo membro
come richiesto,ma assicurava una buona dotazione (Trilly era curiosa di provare un vero superdotato).Fissammo vicino alla casa che la sua ditta affidava ai suoi dipendenti,vicino al centro storico di Firenze,esattamente venerdì 10 settembre,con l'idea di conoscersi col classico cocktail.Preparandoci x l'evento,ci chiedemmo se a lei ovviamente fosse piaciuto,avremmo potuto anche scopare la sera stessa.Trilly disse che nn si aspettava niente,che cmq avrebbe messo un paio di autoreggenti in borsa dato che perizoma e reggiseno trasparente li indossa normalmente.
Arrivati sul posto nn facemmo fatica a riconoscerci;era abbastanza alto,almeno 1,90 con due belle spalle ma molto elegante.Il suo italiano era col classico slang americano reso famoso da diversi film e scusandosi disse che sarbbe stato sicuramente impacciato data la prima volta di un'esperienza del genere.
In un bar all'aperto parlammo abbastanza x conoscerci;disse che aveva visto l'annuncio al lavoro grazie ad un suo collega abitudinario a certe cose e per gioco ci ha inviato la risposta con la sicurezza che tanto non li avremmo risposto.Inoltre ci raccontò che era sposato ed era molto fedele a sua moglie e che quella se vi fosse stato,sarebbe il primo tradimento.Ma ovviamente,la cosa lo attirava molto.Scivolando poi sul "piccante",la cosa che divertì molto Trilly fu che lui non aveva mai fatto sesso con una donna bianca ma che era molto curioso perchè tra le persone di colore si decanta le ridotte dimensioni dei buchini di esse e vi potete immaginare quando lei rispose dei suoi motivi...una risata fragorosa ruppe quel poco che era rimasto di imbarazzo.
Ci fece vedere gli esami del sangue molto recenti e fu una fortuna che li avesse...avevo notato che a Trilly era venuta voglia di prendere il cazzo del nostro amico ed essendo poco propensa al preservativo,se nn li avesse avuti sarebbe saltato il resto della serata.
Ci alzammo dal tavolino dopo che una discussione su chi doveva pagare il conto fece come scusa per andare a bere qualcosa a casa sua,distante pochi metri dal bar e da dove affermava si vedeva un bel panorama sul ponte vecchio.
Accettammo di buon grado e ci avviammo,durante il tragitto Trilly prese il braccio di Jerry che accettò di buon grado ridendo e scherzando...immaginando che presto...
Arrivati a casa e fatti gli onori,Jerry ci disse di metterci sul divano che ci versava da bere nel bicchiere,ma Trilly facendomi un sorriso prosegui per il bagno con la sua borsetta.
Immaginavo che si sarebbe messa in ghingheri ma non potevo avere la certezza quando uscì,perchè indossava un paio di pantaloni con gli stivaletti.Ma basto un paio di minuti...
Si sedette sul divano accanto a lui,e per niente timida poggio la nuca sulla spalla.Lui capì e scambiata una carezza provò a dare un timido bacio.Trilly contraccambiò,aprendo la bocca facendoli capire di osare di più...e cominciarono a pomiciare.Io assistendo ebbi subito un'erezione,e cominciai a spogliarmi.
Trilly li prese la mano portandosela sulle gambe e lui salì verso il bottone per slacciarli continuando a scambiarsi le lingue.Io ormai nudo mi misi a sedere accanto a lei che accorgendosene mi prese il cazzo in mano.Jerry si alzò per togliersi la maglia,lasciandomi il posto a slinguare con mia moglie.Si tolse i pantaloni e mostrò un cazzo in semierezione già più lungo del mio.Trilly abbozzo una risatina con stupore esclamando "Madonna!",ma lo stava già apprezzando.L'aiutai a togliersi i pantaloni lasciandola in ling nera e molto trasparente, e rimessasi per bene a sedere si avvicinò il cazzo di jerry con la mano lo manipolò un poco prima di portarselo alla bocca.
Cominciando a sditalinarla sentì la sua fica già fradicia e vogliosa,favorendo anche Jerry in quanto Trilly quando gode fa dei pompini da sogno.Avevamo cominciato...
Jerry ci invitò a seguirlo in camera e sdraiatosi sul letto trilly si avventò con la bocca sul di lui membro arrossendo quando si accorse della dimensione che il suo lavoro li aveva fatto prendere.
Girandosi divertita mi chiese di prendere un metro dell'Ikea che tiene in borsa per vedere quanto l'aveva grosso.Tornai nella sala mentre lei lo spompinava di continuo per nn farlo ammosciare e rientrato nell'alcova Jerry la pregò di succhiare meno per non farlo sborrare con largo anticipo,la rilevazione della misura fu quindi un diversivo divertente.Il suo cazzo misurava 23.5 cm alla dalla base alla cappella con una circonferenza di 19.
Trilly mettendosi a ridere svelò che se lo immaginava dato che non entrava molto bene nella sua bocca e la mano con qui lo segava nn lo teneva manco mezzo.Lei ha una corporatura esile,pesa 47 kg e per questo,sempre ridendo,pregò Jerry a fare delicato o l'avrebbe sfondata,Riprendemmo a scopare,io le avevo già tolto il perizoma leccando a lungo la fica ed il culo mentre loro un pò pomicivano e un pò lei lo spompinava;a questo punto era pronta a prenderlo dentro.Lui stava sdraiato,non si fece scappare l'occasione...si accinse a cavalcarlo e tenendolo con la mano dx,allargandosela con le dita della sx lo accompagnò dentro di sè.Ci volle un paio di aggiustamenti perchè entrasse bene,ma quando lo sentì scivolare tra le grandi labbra tentò di farsi penetrare del tutto.Mi ero messo dietro di lei in ginocchio,nn credevo che ce la facesse,invece adagiando il torace su quello di Jerry riuscì nell'intento.Rimasero fermi un attimo,in maniera tale la sua fica si conformasse a quel grosso cazzo.Dop
o un bacio lo implorò di scoparla.Cominciò a muoversi lentamente,inizialmente da sola,poi anche Jerry seguiva i movimenti del suo bacino,cominciando immediatamente ad ansimare.Mi misi in piedi di fronte col cazzo duro di fronta al suo viso,ma in quel momento lei era presa del tutto dal suo piacere.Aumentò il ritmo e venne dopo pochissimo,urlando che un cazzo così è da sogno.A quel punto,ripresasi dall'orgasmo si avvicinò con le labbra al mio succhiandolo con veemenza.Stavamo godendo come pazzi tutti e tre.Con una rapida manovra senza toglierlo da dentro,Jerry la rigirò sotto di lui spingendoli la verga fino in fondo tra le urla di piacere.Dopo qualche minuto lo tolse,confermando che era vero la storia della fica stretta delle bianche...stava per sborrare ma nn voleva farlo.Lo misi io nella fica aperta da jerry,aveva un calore mai sentito,aveva goduto come mai aveva fatto.Tetris era molto eccitata,lo misi in culo da sopra contribuendo a farla venire di nuovo e lei succhiava l'altro co
n vigore.Lei ama la doppia penetrazione,ed io sapendolo la suggerì.Anche lui voleva penetrarla da dietro,e messa alla pecorina dopo che io ero uscito ci provò con nn poche difficoltà;Tetris opponeva un pò di resistenza nonostante volesse farlo entrare.La reinculai io per favorire ancora un pò di dilatazione e fu così che anche Jerry la inculo fino a farlo scomparire dentro.Tetris aveva dei buchi enormi...mi sdraiai accanto a loro,mia moglie mi cavalcò per farsi poi ripenetrare dietro dal nostro amico d'ebano.Una doppia così non l'avevamo mai fatta;Tet urlava e godeva pronunciando parole molto forti che mi resero molto debole...sborrai copiosamente dentro di lei,col cazzo di Jerry che strusciava nel culo e grosso come era stimolava anche me.Uscì fuori,alzandomi per andare in bagno.Aggiustatomi tornai in camera,jerry era sopra che la stava scopando come un forsennato quando un urlo rauco segnalava che stava per venire,e tet lo invitò a sborrarle nella fica che lo voleva sentire spasmiz
zare...lui l'accontentò con piacere.Finito di venire lo tirò fuori avvicinandolo al viso della donna più porca che conosca,facendoselo pulire con la lingua.Eravamo stremati,vuoi anche per l'ora (erano le due passate).
Ci rivestimmo in tutta fretta per tornare a casa salutandolo con l'augurio di vedersi appena tornato in italia,dato che due giorni dopo sarebbe partito per l'America con questo souvenir d'Italy.Ci scriviamo per mail,rammentando quella serata con molto piacere con la speranza di rivicerla tra una quindicina di giorni al suo ritorno.
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20 years ago
admin, 75
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Vita goduta
Un turbinio incessante di sessi femminili circondati da foreste di pelo folto e nero e grondanti umore come quelli delle cavalle prima della visita dello stallone che girano seguiti da una girandola di membri enormi che si ergono in mezzo a peli ricci e neri con la loro capocchia vermiglia e la goccia che sbava dal loro buchino poggiati su gonfi coglioni desiderosi di svuotarsi.E girano davanti ai miei occhi,allungo la mano e mi sfuggono,apro la bocca e scivolano via,corrono ed io li rincorro non riuscendo a prenderli e mi sveglio tutta ansimante e sudata e sopratutto tutta bagnata e vogliosa di essere penetrata.Il mio partner se la dorme della grossa ed io resto cogli occhi sgranati nel buio e mentre mi tocco con una mano delicata e sfioro il clitoride che mi duole tanto è eccitato riesanimo i membri sessuali che quasi ogni notte mi vengono in sogno e riconosco prima di tutto la vagina di mia madre che da piccola ho vista,anzi ho spiata, centinaia di volte e l'ho vi
sta giocare sempre felice ed allegra e mai sazia coi membri maschili che vedo roteare in sogno e che io vorrei acchiappare senza riuscirci.Alcuni di questi cazzi li riconosco.Li ho visti tante di quelle volte che crescere inorgoglirsi ed infine afflosciarsi e di essi ne conosco ogni piega ed ogni vena.E mentre il sesso femminile che vedo in sogno è sempre uno,e corisponde a quello di mia madre,quelli mascchili sono tanti,molti e diversi tra loro e di ognuno ne conosco vita morte e miracoli.Ma ce n'è uno che rivedo tutte le notti,lo vedo molto spesso e sempre con piacere ed ogni volta che mi sveglio lo riporto alla mente e mi masturbo pensando a cosa vorrei fare o avrei potuto fare se lo avessi a portata di mano.E' stato uno dei tanti che ho visto godere decine e decine di volte ma non ho mai avuto la gioia di toccare.E forse questa mancanza me lo fa tornare alla mente.Nei miei ricordi è un cazzo enorme lungo duro entra ed esce dal corpo di mia madre e resta sempre più duro,sembra di
ferro,ed anche dopo goduto resta eretto e chiede di entrare ancora.Non è il primo cazzo della mia vita ma senz'altro è quello che mi torna sempre alla mente come un incubo e mi fa sognare di sentire entrare dappertutto la sua capocchia vermiglia che sembra stia per scoppiare,con la goccia che rappresenta l'aperitivo per chi vuol bere a tale fonte,a chi vuol sentire svuotare i coglioni gonfi nella propria bocca.Mi è rimasto impresso la prima volta che l'ho visto girare per casa in cerca del corpo di mamma da soddisfare e mi sembra che sia stato un arnese esagerato e quasi impossibile che potesse entrare nei vari posti dove mia madre lo ospitava senza sentirne dolore,anzi.A distanza di tanti anni ricordo come fosse successo ora come fu la prima volta,credo che fosse la prima volta,in cui mio tramite hanno cominciato una passione durata poi molti anni.Un giorno,avrò avuto 8-9 anni,era da poco morto mio padre,mamma mi manda dal ciabattino vicino casa a ritirare un paio di scarpe riparate
.Il calzolaio,Totonno,era un uomo dell'età circa di lei,mi conosceva bene,in paese ci si conosce tutti,e come al solito mi carezzava il culetto appena coperto da una vesticciola a campana.Mi carezzava innocentemente io credevo mentre adesso ho seri dubbi perchè a quell'epoca erano molte le mani che,guarda caso,mi carezzavano il culetto già rotondo e mentre mi carezzavano parlavano di mia madre.Di Totonno ricordo le testuali parole che mi disse di riferire poi a lei:-Le scarpe le ho riparate e le ho verniciate.Domanda a mamma se vuole che le dia una pennellata anche sotto verrò più tardi a prendere i soldi e a soddisfare il suo desiderio.Di corsa andai a riferire candidamente e mia madre gli rispose :-Se gli avanza qualche minuto di venire pure a dare una pennellata nella parte inferiore perchè ce n'è proprio bisogno.In quel periodo girava per casa mio zio Ercole e si vede che non le bastava perchè cominciò a passare di lì Totonno e dopo un po' anche Vittorio,l'uomo più bello che abbi
a mai visto:sembrava un dio greco e col suo cazzo maestoso sembrava che avrebbe potuto dominare il mondo mentre la sola cosa che era riuscito a dominare e non so fino a che punto fu la voglia di fottere di mia madre.Totonno venne a casa mia appena chiuso bottega.Discussero del lavoro che avrebbe dovuto fare ed intanto mi mandarono nella mia cameretta perchè avrebbero dovuto parlare di cose serie.Io obbedii però per soddisfare la mia curiosità mi misi al mio posto di osservazione perchè ero sicura che avrebbero fatto i giochi che tante volte avevo visto fare con mio zio.Dopo un po' li vidi spogliarsi completamente.Mia madre si mise nuda e si fece un bidè con un bacile di acqua calda mentre vedevo Totonno che stringeva il suo cazzo duro con una cappella enorme in punta della quale luccicava una goccia di umore e lo scappellava offrendolo a mia madre intenta a lavarsi.A quell'età qualunque cazzo vedessi mi sembrava enorme prima perchè rapportato alla mia micina ancora vergine e poi perc
hè paragonato a quello di mio fratello che aveva un pistolino che si perdeva nelle pieghe delle cosce.Dallo spioncino riuscivo a vedere tutte le loro evoluzioni,tutte le performances.Vedevo la faccia di Totonno tuffata e nascosta in mezzo alle cosce spalancate di mamma e ogni tanto la sollevava per fiatare e la vedevo luccicante degli umori vaginali che mia madre,come anche io,produceva in abbondanza.Le sorrideva e lei,vibrante e fremente,lo invitava ad affondare di più e si contorceva tutta spalancando le cosce ed offrendo la fica aperta al massimo in modo che lui potesse entrare fino all'utero.Quando in seguito mi hanno leccata la fica io ho rivisto ogni volta quella scena ed ho capito quanto bene ci si sente quando si sente lambire da una lingua vogliosa le parti intime e nascoste,che poi le mie tanto nascoste non sono visto che le apro a chiunque voglia entrare.Vedevo mia madre in ginocchio che rendeva omaggio al cazzo di Totonno con la bocca mentre una mano titillava il clitori
de ed un'altra giocava coi coglioni e li soppesava mentre il cazzo entrava tutto ed usciva dalla gola e lei lo guardava con degli occhi lucidi e languidi che dimostravano quanto bene si sentisse.Lui stralunava gli occhi e mentre volgeva al cielo il viso come per ringraziare qualcuno di avergli dato tanto godimento le prendeva la testa in mezzo alle mani e le affondava fino in gola il cazzo che sembrava ancora più grosso e con un affondo che provocava un gridolino da parte di lei le sborrava mentre le teneva la testa ferma fino a che non le mancava il respiro.Lei ingoiava una parte di sperma ma altro ne usciva a imbrattarle il viso e lei leccandosi le labbra lo raccoglieva con un dito e leccava anche questo.Avevano entrambi gli occhi lucidi per il pianto,io credevo,fino a che non ho sperimentato su me stessa che è indice di godimento e felicità assoluta.Mamma continuava a leccarsi le labbra,leccava la capocchia sempre tesa,ripuliva l'asta fino ai coglioni e strizzava il tutto per f
ar uscire le ultime gocce che pare siano le più dolci.Assistendo a ciò io deglutivo perchè immaginavo che fosse celestiale bere tanta glassa dolce e negli anni a venire ho bevuto tanto sperma che sarei cresciuta lo stesso senza ingoiare altri cibi.E ancora adesso.Da me è più facile,per uno sconosciuto,ottenere un pompino con ingoio che un bacio.Io non so ballare ma fino a un po' di tempo fa,appena ne avevo il tempo,andavo nelle sale da ballo ma solo per fare pompini:ne ho fatti tanti e per ognuno godevo.Sentire in bocca la vena dell'uretra che s'ingrossa e vibra quando sta per sborrare è una sensazione di potere che non donne abbiamo sugli uomini.E poi sentire lo sperma che scende per la gola,e raccogliere colla lingua qualche goccia che cola sulle labbra,il suo calore che a volte sembra bollente,il suo sapore acidulo che alla fine sembra dolce,la sua collosità la sua densità la sua abbondanza e sopratutto il pensiero che tutto ciò è frutto della libido che tu hai saputo creare.E qua
ndo di un uomo ne hai bevuta la sborra una parte del suo cuore è tua.E' in tuo potere anche se lui non lo ammetterà.Lo scopo primario nella vita di un uomo è quello di sborrarti in qualche buco.E quando l'uomo è arrapato non vede la donna che ha difronte come tale bensì come una ricettrice del suo succo.Che lei sia bella o brutta giovane o vecchia importante è che riceva il suo sperma.Come io personalmente considero l'uomo solo un insieme di muscoli ed ossa intorno ad un cazzo così loro considerano noi come una cloaca calda dove immettere la loro sborra. Mia madre intanto continuava i giochini con Totonno mettendosi carponi come una pecorella mettendo bene in vista il buco del culo e la fica lucida grondante ed aperta con le grandi labbra che aspettavano che qualcosa venisse a farsi racchiudere da esse.Totonno prima leccava il buco del culo offerto poi lo penetrava mettendo un dito che faceva roteare e prepararlo a ricevere il suo cazzo sempre più duro e grosso fino alle palle.Mia
madre,credendo che io dormissi,si lasciava scappare dei gridolini soffocati non so se di dolore o di piacere mentre dava dei colpi di reni in sintonia degli affondi del cazzo che facendo sbattere i coglioni sulla fica facevano il classico rumore:ciaft ciaft ciaft.Questo rumore mi fa sborrare.Ricordo la prima volta che Romolo,un mio amico,mi ha presa in solaio e questo rumore rimbombava in modo da essere udito da mio marito che ,nascosto,ci spiava.Il suo ciaft ciaft ciaft violento mi ha fatto sbrodolare come una fontana.Ciò forse è dovuto al fatto che oltre agli altri sensi anche quello dell'udito viene coinvolto nel godimento.C'è la vista,il gusto,il tatto l'odorato ed infine l'udito.Tutti i sensi vengono appagati.Il cazzo di Totonno penetrava mia madre sia nel culo che nella fica e lei dava dei colpi sempre più potenti di reni per sentirselo più in fondo.Non so se lei godeva più a prenderlo nel culo o davanti ma se era come lo sono io oggi è un bel dilemma ed il solo modo in cui si
è completi è la doppia penetrazione.A quell'età io assistevo alle scopate di mia madre per semplice curiosità infantilee pensavo che scopare fosse solo un innocente gioco tra adulti ma dopo un po' cominciai a sentire un certo prurito in mezzo alle cosce e notai che se mi toccavo e introducevo un ditino nella passerina mi sentivo illanguidire e quasi svenire.Al momento mi passava ma tornava appena mi toccavo.Mi toccavo m'illanguidivo e mi calmavo e cos' per molte volte nella giornata e fu così,credo,che cominciò la mia mai sopita fame di godere,e più godo più ho voglia di godere e spesso durante una scopata ho goduto oltre una decina di volte di seguito.Mi basta sentire il turgore di un cazzo contro il mio corpo,basta che veda le narici frementi di un maschio voglioso di me,una donna che mi guardi con occhio pieno di desiderio,che qualcuno mi faccia delle proposte oscene che io mi bagno ed ho voglia di godere.E' sufficiente che un uomo,in un posto affollato,mi faccia sentire il suo
cazzo duro contro le mie cosce che io mi bagno.Quando ragazzina andavo a scuola dal paese in città andavo colla corriera e questa era ogni mattina stracolma di pendolari e studenti.C'era Angelo,un pendolare impiegato alle Poste non sposato e di molto più anziano di me studentessa,che ogni mattina veniva alla caccia del mio culo per godere.Le prime volte mi dava fastidio perchè temevo che gli altri viaggiatori se ne avvedessero ma dopo un po' ci feci l'abitudine anzi,se lui non riusciva a raggiungermi io mi spostavo verso di lui perchè avevo la voglia di godere come per un sano rituale.Lui si metteva alle mie spalle e mi faceva sentire come il desiderio crescesse e s'indurisse e come facesse fatica a non tirarlo fuori per infilarmelo.Spesso indossavo una gonna larga tanto da poterla alzare e fare in modo che fosse solo la stoffa dei suoi pantaloni e le mie mutande a separare la nostra carne.Ha goduto per anni dietro di me ed io con lui,tante volte mi ha invitata a vederlo da qualche p
arte ma io mi sono sempre rifiutata,non so perchè.Forse perchè ero stupidamente timida.Spesso quando sono a letto in attesa che mi raggiunga il sonno ripenso alla mia vita:mi rivedo sempre e solo mentre scopo e ciò m'invoglia a masturbarmi.Vedo sia me che mia madre.Rivedo i cazzi che ho visto passare per casa,di tutti ne ricordo la forma ed il modo di godere ma di nessuno ricordo il viso.Ho rivisto il cazzo di Totonno,quello di Vittorio,di Domenico,di Flavio,e sopratutto vedo quello di zio Ercole.Forse perchè è stato quello che oltre a vedere ho anche sentito vibrare.Il cazzo di mio zio è l'unico,forse,che ricordo con simpatia perchè è stato il primo che ho visto dopo quello di mio padre entrare nel tempio di mamma e in seguito io ho fatto godere in tutti i modi e mi ha realizzata come donna.Quando ero tra le sue braccia mi sentivo di affrontare il mondo a testa alta e cosce aperte perchè avendo a mia disposizione il suo cazzo mi sembrava di avere lo scettro del comando.Sono sempre s
tata soggiogata da un cazzo ritto.Davanti ad esso si annulla la mia personalità.Forse perchè li ho visti tutti maestosi e prepotenti,poderosi e dominatori.Ogni volta che li ho visti o sentiti entrare nel corpo mio o altrui mi è sembrato di vedere un cavaliere conquistatore entrare nel castello dopo averlo cinto d'assedio.E non è forse assedio quello di circuire la donna con coccole carezze e doni?Tutto quello che fa l'uomo lo fa al fine di conquistare la cittadella avversaria il cui castello è la fica col clitoride eretto a mo' di castellano.E come è dolce arrendersi.Prima invade la zona circostante:parte dalla bocca,passa dai seni,si sofferma sul culo ed infine entra prepotente con tutto il suo orgoglio nella cittadella , ne addolcisce il castellano,e t'irrora con tutta la sua voglia e dopo averti fatto trepidare e fremere ne esce con la testa bassa pronta ad ergersi di nuovo per un altro assalto.Alla mia età gli uomini che conosco non ripetono gli assalti come avveniva una volta ed
ultimamente ho conosciuto un ragazzo che frequenta mia figlia che è capace di assalirmi diverse volte senza mai abbassare la testa,anzi più mi assale e più la testa è eretta.Beata gioventù.Sembra che sia affetto da priapismo perchè finora l'ho visto e sentito sempre eretto ed in piena vigoria.Che sia benedetto.Ogni volta lo lascio a malincuore anche se sono tutta disfatta e stanca ma sempre vogliosa di essere strapazzata.Come si può lasciare un cazzo che ha sempre voglia di iniettare il suo siero nelle tue viscere e che qualche minuto prima ha fatto felice tua figlia e forse la farà ancora felice dopo che tu sei andata via?Questa mattina appena ho sentito mia figlia uscire dal suo appartamento dove ha trascorso la notte sono andata da lui per sapere se aveva bisogno di qualcosa.Sì,aveva bisogno di una bocca vorace e capace che bevesse lo sperma che ancora gli riempiva le palle.Era a letto con un lenzuolo che disegnava le forme del suo cazzo che appena ha sentito il profumo della mia
ciccina vogliosa subito si è messo sull'attenti.Gli ho leccato il petto,ho leccato l'ombelico e quando gli ho preso in bocca lo strumento mi è sembrato di sentire l'odore della fica di mia figlia.Ho voluto farmi prendere a smorzacandela come aveva appena fatto mia figlia e mi ha detto,adulandomi,che con me gioiva molto di più che con lei.Io ho più della vacca ed ho la vagina sebbene molto più grande però la sente più avvolgente.E solo per il complimento io mi sono bagnata e le ho fatto bere la mia sborra.L'ho lasciato col cazzo sempre in tiro e mi sono ripromessa che appena mia figlia va a lavorare stamattina io torno da lui.Sono anni che non incontro un cazzo come il suo ed il suo desiderio non mi fa sentire il peso degli anni.Se non avessi la famiglia da accudire passerei tante ore con lui giusto per vedere fin dove può arrivare la potenza di un uomo.Adesso che scrivo mi masurbo pensando a quello che farò tra qualche ora.Oh quante volte mi sono masturbata da bambina;lo faccio anc
ora adesso che sono nonna e più lo faccio più mi va di farlo.A furia di masturbarmi sono diventata pluriorgasmica:ho sempre voglia di godere e basta un nonnulla per eccitarmi.Quando andavo a scuola ho fatto godere tanti di quei compagni.Durante il viaggio ho fatto godere tanti di quegli uomini.Una volta ero capitata vicino ad un contadino.Io ero seduta e in piedi vicino a me c'era un tizio che ogni scossone del pullman faceva in modo che il suo cazzo mi sfiorasse la spalla.A furia di toccarmi non volendo e visto che io non reagivo ha cominciato ad appoggiarsi a me anche quando scossoni non ce n'erano.Hop sentito il suo membro indurirsi e quasi la spalla mi faceva male.Allora ho messo una mano sulla spalla come a proteggermi non so da cosa e con il dorso della mano ho cominciato a toccarli l'uccello.Lui sbavava e spingeva mimando lievemente il coito.Glielo ho preso con due dita e gli ho praticato una sega attraverso i pantaloni.Siamo venuti in sintonia.Con lui è stata l'unica volta ma
molto spesso mi piaceva masturbare i ragazzi mentre la calca li spingeva contro di me.Non ero la sola a soddisfare in questo modo i maschietti,c'era Emma una ragazza che andava in città a fare la colf,c'era Marisa anche lei studentessa,c'era Irga,studentessa anche lei e che non si nascondeva anche perchè gemeva se veniva ed i vicini la vedevano..Il più delle volte i ragazzi neanche ci ringraziavano come se la cosa fosse loro dovuta.Ancora adesso mi capitano situazioni del genere anche se non vado più in autobus.Mi capitano al cinema,nelle sale da ballo anche se è da un po' che non ci vado,durante la sfilata di carnevale e durante le offerte al supermercato.Dove c'è ressa c'è da godere e tutto ciò per dimostrare a me stessa che malgrado la mia età riesco ancora ad eccitare un uomo.Fra qualche ora vado a testare il mio sex-appeal dal mio vicino.Bacini
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20 years ago
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Laura seconda parte
Parte 7 - La monta ferina
"Da quanto fa sesso in questo modo?"
"Con animali? È la prima volta, ma Laura fa sesso fuori dalle regole comuni da un paio di anni, ha cominciato tardi rispetto a te, ricordi? Tu eri giovanissima, mentre Lei ha iniziato con il suo primo amante quando era già sposata, e sposata bene, come si dice, con una figlia, una vita agiata, anzi lussuosa, ma il caso le fece conoscere Franco, un rampollo vizioso di una famiglia importante come la sua, con il marito il sesso era stato sempre normale, canonico, lei desiderava qualcosa di diverso, ma non lo sapeva né capire né esprimere. Franco la sedusse poco a poco descrivendole, proponendole e facendole alla fine vivere esperienze diverse, piccole ed eccitanti trasgressioni. Laura si adeguò facilmente ai sui desideri, erano diversi da quelli che pensava nascosti in un'avventura, ma scoprì subito che quei desideri erano anche suoi. La relazione tra loro viene scoperta quasi subito e quando Laura venne espulsa dalla famiglia le restarono solo l'amante ed il sesso, e in questo si gett
ò senza più remore, non aveva più niente da perdere. Da subito si prestò a scambi con altre coppie, a visite a privé, poi è lei ad accelerare e a cercare situazioni sordide, orge sempre più numerose; ora vive con me, il suo amante non si è più sentito di seguirne gli impulsi, e io l'ho portata più giù verso pratiche masochiste. L'ho consigliata, convinta a prostituirsi senza che ne avesse alcun bisogno, lo ha fatto e ne ha goduto, poi l'ho indotta, con l'aiuto di Angela, ad offrirsi come latrina e farsi cesso, ora si da alle bestie e poi? Da Angela ha sentito parlare di Piccolo Inferno, vuole esservi introdotta, lo vede come un atto definitivo, un modo per uscire dal gioco in cui è entrata, uscirne o esserne definitivamente distrutta. Ho aiutato il suo esibizionismo a crescere, il suo masochismo a manifestarsi e come vedi, ora sembra non esercitare più alcun controllo, ma non è esatto, controlla è vive pienamente tutto, ma lascia che siano le sue pulsioni a guidarla, senza mettere al
cun freno razionale"
Rimango qualche istante in silenzio a guardare Laura, la lascio guardare alla mia interlocutrice, è in mezzo alla stanza, sotto gli occhi di molti uomini vistosamente eccitati, sta baciando un grosso cane, il viso e il seno sono lucidi, imbrattati dalla bava che cola abbondante dalla lingua della bestia, gioca con il cane, si fa leccare, si fa leccare su tutto il corpo, inarcandolo quando serve per offrirlo meglio, si porta la grossa testa davanti al sesso, la bestia continua a lappare. Laura dopo qualche istante si scuote e cade preda di un orgasmo che non trattiene ma evidenzia, dichiara, gode. Quando si placa è lei a leccare famelica la bestia, a leccala sul sesso, lo succhia, lo prende in bocca, se ne mostra ingorda, prima ha scopato con un Labrador, le è stato evidentemente difficile, non intuiva i suoi ritmi e i suoi movimenti, non riusciva a tenerlo dentro che per pochi istanti; ora con il grosso meticcio, forse un incrocio tra un Alano ed un Mastino, sembra più a suo agio o f
orse, come dice spesso, è la prima volta ad essere difficile, poi rotto un altro tabù tutto diventa semplice e fattibile. Anche il movimento, il ritmo che deve assumere per agevolare il nuovo anomalo amante, la nuova perversione, le diventa più facile: finalmente può goderne e lo fa apertamente con orgogliosa esibizione di ogni movimento, di ogni suono, dalla stanza accanto si sentono latrati di altri cani, forse litigano tra loro o forse sentono semplicemente l'odore di una femmina in calore, non so con quanti vorrà accoppiarsi, non lo so, e neanche mi interessa, mi interessa il fatto in se stesso molto meno del suo concreto svolgimento, quello interessa al pubblico che assiste, che come lei ha superato il primo impatto, la vergogna di essere li, di esservi di nascosto, di eccitarsi allo spettacolo osceno, ora anche il pubblico ha lasciato ogni ritegno e rumoreggia, pretende, incita la bestia, incita Laura suggerendole cosa fare, come farsi montare, che posizioni prendere, le urlano
di farsi inculare, di riprendere il cazzo dell'animale in bocca di berne la sborra, qualcuno urla di portarle un cavallo, per vedere se riesce a farsi fottere anche da quello.
Laura guarda un attimo verso l'uomo che ha gridato:
"Tu trovamelo, che a farmi fottere penserò io"
"È sempre così sfrontata, e arrogante?"
"Quando fa questo sesso, non può non esserlo e il suo modo di caricarsi, di imporsi quello che una parte di lei implora di non fare, anche quando viene frustata, provoca, incita a farle più male, ha fretta di arrivare al fondo della sua caduta nella speranza di uscirne in un modo o nell'altro, e tu Margherita? Non pensavo di rivederti, sopratutto di rivederti come donna di Frolo"
"Tu eri sparito, ed io per esistere devo essere di qualcuno"
"Potevi darti ad Arrighi, magari ad suo assistente, ma perché proprio a Frolo"
"Mi sono ripresa da un incontro con gente come questa, quando sei li non sei niente solo vagina e culo, senti, percepisci, godi non sei e non puoi essere altro, gli atri si rivestivano, parlavano, ridevano, tu non c'eri, eri sparito, scomparso, c'era Frolo, come al solito stava mangiando, non so neanche cosa, mi ha chiesto se volevo essere libera o essere sua, ho scelto, tutto qui, non cercare di capire perché mi sono fatta schiava di uno degli esseri più luridi del pianeta, sono sua e basta"
"Ti fa lavorare molto?"
"Abbastanza, faccio la Puttana tutti i giorni, ma quello che mi viene fatto a Piccolo Inferno lo sai è altra cosa, tra una sezione e l'altra devo rispettare lunghi riposi, non tutte le ferite rimarginano facilmente, allora Frolo, mi manda a controllare le donne e gli uomini che gli vengono proposti per quel posto"
"Laura ti sembra adatta?"
"Con queste bestie è stupenda, ma a Frolo interessa soprattutto come sa soffrire, sa soffrire la tua donna?"
"Non è mia, ma sa soffrire come e forse più di te"
"Per me basterebbe la tua parola, ma dovrò egualmente esaminarla, Frolo mi ha detto di farlo"
"Puoi farlo qui, quando avrà finito"
"Ok"
"E allora questa sera, ma ora, ora mi piacerebbe stare con te"
"Frolo lo aveva previsto ma dovrai pagare come gli altri, ti spiace?"
"no, non mi dispiace"
"Posso fare all'amore con te, e anche godere di te, quasi sempre quando Frolo mi offre ai clienti, mi proibisce l'orgasmo, non so come ci riesca ma qualcosa mi si chiude dentro e mi impedisce di godere anche sotto gli stimoli più forti"
"Frolo, Frolo talvolta vorrei essere come lui, non sente colpe non sente rimorsi, ma questa volta a quanto pare devo ringraziarlo, andiamo avanti a casa, non abbiamo molto tempo"
"E lei?"
"Lascio detto a qualcuno che me la riporti quando avranno finito"
Laura mi guarda mentre parlo ad Andrea l'unico che mi sembra ancora lucido, mi guarda, ma forse neanche mi vede, né mi sente, il cane le è sopra e la sta pompando freneticamente.
Parte 8 - L'amante ritrovata
È possibile fare all'amore con una donna quando si vive come vivo io, quando si è quello che sono? Razionalmente dico di no, è come cercare di gustare un bicchiere di vino bianco, dopo aver bevuto della Vodka, il gusto dovrebbe essere troppo alterato, ma credo di aver egualmente fatto all'amore con Margherita, di averlo fatto a lungo con dolcezza con attenzione, ma ritorno presto quello che sono, il sentimento è inevitabile, parte di me, come le mie pulsioni malsane, mi pesa ma non riesco a staccarmelo di dosso, devo metterlo in un angolo ora può essere solo muto e attonito spettatore di quello che faccio a chi amo.
Si l'ho amata quando l'ho conosciuta e qualche parte di me l'ama ancora, ma ora guardo affascinato i Ferri, i Ferri che le ho imposto quando era Mia, grossi anelli, pesanti e cattivi, ferri che hanno deformato, come era nelle mie intenzioni, il suo sesso in modo osceno e irreversibile, come irreversibili sono i disegni incisi a caldo sulla sua pelle, alcuni miei, ma altri sono stati aggiunti, sulle natiche, dietro al collo, sulle piante dei piedi, Margherita docile come sempre, mi mostra i segni vecchi e i segni nuovi, e anche i segni frusta, sono freschi, profondi, ma non dovrebbero lasciarle cicatrici, l'ho amata ed ora devo imporle il mio dolore, lo sapeva come lo sapevo io, questi sono i nostri rapporti, non ne possiamo avere altri, normali, le lego i seni, li avvolgo con spire di corda di canapa, li stringo fino a far loro cambiare il colore, sento la porta aprirsi, Laura entra, guarda me, guarda Margherita, non la saluto, non la degno di uno sguardo, ho altro a cui pensare, pr
endo dei grossi pesi e altra corda da un cassettone.
Ma Laura vuole, esige al mia attenzione
"Me li sono fatti tutti, cani e uomini, ma non li ho contati, tu sai quanti erano?"
"I cani o gli uomini?"
"Non fa differenza, in figa o in culo non li distinguevo più, solo in bocca era diverso, molto diverso, succhiare il cazzo di un cane ti spacca il cervello, qualcosa che ho dentro, urlava, mi urla sempre di fermarmi, ma oggi gridava più forte, ma più forte gridava, più mi riempivo la bocca "
"Comunque i cani erano cinque e gli uomini venti, ma forse l'unica differenza tra loro e che i primi non hanno pagato"
"Chi è lei?"
"Si chiama Margherita, una volta era Mia, ora è di chi controlla il posto dove hai chiesto di andare"
Laura guarda, tocca circospetta la donna a lei sconosciuta, è affascinata dal suo corpo, ne scruta ogni angolo, si sofferma dove è segnato, dove è marchiato, dove è stato forato, dove è stato inciso
"Non credevo potesse esistere una donna marchiata in questo modo, il su sesso è orribile, deforme, ma non riesco a non guardarlo e a non trovarlo magnifico"
mentre guarda, aggancio i pesi agli anelli senza quasi più badare alla sua presenza, li metto nelle mani di Margherita dovrà essere lei a lasciarli cadere per tutta la lunghezza delle loro catenelle, Margherita trattiene il respiro, conosce benissimo il dolore che si sta per dare, cerca un mio cenno di assenso, un mio via, qualcosa a cui appellarsi per non essere lei stessa responsabile di quel dolore, io mi limito invece a svolgere con cura le corde che ho nelle mani, Margherita allarga leggermente le gambe e lascia cadere i pesi, urla, urla non può non farlo, le labbra del sesso si allungano ancora, i pesi battono, oscillano, Laura si appoggia ad un tavolo, sembra impaurita.
"Deve fare un male tremendo"
Margherita la guarda e per la prima volta le rivolge la parola
"meno di quando ti inchiodano la lingua ad uno scalino di legno"
"Ti è stato fatto?"
"si molto tempo fa, ma mi è stato detto che presto dovrò farlo ancora"
"lascerai che li facciano?"
"non ho scelta, ho rinunciato ad averla"
Le due donne si fronteggiano, si confrontano, io le ascolto ma intanto aggancio la corda ai seni di Margherita, voglio appenderla, e frustarla, ma in questa stanza non ci sono ganci predisposti, uso la corda come un guinzaglio e trascino Margherita dietro di me, lei mi segue, sento il rumore dei pesi che battono tra loro, camminare le deve essere estremamente difficile, ma non è la prima volta che la trascino in quel modo e certamente altri lo hanno fatto dopo di me, esco sulle scale, sono all'ultimo piano ma mentre saliamo verso la soffitta, mi rendo conto che dalle finestre senza scuri e senza tende possiamo essere visti, le scale sono buie e sporche coperte di polvere e calcinacci, nessuno le usa più da anni, costringo Margherita a farle in ginocchio in modo da renderla meno visibile, Laura è ancora vestita, ci segue camminando normalmente, raggiungiamo la soffitta, ne chiudo a fatica gli scuri mezzo scardinati, per fortuna c'è ancora la luce, quattro lampadine nude, scoperte, pie
ne ragnatele.
"Intendi appenderla per i seni"
Mi indica il paranco che pende da una trave verso cui sto portando Margherita.
"Si può fare?"
"Bastano seni sviluppati, basta essere pazzi e malati, basta volerlo fare, e poi corda, e un gancio solido come questo"
Laura mi guarda con occhi impazziti, si sta spogliando, vedo che ha il corpo coperto di graffi:
"I CANI, i cani non si erano tagliati le unghie, hai corda anche per me?"
Le getto quella che mi era servita per trascinare Margherita,
"Dovrebbe bastarti"
Si avvicina, studia il modo con cui ho legato Margherita,
"Forse posso farlo da sola"
Si avvolge le spire di corda attorno ai seni, mentre sollevo piano Margherita con il paranco osservo il suo lavoro
"Devi stringere di più altrimenti ti scivoleranno fuori e potrebbe essere peggio"
Stringe con più forza, stringe i denti e tira le corde al massimo mi chiede aiuto solo per fare l'ultimo nodo, Margherita poggia ancora le punte dei piedi a terra, do un scatto al paranco e la sollevo definitivamente, poi altri ancora fino ad alzarla di una ventina di centimetri dal pavimento, Margherita gira lentamente su se stessa, tiene braccia e gambe leggermente allargate, forse una posa che ha imparato, per ridurre al minimo il movimento ed il dolore, le do una spinta facendola oscillare e ruotare su se stessa, dalla bocca le esce un lamento, la spingo ancora, il lamento si fa più forte, un fiotto abbondante di urina, le esce dalla figa, le bagna l'interno delle cosce.
"Succede sempre?"
"Cosa?"
"Di pisciarsi addosso"
"Non sempre e non a tutte, ma a Margherita è da tempo proibita ogni forma di dignità, e quando viene usata non deve trattenere nessuna delle manifestazioni che il suo corpo produce"
"Per quanto si può rimanere appese a quel modo?"
"Non lo so ora comunque tocca a te"
"Non ci sono altri paranchi"
"Non è indispensabile"
Cerco altra corda, ma trovo solo un pezzo di catena ed un gancio arrugginito, fisso la catena ad un chiodo solido sulla stessa trave a cui è appeso il paranco, la catena è abbastanza lunga per arrivare all'altezza dei seni di Laura uso il gancio per unire la catena ai nodi
"Dovrai arrangiarti da sola"
"Come?"
"Alzando i piedi"
Laura prova, prima stacca ne stacca da terra uno, poi tenta con l'altro, ma il suo cervello le intima di fermarsi, i centri del dolore entrano in funzione bloccandole il movimento.
"non ci riesco"
"FALLO!"
Prova ancora ma senza riuscirci, ha gli occhi spalancati, pieni di pazzia e di lacrime, ma continua a tentare,
"ALZA QUEI CAZZO DI PIEDI!"
Laura manda un urlo bestiale e poi con un movimento solo alza i piedi ripiegando le gambe, si ferma un attimo e poi si afferra saldamente le caviglie con le mani, ruota su di se, mi passa davanti la bocca spalancata perde saliva, i seni si deformano orribilmente, mi levo la cinghia dei pantaloni e inizio a colpirla, lei urla, soffia, ma continua a tenersi le caviglie, la colpisco sui seni, mi incita, colpisco anche Margherita, che però non fiata, è impegnata a gestire il dolore, sa che può durare a lungo.
"Una come lei a Piccolo Inferno può essere anche ammazzata, è troppo aggressiva, troppo padrona di se stessa, io mi faccio vittima, e questo mi difende, lei no lei resta una donna e questo è troppo pericoloso"
Sono passate alcune ore siamo ritornati nell'appartamento, le due donne si sono ricomposte, parlano poco tra loro, sembrano volermi usare come tramite per il loro dialogo
"Sa cosa l'aspetta?"
"Immagina, ma non immagina tutto"
"Devo dirgli quello che hai convenuto con Frolo"
"Credo le sia dovuto"
Margherita si pone davanti a Laura la guarda negli occhi e parla
"Piccolo Inferno è un club per pervertiti allo stato puro, anche se la parola club non gli si adatta, ma non riesco a trovarne altre, fisicamente è una fossa molto profonda ricavata dentro capannone industriale, quando non viene usato la fossa viene ricoperta da un finto pavimento ed il capannone torna ad essere un normale magazzino, quando vi entrerai ti colpirà soprattutto l'odore, il pavimento è di terra battuta, ma è ormai così compressa da sembrare cemento, la fossa è rotonda anche se il cerchio non è proprio perfetto e tende all'ovale, la parete della fossa è alta circa due metri, composta da tavole rozze, grosse come traversine della ferrovia, tenute assieme da fasce di ferro e bulloni, sopra dove la fossa si allarga c'è il pubblico, di solito un centinaio tra uomini e donne, alcune sono Prostitute che girano ha soddisfare gli uomini, ma alcune sono li per il proprio piacere, come ti dicevo ti colpirà l'odore, la terra e il legno sono ormai impregnati del nostro sudore del nos
tro sangue, di urina e di merda, come diceva Paolo prima non ci è concesso il controllo delle nostre funzioni, noi dobbiamo lasciare il nostro corpo senza alcun controllo"
"Voi chi?"
"Noi Vittime, Vittime prescelte, Vittime volontarie, io, il mio amico Nanu; Lisa, Anna, ora anche Angela e pochi altri, non siamo più di venti ad entrarvi con quel ruolo, anche i carnefici sono pochi, solo il pubblico è numeroso, ma loro sono in alto nell'ombra di loro sento solo le voci, e l'odore la paura di essere come noi, l'eccitazione di poter esser carnefici"
"Cosa vi fanno li dentro"
"Ti dirò quello che sarà fatto a te se deciderai di entrare. Il prossimo incontro è previsto tra dieci giorni. Se entrerai, entrerai per ultima come sempre quando una vittima è nuova, oltre agli odori che ti dicevo, sentirai anche quello di carne bruciata, Angela ha chiesto di essere marchiata, il marchio di Piccolo Inferno le verrà impresso sui palmi di entrambe le mani "
"Mi sembra di impazzire, parli di cose folli come se descrivessi un noioso incontro letterario, se non ti vedessi se non vedessi come è stato ridotto il tuo corpo, non crederei a niente"
"e quanti crederebbero a quello che hai fatto poche ore fa con uomini e cani, e quanti crederebbero ai tuoi seni e ai miei usati per appenderci? Chiudi gli occhi se vuoi questo incubo potrà sparire"
"Non voglio chiuderli, non posso, non ancora"
"E allora ascoltami, tutto questo accadrà solo se tu lo vorrai"
"Va bene continua"
"Troverai Angela legata a terra con le braccia spalancate, i polsi ed ogni dito legati stretti,immobilizzati ad un'asse di legno, ti porteranno vicino perché tu possa vedere bene il marchio "
"Tu ci sarai?"
"Io sarò in ginocchio, con le mani legate dietro alla schiena, e. e la lingua inchiodata ad un tagliere da macellaio"
"Non hai paura?"
"Ho paura del dolore, dei danni che subisco ogni volta che mi portano lì dentro, ma mi sono data ad un padrone e non lo voglio deludere, non deluderò lui come non ho mai deluso chi lo ha preceduto"
"Cosa mi verrà fatto, io non voglio né essere marchiata né essere ferrata"
"A te e concesso ancora di scegliere, puoi rifiutarti, per questo ti sto raccontando quello che accadrà, sarai legata ad un palo e frustata, molto forte con fruste di cuoio intrecciato, ti spaccheranno la pelle, ti getteranno a terra e pisceranno sulle tue ferite, ti fotteranno figa e culo con i falli mostruosi"
"Tutto qui?"
Laura è impaurita ed eccitata allo stesso tempo, non riesce ad esimersi dal provocare Margherita, si tocca si apre il sesso si masturba
"No, lo sai che non è tutto qui, i carnefici ti fotteranno a turno, racconterò al mio Padrone quello che ho visto oggi, ti farà fottere dal suo cane, qualcuno di noi durante le torture avrà perso dello sterco, ti verrà fatto mangiare, quello che non riuscirai ad ingoiare ti sarà spalmato addosso, noi, le altre vittime intanto verremmo liberate, resterai sola in mezzo all'arena, ferita, sporca, lurida, qualcuno dal pubblico scenderà per guardarti da vicino, di solito quando lo fanno si tengono un fazzoletto davanti al naso, per difendersi dall'odore, ti insulteranno, qualcuno i più coraggiosi ti sputerà addosso, poca casa pensi tu, ma quando sei al limite un niente può farti crollare"
"Non basta, tutto questo non basta"
"Va bene sei tu a chiederlo, si farà silenzio credo, il pubblico capisce sempre quando arriva la fine, ti indicheranno di andare verso la parete di traversine, dovrai andarci da sola, credi i tuoi piedi saranno piombo, ti verrà detto di appoggiarvisi di schiena e di allargare le braccia a croce, allora ti mostreranno i chiodi, e sarai tu allora a dire SI o NO, è un supplizio che viene fatto di rado, io non l'ho ancora subito"
Nella stanza è calato il silenzio anche i rumori esterni sembrano scomparsi.
"SIIII"
L'urlo è forte disperato e forte, seguono colpi sordi e altre urla, mi allontano sudo, sudo copiosamente ho gli occhi pieni di sale, la vedo male, offuscata, tutto si muove rallentato, china la testa, sembra svenire, la rialza, muove le labbra, mi avvicino, mormora qualcosa.
"Finiscimi"
EPILOGO
E l'ora della ricreazione, la bidella chiama Cecilia, la porta in una stanza.
"Mamma?"
"Mi riconosci?"
"Si, ma Papà aveva detto che eri partita e che non saresti tornata"
"E invece sono tornata, ma potrò vederti solo di nascosto, nessuno deve saperlo, sei capace di mantenere un segreto?, altrimenti se racconti di avermi visto non potrò più venire"
"Va bene, ma Giulia la bidella?"
"Giulia è un'amica, manterrà il segreto"
Hanno poco tempo parlano si abbracciano si coccolano
"Mamma perché non ti togli i guanti?"
"Non posso devo portarli, ho avuto un piccolo incidente"
"Ti ha fatto molto male?"
"È passato, si è passato"
FINE
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20 years ago
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L\'incredibile vita di Mr. Justin
Quello che sto per raccontare è una vera storia che, per quanto incredibile possa sembrare, ho motivo di credere che sia realmente accaduta. Me l'ha raccontata con la sua viva voce il protagonista stesso, un cittadino americano del quale sono diventato amico e confidente e che ho conosciuto qui in Italia. Le ragioni per le quali si trovava nel nostro paese e i motivi per i quali ci siamo legati da profonda amicizia sono essenzialmente private e quindi non ne parlerò, così pure non svelerò il nome del nostro amico. Per le disgraziate avventure della sua vita lo chiamerò Justin come versione maschile della celebre Justine.
Dunque Justin nasce in uno degli stati centrali degli States; è un bambino gracile che cresce pochissimo, è gracile e praticamente privo di muscolatura, per il resto ha un viso bellissimo e una sensibilità spiccatissima. A sei anni gli viene diagnosticata una disfunzione alla ghiandola timo e questo è il motivo che gli impedisce una crescita normale. In conseguenza di questo malfunzionamento aumenta di molto l'attività della tiroide e la conseguenza è una crescita eccessiva dei genitali. In sostanza Justin è un bambino piccolo e debole, ma già con un uccello considerevole. Mary abita in una fattoria lì vicino, ha la sua stessa età ma è una bambina robusta e sana, scatenata nell'attività fisica quanto J. è apatico e molliccio. Lei corre più forte e salta più in alto e quando bisticciano è lei che lo picchia perchè è molto più forte.
Passano gli anni e i due bambini sono diventati adulti, Mary è una ragazzona alta e robusta, addirittura prorompente, i lavori dei campi le hanno fornito una ottima muscolatura che lei usa per scherzare con J. Lo acchiappa, lui che è rimasto piccolino e fragile, lo solleva, poi lo immobilizza a terra e questo la eccita moltissimo. Gli mette una mano in mezzo alle gambe e gli afferra quell'uccello che non ha senso in quel fisicuccio. Gli chiede di fare l'amore ma lui si rifiuta e non si capisce perchè visto che come glielo afferra il cazzo si inturgidisce e diventa veramente enorme. La verità è che J. è spaventato dalla violenza che sanno esprimere le donne quando sono eccitate di sesso, lui è una persona gentile e mite e ha paura della preponderanza fisica di quella ragazza.
E così un giorno che si trovavano entrambi nei campi di granoturco lei lo assale all'improvviso, lo immobilizza facilmente con le sua braccia muscolose e quando lui si mette a gridare aiuto gli rifila un pesante ceffone che lo scaraventa a terra semisvenuto. Quindi se lo carica a pancia in giù su una spalla e lo mette sul suo pick-up dirigendosi verso un magazzino per il fieno in aperta campagna. J. è terrorizzato da questa violenza, ha soprattutto paura di essere picchiato ancora, perchè il terrore che non lo abbandonerà mai nella sua vita è quello, lui così piccolo e debole, della violenza fisica.
Arrivati nel magazzino lei chiude a chiave la porta, butta sul fieno J. è incomincia a spogliarsi. Lo fa con furia, è affamata di sesso e ansima dall'eccitazione. Ha due seni grossi e turgidi, rotonda e muscolosa in ogni parte del corpo con un bel tringolo di peli neri in mezzo alle gambe. Gli sale sopra e in poco tempo gli toglie camicia e pantaloni facendolo restare solo con gli slip. Mary si eccita ancora di più vedendo quel pacco enorme fra le gambe di J. Amore,gli dice con la voce rauca, ti ho sempre desiderato, ho sempre sognato di possederti e incomincia ad accarezzare quel grosso uccello che si indurisce subito e non più contenuto dagli slip salta fuori in tutto il suo turgore. J è bloccato dalla paura della violenza che gli sta per fare Mary, vorrebbe gridare aiuto ma ha sperimentato le botte di quella ragazza e rimane fermo e indifeso. Mary intanto incomincia a baciargli il cazzo, glielo succhia, mentre con una mano gli avvinghia le palle. Ora J. ha un pene che sembra un id
rante, spropositato nella lunghezza e nella grandezza e Mary decide che è arrivata l'ora. Gli sale sopra a cavalcioni, gli blocca i polsi perchè non possa muoversi, poi muovendo il bacino fa combaciare la sua fica sull'uccelo di J. e poi da un colpo di reni in giù e se lo fa entrare dentro. Mary sente subito un fuoco assalirle le viscere e allora comincia a montare quel suo ometto con quel visino da cherubino. Lo fa prima lentamente, poi sempre più forte mentre gli grida parole d'amore e parole oscene " amore mio...... hai un cazzo che è la fine del mondo......ti voglio per me.....che bello violentarti".
J. non fiata, è completamente immobilizzato e il sentirsi posseduto con violenza eccita la sua sensibilità e in comincia a piangere. Prima quasi impercettibilmente, poi sempre di più, i suoi sono singhiozzi e mentre Mary lo possiede con violenza le lacrime gli rigano il bel viso. Ormai Mary è in preda al piacere incontrollato, grida, ansima, lo monta come una forsennata, poi leva un urlo lungo, interminabile. Quindi abbraccia con passione il povero J. fino a farlo scomparire fra le sue forme rigogliose.
Prima di sera J. verrà violentato ancora tre volte.
Continua (se a qualcuno interessa)
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20 years ago
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mi sono venduta
La famiglia allargata funziona nel modo migliore.Anzi devo riconoscere che ho conosciuta la donna più troia,più vacca,più calda e più cagna in calore di me e mi credevo insuperabile.Veronica è la mia amante e Romolo,suo marito,fila d'amore e d'accordo con Vanni,il mio.Abbiamo sgomberato il salotto di tutti i mobili compreso il vecchio divano ed abbiamo sistemato per terra il materasso matrimoniale e due singoli in modo da formare tutto un letto sul quale ogni sera diamo sfogo ai nostri bisogni sessuali in modo promiscuo.C'è Romolo che fa di tutto per sodomizzarmi senza riuscirci perchè io per quanto sia larga davanti sono stretta dietro e Veronica si arrabbia quando vede che ho male se la cappella enorme del cazzo di suo marito spinge per forzare l'apertura del mio sfintere e le tocca poi ,con mio e suo grande piacere,lenire il dolore con infinite leccate.Vanni è riuscito a sodomizzare la mia amica che adesso non chiede altro al maschio,però non permette la stessa c
osa a suo marito perchè dotato di un arnese molto grosso.E' stata sua l'idea di fare la bruschetta farcita di sperma.Si prepara una fetta di pane abbrustolito,la si strofina con uno spicchio d'aglio,la si inumidisce col piscio di noi donne come fosse olio e la si spalma dello sperma dei nostri maschietti:infine c'è la lotta a chi riesce a mangiarne di più.Sua è stata anche l'idea d'infilarsi in fica 5 olive o litchi sgusciati e nella mia vagina 3 pesche noci o 5 susine viola e così riempite andare in giro per sentirsi massaggiate mentre si cammina e una volta rientrate farsi penetrare dai maschi e ricevere il loro sperma quindi estrarre la frutta ben impregnata ed insaporita e mangiarla con gusto.Sono ormai circa due mesi che la nostra famiglia è composta da noi 4 e sembriamo una sola persona tanto i desideri sono simili e non c'è tra noi nessuno screzio e nessuna gelosia,ognuno di noi appartiene all'altro senza nessuna distinzione.Due settimane fa circa Claudia,mia figlia di primo l
etto,si è separata dal marito e mi ha chiesto di venire a stare da me insieme al suo bambino di quasi un anno.Io mi sono rifiutata perchè credo che la sua presenza m'impedirebbe di frequentare e sopratutto di ospitare i miei amici che da due mesi vengono a dormire,diciamo così,da noi pur utilizzando il loro appartamento di giorno.Veronica mi ha proposto di offrirle il suo appartamento ma ciò vuol dire che sono costretta a confessare a mia figlia quello che faccio nella mia vita sessuale che credo lei non conosca.Veronica ha avuta l'idea di circuirla,di portarsela a letto di farsene la sua amante e poi anche di suo marito e portarla ad entrare piano piano nella nostra alcova.Io non conosco le sua abitudini sessuali nè i suoi desideri ma credo che se ha ereditato da me solo una piccola parte del mio carattere dovrebbe cedere facilmente anche perchè gli ultimi 4 anni di ragioneria li ha trascorsi stando in un collegio femminile dove,si sa,è molto praticato il sesso lesbico.L'unica cosa
che ho permesso a Claudia è farmi vedere nuda o qualche volta fare sesso con suo padre ma niente di maniacale anche per l'esperienza che avevo avuta con mia madre e non ho mai voluto che si ripetesse.Le uniche cose che le ho insegnato è stato l'uso del preservativo ed il non accettare nulla da gente sconosciuta per timore di droga.Quando uscì dal collegio conobbe e frequentò alcuni amici coetanei e conobbe così Bantu,un indiano nato in Italia xcol quale si è sposata a maggio dell'altro anno ed al gennaio successivo gli ha dato un bel bambino.Io non l'ho mai nè consigliata nè sconsigliata,anche perchè era incinta quando si è sposata.In cuor mio non ho mai accettato mio genero,ma loro non lo sanno,e adesso sono felice che si siano separati e spero che non tornino più insieme.Ho detto a Vero di fare come crede basta che cominci presto perchè adesso che è un po' afflitta dovrebbe essere più facile circuirla e portarsela a letto perchè presumo che abbia bisogno di affetto e di coccole.Ve
dremo.Ho detto che Veronica è più calda di me e lo confermo e che sia più vacca lo dimostra il fatto che non ha ritegno e quando usciamo mi tiene per la mano e mi bacia con la lingua in bocca quando c'è qualcuno che ci possa vedere e le sue mani mi toccano dappertutto:il seno il culo le cosce se siamo sedute e poi mi chiama con paroline dolci come tesoro,amore mio,pistolino mio,clitorino mio,ciuccetto mio,buchetto mio e così via con altri aggettivi che chiunque può accostare all'atto sessuale.Spesso lei ama,anzi lo amo anch'io,carezzarmi sul balcone di casa difronte al quale ma un po' di lato ed al piano inferiore c'è un uomo sulla cinquantina che ormai trascorre le giornate libere a spiarci per masturbarsi non visto dalla sua megera.Quando ci vede tira fuori il pistolino e se lo mena cercando di vedere qualcosa del nostro corpo che noi gentilmente gli offriamo.Più lui se lo mena più non ci eccitiamo e ci bagnamo.Peccato che i nostri balconi siano in muratura e non permettono che ci
possa ammirare le parti basse,gli faremmo ammirare le nostre fiche pelose ed i culi bramosi di carezze e mai sazi.Quando abbiamo solo lui come spettatore ci baciamo e tocchiamo a suo beneficio mentre lui sborra verso di noi per la nostra gioia.Ormai non si nasconde più alla nostra vista quando se lo mena anche perchè ha capito che ci piace e che noi ci tocchiamo apposta per farlo sborrare e godere anche noi.Lui si ritrae per essere visto meglio da noi e per non essere visto da eventuali passanti mentre Vero gli mostra il pompino che fa al cazzo di gomma ed intanto lui sborra l'anima.Questa cosa succede quasi tutti i giorni da qualche mese mentre prima succedeva a mio esclusivo beneficio ma molto di rado.Tutti i pomeriggi,se può,Vero viene sul mio balcone a fare il teatro per il segaiolo e non vorrei provocargli un infarto,devo pregarla di smettere.Sono felicissima di aver conosciuta Veronica e lei ricambia.Le inventa tutte ed ha una fervida fantasia che chi non la conosce non può imm
aginare che abbia.E' lei che compra i cetrioli olandesi,è lei che sceglie la misura e la durezza è lei che li posiziona nelle nostre vagine che dopo averci fatto godere li taglia per farcirli collo sperma dei nostri uomini ,che ormai non servono ad altro se non a condire le nostre insalate,e servirceli in tavola.E' un gusto favoloso quello misto dei nostri umori ed il succo maschile e vanno a ruba nel senso che lottiamo a chi ne mangia di più.Sono sicura che Veronica è talmente vacca e desiderosa di portare a letto una ragazza,bella e piacente come Claudia,giovane che riuscirà nel suo intento.Io ho un po' di timore se dovrò fare sesso in presenza di mia figlia perchè con lei non ho mai instaurato un clima di complicità sessuale,non le ho mai confidato dei miei amori o passioni oltre a mio marito.Non so se sa delle mie frequentazioni extramatrimoniali coi dipendenti o cogli amici di suo papà.E credo proprio che è arrivata vergine al matrimonio quindi abbastanza inesperta delle cose am
orose.Credo che non riuscirei mai a toccarla nè a sentirmi toccata da lei e provare i brividi di godimento.Ci siamo viste nude ed anche carezzate ma solo come madre e figlia e mai con nascosti desideri o intendimenti maniacali.Sono sicura che proverei fastidio se mi dovesse leccare la fica ed io non riuscirei per nulla al mondo leccare la sua.Quando ero bambina avevo voglia di leccare il pelo della fica di mia madre ma perchè era pieno di sperma e per leccare quello che volevo ciucciare il pelo non perchè volessi leccarle la fica.Ricordo come fosse adesso le volte che mio padre nudo in piedi vicino al camino si faceva pettinare il pelo intorno al suo cazzo eretto e curvo all'insù,come ce l'ha il mio amico Vincenzo di Genova,e dopo aver pettinata la fica di lei si faceva fare un pompino e le sborrava sul pelo e glielo spalmava come fosse gel.In quel caso avrei voluto leccare quel pelo per bere la sborra che lo impregnava.Non ho mai desiderato fottere mia madre e credo che neanche lei
lo abbia mai desiderato.Tutt'al più la invidiavo e volevo prendere il suo posto solo per ricevere i cazzi che vedevo entrare nel suo corpo e forse ho desiderato di più giocare coll'arnese che ricordo di aver visto a mio padre che non con lei.Da donna l'ho vista spesso mentre giocava coi vari stalloni che giravano per casa o mentre si masturbava ma non ho mai desiderato,che io ricordi,entrarle in qualche modo nelle viscere.Ancora adesso,lei abita con mio fratello nell'appartamento difronte al mio,non mi suggerisce nessun sentimento quando so che è a letto con qualche suo vecchio amico.Ha 66 anni ed ha tutto il vigore ,magari il fisico ha un po' ceduto agli anni,ed ha intatto il desiderio di sesso che ha avuto da giovane e tuttora passano per casa sua vecchi amici,vecchi stalloni che le danno ancora dei brividi.Io ne sono felice per lei.Vanni ha qualche anno meno di lei e so benissimo che di tanto in tanto si frequentano e lei,in cambio,mi nasconde a mia cognata quando entro nel letto
di mio fratello.Una volta,ormai ero già sposata,mi ha detto che fare sesso con un familiare è più che naturale perchè ci si vuol bene e l'uno desidera la felicità dell'altra perchè non c'è rivalità come con un estraneo.Io so che lei ha sempre saputo di mio fratello e di mio zio Ercole ma non so se sa che anche io so di loro comunque questa cosa non ci fa essere nè nemiche nè complici.Ognuna di noi la gestisce come crede.Quando chiudo gli occhi rivedo il pelo folto di mia madre ed il cazzo curvo di mio padre.E la mia voglia di leccare fiche pelose ed essere posseduta da cazzi curvi sono le due cose che mi mandano fuori di testa ed ogni volta che m'imbatto in esse non mi controllo più.Vanni l'ho sposato proprio perchè ha un bel cazzo curvo che guarda all'insù e mi sembra di vedere quello di mio padre e quando lo vedo sborrare tra le cosce di Veronica mi sembra di rivivere la scena fantastica della mia infanzia.Ed è appunto in un cazzo giovane e duro e curvo ll'insù che mi sono imbattut
a tre notti fa nel Motel dove lavoro.Siamo 18 ragazze e 6 uomini divise in 3 turni di 6 femmine e 2 maschi che ci conosciamo benissimo tra noi.Lunedì mattina mi toccava il turno che va dalle 4 alle 12 ed avevo iniziato a lavorare da qualche ora che ho visto,anzi rivisto perchè viene spesso,un bell'uomo,Flavio,distino,giovane,gentile,vestiti sportivo che tornava dalla reception dove era andato a prendere la chiave e stava andando in cortile a cercare la compagna.Come già altre volte mi ha salutata gentilmente e mi ha ciesto come stessi;io gli ho risposto gentilmente come faccio con chiunque mi rivolga il saluto e lui ,sbirciando nella mia generosa scollatura si sofferma a parlare un po' come dei vecchi amici.Prima di tutto la nostra divisa non serve a renderci desiderabili e sexy bensì a proporci ordinate piacevoli piacenti e pulite.E' una vestaglietta celeste coi bordi bianchi che arriva appena sul ginocchio ed è chiusa da 5 bottoni.Io lascio il primo in alto l'ultimo in basso e que
llo centrale all'altezza dell'inguine aperti e metto una cintura in vita che serve a tirare un po' più su la vestaglia in modo che quando mi abbasso si possa vedere la parte alta delle cosce fino all'attaccatura dei glutei scoprendo la pelle chiara oltre le autoreggenti bianche,mi modella il sedere e lo rende più desiderabile come piace ad ogni donna.Il bottone slacciato in alto permette di vedere la base dei seni e spesso di traverso l'aureola,quello aperto in basso è per permettere di vedere lo striminzito tanga bianco e trasparente quando siamo sedute e quello centrale permette di vedere ad un occhio ballerino e attento il folto pelo inguinale quando ci abbassiamo per lasciare qualcosa sul tavolino da salotto o per fare qualcosa stando piegate.Devo dire che malgrado i miei 44 anni suonati ho un bel corpicino e la mia figura di donna matura ma sempre piacente e forse la mia faccia da vacca fanno che io sia molto desiderabile e lo dimostrano tutte le mani che si allungano con ogni
scusa per palpare il mio corpoi che non chiede altro che di essere palpato.Forse ce l'ho scritto in fronte che sono un tipo facile e qualcuno riesce perfino ad intuire quando mi bagno al solo complimento.Devo dire che vestita come ho descritto lo ero molto di più prima che Veronica venisse nel mio letto forse perchè non godevo abbastanza mentre ultimamente mi sento meno desiderosa di sborrare forse perchè lo faccio molto spesso a casa.Prima godevo spesso quando vedevo i miei compagni che mi sbirciavano in mezzo alle cosce e vedevo i loro pantaloni gonfiarsi :non mi sono mai concessa a loro per il semplice motivo che non me lo hanno mai chiesto.Intanto Flavio mi chiede:-Signorina,buongiorno.Fra circa un'oretta può portarmi nella 43 due caffè decaffeinati? :-Buongiorno signore.Senz'altro,43 ha detto? :-Sì 43.Ah,a proposito non è che potrebbe portarmi anche un paio di preservativi? :.Beh quelli sono nel cassetto del comodino insieme ad altri accessori. Gli ac
cessori sarebbero dei cazzi finti di varia misura dei vibratori e della vaselina. :-Ah sì,li conosco.Ma sono di una misura standard ed io ho bisogno di extralarge altrimenti devo fare senza.Intanto continua a sbirciare il mio seno con più insistenza.Comincio a sentire un certo formicolio al basso ventre segno che la mia ciccina sente la presenza del manico.Vedo il la punta del suo naso che freme e diventa bianca mentre il mio occhio si fa lucido.Mi sento rispondere:-Vedrò se sarà possibile.Al limite farà senza.E qui abbasso la voce e mi accosto di più a lui mettendogli il seno sotto il naso ed una coscia piegata a sfiorargli l'inguine e sento l'umore vaginale che mi cola lungo le cosce :- Credo che fare senza debba essere più piacevole sia per lei che per la sua donna. :-Forse ha ragione,però se capita che in camera arrivi una donna che non conosco? :-Beh,prima aspetti che questa donna le capiti in camera e poi giudicherà se fare senza o meno. :- Ha ragione,far
emo così.Allora l'aspetto tra un'oretta. :-Ok,a tra poco. Questo è stato il dialogo intercorso tra me ed il cliente.Non ero sicura ma credo che la donna che sarebbe capitata in quella camera sarei stata io.A vero dire io venivo da una serata di sesso sfrenato ed appagante con i miei amici e sinceramente non ero eccitata più di tanto almeno fino a quando il nostro parlottare non è divenuto più confidenziale.Allora le mie viscere si sono messe in subbuglio ed in attesa di una visita maschile.Quello che più mi eccita è di essere desiderata.Tra l'altro noi non siamo cameriere bensì inservienti e se non lo vogliamo non siamo tenute a servire i clienti e se lo facciamo dobbiamo essere professionali,cioè servirli ed uscire subito dalla camera.Inutile dire che ci è fatto divieto partecipare agli incontri di sesso coi clienti altrimenti il Motel rischia la chiusura per sfruttamento della prostituzione.Ma è risaputo che alcuni di noi,sia maschi che femmine,accettano di partecipare in c
ambio di soldi per arrotondare lo stipendio.In precedenza mi è capitata una sola volta di accettare le avances di due lesbiche dalle quali ho ricevuto non soldi ma sonore leccate che mi hanno scombussolata tutta.Altre volte mi sono rifiutata perchè chi me lo ha chiesto non mi ha incuriosita più di tanto.L'altra mattina non è che Flavio mi abbia incuriosita ma me lo ha chiesto in modo così compito ed educato che sarebbe stato scortese rifiutare ed io scortese non lo sono per nulla.E poi Flavio non mi ha invitata a scopare bensì a servirgli il caffè.Quando ho ritenuta fosse l'ora mi sono data una rassettata e sono andata a bussare alla porta della 43 che si è subito aperta e richiusa con l'uomo,nudo,che appoggiava le spalle ad essa.La prima cosa che ho notato è il suo cazzo curvo all'insù come piace a me:era talmente curvo che formava come un semocerchio e la capocchia che sembra un gancio che se ti s'infila nel corpo non ti lascia più.Sentivo le labbra della mia fica che si aprivano p
er lasciarlo passare e la mia vagina tutta che applaudiva a quella vista.Sia lui che il suo splendido cazzo sembravano sorridere sornioni perchè sicuri che mi avrebbero penetrata e le mie viscere più felici che mai perchè assaporavano già il succo dolce che le avrebbe inondate.Sul letto c'era una splendida bionda russa che già conoscevo di vista.Era seduta con accanto un bel cazzo di gomma,aveva le cosce aperte che mostravano una fica depilata dalle labbra aperte che luccicavano di umore.Mi sono abbassata per ripore sul comodino il vassoio ed ero curva mentre Flavio mi ha abrracciata da dietro appoggiando il cazzo contro le mie chiappe e facendomi sentire quanto desiderava infilarmelo mentre con le mani esplorava il seno che per mia fortuna ho ancora florido.Mi sono raddrizzata fronteggiandolo e mentre lui mi ha tirato fuori le tette e continuava a spogliarmi ed io gli palpavo il cazzo mi detto:-Sei una donna magnifica e già da molto ho notato il tuo corpo che vorrei sentire freme
re sotto le mie carezze e quelle della mia Tatiana.Vogliamo averti e se acconsenti a leccare la mia compagna mentre io t'inculo ti daremo 100 euro di mancia. Avevo gli occhi languidi e la fica in fiamme dal desiderio e mi sono sentita rispondere:-Vi sbagliate sul mio conto perchè non sono una prostituta. :-E neanche noi lo pensiamo ma i soldi sono solo per il tempo che ti facciamo perdere e poi ci piace che compri qualcosa che ci ricordi di noi e di questa serata. :-Va bene,ma i soldi sono solo per fare felice Tatiana.Per il resto devi darmene almeno altrettanti. Ed avevo detto che non ero una prostituta. :-Mi sembri un po' cara però.Ma come vedi desideriamo averti e non badiamo a spese e anzi se saremo contenti ti faremo un ulteriore regalo.Ero ormai nuda del tutto .Tatiana si èstesa sul letto con le cosce spalancate e mentre io mi posizionavo in mezzo ad esse ho sentito prima entrarmi nel corpo il cazzo finto che avevo visto sul letto e che era ancora umido degli umori d
ella donna e dopo che mi son sentito il buco del culo leccato ed umidificato ho sentito il cazzo durissimo che si è fatto strada nel mio sfintere.Mi ha arpionata,letteralmente agganciata:sentivo la capocchia che mi tratteneva con forza mentre usciva ed entrava strofinando contro le pareti del culo e forzando contro la vagina riempita dal cazzo di gomma . Ho pensato a mio padre,come mi succede spesso,ed al piacere che doveva procurare a mia madre quando la possedeva anche lui arpionandola col suo cazzo curvo e mentre infilavo la lingua nella vagina della donna e ne mordevo il clitoride provocando i suoi gridolini ed intanto diceva " haraciok" che forse vuol dire brava mi sono sentito il culo lavato dalla sborra dell'uomo ed il mio umore abbondante che mi colava lungo le cosce facendomi solletico.Siamo andati avanti per qualche ora prendendo quel bel cazzo in tutti i miei buchi immaginado di tornare indietro negli anni in cui veneravo senza sapere perchè il cazzo come dio eterno.Se
fossi vissuta ai tempio dei romani sarei stata la vestale del dio Priapo.So di essere dotata per il cazzo,per me fottere è un'arte non un mestiere.Se la chiavata non fosse nata per conto suo l'avrei inventata io ed il mio sogno,spesso incubo,sarebbe quello di fare il bagno in una vasca piena di sborra e col sapone a forma di cazzo.Quando ci siamo ricomposti Flavio mi ha dato un assegno di 250 euro e la promessa di servirgli ancora dell'ottimo caffè come quello che non ha avuto il tempo di bere.Per il fatto che mi hanno dato dei soldi mi sono sentita davvero come una prostituta ma con orgoglio,cioè fiera di aver preso dei soldi forse perchè vuol dire che la gente pur di avermi è disposta a pagare.E poi mi sono accorta che dopo che abbiamo pattuito il compenso e mi sono sentita una professionista ho scopato con più verve del solito e mi sono resa conto che i soldi che mi hanno dato li ho meritati.E pensare che dopo avergli visto il cazzo sarei stata disponibile a pagare io lui pur di s
entirmelo in corpo.E pur di sentirmelo in corpo ho leccato volentieri una fica depilata che di solito non faccio perchè mi sembra di leccare la fica di una bambina.Quando sono uscita dalla camera sono stata chiamata dal capo del nostro turno il quale mi ha chiesto come mai mi sono trattenuta così a lungo in camera coi clienti.Ho raccontata una balla ma lui sa perfettamente quello che succede e siccome è un bastardo segaiolo vigliacco ci ricatta e se non cediamo ai suoi desideri ci denuncia alla direzione rischiando così il licenziamento.Lui ci propone di addivenire ad un accordo ed in cambio del suo silenzio concedergli ciò che abbiamo concesso ai clienti.In precedenza aveva già provato invano con me perchè odio i superbi boriosi che approfittano della loro posizione per fare i propri comodi ma questa volta ho dovuto cedere anche perchè,ora che mia figlia si è lasciata col marito,vorrei farla assumere dal nostro Hotel-Motel.Quindi ho dovuto prestargli la mia mano e ritirarla bagnata
dalla sua lurida sborra schifosa.La mia fortuna è che sono longilinea mentre a lui piacciono le donne in sovrappeso come la mia compagna Antonietta che per 183 cm. di altezza mette sulla bilancia 140 chili di ciccia lardosa con delle tette di ottava misura un culo che si fa fatica ad abbracciare ed una fica pelosa che riesce a farsi fottere da una mazza da baseball dalla parte più grossa.E' bella di viso perchè ha solo 23 anni ma ha un corpo che sembra un pachiderma e quando piscia sentiamo come il rumore di una cascata.L'abbiamo vista quando fa la doccia dopo lavorato ed ha le cosce talmente grosse che anche se sono spalancate in alto nascondono la fica e per fotterla bisogna prenderla solo alla pecorina.E siamo tutte convinte che il cazzo del nostro capo serve a farle solo il solletico.A me personalmente non piace anche se ha il pelo della fica tanto folto che volentieri glielo ciuccerei ma pare che Piero diventi matto a vedere tanta ciccia.Adesso Veronica mi prende in giro e spes
so quando siamo per strada mi offre ad alta voce dei soldi per fottermi o mi chiede la tariffa delle mie prestazioni.Mi tratta come una professionista ed ha detto che qualche sera mi porta a battere vicino ai falò dove altre mie colleghe lavorano e vedere quanti soldi riesco a portare a casa.L'idea mi eccita anche se non sono sicura di fare sesso col primo venuto visto che sono sempre stata io a scegliere.Però mi farei chiavare dal nostro dirimpettaio segaiolo se mi desse almeno 500 euro,per meno non gliela darei.Anche per fare un dispetto alla sua megera di moglie che mi sta sulle palle.Mi guarda storto non so se per invidia o perchè suo marito mi dedica tutte le sue sborrate.Vedremo se Vero sarà capace di menare in porto questa trattativa io intanto devo lasciare il Computer perchè il mio nipotino deve mangiare.A presto e buona goduta a tutti
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20 years ago
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