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Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

Un signore

Pubblico un 'racconto' che ho ricevuto tempo fa da Roberto.





Ti spiego nel dettaglio come devi immaginare i nostri incontri e cosa voglio fare con te, descrivendoti le mie perversioni, così che saprai cosa aspettarti.





Sono un uomo distinto di 55 anni, brizzolato, ancora affascinante, ma con delle inclinazioni talmente sconce da non poterle mai realizzare. Il mio manico è molto grosso, rizza ancora bene, e quando mi eccito penzola imponente impressionando le donne per le sue dimensioni da mulo.

Appena arrivi ti faccio accompagnare nello stanzino dal mio aiutante, che sa cosa fare e sta zitto eseguendo le cose più depravate. Ti fa spogliare e ti mostra il tuo costume; un corpetto in latex nero che stringe le mammelle e le fa sporgere in avanti, aperto sui capezzoli in modo da lasciarli sensibili ed esposti alla lingua. Devi infilarti anche dei pants in latex aderenti, che lasciano scoperto il solco delle chiappe, figa e culo all’aria. Per il mio piacere devi indossare anche degli stivali neri, lucidi, con le zeppe alte da battona. Amo avvolgere il tuo corpo femminile per farlo sudare, voglio sentire l’odore del sudore e le puzze che emanano i tuoi buchi. Il mio aiutante ti mette una parrucca nera, una mascherina sugli occhi e ti trucca sapientemente la bocca con un rossetto molto volgare.

Ora ti viene spiegato come mai i buchi devono essere aperti: io preferisco godere inalando flatulenze femminili, meglio se provocate in maniera artificiale, così da renderle intrattenibili dall’intestino della vacca. Ordino che ti sia fatto un clistere apposito di aria e cipolla. Naturalmente qualche ora prima sarai obbligata a mangiare un impasto di fagioli concentrato, misto a un potente prodotto farmaceutico per andare di corpo. Se si ha l’intestino vuoto, esso produce scoregge pestilenziali potenti come bombe e molto sonore. Il mio membro si erge anche al suono delle lofe, devi sapere anche questo. Tu devi naturalmente eseguire i comandi senza tirarti indietro, consapevole di vendermi il tuo culo e le tue viscere per il mio solo godimento, e dunque di non poter rifiutare le mie richieste oscene. D’altra parte i soldi che ti do sono parecchi e valgono senz’altro qualche spruzzo di merda e aria.

Quando sei pronta vieni accompagnata nella sala dove io ti aspetto vestito elegantemente come sempre, ma col manico che già penzola fuori dalla cerniera. Non vedi ancora i miei coglioni pelosi, ma compare il randello semiduro, impressionante, lungo 15 cm. Anche la larghezza ti stupisce, perché è un tubo consistente e ha delle grosse vene in rilievo molto virili. Questa visione ti eccita e ti senti già la tana bagnata. Io ne sento il forte odore; il mio grosso naso ha un olfatto molto sviluppato, ecco perché ho la passione delle flatulenze. Sono in ginocchio su un tappeto e ti faccio avvicinare, tu ti muovi maestosa e ti fermi porgendomi la pelosa proprio davanti al naso. Ti spiego che amo fare un uso particolare del mio naso; cioè infilarlo nella fregna per aspirarne tutti gli odori più forti e poi esigo che la troia si muova sulla mia faccia usando il mio naso come fosse un cazzo, ossia scopandoselo in profondità. Questo mi eccita moltissimo; sentire le narici piene di odore di piscio e di figa colante, quasi a soffocare, in attesa di ricevere la broda appiccicosa della vacca che mi cavalca il viso senza ritegno. Ordino quindi di farti pisciare in una bacinella e, ancora gocciolante, vieni a farti pulire quelle dense gocce da me, con la mia lingua, anch’essa lunga, grossa e rasposa. La mia specialità è infilarla a fondo, rotearla, sbatterla. Sentire una figa calda godere con la mia lingua e il mio naso è la cosa che mi infoia di più e mi fa sentire piu’ perverso. Tu esegui quello che ti dico, mi monti in faccia, sostenuta da un attrezzo al quale puoi appoggiare le braccia, e inizi a fottermi la lingua e il nasone. Io mi sento schiacciato ma inizio a godere e mugolo come un vecchio caprone in calore. Ti muovi su e giù e ti sfreghi la pelosa e il clitoride come ti pare e piace, senza riguardi. Io inizio a gemere, faccio versi molto profondi, rauchi, da animale che gode. Sto godendo e mi prendo il cazzo in mano, sempre più venoso e duro, me lo meno piano, me lo scappello, mi sfioro la punta, solo per farmelo rizzare di più. E’ una mia vera passione quella di godere lentamente. La mia cappellona lucida è molto grossa e tu ci sbavi sopra.

Quando non resisto oltre, ti dico di sederti sulla tazza da cesso fetish, tutta nera, sistemata in un angolo, e mi metto subito sotto, mi faccio immobilizzare il viso in modo da avere i tuoi buchi a 2 cm di distanza. Figa e culo li voglio molto pelosi (il pelo trattiene gli aromi) e odorosi, perciò tu non ti lavi né depili da 3 mesi. Cominci a non potere più trattenere l’aria che il tuo intestino ha prodotto, e sapendo che aspetto solo questo momento mi dici: ‘porco, mi scappa la cacca, mi sento scoppiare, sento lo stimolo a defecare…oh!’ io allora mi preparo, ti dico ‘dai bella vacca, lo so che hai voglia di aprire il culo e smerdarmi, io ho già la bocca aperta, non devi vergognarti. Ma aspetta, prima ti lavoro ben bene.’ Infatti ottengo maggiore godimento se stimolo io le scoregge con la lingua nel buco del culo, allora spingo il muso tra le tue chiappe, tu ti accomodi meglio, aprendole con le mani e inarcando il culo verso di me per offrirmi la caverna puzzolente. Io inizio a dardeggiare la lingua nel foro peloso, spingendo, sbavando e grugnendo come un porco dalla libidine che mi fa uscire di senno. Ad un certo punto capisco che non ce la fai più, sento una pressione e ti incito a liberare l’aria: ‘su, bagascia, scoreggiami sulla lingua! Dai che la prendo tutta, la inalo, mi riempio i polmoni con la tua fetida aria porca, si daiii…’. Tu a questo punto molli una flatulenza prima timida, alla quale poi seguono veri tuoni accompagnati da odori così nauseabondi che per poco non svengo sopraffatto da quel godimento perverso. Il clistere sadico ti ha provocato dei grumi di diarrea, che lasci colare sulla mia lingua matura e avida. Comincio a perdere la ragione e bestemmio. Intanto il mio tarello si è rizzato completamente e ha raggiunto quasi i 20 cm di lunghezza e turgore virile. Tu lo vedi, guardi la cappellona violacea, avresti voglia di piantartelo in figa e cavalcarlo con secchi colpi di fianchi ma prima devi soddisfare il porco che ti sta ravanando, svuotarti le viscere sul suo viso.

‘Mh… che troia, che puzza… mi ammazzi con questi peti, avanti così scrofa, avanti ti dico!!’ Senti che sto diventando una furia, ma sono sottomesso al tuo culo e posso solo sperare che le tue lunghe scariche non finiscano mai. Dopo avermi sparato tutto quello che hai nel culo, con residui di urina e merda, il fido aiutante ti fa sistemare sul tappeto e mi libera dalla terribile e adorata condizione di cesso umano.

Ora vedi come sono diventato, tutto imbufalito dall’arrapamento, rosso dalla foia, pieno di voglia di montare e schizzare sborra (ne produco sempre parecchia e molto consistente). Anche tu, dopo essere stata lappata e ciucciata in tutti i posti, vuoi una monta vera, la tua figa in fiamme la esige. Ti chiedo se prima lo vuoi pigliare in bocca. Tu non sai nemmeno se ti ci entra, ma vuoi provare. Anche il mio manganello non è pulito e sa dell’ultima pisciata e di sudore, ma tu tiri fuori la lingua e te lo lappi come una troia in calore. Non ti lamenti del suo odore, anzi quel tanfo di vecchio caprone ti eccita. Lo pompi per un po’, finché ti ci sta in gola, e senti i versi animali che non posso trattenere. Poi ti dico ‘dai che ti monto, adesso devi proprio prendertelo in figa ‘sto palo, e nel tuo buco scoreggioso.’ Ti caccio ancora una volta il naso fra i peli per annusartela, te la slinguo con forza, poi appoggio il capellone. Mi fermo un attimo e ti dico ‘lo vuoi proprio questo manico da toro, troia?’ tu rispondi con un verso da scrofa, allora te lo pianto tutto in un colpo facendoti urlare. Alla mia età purtroppo non riesco a fottere troppo a lungo, la foia mi fa delirare. Qualche stantuffo selvaggio e sento che la sborra sta per salire lungo le vene del mazzo, te lo dico: ‘guarda troia che ti sto per riempire, preparati al mio spruzzo.’ Tu non vuoi perderti lo spettacolo e mi ordini di sfilarti il palo. Preferisci vederlo davanti ai tuoi occhi vogliosi, teso, eretto, violaceo, che spasima per la necessità di sparare tutta la sua sborra fuori dai coglioni maturi, pelosi, sodi da toro alla monta. Io mi trattengo, mi tendo il manico per fartelo vedere tutto, per dartelo in faccia. Tu lo lecchi piano, mi dici di non toccarmelo, vuoi che io venga lentamente, perché sai che così godo meglio. ‘Leccuzza, troia, dai, lappa la punta, vai nel buchetto, dai, fregna scorreggiona, mi fai scoppiare, esplodooo, merda, schizzoooo’. E cinque fiotti potentissimi e densi sparano nella stanza, tanto copiosi e lontani che quasi ti prende il ribrezzo. Subito senti un forte odore acre di sperma maturo. Ma questo ti arrapa, ti fa venire voglia di farmi bere la tua essenza appiccicosa, quella che ti cola dalla tana quando vieni.

Ma tu non sai che dopo avere goduto io, la mia perversione prevede proprio di bere la figa che gode a sua volta, perciò mi sistemo di nuovo sotto di te, tu ti accovacci come per pisciare in terra, ma invece hai sotto la mia faccia, con la lingua già tutta fuori, protesa come un bigolo eretto verso il solco per lappare come un cane, e il naso pronto ad essere nuovamente usato come cazzo, stavolta fino all’estrema conseguenza. Sei infoiatissima, quello che hai fatto e visto finora ti hanno portato ad essere vacca, così monti con forza, ci dai dentro con energia selvaggia. Esigi di venire usando il mio viso rugoso per godere, e lo fai. Sfreghi, spingi, ti agiti senza riguardo, non ti preoccupi di farmi male o di togliermi il respiro, tanto io sotto continuo a incitarti, premendo le mani sulle tue chiappe, grugnendo di goduria: ‘dai vacca fammi brucare sta pelosa, puzzosa e lurida buca, daiii ohh...’. Tu gridi cose oscene e sconce, mi soffochi col tuo culone sudato e mi inondi di broda, che odora di piscio e peti ai fagioli. ‘Mmhhhh tieni vecchio porcone pervertito, succhia la figa, prenditi i miei colpi brutto schifoso!’

Appena ti rialzi dopo avere goduto su di me, il mio aiutante ti fa risistemare e ti riaccompagna a casa.



Ora sai che questo è il mio modo di godere ed è una delle mie perversioni preferite. Mi concederai il tuo bel corpo per realizzare tutto questo con te?



Roberto

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  • lolita33, 39
  • selvaggiatimida, 38
    complimenti....non facile raccontare tanto bene le proprie perversioni.....estremamente eccitante anche per chi non pratica questi giochi.....ed eccitare una donna con le sole parole è il massimo.....splendido.....con me ci sei riuscito...
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  • carletto1900, 38
    Bravo Roberto. Non sono un critico letterario, ma le descrizioni alle tue fantasie cosi sconce e perverse, sono veramente eccitanti... "davvero in gamba".
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  • miaemail, 31
    Un buon racconto per veri amanti di scat-pissing-...ecc piuttosto estremo....sinceramente non credo proprio di poter arrivare a questi livelli....
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