{"linkButtonClass":"stories-filter__top-new-button button button_default","href":"\/en\/stories-add","title":"Add story","displayFirstSpan":true,"firstSpanClass":"stories__top-new-button-icon","firstSpanContent":"\n<svg class=\"svg-icon icon-add-button-icon\">\n <use xlink:href=\"\/build\/sprite-83eb32dceb21b468932833be844ed846.svg#add-button-icon\"><\/use>\n<\/svg>","displaySecondSpan":true,"secondSpanClass":"stories__top-new-button-text","secondSpanContent":"Add story","checkDeactivatedProfile":true}
-
La mamma della mia amica
Riporto un racconto fattomi da una mia amica ( molto porca ) anni fa , non so quanto ci fosse di vero fatto sta che mi fece eccitare talmente tanto che lo ricordo benissimo. Non era lesbica anche se mi aveva confessato che alle superiori durante una gita c’erano stati palpeggiamenti con una sua coetanea , un po’ brille da sole in albergo dopo essersi guardate e confrontate per gioco ,avevano iniziato a toccarsi fino ad arrivare all’orgasmo, non ci fu più un seguito anche se la mia amica mi disse che era stato molto piacevole e che se si fosse ripresentata l’occasione….. chissà. Comunque finite le scuole rimase molto legata ad una sua compagna ( non quella della gita ) che però finiti gli studi decise di fare degli stage all’estero così la mia amica andava a trovare la mamma di questa ragazza , che viveva sola perché separata , per avere notizie , all’epoca i cellulari erano pochi e molto cari. Da questo punto inizia il racconto che mi fece Mara la mia amica , per comodità mi esprimerò in prima persona ….come se fosse Mara che racconta .Quel pomeriggio avevo deciso di andare a trovare Franca la mamma di Anna era da circa un mese che non avevo più sue notizie. Franca fu entusiasta di vedermi non aspettava nessuno quindi si scusò per l’abbigliamento casalingo un po’ discinto ma in quella casa faceva veramente un caldo infernale , parlammo di sua figlia e di pettegolezzi davanti a un buon caffè poi volle farmi assaggiare un crema al whisky che le avevano regalato , io non bevo molti alcolici quindi rispetto a lei le dissi di metterne pochissimo , ma anche se poco , un po’ mi faceva effetto ,lei ne aveva bevuto più di me e si vedeva che anche lei stava bene , comunque parlando del più e del meno finimmo col parlare del suo lavoro , piccoli lavoretti di sartoria , a tal proposito mi chiese se per cortesia potevo provare un vestitino su cui aveva fatto delle modifiche per una sua cliente , istintivamente dissi di si , ripensando poi che quel giorno avevo messo le auto reggenti e indossavo un paio di mutandine con l’elastico ormai poco teso, rimasi un po’ interdetta , comunque sfilai i pantaloni e mi liberai del maglione , l’imbarazzo crebbe quando vidi Franca che mi fissava partendo dalle gambe a salire piano fino inevitabilmente a incrociare il mio sguardo , rimase un attimo sorpresa ma si riprese subito dicendo che andava a prendere il vestito e mentre andava nell’altra stanza cominciò a fare apprezzamenti sul mio fisico che ero magra cosce tornite bel seno ( era vero!!) non come sua figlia che stava ingrassando e non le andava più niente anzi mi disse che forse aveva un completino intimo e un costume che a sua figlia non andavano più bene e che se li trovava potevo misurarmeli , ritornò con il vestito e continuò con i complimenti - hai proprio un bel fisico ti invidio quasi anche se io per l’età che ho..- così dicendo si sbottono la parte bassa del vestito e mise in mostra diciamo dal basso ventre in giù , anche lei pur avendo superato i cinquant’anni si manteneva bene un po’ più tonda di me ma quello che mi colpì è che era nuda aveva pochi peli e si vedeva proprio bene tant’è che rimasi imbambolata a guardarla e poi subito sono arrossita lei se ne accorse e ricomponendosi mi disse quasi scusandosi che lei in casa non sempre indossava biancheria intima e che non pensava di mettermi in imbarazzo - ma sai - disse - siamo tra donne e tu anche sei mezza nuda - e mi passò il vestito , carino leggero abbottonato sul davanti , intanto mi chiese se volevo ancora un po’ di liquore dissi di no , mi sentivo già un po’ confusa e non so eccitata o forse meglio turbata , lei invece non si fece problemi e se ne versò un po’ dicendo che erano poche le occasioni in cui qualcuno le faceva visita e così ne approfittava un po’, iniziò poi a puntare qualche spillo e con la scusa di sistemare il vestito mi accarezzava , anzi forse è meglio dire mi toccava decisamente i punti….sensibili dopo un momento di smarrimento però ho constatato che non riuscivo ad essere indifferente , già la scena di prima un po’ mi aveva turbato ora le toccatine , poi se devo essere sincera era la situazione che era molto intrigante , anche lei mi sembrava un po’ ..su di giri , mi lasciò un attimo per recarsi nell’altra stanza a prendere un ago , lì per lì non so cosa mi prese , forse volevo vedere fino a che punto arrivava o fino a che punto sarei arrivata io , fatto sta che passai una mano sotto il vestito e misi le mutandine di lato , come se si fossero spostate per caso , mi si avvicinò di nuovo e con la scusa di eliminare una piega mise mezza mano fra un bottone e l’altro all’altezza dell’inguine mi sono sentita avvampare perché pensavo arrivasse lì invece arrivò solo a sfiorarmi , io però ormai me la sentivo caldissima avevo bisogno almeno di una carezza decisa in mezzo alle gambe , fece un giro e si mise davanti a me in ginocchio dicendo che potevo togliere il vestito ma mi avrebbe aiutato lei per evitare di far cadere spilli e impunture varie , quindi sbottonò il primo bottone il secondo , al terzo rimase interdetta a fissare la mia natura , continuai io a sbottonare gli altri ,accortasi che si la stavo guardando mi disse con voce tremante - guarda che hai gli slip di lato ti si vede tutta - mi sembrava quasi di sentire il suo alito , avevo bisogno di toccarmi , così con la scusa di sistemare gli slip li ho abbassati un po’ e per sistemarmi mi sono toccata aprendomi un po’ provando un brivido intenso , poi ho tirato su le mutandine pressando proprio lì la mia mano , non so se era la mia immaginazione ma mi era sembrato che in tutta questa operazione lei si fosse passata la mano sotto il vestito , in mutandine e reggiseno ero lì con il vestito in mano e lei ancora inginocchiata davanti a me si accorse che la stavo guardando , si alzò prese il vestito e andò in camera a sistemare il vestito , io rimasi sola e passata l’euforia del momento non sapevo cosa fare, rimanere lì mezza nuda ad aspettare …cosa poi , magari lei sarebbe tornata e mi avrebbe esortato a rivestirmi , oppure si sarebbe spogliata anche lei e anche se la cosa mi eccitava più di quanto lo ero già , cosa sarei arrivata a fare? la mia cosina era bagnata quindi la voglia e la curiosità di andare avanti c’erano , però quasi automaticamente cominciai a rivestirmi e quando lei tornò un po’ euforica e con il vestito più aperto di quando era andata di là (così mi parve almeno ) , io mi stavo già infilando il soprabito e cercavo una scusa plausibile per congedarmi , ricomponendosi , un po’ delusa cercò di trattenermi chiedendomi di farle ancora un po’ compagnia in qualche modo e io cercai di rassicurarla dicendo che comunque sarei tornata per avere notizie di sua figlia. A casa nel periodo seguente mi capitò ogni tanto di pensare a quello che era successo e se avrei avuto il coraggio di tornare da Franca sicuramente era un bel ricordo …incompiuto ma in ogni caso fra studio e lavoretti non è che mi avanzasse molto tempo. Casualmente un pomeriggio sul tardi in un centro commerciale , mi sento chiamare mi volto e me la ritrovo davanti , elegante , truccata mi venne quasi un tuffo al cuore perché non me la ricordavo così carina e affascinante ( poi se vogliamo la ricollegavo a quel pomeriggio ) comunque dopo i complimenti reciproci mi chiese se l’aiutavo a scegliere un gonna , non avevo molto tempo ma mi faceva piacere stare un po’ con lei anche per capire se anche lei …aveva un buon ricordo. Scelti in paio di capi ci dirigemmo verso il camerino di prova che era un po’ angolare ,quindi l’interno rimaneva nascosto rispetto al negozio ,lei entrò con le due gonne senza chiudere completamente la tenda , si spogliò completamente , ma i due capi non erano un granchè adatti , me covennimmo insieme però lei mi chiese - e del mio completino che ne pensi - così dicendo, nell’intento di sistemarsi si toccò il seno e un capezzolo subito si piantò nella stoffa trasparente poi cercò di sistemarsi il perizoma che comunque la lasciava abbastanza scoperta , le dissi che era molto intrigante e che il perizoma era veramente minuto lei si giustificò dicendo che era un completino che le piaceva moltissimo e quindi … io approvai dicendo che anche a me piaceva molto , anche se forse era più giusto dire che mi eccitava , nel rivestirsi si girò di spalle e non se per caso o no le cadde a terra il vestito , chinandosi in avanti divaricò un poco le gambe e mi ritrovai ad guardarle le parti più intime , il perizoma era finito un po’ in mezzo e quindi da dietro la sua natura era un poco aperta , rossa , lucida , riamasi a fissarla intanto lei mi scrutava da sotto praticamente al contrario , io non me accorsi subito perché cercavo di capire se anche la sua natura si stava bagnando come la mia , incrociai il suo sguardo mi sentii avvampare , lei risolse subito , rialzandosi sempre di spalle disse che aveva il culo un po’ grosso ( un po’ era vero ) per smentirla le dissi che mi sarebbe piaciuto arrivare a cinquant’anni con il suo fisico e rimarcai il fatto che la trovavo veramente sexi e che -smettila - disse - con tutti questi complimenti mi monto la testa e poi mi sento un po’ in imbarazzo tu sei così giovane e carina - . Si però prima mentre si mostrava tutta non mi sembrava molto in imbarazzo , comunque si rivestì e mi disse che in serata andava al cinema con delle amiche che voleva farmi conoscere , io però essendo sotto esami non potevo concedermi distrazioni e quindi a malincuore le dissi che non potevo , però per il fine settimana ero libera e accettavo volentieri un caffè a casa sua , si illuminò e mi disse che potevo andare a pranzo ma in mattinata avevo previsto degli acquisti quindi rimanemmo d’accordo per il primo pomeriggio ,mi ricordò che aveva trovato un completino intimo e un costume, praticamente nuovi , che a sua figlia non andavano più bene e poteva essere l’occasione per provarli - perché no - dissi e salutandola l’abbracciai invece di baciarla sulla guancia andai quasi a cercarle l’angolo della bocca , mi girai e me ne andai senza vedere la sua reazione anche perché mi sentivo le guance di fuoco. Per fortuna l’esame era andato bene così quella mattina ero rilassata e ben disposta dovevo fare alcune compere , salutare un’amica e nel pomeriggio andare da Franca , inevitabilmente qualcosa sarebbe dovuto succedere ma non volevo pensarci più di tanto. Con la mia amica avevamo deciso di vederci in un bar per un aperitivo ma ero decisamente in anticipo così decisi di passeggiare e guardare le vetrine in verità guardavo ma non vedevo nel senso che ero distratta dopo un po’ pero mi trovai davanti a un negozio di indumenti intimi con alcuni completini davvero carini mi ripromettevo di tornarci all’occorrenza , quando ecco che girato l’angolo vidi ancora una vetrina del negozio con esposti indumenti un po’ particolari , lo sguardo finii su un completo con reggiseno ricamato ma trasparentissimo sui capezzoli e perizoma che praticamente era un filo con un triangolino sul davanti piccolo piccolo mi venne subito l’idea di comprarlo e indossarlo per il pomeriggio , però , primo avrei avuto il coraggio di entrare in negozio e comprarlo , secondo l’avrei indossato veramente e terzo stavo mica diventando lesbica , dovevo sbrigarmi però perché si avvicinava l’ora di chiusura d’impulso entrai senza neanche aver guardato il prezzo , la commessa mi chiese se doveva fare una confezione regalo , vergognandomi un po’ dissi che era per me , la commessa mi squadrò e disse che anche se era una taglia unica con il mio fisico l’avrei indossato benissimo…..possibile tutte lesbiche , pagai , caro per quel pezzettino di stoffa e lo nascosi nella borsa , dirigendomi al bar continuavo a riflettere , a me gli uomini piacevano anzi avevo frequentato sempre gente più grande di me proprio perché mi piaceva essere .. non saprei comunque a un uomo non avevo mai negato niente nonostante la mia giovane età , ripensando all’appuntamento che avevo nel pomeriggio , constatavo che mi attirava la trasgressione , una donna , più grande di me , per giunta mamma di una mia cara amica e che mai mi sarei immaginata si lasciasse.. “andare “come mi era parso di capire dai nostri precedenti incontri. Con questi pensieri arrivai all’appuntamento con l’amica che non vedevo da tempo , conversando e spettegolando fra un aperitivo e uno stuzzichino non mi ero accorta che il tempo passava e che ero un po’ allegra , anche se a base di frutta , quello che avevo bevuto aveva un che di alcolico, guardando l’ora decisi che non sarei riuscita a passare da casa prima di andare da Franca , così andai in toilette per darmi una rinfrescata , per fortuna il bagno rispettava la classe del locale in cui ero , appoggiai la borsa sul lavandino e vidi il completo che avevo comprato prima , il reggiseno non potevo metterlo perché contrastava troppo con la camicetta bianca , quindi rimasi senza come prima , però le mutandine le volli provare tanto avevo le auto reggenti e un gonna appena sopra al ginocchio , quindi dopo essermi passata una salvietta intima , mi cambiai il perizoma ….veramente scandaloso non copriva quasi niente , mentre mi rigiravo per guardarmi , sentii bussare , era la mia amica che non vedendomi tornare credeva mi fossi sentita male , imbarazzatissima mi ricomposi ma non feci tempo a ricambiarmi lo slip. Mentre mi recavo a casa di Franca , sotto mi sembrava di essere nuda , sentivo l’aria fresca che mi accarezzava la natura , più mi avvicinavo più cresceva in me l’eccitazione e la curiosità di come avrei affrontato la mamma della mia amica. Suonai , mi venne ad aprire, notai il vestito simile a quello dell’altra volta , però trucco e acconciatura erano molto ben curati , il vestito invece era un po’ giusto , le tirava sui fianchi e sul seno da cui potevo intravedere il reggiseno del completo intimo che aveva l’ultima volta che ci eravamo viste , io invece togliendomi il soprabito mi sono accorta della mia generosa scollatura , probabilmente rivestendomi al bar non mi ero accorta che avevo lasciato aperto qualche bottone di troppo e lei stava guardando proprio lì quindi era tardi per riabbottonarli in più l’aria fresca di cui parlavo prima mi aveva fatto rizzare i capezzoli che puntavano sulla camicetta al limite del fastidio , le spiegai che ero un po’ euforica a causa degli aperitivi che avevo bevuto e che ero a digiuno , mi propose qualche biscotto , dicendomi che anche lei era a digiuno e intanto , tirò fuori nuovamente la bottiglia di crema al whisky che era tanto buono ma che contribuiva a farmi girare la tesata ancora di più , glielo dissi e mi rispose che anche a lei faceva quell’effetto ma che ogni tanto era bello avere una scusa per lasciarsi andare , annuii fissandola negli occhi , abbassai poi lo sguardo quasi immediatamente non sapendo quanto sarei riuscita a sostenere ( senza arrossire ) il suo sguardo, dopo il primo bicchierino cominciammo a ridere per niente e fra una chiacchera e l’altra comiciavo proprio a sentirmi a mio agio , a certo punto si alzò e mi disse che andava a prendere il costume e il completo intimo che aveva trovato fra le cose che a sua figlia non andavano più bene , mi venne vicino e guardando nella scollatura disse - beata te che puoi stare così senza reggiseno io invece vedi - e si aprì il vestito all’altezza del seno , eravamo vicinissime tanto che mi sembrava di distinguere oltre al profumo , anche l’odore della sua pelle , se non si fosse allontanata dopo qualche secondo di esitazione , mi sarebbe venuta voglia di affondare il viso fra quei seni opulenti e generosi , tornò in salotto con i completi , quello intimo, nero ricamato con le mutandine a coulotte e reggiseno a balconcino , il costume due pezzi molto sgambato di un bel colore pesca , nell’andare di là probabilmente si era sbottonata anche un bottone di sotto perché ora vedevo anche un generoso spacco sul davanti che faceva vedere bene le auto reggenti , mi complimentai perché i due completi erano veramente carini e a guardarli così sembravano proprio della mia misura , glielo dissi ma lei mi invitò a provarli mi indicò la camera da letto , feci un po’ l’indecisa , ma in realtà non vedevo l’ora di capire cosa poteva succedere , cominciai col togliermi le scarpe , ma lei insistendo mi guidò verso la camere da letto dicendo che sarei stata più a mio agio , ci spostammo nell’altra stanza , nella camera c’era un armadio a specchio che rifletteva il letto , a sinistra una cassettiera , di fianco un armadio a muro notai anche una specie di sgabello alto un paio di spanne , vide che lo guardavo così mi spiegò che quando doveva prendere le misure per orli o cose del genere ci faceva salire sopra le clienti , così lei non doveva abbassarsi troppo , incominciai a spogliarmi , mi chiese se poteva rimanere perché doveva sistemare delle cose nella cassettiera , le dissi che non c’era problema e mi voltai verso l’armadio , però la vedevo riflessa nello specchio , non si perdeva un mio movimento , molto lentamente indossai l’intimo , mi voltai le dissi - che te ne pare ? - si avvicinò dicendo che ero proprio sexi poi mi chiese di salire sullo sgabello , la assecondai , mi venne più vicino e mi disse - forse di cavallo ti vanno comode - così dicendo infilo la mano tra il mio sesso e la stoffa , spostandola più volte , con il dorso della mano mi carezzava i peli e dopo qualche passaggio ebbi il riflesso spostare il bacino in avanti , per farmi toccare per bene , quel tocco leggero mi eccitava da morire ma mi lasciava insoddisfatta , smise ,mi disse di scendere , passò dietro di me sfiorò il reggiseno poi più intrepida accarezzo i seni come per controllare la misura dell’indumento , già eccitata i capezzoli si indurirono immediatamente , se ne accorse anche lei , prolungò la sua carezza poi vedendomi arrossire mi disse - non devi vergognarti è normale anche io sono molto sensibile in certi punti vedi - tiro fuori i seni dal vestito , notai che anche i suoi capezzoli erano duri , non contenta se li strizzo per farmeli notare attraverso la stoffa del reggiseno , non toglievo gli occhi da quei seni , probabilmente era un impressione ma mi sentivo il viso in fiamme e nel basso ventre un calore che conoscevo bene , alzai gli occhi incrociando il suo sguardo - che bello - disse riferendosi al mio perizoma sul letto lo prese e disse - peccato non ho più il fisico per indossare queste cose - si sbottonò gli ultimi bottoni del vestito ( aveva lo stesso perizoma dell’altra volta ) e se lo portò al basso ventre come per vedere come stava , eravamo tutte e due quasi nude e trovavo questa situazione un po’ imbarazzante ma molto molto eccitante , questa volta mi tolsi reggiseno e slip senza girarmi , rimanendo esposta al suo sguardo , indossai il costume , era proprio la mia misura il fatto e che la stoffa delle mutandine era un po’ più sottile del solito , così , subito non ci feci caso ma dopo qualche istante me lo fece notare lei , ero talmente eccitata che avevo bagnato il costume , poco però si vedeva , mentre non sapevo più cosa dire lei si avvicinò rossa in viso e tremando prese la mia mano , scostò il suo perizoma e la premette contro il suo pube ormai liquefatto , io ormai liberata mi lasciai guidare , la sua natura era calda e fradicia , sentii la sua mano infilarsi nel costume le sue dita si infilarono fra le grandi labbra , l’altra mano la infilò dietro e cominciò a stuzzicarmi carezzandomi piano , avevo il sesso talmente bagnato che le sue dita si fecero strada in fretta , per facilitarle il compito divaricai un po’ le gambe e cominciai a oscillare il bacino come se volessi farmi scopare , il mio movimento la eccitò ulteriormente chiuse gli occhi e cominciò ad ansimare io ormai presa dal vortice della passione con la mano libera gliela appoggiai alla nuca e la tirai contro il mio viso cercandole la lingua con le mie labbra , avevo la mano incollata al suo sesso , bagnatissimo, un po’ la penetravo e un po’ cercavo di arrivare dietro come faceva lei , quando riuscivo a solleticarla lì , emetteva gemiti soffocati nella mia bocca non so quanto durò quel bacio , ma io non mi sarei mai staccata , aveva un modo di baciare che sembrava volesse mangiarmi …ma con dolcezza , ci separammo io tentai di dire qualcosa ma lei mi zittì con delicatezza mettendomi un dito davanti alla bocca che io quasi istintivamente leccai , assaporando così i miei umori , mi fece sdraiare sul letto e si denudò completamente , anch’io mi tolsi il reggiseno seduta sul letto , lei già in ginocchio sul letto mi fece sdraiare , e mi sfilò il costume lentamente arrivata ai piedi , spostai una gamba di lato per liberarmi , lei mi carezzo dolcemente l’altro piede liberandomi del costume facendo un po’ di pressione per spostare la gamba -rimani così - disse - sei oscenamente aperta - rimase a guardarmi poi con la lingua iniziò a lambire il ginocchio salendo verso l’interno coscia , arrivata lì si fermò all’attaccatura della gamba e poi delicatamente ,quasi impercettibilmente con la punta della lingua cominciò a picchiettare piano intorno al sesso poi sempre più dentro , non resistevo più , mi tormentavo i capezzoli strizzandoli e carezzandoli fino che a un certo punto per facilitarle la strada , con le mani mi aprii bene le grandi labbra , alzò lo sguardo e disse - che porca sei - quelle parole pronunciate ansimando ebbero l’effetto di portarmi ancora più all’apice , ora mi leccava con vigore , più le dicevo - piano che mi fai venire - più lei insisteva finche presa dagli spasimi spostai lo sguardo e la vidi riflessa di spalle sullo specchio, aveva le gambe aperte e si toccava freneticamente la vedevo bene aperta ….venni ansimando e dicendo sconcezze incredibili , dopo qualche secondo anche lei ebbe un orgasmo , gemendo a bocca aperta sul mio sesso spalancato e farfugliando anche lei sconcezze. Si mise di fianco a me a pancia in giù , rimasi ad occhi chiusi un po’ svuotata , ad assaporare l’odore dei nostri corpi misto ai nostri profumi , misto ai profumi dei nostri sessi ancora umidi , ero ancora eccitata e avevo voglia di farle ciò che lei aveva fatto a me , mi misi a cavalcioni sul suo sedere e cominciai delicatamente a carezzarle la schiena sfregando il mio pube sui suoi glutei ,con piccoli respiri profondi mi fece capire che quello che stavo facendo le piaceva molto , continuai per un po’ poi piegandomi su di lei cercai di praticare le se stesse carezze passandole i miei seni sulla schiena con l’effetto di , farmi e farle , venire i brividi a seconda dei punti che sfioravo , questo aumentò la mia voglia così le baciai delicatamente il collo ,lei girò la testa e con voce languida mi disse che le stavo facendo di nuovo venire voglia io le risposi che a me non era mai passata e mi avvicinai leccandole le labbra ancora insaporite dei miei umori , si girò supina aprendo le gambe appoggiai delicatamente il mio pube al suo e continuai a baciarla , sentivo il mio seno premere contro il suo mentre mi accarezzava i capelli premendo il mio viso contro il suo , piano piano scivolai sulle guance poi sul collo indugiando fra collo e spalla con piccoli morsi che lei gradiva molto , poi sempre più giù fino ad arrivare al seni che presi a piene mani leccandoli mordicchiandoli strusciandomeli sul viso , intanto per essere più comoda mi ero spostata di fianco a quattro zampe e lei con una mano mi accarezzava , pancia e pube , i suoi capezzoli erano durissimi e io continuavo a tormentarli leccandoli e mordendoli prima delicatamente , poi a volte più decisamente lei intanto ansimava incitandomi a continuare , la sua mano era stabilmente fra le mie cosce bagnate , con la coda dell’occhio intanto vedevo che muoveva il bacino aveva le gambe completamente aperte e riflessa nello specchio vedevo la sua natura aperta e lucida di umori , mi ci sarei buttata con la testa ma volevo far durare il più possibile quel momento , così tornai a concentrarmi sui seni , finche lei con la mano libera prese ad accarezzarmi la testa facendo piccole pressioni cercando di spostare la testa più giù , cominciai a scendere con la lingua e con una mano le accarezzai i peli , lei diede un colpo con il bacino per sentire meglio , ma io tenni la mano leggera volutamente , volevo portarla all’apice delicatamente , arrivai con la lingua ai peli e cambiai posizione praticamente mi accucciai fra le sue gambe e lei si mise un paio di cuscini sotto il sedere aveva le gambe spalancate oscenamente e si offriva a me davanti e dietro rimasi ad osservarla estasiata le grandi labbra aperte e anche la fessura era aperta -ti prego - disse - leccami qui - così dicendo si aprì i glutei mostrando il buchetto dietro che si apriva a seconda di come lei muoveva le dita , non avevo mai baciato una donna , tanto meno lì ma ero talmente eccitata che avrei fatto di tutto , avvicinai le labbra accostandole a quella rosellina morbida , inziai a leccare , a forza di slinguate il suo buchetto si aprì così sempre più eccitata provai a infilarle la lingua lei sobbalzò e mi disse - brava scopami il culo con la lingua mi fai godere come una troia - a quelle parole cercai di aiutarmi con le mani per aprirla ancora di più per infilarle le lingua dentro il più possibile , lei intanto si accarezzava daventi , dopo averla limonata per bene dietro mi scostai un attimo per guardarla mentre si toccava lei si piegò verso prese la testa fra le mani e mi disse - leccami la figa non ne posso più lo so che ti piace - si fatti leccare tutta - le risposi misi la faccia li in mezzo e comincia a leccare , succhiare , mordere non so per quanto ogni tanto mi toccavo ma ero talmente eccitata ( anche perché lei continuava a incitarmi dicendo parolacce e sconcezze ) che bastava poco perché venissi , a un certo punto mi disse - girati voglio venire mentre ti lecco la figa - mi girai sopra di lei mettendole il mio sesso sulla bocca e continuando a leccarla vorticosamente ero in estasi non so quanto tempo passò ma avemmo un orgasmo travolgente che ci lasciò esauste con le bocche incollate ai nostri sessi. A questo punto dissi alla mia amica di smetterla con quel racconto perché ero eccitato all’inverosimile lei per concludere mi disse che quella notte la passò li a casa di Franca.
P.S. mi sono sempre chiesto se questa cosa è veramenete accaduta alla mia amica , o se fosse un'invezione per eccitarmi... c'è qualche donna che se ne intende .....
18
4
16 years ago
admin, 75
Last visit: 14 hours ago -
Marika, l’amica di mia sorella
Conobbi Marika verso la fine dello scorso Settembre, periodo in cui cominciò a frequentare casa nostra. Era la nuova compagna di scuola e di studi di mia sorella Cristina. La sua famiglia si era trasferita di recente a Taranto da Roma. Frequentavano l’ultimo anno del classico e dovevano preparare nel migliore dei modi la maturità. Veniva a studiare da mia sorella molto spesso, quasi tutti i pomeriggi. Suonava il campanello, le aprivo, entrava mi salutava con cortesia, scambiavamo due battute, poi raggiungeva mia sorella nella sua cameretta e li rimanevano rinchiuse per ore.
Indubbiamente una bella ragazza, un fisico perfetto, alta capelli lunghi biondi, un sorriso dolce, occhi verdi, un bel seno, più che romana sembrava scandinava, 18 anni, ma ne dimostrava qualcuno in più . Cristina, mia sorella, non è da meno ma ha caratteristiche decisamente mediterranee, occhi e capelli scuri, pelle olivastra, comunque anche lei una gran bella ragazza. L’intesa tra di loro era perfetta e questo mi procurava molta gioia perché, Cristina, a causa del suo carattere un po’ difficile, prima di Marika, non era riuscita a mantenere un rapporto di amicizia stabile e duraturo con le compagne. Lunatica, presuntuosa e irascibile l’una dolce paziente e comprensiva l’altra, insomma una complementarità che rendeva la loro amicizia molto solida. La famiglia di Marika abitava nell’immediata periferia della città a circa 8 km di distanza dalla nostra abitazione, una zona ben servita dai mezzi pubblici, che Marika utilizzava per venire da mia sorella. La sera, visto che finivano di studiare verso l’ora di cena, si faceva venire a prendere da uno dei genitori, a quell’ora poteva essere rischioso viaggiare da sola, penso comunque che lei sia una in grado di difendersi e di affrontare con sicurezza ogni evenienza, anche la più malcapitata. Talvolta, verso la metà del pomeriggio le vado a trovare per portare loro qualcosa da mangiare, busso alla porta, mi invitano ad entrare e, alla vista delle prelibatezze che gli porto, mi accolgono con atteggiamenti molto in uso negli adolescenti della loro età, quasi fossi una loro coetanea, rimango con loro giusto il tempo di questa breve pausa e ho modo di confermare quanto siano veramente affiatate, una inizia una frase spiritosa e l’altra fa la battuta finale e poi giù a ridere di gusto. Torno da basso, in cucina e mi sento serena. Si l’arrivo di Marika ha reso mia sorella più felice e di conseguenza anche me. L’altro giorno è arrivata come al solito verso le 14.00, Cristina era andata a salutare la nonna nel giorno del suo 85° compleanno. Così ho aspettato in compagnia di Marika che Cristina tornasse, era l’occasione di chiacchierare un po’ di più con le e di conoscerla meglio. Marika mi dava del Lei, nonostante i pochi anni di differenza da Cristina, io l’ ho invitata più volte a darmi del tu, lei l’ha fatto anche se era evidente che non le veniva naturale. Spesso ricadeva nel Lei. Ho comunque apprezzato il suo sforzo, un indubbio gesto di cortesia. Parlammo a lungo, mi confidò di essersi ben ambientata a Taranto, e che anche i suoi genitori si trovavano bene. Con le compagne di scuola si era integrata in fretta e in particolar modo con Cristina che per lei era diventata in poco tempo l’amica del cuore. Era bello parlare con lei, emanava un fascino e un carisma irresistibili, il suo modo pacato e sereno di argomentare era contagioso, mi sentivo così a mio agio che non riuscii a trattenermi dall’esprimere il desiderio che Cristina tardasse il più possibile il suo rientro. Ci fu un attimo di silenzio che a me parve interminabile. Ci siamo guardate negli occhi, non so cosa mi prese ma improvvisamente il mio battito cominciò ad aumentare e un irrefrenabile rossore raggiunse le mie guance. Marika fu brava a risolvere con sobrietà la situazione, disse che era meglio che Cristina arrivasse al più presto perché dovevano preparare il compito in classe di greco del giorno successivo. E proprio in quel momento arrivò Cristina, come se l’avesse sentita, ci salutò baciandoci e abbracciandoci, poi prese Marika per mano e la portò in camera sua. Rimasi un’ attimo silenziosa pensando a quanto era accaduto. Nella mia mente si affollavano pensieri di ogni tipo, cosa mi sta succedendo, non mi era mai capitato di essere così attratta da una persona del mio stesso sesso. Ero confusa, avevo assolutamente bisogno di capire. E l’occasione si presentò molto presto, la sera stessa. Verso le 19.30, Cristina mi chiese se potevo accompagnare Marika a casa perché i suoi genitori erano partiti per un week-end in montagna.
Presi la macchina e feci accomodare Marika al mio fianco e mi diressi verso casa sua. Durante il tragitto parlammo dello studio le chiesi se si sentivano pronte per il compito di greco, lei mi disse che avevano studiato con serietà e che erano pronte. Dopo poco più di dieci minuti arriviamo davanti a casa sua. Sosto col motore acceso, e mi accingo a salutarla con un bacio, quando lei mi invita a salire per un aperitivo. Vista l’ora, oppongo una debole resistenza, alla fine accetto ma tengo a precisare: “Marika solo cinque minuti, Cristina mi aspetta per cena”, “va bene Giusy, solo cinque minuti”. Entriamo in casa, mi accomodo in sala, e lei va a preparare da bere. Ho modo di apprezzare la casa, veramente bella, arredata con gusto. “Mi raccomando, analcolico”, dico alzando un po’ il tono di voce affinché mi possa sentire, “Ok Giusy, fidati, non ho intenzione di avvelenarti”. E’ la prima volta che mi chiama con il mio nome, pronunciato con tanta dolcezza, ha la forza di accendere a mille il mio apparato cardiocircolatorio. Torna con gli aperitivi, percepisce il mio turbamento, posa il vassoio sul tavolino e viene a sedersi al mio fianco. Non so cosa fare sono confusa vorrei fuggire, la sua vicinanza aumenta il mio stato di agitazione. Marika, con assoluta calma ma con altrettanta determinazione avvicina le labbra al mio orecchio sinistro e con voce calda e suadente mi sussurra “hai voglia di me…. vero piccola? Ti piace l’amichetta di tua sorella? ” E intanto inizia a mordicchiarmi il lobo dell’orecchio e stantuffandomi la lingua nella tromba di Eustacchio, me la scopa. il timpano, inumidito dalla saliva, sembra abbia avuto un orgasmo. La mia eccitazione è al massimo, sento i brividi lungo la schiena, sento gli umori colare, le mutande inumidirsi. Il respiro diventa affannoso, mi gira la testa. Lei continua a parlarmi, ma gradualmente il suo tono di voce cambia, le richieste sensualmente sussurrate si trasformano in imposizioni scandite con forza:
“La vuoi scopare vero? …e allora dimmelo!!...
Vuoi essere la sua puttana? ..forza dimmelo!!
Voglio sentirtelo dire… puttana! Sei una gran figa…tesoro, sei la mia figa…”
Non capivo più niente, quel suo modo di fare mi stava sconvolgendo, mai avrei immaginato che Marika potesse essere così perversa, cosi abile, così decisa. Mi sentivo assolutamente in sua balia, avrei fatto qualsiasi cosa mi avesse chiesto, si ero sua. Un primo orgasmo mi scoppio violentemente tra il pube ed il cervello, al punto che le gridai:” Siiii.. sto godendo.. cazzo, mi fai impazzire… sono tua, tesoro… sii..sono solo tua”
Un altro orgasmo violento mi raggiunse come un onda oceanica, ero esausta e felice, ma il gioco doveva ancora cominciare.
Marika stacca il wireless dalla base me lo porge e con tono deciso mi dice: “ Chiama Cristina, dille di non aspettarti per cena… il perché lo sai tu.. inventati qualcosa, la fantasia non ti manca..” Prendo il portatile, ho una piccola esitazione, sono assalita da un improvviso e strano senso di colpa, forse è meglio che torni a casa. Lei intuisce, si avvicina, posa un delicatissimo bacio sulle mie labbra, un bacio sfiorato. Poi di scatto tira fuori la lingua e inizia un percorso rovente, mi lecca le labbra scende sul collo, risale al mento e con la punta della lingua mi picchietta la fossetta poi lo succhia come fosse un capezzolo, non sazia, con una leccata calda e umida percorre avidamente la mia mascella, fino a raggiungere l’ orecchio destro deliziandolo dello stesso trattamento che poc’anzi aveva riservato al sinistro. Torno a non capire più nulla, le gambe mi cedono, lei mi avvolge in un tenero abbraccio e mi adagia supina sul divano. Ora è sopra di me.. mi ripete con decisione “Chiama Cristina… sbrigati!!”
Mentre compongo il numero la mia mente è intenta a trovare una giustificazione. Ecco, è successo che appena arrivate alla casa di Marika la macchina si è spenta e non ne vuole sapere di rimettersi in moto. Marika mi fa compagnia in attesa che arrivi il carro attrezzi. Mi sembra convincente, come d’incanto mi calmo.
“ Ok sorellina, non ti preoccupare, ci vediamo più tardi, ma… stai bene? Ti sento strana, c’è qualcosa che non và? Cos’è successo? Un incidente? Oh Dio mio.. ti prego sorellina dimmi la verità!” “No tesoro, tutto bene, te l’ho detto cos’è successo, non ti preoccupare, sono solo un po’ innervosita da questo contrattempo e mi spiace che tu debba cenare da sola, tutto qui. Comunque ti ripeto, sto bene.. un bacio a dopo.” “ A dopo sister, ti voglio bene”, “Anch’io tesoro, tanto..” Una telefonata fradicia di tensione come fradicia era la mia figa. Mentre parlavo con mia sorella, Marika, abile di mani e sensuale di bocca, mi aveva spogliata. Nuda, tremante per l’eccitazione, riuscivo a reggere il portatile vicino all’orecchio sinistro e la conversazione. Con molta più fatica invece mi riusciva di soffocare nella gola i gemiti di piacere che Marika mi provocava. Si stavo bene, anzi benissimo e appena chiusa la comunicazione, liberai un urlo, uno tsunami di piacere, sonora evidenza dell’ennesimo orgasmo che quella furia scatenata mi aveva regalato. Marika aveva fatto conoscere alla sua esperta lingua ogni centimetro quadrato del mio corpo, soffermandola più a lungo nella zona del pube, dove aveva intrapreso un acceso dialogo con la mia figa. Alternava grandi leccate a ritmo lento e costante con penetrazioni veloci e di varia profondità. Come variante al tema, con la punta del naso infilata in mezzo alle mie gonfie labbra risaliva a modo di spartiacque fino a che trovava la mia pulsante clitoride, l’avvolgeva nelle labbra e me la succhiava, in pratica, un inebriante pompino, io alzavo il pube per permetterle di accedere fino alla base della clitoride, “Siii, ti stò venendo in bocca!!!” “Prendimi tutta, tesoro sono tua!!”. Contemporaneamente le sue esperte mani tormentavano i miei capezzoli. Li Pizzicava, li tirava, provocandomi anche dolore, ma appena lo percepiva, cominciava ad accarezzarli dolcemente con i polpastrelli del pollice e dell’indice. Erano così turgidi che sembravano chiodi roventi. Ogni tanto staccava la bocca dalla mia figa per rifiatare, ma soprattutto per gustarsi il succoso nettare di cui il suo viso e la mia figa erano pregni, approfittava anche per dirmi frasi volgari, che altro non facevano che aumentare il grado della mia eccitazione. Ai suoi volgari inviti io, stupendomi sempre più, rispondevo con altrettanta volgarità.
“ Stai godendo troia?”
“Sii, solo tu mi fai godere così, sono la tua puttana”
“Dimostramelo! Cosa fa la puttana per la sua padrona?”
“Tutto quello che vuoi, sono tua! Chiedimi quello che vuoi!”
“Cagna devi far godere la tua padrona!!”
“Si voglio farti godere, la tua cagna ti vuole fare godere” “Leccami il culo cagna, Lick my ass,
troia”
“Sii, voglio leccarti il culo, voglio farti godere.. tesoro”
“Eccolo leccalo!!”
Marika portò il suo culo a contatto della mia faccia, schiacciandomelo un po’ sul naso. Con le mani le ho allargato le natiche affinché il suo orifizio fosse più facilmente raggiungibile, a quel punto ho cominciato a stantuffarvi dentro la mia lingua con ritmo forsennato. Marika non capiva più niente, si dimenava, mi insultava, gemeva, fino ad esplodere in un fragoroso orgasmo. Si è girata e con foga si è buttata sulla mia bocca. Aveva conservato il mio nettare e ora ce lo condividevamo. Ci siamo baciate a lungo esplorandoci le rispettive cavità, il sapore di quel bacio era inebriante. Dopo una trentina di minuti ci siamo staccate e siamo rimaste abbracciate teneramente. Con voce dolce e commossa Marika mi ha sussurrato: “Tesoro è stato bellissimo, ho goduto come mai prima d’ora” Le ho preso la mano l’ho avvicinata alla mia guancia come per accarezzarmi, e gliel’ho baciata, sussurrandole un soffice: “ Grazie.” Davanti ai miei occhi ritrovavo, la dolce ed educata amica di mia sorella.
Avvertivo chiaramente la sensazione che non avrei più potuto fare a meno di lei.
7
3
16 years ago
coppia1strepitosa,
23/23
Last visit: 15 years ago
-
Finalmente di nuovo insieme, cap 2
...La mattina quando mi alzai la prima cosa che feci, dopo il caffè, fu provare i costumi nuovi. Andai in bagno dove c'era un grande specchio in modo da vedermi tutta. Essendo sempre in topless quelli che più mi incuriosivano erano gli slip. Indossai prima quello verde e ne regolai i laccetti sui fianchi. Quando mi guardai allo specchio fui stupita da quanto mi stesse bene: a vita bassissima, davanti era un triangolo decisamente ridotto coprendo tutto il necessario senza essere volgare e sul retro il perizoma si apriva in un altro triangolo che accentuava la rotondità dei miei glutei. Era perfetto! Provai anche il bianco, era uguale ma con la pelle poco abbronzata non stava benissimo, lo avrei usato in seguito.Mi infilai un vestitino da spiaggia corto e largo e misi il costume, solo parte sotto, in borsa.Quel giorno eravamo soli, gli amici avevano programmato una gita con ritorno in tarda serata. Decidemmo di andare a Es Trenc, una spiaggia bellissima, lunga qualche km e con un acqua talmente azzurra da sembrare le Maldive. Una particolarità di questa spiaggia è l'essere molto libertina in fatto di nudismo, cosa a cui ormai non facevo più caso,anzi.Dopo una discreta camminata trovammo un'area non affollata dove stendere il nostro grande pareo. Mi infilai il mio costumino verde nuovo e mi tolsi il vestito.Attorno a noi alcuni in costume e altri, per lo più uomini e probabilmente gay, nudi.Dopo una mezz'ora il caldo cominciò a farsi sentire così ci tuffammo in acqua. Rinfrescata dalla nuotata, quando feci per uscire ebbi una bella sorpresa: il piccolo costumino era di una lycra leggera e da bagnato aderiva alla pelle diventando trasparente; non lo era sfacciatamente, ma quanto bastava per far notare l'assenza di peli e la forma del mio intimo alla perfezione.Appena lo notai lo dissi a Marco e imbarazzata mi riabbassai in acqua istintivamente. Lui non se lo era immaginato al momento dell'acquisto, ma alla fine mi disse anche di fregarmene visto il luogo dove eravamo. In effetti aveva ragione, eravamo in una spiaggia nudista, chi avrebbe fatto caso a me? Mi feci coraggio, mi alzai e celando l'imbarazzo che mi pervadeva, mi diressi al nostro telo, e mi sdraiai. Marco mi raggiunse qualche minuto dopo.Mi sentivo strana e lentamente l'imbarazzo mutó in piacere; Il sapere che il mio sesso era in mostra a tutti attraverso un costume trasparente mi eccitava. Ed eccitava anche lui abbastanza evidentemente. Il tempo stava passando in totale relax. Prendavamo il sole, facevamo bagni finchè giocando a racchettoni a qualche metro dal bagnasciuga, con l'acqua alle ginocchia, ed il costume ovviamente bagnato, Marco mi si avvicinò, mi buttò in acqua abbracciandomi e mi sussurrò " non resisto più, mi fai impazzire con quel costume.... Vedere poi i passanti che ti guardano mi eccita da matti". Infatti, pur essendo in un area prevalentemente nudista, il passaggio sul bagnasciuga era alto e spesso notavi occhi curiosi scrutare in giro. Con quelle parole immaginai la scena di me seminuda, coperta da un piccolo costumino trasparente guardata da occhi curiosi e sconosciuti. Un nuovo, sconosciuto e forte eccitamento mi travolse."Vieni, andiamo a fare un giro" mi disse prendendomi per mano.Non me lo feci ripetere, avevo voglia di lui. Lasciammo le racchette sul telo e ci dirigemmo dietro la spiaggia. Delle dune di sabbia, immense ed animate da vegetazione creavano un ambiente completamente differente da quello da cui provenivamo. Sentieri sabbiosi, a volte larghi altre strettissimi, si diramavano tra le dune, dentro la vegetazione. Il sole faceva sentire la sua forza sulla pelle e la leggera brezza non era sufficiente a rinfrescarla. Un silenzio quasi irreale rendeva quel luogo speciale. Mi sentivo eccitata, per il costume che mi rendeva praticamente nuda, ma soprattutto al pensiero di quello che sarebbe accaduto di li a breve.Girammo dietro un folto e alto cespuglio, dove un grosso tronco, probabilmente portato da qualche mareggiata bloccava il passaggio ad un metro di altezza.Marco subito mi prese e mi baciò; non ci volle molto perchè quel bacio esprimesse tutto il desiderio che avevamo l'uno dell'altro. Sentivo il mio sesso Umido di umori bagnare ulteriormente quel costumino mentre le sue mani carezzavano e palpavano il mio corpo. Le sentivo abili sui seni, poi esperte sui glutei, vogliose superare il costume e violarmi la vagina.Un brivido mi percorse, rapido e immediato; il desiderio in continuo aumento cancellava l' imbarazzo che fino a qualche secondo prima mi aveva tenuta all'erta su eventuali passanti. Mi abbandonai completamente in gli attimi pieni di desiderio.Scesi in ginocchio di fronte a lui, gli tolsi il costume e, con la sabbia calda sotto di me e quel sole che ci immergeva in un caldo fermo e statico, cominciai una stupenda fellatio. Lo volevo, mi piaceva il suo sapore, salato dal mare, la sua consistenza; lo leccavo fin giù ai testicoli lisci e reattivi sotto i miei tocchi, per poi accoglierlo in bocca succhiandolo con decisione. Tenendolo per i fianchi lo spingevo dentro di me, lo volevo sentire ancora in profondità come la sera prima, ma non scendeva picchiando con forza e fastidiosamente in fondo al palato. Senza lasciare quel membro, allora mi alzai rimanendo piegata a 90gradi, le gambe divaricate, e, sempre tenendomi ai suoi fianchi, lo affondavo spingendolo in fondo ma senza risultato. Ecco che però ad un certo punto, con la lingua leggermente fuori, forzai un po' di più l'affondo, i muscoli si distesero e sentii il pene proseguire la sua strada in gola: delicatamente appoggiò le mani sulla mia testa e cominciarono dei delicati e lenti affondi. La fastidiosa sensazione che all'inizio ti blocca presto scomparve. Le mie labbra raggiungevano il suo corpo mentre i suoi testicoli carezzavano il mio mento ad ogni affondo. Era lui che si muoveva dentro di me, tenendomi per la testa, fino a spingere il suo ventre contro il mio viso, per poi sfilarsi quasi completamente e riaffondare. Sentivo quel pene scivolarmi agevolmente dentro, mi riempiva, mi piaceva, mi appagava.Ad un certo punto si sfilò, mi tolse il costume ormai più bagnato di umori che di acqua salata, mi fece sedere sul tronco dietro di me e, divaricatemi le gambe, in un sol affondo s'infilò deciso nel mio sesso. Mi tenevo a lui, avvinghiata con le braccia e le gambe,mentre mi penetrava con decisione. Una sensazione meravigliosa, un groviglio di corpi accaldati sotto il sole che si godevano ogni istante di quell'amplesso. Avrebbe potuto vederci qualcuno ma non mi importava, in quel momento i miei pensieri erano occupati solo da quello che stavo vivendo, dall' orgasmo che stava arrivando.In un attimo ci trovammo a terra sulla sabbia bollente, io sopra di lui che, baciandolo nervosamente, lo cavalcavo. Il mio clitoride strusciava sul suo pube liscio trasmettendomi brividi e scariche sempre più forti. Quando due dita umide di saliva s'infilarono con decisione nel mio ano non resistetti che qualche istante prima di esplodere in un orgasmo pazzesco. Gemiti a fatica soffocati, il respiro affannoso e poi con il cuore che batteva quasi fuori dal petto mi lasciai andare sopra di lui che con un movimento di bacino, continuava ad affondare nel mio corpo tremolante.Marco era ancora carico ed eccitato; mi fece mettere a carponi, mi bagnò di saliva l'ano e subito sentii appoggiarsi il glande. Senza sforzo sentii il suo pene scivolare nel mio retto fino in fondo e subito cominciare affondi decisi. Subii quella sodomizzazione con gusto, il mio unico pensiero era farlo godere, donargli ciò che lui mi aveva appena regalato. Qualche minuto e sentii il suo caldo piacere riempirmi il retto, seguito da alcuni affondi decisi. Poi il silenzio, l'immobilità di quei due corpi incastrati, il calore del sole ed il vento tra le fitte foglie. Un bacio alla base del collo, un brivido, e quel pene che lentamente si sfilava dal mio corpo esausto e appagato. Restammo sdraiati, nudi e abbracciati li, sotto il sole, sfiniti dalla nostra passione reciproca, prima di rinfilarci i costumi, raggiungere la spiaggia e tuffarci in un bagno rinfrescante. Sguazzavo nell'acqua cristallina, ne sentivo la freschezza superare quel leggero perizoma tanto peccaminoso e carezzarmi lì dove prima ero stata penetrata, usata e violata. Tutto questo davanti quella moltitudine di persone che, ignare della nostra avventura, continuavano la loro routine da spiaggia.Una giornata indimenticabile.
2985
1
11 years ago
elisa85ely,
26
Last visit: 4 years ago
-
Notte calda con un amante senza inibizioni
Quando la sera salii al suo appartamento, l'aria era frizzante. Prima mi aveva mandato un'e-mail e per tutto il giorno mi ero soffermata su ogni singola parola ignobile. La adoravo perché era così schietta. Aveva il dono di dire le cose giuste per irritarmi, fantasticare sulle sue labbra sul mio cazzo e di prendersi il tempo necessario per dimenticare tutto di me.Entra nell'appartamento attraverso la porta parzialmente aperta. Le candele tremolavano nella luce bassa della stanza, dipingendo ombre morbide sulle pareti. Il suo amato ritmo blues suonava dolcemente in sottofondo, creando un'atmosfera seducente. Il profumo di cannabis pungente e vaniglia delle candele aleggiava nell'aria. La sua capacità di creare un ambiente perfetto era eccezionale.La vidi subito dopo aver aperto la porta. Si era rilassata sul divano, indosso un abito fluido che le slanciava la figura nei punti perfetti. Ha avuto gli occhi socchiusi e sfocati e i capelli un po' spettinati. Alzò gli occhi per incontrarmi e fece un sorriso malizioso con le labbra leggermente divaricate, come se avesse atteso il mio arrivo per tutta la sera.La sua voce era bassa, quasi un canto di fusa, quando disse: “Sei venuto davvero”. Inarcò la testa di lato, come se avesse capito la soluzione prima di me.Non risparmiai parole quando affrontai l'argomento. “Dopo l'e-mail iniziale?” Anche se ero a pochi metri di distanza, ho respirato il suo calore avvicinandomi. “Come potrei astenermi?”.Mentre il suo sorriso si allargava, si spostò sul divano, scoprendo più carne mentre il vestito le si arrotolava sulle cosce. Aveva la capacità di impazzire. “Pensavi che fosse bello, eh?”, disse, con un tono spensierato ma che lasciava intendere un pizzico di bisogno.Chinandomi, la avvicinai a me facendole scivolare le mani intorno alla vita. Quando le mie labbra sfiorarono leggermente il suo orecchio, dissi qualcosa. È tutto il giorno che ci penso. Riguardo a te. A proposito di quella tua bocca spalancata. Inoltre, la sensazione di stare in ginocchio è piuttosto piacevole.I suoi respiri tremanti mi fecero capire che la tenevo esattamente dove volevo. Quando le parlavo in quel modo, lo adorava. Mentre faceva scorrere le dita sul mio petto, mi strinse il colletto della camicia. “Allora permettimi di dimostrartelo”, mormorò, premendo le labbra contro le mie. “Lo voglio fortemente; te lo mostrerò”.Si inginocchiò davanti a me, i suoi occhi maligni fissi sui miei, e non disse più nulla. Si comportava sempre così, entusiasta ma composta. La gioia che provava per la sua attuale posizione di dominio su di me era palpabile nei suoi occhi.Con mani lisce e ferme, aprì la mia cintura e io la guardai con stupore. Era evidente che era incredibilmente abile in questo. Quando mi tirò giù i jeans, il mio cazzo era immediatamente eretto e premeva contro di essi; il suo sguardo famelico rivelò che si stava leccando le labbra.Quando si chinò verso di me, con la lingua che sfiorava appena la punta, gemetti e affondai le dita nei suoi capelli, stringendoli forte. Stava giocando con me, facendomi aspettare e provocandomi. Mi arresi e le lasciai fare questo gioco, visto che le piaceva.Giochi aperti e regole sempliciCon un colpo secco, mise le dita intorno al mio cazzo e cominciò a succhiarlo teneramente. Quando i miei fianchi si spinsero leggermente in avanti, mi sfuggì un gemito udibile. “Non stuzzicare”, dissi con voce bassa e graffiante. Dissi: “Ti prego, prendilo tutto”.Mentre i suoi occhi sfioravano i miei, vidi un sorriso che le balenava sulle labbra mentre mi guardava. La mia impazienza, e soprattutto i momenti in cui ero sul punto di perdere la testa, erano le sue parti preferite. Mi attirò più vicino, le sue labbra scivolarono lungo la mia lunghezza fino a raggiungere la base del suo collo. Anche se le veniva l'acquolina in bocca e gli occhi le lacrimavano, non si tirò indietro. Non era mai stato il suo obiettivo.“Brava ragazza”, dissi con tono minaccioso, mentre la mia presa sui suoi capelli si faceva ancora più rigida. Tutto, per favore. Fai capire quanto adori il membro di tuo padre.In effetti, ci riuscì manipolandomi con le labbra, prendendomi in profondità, tirandosi indietro, e poi prendendomi ancora di più la volta successiva. Era la sua passione e si sentiva completamente a suo agio nel farlo. La sua mascella serrata sopra di me e la saliva che le scorreva sul mento erano sufficienti a mandarmi in fibrillazione.Aveva il ritmo giusto, incessante e ipnotico. Mentre la sua lingua si contorceva e accarezzava, sentivo la mia presa su di lei aumentare. Lei assorbiva tutto, con lo sguardo fisso sul mio, e quel bisogno era ancora lì e bruciava, mentre i miei fianchi cominciavano a muoversi da soli, spingendo sempre più a fondo nella sua bocca.“Sembri così seducente con il mio membro in bocca”, osservai, la mia voce tinta di desiderio. “Vuoi che tuo padre ti calpesti tutta?”.La cosa finì lì, mentre lei gemeva entusiasta intorno al mio membro. Mentre il familiare calore e la stretta nel mio ventre si intensificavano, spinsi più forte, la mia mano la guidava e la teneva in posizione. Con un basso rantolo, affondai in profondità e ben presto mi feci strada nella sua gola, denso e caldo.Con la sua lingua che mi lavorava continuamente, succhiò fino all'ultima goccia, senza perdere un colpo. Quando mi ritrassi, mi guardò, con le labbra gonfie e scivolose, un sorriso soddisfatto che le si allargò sul viso mentre le leccava.Ripetei: “Brava ragazza”, mentre il mio respiro rimaneva pesante. “Ma c'è ancora molto da fare”.Quando la vidi salire sul letto, si posizionò tra le mie ginocchia e le sue labbra si chiusero ancora una volta su di me. Non volevo ostacolarla mentre adorava il mio cazzo. Mentre mi accarezzava, rendendomi gradualmente ma inesorabilmente duro, mi appoggiai allo schienale, presi il telefono e la guidai con la mano libera, che si infilò di nuovo nei suoi capelli.Non si è mai rilassata. Si compiaceva della mia reazione mentre mi trascinava, guardando come gemevo e stringevo i pugni. Perché era così insistente, ero felice di cedere alla sua intransigenza. Era bravo a soddisfare i miei desideri ed era il mio giocattolo sicuro.Il modo in cui mi tormentava con la lingua e mi succhiava il cazzo era proprio come volevo. Non aveva bisogno di parole: le sue labbra parlavano. Sapevo che quella sarebbe stata la notte più lunga e meravigliosa della mia vita mentre sentivo i miei muscoli tendersi ancora una volta, pronti per la battaglia
264
0
1 month ago
annabohis,
27/25
Last visit: 1 month ago
-
Scherzi della vita
E' proprio vero,la vita ti riserva sempre delle sorprese,ma mai e poi mai mi sarei aspettata una storia cosi.2 anni fa' a letto con mio marito si giocava e come tante coppie dopo anni di matrimonio,si comincia a pensare di creare nuovi stimoli per rendere piu' vivace e intrigante i rapporti sessuali,cosi' tra una risata e l'altra mi chiede: di un po' ti andrebbe di fartela leccare da un'altra donna?Io risposi PORCO,ti vorresti scopare un'altra insieme a me e cerchi di farlo sembrare come fosse un mio desiderio?Piccolo passo indietro quello che sono oggi non lo ero 2 anni fa'.Cosi chiusi il discorso e mi alzai.A distanza di un mese partii per andare a trovare mio cugino a Londra,una volta giunta sul posto mio cugino mi presento' la sua nuova ragazza,era di orgine asiatica ,carina,simpatica e molto ....seducente nei suoi modi.La stessa sera organizziamo una cenetta in casa sua io lei e mio cugino ,premetto che lui e' sempre stato un gran scopatore( mia zia ne ha viste di tutti i colori) e da sempre mi raccontava tutti i dettagli,e cosi dopo un bel po' di bicchieri mi raccontano come si erano conosciuti..che bastardi ,si erano conosciuti in club prive',lei era da sola mentre lui si era presentato al locale con un'altra donna,per farla breve andarono a letto tutti insieme,e fu' cosi che scopri' la capacita' saffica di lei.Ora non pensate male a quei discorsi mi venne in mente la proposta di mio marito e contemporaneamente sentii un calore tra le cosce che non avevo sentito allora.Mio cugino mi disse: non venirmi a dire che non hai mai provato la lingua di un'altra donna? Io un po' arrossendo naturalmente risposi NO...mai.Lui fece un cenno molto velato alla sua compagna che senza esitare si avvicino ai miei occhi ,,e dopo avermi fatto sentire il calore del suo alito sul mio viso prese e mi bacio,sara' stata l'ebbrezza ,sara' stato quel calore che da sotto comincio a prendere tutto il mio corpo,sara' stata la libido che ormai mi aveva preso mi abbandonai al suo bacio,e lui sempre piu' bastardo con una mano si toccava e con l'atra ci aiutava a spogliarci.Sublime,sconvolgente,eccitante,mi prese in maniera incredibile',a quel punto lei chiese a lui di andar via,per lasciarci un po da sole ,lei capii che con lui li davanti non sarei mai andata oltre.e lui ando a farsi un giro con il suo cane. Credo di non aver mai raggiunto orgasmi cosi', fu dolce,attiva ,lasciandomi abbandonare mentre la sua lngua e le sue mani sembravano cento. Fu cosi bello che dopo quella sera i lasciai coinvolgere anche con mio cugino e con un suo amico.Povero mio marito sarebbe stato giusto farlo con lui questo passo,ma la vita gioca scherzi incredibili, dopo di allora non smetto di pensare alle labbra di una donna che mi baciano e leccano tutta la mia passerina.
6
3
12 years ago
donatella1,
32
Last visit: 11 years ago
-
Cappuccino d\'estate
Erano le tre di un pomeriggio d'agosto, Roma bolliva sotto il sole caldo e acceso come un grande fuoco nel cielo. L'asfalto sotto i piedi di lui era bollente ed aumentava nel suo corpo il trepido fremore di chi sta per incontrare un'amica di vecchia data.
I suoi riccioli biondi, e sinuosi avvolgevano lo schienale di una sedia di un bar. Era li, seduta, sorseggiava un calice di prosecco ghiacciato mentre le sue gambe sode, liscie e colorite da una timida abbronzatura dondolavano accavallate.
Una folata di vento sollevò il suo vestitino rosso fuoco facendola intimidire un po' per gioco di fronte agli sguardi attenti degli uomini che la circondavano.
Una carezza sulla sua spalla e lui si sedette di fronte a lei sorridendo.
Parlarono mentre i loro sguardi iniziavano ad andare sempre alla ricerca dell'oltre...di un qualcosa di piu...di un'emozione da vivere.
Ad un tratto arrivò l'altra lei...pelle scura, bocca carnosa, capelli corvini ed avvolgenti come seta. Si salutarono sfiorandosi le labbra e creando un contrasto di colori con i loro volti così diversi ed in quel momento così uniti. Lui iniziò ad ammirare le curve della venere nera, la sua caviglia avvolta da un filo di brillanti e le sue unghie lunghe e laccate da fargliele immaginare sulla schiena.
Parlarono e di nuovo la folata di vento. Il vestitino della biondina si alzò di nuovo ma questa volta non si intimidì...la sua amica le pose la mano delicatamente sulla coscia, infilò lentamente le sue dita sotto il sottile tessuto fingendo di sistemarlo....ma scivolò...fra le sue cosce scivolò e si fece strada verso quel leggero pizzo dei microslip che l'altra indossava. Il dolce sorriso della bionda divenne un'espressione di voglia pericolosa, di sensazione unica, di irrefrenabile voglia di avere la sua amica addosso. La venere infilò lentamente il suo dito medio nell'intimità di lei ed iniziò a muoverlo. La biondina era bagnata, eccitata e nel momento in cui si voltò verso di lei per baciarla...allargò le gambe con fare deciso...voleva che le porte del piacere si aprissero.
Ai tavoli intorno la gente guardava...alcune donne imbarazzate, altre...invidiose e gli uomini...si gli uomini....iniziarono a bere un drink dietro l'altro gustando quel film all'aperto.
Lui le ammirava e le stava immaginando nel suo letto, nella sua stanza sotto di lui, sopra di lui, a turno ed insieme...in quello stesso istante la sua mano scese sul suo membro diventato marmo, turgido e palpitante, voglioso ed impaziente.
Loro se ne accorsero e quasi di proposito si alzarono contemporaneamente. La venere sfiorò con la sua lingua il dito caldo e bagnato che aveva sfilato dal fiore di lei e ne assaporò il profumo, la dolcezza. Si sedette in braccio a lui, dandogli la schiena mentre la biondina inizio a sollevarle con gesti e movimenti sexy il vestitino nero .
Le unghie laccate tirarono giu la cerniera dei suoi jeans ormai ripieni di piacere e lo presero a sfiorare...quelle mani scure sulla pelle del membro chiaro fecero impazzire lui che in un attimo le prese le natiche e la fece sedere quasi violentemente sul suo palo. La venere nera non portava slip ....cosi iniziò a muoversi come se stesse ballando una lap dance al ritmo di musica in un night.
Lui le prese i capelli e ci affondò il suo viso come se volesse isolarsi dal resto del mondo che lo circondava.
La bionda iniziò a baciare la venere e le loro labbra, le loro lingue, le loro bocche iniziarono ad inumidirsi ed a gonfiarsi..
La venere raggiunse il piacere e con il suo viso ormai sconvolto, stravolto e soddisfatto emise un timido gemito sinuoso come le sue forme, caldo come la sua pelle ricoperta da un velo delicato di sudore.
La biondina la guarò mentre le mani dell'altra le presero la testa e la indirizzarono tra le gambe di lui.
Ogni uomo seduto in quel bar avrebbe voluto partecipare a quel gioco meraviglioso. I riccioli d'oro avvolsero le cosce di lui che la guardava e che le muoveva la testa seguendo il ritmo del suo pulsare.
La bocca rossa fiammante della bionda iniziò a succhiare, baciare e carezzare a colpi di lingua quell'oggetto del piacere ormai diventato lungo e dritto ormai sull'orlo dell'esplosione, all'apice della follia.
La venere si sedette a gambe larghe sul tavolino facendo cadere il bicchiere ormai vuoto....lui prese la testa della bionda, la tolse da li, sollevò la donna e la fece voltare verso la sua amica.
I riccioli biondi in quel momento fecero da minigonna all'altra mentre la lingua giocava con quel grilletto visibilmente gonfio, umido ed eccitato.
Ad ogni colpo di lingua la venere veniva trascorsa da fremiti e da brividi. Lui ...trovandosi in quella situazione non resistette...alzo con un'abile gesto delle mani il vestitino rosso di raso ed iniziò a penetrarla furiosamente, rabbiosamente come volesse dimostrare agli altri che guardavano la sua esclusiva.
Il corpo della biondina iniziò a sussultare mentre lui la prendeva davanti e dietro tenendole quelle chiappette tra le mani come fossero le due metà di un meloncino maturo.
Lei godeva e la venere fremeva ad un tratto il membro esplose e le due donne istintivamente, veloci come feline eccitate si chinarono verso di lui raccogliendo quel succo dolce e denso, bianco e vischioso sulle loro lingue.
Il sole stava quasi per tramontare e la sera scese come un sipario sulla scena del loro piacere.
6
3
15 years ago
admin, 75
Last visit: 14 hours ago -
La mia cara cugina
Ciao a tutti mi chiamo Chiara e ho 18 anni e sono di Rimini, innanzitutto complimenti per il sito, l'ho scoperto da un paio di mesetti e devo dire che è fatto veramente bene.Comunque non sono qui per tessere le lodi di questo sito in realtà voglio raccontarvi questa "fantastica" ma sicuramente insolita storia che mi è capitata questa estate a mare.
Sono andata a mare come tutti gli anni in un villaggio la cosa diversa è che quest'anno non sono andata con i miei ma con i miei zii e quindi anche con mia cugina,che ha un anno in meno di me e con la quale sono molto amica, quasi fosse una sorella. Le serate a mare trascorrevano tranquille perchè c'era l'animazione e li la compagnia di ragazzi con cui avevamo legato era davvero ottima, poi si sa a mare si è sempre un pò più disinibiti e almeno mia cugina si fece un paio di storie con uno dei ragazzi dell'animazione, la cosa non mi dispiaceva più di tanto se non per il fatto che puntualmente rimanevo da sola con gli altri ragazzi del villaggio, non che mi dispiacesse però dopo la prima settimana molti di loro andarono via e quindi io mentre mia cugina Laura si divertiva con il suo caro "amante marino" io ero costretta a rimanere li intorno o peggio con i miei zii. Gli zii non facevano ne problemi di orari ne altro e sotto questo punto di vista erano tranquilli proprio, l'unica cosa è che se io stavo con loro cosa gli raccontavo su dove fosse la loro "angelica" figlioletta? Comunque dopo la prima settimana e mia cugina che ancora continua con le storie con st'animatore mi inizia a raccontare cosa fanno o cosa non fanno, anche perchè mi piaceva curiosare nelle sue emozioni, così la sera quando ci ritiravamo parlavamo.
"Laura ma mi racconti quello che fate o che non fate tu e Giuseppe?" gli chiesi io e lei "perchè?" "e dai dimmelo tanto quello che hai fatto tu l'avrò fatto anche io, sono un anno più grande di te e poi io sono stata fidanzata 6 mesi con un ragazzo".Alla fine riesco a strapparle delle parole e mi dice che di solito se ne andavano nella parte dove stanno le giostre visto che verso l'una di notte non c'è proprio nessuno e li mi ha raccontato come limonano, le mani di lui e di lei fino a dove si spingono e mi ha raccontato che è arrivata a farsi anche succhiare i capezzoli. La cosa non è che mi faceva rabbia ma un pò di invidia si però anche perchè eravamo in discussione sul fatto che Giuseppe sarebbe uscito con lei e non con me.
Ma le giornate li passavano tranquille e sopratutto velocemente, una sera stanca di farmi due palle aspettando attorno al parco giochi stavo per andare a chiamarla quando mi avvicino al parco sento una voce che ansima e saremo stati al massimo ad un metro di distanza poichè c'erano le siepi a dividere i nostri corpi, allora presa dalla curiosità rimango li e ascolto tutto, mi faccio un pò più in la per cercare anche di vedere cosa stessero facendo visto che ansimavano un pò e scorgo solo un paio di piedini nudi avvolti dalle mani dell'animatore, si stava facendo fare una sega con i piedi di mia cugina,assurdo. Resto ancora un pò li nei paraggi e poi me ne torno a casa con mia cugina. All'inizio non volevo che lei venisse a sapere che li avevo spiati ma dopo circa 3 mesi di astinenza su questo argomento ero abbastanza eccitata e iniziai a parlare ma non in modo diretto, bensì facendole dei complimenti su come fosse cambiata negli ultimi tempi, come fosse diventata bella. Lei la vidi un pò arrossire ma ringraziò così introdussi un altro argomento, le parti che gli uomini più amano in una donna e iniziammo a parlare di tutto il possibile arrivando ovviamente dove io volevo "i piedi". Quando facemmo il paragone con i nostri due piedi, che erano quasi simili, io le presi un piede in mano e massaggiai dolcemente la pianta senza sapere nemmeno come poi lei fece lo stesso con i miei e così ci trovammo una di fronte all'altra, ribadisco che io e mia cugina siamo praticamente come sorelle in quanto la prima volta che ci siamo masturbate eravamo assieme e non c'è niente che io non sappia di lei e viceversa. Poi mostrai le mie carte allora gli raccontai che li avevo spiati ma senza malizia, lei un pò risentita non lo diede tanto a vedere ma continuò con il massaggio, allora continuando per quella strada le ho chiesto se fosse stato bello e se avesse provato piacere perchè non ci vedevo molto di eccitante in una sega fatta con i piedi. Lei mi rispose che per lei è stata una cosa abbastanza nuova nel senso che quando si masturbava a casa con una mano si massaggiava anche i piedi e quindi l'uso dei piedi è stata una cosa che forse dava per scontato in un rapporto con un uomo. Io intanto mi ero fatta abbastanza rossa e così anche mia cugina allora per scherzare con il piede che avevo ancora libero allungai la gamba e gli toccai la fighetta, lei fece lo stesso con me e continuando un pò così lei mi chiese così a bruciapelo se volessimo massaggiarci un pò le fighette. A questo punto io dissi "Ok" tanto c'eravamo toccate un sacco di volte assieme ma il bello è che lei non intendeva ognuno la sua ma il contrario, io toccavo lei e lei me. Presa da un rossore improvviso non parlai nemmeno perchè viddi la mano di mia cugina allungarsi tra le mie gambe e così feci anche io. Penso che mia cugina potesse lavarsi le mani per quando fossi bagnata e anche lei non scherzava, intanto cominciai a fare delle piccole carezze da sotto gli slip di mia cugina mentre lei già stava con un l'indice nel mio solco, la cosa di faceva molto eccitante, c'era nell'aria una tale eccitazione. Dopo un pò che andava avanti questa cosa mia cugina si staccò con la sua mano e dovetti anche io fare lo stesso ora era davanti a me con un piede che si allungava verso le mie gambe io mi tolsi il perizoma e Laura fece lo stesso con il suo slip. Capì che cosa avesse intenzione di fare e feci la stessa cosa come uno specchio, sentivo il suo alluce premere sul solco e le altre piccole dita del piede che toccavano come tanti piccoli tentacoli ogni centimetro della mia fica, era bellissimo e il bello era che anche mia cugina stava provande le mie stesse sensazioni a giudicare dagli occhi chiusi e la testas all'indietro. Siamo andate avanti così per una buona mezz'ora dopodichè non che la feci più e assaltai letteralmente mia cugina allargandogli non con molta forza le gambe e mi ci fiondai con la lingua. Era praticamente zuppa di umori profumatissimi che mi facevano impazzire ancora di più. Quando venne lanciò un piccolo urletto di piacere e io che non mi staccavo piena di umori leccando l'impossibile per quanto fossi eccitata. Dopo poco si riprese dal suo orgasmo e mi fece girare per fare un bellissimo 69 dalla quale non ci scollammo prima di un oretta buona.
La mattina dopo quando ci svegliammo ancora con quel sapore in bocca l'una dell'altra ci guardammo con uno sguardo che non era di complicità, era qualcosa di più.
6
3
19 years ago
nicky1, 36
Last visit: 2 months ago -
Patrizia....
Sento in lontananza, una musica che si fa strada nella mia mente, non riesco a comprendere da dove essa arrivi, sono ancora immersa nei mie sogni.
Ascolto meglio, arriva dalla mia inquilina del piano di sopra, che come al solito tiene lo stereo a tutto volume.
Patrizia, questo è il suo nome l’ incontro ,quasi tutti i giorni, mentre entra nell’atrio e sale per arrivare al portone del suo appartamento, al secondo piano , una bella donna non più giovanissima, mora dai capelli lisci che le scendono sulle spalle, bellissimi occhi verdi che ti sciolgono solo a fissarli ma la cosa più bella è il suo seno
Prosperoso.
Non posso fare a meno di sbirciare dentro la sua maglietta scolata o la camicetta sbottonata, ogni volta che mi saluta con quel suo sguardo dolce.
Si è ttrasferita da alcuni mesi, nel mio stesso condominio, non abbiamo mai avuto occasione di fermarci a parlare, se non per un semplice… “Ciao.”
Avrei voluto rimanere ancora li, tra le mie lenzuola, ancorata al ricordo della serata appena trascorsa, alla mia esperienza così spericolata ma allo stesso tempo eccitante, al solo ricordo mi sento già bagnata, lascio scivolare la mia mano, accarezzo il seno, il capezzolo sotto la pressione delle mie dita si inturgidisce, lo stuzzico.
Mi passo le dita tra le labbra e le inumidisco, ritorno a giocherellare con il mio seno , con entrambe le mani mi strizzo i capezzoli, una dolce fitta di dolore mi attanaglia la mente ed è come se quel brivido caldo arrivasse alla mia dea interiore.
La mano, lascia un capezzolo e si posa sul monte di venere, la voglia cresce dentro la mente, mi tocco, allargo dolcemente le gambe, sfiorando la pelle del interno cosce, senza mai toccare la mia corolla, sento il mio respiro farsi affannoso.
Le dita sfiorano il clitoride, pronto per essere accarezzato, le dita trovano il giusto movimento, sento il piacere aumentare , affondo le dita dentro la corolla, con movimento ritmico il mio corpo sussulta, ritorno sul clitoride, sul capezzolo turgido.
Sembra una danza senza fine, mi porto le dita alla bocca assaporo tutto il mio nettare, mi piace sentire il mio sapore sulle labbra e come se mi leccassi la corolla da sola.
Con la mente ritorno alla sera prima, mi sembra ancora di avere quel grosso seno in bocca , di sentire il suo capezzolo che diventa turgido dentro le labbra, il suo nettare che mi riempie la gola e con la visione di quel favoloso 69 , arrivo ad un orgasmo senza fine.
Mi rigiro fra le lenzuola, stropicciate ed inumidite dai mie umori ma il suono dello stereo mi riporta alla realtà.
Lascio scivolare dalla mia mente , il ricordo della sera prima, mi alzo, mi infilo sotto la doccia, la sensazione dell’ acqua calda sul corpo mi rigenera, mi infilo l’accappatoio ed esco, ancora bagnata.
Mi vado a preparare la colazione, aspetto che il caffé salga e nel frattempo apro la porta che da sul mio piccolo giardino, un raggio di sole mi colpisce in pieno volto, l’aria fresca del mattino scivola sulla mia pelle umida ma ancora smaniosa di baci, carezze.
Nella stanza si sprigiona aroma di caffé, una goccia mi bagna il viso, alzo gli occhi e scorgo, Patrizia, sta dando da bere ai fiori sul terrazzo.
“Scusa tanto non mi ero accorta che l’acqua scendesse fino a te.” Con un sorriso smagliante.
Nonostante il sole che mi abbaglia la vedo in tutta la sua bellezza, i seni prorompenti che a fatica stanno dentro quella piccola canotta bianca che indossa.
Osservo meglio, la canotta è bagnata su un seno e posso vedere un capezzolo , che duro preme su essa.
Un fremito mi travolge la mente.
“Non importa Patrizia ,sono cose che possono accadere, anche tu a casa dal lavoro?”
“Si ancora per qualche giorno e tu?” Sembra impossibile ma per la prima volta ci scambiamo due parole.
“Che ne dici di un caffé con me, se hai voglia, è appena salito.”
“Si in effetti si sente il profumo fin quassù, scendo subito.”
Preparo due tazzine ,sul tavolo in giardino, sotto il glicine, alcuni biscotti e del latte.
Si apre il cancello e Patrizia entra, con quella sua canotta bagnata davanti ed un paio di pantaloni di tela a righe.
Ci diamo la mano e finalmente le presentazioni ufficiali.
L’accompagno al tavolino e prendiamo il caffè, parlando del più e del meno e vengo a sapere, che si è separata e che ora vive sola, non ha figli ma nemmeno un compagno, metre io le racconto un po’ della mia vita, i mie occhi non possono che cadere sul suo seno, avrei una voglia di toccarlo ,poterlo leccare,stuzzicare fra i denti quel capezzolo grande che buca la canotta bagnata.
Patrizia mi osserva , sembra intuire quello che sto pensando, si passa una mano sul seno e si sfiora il capezzolo, quasi fosse una mossa impercettibile.
Non so se sia una casualità, una vampata di lussuria mi assale.
“Patrizia ti andrebbe di vedere il mio appartamento.” Dico in un attimo.
“Certo con piacere.” risponde lei.
Le faccio strada, nel mio piccolo ma accogliente appartamentino, il soggiorno con l’angolo cottura, il bagno con una doccia enorme ed infine la mia camera da letto.
Lei si sofferma sulle farfalle attaccate alla parete dietro il letto.
“Raffaela anche a te piacciono le farfalle, anche io le adoro.”
È giù a ridere come fossimo ancora due ragazzine , poi nota alcuni libri sopra il comò, oddio penso dentro di me, è narrativa erotica.
Patrizia, gli prende in mano gli sfoglia e la vedo sorridere.
“Anche a me piacciono questi libri, più che altro mi incuriosiscono, mi piace pensare che ci sono donne che scrivono di sesso.”
“Ti devo confessare, Patrizia ,che anche io mi diletto a scrivere qualche racconto erotico.”
“Ma dai non ci credo, spero mi farai leggere qualche cosa di tuo.”
“Anche subito se vuoi.”
Prendo dal cassetto del comodino, un piccolo fascicolo rilegato, di un mio racconto erotico e glielo porgo.
Ci sediamo sul letto, la vedo, aprire la prima pagina , si sofferma sul titolo e mi sorride.
“LA MIA PRIMA VOLTA CON UNA DONNA…
“Bello come titolo è vita vissuta o solo romanzo di pura fantasia.
“NO”… rispondo io… “Questa è vita vissuta.”
Patrizia si immerge nella lettura, un quarto d’ora di silenzio, alza gli occhi mi guarda .
“Debbo dire, sei nata per scrivere, ho letto ora tutto d'un fiato il tuo splendido racconto, quella tua descrizione calma serena placida per lasciare il posto a un momento in cui sopraggiunge una enorme voglia di essere posseduta, il tuo racconto si alterna tra momenti di erotismo puro a sensazioni di piacere, il tuo racconto che io come lettrice avrei continuato a leggere in un godimento senza fine suggerisce e stimola sensazioni e fiotti di piacere che neppure tu puoi immaginare eccitante, creativo, sei bravissima .”
Rimango un attimo senza parole.
Senza nemmeno accorgermi le passo una mano fra i capelli, mi perdo nei suoi occhi verdi e non resito , le do un timido bacio sulla guancia, non si ritrae, allora capisco che il racconto saffico che ha appena letto le ha eccitato la mente e forse anche il corpo.
Patrizia ricambia il bacio, non sulla guancia, si sofferma sulle mie labbra da prima timidamente e poi con più vigore , insinua la sua lingua, facendola roteare dentro la mia bocca.
Ci baciamo con passione, travolte da una sottile filo di piacere, finalmente le passo una mano sul seno, la sento fremere.
Intrufolo le mani, sotto la canotta, sento i suoi seni morbidi, caldi, due capezzoli duri.
Le tolgo la canotta e i suoi seni prosperosi , con un capezzolo grande ed invitante, mi si parano davanti.
Non posso che prenderli fra le mani, li accarezzo, scendo con la lingua, li succhio prima uno e poi l’altro, poi con entrambe le mani li mordo alternandoli, ad ogni passaggio della mia lingua, la sento fremere, gemere.
Le metto una mano sotto i pantaloni, mi faccio strada fra le sue mutandine, è bagnata, le insinuo un dito, lei allarga un po’ le gambe ed io entro piano, le sfioro delicatamente le grandi labbra.
La voglio penso e senza pensarci due volte , le sfilo i pantaloni, le mutandine, Patrizia rimane nuda danti a me.
Lo spettacolo e tale da lasciarmi senza fiato, il suo corpo boteriano le sue curve al posto giusto, la sua pelle liscia e morbida.
La faccio cadere sul letto, inizio a leccare e baciare quel corpo meraviglioso di donna, le labbra che sembrano dipinte di un rosso scarlato , i capezzoli marrone scuro e giù fino a roteare con la lingua ,disegnando i contorni del suo ombelico, sempre più giù.
Le apro delicatamente le gambe, la mia lingua disegna il contorno delle grandi labbra, poi sull’ interno cosce.
Lei freme, forse vorrebbe sentire la mia lingua entrarle dentro ma io la faccio soffrire, la lecco sempre esternamente, finche Patrizia mi prende con forza la testa, la spinge sulla sua dolce corolla, solo ora inizio a leccarle petalo dopo petalo, la sento ansimare, cerco il clitoride, lo aspiro lo stimolo di vibrazioni, l'addolcisco con la saliva, lo faccio andare e venire tra le mie labbra come un minuscolo fallo delicato ma nello stesso tempo veloce ed instancabile.
Non volevo che arrivasse troppo presto al piacere ed allora le lecco il petalo della corolla tralasciando il pistillo.
Patrizia inarca la schiena e mugola dal piacere, le infilo due dita dentro , sono tutte bagnate, me le porto alla bocca, assaporo i suoi umori , inserisco ancora le dita, avanti ed indietro, lei freme.
Le porto le dita impregnate dei suoi umori alla bocca, la sento leccare con avidità, quelle vista mi eccita la mente, ho voglia di essere leccata anche io , da quella donna fantastica.
Mi sento come in trance, mi allontano un attimo, mi spoglio velocemente e mi getto sul letto accanto al suo corpo, in una posizione tale da poterci leccare entrambe.
Sento la lingua di Patrizia che mi stuzzica, mi lecca , mi stringe, insinua sempre più in profondità, sento che l’orgasmo, il mio orgasmo ormai è alle porte.
Lascio andare il mio corpo e il mio piacere scivola sulla sua lingua, la sento leccare con più forza , mentre con uno spasimo del suo bacino, mi viene in bocca.
Ci rilasciamo un po’ sul letto, mentre le sue mani continuano ad accarezzare il mio corpo, mi cerca ,mi esplora, mi bacia, sento le nostre bocche, le nostre lingue intrise dei nostri umori mescolati insieme,la mia mente si eccita, la voglia mi travolge nuovamente i sensi.
Le salgo sopra le porta la mia corolla, sulla bocca, voglio essere leccata ancora, ancora …sento la sua lingua intrufolarsi fra le pieghe del mio stesso essere, mi sembra che quella lingua,mi arrivi dentro la mente,lei sfiora delicatamente le pareti della mia stessa esistenza in un vortice senza fine.
Quel suo andare e venire dentro di me, le sue maniche accarezzano i mie fianchi, il piacere che mi travolge,inebria la mia mente.
Assetata di sesso mi stringo forte i seni, mi stuzzico i capezzoli, fino a farmi male, sento un altro orgasmo arrivare ma questa volta le impregno tutto la faccia, la bocca, la lingua con il mio nettare, rimango ferma per un attimo il mio corpo è ancora scosso da fremiti incontrollabili.
Lei mi guarda con quei suo occhioni verdi, non posso fare altro che baciarla per ringraziarla di quel meraviglioso orgasmo.
Sento il mio corpo finalmente stremato.
La lascio andare un attimo in bagno, si rinfresca, io la seguo mi metto dietro di lei, la guardo attraverso lo specchio del bagno, le cingo il seno con le mani, le stuzzico i capezzoli, si volta e ci scambiamo un bacio.
Patrizia mi saluta ,esce , la sento salire le scale di corsa, so che ho appena trovato una amica con cui giocare e ci saranno sicuramente altri caffè.
La mia mente però è sempre concentrata sulla sconosciuta di ieri sera al cinema.
Prendo in mano il cellulare, guardo il numero, non so che fare.
Ci penserò con calma.
La mia giornata scorre veloce, prendo un po’ di sole in giardino, con il mio libro, del quale non riesco a leggere neppure un capitolo, la mia mente è sempre su quel numero di telefono.
Alle venti , ceno e mi sdraio sul divano, Ombra mi sale sulla pancia e lo accarezzo come è morbido il suo pelo nero e lucido, fa le fusa.
Accendo la tv, ma nulla riesce a distogliere la mia mente.
Prendo in mani il cellulare , invio un SMS.
“Ciao bella Sconosciuta” ed invio, attendo risposta ma nulla, pazienza , dentro di me già pensavo a come avrei stropicciato volentieri le lenzuola con la sconosciuta del cinema, magari lei ama solo quei giochi.
Arriva ora di andare a letto una altra giornata è trascorsa , piena e travolgente, penso non mi sono fatta dare nemmeno il numero di cellulare di Patrizia , avrei potuto mandarle la buonanotte.
Monell54
P.S.....chi passa di qui e legge, potrebbe lasciare un commento.....Grazie
6
3
10 years ago
Monella54,
54
Last visit: 8 years ago
-
Prestami il rossetto
I granellini di sabbia colore della malva della spiaggia distavano un centinaio di metri dalla villetta in cui Lorena, Alfredo ed io avevamo preso alloggio. Partiti da Parma all'alba avevamo attraversato la Francia in automobile, spingendoci fino a La Baule, località balneare fra le più rinomate della costa bretone. Avevamo raggiunto la nostra meta poco prima del tramonto, rallentati nel viaggio da un incidente stradale all'altezza di Bourg-en-Bresse che per puro caso non ci aveva coinvolti.
La vacanza doveva rappresentare un giusto riconoscimento alle fatiche che avevamo sostenuto durante l'anno scolastico. L'avere superato con profitto l'esame di maturità ci aveva riempito di gioia, ma una volta giunti in Bretagna desideravamo soltanto goderci le tre settimane di vacanze a nostra disposizione, dopodiché avremmo pensato al futuro.
Alfredo e Lorena sono gemelli anche se l’aspetto non lo dava a intendere. Tutt'e tre eravamo intenzionati ad iscriverci all'università anche se non avevamo deciso a quale facoltà, ma un'idea ce l'avevamo.
Non era stato facile, soprattutto per l'opposizione dei miei genitori, organizzare la vacanza, ma dopo tanto insistere si erano piegati alle mie richieste consentendomi d'intraprendere il viaggio in compagnia dei miei due amici.
L'auto su cui avevamo intrapreso il viaggio era una fiammante Mini Cooper rossa, piccola per le dimensioni dell’abitacolo, ma scattante e veloce come poche altre vetture della medesima categoria.
Giunti a destinazione poco prima del calare del sole mi separai dai miei compagni di viaggio, occupati a prelevare le valige dall'autovettura, e andai verso la spiaggia, estesa oltre misura a causa della bassa marea.
A piedi scalzi camminai sulla sabbia bagnata respirando a pieni polmoni le particelle di salsedine che una leggera brezza conduceva verso terra unitamente alle onde che andavano ad incresparsi prive di forza sui miei piedi.
Gli zii di Lorena e Alfredo erano i proprietari della casa che ci ospitava. La residenza faceva parte di un complesso di una decine di villette, tutte uguali, dipinte di bianco con i tetti spioventi.
L'abitazione distava pochi chilometri da Saint André des Eaux, località della Bretagna di grande interesse turistico e paesaggistico. Dopo avere trascorso lunghi mesi chiusa fra le mura di casa a studiare, senza mai levare gli occhi dai libri di scuola, sentivo il bisogno di un meritato riposo, ma soprattutto avevo una gran voglia di svagarmi e restare allegra.
Lorena e Alfredo si prodigarono nel farmi da ciceroni conducendomi nei luoghi più affascinanti della Bretagna. Rimasi sbalordita dal perpetuarsi del fenomeno della bassa marea, specie dalla visione delle imbarcazioni di traverso sul fondo dell'oceano.
La sera, dopo cena, eravamo soliti intrattenerci in uno dei locali notturni di La Boule, una cittadina della costa oceanica distante una decina di chilometri dalla villetta che ci ospitava ed i cui contrafforti sul mare erano occupati da una lunga fila di alberghi e ville signorili.
Mi ero presa una stramaledetta cotta per Alfredo anche se non lo davo a intendere. Avevo diciannove anni ed ero ancora vergine. Consideravo un grave handicap quello di avere la figa inviolata e me ne crucciavo, ma non avevo trovato il ragazzo giusto a cui lasciarla in dono. Avance ne avevo ricevute, fin troppe a dire il vero, ma le avevo respinte scambiando con i miei occasionali partner qualche bacio e delle timide carezza, nulla di più, perché trovavo noiosi i ragazzi in genere.
Lorena la verginità l'aveva già persa ed era al corrente del mio desiderio di perderla. A lei avevo confidato il mio interesse per Alfredo senza ricevere nessun incoraggiamento o aiuto come invece avrei sperato.
Una sera, all'imbrunire, dopo che avevamo cenato, mi allontanai dalla villetta in compagnia di Lorena. Alfredo preferì trattenersi davanti la televisione che a quell'ora trasmetteva una partita dei mondiali di calcio.
Appresso c'eravamo portate qualche lattina di birra, mentre nella tasca dei jeans custodivo della buona canapa indiana dagli effetti euforizzanti e una confezione di cartine per arrotolarci il tabacco.
Andammo a sederci su un costone di roccia in riva al mare. Davanti ai nostri occhi avevamo soltanto la linea dell'orizzonte. Restammo a lungo sedute una accanto all'altra a bere birra e fumare spinelli.
Distanti dal nostro punto di osservazione navi e imbarcazioni da pesca si muovevano nell'oceano illuminate dalle luci notturne e sembravano trascinarsi dietro i nostri pensieri e le confessioni.
Quella sera, e non so spiegarmi il perché, ero irrequieta, quasi si trattasse di un presentimento, ma non ci feci troppo caso presa com'ero dal seducente panorama che avevamo davanti ai nostri occhi. Conversammo a lungo confidandoci le nostre paure come non ci succedeva da tempo. Colpa della troppa birra che avevamo bevuto e del fumo che aveva liquefatto il cervello, forse.
Quando Lorena accostò una mano sulle mie cosce, carezzandole, non ci feci troppo caso, ma quando posò le labbra sulle mie e mi baciò rimasi ammutolita, non provai a scostare la bocca dalla sua come invece avrei potuto fare, nemmeno avvertii disgusto dal contatto con le sue morbide labbra che sapevano di resina e miele, ma al contrario un sottile ed eccitante piacere.
Lorena avvolse il mio corpo con i tentacoli delle sue braccia, trattenendomi come un preda da non lasciarsi scappare. Mi sarebbe stato difficile liberarmi dalla stretta, ma non desideravo svincolarmi e la lascia fare.
Stavo bene fra le sue braccia, il calore del suo corpo era una sostanza curativa alle mie pene d'amore. Attraversò le mie labbra con la punta della lingua e proseguì a penetrarmi la bocca più volte scotendomi il corpo di brividi di calore.
Mi ritrovai distesa sulla roccia, con Lorena sopra di me, nascoste alla vista di eventuali curiosi che potevano stare d'intorno. Avrei potuto svolgermi dal suo corpo sgusciando fuori da quella tana, ma non lo feci. Cinsi le braccia intorno al suo collo e attirai il capo verso di me. La sua bocca era colma di calore come la mia, continuammo a lungo a titillare la punta della lingua una contro l'altra accrescendo il nostro piacere. Quando la sua mano mi scivolò sotto la gonna e le dita attraversarono l'elastico delle mutande la lasciai fare. Afferrai con entrambe le mani la chioma della sua capigliatura e gliela stirai all'indietro liberando parte della nuca dalla massa di capelli che le nascondevano il volto, poi mi dannai l'anima a succhiarle il collo colmandola di baci e morsi.
Lorena incominciò a mugolare di piacere sprigionando un continuo lamento, anch'io ero accalorata, forse più di lei. Avevo la figa fradicia d'umore, e mi piaceva essere toccata in quel modo dalla mano della mia migliore amica che aveva cominciato a prendersi cura del clitoride. Quando tentò d'infilarmi le dita nella figa per penetrarmi mi divincolai dall'abbraccio e mi rimisi in piedi.
Lorena non fece nulla per farmi recedere dai miei propositi, non ce n'era bisogno, aveva capito che non desideravo essere deflorata dalle sue dita. Ritornammo verso la villetta tenendoci affettuosamente mano nella mano come due buone amiche, ma eravamo diventate qualcosa di più lei ed io.
Raggiungemmo la villetta poco dopo la mezzanotte. Alfredo era coricato sul divano concentrato nel guardare le immagini della partita di calcio trasmessa alla tivù.
- Noi due andiamo a letto... - disse Lorena rivolgendosi al fratello.
- Resto alzato ancora un po', voglio vedere come finisce la partita, poi andrò a dormire anch'io.
- Buonanotte... - lo salutai.
Quando Lorena uscì dal bagno era nuda. Prese posto sotto le lenzuola mentre io c'ero già. Le sere precedenti si era mostrata con indosso le mutandine e la canottiera, lo stesso avevo fatto anch'io. Mi fu facile capire quali fossero le sue intenzioni. Contrariamente al solito non spense l'abat-jour sul piano del suo comodino. S'infilò sotto le lenzuola e accostò il suo corpo al mio abbracciandomi attorno al petto.
Il suo corpo era tondo, bellissimo, possedeva seni prosperosi e fianchi larghi. Avrei pagato non so cosa per essere come lei. Possedeva capelli ricci naturali di colore castano che portava lunghi a cadere sulle spalle, io al contrario li avevo corti e lisci. Li ho sempre portati così, forse perché non essendo troppo alta di statura mi sarei insaccata con una pettinatura come la sua.
Sembrava provare piacere nel tormentarmi con le sue carezze. La mano si spostava sulla pelle lambendola con delicatezza colmandomi di brividi da capo a piedi.
Conquistata dalla sua travolgente passione mi sentivo lusingata dalle moine e dalle carezze che riversava sul mio corpo. Avrei desiderato scoparmela per davvero, ma non glielo dissi, lasciai che proseguisse nella sua opera, anche quando si mise in ginocchio fra le mie cosce e, divaricandole, mise in bella mostra lo scampolo di pelle rosa della mia passera.
Lorena chinò il capo e le guance lambirono le mie cosce. Avvertii la punta della lingua sfiorare le labbra della passera e una serie di tremori attraversò il mio corpo. Allargò con le dita le labbra della passera e incominciò a leccarmi all'intermo con cautela, come se volesse prolungare all'infinito il mio stato di ebbrezza. Ero bagna fradicia e questo le diede senza altro piacere, ne sono certa.
Mugolavo e gemevo per l'intenso il piacere che sapeva trasmettermi. Il cuore sembrava scoppiarmi, le tette mi dolevano e la figa produceva una grande pioggia di calore fra le cosce. Non resistetti a lungo dal toccarmi le tette, accompagnai il movimento del capo di Lorena sul bocciolo del mio clitoride frizionando le dita sui capezzoli.
Ero prigioniera del suo abbraccio, in balia di una pulsione erotica che non riuscivo a spiegarmi e che non poteva essere solo frutto della troppa birra e del cannone che mi ero fumata quella sera.
Non impiegai molto tempo a raggiungere l'orgasmo, sopraggiunse liberatorio e fu davvero shockante. Incominciai a tremare in maniera convulsa e gridai, gridai forte, ma non ricordo cosa sbraitai perché era troppo il piacere che stavo provando in quei momenti.
Lorena proseguì a succhiarmi il clitoride nonostante mi sforzassi di allontanarle il capo dalle cosce con la forza delle braccia. Quando si scostò ero fradicia di sudore e colma di piacere, ma la serata non si concluse lì.
Lorena si allontanò per fare ritorno nella camera dopo qualche istante, ma stavolta non era sola: Alfredo era con lei.
Raccolsi un lenzuolo e coprii come potevo il mio corpo nudo. Di fronte alla mia sorpresa Lorena non si scompose, anzi, si avvicinò al letto insieme al fratello nudo pure lui.
- Alfredo ed io sappiamo che è la tua prima volta e vogliamo che sia speciale. - disse con un luminoso sorriso.
Lorena scostò il lenzuolo che avvolgeva il mio corpo, prese posto sul letto alla mia destra mentre Alfredo andò a coricarsi sull'altro lato.
L'alba ci trovò abbracciati uno all'altra dopo un ultimo amplesso.
5
3
16 years ago
ILPUNTOG,
40/40
Last visit: 16 years ago
-
La prima volta in quattro
Avevo una voglia matta di provare con un'altra donna,e cosa che è avvenuta un giorno mentre stavo al lavoro
E' venuta a lavorare presso dove io lavoro una ragazza,non carina, ma un bel tipetto,bel fisico con belle tette,inizialmente se la tirava,e si comportava da persona insospettabile,ma con il mio fiuto femminile avevo capito qualcosa di diverso in lei, anche se era fidanzata, e detta da lei molto molto fedele al suo lui.
Sarà strano ma è successo che un giorno ,come di sua consuetudine il mio principale mi chiama nel suo ufficio, mi comincia a palpeggiare a strusciare,io in quel momento avevo voglia di ciucciare il suo cazzo,gia grosso e duro,e mentre stavo davanti a lui in ginocchio con il suo arnese in bocca,sento una mano in testa, piu leggera e piu delicata di quella del mio capo, mi giro ed era lei,che evidentemente non vedendomi rientrare al mio posto di lavoro è venuta a curiosare e senza farsi dire niente si inginocchia anche lei, convinta che volesse ciucciare anche lei, mi tolgo il cazzo dalla bocca ,per farlo prendere a lei, invece inizia a baciarmi con la lingua,me la infila tutta nella bocca,con le mani inizia a spogliarmi,tirandomi fuori il mio seno i capezzoli erano diventati duri ero eccitatissima ( io 36 anni esperta, ma lei 24 anni piu esperta di me) lascio il cazzo del mio principale che allibito e sorpreso piu di me si scosta per guardarci,sempre con il suo cazzo fuori.
I nostri corpi letteralmente nudi (era fatta molto bene)si intrecciano con le mani le nostre lingue non stavano mai ferme io sul suo ed lei sul mio corpo,la faccio distendere sulla scrivania,ed cosa mai fatta,inizio a leccargli il clitolide,duro come il cazzo del mio pricipale,lei gemeva si divincolava sotto i colpi della mia lingua che era diventata come un martello pneumatico, gli alzai di piu le ginocchia e quando iniziai a infilare la lingua sul suo culetto si dimenava ancora di piu mentre gli infilai un dito nella passera,ed in quel momento al massimo della sua ma anche mia eccitazione i suoi gemiti erano piu forti, sentirla strillare io godevo ero un fiume in piena, la mia lingua non si fermava piu le mie mani sul suo sodo seno,sgrillettavano i suoi capezzoli duri ero come un robot non mi fermavo piu, fino quando le sue mani presero la mia testa per allontanarla, avevo capito che era esausta dal piacere e dal godimento avuto, in quel momento il mio principale si avvicina io lo prendo in bocca per ciucciarlo, era eccitatissimo, e lei per solidarietà inizzia a ciucciare insieme a me, fino quando il mio capo sposta la mia testa per farlo ciucciare solo a lei, ed a vederla e detto dal mio principale lei piu piccola di me ma espertissima in tutto e per tutto.
Dopo quel giorno , ci sono stati tantissimi altri giorni sempre noi tre,fino a quando una sera accordatoci per un incontro lei è venuta con un amico Gay, ed è stato fichissimo ed eccitatissimoooooooooooooo cosa che vi racconterò la prossima volta
ciao Fausta
Questo racconto è reale, cosi come l'ho raccontato
6
4
17 years ago
fausta,
50/50
Last visit: 8 years ago
-
Nello spogliatoio
Questa mia storia risale a qualche anno fa...avevo 18 anni e giocavo nella squadra di pallavolo del mio paese, lo sport non mi è mai piaciuto gran che ma era un modo per socializzare con delle mie coetanee, visto che ne avevo in quegli anni poca occasione perché vivevo isolata in campagna.
All’inizio le cose andavano male perché non riuscivo affatto ad inserirmi, timida com’ero in un gruppo ben collaudato, la mie compagne non perdevano occasione di rimproverarmi sul campo e in allenamento per ogni minino motivo col solo pretesto di litigare ed allontanarmi dalla squadra.
Ho tenuto duro però, anche perché quello era l’unico modo che avevo per poter fuggire, anche se per poche ore la settimana dalla noia che vivevo a casa con i miei genitori.
E così un poco alla volta sono riuscita ad integrarmi anche perché le mie prestazioni sul campo miglioravano ed ero ormai diventata un elemento insostituibile della squadra.
Le mie compagne mi avevano anche invitato più volte ad uscire con loro ma avevo sempre rifiutato un po’ perché non potevo far tardi la sera, un po’ perché mi sarei sentita in imbarazzo ad uscire con delle ragazze che in fondo sentivo così lontane da me, molte di loro avevano l’auto e lavoravano, io invece facevo il liceo e non mi sarei sentita a mio agio nelle loro compagnie e nei loro discorsi, che giravano quasi esclusivamente sul sesso.
Non ero vergine, ma ero stata solo con un ragazzo con cui purtroppo non aveva funzionato, questo non faceva che accrescere le mie insicurezze.
Sotto le docce Marika si divertiva ad elogiare continuamente le “dimensioni” del suo ragazzo, Katia e Maria erano sempre pronte a stuzzicarmi, una volta le avevo parlato di Diego (il mio ex)e loro volevano sempre più sapere dei particolari. Erano tanto pettegole! Ma in fondo 2 brave ragazze, e mi fermavo a chiacchierare spesso con loro.
Monica aveva 25 anni, era da poco entrata nella squadra, era molto taciturna e timida ma in campo sapeva farsi rispettare, con lei non chiacchieravo mai, un po’ mi faceva paura quando mi guardava con quei suoi occhi scuri. E poi c’era Gemma…aveva 21 anni e studiava all’università, giocava solo perché quello era l’unico modo per poter fare palestra nel nostro piccolo centro. Era bellissima, tutti i ragazzi le andavano dietro e mentre giocavano si sentivano continuamente apprezzamenti che ci distraevano e l’allenatore aveva il suo bel da farsi per farli tacere.
Ogni tanto mi fermavo a guardarla, aveva un non so che di magnetico, era alta, bionda e con due stupendi occhi azzurri che aveva preso da sua madre che era finlandese. Io invece non ero ancora completamente “sbocciata”, avevo un paio di orribili occhiali da vista ma ero una biondina tanto carina (così mi dicevano tutti)e avevo un bel fisico, solo che provavo vergogna ad indossare una gonna e a truccarmi e stavo più a mio agio in tuta.
Gemma era tutto quello che io inconsciamente volevo essere…ma lei a mala pena mi parlava, non cagava nessuno in fondo figuriamoci me.
Una sera, era a fine novembre, io e Gemma eravamo rimaste da sole in palestra. Io mi stavo allacciando le scarpe quando sento un cellulare che squilla e Gemma che mi implora di passarglielo il più in fretta possibile. Pensai subito che doveva essere uno degli uomini che frequentava, i vociferava che stava con un uomo di città gia sposato e con tanti soldi, anche se io nella mia ingenua mente stentavo a crederci.
Afferrato il cellulare sporgo la mano per passarglielo ma lei mi chiede di aiutarla perché ha le mani bagnate e così mi sfilo le scarpe ed entro nel box della doccia con lei con il cuore che mi batteva a mille e le mani che tremavano per non so cosa.
Era la prima volta che la vedevo nuda, infatti lei preferiva sempre docciarsi quando tutte avevano finito, aveva un corpo stupendo, la pelle liscia che emanava un forte odore di bagnoschiuma e notai subito che si depilava laggiù. Allora erano vere le storie che raccontavano Katia e Maria pensai!
Mi sentivo in un forte imbarazza a star lì a provare quel batticuore, non ero lesbica e il solo pensiero mi faceva schifo ma fatto sta che ero lì con Gemma nuda e non riuscivo a staccarle gli occhi dalla fica, per un attimo mi passò per la mente ane la possibilità di farle una carezza sui capelli ma mi fermai subito. Lei mi disse di chiudere la chiamata poi come se pensasse ad alta voce disse -ah…questi uomini, gli dai un dito e si prendono un braccio…- poi guardandomi mentre indossava l’accappatoio aggiunse -come vorrei essere come te, che non hai nessuno che ti caga e non sai nemmeno come è fatto un cazzo….- poi si avvicino e mi diede un pizzicotto su una chiappa e un bacino sulla testa e disse -grazie, amore…-. Ero rossa dall’imbarazzo e verde dalla rabbia allo stesso tempo! Mi stava prendendo in giro, non sapeva nulla di me e mi aveva preso per una verginella sprovveduta, poi pensai a quel “grazie, amore” e mi venne addosso una gran paura, e se si fosse accorta che la guardavo incessantemente? E se pensasse qualcosa di male? E se forse, voleva solo provocarmi? Gemma andò via e mi lasciò sola con i miei dubbi quando mi accorsi di un rumore alle mie spalle, evidentemente c’era qualcun altra nello spogliatoio che si era goduta la mia figuraccia.
Mi voltai ed era Monica con una palla in mano, aveva la canotta della squadra e dei fuseaux neri, era sudatissima e mi guardava con aria di sfida come faceva di solito. Io avevo sempre fuggito i suoi sguardi, mi faceva un po’ paura quella ragazza, era troppo aggressiva.
Mi guardò con 2 occhi che non scorderò mai disse -Guarda che ti ho visto come guardavi Gemma…sarai mica una lesbica?- io feci no con la testa ma lei continuò -perché se lo sei devi dirmelo subito e poi a tutte le altre perché sai, non è piacevole che qualcun altro si bagni mentre tu ti fai la doccia…-non colsi subito l’umorismo della sua battuta perché intenta a sfuggire con lo sguardo i suoi occhi che mi scrutavano da capo a piedi, avevo paura che mettesse in giro quella falsa voce, che in un paese piccolo poteva rovinarmi.
-E poi, guarda che non è a te di sicuro che pensa Gemma…quella è una puttana delle peggiori, è una scusa quella dell’università, lo so io cosa combina….ma non le hai visto come era ridotto il suo culo stasera e che razza di succhiotti aveva??? O forse ti piacciono solo le tette e la passerina???- .
I suoi discorsi erano sempre più volgari e lei mi stava sempre più vicino, era sudata fradicia ed emanava un forte odore, mi sembrava di ricordare quello di mia fratello quando torna da una partita di calcetto.
Quando all’improvviso mi prese la mano tremante e se la portò sul seno, io la tolsi subito e le urlai -ma sei matta? Smettila!- ma lei me la riprese con forza, era più grande e forte di me e non riuscivo a dimenarmi…-dai, lo so che ti piace toccare, visto che tu sei piatta di seno….- continuavo a fare resistenza ma sempre più inutilmente.
-vuoi che tutti sappiano che sei una lesbica?- io le urlavo di no, ma lei mi provocava dicendomi -allora perché mi tocchi?-. Ero troppo nervosa per controllarmi e così le tirai una sberla e scappai via. Lei, inferocita mi saltò addosso e mi getto sul materassino urlandomi -brutta puttana, questa non me la dovevi fare, adesso ti riduco peggio di Gemma….- mi bloccò a terra e mi tolse la tuta, mentre mi minacciava dicendo che si sarebbe inventata un mucchio di storie, che mi avrebbe rovinata e che le avrebbero creduto tutti perché era più grande di me e perché frequentava da più tempo quello spogliatoio.
Mi tolse il pantalone della tuta, mentre la mia resistenza si faceva sempre più fiacca anche perché il suo seno era grosso e lei lo strofinava contro il mio…bloccandomi in quella posizione.
Mi strappò il reggiseno e se lo tolse anche lei mentre infilò con violenza una mano tra le mie cosce. Emisi un forte gemito, mi strofinava il clitoride e mi leccava il seno e io non potevo far nulla per scappare.
Continuai a gemere e cominciai a provare piacere anche perché la sua azione si era addolcita e perché quel sudore mi eccitava terribilmente…-i capezzoli sono turgidi e stai cominciando a bagnarti…sei una lesbica proprio come pensavo….-. Tornò a toccarmi con violenza mentre mi urlava che voleva sfondarmi, come non aveva fatto quel frocio del mio ragazzo…
-Così mi fai male! Fai piano!- -ah bene- disse lei -comincia a piacerti sul serio, visto che non mi dici più smettere…-
-Ma che hai capito?!?!smettila subito, la lesbica sei tu, lasciami andare, mi fai male!-
-E no bella, ora si va fino in fondo perché so che è quello che vuoi…-
Provavo un misto di dolore e piacere, avevo fatto del sesso col mio ragazzo, ma solo 2 volte e con molta calma e se devo essere sincera non mi era neanche piaciuto gran che, forse perché lo avevamo progettato troppo a lungo e alla fine ne ero rimasto un po’ delusa, lui poi era inesperto quanto me e tutte e due le volte venne quasi subito.
Non sapevo ancora insomma cosa fosse un vero orgasmo, ma Monica con le sue dita e la sua lingua sapeva farci e la situazione improvvisa e violenta mi faceva eccitare ancora di più.
-ora ti faccio un giochino, tu però devi promettermi di non scappare...- Feci cenno di si con la testa e non potevo fare altrimenti perché avevo sempre paura delle sue reazioni e la cosa mi piaceva sempre di più….
Mi strappò le mutandine e cominciò a leccarmi le labbra e il clitoride, buttava saliva e poi la spargeva sulla mia vagina dolcemente per poi tornare ad affondare la sua lingua dentro di me.
Stavo impazzendo dal piacere, quando ad un certo punto lei rallentò mi venne d’istinto di prenderle la testa e spingerla giù, lei mi fece un sorriso -che puttanella che sei…-, ma ormai non sentivo più le sue parole in preda com’ero ad un orgasmo furioso.
Mi fece allargare le gambe e la sua lingua andava sempre più vorticosamente a fondo mentre con le mani mi stringeva forte il seno fino a farmi male ma non riuscivo a dirle di smettere.
Urlavo dal piacere, per fortuna la porta era chiusa e non poteva sentirci nessuno, lei intanto tolse una mano dal mio seno e cominciò a masturbarsi. Doveva aver fatto cose del genere altre 100 volte pensai, nella frenesia del momento.
Venni almeno 2 volte sotto i colpi della sua lingua quando lei all’improvviso si alzò, prese la pompa con cui gonfiamo i palloni e la infilò nella mia vagina. Anche se era dilatata a dismisura provai un forte dolore e lo esternai con un forte urlo. -ti devi accontentare di questo bella…-
Non ce la facevo, provavo troppo dolore così le tolsi le mani e lo presi io, facendo un movimento più dolce, mi ero già masturbata con una zucchina una volta ma non lo avevo più fatto perché vinta dall’imbarazzo…mi tornarono alla mente i movimenti che avevo fatto quella volta e li ripetei…ero ormai persa nel piacere tanto che persi il contatto con la realtà.
Quando, dopo qualche minuto aprii gli occhi ed estrassi quel finto membro dalla vagina notai che Monica era seduta di fronte a me nuda e si stava masturbando avidamente, mi ordinò di leccarle la fica. Come ipnotizzata dal piacere mi avvicinai; era molto pelosa ed aveva un odoraccio, provai a leccarle il clitoride ma fui dopo poco frenata un po’ dall’odore dei sui succhi vaginali e un po’ dall’inesperienza, così smisi.
Le misi una mano tra le gambe, quasi per farmi perdonare e cominciai ad accarezzarla, lei urlava -più forte, più forte!- entrai con 3 dita senza problemi quando lei mi prese la mano e mi disse -ora ti guido io…- .
Spinse la mia mano con forza, non so come non facesse a provare dolore, mi sembrava di vedere la scena di un film “Bound, torbido inganno”, con lei sdraiata nuda per terra ed io sopra che la facevo gemere. Urlava terribilmente, avevo paura che ci sentisse qualcuno in strada e la mia mano era quasi addormentata quando lei me la chiuse a pugno e mi disse -ora voglio che me la sfondi…-
Non sapevo cosa fare, fu lei a togliermi dall’imbarazzo spingendo il pugno nella sua vagina, non riusciva ad entrare e mi sembrava impossibile potesse farlo…ma lei era una troia consumata e con i movimenti giusti seppe riusciti. Andammo avanti un minuto, io solo a guardarla, stavo per venire tanto che con la passerina cercavo lo spigolo del materassino….
Lei ebbe l’ennesimo orgasmo poi ci fermammo, tolsi la mano piena dei suoi liquidi e lei me la fece portare alla faccia sporcandomi tutta….mi faceva un po’ schifo la situazione ma non seppi dirle di no….lei cominciò a baciarmi, prima con violenza poi sempre più dolcemente come mai il mio ragazzo aveva fatto.
-sei la mia più bella scopata Francesca…-
Le risposi -anche tu Monica….-
Ci mettemmo sotto la doccia e ci lavammo, lei mi toccava il buco del culetto, provocandomi ma io non volevo andare oltre…stavo ripensando a tutto quello che era accaduto, mi era piaciuto tanto ma non ero una lesbica e finito di scopare, lì sotto la doccia cominciavo a sentirmi a disagio vicino a lei…
Ci rivestimmo, lei mi prestò un paio delle sue mutandine perché le mie le aveva strappate…uscimmo fuori e lei mi chiese se volevo un passaggio o se ci saremmo viste dopo cena, io le risposi che sarei andata da sola e che non ci saremmo potute vedere, in me covava un forte imbarazzo (cosa sarebbe successo tra noi ora?).
Lei capì tutto -guardami Francesca, lo so cosa pensi, che sia stato un errore, e che in fondo ti è piaciuto quindi sei tanto confusa….Hai 18 anni e sei giovane, pensaci su, non dirò niente a nessuno e non ne riparleremo neanche, sarai tu a cercarmi se vorrai che tra noi nasca qualcosa, ok??-
Fui colpita dalla sua dolcezza, fino a quel momento mi era sembrato impossibile che lo fosse… Le risposi -ok!- e mi venne naturale dirle grazie.
Lei mi baciò sulle labbra e andò via…non l’ho più rivista da quella sera
Ho lasciato la squadra e mi sono fatta vincere dalle mie paure e dai freni che davo alla mia sessualità, non so che fine abbia fatto, ma ora, che sono passati diversi anni, vorrei rivederla, in fondo, devo restituirle le sue mutandine…
12
3
16 years ago
coppia1strepitosa,
23/23
Last visit: 15 years ago
-
Io lei e lui, sacrificio d'amore
E’ un bell’uomo, mi dice Lei. E Lei è la mia migliore amica, quella del Cuore, quella a cui racconti tutto, quella che non ti giudica, che conosce i difetti del tuo corpo e della tua anima. Ma io non ho difetti, anche quando li ho, perché così sono perfetta, dice Lei. Ed io penso che anche Lei è perfetta, di quella perfezione che le si legge dentro, nella Luce degli occhi, nel bagliore di un pensiero libero da limiti e da banali costrizioni. E’ un bell’uomo, mi dice Lei ed io, nemmeno volendo, riesco ad essere gelosa del suo piacere che è anche mio e già ci immagino ad amarlo insieme, il mio Lui. Insieme. E’ un’idea azzardata quasi per chiunque, è una malizia che il mondo giudicherebbe diversa, come se la Giustiza si nascondesse in una uguaglianza che ci uniforma al livello di automi, di macchine. Ma la Giustizia non è forse un insieme omogeneo di diversità integranti? Ieri l’ho baciata, mentre se ne andava, ma non ho spento il desiderio della mia anima perché avrei voluto baciarla ancora, in modo più profondo, fino a toccarle le corde della Vita, fino a respirarla dentro come il giorno che l’ho sentita al telefono per la prima volta. E ancora non mi basta perché qualcosa mi esplode dentro, una Energia, una Spirale, un gorgo risucchia i miei pensieri in questa Voglia che non si placa: le nostre bocche su quella di Lui, le nostre lingue, i nostri occhi dentro i suoi. E ancora non mi basta perché fondersi in un unico corpo significa penetrarsi a vicenda anche nella Psiche, anche nello Spirito sino a divenire un solo Essere, una unica Essenza. Fai ciò che Sei. Sii ciò che Fai. Fare l’Amore, Essere Amore. Lui è un bell’uomo di quella bellezza che non sempre si nota ma che parla dentro me: mi sussurra parole dolci e forti al contempo che, talvolta, assumono un aspetto oscuro e terribile. E qui mi smarrisco, totalmente abbandonata al fascino che emanano i suoi occhi, al calore che mi trasmette quel suo corpo virile, quelle sue mani vigorose. Mi smarrisco nell’Idea Madre di tutte le Idee: Amare un Uomo come si Ama Dio, con la stessa dedizione, con la medesima prostrazione, inginocchiata ai suoi piedi implorando attenzione e promettendo assoluta fedeltà, immolando la mia Vita ed ogni mio avere. Anche Lei. Ma chi immola e chi viene immolato, quando si Ama? Esiste il Sacrificio d’Amore o è il Piacere stesso a fondersi, sull’Altare della Passione, con l’Offerta? La Madre di tutte le Idee mi suggerisce che non esiste il Dolore quando Perfettamente si Ama, perché esso viene scalzato da ciò che il mondo, ancora Giudica: il Piacere. Ed il mio Piacere si confonde tra Lei e Lui, in Loro, come se più niente avesse confini definiti, come se la mia Mente si espandesse oltre il conosciuto, all’Infinito. E così vorrei morire, in questo meraviglioso abbraccio di corpi e anime, di bocche e carne, in questo Piacere Estatico che mi riporta indietro nel Tempo e nello Spazio, nel grembo di mia Madre, di Madre Terra. Di lì siamo venuti e lì torneremo. A casa. Casa mia. Casa Nostra. Dove Io, Lui e Lei siamo una Cosa Sola. Vi Amo.
6
3
13 years ago
admin, 75
Last visit: 14 hours ago -
L\'elettricista suona sempre due volte - enrica
Questo esperimento è composto da due racconti, che descrivono il punto di vista delle due protagoniste, Enrica e Laura. Questa è la storia di Enrica.
Driiin
(pausa)
Driiiiiiiiiiin!
(pausa)
Il mio dito arriva a sfiorare il campanello, ma dall'interno dell'appartamento si sente una voce femminile. Finalmente.
- Chi è?
- Sono l'elettricista, signora! Il portone era già aperto.
- Oh, le apro subito!
(rumore di chiavistello)
- Buongiorno!
La padrona di casa che ha finalmente aperto la pesante porta blindata è una ragazza sui 25, minuta, con lunghi capelli neri raccolti in uno chignon, vestita con una larghissima maglietta nera degli iron maiden e pantaloni di tela a pinocchietto, neri e larghi. Col caldo che fa, se uscisse bardata così...
I grandi occhi chiari struccati sono spalancati dalla sorpresa, quando mi vede.
- Ah, è una donna!
Io penso: "Ok che sono vestita da lavoro, ma credo che ancora si veda..." e mi accorgo dal suo sguardo che me l'ha letto in faccia.
La ragazza, imbarazzata, stende una mano e quando le do la mia la stringe con calore. Si accorge che ho pochi anni più di lei, e passa subito a un atteggiamento più informale, quasi complice, e si spiega.
- Scusa, lo vedo che sei una donna! - Sorride, un sorriso caldo. - Mi aspettavo un uomo, per questo ho tardato ad aprire, pensavo di provvedere nel tempo che serve per salire dal portone fin qua.
Il mio sguardo resta perplesso...
- Sai, con quello che si sente in giro... Io vivo da sola, e mi devo impegnare - indica gli abiti funerei - per rendermi il meno appetibile possibile!
- Capisco, hai fatto bene! - Le sorrido, solidale. - Dovresti sentire cosa devo sopportare io dai cinquantenni bavosi che han bisogno di me quando mi aprono la porta... Anche loro dicono: è una donna!, ma con tono molto diverso dal tuo!
La ragazza ride e si scioglie i capelli.
- Ah, scusami, che maleducata... Io sono Laura!
- Enrica, il piacere è mio! - Un'altra stretta di mano, ora è più leggera... quasi mi sfiora la mano. è una strana sensazione...
- Ti faccio vedere dov'è il problema, te l'ho accennato al telefono, e mi sembrava strano che una segretaria se ne capisse così tanto!
- Lo so che posso generare questo equivoco, ma c'è ancora chi non si fida di un elettricista donna, e se preferiscono credermi la segretaria io li lascio fare. Nessuno ha poi il coraggio di mandarmi via quando gli arrivo a casa!
Sorride ancora. La maglietta nera si drappeggia su un seno piccolo ma ben fatto, e quando si volta il pinocchietto non mi impedisce di intuire un bel sedere.
La seguo nel breve corridoio. L'appartamento è piccolo ma accogliente, pochi mobili e scelti con gusto. è molto luminoso, tante finestre esposte a sud, per questo fa così caldo e Laura ha così bisogno dell'aria condizionata: portarmi dietro la valigia degli attrezzi e la scaletta per quei pochi metri mi fa quasi sudare.
L'unità interna è in salotto, di fianco alla grande porta-finestra che da sul balcone, Laura tira le tende e mi risparmia il sole diretto.
- Qua sul tavolo c'è dell'acqua fredda di frigo, se ti va un succo di frutta chiedi, non fare complimenti eh!
Poso per terra la borsa, monto la scaletta a sgabello e tiro fuori quel che mi serve per iniziare.
- Grazie, ma credo che farò presto. Cosa hai detto che è successo?
Laura si appoggia allo stipite della porta sul corridoio e incrocia le gambe.
- Mah, me l'han messo su un paio di settimane fa, e ieri s'è messo a raffreddare poco, molto poco. Non hai idea di quanto caldo può fare qua dentro! La ditta è chiusa per ferie, così ieri sera ho chiesto aiuto a un amico... e così ha smesso di funzionare del tutto. Davvero, gli uomini non sanno dove mettere le mani! - Laura ride e mi fa l'occhiolino. Era solo una battuta innocente e il doppio senso ce lo vedo io? Oppure... - Meno male che tu sei una donna, di te mi fido!
Salgo sullo sgabello e stacco la mascherina del condizionatore. Il muro è caldo, abbasso la zip della tuta, sfilo le maniche e le annodo in vita. La maglietta blu navy è larga, ma a differenza del solito non mi pare di dovermi preoccupare di mettermi comoda.
Laura si stacca dal muro. - Visto che non corro rischi di tipo maschile vado a cambiarmi. Dentro questo scafandro non ci resisto più!
Mi sorride ed esce.
Io mi dedico al guasto. Trovo un fusibile bruciato, probabilmente l'amico di Laura ha toccato qualcosa, ha fatto contatto e l'ha fatto saltare.
Scendo dallo sgabello e mi accuccio a cercarlo nella valigia.
Laura è tornata e mi si para davanti. Non avevo notato la cavigliera e il piede scalzo, sottile e curato. Alzo gli occhi...e il mio sguardo non può evitare di scorrerla tutta. Il suo corpo è liscio e snello, la pancia piatta, i seni tesi sotto la stoffa del top di cotone bianco. A pochi centimetri dal mio viso ho il suo bacino, gli slip sono di cotone bianco, semplici, da ragazzina. Sono leggeri, aderiscono perfettamente al suo inguine, ma non tradiscono nulla: è completamente depilata. Per un attimo mi sento strana.
Io non dico nulla e lei non parla.
Riprendo a cercare per sfuggire quella sensazione, trovo il fusibile e mi rialzo. La supero di poco, adesso che è scalza la mia statura è lievemente superiore. I nostri visi sono a pochi centimetri. Lei mi guarda negli occhi, e per un attimo non riesco a parlare.
- Trovato! Credo sia solo un fusibile, comunque provo a sostituirlo e vediamo.
Riesco a scuotermi, mi scosto da lei e risalgo sullo sgabello.
- Mi son messa leggera, avevo così caldo... - Laura è leggermente accigliata. - Non ti da fastidio come son vestita, vero? Oppure ti metto in imbarazzo?
- Ma no, figurati, non preoccuparti! - Mi volto e le sorrido, anche se credo di essere arrossita, e forse è per questo me l'ha chiesto... ma ormai è tardi.
Mi rimetto a lavorare, monto il fusibile, controllo gli altri, accendo... e il ronzio del compressore mi conferma che ho indovinato.
Forse l'amico di Laura ha provocato il danno apposta per farla più difficile, magari per risolverla 'misteriosamente' e ottenere più riconoscenza... ah, questi uomini!
- Oh! Funziona! - Laura è felice come una bambina - Grazie! Sei bravissima!
Decido di non dirle cosa penso abbia architettato il suo amico, chissà in che rapporti sono.
Mentre scendo mi schernisco: - Non era niente di difficile! Come dicevi tu, bisogna solo saper dove mettere le ma...
Forse so dove mettere le mani, ma non i piedi. Scivolo, e cado dallo sgabello a corpo morto. Atterro su un fianco, e poi batto anche la spalla.
Un lampo di dolore. Resto a terra sdraiata sulla schiena, in attesa che passi. Laura è subito china su di me, preoccupatissima!
- Non è niente, ogni tanto la caviglia destra mi fa un pò male, colpa di una vecchia distorsione... Solo un attimo e mi rialzo, sto bene!
- Stai lì finchè vuoi! Torno subito, non ti muovere!
Dopo un attimo arriva di corsa con ghiaccio e Lasonil. Mi aiuta ad alzarmi e a sedermi sul divano, quel suo corpo sottile è insospettabilmente forte.
Mette alcuni cubetti di ghiaccio in un asciugamano e me lo poggia sulla spalla, poi ne fa in un attimo un altro per la coscia.
Mi sorprende questa sua abilità nel medicarmi, e lei se ne accorge.
- Anni e anni di campo solare! - spiega, sorridendo - I bambini cadono di continuo!
Rido con lei. - Anche i miei cuginetti sono pestiferi!
Mi si siede a fianco. - Sai, mi son spaventata... Io una volta son caduta nello stesso modo e mi sono rotta la spalla!
La tranquillizzo. - Ah, io ci sono abituata... Gli elettricisti sono come i bambini, cadono di continuo!
Rido, ma il dolore alla spalla mi azzittisce. La mia smorfia la fa rabbuiare.
- Enrica, fa male? - Mi tocca la spalla con estrema delicatezza.
- Oh, non così tanto, credimi! Non è rotta, puoi stare tranquilla. Piuttosto, mi dispiace di farti perdere tanto tempo... Ho solo bisogno di qualche minuto per riprendermi, appena sto un pochino meglio vado.
Laura sorride e mi prende una mano. - Ma figurati! Non ho impegni oggi, e poi è un piacere... sei così simpatica! - Un altro occhiolino. - Basta che non mi conteggi tutto il tempo come manodopera!
- Non preoccuparti, facciamo pari con quello che ti devo per la tua prestazione infermieristica!
Sento l'acqua fredda che scorre lungo il braccio, e la gamba bagnata. Il ghiaccio nei fazzoletti si sta sciogliendo.
Mi accorgo che sedile e schienale del divano sono bagnati e mi alzo di colpo. - Ti sto allagando la casa! Scusami, non me ne ero accorta.
Si alza anche Laura. - Nessun problema, davvero! Però, già che sei in piedi... -
Mi guida al tavolo dove ha posato il lasonil.
- Ora fai la brava e mettiamo la pomatina... -
- Grazie, ma davvero non è necessario... Sto meglio, lo faccio poi io a casa!
- Niente ma! - Laura si mette le mani sui fianchi, a mò di capo scout - Adesso ti faccio gli impacchi di Lasonil, così ho la coscienza tranquilla quando ti butto fuori di qua!
In un lampo mi sfila la maglietta da lavoro. Sotto non ho niente.
- Ah-ha! - Lo sguardo di Laura cambia. - Siamo messe bene, eh! - Guarda per un attimo, o anche due, i miei seni pieni, e probabilmente nota i capezzoli induriti dall'aria fresca del condizionatore, ma anche dalla situazione. - Beh, complimenti... Sei fortunata!
Si volta a prendere il tubetto della pomata.
Io mi sento di nuovo strana, mi sento imbarazzata, così mezza nuda davanti a un'estranea, ma sento qualcosa muoversi dentro.
- Dai... Anche le tue son belle, mica devono essere per forza grandi! Sono i maschi quelli fissati con quelle grosse!
Queste cose le ho dette mille volte alle mie amiche con meno seno di me, ad esempio in palestra, ma questa volta suonano diverse. Anche il suo sguardo è diverso da quello delle mie amiche.
- Davvero? ti piacciono? Sono contenta! - Il suo sorriso adesso è apertamente malizioso, mette le mani dietro la schiena e arcua il busto per spingere fuori i seni e i capezzoli scuri, piccoli ed eretti, che intravedo sotto il cotone. Non riesco a fare a meno di guardarli.
- Ora basta coi complimenti... Lasciami lavorare!
Mi gira di fianco, mi spalma la pomata sulla spalla, lentamente, silenziosamente. - Ecco, una è fatta. - Mette la garza e mi fascia la spalla.
Il suo corpo caldo, le mani sulla mia pelle, il suo respiro sulla mia guancia, il silenzio... Mi sento inquieta, troppo.
- Grazie mille, adesso devo davvero andare... -
Per un attimo intuisco a cosa vado incontro, e nasce il terrore. Devo scappare.
- Oh, smettila! Non lascio un lavoro a metà, è una questione di deontologia professionale!
In un momento, con una sola mano, scioglie le maniche della tuta da lavoro, la sbottona in vita e la lascia cadere a terra. Troppo tardi per pentirsi di aver deciso per la praticità, stamattina... Sotto non ho niente e resto nuda.
Laura resta un attimo muta. Anche se l'ho di fianco, riesco a sentire addosso il suo sguardo curioso ed eccitato. Non ho il coraggio di guardarla, ma lei vede il mio seno che si muove più velocemente per il respiro più veloce, mi immagino che possa sentire anche il battito accelerato e l'imbarazzo che mi fa avvampare.
- Oh! Che sorpresa! - La voce è allegra come prima, ma il tono è più basso e tradisce... qualcosa. - Non me l'aspettavo da un elettricista... Birichina!
Mi sento più che nuda... è terribile, ma lei sembra non farci caso.
- Beh, così il mio lavoro è più facile! - Appoggia la mano col Lasonil sulla coscia ammaccata, un pò per il freddo della pomata un pò per il dolore faccio un piccolo sobbalzo.
- Stai tranquilla... - La sua voce è bassa, sottile... sensuale.
La sua mano è leggera, spalma dolcemente la pomata, poi allarga il raggio del suo movimento a tutta la coscia.
Sale sul fianco, lo accarezza dolcemente, io sono bloccata: qualche volta ho avuto fantasie, pensieri... ma non è mai successo realmente. Sono terrorizzata e eccitata insieme.
- Laura... - La voce mi esce a fatica, quasi roca. Ne resto sorpresa.
La mano della ragazza ora mi accarezza dolcemente la schiena.
- Si? - La sua voce è dolcissima, ma ferma. Lei non è combattuta come me, direi il contrario... e la sua mano, sempre con lenti movimenti circolari, scende dalla schiena verso il basso. - Dimmi, Enrica. - L'altra sua mano si appoggia sul mio stomaco e mi accarezza, calda e leggera. - Cosa c'è? -
Io vorrei dire qualcosa, ma il mio corpo ha tagliato fuori la mia mente dal controllo. Chiudo gli occhi. Ora esiste solo il brivido e il calore delle mani di Laura sulla mia pelle, qualcosa che non ho mai avuto ma che forse ho sempre voluto...
Laura mi resta di fianco, si china sulla mia spalla e la bacia, poi si sposta baciandomi lieve la pelle verso il collo. Una sua mano scende su uno dei mie glutei, l'altra scende oltre l'ombelico. Sento la pelle attraversata da brividi mai sentiti, il calore tra le gambe cresce, una eccitazione strana mi sta gonfiando dentro.
La lingua della ragazza mi sfiora il collo e sale verso l'orecchio, mentre le sue mani scendono ancora: una segue il solco tra i glutei, l'altra ha raggiunto l'inguine in fiamme. La pelle liscia mi sembra bruciare sotto le mani di fuoco di Laura.
- Credo che... - La mia voce è strozzata, la gola arsa, il respiro corto e veloce, come il suo che sento dalla sua bocca vicinissima al mio orecchio, mentre sento le sue dita tra le gambe. - Credo che... dovremmo... fermarci...
Mi bacia il collo, bagnandolo con la lingua mentre mi sfiora il sesso, gonfio e umido come non pensavo potesse essere, e quando sento le sue dita sul clitoride una fitta di dolore e di piacere mi attraversa. Subito dopo un altro suo dito sfiora l'ano. Mi irrigidisco, ma basta che Laura prema dolcemente sul clitoride perchè mi perda di nuovo nell'eccitazione che sale.
- Dovremmo... fermarci? - La voce di Laura è soffocata, immagino il suo sesso gonfio e bagnato come il mio, e d'un tratto desidero follemente poterlo sentire sotto le mie dita come lei sta sentendo il mio. Non resisto, volto la testa e la guardo, finalmente.
I suoi occhi chiarissimi fiammeggiano, leggo un desiderio che non ho mai letto negli occhi di nessuno. Di nessun uomo, perlomeno.
Laura sussurra, la sua bocca a un millimetro dalla mia: - Dovremmo. - e mi bacia.
Qualcosa esplode dentro di me quando le sue labbra incontrano le mie, mi travolge un'ondata di emozioni mai provate, di passione potentissima, di desiderio sconosciuto e travolgente.
La sua lingua mi invade, il mio respiro diventa il suo, e incapace di dominarmi ormai succhio la sua lingua avidamente, mentre le sue mani mi possiedono.
Nello stesso momento, Laura affonda le sue dita nel mio sesso e nel mio ano, e mi sento esplodere.
Le soffio un lungo gemito in gola, e vengo.
È solo l'inizio?
6
6
16 years ago
sessodolce234269,
39
Last visit: 4 years ago
-
GHOST
Il viaggio era stato lunghissimo e molto faticoso ma Claudia e Roberto erano molto soddisfatti anche se stanchissimi, il b&b che avevano prenotato era proprio sul mare, fuori dalla porta dell’appartamento c’era degli scogli levigati ed a 5 metri distanza arrivava l’acqua. Avevano svuotato valigie e sistemato vestiti e dopo cena avevano fatto passeggiata lungo il borgo sul mare molto caratteristico, era una calda sera di settembre, Roberto durante la passeggiata aveva più volte invitato Claudia a fermarsi per baciarla ma quando le sue carezze diventavano più spinte fino a raggiungere il suo sesso lei lo bloccava, era troppo stanca, anche lui lo era e dopo un paio di volte aveva desistito ed erano rientrati a casa ed appena a letto si erano subito addormentati. Il mattino dopo Claudia si era svegliata quando aveva sentito qualcosa di duro appoggiato alle sue chiappe, sicuramente Roberto, appena sveglio, aveva voglia di far l’amore, lei ancora nel dormiveglia aveva assunto la posizione fetale in modo di facilitare Roberto a penetrarla. Sentiva il sesso spingere ed aveva iniziato a bagnarsi, poi lo aveva sentito entrare tutto dentro di lei, l’eccitazione era aumentata ed aveva avuto desiderio di baciarlo si era girata verso di lui ed a momenti stava per avere un infarto. Accanto a lei non c’era nessuno, il posto di Roberto era vuoto. Come era possibile? Aveva sognato tutto? Era certa di aver sentito un sesso penetrarla, si era toccata per sincerarsi ed in effetti era bagnata dall’eccitazione. Aveva dovuto ammettere che era stato davvero un sogno, si era alzata e dopo un po' era rientrato Roberto che essendosi svegliato prima era andato a comprare delle brioche per la colazione. Stava per raccontare il sogno ad Alberto ma poi aveva deciso di lasciare perdere e dopo un po' lo aveva dimenticato, avevano fatto colazione poi erano andati al mare sulla spiaggia di sabbia che si estendeva sul lungomare. A pranzo erano tornati a casa e dopo aver mangiato e sistemato la cucina, aveva raggiunto Roberto che l’aspettava in camera, l’eccitazione repressa al mattino era ricomparsa, avevano fatto l’amore a lungo ed in modo molto dolce poi avevano tirato le tende lasciando la camera in penombra e si erano addormentati. Claudia si era svegliata con la stessa sensazione del mattino, la sensazione di un sesso che spingesse per penetrarla era molto nitida, ma quando aveva aperto gli occhi ed aveva visto il corpo di Roberto disteso supino davanti a lei, certa che non fosse lui aveva lanciato un urlo ed allungato la mano dietro di sè dove aveva trovato il vuoto. Roberto si era svegliato e l’aveva trovata spaventata, era in preda ad un’agitazione esagerata e non aveva potuto fare a meno di raccontargli tutta la strana sensazione, Roberto aveva cercato a lungo di rassicurarla che era stato solo un sogno ed alla fine non essendoci altra spiegazione si era fatta convincere, anche se lei era certa che non era stato un sogno. La giornata era trascorsa tranquilla, la sera e la notte nessun altro strano evento era successo e nemmeno il giorno dopo, Claudia aveva dimenticato i suoi “sogni”, la vacanza trascorreva in modo fantastico con alternarsi di mattinate al mare, pomeriggi in giro a vedere nuovi posti ed ottime cene serali a base di cibi locali. Il pomeriggio del 3 giorno Roberto andava al suo paese di origine a sbrigare alcune pratiche, sarebbe ritornato dopo un paio di ore, Claudia ne aveva approfittato per fare riposino pomeridiano, aveva accostato le tende aveva chiuso a chiave e si era addormentata. Era stata svegliata dalla stessa sensazione, si era toccata, voleva avere la certezza di essere sveglia e quando ne era stata certa, paura e terrore si era impossessati di lei. La paura era così forte che temeva di fare qualunque movimento, era rimasta immobile con la sensazione che se avesse urlato qualcosa di peggio poteva succedere. La sensazione ormai era certezza, un sesso l’aveva penetrata, lo sentiva dentro di lei, lo sentiva gonfiarsi fino a che aveva avuto la sensazione che la sua vagina fosse completamente piena, poi lo aveva sentito iniziare a pulsare, come un cuore che batte, pulsazioni lente e costanti. Dopo un po' anche se era attanagliata dal terrore, quelle pulsazioni l’avevano fatta eccitare, adesso ad ogni pulsazioni fitte di piacere partivano dal suo basso ventre fino ad arrivare al cervello, provava un fortissimo piacere ed era bastato poco adA avere un primo orgasmo a cui ne erano seguiti altri per concludersi con un ultimo orgasmo intensissimo che l’aveva lasciato senza fiato quando aveva avuto la sensazione di sentire gli schizzi di godimento di quel sesso fantasma. Aveva avuto la sensazione che il sesso si sgonfiasse dentro di lei, un attimo prima che si sfilasse aveva allungato una mano dietro la sua schiena alla ricerca di qualcuno ma aveva accarezzato solo il vuoto, poi lo aveva sentito sfilarsi ed era rimasta immobile e terrorizzata a letto. Non era stato un sogno ma nessuno era dietro di lei, credeva di impazzire ed aveva cercato di convincersi che era stata solo una sua fantasia o allucinazione, ma quando aveva portato la sua mano al sesso e l’aveva ritratta sporca si sperma aveva urlato con tutto il fiato che aveva in gola. Era indecisa se andare a lavarsi oppure aspettare Roberto per fargli vedere le prove che quello che diceva era vero, pensandoci aveva capito che sarebbe stato difficile convincere Roberto che un “fantasma” l’aveva scopata, far vedere lo sperma avrebbe potuto insinuare nella mente di Roberto che lei l’avessi tradito con qualcuno di reale, aveva deciso di non dirgli nulla. Mentre aspettava l’arrivo di Roberto non aveva potuto fare a meno di pensare a tutta la situazione davvero assurda ed irreale, ma una cosa era certa, aveva provato un piacere mai provato prima, ancora adesso aveva la sensazione di sentire quel sesso pulsare dentro di lei, solo il pensiero l’aveva fatta eccitare di nuovo, per fortuna l’arrivo di Roberto l’aveva portata alla realtà, ed anche se Roberto aveva asserito di trovarla strana lei ormai aveva deciso di non dirgli nulla. Tutto era proseguito nella normalità, per il resto della giornata, la sera a letto Roberto era stato molto tenero e lei era ancora eccitata dal pomeriggio, era stato bello ed appagante far l’amore con lui ma quando pensava al sesso fantasma che riempiva totalmente il suo sesso ed alle pulsazioni che trasmetteva la sua eccitazione andava alle stelle. Quando Roberto l’aveva pregata di andargli sopra, dopo che si era calata sul suo sesso accogliendolo tutto, aveva avuto la ormai consueta sensazione, un altro sesso spingeva dietro di lei, l’eccitazione era andata alle stelle e quando lo aveva sentito entrare nel suo ano ed aveva iniziato a percepire le ormai note pulsazioni aveva goduto in modo straordinario fino ad urlare di piacere quando aveva sentito i due sessi svuotarsi dentro di lei. Aveva preso in considerazione il fatto di fargli vedere le prove concrete a Roberto di quello che gli aveva confessato ma poi aveva deciso di non dire nulla, si era alzata ed andata in bagno e dopo aver fatto una doccia era ritornata a dormire. Il pomeriggio seguente, con una banale scusa, aveva detto a Roberto che lo avrebbe raggiunto in spiaggia dopo e quando era rimasta sola aveva accostato le tende chiuso a chiave e si era messa a letto, non dormiva, non desiderava dormire, desiderava essere di nuovo visitata. Era passato parecchio tempo, era quasi in procinto di alzarsi e raggiungere Roberto quando lo aveva sentito, era già eccitatissima ed era stato un piacere enorme riceverlo dentro, aveva goduto a lungo e aveva provato a cambiare posizioni, appena assumeva la nuova posizione lo sentiva dentro ma non vedeva nulla era come se fosse posseduta da un sesso invisibile, aveva goduto tantissimo ed infine aveva sentito venirsi dentro, quando lo aveva sentito scivolare lentamente fuori da lei, aveva avuto la sensazione che se avesse parlato sarebbe stata sentita-A A A A A A Ti aspetto anche staseraAveva raggiunto Roberto con un’aria molto euforica ed ancora molto eccitata, Roberto se ne era accorto e ne era stato contento. Lungo il tragitto per raggiungerlo dentro di sè aveva elaborato la sua tesi, fare l’amore con un sesso fantasma non era tradimento, anche perché lo faceva insieme a Roberto, aveva deciso di non dirgli nulla. La sera con grande piacere di Roberto, lo aveva fatto eccitare molto e portato a letto, il sesso fantasma non aveva ritardato molto e lei aveva goduto in modo pazzesco. Nei due giorni che seguirono sia il pomeriggio che la sera arrivava sempre facendola godere in modo pazzesco, Roberto non si era accorto di nulla anche perché lui si credeva l’unico artefice di quegli orgasmi stupendi e non aveva nulla di cui sospettare, Il giorno della partenza un velo di tristezza era calato negli occhi di Claudia, ma quando Roberto gli aveva detto che l’aria del posto la rendeva più eccitante e focosa e che aveva in programma di tornarci periodicamente la sua espressione era cambiata illuminandogli il viso. Erano passato ormai parecchi mesi da quella vacanza, era un pomeriggio invernale, molto freddo, Roberto era al lavoro, Claudia a letto sotto le coperte cercava di fare un riposino, la sua mente andava indietro con i ricordi e come era successo altre volte non aveva potuto fare a meno di portare la sua mano al sesso ed iniziare a toccarsi. La mano accarezzava lentamente il clitoride e quando era sul punto di godere la ormai nota sensazione l’aveva fatta esplodere, lo sentiva spingere era felicissima aveva scoperto il suo corpo e velocemente si era tolta i vestiti rimanendo nuda poi si era sdraiata con le gambe leggermente divaricate e con il suo sesso in bella vista e quando lo aveva sentito scivolare dentro di lei aveva detto-A A A A A A Ti aspettavo, speravo tanto che arrivassi. Ora ti prego scopami…..
2424
0
4 years ago
irene_alberto,
67/67
Last visit: 3 years ago
-
Non volevo sentire nemmeno una parola
Vi racconto una storia .....Volevo solo scoparla. Non volevo sentire nemmeno una parola. Nemmeno una parola sospirata. Volevo solo che stesse zitta, che godesse per me, in quella notte silenziosa che profumava di rose rosse e vino bianco.Volevo solo scoparla, sentirla godere. Sentire la sua figa pulsare attorno al mio cazzo turgido. Il sesso non ha bisogno di amore.Il sesso ha bisogno di sudore, odore, unghia. Ha bisogno di baci e di schiaffi, di strette di mano e di intrecci di corpi.E quella sera le nostre lingue si scontravano, si abbracciavano. E non c’era bisogno di parole. Non c’era bisogno nemmeno di una parola.Mi bastavano i suoi occhi. Quegli occhi che mi guardavano dal basso e mi imploravano di scoparla. Di scoparla ancora.Per tutta la notte. Una lunghissima notte. Una notte meravigliosa.Nel frattempo le avevo aperto la stretta camicia e le avevo letteralmente strappato il reggiseno, liberando due magnifici globi di alabastro sormontati da grandi capezzoli rosati ben eretti che cominciai subito a stuzzicare.La denudai completamente, mordendole via il perizoma, poi mi girai su di lei per un 69 che lei approvò senza fiatare; così mi ritrovai a gustarmi la sua dolce fichetta e il ciuffo di peli scuri che la sormontava mentre lei, espertissima, si faceva scopare in bocca.“Godi, puttana”, le dicevo. E lei godeva.Godeva ad ogni mio colpo dentro di lei. Con le mani le afferravo i fianchi. Le schiaffeggiavo il culo tondo e sodo.Le afferravo quelle natiche in modo deciso, senza che potesse scostarsi dalla mia presa.“Stai godendo? Urlami che stai godendo”. E lei godeva. Eccome se godeva.Quando mi aveva preso il cazzo mi succhiava senza sosta, spingendosi da sola il mio membro fino in fondo alla gola.La sentivo ansimare e la bava le colava dalle labbra. Le lenzuola si erano inumidite. Ma non importava. Il sesso certe volte non deve essere pulito.Ha bisogno di carezze, quelle sì, ma non deve essere sempre pulito. “Fammelo succhiare”, continuava a dire lei.E cosa le dovevo dire? “Succhia, troia”. E lei succhiava. Mi leccava le palle, si strusciava la cappella sui denti.Lo afferrava di lato con le labbra come una cagna tiene tra le labbra il suo osso. Ed è questo il bello del sesso.Era come una fontana, bella lubrificata per il mio cazzo. La presi, la girai e la misi di lato sul divano.Che corpo, ragazzi, e che culo spettacolare. Comincio a scoparla forte, e più ansima più vado forte.“Mi piace da impazzire il tuo cazzo, mi piace da impazzire” ricordo che mi diceva tra una botta e l’altra."Godi troia, fammi sentire quanto sei puttana".Le mie mani affondavano nei suoi fianchi pieni, formosi, e da lì la tenevo ferma per far entrare quanto più cazzo possibile nel buco della sua vagina.La feci mettere a pecorina. Impugnai saldamente il mio pene e la penetrai con un solo colpo, strappandole un urletto ma dandomi subito da fare.A ritmo forsennato cominciai a pomparla, facendola venire un’altra volta, ma quel succo stavolta non finì nella mia bocca, ma lo raccolsi con la mano e lo usai per lubrificarle l’ano.Senza smettere di pomparla, le dissi: “Sei pronta?”“Me lo metti nel culo?” “Si! Si! Spaccami!”Non me lo feci ripetere due volte e, anche lì, con un solo colpo, un po’ più forte, la inculai.Che quando è vero, puro, completo, può essere anche terribilmente sporco. “Mettimelo dentro dai, voglio godere ancora”. E così avevo fatto, me l’ero preso in mano e glielo avevo ficcato dietro.Lei godeva. Urlava. Gemeva. Allora le avevo messo la mano davanti alla bocca perché stesse zitta.Certe volte nel sesso bisogna stare in silenzio. Ma solo per qualche secondo."Quanto di piace nel culo ... zoccola", "Ti piace quando ti spacco il culo ?????" "Strilla puttana tanto qui non ti sente nessuno"Per poi urlare di nuovo e dirle “Ti vengo nel culo, stronza”.E invece la stronza, la mia stronza, con un sorriso si era voltata e stesa nel letto. Si era stretta le tette con le mani.“Mettiti in piedi e vienimi addosso, ti prego”. Quella sera era nuda, bellissima.Col suo fisico morbido e quella quarta di tette che sembrava sempre straripare.Quella sera ero in piedi sul letto sopra di lei. Volevo solo scoparla. Volevo solo venirle addosso.Lei giocava con i sui capelli, sfregava le gambe, si toccava la figa guardandomi negli occhi.E io tenevo in mano il cazzo. E alla fine ha vinto lei.Mentre le ginocchia mi si piegavano, lo sperma bianco cadeva a fiocchi sul suo seno nudo.Il sesso ha bisogno di un sorriso. Quello che aveva lei, quella notte, in cui non c’era bisogno di parole.
295
0
4 weeks ago
MaxPallini,
60
Last visit: 4 weeks ago
-
MARETTIMO
Avevamo Scoperto Marettimo, molti anni prima, in occasione di un tour delle isole durante una nostra vacanza a Favignana, ne eravamo rimasti affascinati, tutta l’estate eravamo stati in giro, ma ad un mesetto del nostro ritorno in città avevamo ancora desiderio di tornare al mare, e visto che ormai eravamo a fine settembre avevamo deciso per Marettimo sperando di non trovare la calca del periodo luglio ed agosto. Dopo varie ricerche avevamo trovato la sistemazione a noi gradita, alloggiare direttamente sul mare ma allo stesso tempo vicinissimi a negozi e ristoranti, per ottenere questo avevamo dovuto prendere, anche se eravamo solo in due, una villa con 3 camere da letto, ma questo non importava la cosa gradita era che avevamo trovato quello che cercavamo, oltre ai vari accessori la proprietà metteva a disposizione delle biciclette ed un quad per eventuali escursioni. La villa era dislocata al limite del paese penultima di una strada a fondo chiuso, nell’ultima, praticamente attaccata e divisa solo da un muretto alto non più di 50cm ci abitava il proprietario, la loro era una villa quasi simile ma con un grande giardino curatissimo ed un’ampia piscina a ridosso del mare. Al nostro arrivo, il proprietario Don Tano e la moglie Rosa ci avevano dati il benvenuto offrendoci una eccezionale granita al limone come solo in Sicilia puoi gustarla, Don Tano era sui 60 anni, uomo affabile, dall’eloquio con marcato accento siciliano ma con conoscenza anche delle lingue straniere frutto, come confermato da lui, dei moltissimi viaggi all’estero fatti in gioventù, la moglie Rosa era la, classica signora siciliana alta borghesia, verremo a sapere dopo di origini nobiliari avendo il titolo di contessa, come donna era carina, anche lei più vicina ai 60 che ai 50, un bel viso un corpo florido anche se appesantito, ma la particolarità erano i suoi occhi, il modo in cui ti guardava, era dolce ed enigmatico sembrava ti volesse dire tutto anche se non diceva nulla, l’avevo trovata da subito molto sensuale ed affascinante, d’altro canto da quando eravamo arrivati Don Tano non faceva altro che mangiarsi con gli occhi Irene, e la ricopriva di attenzioni e complimenti sapendo toccare i punti giusti con frasi gentili, per ringraziarli dell’accoglienza e della disponibilità ed anche per farci indicare i posti che ci sarebbero tornati utili li avevamo invitati a cena, Rosa in un primo tempo era sembrata restia ma era bastato uno sguardo di Don Tano per fargli cambiare idea, era il prologo per capire l’autorità che Don Tano aveva con tutti. Quando ci avviamo al ristorante Irene, in modo spontaneo, prende a braccetto Don Tano, mentre io e Rosa camminiamo dietro a loro chiacchierando del più e del meno, quando arriviamo nella piazzetta centrale iniziamo a capire lo spessore della figura di Don Tano, tutti salutano con molta deferenza quasi in modo timoroso ed all’ingresso del ristorante il proprietario ci viene subito incontro per salutarci per poi condurci ad un tavolo leggermente isolato al limite della veranda con vista del mare sottostante, durante la cena Don Tano ci parla tantissimo dei loro viaggi e della decisione ad una certa età di ritirarsi in questo paradiso che è Marettimo. Quando rientriamo a casa con Irene tiriamo le conclusioni che praticamente Don Tano sull’isola è un’istituzione, benestante, proprietario di decine di immobili, autorità riconosciuta da tutti e sotto sotto concludiamo fra noi, non ci meraviglierebbe affatto che fosse lui il “boss” dell’isola, mentre andiamo a letto scherzo con irene e gli faccio una battuta-A A A A A A Dai amore, forse questa è l’occasione per scoparti un “mafioso” ahahahhah-A A A A A A Perché? i mafiosi lo fanno forse in modo diverso?-A A A A A A Beh non saprei dovresti sperimentarlo tu-A A A A A A Sai amore, a me fa un po’ pena Rosa, hai notato che ogni volta che deve parlare prima lo guarda come per ottenere l’autorizzazione?-A A A A A A Hai ragione, ma questo in parte fa parte della loro cultura maschilista e le donne ne sono succube, ma sembra che la cosa non gli dispiaccia, forse gode a essere sottomessa, succede.Prima di addormentarci ci scambiamo un po’ di coccole e quando mentre bacio ed accarezzo Irene torno sul discorso della possibilità di fare esperienza con un “mafioso” stranamente la sento bagnarsi di più, più fantastico e più Irene si eccita al punto che appena la penetro arriva subito all’orgasmo seguita subito da me, ci addormentiamo abbracciati stanchi del viaggio e della lunga giornata. Al mattino quando mi sveglio, Irene non è accanto a me, mi alzo e mi avvio in cucina credendo di trovarla lì a preparare la colazione ma non la trovo nemmeno lì, inizio a chiamarla girando tutta la casa ma di lei non c’è traccia, ma appena esco sul patio mi sento chiamare, Irene è seduta insieme a Don Tano a bordo piscina e stanno facendo colazione, li raggiungono, il tavolo è imbandito con ogni ben di Dio e mentre mi accomodo, arriva Rosa con una moka fumante e con un meraviglioso profumo di caffè, facciamo colazione tutte e 4 insieme godendoci il sole il mare un paesaggio pazzesco e tutte quelle prelibatezze-A A A A A A Oggi andiamo a fare il bagno nella mia caletta riservata, ci restiamo anche a pranzoDon Tano aveva esordito in questo modo, per un attimo ho avuto un senso di fastidio, lo aveva detto in un tono che non ammetteva repliche, non era un invito, ma a modo suo una decisione non discutibile, stavo per ribattere per fargli capire che con noi non funzionava in quel modo, ma l’euforia di Irene nell’accettare il programma mi fa soprassedere. Quando andiamo a prepararci mi sfogo con Irene, ma lei mi rassicura dicendomi che secondo lei non era altro che una cortesia facendomi notare quanto erano stati gentili disponibili ed ospitali, convengo con lei che forse il modo poco ortodosso dell’invito era solo una loro abitudine, dopo aver messo i costumi e preso l’occorrente li raggiungiamo,A una scaletta scavata nella roccia ci porta a un piccolo approdo dove ad attenderci c’è un ragazzo sui 25 anni a bordo di una piccola barca, è in costume abbronzatissimo un fisico molto prestante e come tutti molto deferente con Don Tano, quando arriviamo fissa con molto interesse Irene che con indosso un costumino ed un pareo trasparente ha una aria molto sex, anche Irene squadra bene il ragazzo e quando i nostri sguardi si incrociano ci scambiamo un sorriso, bastano 5 minuti di navigazione ed arriviamo in una piccola caletta incastrata fra gli scogli, è una spiaggetta larga un 10 metri e profonda non più di 15, la sabbia è finissima e pulitissima e l’acqua ha una trasparenza assoluta, restiamo meravigliati da tanta bellezza, Rosario il ragazzo che ci ha accompagnato, che scopriamo essere un cugino di Don Tano scarica le borse e poi aiuta prima Rosa e poi Irene a scendere dalla barca, e visto che il fisico di Irene non è affatto abbondante quanto quello di Rosa la prende in braccio e la trasporta a riva senza farla bagnare, furbescamente le sue mani sono a contatto una con il culo e l’altra sotto la schiena ma non le dita che sfiorano il seno, Irene mi guarda e mi sorride facendomi cenno di guardare Rosario ed anche io noto che ha avuto una erezione, poi ci saluta e si allontana a bordo della barca, quando mi avvicino a Irene lei sorridendo mi bisbiglia che Rosario glielo aveva strusciato sul culo. Rosa intanto ha aperto 4 sedie da spiaggia, ma io ed Irene optiamo per sdraiarci sul telo da mare direttamente sulla sabbia, Don Tano è con un costume a pantaloncini, io ho un piccolo slip con bottone laterale che basterebbe tirarlo per restare nudo, Rosa toglie il vestito, sotto indossa un bikini, e nonostante l’età e qualche chilo di troppo è ancora una donna molto appetibile, restiamo a prendere il sole ed a chiacchierare del più e del meno per quasi una oretta, il sole inizia a picchiare e chiedo a Irene di passarmi la crema protettiva che non avevo voluto spalmare all’arrivo quando lo aveva fatto lei, quando ho la crema in mano e sto per spalmarmela Don Tano, sempre con il suo tono perentorio dice:-A A A A A A Rosa spalma la crema ad Alberto, lascia Irene tranquilla a prendere il soleIo ed Irene sorridiamo, anche se non protestiamo, ci sembra molto ridicolo il fatto che avesse sottinteso che sarebbe stata Irene a spalmarmela e non farlo io da solo, da parte mia mi riprometto di non dare più peso ai modi di Don Tano, guardo con sguardo complice Irene che sorride e che si avvicina per baciarmi, Rosa inizia a spalmarmi la crema sulle spalle, lo fa in modo molto delicato, sembra quasi mi stia facendo un massaggio, un senso di benessere pervade tutto il mio corpo, allungo la mano e stringo quella di Irene lei mi guarda con un sorriso complice, quando Rosa mi chiede di girarmi Irene si avvicina di più a me e stringe con più forza la mia mano, quando mi giro, il piccolo costume non può celare la mia iniziale erezione, volgo lo sguardo verso Don Tano, devo ammettere con un po’ di timore, ma da parte sua ricevo un sorriso, Rosa inizia a spalmarmi la crema sul petto le sue mani sfiorano quasi la mia pelle, è molto eccitante e lo è ancor di più quando inizia con le cosce avvicinandosi spesso al mio inguine, adesso la mia erezione è molto palese, abbiamo tutti smesso di parlare, e i nostri sguardi sono tutti rivolti ai movimenti delle mani di Rosa, che scambia uno sguardo con Don Tano, Irene allo stesso tempo inizia a darmi piccoli baci senza affondare la lingua, mi sento coccolato al massimo, ad un certo punto Irene avvicina la mano al bottone a strappo del mio costume poi volge lo sguardo versoA Don Tano lui gli sorride e gli fa un cenno affermativo con la testa, allora lei con una leggera pressione slaccia il mio costume ed il mio cazzo duro svetta dritto davanti alle mani di Rosa, che continua con il suo massaggio all’inguine, Irene si stringe al mio lato ed inizia a baciarmi con più foga, poi è lei che prende la mano di Rosa e la porta sul mio cazzo, inizia a menarmelo lentamente mentre con l’altra mano mi accarezza le palle, mentre lo mena con il pollice struscia la mia cappella, tutte e 3 guardiamo Rosa che gioca con il mio cazzo, poi lentamente sento le sue labbra sfiorare la mia pancia, la sua lingua percorre il mio corpo, scende in giù segue i contorni del mio cazzo ma senza prenderlo in bocca, percorre il mio inguine da ambo i lati, sono eccitatissimo, inarco la schiena ad offrirgli, il cazzo in bocca e finalmente la sua bocca lo ingoiaA tutto, succhia per poi tornare a percorrerlo con la lingua in tutta la sua lunghezza ed ogni volta che lo ingoia mi fa provare sensazioni indescrivibili, avrei voglia di godere, ma resisto è troppo bello perché finisca subito, nel frattempo le mie mani hanno iniziato ad accarezzare il corpo di Irene, prima il seno ed adesso la sua figa, anche lei è molto bagnata ed eccitata, Don Tano imperturbabile resta immobile e ci osserva con occhi vogliosi e divertiti. Quando Rosa prende un braccio di Irene e l’attira facendogli cenno di venirmi sopra, lei con uno sguardo chiede il consenso a Don Tano ed invita Rosa a venirmi sopra, lentamente toglie il reggiseno mettendo un mostra un seno abbondante ma ancora sodo e turgido, poi toglie lo slip ed una figa contornata da un fitto pelo si presenta ai miei occhi, allungo la mano per accarezzarla e la sento un lago di umori, poi si inginocchia sopra di me Irene prende in mano il mio cazzo lo indirizza alla sua figa e la invita a scendere piano, mi sento risucchiare dentro di lei in un attimo il mio cazzo e tutto il mio inguine sono inondati di umori, è come un fiume in piena, inizia a dondolarsi sopra di me lentamente, sento le contrazioni della sua figa che sembra vogliano fagocitare il mio cazzo, a questo punto Irene dopo avermi dato un lungo bacio si alza fa due passi e si posiziona davanti a Don Tano, lui resta immobile ad osservarla, lei prima toglie il reggiseno poi lentamente ed in modo molto sensuale, come se facesse uno strip, sfila lo slip mettendo in mostra la sua figa parzialmente depilata e con un ciuffettino di peli sul monte di venere, Don Tano la guarda estasiato, lei prima si accarezza il seno guardandolo fisso, poi lentamente una mano scende ad accarezzare la sua figa, è lei ad accarezzarsi poi si avvicina di più afferra la mano di Don Tano e la porta alla sua figa, lui sapientemente inizia ad accarezzarla dolcemente, poi la invita ad allargare le gambe ed avvicinarsi di più in modo da potergli leccare la figa e mentre gli succhia il clitoride gli infila un dito nella figa ed uno dietro nel culetto, basta poco ed il corpo di Irene si contrae raggiungendo un intenso orgasmo, a sentire le grida di godimento anche io e Rosa ci lasciamo trasportare dall’orgasmo e godo dentro di lei con una lunghissima sborrata mentre lei quasi mi allaga con il suo orgasmo. Restiamo nudi a crogiolarsi al sole mentre Don Tano ci mette al corrente che non sono nuovi a trasgressioni, raccontandoci delle loro vacanze trasgressive in costa azzurra, con frequentazioni di amici di diverse nazionalità e disinibiti, poi si rammarica del fatto che un tumore alla prostata lo abbia reso impotente, e quando Irene gli da un bacio sulla guancia dicendogli che era stato ugualmente bravissimo e l’aveva fatta godere tanto lui la guarda con grande riconoscenza. Siamo ancora nudi quando arriva Rosario, non ci rivestiamo, Rosario dalla barca scarica un tavolino da pin nic e dei contenitori con del cibo ed un frigo portatile con le bevande, Irene si avvicina all’acqua ed esordisce dicendo:-A A A A A A Farei volentieri un bel bagno prima di pranzo per rinfrescarmi un po’Don Tano, sempre con tono perentorio e con un sorriso rivolgendosi a Rosario gli dice:-A A A A A A Rosario porta la signora Irene a fare il bagno e stai attento che non vada in acqua profondaRosario segue Irene che entra in acqua, si nota subito che è un provetto nuotatore ed Irene con lui vicino si sente sicura, mentre Rosa apparecchia noi osserviamo Rosario ed Irene che fanno il bagno, Irene inizia a scherzare schizzando acqua su Rosario, fino a che ad un certo punto si avvicina a lui gli si avvinghia al suo collo e dalla posizione sembra aver intrecciato le gambe alla schiena, Rosario sembra un po’ a disagio e volge lo sguardo verso di noi, un sorriso benevolo di Don Tano ed il mio cenno con pollice per dirgli che è tutto ok lo tranquillizzano,A Irene inizialmente scoppia a ridere divertita della situazione, poi si fa seria attira a se Rosario e gli da un lungo bacio, riusciamo a vedere vista la poca distanza e la limpidezza dell’acqua, che Irene ha infilato le mani dentro il costume di Rosario e si è impossessata del suo cazzo continuando a baciarlo poi lo invita a togliere il costume e restare nudo, viene alla luce un cazzo di notevoli dimensione che Irene osserva con molto gradimento, si aggrappa di nuovo a lui e se lo fa scivolare dentro, in piedi in acqua Rosario ha un precario equilibrio e cade, allora Irene lo prende per mano e viene a riva, si sdraia sulla sabbia bagnata, quando arrivano le onde la bagnano fin quasi al seno, Rosario gli va sopra e lentamente gli infila il cazzo in figa, Irene intreccia le gambe sulla sua schiena e lo tiene stretto dentro di lei, anche a restare immobili al sopraggiungere di ogni onda sente la spinta dentro di lei, continua a baciare Rosario fino a che tutte e due non godono urlando. Rosario con grosso dispiacere di Irene si prepara ad andare via, ma Don Tano gli ordina di liberarsi presto degli impegni e di ritornare entro 2 ore. Mangiamo in clima di euforia ed allegria, e Don Tano ci confida che da quando lui è rimasto impotente Rosario è diventato il loro amante preferito, un ragazzo serio ubbidiente e soprattutto “muto” e ce lo consiglia se per il nostro soggiorno nell’isola avessimo voglia di trasgredire. Il pranzo era ottimo, tutto a base di pesce, e senza accorgercene avevamo quasi scolato 3 bottiglie di vino, Irene è leggermente euforica e perde i suoi freni inibitori e mentre Rosa sparecchia e sistema prende per mano Don Tano lo fa alzare dalla sedia, dove stava seduto da quando eravamo arrivati, lo fa sdraiare sul telo e poi sdraiandosi al suo fianco gli dice:-A A A A A A Con le mani sei stato bravissimo, adesso fammi vedere se lo sei con la boccaDon Tano, sorride e guarda Irene con tanta dolcezza, il fatto che lo abbia cercato gli ha fatto molto piacere, lui e molto esperto ed inizia ad accarezzarla in modo molto dolce, mentre con le mani esplora il suo corpo con la lingua lo percorre tutto in lungo ed in largo, Irene inizia a emettere mugugni di piacere e si bagna sempre di più e quando lui inizia a lavorargli la figa con la lingua basta poco perché abbia il primo orgasmo, l’eccitazione ed il vino hanno uno strano effetto su Irene, rare volte l’avevo vista cosi eccitata, nella foga si mette a 69 ed inizia a succhiare il cazzo di Don Tano nell’impossibile speranza di farglielo diventare duro, io li osservo sempre più eccitato seduto a fumare una sigaretta mentre con una mano me lo meno fino a farlo diventare duro, Rosa vedendomi eccitato smette di sistemare si inginocchia davanti a me ed inizia a farmi un pompino mentre io accarezzo il suo seno, sento Irene che continua a godere ed a un certo punto si alza e si avvicina a me, insieme a Rosa inizia a leccare il mio cazzo, per poi appena Rosa si sposta di un po’ approfittarne e venirmi sopra e poi iniziare a cavalcarmi chiedendomi diA farla godere, e quando un orgasmo fortissimo scuote tutto il suo corpo sento le sue unghie graffiare la mia schiena. Si lascia andare spossata, meravigliata anche lei della sua voglia e sensualità, ma non si stacca mi dice che è troppo bello sentirmi dentro, mentre siamo stretti Rosa continua ad accarezzarmi ed inizia anche a baciarmi infilandomi la lingua in bocca, Don Tano ci osserva divertito, siamo ancora in quella posizione quando arriva Rosario, Irene senza staccarsi da me lo invita ad avvicinarsi e quando lui è accanto gli prende il cazzo in bocca ed inizia a fargli un pompino, sento di nuovo la sua figa contrarsi e poi sento gli umori del suo nuovo orgasmo bagnarmi fino alle palle, stavolta però si stacca subito e si stende sul telo chiamando a se Rosario che senza aspettare la penetra subito, Io e Rosa ci stendiamo accanto a loro ed anche io inizio a scopare Rosa anche lei basta poco e gode urlando, poi la faccio mettere a pecorina, inizio a leccarla anche dietro, lei capisce ed allarga di più le gambe,A bagno il suo culo con parte dei suoi umori e con la saliva leccandola fino a che non è lei a dirmi di incularla che non resiste più, quando appoggio il cazzo al suo culo non trovo resistenza scivolo dentro di lei fino alle palle ed inizio a dare colpi regolari, lei contrae i muscoli dello sfintere facendomi provare sensazioni bellissime e quando con una mano inizio a toccargli l clitoride inizia a godere urlando, le contrazione del suo ano non mi fanno resistere ed anche io sborro dentro di lei, mi sdraio accanto a Irene ed inizio a baciarla mentre Rosario continua a martellargli la figa con colpi cadenzati, i suoi orgasmi si susseguono, poi consiglio Rosario di metterlo dietro anche a lei, invito Irene a restare in quella posizione ma ad alzare le gambe il più possibile, Rosario dopo alcuni tentativi riesce ad entrare nel suo culo con la cappella, Irene urla di piacere e quando lui sprofonda dentro di lei fino alle palle inizia a godere, urla e si dimena fino a che anche Rosario non sborra dentro di lei. Irene impiega una decina di minuti per rimettersi in sesto, poi mi abbraccia forte inizia a baciarmi e mi dice:-A A A A A A Ti amo amore mio, ti amo per tutto quello che mi dai e mi fai provare-A A A A A A Ti amo anche io tantissimo, ed è per questo motivo che voglio accontentarti in tutto.Rientriamo stravolti, abbiamo il bisogno urgente di una bella doccia rinfrescante e una dormitina per riprenderci, rientriamo contenti e soddisfatti consci che se vogliamo sarà una vacanza indimenticabile
2435
1
5 years ago
irene_alberto,
67/67
Last visit: 3 years ago
-
lupo di mare
Chi avrebbe mai potuto immaginare che quel vecchio pescatore, da astuto lupo di mare quale si dimostrò di essere, sarebbe riuscito la dove molti altri avevano dovuto arrendersi.Così, approfittando del fatto che eravamo rimasti noi due soli, a bordo dell’imbarcazione ormeggiata nella baia antistante la località in cui gli altri naviganti, compreso il mio compagno, si erano recati con il tender a riva per fare alcuni acquisti, egli non perse tempo nell’intraprendere una azione persuasiva volta a fare di me la sua ambita preda.Già in altre occasioni non aveva celato interesse nei mie confronti, sicuramente in ciò motivato anche dal fatto che sovente mi ero esposta ai raggi del sole in maniera che ben poco poteva lasciare all’immaginazione, e per nulla inibita dalla presenza di lui, non potendo certo immaginare che quella mia nudità potesse turbarlo più di tanto, già avvezzo, come ritenevo che fosse, a situazioni analoghe.Tuttavia, confessandomi esplicitamente che alla sola vista del mio corpo aveva difficoltà a trattenere le proprie pulsioni più lubriche, ed aggiungendo, senza alcun ritegno, di essere giunto a masturbarsi nella propria cabina immaginandosi di me, cogliendomi alla sprovvista si liberò dei pantaloni, incurante del tutto della propria senile nudità esposta con arrogante spudoratezza.Quell’azione così repentina sortì l’inusuale effetto di ipnotizzare le mie difese impedendomi di reagire con prontezza di fronte ad un simile atteggiamento.Quella mia titubanza venne interpretata come un segnale di assenso che gli permise allora di proseguire nell’azione intrapresa intimandomi di lasciar scivolare il pareo, che parzialmente ancora fungeva da esile riparo alla mia nuda epidermide, in modo che potesse accarezzare quel corpo che così tanto lo aveva fatto impazzire.Senza neppure comprendere meglio cosa mi sospinse ad assecondarne la presuntuosa richiesta, e non certo il timore di qualche gesto inconsulto se mai avessi deciso di contraddirlo, ma forse più per una sconsiderata volontà di trasgressiva follia, generata dalla calura estrema che aveva offuscato le mie normali facoltà intellettive, il baluardo a protezione della mia intimità volò via nello sferzante fruscio della brezza marina.Elargendo l’ambita esposizione ne avvertii la ruvidità delle mani callose che percorrendomi subito le forme epidermiche del corpo, e facendomi trasalire di inusuale quanto inaudita passione, mi resero ancora più duttile a quelle carezze che andavano facendosi sempre più efficacemente molto intime.Con altrettanta repentinità mi prese, trapassandomi senza alcun ulteriore ritegno con veemente energia, sfogando in me tutta la voglia accumulata e repressa durante quelle estenuanti giornate di navigazione, riempiendomi le viscere del suo orgasmo senile accompagnato dalla frenesia di una cosi facile quanto inimmaginabile conquista.Soltanto con il trascorre di ulteriori giornate passate nell’ozio più assoluto, ed in un momento in cui il mio compagno ed io ci ritrovammo a bordo assieme a colui che era stato il mio segreto amante, trovai il coraggio per confessare dell’accaduto, già ben consapevole delle morbose quanto perverse passioni che da sempre animavano le fantasie del mio stesso compagno.Incitata allora da lui stesso a ripetere quanto già era avvenuto, ed immortalata in quella ulteriore profanazione ad opera dell’anziano marinaio, mi abbandonai totalmente all’amplesso ormai coinvolta sempre di più in quel turbinoso confronto fattosi insospettabilmente molto appagante a dispetto di quanto avrebbero potuto mai sospettare tutti gli altri nostri ignari compagni di viaggio.
2385
1
6 years ago
gloria1951,
42
Last visit: 3 years ago
-
Diretta ad un incontro
Ho conosciuto una ragazza in questo sito di 22 anni quello scrivo
è stata per me la mia prima vera e unica esperienza sessuale con
una donna.
Quando ci siamo scambiate il n.del cellulare non credevo veramente
di ricevere la telefonata pensavo fosse più un gioco virtuale e che
non sarebbe mai arrivato fino in fondo.
Mi sbagliavo, una voce dolce mi fece ricredere quattro parole chiare
e decise "HO VOGLIA DI TE" non riuscivo a parlare il cuore mi era salito
in gola e diventai tutta rossa avvertendo un calore salirmi alla testa.
Lei mi disse ti aspetto alle 19 sulla salita dello zodiaco ho una smarty
chiara io sarò lì,bhe potete immaginare come mi sentivo ma non potei far
altro che dire ci sarò.
Non lo so perchè ma prima di uscire sentii il bisogno di profumarmi
tutta poi andai a comprare delle mutandine nuove e le indossai dio
era come se dovessi andare ad un incontro con un uomo.
Ero eccitatissima e mentre percorrevo la strada in macchina continuamente mi
toccavo per sentire se ero bagnata per arrivare all'appunatmento pulita.
Ma purtroppo non era così il liquido vaginale usciva in abbondanza e la mia
pussy si era allargata come se dovesse difendersi dal ricevere un randello
di grosse dimensioni,le labbra si erano gonfiate e non vi nascondo che
iniziavo ad assecondare le curve per strusciare il mio sesso sul sedile.
Poi iniziai a pensare a cosa quella ragazza poteva farmi e allora non
ho resistito e al primo semaforo ho iniziato a far roteare il mio dito
nel mio sesso. guardavo le macchine a fianco alla mia e mentre mi masturbavo
velocemente mi senbrava che tutto il traffico stesse partecipando al mio piacere.
Il semaforo scattò ed io per essere più libera di menarmi sfilai le mutandine
e tirai la gonna sopra le cosce dio era la prima volta una mano sul volante e
l'altra conficcata quasi tutta nella mia passera che non finiva più di inumidirmi
tutte le dita ,allora per pura libidine leccai le mie dita e succhiai la mia stessa
secrezione dolciastra e mentre ripensavo a quella voce al cellulare reinfilai
due dita nel mio sesso ,finalmente un'altro semaforo ,iniziarono a tremarmi la gambe
stavo per venire e per aiutarmi iniziai a pensare a quando ingoio lo sperma di mio
marito al suo glande che riempiendomi la bocca viene schizzandomi in gola tutta la
sua essenza ,e finalmente venni le labbra del mio sesso ormai erano gonfie e esauste
dal delirio venni ,venni, davanti a tutti davanti al motociclista che mi passava
accanto,al pedone he attraversava la strada.
Ma sentivo che mi mancava qualche cosa che a breve avrei provato per la prima volta
nella mia vita.
jenny69
3
5
17 years ago
jenny69,
39
Last visit: 14 years ago
-
Una nuova sensazione per me
Il mio nome è Giusy, ho 23 anni e questa è la vera storia della mia prima esperienza saffica della mia vita. Non l'avevo assolutamente programmata e non è neanche nulla a cui avevo mai pensato prima, ma sono lieta che sia successa. Ha aperto i miei orizzonti sessuali a cose che mi soddisfano molto e che non mi dispiace affatto cercare.
Tutto successe l’anno scorso, quando la mia amica Valentina, di soli 25 anni, mi chiese di essere la sua testimone di nozze. Stava per sposarsi col suo fidanzato del cuore dai tempi delle scuole elementari, Antonio. Erano fatti l'uno per l'altra e io ero un pochino invidiosa di loro. Io ero ancora single senza speranza di una relazione nell'immediato futuro, a causa della mia carriera come consulente del lavoro che m’ impegnava più di 50 ore a settimana. Ma questo è il prezzo che devi pagare per avere successo in questo mondo.
Mancavano 2 settimane al matrimonio e noi dovevamo fare la prova d'abito il giovedì sera. Carmen e Alessia arrivarono puntuali ma io come al solito ero in ritardo, molto in ritardo. Cosicchè quando arrivai al negozio loro due se ne erano già andate. Erano le 18.30 del pomeriggio e la titolare del negozio Gianna stava giusto chiudendo per andare via quando io arrivai di corsa e le dissi "Ciao, io sono Giusy e sono in ritardo per la mia prova d'abito". Lei mi guardò dall'alto al basso e disse "Beh, io stavo per andare a casa, ma giacchè sei qui ti preparo". La ringraziai molto, mi fece entrare nel negozio e chiuse la porta a chiave dietro di noi.
Era un bellissimo negozio pieno di tutte quei fantastici vestiti per le spose e per le damigelle. Gianna mi disse che Valentina le aveva dato istruzioni rigorose a proposito di come noi avremmo dovuto essere vestite. Andammo sul retro del negozio, c'era una grande camera tutta circondata da specchi cosicchè potevi vederti da ogni angolo. Gianna uscì e tornò con questo abito mozzafiato (perchè quello era). Era di seta blu scuro, senza spalline, molto corto con abbinata una giacchetta e scarpe con tacco. "Valentina mi ha detto che tu dovresti indossare una taglia 40, ma non mi aveva detto che eri così procace" disse Gianna. "Proviamolo così vediamo".
Io mi tolsi la gonna e giacca rimanendo in slip e reggiseno "Dovresti togliere il reggiseno cara" disse. Io ero un poco imbarazzata di mostrare le mie tette davanti a una donna sconosciuta ma pensai che probabilmente lei nei vedeva a centinaia per via del suo lavoro, così me lo tolsi. "Sono bellissime cara, che misura porti una terza?" - "No signora, una quarta" - Signorina Ricci dolce, ma puoi chiamarmi Gianna". Gianna mi passò il vestito e io iniziai a infilarlo ma non riuscivo a tiralo su sul seno. "Come immaginavo, dovrò aumentare la taglia del busto" disse Gianna. Mi passò un accappatoio e uscì fuori. Io mi guardavo intorno nel negozio, tutti deliziosi accessori e vestiti mentre Gianna lavorava sul mio.
Passarono circa 30 minuti e io iniziavo a sentire il bisogno di andare in bagno quando, Gianna tornò e mi desse il vestito da provare nuovamente. Lo infilai e questa volta fui in grado di tirarlo completamente su. Gianna fece un passo dietro di me guardandomi nello specchio. "Abbiamo bisogno di sistemare il tuo seno perchè calzi perfettamente". E così dicendo mi avvolse le tette con le sue mani cominciando a strizzarle dentro il vestito. Io sussultai un poco giacchè nessuna donna mi aveva mai toccato le mie tette prima d'allora ma le sue mani morbide mi mandarono un brivido lungo la schiena. Gianna stava maneggiando le mie tette nel vestito, quindi lo tirava su in modo che riempissero perfettamente le coppe. Facendo questo le sue dita si strofinavano contro i miei capezzoli facendoli inturgidire. Io ero imbarazzata ed eccitata allo stesso tempo. Ma non sembrava lei lo avesse notato o almeno così pensai.
"Così va molto meglio" disse. Guardandomi allo specchio io ero completamente esterrefatta. Questo vestito che mi avvolgeva come un guanto sprizzava sesso da tutte le parti. Avvolgeva perfettamente i miei fianchi mostrando molto le gambe e avevo un magnifico decollette. I miei capezzoli erano perfettamente visibili stretti contro il materiale che mi faceva sentire perfino più sexy. Mentre mi stavo ammirando allo specchio sentii Gianna che mi massaggiava il sedere. "Questo non dovrebbe esserci" disse "Cosa non dovrebbe esserci?" chiesi. Facendomi voltare per guardarla "questo" disse mentre mi passò le mani attorno al bacino e cominciando a palparmi il sedere con entrambe le mani.
Io stavo in piedi in questo vestito di seta con questa donna che mi teneva stretta a se, palpandomi il sedere. Io ero già un poco eccitata per essermi fatta palpare le tette, ma con lei che adesso continuava a palparmi il sedere potevo sentire che la mia patatina cominciava a bagnarsi. "Si vede l'elastico dei tuoi slip cara, e questo non va bene, non in uno dei miei vestiti" disse Gianna mentre guardava il mio sedere nello specchio e poi si allontanava. Io davvero non l'avevo ancora notato prima ma Gianna è una donna piuttosto attraente per essere sui trentacinque. Una taglia 44 alta circa 1,75 bel seno con areole grandi e un bel culetto stretto. Indossava un top corto e stretto e una gonna molto corta. Mi piacerebbe portare così bene i miei anni quando avrò la sua età.
Gianna passò oltre fino a uno scaffale dove c'era l'intimo in esposizione, afferrò un vasto assortimento di slip e tornò da me "Vediamo se troviamo qualcosa che stia bene - tira su il vestito e togliti le tue" disse. Io non ero sicura di aver capito cosa aveva detto ma mi davo da fare per tirare su il vestito "Lascia che ti aiuti" e fece scivolare le sue mani lungo le mie cosce, tirando su la sua creazione di seta, e facendo scivolare a terra i miei slip bagnati. Io speravo lei non avesse notato la mia eccitazione mentre la vista le si posò sulla mia fighetta depilata. "proviamo prima questi" disse mentre cominciava a far scivolare un perizoma lungo le mie gambe. Lei stava nuovamente dietro di me mentre me le tirava su guardando nello specchio. Appena le tirò lungo i lati dei miei fianchi lei fece scivolare la sua mano sul mio monte per lisciare le piegoline.
Il mio corpo ebbe un fremito e spinsi il mio sedere all'indietro contro di lei "Scusa cara, ti ho fatto eccitare" - "No Gianna, avrei solo bisogno di andare in bagno" dissi. Non stavo mentendo ma anche non volevo lei sapesse l'effetto che mi stava facendo. "Puoi resistere, non ci vorrà molto" - "Si, non c'è problema" dissi. "Giannaa tiro su il dietro del perizoma tra le mie chiappe e si assicurò fosse al posto giusto, quindi tirò giù il vestito e mi fece voltare nuovamente per guardarla. Strofinò le sue mani ancora sul mio sedere per lisciare nuovamente le piegoline. "Queste non vanno bene - ne proviamo un altro paio".
Come tirò giù il perizoma io notai una piccola macchia di umidità sul davanti. Speravo non la notasse mentre prendeva un altro paio per cominciare la trafila un'altra volta. I miei capezzoli erano ancora chiaramente visibili, avevo voglia di stringerli ma sapevo mi dovevo controllare. La mia vescica ora stava soffrendo con il vestito stretto che la premeva e Gianna che ancora lisciva le pieghe sul mio sedere. Neanche quelle andavano bene, così Gianna prese un paio di slip.
Sarei potuta andare in giro nuda, tanto non c'era nulla in quegli slip a parte una strisciolina di stoffa trasparente a coprire il davanti e una più sottile lungo il didietro. Appena Gianna tirò nuovamente su il vestito io sentii come se la mia vescica stesse per esplodere ma lo ignorai pensando a gustarmi ancora un po' il suo tocco. Questa volta fece scivolare gli slip prima lungo le mie gambe e me li sistemo tra il sedere. Poi mi fece girare e cominciò a lisciare davanti. Stette un lungo tempo ad accarezzarmi lentamente. Appena la sua mano sfiorò il mio clitoride mi scappò un gemito dalla bocca. Non ci potevo credere cosa questa donna mi stesse facendo sentire. Continuava a muovere lentamente la sua mano sulla mia figa bagnata. "Io credo che queste ti staranno bene, non pensi?" - "Penso che stiano già benissimo Gianna" io gemetti mentre lei spingeva la sottile stoffa tra la mia patatina gocciolante. Divaricai bene le gambe in modo che Gianna potesse accedere meglio. "Oh Dio, sei tutta bagnata Giusy". Gianna tolse la mano dalla mia figa e la portò alla mia bocca spingendo dentro le dita. Io amo il sapore dei miei umori e leccai le sue dita pulendole per bene.
Gianna fece il giro intorno e si mise di fronte a me e cominciò a leccare anche lei i miei succhi dalle dita infilando contemporaneamente la lingua nella mia bocca, mi spinse indietro verso una grossa poltrona divano. Io ora stavo gemendo nella sua bocca "Sei così buona Giusy e io voglio farti venire nella mia bocca" mi sussurrò. "Ohhhhhhhh Gianna ti prego fammi venire nella tua bocca ti prego". Si mise a quattro zampe e mi spalancò le gambe quanto potevo, spostò di lato i miei slip e cominciò a leccare la mia figa e i miei umori che colavano. Stavo diventando pazza, non mi era mai successa una cosa del genere prima ma era fantastica e non volevo finisse. Gianna sapeva esattamente dove leccarmi, cominciò a succhiare il mio clitoride nella sua bocca. Sono certa l'avesse già fatto prima.
Col vestito ancora tirato sulla pancia, io diedi un'occhiata allo specchio. Tutto quello che potevo vedere era Gianna su quattro zampe mentre io tiravo fuori le mie tette e mi strizzavo forte i miei sensibili capezzoli, mentre l'altra la infilai nella mia bocca affamata. Mi accorsi anche che lei non indossava slip e divaricando le gambe la sua gonna ora le arrivava sui fianchi. Lei stava facendo scivolare le sue dita su e giù sulle sue labbra fino al suo culetto. Guardavo l'intera scena allo specchio. Le mie mani e la mia bocca palpavano le mie tette, le mie gambe spalancate, una bella donna che mi leccava e con le dita si masturbava. Tutto era troppo e così mentre raggiunsi l'orgasmo gridai a Gianna. "STO VENENDO GIANNA STO VENENDOOOOOOOOOOO" e sono esplosa nel più intenso orgasmo dei miei giovani 22 anni di vita.
Non ero mai venuta così prima d'ora; Gianna stava leccando e succhiando tutto. Il mio corpo era quasi intorpidito mentre l'orgasmo mi percorreva. Era stato così forte che i miei muscoli nel corpo prima contratti si rilassarono e io cominciai a urinare, proprio nella bocca di Gianna. Non riuscivo a fermarlo, e neanche volevo, quello che sentivo era così bello che non me ne fregava di nulla, volevo quella sensazione durasse per sempre. Con mia sorpresa Gianna continuò a succhiare tutto quello che poteva. Questo era l'atto sessuale più trasgressivo che avevo mai fatto e mi piaceva. Quando tornai al mondo dei vivi, mi sollevai attirai Gianna verso di me e la baciai sentendo il sapore forte della mia urina sulle sue labbra, poi spinsi lei sulla poltrona. Mi tolsi il vestito del matrimonio per non rovinarlo e mi voltai verso Gianna, mi sedetti sulla poltrona cominciando a stuzzicare il suo clitoride e le dissi.
"Adesso ti farò venire così intensamente che non capirai più nulla lurida bevitrice di piscia". "Allora mettiti giù e comincia a leccare, se mi farai venire per bene magari potrai sentire il mio sapore" Questo era tutto quello che avevo bisogno di sentire e così quel giorno per la prima volta sentii il sapore della figa e della piscia di Gianna, non avevo mai pensato che una donna potesse essere così buona.
Gianna dopo mi disse che quando mi vide in piedi con addoso solo i miei slip si eccitò molto. Disse che solitamente tutti i clienti usano il camerino per cambiarsi, ma io ero la sola persona presente e quindi pensava si sarebbe potuta divertire un po' con me. Disse anche che quando era andata sul retro per sistemare il vestito, si era tolta gli slip e si era sgrillettata fino ad avere un orgasmo con l'immagine di me nuda in testa. E quando aveva trovato il giusto paio di slip non aveva potuto fare a meno di toccarmi la figa e il mio culo sperando che finisse come effettivamente è andata. Gli dissi che urinare per me era stato un incidente ma le sensazione che ho sentito era indescrivibile, ma entrambe eravamo contente fosse successo.
Il giorno del matrimonio fu meraviglioso, Valentina era strepitosa e le piacevano i nostri vestiti. Le dissi che io dovevo restituire il mio al negozio perchè non vestiva perfettamente sul torso. Lei rispose che Gianna non avrebbe avuto problemi a sistemarmelo. "Forse può aggiustarmi anche un altro paio di cosette" dissi. Chissà se Valentina hai mai sospettato che Gianna mi avesse sistemato ben più di una cosa quel giorno...
La mia relazione con lei è grandiosa, nessuna pretese, solo ragazze incredibilmente bagnate ed entrambe desiderose e bisognose di sesso bagnato.
10
8
16 years ago
coppia1strepitosa,
23/23
Last visit: 15 years ago
-
Film con sorpresa 3
Fu così che varcato il primo muro d'imbarazzo, abbiamo iniziato a scambiarci reciprocamente delle informazioni, le solite cose, età , lavoro, impegni sentimentali ecc.. Mi colpì soprattutto il fatto che parlare con lei era cosi piacevole e tutto avveniva spontaneamente, sembrava conoscerci da una vita, il suo tono di voce era così ammaliante, l'avrei ascoltata per ore! Nel frattempo tornarono i miei amici, presentai loro Laura, e tutti essendo persone molto socievoli l'accolsero con entusiasmo, finite le presentazioni, lei si rivolse a me dicendomi " Eh si, le belle persone, e intendo non solo per il lato estetico, sono sempre circondate da loro simili, complimenti hai proprio degli amici in gamba, ma per me il pezzo forte sei e rimani tu!" Terminò la frase con il solito sorriso e facendomi un occhiolino. A quel punto si spensero le luci e riprese la proiezione del film, io ero tremendamente euforica ed estasiata da quella presenza, ebbi un sussulto quando lei si avvicnò a me per commentare a bassa voce una scena del film, appena sentii nuovamente il suo profumo avvolgermi, il suo respiro caldo nell'orecchio e sul collo, ebbi dei brividi su tutto il corpo, lei si accorse di quella reazione, mi tranquillizzò subito dicendomi " Sai anche a me fà lo stesso effetto! Ma solo dalle persone che mi piaciono!" Disse questa frase prendendomi la mano, fece questo gesto approfittando che non poteva essere visto dagli altri considerato che il braccio e quasi tutti il fianco di entrambe era coperto dalle giacche appoggiate sui lati del seggiolino, questa situazione rassicurò anche me e quando lei non lasciò la presa io lasciai fare con molta più tranquillità. Le sue dita iniziarono ad esplorare le mie mani, mi accarezzava dolcemente sfiorandomi il dorso della mano, le sue dita incrociavano le mie, il suo medio si infilava al centro dell'incavo della mia mano imitando il classico movimento che si compie attorno al clitoride, sembra banale ma quel tocco mi stava facendo eccitare, tanto che ad un tratto stimolata dal quel magico contatto, come in preda ad una scossa elettrica di piacere, la mia mano quasi istintivamente di scatto si chiuse, attorno al suo dito ma senza bloccarlo, lei approfittò di questa posizione mimando adesso il gesto del coito, procandomi l'ennesimo sussulto che mi fece persino chiudere forte le mie gambe. Ormai ero nelle sue mani, la situazione era diventata tremendamente coinvolgente, lei consapevole di questo, prosegui, curandosi di disporre ancora meglio le giacche affinchè io mi sentissi più sicura e lei più libera d'agire. Iniziò pian piano ad esplorare il mio ventre, prima nella zona alta, attorno all'ombelico, poi andando molto lentamente più giù, sentivo il suoi polpastrelli sfiorare la mia pelle, il mio ventre iniziò quasi a pulsare. Quando sentii le sue dita tirare su la mia gonna, mi preocupai di controllare che nulla potesse essere visto dagli altri, dopo aver posto ancora meglio le giacche a copertura, mi girai verso di lei, fu uno sguardo d'intesa, entrambe abbiamo sorriso consapevoli di voler andare fino in fondo perchè entrambe volevamo la stessa cosa. Appena la gonna lasciò libere le gambe, la sua mano potè agire iniziando ad accarezzare il mio interno coscia, esplorava la mia pelle senza fretta e con maestria gestiva quei tocchi leggeri che mi facevano tremare le gambe, consapevolmente Lei non salì subito sù, mi fece ardere bene e far desiderare intensamente quel momento, certa che quando l'avrebbe fatto sarei stata ormai pronta. Quando si avvicinò finalmente al centro delle mie gambe, la mia vagina era ormai un vulcano pronto ad esplodere, sentivo i miei umori invadere la stoffa delle mie mutande, lei inizio ad accarezzarmi senza entrare dentro, i suoi polpastrelli strofinavano dall'esterno delle mutande dandomi quasi la sensazione di averle dentro di me. Sentii le sue dita farsi aspazio sul lato delle mutande ed avanzare stavolta molto decise, quando iniziò a sfiorarmi il clitoride ero ormai un bagno di umori, le sue dita esperte mi toccavano come l'avvessero sempre fatto, producendomi un intenso piacere, non infilava le dita all'interno della vagina, ma le faceva scorrere come piaceva a me appena sotto le grandi labbra fino a tornare sul clitoride che ormai sentivo turgido al massimo. Solo quando ormai ero pronta ad esplodere infilò due dita all'interno della vagina, muovendole in maniera circolare e andando subito a stimolare il mio punto G, quel tocco mi aveva quasi fatto mugolare, tanto che ho dovuto trattenermi davvero per non farlo. Quando raggiunsi l'orgasmo fù un fiume di piacere, mi sentivo tremare, chiusi le gambe fortissimo stringendo la sua mano dentro di me quasi a non volerla più fare uscire. Chiusi gli occhi e mi ripresi solo dopo alcuni istanti, mi girai verso di lei, guardandola con passione, lei sorridendo accennò un bacio senza farsi notare, pensai che ormai il film stava per finire e non vi era spazio per altro, come potevo ricambiare quei sublimi momenti. Lei quasi a captare il mio pensiero si avvicinò a me e disse sussurando all'orecchio "Stai tranquilla, non finirà stasera." Subito dopo senti la sua mano che mi porgeva un biglietto che più tardi rivelò contenere il suo numero. Quando si riaccesero le luci, avevo in me sentimenti contrastanti, era la prima volta che mia accadeva una simile cosa ma non ne ero spaventata anzi mi sentivo stranamente tranquilla e forte. Ci siamo rimessi le giacche e ci siamo avviati tutti insieme verso le uscite, lei stava sempre dietro di me, di nascosto mi teneva la mano, mi toccava i fianchi, mi sfiorava il sedere, addirittura nel punto dove ci sono le doppie tende, approfittando di un attimo in cui non ci vedeva nessuno si avvicino dandomi un bacio leggero sulle labbra. Come avrei voluto essere sola con lei ed abbandonarmi completamente, ma realtà del momento consentiva esclusivamente solo quello che stava accadendo. Appena fuori dissi a Laura che noi proseguivamo la serata fuori con gli amici e che se voleva poteva stare con noi, Lei rispose che purtroppo non poteva ma che avrebbe avuto piacere di passare qualche serata con noi. Io capii e gli feci cenno di si, sapevo che l'attesa avrebbe sicuramente aumentato il piacere e la magia del prossimo incontro. La salutai, guardandola andar via, e quella notte il suo profumo, il pensiero delle le sue mani su di me mi fecero compagnia regalandomi un'altro momento di piacere che condussi personalmente su di me addormetandomi cullata dalla felicità della passione.
5
4
13 years ago
chia21, 35
Last visit: 8 years ago -
Serata tra "AMICHE"
Quella sera Bettina era stata invitata ad una festa da amici, allora decise di tornare dal lavoro un po’ prima per prepararsi.Appena arrivata si spoglio’ e si butto’ sotto la doccia.Quando usci’ si asciugo’ e si accorse di avere i capezzoli rigidi, cosi’ inizio’ a stuzzicarseli.Si palpava e accarezzava le tette, poi se li portava alla bocca per leccarle; non riusciva a morderle perché non erano abbastanza grosse, ma in compenso erano belle sode, e stavano, proprio come si dice, in una coppa di champagne.Aveva i capelli biondi, ma non un biondo acceso, tanto che qualche volta sembrava castana, era alta, con un fisico asciutto e due gambe slanciate. Avrebbe potuto fare la modella se avesse voluto, ma continuava a studiare a Firenze, tanto la mantenevano i suoi.La parte del suo corpo che preferiva erano i piedi; di tanto in tanto, quando si masturbava, amava portarseli alla bocca e per leccarli e ciucciarli, e succhiare il pollicione; lei li definiva i suoi piedini morbidi.!Vide che era tardi e andò di corsa a prepararsi.Mise un reggiseno scuro molto attillato, quasi trasparente, di quelli che non si vedono, e le mutandine abbinate.Poi cerco’ nel cassetto i collant, e quando prese in mano quelli giusti si senti’ tutta bagnata.Erano collant marron piuttosto scuri ed inizio’ a passarseli sulla bocca, stava portando una mano alla fica quando senti’ il citofono.Era Giulio, che era passato a prenderla.Allora lei decise di infilarsi le calze senza mutandine andò poi all’armadio e prese la sua serafina blu a maniche lunghe e il suo vestito lungo marrone attillato e senza maniche.Si mise le scarpe, e mentre se le infiliva e vedeva i suoi piedini scorrere all’interno della calzatura si rieccitò, in quel momento inizio’ a sperare di farsi una bella scopata nella serata.Giulio era in macchina che l ‘ aspettava:-Ormai venivo su a portarti via di peso!-Uffa quanto rompi!!! Sei stato tu a insistere che volevi accompagnarmi:-SI! SI! Va bene!Giulio era il miglior amico di Elisabetta; era un bel ragazzo, ma tra loro due non era mai successo niente.Lei aveva anche sentito che una volta che si era ubriacato di brutto aveva fatto un pompino ad un suo amico, e da quella volta si dice che se lo sia fatto mettere anche nel culo, ma a Bettina questo non importava.Erano le nove e mezza quando i due arrivarono; suonarono al cancello della grande villa.Furono subito accolti da Piera, la padrona di casa; una ragazza non molto alta ma con due tette enormi, e, a detta di molti, una gran bonazza.C’erano due o tre ragazzi carini che Betta non conosceva ancora, e da una parte c’era Anna.Elisabetta non la conosceva bene, ma qualche volta l’aveva vista all’università.Era una ragazza molto attraente, su questo non c’era dubbio con due grandi occhi neri da pantera, capelli corvini a caschetto, labbra carnose messe in risalto da un rossetto rosso fuoco.Probabilmente era più bassa di Betta, ma aveva due gambe molto lunghe; quella sera indossava una giacchetta nera corta slacciata, sotto una maglietta scollata che metteva in risalto le tette, un poco più grosse di quelle di Bettina, inoltre quella sera indossava un paio di pantaloni a sigaretta che arrivavano fino alla caviglia e un paio di scarpe che permettevano di vedere il dorso del piede, fasciato da morbidi collant neri.Le due furono presentate e, Elisabetta, sempre cosi’ spigliata, si sentiva un po’ in imbarazzo; ma ben presto legarono e si trovarono a parlare del più e del meno.Era l ‘ ora di cena e Betta si ritrovo’ vicina a Stefano, uno dei ragazzi carini che lei non conosceva, davanti pero’ aveva Anna, e preferì passare la serata a chiacchiere con lei piuttosto che conoscere lui.Era tardi ormai, ed Elisabetta sentiva il bisogno di riposare; andò a cercare Giulio.Lo trovo’ che chiacchierava animatamente con Stefano, quando la vide avvicinarsi le andò in contro:– Senti, siccome Stefano abita lontano… pensavo di dargli un passaggio…Era molto imbarazzato– Ma come!?! Prima dici che pensi a tutto tu, poi te ne esci con questa storia!– Scusa non so cosa dirti…Intervenne Anna, che era stata ad ascoltare tutto il tempo– Elisabetta, se vuoi ti do io un passaggio, tanto sono di strada, e comunque avevo deciso di andare a casa.– Grazie, sei molto gentile.– Allora e’ deciso – disse StefanoLe due erano cosi’ in macchina insieme, ed iniziarono a parlare e sparlare, in questo modo Betta venne a sapere che Stefano era una checca, e che quindi le storie su Giulio erano probabilmente vere.Il profumo di Anna era per tutta la macchina, e questo eccito’ molto Bettina, che inizio’ anche a bagnarsi; in questo modo i collant aderirono ancora di più alla figa, e questo non faceva che aumentare la sua eccitazione.Aveva voglia di spogliarsi e spararsi un lungo ditalino, magari facendosi aiutare da Anna, ma riuscì a resistere.Erano arrivate. Elisabetta scese– Vuoi venire su da me che ti offro qualcosaNon sapeva neanche lei dove aveva trovato il coraggio per quelle parole– Si – Rispose Anna; Bettina rimase a bocca aperta.SI trovarono in casa sua, Anna si accomodo’ sul divano– Allora cosa ti porto?– Un martini, secco– OkMentre si trovava in cucina a cercare l’alcolico le venne in mente la sua prima esperienza omosessuale.Era un periodo in cui i suoi rientravano sempre tardi per lavoro, lei aveva quindici anni, ed era già una bella ragazza.Una sera era sola in casa con sua sorella, Cristina che aveva da poco compiuto i diciotto, stavano guardando un film alla tv, e in quel momento c’era il bacio finale– Hai mai baciato qualcuno? – disse Cristina.– NoIn effetti, fino ad allora, non era mai stata con nessuno. Nel frattempo Cristina aveva già appoggiato una mano sulla gamba della sorella, che aveva indosso il pigiama,– Vuoi che ti insegni?Non sapeva cosa rispondere, ma non ce ne fu bisogno, in men che non si dica la più grande cinse a se l’altra, e con una mano sulla schiena e l’altra dietro la nuca inizio’ a baciarla.Poi con la lingua inizio’ a leccarle le labbra, fino a che Bettina non le dischiuse un poco; a quel punto la lingua di Cristina si fece strade nella bocca dell’altra, e inizio’ a farla roteare.Elisa non rimase ferma per molto, anche lei abbraccio’ la sorella accarezzandole i capelli, e la sua lingua “slumacava” con l’altra, andava a stuzzicarle il palato e l’incavo della guance.Rimanerono cosi’ per molto tempo, e Cristina si masturbo’ anche.L’episodio non si ripete’ più, o quasi; una volta al cinema, ma non se ne accorse nessuno, e una volta che le due fecero il bagno assieme.Nel frattempo Elisabetta aveva finito di preparare i bicchieri, e li stava portando in sala.Anna era seduta sul divano e cosi’ si sedette accanto a lei.Le porse il bicchiere e le loro mani si sfiorarono, si guardarono profondamente negli occhi, per alcuni attimi ci fu assoluto silenzio, poi Anna iniziò a parlare con estrema naturalezza.Ad un certo punto si alzò, chiese dove fosse il bagno e vi si avviò. Bettina si sentiva stranamente attratta da quella ragazza, ma non trovava assolutamente niente di male in quel sentimento, nonostante la sua educazione rigorosamente cattolica.Anzi, iniziò a sedersi nella maniera più sensuale possibile e a slacciarsi qualche bottone della serafina per mettere in evidenza il suo bel seno.Ripensandoci considerava stupido quel gesto, ma quando stava per riallacciarsi Anna stava ritornando, allora lascio’ tutto cosi’ come stava. Quando rientro’ si risedettero vicine e riiniziarono a parlare.Ad un certo punto Anna inizio’ a lamentarsi del dolore di piedi dovuto al tacco, e chiese se si potesse togliere le scarpe.Elisabetta non pensava ad altro che ai piedi nudi di Anna avvolti dai neri collant, e annui’ timidamente con il capo.Anna allora si chinò lentamente ed iniziò a sfilarsi delicatamente le scarpe, tutto con un ‘ aria molto sensuale ed un malizioso sorriso sulle labbra. Infine, con un gesto grazioso, portò entrambi i piedi sul divano.Elisa era sorpresa ed eccitata allo stesso tempo; guardava prima il volto di lei e poi i suoi piedi.Non sapeva cosa fare, ma fu il suo istinto che fece tutto.Portò inconsciamente una mano su un piede, ed iniziò a massaggiarlo, quasi ad accarezzarlo.Anna la guardava sorridendo, cosi’ Bettina fece lo stesso con l’altro.Poi si tolse anche lei le scarpe, si mise appoggiata al guanciale, con una ginocchio sul divano, in modo da poter portare i piedi di lei sul suo grembo, in questo maniera poté massaggiarli meglio, in quel momento cercò di ricordare come i suoi fidanzati le massaggiavano i piedini, e provò anche lei a fare lo stesso.Anna sembrava! Soddisfatta, ed era accaldata cosi’ si tolse la giacca e la lasciò cadere a terra; una manica della magliettina che portava sotto scivolò, mostrando una parte del suo capezzolo, ormai durissimo.Betta iniziò a dedicarsi ad un solo piede, e cosi’ l’amica portò l ‘altro verso il viso di lei, lo passò sulle sue guance, le stuzzicò l ‘orecchio, le accarezzò le labbra; a quel punto Elisabetta lasciò il piede e apri’ la bocca per ciucciare l ‘ altro come se fosse un cazzo.Lo lecco’ prima sopra e poi sotto, baciò il tallone e le caviglie, ed inizio’ a ciucciare l ‘alluce.Quasi limonava con quel piede, e presa dall ‘eccitazione si slaccio’ le bretelle del vestito, si portò la serafina fino al collo, e si abbassò il reggiseno, in questo modo poté palparsi le tette e tirarsi i capezzoli turgidissimi.Anna, che aveva guardato la scena, tolse il piede ormai zuppo dalla bocca, ed iniziò a passarlo sulle tette dell’ amica.Anche Bettina si sdraiò sul divano, e così Anna poté mettere la gamba libera sotto la gonna di lei per farle piedino, mentre pure lei aveva iniziato a massaggiarle i piedi.Ad un certo punto Anna si fermò, si levò completamente la maglietta mettendo in mostra il bel seno, poi si avvicinò a gattoni ad Elisabetta, le tolse la serafina, poi mettendole una mano dietro al collo, ed una su una tetta, iniziò a baciarla, lentamente; dischiuse un poco la bocca e diede piccoli colpettini con la lingua alle labbra della compagna, facendoli seguire da un lungo bacio profondo e bagnato.Bettina, presa dall’eccitazione mise le mani sul culo dell’amica, ed iniziò a palparlo rudemente.Non sapevano dire per quanto continuarono, ma ad un certo punto si fermarono.Anna si mise in ginocchio, col sedere sul ventre dell’altra, che nel frattempo aveva iniziato a palparle le tette a piene mani; da questa posizione iniziò a slacciarsi i pantaloni, e alzandosi un poco, riuscì anche a sfilarseli.Betta poté così vedere le belle gambe dell’amica, non molto lunghe, ma ben tornite.Notò anche che sul cavallo dei collant c’era un alone, dovuto probabilmente all’eccitazione, che rendeva le calze particolarmente attillate in modo da osservare che pure lei era senza mutandine.La bruna slacciò poi il vestito della bionda, glielo tolse completamente, così come le sfilò completamente il reggiseno.Poi si sdraiò completamente su di lei, mettendo a contatto i loro seni, e strusciando le gambe facendo quel rumore che fanno i collant quando si sfregano, e in questa posizione riiniziarono a baciarsi, durante lo scambio di effusioni amorose le due si rigirarono e questa volta fu Elisabetta a smettere per prima.Si alzò in piediVieni con me… – e così dicendo prese la compagna tra le braccia (anche se con un po’ di fatica), e in questo modo, come due sposini, si avviarono verso la stanza da letto.Bettina la appoggiò docilmente, e accese la luce soffusa di una lampada.Anna osservò la stanza, e notò che sembrava quella di una bambina, piena di peluche e con i muri colorati di rosa e rosso, ma la cosa non faceva che eccitarla.Elisa si mise in ginocchio su di lei, la guardò un poco negli occhi, poi si sdraiò ed iniziò a baciarla sul collo.Ogni tanto dava un bacio leggero, ogni tanto le si attaccava con le labbra come per farle un succhiotto, e poi la leccava tutta.Piano piano arrivò al mento e poi alle labbra , a quel punto tirò fuori la lingua, e così fece l’altra, e le due iniziarono a “limonare fuori dalla bocca”.Elisabetta poi avvicino le sue tette alle altre, e prese i cappezzoli di entrambe tra il pollice e l ‘indice, e stropicciandoli a più non posso. In questo modo Anna, che si stava masturbando di sotto i collant, fu presa da un forte orgasmo e iniziò a emettere dei fortissimi urletti, tanto che l ‘altra fu costretta a tapparle la bocca per non far svegliare tutto il vicinato.Grazie ! – disse alla fine– Ora voglio che mi fai godere tu,- disse Elisa- voglio che me la lecchi.-– Si.Elisabetta si sdraiò aprendo le gambe, e stava per sfilarsi i collant, quando l’altra disse– No, non così.Si avvicinò a lei e, nonostante le unghie fossero perfettamente curate e tagliate, riuscì a praticare un piccolo foro nelle calze, che allargò poi per tutta la lunghezza dello spacco della fica.Finito di fare questo si mise il medio in bocca, e tirandolo fuori tutto bagnato lo avvicinò alla figa bollente della morosa; e, con un rapido gesto lo infilò completamente.Bettina, che le aveva messo le cosce intorno al viso, premeva sempre di più con i talloni, e a questo punto Anna iniziò a fare avanti e indietro con la mano, e tirando fuori il clitoride con l’ altra, iniziò a leccarlo come solo una donna sa fare.Quando ormai Elsabetta stava per venire si fermò– Ma cosa fai? Perché hai smesso?!?Anna la guardò per un attimo, poi si sedette davanti a lei, le prese i piedi e se li mise sulle spalle, baciando e leccando prima uno e poi l ‘altro; e, con un suo piede ancora avvolto dai collant, iniziò a masturbarla, accarezzandole le labbra e il clito, e facendolo entrare un poco come un piccolo cazzo.A quel punto Betta provò uno dei migliori orgasmi della sua vita, e tra dolci mugolii si accasciò sul letto.Anna invece incrociò le gambe, e incurvando la schiena a più non posso iniziò a leccare gli umori che l’amica le aveva lasciato sul piede.Poi si sdraiò accanto a Bettina, le prese una mano e vide che stava per addormentarsi, allora si misero sotto le coperte, si abbracciarono teneramente incrociando le loro gambe e si addormentarono dandosi un ultimo bacio sulle labbra.Erano quasi le dieci di mattina, quando Anna si svegliò ridendo a causa di uno strano solletico alla fica; aprendo gli occhi vide che Elisabetta stava lacerando i suoi collant come aveva fatto a lei la sera prima.Betta si alzò poi di scatto e si mise a cercare in un cassetto, quando se ne uscì con in mano un vibratore.Era nero, senza marce, abbastanza flessibile, ma la cosa più interessante era che poteva essere introdotto da entrambe le estremità.– Ti piace? – Disse Bettina– Dove l’hai preso?– E’ un regalo di un mio ex, per l’8 marzo. Pensa te che tipo…Le due iniziarono a ridere, poi la bionda salendo sul letto si avvicinò alla compagna, leccandola e strusciandole le tette dappertutto, ma con particolare attenzione verso quei piedi che la sera prima le avevano dato tanto piacere.L ‘altra, mugolando si eccitava sempre di più.– Finalmente ti stai bagnando!E così dicendo Elisa iniziò a leccarle la figa. Poi prendendo il vibratore che aveva lasciato in fondo al letto disse:– Ora voglio provare una cosaPrima lo leccò per tutta la sua lunghezza, poi iniziò a pomparlo e infine, quando era ormai zuppo lo avvicinò al clitoride dell’amica, che si stava bagnando sempre più, ma quando ormai stava per raggiungere l ‘orgasmo smise.– Ora mettiti così.Disse Elisabetta, e prendendole le caviglie le sollevò le gambe, come se dovesse farle fare una capriola, portandole le ginocchia fin sopra il seno.Dopo prese il dildo, ancora lubrificato dalla saliva, e avvicinandolo alle grandi labbra lo fece scendere lentamente per quasi la metà della sua lunghezza.Grazie a questa posizione poté sedersi sul suo culo, prendendo dentro l’altra metà. In questo modo potevano anche palparsi le tette a vicenda; ma mentre Elisa lo faceva con le mani ed un po’ di saliva, Anna, che era molto slegata nei movimenti, riusciva a farlo con i suoi piedini, prendendole i duri capezzoli con le dita e i morbidi collant.In questa posizione, comunque, il piacere fisico era minimo, in quanto il vibratore era uno di quelli che “non vibrava”, ma il piacere emotivo era molto alto, in quanto le due ragazze si sentivano ognuna la parte attiva che prendeva l ‘altra, e i mugolii delle due non facevano altro che aumentare l ‘eccitazione in ognuna.E così , tra gridolini e strilletti le due, muovendo in cerchio i propri bacini e strusciando tra di loro le fiche e il clitoride vennero in un fantastico orgasmo.Tolto il vibratore le due si misero nella posizione del 69 per leccare i propri umori.Dopodiché si sdraiarono un po’ sul letto, limonando, palpandosi le tette e il culo.Decisero poi, per riprendere le forze, di fare colazione.Si recarono in cucina con l ‘abbigliamento di quando avevano scopato, cioè nude se non fosse per un paio di collant, neri per Anna, marron per Elisabetta, con uno spacco all ‘altezza della figa; dopo aver preparato la tavola, si sedettero una di fronte all ‘altra a mangiare, ridere e scherzare.Ad un certo punto però Anna decise di fare il piedino all’altra, prima accarezzandole il piede, poi la caviglia e poi, salendo, massaggiandole l’esterno del polpaccio.E così fece Elisabetta.Le due, salendo sempre più in su arrivarono ben presto alla figa, e qui non riuscirono più a fermarsi.Guardandosi negli occhi si masturbavano sempre più velocemente, ognuna con la mano sul piede dell’altra per poterlo guidare, e, alla fine, le due vennero quasi in contemporanea.Era ormai mezzogiorno, e Anna doveva tornare a casa per dare sue notizie; avrebbe detto la verità, cioè che aveva dormito da un ‘amica.Poi una volta raccolti i vestiti sparsi per la casa iniziò a rimetterseli, ma quando stava per infilarsi i pantaloni si fermò, guardò Elisabetta e le disse:– Non è che hai un paio di collant da prestarmi?-
3257
0
6 years ago
Katia_sexy,
32
Last visit: 11 months ago
-
Ghiaccio...
Lei mi inebriava, l’amavo a tal punto da non riuscire nemmeno a sfiorarla, mi annientava la sua voglia, ed io avevo imparato a placare la sua smania. A volte i suoi giochi cervellotici mi portavano ad essere condottiero delle sue complicate trame. MI ritrovavo come sempre a dover domare la sua fame e dover stare al suo artificio che più la rendeva inquieta. Gli sguardi, smarriti l’uno nell’altro, la situazione ci infiammava ancor prima di essere nudi. Lei era quella che faceva sempre la prima mossa e come consuetudine mi regalava la nudità del suo corpo, provocava in me un folle turbamento. Ogni cosa tolta, lei prima di buttarla a terra, mi guardava intensamente, la sua lingua meccanicamente girava intorno e bagnava le sue labbra, prendendo delle pause, questo fare era un misto tra tortura ed impulso a toccarla. Silenziosamente la raggiunsi alle spalle, per respirare il suo profumo e riempire di lei miei polmoni, col naso sfioravo avidamente il suo collo, mentre lei, quasi come se non ci fossi, continuava senza interruzioni.Il tappeto era ormai invaso di ciò che lei aveva tolto, la luce pervasa della stanza, metteva a fuoco il suo corpo, dai capelli alle labbra al suo seno, dai fianchi fino ai suoi piedi, distratto da quella visione, iniziavo a sentire i primi tremiti e perdevo ogni comando del mio corpo. La seguivo col il mio sguardo, ora sdraiata sul sul letto, lo sfizio di levarmi i vestiti e seguirla era immenso, ma rinunciai e continuai a giocare pur sapendo di prolungare la mia tortura.Fremevo dal voler addossare le mie mani su di lei nuda, il mio sguardo si pose su un bicchiere, non so cosa fosse il contenuto ma mi avvicinai e presi il ghiaccio contenuto in esso. La mia testa iniziò a fantasticare e a guidarmi, usai il ghiaccio come fosse un pennello, e lei la mia tela da dipingere. Con un tocco leggero e delicato percorrevo con il ghiaccio il suo corpo e la sua pelle fremeva ad ogni mio tocco lento, i suoi occhi chiusi e le sue labbra semi aperte, erano induzioni al mio voler continuare. Il suo respiro iniziava ad accelerare.Sentivo la sua eccitazione, i capezzoli turgidi erano l’unica resistenza che incontrava il mio tocco, che continuava senza darle tregua nel suo lento percorso.I miei occhi la seguivano mentre le sfioravo le labbra, poi delicatamente mi dirigevo lungo il collo, passavo tra suoi seni fino ad arrivare lentamente al suo ombelico. Lasciai il cubetto di ghiaccio, mi spostai per prenderne un altro lo misi in bocca e poi lo fermai tra le labbra. Iniziai da dove ero rimasto, dal suo ventre.Il suo bacino s’inarcava voglioso, le sue mani stringevano le lenzuola, sentivo il mio pulsare nei pantaloni, guidato dal ritmo del suo respiro veloce, passavo sul suo pube, poi sui fianchi, inumidivo ogni centimetro del suo corpo. Le sue gambe aperte erano esplicitamente l’invito che ogni uomo aspetta, col ghiaccio ero sceso fino ai piedi, ora percorrevo risalendo la gamba, fino a posarmi al centro del suo essere, calda, vogliosa, era essenza stessa del desiderio. Continuava la sua dolce tortura, lentamente e come avrei voluto fare con la mia lingua, passavo e ripassavo su di lei, il suo corpo fremeva, la sua mano mi afferrò decisa la spalla attraverso la mia camicia, sentivo le sue unghie affondare nella mia carne, qualche gemito iniziai ad alternarmi con il mio respiro al suo.Non volevo perdere la magia di quel momento affannoso, portai due dita sulla sua bocca, mentre il ghiaccio le regalava pennellate di piacere, prima con la lingua e poi succhiandole avidamente fece sue le mie, mentre cercavo per quanto possibile di accelerare i movimenti del ghiaccio. Le sue unghie misuravano il suo piacere, impaziente di appagarla, con le mie dita bagnate dalla sua saliva, andai a stringerle delicatamente un capezzolo, un sibilo di piacere ruppe il silenzio anticipando il suo impeto, gli spasmi del suo corpo mi regalarono il suo orgasmo, restò immobile, io aspettai che il suo respiro tornasse pian piano alla normalità, mi persi dentro il suo sguardo mentre lei mi guardava negli occhi e con un dito disegnava le mie labbra. Silver Rea
110
0
2 months ago
SilverRea,
49
Last visit: 16 hours ago
-
in posa
Il collant calato sino alle ginocchia, protendendo le nude terga verso colui che ne immortala la trasgressiva esposizione, quasi a voler trasmettere un incentivo ulteriore ad abusarne nella maniera più assoluta, penso sempre, come avviene in ognuna di tali occasioni, a quanto in seguito si ecciterà il mio compagno sapendo in che modo ho elargito il mio corpo lasciandolo divenire oggetto per le ulteriori interpretazioni che sa dare quel mio senile estimatore al quale integralmente l’ho affidato per dare seguito a simili giochi.Non ho mai fatto eccessivo mistero che se un giorno avesse mai desiderato di volermi possedere realmente, ed in maniera ben più tangibile di quanto avvenuto sino ad ora con modalità cerebrali, varcando finalmente quella soglia che limita un'intesa fattasi così tanto assoluta, non ci sarebbero stati motivi di opposizione affinchè ciò potesse verificarsi, ormai certa da lungo tempo di come sarebbe capace di farmi raggiungere quell'oblio che già sa come ottenere con il semplice sfioramento epidermico quando mi impone le pose che dovrò assumere, ed obbligandomi a manterle a lungo immobile mentre mi ritrae.Relegata in quelle forme così strutturate, alle quali poi saprà in seguito far assumere forma definitiva, sia che si tratti di immagine, oppure un dipinto o anche di una scultura, il mio corpo assumerà l'aspetto statuario che ogni osservatore vorrebbe animare magari immaginando di entrarvi dentro con tutto il proprio essere per goderne appieno.Presa in un modo così atipicamente onirico, da chi non potrò mai davvero conoscere, stimola la mente, accrescendo la voglia di sperimentare ancora altre sensazioni mai provate, estendendo la ricerca spasmodica verso tutto ciò che di più inusuale saprà catalizzare segreti interessi.Questo sa e bene anche il mio compagno, già consapevole che non esistono pregiudizi di sorta verso chiunque sappia trovare la formula per vincere ogni mia reticenza, mentre mi penetrerà conducendomi sino all'orgasmo indipendentemente dall’involucro che fa da contorno all'aspetto del mio estimatore.
2025
0
6 years ago
gloria1951,
42
Last visit: 3 years ago
-
Sala d'incisione
Nel lungo abito da sera color champagne, tempestato di perline lucenti, sfogo la mia inquietudine stracciando nelle mani i guanti di seta. Il passo è rallentato dai tacchi sottili che mi sorreggono e dal calice di vino bianco che ho appena sorseggiato. Percorro il salone in ogni direzione, prendo confidenza con il marmo a grandi lastroni sotto i miei piedi e memorizzo ogni sua lieve imperfezione. Gli attimi scorrono con una calma sfinente e nel frattempo un capello mi cade sulla spalla nuda. E’ corto, anche se non è di moda, biondo e liscio. Un’altra parte di me mi abbandona. Sono da poco trascorse le ventidue, avrebbe già dovuto essere qui, invece attendo ancora osservando la mia immagine riflessa nell’alta specchiera dorata poggiata sul camino. E’ un’immagine seriosa e rassegnata ma ugualmente ammirevole. L’abito pare quasi nuovo pur avendolo portato già due volte e la mia pelle ancora rosea e fresca, mi regala qualche anno di meno. Stiro gli angoli delle labbra verso l’alto, forzando una felicità che non mi appartiene e tolgo le perle che mi impreziosiscono i lobi. Lancio i guanti sul sofà di velluto broccato e sfilo le meravigliose scarpine acquistate da poco. Tenendo gli occhi fissi nei miei, scendo la cerniera dell’abito e resto in calze e bustino. Eccomi, io, Livia, quasi nuda, nella sala fredda, giungere all’appuntamento con me stessa. Sono quasi le ventidue e trenta, il giradischi è in fondo alla stanza, troppo lontano da me; non voglio lasciare la mia immagine sola nello specchio, preferisco canticchiare, come so, la solita nenia piagniucolante. Sciolgo i lacci del candido corsetto che cade a terra senza rumore, ora Livia resta con calze e reggicalze davanti a sé. - Sono arrivata. - Finalmente, sono anni che ti aspetto. - Avevo paura. - Di cosa? - Di te. - Di me? Ma io sono te stessa. Hai forse paura di te stessa? - Sì. - Perché? - Perché sono sola. - Non sei sola, ci sono io. - Ma tu sei me, io sono te. Siamo la stessa persona, quindi sono sola. - No, se tu parli con me. Parlami Livia, ti capirò e non ti sentirai più sola. - Ho paura. - Di cosa? - Di invecchiare. - Invecchierai Livia e la tua pelle scolorirà, il tuo bel seno sfiorirà e le gambe non ti reggeranno più ma imparerai ad amarti meglio di come fai adesso. Ti ami Livia? - Certo che mi amo! - Ami il tuo corpo? Toccalo Livia, conoscilo! - Lo conosco già, lo vedo nello specchio. - Ma quella non sei tu, Livia, quello è solo un pallido riflesso. - Io sono quella che vedo. - No Livia, tu sei quella che senti. Sfiora la tua pelle ad occhi chiusi e raccontami ciò che provi. Abbasso le palpebre, l’altra Livia fa lo stesso e rabbrividendo ancora di più mi accarezzo il collo. - Brava Livia, dimmi ora, cosa senti? - Il mio cuore, il suo battito. E’ frenetico e convulso. Sento il collo tendersi sotto le mie mani e la pelle accapponarsi. Sento il mio seno rotondo e caldo e i capezzoli rigidi… - E poi? - Ho vergogna. - Di chi? - Di te. - Ma io sono te, hai vergogna di te stessa? - Sì. - Perché? - Perché non l’ho mai fatto prima, non conosco queste sensazioni. - Allora ho ragione, Livia, tu non ti conosci e non conoscendoti non puoi amarti. - Sì. - Vai avanti allora e mi ringrazierai. - …il ventre è piatto e sotto la mia mano si ritira, sembra voglia farmi strada. La peluria del pube è riccia e folta… e umida… e odorosa di me. Sto tremando, freno a stento la convulsione delle mie dita che paiono impazzite. Cercano ma non so cosa. - Cercano il piacere, Livia. - E dove si trova? - Lo scoprirai da sola. - Mi pare di sentirlo avvicinarsi, fatico a reggermi in piedi. Ecco, mi sdraio qui vicino, sul tappeto e continuo. Mi carezzo le cosce e le divarico bene per raggiungere ciò che ho appena intuito… - Vai avanti Livia, ora non parlare più, io ti guardo. Sento la vagina pulsare e gonfiarsi ed una piccola pallina si erge e si porge al mio tocco, ora abbandono ogni pudore e mi dedico liberamente a me stessa. La gioia che provo è calda ed insaziabile, il sangue scorre veloce nelle mie vene e ribolle di piacere. Trastullo quell’insignificante protuberanza fino quasi a non poterne più e proseguo ancora il percorso della conoscenza esplorando altre zone un tempo proibite. Un liquido biancastro sgorga dalle mie intimità e mi sporca le dita che si sentono autorizzate a penetrare nello strettissimo ano. Violenta ed incontenibile esplode la mia fantasia e ciò che non avevo mai desiderato prima ora voglio più di me stessa. Sogno un uomo ed il suo membro che mi incida anima e carne e sciolga le catene che mi imprigionano e lo sostituisco con le mie mani che solleticano, entrano e premono forte le mie cavità. Ansimo, gemo, sudo, stringo e rilasso, contraggo e urlo e piango e mi amo. Attendo di calmarmi, mi avvicino allo specchio e scorgo una giovane donna scarmigliata e rossa in viso, dalla magnifica bocca rosea e piena e sorridente. Che bella sono! Mi rivesto e portando addosso la scia del mio piacere, salgo in auto da sola e mi faccio accompagnare al ballo di mezzanotte.
2
2
13 years ago
admin, 75
Last visit: 14 hours ago -
Finalmente di nuovo insieme cap1
Il nuovo lavoro del mio compagno ci tiene lontani spesso per parecchi giorni.Lui ora vive in Spagna, in un posto bellissimo e sul mare.Il mio lavoro mi aveva costretto a Milano fino ai primi di luglio ed era ormai un mese che non ci vedevamo; un tempo lunghissimo per come ci eravamo abituati negli ultimi due anni.Finalmente era arrivato quel fatidico venerdì, avevo chiamato un taxi direttamente dall'ufficio per correre in aeroporto e salire su quel volo easyjet che in un'ora e mezza mi avrebbe portato da lui.Volevo essere perfetta per l'incontro, così avevo indossato quel vestitino bianco tanto corto da superare i glutei di solo qualche centimetro che a lui piaceva tanto ed un paio di sandali bronzo taccatissimi, il solito 12, che fasciavano i piedi con dei lacci incrociati fino ad allacciarsi un poco sopra la caviglia; una giacchina di jeans stretta mi copriva la lieve trasparenza del vestito che quasi impercettibilmente disegnava i miei capezzoli sul tessuto con un tono più scuro. Infine un perizoma di pizzo bianco avrebbe nascosto il mio intimo durante il viaggio.Eccomi sull'aereo, lato finestrino e uscita di sicurezza come da prenotazione, in modo da stare più comoda; a fianco a me si era seduto un ragazzo sui 35, dall'abbigliamento in viaggio di lavoro, alto, bel fisico, capello scuro corto; un bel ragazzo insomma.Ormai in volo, cominciai a leggere il mio libro; il ragazzo accanto a me controllava sull'ipad una tabella di lavoro ma sentivo i suoi occhi scrutare di sfuggita ogni centimetro del mio corpo. Una leggera tensione salendo dentro di me. L' essere guardata, apprezzata, carezzata con gli occhi, mi stava piacendo ed eccitando. Tutto questo rendeva la comprensione del romanzo un poco difficoltosa. "Bello quel libro, a che punto sei arrivata?" il ragazzo aveva chiuso l'ipad e si era fatto avanti con la scusa più ovvia in quel momento. Alzai lo sguardo e nel rispondergli capii che le ultime due pagine erano passate senza fermarsi nella mia mente. Chiusi il libro, lo guardai negli occhi e gli dissi " quando lui sta per partire direzione New York".Cominciò una conversazione che durò per tutta l'ora successiva; si chiamava Michele e stava viaggiando per l'azienda per cui lavorava e, fortuna sua, aveva letto da poco lo stesso mio libro. Parlammo di tutto mentre i suoi occhi mi continuavano a scrutare furtivamente. La situazione mi piaceva, e mi godevo il momento; anche se sapevo che non l'avrei più rivisto avevo omesso di dirgli che stavo raggiungendo il mio fidanzato, pensando che quella notizia avrebbe potuto interrompere quel flirt elegante ed educato.Ormai mancava poco all'arrivo e come da programma andai in bagno per dare l'ultimo tocco alla mia mise per il tanto atteso incontro con Marco, il mio fidanzato. Dentro quel piccolo loculo mi tolsi il perizoma per riporlo nella borsa; era umido, segno che quel flirt aveva mosso qualcosa anche a livello fisico e non solo mentale. Guardandomi nel piccolo specchio decisi di fare un piccolo regalino all'elegante e discreto osservatore che sedeva accanto a me; slacciai la giacchina di jeans e scostandola leggermente guardai i miei piccoli capezzoli che molto timidamente mostravano il loro colore scuro attraverso il tessuto del vestito. Un sorriso di compiacimento e lasciai la giacchina tornare in posizione senza però richiuderla.Tornai alla mia fila e dando le spalle al mio vicino mi rinfilai nel mio posto; Michele scostò leggermente le gambe per renderemi più agevole il passaggio; il mio sedere era all'altezza del suo viso e quasi sentii il suo respiro soffiarmi sotto il corto vestito, sul mio intimo ora nudo. Non aveva visto nulla ne ero certa, se non le mie gambe passargli a pochi centimetri o il disegno delle mie natiche dare forma al morbido cotone del vestito.Seduta con le gambe accavallate avevamo rincomiciato e a parlare. Non ci volle molto perché il suo sguardo, dopo aver esaminato dal piede curato ed ornato da un sottilissimo french alla coscia in bella vista, cadesse sul mio seno sinistro che, sfuggendo dallo spesso jeans, dolcemente modellava il vestito e faceva intravedere lo scuro della piccola aureola. Facendo finta di niente continuai nella conversazione, la cosa mi piaceva e mi eccitava. Con dei movimenti apparentemente casuali ero riuscita a scoprire entrambe i seni dalla giacchina ed ora oltre alla trasparenza i capezzoli avevano deciso di farsi notare spingendo sul tessuto. L'idea di essere guardata ma non toccata, da un estraneo mi piaceva da matti; un estraneo bello, educato e non volgare, era una situazione stupenda probabilmente in altre circostanze avrei approfondito.Stavo talmente bene e concentrata sulle sensazioni che non mi accorsi nemmeno dell'atterraggio.Michele si offrì di darmi un passaggio col suo taxi ma con un po' di rammarico da una parte ma immensa felicità dall'altra, dovetti rifiutare l'invito. Ci salutammo al ritiro bagagli dove lo lasciai in attesa della sua valigia, con uno scambio di baci sulla guancia che sarebbe voluto essere certamente qualcosa di più.Appena fuori dalle porte automatiche c'era Marco ad aspettarmi. Un abbraccio accompagnato da un bacio seguito da un'altro più passionale dichiaravano la voglia di entrambe di riunirci in un amplesso che ormai da troppo aspettava.Velocemente giungemmo a casa e quando aprì la porta delle candele illuminavano la sala che con una grande vetrata dava su tutta la baia e la città illuminata.Subito mi prese e mi baciò; un brivido mi percorse tutto il corpo, la borsa cadde a terra, le mie mani sul suo corpo, le sue sul mio che subito raggiunsero i glutei; il mio seno era schiacciato sul suo petto, sentivo i capezzoli duri spingere e stuzzicarsi con i movimenti. Una delle sue mani vogliose già aveva raggiunto il mio sesso. Me lo stava accarezzando scivolando umidamente tra le mie labbra fino a violarne la vagina con due dita. Dopo tanto tempo quel solo contatto così esperto, mi avrebbe portato in fretta all'orgasmo. Cominciai a slacciargli la camicia per accarezzare quel suo petto liscio e ben definito, poi i pantaloncini lasciandoli cadere a terra mettendo a nudo quella erezione perfettamente liscia e depilata.Mi prese il vestito e me lo sfilò dall'alto lasciandomi solo con i sandali, lo gettò sulla poltrona seguito dalla sua camicia. Nudi ancora in piedi davanti alla porta d'ingresso ci baciavamo e palpavamo ovunque. La voglia aumentava nel sentire le sue mani ovunque e il suo pene che nella mia, turgido e generoso, godeva delle mie carezze. Scesi fino a sedermi sui talloni, le gambe divaricate ed il mio sesso spalancato, con una mano portai il pene alla bocca che lentamente lo accolse baciandolo e succhiandolo. Avrei voluto fargli la sorpresa che avevo preparato in tutti quei giorni di solitudine documentandomi su internet e facendo esercizi, ma da quella posizione non ci riuscivo. Mi limitai a succhiarlo e leccarlo, accarezzandogli i testicoli con una mano. Il suo sapore mi riempiva meravigliosamente la bocca e vedere la sua espressione di goduria alla luce debole delle candele era stupendo.Ad un certo punto mi fece alzare, mi appoggiò di schiena al muro, mi sollevò una gamba e puntando il pene in un sol colpo s'infilò in vagina. Un mio gemito risuonò nella stanza, portai le braccia intorno al suo collo e cominciò a stantuffarmi. Dopo quel mese di astinenza sentirlo di nuovo dentro di me era stupendo.Ancora contro il muro mentre lui mi sorreggeva dalle natiche incrociai le gambe dietro la sua schiena e così uniti ci spostammo sul divano dove si sdraiò su di me e rincominciò a stantuffarmi. Io impazzivo, mi tenevo stretta con le gambe e le braccia a lui in attesa di quell'orgasmo che iniziava a far sentire il suo arrivo. Il clitoride strusciava vibrando meravigliosamente sulla sua pelle liscia mentre la vagina era sconquassata da quelle penetrazioni sempre più decise. Ecco che repentino e violento giunse quel brivido seguito da un'esplosione di piacere immensa. Gemevo ancora in preda all'orgasmo quando sentii un getto caldo colpirmi la cervice ed invadermi il corpo. Eravamo venuti praticamente insieme esplodendo in un piacere comune. Abbracciati e ancora uniti ci baciammo per minuti prima di separarci e rivestirci per la cena.Marco aveva preparato una buonissima cena a base di pesce, dopodiché decidemmo di uscire per bere un drink. Era mezzanotte passata ma lì la movida comincia tardi; ci sediamo ad un tavolino appena dentro il locale e ordiniamo. Il locale piano piano si riempie di gente che comincia anche a ballare; presto anche noi veniamo tirati dentro dalla musica e ci ritroviamo schiacciati in mezzo agli altri. Mi sentivo toccata ovunque da quella moltitudine quasi pressata, il vestito ormai svolazzava donando a qualche probabile curioso degli scorci interessanti. Ma davanti a me c'era il mio ragazzo che mi fissava mi accarezzava e mi baciava in quella luce così debole. Presto le sue mani birichine furono sui miei glutei, e nascosto dalla gente non si fece problemi ad osare anche di più; sentivo la sua mano tra le natiche raggiungere il mio sesso di nuovo umido e voglioso mentre la sua erezione pressava sul mio ventre. Presto mi prese per una mano e mi portò fuori dicendo"andiamo a casa".Velocemente percorremmo la piccola darsena che ci separava dal portone di casa. In ascensore mi prese e mi baciò mentre le sue mani non davano tregua al mio sesso ormai impazzito. Ero di nuovo eccitata e lo volevo di nuovo dentro di me. I tacchi risuonavano nel lungo corridoio di marmo che portava alla porta di casa. Appena dentro mi prese il vestito e nuovamente me lo tolse; ero di nuovo solo in sandali, eccitatissima e impaziente. Lo feci cadere indietro sdraiato sul divano, lo spogliai completamente e, chinandomi a 90 dal suo fianco mi avvicinai al pene e lo presi subito in bocca. Ecco di nuovo quel suo sapore stupendo riempirmi la bocca, e incrementare il mio desiderio. Salii sul divano portando il mio sesso sulla sua bocca; un brivido si scatenò per tutto il corpo al contatto della sua lingua che sapientemente mi coccolava dal clitoride fino all'ano. Non tardi due dita umide di saliva si fecero strada nel mio posteriore scivolandovi dentro facilmente fin da subito; ero talmente eccitata che il mio corpo desiderava di essere penetrato ovunque. Il suo pene in bocca, le sue dita nel mio ano e la sua abile lingua sul mio sesso mi davano brividi continui di piacere.Mi sentivo pronta per la mia sorpresa ed ero curiosa di quello che avrebbe provato. Indietreggiai allontanando il mio sesso dalla sua bocca e sdraiando così il pene sul suo ventre tenendo solo il glande in bocca; tirai indietro la testa di modo che il mio mento e il mio collo si appoggiassero sul suo ventre, tirai leggermente fuori la lingua sotto il glande e cominciai ad avanzare strusciando su di lui. Sentivo il pene farsi strada nella mia bocca, fino a toccare in fondo sul palato molle. Ero tesa, eccitata, e vogliosa di stupirlo. Ne vedevo ancora circa metà fuori di me; mi feci coraggio, avanzai un poco ancora, feci come per deglutire ed ecco che il glande si stava facendo strada dove mai era stato. Una sensazione molto spiacevole data dalla contrazione dei muscoli mi fermò e mi fece indietreggiare; presi fiato e rincominciai a reinserirlo. Sempre la stessa sensazione ma mi feci coraggio ed avanzai. Era fantastico, superato quel punto critico sentivo il pene infilarsi in gola riempiendomi la cavità. Incredibilmente il mio labbro inferiore arrivò alla base; lui era immobile, le dita nel mio ano immobili ed io piacevolmente stupita. Indietreggiai fino a meta, presi fiato e poi mi rinfilai ancora, e poi ancora; dopo un po' di volte il fastidio non c'era più ed il pene scivolava liberamente fino in gola.Con tutto il pene infilato riportai la mia vulva sulla sua bocca e cominciai a salire e scendere fino ad appoggiare le labbra alla base. Era incredibile, tutti quegli esercizi con il fallo fatti le due settimane precedenti avevano dato frutti; sentivo quel pene farsi strada nella mia gola senza alcun fastidio sempre più velocemente mentre lui nervosamente mi leccava la vulva mugolando ad ogni mio affondo.Ad un certo punto mi fece alzare, mi portò alla finestra, mi baciò e mi fece girare verso il panorama. "sei stupenda, mi hai fatto una bellissima sorpresa amore" mi disse sussurrando mentre sentii il glande puntare al mio ano. Ecco che un altro brivido mi percorse, lo volevo lo desideravo; cominciai a spingere indietro mentre sentivo lo sfintere dilatarsi ed il glande entrare. Un suo affondo deciso, un mio gemito lanciato dalla finestra alla città. Ero in estasi, le gambe divaricate e tese sui tacchi, lui che tenendomi per i fianchi mi penetrava fino in fondo, le luci della città che si specchiavano nel mare di fronte a me, tutto era meraviglioso. Mi tenevo con le mani al bordo inferiore della finestra e spingevo indietro le natiche per contrastare quegli affondi che diventavano sempre più decisi.Le macchine e i pedoni passavano nella strada sotto di me e il poterli guardare mentre venivo sodomizzata dal mio compagno era una sensazione strana e piacevolmente unica.Lo feci fermare mi staccai e mi misi in ginocchio sulla poltrona che stava accanto a me; mi appoggiai con i gomiti sullo schienale ed inarcai la schiena puntando verso l'alto il sedere. Sentii il fresco dell'aria solleticarmi lo sfintere dilatato, ma ecco di nuovo quel pene che da dietro si rinsinuava nel mio corpo. In quella posizione lo sentivo veramente tutto, scivolare dentro e fuori dal mio retto mentre le sue mani mi tenevano saldamente dai fianchi. Mi sentivo riempire piacevolmente e accompagnavo i suoi affondi spingendo verso di lui.Mi stava sodomizzando ormai da un po' quando portò una mano a carezzare il mio sesso fradicio di umori; subito un brivido, seguito da un altro e poi un altro. Sentivo il piacere salire, il ritmo degli affondi aumentava, sempre più forte, sempre più deciso, quasi violento, proprio come piaceva a me. Ecco un altro brivido, poi i muscoli irrigidirsi ed un orgasmo esplose violento e forte. Dei gemiti rimbombarono nella stanza accompagnando quel meraviglioso orgasmo.Il mio corpo tremolante continuò a subire quelle penetrazioni violente ancora per alcuni minuti prima che Marco mi scaricò tutto il suo caldo piacere in corpo. Si chinò su di me, mi baciò sulla schiena e sussurrando mi disse " mi hai fatto un bellissimo regalo e anch'io ne ho uno per te" e si sfilò allontanandosi.Io mi alzai e mi misi in piedi alla finestra guardando la luna che si rispecchiava in mare. Sentivo lo sperma scivolare fuori dal mio corpo e colare su di una gamba. Ero in estasi, appagata e soddisfatta.Tornò con un pacchettino e me lo porse. Era un bikini bianco con una mutandina a perizoma molto ridotta che si allacciava sui fianchi ed un'altra mutandina uguale verde acqua. Era bellissimo e gli dissi che l'avrei provato al mattino visto che in quel momento ero un colapasta e lo avrei sicuramente sporcato. Lo baciai e dopo un po' ci coricammo a letto nudi e abbracciati.
2853
0
11 years ago
elisa85ely,
26
Last visit: 4 years ago
-
Roberta, amica di mia figlia
Conobbi Roberta verso la fine dello scorso Settembre, periodo in cui cominciò a frequentare casa nostra. Era la nuova compagna di scuola e di studi di mia figlia Maddalena. La sua famiglia si era trasferita di recente a Milano da Roma. Frequentavano l’ultimo anno del classico e dovevano preparare nel migliore dei modi la maturità. Veniva a studiare da mia figlia molto spesso, quasi tutti i pomeriggi. Suonava il campanello, le aprivo, entrava mi salutava con cortesia, scambiavamo due battute, poi raggiungeva mia figlia nella sua cameretta e li rimanevano rinchiuse per ore.
Indubbiamente una bella ragazza, un fisico perfetto, alta capelli lunghi biondi, un sorriso dolce, occhi verdi, un bel seno, più che romana sembrava scandinava, 18 anni, ma ne dimostrava qualcuno in più . Maddalena, mia figlia, non è da meno ma ha caratteristiche decisamente mediterranee, occhi e capelli scuri, pelle olivastra, comunque anche lei una gran bella ragazza. L’intesa tra di loro era perfetta e questo mi procurava molta gioia perché, Maddalena, a causa del suo carattere un po’ difficile, prima di Roberta, non era riuscita a mantenere un rapporto di amicizia stabile e duraturo con le compagne. Lunatica, presuntuosa e irascibile l’una dolce paziente e comprensiva l’altra, insomma una complementarità che rendeva la loro amicizia molto solida. La famiglia di Roberta abitava nell’immediata periferia est della città a circa 3 km di distanza dalla nostra abitazione, una zona ben servita dai mezzi pubblici, che Roberta utilizzava per venire da mia figlia. La sera, visto che finivano di studiare verso l’ora di cena, si faceva venire a prendere da uno dei genitori, a quell’ora poteva essere rischioso viaggiare da sola, penso comunque che lei sia una in grado di difendersi e di affrontare con sicurezza ogni evenienza, anche la più malcapitata. Talvolta, verso la metà del pomeriggio le vado a trovare per portare loro qualcosa da mangiare, busso alla porta, mi invitano ad entrare e, alla vista delle prelibatezze che gli porto, mi accolgono con atteggiamenti molto in uso negli adolescenti della loro età, quasi fossi una loro coetanea, rimango con loro giusto il tempo di questa breve pausa e ho modo di confermare quanto siano veramente affiatate, una inizia una frase spiritosa e l’altra fa la battuta finale e poi giù a ridere di gusto. Torno da basso, in cucina e mi sento serena. Si l’arrivo di Roberta ha reso mia figlia più felice e di conseguenza anche me. L’altro giorno è arrivata come al solito verso le 14.00, Maddalena era andata a salutare la nonna nel giorno del suo 76° compleanno. Così ho aspettato in compagnia di Roberta che Maddalena tornasse, era l’occasione di chiacchierare un po’ di più con le e di conoscerla meglio. Roberta mi dava del Lei, io l’ ho invitata più volte a darmi del tu, lei l’ha fatto anche se era evidente che non le veniva naturale. Spesso ricadeva nel Lei. Ho comunque apprezzato il suo sforzo, un indubbio gesto di cortesia. Parlammo a lungo, mi confidò di essersi ben ambientata a Milano, e che anche i suoi genitori si trovavano bene. Con le compagne di scuola si era integrata in fretta e in particolar modo con Maddalena che per lei era diventata in poco tempo l’amica del cuore. Era bello parlare con lei, emanava un fascino e un carisma irresistibili, il suo modo pacato e sereno di argomentare era contagioso, mi sentivo così a mio agio che non riuscii a trattenermi dall’esprimere il desiderio che Maddalena tardasse il più possibile il suo rientro. Ci fu un attimo di silenzio che a me parve interminabile. Ci siamo guardate negli occhi, non so cosa mi prese ma improvvisamente il mio battito cominciò ad aumentare e un irrefrenabile rossore raggiunse le mie guance. Roberta fu brava a risolvere con sobrietà la situazione, disse che era meglio che Maddalena arrivasse al più presto perché dovevano preparare il compito in classe di greco del giorno successivo. E proprio in quel momento arrivò Maddalena, come se l’avesse sentita, ci salutò baciandoci e abbracciandoci, poi prese Roberta per mano e la portò in camera sua. Rimasi un’ attimo silenziosa pensando a quanto era accaduto. Nella mia mente si affollavano pensieri di ogni tipo, cosa mi sta succedendo, non mi era mai capitato di essere così attratta da una persona del mio stesso sesso e per lo più così giovane, stessa età di mia figlia. Ero confusa, avevo assolutamente bisogno di capire. E l’occasione si presentò molto presto, la sera stessa. Verso le 19.30, Maddalena mi chiese se potevo accompagnare Roberta a casa perché i suoi genitori erano partiti per un week end in montagna.
Presi la macchina e feci accomodare Roberta al mio fianco e mi diressi verso casa sua. Durante il tragitto parlammo dello studio le chiesi se si sentivano pronte per il compito di greco, lei mi disse che avevano studiato con serietà e che erano pronte. Dopo poco più di dieci minuti arriviamo davanti a casa sua. Sosto col motore acceso, e mi accingo a salutarla con un bacio, quando lei mi invita a salire per un aperitivo. Vista l’ora, oppongo una debole resistenza, alla fine accetto ma tengo a precisare: “Roberta solo cinque minuti, Maddalena mi aspetta per cena”, “va bene Teresa, solo cinque minuti”. Entriamo in casa, mi accomodo in sala, e lei va a preparare da bere. Ho modo di apprezzare la casa, veramente bella, arredata con gusto. “Mi raccomando, analcolico”, dico alzando un po’ il tono di voce affinché mi possa sentire, “Ok Terry, fidati, non ho intenzione di avvelenarti”. E’ la prima volta che mi chiama Terry, quel diminutivo pronunciato con tanta dolcezza, ha la forza di accendere a mille il mio apparato cardiocircolatorio. Torna con gli aperitivi, percepisce il mio turbamento, posa il vassoio sul tavolino e viene a sedersi al mio fianco. Non so cosa fare sono confusa vorrei fuggire, la sua vicinanza aumenta il mio stato di agitazione. Roberta, con assoluta calma ma con altrettanta determinazione avvicina le labbra al mio orecchio sinistro e con voce calda e suadente mi sussurra “hai voglia di me…. vero piccola? Ti piace l’amichetta di tua figlia? ” E intanto inizia a mordicchiarmi il lobo dell’orecchio e stantuffandomi la lingua nella tromba di Eustacchio, me la scopa. il timpano, inumidito dalla saliva, sembra abbia avuto un orgasmo. La mia eccitazione è al massimo, sento i brividi lungo la schiena, sento gli umori colare, le mutande inumidirsi. Il respiro diventa affannoso, mi gira la testa. Lei continua a parlarmi, ma gradualmente il suo tono di voce cambia, le richieste sensualmente sussurrate si trasformano in imposizioni scandite con forza: “La vuoi scopare vero? …e allora dimmelo!!... Vuoi essere la sua puttana? ..forza dimmelo!! voglio sentirtelo dire… puttana! Sei una gran fica…tesoro, sei la mia fica…” Non capivo più niente, quel suo modo di fare mi stava sconvolgendo, mai avrei immaginato che Roberta potesse essere così perversa, cosi abile, così decisa. Mi sentivo assolutamente in sua balia, avrei fatto qualsiasi cosa mi avesse chiesto, si ero sua. Un primo orgasmo mi scoppio violentemente tra il pube ed il cervello, al punto che le gridai:” Siiii.. sto godendo.. cazzo, mi fai impazzire… sono tua, tesoro… sii..sono solo tua”
Un altro orgasmo violento mi raggiunse come un onda oceanica, ero esausta e felice, ma il gioco doveva ancora cominciare.
Roberta stacca il wireless dalla base me lo porge e con tono deciso mi dice: “ Chiama Maddalena, dille di non aspettarti per cena… il perché lo sai tu.. inventati qualcosa, la fantasia non ti manca..” Prendo il portatile, ho una piccola esitazione, sono assalita da un improvviso e strano senso di colpa, forse è meglio che torni a casa. Lei intuisce, si avvicina, posa un delicatissimo bacio sulle mie labbra, un bacio sfiorato. Poi di scatto tira fuori la lingua e inizia un percorso rovente, mi lecca le labbra scende sul collo, risale al mento e con la punta della lingua mi picchietta la fossetta poi lo succhia come fosse un capezzolo, non sazia, con una leccata calda e umida percorre avidamente la mia mascella, fino a raggiungere l’ orecchio destro deliziandolo dello stesso trattamento che poc’anzi aveva riservato al sinistro. Torno a non capire più nulla, le gambe mi cedono, lei mi avvolge in un tenero abbraccio e mi adagia supina sul divano. Ora è sopra di me.. mi ripete con decisione “Chiama Maddalena… sbrigati!!”
Mentre compongo il numero la mia mente è intenta a trovare una giustificazione. Ecco, è successo che appena arrivate alla casa di Roberta la macchina si è spenta e non ne vuole sapere di rimettersi in moto. Roberta mi fa compagnia in attesa che arrivi il carro attrezzi. Mi sembra convincente, come d’incanto mi calmo.
“ Ok mamma, non ti preoccupare, ci vediamo più tardi, ma… stai bene? Ti sento strana, c’è qualcosa che non và? Cos’è successo? Un incidente? Oh Dio mio.. ti prego mamma dimmi la verità!” “No tesoro, tutto bene, te l’ho detto cos’è successo, non ti preoccupare, sono solo un po’ innervosita da questo contrattempo e mi spiace che tu debba cenare da sola, tutto qui. Comunque ti ripeto, sto bene.. un bacio a dopo.” “ A dopo mamma, ti voglio bene”, “Anch’io tesoro, tanto..” Una telefonata fradicia di tensione come fradicia era la mia fica. Mentre parlavo con mia figlia, Roberta, abile di mani e sensuale di bocca, mi aveva spogliata. Nuda, tremante per l’eccitazione, riuscivo a reggere il portatile vicino all’orecchio sinistro e la conversazione. Con molta più fatica invece mi riusciva di soffocare nella gola i gemiti di piacere che Roberta mi provocava. Si stavo bene, anzi benissimo e appena chiusa la comunicazione, liberai un urlo, uno tsunami di piacere, sonora evidenza dell’ennesimo orgasmo che quella furia scatenata mi aveva regalato. Roberta aveva fatto conoscere alla sua esperta lingua ogni centimetro quadrato del mio corpo, soffermandola più a lungo nella zona del pube, dove aveva intrapreso un acceso dialogo con la mia fica. Alternava grandi leccate a ritmo lento e costante con penetrazioni veloci e di varia profondità. Come variante al tema, con la punta del naso infilata in mezzo alle mie gonfie labbra risaliva a mò di spartiacque fino a che trovava la mia pulsante clitoride, l’avvolgeva nelle labbra e me la succhiava, in pratica, un inebriante pompino, io alzavo il pube per permetterle di accedere fino alla base della clitoride, “Siii, ti stò venendo in bocca!!!” “Prendimi tutta, tesoro sono tua!!”. Contemporaneamente le sue esperte mani tormentavano i miei capezzoli. Li Pizzicava, li tirava, provocandomi anche dolore, ma appena lo percepiva, cominciava ad accarezzarli dolcemente con i polpastrelli del pollice e dell’indice. Erano così turgidi che sembravano chiodi roventi. Ogni tanto staccava la bocca dalla mia fica per rifiatare, ma soprattutto per gustarsi il succoso nettare di cui il suo viso e la mia fica erano pregni, approfittava anche per dirmi frasi volgari, che altro non facevano che aumentare il grado della mia eccitazione. Ai suoi volgari inviti io, stupendomi sempre più, rispondevo con altrettanta volgarità.
“ Stai godendo troia?” “Sii, solo tu mi fai godere così, sono la tua puttana” “Dimostramelo! Cosa fa la puttana per la sua padrona?” “Tutto quello che vuoi, sono tua! Chiedimi quello che vuoi!” “Cagna devi far godere la tua padrona!!” “Si voglio farti godere, la tua cagna ti vuole fare godere” “Leccami il culo cagna, Lick my ass,
troia” “Sii, voglio leccarti il culo, voglio farti godere.. tesoro” “Eccolo leccalo!!” Roberta portò il suo culo a contatto della mia faccia, schiacciandomelo un po’ sul naso. Con le mani le ho allargato le natiche affinché il suo orifizio fosse più facilmente raggiungibile, a quel punto ho cominciato a stantuffarvi dentro la mia lingua con ritmo forsennato. Roberta non capiva più niente, si dimenava, mi insultava, gemeva, fino ad esplodere in un fragoroso orgasmo. Si è girata e con foga si è buttata sulla mia bocca. Aveva conservato il mio nettare e ora ce lo condividevamo. Ci siamo baciate a lungo esplorandoci le rispettive cavità, il sapore di quel bacio era inebriante. Dopo una decina di minuti ci siamo staccate e siamo rimaste abbracciate teneramente. Con voce dolce e commossa Roberta mi ha sussurrato: “Tesoro è stato bellissimo, ho goduto come mai prima d’ora” Le ho preso la mano l’ho avvicinata alla mia guancia come per accarezzarmi, e gliel’ho baciata, sussurrandole un soffice: “ Grazie.” Davanti ai miei occhi ritrovavo, la dolce ed educata amica di mia figlia. Avvertivo chiaramente la sensazione che non avrei più potuto fare a meno di lei.
8
9
16 years ago
deameo,
40
Last visit: 8 years ago
-
Il sapiente massaggiatore che mi convinse a diventare una troia
Non sono mai stata una ragazza monotona ed ho sempre vissuto le mie relazioni in modo semplice, passionale e da vera donna quale son sempre stata. La famiglia felice del mulino bianco sempre stato il mio simbolo. Quattro anni fa, io ed il mio attuale ragazzo, ci trovavamo in Lituania per il matrimonio di mia sorella. Ci siam recati in una sala dove trasmettevano un film del quale nemmeno ho capito il titolo. Dopo esser usciti dal cinema, siam andati a mangiare un panino nel locale ristorante. Mi sono incantata a guardare delle coppie che mangiavano e nemmeno si guardavano in faccia perche erano assorti nei loro telefonini. Io non volevo che la mia relazione finisse cosi. Durante il tragitto a casa, appena dopo il piccolo ristorantino di Algrid, c era un centro massaggi dal quale venuta fuori una bellissima ragazza. Una volta a casa e messi a letto, il mio lui inizia a chiedermi come mai io avessi guardato quella ragazza con insistenza, quasi per saltarle addosso. Gli risposi che era la sua impressione ma lui mi disse invece che secondo me un massaggio mi avrebbe fatto sicuramente bene. Lui sempre stato piu aperto di me e giocava spesso con le parole. Mentre facevamo sesso mi diceva che sarebbe stato bello vedermi sotto le mani di un abile massaggiatore. Durante la notte ho continuato a pensare a quello che mi aveva detto, alle mani di un perfetto sconosciuto che mi accarezavano ma non per toccarmi ma per massaggiarmi. Due settimane dopo, al nostro rientro in Italia, lui rientra a casa con una specie di volantino e mi dice che aveva vinto un massaggio. Un nuovo centro estetico aveva messo in palio un massaggio ma lui non voleva farlo perche voleva che lo facessi io. Il centro estetico offriva trttamento a domicilio. Alle ore 21.00 mentre sto tornando a casa ( c era anche mia madre) lui mi manda un messaggio dicendomi, amore fa presto ad arrivare a casa. Visto che hai passato una giornata pesante ti ho prenotato il massaggio. Io ero infastiditissima perchp non avevo alcuna intenzione di farmelo. Comunque arrivo a casa, saluto la mamma e con aria scocciatissima vado a fari velocemente la doccia per aspettare il massaggiatore. Dopo circa 20 minuti ariva questa persona palesemente gay ( ovviamente era solo una scenetta per tranquillizzarmi e per far star tranquilla anche mia madre) e si mette in ufficio dove prepara il fouton e gli oli. Io arrivo da lui in accappatoio ed in lingeire. Ero imbarazzatissima. Mi fa togliere l accappatoio e mentre me lo tolgo lui nemmeno mi guarda e la cosa mi piaciuta perche non mi son sentita osservata. Mi son sdraiata e dapprima ha iniziato a massaggiarmi delicatamente le spalle ma senza olio e dopo un po ha iniziato a toccarmi dappetutto: sulla schiena, sulle gambe, glutei e piedi. Mi piaceva, ero decisamente rilassata e a mio agio. Riparte dal collo e delicatamente va verso l allacciatura del reggiseno per slacciarlo, ma ho lasciao fare, ero a mio agio. Quando ha iniziato a massaggiarmi con l olio ho sentito i brividi che mi percorrevano lungo tutta la schiena, le sue mani sapienti mi massaggiavano e accarezzavano lentmente. L olio scivolava decisamene bene. Quando si avvicinato al sedere ed ha iniziato a massaggiarlo, il calor ha iniziato ad invadere il mio corpo. Sentivo un caldo insopportabile, il battito cardiaco aumentava e…non so davvero cosa davvero volevo ma pensavo vhe se fosse sceso un altro po con la mano, non mi avrebbe dato fastidio, anzi…..Dopo tutto quel massaggiare, quel non fastidio era diventata una voglia, ogni volta che si avvicinava al sedere speravo andasse un po piu giu per fargli vedere che non mi dava fastidio, anzi, ero anche disposta ad aprire un po di piu le gambe. La schiena era davvero il collegamento che lo collegava al mio sedere, ero tutt uo. Quando andava verso il collo, si fermava sotto le ascelle facendo finta di non volermi toccare ma un po alla volta arrivato finoa prendermi i capezzoli in mano. Li la mia figa pulsava, avevo voglia che togliesse le mani dal seno soltanto perche poi avrebbe dovuto mettermele di prepotenza in figa. Le sue mani scivolavano e andavano su e giu e quando arrivate finalmente al sedere, alzai il bacino per fargli capire che volevo tirar via gli slip. Pian piano, un po alla volta arriva ancora una volta tra le mie gambe, ma senza togliermi quei cazzo di slip. La mia figa era un lago, avevo voglia che mi mettesse qualsiasi cosa dentro. Se mi avesse scopata, sbattuta o violentata, non avrei detto nulla, anzi, avrei anche sperato ci fosse un suo amico. Mentre mi accarezzava l interno coscia, facevo finta di aggiustarmi sul lettino facendogli vedere tutta la mia disponibilita a farmi toccare. Continuava a sfiorarmela, toccarmela pian piano facendo finta di nulla fino spostarmi totalmente gli slip ma….senza toccarla. Sapevo che la stava guardando. Prendo forza e tiro su il braccio per metterlo sotto la testa e mentre lo tiro su mi scontro con la mano sul suo cazzo durissimo e mi ci son fermata un secondo. Mi ha fatto girar pian piano e io in modo assolutamente naturale mi son girata e gli ho guardato e fissato il cazzo per circa un minuto. Il mio slip era messo malissimo, la figa depilata da poco era tutta bella li esposta e mentre mi metteva l olio sul seno aprii le braccia per posizionarmi meglio e si fermarono sul suo cazzo, ma da li non le spostai, anzi, glie lo presi in mano e mentre lui mi muoveva gli feci una quasi sega, glie lo toccavo in modo naturale, spontaneo, ma avrei voluto staccarmi dal massaggio e prenderglielo in bocca. Mi sarei fatta scopare, sbattere, mi sarei fatta chiamare puttana, troia, gli avrei succhiato la sborra da quel suo bel cazzo in tiro. La sua mano era andata ancora una volta tra le mie cosce e io ancora una volta spalancai le gambe per fargleila toccare. Mi massaggio per bene la figa, avevo finalmente le sue mani li nella mia figa, la calda figavogliosa di cazzi, anti cazzi tutti per me.Mentre era li a menarmela per bene, io presi coraggio e gli tirai fuori il cazzo e gli feci una sega pazzesca. Gli guardavo il cazzo e speravo che me lo pompasse dentro, ma lui era li intento a guardarmi la figa. Ad un certo punto i miei battiti cardiaci accellerano, iventano molto piu intensi, veloci, avevo voglia, stavo per esplodereeeeeee e mentre ero li che godevo come una troia, la sua sborra mi schizzo sulla figa e sulle tette. Mi leccai le mani, mi infilai un dito in culo e gli dissi che il massaggio mi era piaciuto un sacco, ma la prossima volta anche lui sarebbe dovuto eser nudo. A distanza di questo tempo, abbiam scopato soltanto tre volte ma rimasta una bella amicizia. Io d allora ho iniziato a provare cose nuove, abbiam frequentato prive, scambisti, bsx, anche un singolo. Insomma, le abbiam fatte tutte. A distanza di due anni, ho scoperto che questo massaggiatore lo chiamano soprattutto per sbloccare le mogli eheheheh incredibile.Grazie caro amico
4338
4
6 years ago
bipbopvr,
31/22
Last visit: 9 months ago
-
GITA IN MONTAGNA
La passeggiata in montagna era al suo epilogo e mentre ci avviavamo al punto in cui avevamo la macchina, visto che eravamo già al tramonto, ci era venuta la malsana idea di prendere una scorciatoia che costeggiava la diga, il risultato era stato che Irene era scivolata ed ea caduta in acqua ed in più sembrava si fosse slogata una caviglia, imprecare ormai no serviva a nulla e ci siamo avviati alla casa al bordo della diga, dove sicuramente c’era il guardiano, sperando ci potesse dare aiuto, quando arriviamo e gli spieghiamo la situazione ci guarda con un sorrisetto ironico, come la gente di montagna guarda la gente di città e ci mette a conoscenza che fino al giorno dopo tranne che farla a piedi non c’era soluzione, ma visto le nostre condizioni se ci saremmo adattati ci avrebbe ospitato. Tony il guardiano era un signore sui 50/60 abbronzato con un fisico temprato dalle fatiche e dai muscoli notevoli per la sua età, ci fa accomodare in casa e per prima cosa consegna un accappatoio a Irene e la invita a togliere i vestiti bagnati ed a fare una doccia, dicendogli che dopo gli avrebbe guardato la caviglia visto che ormai con tutti i gitanti sprovveduti si era fatto una grande esperienza in slogature, la casa non era altro che un bilocale una camera con un letto matrimoniale ed un armadio, un bagno con doccia ed un locale che faceva da cucina e zona giorno, appena Irene esce dalla doccia lui la invita ad andare a sdraiarsi sul letto e prende i suoi vestiti per appenderle fuori ad asciugare, tiene tutti i vestiti in una mano mentre nell’altra tiene il minuscolo perizoma in pizzo poi guarda Irene negli occhi e gli fa un sorriso. Dopo aver steso i vestiti dalla credenza prende una boccetta dicendo essere unguento e si avvicina ad Irene, gli prende la caviglia in mano e la manipola da intenditore la rassicura che è solo una cosa da niente e che grazie al suo unguento il giorno dopo avrebbe potuto camminare regolarmente, io sono seduto sul letto accanto a Irene, lui versa l’unguento e poi delicatamente inizia a massaggiare la caviglia, quando gli solleva la gamba per massaggiarla meglio, è normale che l’accappatoio tenuto chiuso solo dalla cintura, gli lascia la visione della figa di Irene che lui pur facendo finta di non guardare di sicuro non disdegna lo spettacolo, Irene per un paio di volte cerca di coprirsi ma i continui movimenti non lasciano niente di nascosto agli occhi di Tony. Si dilunga molto nel massaggio e dalla caviglia sale anche lungo il polpaccio e fino al ginocchio, Irene resta rilassata e dopo avermi stretto la mano come cenno di intesa chiude gli occhi e si rilassa non preoccupandosi degli sguardi vogliosi di Tony, dopo una buona mezzoretta di massaggio si alza, e sia io che Irene possiamo notare la consistenza del suo pacco e sicuramente della sua eccitazione, ci invita a sederci a tavola e divide con no la sua cena a base di polenta coniglio arrosto formaggio e salame, durante la cena chiacchieriamo del più e del meno, Tony ci racconta un sacco di aneddoti sulla sua vita di guardiano della diga e si rivela una persona anche molto simpatica, ad una certa ora, ormai e quasi buio, ci dice che deve fare il suo giro di controllo della diga e che sarebbe ritornato dopo una oretta- Amore visto come ti guardava? Se eri da sola ti sarebbe saltato subito addosso- Ahahah ci credo, vivere qui da soli non è il massimo, ma non credo ci resti anche inverno- Comunque è un bell’uomo ed anche simpatico piacevole parlare con lui- Ed è anche bravo a massaggiare non sento quasi più dolore alla caviglia ed era anche rilassante- Solo rilassante? Ho avuto netta sensazione che fosse anche eccitante- Ahahah si è vero amore era anche eccitante, sarebbe stato piacevole se le sue mani fossero salite- Ahahha vedo che ti intriga, ok amore la notte è lunga e se non sarà lui a prendere iniziativa faremo noi in modo che sia coinvolto. Che ne dici?- Per me va bene amore è un bell’uomo e poi dopo stanotte non ci vedrà più togliamoci capriccio.Tony arriva prima di una ora, noi siamo sul piccolo patio ad attenderlo, Irene, stavolta credo di proposito è seduta con accappatoio leggermente aperto, Tony ci offre una grappa da sorseggiare e poi mentre fumiamo una sigaretta ci dice che possiamo dormire nel suo letto e che lui dormirà per terra in cucina- Tony non mi sembra giusto, il letto è grande ci stiamo n 3, starò in mezzo io se mi dici che posso fidarmi ahahaha che non ti vengano strane idee ahahah- Le idee ci sono sempre, ahahah e mica sono strane sono naturali mica sono di legno, ma fidatiAnche se abbastanza presto, per orari città, andiamo a letto, Tony va in bagno a fare una doccia, intanto io mi spoglio e resto solo in boxer, ma quando Irene prendendomi in giro dice che ho paura di Tony e tengo boxer io che di solito dormo sempre nudo, tolgo anche quelli, lui invece quando esce dal bagno ha un paio di pantaloncini ed è a dorso nudo, Irene lo guarda ammirata, è veramente in ottima forma abbronzato e con fisico che sembra un 30enne palestrato, una volta a letto spegne la luce, e mi gira le spalle tentando di dormire io sono rivolto verso Irene stretto quasi a lei che si avvicina ed inizia a baciarmi, lentamente i baci si fanno più profondi, e quando allungo una mano e gli tocco la figa la trovo un lago di umori lei inizia a baciarmi con più frenesia e la sua voglia cresce ad ogni istante così le chiedo:- Hai tanta voglia amore?- Si tesoro, ti prego prendimi ho voglia di godere- Amore sai bene che se iniziamo anche se dorme Tony si sveglierà e non cedo affatto che si accontenterà solo di ascoltare i nostri mugolii, vorrà partecipare, ti va?Irene come risposta mi da un lungo bacio mentre con la mano va al mio cazzo, è chiaro che ha voglia anche di Tony, io la assecondo ed i miei baci e carezze si fanno più intensi fino a quando Irene si piega prende il mio cazzo in bocca ed inizia a farmi un pompino, era più che logico che Tony non dormiva ed anche se avesse dormito lo avremmo svegliato, si gira a faccia in su e nella penombra rischiarata dalla luna dopo aver abituato gli occhi, vedo chiaramente che si sfila i pantaloncini e resta anche lui nudo, ormai siamo scoperti totalmente e quando dopo avermelo succhiato un po' Irene mi viene sopra per impalarsi sul mio cazzo e normale che tocchi Tony con la gamba, lui si scosta per fargli spazio ed Irene lentamente si fa entrate tutto il mio cazzo in figa, io allungo le mani a toccargli il seno ed adesso il suo sguardo è focalizzato sul cazzo di Tony che svetta eretto, Irene è come rapita non riesce a distogliere lo sguardo da quel cazzo a pochi centimetri da lei, Tony non prende nessuna iniziativa ci osserva e se lo mena, io non faccio nulla aspetto che sia Irene a prendere l’iniziativa, lei è sempre più eccitata mi sento inondare dai suoi umori, poi cambia posizione, non più eretta, si piega verso di me e contemporaneamente allunga una mano, adesso che riesce a raggiungerlo, e afferra il cazzo di Tony ed inizialo ad accarezzarlo, il contatto con il cazzo la fa eccitare di più e le contrazioni della sua figa mi fanno capire che sta per godere, e quando si piega e glielo prende in bocca mi sento inondare dai suoi umori e lei inizia a urlare, resto dentro di lei ma mi sposto in modo che lei gli possa succhiare bene il cazzo, ma dopo un minuto sono io a invitarla ad andare sopra a Tony, mi sposto in modo che si possano spostare al centro e quando dopo averlo preso in mano ed averlo puntato alla sua figa si lascia scendere fino a riceverlo tutto dentro il suo corpo ha come degli spasmi causate da un altro orgasmo molto intenso, Tony non resta fermo muove il bacino facendola ballonzolare ed ad ogni colpo Irene emette un gemito di piacere, io mi posizioni dietro di lei e la invito a piegarsi, il suo culetto adesso è a portata della mia bocca, inizio a leccarla spingo la lingua dentro e quando la sento bella dilatata lentamente spingo e scivolo dentro di lei, sembra quasi che il mio cazzo e quello di Tony siano a contatto, il leggero diaframma sembra non esistere quando inizio a dare colpi Irene inizia di nuovo a urlare tutto il suo godimento, vari orgasmi fanno vibrare il suo corpo e quando quasi contemporaneamente io e Tony godiamo riempiendola del nostro orgasmo lei si accascia sul letto quai distrutta, resta immobile per quasi 10 minuti poi va in bagno a fare una doccia veloce ed al ritorno si lascia andare a letto distrutta Tony mi ringrazia, ma io gli dico che ea stato un desiderio di entrambi, poi esce dicendomi che deve ripetere il controllo mi sdraio accanto a Irene e lei si è già addormentata mi rilasso e mi addormento anche io. Mi sveglio sentendo i baci di Irene su tutto il volto e le sue mani che mi accarezzano poi lei si avvicina e mi dice:- Amore Tony me lo ha messo dentro mentre dormivo- Stanotte?- No no amore adesso quando ti ho svegliato- Ti piace sei eccitata?- Quando lo ha infilato dormivo mi sono svegliata perché ero asciutta ed ho sentito male- Ed adesso? senti male? Ti piace? Vuoi farlo ancora?- Adesso sono bagnata, si ho voglia, anche di te però, come ieri seraresto un attimo fermo e continuo a baciare Irene mentre Tony da dietro continua a spingere sempre con pù veemenza fino a che Irene mi stringe forte facendo mi capire del sopraggiungere dell’orgasmo, continua a godere anche quando io abbassandomi inizio a leccargli la figa e succhiare il clitoride dopo una serie di orgasmi consecutivi, si stacca da Tony e mi viene sopra, è un lago di umori e scivolo subito dentro di lei, poi si piega e fa cenno a Tony di andare dietro, lui non se lo fa ripetere gli punta il cazzo nel culetto e con un colpo secco è dentro di lei inizi a urlare e muoversi quasi come una forsennata e dopo poco godiamo contemporaneamente tutte e 3. Dopo in po' di riposo una doccia rivestiti e fatto colazione ci prepariamo a partire, dobbiamo camminare 1 oretta per arrivare alla nostra auto, Tony ci aveva invitato di restare ancora, ci sperava, poi ci ha invitato per tutte le volte che volessimo andare e per ultimo visto che eravamo irremovibile segna su un numero di carta il suo numero di telefono e lo da a Irene dicendo che lui era sempre a disposizione bastava chiamarlo. Ci avviamo e quando arriviamo ai bordi della diga mi fa fermare fa una pallottola di carta con numero di toni lo lancia nel lago e mi dice:- Noi siamo come Paganini vero amore? “Paganini non ripete”
2663
1
5 years ago
irene_alberto,
67/67
Last visit: 3 years ago
-
Sexy Befana Al Bolero -2- Il Dungeon
L'acqua della piscina non era molto calda, ma era comunque piacevole. L'eccessivo affollamento, tuttavia, era un po' sgradevole, anche se aumentava le possibilità di incontrare persone che la pensavano allo stesso modo e con desideri simili.Riuscimmo a trovare un posto centrale, quello con le bollicine vivaci e invadenti. Accanto a noi c'erano molte altre coppie di età diverse, impegnate in una conversazione o in altre attività più creative e piacevoli.I capezzoli di Marica fuoriuscivano dall’ acqua e imploravano attenzione.Lei seduta con le spalle sui getti, io davanti a lei, tra le sue gambe divaricate. Riuscii a resistere alla tentazione, tuttavia desideravo il suo corpo.Volevo sentire ogni centimetro della sua pelle tra le mie dita, perciò iniziai un massaggio sensuale. Mi allontanai leggermente da lei per riuscire a prendere con facilità i suoi piedi.I miei pollici sulle piante e tutte le altre dita sul dorso. Feci muovere i pollici dall’ alto verso il basso e viceversa imprimendo una pressione moderata.Gli occhi chiusi di Marica esternavano godimento e rilassamento. Mi soffermai un paio di minuti sui piedi. Poi le mie mani salirono lentamente fino ad appropriarsi dei polpacci. I palmi delle mie mani coprivano quasi completamente la zona e il movimento palpeggiatorio sempre più intenso, lentamente scioglieva il muscolo.Salii sempre lentamente e con le dita pressate sulla carne seguivo le linee linfatiche.Gli occhi sempre chiusi e il volto in estasi, mi resero più intraprendente. Lentamente mi inginocchiai e feci arrivare le mani sotto alle natiche. Le avvolsi e le strinsi, contemporaneamente la mia lingua, vicina al suo volto, si avventurò sulle labbra rosse. Gli occhi si aprirono un secondo, mi fissarono, si richiusero e la sua lingua si unì alla mia. Fu un bacio lento, non eccessivamente erotico se non per la situazione e il luogo.Le mie mani si spostarono dal sedere al seno, cercando i capezzoli. Li trovarono pronti e marmorei mentre si guastavano il caldo dell’acqua. Tuttavia, preferirono il mio tocco.Interruppi il bacio per riprendere il massaggio, questa volta concentrato sul corposo e sodo seno.«Andiamo a vedere là dietro? Vedo il soffitto che sembra un celo, magari c’è un po' più di intimità».Marica mi indicò la pseudo grotta alle nostre spalle. Ci alzammo per andare a studiare il nuovo luogo, purtroppo anche quello era molto affollato e l’unico posto disponibile era quello vicino all’ entrata, praticamente neanche ad un metro rispetto a dove eravamo posizionati prima.Alla nostra destra, una donna era seduta sopra un uomo e dai loro movimenti era chiaro che era in atto una penetrazione. Per evitare di suscitare l'invidia di Marica, infilai delicatamente due dita nella sua amichetta, desiderosa e sempre pronta. Lei ricambiò con affettuose carezze al mio gongolante amichetto.Dopo qualche minuto, la coppia alla nostra destra si separò. Lui si alzò in piedi, rivelando un pene completamente eretto che puntava verso l'alto. Le dimensioni erano sufficienti per definirlo un membro ben dotato. Si avvicinò a noi per uscire dal corridoio stellato e dirigersi verso l'esterno.Sia io che Marica eravamo seduti, quindi il pene viaggiante era all'altezza dei nostri volti quando ci passò accanto. Immediatamente Marica esclamò:«Oh, bene! Vedo un bel giocattolo pronto all'uso qui. Posso?»Vidi la mano di Marica afferrare il membro eretto davanti ai suoi occhi e portarlo alla bocca. Purtroppo, dopo solo due pompate, un frequentatore della piscina la rimproverò, affermando che non poteva praticare sesso orale in acqua.Per tutta risposta, la mia compagna spiegò che lo stava solo assaggiando per verificarne la consistenza. Tuttavia, il proprietario del palo assaggiato decise di prendere le distanze, forse per calmare la situazione ed è uscì dall’acqua.Marica non ebbe molto tempo per piangere la perdita di un succulento pompino, perché subito dopo il rimprovero, un membro dello staff venne ad avvisarci che dovevamo uscire dalla Spa e cambiarci, in quanto la festa sarebbe iniziata poco dopo, intorno alle 21:30 con una cena a buffet.Ci mettemmo in fila per una doccia veloce e poi ci dirigemmo verso lo spogliatoio. Purtroppo, non riuscimmo nel nostro intento. C'era troppa gente a cambiarsi e a prepararsi per la serata.Non volendo stressarmi feci una proposta semplice, ma efficace:«Che ne dici se andiamo a bere qualcosa? Così facciamo passare un poco di tempo e poi torniamo?».Marica mi guardò con i suoi occhioni profondi e titubanti: «Mi sembra un ottimo piano. Possiamo andare in giro con i nostri asciugamani?».«Sì, non preoccuparti! Non avremo problemi fino alla cena. Comunque, torniamo nel salone, almeno possiamo respirare meglio e posso farti fare un piccolo tour del club».Risalimmo le scale e ci dirigemmo verso il bar. Come al solito, Marica ordinò un prosecco, mentre io presi un cocktail a base di Amaretto di Saronno e arancia. Ci sedemmo e ci godemmo i nostri drink, insieme alle altre persone che stavano aspettando che si liberassero gli spogliatoi.Come promesso, una volta terminati i nostri drink, portai Marica a fare un rapido giro del locale. Subito volle visitare la sala fumatori per soddisfare le sue tendenze tossiche. Poi le mostrai la piccola sala cinema, dove stavano proiettando il solito filmetto hard, con tanto sesso, ma con poca eccitazione. Infine, la portai a esplorare la sala BDSM Dungeon.Le luci rosse soffuse e l'arredamento proiettarono nella nostra fantasia una prigione sotterranea dedicata ad ogni tipo di perversione e causarono un immediato senso di eccitamento nella la mia partner.Procedemmo con cautela ed esaminammo attentamente ogni elemento della stanza. Marica mi bombardava con innumerevoli domande e io facevo del mio meglio per rispondere sulla base delle mie limitate conoscenze.Grazie alle avventure passate con la mia ex, Ely, avevo una base di pratiche bondage e BDSM. Tuttavia, oltre a spiegare, non potevo fare molto altro.Ho imparato che in certi campi, soprattutto quelli legati al piacere, l'improvvisazione non è lo strumento migliore e che in contesti estremi bisogna essere molto preparati per rendere l'esperienza piacevole oltre ogni limite. Quindi, al massimo, potrei essere l'assistente e il servitore a tutto tondo, ma mai il padrone.A parte i mobili, la stanza era vuota, nessun essere umano era intento a distrarsi e a giocare con la strumentazione disponibile. Di conseguenza decidemmo di tornare indietro. Mentre percorremmo la strada dell’uscita, Marica si fermò davanti all'altalena dell'amore. Non sono certo che il nome corretto fosse proprio quello, ma, in un paio di occasioni in una villa di amici sentii chiamarla così.L’altalena, in pratica, era una specie di sella appesa al soffitto tramite catene, con maniglie e cinghie. L’utilizzo non è complicato. Permette di fare una serie di giochini con il partner sospeso.Marica fece scivolare a terra l'asciugamano dai fianchi, poi con grazia si sistemò sulla sella. Posizionò le gambe ai lati delle catene dentro le cinghie, allargandole a tal punto da aprire anche le sue belle labbra intime.La sua mano destra, lentamente, si appoggiò sul monte di venere e scivolò verso il clitoride che venne catturato dall’ indice e medio, trovando la posizione ideale per essere strizzato e stimolato.Mi inginocchiai, le allontanai la mano e la sostituii con le mie labbra che iniziarono a succhiare e a far crescere quel piccolo organo genitale.Divenne duro e reattivo.Lo stimolai anche con i denti, con delicatezza, solo il risucchio era rude e rumoroso.La posizione era magnifica, completamente aperta e disponibile per ogni mia perversione. Ero comodissimo e il movimento ondulatorio aiutava notevolmente ogni mia iniziativa.La sentii bagnarsi sempre di più. Un sapore inebriante avviluppò la mia lingua. I gemiti erano sempre più intensi. Inserii un dito all’ interno e lo roteai sugli umidi pareti. Ne inserii un secondo e mi ritrovai la mano completamente bagnata e viscida. Giocai dentro e fuori per un paio di minuti, poi, le dita, come impossessate da un diavoletto tentatore, cambiarono destinazione. Si posarono sul buchetto, anch’esso aperto, proprio sotto alla vulva. Entrarono senza tanta difficoltà, grazie anche all’immensa lubrificazione. Le dita vennero accolte fino in fondo e una contrazione anale le salutò e le ringraziò per la visita.«Prendi il preservativo e mettimelo tutto in culo, cazzo, sto godendo come una maiala! Mi piace un casino questa posizione, sento tutto e sto pure comoda!»La voce rauca e seducente con cui le sfuggirono le parole mi eccitò ulteriormente. Mi alzai in piedi. Presi un preservativo dalla tasca dell'accappatoio, ma a causa delle mie mani appiccicose non riuscii ad aprire facilmente la confezione; quindi, dovetti usare i denti e così ebbi l'opportunità di assaggiare ancora una volta la perversione. C'erano così tante secrezioni che non ebbi bisogno di lubrificare ulteriormente il mio pene.Appoggiai la punta del glande sulla rosellina semiaperta e in attesa di essere violata per la prima volta nella serata. L’altalena fu lo strumento perfetto che con le sue oscillazioni naturali favorì la penetrazione. Prima un centimetro, poi due e ad un certo punto tutta la cappella fu catturata dall’ anello anale che la imprigionò.Le pareti intorno al glande si plasmarono tutt’intorno e la sensazione di lieve costrizione mi fece spingere.Spinsi fino in fondo. La cosa meravigliosa è che la mia pancia non fu di impiccio, perché la posizione creata grazie all’ altalena mi permetteva di essere dentro completamente, senza ostacoli.Iniziai a spingere con un ritmo così impeccabile che nemmeno un metronomo avrebbe potuto rendere più perfetto. Le mie mani erano libere di muoversi e desiderose di provare le sensazioni che il corpo di Marica mi regalava con fervore ed entusiasmo.Spinsi e torturi i grandi e turgidi capezzoli, lunghi e sensibili alle mie attenzioni.Spinsi e il pollice della mano destra si divertì a circumnavigare il clitoride ormai elettrico e pronto ad esplodere.Spinsi e le mie dita vennero catturate dalla bocca calda e ansimante.Spinsi e un terremoto spasmodico fece eruttare una calda fonte che mi bagnò completamente.Spinsi ancora, con maggiore forza e velocità. Entrai e uscii con rude malvagità. La necessità di raggiungere il miogodimento si trasformò in un urlo di liberazione quando il mio sperma invase il preservativo.Ebbi timore che si fosse rotto, ma fortunatamente rimase integro. Il mio pene, ospite ancora per qualche secondo, perse la sensazione di contenimento e avvolgimento che purtroppo l’allargamento del culetto causò, ormai diventato il traforo del San Bernardo.Rimanendo dentro, riuscii a chinarmi e a stampare un veloce bacio sulla bocca di Marica e per non mancare nulla, le morsi lievemente entrambi i capezzoli.I nostri corpi, bagnati sia dal sudore che dai nostri umori necessitavano di una ripulita, fortunatamente dentro il Dungeon c’era un bagno con la doccia che ci aiutò notevolmente a tornare decenti.Quando uscimmo dalla doccia, trovammo il nostro amico dal pene svettante. Di nuovo concentrato sulla sua compagna. Lo trovammo scoparla, prigioniera della gogna.Marica mi chiese se mi sarebbe piaciuto avvicinarmi e farle assaggiare il mio pene, vista la posizione favorevole. Dovetti però rifiutare per non fare brutta figura, visto che per il momento ero una pistola a salve, scarica e molliccia.Uscimmo dalla sala e fortunatamente trovammo lo spogliatoio abbastanza libero per darci una sistemata e un nuovo contegno per il proseguo della serata.
504
0
10 months ago
Giorgio, 52
Last visit: 1 day ago -
Uno stupendo incontro a due
Da nuovo iscritto ad un sito di incontri mi metto a cercare qualche nuova esperienza erotica e ricevo una risposta incoraggiante via messaggio da una bellissima ragazza, giovanissima ed abbastanza vicino a me; nella sua pagina sul sito aveva messo foto e video in cui si vedeva un corpo stupendo da giovane di colore, pelle non solo scura... nera, ed un video in cui twerkava e mostrava un culo perfetto, sodo, tondo.Nella chat del sito dice che cerca un trio con due uomini e specifica che vuole solo cazzi grandi; io le dico in tutta sincerità che la mia dotazione non è da considerare "grande", quindi rimaniamo che almeno uno dei due uomini deve essere parecchio dotato; ieri mi contatta per unirmi a lei e ad un altro per le 19.00 visto che aveva già concordato l'appuntamento con il tipo.Parto in macchina verso una cittadina a 40 minuti da Reggio e quando sono in zona ricontrollo la chat perchè mi doveva mandare numero e posizione del B&B che avevano scelto lei ed il tipo: vedo che mi aveva scritto "mi sa che saremo solo noi due"... e le lampadine di allarme fregatura (che sia fake…una escort che cerca clienti sui siti di incontri…) continuano ad accendersi, ma se non si rischia in certe situazioni non si vince mai. mi faccio mandare la posizione su WA e la raggiungo.Mentre accosto con la macchina la vedo... una ragazzina con un corpicino da favola in un vestito nero, gonnellina corta e All Star ai piedi, capelli cortissimi crespi, viso serio forse per l'attesa ma bellissimo.Sale in macchina ed il primo approccio è imbarazzato da parte di entrambi... sappiamo che siamo lì per scopare ma non siamo robot e quel sottile imbarazzo dell'approccio fra uomo e donna c'è comunque. Ci muoviamo in macchina e mi dice che con il terzo non sono riusciti ad accordarsi, quindi mentre andiamo lei cerca sul cellulare un B&B vicino... poi mi chiede di fermarmi in un parcheggio per guardare meglio.Ne approfitto per gustarmi la sua pelle nera scoperta, prima solo con lo sguardo, mentre lei sul sedile a fianco guarda attenta le disponibilità di camere in zona, poi comincio ad accarezzarle le gambe, baciarle il collo e con la mano mi insinuo sotto la gonna... risalgo lentamente lungo l'interno coscia a cercare l'intimo... ma non c'è. Arrivo a sentire l’inizio della sua figa e sento il cazzo nei jeans esplodere, con un dito gliela accarezzo entrando nel suo fiore ed aspetto un attimo per capire se sto correndo troppo, ma sento il suo respiro farsi più intenso, con il dito accarezzo il clitoride e poi lo bagno con i suoi umori continuando a toccarla. Sento lei che legge la pagina di un B&B con un tono che chiarisce che quello che sente di sotto le sta piacendo... torno con il dito a cercare i suoi umori e trovo un lago... la sditalino infilandole ogni tanto il dito dentro una figa calda e fradicia e ci baciamo. Una cosa da teenagers in macchina, un ditalino sul sedile del passeggero mentre limoniamo di gusto, con quelle labbra carnose, morbide e calde e la sua lingua ad intrecciarsi dolcemente con la mia...Con voce contenta e calda si stacca e mi dice che ha trovato... tolgo il dito e me lo succhio di gusto: mi piace, sarà sicuramente un piacere leccargliela in un letto.Arriviamo al B&B poco distante e il tipo ci accompagna in una camera mansardata, molto bella... ci diamo il cambio nell'andare in bagno a darci una sistemata, e quando torno la trovo sdraiata sul letto forse con l'imbarazzo a vincere sull'eccitazione del momento. Mi avvicino e comincio a baciarla. le sollevo la gonnellina sapendo cosa troverò sotto: una figa nera completamente fradicia, tanto da essere lucida. E' bellissima, non ho mai visto la figa di una di colore se non nei film porno... voglio gustarla e le metto la faccia fra le gambe, e da qui il nostro incontro decolla.Ci spogliamo mentre ci gustiamo senza un ordine, lei tiene la gonnellina che rende il tutto ancora più selvaggio, ci baciamo, gliela lecco dedicandomi a lei o mi gusto un pompino gustosissimo, profondo, in cui lo prende tutto fino alla base tenendomi per le palle dolcemente o stringendo il cazzo come per dire "è mio". Andiamo avanti a sentire ed assaporare i nostri sessi poi mi infilo un preservativo. Entro in lei senza nessuna fatica, capisco perchè cerca cazzi grossi... ha una figa aperta, che anche per il lago che ha lo accoglie divorandolo voracemente. Parto piano per paura di concludere troppo presto e cominciamo un ballo meraviglioso fatto di baci intensi, ritmi alternati passionali e dolci, strizzate delle sue tette perfette che sobbalzano ad ogni colpo, con due capezzoli ancora più scuri della pelle...le tengo le mani dietro la testa mentre la sbatto forte, poi rallento e la bacio gustandomi il suo essere presa da me... da un cazzo di un uomo di almeno 20 anni in più di lei... mi sento un porco che possiede una ragazza e la cosa mi eccita da morire, quindi torno presto a scoparla per bene, con lei che solleva le gambe per farlo entrare il più possibile con le mie anche che sbattono rumorosamente contro il suo bacino, ma ancora più rumorosi sono i suoi mugolii di piacere.Sudiamo e ci avvinghiamo, alterniamo il fare l'amore allo scopare decisamente, poi mi sdraia e mi sale sopra, sollevando la gonnellina per farmi vedere la sua figa che accoglie il mio cazzo... lo fa con un sorriso disarmante, sa di essere bella, sa di scopare da dio e le piace farlo... si muove sopra di me alternando baci dolci ad espressioni da troia che non vuole altro che un cazzo dentro di lei...Poi nella lotta del sesso la ribalto e la metto sdraiata a pancia in giù e vedo quel culo nero stupendo, glielo apro e lecco quel fiore scuro, bagnato dagli umori colati dalla figa, che per tutto il tempo non ha mai smesso di grondare... le torno dentro e la scopo tenendole la gola, la voglio possedere e la sbatto sentendo e vedendo le sue chiappe muoversi sotto i miei colpi o schiaffeggiate dalla mie mani. La cosa mi fa impazzire, la prendo e la porto in piedi ad appoggiarsi al divanetto e la scopo da dietro, in piedi, con lei che si piega in avanti fino ad appoggiare le mani a terra, prendendolo tutto così. La scopo con forza, sento il sudore lungo la schiena e vedo la sua pelle nera liscia, bellissima mentre lei ansima e mi incita.Torniamo sul letto e lei mi riprende dentro di lei sditalinandosi mentre la scopo e mi dice "fammi gridare".... e viene così, senza trattenere la voce, masturbando la sua figa mentre viene infilata con forza da uno sconosciuto... vengo anche io assieme a lei mentre vedo nel suo viso le smorfie del piacere godendo in un modo davvero intenso.Ci riprendiamo scambiandoci baci dolci, fumando una sigaretta e lasciandoci andare a chiacchiere e confessioni in libertà.. nudi, io con il cazzo a riposo e non mi vergogno di farmi vedere così, lei seduta mentre fuma, altrettanto nuda ... una bellissima ragazza appena conosciuta che mi ha regalato emozioni incredibili. E' perfino strano pensare a come il buon sesso trasformi gli incontri e renda il tempo un concetto relativo: fino a poco prima eravamo due sconosciuti imbarazzati, impegnati a cercare di riempire maldestramente i silenzi in macchina, adesso ci scambiamo sorrisi e confidenze senza vestiti, con addosso io i suoi umori ed il suo odore e lei il mio.Lei finito di fumare si infila sotto le lenzuola: mi piace vederla in questa nuova ottica, fino a poco prima era una femmina vogliosa di godere, ansimavamo insieme per un piacere animale, adesso è una ragazza appagata, il cui sorriso è il miglior premio per l’uomo che l’ha scopata; ma il vederla così dolce e sexy mi riaccende, la invito prima baciandola poi offrendole il mio cazzo non ancora duro... nella sua bocca calda e vogliosa torna subito pronto e faccio per spostarmi a prendere un altro preservativo ma lei inizialmente non lo molla, come se volesse continuare a succhiare ed a leccarlo. Indosso un altro preservativo e torno dentro di lei. Stavolta partiamo subito decisi, ci piacciamo e lo sentiamo, il "fare l'amore" è solo una scusa per riprendere fiato fra una galoppata e l'altra, ma tanto mi piace scoparla con forza tanto mi piace da morire gustarmi le sue labbra, i sui sguardi e la sua pelle mentre facciamo l’amore; è solo sesso, ma quando due persone si trovano bene in un letto è impossibile distinguere il fare l’amore dallo scopare. Lei viene ancora una volta e dopo un po' godo anche io mentre la scopo da dietro, con lei che si mette a pecora con il culo basso, gambe larghe ed il viso schiacciato sul cuscino... stupenda visione per un orgasmo davvero intenso.Ci facciamo la doccia e scherziamo sulle piccole cose, sui rubinetti incomprensibili e sulle rispettive situazioni sentimentali... fra poco torneremo ad essere sconosciuti lontani kilometri, ma in questo momento siamo un uomo ed una donna che si sono piaciuti e che si sono presi dei bellissimi momenti di piacere.Forse non ci rivedremo, ognuno a vivere vite diverse come età e come situazioni, ma quest’incontro rimarrà come una delle sorprese più belle che ho mai vissuto, in cui conoscere una ragazza con del sesso estremamente piacevole è più vero e pieno di qualsiasi altra cosa.
3184
0
3 years ago
emiliano18, 44
Last visit: 4 months ago -
Un nuovo mondo
Ho notato i primi sintomi del mio desiderio quando una volta in palestra ho fatto la doccia ed accanto a me faceva la doccia
una ragazza giovanissima .
Un corpo spettacolare, mi faceva una invidia ma del resto i 20 anni
vengono una volta sola , provai eccitazione a vedere le sue mani
accarezzare con il bagno schiuma i suoi seni pieni ed invitanti ed i suoi capezzoli eretti e vedere le sue dita scivolare lascivamente tra il solco del suo sederino e tra le cosce che allargava ripetutamente strofinandosi il suo batuffolino nero.
Mi vergognavo a guardarla ma non ne potevo fare a meno e non ho
potuto fare a meno mentre mi lavavo di sfiorare il mio sesso che
produceva secrezioni vaginali in continuazione ,oddio ero al settimo cielo e camuffando la mia masturbazione con il bagnoschiuma che passavo e ripassavo sul mio corpo ebbi un orgasmo accanto a lei ,che dovetti soffocare per non insospettirla .
Bhe devo dire che mi sentivo strana come se avessi rubato una mela
ad un bambino.
Mi saliva il calore fino al cervello ed il mio respiro diventava affannoso
non vedevo l'ora di uscire per rifugiarmi a casa mia.
Pensai a lei tutta la sera e quando poi nel letto ,al buio ,mi sentii sfiorare da mani che scavavano ed accarezzavano il mio sesso
pensai a lei ,pensavo alle sue mani che percorrevano il mio corpo
dai capezzoli all'addome all'interno cosce, sentivo la lingua di quella ragazza umettarmi la clitoride e poi la sentii succhiare le mie labbra
mentre secernevo secrezioni per l'eccitazione.
Era meraviglioso stavo sognando e il sogno finì quando mi sentii
rigirare di schiena e mettermi in ginocchio con i miei forellini ormai
bagnati e aperti per l'eccitazione ben esposti,mi sentii prendere per la testa e spingendo il mio viso sul cuscino per farmi inchinare di più
mi sentii afferrare per i fianchi e con la punta del glande appoggiata
alla mia passera mi sentii trapanare e più cercavo di uscire da quella
posizione e più lui mi spingeva il suo sesso fino ai testicoli come per non farmi muovere, ebbi un orgasmo violento e per una volta mi sono ribellata e sfilato quel grosso randello dal mio sesso ho preteso di essere leccata e così finii di godere pensando che quella lingua che roteava nella mia vagina fosse della ragazza che già mi aveva fatto godere.
Da allora non mi sentivo più me stessa.
7
4
17 years ago
jenny69,
39
Last visit: 14 years ago
-
Monica
Oggi Monica è una donna, ha un lavoro, un marito, tante incombenze e tante responsabilità cui deve far fronte. I momenti di pace sono pochi, attimi di tranquillità che trascorre sdraiata sul letto a ripensare ai suoi sogni di ragazza, quando ancora contava le ore, i giorni in cui sarebbe arrivato il principe azzurro.
Mario è giunto a cavallo della sua moto nera, Mario ha visto Monica ed ha deciso che sarebbe stata sua. Erano giovani allora, e le carezze furtive scambiate nell’oscurità dei portoni, le mani inesperte che s’insinuavano voraci in ogni apertura, in ogni umido, sconosciuto anfratto erano la promessa di un desiderio bramoso che non tardava a sfogarsi per entrambi. Quegli orgasmi rubati alla notte, quelle parole gustate come caramelle,quella pelle sudata ed imperlata di piacere erano per Monica e Mario l’estasi dei vent’anni.
Oggi Mario è un commercialista affermato, il nero cavallo di ferro è stato sostituito con una fiammante macchina sportiva, gli orgasmi rubati alla notte sono ora soltanto deboli amplessi ritagliati nelle pause di lavoro, le parole di miele e di sole si sono trasformate in bigi e scoloriti messaggi attaccati sul frigo in cucina, ed i sogni di Monica sono solo pagine di diario sbiadite ed ingiallite nel fondo di un elegante comò.
Il mese scorso Monica è venuta da me per comprare un sogno. E’ stata per ore a rovistare tra gli scaffali della mia libreria alla ricerca di questo strano libretto. La guardavo mentre la gonna bianca tirava sui fianchi generosi e lei, non cercava di spingerla giù come ogni brava ragazza farebbe al cospetto di un maschio intenta a guardarla; d’altronde eravamo solo noi due, nell’afa di luglio all’ora di pranzo in un negozio semi vuoto. Ho visto il seno tirare dentro la soffocante camicetta bianca, che lei ha leggermente sbottonato con la semplicità di una bimba innocente. In fondo perché Monica dovrebbe avere riguardo davanti ad un’altra donna? Dietro al bancone difatti ci sono solo io, e lei non sa quanto sto bramando e desiderando quelle cosce e quel culo sodo.
Mi avvicino per darle una mano, il titolo di questo volume non mi è nuovo come non lo è il caldo e il turgore che sento crescere sotto la pelle.
Monica mi guarda con quel suo sguardo bambino in cui indovino desideri inespressi , e per un solo istante i suoi occhi si posano sulla mia scollatura.
In un attimo capisco qual è il sogno che cerca nel mio negozio.
Mi accosto ancor più con la scusa di aiutarla a prendere un libro, e le nostre mani per pochi secondi si sfiorano si cercano e subito si ritraggono intimidite.
La vedo arrossire ed abbassarsi la gonna che nel frattempo è salita ancor più. Ecco il primo segnale che cercavo, questa subitanea timidezza che apre ai miei occhi nuovi orizzonti.
Le fermo la mano che scivola sul tessuto e la sostituisco con la mia, che lenta accarezza quelle dolci rotondità di femmina. Lei mi guarda esterrefatta, ma lascia che gli eventi seguano il loro corso.
La bacio sulla bocca e la sua malsicura risposta rende più audace la mia lingua, che avidamente s’insinua tra le sue labbra di miele. Un sussulto, un solo gemito e dono a Monica tutto il piacere che solo una donna può darle; infilo lentamente un dito tra le sue gambe dischiuse, sento la sua carne pulsare ed inumidirsi, aprirsi come un fiore di loto al mio passaggio, con abilità e destrezza la conduco verso il bancone dove la adagio come un oggetto prezioso.
Le sfilo le mutandine di candido pizzo e le apro il sesso con due dita, mentre la mia lingua si dirige verso il centro del suo piacere. La lecco avidamente per minuti che sembrano secoli, le stuzzico i capezzoli come fossero petali di rosa, infilo un dito anche nel suo pertugio più stretto, continuando a lambire con la lingua l’essenza del suo godimento che si ingrandisce fin quasi ad esplodere.
Intanto anch’io inizio ad accarezzarmi mentre Monica fattasi più ardita, mi bacia sulle labbra con il desiderio e la passione di tutti i suoi anni frustrati.
Colgo in quel bacio i miraggi inespressi, le voglie celate e nascoste, il lieto fine della sua eterna favola.
Ci mettiamo una sopra l’altra e con foga e passione ci strusciamo, ci tocchiamo, ci accarezziamo, ci graffiamo, ci prendiamo , ci beviamo avidamente. Il suo corpo diventa argilla tra le mie mani, e il mio desiderio esplode nella sua bocca, regalandole l’indelebile aroma di donna appagata mentre il suo urlo di delizia si confonde con il mio.
Oggi Monica viene quotidianamente nel mio piccolo negozio di periferia, sempre alla stessa ora. Io l’aspetto dietro al bancone, poi chiudo la saracinesca e le dono tutti i suoi sogni di compiaciuta sovrana. Il suo diario ingiallito ha ripreso nuovamente colore, e Mario adesso cavalca da solo sopra la sua rossa, inutile, rabbia.
7
4
20 years ago
desiderya, 40/42
Last visit: 4 years ago -
IL MASSAGGIATORE di vane23
Era da un po’ che avevo adocchiato questo nuovo massaggiatore. Tra noi solo uno scambio reciproco di sguardi ma nulla di più, nemmeno una parola. Era già la quinta volta che andavo in questo centro, ma non avevo avuto modo di essere stata ancora sotto le sue mani.L'occasione si presentò un autunnale pomeriggio di ottobre quando lo vidi seduto alla reception. Andai verso di lui con un sorriso smagliante. Sicura di me, del mio passo nonostante indossassi delle ballerine, avevo i capelli sciolti e lucenti, un paio di short di jeans che nascondevano il mio bel sedere e le gambe sode avvolte da un paio di collant neri, una camicetta bianca che attirò il suo sguardo sulla mia scollatura una volta davanti al bancone."Ciao, sono venuta per il solito massaggio, avevo un appuntamento con Andrea." - gli disse sorridente e solare."Ciao, purtroppo Andrea oggi è malato, ci sono solo io, se per te non è un problema...""No, assolutamente! Come ti chiami?" - mi tese la mano per presentarsi."Marco piacere, te?" - mi disse sicuro."Vane!" – risposi subito."Bene Vane, andiamo di là..."Percorso il corridoio, mi accompagnò nella stanza, dove c’era il lettino. M’indicò il separé, dove potermi cambiare e mi disse di avvolgermi con un asciugamano e sdraiarmi mentre lui preparava il necessario per il massaggio.Mi accorsi subito che da parte sua c’era la tentazione di sbirciare, sentivo il suo sguardo su di me, lo percepivo, si avvicinò di nascosto per dare un'occhiata... riuscì a intravedere poco, mentre mi calavo i pantaloncini, quel poco che bastava per intravedere che non indossavo nulla d’intimo.Mentre preparava l'olio, io mi sdraiai sul lettino pancia in giù pronta per beneficiare delle sue abili mani, mah anche con la speranza che alcuni dei pensieri maliziosi che avevo fatto su di lui potessero prendere vita.Si avvicinò e sussurrò con voce calda “ Vane, possiamo iniziare".A differenza degli altri massaggiatori, che spostano l’asciugamano in base alla zona da massaggiare, lui invece mi tolse completamente l'asciugamano lasciandomi nuda ai suoi occhi, la cosa mi turbò da un lato mah tutto passò in secondo piano nel momento in cui iniziò a fare cadere delle gocce d'olio sulla schiena. L’effetto dell’olio freddo sul corpo che scivolava e a contatto sulla pelle mi fece venire qualche piccolo brivido. Iniziò a massaggiarmi le spalle e poi salì e si avvicinò pian piano al collo.Le sue mani esperte prendevano i miei muscoli e ci giocavano per sciogliere la tensione.Con le mani scese verso il mio fondoschiena continuando a massaggiare... evitò di toccarmi il sedere ma sentivo che stava osservando il mio culetto sodo e che intravedeva una piccola fessurina rasata...Sentii la sua forza e il suo vigore quando mi massaggiò le cosce. Prese ancora dell’olio e fece cadere un paio di gocce su i miei piedi e iniziò a massaggiarli con molta concentrazione, tanto da non rendersi conto di essere molto vicino al lettino, perché inavvertitamente il mio piede destro sfiorò il suo pacco.Resosi conto, cercò di allontanarsi. Mah, la tensione che si avvertiva nella stanza era qualcosa di mai provato e decisi di non farmi scappare un’occasione così ghiotta e quindi presi coraggio e a quel punto gli dissi c’è una zona che hai trascurato di massaggiare.Lui: quale scusa?Io risposi … il sedere. Lui esclamò: “ Ah bene te ne sei accorta “, l’ho fatto volutamente per vedere se fossi attenta al massaggio.Dopo un primo momento di silenzio lui calò due gocce d'olio sulle natiche e una in mezzo ad esse... mi agguantò il sedere con le mani piene.Le sue mani avevano la capacità di trasmettere la sua voglia, la sua potenza …. E lo ammetto volevo che si spingesse oltre … che mi scopasse.Non riusciva più a tenere le mani a freno … Si muovevano in modo circolare sul mio culo sodo e suoi pollici andavano sempre di più al centro.Mi sfiorò volontariamente l'ano e scese sotto per sfiorarmi con delicatezza la patatina. Ebbi un sussulto, mah non lo fermai.Iniziò a massaggiarmi il culo con più vigore e ora le sue dita passavano in mezzo ad esso.Massaggiò le natiche con un dito bagnato bene nell’olio.Con la mano sinistra mi schiacciò leggermente la schiena sul lettino per fermarmi, fu lì che il suo dito medio mi penetrò il buchetto.Urlai … e poi infilò anche un secondo dito, spinse forte e riversò un colpo secco nel culo … Il mio gemito di piacere gli fece capire che stavo al gioco e continuò con le sue dita a giocare con il mio culetto.A quel punto mi disse di girarmi, senza fiatare mi girai. Mi tirò verso di lui in modo da farmi scendere la testa dal lettino, si mise davanti a me e iniziò a massaggiarmi il seno. Le sue dita abili giocavano con i miei capezzoli diventati turgidi al contatto con esse … Era una situazione analoga, ma non volevo rinunciarci il suo tocco era qualcosa di mai provato prima.Mi ritrovai con la testa chinata esattamente di fronte al suo pacco che volontariamente mi spingeva sulla faccia...Lo guardai e con voce suadente mi disse "prendimelo in bocca". Si slacciò il camice, sbottonò la zip del pantalone lo tirò fuori vidi il suo grosso uccello con la cappella larga, duro e rasato. Mi prese con forza le guance, le sue dita scorrevano dietro la nuca, fece pressione per stimolare l’apertura della mia bocca e puntare la sua cappella sulle mie labbra.Dischiusi le labbra e accennai una piccola leccatina sulla sua asta. Il suo cazzo durissimo mi penetrò la bocca e iniziai a mugolare.Iniziò con dei colpi leggeri per poi accelerare piano. Più le sue mani stringevano forte la mia faccia più i colpi del suo cazzo si facevano secchi e profondi, sentivo la cappella che arrivava in gola quasi a volermi soffocare.Il ritmo dei suoi colpi aumentava e diminuiva, dettava lui il tempo, la cosa mi piaceva era avvincente sentivo chiaramente le sue palle sbattermi in faccia. A quel punto provai a sfiorarmi il clitoride con la mano destra, ma lui mi bloccò le braccia e preso dall’impeto mi disse “ eh, no?! Il massaggiatore sono io, ora piccola troietta devi solo succhiare e basta, perché sei davvero brava ” … ecco si succhialo così …Un ultimo colpo secco e avvertii il suo cazzo pulsare ed ecco che i suoi schizzi caldi e copiosi iniziarono a inondarmi la bocca e avidamente cercai di ingoiare tutto.Tirò fuori il suo uccello stremato e mentre mi alzavo dal lettino per ricompormi, lui si rivestì, io davanti a lui in punta di piedi e ancora nuda gli diedi un bacio sulla guancia quasi a ringraziarlo … Lui mi afferrò mi mise una mano sul culo e tirandomi a se mi disse, se vuoi, denunciami pure alla direzione … Mah spero che la prossima volta tornerai a farti massaggiare da me.Se ne andò velocemente ed io rimasi lì a finire di vestirmi col suo sapore in bocca.
7483
16
11 years ago
vane23, 26
Last visit: 4 days ago -
Sussurro
Lei uscì di casa subito dopo cena, con le ultime luci del giorno, e l'aria calda e umida dell'estate si insinuava tra i suoi vestiti leggeri, le accarezzava la pelle con infinita delicatezza, e con una inconsapevole naturale insolenza..
la sua inquietudine pulsava, irrefrenabile. L'attrazione del piacere era tale da non consentirle ulteriormente un appagamento solitario. Tutto ciò era già presente nel suo immaginario. Impresso fotogramma per fotogramma, una storia già vista, già letta e riletta.
Voleva che qualcosa di sconosciuto si impadronisse del suo corpo, dei suoi piccoli interruttori del piacere.
Desiderava che un nuovo odore, un nuovo calore restasse sulle sue lenzuola, sui suoi cuscini, sulla sua pelle.
Camminava per la strada, con le luci della sera ad illuminarla come unica protagonista innanzi ad una immaginaria platea che potesse godere della vista del suo piacere. Una implicita partecipazione di tutto ciò che le circolava attorno, ai suoi occhi, solo apparentemente indifferente. Tremava, per l'esaltazione mista al timore ed all'insicurezza di ciò che avrebbe trovato. Un'alchimia particolare, che le faceva vibrare alla stessa frequenza sesso e anima, un segnale infinito di impulsi regolari.
Entrò in quel bar della zona centrale, conscia del maggior ricambio di persone che lo frequentavano. Sconosciuti, ognuno con la propria storia ed i suoi sottili segreti da svelare, da palesare sofficemente qualora fossero stati liberi di manifestarsi. Beveva il suo aperitivo, e ad ogni sorso i suoi occhi cercavano, nascondendo faticosamente il desiderio che in quel momento le strisciava attorno alla vita, ed andava ad annidarsi nel dolce scrigno delle sue gioie. Tremava, beveva ed osservava, coperta solo da un velo bianco di lino, che pareva urlare come un manifesto, tutta la sua accesa femminilità.
Mancava un sorso, quando notò una giovane coppia seduta al tavolino. Lei era bella e sensualissima, una chioma bionda e lunga su una pelle fresca ed ambrata. Ed il suo corto vestito, il suo modo di accavallare le gambe la rendevano quasi indecente, come fosse già pienamente consapevole dell'effetto che ne faceva risultare, e del fuoco che desiderava provocare negli occhi di chi posava l'attenzione su di lei.
Lui era elegante, brizzolato benchè il suo volto lasciasse trasparire la sua giovane età. Lo sguardo era quello di un uomo sicuro dei propri obiettivi e delle proprie volontà, e la fierezza che dimostrava nei semplici gesti del consumare, le portò l'eccitazione alle stelle.. Voleva, doveva essere presa, posseduta da quelle carni, posta al centro del loro complice istinto al piacere. Il solo pensare a questo desidero le faceva tremare le gambe, e il lieve rifiuto della sua razionalità non faceva altro che spingerla ancora di più ad inoltrarsi col pensiero, fra le loro mani, fra le loro gambe, fra i sessi che avrebbero potuto renderla loro.
Finì la sua bibita e con un raccolto impulso di volontà si alzò e si diresse verso di loro. Essi non furono sorpresi, come se in qualche maniera, avessero già pianificato nella loro mente, i desideri che nascevano da quel caldissimo corpo che gli si stava avvicinando.
Si mise a parlare con loro.. erano forestieri, in città per lavoro, ma visivamente attratti per alcuni particolari architettonici ed urbanistici che il centro offriva. Lei si propose di accompagnarli e di descrivere loro quello che sapeva della storia della sua città. Uscirono e cominciarono il giro. I profumi di lui e della sua compagna, portati dal vento, la inebriavano, la eccitavano, ed avrebbe voluto conservarli su di sé per il resto della vita. Bastò una scusa qualunque, per portarli a casa sua, e mostrar loro la sua noviziosa cura per l'arredamento.
Il cuore ora le pulsava fortissimo, mentre apriva la porta di casa. Li fece entrare, servì loro da bere ed accese due candele. A stento riusciva a nascondere il respiro affannato, il battito del cuore le portava il sangue al suo morbido sesso, con prepotenza, stimolandolo e donandogli volume e colore. Ebbe la certezza di ciò che sarebbe successo poche decine di minuti dopo, quando la compagna cominciò a guardarla con insistenza e desiderio, non curandosi di ciò di cui stavano discutendo, o del suo bicchiere ancora pieno per metà. Lui era sorridente, ed il suo sguardo tradiva anch'esso un forte desiderio di condividere il proprio piacere e quello della sua compagna con la loro gentile ospite.
La situazione cominciò a scendere vorticosamente quando l'alcool iniziò a sciogliere le loro inibizioni. La dea bionda si alzò, e senza dire niente andò alle spalle di lei, che continuò, eccitatissima, a parlare con lui.
Lui non diceva niente, ma dalla sua espressione era palesemente tutto chiaro. Le prese una mano e cominciò ad accarezzarla. Nello stesso momento la compagna prese ad accarezzarle il collo, e a massaggiarle le spalle. Ne scoprì una spostando l'ampia scollatura del suo vestito leggero, e cominciò a baciarla. Lei si sentì bollire dentro.. L'essere giunti al punto critico, al punto di non ritorno, in cui i desideri dei tre si palesano, la fece sussultare...
Le carezze di lei ed i suoi baci erano di una dolcezza tale che in pochi minuti si sciolse tra le sue braccia. Lui le abbracciò entrambe, e poco dopo si ritrovarono in camera da letto. Trovarsi con addosso solo le mutandine fu semplice, dopo aver fatto cadere quei pochi veli.. La presero per mano e la fecero stendere sul letto, in mezzo a loro. Fu a quel punto che insieme, con delicatezza, le sfilarono le mutandine. Erano macchiate, e dei fili sottili di rugiada si tesero, quasi a voler trattenere il piccolo trasparente indumento sul suo corpo.
Quello che successe dopo fu per lei il paradiso. Sentiva le grandi mani di lui accarezzarle i seni, le spalle, le labbra. I capezzoli divennero rigidi e raccolti, lui vi appoggiò la bocca e se ne deliziò.
La compagna prese ad accarezzarle il sesso, facendo scorrere un dito tra i petali bagnati, e premendo con delicatezza sulle grandi labbra lo schiuse, come uno splendido fiore umido ai bagliori dell'alba. Poteva sentire il calore delle dita, l'imprevedibilità dei loro spostamenti, le carezze sugli interni delle cosce, sulla pelle più delicata, la dolcezza con cui per la prima volta la sua clitoride, rossa e gonfia, conosceva quelle dita estranee e gentili.
Lui continuò a condire con i suoi baci, soffici e amorevoli, ricchi di saliva, che le bagnò le labbra ed in seguito le riempì la bocca.
La compagna osservava la sua orchidea, accarezzandola, insinuando con sicurezza le dita fra le piccole labbra, schiudendola, osservandone il colore delicato, bramando il nettare che si andava raccogliendo abbondante alla base delle labbra.. pregustando di assaporarne la femminilità.
Si fecero più audaci. Ora le mani di lui la cercavano, si inoltravano dappertutto, come se fossero triplicate d'improvviso. Il sentirsi così, arrendevolmente nuda, e completamente aperta alle loro attenzioni, al loro dolce lavoro su di essa, la fecero bagnare ancor di più, e le fecero salire altri gradini verso il piacere. Si sentiva come una tavola imbandita di gustose pietanze, desiderosa di essere assaporata, presa, consumata, portata all'estasi.
La compagna di lui insisteva fra le sue gambe, attratta da quel grande fiore, di cui pareva innamorata. Lo aprì tra i due indici, con delicatezza, ed un attimo dopo averlo ancora contemplato, prese a baciarne il piccolo e rosso pistillo di carne. Si lasciarono scappare entrambe un mugolio di piacere, per l'una l'improvviso contatto delle labbra sulle labbra, per l'altra l'aver scoperto un sapore dolcissimo... Ora quella giovane, bellissima coppia la stava baciando, allo stesso momento, nei suoi due fulcri, alimentando quei piccoli pozzi di piacere, facendola vibrare come una corda tesa dai due capi. Il suo seno ora era gonfio e lucido di saliva. E fu a quel punto che cominciò a percepire il ritmo dei baci di lei, insistenti, sul suo nido schiuso. Prese a spingere in avanti il bacino, con morbidezza, pulsando regolarmente, lasciva, quasi a volerle regalare il suo sesso, ad ogni colpo, a volerne fare dono alla sua bocca ebbra d'appetito. Il suo piacere cominciò a salire, spinta dopo spinta, mantenuto vivo dalle braccia di lui, e dai suoi baci ed i suoi morsi che si fecero più intensi.
La lingua della compagna se prima accarezzava la clitoride alternandosi a carezze lente e battiti veloci, ora, spoglia di qualsiasi inibizione rimasta, si spinse con voluttà all'interno di quel lucido scrigno rosa, aperto, spinto contro la sua bocca dai movimenti del bacino. Quella splendida, golosa biondina si spingeva dentro lei, più che poteva, come a raccogliere il miele sul fondo di un barattolo.. Si sentiva profanata, toccata, aperta, terribilmente eccitata. Questo pulsare nel suo interno, questo ascendere lento e inesorabile al piacere, le sbloccò le mani, che fino a quel momento erano rimaste tese e salde ad accartocciare le lenzuola. Con la mano sinistra le accarezzò quelle chiome bionde e profumate, pettinandola con amore, passando dietro la nuca, e spingendola con forza fra le gambe, fino a far scomparire la sua bocca nel sesso ormai lascivamente avviato all'amore. Con la mano destra fece scivolare gli slip di lui fino a metà coscia, lasciando uscire il suo membro già pronto, umido, e caldissimo.
Afferrò con decisione la carne dura e venosa che si offriva alla penombra della stanza da letto.. tra i respiri e gli ansimi.. e tra gli odori dei sessi che andavano sovrapponendosi in una strana, peccaminosa armonia..
Lo strinse, riuscendo a stento a chiudere la mano, e con un movimento delicato ne portò alla luce la testa, purpurea e già abbondantemente bagnata di desiderio. Lui si animò maggiormente, con un desiderio irrefrenabile di possederla, baciandola, quasi a volerla mangiare.
Lei cominciò a ritmare le mani, assieme, muovendo la pelle della sua asta, e spingendo la testolina bionda della sua compagna fra le sue cosce.. Ormai qualsiasi cosa era piacere puro, anche il solo ritmare entrambi alla frequenza del suo piacere fisico. Il contatto con quella carne dura, estremamente calda, le fece sbalzare il piacere in avanti, sentendo la lingua di lei insinuarsi all'interno del fiore, sentendola toccare punti mai toccati, percependo sensazioni nuove mai provate. L'insistenza della lingua e dei suoi baci sulla carne ormai rossa e gonfia del suo sesso la stava portando velocemente al piacere, chiamato dall'odore di lui che sentiva preporre sulla sua bocca, sul suo collo e sui seni. Stava per venire. Intrecciò le dita con quelle di lei, che la sentì pronta, vicina all'orgasmo. Lui, terribilmente eccitato dalla visione delle due ragazze, prese a spingere il suo membro caldo sul suo fianco, muovendolo regolarmente, bagnandole la pelle, e mugugnando quasi silenziosamente un piacere che cresceva rapido. La compagna la baciò e continuò a baciarla facendosi strada tra le labbra del sesso, con passione.. Sulla bocca e sulla lingua la sentiva ormai vicina ad esplodere, e decise che era il momento.
Spinse, spinse, spinse... si spinse all'interno di lei più che poteva, leccandole dentro, sulle pareti ruvide, cercando il punto esatto in cui la sua esplosione sarebbe avvenuta, intensa e prepotente. Ed ecco che puntò i piedi sul letto, inarcandosi più che poteva, sentendo l'inizio di un'enorme onda di piacere. "vieni amore.. sentila..." le sussurrò lui nell'orecchio, mentre il suo respiro si fece rapido ed ansioso, ed i muscoli del suo viso si tesero allo stremo, in un'espressione che poteva essere lo stesso volto del Piacere..
Esplose, sopraffatta da quell'energia, spinse forte, con ingordigia, non volendo perdere nemmeno una goccia di quella grande, enorme onda che la travolse e le entrò dentro... Spinse così tanto da spostare un pò indietro la sua amante, la quale non smise di stimolarla con tutte le forze che poteva... Venti secondi in cui inferno e paradiso si mescolarono in un'unica cosa, e potè sentirsi attraversare da tutta la forza, la potenza sessuale che aveva raccolto negli istanti precedenti.. La libidine le impregnò il sangue, e il cuore pareva scoppiare.. Lui era incantato, eccitatissimo da quella manifestazione così istintiva, così potente ed esplicita, che le due donne furono in grado di creare. Il piacere di lei si manifestò, nella bocca dell'amante, con un nuovo, dolcissimo ed intenso sapore.
Finalmente si accasciò, respirando affannosamente, spettinata ed imperlata di sudore, che scorreva sul suo magnifico corpo, sulla sua pelle così fresca e leggermente colorita dallo sforzo. La compagna si congedò dal suo sesso con un amorevole, profondo bacio, e poi se ne allontanò, mentre le rimasero sulla bocca e tutt'attorno ad essa i segni di quella magnifica melodia di piacere, regalata con amore da femmina a femmina.
La compagna poi andò da lui, e con un bacio gli fece scoprire tutta la dolcezza del sesso di lei... Poi scese lentamente, e con baci e lenti movimenti della mano, cominciò a preparare il suo compagno per la penetrazione.
In ginocchio sul letto, lui, pareva quasi soffrire dall'ansia di coprire quella stupenda femmina che poco prima li raccolse dal bar. La compagna, dopo qualche bacio lungo il nervo carnoso di lui, prese a succhiarlo, e spingendo sulle sue natiche, lo portò sempre più a fondo nella bocca. L'appetito con cui cercava di ingoiarlo era sconvolgente, a malapena riusciva a respirare col naso. La padrona di casa intanto, osservava stesa su un fianco, a gambe piegate, e dopo qualche minuto le fu irresistibile cominciare ad accarezzarsi, da dietro, penetrandosi con due dita, e guardando ipnotizzata quello spettacolo, ansimando, e desiderando ora di avere quella carne purpurea dentro di sé. L'amica lo stava stimolando, ingoiandolo in movimenti lenti e profondi, preparandolo per l'amore che da lì a poco avrebbe consumato con la loro ospite. Con l'altra mano prese a frugare sotto i testicoli, ad accarezzarli e a maneggiarli delicatamente, e lui, colto da un brivido, cominciò a scandire i movimenti con cui entrava nella bocca della sua compagna. La loro ospite, silenziosa ed affannata, guardava con desiderio il sesso di lui scomparire fra le labbra della sua deliziosa compagna, mentre continuava a massaggiarsi da dietro, più velocemente e più a fondo.
Si sentiva desiderosa, tremante, pronta a ricevere la carne del maschio. Ed aspettò, bramando il momento in cui lui arrivasse al limite, ed il momento arrivò. La compagna si allontanò dal membro che in quello stesso istante pareva scoppiare, e poi con delicatezza, quasi affettuosamente, accarezzò il viso della padrona di casa, facendola poi stendere, e aprendole piano le gambe, prendendole per le caviglie, fino a quando furono completamente piegate e divaricate. Fu allora che lui si preparò, avvicinandosi al suo ventre. Le prese le mani intrecciandole alle sue, piegandosi sopra di lei, con l'asta turgida e pulsante a meno di dieci centimetri dal suo nido rosa.. ricco di odori. La compagna lo aprì di nuovo con le dita, mostrandolo con orgoglio a lui, ed invitandolo ad entrare. L'ospite ora era sopraffatta dal desiderio. Ora più che mai aperta e pronta a ricevere, voleva sentirsi piena di lui, concederegli la sua carne in maniera completa e totale. La biondina prese il membro del compagno tra le dita, e ne portò la testa sull'imboccatura del sesso di lei.. muovendolo lungo l'apertura, toccando la clitoride, sputando con delicatezza la dove i sessi si incontravano.. La bionda, una volta assicuratasi che il membro era puntato fra le labbra, salì ed andò a baciare la sua amante, tenendole la mano, preoccupandosi di accarezzarla in viso e di baciarla sofficemente.
Lui, sentendo il contatto del sesso sulla punta del suo nervo non riuscì a resistere, e con una lenta pressione affondò nella carne.. lentamente.. sentendo l'abbraccio umido della vagina scorrere piano su tutta la sua asta.
L'ospite emise un grido, strinse forte la mano della biondina, e si lasciò baciare da lei. Lui entrò fino alla base, emettendo un lungo e costante mugolio, esprimendo piacere nuovo ed intenso per la prima dolce carezza che ricevette dal fiore della sua splendida ospite. Dopo aver stazionato dentro qualche secondo, prese ad uscire, sempre lentamente, finchè non fu dentro solo con la testa. Osservò il suo membro, ora completamente bagnato del piacere di lei, quindi riaffondò. Lei strinse le dita dei piedi, che andò poi a posare sui fianchi di lui. La biondina cominciò a coccolarla amorevolmente, con baci e carezze, accompagnandola nel suo percorso di piacere.
Lui prese ritmo, le due ragazze si baciavano, e l'ospite, posseduta dai movimenti del maschio, a malapena riusciva a trattenere i suoni del suo piacere, anche se coperti dai baci dell'amica. Si sentiva riempita, sentiva scorrere dentro di sé tutto il desiderio del maschio, lo sentiva farsi strada nelle sue carni, lo sentiva ondeggiare col bacino, rigirare l'asta dentro il suo sesso a volerla toccare in ogni punto possibile. Piacevolmente violata, profanata, ed accompagnata alla seconda ascesa al piacere dalle salde spinte di lui, e dai dolcissimi baci di lei.. Era quello il suo stato di cose, il suo desiderio assoluto, la linfa per la sua anima...
Le spinte di lui si fecero più forti, e adesso, sotto le oscillazioni dei suoi colpi, a malapena le bocche delle due donne riuscivano a toccarsi. La biondina sembrava deliziarsi di questo, e prese a sua volta ad accarezzarsi fra le gambe. Il maschio prese ad aumentare il ritmo, ed ora l'ospite sussultava, sbalzando e lamentandosi. La biondina adesso alternava la mano fra la sua clitoride e quella dell'amica, mentre con l'altra le accarezzava i seni, stringendoli forte nella mano e succhiandone i capezzoli rossi e duri. La padroncina di casa, sentendosi ancora una volta aperta, estatica, ed in preda assoluta della propria libidine e del piacere che quella splendida coppia le stava dando, aggrappò saldamente le gambe attorno alla schiena del suo amante, che sentendosi preso in quel modo, percepì l'autorizzazione a liberare tutto il suo desiderio e la sua potenza. Le spinse dentro amore con tutta la forza che aveva, sentendo che non avrebbe resistito ancora per molto. La compagna intanto ebbe il suo scrigno umido dalle carezze che si stava concedendo guardandoli, e decise che era venuto il momento anche per lei di godere.
Si mise a cavallo sul volto estatico della padroncina, che capì gli intenti e socchiuse la bocca. La biondina quindi chiuse gli occhi ed abbandonandosi premette il sesso sulla bocca dell'amica. Quindi stimolata dai movimenti dei due amanti, prese a muoversi ritmicamente, strofinando la sua bionda e carnosa vagina sulla bocca di lei. Si raccolse i capelli e cominciò a muovere il bacino circolarmente, pasticciando dei suoi umori la bocca dell'amica. Quest'ultima sentiva il sesso della biondina attorno alle sue labbra, e sentiva il suo piacere a piccole gocce scorrerle nella bocca. Con le dita la aprì, per poterla baciare meglio all'interno, e poter scoprire il sapore completo di quella splendida femmina, seduta sulla sua faccia. Lui contemplava la schiena della sua compagna, baciandole il collo, mentre spingeva nel sesso dell'amante, un pò roteando e un pò andando dritto, facendole scoprire tutta una gamma di piaceri che fino a quel momento non era riuscita ancora a conoscere. Lei sentiva guizzi salirle dal sesso fino al cuore e alla mente, i brividi che la attraversavano la tendevano come una gattina. Il sesso dell'amica ora si strofinava su di lei con maggior forza. La lingua continuava ad esplorarla, dentro e fuori. Si sentiva completa, poteva percepire la sua libidine come una macchina che adesso avanzava a pieno regime. I lamenti dell'amica, e del suo maschio profanatore aumentavano sempre più. Questo naturalmente le fece salire ancora il piacere, ancora ed ancora, finchè arrivò a quello che era l'apice assoluto del suo piacere prima dell'orgasmo. La biondina che la stava guardando negli occhi se ne accorse, ed affrettò i movimenti sulla sua bocca. Il maschio era al limite, ed era pronto ad un minimo cenno delle due per esploderle dentro. E la valanga che li travolse tutti partì proprio dall'ospite, da colei che per tutto il giorno aveva desiderato quel momento. Partì, dalla sua bocca occupata dall'amica, un lamento sottile e costante.. sentì che stava per oltrepassare la soglia.. lo sentì anche la coppia che in quel momento stava traendo il massimo del piacere dal suo corpo... e quando fu sul punto esplose, aumentando di colpo il suo lamento, afferrandosi con le braccia ai fianchi della biondina, e con le gambe ai fianchi del suo stallone..
Venne.. venne con una tale intensità da spingere a sè il maschio più che poteva. La bionda era sul punto, e finalmente lasciò esplodersi dentro la bocca dell'amica.. Il maschio sentì il piacere delle femmine che arrivava, e non si trattenne più, spingendosi fin quanto poteva nel fiore carnoso dell'amante. Esplose dentro di lei, urlando, gettando seme ad ogni colpo, impazzendo dentro il suo ventre. La bionda afferrò i capelli della amante e le consegnò tutto il suo piacere, con una tale pressione da non farla quasi respirare. Quest'ultima continuò il suo lamento irrigidendosi completamente e sentendo le onde del suo orgasmo fortissimo scuoterla da dentro. Il seme del suo amante si unì al suo piacere e a quello dell'amica che le esplose in bocca in quello stesso istante..
Furono dei secondi di pura estasi, in cui tutti e tre lasciarono uscire quanta eccitazione e quanta potenza avevano raccolto nei minuti prima, il tutto si fuse in un unico grande orgasmo, un unica grandissima onda di piacere, che fu intensa e devastante. Un unico piacere, un unico respiro, odore, sudore, un unico corpo.
Quindi la coppia si accasciò ai lati della loro nuova, meravigliosa amica, il cui desiderio aveva portato ad un'esperienza unica, che anche loro prima di quella serata, avevano conservato esclusivamente nello scrigno dei propri desideri.
2
2
14 years ago
FeeTish,
32
Last visit: 10 years ago
-
Gli amici portano Obbligo o verità al livello successivo
In una calda notte di luglio, cinque amici, ubriachi e curiosi, hanno deciso di giocare a Obbligo o Verità a casa di Eloisa. La zona giorno era illuminata delicatamente dalle luci delle fate, creando un'atmosfera intima piena di risate e bicchieri che tintinnavano. Seduti in cerchio sul morbido tappeto, la padrona di casa Eloisa ha sfidato. Ogni round di condivisione di segreti e sfide divertenti ha intensificato la loro intensità elettrica. Dopo aver indugiato con gli sguardi, le risate sono diventate flirt. “Dobbiamo dare un po' di pepe”, ha detto Alex, raggiante. “Rendiamo le sfide un po' più... interessanti”. La cerchia annuì e il tono cambiò quando cominciarono a sfidarsi in una maggiore intimità. Eloisa scelse subito una vittima innocente. “Elio”, sorrise maliziosa. “Obbligo o verità?”. Lui rispose: “Obbligo”, con uno sguardo diabolico. “Ti sfido a toglierti un capo d'abbigliamento”, rispose lei con umorismo. Elio rise e si tolse la maglietta, mostrando il suo petto tonico per la gioia del gruppo. Si sdraiò, godendosi l'attenzione. Dopo numerosi giri di sfide benevole e di verità spensierate, venne il turno di Adele. Ride mentre osserva la stanza. Sfido Mark a baciare la sua persona preferita. Tutti fissarono Mark, che guardò Eloisa. Si sporse dall'altra parte del cerchio e la baciò senza esitazione. Il bacio iniziò dolcemente, ma si intensificò con l'aumentare della passione. Gli altri amici risero e applaudirono, alimentando le fiamme. Ok, tocca a me! Gridò Mark, imbarazzato ma entusiasta dell'attenzione. Guardò Eloisa. “Obbligo o verità?”. “Obbligo”, disse lei, rinfrancata dal bacio. “Ti sfido a toglierti il top”, disse lui, eccitando l'assemblea. Eloisa sorrise e si tolse il top senza esitare, mostrando un reggiseno di pizzo nero che la rendeva più eccitata ed esposta. Tutti applaudirono ancora una volta, entusiasti. Le passioni sono alle stelleL'aria era elettrica. A ogni giro, le sfide diventano più difficili e il gioco diventa più divertente. Il gioco divenne una miscela esplosiva di desiderio e competizione mentre i bicchieri si versavano.Alex afferrò la bottiglia con un sorriso malvagio. "Sfido Adele a limonare per un minuto intero con la persona più sexy della stanza". Adele agì rapidamente. Guardò maliziosamente Elio, che deglutì forte e annuì con un sorriso. Cedettero alla sfida e si avvicinarono, le loro labbra si incontrarono affamate, elettrizzando la stanza. Il loro bacio si approfondì, le mani vagavano, i respiri erano pesanti. I due tornarono nel cerchio, incuranti degli altri. Anche in disparte, Eloisa sentì il calore. Mark era altrettanto affascinato, notò. Gli afferrò la mano senza pensarci. “Dovremmo unirci a loro”. Mark rise e la tirò vicino a sé finché non si toccarono. Quando si avvicinarono, le loro labbra si incontrarono in un bacio intenso, pieno dello spirito audace del loro gioco. Mentre il loro bacio si intensificava, le loro mani si muovevano l'una sull'altra, accendendo l'eccitazione. "Wow, le cose si stanno scaldando qui dentro", esclamò Alex, gli occhi illuminati. Il gioco era finito; L'entusiasmo era alto e i confini erano sfumati. Eloisa si accasciò all'indietro e trascinò Mark con sé finché non rimasero avvinghiati sul tappeto, eccitati. Mentre Elio e Adele si baciavano, l'atmosfera era entusiasmante. "Che ne dite di avanzare tutti?" Alex alzò il sopracciglio. Eloisa rimase immobile e guardò Mark con un'aria interrogativa. Il suo cenno rifletteva la sua determinazione e passione. Anche i loro amici si sono avvicinati.Dopo averli baciati ancora una volta, Mark si avvicinò a Eloisa e le intrecciava le dita nei capelli. Mentre i loro movimenti erano sincronizzati dal desiderio, lei si appoggiò a lui, percependo il suo calore. Mentre Adele ed Elio riprendevano la loro intensa conversazione, l'aria si riempiva di gemiti. Per non perdere l'occasione, Alex baciò la spalla di Adele mentre lei tastava con le mani Elio.Con i corpi che danzavano nell'eccitazione e nel bisogno, obbligo o verità si trasformò rapidamente in un'avventura di piacere condiviso. Mentre le mani di Marco si muovevano lungo il suo corpo e i loro respiri si mescolavano, i sensi di Eloisa si acuirono.A causa della loro eccitazione spontanea, ignorarono il gioco e si abbandonarono al desiderio, confondendo il loro ambiente. Il mondo si dissolse quando Eloisa e Mark si baciarono sul comodo tappeto. Mentre Mark intensificava il bacio, le sue mani scivolavano sulla vita e sui fianchi di Eloisa, le loro lingue si muovevano all'unisono nell'intensità del momento. Elio guardò Adele, che lo aveva trascinato a terra con le labbra impegnate in un abbraccio furioso, e mormorò: “Oh wow, sembra che non siamo gli unici ad essere eccitati”. Elio sentì la carne delicata di Adele sotto la camicia mentre si scioglieva in lui, rispondendo con entusiasmo al suo tocco. Sesso bollenteI polpastrelli di Marco scivolarono sulla gamba di Eloisa, sollevandosi mentre respiravano pesantemente. Lei sussultò quando lui la baciò, mandandole brividi lungo la schiena. Sentiva il fuoco tra loro, ogni carezza scatenava il desiderio. Dovremmo spingerci oltre? Alex suggerì con un sorriso diabolico, avvicinandosi alle coppie intrecciate con occhi maliziosi. “È giusto!” Adele parlò, fermandosi da Elio per guardare intorno al cerchio, con le guance arrossate dall'entusiasmo. “Tutti adulti qui...” Marco spinse il reggiseno di Eloisa fino a liberarle i seni, facendola tremare per l'eccitazione. “Oh Dio, Eloisa...” disse, fissandola con pura passione. Ammirò la risposta del corpo di lei al suo tocco prima di abbassarsi a baciare uno dei capezzoli. Eloisa sussultò e inarcò la schiena, afferrandogli i capelli. Sì, proprio così...”. Il calore di Adele avvolse Elio per tutto il cerchio. Le palpò il seno, sentì il battito del suo cuore aumentare mentre ne esplorava i contorni, perdendosi nella sua morbidezza. “Sei incredibile”, disse, baciandola di nuovo e alimentando il loro legame. Mentre ogni coppia indagava, Alex si avvicinava, attratto dal calore. Eloisa lo fulminò con lo sguardo e sorrise stuzzicandolo, invitandolo ad avvicinarsi. “Perché non ti unisci a noi?”, disse, seducente e promettente. “Sei sicura?” Disse Alex, con il battito accelerato. “Assolutamente”, sussurrò Eloisa, fissando gli altri due come se gli chiedesse di accettare. Alex si inginocchiò accanto al gruppo, aiutando Mark a togliere gli indumenti di Eloisa, con l'eccitazione alle stelle. Si comportarono in modo impeccabile, facendo scintillare ogni terminazione nervosa con i loro polpastrelli sulla sua carne. Mentre molte mani la esploravano, Eloisa si sentiva completamente desiderata. “È una sensazione incredibile...” mormorò, chiudendo gli occhi e sentendola. Elio e Adele si esplorarono ancora di più, incoraggiati dall'ambiente teso. Elio spinse dolcemente Adele all'indietro, baciandole il collo e la clavicola e assaporando i suoi mormorii sommessi mentre i loro baci si scaldavano. Le mise una mano sotto la gonna, stuzzicandole la coscia, poi si spostò più in alto, anticipando il calore. Adele gemeva, esortandolo, mentre si allungava verso di lui, desiderando di più. Mentre si occupavano di Eloisa, Mark e Alex la baciavano e la accarezzavano appassionatamente. Mark si assicurò che Eloisa fosse al centro dell'attenzione. Alex le disse: “Sei bellissima”, facendo arrossire Eloisa. Quando i due ragazzi la abbracciarono, Eloisa sentì un'ondata di desiderio. Fu travolta da un turbine di piacere, mentre le dita stuzzicavano e le lingue accarezzavano il calore del suo corpo. Ogni sospiro che emetteva la spingeva sempre più verso la felicità. Incoraggiata, ne implorava di più, mentre il suo corpo soffriva per liberarsi dal calore opprimente. “Tutti voi, voglio sentire ....”. Spogliandosi rapidamente all'unisono, i tre mostrarono con un rapido sguardo il loro bisogno intrinseco. Dietro Eloisa, Elio guardò Alex che le dava un bacio sul cuore. Le disse: “Hai un sapore incredibile” e fece roteare magistralmente la lingua, facendola sussultare un po'. Un'ondata di conforto investì Eloisa ogni volta che la sua lingua accarezzava la sua pelle sensibile.Un sorriso rassicurante si allargò sul volto di Elio mentre si avvicinava al suo ingresso. “Sei pronta?”, chiese. Il suo corpo bramava di essere toccato e lei annuì con entusiasmo. L'inebriante pienezza si infiammava nelle sue vene quando la spinta di lui accendeva il fuoco. Lo attirò con le sue grida di piacere. Mentre Elio prendeva gradualmente ritmo, i baci appassionati di Mark la incoraggiavano. In un bacio appassionato, Alex sondò la bocca e il corpo di Eloisa per assicurarsi che ogni centimetro si sentisse amato, stringendo il cerchio del piacere. Adele avvertì un calore crescente in mezzo al turbine. Il suo fervore si accese quando si rivolse a Elio in risposta alla scomparsa di Eloisa. “Mi faresti venire con te?”, implorò con voce pesante di desiderio. Mentre Adele prendeva il posto di Eloisa, Elio mormorò: “Assolutamente”. Affondò nel calore di Adele e la strinse a sé mentre si muovevano in perfetta sincronia, permettendo ad Adele di prendere il posto di Eloisa. Mentre un'ondata di desiderio reciproco attraversava la stanza, gemiti e risate travolgevano tutti, rafforzando il legame e abbattendo le barriere. Assecondando i loro desideri più profondi, ogni partecipante lasciò fluire i propri corpi in perfetta armonia. Gli amici non stavano più scherzando, ma stavano eseguendo una danza appassionata che rivelava il loro legame genuino attraverso l'unione di fiducia e piacere.
322
0
1 month ago
annabohis,
27/25
Last visit: 1 month ago
-
Sesso con un ex fidanzato
Fantasie divertenti
Dopo una lunga giornata di lavoro, sono al molo, pronta a prendere la mia barca per tornare a casa. Vado al bagno come al solito, mi tolgo il reggiseno per rilassarmi e sentire l'aria sul mio grande seno, e poi vado al bar per un bicchiere di vino. Finalmente trovo il posto più stabile, che si trova da qualche parte sopra la linea centrale. Con il telefono in mano e un bicchiere al mio fianco, mi sto rilassando sul traghetto di ritorno a casa mentre leggo il giornale. Posso vedere i miei capezzoli premere contro il tessuto del mio vestito a scollo, e le mie grandi tette che pendono.
Metto il telefono in grembo per noia e apro Messenger. Mi ha mandato una foto del suo enorme cazzo con la sua bellissima testa, e il pensiero di vederlo fare magie lì, nella mia bocca, o nel mio culo, fa sciogliere di nuovo la mia fica.
Faccio le fusa, diventando sempre più debole e bagnata. Rispondo inviandogli via email una foto salvata della mia vagina umida e dicendo: "Mi piacerebbe metterci le labbra intorno."
"Così bagnato," risponde.
"Serve questo?" chiede, inviando un altro dei suoi enormi cazzi, questa volta carico di palle.
Il suo enorme cazzo nella mia figa esposta è nella mia mente. Rispondo, "E baciarlo," immaginandolo nella mia bocca così come i miei capezzoli induriti. Sobbalzo quando la barca colpisce un'onda, facendomi gemere, ma non a causa della sua splendida foto del cazzo.
Mentre lo shock continua a travolgere la mia vagina, rispondo: "Bacialo, leccalo, succhialo."
Finale inaspettato
Sento qualcuno dire, "Così cattiva in pubblico," dietro di me, e gemendo perché riconosco la voce, i miei capezzoli si induriscono e la mia vagina si apre e inizia a fluire. Procedi verso il bagno e solleva la gonna. Mi solleva e mormora, "ORA," nel mio orecchio mentre guarda giù verso le mie grandi tette.
Rimbalziamo al ritmo del movimento della barca, e quando usciamo a poppa e vediamo una testa con dischi verdi, lui guarda con desiderio i miei capezzoli esposti che rimbalzano nel mio vestito.
Sbatté la porta dietro di lui dopo averla aperta e spingendomi dentro. Urlo, "Scopami come se fossimo su una barca," mentre la sua mano scivola sotto il mio vestito, trova il mio buco umido e toglie le mie mutandine bagnate.
Gli palpo il suo enorme e desideroso cazzo dopo averlo sbottonato. Sentirmi una puttana è quello che voglio. Esigo, "Fammelo senza protezione," e metto la mia gamba sulla sua vita.
Le sue mani sollevano il mio vestito, rivelando le mie tette, che lui palpeggia mentre spinge il suo cazzo su e lascia che il viaggio accidentato della barca mi faccia scendere sul suo cazzo duro. Mi dondolo su e giù sul suo cazzo e mi irrigidisco mentre il suo cazzo in espansione scopa la mia figa umida e stretta, facendo oscillare la barca e colpire un'onda molte volte. Gemito e divento più rigida su di lui mentre lui afferra i miei capezzoli sodi.
Sento la barca che mi spinge più forte verso di lui mentre raggiunge il mio punto più alto, e lo scopo giù sul suo grande, succoso cazzo nudo mentre la barca si gonfia. Entrambi gemiamo mentre lo sentiamo espandersi dentro di me, e urlo mentre la mia vagina bagnata viene colpita rapidamente e con forza mentre lui stringe i miei seni più forte.
Alzo la gamba più vicino e la avvolgo attorno a lui, così che sia profondo dentro di me e le sue palle colpiscano il mio ingresso umido. Mentre la barca sobbalza di nuovo, le sue mani iniziano a inviare meravigliosi scossoni di dolore attraverso i miei seni, spingendo il suo grosso cazzo nel mio fianco.
Le sue mani stanno iniziando a farmi lividi i seni mentre scopiamo così forte che sento che sto per venire. Mi scopa più forte mentre rispondo, stringendo il suo cazzo indurito e venendo giù sui suoi alti, mentre gli passo le mani tra i capelli e lo bacio.
Mentre sento i miei fluidi scivolare sul suo cazzo nudo, sentiamo i motori rallentare. Gemendo mentre lui scopa più a fondo, sento i miei fluidi stringere e scorrere sul suo cazzo. Mormoro, "Più veloce, o ci incagliamo," e lui mi lecca e mi penetra più rapidamente. Mentre lo abbraccio e inizio a gemere, sento il suo cazzo tremare dentro di me.
Mentre la barca mi tira giù, le sue palle si stringono e mi scopa, mandando su il suo sperma. Quando lo sento riempirmi con il suo sperma caldo e scopiamo più forte, squirto e urlo forte. Poi mi riempie con il resto del suo sperma caldo, e io spruzzo sul suo cazzo."Caspita, è così dannatamente caldo!"
Lui tira giù il mio vestito e mi dice: "Ora dobbiamo uscire di soppiatto dal bagno." Condividiamo un bacio. Prima che lui si sblocchi
111
0
1 month ago
annabohis,
27/25
Last visit: 1 month ago
-
Ti disegno---
Ti disegno a carboncino, su carta ingiallita ruvida, quella carta che sa di vecchio, impreziosita dal passare del tempo.Tratti scolpiti, leggeri, calcolati e pieni di sfumature. Sei quello schizzo di cui vado fiera, quello che scruti e riguardi percorrendo le linee dei fianchi e con la punta del dito sfumo il carboncino, delineando il tuo profilo, ti accarezzo immaginandoti. Ti rendo vivo, davanti ai miei occhi, gioco con luci e ombre, come farei con te nella realtà, ritrarti nella più indecente delle pose, ma rendendoti etereo. M’infervoro nel vedere la mia mano disegnare ogni particolare del tuo corpo, tutto di te attrae il mio istinto animale, persevero a dare forma al tuo corpo, immaginandoti al centro del mio sguardo, ti divoro e ammaliata dal tuo essere diventi la mia opera migliore. Come stregata non riesco a staccare le mani da quella carta ruvida, come nel più selvaggio dei momenti in cui mi coinvolgi, un sciame di sensazioni che esplodono dentro di me, non metterei mai fine al godere di te, avvinghiata avidamente al tuo corpo bramoso di passione. Neanche il tuo più intenso orgasmo farebbe fermare la mia mano, ti abbozzo fino a renderti perfetto, quello che solo io posso vedere. Mi separerei da te sfinita, distrutta da quella frenesia mentale che solo tu riesci ad accendere. Ritornerei a posare le mie mani su di te, a possederti, a farti mio, a goderti. Come un disegno a carboncino, sei li immobile, a deliziarmi come una viziosa peccatrice. Silver Rea
90
0
2 months ago
SilverRea,
49
Last visit: 16 hours ago
-
La più intensa notte della mia esistenza
Una circostanza che ha trasformato tutto
Un incontro non pianificato è stato il catalizzatore che ha messo in moto tutto. La mia amica mi ha presentato a Sofia durante un evento sociale che stava organizzando. Il suo sorriso adorabile e la sua straordinaria capacità di sostenere una conversazione senza sforzo mi hanno catturato. Quando abbiamo iniziato a parlare dei nostri interessi comuni per la letteratura, i viaggi e la musica, abbiamo scoperto rapidamente quanto avevamo in comune. Essere in sua compagnia sembrava così naturale, però, ed è stata la cosa che mi ha sorpreso di più. Non si poteva negare l'irresistibile attrazione della sua energia.
Tutto è iniziato con un incontro inaspettato che nessuno aveva previsto. Sofia mi è stata presentata durante una festa organizzata da un amico. Il suo sorriso accattivante e la sua straordinaria capacità di sostenere una conversazione senza sforzo mi hanno attratto a lei nel momento in cui ci siamo incontrati. I nostri interessi comuni per la letteratura, i viaggi e la musica hanno reso chiaro fin da subito che eravamo molto simili. Essere in sua compagnia è stata la cosa più sorprendente per me, perché sembrava così naturale. La sua energia aveva un'irresistibile attrazione magnetica.
Una connessione che non avevo mai sperimentato
Come inizio, abbiamo parlato di musica, viaggi e letture. Tuttavia, sembrava che le nostre anime si avvicinassero sempre di più ad ogni frase. Un'intelligenza acuta e un interesse genuino per il mondo erano evidenti nelle sue risposte sempre nuove. Non avevo mai avuto questa sensazione di spontaneità e di accordo.
Man mano che passavano le ore, il clima si trasformava sempre di più. Attimi che non richiedevano parole, sguardi prolungati, sorrisi più affettuosi. Poco a poco, la celebrazione, che all'inizio era apparsa così normale, si trasformava in qualcosa di straordinario. Capii che quella sarebbe stata la svolta della serata quando Sofia mi suggerì di fare una passeggiata. .
Un istante al di fuori del tempo
L'intensità era palpabile in ogni movimento e tocco. Siamo stati in grado di apprezzare davvero la reciproca compagnia e di cogliere ogni aspetto poiché non eravamo di fretta. Sembrava che non ci fosse nessun altro sulla Terra a parte noi due mentre attraversavamo il globo. In questo spazio ristretto, non c'era disonestà e amore e desiderio puri al cento per cento.
Ci siamo sdraiati uno accanto all'altro e ci siamo abbracciati a lungo dopo il picco. Respirava regolarmente mentre la sua testa poggiava sulla mia spalla. Anche se siamo rimasti in silenzio, il tempo che abbiamo condiviso è stato profondo. In quei momenti, ho sentito come se il mio legame con lei si fosse approfondito oltre qualsiasi cosa avrei potuto immaginare con qualsiasi altro individuo. Il nostro linguaggio era uno che poteva essere compreso solo da coloro che avevano sperimentato qualcosa di così personale e significativo come ciò che avevamo condiviso.
Quell'esperienza ha lasciato un'impressione profonda sul mio essere. Quando ho fatto il sesso migliore, ho capito che non si trattava solo di piacere fisico. Si trattava di entrare in contatto con un'altra persona, di fidarsi di lei e di essere sinceri con lei. Condividere le proprie preoccupazioni, i propri desideri e i propri sentimenti senza aver paura di essere vulnerabili è la chiave del successo in questa impresa.
Anche se è passato molto tempo da allora, ricordo ancora quel momento con un senso di gratitudine e calore. Non solo mi ha insegnato ad apprezzare il desiderio, ma mi ha anche insegnato a comprendere la profondità emotiva che si cela nel rendere l'intimità genuinamente unica. E forse questa è la chiave per fare il sesso migliore della tua vita; non è solo un atto, ma piuttosto qualcosa di molto più significativo che unisce i cuori e le anime l'uno dell'altro.
183
0
1 month ago
annabohis,
27/25
Last visit: 1 month ago
-
La spiaggia
....Ciò che sto per raccontare, è accaduto solo qualche giorno fa; Sempre stata molto "liberale" nelle mie precedenti storie, in questa attuale invece, forse perché presa molto più seriamente, sono sempre stata molto fedele tenendomi solo il rapporto segreto con Francesca, la mia amica di sempre e qualcosa di più da solo qualche anno, come unico svago extra; ma quello che è accaduto qualche giorno fa mi ha dato da pensare e tuttora non so come interpretarlo, se dargli importanza oppure considerarlo un momento di debolezza da tenere nascosto.Comunque sia ve lo racconto, al limite sarete voi, lettori e lettrici a darmi qualche consiglio.Mi trovo in Spagna ormai da un mese, a Maiorca per l'esattezza; il mio fidanzato si è trasferito per lavoro, ed io ne ho approfittato per farmi delle belle vacanze prima di un inizio stagione durissimo che ci terrà lontani per un pochino; ovviamente dedico qualche ora al lavoro che posso comunque svolgere anche da qui, ma principalmente sole e mare. Come molti di voi sapranno la Spagna e le Baleari in particolare, hanno delle abitudini molto più libertine di noi in fatto di costume si e costume no; però anche io, che comunque appena posso lo tolgo, ci ho messo un po' di tempo ad abituarmi a questo nudismo spesso presente in spiaggia, senza però mai praticarlo; il classico topless sempre, e qualche volta ho azzardato qualche costumino un po' ridotto, senza però mai eccedere. Ai primi di agosto è arrivata anche Francesca con il suo fidanzato a farci compagnia e passare qualche giorno di vacanza. Con lei, già da anni, si è instaurato un rapporto saffico molto intimo e segreto anche se in presenza dei rispettivi fidanzati siamo semplici amiche d'infanzia, ed in questi giorni non abbiamo avuto occasione di rimanere sole in casa; qualche giorno fa però, Marco, il mio fidanzato, é dovuto tornare inaspettatamente a Milano per lavoro dove si fermerà fino a fine mese; Francesca con la scusa di rimanere a farmi compagnia si è fermata ancora una settimana lasciando che Daniel, il suo compagno, tornasse a Milano da solo; una cosa normalissima già accaduta un sacco di altre volte.Amiche di giorno ma amanti di notte,quello che ci unisce non è altro che un desiderio di qualcosa di diverso, di più dolce e delicato, ma nessun sentimento che vada oltre alla profonda amicizia che ci lega fin da piccine; questo ci permette di vivere le nostre vite normalmente incontrandoci quando lo desideriamo.Ormai sole da qualche giorno eravamo libere di andare dove volevamo, senza orari; spinte dalla curiosità eravamo andate in una spiaggia con nudismo consentito per provare a metterci al sole senza costume in mezzo ad altra gente; anche se nessuno ci avrebbe fatto caso non avevamo avuto il coraggio di togliere lo slip; l'idea mi eccitava parecchio e la mattina successiva decidemmo di riprovarci: bastava che una delle due prendesse il coraggio di farlo e molto probabilmente l'altra l'avrebbe seguita, così io decisi di forzare un pochino la cosa e di costringermi a prendere il sole nuda sotto gli sguardi degli altri. Al momento di vestirmi indossai un vestito di cotone elasticizzato a righe beige e marrone che partiva da sopra il seno e scendeva aderente fino a metà coscia e un paio di converse alte crema. Non presi il costume lasciandolo sul letto e, presa la borsa da spiaggia, senza dire nulla alla mia amica, ci dirigemmo alla spiaggia che distava un'oretta da casa.Durante il tragitto continuavo a pensare al fatto che una volta in spiaggia non avrei avuto alternative e la cosa mi eccitava parecchio. Solo mentre camminavamo sul bagnasciuga per raggiungere l'area libera dissi " sai che non ho il costume? L'ho lasciato sul letto". Francesca sorrise e mi disse " allora oggi sei obbligata!!"Trovammo un posto adatto, i più vicini erano ad una ventina di metri, stesi l'enorme pareo, mi tolsi le scarpe e dando le spalle ai "vicini" mi tolsi il vestito restando completamente nuda. Emozionata ed eccitata subito mi sdraiai a pancia in giù, come per nascondermi. Francesca in topless si sdraiò accanto a me. Mi sentivo gli occhi di tutti addosso anche se in realtà solo qualche passante si girava a guardarmi. Il tempo passava, il gioco mi piaceva, e piano piano le gambe prima serrate ora si stavano allargando come per mostrare il mio frutto a tutti i passanti. Ero ormai rilassata, mi girai a pancia in su; il sole picchiava, ne sentivo il calore si tutto il corpo, mi eccitava il mostrarmi, solo che Francesca non cedeva; gli presi un laccetto del costume e tirandolo glielo slegai; lei non fece nulla se non guardarmi con occhi interrogativi ma finendo per sorridere. Passai la mano sul suo ventre e preso l'altro laccetto feci lo stesso; la guardai, lei mi guardò, presi i costume con la mano e dicendole " fidati si sta benissimo" lo tirai mentre lei alzava leggermente il bacino, e glielo tolsi. Sguardi silenziosi durarono qualche istante per poi perdersi nel cielo; inconsciamente ci prendemmo per mano, come a cercare una certezza, una maggiore sicurezza. Il tempo passava, e ormai anche alzarsi e camminare nude quei metri che ci separavano dal mare in vista di tutti era una cosa fattibile. Nuotare nuda è una cosa che io amo e faccio spesso, farlo li però, in una spiaggia piena di gente, mi eccitava maggiormente. In più potevo ammirare Francesca in tutto il suo splendore, immersa nella natura; bionda, il seno tondo un pochino più grosso del mio ma comunque sodo, le gambe lunghe e dritte che si univano in quel frutto del piacere adornato da una sola e sottilissima striscia di peluria quasi impercettibile per dimensioni e colore chiaro. Camminavamo vicine nell'acqua puntando il mare aperto in cerca di una profondità maggiore; i nostri corpi si toccarono, si sfiorarono, si stuzzicarono; scappò un bacio, poi delle carezze; qualche istante ed eccoci, immerse nell'acqua cristallina fin quasi al collo, avvinghiate passionalmente. Ci baciavamo, ci carezzavamo, i corpi a contatto, i seni si massaggiavano, i miei contro i suoi, la morbidezza femminile tutto ci dava quei piaceri che un corpo maschile non può regalarti. Con la mano percepivo il viscido degli umori femminili vincere il freddo secco dell'acqua salata ad ogni carezza sulla sua liscia e morbida vulva, come sentivo scivolare la sua mano sulla mia; il contrasto del caldo degli umori che anche io emanavo ed il freddo dell'acqua che seguiva ogni sua carezza, mi produceva dei brividi di piacere immenso. Fu qualche breve minuto di piacere enorme ma poi con la frase " siamo in pubblico, non possiamo" Francesca si staccò per tornare a prendere il sole.Avrei voluto molto di più ma in effetti li, sotto gli occhi di tutti non si poteva, così tornammo verso la nostra postazione; camminando, man mano che l'acqua si abbassava sentivo la voglia persistere in me, ma ormai con il sesso all'aria non potevo nemmeno carezzarmi un poco per placarla; cercando con lo sguardo i nostri teli sulla spiaggia notammo che due uomini stavano prendendo posto non molto distanti da noi. Ci prese subito un senso di imbarazzo , ma non potevamo farci nulla e soprattutto non potevamo nemmeno stare in acqua tutto il giorno, così con disinvoltura tornammo al nostro posto proprio passando accanto a loro. Erano due ragazzi dal fisico statuario, tonici, depilati, biondi e abbronzati, ma che per fortuna ancora intenti ad organizzarsi, non ci degnarono nemmeno di uno sguardo parlando tra loro in tedesco; per movenze e aspetto troppo curato, molto probabilmente erano gay e la cosa ci rassicurò parecchio.Il tempo continuava a passare ero ormai tranquilla e rassicurata, ma quel celato desiderio non se ne andava; eravamo sdraiate tenendoci per mano, quando mi alzai e le dissi di venire con me; non ce la facevo più, avevo voglia di lei, delle sue carezze, del suo corpo, e averla accanto a me nuda in pubblico non faceva altro che accrescere questo desiderio; la presi per mano e nude prendemmo un sentiero che portava dietro le dune e la vegetazione che stava dietro la spiaggia. Il luogo era appartato e riparato da sguardi indiscreti, ci baciammo e subito ci stringemmo una all'altra; la sabbia calda sotto i piedi, il sole sulla nostra pelle nuda ed il morbido contatto dei nostri corpi palpati e carezzati dalle nostre mani era tutto un 'insieme di sensazioni meravigliose. Non ci volle molto per trovarci sdraiate direttamente sulla sabbia tra quei cespugli; in un attimo mi trovai con la testa tra le sue gambe aperte; leccavo e baciavo quel caldo frutto umido e viscido, godendone sapore e morbidezza per poi ritrovarmi infine in un meraviglioso 69; io stavo sopra e continuavo a leccarla mentre lei mi leccava e baciava; il sapore di Francesca, la sabbia calda, i corpi a contatto e le sue attenzioni al mio sesso mi portarono in una nuova e meravigliosa realtà. I nostri bacini cominciarono ad accompagnare muovendosi le attenzioni dell'altra; era un momento magico, quando d'un tratto sentii una mano appoggiarsi sulla mia schiena; di colpo mi fermai, mi voltai e alla vista dei due tedeschi che avevano preso posizione vicino a noi in spiaggia, nudi, scattai allontanandomi di qualche metro spaventata; "no non spaventatevi, pensavamo voleste compagnia" disse in inglese uno di loro, aggiungendo poi "abbiamo evidentemente interpretato male i vostri sguardi, scusate" e fecero per allontanarsi. "no non andate" li fermai; non so che mi prese, stavo facendo una pazzia, ma erano due corpi perfetti, modellati meravigliosamente e completamente depilati. Sedute una accanto all'altra col respiro affannato, Francesca mi guardò con guardo spaventato e interrogativo; "goditi il momento, nessuno lo saprà" le dissi. I due si avvicinarono, uno di fronte ad ognuna, con i membri eretti esattamente di fronte alle nostre facce; lo presi in bocca, era salato dal mare, cominciai a succhiarlo e leccarlo mentre guardavo Francesca che invece lo accarezzava timidamente. Continuai nella mia opera e quando mi rigirai verso di lei finalmente lo stava succhiando con un vigore incredibile e con una mano si carezzava la vulva; era entrata nella parte.Il mio partner mi fece alzare, mi girò e mi fece piegare a novanta appoggiandomi con le mani ad un tronco, portò il suo pene in contatto con la mia vagina e cominciò a spingere penetrando nel mio corpo; il suo pene scivolò meravigliosamente nel mio corpo fino a sbattere sui miei glutei con il ventre; Francesca intanto continuava la sua fellatio.Qualche minuto e lo feci sdraiare sdraiare in terra per salirci a cavalcioni infilandomi di nuovo su quel pene e cavalcarlo; il clitoride strusciava su quel ventre liscio mentre il pene scivolava dentro e fuori. Le sue mani mi palpavano i glutei e sentii un dito forzare il mio ano; subito portai con una mano della saliva su di esso, facilitandone l'ingresso; presto le dita divennero 2 che unite a quello che succedeva davanti mi regalavano brividi e scariche di piacere. Vidi Francesca rifiutarsi di continuare e lo sconosciuto dopo aver ricevuto il secondo rifiuto si avvicinò a noi; guardandolo, bagnai due dita di saliva e le portai al mio ano, allontanai le dita che già mi penetravano per sostituirle con le mie bagnandolo per bene; lo sconosciuto si avvicinò si mise in posizione e non appena tolsi le dita sentii il suo pene appoggiarsi per poi lentamente sprofondare nel mio retto; un gemito inconsapevolmente si disperse nell'aria, di nuovo avevo due uomini che mi penetravano; il ritmo presto divenne perfetto, Francesca in piedi mi guardava stupita mentre si toccava tra le gambe. Presto dei brividi intensissimi anticiparono una tensione di tutti i muscoli ed un orgasmo fortissimo m'invase.Di colpo spalancai gli occhi, ero distesa nel letto, la mia mano destra era sul mio intimo fradicio, il respiro affannato, ed il cuore sembrava uscire dal petto; Francesca, nuda, ancora dormiva accanto a me. È stato il sogno più intenso che abbia mai fatto, esprimendo forse il desiderio più nascosto.....Quando ci alzammo e preparammo, io indossai il vestito a righe e lasciai il costume a casa.La sensazione di imbarazzo e tensione ad essere nuda in mezzo a sconosciuti fu fortissima, come nel sogno, solo che Francesca non mi seguì e tenne lo slip.
17911
1
11 years ago
elisa85ely,
26
Last visit: 4 years ago
-
La rosellina
Avevo 16 anni ed ero ancora in calabria la mia terra di origine.All'epoca frequentavo le scuole del mio paese ,un piccolo paesino medioevale ai piedi della Sila.Gli studi andavano abbastanza bene ma a volte in alcune materie un po'ostiche x me avevo bisogno di aiuto e spesso con due care amiche di scuola ci vedevamo x aiutarci a vicenda negli studi. Le mie lacune in materia di lingua italiana a volte parevano insormontabili ed Elisa una cara amica di studi mi aiutava a superarle con non poche difficolta'ed a volte si perdeva addirittura d'animo.Era un pomeriggio freddo in cui la voglia di uscire e fare una passeggiata non attira affatto.Ci eravamo trovate a casa mia con Elisa e Clara un'altra amica di scuola per studiare un po'come facevamo spesso da qualche tempo.Dopo un'oretta di studi eravamo stanche ed annoiate,suona il campanello,vado ad aprire,è il fiorista che mi consegna un mazzo di roselline.Sono per mia madre che oggi compie gli anni.Le scarto e ripongo in sala in un bel vaso antico,li'fanno bella figura.Elisa che ama molto i fiori come me le ammira estasiata,si avvicina ed annusa il soave profumo.Da tempo mi sono accorta che lei ha una forte attrazzione x me,è una bella ragazza mora alta formosetta e credo anche bsx.Clara è bionda un bel viso radioso occhi azzurri che paiono penetrarti dentro.Elisa annusa le rose e dopo poco ne estrae una dal mazzo la accosta al mio viso e nell'orecchio mi sussurra:Mony sei bella come una rosa.Resto impeitrita,rossa in viso e imbarazzata nel contempo.Clara è li'vicina ci osserva con occhi lucidi e sorriso malizioso.Elisa mi passa sul viso la rosellina dolcemente che pare di seta.Inizia ad accarezzarmi a baciarmi sulle guance,io mi dimeno,voglio che smetta,la guardo seria negli occhi ma lei non demorde.Clara nel contempo si avvicina mi prende da dietro x le spalle,cerco di divincolarmi,rossa in viso e intuisco le loro intenzioni.All'improvviso Elisa e Clara mi prendono x gambe e braccia,mi adagiano sul letto in cameretta mia bloccandomi gambe e braccia col lungo nastro che avvolgeva il mazzo di rose.Elisa inizia a spogliarmi lasciandomi completamente nuda,Clara prende la rosellina e piano piano solletica il collo dietro le orecchie le mie labbra scendendo lentamente sui piedi e poi su sino alle coscie e nell'intimo.Vorrei urlare strepitare e liberarmi ma loro mi hanno legata stretta e di me non si curano.Continuano il loro gioco libidinoso e x me è come un tormento.Sento salire l'eccitazione i miei cappezzoli turgidi paiono scoppiare le grandi labbra sono gonfie ed il clito turgido.Il loro gioco continua x 'oretta circa sino a quando entrambe si spogliano nude e davanti a me iniziano a baciarsi toccarsi dappertutto e poi si leccano e succhiano nell'intimo.Sono proprio messe davanti a me e le posso osservare molto bene.Chiudo gli occhi,sono tutta un fuoco,vorrei toccarmi e godere ma sono immmobilizzata ed eccitatissima.Sento tra le coscie colare piano piano dal mio intimo il mio nettare caldo.All'improvviso si avvicinano,Clara mi apre le gambe ed Elisa mi mi passa la rosellina sul clito turgido e sporgente.Inizio a gemere eccitatissima pare che la mia passerinascoppie la sento gonfia vogliosa e fradicia.Voglio godere ma loro continuano nel loro gioco stuzzicandomi ma impedendomi l'orgasmo.Sono tutta un fuoco pare che dentro di me ci sia un grosso braciere che arde.Gemo sempre di piu'urlo strepito ma loro restano imperterrite.Stuzzicano ancora i miei capezzoli,la mia passerina fradicia soolvandomi e ponendo sotto di me un cuscino x tenermi ben sollevata. Clara mi bacia dappertutto ora,Elisa mi lecca i piedini e tra le dita.Ho un fuoco dentro di me,le imploro,le prego di darmi il piacere ed all'improvviso mi aprono tutte le coscie,Clara affonda la lingua calda nel mio intimo,sussulto gemo ed urlo ormai non ne posso piu',dal mio intimo schizzo a fiotti pare una fontanella che inonda il suo viso.Elisa è ora sopra al mio viso,sento pulsare il suo clito turgido,lo succhio mordicchio e lecco,paio invasata,ormai ho perso ogni controllo ed inibizione.Apro con le labbra e la lingua la sua passerina odorosa calda e gonfia e la lecco sin a quando copiosamente mi viene inviso.Clara davanti a noi si masturba,geme urla e sussulta schizzando su entrambe il suo caldo e copioso nettare..
6
1
10 years ago
admin, 75
Last visit: 14 hours ago -
Nel buio
Erano le 6 del mattino,percorrevo quella strada tutti i giorni per recarmi al lavoro.Era novembre e una fitta nebbia imperversava,il buio era fitto e l'umidita'mi entrava nelle ossa.Ancora assonnata,proseguivo lungo il sottopasso che mi avrebbe condotto accorciando il percorso a casa di Giuliana la mia datrice di lavoro.Sento avvicinarsi una vettura che improvvisamente accosta,si apre il finestrino e una ragazza di per se'insignificante mi chiede un'informazione riguardo una strada che dice non riesce ad imboccare causa la fitta nebbia.Cerco di darle le informazioni x raggiungere la destinazione,lei sorride,è dubbiosa,non crede affatto mi dice di poter trovare la via esatta.Il tragitto è lo stesso che io faccio ogni mattina e mi chiede se cortesemente posso salire in macchina con lei ed accompagnarla.Non mi fido mai degli estranei non salgo mai in macchina con sconosciuti ma vedendola bene in viso,dolce,carina e sorridente,accetto di salire ed indicarle la giusta direzione.Percorriamo il lungo sottopasso,le indico di svoltare a destra,imboccando una stradina solitamente deserta che ci condurra'nella zona dove io lavoro.Lei mi guarda spesso,distogliendo gli occhi dalla strada,noto che è molto carina,lo sguardo suo sembra penetrarmi dentro. Ora siamo ad un incrocio,la nebbia è sempre pu'fitta,dovremmo tagliarla con un coltello per poterla penetrare.Mi dice di chiamarsi Susanna,di essere venuta a Parma x iniziare un nuovo lavoro con tante speranze,è disoccupata da diversi mesi ed ora è euforica,in vista di una nuova e dice redditizzia occupazione.Susanna all'improvviso accosta,si ferma,mi dice che non riesce piu'a vedere la strada,in effetti ci troviamo davanti ad un muro di fitta nebbia. Il suo sguardo si fa'sempre piu'intenso,mi accarezza dolcemente le mani,ho paura sai mi dice,il buio e la nebbia mi terrorizzano.Ha le mani gelide,le tremano,sento la morbidezza delle lunghe dita che mi stringono le mani,mi accarezzano dolcemente ora il viso.Sento un fremito percorrere le mie membra,l'accarezzo dolcemente sul viso morbido,le labbra sue paiono di velluto,l'abbraccio e le dico,non aver timore,lei appoggia il capo sulla mia spalla,mi bacia dietro il collo,mi tocca dolcemente il seno,mi apre il cappotto e mi sento vibrare dentro,un fremito fatto di desiderio intenso ma anche di timore.Scende con le mani sempre piu'in basso,mi accarezza sotto la gonna lungo le coscie ed entra scostandomi le mutandine nel mio intimo.Pare un alito di vento caldo che mi percorre il corpo mi da'sensazioni stupende.Dolcemente le tocco il seno,sento i capezzoli turgidi,morbidi sotto il reggiseno in pizzo e l'eccitazione raggiunge l'apice.Susanna si abbassa,mi alza la gonna,reclina il sedile e sento le labbra sue caldissime sul mio clitoride turgido e madido di umori.Mi sento in balia di lei,questa sconosciuta che ora mi possiede.Mi bacia nell'intimo,succhia le grandi labbra,con la lingua mi penetra,mi possiede.Ti voglio,mi sussurra e all'improvviso mi spoglia.Sono nuda,fra le sue braccia,mi bacia dappertutto,mi lecca e sento ogni centimetro del mio corpo in sua balia.Gemo di piacere,mentre mi succhia dolcemente il clitoride mi accarezzo i seni,mi sento esplodere dal desiderio,dal piacere perverso,da questa sconosciuta che mi possiede e fa'di me tutto quello che vuole.Susanna mi penetra ora con la lingua,ora con le dita e mi fa'urlare,sobbalzare di piacere sul sedile dell'auto.Ora mi sale sopra e mi fa'leccare il suo intimo,è fradicia,la sua vagina è gonfia dal desiderio e sembra scoppiare fra le labbra,geme,urla,gode nella mia bocca,mi bagna il viso del suo dolce e caldo nettare e con lei godo anch'io in un'esplosione di piacere indescrivibile.
10
3
16 years ago
admin, 75
Last visit: 14 hours ago -
CHE TROIA CHE SONO ...
La appuntamento in piazza Arnaldo per le 23.Squilla il cellulare.Una voce femminile con accento russo mi chiede dove siamo.Le rispondo che siamo parcheggiati sulla salita per il castello e che davanti a noi ci sono un paio di posti liberi per parcheggiare.Dopo un minuto una Maserati bianca parcheggia davanti a noi.Lascia le luci di posizione accese. Sono loro. Quasi contemporaneamente scendiamo tutti e quattro dalle auto.Lui un tipo carino, un poa corpulento, ma con un viso interessante.Lei proprio bella.Capelli biondi tirati in una coda di cavallo, occhi azzurrissimi, bocca ben disegnata, trucco pesante agli occhi, fisico statuario.Ci presentiamo.Lui mi squadra da capo a piedi senza curarsi di mascherare la libido che gli leggo negli occhi.Gli accordi sono chiari.Salgo sul sedile posteriore della loro auto con il lui della coppia.Inizio subito a pomparlo, mentre Paolo e la bionda ci osservano dal finestrino, nascondendoci agli sguardi di chi passa.Ha un bel cazzo, sui 20 cm, diametro importante e tutto depilato, palle e buco del culo compresi.Mentre lo pompo guardo negli occhi la bionda.Cinque minuti e arriva la sborra.Mi lascio riempire la bocca senza togliere gli occhi da quelli della bionda che mi guarda con aria di sfida. Con la sborra in bocca aspetto che il lui si ricomponga.Scendo dalla macchina per seconda e mi piazzo davanti alla russa a cinque cm dal suo viso cazzo pi alta di me sono sicura che da quella distanza sente il profumo dello sperma del suo uomo Le sorrido, le faccio vedere la bocca piena di sborra e, sempre guardandola dritta negli occhi, ingoio la sborrata leccandomi le dita con consumata libidine.Lei mi sorride compiaciuta, lancia uno sguardo da intesa a Mister 20 e sale in macchina dalla portiera che ho lasciato aperta invita Paolo a seguirla Chiusa la portiera anche la tizia inizia subito a pompare.Si vede che le piace ciucciare. Gioca con la punta della lingua sulla cappella mentre con la mano sega la asta ad un ritmo velocissimo. Vuole farlo venire.Mentre lecca e pompa mi restituisce lo sguardo. Un poa la invidio adoro la prima sborrata di Paolo Da improvviso Paolo viene, mentre lei gli sta lavorando di labbra e lingua il filetto.La sborra schizza sulla addome (e sulla camicia) del mio porcone e sulla mano della troia che guardandomi negli occhi continua a segare ed a far uscire la borra dalla cappella devo ammettere che proprio eccitante Finita la schizzata la troia tuffa il viso sulla addome di Paolo imbrattandosi tutta la faccia di sborra e guardandomi sorridente.Poi inizia a leccarsi lo sperma dalla mano e dal polso imbrattati, ad aspirare la sborra rimasta dalla addome e dalla camicia di Paolo ed infine a pulirsi il viso portandosi lo sperma in bocca con le dita.Scende dalla macchina mi bacia sulla labbra Poi, guardandomi negli occhi, ingoia tutto.Dopo aver chiamato la padrona di casa stiamo andando a giocare nel retro del bar che ci piace tanto.La troia russa non sa cosa la aspetta; una sorpresa.Lei pensa che si stia andando da una altra coppia amica.Dopo il solito rituale al portone da ingresso entriamo nel parco giochi per troie.Appena entrati, del corridoio da ingresso si sentono gi i gemiti.La padrona di casa e seduta a gambe aperte su di un divano un tizio le sta leccando la figa e il buco del culo un altro le sta spingendo ritmicamente la testa a farsi pompare.Intorno a loro una decina di maschi si segano a quello spettacolo.Avvicinandoci vedo che la padrona di casa ha dello sperma secco sul viso e tra i capelli; in mano regge un bicchiere con dentro della sborra.Non ci hanno aspettati per iniziare a giocare.Il maschio che si sta facendo pompare viene e schizza tutta la sua sborra nel bicchiere.Appena ci vede Laura si stacca dal tipo che la sta leccando e, con il bicchiere in mano, ci viene incontro.Mi bacia con la bocca che sa di sborra e mi offre il bicchiere.Bevo un bel sorso e passo il bicchiere alla bionda per vedere la sua reazione.Intanto i maschi presenti continuano a segarsi e piano, piano si dispongono intorno a noi.La bionda guarda il suo lui con sguardo da troia, beve un bel sorso di sperma e fa per passare il bicchiere a Laura guardandomi negli occhi.Improvvisamente uno dei maschi mi prende per i capelli, mi invita ad inginocchiarmi davanti a lui e, mentre mi sta mettendo il cazzo in bocca, viene.Lo sperma mi va di traverso ed inizio a tossire come un ossesso.Mentre si placa la tosse la bionda si inginocchia vicino a me e, come se volesse offrirmi un sorso da acqua per aiutarmi a riprendermi, mi porge il bicchiere di sborra che troia Ea una sfida Prendo il bicchiere e guardando negli occhi la troia me lo svuoto in bocca povera cocca non sa che sono abituata a ben pi di un paio di sborrate per sera ingoio e comincio a prendere in bocca gli altri cazzi Siamo nel bar da una oretta scarsa continuano ad arrivare singoli il solito senso di nausea gi arrivato Paolo sta inculando la russa sul divanetto mentre questa pompa a ripetizione ha un buco del culo che sembra una autostrada il suo lui si sta godendo la scena segandosi io e Laura siamo in doppia lei uno in culo e uno in figa io uno in culo e uno in bocca Io e la russa siamo abbastanza provate Laura pi reattiva non ha bevuto come noi Arriva una altra sborrata ho perso il conto il senso di vomito a ricordarmi che sto esagerando ma che cazzo me ne frega incrocio lo sguardo della bionda nel momento in cui il cazzo che sta pompando le viene in bocca distrutta lascia uscire la sborra dalla bocca non riesce pi ad ingoiare abbiamo bevuto come vacche da quando siamo entrate Paolo se ne accorge le esce dal culo e glielo mette in bocca adora godersi quel tipo di scena lei non dice nulla pompa meccanicamente penso non sappia nemmeno che il cazzo di Paolo Poi succede Paolo schizza la bionda si mette una mano davanti alla bocca e corre verso il bagno Con la sborra in bocca la seguo e la vedo sboccare nel lavandino Con il senso di nausea al livello di guardia resisto sputo la sborra che ho in bocca sul palmo della mano e mi avvicino Cazzo distrutta il trucco intorno agli occhi completamente colato faccia e capelli sono pieni di sborra alza la testa si pulisce la bocca con un asciugamani di carta e mi vede riflessa nello specchio ancha io sono piena di sborra le metto il palmo della mano davanti alla bocca e le sussurro alla orecchio a€œmanda gi questa se sei capacea Il solo profumo della sborra la fa sboccare di nuovo vero ha ragione Paolo tremendamente eccitante vedere una bella troia vomitare sborra mi sento toccare il collo Laura ha la bocca piena la zoccola non fa fatica non ha bevuto un cazzo rispetto a noi stasera vuole limonarmi mi viene da vomitare Mister 20 ci sta guardando la troia russa sta ancora sboccando, ma lui ha il cazzo duro me la aveva detto al telefono che la sua troia sbocca spesso senza problemi pensavo fosse la solita esagerazione per convincerci ad incontrarli invece da come vomita e da quello che ho visto la bionda russa beve proprio senza ritegno Laura mi forza a baciarla apro la bocca lingue e sborra si fondono cazzo, quanta sono tentata di vomitarle in bocca ingoiamo tutte e due mentre ci baciamo mi viene da sboccare mi sgancio da lei non ce la faccio pi mister 20 mi guarda la sua troia ha smesso di sboccare mi prende per le spalle mi fa inginocchiare davanti al suo cazzo vuole venirmi in bocca proprio adesso oppongo resistenza mi mette il cazzo in bocca mi viene da sboccare mi tiene la testa premuta con una mano chiama la sua troia le dice di guardare come beve una vera troia La frase mi eccita ... voglio un cazzo in culo per rimanere eccitata mi divincolo da lui lo afferro per il cazzo e lo trascino verso il divano lo spingo a sedersi e mi inginocchio davanti lui gli riprendo il cazzo in bocca lui fa per cominciare a segarsi, ma gli spingo via la mano comando io sbocchino e sego io la bionda si inginocchiata vicino a me potremmo sbocchinarlo in due se volessimo ma lei ancora stravolta voglio un cazzo in culo mi giro a guardare chi ca dietro quattro o cinque tizi si stanno segando ne invito uno ad incularmi poi ricomincio a pompare mister 20 ridice alla sua troia di guardare e imparare come si fa le dice di vergognarsi a non aver resistito pi a lungo questa situazione mi sta eccitando da pazzi il tizio dietro di me comincia ad incularmi pazzesco sto godendo come una pazza la nausea si assopita come per magia anche se so che tra pochissimo torner ma non importa ho gi vinto sono io la pi troia del reame Pompo e sego, pompo e sego voglio la sborra il tizio dietro spinge di brutto con la mano libera cerco il buco del culo della troia vicino a me lo trovo cazzo entrano quattro dita come niente fosse ne ha presi di cazzi questa russa del cazzo con una mano sego il cazzo di Mister 20, con la altra esploro il buco del culo della sua troia sono straeccitata sento il tizio che mi sta pompando in culo che si prepara a venire lo sento uscire mi giro e lo faccio schizzare sul buco del culo della troia la sborra entra nel buco giro dietro la zoccola e comincio a leccarle la sborra nel buco del culo guardando dritto negli occhi il suo uomo lo vedo dimenarsi sul divano mentre si mena il cazzo la troia inizia a mugulare di piacere insisto con la lingua dentro il buco Mister 20 non ce la fa pi si sborra addosso lo guardo schizzare con la lingua infilata nel buco del culo pieno di sborra della sua troia torno da lui inizio a leccare lo sperma colgo lo sguardo di Paolo non si perso nulla arriva anche Laura guardo la orologio al polso di Mister 20 la una e un quarto la notte giovane Sono le 2 di notte.Ci siamo riprese.Laura e rimasta al bar.Siamo tutti e quattro in macchina.La bionda si rifatta il trucco le rimasta solo qualche ciocca di capelli a€œlaccataa stile a€œTutti pazzi per Marya .Ancha io mi sono sistemata, solo che lo sperma nei miei capelli un poa pi evidente chi se ne frega La serata non finita.Stiamo andando ancora a cazzi.I nostri porconi vogliono vederci ancora alla opera e noi siamo proprio due bambine cattive Piove peccato niente parcheggi Il lui della troia al mio fianco sta invitando dei singoli al Vipa s a Lonato.Lei gli suggerisce i nomi, lui li chiama e glieli passa.E proprio una grandissima zoccola non lo fa solo per compiacere lui le piace proprio mentre parla al telefono si tocca poi la accento russo mi fa morire comincio a toccarmi ancha io mi eccita sentire come la promette ai singoli La sborrata una di quelle mega abbiamo pompato questo cazzo meraviglioso per venti minuti buoni tutte e due le nostre bocche sono state solo per lui 28 cm di carne nera i nostri bei culetti sono distrutti ci sono 7 maschi in camera con noi e sono venti minuti che ci stanno sbattendo senza sosta solo il tempo di darsi il cambio che serata meravigliosa La sborra mi riempie la bocca la bionda pretende il limone la bacio appassionatamente ca sborra per tutte e due Ce la passiamo di bocca in bocca sei o sette volte poi, forti dello spettacolino, iniziano a sborrare anche gli altri Ce li dividiamo da buone amiche la bionda tornata in formissima io ho qualche problema la mia libido ne berrebbe ancora dieci, cento, mille ma il mio stomaco al capolinea Succede mentre sto limonandomi con la troia la quarta o la quinta sborrata mi stacco e volo in bagno sbocco cazzo incredibile la quantit di sborra che sto vomitando alzo la testa Paolo e il lui della russa mi stanno guardando tutti e due con il cazzo duro in mano guardo la zoccola sta ancora pompando sul letto mi guarda i suoi occhi ridono mentre con la bocca continua su e gi dal cazzo lei uno spettacolo io sto da schifo mi sciacquo la faccia e la bocca Paolo tenta di mettermi il cazzo in bocca non riesco devo rifiatare un attimo guardare la troia pompare mi eccita mi concentro su di lei cazzo se pompa di gusto Mister 20 si avvicina mi prende per mano mi accompagna al letto la zoccola continua a pompare mi fa sedere arriva anche Paolo sento il tipo insultare la zoccola entrambi mi accarezzano poi me lo dicono vogliono sborrarmi in bocca ora vogliono vedermi vomitare ancora non vorrei dentro di me questa perversione mi confonde sto male non voglio vomitare ancora ma sarei troppo troia a farlo mi inginocchio i due bastardi iniziano a segarsi di fronte alla mia faccia io mi infilo due dita in figa mi stanno guardando la ragazzina che ha appena vomitato sborra pronta ad ingoiare ancora forse sono malata fana culo posso farmi tutti cazzi che voglio forse a trenta anni smetter , ma adesso il primo a venire Mister 20 ormai scarico bevo tutta la misera schizzata poi viene Paolo scarico anche lui altra misera sborrata niente vomito troppo poca zoccola sta ancora pompando mi sostituisco a lei il cambio di bocca sortisce la effetto desiderato il bull si svuota tra gli spasmi cazzo questa si che una sborrata la mando gi tutta cazzo devo sboccare vomito sul letto solo sborra Dio che troia che sono se i miei sapessero che razza di troia sono Siamo tornati in piazza Arnaldo.Il mio ragazzo sar in giro da qualche parte.Io sono in macchina con due maiali quarantenni che hanno goduto a vedere due belle troie bere e vomitare sborra tutta sera e sto limonandomi come bacio della buona notte una bionda russa strafiga con la bocca al gusto di sperma Mmmh chiss perch, ma mi piace
21130
13
14 years ago
AdamDTS,
32
Last visit: 16 hours ago
-
Io lui e.........lei
Roberto era uno di quelli che si definiscono trombamici, ci conoscevamo da molto ma ci vedevamo poco e solo quando entrambi liberi da legami; quello che sto per raccontare accadde in un periodo proprio così: quel pomeriggio ricevetti il suo messaggio e non poté che farmi piacere. Mi chiedeva se volessi uscire a cena con lui quella sera stessa; un sorriso spontaneo mi si disegnò sul volto sapendo benissimo che la cena era solo un pretesto per poi stare insieme; risposi di si e che lo avrei raggiunto a casa sua visto che ero in ufficio con la macchina. Mi rispose che stava tornado da un viaggio di lavoro e sarebbe arrivato a milano alle 17.45, quindi mi avrebbe raggiunto in ufficio e di aspettarlo lì.Le ore passarono velocemente avvicinandosi il momento dell'incontro; era molto che non lo vedevo, e l'idea di rincontrarlo mi eccitava parecchio.Ci vedevamo si per un motivo ben preciso, ma era anche un ottimo compagno di cene e mi divertivo un sacco con lui, sapeva metterti a tuo agio ed era proprio simpatico.Cominciai a prepararmi, per quello che si poteva fare in ufficio; comunque ero più che presentabile, un vestitino bianco sportivo aderente nella parte sopra ma largo nella gonna, non più lunga di metà coscia, e un paio di stivali scamosciati marroni con un tacco non a spillo ma comunque il solito12 il tutto coperto da una giacchettina di jeans molto ridotta; la mise era perfetta.Quella mattina avevo indossato le palline cinesi che per tutto il giorno, con le loro sottili vibrazioni, mi avevano regalato brividi di piacere che però in quel momento erano del tutto soffocati dall' idea della serata con Roberto; stavo per estrarle e riporle in borsa quando mi balenò l'idea di tenerle facendo una sorpresa al mio caro amico, curiosa anche di come si sarebbe comportato.Poco dopo le 18 ricevetti un suo messaggio annunciando il suo arrivo e di scendere; tutta di fretta, mi infilai la giacchina, raccolsi le mie cose, chiusi l'ufficio e scesi; era lì, proprio di fronte al portone, ancora i giacca e cravatta, sorridente che mi guardava arrivare; ci abbracciammo subito, due baci sulle guance e sorridenti ci dirigemmo a prendere un aperitivo.Erano quasi 6 mesi che non ci vedevamo e avevamo un sacco di cose da raccontarci; parlammo davanti ai nostri 2 drink ed il tempo passò in un baleno.Roberto era molto loquace ed il tempo volò in modo piacevolissimo; un ottimo sushi fu la nostra cena durante la quale i discorso lentamente si spostò sulle nostre avventure e cominciarono dei punzecchiamenti un pochino piccanti.La serata stava volgendo al termine ed entrambi sapevamo cosa sarebbe successo dopo; con lui sentivo sempre quella tensione della prima volta, anche se non lo era, ed ecco che anche quella sera, con l'avvicinarsi del momento, il nervoso nelle gambe ne fu il primo sintomo.Ci alzammo e decidemmo di fare una passeggiata sui navigli visto che ci trovavamo li dietro; c'era un sacco di gente e passeggiare tra la folla risultava quasi difficile, ma questo non fermò Roberto dal posarmi una mano per nulla innocente sulle natiche.Quando lo sentii palparmi ebbi un brivido, ero già carica da prima, in più camminando sentivo le vibrazioni che le palline mi trasmettevano delicate dall' interno del mio intimo; quando mi sussurò nell'orecchio " che ne dici di andare a casa mia" non ebbi certamente dubbi sulla risposta.Mentre guidavo la sua mano era ormai fissa sulla mia coscia, accarezzandomi li dove la gamba é più sensibile, al suo interno; ormai ero pronta, sentivo l'umido e il calore ricoprire il mio intimo, e lui, da quello che si poteva notare attraverso i pantaloni, era decisamente eccitato.I miei tacchi rompevano dolcemente il silenzio di quel cortile componendo una melodia dal ritmo deciso che segnava l'inizio della nostra avventura; appena entrati in casa Roberto mi prese all'improvviso e mi appiccicò letteralmente al muro e cominciò a baciarmi; io lasciai cadere a terra la borsa, gli misi le braccia al collo ed ecco che i giochi cominciarono; desideravamo quel momento ormai da troppe ore e la foga di entrambi ne era un chiarissimo segnale; le nostre lingue s' intrecciarono fulminee in un bacio profondo, lunghissimo, mentre sentivo il suo sesso, gonfio e voglioso, premermi sul ventre attraverso i vestiti.Frettolosamente cominciai a spogliarlo; gli tolsi la giacca, la cravatta, nervosamente gli slacciai la camicia e i pantaloni che subito caddero a terra; le mie mani correvano sul suo corpo, mentre sentivo le sue sul mio. Ecco che una sua mano cominciò a salirmi da un fianco sotto la gonna e non incontrando intimo interruppe il bacio ed esclamò " vedo che le buone abitudini non si perdono mai". Sorrisi. La mano dal fianco subito si spostò sul mio basso ventre per poi giungere lì, sul mio già umido sesso. Io d'altro canto avevo già raggiunto il pene nei boxer e lo stavo accarezzando; ne apprezzavo la generosità e la morbidezza di quella pelle accuratamente depilata ne faceva uno splendido contorno.Sentivo le sue dita delicate sul mio clitoride che dolcemente mi faceva vibrare; poi si spostarono più in giù fino ad incontrare l'anello in silicone delle palline che spuntava dalla vagina;" e questo cos'è?" mi chiese Roberto. " è un giochino che mi tiene compagnia da stamattina ma che puoi togliere quando vuoi" risposi; subito si inginocchiò di fronte a me, mi sollevò la gonna, e le sue labbra si poggiarono sul mio intimo; un brivido mi percorse quando la lingua mi sfiorò il clitoride per poi continuare verso la vagina. Divaricai le gambe e, appoggiata di schiena al muro mi gustai quel fantastico connilingus; mi passava dappertutto dal clitoride fino all' ano, ancora stretto tra le natiche, in un modo stupendo; le mie mani erano ad accarezzargli la testa mentre lui era impegnato col mio sesso; sentivo dei brividi delicati percorrermi tutto il corpo mentre lui continuava inesorabile a leccarmi e baciarmi.Ad un certo punto si alzò, mi baciò mentre con la mano sulla vulva mi prese con con un dito l'anello e tirandolo leggermente in fuori mi disse " visto che qui è occupato...." e subito mi girò faccia al muro; capii subito cosa intendeva e la cosa non mi dispiacque affatto; inarcai leggermente la schiena e divaricai le gambe mentre lui mi sollevò la gonna scoprendo le mie natiche. Qualche istante e sentii puntare il glande sul mio buchino posteriore già abbondantemente inumidito. Mi rilassai ed ecco che lentamente lo sentii farsi strada attraverso il mio sfintere; un mio gemito accompagnò il suo affondo, e subito aumentando il ritmo cominciò ad infilarsi dentro di me fino a sbattere rumorosamente con il corpo sui miei glutei.Era bellissimo, sentivo la sua presa decisa sui fianchi ed i suoi affondi vigorosi nel mio retto cancellavano le vibrazioni delle palline che però strette nella mia vagina e mosse dagli affondi stimolavano meravigliosamente la parete pelvica; appoggiata al muro con le mani aperte e ben salda sui tacchi mi godevo quella penetrazione stupenda. Cercavo di soffocare i gemiti mordendomi le labbra, mi sentivo meravigliosamente piena ovunque, dei brividi percorrevano il mio corpo ed ogni affondo inarcavo la schiena per sentirne di più, lo volevo in fondo; quando sentii una sua mano prendermi dolcemente i capelli in una coda tenendomi con delicata decisione, e l'altra raggiungermi il clitoride, i gemiti si fecero incontenibili; lui affondava imperterrito procurandomi in breve un orgasmo violento sconquassato dalle sue spinte che non accennavano a fermarsi. Le sue mani interposte tra me ed il muro ora stringevano il mio seno, mentre i suoi colpi quasi violenti mi schiacciavano al muro; cercavo di contrastarli spingendo il sedere indietro ma questo non faceva altro che accrescere l'eccitazione di quel maschio che mi stava sodomizzando con decisione; quei colpi, quella sensazione quasi di impotenza, quel pene dentro di me, e non da meno quelle palline che vibravano ogni affondo, mi riportarono alto il livello di libido. Il tempo che ormai sembrava essersi fermato da tempo riprese il suo corso quando mi sentii strizzare con forza il seno, ed un getto bollente m'invase le viscere; ancora qualche affondo e si fermò, infilato dentro di me, mi baciò il collo delicatamente e mi sussurrò " sei sempre uno spettacolo..... Ti fermi qui stanotte vero?" " mi dispiace, è stato stupendo e sai che con te continuerei a lungo ma è già tardi devo andare" risposi girandomi facendolo così uscire dal mio corpo". Lo baciai, lentamente raccolsi la borsa e un po' controvoglia andai via.Non so ancora cosa mi prese, non era tardi, era stato bellissimo e avrei sicuramente continuato, ma un qualcosa di misterioso mi aveva portato fuori da quell'appartamento; la stessa cosa che mi portò a scrivere a Francesca.Lei sapeva del mio incontro galante di quella sera e subito mi rispose " ma come, già verso casa? Fermati qui a fare 2 chiacchiere tanto sei sulla strada e non è nemmeno mezzanotte"Quando Francesca mi aprì la porta indossava solo una camicina da notte sul rosa decisamente trasparente che non nascondeva per nulla i suoi seni stupendi e quel suo intimo fresco e privo di peluria; " ciao tutto bene?" mi chiese con fare interrogativo. Con un sorriso stampato in faccia le risposi " certo, sai che con Roberto va sempre bene...... Ma avevo voglia di te!!!" e subito la baciai; qualche istante di sua esitazione e subito le lingue s'intrecciarono, la porta si chiuse dietro di noi e appiccicate ci gettammo sul divano li vicino.Subito cominciammo a spogliarci reciprocamente ed in breve mi ritrovai con indosso solo gli stivali, troppo complicati da togliere in quella foga che ci accompagnava; ci baciavamo, i nostri seni strusciavano lisci tra di loro, sentivo le sue mani scivolare decise sulla mia schiena fino ai glutei per palparli e carezzarli passando anche sull'ano, ancora dilatato e imbrattato di sperma; " beh vedo che ti sei proprio divertita stasera" mi disse violando con un dito il mio sfintere.Ci trovammo presto in uno splendido 69 in cui lei vedendo l'anellino fuoriuscire dal mio corpo non esitò a giocare con le palline estraendo la prima per poi rispingerla dentro mentre mi leccava e succhiava divinamente il clitoride; io intanto la leccavo e succhiavo con gusto, quella sua pelle liscia, quel suo sapore delicato tutto era magnifico.La sentivo leccarmi abbondantemente, fino anche al sedere dove il solletichino delicato della sua lingua lá dove prima c'era stata decisione, il tutto aggiunto a quell'entrare e uscire delle palline mi stava portando al settimo cielo; i nostri corpi cominciarono a muoversi assecondando i baci dell'altra, accompagnati da timidi gemiti, il ritmo aumentava e nel momento in cui mi sfilò del tutto le palline venni travolta da frotte di brividi prodotti da quell'orgasmo in esplosione; rimasi immobile qualche istante mentre Francesca strusciava freneticamente il suo sesso sulla mia bocca semiaperta; non appena rincominciai a leccarla, quasi istantaneamente, ecco che giunse anche il suo momento, accompagnato da un gemito fortissimo.Mi alzai, mi tolsi gli stivali e mi coricai abbracciata teneramente a lei; mi confessò che sentire il sapore di un uomo e del suo sperma su di me la eccitò moltissimo; ci coccolammo a lungo prima di coricarci e addormentarci nel letto.
5587
5
11 years ago
elisa85ely,
26
Last visit: 4 years ago
-
Fiore screziato.
Sempre di corsa...Devo mettere le scarpe!Per un batter d’occhi, stranamente, non sento più nulla, continuo aciondolare a tempo con il mio corpo di donna, fra le note di un malizioso marcato soul, adesso muto.In momenti come questi mi sento grande, smisurata, sconfinata nel senso di vasta, eccelsa...dominante.Mi piacerebbe avvolgere, annettere tutto con quest’urlo silenzioso, primordiale e secluso.Vorrei riuscire a palesarti questa parte di me, disinibita, solare, avvolgente.Farmi leggere, da fuori in tutta la mia svariatezza, perché è quello che sono, sono caos, sono varietà, mescolanza, ammasso, ingombro, superflua ma necessaria.La pura verità è che la mia essenza più profonda è questa, mutevole, copiosa, inafferrabile.L'unico rumore che più che rumore, è bailamme, lo fai tu nella mia testa affollata e piena.I pochi e ovattati fiati che sento, arrivano da una spiaggia vuota e fosca. Risuona in lontananza, al di là dei miei pensieri indefiniti, la lenta bruma, che sale dal mare, avanza e mi avvolge nelle sue spire e tu incauto viandante incedi.Dolce si leva un malinconico canto, che inconsapevole rapisce l'anima di coloro che se ne lasciano ammaliare. ..Attendi, pacato e silente, persuaso da quel gorgheggio che inesorabile incanta.Danza la nebbia, ovattata e fusa alla risacca del mare; persa nei miei pensieri, quasi non mi accorgo che il mare, dolcemente mi sfiora i nudi piedi.Un fiore arancione screziato di nero, si lascia sciabordare dall’onda, è la mia malinconia, è la mia apparente calma.Lo raccolgo, lo intramo fra i capelli.Sola, svestita di tutto, do voce a pensieri sparsi e spregiudicati.È una libertà a cui non riesco a rinunciare questa, un momento tutto mio di cui non posso fare a meno.È il mio diritto alla confusione, il diritto al tempo che mi serve per assimilare qualcosa che ancora mi toglie il fiato.Cammino, gli occhi si incantano e si inceppano sulla tua figura.Appeso alla salmastra e fitta nebbia che sembra voler proteggerci, non c'è spazio per altro oggi, se non la stessa voglia di sfamarmi ancora di te.Toccarti per la prima volta.Nuda.Desueta a quello stesso fottuto desiderio che, da quando ti ho conosciuto, ha iniziato a consumarmi lentamente.Assillo che è capriccio, capriccio che è smania, smania che è desiderio latente di averti.Mi piombi davanti, sussulto, uno scambio di sguardi, mi parli, io ascolto.Mi tocco i capelli nervosa perché la mia testa, mi porta già altrove.Sulla tua pelle, fra la tua voce e il tuo gusto.Mi immagino fra le tue gambe, già nella mia bocca, la tua pelle che mi sfiora. Nelle mie fantasie, io, già ti blandisco.Risuona il soul, inquieta, mi ritrovo a ciondolare.Ho voglia delle stesse sensazioni ora, ed è un piacere che fa male, fisicamente, come tutte le volte che non lo posso soddisfare.Sfilo via gli slip, madida e gonfia pulsa violentemente, la sfioro, raccolgo i copiosi umori, porto le dita alla bocca, lappo il mio sapore.Ritorno in camera da letto per mettere le mie scarpe rosse col tacco, sempre quelle.Nuda, completamente nuda, non perché ho tolto i vestiti ed ogni cosa.Non perché il mio seno è libero come tutto il resto.Nuda perché scoperta, nuda perché vera, nuda perché senza vergogna mi offro a te sbattendoti in faccia tutta la mia eccitazione.Come ogni prima volta, la stessa frenesia.Con il fuoco negli occhi di chi non desidera altro che schiudersi, farti godere e godere.Con l’irragionevole impeto di chi non pensa ad altro che averti addosso e dentro.Alzo la gamba e poggio il piede sul comodino. Le unghie corte e smaltate, il tacco 12 bene in vista.M’insinuo, il bacino ondeggia sulle dita.Vagheggio!L’impressione di sentire la tua lingua, farsi strada, scavare.I denti accarezzarmi, mordermi, farmi male.Mi spingo leggermente in avanti, i capelli sciolti cadono e mi coprono il viso. Li sposto di lato, li tengo fermi mentre sento i respiri intensi diventare gemiti. Vorrei sentirti dentro, assaggiare il tuo corpo nudo e adorarlo.Sentire il rumore della tua carne che urta sulla mia, perdermi nel suono di ogni parola indecente sussurrata all'orecchio, detta in bocca e soffocata in gola.La conosci la voglia ho.Ti guardo negli occhi, mentre mi abbasso in avanti solo per morderti le labbra e sfiorarti con il mio seno, le mani sulle cosce mentre mi afferri, mi stringi e torturi i capezzoli turgidi.Toccarmi sinuosa e lasciva mentre danzo al ritmo dei tuoi colpi decisi.Il piacere che provo pervade ogni centimetro di questa pelle, le dita affondano più velocemente, sento il tuo fiato sul collo.Mi sento cedevole.La voglia di te mi inchioda a questo assolo, questo orgasmo vecchio e nuovo che, si issa, lievita e mi riporta a quel dannato giorno in cui tutto è cominciato. È tutto sulla mia schiena il caldo di questa estate.Gocce di sudore scivolano dal collo lentamente, fino al ventre e alle cosce leggermente divaricate.Sono stremata, bagnata e sfatta, sto per cedere.La saliva che lascio colare dalla bocca, scende piano sulla pelle già umida. La stendo sul seno, sul viso, poi la riporto alla bocca.Le dita vanno sempre più a fondo. È un rito antico il mio, la canzone che da giorni mi risuona in testa.Mi sembra di sentirla ora, come ornamento al mio godimento.Quelle parole aumentano le mie paranoie, forse dovrei ingoiarle, rimandarle indietro, anche se l'unica cosa di cui ho voglia adesso sei tu.Una morsa insopportabile mi stringe lo stomaco.Le emozioni si confondono, sorrido, gemo, godo.Chiudo gli occhi soddisfatta e appagata.Mi guardo allo specchio, non vedo la donna fine ed elegante di poco prima. Il rossetto sbavato, lacrime annerite dal rimmel mi rigano il viso di piacere, i capelli arruffati sul viso sudato.Amo questa immagine di donna.Sono io, che mantengo contorni incerti, sempre pronta a variare...sono quel fiore arancione screziato di nero che porta con sè la magia dell’attimo.Silver Rea
105
0
2 months ago
SilverRea,
49
Last visit: 16 hours ago
-
Estetista
Vi racconto la mia esperienza capitata oggi nel pomeriggio sperando di fare cosa gradita a voi maschietti....
Ore 13.30
E' arrivato il fatidico appuntamento con l'estetista e oggi , giornata piuttosto calda decido di infilarmi una gonnellina a fiorellini , un top , il giacchino di jeans , e un paio di sabo' color carne con tacco 12 per recarmi all'appuntamento.
Conosco tutte le estetiste nel centro in cui mi reco ogni settimana , ma oggi , sono stata accolta da una ragazza sui 30 anni che chiamero' Jenny che subito mi saluta garbatamente e mi dice che ha preso il posto di Giovanna, la mia estetista preferita ,in quanto lei e' influenzata ( che peccato povera!! ).
Dopo alcune chiacchere disinvolte Jenny mi dice di svestirmi e mettermi comoda per procedere al massaggio e io mi rilasso sul lettino ,sdraiata pancia basso, spogliandomi completamente e coprendomi solo con un asciugamano .
Jenny e' una bella donna bionda ( io non sono attratta dalle donne... o almeno non lo ero ) sui 30 anni , capelli legati , trucco leggero , una 3 di seno e un bel fisichetto fasciato dal suo grembiule bianco e verde . Portava dei sabot da infermera e un collant bianco.
Stesa sul lettino mi rilassai e mi preparai a godere del massaggio e lei inizio... delicatamente ... massaggiandomi le spalle e la nuca , scendendo sulla schiena , massaggiandomi i glutei e le gambe.
Era molto , molto brava e la cosa mi rilasso molto.
Dopo un lungo massaggio mentre parlavamo le dissi che era molto brava e lei sorrise e io le chiesi di scendere e dedicarsi ai miei piedi;
adoro quando li massaggiano , adoro sentire l'olio che mi passa tra le dita , le mani che stringono e accarezzano i piedi e le chiesi di dedicarsi con molto impegno a questo .
Iniziai a bagnarmi... anzi a dire il vero ero un lago... e lei se ne accorse , anche perche' il mio respiro aumento' decisamente tanto , e lei mi chiese se il massaggio era fatto a dovere o se avesse dovuto fare qualcosa di altro per farmi stare meglio.
Senza pensarci due volte presa dalla passione e dall'eccitazione del momento le dissi:
"Se sei cosi' tanto brava con le mani , chissa come potresti prenderti cura ancora dei miei piedini"
e lei senza pensarci due volte rispose:
" posso baciarli se vuoi " ( e sorrise )
Oddio...( mi sto bagnando anche ora mentre scrivo !!! )
Le dissi di fare quello che si sentiva....
sentii il calore del suo respiro contro il piede destro e la morbidezza delle sue labbra sopra le mie ditina.....
sentii il caldo contatto della sua bocca avvolgere parte del mio piede e la sua lingua infilarsi dentro le dita...
sentii il contatto della sua saliva contro il mio piede e inizia a non capire piu' nulla.....
ho iniziato a muovermi .. non riuscivo a stare ferma... strofinavo il mio corpo sul letto cercando un modo per stimolarmi .... e intanto puntavo il piede dentro la bocca di Jenny che inizio a respirare in modo piu' affannoso....
aprii le gambe leggermente e in quel momento sentii le sue mani salire sulle mie gambe e andare a sfiorare l'interno coscia ...la sentii salire... ormai erio in balia di questa donna...
In un attimo sentii una scossa salirmi dentro e esplosi un un orgasmo che non avevo mai sentito...
... ci fu un momento interminabile di silenzio.... lei smise di toccarmi e di leccarmi i piedi... prese l'olio e si posiziono' di fianco a me iniziano a masaggiarmi tutta...dalla testa ai piedi dicendomi :
Come vado come sostituta??
Scoppiammo a ridere come due vecchie amiche e le feci i miei complimenti dicendole che avrei prenotato un altro appuntamento la settimana prossima . Con lei chiaramente.
E' stata una esperienza che mi ha sconvolto perche' non sono mai stata con una donna , ma la delicatezza e il sapere cosa e come fare per darmi piacere e' stato entusiasmante.
Non vedo l'ora che sia Venerdi' prossimo... poi se non vi disturba... ve lo raccontero'!!
Ciao a tutti
Miriam
6
6
18 years ago
Coppiacalda77,
30/39
Last visit: 13 years ago
-
Pioggia
Sapessi come piove da queste parti... tutti si ricoverano in qualche luogo, stanno stretti stretti dentro i bistrot, i bar le piazze coperte.. e io prendo l'ombrello e me ne vo a passeggio!
AVEVA il suo sorriso, forse l'unica consapevolezza. L'ho incontrata ad un angolo di strada che tremava sotto la pioggia. Mi sono avvicinata e l'ho fatta stare sotto il mio ombrello. Lei ha sorriso, le ho passato un braccio intorno alla vita e le ho chiesto se le andava di passeggiare, mettendole su quella magliettina fradicia il mio giubbotto jeans. - Non è il massimo ma.._ Lei mi ha schioccato un bacio sulla guancia. Mi arrivava alla spalla e aveva capelli biondissimi, un viso piccolo, di gazzella. Senza quegli occhi di speranza vera, non in attesa, empatici, ammutolendo quel sorriso che supera ogni attitudine al di sotto dell'infinito, avrei davanti a me una persona pronta alla morte, pensavo. Mentre lei racconta con ritmo sciolto e dondolante mi accorgo dei suoi gesti leggeri, una volontà così precisa da diventare impercettibile. è una donna bellissima e ingombrante. Dove riesce a mettere ogni giorno tanta bellezza? Lei non sembra accorgersi della sua potenza. O dissimula. Non è a suo agio e già mostra movenze da gatta, il suo odore mi arriva più chiaro, agro, come di quel corpo dopo un giorno senza profumi né borotalco, forse ha i peli nelle ascelle.
L'ho stretta tutta la notte, l'ho baciata a lungo, l'ho resa felice e l'ho lasciata andare. Lei è appena uscita. Io tra poco vedo Federico. Andava verso Trieste. Ha lasciato qui la sua maglietta ancora fradicia. La annuso senza stancarmi.
5
7
17 years ago
admin, 75
Last visit: 14 hours ago -
L\'elettricista suona sempre due volte - laura
Questo esperimento è composto da due racconti, che descrivono il punto di vista delle due protagoniste, Enrica e Laura. Questa è la storia di Laura.
Driiin
(pausa)
Driiiiiiiiiiin!
(pausa)
Corro per il corridoio con la maglietta in testa e me la infilo appena in tempo per non sbattere di faccia contro la porta.
Mentre infilo la manica sinistra grido: - Chi è? -
Una voce sottile da fuori la mia pesante porta porta blindata risponde: - Sono l'elettricista, signora! Il portone era già aperto.
Di già? Non me l'aspettavo così presto. Dal tono della voce sembra giovane. Speriamo che non sia porco...
- Oh, le apro subito!
Armeggio col chiavistello e apro.
- Buongiorno!
L'elettricista è in regolare tuta blu, scarpe infortunistiche e borsa degli attrezzi, ma mi lascia sorpresa.
- Ah, è una donna!
L'espressione della elettricista mi guarda con ironia, e cerco di rimediare alla mia gaffe porgendole la mano e stringendogliela con calore.
- Scusa, lo vedo che sei una donna! - Sorrido, cerco di farle capire che la cosa mi fa molto piacere... Lei non sa quanto. - Mi aspettavo un uomo, per questo ho tardato ad aprire, pensavo di provvedere nel tempo che serve per salire dal portone fin qua.
Sembra perplessa, in effetti non può sapere cosa ho passato, e forse anche la mia mise da morticia addams la lascia perplessa. Cerco di spiegarmi: - Sai, con quello che si sente in giro... Io vivo da sola, e mi devo impegnare per rendermi il meno appetibile possibile!
Lei ora sorride, anche senza trucco e con quell'orrenda e informe tuta sembra una bella donna, senz'altro ha un bel sorriso.
- Capisco, hai fatto bene! - Mi sorride, e conferma la mia impressione. - Dovresti sentire cosa devo sopportare io dai cinquantenni bavosi che han bisogno di me quando mi aprono la porta... Anche loro dicono: è una donna!, ma con tono molto diverso dal tuo!
Rido, del tutto sollevata ormai, e libero i miei capelli da quell'orrendo chignon che m'ero fatta per mimetismo. Mi accorgo che l'ho lasciata sulla porta, e che forse si merita un po' di confidenza.
- Ah, scusami, che maleducata... Io sono Laura!
- Enrica, il piacere è mio! -
La mano di Erica è vellutata nonostante il lavoro che fa, si vede che è una donna che tiene alla sua femminilità. Proprio il mio tipo...
Smetto di fantasticare e torno al motivo della sua presenza: il condizionatore che non funziona, e il conseguente caldo torrido che mi perseguita da giorni.
- Ti faccio vedere dov'è il problema, te l'ho accennato al telefono, e mi sembrava strano che una segretaria se ne capisse così tanto!
- Lo so che posso generare questo equivoco, ma c'è ancora chi non si fida di un elettricista donna, e se preferiscono credermi la segretaria io li lascio fare. Nessuno ha poi il coraggio di mandarmi via quando gli arrivo a casa!
"Ah, ma nemmeno io ti lascio andar via... vedrai!"
Le sorrido e mi volto per guidarla al salotto, immagino che infagottata in quel modo abbia caldo, così tiro subito le tende. Le indico quel che mi ha permesso di sopravvivere in quei giorni, a portarsi scala e borsa degli attrezzi è già sudata, poverina.
- Qua sul tavolo c'è dell'acqua fredda di frigo, se ti va un succo di frutta chiedi, non fare complimenti eh!
La guardo mentre arrangia quella strana scala a mo' di sgabello e prende dalla grossa borsa degli strumenti elettronici e dei cacciaviti che si mette nelle tasche della tuta.
- Grazie, ma credo che farò presto. Cosa hai detto che è successo?
Ha un modo di fare sicuro, dev'essere brava in quello che fa. Mi metto comoda ad osservarla sul passo della porta, dal corridoio in ombra arriva un briciolo di aria fresca.
- Mah, me l'han messo su un paio di settimane fa, e ieri s'è messo a raffreddare poco, molto poco. Non hai idea di quanto caldo può fare qua dentro! La ditta è chiusa per ferie, così ieri sera ho chiesto aiuto a un amico... e così ha smesso di funzionare del tutto. Davvero, gli uomini non sanno dove mettere le mani! - Le faccio l'occhiolino, ma non ricambia. - Meno male che tu sei una donna, di te mi fido! -
Enrica si apre la tuta e si abbassa la parte alta, mi da la schiena e la maglietta è enorme, probabilmente fa parte del completo antistupro necessario per una donna che fa un mestiere da uomo. Decido di lasciarla fare, l'utile vien prima dell'eventuale dilettevole.
- Visto che non corro rischi di tipo maschile vado a cambiarmi. Dentro questo scafandro non ci resisto più!
In camera mi sfilo la t-shirt e i pantaloni e li guardo posati sul letto, sformati e anonimi. Mi guardo nuda, nello specchio a figura intera, la pelle lucida per il sudore causato da quello scafandro, e penso a Enrica di là, a quel sorriso caldo, a quel corpo, probabilmente notevole, che anche lei nasconde sotto quella specie di armatura, per difendersi da quegli stessi miei nemici, in un ambiente molto peggiore del mio: non c'é dubbio, Enrica ha fegato.
Due colleghe, due donne costrette a difendersi in un mondo di uomini... per dimostrarle quanto la ammiro forse la mia nuova amica merita più della parcella.
Scelgo con cura qualcosa che non mi possa tradire, ma che non mi sia di impiccio, qualcosa che basti a incrinare le sue difese prima che le innalzi: un completo di cotone bianco, che sembra innocente solo finchè non lo indossi. Faccio scorrere un dito lungo le grandi labbra, il cotone aderisce perfettamente... per un attimo ho la tentazione di masturbarmi prima di andare di là, ma resisto.
Mi guardo ancora un attimo allo specchio.
- Perfetto... E ora, a noi due! -
Torno in salotto, Enrica è accucciata sulla sua borsa e non si accorge di me, così vado a piazzarmi proprio davanti a lei, vicina quanto la borsa in terra mi permette, e aspetto in silenzio.
In quella posizione il suo viso, quando lo alza, è esattamente all’altezza del mio inguine. Chissà se sente quanto sono giù calda, laggiù.
Per un attimo Enrica resta immobile a guardarmi, dal basso, poi prende qualcosa e si rialza di scatto. I nostri visi sono vicinissimi, la osservo in silenzio, negli occhi leggo qualcosa...
- Trovato! Credo sia solo un fusibile, comunque provo a sostituirlo e vediamo.
Di scatto si scosta e sale sul suo sgabello, e ho paura di averla spaventata
- Mi son messa leggera, avevo così caldo... Non ti da fastidio come son vestita, vero? Oppure ti metto in imbarazzo?
- Ma no, figurati, non preoccuparti! - Mi risponde sorridendo, ma vedo che è arrossita. Bene...
La guardo armeggiare, in poche mosse monta qualcosa, regola qualcos’altro e poi sento il condizionatore ripartire. Bene! L’utile è a posto, ora posso davvero pensare al... dilettevole, se l’è meritato. Se lo vorrà, ovviamente...
- Oh! Funziona! Grazie! Sei bravissima!
- Non era niente di difficile! Come dicevi tu, bisogna solo saper dove mettere le ma...
Enrica mette male un piede e cade rovinosamente a terra. Resta sdraiata sulla schiena, e mi spavento. Mi avvicino per soccorrerla, ma anche se il viso tradisce il dolore mi tranquillizza.
- Non è niente, ogni tanto la caviglia destra mi fa un pò male, colpa di una vecchia distorsione... Solo un attimo e mi rialzo, sto bene!
- Stai lì finchè vuoi! Torno subito, non ti muovere!
Corro in bagno, anzi l’infermeria come qualcuno dice, e torno con il necessario a medicarla.
La accompagno sul divano e le preparo un impacco di ghiaccio per la spalla e poi un altro per la gamba, i due punti dove ha picchiato cadendo. Mi osserva in silenzio agire precisa e veloce.
- Anni e anni di campo solare! - le spiego - I bambini cadono di continuo!
Ride, buon segno. - Anche i miei cuginetti sono pestiferi!
Le siedo a fianco, voglio essere sicura che non sia necessaria l’ambulanza, sono davvero preoccupata.
- Sai, mi son spaventata... Io una volta son caduta nello stesso modo e mi sono rotta la spalla!
- Ah, io ci sono abituata... Gli elettricisti sono come i bambini, cadono di continuo!
Ride, ma il dolore alla spalla la azzittisce. Non sono sicura che sia tutta intera.
- Enrica, fa male? - Le tocco la spalla delicatamente.
- Oh, non così tanto, credimi! Non è rotta, puoi stare tranquilla. Piuttosto, mi dispiace di farti perdere tanto tempo... Ho solo bisogno di qualche minuto per riprendermi, appena sto un pochino meglio vado.
- Ma figurati! Non ho impegni oggi, e poi è un piacere... sei così simpatica! -
Le lancio un occhiolino, botta o non botta non voglio farmela scappare. - Basta che non mi conteggi tutto il tempo come manodopera!
- Non preoccuparti, facciamo pari con quello che ti devo per la tua prestazione infermieristica!
Il buonumore è sempre un buon indizio, probabilmente ha solo un paio di ammaccature.
Sento freddo alla gamba, e mi accorgo che il ghiaccio si sta sciogliendo, colando sul divano.
Enrica si alza di scatto. - Ti sto allagando la casa! Scusami, non me ne ero accorta.
Mi alzo anche io. - Nessun problema, davvero! Però, già che sei in piedi... -
La guida al tavolo dove ha posato il lasonil, ormai il ghiaccio non serve più.
- Ora fai la brava e mettiamo la pomatina... -
- Grazie, ma davvero non è necessario... Sto meglio, lo faccio poi io a casa!
- Niente ma! - Imito il mio vecchio capo scout. - Adesso ti faccio gli impacchi di Lasonil, così ho la coscienza tranquilla quando ti butto fuori di qua!
Non la lascio protestare ancora, e con un gesto rapido le sfilo la magliettona blu da lavoro. Compare uno splendido seno nudo, sodo e generoso. I capezzoli sono grossi e eretti. Bella sorpresa!
- Ah-ha! - Non posso trattenere la mia ammirazione. - Siamo messe bene, eh! - Cerco di non fissarla, ma è davvero splendida e invitante. - Beh, complimenti... Sei fortunata!
Mi volto a prendere il lasonil, e la sua risposta mi sorprende: - Dai... Anche le tue son belle, mica devono essere per forza grandi! Sono i maschi quelli fissati con quelle grosse!
Non mi sorprende quel che dice, ma il come... vediamo se è una frase di circostanza o le piaccio davvero: spingo in fuori il seno, immagino il cotone che si tende e i capezzoli che occhieggiano.
Mi accorgo che mi fissa il top... buon segno.
- Ora basta coi complimenti... Lasciami lavorare!
Le passo di lato, di fronte al fianco che ha ammaccato, e riprendo l’occupazione infermieristica.
Le applico la pomata sulla spalla. - Ecco, una è fatta. - Metto la garza e le fascio la spalla.
Sento che Enrica è inquieta, e solo per un piccolo massaggio alla spalla, e infatti tenta la fuga.
- Grazie mille, adesso devo davvero andare... -
- Oh, smettila! Non lascio un lavoro a metà, è una questione di deontologia professionale!
Senza farle aprir bocca, sciolgo le maniche della tuta che aveva legato in vita, sbottono la parte inferiore e faccio cadere per terra quella tutona orrenda.
Resto senza parole: la mia nuova amica è senza slip.
Per un momento cala il silenzio. Ecco perchè voleva andarsene!
Vedo che è imbarazzatissima, il viso è paonazzo mentre la guardo nuda e splendida, mentre il respiro accelerato le muove il seno su e giù.
- Oh! Che sorpresa! - Mi accorgo che la mia voce tradisce l’eccitazione. - Non me l'aspettavo da un elettricista... Birichina!
Mi metto un po’ di lasonil su una mano, è ora di fare sul serio.
Recito ancora unpo’ il ruolo dell’infermierina: - Beh, così il mio lavoro è più facile! -
Quando le sfioro la coscia Enrica sobbalza.
- Stai tranquilla... -
Inizio a spalmare la pomata sull’ammaccatura, poi indugio e continuo ad accarezzarla, un massaggio leggero su tutta la coscia, poi salgo sul fianco. La sento contrarsi.
- Laura... - La voce di Enrica è esile e roca. Io inizio a massaggiarle dolcemente la schiena, è tutto un nervo. Le rispondo dolcemente: - Si? - Intanto scendo verso i fianchi, e poi più giù.
- Dimmi, Enrica. - Appoggio con leggerezza l’altra mano sullo stomaco e inizio a accarezzarla con movimenti lenti e ampi, in sincronia col suo respiro. La sua pelle è calda, e anche la mia. - Cosa c'è? -
Enrica è incapace di rispondere, sento un lungo sospiro e la vedo chiudere gli occhi, finalmente si lascia andare, ho vinto. Mi azzardo a baciarle la spalla, poi salgo verso il collo, mentre con le mani scendo sull’ombelico e oltre. Quando con la lingua tra le labbra arrivo all’orecchio, son quasi tra le sue gambe. La mano che supera l’inguine sente un calore inconfondibile, il fuoco dell’eccitazione, mentre l’altra mano scende tra i glutei sodi e lisci. Sento il calore di Enrica penetrarmi attraverso le dita e confluire tra le gambe, dove brucio dello stesso suo fuoco.
Enrica tenta ancora di parlare. - Credo che... - Il suo respiro è affannato, e con la bocca a pochi millimetri dal suo orecchio le faccio ascoltare il mio, che corre all’unisono.
- Credo che... dovremmo... fermarci...
Ormai sfioro il suo sesso, umido e caldo, nessuna delle due potrebbe fermarsi, nemmeno volendo.
La lecco di nuovo, mentre scopro il suo clitoride e lo premo dolcemente, mentre con un dito premo leggermente sul suo ano. Il suo respiro mozzato mi conferma che non vuole quello che dice. Mi sforzo di risponderle, ma faccio la stessa sua fatica.
- Dovremmo... fermarci? -
Enrica finalmente si volta, e i suoi occhi scuri e lucidi sono la cosa più eccitante che abbia mai visto. La sua bocca è a un millimetro dalla mia.
Sussurro: - Dovremmo. - e la bacio.
Quando le nostre bocche si trovano, qualcosa di represso esplode in Enrica: pura passione, desiderio, emozioni. Si abbandona totalmente, e mi sorprende quanto eccitante e passionale sia la sua lingua contro la mia.
Il momento è perfetto: con studiata sincronia, affondo le mie dita nel suo sesso e nel suo ano, e sento il suo piacere esplodere mentre il suo sesso si contrare intorno alle mie dita e le mie mani si bagnano del suo orgasmo.
A mia volta contraggo le cosce, e vengo anche io.
È solo l'inizio.
8
3
16 years ago
sessodolce234269,
39
Last visit: 4 years ago
-
al crepuscolo
Non era certo quella la prima volta che osservavo un tramonto dalla scogliera del villaggio naturista dove altre volte mi ero già recata in vacanza assieme al mio compagno.Tuttavia quel magico tepore, unito alla brezza del vento, mi faceva apprezzare più del solito, quel senso di assoluta libertà generata dalla totale esposizione del corpo ai raggi solari che, declinando lentamente verso l’orizzonte, scandivano il finale di una giornata ulteriormente trascorsa nell’ozio più assoluto.Piegato sui remi solo un uomo apparentemente molto anziano occupava quella superficie increspata lievemente dalla onde quando, volgendo la prua verso riva, ancora del tutto incurante della mia nuda presenza su quella scogliera, all’improvviso parve accorgersene iniziando ad osservarmi quasi che gli fosse apparsa una di quelle sirene che dagli abissi marini risalgono le correnti come vogliono quelle leggende tramandate sin dai tempi più arcaici.In quel preciso frangente avvertii l’inusuale vibrazione epidermica che prese a percorrermi per tutto il corpo sebbene fossi ormai avvezza al fatto che mi si potesse guardare nella più integrale nudità, abituata come già ero a che ciò avveniva durante l’arco dell’intera giornata.L’imbarcazione, avvicinandosi sempre più, e dando forma ulteriore all’anonima presenza su di essa, ed ormai prossima al piccolo molo sottostante al punto in cui mi trovavo, rendeva concretamante più tangibili le fattezze senili dell’individuo che la governava.Una volta attraccata, ed ancorata saldamente all’ormeggio di una boa, l’uomo iniziò a scaricare, assieme alle reti da pesca, alcune casse di pesce sicuramente frutto della sua intensa giornata che lo aveva visto di certo intento a procacciare quanto in esse abbondantemente contenuto.La mani callose, ed il volto solcato da rughe che il sole e la salsedine dovevano avergli scolpito col tempo, lo rendevano particolarmente interessante, molto più di tanti altri giovani palestrati che sovente non mancavano di tentare, anche in maniera a volte assai maldestra, di avvicinarmi con l’intento non certo sottointeso di ottenere da me qualche riscontro ulteriore.L’uomo non parve curarsi più di tanto del fatto che fossi completamente nuda, di certo abituato a vedere soggetti femminili che in quei medesimi luoghi di vacanza si esponenavo a loro volta in modo analogo al mio.Eppure in quello sguardo così penetrante che volgeva nella mia direzione, incurante che ciò potesse in qualche maniera infastidire, era come se volesse lanciare dei messaggi subliminali che la mia mente andava raccogliendo in maniera fantasiosamente perversa, portandomi ad immaginare di situazioni ai limiti dell’estremo.Se soltanto il mio compagno fosse stato in quel frangente al mio fianco non avrebbe mancato di esternare delle morbose fantasie che sovente animavano i nostri momenti di intimità.Ora l’uomo risaliva per il sentiero lungo la scogliera reggendo alcune di quelle casse di pescato, giungendo all’altezza del punto in cui ero rimasta immobile ad osservarlo palesemente interessata per quelle movenze e per quel modo di porsi che mi avevano fatto restare ancor più statuariamente esposta e forse anche un po inebetita a guardare.Incrociando il mio sguardo sorrise esibendo una dentatura perfetta che risaltava ancor più candida su quella abbronzatura che ora lo rendevano insospettabilmente attraente a dispetto della sua età.Come ipnotizzata non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel suo andare e venire dal piccolo molo per tornare poi in su oltre la scogliera passandomi di fianco per recarsi a caricare quelle casse su un piccolo furgoncino parcheggiato sulla stradiciola che si trovava alle mie spalle.Quando anche l’ultimo viaggio stava per essere concluso mi rivolse la parola domadarmi se mai,considerata l'ora ormai tarda, avessi per caso necessità di un passaggio alla volta del paese.Ricoprendomi alla meglio con un pareo, che ben poco in realtà occultava della mia nudità, ma incurante di ciò, e senza un preciso motivo non preoccupandomi neppure di indossare prima il costume, accettai prendendo posto su quel vecchissimo automezzo.Durante il breve tragitto egli ebbe comunque modo di chidermi se mi avesse fatto oltremodo piacere visitare anche il posto in cui dimorava, dimostrandosi molto sicuro che ne avrei apprezzata l’ubicazione.Non so cosa mi spinse ad accettare quell’invito che mi trovò obbligata ad ammettere quanto davvero avesse avuto ragione sul luogo dove lo avevo seguito e che affacciava direttamente sul mare con una vista realmente incantevole.Del tutto rapita dalla bellezza che mi circondava, quasi dimentica di avere un compagno che forse si stava già domandando che fine avessi mai fatto, mandai un sintetico messaggio telefonico in cui gli annunciavo di non preoccupasi e che avrei fatto ritorno appena conclusa quella visita.Nel frattempo il mio ospite aveva versato in un bicchiere un liquore a base di sidro che contribuì a rendermi ancor più disinibita di quanto già non gli avessi dimostrato di essere, e che, complice quella inusuale situazione, in cui la loquacità permise di appurare alcuni aspetti anche molto intimi, mi ritrovai euforicamente immersa in una vasca nella quale, completamente nuda, ebbi modo di apprezzare ancor meglio l’ospitalità di colui che così repentinamente si rivelò capace di saper essere un insospettabile amante.Avvertendo quella mani così callose che percorrevano la mia umida epidermide, accarezzandola sino nei punti più nevralgici in cui l’intimità si collega al cervello, facendomela vibrare in maniera ossessiva, mi abbandonai tra le sue braccia lasciandomi galleggiare sulla superficie dell’acqua sino a che, sollevatami ancora grondante mi depose su un giaciglio di crine, assai ruvido come il suo corpo, prendendomi con la foga di chi, avendo avuto forse anche una fame da molto arretrata, non vedeva che l’ora di cibarsi avidamente di un pasto rovente servitogli con tale abbondanza.
1902
0
6 years ago
gloria1951,
42
Last visit: 3 years ago
-
Al Mantide
… La vedo arrivare al parcheggio e già da lontano capisco che è al telefono. Lo so che è stupido, ma per me quando è al telefono è tremendamente attraente; ha quell’aria di chi si sdoppia a fare diverse cose contemporaneamente ma che riesce a fare tutto con grazia; ricordo una volta che mi fumavo una sigaretta mentre lei era al telefono con una amica, davanti a me.. avevo passato quei pochi minuti a percorrere il suo corpo con lo sguardo… a godermi il suo essere dolcemente assente nel suo essere li con me. Bellissima, era decisamente bellissima. Questa volta dal suo gesto capisco che non è un’amica dall’altra parte, il dito sulle labbra mi fa capire che è al telefono con il suo ragazzo. “Il suo ragazzo”, “il suo uomo”…. Ormai mi sono rimbombate in testa tante volte nel corso di questi mesi, le ho somatizzate, ma non ancora pienamente accettate; ha iniziato una storia con un uomo a cui vuole bene, forse qualcosa di più, e lui è decisamente perso di lei, e non vedo come potrebbe essere diversamente. Il fatto che continuiamo a vederci è una cosa che abbiamo rinunciato a razionalizzare o a giustificare, ma un uomo ed una donna si uniscono in tanti modi ed alcuni rimangono difficili da spiegare e noi due siamo tutto meno che spiegabili. Quando chiude la telefonata e scende dalla macchina è come se quel gesto semplice e veloce fosse al rallentatore, i lampioni del parcheggio fanno brillare le sue gambe mentre scende, e non è certo lei che assume atteggiamenti forzatamente sexy, ma quando si muove lo fa con una classe che mi lascia sempre senza fiato… ha gli occhiali da supplente ed un taglio nuovo, asimmetrico che incornicia un viso che non mi stancherei mai di guardare… lo farei per ore ma non riesco a trattenermi oltre dal baciarla, ancora prima che riusciamo a dirci un ciao; ma per quelli ci sono le telefonate in cui alla fine ripetiamo i saluti almeno tre volte come per confermarci che è un rimandarci alla prossima volta e non un addio. Mentre stringo il suo corpo fasciato da un vestitino estivo, cambio tutte le mie idee sui vestiti rossi: li ho sempre ritenuti troppo appariscenti… su di lei è solo un dolce evidenziare delle curve perfette, un incartare un regalo stupendo, quel regalo che non avrei mai pensato di ricevere in tutta la vita e che non avrei neanche mai saputo come chiedere…vorrei la donna più sensuale? Voglio una donna capace di farmi provare le vette dell’amore? Di scaldarmi dentro come nessuna? Nessuna di queste definizioni la dipinge abbastanza, lei è Chiara, e stasera è mia. Il suo baciarmi cercando di salvare il rossetto non toglie niente a quello che è un suo bacio, sono sicuro che se non ci fossero le luci ad illuminare noi due potremmo vedere una scintilla ogni volta che le nostre labbra si avvicinano, io di certo questa scintilla la sento… e non è solo un leggero brivido, è una scossa che azzera tutti i miei pensieri. Mi metto alla guida ed andiamo verso il locale dove abbiamo in mente di passare la prima parte della serata, il Laguna, una piscina a luci soffuse in cui le sale immerse nell’acqua sono petali di un fiore disordinato, dove è possibile stare immersi appartati in un bagno profumato e caldo sorseggiando un cocktail o un aperitivo senza nessuno che disturbi; il tutto in un’atmosfera di classe e mai volgare. Ci siamo già stati altre volte e l’ultima volta non ci siamo fermati all’aperitivo: stando attenti di non essere visti abbiamo fatto l’amore in acqua, ci siamo mangiati con gli occhi per un po’ e non siamo più riusciti a trattenerci… Stasera ci siamo promessi di fare i bravi, e lei ha detto che si è presa con se un costume intero, per rendermi la vita difficile nel caso volessi trasgredire alla promessa… come se avesse davvero dimenticato che era stata lei a trasgredire la volta prima… Mentre andiamo ci scherziamo sopra alternando questi ricordi ai frammenti di vita quotidiana che ci raccontiamo a radio spenta, perché per me sentirla parlare è come musica, sia che mi dica “ti voglio” o che mi parli del suo lavoro … Ad un semaforo approfitto del rosso (o forse il rosso mi ha ricordato quanto di meraviglioso ho a fianco) e la bacio, e non è più un saluto, si sente che ci siamo già spogliati di tutto quello che lasciamo a casa ogni volta che ci vediamo e siamo già pienamente noi due. Arriviamo al parcheggio del locale e scendiamo ridendo dell’ultima stupidata che io o lei abbiamo detto, il tempo di prenderla per mano e stamparle un bacio euforico che ci accorgiamo che le luci sono spente. E’ chiuso. Non che questo significhi che ci aspetta una serata noiosa , ma vederla in costume è uno spettacolo che mi rompe perdere. Risaliamo in macchina e ci guardiamo interrogativi, per me è un’occasione per sentire la pelle delle sue gambe; è almeno un mese che non la sentivo e il solo toccarla è come riempire un vuoto nello stomaco, è fresca in questo luglio torrido è un invito costante ad essere percorsa… il fatto è che se non decidiamo dove andare finiamo per rimanere avvinghiati tutta sera in uno stupido parcheggio; quindi ripartiamo con io che le dico per la millesima volta che non ho mai visto una ragazza così bella, così cazzo perfetta. Mentre parliamo passiamo davanti ad un teatro di provincia, che non so cosa voglia dire, ma volendo indicare un teatro con un’entrata dimessa e sicuramente poco snob credo sia la definizione migliore… lei mi provoca dicendo, “vediamo che spettacolo c’è stasera”… come dire “tu dai troppe cose per scontate, ora ti sistemo io”. Il cartello all’entrata del “Mantide” è però diverso da quello che mi aspettavo: non danno una prosa noiosa o un balletto inutile; la serata “hot july” con l’immagine di una ballerina di lap dance lascia intendere che con il titolo Luglio caldo non si intende certo l’afa opprimente… Ironizziamo che sicuramente almeno il titolo della serata è azzeccato, luglio o non luglio, e ci decidiamo ad entrare, passando per una seconda porta con la scritta “vietato ai minori di anni18” che lascia un’espressione un po’ amara e indecisa sul viso di Chiara. Con una rapida occhiata cerco di capire se è meglio tornare indietro, e quando alla cassa ci dicono che come coppia entriamo gratis mi viene il dubbio che si tratti di un locale di scambisti, l’ultimo posto dove vorrei portarla. Veniamo rassicurati che è semplicemente un sexy pub (il vero teatro Mantide non esiste più da anni) dove ci sono spettacoli erotici, molto soft e senza contorni osceni o di cattivo gusto, dove le ballerine sono tutto meno che prostitute; entriamo con io che cingo Chiara in vita per farla sentire meno a disagio e poi, siamo sinceri, per entrare in mezzo a quello che credo essere un mare di maschi infoiati con una splendida ragazza al fianco. Invece è un locale carino e la gente è seduta ai tavoli come in un normale pub; certo la passerella in mezzo con i tubi a spezzarne la catwalk lascia intendere che non ci sfileranno le modelle della collezione autunno inverno, ma questo dona un tocco di ambiguità per niente fastidioso. Chiara appare rassicurata dal primo impatto e ci sediamo ad un tavolo, non potendo fare a meno di notare gli sguardi di estrema approvazione degli uomini presenti e qualche sguardo “da donna” delle lei presenti nella sala. Mentre si siede mi godo il suo essere stupendo e rimango per un attimo bloccato a vedere quel vestitino rosso salire lungo le cosce mentre si siede, con le spalline che si rilassano lasciando il seno libero sotto il cotone rosso; sono congelato nel guardarla e lei mi sorride come per dire “riprenditi”. Mentre aspettiamo parliamo di tutto e di niente, ma sempre così coinvolti dalle parole dell’altro che sembra sempre che stiamo raccontando noi e non solo di semplici cose di cui sono piene le vite di tutti. Adoro quando usa il plurale e dice quel “noi”, mi fa impazzire quando per interrompermi appoggia la mano sulla mia o lo fa per il gusto di sentirmi… ha un che di sessuale leggere le sue labbra per capire meglio quello che dice se la musica lo copre un po’. Stiamo finendo i cocktail quando il cameriere ci chiede se possiamo seguirlo. Con un punto interrogativo stampato in viso lo seguiamo fuori dalla sala fino ad una porta con la scritta “camerino”, bussa e ci fa segno di entrare. Nel camerino troviamo una ragazza davvero notevole, mora, minuta, con vestita casual jeans e camicetta… ci sorride e cogliendo il nostro imbarazzo si presenta e ci spiega il motivo per cui ci ha fatto chiamare. Francesca, questo il nome della ragazza, è la ballerina della serata dice di aver dimenticato a casa la borsa dei vestiti “di scena” e ha notato Chiara perché simile a lei come corporatura e con un vestito molto bello. In pratica le chiede se potrebbe prestarglielo giusto il tempo dello spettacolo e poi glielo renderebbe dopo. Intanto Chiara avrebbe messo i suoi, per poi ricambiarsi dopo; che situazione divertente e assurda, e ancora più assurdo è sentire Chiara dire ok… facendomi sentire di colpo di troppo in un camerino da donne; mi levo dall’impiccio dicendole “ti aspetto fuori”. Dopo 10 interminabili minuti Chiara esce con i jeans e la camicetta che poco prima erano indosso alla ballerina; da supersexy nel vestito rosso a casual quasi professionale mantenendo quell’essere stupendamente attraente come solo lei sa essere. E’ a suo agio, come se non pensasse che di la tutti l’hanno vista venire con un abitino rosso e tornare in sala con altri vestiti, ma al suo essere imprevedibile sono ormai … no, non mi ci abituerò mai, mi stupisce ogni volta. Torniamo al tavolo e lei mi fa notare il buon profumo sulla camicetta di Francesca, o forse è solo una scusa per farmi avvicinare e darmi un bacio malizioso, dicendomi un “carina, eh” che subito faccio fatica ad inquadrare. Passano pochi minuti e le luci si abbassano, e mentre noi sorseggiamo altri due cocktail offerti dal locale, sentiamo la musica che si fa più soft. Quando Francesca entra in sala, annunciata dal DJ, io e Chiara ci guardiamo sorridendo e ci spostiamo bicchieri in mano sui divanetti a bordo passerella. Complici le luci o il trucco è davvero una bellissima ragazza, capelli lunghi e un viso candido ma con uno sguardo languido sicuramente studiato, ma che fa maledettamente il suo lavoro. Non ho visto molti spettacoli del genere, ma sicuramente questo è davvero coinvolgente, e quando nel suo muoversi da gatta arriva al termine della passerella vicino a noi sorride sempre a Chiara indicandola… o le ammicca con l’occhio. Perfino quando si lascia scivolare avvitandosi sul palo riesce ad essere disinvolta e rivolgerle uno sguardo d’intesa. Poi scende dal palco passando davanti ai divanetti per provocare, dando una leggere pacca sulla mano a chi cerca di allungarla troppo; davanti a Chiara si ferma, la guarda, prende fra le dita le spalline del vestito e le lascia cadere ai fianchi scoprendo il seno, sempre fissandola come per dedicarle il gesto. Si gira con il vestito che è rimasto una mini, offrendo la vista di un culetto davvero notevole ben accarezzato dal tessuto rosso. Il tempo di un altro giro a seno nudo ed il DJ chiama l’applauso di fine spettacolo. Francesca scende dal palco passandoci vicino, sorride in modo gentile a me e con le dita sfiora quelle di Chiara sussurrandole un innocente ma potente “a dopo”. Ad essere sincero sono più eccitato nel vedere l’effetto che fa Chiara anche ad una donna che non per il bel paio di tette che mi ballavano davanti fino a poco prima. Le guardo gli occhi felini che seguono Francesca verso il camerino, uno sguardo che conosco, ma che ogni volta mi lascia senza parole; è un mare di sensazioni, dal riservato all’esplosivo e che con gli occhiali le da un’aria di falso distacco che è incredibile. Mentre sono ancora li a godermi il suo profilo ed il suo collo (ogni volta che le guardo il collo qualche gene da vampiro comincia a premere dentro di me) lei mi prende per mano e mi dice “andiamo a riprendere il vestito”. Non sono io che guido: come succede sempre con lei io posso anche pretendere di guidare in macchina, ma quello che succede dopo con lei è sempre grazie al suo sguardo o al suo essere imprevedibile. Bussa al camerino e io le dico “ti aspetto fuori”. Francesca le apre la porta e vedendo che non entro mi dice di farlo altrimenti il buttafuori potrebbe avere da dire. Entro imbarazzato mentre vedo Chiara che le fa i complimenti come fossero vecchie amiche. Francesca è avvolta in un accappatoio di raso bianco con un disegno giapponese, capelli raccolti con una matita e trucco ancora perfetto, accetta i complimenti della mia ragazza con una modestia apparentemente sincera e ricambia dicendole che la camicetta sta meglio indosso a Chiara. E’ una ragazza semplice, diversa da quella che eccitava in modo stereotipato sul palco poco prima, ma con una sensualità più naturale, spontanea. Con me, l’intruso, o almeno così mi sento, è gentile e quando offre da bere lo fa con una gentilezza di chi vuole davvero farmi sentire a mio agio. Certo il suo sguardo verso Chiara è diverso, è carico di qualcosa, di una complicità fra la spogliarellista in kimono e la segretaria in camicia ed occhiali; due bellezze diversissime ma simili nei loro corpi minuti e nei visi dagli zigomi alti; la musica nella sala rimbomba leggera nel camerino lasciando passare solo i suoni più bassi, con un ritmo che sembra un cuore, o forse è davvero il mio quello che sento, caricato dalla scena delle due ragazze che parlano e ridono trovando ogni tanto qualche scusa per sfiorarsi i capelli o i vestiti… “il tuo vestito…”, dice ad un certo punto Francesca, alzandosi per andarlo a prendere. Chiara si alza a sua volta, e mentre lei è di la, mi manda un’occhiata provocante. Io rimango seduto sul divanetto con il mio terzo bicchiere della serata che comincia a farsi sentire, e vedo Francesca ritornare con quel’abito che non ricordavo così piccolo; lo tiene con le due mani appoggiato sul corpo e rivolgendosi verso di me mi chiede “allora, come mi stava?”…. ed alla mia risposta scontata, lei lo appoggia sul corpo di Chiara e dice “appena ti ho vista entrate mi sono innamorata di questo vestito”, e lo dice piantandole gli occhi chiari dritti nei suoi… con un silenzio interrotto subito da un “… era una balla la storia della borsa dimenticata…” e una risata maliziosa a cui Chiara risponde con un divertito “tu sei fuori…”; Francesca intanto appoggia il vestito su una spalliera del divanetto e comincia a slacciarle la camicia con un “lascia, faccio io” che neanche ad un uomo sarebbe venuto così convincente… Chiara si lascia fare, forse non ricorda che sotto non ha il reggiseno, o forse lo ricorda benissimo. Francesca sfila la camicia dai jeans tirandola dolcemente e finisce di slacciare gli ultimi bottoni, poi infila le mani ad altezza della vita e si ferma per un attimo quando sente la sua pelle. Anche gli occhi di Chiara si chiudono per qualche istante per poi tornare a guardare il viso di lei. Intanto le mani di Francesca salgono sotto la camicetta aperta fino ad arrivare al seno, me ne accorgo dal fatto che anche Chiara allunga le mani verso il laccio del kimono, come per voler sfogare in qualche modo l’eccitazione che cresce. Il nodo si scioglie facile e Chiara le apre i due lembi ed a sua volta a appoggia le mani le mani sulla pelle chiara, alzando lo sguardo cercando gli occhi di Francesca che invece le sta guardando il seno ormai in balla vista e stretto da entrambe le sue mani. Sono stupende, sono di una dolcezza incredibile racchiusa in una sensualità esplosiva: il bacio è un bacio dipinto con i capelli dell’una che sono accarezzati dalla mano dell’altra…. Fino a quando Francesca si stacca e le domanda un malizioso “ti bacia così lui?”, a cui Chiara risponde con un sorriso languido, come dire continua a baciarmi…. Invece lei la mette a sedere a fianco a me e mi dice un “fammi vedere come la bacia un uomo”, ma forse non ho neanche sentito quest’invito, la voglia di sentirla era troppa e decisamente impossibile da reprimere oltre. Le sento le labbra e la lingua che poco prima erano dedicate ad un’altra lei, un bacio ancora più languido del solito perché più abbandonato, più perso nel suo essere pieno di piacere; intanto Francesca le slaccia i jeans e le sfila le scarpe. La mano di Chiara tenta di fermarla, ma è più un gesto automatico che forse vorrebbe non aver fatto…. Anche se comunque serve a poco visto che i jeans sono ora aperti a mostrare un intimo stupendo da cui gi à si intravede il nero in rilievo sul monte dei miei desideri più caldi. La bacio con ancora più foga con lei che mi prende la testa fra le mani; allungo una mano prima sul seno scoperto poi le percorro la vita fino a cercare di infilarla sotto gli slip ma vengo bruscamente stoppato da Francesca; senza vederla sento un “è mia” che mi rimette al mio posto. Chiudo gli occhi e sento Chiara alzare il bacino per consentire ai jeans di fare la fine che meritano, sento le sue labbra tremare e le sue mani premermi più forte a lei. Un bacio che è una scopata tanto è pieno, forte, caldo. Mi stordisce il sentirla così piena di eros e quando inarca indietro il collo come a sfuggire le mie labbra vedo Francesca che le percorre l’interno coscia con le labbra. Sento il respiro di Chiara aumentare fino a riprendere violentemente e baciarmi quando lei le sposta le mutandine ed appoggia le labbra al suo sesso. Vorrei vedere la scena, ma quello che sento dal suo bacio è una descrizione ancora più piena del piacere che sta ricevendo, sento la sua lingua tremare, baciarmi come se ripetesse quello che le sta facendo Francesca. Sento il suo seno inturgidirsi e la pancia contrarsi ritmicamente, poi lascia una mano su di me mentre con l’altra tiene la testa di lei. E’ una regina con due servi a darle piacere, un piacere che arriva con un’esplosione che la solleva dallo schienale del divano, che dura abbastanza da tornare a baciarmi e tornare a staccarsi di nuovo, fino a terminare l’orgasmo con i capelli di Francesca fra le mani mentre i loro occhi si incrociano in uno sguardo indescrivibile. Francesca la percorre salendo il suo corpo sfregando il suo seno sul sesso di Chiara bagnato dal bacio fino ad arrivare a portata di labbra; un bacio intenso, che è la parola fine più bella ad un gesto di sesso puro e pulito fra due donne che si sono godute le loro bellezze ed il loro calore. Il rivestirsi di Chiara nel suo abitino è fra chiacchiere leggere ed ammiccanti, per niente imbarazzate da questo atto non programmato, naturale, vero, con io che ancora non ho realizzato bene il dove ed il cosa. E’ stato talmente bello che era come se l’avessi subito direttamente io tutto questo. Usciamo dal locale per mano, con Chiara totalmente senza rossetto, ma con un’impronta di un altro colore sul collo, leggera, che le tolgo a mia volta con un bacio prima di salire in macchina; quando saliamo in macchina per continuare la nostra serata la suoneria del suo telefono annuncia un messaggio… lei lo guarda con aria distratta e poi con la consapevolezza del suo essere incredibilmente donna dice: “Francesca”. “Le hai dato il tuo numero?”; “Perché no, è simpatica, magari uscirò con lei a bere qualcosa…. Due chiacchiere fra amiche”.
2688
0
3 years ago
emiliano18, 44
Last visit: 4 months ago -
INCONTRO DI BOCCHE
Arrivammo al club verso le 11,00 , la ragazza in reception mi informò che c’era la possibilità di prenotare un massaggio ,io accettai con molto entusiasmo ;Fabio invece declinò la proposta. La ragazza mi avvisò che con me avrebbe messo un singolo, io acconsentii tanto con me ci sarebbe stato anche Fabio .Salutammo ed entrammo nel club.Una volta svestiti ci indirizzammo verso la zona estiva e li mi immersi nella vasca sentivo la sensazione calda dell’acqua sulla pelle mi abbandonai tra le braccia di Fabio completamente appagata. Ad un certo punto sentii una voce femminile che mi chiese “posso entrare , vi disturbo?” Aprii gli occhi e vidi due sagome , mi girai verso le donna e notai quanto fosse bella , pelle ambrata , gambe lunghe e toniche , una cascata di ricci castani e due seni “pieni d’oro” ,rotondi, caldi, morbidi, vogliosi. Fabio parlò per me perché io rimasi stupefatta .Entrarono in vasca lei si sedette dalla mia parte e notai i suoi occhi verdi e profondi come una foresta misteriosa e fitta.Iniziammo a parlare e notai presto una certa sintonia con quella Venere ammaliante e capì presto che lei era molto esperta nell’antica arte della seduzione e che erano assidui praticanti dello scambio di coppia.Ad un certo punto la Venere mi sfiorò la coscia con la mano e sentii il mio corpo pervaso da brividi non mi capacitavo non avevo mai provato attrazione per una donna e presa dal panico sorrisi alla Venere e chiesi a Fabio di andare sui lettini per prendere un po’ di sole li salutai e ci alzammo.Mi pentii subito , non volevo lasciarla eppure la paura mi fece fare quel gesto , la Venere e il suo compagno ci salutarono e sparino all’interno della spa che in quel momento mi sembrò un grosso buco nero e vidi il suo dolce corpo sinuoso perdersi al di la della porta..Decisi di non pensarci e cercai di rilassarmi , arrivò l’ora del pranzo e io e Fabio ci avviammo alla zona buffet e mi sorpresi quando mi accorsi che la stavo cercando e non vedendola sentii un morso di rabbia nello stomaco e pensai tra me” ecco ..sicuramente saranno andati via adesso non la rivedrai più ..”Dopo aver pranzato entrai con Fabio nel bagno turco ed assaporai il vapore e l’assenza fresca di menta..Arrivò l’ora del massaggio e Fabio mi accompagnò davanti alla porta entrai nella stanza e notai la Venere li davanti a me di schiena che stava parlando col massaggiatore .Il mio corpo prese a pulsare , il cuore a battere e senza pensarci due volte mi girai verso Fabio e gli dissi “amore se vuoi prendere un po’ di sole mentre io sto qui vai pure tanto c’è una donna che fa il massaggio con me” lui mi baciò sulla bocca e mi disse che mi avrebbe aspettato fuori.Mi girai e vidi lei che mi guardava con occhi famelici , la massaggiatrice ci fece sdraiare sui lettini e il massaggio iniziò.Chiusi gli occhi per rilassarmi e calmare il mio inguine , sentivo il sangue bollire , non capivo , quella donna mi aveva stregato.MI concentrai sulla mano della massaggiatrice ma ad un certo punto sentii un piccolo gridolino apri gli occhi e la vidi .. mi guardava con occhi irreverenti e mentre aveva fissi gli occhi su di me iniziò a leccarsi le labbra della bocca ,io rimasi li ad osservare la maestrie e l’ingordigia della sua lingua e sentii il mio inguine bagnarsi come non mi era mai capitato.. ero eccitata..Il massaggio finì e io potei alzarmi , la massaggiatrice ci avvisò di fare una doccia così da poter togliere l’olio .Io pensai sinceramente che più per l’olio mi serviva una doccia fredda per calmare i miei bollori e schiarirmi le idee..La Venere si mise a parlare col massaggiatore , io cercai di rimanere li il più possibile ma poi mi resi conto che lei era impegnata nella conversazione quindi mio malgrado salutai e mi avviai verso lo spogliatoio più confusa che mai..Aprii la doccia e optai per l’acqua tiepida mi ci ficcai dentro e chiusi gli occhi ..Mi sentii afferrare le mani e mi sentii spingere contro il muro , aprii gli occhi presa dal panico e mi sentii sussurrare all’orecchio “TI voglio adesso ” riconobbi subito la voce della Venere mi si avventò da dietro e inizio dapprima a stuzzicarmi con le dita il mio capezzolo poi a giocare con il mio seno con un movimento rotondo , accelerando sempre di più ..poi scese e con frenesia iniziò a giocare col mio clitoride , io ero completamente nelle sue mani e più eccitata che mai…con l’altra mano giocava col mio seno sinistro.. “mi disse apri bene le gambe e appoggia le mani al muro” sentii la sua lingua scorrere sulla mia schiena fino alla mie chiappe .. le aprì e inizio a leccarle con la maestria di un’artista .. girava , infilava la lingua e risucchiava il mio buchino.. ad un certo punto si fermò, mi girò e mi disse” io ti voglio fare impazzire .. vieni con me .. la guardai e lei capì subito.. ho mandato mio marito dal tuonon si accorgerà di nulla.. “ nel mio intimo morivo dalla voglia di possederla ma non riuscivo ad ammetterlo .Lei non mi diede la possibilità di declinare l’offerta perché mi sbatté di nuovo contro al muro e iniziò a stuzzicarmi di nuovo il clitoride guardandomi con quei suoi occhi felini .. si alzò mi baciò e per la prima volta ebbi il contatto con la sua lingua che sapeva di me.. il tocco fece esplodere le ultime resistenze . Lei si staccò e mi disse “seguimi”..La seguii , mi portò nel privè e ci avviammo nella stanza con la porta , una volta dentro mi fece sdraiare sul letto e iniziò ad assaporare tutto il mio corpo con la lingua , iniziò dalla bocca e scese fino a miei seni dove iniziò a succhiare prima con delicatezza poi con estrema voracità .Il mio miele colava come non mai ,non ero mai stata così bagnata come con lei e senza dirmi niente infilò la mano all’interno di me .. sempre più dentro e li venni per la prima volta..Lei a quel punto si buttò sopra di me apri le gambe all’altezza della mia faccia e mi disse “prendimi , leccami” mentre con la mano non mi dava tregua e continua a stuzzicarmi il mio sesso .. io mi avvicinai ero in certa sul da farsi per me era una situazione completamente nuova allora lei presa dalla frenesia mi spinse il suo clitoride forte sulla bocca continuando a gemere . Aprii la bocca e iniziai a leccare sentii il suo profumo di donna , dolce ed etereo che mi riempiva la bocca .. presi il suo sesso e iniziai a mordicchiarlo e più sentivo i gridolini della Venere più io mi eccitavo.. finché sentii il suo sesso gonfio di piacere e pronto ad esplodere .La Venere a quel punto completamente presa dal piacere si staccò , mi mise seduta mi apri le gambe, lei fece la stessa cosa e con avidità si avvicinò e con ingordigia inizio a strofinare il suo sesso col mio sempre più forte finché entrambe esplodemmo in un piacere sconvolgente..Tutte grondanti ci accasciammo sul letto , lei a quel punto mi si avvicinò e cerco la mia lingua con la sua , ci baciammo dapprima con dolcezze poi sempre più passionali finché lei si avvicinò al mio orecchio e in un sussurro mi disse “ non è ancora finita , girati ,mettiti a carponi vicino alla ringhiera “ io la guardai stupita mi girai e vidi il mio compagno dalla ringhiera con uno sguardo pieno di desiderio .. lei mi guidò alla ringhiera ,mi misi a carponi e lei si sdraiò proprio sotto di me , chiamò il mio compagno e lui tutto preso dal desiderio si abbassò per penetrarmi . Lei iniziò a leccarmi da sotto .. morsicchiando e inghiottendo completamente il mio sesso e i miei umori.Chiamò a lei suo marito che entrò nella stanza e iniziò a sua volta a leccarla .. a quel punto Fabio non resistette più mi alzò le chiappe , le allargò un pochino ed entrò con una voglia mai sentita .Iniziò ad entrare con forza , sentii tutto il suo membro duro e pulsante tutto dentro di me e le sue palle sbattere su di me e sulla Venere.Mi sentii in visibilio , e li che provai il piacere più alto vedere la Venere sotto di me che mi assaporava tutto il sesso e con le mani mi schiacciava e massaggiava il seno mentre Fabio mi penetrava.Mi fece esplodere ed emisi un urlo di piacere .Fabio sentendomi urlare non resistette più ed arrivò all’ appagamento .Sentii il suo liquido scorrere fuori da me e la Venere leccò il mio umore con il sapore di Fabio.Lei arrivò all’orgasmo poco dopo di me … Ci alzammo lei si avvicinò mi bacio il seno .. stringeva ,morsicchiava e leccava il capezzolo . .. mi prese la faccia e la avvicinò al suo e io assaporai i suoi seni sodi ,tondi, gonfi e sentii il suo capezzolo turgido in bocca nel frattempo il marito la prese da dietro e inizio a spingere sempre più dentro e sempre più forte a quel punto fu lei a mettersi a carponi e mi fece capire con i suoi occhi famelici cosa avrei dovuto fare.. mi sdraiai io a pancia in su e iniziai a leccarla , baciarla , il suo sapore mi mandava in estasi le morsicchiavo le grandi labbra le leccavo le piccole labbra e risucchiavo il clitoride e mi resi conto di essere ancora bagnata perché sentivo il mio liquido scorrere tra le chiappe.. finché vidi lei che si abbassò coi gomiti e iniziò di nuovo a succhiarmi , mi penetrò prima con un dito poi con tutta la mano sempre più veloce ed è li che venni un’altra volta.. sentii che anche la Venere stava per esplodere è così fu.. e sentii il suo sapore in bocca fino a quando non assaporai un sapore nuovo e li capii che anche suo marito raggiunse il massimo piacere.Lei a quel punto mi sorrise .. si avvicinò alla mia bocca mi baciò portandosi via il suo umore e quello del suo compagno .. e mi disse “ti ho voluto e ti voglio ancora “ poi mi salutò con un bacio , salutò Fabio e com’era comparsa si allontanò insieme al suo compagno con il suo sorriso beffardo…
2083
0
6 years ago
laure, 30/27
Last visit: 5 years ago -
Sottomisura
Giungo in Piazza della Pilotta verso tarda mattina. Le vie adiacenti il Teatro Regio sono affollate di persone. Uomini e donne stanno assiepati attorno le bancarelle dove sono esposti in maniera disordinata indumenti, calzature e articoli casalinghi di ogni genere.
Le donne saltano da un banco all'altro, movendosi come cavallette, alla ricerca di un capo di abbigliamento griffato di fine serie, pronte a contendersi l'oggetto dei loro desideri con spintoni e male parole.
Andare in giro nei mercatini facendo shopping a basso costo è una pratica cui non so sottrarmi. Alcuni sociologi hanno paragonato l'esercizio di questo passatempo alla stessa stregua di certe droghe che creano dipendenza.
Ma ormai è' un fenomeno generalizzato che coinvolge un gran numero di donne e uomini che come me usano acquistare oggetti per il solo gusto di consumare, senza averne un reale bisogno.
A fatica, facendomi largo fra la folla, riesco ad avvicinarmi ai bancali che espongono abiti e tessuti per l'estate. Una gonnellina pareo in lycra di colore bianco attira la mia attenzione. Costa solo 6,50 Euro. La prendo e pago senza mercanteggiare sul prezzo. Ritiro la merce e infilo l'involucro nella sacca che porto tracolla. Poco più in là, nella zona del mercato riservata agli ambulanti che espongono scarpe, trovo degli zoccoli di legno di colori assortiti con sottili fascette multicolori. Ne prendo un paio: costano solo 8,00 Euro.
Fare shopping è divertente. A volte perfino eccitante. Muoversi fra le persone, sentire i loro odori, entrare a stretto contatto con i corpi, contendersi e passarsi gli oggetti fra le mani non mi produce solo agitazione, ma un grande turbamento. Nel caos che regna intorno ai banchi c'è sempre qualcuno che ne approfitta per allungare una mano e toccarmi il culo. Dopotutto è sempre meglio subire questo genere di attenzioni piuttosto che essere derubata del portafoglio da uno dei numerosi borseggiatori di professione che infestano i mercatini.
Ormai ho fatto l'abitudine ai palpeggiamenti, reagisco all'offensiva di chi insiste nel toccarmi il culo solo nel caso in cui la palpata si fa troppo insistente superando i limiti della decenza. Il più delle volte, girandomi, trovo alle mie spalle solo donne e ciò non mi dispiace: sono portata a credere che il mio culetto deve essere particolarmente appetibile a molte di loro.
Essere palpata sulle chiappe è quanto di meglio può capitarmi quando mi muovo fra la folla che sta assiepata attorno ai banchi. Ogni volta che sono oggetto di questo tipo di attenzioni provo una certa soddisfazione, cosciente come sono di avere regalato attimi d'intenso piacere a chi ha compiuto il gesto.
Il tipo di palpeggiamento che prediligo è quello con la mano morta, è un tipo di palpata docile, gentile, sensuale. Detesto invece chi volgarmente mi pizzica il culo o tenta d'inserirmi un dito tra le natiche.
Girovagando da una bancarella all'altra, in meno di mezz'ora, ho acquistato un gran numero di cose: due t-shirt, un abito a mezza manica in piquet elasticizzato, da indossare quando andrò in spiaggia, un copricostume, un telo mare verde con stampe a zebra, un bikini a righe colori arancio/viola e una borsa mare di plastica trasparente rigida. Infine ho comperato un regalo per Cristina: è con lei che ho appuntamento in Piazza Garibaldi.
Ripongo gli oggetti che ho acquistato nelle borse ai lati del portapacchi della bicicletta, dopodiché lascio la zona del mercato. Sospingo il velocipede e a piedi mi avvio verso Piazza della Pace.
Sotto l'ampio porticato del Palazzo della Pilotta un gruppo di donne moldave e bielorusse stanno sedute sulle panche di granito d'intorno al bacino d'acqua che l'architetto Piano ha inserito nell'arredo urbano di Piazzale della Pace quando ne ha curato il rifacimento. Le donne parlano fra loro, in maniera composta, sottovoce. Molte di loro espletano il lavoro di assistenti domiciliari prendendosi cura di anziani soli. Pagate in nero dai famigliari di quest'ultimi che altrimenti dovrebbero sborsare cifre iperboliche per ricoverarli nelle case di riposo. Non c'è nessun uomo a tenere loro compagnia: i mariti sono rimasti a casa ad accudire i figli. Sfilo dinanzi a loro e penso che sono donne coraggiose.
Mancano pochi minuti a mezzogiorno quando giungo in Piazza Garibaldi.
Cristina, vedendomi arrivare, abbandona la poltroncina in vimini dove sta comodamente seduta e mi viene incontro. Ci scambiamo un duplice bacio sulle guance, alla maniera francese e prendiamo posto al tavolo della caffetteria, poi ordiniamo un aperitivo. Al riparo dal sole, sotto un enorme ombrellone di colore beige, a poca distanza dal monumento a Garibaldi che troneggia in mezzo la Piazza, ci gustiamo il passeggio della gente che transita dinanzi a noi.
- Come va? - domanda.
- Bene. e tu?
- Anch'io
- Luca?
- Il solito. E' via, a Budapest. Torna martedì o mercoledì, spero.
Vorrei dirle qualcosa a proposito di Luca, ma esito e cambio argomento. Pur lavorando entrambe come infermiere nello stesso ospedale, ci frequentiamo da poco tempo, più precisamente da quando è stata trasferita nel reparto di medicina dove presto servizio da quattro anni.
- Ti ho preso un regalo - dico - E' solo un pensiero, ma spero che ti piaccia lo stesso. L'ho scorto in un bancale del mercato, così l'ho comperato.
- Beh! Mi hai messo addosso una certa curiosità. Posso sapere almeno cos'è?
- Prova a indovinarlo.
- Dai, Erika non fare la sciocchina. Dimmelo. non tenermi sulle braci.
E' magnifica Cristina quando sorride. Le sporgenze carnose delle sue labbra si schiudono e accenna a mordersi il labbro inferiore.
E' impaziente di sapere cosa le ho comperato. Batte nervosamente le dita sul bracciolo della poltroncina nell'attesa che le consegni il regalo.
Indossa una camicetta bianca, ampiamente scollata, e un paio di jeans che per la delicatezza della fattura e i modi eleganti della sua persona le donano un aspetto raffinato e nel contempo sbarazzino. I capelli castano scuri, raccolti dietro la nuca, a coda di cavallo, la fanno apparire più giovane di quanto non è, mentre invece ha la mia stessa età: trentadue anni.
- Potrebbe essere un copricostume, una t-shirt o un maglietta a vogatore di quelle a spalla stretta. Tu cosa pensi che sia? - le suggerisco.
- Dai, non farmi stare male... dimmelo.
Cristina afferra il bicchiere e sorseggia la bevanda analcolica. Seguo il movimento delle sue labbra che si dilatano al passaggio del liquido. Sono presa da un desiderio inconsulto d'infilarle la punta della mia lingua nella sua bocca, ma è solo una voglia matta: una allucinazione.
- Va beh, dai... Ora te lo vado a prendere. L'ho nel cestello della bici.
Mi allontano e torno poco dopo tenendo stretto nella mano il regalo.
- Tieni è qui dentro - dico, porgendole l'involucro.
- Che faccio. L'apro ora? - sussurra, stringendo fra le dita il regalo.
- Beh, se ti va che gli altri lo vedano.
- Ah! E' così dunque. C'è dentro qualcosa di misterioso di cui debba vergognarmi?
- Ma no, che dici mai.
- Beh! Allora lo apro...
Cristina estrae dal sacchetto l'involucro in plastica che contiene un bikini in tinta unita con reggiseno a forma di triangolo.
- Accidenti! E' un bellissimo coordinato bianco! Giusto quello di cui avevo bisogno.
- Dici?
- Sì, davvero!
- Ne sono felice. E' una piccola cosa, lo so. Su una pelle olivastra come la tua il bianco è il colore che più fa risaltare l'abbronzatura e la bellezza delle tue forme.
Cristina afferra il reggiseno, ne valuta la consistenza e le dimensioni e fa lo stesso con lo slip.
- Ma che misure hai preso?
- La terza di reggiseno e la taglia quarantadue per gli slip. Sono andata un po' a naso.
- Per essere una terza mi sembra piccola.non credo proprio che contengano i miei seni, per me è una seconda.
- Ma no, dai. Fai vedere.
Agguanto i capi di biancheria e li valuto.
- Ti sbagli, guarda c'è scritto nell'etichetta. E proprio una terza!
- Ti sbagli. Scusa se insisto, ma il reggiseno è di una misura più piccola.
Lo saprò bene, non credi?
- Beh, per giudicarlo dovrei vedertelo addosso.
- Lo indosserò appena sarò a casa, poi te lo farò sapere.
- Beh, potresti indossarli ora, così se non è della tua misura posso andare a cambiarlo subito.
- Sì, ma come faccio?
- Vieni dai, andiamo in bagno e te lo provi lì. Ti accompagno... se vuoi.
- Dici?
- Sì, dai. Andiamo, segui me.
Ci conosciamo da poco tempo eppure mi sento dannatamente attratta dal suo corpo. Anche ora che a passi lenti la precedo verso la caffetteria, pur se turbata dall'inconsueta intimità, cerco di reprimere la forte attrazione che provo verso lei.
Il percorso che conduce hai bagni lo conosco bene. Varco la porta dell'antibagno e lei mi segue appresso. Ci ritroviamo in uno spazio esiguo. Una specchiera a muro e due lavandini sono alla nostra destra, mentre nella parete opposta trovano posto le porte dei due gabinetti.
- Vai dentro. Ti aspetto qui mentre provi il costume - dico.
- Ma no, dai entriamo tutte e due insieme. Mi dai un consiglio, ti spiace?
- Ma veramente...
Cosa altro potrei risponderle? Che non vedo l'ora di essere chiusa in quello spazio ristretto insieme a lei e godere della sua intimità?
- Su dai non fare storie, seguimi.
Con un certo impaccio entro anch'io nel bagno. Lo spazio è piuttosto esiguo, ma sufficiente da permetterci di muoverci con una certa disinvoltura.
- Ti spiace tenere il bikini mentre mi spoglio?
- No, fai pure.
Mi consegna il costume e appoggia la borsetta di pelle all'attaccapanni, poi si libera dei jeans.
- Provi anche gli slip?
- Sì certo, intanto che ci sono provo anche quelli.
Una volta sfilati i pantaloni si libera della camicetta. L'intimo di pizzo bianco che indossa è carino davvero, il reggiseno a balconcino le sostiene i seni spingendoli verso l'alto.
- Ti spiace sganciarmi il reggiseno?
Prima che possa risponderle si è girata con la schiena nella mia direzione, in attesa che la liberi l'indumento.
Stacco il gancio e lascio che il reggiseno scivoli in avanti. Cristina lo toglie e lo appende alla gruccia infissa nel muro nel muro, poi si gira verso di me.
Il sorriso malizioso che traspare dalle sue labbra è incantevole come lo sono i suoi seni. Osservo le forme tonde e resto stupita nel constatare che i capezzoli sufficientemente prominenti sono inturgidi.
- Beh! Sei sorpresa?
- Cosa? - rispondo, stupita.
- Allora pensi ancora che la misura sia giusta?
- Beh, no... forse hai ragione tu, ma... -
Contrariamente alle mie mammelle, che col passare degli anni accennano sempre più a diventare pendule, le sue sono tonde e sufficientemente ritte.
Le porgo la parte superiore del costume e lei lo indossa.
- Beh, che ne dici ti sembra una terza, questa?
I lembi a forma di triangolo coprono a stento le forme dei seni, segno evidente che abbisogna di una taglia in più.
- In effetti, ti sta un poco stretto, lo ammetto.
Sfila le mutandine di pizzo e indossa quelle del bikini. Chino il capo e constato di persona che ha la passerina ben curata con uno striminzito ciuffo di peli neri nella parte superiore.
- Ti sta veramente bene - dico, col poco fiato che riesco a buttare fuori, tanto sono eccitata.
- Ti piaccio così?
- Beh, sì... Certo che sì.
- Senti come il tessuto stringe i seni. Ho ragione quando affermo che il reggiseno è di una misura in meno rispetto a quella che dovrei indossare?
Mi prende la mano e l'infila sotto la stoffa del costume a contatto di un capezzolo. Percepisco l'inturgidimento del profilo di carne e sento il mio cuore batte celermente a un ritmo di pulsazioni per me inconsueto.
- Che te ne pare?
- Dico che... hai due seni magnifici - pronuncio la frase come se volessi liberarmi di un grosso peso.
- Ti piacciono?
- Sì, certo, e tu sei bellissima.
Non attendo la sua risposta, mi faccio audace e avvicino le mie labbra alle sue. Le sfioro delicatamente, senza premere su di esse. Lei non si ritrae, lascia che la baci senza ricambiare il mio gesto. Il suo atteggiamento è passivo, ho l'impressione di avere commesso una gaffe e di avere rovinato col mio gesto la nostra amicizia. Sollevo le mani attorno il suo viso e premo le labbra sulle sue. Le sento aprirsi e contraccambiare i miei baci.
Sospingo Cristina contro la parete e proseguiamo a scambiarci dei baci.
Lei, che soltanto pochi istanti prima era ritrosa e pareva non lasciarsi andare, m'infila decisa le dita fra i capelli attirandomi con forza a sé.
Le sue labbra hanno il sapore del miele e la morbidezza di un corso d'acqua.
Baciare una donna è assai più gradevole di quanto lo sia con un uomo. I baci hanno un gusto particolare che li rende più eccitanti. Penetro nella cavità della sua bocca con la lingua e frugo dentro di lei. Alle mie sollecitazioni la sento fremere di piacere. Continuo a penetrarla senza interrompere la mia azione, lei mi imita e fa lo stesso. Le lingue s'intrecciano l'una sull'altra provocando ad entrambi intensi attimi di piacere.
Ho la fica fradicia di umori che sento colarmi fra le cosce. Proseguo nella mia azione incollando le labbra sul suo collo riempiendola di succhiotti.
Lei cerca di divincolarsi, ma tengo pressata la sua schiena contro la parete.
Afferro la punta di uno dei suoi capezzoli e lo spremo, delicatamente, senza farle troppo male. I seni che poc'anzi avevo intravisto floridi, nel momento in cui si era liberata del reggiseno, li ho finalmente nelle mie mani: sono sodi, più dei miei. Chino il capo e trascino le labbra sopra di loro.
Infilo la mano sotto l'elastico delle sue mutandine e con le dita raggiungo la sua passerina. Ha un sussulto di piacere quando la penetro con un dito.
La fica è inzuppata di umore come la mia. Infilo la lingua nella sua bocca e contemporaneamente inizio a masturbarla con il dito che tengo dentro la fessura. Il suo respiro si fa affannoso, ansima di piacere lasciandosi sfuggire qualche breve monosillabo dalle labbra.
Tengo la mano appoggiata sul suo monte di venere e con le dita strofino la sporgenza carnosa del clitoride. E' turgido e generoso di lunghezza. Lo immaginavo così e non ne resto delusa.
Senza remora alcuna ci abbandoniamo a soddisfare i piaceri della nostra carne. Godo... Cazzo se godo! Cristina è in mio possesso. Sento che in questo
momento potrei farle fare tutto ciò che voglio e lei mi ubbidirebbe. Le mordo il collo dietro la nuca e sento le sue gambe flettersi. S'inarca all'indietro con la schiena e pronuncia le prime parole da quando abbiamo iniziato a fare l'amore.
- Mi fai morire.basta ti prego, smettila - sussurra, mentre imperterrita proseguo a morderle il collo.
- Ti prego.ti prego.
La supplica mi eccita ancora di più. Tocco l'estremità del clitoride e agito il minuscolo cappuccio che lo avvolge, proseguo nella mia opera nonostante la mia amica tenti ripetutamente di allontanare la mia mano dalla sua tana.
- No... no... lasciami. Ti prego.
Cristina mugola di piacere e il suo corpo è percorso da un'infinità di brividi: sento che il suo orgasmo è imminente.
- Godo!... Godoo!... Godooo!
Urla ad alta voce accasciandosi col culo sul pavimento del bagno.
4
3
19 years ago
nicky1, 36
Last visit: 2 months ago -
Erotismo e........
Io e Lucia eravamo amiche d'infanzia.Ci legava un'amicizia rofonda da anni,una frequentazione assidua ma di recente piuttosto di rado causa i reciproci impegni e probemi della vita attuale spesso frenetica.Lucia si era trasferita da poco a Parma,nel suo paese non si trovava lavoro e purtroppo la vita era dura x tutti sia dal lato occupazione ed economico.Io e mio marito l'avevamo aiutata spesso nei momenti di crisi e Lucia era molto legata a noi.Le avevamo trovato un piccolo monolocale a Parma in affitto e un lavoro x ora cmq saltuario.Ci era grata di tutto cio' e spesso ci veniva a rovare x stare in ns compagnia soprattutto nei week end in cui eravamo piu'liberi dalla ns attivita'.Era Giugno,alle 9 di sera squilla il tel.vado a rispondere ed è Lucia,Fra'mi dice come va?sai sono un po' giu'di corda,mi sento sola,triste,stanca.Ogni tanto Lucia andava in depressione e solo noi legati da profonda amicizia riuscivamo un po' a risollevarla.Si scxherzava assieme,si rideva,si mangiava a volte in compagnia.Lucia le dico al tel.se vuoi sabato e domenica vieni da noi poi facciamo una capatina al mare dai.Sabato alle 11 suona il campanello,mio marito va'ad aprire,è Lucia,lui resta allibito,è stanca,trascurata,veste i modo molto disordinato,la fa'entrare e accomodare in salotto.Io sono in bagno,quando esco la vedo,l'abbraccio e le chiedo come stai tata.Non bene fra'mi dice,mi sento stanca,depressa,sola.Ci prendiamo cura di lei aiutandola spesso nei suoi tristi momenti di depressione.Cerchiamo di distrarla,chicco e maya i ns cagnolini con cui Lucia è molto in sintonia le fanno sempre tanta festa.Lei ama molto come noi gli animali e gia'un po' si risolleva moralmente giocando con loro.Lcy le dico,se vuoi vai in camera ns cambiati e scgli il vestito che vuoi e un costume d bagno.Fra'mi dice portami tu dai,non sono in vena oggi.La prendo x mano e andiamo in camera.Le faccio scegliere un abito che poi le lasciero'cmq che a me come taglia non va'piu'.Scegliamo un costume da bagno poi verso le 12 partiremo x il mare.Lucy mi abbraccia,Fra'mi dice senza di te e mauro che farei? oltre ad essere veri amici fate sempre tanto x me.La stringo forte al mio petto,le accarezzo i neri capelli lucenti ed una lacrima le scende lungo il viso.Lucy le sussurro,l'amicizia vera è fatta di questo,a noi fa'tanto piacere aiutarti e starti vicino.La lascio in camera e le dico di cambiarsi.Dopo circa 15 minuti,Lucy appare in salotto,io sto'per preparare i necessario x il mare mentre mauro è impegnato coi ns cani.Sono girata di spalle e sento la sua mano sulla spalla,mi giro e allibita la vedo.E' bellissima,i neri capelli raccolti il trucco sottile non volgare e gli occhi lucidi fanno di lei un angelo.Lucy le sussurro sei bellissima,Fra'dai mi dice non mi far diventare rossa eh.Anche tu sei bella Fra',sei dimagrita,sei piu'fresca e radiosa sai. beato lui che ha accanto te,una brava ragazza e anche caina.Lucy non è mai stata cosi',i suoi complimenti mi lusingano ma mi appaiono insoliti anche.Partiamo e dopo un'ara circa siamo in liguria ove abbiamo na piccola casetta x le vacanze ed i week end compaibilmente coi ns impegni di lavoro che spesso ci impediscono di evadere un po' dalla solita routine.Lucy ci aiuta coi bagagli e coi cagnolini.Ci accomdiamo in casa nel piccolo salottino,io preparo gli aperiti e Lucy mi aiuta come sempre.Fra'mi dice,ti da'noia se mi metto un po' in liberta'?Lucy me lo chiedi?dai siamo al mare non ti fare problemi,ora anche noi ci mettiamo in liberta'.Lucy va'in camera,esce dopo poco,maglietta bianca attillata,pantalocini corti e capelli legati dietro.Come sei bella Lucy le sussurro.Arrossisce un po' e intravedo dai suoi occhi una lucentezza stupenda,piono perle sul viso dolcissimo di lei.Ci cambiamo pure noi,poi ci prepariamo un frugale pranzo lggero.Parliamo di lavoro,ma anche del mare che oggi è bellissimo,calma piatta e un azzurro stupendo.Fra' poi ti aiuto io sai a rassettare la cucina poi nel pom andiamo in spiaggia?Certo Lucy le dico,ho voglia di fare un bel bagno e prendermi un po' di sole.Mauro ci osserva a volte in modo strano,pare che ci mangi con gli occhi.Verso le 15 tutti e tre andiamo nella piccola spiaggetta vicino a casa ns.Lucy si spoglia,indossa un bikini nero piuttosto succinto ma col suo fisico puo'davvero permetterselo.Fra' mi dice,mi metti tu la crema dietro?Poi lo faccio a te,ho dimenticato lo spray altrimenti facevo sola.La faccio mettere pancia sotto sulla sabbia e le spargo la crema abbronzante.Ha una pelle morbidissima,vellutata soffice come una nube nel cielo.Fra'sei delicatissima mi sussurra.Scorgo dai suoi occhi un lampo di luce e dalle labbra un sorrisino appena accennato.Ora te la metto io dai la crema.Mi giro e lei delicatamente mi mette l'abbronzante,le sue manine sono velluto,con api cerchi mi sparge la crema,si sofferma a volte vicino ai glutei,vicino al pube.Dai mi dice te la metto anche davanti se vuoi.Vabbe' ok le dico.Faccio finta di nulla ma ad ogni suo tocco mi sento vibrare.Verso le 19 torniamo a casa.Pizza stasera Fra'?^La volete?ve la preparo io mi dice Lucy.Dopo la cena ci vediamo un po' di tv.Lucy mi siede accanto,mi tiene spesso fra le sue braccia,poi nella penombra del soggiorno mi accarezza il viso,i capelli e allibita a volte la guardo.Fra' mi sussurra,sai ti debbo fare una confidenza,da tanto tempo no faccio piu'nulla sai.L'osservo i suoi occhi paiono penetrami,lucenti,neri e bellissimi paiono volermi dire tante cose che immediatamente intuisco.Non vorrei mai e pi mai rovinare un'amicizia ma anch'io ho desiderio di lei.Il profmo della sua pelle mi entra dentro,mi sento eccitata,desiderosa di lei.Lucy si fa'semre piu'ardita,ora mi accarezza i seni,entra dentro la scollatura della maglietta,mi titilla capezzoli. Lucy le sussurro,se continui poi non riesco a trattenermi sai.Scherzosamente le dico,poi peggio x te eh.Un dolce sorriso trapela dalle sue labbra.Mio marito ci osserva,incredulo ed allibito vedo.Notiamo entrambe ossevandolo meglio una eccitazione intensa da parte sua.Lucy ora ha perso ogni inibizione,Piano piano mi toglie la maglietta,mi accarezza,mi bacia dietro le orecchie accarezza i miei seni e mi sento pervadere da un desiderio intenso e indescrivibile.Ho le mutandine umide,i capezzoli paiono di marmo sotto le sue mani ed ora le sue labbra che mi succhiano e mordicchiano dolcemente i seni.Lucy le sussurro,mi fai impazzire.Lucy non proferisce sillaba,mi spoglia nuda,mi fa'sdraiare sul sofa'poi inizia ad accarezzarmi il pube,le sue dita morbidissime antrano nell'intmo,mugolo e ansimo di piacere.Lui ora lo intravedo,è nudo,il suo pene pare un dardo e il suo seme esce spontaneamente.Lucy lo osserva a volte,poi mi apre le gambe e sento la sua lingua calda,morbida e voluttosa.Succhia il mio clito,lo lambisce dolcemente poi ....non resito piu' ora,la spoglio tutta nuda e la baciop in ogni anfratto piu'recondito del suo bellssimo corpo.Ansima,geme urla di desiderio.Sento i suoi umori uscire dolcemente dal suo sesso,ne assaporo la dolcezza e in un bellissimo 69 proviamo un intenso e bellissimo orgamo.Lucy pare assatanata,ora si gira,succhia e lecca voluttosamente il membro di lui,la sua lingua rotea sul glande,a volte si insnua nel bochetto del pene poi lungo l'asta sino ai testicoli. io mi unisco a lei e le ns bocche lo fammo ansimare,urlare e ........dopo poco ci inonda entrambe di caldo e copioso sperma.
4
4
14 years ago
iltulipanorossocp1,
54/54
Last visit: 13 years ago