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cp3roma 42/42 y.o.
Couple
Roma, Italy
Last visit: 15 years ago
Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

Notte veneziana

E’ con vivissimo piacere che finalmente ho l’opportunità di mettere per iscritto un fatto appena accaduto e non più solamente uno dei meravigliosi ricordi di qualche anno fa. Per una coppia riprendere le fila di un discorso interrotto da qualche anno, reimmergersi in quel caos di emozioni abbandonato a causa di altre pur felicissime scelte di vita è meno facile ed immediato di quanto si possa pensare. Non si è più esattamente gli stessi di prima e diventa necessario “riprendere le misure” dei propri desideri ed esigenze e soprattutto rompere una routine da tempo consolidata sulle esigenze familiari e sulla stanchezza derivante dalla cura dei figli piccoli. Viene naturale poi domandarsi se una mamma, felice di esserlo, non possa avere problemi e conflitti a "cambiare pelle", anche se soltanto per poche ore, e tornare ad essere la femmina spregiudicata di qualche anno prima, sempre disposta a sedurre ed essere sedotta. Ma, a quanto sembra, le emozioni possono tornare prepotenti a galla e camminare da sole dissolvendo ogni coltre di torpore sessuale. E’ sufficiente solo non ostacolarle troppo e nutrirle con un minimo d’iniziativa. E stavolta l'iniziativa viene proprio da lei. La settimana scorsa è capitata l'occasione di compiere un breve viaggio con il camper nel nord Italia, e non mi è parso vero sentirmi dire da mia moglie se era il caso che lei si risentisse con Alfredo, magari cogliendo l'occasione per andarlo a trovare insieme a me a Venezia. Se ne era naturalmente già parlato in precedenza, nel momento stesso in cui lei aveva espresso il desiderio di riprendere a giocare con il sesso; le tante insicurezze infatti le facevano desiderare che la cosa avvenisse con una persona fidata e già conosciuta. E Alfredo è sempre stato per lei il candidato per eccellenza. Ma in queste cose tra il dire ed il fare… Mia moglie ed Alfredo si conobbero ad inizio 2001. Io e lei eravamo sposati da poco ed in quel periodo lei era stata incaricata dalla sua azienda di partecipare ad una riunione in una grande città europea. Nel corso di quell'incontro si erano conosciuti ed era scattata la scintilla. Lei aveva già da tempo il mio consenso esplicito ad intrecciare relazioni-avventure con altri uomini e gratificava meravigliosamente la mia vocazione di cuckold approfittando di tale possibilità e mettendomi poi regolarmente al corrente di tutto ciò che accadeva. La vita d’albergo che sovente faceva le dava la necessaria libertà d’azione e creava facili occasioni. Riguardo all’incontro con Alfredo, lei mi riferì con un entusiasmo piuttosto inconsueto dell‘eccellente intesa sessuale che aveva con quest'uomo, un quarantenne scapolo di bell'aspetto, professionista indipendente. Iniziarono a frequentarsi abbastanza regolarmente, e nonostante la distanza non indifferente che separa Roma da Venezia, Giorgia almeno una volta al mese prendeva il treno e andava a trascorrere il week-end a casa sua. Mi raccontava poi di come trascorrevano le serate girando abbracciati per i mille locali e localini di Venezia, che lui conosceva come le sue tasche, tracannando superalcoolici per poi rintanarsi in casa ed abbandonarsi semiubriachi ad ore ed ore di sesso sfrenato. Mi resi conto subito che Alfredo aveva un ascendente particolare su mia moglie: normalmente, quando le capitava di andare a casa di un altro uomo o in albergo mi telefonava con regolarità e mi teneva informato sugli sviluppi della situazione, condividendoli con me qualche volta persino in tempo reale, magari lasciando il cellulare acceso a mio beneficio durante i rapporti intimi che aveva con l’amico di turno. Con Alfredo invece lei usciva dalla mia vita il venerdì pomeriggio alla stazione Termini e non avevo più sue notizie fino alla domenica pomeriggio sul tardi, quando mi chiamava dal treno che la stava riportando a Roma per darci l'appuntamento alla stazione. Un altro sintomo di un particolare stato di cose era lo stato di svuotata spossatezza che seguiva queste trasferte e che durava diversi giorni. Ricordo vividamente il ritorno dal suo primo viaggio veneziano… era sconvolta, trascorse due giorni a letto con febbrone e mal di schiena e non era più nemmeno la stessa. Trascorremmo una settimana piuttosto spiacevole, senza avere rapporti sessuali. Lei sembrava vivere in un mondo tutto suo e la cosa destò in me più di qualche perplessità. Mia moglie era sempre stata perfettamente in grado di gestirsi le sue situazioni, passando da un uomo all'altro senza il minimo turbamento emotivo. Questa volta invece c'era una tempesta in corso. Una volta la colsi in un momento di dormiveglia e mi confessò di sentirsi malata ed innamorata. Alfredo però aveva, bontà sua, la capacità di saper tenere una donna alla debita distanza. Mi resi conto che lei ebbe dei momenti di sofferenza per questa ragione. Momenti che me la fecero amare ancora più profondamente e che comunque si dissolsero relativamente in fretta, assorbiti dal viscerale bisogno reciproco che sempre ci ha legati. In seguito, al terzo incontro mi pare, lui contribuì ulteriormente a rimarcare la natura unicamente trasgressiva della loro relazione, proponendole di presentarla al suo migliore amico. Una felice nottata spesa a casa di quest’ultimo, a Mestre, a dividere i suoi favori tra i due amici, unitamente ad una certa costante indifferenza ostentata da lui al di fuori degli incontri, dissero l’ultima parola sulla natura del loro rapporto, che da allora rimase tale, caratterizzato da reciproca simpatia, disponibilità ed attrazione, ma nulla di più. Poi venne l’estate, io e lei prendemmo la decisione di mettere al mondo un bimbo e tra lei ed Alfredo la cosa in pratica finì, o meglio rimase in sospeso, limitata agli auguri di Natale e una telefonata ogni sei mesi. Giorgia ed Alfredo dunque si sentono per telefono. Lei lo informa del fatto che saremmo dovuti passare a Treviso e che ci avrebbe fatto piacere incontrarlo, se la cosa era reciproca. Lui si mostra subito disponibile a fare la mia conoscenza e ad ospitarci a casa sua. Un bel venerdì mattina di inizio settembre ci mettiamo dunque in viaggio verso il nord-est. Trascorriamo la serata e la mattinata successiva a svolgere le attività che erano il motivo originario del nostro viaggio e ci ritroviamo il sabato pomeriggio a parcheggiare il camper al Tronchetto. Siamo entrambi molto emozionati. Non abbiamo il minimo dubbio sulla natura dell’incontro, Alfredo non ha infatti mai ignorato che la sua compagna di giochi sessuali è una donna sposata con un marito cuckold al corrente di tutto. I pochi chili in più ancora da smaltire ossessionano la mia compagna che passa nervosamente da un vestito all’altro chiedendomi quale contribuisce maggiormente a nascondere i difetti. Come faccio incessantemente da diverso tempo a questa parte la abbraccio con amore rassicurandola sulla sua desiderabilità e sensualità, che nessun rotolino di ciccia in più può inficiare. I suoi capelli lunghi e dorati, i dolci occhi azzurri, il seno prosperoso e sodissimo di quarta misura, le gambe toniche, il sedere abbondante e provocante, l’odore meraviglioso della sua pelle, tutto concorre a dipingere nella mia mente l’immagine dell’angelo sensuale che adoro, nella mente degli altri uomini invece l’immagine di una appetitosa femmina da letto, con tutte le maniglie ben sviluppate nei punti giusti a cui afferrarsi e di cui servirsi. Intendo prepararla devotamente all’incontro: preparo una bacinella di acqua tiepida e mi dedico con cura alla sua zona pubica. Elimino pazientemente i peli attorno e sulle grandi labbra della fica e la lascio con un rado triangolino pubico. Mi accerto della bontà del mio lavoro con un paio di profonde lappate che mi mandano fuori di testa. Ha la fica già umida, e mi permetto di dubitare che la causa sia stata il solo stimolo della depilazione. Avrei voluto vederla con le autoreggenti ma il caldo umido della serata veneziana sconsiglia di coprirsi troppo. Quindi solo mutandine nere di pizzo e reggiseno anch’esso nero. Una bella gonna bianca, vaporosa e trasparente le scivola fin sotto il ginocchio. L’effetto è esaltante, le mutandine infatti risaltano perfettamente tra le pieghe della gonna e testimoniano la natura trasgressiva della nostra serata. Sopra una maglietta aderente mette in evidenza gli sviluppatissimi seni completando l’opera. Le stradine di Venezia ci vedono camminare sotto gli sguardi interessati della maggior parte degli uomini nonché di tutti coloro a cui siamo costretti a chiedere informazioni per orientarci nella babele di viuzze interne. Giungiamo al “campo” dell’appuntamento verso le 20.00 e ci sediamo ad un bar aspettando l’arrivo del nostro ospite. Lui tarda un po’, noi ci concediamo un prosecco. Vado a lavarmi le mani alla toilette e quando torno lui è già arrivato. Lo trovo seduto accanto a mia moglie, stanno chiacchierando e sembrano entrambi soddisfatti di rivedersi dopo quattro anni. Mi avvicino e ci salutiamo con cordialità. Decidiamo per una cena a base di carne e ci incamminiamo per strade e vicoli che conosce soltanto Alfredo. Arriviamo ad un ristorantino molto grazioso su una piazzetta veneziana a noi sconosciuta, con i tavolini fuori. Facciamo per sederci ad un tavolo da quattro, mia moglie si accomoda davanti a me per lasciare il posto vicino disponibile per lui, che invece, forse per delicatezza nei miei confronti, non vuole approfittarne e non gli resta quindi che la sedia accanto alla mia. Trovo la cosa inaccettabile, mi alzo e buttandola sullo scherzo invito lei a scambiarci di posto sistemando così la situazione. Ben presto però si mette a piovere e dobbiamo trasferirci all’interno. Adesso lui si sente libero di sederle accanto senza problemi. Io e mia moglie avevamo parlato a lungo di come affrontare l’incontro. Il mio desiderio profondo rimane sempre quello di essere il terzo escluso e lasciare lei in balia dell’iniziativa dell’altro uomo, ma, all’occorrenza non ho alcun problema ad unirmi agli sforzi dell’altro per mettere lei in mezzo ed aumentarne il coinvolgimento. Con lui non sapevamo esattamente che pesci pigliare. Il fatto che le avesse proposto quattro anni prima un incontro con il suo migliore amico lasciava pensare che apprezzasse il gioco di gruppo, ma il dubbio che la presenza del marito lo infastidisse e che preferisse che io rimanessi in disparte c’era. Le cose vanno spontaneamente nella prima direzione: infatti appena li vedo vicini l’emozione prende il sopravvento. Era troppo tempo che non vedevo mia moglie accanto ad un altro. Vedere lei che, tra una portata e l’altra inizia ad accarezzargli gli avambracci pelosi e ad appoggiargli ogni tanto la testa sulla spalla mi causa uno stato di costante erezione e, come sempre mi accade in questi casi, mi ammutolisco, provando fitte addominali ad ogni esternazione anche banale che avviene tra i due. Osservarla mentre gli accarezza le mani chiacchierando oppure sorprenderli a sorridersi mi procura un piacere quasi doloroso nella sua intensità e mi rendo conto di non essere in grado di controllare un’eventuale partecipazione sessuale senza crollare irrimediabilmente dopo pochi minuti. I giochi sono fatti, il cuckold che è in me prende prepotentemente il sopravvento. Mi alzo in continuazione con la scusa di andare in bagno, mentre invece desidero poterli guardare da lontano seduti accanto al tavolo da soli. Esco dal ristorante a prendermi la pioggerellina sul viso per smorzare le vampate di calore che mi assalgono ma anche per il solo immenso piacere di poterli sbirciare dalla finestra, nonostante il fatto che non stanno facendo assolutamente nulla di erotico, solo chiacchierando affettuosamente. Lui dopo l’iniziale bottiglia di prosecco ordina ben due bottiglie di rosso friulano, e dopo il quarto o quinto bicchiere l’alcool unisce i suoi effetti a quelli dell’incessante turbamento a cui sono sottoposto, e questa miscela mi sega letteralmente le gambe, quasi non ce la faccio a stare in piedi, figuriamoci a sostenere una conversazione intelligente, che lascio gestire completamente a lui. Finita la cena usciamo nella notte veneziana. Pioviccica un’acquerugiola non fastidiosa, e senza che nessuno dice niente mia moglie ed Alfredo iniziano a camminare tenendosi per mano o abbracciati. Io rimango escluso dalla loro intesa e dalla conversazione, li seguo tenendomi ben in disparte, godendo intimamente di questo fatto. Ancora non li ho visti darsi nemmeno un bacio e già mi sento morso dalla gelosia. Alfredo però pare non avere la minima intenzione di precipitare le cose. Camminiamo per le calli umide di pioggia, fino a rifugiarci in un locale gestito da alcuni cinesi. Alfredo ordina un gin-tonic a testa che riesco miracolosamente ad ingollare e si mette a scherzare con il barman. Giorgia inizia a perdere il controllo e si appiccica a lui, accarezzandogli le braccia, abbracciandolo e passandogli spesso le mani sul petto. Vado in continuazione al bagno, nella speranza di sorprenderli finalmente a pomiciare al mio ritorno. Cambiamo bar e finiamo in un locale tutto tecnologico frequentato da parecchi tizi border-line, dove iniziamo a bere grappa. L’atroce miscuglione di vini e superalcoolici inizia a fare effetto e sorprendo finalmente Alfredo a palpare le tette di mia moglie. Lei lo lascia fare inebetita ed intanto la conversazione scivola su temi piuttosto spinti. Mi rendo conto che le intenzioni di Alfredo sono quelle di attirare l’attenzione all’interno del locale. Voglio naturalmente appoggiarlo, quindi scivolo alle spalle di Giorgia ed inizio a palparla a mia volta in modo inequivocabile sulle tette e sui fianchi. Lei ormai ubriaca ci lascia fare assecondando le nostre manovre. Suscitiamo presto le ire di una delle ragazzette di un gruppo di amici che inesplicabilmente protesta a voce alta contro noi due perché a sua detta mostriamo di non portare rispetto per una donna. Alfredo si diverte a provocarla e la invita più volte a baciare in bocca mia moglie, scandalizzandola. Mentre lui è occupato a far caciara lei mi rivolge la parola dicendomi sottovoce che muore dalla voglia di scoparselo. Un po’ meno scandalizzati sono i maschi presenti nel locale che invece ci tengono d’occhi come lupi affamati. La notevole stazza sia mia che di Alfredo però sconsiglia probabilmente i tizi di prendersi facili confidenze o di esprimere sgradevoli commenti ad alta voce. Appena Alfredo si riavvicina a mia moglie scatta tra loro due il primo bacio con la lingua. Mentre loro intrecciano le lingue mi diverto a palpare indecorosamente il culo a Giorgia con entrambe le mani. Rompo definitivamente ogni ulteriore argine informandolo del fatto che nel pomeriggio avevo provveduto a depilarle la fica per consentirgli di scoparla in modo più piacevole. Mentre usciamo dal locale uno dei presenti mi chiede “scherzando” se abbiamo bisogno “di una mano”. Un altro tizio, tra l’altro orrendo, si mette a seguirci per la strada e ci chiede se vogliamo andare a bere qualcosa nel suo bar, che data l’ora tarda era chiuso ma lui lo avrebbe aperto volentieri apposta per noi. Lo mandiamo a quel paese senza tanti complimenti. Arrivati a casa sua Alfredo e mia moglie si siedono sul divano, io mi arrocco su un’improbabile poltrona davanti a loro. Mi aspettavo un assalto della Bastiglia, invece lui pare voler prendere tempo. Si mette a decantare le bellezze di Venezia, parla di architettura e di urbanistica poi prende un albo a fumetti che mostra luoghi di Venezia dove eravamo appena passati. Ma le mani di mia moglie non stanno tranquille, scorrono impazienti sulle braccia di Alfredo, si insinuano impudicamente nella sua camicia, le sue dita iniziano a frugare tra i peli del petto mentre lo guarda negli occhi tenendo il viso vicino a quello di lui. Da troia consumata inizia a premere le tette contro la sua spalla, finchè finalmente l’albo a fumetti fa la fine che merita scivolando dimenticato sul pavimento. Le loro bocche e lingue si incollano, continuando a baciarlo Giorgia si toglie il reggiseno mentre lui si sfila scarpe e pantaloni, lei si scopre una tetta e guida la mano di lui sul capezzolo. La soffice gonna bianca di mia moglie risale velocemente fino a lasciar scoperte le mutandine, le carezze di Alfredo si fanno sempre più intime. Mi alzo dalla sedia e vado a pagare parte del debito contratto bevendo troppo. Quando torno le effusioni stanno continuando, le mutandine di mia moglie giacciono ormai inutili sul pavimento… Giorgia sembra una cubista di un club privè, una tetta completamente scoperta ed una coperta. Alfredo le accarezza la fica con movimenti rapidi e sinuosi. Inizia un lungo lavorìo dell'uomo sulle parti intime di mia moglie che in estasi, con gli occhi chiusi, lo lascia fare. Con le dita si fa strada fino al buchetto ed inizia a tormentare pure questo senza sosta. Le fa assumere diverse posizioni sul divano che utilizza per stimolarla in modo sempre diverso, l'unica costante rimane la forchetta di dita che lavora incessantemente e contemporaneamente nella fica e nel buco del culo, allargando, inumidendo, stimolando. Mi rendo conto che Alfredo intende portare mia moglie al punto di implorarlo di darle il cazzo. Non so per quanto tempo lavora così su di lei, ma non penso meno di mezzora. Io sono stordito dal piacere e dagli effetti dell'eccesso di alcool, a cui sono poco abituato. Ho subito lasciato la poltrona davanti a loro per sistemarmi sul pavimento della stanza vicina, al buio, a masturbarmi in silenzio per far pesare il meno possibile la mia presenza. Alfredo, continuando a sditalinarla si alza in piedi davanti a lei e si abbassa le mutande davanti al suo viso. Giorgia gli prende il membro semieretto in mano, lo scappella dolcemente diverse volte, sorridendogli, mentre l'altra mano accarezza le gambe pelose dell'uomo. Si porta il membro alla bocca ed inizia a baciarlo lentamente, un attimo dopo intravedo la sua lingua insinuarsi tra il prepuzio e la cappella. Il cazzo di Alfredo le invade prepotentemente la bocca, nel silenzio notturno della stanza si sente solamente il rumore dello sciacquìo del pompino e l'ansimare di Alfredo. L'uomo la spinge ad appoggiarsi sul bracciolo del divano, avanzando con il bacino sopra di lei, per avere la possibilità di spingerle il membro ritmicamente tra le labbra con tutto il peso del corpo. Che lei gradisca quel trattamento lo si intuisce da come si stimola la clitoride con la mano libera. Alfredo si sposta ancora, abbassa del tutto le mutande e sale sopra il viso di lei. Si assesta appoggiandole le palle sulla bocca. Mi eccito morbosamente guardando il viso di mia moglie immerso in quella massa di peli con la sua lingua che esplora ed insaliva ora i testicoli ora il membro. Lentamente Giorgia ed Alfredo scivolano giù dal divano fino sul pavimento, immersi entrambi nella foga del sessantanove. Pochi minuti e lui si sottrae al sessantanove, torna ad assalirla dal retro riprendendo la forchetta ano-vagina. Da quasi un’ora sto sul pavimento stimolandomi il cazzo dolorosamente eretto mentre assisto a queste scene, sono ossessionato dal pensiero che lei non ha mai goduto con me quanto sta godendo ora con lui, mi rendo conto che la tecnica masturbatoria di Alfredo è più raffinata della mia e che mia moglie è sessualmente molto più affine con lui che con me. Questi pensieri, amplificati dall’emozione di rivedere la mia adorata troia in azione dopo quattro anni, mi gettano in un baratro di piacere masochistico. Ora non desidero altro che loro mi escludano completamente e che Alfredo prenda mia moglie e se la porti in camera da letto per farle di tutto, chiudendomi la porta in faccia e lasciandomi solo a masturbarmi nel corridoio. Mi aspetto che accada questo, invece Giorgia comincia a gattonare verso di me a quattro zampe, con lui che la incalza da dietro tormentandole fica e culo. Lei si avvicina a me e mi prende a baci violenti sul viso, mi costringe a terra, mi sale sopra e in pochi istanti si infila il mio cazzo eretto dentro la fica, iniziando a scoparmi e cavalcarmi con rabbia. Anche Alfredo pare disorientato come me da questa iniziativa e si avvicina a lei porgendole il cazzo da succhiare, che lei avviluppa e spreme tra le labbra come se volesse mangiarlo. Sono del tutto impreparato e in pochi attimi arrivo violentemente sull’orlo dell’orgasmo. Mi divincolo allarmato dall’amplesso con mia moglie per evitare di venirle dentro. Riesco miracolosamente ad estrarre il cazzo in tempo da quella meravigliosa e calda fessura carica di umori e a trattenere l’orgasmo con uno sforzo estremo accompagnato da un certo dolore. E’ in quel momento che mi prende una reazione assolutamente inconsueta ed imprevista. E’ lui il suo uomo in quel momento, è lui che deve scoparla, non io. Anzi, è lui “l’uomo”. Lei non deve venire da me a farsi scopare, io non c’entro nulla, sono lì solamente per fare il guardone ed il cornuto, lei deve piuttosto farsi portare da lui nel suo letto e farsi chiavare lasciandomi fuori della porta. L’impulso masochistico di volerle dimostrarle questo prevale: mi avvicino al suo viso mentre lei continua a sbocchinarlo. La bacio sulle guance, poi avvicino le mie labbra alle sue, gliele bacio mentre contengono ancora il cazzo di Alfredo. Le infilo la lingua in bocca e provo a scipparle il membro di Alfredo, ma lei lo trattiene fra le labbra, allora io con la mano glielo estraggo dalla bocca e lo trasferisco nella mia. E’ il primo pompino della mia vita, mi fa molta impressione il contatto con la pelle morbida del prepuzio già insalivato che mi invade la bocca, mi aspettavo piuttosto la sensazione che si prova succhiando un fallo di gomma (questo in effetti lo avevo già provato, se non altro per curiosità) ma non mi fa schifo. Scappello il cazzo dell’uomo e mi impegno a ciucciargli la cappella cercando di non fargli male con i denti. Mi aspetto una reazione quantomeno stranita da Giorgia che mai mi aveva visto in atteggiamenti omosessuali, ma lei incredibilmente trova la cosa eccitante. Alfredo sta in piedi davanti a noi due inginocchiati sul pavimento. Io e Giorgia iniziamo a spompinarlo in tandem passandoci il cazzo da una bocca all’altra, marito e moglie per terra davanti all’amante di lei a litigarsi il suo cazzo… Alfredo prende Giorgia per mano, la fa alzare e ci guida in camera da letto. Si sdraia sul letto e la attira sopra di sé. Lei gli sale sopra a cavalcioni ed immediatamente i loro genitali entrano in contatto. Mia moglie prende il cazzo di Alfredo in mano e con la sua cappella inizia a massaggiarsi le labbra della vagina ed la clitoride. A quel punto il mio ruolo in quella faccenda è assolutamente in discussione. Decido di essere il loro servitore attivo. Prendo in mano il cazzo di Alfredo e lo meno per rinvigorirlo, contemporanemente sditalino lei. Poi masturbo la fica di mia moglie strofinandole sulla clitoride il cazzo del suo amante, infine inserisco la mia lingua in quel gioco osceno: lecco gli umori di lei dall’interno della fica e li deposito sulla cappella di lui avvolgendola con le labbra. L’uccello di Alfredo reagisce presto a quegli stimoli, diventa un paletto che io guido nella fica di mia moglie inserendovelo dentro. Mi eccita il fatto che non abbia il preservativo. Mentre lei ansima sopra Alfredo, dicendogli che erano quattro anni che si sognava il suo cazzo, la mia lingua dipinge sapienti pennellate su quell’amplesso. La inserisco senza sforzo nel buco del culo di mia moglie cercando la massima profondità, esco fuori e scendo verso la fica, le succhio le grandi labbra leccandole finchè mi scontro con la dura asta di Alfredo che va avanti ed indietro con un ritmo piuttosto lento e cadenzato. Mi dedico a baciargli la base del membro, ma non mi fermo ancora, l’oscena leccata prosegue sui coglioni dell’uomo che bacio e lecco per poi invertire la rotta e tornare da mia moglie. “Lo sai che tuo marito mi sta leccando le palle?” lo sento mormorare mentre lei continua ad inforcarsi su di lui. Arriva il momento che lei si disarciona dal suo amante. E’ inebetita dal piacere, in piedi al lato del letto, massaggiandosi la fica mormora che le piace vedermi fare quelle oscenità. Allora le dico di andarsi a sedere il poltrona e di guardare lo spettacolo masturbandosi. Lei esegue obbediente, Alfredo si sistema seduto sul letto, io gli prendo il cazzo in mano, mi inginocchio al suo fianco, mi abbasso ed inizio a spompinarlo con forza, guardando Giorgia che non smette di masturbarsi. Gli succhio l’uccello per diversi minuti mentre lui commenta che sicuramente quello è almeno il centesimo che prendo in bocca, ignaro del fatto di essere stato proprio lui ad avermi appena tolto la verginità orale. Alfredo però vuole riprendere il contatto con mia moglie, le scivola ai piedi davanti alla poltrona e si mette a leccarla. Io mi sdraio sul letto a cercare di rendermi ben conto di quello che ho appena fatto e perché l’ho fatto… La tensione nella stanza cala vistosamente, sono pur sempre le quattro del mattino… Lascio passare almeno un quarto d’ora, poi mi riaccosto a loro. Giorgia sembra dormire, è distesa sulla poltrona con la gambe aperte, Alfredo anche lui in uno stato simile al trance le masturba la fica lentamente, con dolcezza, con gli occhi semichiusi. Mi avvicino a Giorgia ed inizio a ricoprirla dolcemente di baci. Le bacio le mani, le braccia, il collo, il viso, i capelli, lei mi lascia fare in uno stato di beatitudine. Respiro l’odore della sua pelle, mi avvicino alla sua bocca e respiro il suo fiato, faccio tesoro di ogni delicato odore o sapore della sua persona, completamente pazzo e schiavo di lei. Passo a morderle seni e capezzoli, mentre Alfredo man mano si riprende ed intensifica l’azione masturbatoria tra le sue gambe. Non passano troppi minuti che lei inizia ad ansimare. Mi abbasso e prendo delicatamente il cazzo moscio di lui iniziando una morbida masturbazione, appoggio la bocca sulla fica di mia moglie e la lecco avidamente, felice di riuscire a farli godere entrambi contemporamente. E’ splendido sentire il cazzo di lui indurirmisi in mano e la fica di lei sciogliermisi in bocca. Riesco a portare lei ad un elevato stato di tensione sessuale, a quel punto la mia crisi di masochismo è superata e non è più importante che sia lui a far godere la mia donna, l’unica cosa importante è che lei goda. Abbandono la presa sul membro di lui e mi dedico completamente al godimento della mia donna. Metto tutto quello che ho nel leccare la fica di Giorgia con un desiderio di un’intensità furibonda. Lei non può resistere a lungo ed si abbandona ad un orgasmo meraviglioso, annuncia il suo piacere al mondo urlando a più riprese, causando sicuramente, complici le finestre aperte, l’invidia di tutto il vicinato. Io e Alfredo non siamo venuti e non veniamo quella notte. Ci sdraiamo assolutamente spossati sul letto mentre lei si sistema alla toilette. Torna da noi e invade con allegria il centro del letto, felice di sdraiarsi tra i corpi nudi e bollenti dei suoi due uomini. La avvolgiamo con le nostre gambe e le nostre braccia ricoprendola di baci e coccole, lei non fa che incollare la sua bocca su quella dell’uno e poi su quella dell’altro. Mena contemporaneamente i nostri cazzi sospirando di benessere e di piacere. L’intimità da fisica diviene anche verbale ed ognuno di noi inizia a raccontare i propri episodi più scabrosi…. E’ un passo fatale che ci fa rapidamente scivolare nel rilassamento… Giorgia è rivoltata verso Alfredo e si addormentano con le gambe intrecciate, mentre la sua testa è semiappoggiata sulla mia spalla. Loro possono dormire, io no. Sono troppo scombussolato e pieno di tensione, ma non intendo certo masturbarmi e venire, dissolvendo così il mio godimento, solo per godere di qualche ora di sonno… Scivolo via dal letto e vado sul piccolo divano del salotto su cui trascorro un paio d’ore alternando una lentissima masturbazione, dedicata alle immagini di Giorgia e Alfredo che mi infestano la mente, a fasi di dormiveglia… Mi piace sapere che loro sono nell’altra stanza da soli a dormire nel letto matrimoniale, nudi ed abbracciati. Verso le sette del mattino torno a coricarmi a fianco di lei. Devo aspettare fino alle otto e mezza, quando la luce del giorno irrompe nella stanza per vedere ciò che desidero. Alfredo, come me, non ha ancora eiaculato, e sono certo che le danze non sono ancora finite. Il ritmo del respiro di Giorgia si modifica, perde la regolarità del sonno. La sua mano cerca il corpo di lui ed inizia ad accarezzarlo con estrema lentezza. Mi accorgo che lui si è svegliato dall’erezione e dalle mani che cercano il corpo di lei. Sono entrambi ancora in un dormiveglia che non dura a lungo, almeno una ventina di minuti. Io sono lì, paziente come un avvoltoio. Finalmente il sonno lascia posto al desiderio, le loro bocche si uniscono, la mano di lei afferra il membro di Alfredo. Infine lui si alza e esce dalla stanza. “Prende i preservativi…” mormora lei al mio indirizzo. “Perché, vuole sborrarti dentro?” faccio io di rimando, stupito a causa del fatto che la sera prima glielo aveva messo nella fica senza protezione, ma lei non risponde. Alfredo rientra nella stanza con un pacchetto in mano, lo scarta ed estrae il guanto, che indossa con perizia. Mette mia moglie prona con il viso premuto contro il cuscino. Le sale sopra ed armeggia finchè non trova il punto giusto. Spinge, e il suo membro sprofonda dentro di lei strappandole gemiti di piacere. Inizia a cavalcarla come una giumenta afferrandola per le tette da dietro immobilizzandola ed infilzandola più profondamente che può. Esco dalla stanza, voglio sostituire per un po’ le immagini con i suoni, nutrire il mio piacere con i soli lamenti emessi dalla mia consorte anziché con la visione del suo corpo posseduto da un altro maschio. Quando torno Giorgia sta a pecorina sul letto, lui è dietro di lei e si mena l’uccello pregustandosi l’inserimento. Mi accosto ai piedi del letto e vedo con beatitudine il suo membro entrare ancora nella mia donna facendola godere. La galoppata continua per una decina di minuti. Alfredo improvvisamente si riversa sul letto visibilmente provato e sudato. Penso malignamente che non ha più l’età per riempirsi di alcool come una spugna e pretendere di fare le maratone tutta la notte. Accorro in suo aiuto, prendo Giorgia, la metto supina sul letto e faccio l’amore con lei nella maniera più classica. Ma anche io non ho più davvero 18 anni e devo mollare la presa dopo una decina di minuti. Rinunciamo al velleitario proposito di far venire Giorgia grazie alla potenza di nostri membri e cambiamo programma. Lei sdraiata sul letto, noi inginocchiati su di lei. Lei manipola da vera esperta i nostri cazzi e noi ci dividiamo da buoni amici le cure per la sua fica, lui ci affonda dentro le dita mentre io gioco con la sua clitoride.

Da bravi cavalieri attendiamo l’orgasmo della dama che non tarda. Mentre lei grida di piacere noi eruttiamo sulle sue tette una quantità industriale di sperma. Finiti di spremere i nostri cazzi come due limoni lei si abbandona all’ultima porcata: mischia le due sborrate con le mani e se le spalma sulle tette, sul torace e sull’addome…

La notte è veramente conclusa. Una bella e soleggiata mattinata veneziana ci vede salutarci a Piazzale Roma.

Inizia un faticoso ritorno autostradale fino alla Capitale.

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Comments

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  • trikkens, 48
    Complimenti davvero per l'accurata ed erotica descrizione della meravigliosa avventura
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  • monellolc, 41
    bella esperienza davvero..... quello che cerco con la mia lei ma ..................... un po azzardato.... sappi che gioco anche da solo e se volete..... baci marco.
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  • cp3roma, 42/42
    Cosa ti induce a pensare che quanto raccontato non corrisponda a quanto effettivamente avvenuto?

    Grazie comunque per l'apprezzamento.

    Ciao :-)
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