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Monica
Oggi Monica è una donna, ha un lavoro, un marito, tante incombenze e tante responsabilità cui deve far fronte. I momenti di pace sono pochi, attimi di tranquillità che trascorre sdraiata sul letto a ripensare ai suoi sogni di ragazza, quando ancora contava le ore, i giorni in cui sarebbe arrivato il principe azzurro.
Mario è giunto a cavallo della sua moto nera, Mario ha visto Monica ed ha deciso che sarebbe stata sua. Erano giovani allora, e le carezze furtive scambiate nell’oscurità dei portoni, le mani inesperte che s’insinuavano voraci in ogni apertura, in ogni umido, sconosciuto anfratto erano la promessa di un desiderio bramoso che non tardava a sfogarsi per entrambi. Quegli orgasmi rubati alla notte, quelle parole gustate come caramelle,quella pelle sudata ed imperlata di piacere erano per Monica e Mario l’estasi dei vent’anni.
Oggi Mario è un commercialista affermato, il nero cavallo di ferro è stato sostituito con una fiammante macchina sportiva, gli orgasmi rubati alla notte sono ora soltanto deboli amplessi ritagliati nelle pause di lavoro, le parole di miele e di sole si sono trasformate in bigi e scoloriti messaggi attaccati sul frigo in cucina, ed i sogni di Monica sono solo pagine di diario sbiadite ed ingiallite nel fondo di un elegante comò.
Il mese scorso Monica è venuta da me per comprare un sogno. E’ stata per ore a rovistare tra gli scaffali della mia libreria alla ricerca di questo strano libretto. La guardavo mentre la gonna bianca tirava sui fianchi generosi e lei, non cercava di spingerla giù come ogni brava ragazza farebbe al cospetto di un maschio intenta a guardarla; d’altronde eravamo solo noi due, nell’afa di luglio all’ora di pranzo in un negozio semi vuoto. Ho visto il seno tirare dentro la soffocante camicetta bianca, che lei ha leggermente sbottonato con la semplicità di una bimba innocente. In fondo perché Monica dovrebbe avere riguardo davanti ad un’altra donna? Dietro al bancone difatti ci sono solo io, e lei non sa quanto sto bramando e desiderando quelle cosce e quel culo sodo.
Mi avvicino per darle una mano, il titolo di questo volume non mi è nuovo come non lo è il caldo e il turgore che sento crescere sotto la pelle.
Monica mi guarda con quel suo sguardo bambino in cui indovino desideri inespressi , e per un solo istante i suoi occhi si posano sulla mia scollatura.
In un attimo capisco qual è il sogno che cerca nel mio negozio.
Mi accosto ancor più con la scusa di aiutarla a prendere un libro, e le nostre mani per pochi secondi si sfiorano si cercano e subito si ritraggono intimidite.
La vedo arrossire ed abbassarsi la gonna che nel frattempo è salita ancor più. Ecco il primo segnale che cercavo, questa subitanea timidezza che apre ai miei occhi nuovi orizzonti.
Le fermo la mano che scivola sul tessuto e la sostituisco con la mia, che lenta accarezza quelle dolci rotondità di femmina. Lei mi guarda esterrefatta, ma lascia che gli eventi seguano il loro corso.
La bacio sulla bocca e la sua malsicura risposta rende più audace la mia lingua, che avidamente s’insinua tra le sue labbra di miele. Un sussulto, un solo gemito e dono a Monica tutto il piacere che solo una donna può darle; infilo lentamente un dito tra le sue gambe dischiuse, sento la sua carne pulsare ed inumidirsi, aprirsi come un fiore di loto al mio passaggio, con abilità e destrezza la conduco verso il bancone dove la adagio come un oggetto prezioso.
Le sfilo le mutandine di candido pizzo e le apro il sesso con due dita, mentre la mia lingua si dirige verso il centro del suo piacere. La lecco avidamente per minuti che sembrano secoli, le stuzzico i capezzoli come fossero petali di rosa, infilo un dito anche nel suo pertugio più stretto, continuando a lambire con la lingua l’essenza del suo godimento che si ingrandisce fin quasi ad esplodere.
Intanto anch’io inizio ad accarezzarmi mentre Monica fattasi più ardita, mi bacia sulle labbra con il desiderio e la passione di tutti i suoi anni frustrati.
Colgo in quel bacio i miraggi inespressi, le voglie celate e nascoste, il lieto fine della sua eterna favola.
Ci mettiamo una sopra l’altra e con foga e passione ci strusciamo, ci tocchiamo, ci accarezziamo, ci graffiamo, ci prendiamo , ci beviamo avidamente. Il suo corpo diventa argilla tra le mie mani, e il mio desiderio esplode nella sua bocca, regalandole l’indelebile aroma di donna appagata mentre il suo urlo di delizia si confonde con il mio.
Oggi Monica viene quotidianamente nel mio piccolo negozio di periferia, sempre alla stessa ora. Io l’aspetto dietro al bancone, poi chiudo la saracinesca e le dono tutti i suoi sogni di compiaciuta sovrana. Il suo diario ingiallito ha ripreso nuovamente colore, e Mario adesso cavalca da solo sopra la sua rossa, inutile, rabbia.
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20 years ago
desiderya, 40/42
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In Facoltà : Sara si scopre (cap.3)
La settimana successiva andai direttamente nell’ ufficio della Maggiora per chiedere delucidazioni su un suo intervento a favore di Gaudì in una nota rivista del settore. Mi misi seduta e accavallai le gambe in una maniera che le suore delle scuole elementari non avrebbero certo approvato. La vidi molto interessata, soprattutto alle giarrettiere e al perizoma nero semitrasparente che avevo acquistato insieme a Sara per l’occasione. Come per caso finimmo a parlare di una annotazione che Sara fece durante il corso e a quel punto la Maggiora mangiò la foglia. Iniziò a fissare i miei piedi e a deglutire vistosamente. Io sorrisi e mi avvicinai con la sedia. Le presi la testa fra le mani e con decisione la abbassai verso le gambe. Iniziò a leccarmi i collant e a scendere verso i piedi. Mi leccò devotamente le scarpe e poi, presa dall’ansia, tolsi le scarpe e iniziai a farmi leccare i piedi; tolsi la calza e iniziai a inserirle le dita nella bocca, con forza. Scoprivo in quel momento un piacere inaspettato nel sottomettere una donna. Finito con i piedi le permisi di salire pian piano verso l’alto; le misi la testa direttamente sotto la gonna in maniera che fosse in difficoltà con la respirazione, e inizialmente le permisi di leccare solo le mutandine. Solo quando queste furono completamente bagnate poté passare direttamente alla figa. Devo dire che era molto brava, mi fece provare una vertigine continua che sfociò in un gran bell’orgasmo. Le feci levare il tailleur grigio e rimanere in mutandine e reggiseno, aveva un seno enorme e ben fatto. Iniziai a strizzarle un po’ i capezzoli fino a quando non fece una smorfia di dolore. Mi accorsi che stava colando dalle mutandine e sorrisi. Stava godendo come una pazza! Presi un bastone di una scopa lì dimenticata, glielo mostrai con uno sguardo un po’ acceso; lei deglutì ancora una volta e si sdraiò sulla scrivania in attesa. Glielo feci leccare un po’, poi lo accostai alla figa e la penetrai con forza. Divaricò la schiena e poi si portò le gambe verso il petto, la costrinsi a leccare prima una sua tetta, poi l’altra, poi presi il suo piede e glielo accostai alla bocca. Lo leccò tutto mentre veniva. La costrinsi a carponi sul pavimento, un po’ preoccupata mi domandò “Cosa vuoi farmi?”, senza neppure una parola le infilai il bastone direttamente nel culo fino a quando non sentii un po’ di resistenza, fece un piccolo urlo ma niente di più. Andai dentro e fuori fino a quando il bastone non fu ricoperto di una bianca spuma. Godette almeno ancora una volta e alla fine si riversò sul pavimento. Iniziai allora a possederla con le dita del piede. Iniziai con l’alluce, dentro e fuori fino a quando non fu completamente bagnato e poi cercai di infilarvi tutto il piede! Godette molto anche perché la divaricai piuttosto dolorosamente.
Vidi un bicchiere e le dissi “Sai, l’altro giorno Sara mi ha asciugato la figa con un fazzolettino dopo avere pisciato, il problema è che ora non ci sono fazzolettini…” presi il bicchiere e vi pisciai dentro, la Maggiora mi guardava con gli occhi sgranati, io lì accucciata che riempivo tre quarti del bicchiere, poi la guardai, lei si mise sotto e mi asciugò tutta con la lingua! Alla fine, seduta in terra, accostò il bicchiere alle labbra e iniziò a bere con fatica un liquore che mai si sarebbe immaginata!
L’esame comunque è andato bene! Meno male!
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20 years ago
admin, 75
Last visit: 6 hours ago -
Dalla prima volta
Avevo 16 Anni, dormivo nella mia cameretta coperta solo da un soffice lenzuolo... Era estate, faceva caldo e dormivo con le finestre aperte...
Il soffice vento che soffiava mi fa venire la pelle d'oca e fa diventare duri i miei soffici capezzoli rosa...
Ad un certo punto sento la porta di camera mia aprirsi e vedo entrare il marito di mia mamma, eravamo da soli in casa perchè lei era partita.
Lui entra e io a occhi socchiusi osservo i suoi movimenti... Si avvicina pian piano, lo vedo che osserva attentamente i mie capezzolini diventati duri, inizia a toccarsi il sesso, piano piano si avvicina sempre piu'...
L'instinto mi diceva di urlare, ma non potevo... Non volevo, forse per l'imbarazzo, o forse per paura che abusasse di me... Quindi continuai a fer finta di dormire...
Lui allungo la mano ed inizio' ad accerezzarmi il seno ancora coperto dal lenzuolo... Volevo dire qualcosa ma continuai a fer finta di dormire; La mano sul suo sesso andava sempre piu' veloce e il mio seno era sempre piu' racchiuso nella sua mano... Con un dito mi stuzzicava il capezzolo.
Sposto' la coperta che mi copriva e mentre si masturbava inizio' a leccarmi le lebbra, poi scese sui capezzoli... Non so descrivere le sensazione che provavo, ma era piacevole... La sua mano scese sulle mie mutandine, e mi massaggio' il mio sesso, ero sempre piu' bagnata...
Mi infilo' un dito dentro... Lo lasciai fare... Mi allargo' le gambe e mi appoggio' la cappella sul mio sesso, a quel punto mi alzai di colpo, dicendogli "ma cosa stai facendo?", lui rispose "E' da quando ho sposato tua madre che voglio scoparti" io tentai di uscire dalla camera. Lui mi afferro' per un braccio e mi infilo' la lingua in bocca... Mi costrinse a masturbarlo... Poi mi prese la testa e me la porto' sul suo sesso.
Inizio' a passarmi la sua cappella sulle guance poi sulle labbra... Me lo infilo' tutto in bocca. Mentre con una mano mi teneva ferma con l'altra si masturbava dentro la mia bocca...
Era bello sentire il suo sesso in bocca. Mi piaceva... Mi bagnai di nuovo e iniziai a massaggiargli il sesso on la lingua...
A quel punto mi sbattè sulla scrivania a 90° e iniziò a leccarmi la figa.
Provai una sensazione stupenda... Mentre godevo sentii il suo sesso entrare dentro di me.... Era la prima volta che lo facevo... Lui mi disse "non sai per quanto tempo mi sono masturbato pensando alla tua figa stretta ed ancora vergine"...
Io gli dissi che mi faceva schifo, che era un porco... Ma invece pensavo esattamente il contrario...
Mi lasciai scopare...
Quando stava per venire mi sbatte sul letto e mi sborrò sulle mie mutandine nere... iniziai a frgli un pompino.
Ad un certo punto mi disse" ora voglio che ti masturbi", io iniziai a masturbarmi, mi piaceva l'idea di essere guardata... Anche lui si masturbò... Mentre stavo per venire venne anche lui mi sborro' in faccia e sul seno...
Da quel momento non faccio altro che scopare con lui quasi tutte le settimane quando mia madre va via, e provo un piacere stupendo.
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20 years ago
admin, 75
Last visit: 6 hours ago -
La prima entrata...posteriore
Mi chiamo Manuel e sono un ragazzo della provincia di Udine.
Nel mio appartamento, che all'epoca dividevo con i miei genitori veniva due volte la settimana una donna delle pulizie, che si prendeva cura della casa.
In verità io era innamorata della sua figliola, mia coetanea e quindi all'epoca diciannovenne.
Piu' volte le avevo chiesto se portava alla figlia i miei saluti, avevo espresso ammirazione per la sua figliola, ma mai mi sarei aspettato
quello che stava per accadere.
Infatti questa bella quarantenne, una mattina in cui i miei genitori erano fuori, dopo una mia insistenza per mettere una sua buona parola con la figlia, mi chiese se per caso mi sarebbe piaciuto provare prima l'albero che aveva generato la sua figliola.
Certamente non me lo sono fatto ripetere due volte e piano piano ho dapprima infilato la mia lingua nella sua bocca e successivamente ho cominciato a spogliarla facendolo il piu' in fretta possibile.
Mentre tentavo di togliergli la gonna, mi disse che aveva le mestruazioni e quindi la porta davanti era fuori uso.
Ma dall'aria maliziosa avevo capito che aveva una soluzione in serbo.
Infatti, mi disse sorridendomi di ricordarmi che le donne hanno due entrate e che sarebbe stata ben lieta di accogliermi in quella posteriore. Il mio uccello ebbe una rapida impennata, e una volta appoggiata Carla, questo è il suo nome, alla poltrona del soggiorno, la feci girare per prepararmi il terreno. Incominciai a leccargli il buchino e intanto anche un pò goffamente tentava di fargli un bel ditalino, tra l'altro raccogliendo anche un bel po' del suo sugo.
Lei era al settimo cielo e me lo dimostrava con delle parole del tutto senza senso.
Il sapore del suo buchino era un po' forte, penso infatti che quella mattina non si era lavata da quelle parti.
Comunque imponendovi di non venire subito, dopo buoni dieci minuti di leccamento, mentre lei ancora si scioglieva nel suo brodo di giuggiole, ho appoggiato la cappella al garofanino ed ho spinto con decisione.
Per me era la prima volta che avevo un rapporto anale, ma per lei sicuramente no, dal momento che il mio bastone le era entrato per tutti e diciotto i centimetri e che lei godeva come una vera vacca.
Dopo averle provocato due bellissimi orgasmi (a suo dire) le ho sborrato copiosamente nell'intestino facendola urlare di piacere.
Una volta tirato fuori il mio cazzo dal suo posteriore, l'ho dapprima ripulito di materia un po' impropria, ma debbo dire che non mi e' dispiaciuto affatto e non mi ha dato un senso di sporco, anzi mi ha anche eccitato maggiormente.
Ho finito per vedere il suo culo ancora aperto che gocciolava della mia sborra, ed andava sul pavimento vicino al fuoco.
Non ho avuto più bisogno di pensare alla figlia, e sicuramente non me ne sono pentito.
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20 years ago
admin, 75
Last visit: 6 hours ago -
Una sera al cinema
C'era qualcosa di strano in me quel giorno e gli uomini lo percepivano. Forse si capiva che stavo cercando sensazioni forti. Con il mio lui avevamo deciso una serata un po’ speciale : cinema e cenetta intima a casa di lui. Sotto il vestito nero avevo una deliziosa guepiere che avevo appena comprato. Di quelle con il reggicalze. E calze a rete nera che mi piacciono tanto. Avremmo cenato cosi’, alternando cibo e giochi erotici. Insomma quella sera avevo voglia di giocare alla puttana. Sono seduta in penultima fila della sala aspettando di vedere entrare lui. Non seguo molto cio’ che avviene sullo schermo o in sala. Sono persa nella eccitazione di cio’ che mi aspettera’. Intanto lui non arriva...
Mi rendo improvvisamente conto che due di quei tre fuori, che non mi staccavano gli occhi di dosso, sono seduti in fianco a me e il terzo e’ seduto esattamente dietro me. In un altro momento mi sarei alzata e avrei aspettato fuori, ma quella sera era diversa. Per un po’ non succede niente. Aspetto col fiato sospeso che accada qualcosa. I due di fianco non smettono di guardarmi. Il cuore batte a mille, ho paura e sono spaventata ma non mi alzo. Aspetto. Le ginocchia chiuse strette.
Ad un certo punto quello dietro mi si avvicina, allunga le mani a toccarmi il seno. Arriva dolcemente fino ai capezzoli e comincia a tirarli. Dovrei ribellarmi, lo so. Cosi’ mi hanno insegnato. Ma mi piace e comincio a non riuscire piu' a stare composta sulla sedia. Una corrente di eccitazione mi attraversa il corpo, ma non voglio far vedere che mi piace cosi' tanto. Sono decisamente spaventata e sorpresa dalla mia stessa eccitazione. La dolcezza dell'uomo non dura molto. Forse capisce che ci sto; scopre i seni e comincia a sfregarmeli con un ghiacciolo al limone e a strizzarmi i capezzoli fino a farmeli diventare grossi e duri. Come avra' fatto a intuire che mi fa impazzire il freddo del ghiaccio sui capezzoli ?
L’altra gente intorno a noi e’ abbastanza lontana e non si accorge di niente. Ma ho paura che sentano i miei primi mugolii di piacere che non riesco a trattenere. Il ghiacciolo si scioglie sulla mia pelle calda e forma rivoli che mi solleticano scorrendo sotto il vestito fin dentro le mutandine. I due seduti a lato non stanno a guardare soltanto. Quello a destra si china sul mio seno e lecca avidamente il succo di limone. Pian piano arriva al capezzolo e lo prende tra i denti dapprima dolcemente poi mordendo sempre piu’ forte. Sto per urlare di dolore e di volutta’. Spasmi di piacere salgono da sotto, in basso, fino allo stomaco. In mezzo alle gambe ho un senso di vuoto che vuole essere riempito. Vorrei gridare che mi mettano qualcosa dentro perche’ non ne posso piu’, quando i due in fianco mi sollevano il vestito e mi aprono le gambe bloccandole col loro corpo.
Potrei gridare, forse sono ancora in tempo. Invece no. Mi piace troppo quello che mi sta succedendo e sono gia’ tropppo eccitata per ribellarmi.
Uno dei due mi infila brutalmente un dito nella fica e se non ci fosse quello dietro a tenermi per i capezzoli cascherei dalla poltrona , incapace di controllare il piacere.
L’altro a questo punto scosta lentamente le mutandine di pizzo nero e comincia a masturbarmi delicatamente. Dio, quanto mi piace ! Mi sento cosi’ puttana e mi piace tantissimo sentirmi cosi’. Adoro le mani degli uomini sul mio corpo che toccano, palpano, penetrano profondamente. Mi piace che tutti godano del mio corpo. Sono come in trance, in completa balia di mille stimoli che arrivano da tutte le parti.
In questo momento potrebbero farmi qualunque cosa che non avrei la forza di ribellarmi. Ho una voglia terribile di toccare i loro membri ormai duri. Ne ho a disposizione due per la prima volta. Lentamente slaccio la cintura e abbasso la lampo per togliere dalla loro gabbia questi begli uccelli. Infilo contemporaneamente le mani per prenderli. Comincio a giocarci mentre loro continuano a masturbarmi. Freno a stento le onde di piacere che fanno contrarre tutti i muscoli del mio corpo. Non devo venire ancora.. Devo resistere. C’e’ troppa gente che potrebbe sentirmi.
Ormai ho una voglia incredibile di essere scopata da tutti; ho perso completamente il controllo della situazione. Tutte insieme le mie fantasie si affollano nella testa: ho voglia di succhiare il loro cazzo mentre mi scopano, di farmi leccare da uno mentre un altro mi scopa il culo, di riempire con i loro cazzi i tre buchi che ho a disposizione e di inventarne altri per riempirli con altri cazzi. Non si puo’ piu’ rimanere qui. La sala si sta riempiendo troppo.
Ubriaca di desiderio mi trascinano a malapena in una sala adiacente in ristrutturazione completamente vuota. Viene una leggera luce dal corridoio atttraverso le tende pesanti semiaperte. Ancora mezza vestita mi palpano da tutte le parti. Uno dei tre mi bacia violentemente mentre un altro mi infila due dita nella fica. Mi strappano il vestito di dosso lasciandomi in corpetto e calze nere. Mi piace essere scopata cosi’ con il reggicalze e il corsetto che mi stringe il seno fino a farlo scoppiare. Mi costringono in ginocchio. Uno in piedi avvicina la mia bocca al suo cazzo. Comincio a leccarglielo per tutta la lunghezza e mi fermo sulla cima morbida e calda andando su e giu’ prima lentamente poi sempre piu’ velocemente e profondamente fino ad inghiottirlo tutto. Lo tiro fuori e me lo strofino sul viso e sul seno continuando a menarlo. Un altro sotto mi lecca la fica infilandoci dentro due dita, mentre il terzo comincia a succhiarmi i capezzoli fino a fare uscire il liquido bianco della mia eccitazione. Mi e’ sempre piaciuto leccare e succhiare il cazzo e uno solo non mi basta . Ne voglio un altro e passo dall’uno all’altro come un’affamata che non tocca cibo da giorni. Ora tirano le tende a chiudere definitivamente ogni presenza di luce. La sala e' completamente al buio. E’ proprio cosi’ che voglio. Al buio senza sapere chi ti scopa, dove ti scoperanno, cosa ti faranno. Un giocattolo di piacere nelle loro mani. Con questi affari duri che arrivano da tutte le parti. Sento un freddo improvviso nella fica. Qualcuno ci ha infilato dentro un gelato cremoso e ora comincia a mangiarselo direttamente da li’. Mi sembra di impazzire dall’eccitazione. Se non avessi un cazzo in bocca che me la chiude completamente si sentirebbero urla di piacere. Non posso far altro che ruggire come una tigre per scaricare la mia voglia. Quando il gelato non e’ ancora finito uno dei tre infila il suo affare e comincia a pompare. L’entrata mi squarcia, mi fa male, ma e’ quello che voglio. Ora c’e’ qualcuno che comincia ad aprirsi una strada nell’altro buco mentre sono scopata in continuazione. Il cazzo che ho in bocca e’ sempre duro. A volte sono costretta ad interrompere il mio lavoro perche’ troppo eccitata da cio’ che mi stanno facendo gli altri. C’e’ un cambio ora. Mi tolgono il corpetto al buio e mi costringono con la schiena contro il pavimento. Il pavimento della sala e' coperto da una moquette abbastanza ruvida al tatto che aumentera’ decisamente il mio piacere ad essere scopata per terra . Sento il mio corpo a contatto col ruvido, mi giro a pancia in giu’ per strofinarmi i capezzoli e fremo di piacere. Qualcuno mi dice che sono una porca e mi piace moltissimo. Penso che abbia ragione. Mi muovo avanti e indietro con il culo in fuori verso l’alto affamata di cazzo. Imploro di essere scopata. Mentre mi dimeno mi infilano a turno le dita nella fica , mentre si masturbano. Sento i loro membri vibrare al buio.
Mi gettano infine sopra il cazzo di uno per terra pronto ad accogliermi. Mi muovo su di lui come una forsennata masturbandomi mentre un altro da dietro prova il culo con la punta del suo pene. Entra quasi improvvisamnete. Urlo di dolore e di piacere. Ma non mi basta. Il terzo mi infila il suo cazzo in bocca. Ora finalmente mi sento sazia. Sono finalmente scopata in tutti i buchi possibili insieme. Penso di essere una porca e mi piace tantissimo. I tre pompano selvaggiamente e il mio corpo e’ scosso in tutte le direzioni. L’eccitazione e la masturbazione producono l’effetto di una esplosione. Vengo, soffocando il mio urlo con il cazzo che mi riempie la bocca mentre gli altri due continuano a pompare.
Qualcuno apre improvvisamente le tende. E’ lui. Attirato dai gemiti si affaccia alla sala appena in tempo per vedere l’orgia finale di corpi. So che gli piacera’ vedermi scopata da tutti questi uomini .
E’ il loro turno e vengo inondata da fiotti caldi in bocca e sul corpo. E’ una sensazione bellissima . Lo sperma mi cola sulla gola e sul seno. Me lo spalmo voluttuosamente ovunque sul corpo ancora scosso da fremiti di piacere.
I tre si alzano e si vestono velocemente mentre io eccitata dalla comparsa di lui apro le gambe, ricomincio a toccarmi fuori e dentro la fica. Sono pronta ad accogliere il cazzo del mio lui .
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20 years ago
admin, 75
Last visit: 6 hours ago -
Mia moglie e il suo amante
Io e mia moglie siamo molto affiatati, siamo due bodybuilder appassionati. Su internet abbiamo conosciuto un giovane che sembrava essere molto gradevole. Mia moglie, 32 anni, si e' lasciata sedurre da questo giovane di 21 anni. Lo ha invitato a casa nostra, per il suo giorno di vacanza.
Il giovane avrebbe dovuto rientrare al lavoro per le 11:30 ed arrivo' a casa nostra per le 8:30. Io non dovevo essere al lavoro prima delle 10 e cosi' quando lui arrivo' me ne rimasi nel soggiorno. Loro non aspettarono molto, immediatamente se ne andarono in stanza da letto. Dopo un quarto d'ora andai ad origliare dietro la porta della camera, che pero' mia moglie aveva lasciato socchiusa in modo che io potessi vedere il letto.Mia moglie portava delle magnifiche calze rosse e sandaletti con i tacchi altissimi. Il suo reggiseno e i suoi slip rossi erano accanto al letto sul pavimento. Il giovane completamente nudo, mi apparve subito come un formidabile atleta, lo vedevo di spalle, era sdraiato sul letto sopra mia moglie e con la bocca stava lavorandosi la sua fichetta. Notai i terribili muscoli della sua schiena, i suoi dorsali, le sue gambe, il suo culo tutto sviluppato in modo notevole malgrado fosse giovanissimo: mi sarebbe piaciuto vederlo lottare con mia moglie, oppure sfidarlo in un paio di match nudi, soli io lui: aveva la mia stessa taglia e ci saremmo divertiti.
Sentii che mia moglie sospirava e stava venendo grazie al sapiente lavoro della lingua del fusto. Dopo un certo tempo si girarono, potei notare il fantastico torace del giovane e le sue potenti braccia definite in modo splendido, con grosse vene che portavano tutta la adrenalina necessaria a combattere sul letto con mia moglie. Anche mia moglie era in forma fantastica. Inizio' a succhiare l'enorme cazzo turgido, prima di impalarsi sul quel grosso membro.Potevo veder il membro del giovane che entrava ed usciva dalla fica di mia moglie mentre lei danzava sopra di lui, gonfiando ogni muscolo del suo corpo lui la provocava, la incitava a muoversi piu' veloce, ancora piu' veloce. Poi lei si sdraio' sopra di lui e lo bacio' appassionatamente, senza dargli respiro, mentre lui stringeva il corpo fantastico di mia moglie fra le sue possenti braccia. Lui inizio' a muoversi sotto di lei, prima lentamente poi velocissimo, mia moglie urlava dal piacere. Lui la aveva afferrata per i glutei duri e muscolosi e la penetrava al volo con il suo cazzo, mentre la alzava sopra di se' e poi la lasciava scendere. Il suo ritmo era velocissimo, il cazzone entrava ed usciva dalla figa di mia moglie enorme e veniva ad ogni colpo di bacino come inghiottito dalle labbra della mia donna. Lui si arresto' e lei inizio' a ripetere il movimento sulla cappella dell'uccello del maschione, i due erano sudati, lei si era tolta ormai le calze e nuda completamente, lucida di sudore si muoveva ansimando tendendo ogni muscolo per provocare il loro piacere, cosi' come ogni muscolo di lui era flesso e duro e gonfio e turgido. La coppia era proprio al colmo della passione dei sensi!Lui la stringeva con forza, rotolarono finche' lui fu sopra di lui ed inizio' a penetrarla, muovendo il suo bacino velocissimo e con forza. Lei venne ancora e poi ancora, lui non mollava un colpo, sembrava inesauribile, io sentii vampate di gelosia miste ad un senso di desiderio e di passione per quei due corpi che stavano facendo la loro piu tremenda chiavata!Ma tutto cio' che potevo fare era di guardare.
Dopo una mezz'ora la frequenza dei colpi che il giovane sferrava con il suo cazzo alla fica di moglie crebbe intensamente, il giovane ansimava e ruggiva sempre piu' forte. Le gambe di mia moglie erano alzate e serrate attorno alla sua schiena ed al suo culo, lo attirava a se' ad ogni colpo. Vidi le sue palle, quando mia moglie con la forza della sua schiena e delle sue cosce lo alzo' sopra di se', che battevano contro la sua fica, brillando per il sudore e per i liquidi che la fica di mia moglie continuava a rilasciare ad ogni orgasmo.Il suo orgasmo esplose nella fica di mia moglie con potenza, con meraviglia mi accorsi della grande quantita' di sborra che schizzo' nella sua fica e sulla sua fica, continuo' a sborrare per quasi un minuto: il suo corpo era contatto in ogni muscolo, era magnifico lucido, sudato, cosi' come quello di mia moglie, si esibivano reciprocamente ogni muscolo, sentivo il profumo di donna e della fica che emanava da mia moglie e l'acre odore di maschio e di sudore del maschio. Mia moglie ebbe un ulteriore orgasmo, gridava senza nessun controllo, poi si staccarono giacendo uno accanto all'atro ed io in punta di piedi me ne tornai in soggiorno.
Mia moglie apparve dopo qualche minuto, nuda, splendida e rilassata, con un sorriso:Ho fatto la mia migliore scopata della vita, mi ha fatto venire come mai mi e' capitato! Ora torno alla carica, mi piace quel fustaccio, ma ora tu vattene a lavorare! Prendi un po' della sua sborra sulla tua bocca, tesoro!"Cosi' dicendo si mise sopra di me sul divano ed aprendo le cosce fece cadere un po' della sborra ancora calda che le aveva schizzato dentro il giovane nella mia bocca: mi blocco' al divano le braccia e poggio' la sua fica completamente alla mia bocca:"Ha un cazzo enorme, mi ha scopata e chiavata come un pazzo, mi ha fatto godere una infinita' di volte, tu non riuscirai mai, i suoi muscoli potrebbero spezzarti, lecca la mia fica, puliscimi con la tua lingua tutto lo sperma di quel campione, ti rendera' forte come un toro e potrai sfidarlo ad un incontro di lotta, dopo che mi avra' scopata ancora, lecca la mia fichetta, leccami porco!"Ero stato messo fuori combattimento dalla potenza del giovane senza alcuna speranza, non potei che sottomettermi alla volonta' di mia moglie e leccai, leccai, pulendo tutta la sborra, passando la mia lingua sul clitoride eretto di mia moglie. Poi mi preparai ad andarmene, dopo essermi sborrato addosso almeno due volte per la eccitazione.
Intanto che me ne andavo mia moglie mi grido' che avrebbe passato il giorno a succhiare, a leccare il cazzo di lui e a farsi chiavare e leccare la fica. Avrei dovuto prepararmi ad affrontare una vita sessuale con mia moglie molto piu' intensa di prima, mi disse. Mi avrebbe insegnato a fare tutto quello quel giovane le aveva fatto. Mi avrebbe fatto godere come lei aveva fatto verso il giovane. Io passai il resto della mia giornata a pensare a mia moglie che si faceva fottere da quel giovane, a mia moglie che urlava di piacere, al giovane che le sborrava nella fica una due tre volte, con una passione ed una virilita' inesauribili!Ma quella sera inizio' la mia vera vita sessuale con mia moglie: mai avevo fatto l'amore e scopato con mia moglie cosi' intensamente. Godemmo tutta la notte, mia moglie non era mai sazia sebbene il giovane le avesse dato tanto di quel cazzo...!
Qualche giorno dopo, in palestra stavo allenando i miei grossi bicipiti con un bilancere, ero seminudo, in forma smagliante e pensavo alla serata che avrei trascorso con la mia donna, a letto, quando lui mi si avvicino': un fisico da mozzare il fiato, abbronzato come un dio, le sue cosce mostravano una potenza inaudita, i suoi bicipiti..... era sudato per l'allenamento, anche lui seminudo. Mi disse:"ci siamo conosciuti a casa tua, hai una moglie molto passionale, ed e' una fica eccezionale, l'ho vista ad allenarsi nella sala accanto, che fisico! Se avete bisogno di un allenatore personale, sono a vostra disposizione!" Oggi, sono passati due anni, il mio fisico e' diventato molto piu' potente di quello di quel giovane, lo incontro spesso in palestra, ci alleniamo assieme, io uso sempre pesi molto piu grandi dei suoi, il mio peso e' superiore al suo, l'ho sfidato a lottare spesso, ma lui non accetta:"potresti vendicarti di quella volta, meglio non rischiare!"mi dice con un po' di nostalgia per quel giorno ormai lontano.
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20 years ago
admin, 75
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Le Ciabatte della Tedesca
Premetto che sono un feticista dei piedi e delle scarpe.
Ero in un supermarket a fare la spesa quando sento l'inconfondibile clop clop prodotto da suole di legno che battono contro il pavimento.
Affretto il passo in direzione del rumore e dietro uno scaffale vedo una gran bella ragazza sulla trentina, bionda, alta (circa un metro e ottanta) e con gli occhi azzurri. La fanciulla, vestita con un semplice abito di cotone a fiori che le arriva fino alle caviglie, è una bellissima tedescona abbastanza somigliante a Claudia Schiffer.
Adesso non sta camminando, essendosi accucciata per scegliere un prodotto, ma indubbiamente è lei la responsabile del "fracasso" di un istante prima. I suoi piedi nudi e con le unghie smaltate di nero (ad occhio e croce direi un 40) sono infatti infilati in un paio di ciabatte di legno ortopediche senza tacco (gli zoccoli "Pescura" del dottor Scholl's), delle quali posso vedere le piatte suole di legno, essendo lei seduta sui suoi talloni con le piante sollevate. Il legno è molto annerito dal sudore dei piedi, mentre le piante appaiono rosee e prive di callosità.
Di fronte a quella visione celestiale mi chino subito, fingendo di dovermi allacciare una scarpa, per essere il più vicino possibile ai piedoni dell'avvenente tedesca e riuscire magari ad avvertirne l'aroma. In effetti, approfittando del fatto che lei mi dà le spalle, riesco ad essere piuttosto vicino ai suoi bellissimi piedi, ma non ho molto tempo per annusarne l'odore, perché dopo qualche decina di secondi la biondona si rialza in piedi, avendo finalmente trovato ciò che cerca, e, sempre ciabattando sonoramente, si dirige verso la cassa.
Io, tirando su velocemente un prodotto a caso, naturalmente la seguo, per poter essere immediatamente dietro di lei nella fila alla cassa. Devo dire che ne vale la pena, perché la tedesca, come tutte le sue connazionali per niente imbarazzata dal mostrare le sue estremità, ben presto si sfila uno zoccolo e appoggia il suo bel piedone scalzo sul carrello della spesa.
La mia eccitazione a questo punto è alle stelle. Vedere per terra quella ciabatta di legno abbandonata, su cui è impressa nitidamente l'impronta del piede (in particolare si possono distinguere molto bene i cinque segni neri lasciati dalle dita), nonché il piede stesso, nudo e provocante, è per me fonte di infinita libidine.
Tra me e me mi dico "adesso o mai più" e, con movimento rapido, raccolgo dal pavimento lo zoccolo e poi fuggo via veloce come il vento. Sento la tedesca che urla dietro di me e che cerca di inseguirmi a piedi scalzi (per correre più agevolmente si è tolta anche l'altra ciabatta), ma non ce la fa a raggiungermi.
Arrivato a casa, posso finalmente esaminare con tutta calma lo zoccolo della tedesca, ancora caldo del suo piede: è un modello "Pescura" con le suole piatte (senza tacco), col cinturino bianco e senz'altro molto usato, perché anche la pelle del cinturino è piuttosto usurata. Annuso subito la calzatura rubata: indubbiamente, anche se non intensissima, un po' di puzza di piedi si sente. Infine lecco la ciabatta della tedescona, mi sparo una sega, ci sborro dentro e godo come un animale.
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20 years ago
admin, 75
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La tardona
Ho 37 anni, ma questa storia risale a quasi 20 anni fa, avevo una ragazza con cui scopavo regolarmente quasi tutti i giorni, ma a quell'età non basta mai, il testostorone è sempre alto e quindi le pugnette dedicate alle signore si perdevono,come tanti coetanei avevo le miei preferite, tutte più o meno abitanti nel mio condominio o in zona.
La mia preferita si chiamava Morena, due figli maschi ed intima amica di famiglia, quindi la vedevo quasi tutti i giorni, lei una stupenda toscana di 40 anni, con un seno e delle gambe da capogiro.
Un giorno, andai a casa sua per portarle delle cose di mia madre, lei mi accolse come al solito cordialmente, ma i suoi occhi trapelavano ambiguità, stavo per andar via quando mi chiese se volevo un caffè, accettai, mi vergognavo desideravo andare a casa per dedicargli l'ennesima pugnetta, rosso in viso accettai, mi disse che i figli erano andati con Sandro (suo marito) fuori città, parlammo di tutto, della scuola del tempo libero e poi mi chiese della ragazza,se ci scopavo e dove lo facevamo,a queste sue domande il mio cazzo cominciò a tirarmi come non mai, balbettai un pò e poi mi lascia andare raccontandogli ogni minimo particolare della mia storia con Rosy, a quel punto suonò il Tel. era mia madre che mi cercava, mi licenziò, ma con la promessa che sarei andato nuovamente da lei con più calma ed intimità.
Dopo 2 giorni mi chiese se potevo aiutarla in cantina a spostare delle cose, accettai e scesi giù di corsa, nello spostare le varie cianfrusaglie salì su una scala, la bella porca era con autoreggenti ed un tanga, le dissi "Morena non pui farmi questo,ho un cazzo in tiro che sta per esplodere" lei per tutta risposta scese e mi disse "Tiralo fuori,fammi vedere", fece come disse e subito comincio a farmi una POMPA divina, le venni in bocca, e prima di ricomporsi mi disse "ti aspetto domani pomeriggio a casa" , da quel pomeriggio ne passarono tanti, per l'esattezza 10 anni, 10 anni di scopate stupende, non nego che ogni tanto una pugnetta a Morena la dedico sempre,ripensando ai bei tempi ed alle stupende sborrate nel culo ed in bocca.
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20 years ago
admin, 75
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Io, la mia amica e il patrigno
E' l'estate scorsa, sono andata in piscina con una mia amica e il suo patrigno.
Passiamo una bella giornata, ridiamo e scherziamo tutto il tempo... Quando è ora di uscire dall'acqua esco prima io, poi Daniela, e dopo il patrigno, mentre Daniela esce dall'acqua non posso fare a meno di notare il suo seno evidenzaito dal costume bagnato, noto che la pelle d'oca ha reso i suoi capezzoli, duri, quasi da bucare il costume...
Non riesco a scollare lo sguardo dal suo seno, racchiuso in quel costumino intero... Quando finalmente distacco gli occhi da lei noto che il suo patrigno mi sta fissando il seno, mi guardo e noto che anche i miei capezzoli si sono induriti, divento subito rossa dalla vergogna, e mi volto.
Io e Daniela ci dirigiamo verso il camerino, mentre cammina le fisso il sedere, sodo ed evidenziato dal costume bagnato...
Lei apre la porta del camerino, e prima che la chiudesse le faccio i complimenti per il bel fisico; Lei ringrazia e ricambia...
Mentre mi parlava continuavo a guardarle il seno, i miei capezzoli stavano scoppiando, lei scherzando me ne pigia uno dicendomi "hey ma hai freddo?" e io rispondo "no, sei tu che mi fai questo effetto", lei rimane un attimo sbalordita.
Non riesco piu' a trattenermi, la bacio, lei apre le labbra e infila la sua lingua nella mia bocca, divento subito bagnata...
Ci infiliamo nel camerino, mentre ci baciamo io continuo ad accarezzarle il seno, sento sotto le mie mani i suoi capezzoli indirirsi...
Inizio a stuzzicarglieli sopra al costume... Lei aveva un costume intero rosa, ed io un bikini lucido color oro...
Le stringo il seno sempre piu' forte, dalla sua bocca escono piccoli gemiti di dolore e piacere mescolati...Lei inizia ad accarezzarmi il sedere con entrambe le mani.
Le sposto la parte centrale del costume in mezzo al seno, inizio a baciarglielo, lo lecco, le mordo dolcemente i capezzoli ed inizio a masturbarla... Il suo respiro si fa sempre piu' forte... Abbasso lo sguardo e vedo che da sopra al costume ancora bagnato si vedono i peli del suo sesso, mi abbasso ed inizio a farla godere con la mia lingua...
Lei mi alza, ed inizia a strofinare i suoi capezzoli nudi sopra al mio costume lucido... Anche i miei capezzoli si fanno sempre piu' duri... Ci sdraiamo sulla panca dello spogliatoio e iniziamo a fare sesso fino a tal punto da farci venire in modo fantastico!!!
Mentre lei si veste io vado a cambiarmi nel mio spogliatoio, appena chiudo la porta dello spogliatoio di Daniela vedo il suo patrigno che si alza di colpo.
Avava spiato tutto dalla fessura, il suo membro era durissimo (si vedeva dal costume), mi prende di forza e mi sbatte contro il muro, mi bacia e mi tocca il seno, mi tiene talmente forte che non riesco a reagire... Ma ad un certo punto mi sono lasciata andare...
Mi prende una mano e me la mette sul membro, mi dice di accarezzarlo.
Io mi rifiuto e mi tolgo dalle sue braccia e scappo nel mio spogliatoio.
Entro nel mio spogliatoio e mi vesto, mi accorgo di aver lasciato le mutandine a casa, mi vesto e mi infilo i collant senza mutandine, mi metto la gonna ed esco velocemente dal mio spogliatoio, vado a chiamare Daniela, quando sto per aprire la porta sento dei leggeri gemiti provenire da li dentro...
Apro piano piano la porta e vedo Daniela che sta facendo l'amore col suo patrigno... Lei indossava ancora il costume...
Il patrigno mi vede e mi tira dentro lo spogliatoio.... Noto che la parte bassa del costume di Daniela è spostata per far passare il suo membro.
Mi avvicino, Daniela mi infila una mano sotto la gonna e mi dice "godi con me" mi accarezza, non so descrivere il piacere... Ero senza mutandine, tutta bagnata... Mi faccio toccare, e mentre Daniela mi masturba il suo patrigno bi bacia ancora... Mi tocca il seno... Mentre sta per venire mi sbatte sulla panca, mi alza la gonna e mi viene sui collant...
Sentivo il suo sperma ancora caldo... Daniela si avvicina con la lingua ed inizia a leccare tutto lo sperma, ed in piu' "pulisce" anche il suo patrigno...
Mi si sdraia sopra ed iniziamo a fera l'amore io e lei... Il patrigno si inginocchia di fronte a noi e inizia a masturbarsi...
Quando stava per venire prende la testa di Daniela, l'avvicina al suo membro e le viene in bocca...
Daniela mi bacia e sento lo sperma sulla mia lingua...
Il patrigno si alza e se ne va...
Mentre Daniela si riveste le chiedo da quanto ha rapporti con il suo patrigno e lei mi dice che la prima volta è stata a 16 anni quando erano da soli in casa...Mentre lei dormiva ha aperto di poco gli occhi ed ha visto il suo patrigno che si masturbava mentre la vedeva nuda nel letto...
Da allora anche io ho scoperto il fantastico mondo delle donne...
Mio eccito solo a guardare anche le foto... Anzi se volete mandarmi le foto delle vostre ragazze le accetto!!!
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20 years ago
admin, 75
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Giada
Giada giaceva ancora assopita nel suo letto, calda e sudata. Cercava un motivo valido per alzarsi ed affrontare una nuova giornata mentre la sua mente ripercorreva , attimo dopo attimo, il tempo appena trascorso in compagnia di Gianluca.
Eh si, se lui fosse stato ancora lì, lei l’avrebbe svegliato dolcemente ; avrebbe iniziato ad accarezzare l’uccello di lui con la mano per poi avvicinarsi con la bocca ed iniziare a leccarglielo. La sua lingua sarebbe corsa ritmicamente dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, scivolando lungo tutti i lati del meraviglioso membro di Gianluca fino a vederlo ergersi in tutta la sua maestosità e prepotenza. A quel punto l’avrebbe ingoiato completamente ; in fondo era suo, tutto suo.Che immensa soddisfazione vedere il corpo di Gianluca contorcersi dal piacere mentre il suo uccello entrava ed usciva dalla sua bocca, umido di saliva.
Che bel modo di iniziare la giornata, pensava tra se Giada. Così ci si sente davvero vivi, appagati.
Gianluca era entrato nella sua vita grigia e senza sole, scandita dal solito tran tran quotidiano, come un tornado, proprio quando lei ormai pensava che non fosse più possibile vivere emozioni nuove ; il lavoro, la casa, i figli, il sesso con suo marito, consumato frettolosamente e per mero dovere, senza soddisfazione. Per trovare una ragione alla sua esistenza Giada si guardava in giro ; “ in fondo tutti vivono così” pensava. “I desideri,i sogni, le fantasie sono cose da ragazzi:quando si è adulti non c’è più spazio per essi, occorre essere responsabili e non perdersi in fatue utopie”.
Apparentemente Giada non aveva motivo per essere insoddisfatta della sua vita ; aveva una bella casa, due figli adorabili, una occupazione che le garantiva l’indipendenza economica, un marito con una buona posizione economica e sociale ; molte sue amiche la invidiavano di sicuro.Eppure Giada continuava ad essere infelice ; si trascinava tra le mille incombenze della sua esistenza trascurando se stessa e le sue esigenze. Ogni tanto cercava di consolarsi pensando come, un giorno, quando i figli avessero raggiunto una loro indipendenza, si sarebbe potuta ritagliare degli spazi per se e per la sua grande passione, i viaggi. Passione alla quale aveva dovuto rinunciare per la ritrosia del marito a spostarsi da casa anche solo per pochi giorni.Invece, da quando aveva conosciuto Gianluca, Giada aveva iniziato ad osservare le cose da molteplici prospettive. Lui le aveva fatto scoprire l’amore, quello vero, il piacere, la passione quali elementi essenziali della vita.
Quando riuscivano ad incontrarsi passavano ore ed ore a fare l’amore senza smettere mai ; lei lo baciava così intensamente da togliergli il respiro, lui era sempre dolcissimo : la accarezzava con una tenerezza infinita e ricambiava i suoi baci con analogo ardore. Poi la passione che li univa scoppiava in tutta la sua incredibile prepotenza ; Gianluca iniziava a leccarla in ogni angolo del suo corpo, e quando si soffermava con la sua lingua all’interno delle cosce di lei, Giada perdeva il controllo di se stessa e lui continuava, le infilava la lingua nella sua umida fessura ed iniziava a muoverla senza tregua, poi le mordicchiava il clitoride ed infine tornava ad immergere la sua lingua dentro lei fino a farla venire. Tutte le membra di Giada si agitavano convulsamente e scoordinatamente per il piacere, mentre lui,non pago, si dissetava col succo di lei.Giada si godeva ogni singolo istante come fosse stato l’ultimo attimo della sua vita. Non aveva mai provato nulla di simile in passato.
Non aveva mai avuto un uomo che si dedicasse a lei, che le facesse provare il piacere in tutte le sue sfumature. Ed ogni volta che facevano l’amore non era mai uguale ; scoprivano sempre qualcosa di nuovo, di più intenso. Non era solo sesso, era l’incontro di due anime all’eterna ricerca dell’appagamento fisico e mentale.
Negli anni Giada si era abituata a rapporti sessuali vissuti frettolosamente, ove l’importante per il marito era “svuotarsi”, ed il piacere era un aspetto meramente accessorio.Giada ignorava completamente il concetto di piacere, da raggiungere reciprocamente senza limiti di tempo e spazio. Era per lei una dimensione completamente nuova, che le aveva letteralmente sconvolto la vita.
Con Gianluca aveva imparato a fare l’amore, ma soprattutto aveva capito cos’era l’amore in tutte le sue componenti, a volte anche dolorose. La sua vita non sarebbe mai più stata la stessa, e questo la spaventava molto.
A volte provava un profondo rancore, quasi odio, nei confronti di Gianluca, perché era entrato in lei con una violenza tale da stravolgere il suo precario equilibrio di vita, faticosamente costruito anche tacitando alcuni aspetti della sua natura. E detestava anche se stessa per avergli permesso di entrare nella sua vita senza valutare le conseguenze di questo passo. Ed ora cosa avrebbe fatto ?
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20 years ago
admin, 75
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Due Amichette per Me
Salve sono Gianni sono insieme alla mia ragazza Monia da circa 1 anno. Compiro' tra poco 25 anni mentre la mia meta' li ha compiuti da non molto. Monia e' una ragazza alta 170 cm capelli rosso-castano spalle larghe due tette da paura (una terza abbondante) un sedere da urlo e gambe non troppo magre proprio come piacciono a me. Nel nostro rapporto viviamo il sesso molto apertamente manifestiamo a vicenda le nostre fantasie erotiche e voglie piu' nascoste senza inibizioni e senza paura e nel limite del possibile cerchiamo di soddisfare l' uno quelle dell' altro. Proprio in base a cio piu' volte durante le nostre favolose notti d'amore ho manifestato a Monia il desiderio di avere una storia sua cugina Anna, di come sarebbe stato eccitante farlo proprio con lei che era tanto legata a Monia.
Proprio perche' manifestavo queste mie voglie durante l'amplesso Monia per aumentare la mia eccitazione giocava e immaginava con me come sarebbe stato farlo con sua cugina ma una volta finito di fare l' amore tutti i pensieri ed i propositi svanivano in lei e purtroppo solo in lei: dovevo assolutamente scopare con Anna. L'occasione si presento' quando io e Monia facemmo un' uscita a doppia coppia con la cugina ed un suo amichetto; la fortuna volle che il suo amico le desse buca cosi decidemmo per non lasciare Anna sola di andare a bere qualcosa a casa mia e poi avremmo deciso cosa fare. Io non potevo neanche immaginare cosa sarebbe successo quella sera a casa mia ma la presenza di Anna mi eccitava da cani e gia' nell'ascensore mentre salivamo a casa mia feci capire a Monia che avevo un gran voglia ed iniziai a baciarla sul collo come solo io so fare la sentivo gemere di piacere ma era costretta a trattenersi per non imbarazzare sua cugina. Saliti sopra ci accomodammo sul divanetto ed inizia a servire un paio di cocktail un po' alcolici alle due cuginette cosi' per ravvivare un po' la serata (si dice sempre cosi') ma non che sperassi in quello che poi sarebbe realmente successo. Dopo un po' le vedo andare tutte e due verso il bagno ma Monia mentre si alza mi guarda e mi fa un sorrisetto che mai avevo visto illuminare il suo volto. Stettero li dentro per quasi un quarto d'ora, preoccupato un po' stavo quasi andando a vedere cosa fosse successo quando ad un certo punto sento la porta del bagno aprirsi ed assistetti ad una visione unica: Anna era tutta nuda piu' di un metro e settanta di sensualita due tettine da far invidia ad una modella tutte da succhiare e un paio di gambe magre. Il tutto raccolto nel corpo di una diciasettenne tutto pepe dal corpo gia sviluppato ma con un sorriso ed un volto ancora acerbi che mi davano una carica sessuale mai provata fino d'ora. Mentre Monia mi diceva che aveva pensato di fare per i miei diciotto anni un regalino simpatico a me ed uno alla cuginetta che quella sera era rimasta senza accompagnatore.
La situazione mi intrigava e non sapevo fino a che punto Monia scherzasse o facesse sul serio cosi' mi feci coraggio ed iniziai a darmi da fare: lo avevo gia durissimo come la pietra.
Mentre mi avvicinavo a Anna notai che la sua fichetta da diciasettenne era completamente rasata (relizzai subito cosa avessero fatto un quarto d'ora in bagno) ed un po' irritata era evidentemente la prima volta che lo faceva cosi' per alleviarle il fastidio ma soprattutto per sentire il suo sapore mi abbassai mentre lei era ancora in piedi ed iniziai a leccargliela tutta.
Nel frattempo Monia si era spogliata e mi stava togliendo togliendo i vestiti. Una volta fatto inizio a baciarmi la schiena: lei solo sa che quello e' il mio punto piu' erogeno. Mentre continuavo a leccare e sentivo impazzire di piacere Anna infilai un mio dito nel suo posteriore e lei dopo un sussulto misto di dolore e piacere si accasciò stanca sul letto; cosi decisi di dedicare le mie attenzioni alla mia Monia mi avvicinai a lei e baciandola iniziai a fare con lei quel che avevo fatto con la cugina.
La adagiai infine sul tavolo li vicino e cominciai a prenderla da dietro.
Neanche il tempo di toglierlo che vedo Anna che si tocca autonomamente mentre procedevo con la cugina, cosi' pensai che era un peccato che si facesse da sola cosi' inizia a farlo io. Lei noto' che mi era venuto duro di nuovo ed inizio' a baciarlo e tento' di farsi strada con la dolce bocca ma non era molto brava le mancava la pratica: era sicuramente la prima volta; cosi' senza dirlo due volte Monia con un gesto dolce ma deciso scansa la cugina ed inizia a farle vedere come si fa.
Io nonostante fossi quasi in estasi per le fantastiche labbra di Monia che salivano e scendevano, continuai a toccare Anna che nel frattempo era eccitatissima e penso' di ricambiare " il favore " alla cugina e la scanso' facendole capire che aveva capito come doveva fare. In pochi minuti era forse diventata piu' brava di Monia che in questo era una maestra.
Non c'e' la facevo piu' ero letteralmente in estasi presi Anna di peso e le feci capire che volevo scoparla e che lei doveva stare sopra per condurre il gioco, ma lei disse che era ancora vergine, questa affermazione fece aumentare in me la voglia di fotterla cosi' non curante del fatto che fosse la prima volta per lei la posizionai sul di me e con un colpo secco lo ficcai dentro. Non ci potevo pensare neanche io, ero li disteso sul mio letto, tra le mani avevo le sue tettine che ogni tanto mi offriva ad una fervida ed eccitante succhiata:ero li proprio li a fottermi la cugina della mia amata ragazza mentre lei mi guardava non con aria schifata ma con uno sguardo misto di libidime e piacere,era proprio questo che mi eccitava infatti mentre Anna fotteva sopra di me,mentre baciavo le sue stupende tette, mentre le mie mani frugavano ogni parte del suo corpo io guardavo la mia Monia che si toccava. Dopo vari cambi di posizione e di...cugina, ero ormai esausto. Dopo un po' stanchissimi ci addormentammo tutti e 3 teneramente; prima di chiudere gli occhi pensai a come ero fortunato a poter scopare con due cugine insieme.....
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20 years ago
admin, 75
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Il Sogno
Erano le 16,00 quando la segretaria, una bionda altissima e sposatissima, mi disse:”Giuseppe io rimarrei a fare dello straordinario, ho tanto da fare” Le risposi:”Va bene, ma chiudi la porta al pubblico, ormai è orario” Dopo un quarto d’ora andai di là per farle vedere una pratica, era di spalle sempre bellissima, non mi sentì, così quando le fui vicino sobbalzò; le dissi:”Faccio così paura?” Rispose:”No! ero soprapensiero ed il cuore mi è sobbalzato, sentilo” così facendo mi prese una mano e se la posò sotto la camicetta generosamente aperta per farmi sentire il battito, era a mille, fu un attimo, la mia mano si liberò della sua e andò a sentire il capezzolo sotto il piccolo reggiseno, con l’altra le afferrai il fondo schiena e la strinsi a me mentre le nostre labbra si unirono in un bacio passionale; la camicetta andò subito giù, poi mi aiutò a slacciarle il reggiseno così potetti titillare con la lingua i capezzoli già turgidi, mentre le mie mani si davano da fare per toglierle gli slip, mi disse:”Aspetta, faccio io” e cominciò uno strip tutto per me, quando si fu tolto tutto dedicò le sue mani alla cintura dei pantaloni, slacciatala tirò giù lo zip mentre col viso scendeva verso il mio pube e quando liberò il mio cazzo dalla prigione degli slip lo prese al volo con la bocca e cominciò col leccarmi la cappella, poi andò più in fondo, poi se lo tolse e si dedicò un attimo ai coglioni, mentre me li succhiava il cazzo diventò ancor più duro e la implorai di continuare la pompa, così fece e in poco tempo le riempì la bocca di sperma che leccò avidamente, si rialzò offrendomi la sua fica bagnata dicendomi :”Ora tocca a te” La presi e la feci accomodare sul divanetto e mi tuffai tra le sue cosce a baciarle il clitoride che in pochi attimi sentii sensibile, mentre con la mano destra mi dedicavo alla vagina ed al culo, coll’indice le stantuffavo la fica e con il medio cominciai a penetrarle piano ma inesorabilmente l’ano, mentre con l’altra mano le strizzavo il seno destro, intanto il cazzo cominciò a risvegliarsi, di tanto in tanto la lingua e l’indice si scambiavano il posto e questo la fece andare fuori di senno, mi implorò di fotterla, in un attimo la rigirai carponi e le fui dietro, mentre la penetravo mi disse:”Però non venirmi dentro” Le dissi :”Lascia fare a me” avevo già in mente cosa fare, quando fummo quasi vicini all’orgasmo cominciai a rimetterle il medio in culo subito seguito dall’indice, a questo punto accennò una protesta, ma fu un’attimo, uscì il cazzo dalla fica ed usando le dita come fossero un calzascarpe cominciai a penetrarle il culo, dopo averle detto di aiutarsi con ampi respiri, non sarà stata la prima volta per lei ma non era una via molto praticata, in poco tempo arrivammo all’orgasmo, lei un attimo dopo di me; finalmente l’avevo avuta. A quel punto mi disse:”Giuseppe ecco quella pratica urgente” la guardai, sempre bellissima, era vestitissima e sposatissima davanti a me, così mi accorsi che avevo sognato in un caldo pomeriggio estivo.
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20 years ago
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Valentina senza limiti
Cari lettori, questo che sto scrivendo è l’introduzione della storia che mi ha raccontato un’amica conosciuta tramite internet, lei mi ha chiesto gentilmente se potevo non scrivere il suo vero nome né i nomi degl’altri protagonisti,forse leggendola qualcuno di voi crederà che sia tutta una balla,che sia una storia erotica come tante altre che ho scritto per Desiderya,beh cosa volete che vi dica,lei mi ha mandato una sua foto allegata al suo racconto,io lo trovato moooolto intrigante e perciò ve lo scrivo,sta a voi crederci o no .
Ciao, mi chiamo Valentina, ho 20anni e vivo con mia madre e due mie sorelle a Vicenza, mio padre si è separato da mia madre quattro anni fa, motivo, non c’era più quella fiamma che teneva unita la coppia, cosi mia madre,dopo anni che sopportava le scappatelle di lui, decise di farla finita, il che andò anche bene, perché fu un divorzio concorde, io e le mie sorelle accettammo con dispiacere la loro soluzione, però sapevamo che era l’unica cosa da fare. Ma torniamo a me, sono al primo anno di università xxxxxxx, sono alta 1,70, sono una che non passa inosservata, porto la quarta abbondante di seno, fianchi larghi, culetto bello grosso ma sodo con delle cosce piene perfette senza un filo di cellulite , sono di carnagione scura,il mio viso è molto espressivo, ho la bocca larga con labbra molto carnose, le guance un po’ pienotte con le fossette quando sorrido, i miei occhi sono grandi con leggeri lineamenti orientali di color verde scuro porto gli occhiali, i miei capelli, color castano scuro, sono ricci e lunghi che arrivano fino alle scapole. Penso che per avere un’ idea di me possa bastare, però c’è anche dell’altro, Valentina nella vita normale di tutti i giorni è la tipica ragazza simpatica,intelligente,gentile, premurosa ecc…., ma posseggo anche un’ altro lato, sono una troia senza limiti, si avete capito bene, a me piace il sesso senza tabù o limiti ( A parte il sado maso) sono andata a letto sia con uomini che con donne, spesso con le mie amiche del cuore si organizza delle orgie fantastiche, dove io posso scatenare tutta la mia porcagine, la prima volta che ho fatto sesso ero minorenne, avevo 16 anni e un mio cugino mi sverginò, poi ebbi altre avventure con altri maschi, sono sempre stata una provocatrice. Adoro gli uomini maturi, dopo che una sera in disco conobbi un tizio che aveva 56anni,mi portò a mangiare la pizza, e poi finimmo in un motel,fui io a proporgli l’idea,avevo all’epoca 19 anni e lui mi scopò con vera maestria per due ore senza tregua, da quella sera con lui instaurai una relazione basata solo sul sesso,lui mi lasciava tutta la mia libertà e quando ci si trovava si finiva per fare dei numeri da kamasutra,pensate che una sera portò anche tre suoi amici, quella volta mi sfiancarono per più di tre ore, non si risparmiarono mi scoparono in tutti i buchi ed io per ripagarli bevetti tutto il loro nettare. Con le donne invece lo fatto a 18 anni,un pomeriggio che ero a casa di una mia amica, iniziammo a toccarci per poi esplorarci a vicenda, finimmo distese in un peccaminoso 69, dove godemmo come porche tutte e due. A volta vado in qualche club privè, e mi capita spesso di incontrare delle coppie che mi propongono di passa re un paio d’ore con loro, io accetto sempre molto volentieri, sentire lui che mi pompa la figa con il cazzone mentre lei me la da in bocca è una esperienza fantastica, insomma sono senza freni inibitori, non ho pregiudizi razziali, sono aperta a quasi tutte le esperienze, mi hanno scopato dentro un autogrill, vista anche da gente, e pure in un bar, li,ho accontentato quattro miei amici più il barista. Ma l’esperienza più sconvolgente è stato l’incesto,voi direte, “con tuo cugino”, ma quello lo chiamate incesto? No, l’incesto vero e proprio lo fatto con mio padre,e vi posso garantire che oltre aver goduto come una maiala, lo pratichiamo ancora adesso, tutto successe un giorno che andai da lui, adesso abita a Padova, vive da solo in campagna, fa il camionista ed ha 54anni, si chiama Giacomo è un bell’uomo muscoloso,alto come me, ha la testa rasata carnagione scura occhi azzurri, porta il pizzetto biondo ed è uno con la mentalità molto giovane,molto intelligente e buono,fin che non gli girano,sebbene è divorziato con mia madre, lui è molto presente con me e le mie sorelle,specialmente con me c’è sempre stata una certa complicità. Ritorniamo a quel fatidico giorno,precisamente l’anno scorso in luglio, ero arrivata li da lui per passare un fine settimana insieme, dovevamo andare al mare assieme, lo trovai intento ad lavorare sul suo camion appena gli fui vicino lo salutai e gli chiesi cosa facesse li che dovevamo andare via, lui mi rispose che si era guastato il bestione,un Scania rosso che lui chiama affettuosamente cosi, e doveva ripararlo per il lunedì successivo,si scusò con me e mi disse che non poteva vanire al mare con me,io pensai che potevamo benissimo restare a casa,anche perché cominciava a cambiare il tempo,gli proposi di stare lo stesso insieme e che sarei rimasta a dormire da lui, lui accettò e mi promise che il giorno dopo sicuramente potevamo andare al mare. Lo lascia intento al suo bestione,mentre io entravo in casa,avevo con me una sacca sportiva con della roba di ricambio, l’appoggiai in camera da letto degli ospiti,e guarda in giro per la casa se c’era da sistemare qualcosa, misi a posto la biancheria pulita di mio padre,lavai piatti che aveva lasciato sul lavello,e passai con la scopa il pavimento in cucina ed in salotto,mi ritrovai alla fine mezza sudata,anche per via del caldo che faceva quel giorno,cosi decisi di farmi una doccia,entri in bagno mi spogliai, aprii i rubinetti della doccia e aspettai che uscisse l’acqua calda. Quando entrai nella doccia, sentii un sollievo di freschezza con l’acqua che mi bagnava tutto il corpo, il che mi eccitava un po’ visto il rilassamento che mi faceva, mentre mi lavavo con il bagno schiuma, mi strofinai la prugnetta bella rasata, li cominciai a provare piacere, ci voleva un cazzo, pensai tra me e me, uno di quelli tosti, ma purtroppo non c’era niente in quel bagno che potesse essermi utile,chiusi i rubinetti,uscii dalla doccia e nuda e gocciolante andai davanti allo specchio sopra il lavandino, cerca qualcosa che potesse fare al caso mio,mi sarebbe bastata un spazzola, ma mio padre essendo calvo non aveva niente del genere,allora optai per le mie dita, mi sedeti sul bidè e comincia una lenta masturbazione, pensai che mio padre era ancora fuori sul camion, perciò mi lavorai lentamente come piace a me,ma proprio sul più bello,si apre la porta del bagno ed mio padre entrò in mutande, quando mi vide restò di stucco,non disse una parola, ero li sul bidè con le gambe spalancate la mano sinistra sulla fighetta e le tette al vento, e lui non parlava, mi guardava allibito,io non fui da meno, mi bloccai in quella posizione e non fui in grado di dire niente. Fu lui a prendere l’iniziativa, mi disse – Scusa….pensavo che avessi finito con la doccia,non sapevo che eri nuda….ma ma….ma cosa stavi ….facendo?- Io non sapevo cosa rispondere, poi pensai ad una bugia – Vedi papà…mi stavo lavando, sai …per noi donne non basta la doccia – fu li che notai un particolare che non poteva passare inosservato,mio padre aveva le mutande che gli esplodevano,pensai fra me che aveva una mazza non indifferente,e poi era bello peloso come piace a me,lui cercò di uscire,ma capii che non voleva,io ero eccitata come una vacca, non capivo più niente,in quel momento lui per me non era mio padre,cosi persi il controllo di me stessa,mi alzai dal bidè e gli andai incontro,lui mi chiese un po’ spaventato cosa volevo fare,io senza rispondere gli calai le mutande, e li saltò fuori la stanga che possedeva mio padre, era enorme, è un bel 28cm, misurati, venoso e pulsante, con una cappella come un pugno, nel vederlo mi venne un sussulto e lo guardai in faccia,lui era ingoiato da morire e mi disse – Cosa stiamo facendo Valentina?Io sono tuo padre…non possiamo – Io guardai il suo cazzone, pensavo anch’io al momento che forse stavo per esagerare, ma non resistetti – Non possiamo? Io penso che si possa se lo vogliamo tutti e due – E li mi inginocchiai portandomi con la bocca all’altezza di quella mazza dura e maestosa, lo presi con una mano, vidi che non riuscivo a chiudere la mano del tutto,troppo era grosso, e poi come se mi avesse ordinato lui lo presi in bocca, mio padre mugolò,sua figlia stava per fargli un pompino, e lui non protestò più anzi mi mise le mani sulla testa, in modo di guidarmi nell’opera di bocca, presi a leccare quella mazza incredibile,leccavo la cappella grossa che sembrava un gelato color ciliegia, lo ciucciavo, lo mordevo era fantastica e mio padre gemeva dal piacere che gli procuravo,lo insalivavo per bene e scorrevo con la bocca lungo tutta l’asta fino alle palle che erano grosse e piene di sperma,me lo lavorai proprio bene quel pompino e lui ne godeva pienamente – Valentina…cosa mi fai, mi fai impazzire, sei meglio di tua madre….siii porcellina – Mi eccitavo come una maiala sentire mio padre che godeva, al punto che mi misi una mano sulla fighetta tutta bagnata e cominciai a strofinarmi il clitoride. Lo spompinai per un buon dieci minuti,poi lui allupato com’era mi prese per le braccia e mi alzò,si inginocchiò lui e mi allargò le gambe, io per completare l’opera gli misi una gamba sulla spalla sinistra, e cosi lui si trovò davanti alla mia micia bella aperta, mi disse mettendomi due dita sulle labbra vaginali – Mmmmh….ma lo sai che hai una figa stupenda tesoro? Non avrei mai immaginato che un giorno avrei potuto godere della fighetta di mia figlia, sei magnifica – Ed iniziò a leccarmi la passera, è un vero leccatore mio padre, mi ripassò le labbra vaginali e mi infilava dentro la sua linguaccia truffaldina,si mise letteralmente a scoparmi con la lingua, dal canto mio lo ricompensavo con una cascata di umori – Siii…aaahh godo papà, sei fantastico….mmmmh come lecchi mio bel maialine, sei fantastico…OOOOH SIII GODOOO..- venni con un orgasmo incredibile, lui mi leccò tutti gli umori che colavano dalla mia figa, poi senza dire niente ,si alzò mi girò contro il stipite della porta e mi mise a 90 gradi, mi massaggiò per bene la figa bella lubrificata e poi le appoggiò la cappella di quella trave che era dotato, quando spinse entrò per metà dentro la mia vagina, io aprii la bocca e gameti, era possente dentro di me, e sebbene ero super lubrificata lo sentivo in tutta la sua grossezza, mio padre spinse di più e mi entrò con tutto il suo cazzone fin che non colpì la parete dell’utero con la cappella, e li ebbi subito un altro devastante orgasmo – AAAAAH COME GODOOOO….OOOOOH SIIIIIIII- lui si fermò un secondo per farmi riprendere fiato ,poi lentamente cominciò a muovere quel pezzo di carne rovente avanti e indietro, io godevo fuori da tutte le maniere, era stupendo mio padre mi scopava e che scopata, lo incitai – Dai porco aumenta l’andatura che se no prendo sonno, dai che la tua Valentina la puoi trattare anche peggio- Il maialone accettò l’invito e cominciò a pomparmi con più forza, io godevo come una vacca, era impressionate sentire quella mazza scavarmi la vagina, mi appoggiai con le mani sulla porta, perché con le spinte che mi dava rischiavo di cadere, e poi comincia ad muovere il bacino, lui si scatenò di brutto e cominciò a scoparmi con molto vigore, ormai entrava e usciva dalla figa enormemente dilatata. Sentii che non mancava tanto che venisse, sicuramente era uno che scopava per ore, ma penso che la prima volta che si faceva sua figlia, non riusciva a resistere a sborrare,io volevo sentire che razza di getto poteva avere mio padre, tanto prendo la pillola perciò se anche mi veniva dentro non c’erano problemi, mi montò come un toro, gemeva godeva mi dava della troia – AAAH TROIA…FIGLIA MIA ….OOH..OOOOOH ….VOREI SBORRARE DENTRO LA TUA FIGA MA NON POSSOOOOO – Io lo tranquillizzai subito perché lo volevo dentro mio papà – NOOO..NON TOGLIERLO PAPA’ TI PREGO….SBORRAMI DENTRO…. NON C’E’ PROBLEMA AMORE MIO …..DAIII VIENII…DAI CHE GODOOOO- Lui non resistete più e sparò la più potente sborrata che avessi mai sentito,sentii il getto caldo che mi entrava con violenza, e li venni per la terza volta, ma questo fu un orgasmo ancora più devastante di prima, non riuscii ne a gridare ne a fare nessun gemito, mi si fermò perfino il respiro, lui invece mollò un grido incredibile – AAAAAARGH….OOOOH SIII…SBORRO PICCOLA MIAAAA…TI VENGO DENTROOO – Io ero bloccata,paralizzata, sentivo brividi in tutto il mio corpo,non finiva più di allagarmi la figa,poi cominciai a gridare e pure a piangere dal godimento estremo – AAAAH, AAAAAAAH…AAAAh…MAMMA MIA ..MA RAZZA DI SBORR..ATAAAA..OOOOh – Stramazzai per terra, e lui mi venne sopra,rimanemmo li in quella posizione per un cinque minuti,nessuno dei due era in grado di dire niente, presi l’iniziativa, mi girai con la faccia rivolta verso la sua,e vidi che non aveva coraggio di guardarmi, io gli accarezzai la testa e lui cercò di evitarmi, gli dissi – Guarda che mi è piaciuto sai? Cosa c’è perché non mi parli?- Lui si alzò si mise perfino le mani davanti ai suoi genitali, e mi disse con pieno imbarazzo – Non dovevamo farlo Valentina..cosa penserai di me, Dio Cristo cosa abbiamo fatto – Io mi alzai e lo presi tra le mie braccia anche se lui cercava di divincolarmi, costrinsi forte a me e lui mi baciò la fronte, poi si tolse le mani davanti e sentii che gli cominciava una nuova erezione, mi piaceva,mi piaceva da morire, con tutti gli uomini che sono stata mio padre era l’amante che sempre avevo desiderato – Oh papà….Tu non sai come mi sento adesso,sei stato magnifico, e non devi farti problemi per noi due, perché sono io che lo voglio,ti voglio, voglio farlo ancora con te – Lo baciai in bocca, lui si lasciò andare e ci cercammo con le nostre lingue in un intreccio amoroso, lui mi guardò aveva le lacrime agli occhi e disse – Valentina, io non so resisterti, mi piaci da impazzire, ma tutto questo non è normale, un padre che fa sesso con la figlia, cosa penseranno gli altri? – Io lo rassicurai – Ma papà..te lo detto sono stata io a volerti e ti voglio ancora e ancora….ti prego non allontanarmi, ora che ci siamo scoperti amanti non lasciarmi,lo so che è incesto quello che facciamo,ma io non voglio lasciarti voglio farlo ancora con te, tu potrai abusare di me quando vorrai,io sarò sempre la tua amante se lo vuoi veramente – Riunimmo le nostre bocche in un bacio selvaggio, lui mi mise la mano sulla figa, mi penetrò con tre dita in quel mare di sborra misto agli umori miei, e quando le tolse,me la portò in bocca e vidi che era piena di liquido seminale, io gli sorrisi in modo intrigante e poi aprii la bocca e lui me le mise dentro, che poi io leccai tutto avidamente, lui mi baciò e mi disse – Ti amo Valentina… come figlia e come amante, grazie per come sei, ora so che saremmo più uniti io e te, grazie amore – E ci lasciammo andare in un bacio incestuoso e passionale,da quel giorno iniziò la mia relazione incestuosa con mio padre, non pensavo che fosse bello fare sesso con un padre, l’incesto è visto come un tabù un peccato, ma se è fatto con amore e senza abusare di minorenni, senza violenza, può essere un modo nuovo per amare, in fin dei conti l’amore non ha confini, cosa pagherei per poter gridare al mondo quello che provo per mio padre, e penso che come me ci siano altri che stanno nascosti dentro il loro guscio amandosi segretamente e senza commettere del male a nessuno.
Ciao e grazie, Valentina.
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20 years ago
admin, 75
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Quella notte nel Parcheggio
Da un po’ di tempo ho iniziato la lettura di racconti erotici. Mi piace e mi eccita immaginarmi nelle situazioni raccontate dagli autori. Per questo motivo mi è presa la voglia di far eccitare qualcun altro, ed eccitare me stesso con un mio scritto.
Sono voyeur ed esibizionista di natura e la possibilità di combinare queste due caratteristiche in un'unica avventura mi perseguita da qualche tempo.
Finché una sera l’occasione si è presentata. Avevo passato la serata con degli amici e al momento in cui ci lasciammo i fumi dell’alcool avevano un po’ inebriato la mia mente. Preso dall’euforia decisi di girovagare per i parcheggi della mia città che avevano fama di ospitare coppie di esibizionisti. Altre volte ci ero passato ma mai mi era capitato di incontrare qualcuno. Quella sera però, mentre mi avvicino al parcheggio, vedo che c’è un auto che staziona. La luce dell’abitacolo è spenta però distinguo la sagoma di due persone. Con fare circospetto passo vicino all’auto un paio di volte e vedo che si tratta di una coppia che ad occhio e croce sembra essere sulla quarantina. Durante il mio passaggio vedo che mi seguono con lo sguardo e un fremito scuote il mio cazzo che sembra aver già capito cosa può succedere. Parcheggio a 4-5 metri da loro, mi accendo una sigaretta e nel frattempo inizio a toccarmi l’uccello ancora prigioniero nei jeans. La situazione sembra irreale e credo che tra un attimo la coppia, disturbata nella sua intimità, se ne andrà. Al contrario, dopo un po’ lui accende la luce nell’abitacolo Ciò che mi si presenta è una donna sui 40 anni, capelli lunghi e sguardo molto seducente che guarda verso di me e il suo lui, dall’altro sedile, che le accarezza il seno ancora contenuto nella camicia. Mi sembra un sogno e mi abbandono all’istinto. Apro la cerniera dei jeans ed estraggo un cazzo eccitato all’inverosimile. Subito dopo accendo la luce dell’abitacolo per rispondere al loro invito ed inizio a masturbarmi lentamente. I movimenti del mio braccio lasciano intendere chiaramente ciò che sto facendo e la cosa provoca un certo effetto ai due che iniziano a baciarsi con gli occhi di lei sempre puntati verso di me. Ora lui le slaccia la camicia e ne esce un seno prorompente contenuto in un reggiseno nero di pizzo alquanto stretto. Glielo accarezza avidamente. I nostri finestrini sono completamente aperti e sento lei che inizia a gemere. Sempre con la camicia aperta lui le slaccia il reggiseno e le sue tette escono in tutta la sua possenza. A quella vista non resisto più e il mio movimento si fa più veloce. Decido di azzardare ed apro la porta della macchina e mi mostro ai due. Guardando lei lentamente me lo accarezzo. Lei mima il movimento di una sega. Per ricambiare mi abbasso completamente i pantaloni e mi siedo con le gambe fuori e il cazzo in mano. La cosa ha effetto. Lei apre la porta. Si inginocchia sul sedile, spalle a me, e mi mostra il suo culo coperto da un perizoma nero ed inizia a spompinare lui sull’altro sedile. Sto impazzendo ma non mi avvicino per paura di rovinare tutto. Lui da dietro le palpa il culo e lentamente le sfila gli slip. Lei con la mano inizia a masturbarsi ed è visibilmente eccitata vista la quantità di umori. Io mi tolgo la maglia ed ora sono praticamente nudo. Mi eccita il pensiero di essere visto da qualcun altro in questo stato. In questo momento farei qualsiasi cosa. Ad un certo punto lei interrompe il suo pompino si gira con il culo rivolto a lui, in ginocchio sul sedile e mi fa cenno di avvicinarmi. Non riesco a crederci e per un attimo rimango pietrificato. Poi l’alcool che ho ingerito e la situazione mi danno la forza di alzarmi e con il cazzo in mano mi avvicino al suo viso. Da dietro lui ha iniziato a scoparla e lei gode ad ogni stantuffata.
Nel momento in cui le sono vicino, mi prende il cazzo in mano ed inizia piano a menarlo mentre assorbe i colpi del suo lui. Non credo manchi molto prima che il mio cazzo esploda e la invoco a succhiarmelo. Lei non si fa pregare e me lo prende in bocca. Intanto vedo lui contorcersi e dopo un po’ le viene dentro. Me lo sta succhiando divinamente ed alterna momenti in cui lo lecca in ogni sua parte a momenti in cui lo ingoia avidamente e si muove lungo la sua dimensione. Lui intanto si ripulisce e guarda eccitato la sua lei che spompina il cazzo di un altro e che si passa le dita nella fica sporca dei suoi umori. Non resisto più, voglio venire e glielo dico chiaramente. Lei non arretra, anzi, lo lecca sempre più avidamente. Nel momento in cui sto per venire lo estrae ed un fiotto di sperma calda la colpisce in pieno viso. Il mio orgasmo è violento e ad ogni contrazione parte un fiotto che si infila nei suoi capelli, negli occhi e in viso. Quando poi ho terminato lo riprende in bocca e me lo ripulisce per bene sino a quando ritorna alla posizione di riposo. Sono sfinito ed avrei voglia di coricarmi e dormire. L’eccitazione è passata ed entrambi ci rivestiamo. Mentre si sta per riabbottonare la camicia esce dall’auto e mi bacia sulla bocca passandomi un po’ del mio sperma e mi sussurra “un po’ a testa”. Non posso far altro che ingoiare e provare ciò che una donna prova. Lui dall’auto la richiama e lei risale, accendono l’auto e partono. Io mi rivesto, risalgo in macchina, mi accendo l’ultima sigaretta e sfinito riparto verso casa. Che nottata!!!
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20 years ago
admin, 75
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Una festa inattesa
Sono stato invitato ad una festa in una grande villa, una sorta di Gran Galà per la presentazione di uno spettacolo teatrale. D., la mia fidanzata, non è con me, perché, mi ha detto, aveva già un impegno precedente. Mi metto a girare per le stanze della villa, curiosando qua e là; a un certo punto trovo una porta, in un corridoio un po' in disparte, e aprendola scopro che è l'accesso di un ampio bagno. Sento dei rumori provenire dalla parte destra, e cerco di dare una sbirciata. Vedo così un uomo di spalle, con i pantaloni calati, e davanti a lui, inginocchiata, intravedo una ragazza. Eccitato ed incuriosito, mi sporgo ancora un po', e mi accorgo che l'uomo è il mio amico Luca, che, ansimando tiene per i capelli la testa della ragazza (il cui viso mi resta nascosto), tirandosela a forza verso di se, mentre lei emette suoni soffocati, chiaramente intenta a fargli un pompino. Lui le dice -Dai, troia! Succhiamelo, così, brava!!!- e lei risponde con un mugolio sommesso, che sembra decisamente esprimere approvazione. A me scappa da ridere, ma sono anche eccitatissimo, e curiosissimo di scoprire chi sia la "fortunata", mi sporgo ancora un po'. Non riesco ancora a vedere il volto della ragazza, ma scopro che vicino ai due ci sono altre persone, che si stanno masturbando. La faccenda si fa incredibilmente eccitante. Vedo Luca sussultare, in gesti convulsi, e capisco che le è venuto in bocca. Sento un'altra voce familiare: -Dai, spostati, che tocca a me! Ingoia il mio di cazzo, adesso, puttana!- E vedo Michele, un altro dei miei amici comparire e piazzarsi al posto di Luca. Neanche stavolta riesco a vedere in faccia la ragazza, alla quale Michele riserva lo stesso trattamento di Luca. Mi chiedo chi possa essere quella ragazza, così troia! Dopo Michele vedo comparire Rodolfo, un altro amico! "Quasi quasi intervengo anch'io", penso, eccitatissimo. Ma resto a sbirciare, per il momento, mentre Rodolfo afferra a sua volta la ragazza per la nuca e se la tira a sè. Capisco dalle mosse e dai versi emessi dalla ragazza che lui le viene sulla faccia, dopodiché altri due si avvicinano: si tratta di Gaetano e Stefano, altri due amici. Sono incredibilmente eccitato, sento la ragazza mugolare come una cagna, mentre i miei amici la insultano e la apostrofano con frasi tipo: -Ti piace il cazzo, eh, troia!-, o -Dai, ficcatelo in gola, puttana!- Gaetano si scuote violentemente, emettendo un suono rauco mentre gode: - Aaaah!! Eccoti la sborra tutta in faccia!Che gran troia che sei, Diletta!-
Io sussulto! Finalmente i miei amici si spostano, e riesco a vedere: quella inginocchiata in mezzo a loro, col volto, la bocca e i capelli grondanti di sperma, è proprio D., la mia ragazza!
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20 years ago
admin, 75
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Da uomo a femmina
Da circa due anni avevo preso il vezzo di trasformarmi in una piacevole ragazza mentre mi trovavo solo in casa.
Quando si presentava l’occasione, mi accomodavo in bagno con tutta tranquillità, mi spogliavo degli indumenti maschili e mi infilavo in una dolce doccia per rinfrescare e ammorbidire il corpo.
Una rapida asciugata e subito in camera davanti allo specchio ad ammirare la trasformazione: iniziavo infilandomi il reggiseno che avvolgeva ben gonfio le mie tettine ormai diventate di una prima misura; indossavo mutandine di pizzo a volte alte e fascianti, a volte sgambate sui fianchi; schiacciavo tra le cosce il pisellino in modo da avere un bel profilo femmineo; mi sedevo sul letto e alzando le gambe indossavo delle classiche calze autoreggenti bianche.
A quel punto mi sentivo a mio agio, per alcuni minuti mi deliziavo passandomi le mani su tutto il corpo per sentire le dolci rotondità dei seni, del pube e del culetto; iniziavo poi delle fantastiche situazioni a seconda di quale mi passava per la mente: ero la servetta fedele che serviva il suo padrone immaginario portandogli da bere e strusciandosi poi sulle sue gambe; ero la domestica ad ore che rimetteva in ordine la casa, soffermandosi sulla scala alla finestra alla mercè di chi passava dalla strada; ero la ragazza vergine che si faceva visitare dal ginecologo aprendo bene le cosce e facendosi ispezionare con lo speculum nel culetto.
Col passare del tempo mi ero spinta oltre e avevo provato a fermarmi al buio in luoghi semideserti, mi sdraiavo sul cofano in lingerie e mi credevo una ragazza di vita.
Poco tempo fa però, è successo un fatto strano che ha cambiato radicalmente il mio modo di essere femmina.
Antefatto, mesi addietro avevo mandato una specie di confessione ad un sito specializzato in racconti, fantasie e confessioni erotiche per pura curiosità; circa un mese fa, ricevo un’e-mail da un signore che è rimasto ben impressionato da ciò che avevo scritto. Iniziamo uno scambio di e-mails in modo da conoscerci, in pratica lui è un professore in pensione, mi sembra un tipo molto pacato e sincero che riesce anche a capirmi e a fornirmi preziosi consigli su come mi devo comportare, vista la situazione; inoltre scambia volentieri con me idee e fantasie erotiche sempre riferite a noi due.
Un giorno si presenta l’occasione inaspettata di recarmi nella sua città per un lavoretto; subito lo contatto per proporgli di vederci e conoscerci; lui accetta felice e ci diamo appuntamento per una sera di aprile dopo le 21,30.
Io tranquilla vado a fare il lavoretto; sono emozionatissima: sarà la prima volta che conoscerò un uomo e questo sa del mio vizietto privato; la mia intenzione è di conoscerlo solamente, ciò non toglie che in un momento di follia, mi metto un paio di mutandine alte e fascianti da donna. Come convenuto, alle 21,30 mi presento al luogo stabilito e trovo un distinto signore con tanto di cravatta, maglioncino e giacca; sembra un lord inglese; chiedo se è lui A. e di risposta ricevo un gran bel sorriso e la domanda se io sono peppina; siamo noi, finalmente ci conosciamo.
Sono in tilt, il cuore mi batte all’impazzata, tra le gambe sento uno strano movimento; una stretta di mano e via, saliamo sulla mia auto e ci dirigiamo verso una via buia della città. Nel frattempo iniziamo a conoscerci, rimango frastornata dal suo profumo inebriante e dal fatto che mi ripete più volte che sono anche bella; wow, è la prima volta che un uomo mi dice che sono bella mentre sono ancora in abiti maschili; finalmente arriviamo in fondo ad una via abbastanza oscura, notiamo solo un paio di persone in lontananza e decidiamo di fermarci. L’emozione non mi lascia un attimo, con un sorriso sparo la prima oscenità della serata, anche se in realtà, appena saliti in macchina e nel parcheggio di una via abbastanza trafficata, da perfetta stupida stavo slacciandomi la cintura dei jeans, subito fermata da lui; quindi sorridendo butto lì “Sai, indosso un paio di mutandine da donna, vuoi vedere come mi stanno?”. È fatta, mi sono lanciata; A. sempre sorridendo mi dice di si e in un attimo alzo la maglia mostrando le mie tenere tettine e abbasso i jeans svelando il mio pube coperto da slip bianchi; il pisellino era piegato in giù tra le mie gambe per cui avevo anche un bel profilo sinuoso. Ora proprio non connetto più, è la prima volta che mi concedo ad un uomo comportandomi da donna; tengo ben alzata la maglia, A. è una furia, con una mano palpa e pizzica tettine e capezzolini, con l’altra entra nelle mutandine, impugna il mio uccellino, lo accarezza, abbassa sempre più gli slip sino a scoprirmi tutto il pube, ora ammira il mio gambo già bello lungo per il raffinato maneggio del prof.. Nel frattempo il mio corpo è in preda ai brividi, mi sta facendo godere e non riesco a non inarcare la schiena, sembro una verginella che scopre per la prima volta le gioie del sesso, A. ne approfitta per palparmi sempre più le tettine e per infilarsi anche tra le cosce; io vorrei sdraiarmi per girarmi e offrirgli anche la visione e l’uso del culetto ma l’emozione del momento fa si che non riesca a fermare le contorsioni. Ora A. estrae anche il suo membro, mi lancio e cerco di scappellarlo, mi piace tenere in mano l’asta di un altro uomo, è la prima volta e spero di farlo ancora tante volte; mi impegno a tirarglielo lungo ma lui ha il sopravvento e in breve mi porta ad una forte orgasmo.
Riempio le mutandine, le mie e le sue dita col mio succo, è stata una forte sensazione e ora da bravo gentleman mi porge dei fazzolettini per pulirmi; avevamo parlato anche della gioia nel bere il seme umano, quasi quasi gli do una dimostrazione di come adoro bere il mio nettare leccandolo direttamente dalle mie dita ma la situazione è troppo emozionante per me, non ricordo nulla delle cose che avrei voluto fare in sua presenza e per questo mi lagno ancora oggi.
Purtroppo devo tornare a casa, alcune sue carezze per concludere e mi rivesto davanti a lui; è stato bellissimo, intrigante anche la situazione di appartarci in auto, anche se sarei felicissima di essere con un uomo in una stanza per potermi spogliare sensualmente davanti a lui ed essere la sua bambola di sesso.
Ora siamo sempre in contatto, stiamo capendo cosa potremo fare insieme o con altri la prossima volta che ci incontreremo, ed abbiamo molte idee chiare.
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20 years ago
admin, 75
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Ma guarda un po'
Ma guarda un po’ i casi della vita! – Pensavo osservando sognante quella creatura sinuosa che stava seduta davanti a me, sul comodo divano del suo salotto.
Ci conoscevamo da poco più di un paio d’ore e già mi sentivo profondamente turbato dalla sua presenza, soprattutto in quel momento nel quale potevo rimirare le sue lunghissime gambe così ben tornite, con le caviglie sottili ed il polpaccio accuratamente disegnato.
Lei, Sonia, sembrava divertita perché mi sorrideva, le labbra inumidite dal rapido saettare della sua lingua, un movimento appena accennato in verità, ed io mi sentivo ancora ansante a causa del violento orgasmo che mi aveva provocato ma ancora eccitato, seppur stranito dalla violenza di quella sensazione.
Lei doveva avvertire questa mia sensazione perché mi guardava con interesse, gli occhi rilucenti di un desiderio selvaggio, ed io non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla punta della lingua che faceva capolino da quella fila di denti bianchissimi, che si stagliavano sul colore brunito della sua pelle.
Mi appoggiai allo schienale socchiudendo gli occhi, ritornando al momento durante il quale l’avevo seguita su per le scale, affascinato dal suo ancheggiare sensuale su quei tacchi altissimi, eccitato in maniera incredibile ed un po’ perplesso per quello che mi stava accadendo; poi lei aveva aperto la porta e, cogliendo la mia esitazione, mi aveva preso per un polso accompagnandomi nell’ingresso; era bastato quel fugace contatto per procurarmi una delle più violente erezioni degli ultimi anni e lei se ne accorse perché mi sorrise, un espressione che lasciava intendere eventi straordinari.
Era vero, me ne resi perfettamente conto quando mi si avvicinò e mi sentii avvolgere dal suo aroma delicato, dal caldo profumo del suo alito, quando mi sentii tendere allo spasimo la tela dei pantaloni.
Mi raggiunse al fianco e mi baciò sul collo anzi, meglio, mi sfiorò appena la pelle con le sue labbra e mi lasciai avvampare dal desiderio mentre le sue mani mi esploravano il torace, insinuandosi sul mio petto, sotto la camicia che riusciva a sbottonare senza la minima difficoltà.
Mi resi conto di essere a torso nudo soltanto quando compresi che il suo braccio mi cingeva perfettamente la vita ed allora mi dedicai alla sua camicetta, che lasciava intravedere un seno generoso e sodo, fatto apposta per essere baciato; sbottonai con calma l’indumento, gustandomi i palmi di pelle scura che emergevano sempre più, finchè sfilai l’indumento dalle sue spalle dritte e potei sfiorare la punta del capezzolo inturgidito, vedendolo rabbrividire ancor di più.
La strinsi al petto, facendole sentire la mia eccitazione, lei annuì dischiudendo le labbra, la baciai sul collo risalendo piano sul mento, poi incontrai la lingua e ci baciammo, con calma e passione, mentre ci slacciavamo a vicenda le cinture.
Feci scivolare le mani sui suoi fianchi sodi, verso i glutei, notando quanto fossero lisci, lei mi prese delicatamente il pene in mano, castrandolo dai miei boxer, e lo strinse con attenzione strappandomi un gemito di piacere. Annuì di nuovo iniziando a masturbarmi lentamente, come per saggiare la mia eccitazione ed io temetti di venirle tra le dita tanto ero eccitato.
Iniziai a sfilarle gli slip ma lei mi precedette con un morso sul collo, per niente doloroso, solo molto eccitante, e mi trovai seduto, nella stessa posizione, più o meno, nella quale sono adesso, con i suoi capelli che mi solleticavano il petto mentre scendevano in basso, sempre più in basso, finchè mi sentii avvampare del calore umido della sua bocca che ingoiava il membro!
Serrò le labbra sulla mia carne mentre mi carezzava delicatamente i testicoli con una mano, con l’altra accompagnava il movimento ritmico della sua bocca ed io mi abbandonai ad uno dei miei più violenti orgasmi, probabilmente il migliore da quando mi ritenevo un essere “sessualmente raziocinante”.
Riuscì a prolungarmi l’orgasmo oltre ogni tempo ragionevole, mi parve un eternità, poi, sfinito, mi accasciai sul divano mentre sentivo le sue labbra risalire sul petto, ed ancora più su; aprii gli occhi e vidi il suo volto sorridente, sembrava aspettasse qualcosa, anzi, sembrava non aspettasse altro che facessi qualcosa; mi protesi verso le sue labbra e ci baciammo, cercai di portarla su di me ma sembrava restia a farlo, poi con un risolino si alzò e si mise a sedere proprio davanti a me, proprio come siamo adesso.
Non vorrei farlo, anzi vorrei farlo anche se so che forse non dovrei farlo, ma ho i suoi slip tra le dita ed un'altra incredibile erezione in corso.
Incredibile è proprio il termine giusto!
Comunque mi alzo, il mio pene è perfettamente eretto in questo momento, vado verso di lei e la guardo scuotendo la testa, lei mi sorride, quel suo sorriso sarò la mia fine, lo so, e quando dischiude le gambe, quelle sue splendide gambe perfettamente tornite, mi rendo conto di non poter fare altro che inginocchiarmi al suo cospetto, dischiudere leggermente le labbra ed accogliere nella mia bocca la sua erezione lasciandomi trascinare nel vortice di questa incredibile passione.
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20 years ago
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In Barca
Premetto che tutto cio` che sto per raccontare non sta a significare che mia moglie sia una troia disponibile al primo venuto ma che anzi è una moglie fedele e che ha avuto ed avrà rapporti con altri solo con me consenziente. Questo perché da buon marito capisco le sue esigenze che vanno al di la delle mie possibilità .
Ci trovavamo nell'occasione in vacanza a Santo Domingo in una località balneare .Eravamo già nei Caraibi da oltre un mese e mia moglie aveva già assaporato i frutti del luogo già diverse volte proprio per una sua predilezione per i ragazzi di colore.
Quel giorno in spiaggia si avvicino un ragazzo del posto con la proposta di portarci ovviamente sotto pagamento a passare una giornata sulla sua barca per andare a pescare Barracuda.
Era uno dei tanti che cercano di tirare avanti con delle idee per sbarcare il lunario .
Parlava un perfetto italiano con un piccolo accento spagnolo che lo rendeva simpatico.
Era fisicamente un bel ragazzo alto molto nero muscoloso sulla quarantina ma aveva un viso segnato come di un uomo che ne aveva viste tante,spiccavano due cicatrici molto marcate che lo rendevano vissuto ma allo stesso tempo interessante.Mia moglie ,Claudia è il suo nome, inizio` subito a prestargli un ascolto particolare ed io intuii subito il suo interesse tanté che pattuii subito il prezzo e presi un 'appuntamento per l'indomani alle 10 e 30 anche perché la cosa mi eccitava per due motivi: oltre alle passioni di mia moglie si univa la mia passione per la pesca .
L'indomani mattina puntuali ci recammo al luogo dell'appuntamento eccitati tutti e due anche se per cose diverse.Arrivati li con sorpresa notammo che insieme a lui c'era un ragazzino giovanissimo che era tutto intento a preparare delle lenze e capimmo che non saremmo stati solo in tre .Questo irrito` molto mia moglie non tanto per il fatto che sarebbero stati in due anche perché non era la prima volta che se ne faceva due insieme in questo viaggio ,ma per il fatto che sembrava veramente un bambino.Con due domande dopo la presentazione scoprii subito che il ragazzino aveva comunque 19 anni il che tranquillizzo Claudia .Si trattava comunque di un bellissimo ragazzo che aveva forse il viso da bambino ma un fisico comunque potente.Dopo pochi minuti partimmo e facemmo almeno una quarantina di minuti per raggiungere il posto di pesca .Claudia durante il viaggio non fece altro che stare intorno a lui a fare domandine anche stupide sulla barca .Lui mostro subito un interesse particolare per
Claudia anche perché lei con i suoi 33 anni di allora è davvero una fica notevole .Ci fermammo sul posto era una giornata incantevole e un venticello fresco rendeva il tutto ancora piu splendido.Il ragazzo che non aveva staccato lo sguardo dalle lenze mi chiamo cercando di spiegarmi cosa avrei dovuto fare ma il suo spagnolo dialettale era quasi incomprensibile cosi che ci estraniammo nel tentativo di capirsi .Claudia intanto inizio veramente a strofinarsi a lui era sovreccitata sembrava una ragazzina .Non passo piu di un minuto che lui la inizio a leccarle il collo. Il ragazzo di spalle non si accorse di niente e solo quando lei le calo i pantaloncini e presoglielo in bocca lui emano un sospiro di piacere si volto. Con una faccia stupita guardo me e loro ripetutamente e lo vidi calmarsi solo dopo un mio sorriso rassicuratore . Era comunque imbarazzato abbasso la testa e si rimise a lavorare sulle lenze.Nel frattempo loro si erano adagiati sulla prua e lui comodamente seduto si god
eva il pompino di Claudia .Aveva un arnese enorme pieno di vene che davano l'idea di un cazzo vissuto come la sua faccia .Claudia lo succhiava cosi forte che li schiocchi di quando gli usciva pensavo si sentissero dalla spiaggia ormai lontanissima.Presi la mano del ragazzo gli tolsi le lenze dalle mani e lo invitai ad unirsi,con un certo impaccio si uni a loro ma non aveva il coraggio di toccare nulla .Spinto ancora da me inizio a palpare il culo di Claudia che alzo immediatamente il culo come un gesto di consenso .Dopo qualche attimo inizio a baciarla e prese il coraggio di calarle il bikini.Lei non fece una mossa sembrava persa nel suo pompino che credo neanche una cannonata l'avrebbe smossa.Sfilato il bikini il ragazzo tento di scendere per leccare la passera fradicia di Claudia ma era di un goffo incredibile ,tanté che sembrava piu un cane che laccava la zuppa.Si vedeva che era alle prime armi.Continuava a strofinarle il cazzo sulla schiena tanté che io nella paura che glielo inf
ilasse senza preservativo mi avvicina per controllare.Aveva un bel cazzo anche lui ma non certo alla pari dell'altro e al contrario liscio come il vetro.Claudia allungo la mano alla ricerca della borsa e capii che lo voleva dentro .Infatti tiro fuori il preservativo e con una maestria incredibile glielo mise .Da quanto l'aveva lungo sembravi gli avesse messo un ditale anziché un profilattico. Claudia si volto e si mise a pecorina con l'intento di spompinare il giovane mentre lui la preparava per sfottersela.Dette ad esagerare tre o quattro pompate al giovane che subito si irrigidi e le lascio andare una sborrata spaventosa in bocca tanté che quasi Claudia sembro affogare .Noncurante lo ripuli bene bene e poi si dedico al suo maschio.Allargo le gambe alzo il culo e afferrato un cuscino se lo pose sotto il petto e si preparo a riceverlo.Inizio a scoparla come una furia .Passo pochi minuti che Claudia urlo un vengo con un'impeto che sembrava quasi di dolore .Godeva ,inizio a mordere il
cuscino .Il ragazzo si era seduto ed aveva ripreso il suo lavoro mentre io ammiravo i due.Erano uno spettacolo.La giro diverse volte in piu posizioni .La stava letteraralmente massacrando.Claudia si alzo e si mise a pecorina di nuovo co una gamba appoggiata sul bordo della barca e li venne di nuovo lanciando ancoro un urlo.Si lascio scivolare giu ma si mise ancora con il culo ritto come se non fosse ancora sazia .Lui la guardo per un po poi prese la crema da sole e ne getto una grossa quantita sopra il suo culo massaggiandola e penetrandola dietro con piu diti .Era pronta si chino e gli affondo`il suo palo nel culo .Claudia lancio un poderoso buuuuuuu ma non si mosse .Inizio a scoparla nel culo con una foga incredibile .Lei urlavo non so se di piacere o di dolore ma stava li immobile sotto quel cazzo infuriato.Lui con maestria inizio anche a schiaffeggiarla sulle chiappe le piaceva dio se le piaceva.Lei inizio a massaggiarsi la fica fino al punto di venire ancora :Stavolta non urlo
ma fece quattro sospiri che resero l'idea.La prese quasi di peso e se la mise sopra ricominciando a fotterla nella fica .Al giovane era tornato duro ed adesso con un po piu di coraggio si mise un preservativo che prese dalla borsa di Claudia .Lei era li perfetta con il culo aperto .Il giovane si chino e glielo mise dietro .A Claudia usci un sospirato bravo dai .Lei allungo una mano di dietro e inizio a tirasi verso di se il giovane che duro pochissimo .Un minuto e lo tiro fuori con il preservativo pieno .No gia disse Claudia .Io non ne potevo piu e poi capii che aveva bisogno di un cazzo in culo cosi che la infilai senza neanche aspettare un secondo di piu.Passo un minuto che lei venne ed anche io non ressi le sborrai nel culo .Avevamo fatto una figura da fessi tutti e due mentre lui continuo a sfotterla amcora per molto.Lei le era sopra e con con la mano gli spostava il cazzo dal culo alla fica .Lo fece almeno per una decina di volte finche lui la sbatte con forza a terra e toltosi
il preservativo la inondo .Non avevo mai visto tanto sperma tutto insieme sembrava non smettesse piu. Claudia lo ripuli con cura dopodiché si getto in acqua e fatta una piccola nuotata risali sulla barca .Si sdraio sulla prua riusci solo a mettersi il sopra del bikini e subito si addormento con le cosce aperte e la ficona arrossata all'aria.Noi ci mettemmo davvero a pescare e prendemmo anche due barracuda bellissimi . passo non piu di una ora e Forse il vedere quella bella fica nera di Claudia fece ripartire alla carica quel gran chiavatore che stesosi davanti a lei si mise a leccarla tanté che lei svegliandosi lo avvinghio in un morboso 69 che duro del tempo.Ormai io e il giovane eravamo presi dalla pesca che non ci curammo piu di loro .Scoparono ancora per almeno un'ora fino a che lui le sborro in faccia riempiendola fino hai capelli.Tornammo a riva che era quasi buio scesi parlammo della tariffa che avevamo pattuito in 120 peso 140 mila delle vecchie lire .Pagai gli lascia il pesc
e ,ma fatti due passi mia moglie torno indietro e tiro fuori dalla borsa 200 peso l'equivalente di 240 mila lire che per loro sono due stipendi .Mentre tornavamo in albergo nel silenzio sospiro e disse
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