Avevo 16 anni e forse mi sono tenuto in media.
Non che avessi particolari doti di corteggiatore o che fossi
particolarmente affascinante: ero un ragazzino timido ed insicuro che
trovava sfogo ai suoi primi sconvolgimenti ormonali solo con la
masturbazione e con una fervida fantasia, alimentata dalle riviste
porno scovate nei cassetti di mio padre e dai giornaletti di seconda o
terza mano passati tra gli amici. Ebbi solo i favori del caso ed una
cugina di un anno più grande che aveva già avuto qualche esperienza.
Era l’estate del 1982, in televisione davano gli Europei di atletica
leggera, quelli dove Alberto Cova vinse la medaglia d’oro nei 10.000 e
c’era mio zio al piano di sopra incollato alla televisione ad urlare il suo
tifo per l’atleta italiano. Io ero al piano di sotto, sdraiato su un lettino
con la mia cuginetta quindicenne (della quale peraltro ero
segretamente innamorato, ma oggi posso dire che era una semplice
infatuazione per le sue tette). Stavamo scherzando fra di noi, in
costume da mare, così come si fa da ragazzini: un pizzicotto, una
spintarella, la lotta, quando all’improvviso il sorriso si è spento ed il
braccio intorno al collo indugiava e scopriva un significato diverso. Il
suo improvviso silenzio mi incoraggiò a superare il timore di un rifiuto e
provai ad accarezzarle un ginocchio, poi la gamba per saltare
direttamente alla pancia, che era piatta e sensualissima. Lei rimase
sdraiata ed immobile, mentre il mio coso ormai faticava a restare nel
costume e quasi me ne vergognavo, ma lei non poteva accorgersene
perché aveva gli occhi chiusi. Il mio obiettivo erano le sue tette:
bellissime, sognate tante volte. Non avrei pensato mai che si potesse
andare oltre, le scene degli amplessi sulle riviste porno erano per me
come qualcosa che non fosse possibile in realtà, ma confinato alla
fantasia. Lei restava immobile e mi permise di raggiungere l’obiettivo
delle sue tette, io ero felice di potergliele toccare ed ora mi dibattevo
nel dubbio su cosa fare: dovevo baciargliele, continuare ad
accarezzargliele all’infinito o che altro? Forse lei capì che non mi sarei
mai spinto più in là a causa della mia goffaggine e della mia
inesperienza, perché mi sollevò dalle mie angosce aprendo gli occhi e
dicendomi: “ma tu che CAZZO vuoi?” pronunciando la parola “CAZZO”
con la stessa naturalezza con cui avrebbe detto la parola “COSA”, e
l’intera frase con una dolcezza ed una sensualità che fecero cedere
l’elastico del costume sotto l’ultima spinta del mio attrezzo e fu quella
la mia risposta alla sua domanda, insieme al mio sguardo che si
abbassava su di lui come se non mi appartenesse. Anche il suo
sguardo seguì il mio e si fermò sul mio membro durissimo, lo seguì la
sua mano che cominciò ad esplorarlo, a toccarlo, a sentirne la
consistenza, infine ad accarezzarlo in una sega dolcissima, mentre io
trovai il coraggio di abbassarmi il costume alle ginocchia liberando le
palle. A quel movimento lei smise di accarezzarmelo e mi prese lo
scroto nella mano, lo strinse dolcemente avendo cura di comprenderlo
tutto nel palmo e tra le dita e continuò a tenerlo così e mi disse: “ora
sei nelle mie mani”. Sono sempre stato convinto che quella frase
fosse rivolta a me, ma ora mi viene il dubbio che la mistress in erba si
rivolgesse direttamente al mio coso, perché in effetti lo diceva mentre
lo scrutava da vicino da tutte le angolazioni. Io ero in una dimensione
non definibile e sentivo da lontano la voce di mio zio che mi avvisava
che stava per iniziare la gara dei diecimila di Alberto Cova e dovevo
fare uno sforzo immane per rispondere. Ad un certo punto la mia
cuginetta, che doveva avere una certa propensione per il cazzo, con
un movimento così rapido che non mi diede il tempo di realizzare
subito quello che stava succedendo, lo prese interamente in bocca
fino alla radice. Io mi sentii avvolgere da un calore nuovo, mi stavo
fondendo tutto in una materia inconsistente, in una sensazione che
non ho più riprovato con quella intensità. Non potevo assolutamente
controllare il mio corpo e lo sperma eruttò senza che potessi far niente
per frenarlo. Lei ricevette il primo schizzo in gola, poi si allontanò con
una espressione quasi di disgusto, ma non lasciò le palle ed io
continuai a venire sporcandomi tutto mentre lei si asciugava la bocca
con le mani. Quando ebbi finito lei mi disse: “sei come Superman!”
facendo evidentemente riferimento alla mia velocità piuttosto che al
mio vigore, ed io mi vergognai come non mi era mai successo e senza
dire una parola andai in bagno a pulirmi mentre lei bevve un sorso
d’acqua. Tornai a letto non sapendo cosa fare e mi resi conto che la
mia erezione non aveva perso niente della sua potenza: avrei voluto
ripetere subito quell’esperienza, ma la mia timidezza era ora
ingigantita dalla vergogna. Questa non era dovuta alla mia
eiaculazione precoce perché a 14 anni non si conosce nemmeno il
significato di questa sindrome, bensì dalla consapevolezza che non
ero stato all’altezza di mia cugina e che le avevo dimostrato di non
essere altro che un ragazzino inesperto, mentre lei mi era sembrata
una dea del sesso. La mia situazione psicologica cambiò radicalmente
quando lei tornò dalla cucina dicendomi scherzosamente di spostarmi
e di fargli posto:” Dai, fatti più in là! Cos’è? Non mi vuoi più vicino a
te?”. Quelle parole, quella implicita richiesta di un permesso, in quel
momento preciso dove la mia autostima era ai minimi storici, mi
infusero coraggio. La guardai negli occhi e le risposi semplicemente:
” Ti sbagli! Anzi!”, indicando con lo sguardo il mio coso più vispo che
mai (ma la cosa non le era sfuggita di sicuro). Lei mi disse che le era
piaciuto moltissimo, che la mia velocità per lei era proporzionale al mio
desiderio di averla e questo la faceva sentire importante. Quelle
parole mi aprirono un universo nuovo e sconosciuto: quella dea al mio
fianco era una ragazzina come me, magari con qualche pompino alle
spalle, ma con il suo carico di dubbi e insicurezze.
Acquisii il coraggio di un leone, tornai ad accarezzargli la pancia e poi
di nuovo le tette e le dissi che la desideravo ancora e lei da bambina
diligente si chinò di nuovo ad imboccare il cazzo. Lo succhiava
andando su e giù, ed io nel contempo le accarezzavo la testa
accompagnando il suo movimento. Mi piaceva anche prenderle le
orecchie con le mani e guidarla accompagnando i movimenti con i
fianchi. Di tanto in tanto lo ingoiava fino alla radice ed io mi inarcavo
cercando di spingerlo ancora più in fondo, quasi a toglierle il respiro,
fino a quando non doveva mollare la presa per respirare ed allora
cominciava a leccarlo così come si farebbe con un gelato. E’ andata
avanti così per qualche minuto che mi è sembrato un’eternità, in
un’estasi di godimento che a quei tempi forse non riuscivo nemmeno
ad apprezzare appieno, fino al momento in cui sentii montare l’onda
dell’orgasmo. “Attenta! Spostati!”, le dissi. “MMMHH….MMMHHH” mi
rispose continuando l’opera e succhiando più forte. Me ne venni nella
sua bocca, sussultando e ansimando. Questa volta ingoiò tutto fino
all’ultima goccia, anzi continuò a succhiarmelo e mi leccò la cappella
fino al punto in cui ogni volta che la punta della sua lingua me la
sfiorava, sussultavo forte come se mi toccasse direttamente su un
nervo scoperto. A quel punto continuò a lavorare solo sull’asta e sulle
palle finchè non lo liberò così lindo e pinto che non ebbi nemmeno
bisogno di lavarmelo. Sembrò calare un silenzio imbarazzato, nessuno
dei due osava proferire parola, fino a quando mio zio dal piano
superiore non mi chiamò a voce alta:”VIENI A VEDERE, COVA STA
VINCENDO…COVA! COVA! COVA! VIENI FAI PRESTO!!!”. “Sono già
venuto, zio!” dissi sottovoce a mia cugina, e scoppiammo a ridere.
Diventai da allora un tifoso di Alberto Cova.
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Certificazione Profili
esistono due tipi di certificazione, la prima per le coppie e singole e la seconda per i singoli ed i trav/trans.
la certificazione delle coppie e delle singole:
viene eseguita dallo staff del portale,essere certificati è semplicissimo basta inviare una mail all'indirizzo: [email protected] mandando una foto di coppia o almeno della lei di coppia o della lei nel caso di singole nella quale sia mostrato il nostro logo che potete scaricare cliccando qui (se preferite la versione pdf cliccate qui )stampato su un qualsiasi foglio formato A4 le compilato a penna o pennarello con la VS username e data della certifica la foto deve essere poi spedita all'indirizzo [email protected]
la certificazione sarà rapidissima,inoltre le coppie,singole ,lei bisex certificate potranno a loro volta indicarci le coppie o singole o lei bisex vere loro amiche che riceveranno a loro volta la certificazione.
NON Sono ammessi Fotomontaggi di nessun genere il logo deve obbligatoriamente essere stampato ed utilizzato per fare una foto reale.
NON AVETE LA STAMPANTE? nessun problema potete ricevere la certifica in questo modo prendete un normale foglio A4 e con un pennarello scrivete la Vs username seguita dalla frase "certificati da SexyCommunity" in data.... e poi utilizzate lo stesso foglio per scattare una foto come se fosse il nostro logo. (se sei singola puoi scattare foto allo specchio)IMPORTANTE: il volto DEVE ESSERE CENSURATO e quindi NON riconoscibile in quanto la foto inviata verrà pubblicata sul profilo dove deve rimanere obbligatoriamente per validare la certifica (può essere spostata nella gallery)
la certificazione dei singoli e dei trav/trans:
NON viene eseguita dal portale (in quanto è ovvio che siano singoli...) ma avviene su richiesta delle coppie che li hanno...testati come singoli ok...
importante:
il simbolo coppia verificata indica esclusivamente la reale esistenza degli utenti certificati al momento del controllo da parte del nostro staff.Il simbolo singolo ok indica che il profilo dell'utente è stato verificato dalla coppia indicata nella certificazione il portale non verifica personalmente questi profili.
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17 years ago
SexyCommunity, 35
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16 years ago
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Mia moglie confessa finalmente
Allora,non so da che parte cominciare, c'è tanta carne al fuoco.Siamo una coppia di 47 e 46 anni, insieme da sempre, sposati e con un figlio.Come succede a tutte le coppie prima o poi, anche noi dopo tanti anni abbiamo subito un calo di desiderio reciproco dovuto alla routine,alla monotonia e ai problemi quotidiani che ti assorbono tutte le energie.In questi ultimi anni per cercare di venirne fuori e ritrovare la nostra intesa ho cercato di capire quali erano le sue fantasie e cosa la faceva eccitare avvicinandomi anche alle tematiche cuckold per cercare di coinvolgerla.Naturalmente il pensare a lei mentre veniva presa da un'altro mi eccitava parecchio e anche lei mentre scopavamo e le raccontavo le mie fantasie godeva da matti.Purtroppo al di fuori dell'atto sessuale di questi discorsi si parlava poco e anche se poi sono riuscito a farle promettere che avremmo realizzato qualcuna di queste fantasie, in concreto successe ben poco.Sentivo che c'era qualcosa che la bloccava ma in cuor mio speravo si sbloccasse lavorondola ai fianchi con continui imput.Invece qualche giorno fà è successo quello che non mi aspettavo più anche se lo sapevo senza certezza.Partiamo dalla confessione, come spesso accade le stavo scrivendo qualche porcata su whatsapp, le solite cose, quanto sei porca, chissà se con un'altro cazzo lo saresti di piu ecc..Ad un certo punto il fulmine a ciel sereno, mi scrive: "comunque posso dirti che uno stretto lungo l'ho gia preso, scusami", potete immaginare come mi sono sentito, un conto è saperlo senza prove, un'altro è sentirselo confessare cosi candidamente.Stranamente non mi è montata la rabbia, anzi il mio cazzo si è svegliato in un attimo e lo ho risposto "cioè?".E lei: "in quel periodo ho scopato con uno, al motel,mi sono sempre sentita in colpa a tal punto che non sono piu riuscita".Io: "con chi, troia, lo sapevo, devi raccontarmi tutto".Lei: "questa sera ma giura che mi perdoni".io: "mi stai facendo eccitare come un porco e ti perdono solo se lo rifarai per me e con me".Lei:"si, forse ora si".Io:"non stò nella pelle, voglio sapere tutto, non vedo l'ora".Lei: "ok, scusami mi sento una merda perchè dovevo dirtelo prima, anche se sono certa che lo avevi già capito".Io:"lo avevo già capito ma non avevo la certezza, l'importante e che finalmente ti sei liberata da questo peso, ora cominciamo a vivere".Come potete immaginare aspettavo trepidante che tornasse dal lavoro, appena entrata mi abbraccia con le lacrime agli occhi chiedendomi scusa e sedendosi sul divano inizia a raccontarmi la storia.Ha conosciuto quest'uomo su una chat come semplice amicizia e parla oggi, parla domani, si sono scambiati il numero di cell. e sono entrati sempre più in confidenza sfogandosi a vicenda e raccontandosi ognuno le proprie storie e i propri problemi, lui separato con due figli e lei che in quel periodo non andava d'accordo con me.Questo rapporto mi ha detto che è durato 5 o 6 mesi finchè un giorno lui le disse che voleva incontrarla e lei accetto.Lui era di Torino e una sera si incontrarono, andarono a mangiare e parlarono molto, si creò una bella sintonia e decisero di rivedersi ancora.La seconda volta, vista la lontananza decise di prendere una camera in albergo per non dover fare la strada di ritorno la notte, lei si fermò in pezzeria, prese due pizze e mangiarono in camera sul letto.Dopo mangiato iniziarono a baciarsi e toccarsi, lui la leccò e la masturbò facendola godere molto e lei fece altrettanto, un bel pompino, aveva un cazzo stretto di diametro ma molto lungo e mi ha confessato che aveva un buon sapore e le è piaciuto molto.Arrivati al culmine dell'eccitazione lui le ha chiesto di poterla scopare, lei era bagnatissima e ne aveva una gran voglia ma non avevano i preservativi e non se l'è sentita(non prendeva la pillola).Allora giusto per farlo comunque godere si è dedicata al suo cazzo con la bocca facendolo impazzire fino a farlo godere, lui stava per veniree continuava dirglielo pensando di toglierlo dalla sua bocca ma lei non lo ascoltò e lo fece sborrare in bocca continuando a pomparlo finchè non uscì l'ultima goccia.Aveva la bocca piena di sborra di uno che non era suo marito ed era eccitata come la più grande delle troie, lui era in estasi e le disse che non aveva mai goduto in questo modo fantastico.Per quella sera finì così ma naturalmente non la storia.Si incontrarono ancora una volta, stessa procedura, cena e poi a letto, mi ha raccontato che era in accappatoio, lo aprì e lui era già eccitato, lei si tuffò sul cazzo e inizio a spompinarlo, lui la spogliò e la leccò per bene infilandole qualche dito nella figa fradicia.E fu così che arrivò il momento, mise il preservativo e la penetrò, mi ha detto che non capiva più nulla, era in estasi, quel cazzo sguazzava nei suoi umori, lo sentiva entrare e uscire in tutta la lunghezza e si sentiva troia ma libera, l'unico problema è che era troppo lungo e quando le sbatteva in fondo le faceva male.La prese in diverse posizioni e alla fine lei volle cavalcarlo, è la sua posizione preferita, ma mi ha detto che non riuscì a prenderlo tutto per via del dolore ma che ebbe un orgasmo da paura.Lo fecero per tre volte quella sera e godette come mai aveva goduto, purtroppo come spesso succede lui si innamorò e lei invece si riempì la testa di sensi di colpa e decise di interrompere la relazione.Questo è quanto, ora ditemi,cosa pensate ora della mia signora?Ora sembra più serena e anche se non ci siamo ancora arrivati la vedo molto decisa e più complice nel voler realizzare le mie fantasie, speriamo presto.
100214
2
11 years ago
pillinca,
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per le donne di sexylombardia
petali di rosa. Passa il vento e vi solleva o petali di rosa che a terra vi adagiate come ali di farfalle stanche mentre il giallo diseccato dei pistilli resta inerme a guardare le rosse bianche spoglie che in volo verso l'alto più non san tornare. Ma l'uccellino dalla nota lieve canta ed esulta sù quel caldo candido tappeto di petali di rosa. Eh! la vita eterno effluvio di gioia nella sua breve fragilità. un bacio a tutte Valerio1000
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17 years ago
valerio,
32
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Bravo!