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pompeo1pompa 39 y.o.
Man
Italy
Last visit: 18 years ago
Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

Grazie zia

Dopo tanti anni che vivo in città sono diventato un animale metropolitano con le cosiddette abitudini civili : doccia al mattino , caffè e cornetto al bar , lavoro, pubblic relations , rientro per lavarmi il buco del culo ed infine uscire a zonzo in cerca di un cazzo che m'impali o di una patonza che mi smolli l'uccello duro e sempre eretto per la giovane età . Ma il mio pensiero fisso è tornare alla vita dei campi , a correre libero tra le zolle erbose e profumate ed inseguire una ragazza che fa finta di rifiutare le sue grazie o rincorso dal fittavolo che ha in mano un grosso cazzo dalla capocchia tesa e voglioso di entrare in un buco qualsiasi basta che sia umido ed accogliente . L'ambiente contadino è un ambiente particolare . La comunità è una piccola repubblica che basta a se stessa e la fattoria dove io sono nato e cresciuto è parte di questa repubblica . Ognuno si dedica all'altro senza egoismi nè gelosie nella più totale promiscuità . Non vorrei scandalizzare ma chi conosce l'ambiente sa di cosa parlo . Io , per esempio , sono il frutto di uno sfogo di mio padre che ebbe la ventura di trovarsi sotto gli occhi il bel culo esposto di una bracciante intenta a mietere il grano . Sotto gli occhi di altri lavoratori la fece sua dando inizio alla mia esistenza . Sua moglie mi prese in casa appena vide il mio musino e da allora mi ha considerato suo figlio anche se non frutto delle sue viscere e mi ha allevato insieme ad una bambina figlia naturale . Capita spesso che un uomo possieda un componente della sua famiglia come un figlio un fratello un cugino . Per lui il sesso è istinto , è bisogno vitale come può essere mangiare o bere e non importa sapere con chi si fa . I primi toccamenti avvengono coi componenti della propria famiglia . La prima ragazza alla quale ho visto la fica è stata mia sorella , la prima in mano alla quale ho sborrato è stata mia cugina , il primo cazzettino eretto che ho confrontato col mio è quello di un mio cugino , il primo che mi ha sverginato il culo col suo cazzo di uomo è stato un fidanzato di mia madre , quello che ha reso mia sorella una donna è stato lo zio Ercole , fratello maggiore di mio padre , che prese il suo posto nel letto della mamma dopo che ebbe la cattiva idea di abbandonare da giovane questa valle di lacrime . Mia madre rimase vedova a meno di trent'anni quindi la sera stessa dei funerali si ritrovò appoggiato alle chiappe il cazzo duro dello zio che si offrì di alleviarle le pene della vedovanza e già quella sera piansero insieme mentre godevano . Io e mia sorella avemmo modo di spiarli attraverso gli stipiti sconnessi della porta mentre in ginocchio mia madre veniva trattenuta dallo zio che da dietro la montava come una cavalla . A volte mia madre , per muoversi più liberamente , mandava mia sorella a casa dello zio Ercole a fare compagnia a zia Teresa tutta presa dal bambino che aveva tra le braccia e nulla importava che suo marito passasse la notte in un altro letto ed io ero indirizzato a casa di zia Matilde , il cui marito era all'estero a lavorare , quindi aveva il grande letto praticamente vuoto . Spesso dormivo con mia zia e più spesso avevo la possibilità di trascorrere la giornata con Carmine , il suo unico figlio più giovane di me di un anno . Con Carmine confrontavo il mio cazzettino e con lui cominciai a masturbarmi scambiandoci a vivenda le mani . Ci sedevamo sotto un olmo ed all'ombra di esso tiravamo fuori i nostri pistolini che iniziavano ad avere la cappella rossa e tesa e ci toccavamo , poi con timidezza cominciammo a prendere in bocca l'uno il pistolino dell'altro ed iniziare così un timido pompino fino a che non cominciammo ad incularci così come vedevo fare Giovanni , il fittavolo , con mia madre . Per eccitarci raccontavamo ciò che vedevamo fare in casa ed ero io quello che descriveva nei particolari come lo zio prendesse mia madre e la sentivo gemere di piacere segno che chiavare doveva essere una cosa buona . Lui invece mi descriveva come zia Matilde si masturbasse seduta sull'orlo della vasca da bagno con le spighe di granoturco o coi vari prodotti dell'orto in attesa che suo marito tornasse dall'estero per portarle soldi e cazzo . Zia Matilde era una donna che tutto poteva ispirare fuorchè voglia di sesso : era , ed è ancora perchè tuttora vivente , alta segaligna allampanata con una terza di seno che ha sempre avuto bisogno di reggiseni a balconcino perchè molle e cascante ma con due capezzoli grossi e lunghi che quando si eccitavano erano visibilissimi attraverso la stoffa . Da piccola aveva avuto la poliomelite e le era rimasta una gamba sifulina e quando camminava le si notava il culo dalle chiappe asimmetriche e la coscia che faceva un largo giro tanto da aprirle la vestaglia fino a scoprire l'inguine e l'orlo delle mutande . Di lei ammiravo la peluria sulle labbra e sulle braccia ed immaginavo chissà quale foresta nera di pelo le circondasse la fica . Carmine gliel' aveva vista e la descriveva molto folta e scura . Io fantasticavo di carezzargliela ed intanto inculavo suo figlio . Finite le scuole fui costretto a fare il servizio militare che avevo rimandato ed una volta tornai a casa in licenza di mietitura . Fui ospite a pranzo dalla zia Matilde . Ormai ero un uomo . A militare ero stato e continuavo ad essere la donna di tutta la camerata richiesto da chi non aveva i soldi per andare a puttane e facevo da marito a pagamento delle puttane che la sera affollavano la cinta della caserma . Già allora , come in seguito , mi sono diviso tra femmine e maschi senza nessuna preferenza . Per me fottere o essere inculato è la stessa cosa : basta che si goda . Tornai a casa con un discreto bagaglio di conoscenza femminile ed ebbi modo di notare lo sguardo umido e lascivo di mia zia , il tremolio del labbro superiore e la punta del naso che s'imbiancava , il continuo toccarsi delle tette , la voce tremula ed il continuo interrompersi per seguire chissà quali fantasie . Dedussi che era carica di voglia di sesso per il fatto che da lì ad una settimana il suo uomo sarebbe tornato per le ferie estive e lei sentiva l'avvicinarsi del maschio voglioso . Si era a tavola e l'aria che mi sembrava di respirare era pregna di ormoni che schizzavano all'impazzata . Forse era solo la mia impressione . Bevuto il caffè Carmine si recò nei campi a controllare la mietitura ed io mi prefissai di andarlo a trovare per rifare insieme quei giochi che da qualche anno non facevamo più . Chiesi alla zia il permesso di usare il letto di suo figlio per un riposino ma lei mi offrì il suo che era più comodo tanto non lo avrebbe usato . Accostai le imposte e messomi a torso nudo e coi soli boxer militari mi stesi sul letto con una leggera voglia di fare sesso che m'impedì di prender sonno. Sentii la zia finire di rigovernare e la sentii usare il bidè in bagno . Cogli occhi abituati alla penombra la vidi quando in punta di piedi venne in camera dove si tolse la vestaglia e di schiena la vidi togliersi le mutande per indossarne altre di cotonina bianca che aveva tirato fuori da un cassetto del comò . Ebbi modo di distinguere una chiappa più alta dell'altra ed il culo a punta ed asimmetrico . Si aggiustò il reggiseno a balconcino e si girò verso di me a spiare se dormivo o meno . Io facevo finta di essere tra le braccia di Morfeo ma se avesse visto bene avrebbe notato un certo gonfiore nei boxer chiaro segno che mi stavo eccitando senza volerlo . Lei appooggiò un ginocchio sul letto sempre guardandomi e dopo un istante di riflessione si accomodò dandomi la schiena e piegando le gambe in una posizione fetale . Io le ammirai l'anca liscia che in quella posizione non denotava il difetto fisico ed ammirai il culo che sebbene fosse a punta glielo avrei toccato volentieri . Il cazzo cominciò a spingere con violenza fino a farmi male ed io facendo finta di muovermi nel sonno mi girai e rigirai fino a metterle una mano sull'anca . Ero a qualche millimetro del suo culo ed avrebbe dovuto sentire il calore che il cazzo teso sprigionava . Invece la sentii respirare regolarmente . Ero combattuto dalla voglia di farle sentire il mio turgore e smettere pensando ad altro e non rischiare un suo rifiuto , lei tra le cui cosce non era entrato mai nessun cazzo che non fosse quello legittimo del marito . Lei che era tutta presa dall'attesa del suo uomo e per lui era pronta ad aprirsi . Però se avessi provato al massimo ne avrei avuto un rifiuto e nel peggior dei casi una sberla e l'allontanamento dal suo letto e dalla sua casa : mi sarei rifugiato tra le braccia di suo figlio . Per lunghi minuti fui indeciso sul da farsi quando lei si mosse nel sonno , credo , e si mise con la pancia all'aria e la mia mano sempre adagiata mollemente su di essa . Le tocavo l'orlo delle mutande e solevando leggermente la testa credevo di vedere i primi peli della fica che s'intravvedevano quando respirava e la pancia abbassandosi formava uno spazio vuoto con le mutande . Lei aveva le braccia lungo il corpo ed una mano era vicinissima al mio cazzo ormai del tutto fuori dai boxer e non dovetti fare altro che spingere di qualche millimetro per sfiorarle le dita ed intanto insinuai la mano negli slip fino ad inanellare un paio di dita coi suoi peli floridi e profumati . Sentii la sua mano avvolgermi il cazzo e stringerlo con forza e mentre pensai in un attimo che volesse farmi male per punirmi e scacciarmi sentii l'altra mano avvinghiarsi al collo e tirare la mia testa verso di lei perchè le bocche si unissero . Ci scambiammo un lungo bacio che ci lasciò senza fiato mentre le mie dita raggiungevano l'umido della fica e lei che smanettava il cazzo duro come il ferro . La mano che mi stringeva la testa mi obbligò ad abbassarmi fino a raggiungere le tette e dopo che le scoprii presi a giocare con un paio di capezzoli grossi come il mio mignolo e duri più del mio cazzo . Affondavo nella sua vagina le dita ed annegavo nei suoi umori . Aiutato da lei che inarcò le reni le cavai le mutande e finalmente potei sentire sotto la lingua il gusto acidulo e scivoloso delle pareti della vagina . Era una fontana . Senza parlare la leccai a lungo fino a prosciugarla e fu lei che mi stese supino e s'impalò a smorzacandela . Vedevo contro il soffitto i capezzoli sempre più eretti sulla pelle floscia dei seni che letteralmente cadevano sulla pancia ma avevano lo stesso un che di eccitante . Io li massaggiavo ma li sentivo inconsistenti e vuoti quindi mi dedicai al turgore delle punte . Volle che glieli stringessi fino a farle male e più stringevo più gemeva dal piacere . Un paio di volte fui per sborrare ma lei si sollevò e raffreddò la mia voglia per durare più a lungo il nostro rapporto . Non ne potevo più . Il cazzo mi faceva male e la voglia di sborrare era impellente . Scese dal letto e si mise in ginocchio adagiando il petto sul letto stesso e mi fece capire di prenderla alla pecorina . Oh vista meravigliosa . Oh visione paradisiaca il suo culo asimmetrico con le chiappe una più grossa dell'altra ma con in mezzo un mare di pelo nero che le straripava da tutti i lati . In piedi e piegato con le dita feci posto alla ricerca del buco del culo ma lei si ritrasse e aprì con le sue stesse mani la fica che era già aperta di suo e mi sembrò di rivivere il momento in cui mia madre apriva la fica già pronta di una giumenta per essere infilata dall'enorme cazzo dello stallone . Appena il cazzo sentì l'umido e le pareti richiudersi per avvolgerlo col loro calore partì un scarica di brodo che lei avrebbe voluto evitare perchè era in un periodo fecondo . Dopo un attimo d'indecisione si lasciò andare e la sentii godere a lungo e copiosamente . Lungo le cosce le brillava un rivolo di sborra nella penombra e chiudendo la fessura con le dita sorridendomi felice andò in bagno a lavarsi dove la raggiunsi e dove ebbi modo finalmente di ammirarle in piena luce di quanto pelo fosse ricoperta la vagina benedetta . Tornammo a letto ma lei non volle più giocare malgrado io avessi più voglia di prima . Non volle nè allora nè mai e quella fu l'unica volta che la ebbi . Mi resi conto che per lei quel pomeriggio avevo fatto le veci della spiga di mais che di solito usava per masturbarsi e nulla più .

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