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Il professore di latino e greco parte prima
al liceo avevo dei problemi con il latino ed il greco, così i miei mi mandarono da un ragazzo figlio di loro
amici per prendere ripetizioni, ma la confidenza che avevamo mi metteva in condizione di non prendre sul serio
lui e le sue lezioni, così non avendo visto miglioramenti mi mandarono da un lontano zio che dava ripetizioni
professionalmente, e visto l'estperienza precedente si raccomandarono con lui per ottenere un trattamento molto
rigido. lui non se lo fece ripetere, era conosciuto a scuola per essere estremamente severo, e approfittando del
lontano legame di parentela non esitò a schiffeggiarmi quando lo ritenne opportuno. lo zio in questione era sui
quaranta e aveva una moglie più o meno coetanea, lui era meridionale come noi, ma sua moglie era del nord, della
provincia di milano, ed era una bella donna con atteggiamenti molto provocanti. le lezioni erano pressocchè
giornaliere e ciascuno degli allievi veniva posto in una stanza diversa dove svolgeva i sui compiti mentre lui
passava da una stanza all'altra per controllare, correggere o spiegare. noi studenti eravamo una decina e,
distribuiti su vari turni, ci davamo il cambio con regolarità nelle varie stanze della casa, lo studio, il
salotto, la cucina, la camera da letto, in ogni stanza era stato approntato un angolo con una scrivania e due
sedie per ospitare la lezione e la vita della casa continuava come se gli studenti non esistessero, tanto che mi
poteva capitare di studiare in cucina mentre la mamma del professore rigovernava o di avere nella stanza con me
la moglie che stirava il bucato. in quel periodo mi ero trasformato in un appassionato consumatore di riviste
porno che scambiavo assiduamente con altri compagni di scuola, e siccome ciascuno di noi aveva la sua particolare
preferenza, ci dividemmo in gruppetti che avevano la stessa passione, la mia erano i trans. vedere quelle
creature più donne delle donne ma con enormi cazzi fra le gambe mi faceva delirare, e quando poi vedevo scene in
cui dei ragazzi dall'aspetto adolescenziale come me succhiavano questi enormi cazzoni o venivano inculati a fondo
non riuscivo a trattenere l'orgasmo. così un giorno prima di andare a lezione mi incontrai strada facendo con un
compagno con cui condividevo l'amore per i trans, c'eravamo dati appuntamento per uno scambio. dandomi il suo
materiale mi indicò una delle riviste in cui avrei trovato proprio una scena del genere che preferivo. sono
passati 25 anni ma la ricordo ancora. lei era una trans di colore, era molto scura di pelle, lucida di olio, il
culo largo e sporgente sotto un vitino stretto da un corsetto chiuso da una serie di laccetti rossi da cui
uscivano due tette perfette con due enormi capezzoli neri, e fra le gambe aveva il più grande cazzo che io avessi
mai visto in anni di cultura pornografica. nella foto grande all'inizio del servizio lei era in posa in piedi,
sorrideva con i denti bianchissimi verso quello che sembrava un ragazzino accucciato a terra che la fissava
terrorizzato guardando il suo membro con gli occhi sbarrati e la bocca aperta. il cazzone era molle e scendeva
fra le cosce completamente scappellato, sembrava una probiscide per dimensione e forma, ma nelle foto successive
quella proboscide prendeva vita e diventava un palo di carne turgido e leggermente curvato verso l'alto, appena
lo vidi mi sentii avvampare le guance, chiusi il giornalino e salutai il mio amico correndo via per la vergogna e
l'eccitazione. arrivato dal prof non riuscivo a togliermi dalla mente quel cazzone nero, avevo il giornalino
nella borsa dei libri, aperto alla pagina in cui c'erano due foto, nella prima il ragazzo cercava di fare un
pompino a quel cazzone di cui a stento riusciva a prendere in bocca la cappella, ricordo che lo teneva a due mani
e questo dava l'idea precisa della sua dimensione, era più grosso del suo polso e lungo quasi come il suo
avambraccio, nell'altra il ragazzo era girato e con le mani sulla pancia della trans cercava di impedirgli di
spingergli ulterormente dentro il cazzone che gli era già entrato quasi completamente nel culo. la borsa era sul
tavolo e durante le pause della lezione, quando ero solo sbirciavo dentro toccandomi il cazzo attraverso i
pantaloni. quando il prof veniva da me e parlava lo seguivo a stento, lui fu costretto a richiamare più volte la
mia attenzione, all'inizio si arrabbiava, mi assestò anche un paio di schiaffi, ma poi arrivò addirittura a
preoccuparsi pensando ad un malore, forse anche perchè le guance costantemente avvampate facevamo pensare alla
febbre. dopo un paio di queste pause non ressi, ero solo nel salotto, la scrivania era in un angolo, io davo le
spalle alla porta chiusa, mi aprii la patta, tirai fuori il cazzo e dopo averlo coperto con il maglione
cominciai a menarmelo. avevo completamente perso il controllo, dovevo scaricare almeno parte della tensione, e
così per un po' me lo menai con l'orecchio teso a sentire i rumori nel corridoio. ma il sangue mi pulsava così
forte nella testa che non mi accorsi che mio zio era entrato. la sua voce che mi chiedeva cosa stessi facendo con
tono duro fu una doccia fredda. cercai di rimettermi a posto ma in due passi fu dietro di me e con uno strattone
girò la sedia. mi trovò ansimante mentre cercavo di infilare il cazzo ancora duro nella patta e mentre lo
guardavo con lo sguardo terrorizzato mi allungò uno schiaffo che mi fece fischiare le orecchie. non capivo più
nulla, mi vergognavo come mai, volevo morire, e mentre lui pronunciava parole che non riuscivo neanche a sentire
l'unica cosa che riuscivo a fare era ripetere "ti prego non dirlo a mamma. ti prego non dirlo a mamma". quando
riusci a riprendere il controllo lui mi stava ancora chiedendo cosa fosse successo ma io non riuscivo a dire
nulla, ero rimasto con il cazzo duro fuori dalla patta, non riuscivo a farlo rientrare e con la bocca aperta
continuavo a guardare alternativamente lui e la borsa sul tavolo, finchè lui non prese la borsa e tirò fuori il
giornale. quando vide di che si trattava cominciò ad insultarmi e a picchiarmi, mi chiamava frocetto,
ricchioncello e diceva che sarei stato la vergogna della famiglia. sfogliava la rivista e michiedeva se mi
piacevano le figure che c'erano, era una rivista di trans ed era piena di uomini che faccevano pompini e venivano
inculati, e io continuavo a dire che era vero che mi piacevano ma lo pregavo di non dire niente, che avrei fatto
sempre i compiti, che avrei fatto tutto quello che mi avrebbe detto. lui continuava a chiamarmi frocetto,
ricchione e mi offendeva pesantemente dicendomi che ero una merda che a quelli come me dovevano tagliargli le
palle finchè ad un certo punto mi disse di guardare il giornale sbattendolo davanti a me sulla scrivania, era la
pagina a cui lo avevo aperto io, avevo davanti agli occhi lo sguardo terrorizzato del ragazzo a cui il trans
stava aprendo il culo, mi chiese se era quello che mi piaceva e io che senza accorgermene avevo ripreso a menarmi
gli dissi di si, che mi piaceva pensare di essere io il ragazzo. sentii la mano di mio zio prendermi per i
capelli e tirarmi verso di lui, e a quel punto mi accorsi che aveva il cazzo fuori e che me lo stava premendo in
bocca, io mi attaccai al suo cazzo e cominciai a succhiare come se da quello fosse dipesa la mia vita, lui
continuava ad incitarmi chiamandomi frocetto e ricchione e mi scopava in bocca tirandomi per i capelli con tutte
e due le mani, io succhiavo e mi menavo, venni quasi subito nelle mie mani ma continuavo a menarmi perchè mi era
praticamente rimasto duro, finchè lui non mi venne in bocca ordinadomi di ingoiare tutto. io ubbidii e mentre lo
facevo venni di nuovo. a quel punto mi ordinò di rimettermi a studiare e usci dalla stanza prendendosi tutte le
riviste porno che avevo in borsa. quando tornò mi disse che da quel momento le cose sarebbero cambiate e che se
non avessi studiato o avessi fatto qualcosa per farmi mandare a ripetizione da qualche altra parte avrebbe
raccontato tutto a mia madre e gli avrebbe mostrato le riviste. da quel giorno lui in privato mi chiamò sempre in
modi diversi, frocetto, rotto in culo, succhia cazzi, ricchione e cominciò a schiaffeggiarmi molto più spesso di
prima, quando poi secondo lui avevo fatto qualche errore particolarmente grave si alzava, tirava fuori il cazzo e
mi ordinava di fargli un pompino, e la cosa succedeva sempre più spesso. un giorno mi capitò di fare i compiti
nella camera da letto e mentre mio zio mi stava pesantemente sgridando entrò sua moglie per prendere delle cose
in un armadio. lui senza scomporsi mi diede una sberla e disse rivolto alla moglie: "hai visto che belle letture
fa questo frocetto nora? le riviste che ti ho fatto vedere erano le sue, e se le deve studiare proprio bene,
perchè succhia il cazzo come una professionista, anche meglio di te" io rimasi con gli occhi sbarrati, non potevo
credere a quello che avevo sentito, lei mi guardò mi sorrise continuò a fare ordine nell'armadio. mi girai
terrorizzato verso mio zio guardandolo quasi in lacrime e lui per tutta risposta si alzò e mi intimò di fargli un
pompino. io non avevo il coraggio di muovermi e lui fu costretto a darmi un altro paio di ceffoni prima che io mi
decidessi ad aprire la bocca. mentre mi pompava come al solito davanti alla moglie mi faceva i complimeni per
come lo spompinavo e diceva alla moglie di guardare. io con la coda dell'occhio vedevo che mentre sistemava
l'armadio guardava con un'aria un po' divertita e un po imbarazzata, poi quando chiuse l'armadio si avvicinò e
continuò a guardarmi mentre il marito mi scopava in bocca fino a qando non mi sborrò tutto in gola, a quel punto
lui mi tolse il cazzo dalla bocca e disse:"dovresti imparare da lui perchè lui la sborra la inghiotte mentre glie
la spruzzo, non come fai tu che prima ti fai riempire la bocca e poi alla fine la ingoi tutta insieme". mi
sentivo in trance, non poteva essere vero, sentivo il tempo scorrere lentissimo, mi sembrava che quella scena
fosse durata una eternità. lei disse che magari qualche volta si sarebbe fatta dare qualche lezione, mi salutò
strizzando l'occhio e ci lasciò soli. da quel giorno non riuscii più a guardarla in faccia, e quando la
incontravo entrando o uscendo cercavo di sprofondare nel pavimento dalla vergogna.
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18 years ago
sottomesso38,
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Gli inizi - parte seconda
massimo era da sua nonna perchè la madre e il padre si stavano separando, la cosa andò avanti
per un paio di mesi ma poi finì e mi ritrovai di nuovo da solo e con la voglia di fare giochi
che da solo non potevo proprio fare. cominciai a masturbarmi diverse volte al giorno e il mio
cazzo cominciava a somigliare sempre di più a quello di massimo, finchè si scappellò completamente,
ed io ne ero molto fiero anche perchè nel frattempo stava anche crescendo e si stava coprendo
di peletti chiari che mi facevano essere ancora più orgoglioso. non c'era il cazzo di massimo
da succhiare, e non c'era neanche la sua mano che mi stringeva le palle, ma questo potevo
farmelo anche da solo e così giorno dopo giorno, esplorando sempre di più le mie zone erogene
mi accorsi che se mi toccavo il buchetto del culo avevo delle erezioni sconvolgenti.
cominciai a toccarmi in modo sempre più mirato, fino a cominciare ad infilarmi un dito dentro.
poi cominciai a bagnarmi il buchetto per lubrificarmi prima di sditalinarmi e quando si asciugava
mi ciucciavo il dito per bagnarlo di nuovo, e fu così che sul mio dito cominciai a sentire
il sapore del mio culo.
quando me ne accorsi la sola idea mi sconvolse, mi faceva sentire un essere sporco, impuro, un
animale come i cani che avevo più volte visto leccarsi il culo. ma la cosa mi faceva raggiungere
stati di eccitazione incredibili e continuai a farlo, anzi cominciai ad usare la penna, la mia
bic che usavo a scuola, la ciucciavo e la usavo per sditalinarmi il culo per un po per poi
cicucciarla di nuovo per sentirne il sapore. la mia penna presto prese ad odorare del mio culo
costantemente, ed io anche in classe la annusavo, la ciucciavo e mi eccitavo e spesso andavo in
bagno per ravvivarne l'odore.
un giorno capitò che giocando come al solito mentre studiavo, la penna toccasse qualcosa nel mio
culo, non capii subito cosa, sentii che muoveva qualcosa in profondità nella mia pancia, era una
sensazione molto forte perchè la penna da sola non mi dava molte sensazioni essendo molto sottile,
ma quello che toccò era molto grosso, era uno stronzo e quello di cui venne fuori sporca la penna
era indubbiamente merda. aveva un pezzettino di merda attaccato al tappino di plastica sul fondo
e una serie di rigature marroni che la percorrevano per i 4/5 cm che mi ero infilato dentro. non
rimasi molto impressionato per la cosa, più che altro ero incuriosito, in fondo giocavo con il mio
culo e c'era da aspettarsi che prima o poi potesse capitare qualcosa del genere, pulii la penna con
la carta igienica e tornai alla scrivania. l'odore della mia penna era cambiato, adesso si sentiva
chiaramente odore di merda e mentre un brivdo mi prendeva la infilai in bocca per sentirne il sapore.
era amara, non somigliava a nulla che avessi mai assaggiato, e non mi sembrava così tremenda. ormai
ero partito per la tangente, mi infilai ancora la penna dentro, andai a cercare lo stronzo e ci
giocai godendomi i movimenti che sentivo nella pancia. quando la tirai fuori era un po' più sporca di
prima, la merda sul tappino era una spece di cappuccio che ricopriva anche i primi 2 cm dello stelo
e le strisce marroni erano più spesse e più lunghe. osservavo la penna e notavo le differenze fra gli
odori che sentivo prima con la penna pulita e quello che sentivo adesso con la penna sporca di merda.
l'odore di merda era forte, ma sotto sentivo ancora l'odore del mio culo che mi piaceva e mi faceva
eccitare e in un istante mi misi la penna in bocca. la merda era solida, asciutta, non sentivo nessun
sapore e per quanto cercassi di bagnarla assorbiva tutta la mia saliva, l'unica sensazione notevole
era l'odore, un odore di merda netto che però sembrava a basso volume. ne staccai un po' con i denti
per sentire meglio il sapore e sentivo questo piccolo grumo solido, quasi spugnoso che diventava
sempre più morbido, poi la merda si cominciò a sciogliere, aveva assorbito un sacco di saliva e adesso
me la rendeva piena del suo sapore. era molto più amara di quanto non fosse stata la penna prima, un
amaro che invadeva tutta la bocca e che mi affrettai a sputare. avevo assaggiato la mia merda, e ne
avevo anche sicuramente inghiottita un po'. la cosa non mi sconvolse più di tanto e fu il preludio di
tanti altri miei giochi solitari.
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18 years ago
sottomesso38,
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Gli inizi - parte prima
quando ero piccolo i miei non mi permettevano di andare a giocare con gli altri bambini.
la mia vita si svolgeva fra la scuola a tempo pieno e la casa e rare volte accompagnavo
mia madre in giro per le sue commissioni.
poi cambiai scuola.
fino a quel momento le prime 2 classi le avevo frequentate in una scuola privata, ma poi
la retta diventò troppo alta per i miei e cominciai ad andare in una scuola pubblica dove
le lezioni finivano a mezzo giorno. i miei furono costretti a lasciarmi tutto il pomeriggio
solo a casa. per tenermi sotto controllo mia madre diede le chiavi di casa ad una anziana
vicina che ogni tanto veniva a controllare se tutto era tranquillo. Un giorno la vicina
disse a mia madre che se voleva poteva tenermi a casa sua visto che in quel periodo c'era
anche un suo nipote più o meno mio coetaneo e mia madre accettò. io ero contento, perchè
la mia casa era piena dei giocattoli che i miei mi regalavano, ma senza un compagno di giochi
io mi annoiavo a morte, invece adesso avrei potuto giocare con qualcuno. piano piano io e
massimo entrammo in confidenza, lui era un bambino più grande di me, giocava a calcio,
andava al cinema con i compagni di scuola, insomma una vita che a me che vivevo in clausura
sembrava un sogno. i pomeriggi andavano avanti più o meno sempre allo stesso modo, dopo mangiato
facevo i compiti poi bussavo alla mia vicina ed andavo a giocare con massimo. di solito
rimanevamo un po' da sua nonna ma poi pensando ai giocattoli che avevo a casa andavamo a giocare
a casa mia, e li dopo un po' cominciarono i giochi "strani".
i giochi li guidava sempre massimo e dopo un po' cominciammo a lasciare da parte le macchinine
ed i soldatini per esplorare i nostri corpi. lui era più grosso di me, ed aveva un cazzo già ben
formato, ricordo che il suo si scappellava mentre io avevo un principio di fimosi, e vedendo la
mia curiosità per il suo glande massimo mi incorraggiava a toccarlo e a giocarci ed io a mia
insaputa gli facevo delle lunghe seghe. poi mi insegnò a farglele veramente, accompagnando la
mia mano fino all'orgasmo che gli faceva fare un paio di schizzi di uno sperma trasparente e
molto liquido, ma per me che non sapevo veramente nulla del sesso era uno spettacolo impressionante.
queste cose capitavano anche tre o quattro volte al pomeriggio, a massimo bastava un quarto
d'ora per avere di nuovo il cazzo pronto per le mie attenzioni. mi cominciò a prendere una
eccitazione sempre maggiore quando gli facevo le seghe e il mio sguardo era sempre fisso al suo
cazzo mentre lo smanettavo, finchè un giorno non sentii la sua mano che spingeva la mia faccia
verso il suo cazzo. non so perchè, ma il fascino di quella pelle che copriva e scopriva la
sua cappella mi ipnotizava e non opposi resistenza fino a che le mie labbra non arrivarono
al sfiorarlo, a quel punto lui schizzò e i suoi getti mi colpirono sul volto e sulle labbra,
e mentre lui si lasciava andare io mi chiesi che sapore avesse quella sostanza e per la prima
volta assaggiai lo sperma. mentre mi portavo alle labbra le dita sporche di sperma massimo
mi guardò ridendo ed io abbassai lo sguardo vergognandomi, ma poi lui mi diede una pacca e
anche io mi misi a sorridere. inutile dire che le seghe successive si trasformarono
velocemente in pompini con l'ingoio. quando gli succhiavo il cazzo lui non mi toccava molto,
poi io cominciai a masturbarmi durante i pompini e allora lui cominciò a toccarmi soprattutto
le palle. me le afferrava e le tirava alla base, mi piaceva quando lo faceva, anche se a volte
capitava che un sussulto gli facesse stringere o tirare un po' più forte ed allora io gemevo
senza togliermi il suo cazzo di bocca e lui mollava la presa per qualche attimo, ma non posso
negare che anche quando esagerava la sensazione di essere tenuto per le palle mi piaceva da morire.
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18 years ago
sottomesso38,
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Variazioni
Pensavo alle variazioni. Una degli aspetti migliori della musica e della vita.
Ci pensavo mentre sotto lo scroscio rinvigorente della doccia mi raggiungevano ovattate le note di uno degli ultimi blues composti da Gizzie Gillespie.
Musica struggente, che penetra dentro e si riverbera facendosi sangue e desiderio nello stomaco prima che tra le cosce. Musica che provoca la mente e, lascia l’anima sempre un po’ inappagata. Perché continui desiderare.
E il blues è la poesia delle variazioni musicali, il trionfo dell’improvvisazione seducente e sensualmente anarchica. Perfetta per il mio stato d’animo.
Guido, infatti, era tornato all’attacco. E io come al solito mi ero sentita divisa tra la rabbia e la voglia. Quell’uomo mi teneva sulla corda come nessun era riuscito prima di lui.
E stavolta, subdolamente, era arrivato persino a fare leva sul mio perfezionismo, che mi impediva di impiegare personale non totalmente all’altezza nella realizzazione dei sogni della nostra esclusiva clientela.
La Dream Agency era ormai diventata una delle punte di diamante del settore in Italia e pensavamo già di allargarci con alcune filiali in città strategiche in Europa.
Questa volta Guido….tamponavo le cosce con la spugna morbida dell’accappatoio mentre pensavo al mio uomo e al calore incandescente dei suoi occhi quando gli avrei posto le mie condizioni per dirgli di si. Avremmo fatto quella “speciale” verifica del talento del candidato. Ma…gli sarebbe costato caro. E già l’idea della riscossione del prezzo mi mandava brividi di eccitazione lungo il corpo
Variazione numero 1: Guido e il bel trans
Sorridevo accarezzando le gambe tornite e abbronzate di quel sorprendente e sensuale transessuale che qualche giorno prima aveva fatto irruzione nella sede della mia Agenzia e affascinato Guido, il mio uomo. Lola era diventata un’ossessione. O meglio il vedermi scopare con Lola era diventata un’ossessione per Guido. Gran bella donna Lola. Proprio il genere che piace a me. Curve ben distribuite e armoniche, un culo scultoreo (ah l’irrisistibile fascino dei Caraibi) e quel colore ambrato della pelle che contrastava divinamente con due occhi verdi come le foreste pluviali del suo paese di origine. Lola era il mio tipo di donna, con in più quell’inaspettato optional che, veramente, rivelato lasciava senza fiato. Proprio come ero io in quel momento mentre intrecciavo la mia lingua con quella di Lola sul cazzo svettante di Guido, incapace di staccare gli occhi da un altro cazzo svettante. Quello di Lola. Ci staccammo da Guido ansimanti e con i visi coperti di schizzi di sborra. Ci ripulimmo voracemente a vicenda e poi …
Variazione numero 2: Le frustra…azioni di Guido
Esitavo. Lo ammetto. La frusta era legata a brutti ricordi adolescenziali. Era sempre stata il mio punto debole. Non riuscivo a concepire di usarla se non occasionalmente, nonostante l’incredibile piacere che mi dava farlo. Per questo la proposta di Guido..mi aveva lasciato in preda ad una bruciante indecisione. Io non volevo una slave. Non amavo le ragazzine 20enni con un’aria da efebo denutrito. Ma Guido si….erano la sua passione. Una fanciulla da educare a colpi di frusta perché imparasse a darmi piacere. Ma…francamente avrei preferito un fanciullo. Non sapevo ancora quanto rapidamente avrei cambiato idea.
Entrai nella suite rosa del Carlton eccitata mio malgrado, anche se in se l’affermazione può sembrare assurda. Me ne rendo conto.
Lo spettacolo mi paralizzò. Una fanciulla splendida con il volto di un angelo e un corpo fatto per indurre in tentazione, stava implorando Guido di frustarla mentre gli leccava con sapienti colpi di lingua la capella e solleticava il suo culo infilandogli dentro le punte malandrine delle sue dita. Lo sguardo di Guido mi trapassò con la forza di una coltellata e m’inchiodò alla parete. Ansimai mentre mi strappavo i vestiti di dosso e…
Variazione numero 1: il crescendo
Spinsi la bocca di Lola verso la mia fica gocciolante mentre mi chinavo per meglio raggiungere quel cazzo svettante tra due cosce lisce e morbide quasi più delle mie. Il movimento portò il mio culo giusto all’altezza della bocca di Guido che inserì la lingua nel buchetto e la fece vibrare… Mugugnai inghiottendo fino alle palle il cazzone di Lola che mi premeva con la capella in gola mentre quelle lingue sapienti si muovevano con perfetta e istintiva sincronia dentro il mio corpo, rendendomi impossibile resistere oltre alla marea del piacere che montava impetuosa dalle mie viscere, su per la schiena fino ad esplodermi devastante nella mente. Staccai la bocca dal cazzo di Lola e urlai in preda all’orgasmo. Il corpo vibrava mentre quelle lingue insistevano a non darmi tregua e la forza che mi aveva travolto stava lentamente ritirandosi quando…Spam. Due colpi potenti, sincroni e fluidi. E mi ritrovai colma. Boccheggiai in un misto di passione e desiderio e iniziai ad ondeggiare il bacino, per assecondare ora i colpi di Guido nel culo ora quelli di Lola nella fica. Lanciai un’occhiata allo specchio…ma l’immagine riflessa non rendeva ragione del piacere assoluto che mi stava attraversando il corpo in quel momento. Voltai la testa verso Guido, i suoi occhi ardevano mentre fissava Lola che
Variazione numero 2: andamento lento
Ricambiai lo sguardo di Guido. Lentamente mi avvicinai e sollevai la testa della ragazza con una mano afferrandola per i capelli. Strattonai con forza e le infilai la lingua in bocca cercando il sapore di quel dannato bastardo del mio uomo. Lo trovai ma mescolato a qualcosa di dolce. Mi addolcii quasi di riflesso, istintivamente anche io mentre la ragazza reagiva al bacio e intrecciava la mia lingua alla sua. Le sue mani scorrevano sulla mia schiena e cercavano la solidità delle mie natiche mentre io le tormentavo i capezzoli con le mani. Volevo succhiare il latte da quei capezzoli come Guido lo succhiava dai miei. Switc. Improvviso bruciante il colpo della frusta sferzò i nostri corpi intrecciati. Sussulttammo l’una nella bocca dell’altra senza accennare però a staccarci. Spinsi Chiara, questo era il nome della creatura efebica che si abbandonava con voluttà tra le mie braccia, sul letto e le misi la fica in faccia mentre affondavo avidamente la mia lingua nelle sua. Eravamo di traverso sul letto con i culi offerti alle frustra…azioni di Guido. Switc. Ancora la frusta colpì mentre il piacere mi attraversava il corpo e bevevo avidamente quello di Chiara.
“Cazzo - urlò la mia mente - come diavolo fa a sapere quando stiamo godendo e a colpire proprio in quel momento”. Il dolore si mescolava al piacere dell’orgasmo nella bocca di Chiara e colavamo ambedue abbondante sborra che scorreva lungo le cosce.
Incrociai lo sguardo avido e bruciante come la frusta di Guido. Una frazione di secondo e ci ritrovvamo sferzate dalla sua lingua che leccava avidamente dalle mie cosce e da quelle di Chiara la sborra colante, mescolata al sangue che gocciolava dai segni delle frustate. Cercai la bocca di Chiara e…
Variazione numero 1: all that jazz
Lo afferrò per i capelli e gli insinuò la lingua in bocca. Si baciarono avidamente mentre esplodevano nel mio corpo trascinandomi in un orgasmo devastante. Forse il più intenso che mi fosse mai capitato di provare. Crollammo sul letto in un groviglio di corpi e di umori che credo fosse l’essenza stessa dell’erotismo. Guardai Guido. I miei occhi gli dissero tutto senza bisogno di parlare. Comprese…non avevo cercato quella variazione, il capovolgimento totale…l’improvvisazione anarchica del sax su un tema jazz perché lui non la voleva con la stessa intensità con cui io al desideravo. Avrei aspettato. Non molto. Ma lo avrei fatto. Ma la prossima variazione sarebbe stata All that jazz, sarei entrata nel suo culo sodo e rotondo mentre la sua bocca s’impadroniva del cazzo di Lola e lo accoglieva nelle sue calde umidità come il suo culo morbido accoglieva me. Scopato. Totalmente posseduto da due donne. Usato come una troia da due troie. Il sublime incarnato. La prossima volta. Tra poco..Guido, tesoro mio.
Variazione numero 2: andante con brio
La bacio con avida dolcezza a cui lei risponde intensamente. La lingua di Guido diventa sempre più insistente man mano che si avvicina al centro della nostra voglia. Ci giriamo in modo da offrirgli le fiche avide e ancora grondanti del precedente orgasmo. Gioca con le mani e con la lingua sui nostri corpi. Spinge violentemente le dita dentro le nostre fiche offerte, spalancate alle sue voglie. Ci guarda inarcarci contro quelle dita e le muove con sapienza e cattiveria autentica. Tenendoci sul filo, provocandoci. Lo destesto e lo adoro come solitamente mia accade in questi momenti. Guardo Chiara che si abbandona totalmente al piacere che la mano di Guido le sta procurando… sorrido di me stessa e mi lascio andare anche io. L’orgasmo ci coglie contemporaneamente. Violento. Apro a fatica gli occhi per guardare Guido che sorride sornione leccandosi le dita, bagnate dal nostro piacere.
Ci raggiunge a letto abbracciando entrambe. Mi rannicchio nell’incavo della sua spalla cercando al mano di Chiara con cui intreccio le dita, scivoliamo nel sonno. Appagati finalmente.
Variazione finale: paso doble
“Sono perfette Guido - sorrido mentre lo guardo fare irruzione nel mio ufficio con la consunta energia – e lo accolgo con questa frase che so lo spiazzerà. Mi diverte non rendergli facile l’esistenza – “Entrambe credo possano sicuramente entrare a far parte in pianta stabile del nostro staff” - mentre continuo a parlare decantando le virtù di Lola e Chiara mi alzo e girando intorno alla scrivania do il modo a Guido di notare come lo chemisiere di seta che indosso, accarezzi perfettamente le mie curve e soprattutto come sia facile sfilarmelo: basta sciogliere il fiocco che lo chiude su un fianco.
“Hai ragione – mi sorride ironicamente di rimando – e intanto con una mano chiude la porta dell’ufficio e con l’altra scioglie il fiocco del mio vestitino - ma credo sia opportuno che pianifichiamo il loro impiego con cura e dunque urge una riunione ai vertici. Privatissima “.
Lascio cadere lo chemisiere e rimango vestita solo di un minuscolo perizoma di pizzo nero, le autoreggenti e gli stivali di Dior che hanno un tacco a stiletto vertiginoso. Spingo Guido su una sedia. Slaccio lentamente i bottoni dei suoi pantaloni di velluto blu e m’impalo con esasperante lentezza sul suo cazzo svettante. Mi afferra per i fianchi e mi tira giù impaziente. Boccheggio per il piacere di sentirmi riempita totalmente. Guido mugola mordendomi il collo.
“Allora dicevamo – riprendo cercando di dare alla mia voce un tono professionale – intanto mi muovo ritmicamente sul suo cazzo. Su e giù, con un ritmo costante e un’intensità crescente – come intendi utilizzarle al fine di mettere al massimo in luce le loro notevoli capacità?”
“Stronza – la voce di Guido è un sibilo – mentre per assecondare le mie spinte solleva i fianchi affondando fino alle palle nella mia fica calda – scegli tu come impiegarle..non m’interessa e ora…in un secondo mi ritrovo schiacciata con la schiena contro la porta a vetri del mio ufficio con le gambe sollevate e il corpo di Guido che mi martella di spinte. Urlo quando l’orgasmo mi attraversa facendomi tremare come una foglia e affondo le unghie nelle spalle di Guido che si lascia andare e mi riempie di sborra calda la fica, avida del suo sapore. Ci stacchiamo scossi ma appagati e maliziosamente Guido mi chiede, raccogliendo il mio perizoma da terra: “Tesoro ma è proprio necessario che tu lo indossi?”.
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L\'aereo per granada
Pensavo al patto. Mentre sull'aereo che mi portava a Granada il chiacchiericcio dei soliti colleghi si mescolava alle raccomandazioni delle hostess ripetute in tre lingue a scanso di equivoci.
BC i privilegi della professione. L'unico vantaggio della Business sono le poltrone più comode e il fatto che è spesso semi vuota e dunque puoi abbandonarti alle tue personali divagazioni senza poi troppi testimoni.
Pensavo al patto si. All'uomo con cui l'avevo stretto. Alle sue mani che forzavano la mia fica e il mio culo ad aprirsi per accoglierlo, firmando così nel piacere e nel dolore - intensamente mescolati - la nostra alleanza o forse la nostra sfida.
Pensavo al patto e a quello sguardo a quella voce dura vibrante che mi richiamava all'ordine in macchina, quando qualche sguardo femminile marchiava con il termine sbagliato l'esibizione di desiderio e bellezza a cui lui mi aveva sospinto. Sospinto si. Perché, in realtà, io volevo quell'esibizione. E ne avevo goduto ogni secondo. Non vi ero stata costretta. L'avevo voluta dal primo momento quando il mio corpo aveva tremato all'incontro con il suo…di anticipazione e voglia.
Quando la malizia dei miei occhi e della mia voce aveva fatto eco alla sua.
Pensavo alla follia mentre l'aereo si allontanava dal freddo autunno settentrionale per volare verso il caldo quasi africano di Granada.
Caldo si. E sole e luce. Un flash. La mente attraversata improvvisamente da un'immagine. Il corpo di rimando attraversato da un brivido quasi simultaneo. I capezzoli improvvisamente doloranti. Nuovamente. Come quel giorno. In quella camera. Stretti da quelle dita. Fino a far sgorgare il latte. Le gocce bianche sul suo petto e, la meraviglia di quell'evento. Le labbra avide che succhiano. I seni avidi che si protendono verso le labbra.
“Desidera qualcosa da bere signora “ La voce squillante della hostess mi riporta su quell'aereo bruscamente. Tra il chiacchiericcio dei colleghi e il solito frullatore di impegni che questi viaggi comportano. Sorrido vaga ad un collega seduto un paio di file più in là dal lato opposto dell'aereo. Sposto la mia attenzione sulla hostess… e dico” si grazie un bicchiere di vino”.
Ho bisogno di qualcosa di forte. Frizzante e preferibilmente bianco. Penso in tanto che l'hostess con solerzia mi serve.
Sorseggio il mio prosecco cercando di recuperare un minimo di compostezza professionale. O meglio quel minimo di compostezza che ci si aspetta da me.
La follia è sempre stata un mio segno distintivo e nel mondo di uomini che frequento per la mia professione è diventata anche una delle ragioni del mio successo.
Sento la forza dello sguardo del collega della fila opposta sulla porzione di seno che la mia camicia bianca sbottonata lascia intravedere. I capezzoli sotto il tessuto leggero del pizzo bianco del reggiseno si inturgidiscono.
“Ah Ah Ah Ah” la risata echeggia con forza nella mia mente. Potente e ironica. Sorrido o meglio rido di me e della natura così visceralmente sensuale del mio ego.
E' un bell'uomo il collega indubbiamente. E ho sempre pensato che prima poi lo avrei scopato. O meglio ci saremmo scopati. Ma ora… dovrei avere un minimo di decenza. Ma il mio corpo sicuramente non ce l'ha. La mia mente forse si o forse un residuo di moralità cattolica mi spinge a pensare di doverla avere. Mah con un'alzata di spalle affogo istintivamente gli ironici dubbi nel prosecco.
Le due ore di volo sono passate in un attimo. Infilo la giacca di pelle nera sopra la camicia e raddrizzo la piega dei miei pantaloni. Mi alzo cercando di ricordare in quale cappelliera la hostess abbia riposto il mio bagaglio a mano.
“E' qui” - la voce del collega voyeur mi raggiunge penetrando nel mio isolamento mentale - “Grazie” - rispondo con un sorriso e mi avvio verso di lui che con galanteria imprevista ha già tolto la mia valigia dalla cappelliera e guardando i miei stivali con il tacco a spillo se n'è impadronito intenzionato a restituirmela solo nella hall dell'aeroporto di Malaga.
Lo raggiungo facendo ticchettare i tacchi degli stivali che non sono stati proprio studiati per donne che camminano come faccio io… con falcate lunghe e ravvicinate.
“Daniele aspetta - esclamo mentre nel tunnel che ci porta in aeroporto lui tiene la sua sacca a tracolla e spinge il mio trolley con l'altra mano - lo afferro per il braccio e lo induco a fermarsi.
“Aspetta - ripeto leggermente ansimante - sei stato veramente carino ma posso farcela da sola”. Mentre dico questo mi abbasso cercando di afferrare la maniglia del trolley e lui fa lo stesso tirando verso di se. L'impatto è inevitabile. Ci urtiamo e ci solleviamo ridendo e con il fiato corto.
I suoi occhi mentre mi guardano sorridenti parlano di lenzuola aggrovigliate e di corpi nudi intrecciati. I nostri. Sostengo il suo sguardo mentre un mezzo sorriso mi attraversa il volto. Afferro la valigia mi volto e..”Andiamo dai che Brambs e Cicero se la staranno già raccontando alle nostre spalle…ahahhahah… e anche senza motivo. Per il momento.” Daniele sorride o meglio sogghigna di rimando “ Beh mia cara se lo dici tu mi fido. In ogni senso e in ogni circostanza…”.
Dopo veniamo travolti dal tour de force degli impegni previsti dal nostro programma e mi ritrovo senza un momento per me fino al tardo pomeriggio in albergo mentre mi preparo per la cena di gala che seguirà alla conferenza
Drinnnnnnnnnn…lo squillo del telefono rompe inaspettato il silenzio ovattato della mia suite. Esco gocciolante di schiuma dalla vasca idromassaggio mi avvolgo in uno dei morbidi accappatoi di ciniglia dell'albergo e mi avvio a rispondere
“Scommetto che sei nuda e coperta di schiuma - la voce di Daniele suona seducentemente ironica attraverso la cornetta. Getto un'occhiata veloce all'orologio mancano ancora un paio di ore alla conferenza…”Beh perché non vieni a verificarlo di persona?” - gli sussurro e riappendo.
Lascio cadere l'accappatoio. Vado a togliere la sicura dalla porta della suite. Porto in bagno una bottiglia di vino, con due bicchieri e mi riimergo nella vasca.
Passano forse 5 minuti e un rumore di passi risuona sul parquet della stanza. Il clic della serratura che scatta e poi frusci di vestiti tolti in fretta.
Sorrido e riempio i bicchieri di vino portandomene uno alle labbra.
“Magnifica visione” - sorride Daniele entrando in bagno e recuperando uno dei bicchieri prima di raggiungermi nella vasca -. “Anche tu ne offri una niente male” - dico sollevando il bicchiere in un brindisi ideale.
Beviamo quasi indugiando nel pregustare quanto avverrà di lì a poco. Posato il bicchiere sul bordo della vasca Daniele insinua le mani sotto la schiuma e trova quasi subito quello che cercava…il centro umido caldo e scivoloso della mia voglia. M'inarco contro quelle dita che mi frugano ansimando mentre con il piede accarezzo il suo cazzo giù duro e pronto alla battaglia.
Ci avvinghiamo. Lingue intrecciate. I miei seni schiacciati contro il suo petto. Le mie gambe che lo avvolgono. La punta della sua cappella turgida che preme sulla mia fica morbida. Pochi cm ci separano. Ondeggio incontro alla sua spinta e mugolo di piacere per l'invasione nella sua bocca. Iniziamo ad ondeggiare e uno incontro all'altro. Rispondo alle sue spinte assecondandole e sostenendole. Spingendo a mia volta. Si stacca dalla mia bocca per scendere a mordermi il collo. Affondo le unghie nelle sue spalle e m'inarco all'indietro per sentirlo affondare riempiendomi la fica. Aprendomi. Squarciandomi per il suo desiderio. Ansima. “Dio sei stupenda. Una piccola meravigliosa e perfetta troia” . Sorrido. “ Si…- cerco di articolare mentre stringo il suo cazzo duro come il marmo con i muscoli interni della fica quasi facendogli un pompino - una troia che adora i bastardi del tuo genere”.
Ho appena finito di articolare le parole che le contrazioni sempre più intense dell'orgasmo mi travolgono. Mi rendo vagamente conto che Daniele mi sta seguendo nell'estasi. Avverto la sua voce che un minuto prima di affondarmi i denti a sangue nel collo urla ”SIIIIIIIIIIIII…..”. L'orgasmo si abbatte violento su di noi. Quando la sua forza scema… ci ritroviamo nella vasca di quell'albergo di Granada abbracciati e sorridenti. Con solo 20 minuti prima dell'inizio della conferenza.
Daniele mi lancia uno sguardo malizioso e scoppiandola ridere dice: ” Beh arriveremo in ritardo...almeno stavolta avranno qualcosa di concreto di cui ..sparlare”.
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18 years ago
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Schiava del tuo harem
Ieri mentre riposavo e ti desideravo ho immaginato tutto questo...
Tu sei il mio sultano che invita a cena 6 o 7 trafficanti di schiave
intorno a un bel cus cus e mentre bevete vino io e le altre ancelle danziamo per voi la danza del ventre e dei sette veli...
io avanti a tutti, la più bella, la rossa e bianca creatura perfetta e sensuale...tua preferita...
tu sai che io danzo per te perché voglio essere desiderata da te,
per rimanere la tua preferita,
perché so che il tuo pene diventa turgido per me come per nessun’altra, perché sai che a me piace davvero...
ti diverte vedere sbavare i tuoi ospiti...
farli morire di desiderio e sapere che sarai solo tu a godermi
Ed io da buona schiava accondiscendente al suo padrone ad un tuo cenno mi sdraierò in mezzo ai cuscini sui tappeti...
L’aria è spessa di incensi, di afrori, di spezie...mentre la musica continua ipnotica e lamentosa a tormentare i tuoi ospiti e i loro cazzi sotto le tuniche sgargianti per farti impazzire,
comincio a rotolare ondeggiando in una danza che mette in mostra
le mie curve i fianchi, le cosce, giocando con i veli, lasciando intravedere....carezzandomi lieve dappertutto.....
Finchè gli occhi di tutti sono rossi di sangue e il tuo cazzo è gonfio di vanità e di potere: loro vorrebbero affondare nella mia carne come bestie ma sei tu il predestinato che sfogherà i suoi lombi fra le mie cosce, nel mio ventre, nella mia bocca, nel mio culo....
tu lo sai che ti desidero..che voglio te...che voglio compiacerti gratificarti, giocando con te....
Ad un altro tuo gesto mi sporgo più avanti con il pube e scopro il mio sesso spalancando le cosce...carezzandomi piano con un dito il clitoride, nella vagina, il buchetto del culo...
il mio volto è in delirio mi piace far impazzire tutti quei cazzi
mi piace sentire che quei maschi sono ridotti a pezzi di burro sciolto guardando sbavando per la mia fica rossa...
Li guardi.... le bocche aperte, ansimanti, sudati per il contenimento dato dal rispetto verso la tua casa, la tua donna e godi sapendo che sono tua che tutto questo è per eccitare te, non loro che diventano strumenti del piacere solo per noi due.
Finalmente prenderò il tuo cazzo tra le labbra per inumidirlo bene e metterlo nel mio buco più stretto e godere insieme come animali...
So che nessuno può farmi niente se tu non vuoi, e protetta mi lancio
in gesti languidi, femminili...quando tu inviti i tuoi ospiti a leccarmi la fica offrendogli il sapore della tua favorita come gesto di ospitalità...
Con mille inchini verso di te, tutti si alzano rapiti, circondandomi...
io continuo la mia danza erotica... so che tra poco molte bocche inumidiranno la mia fica..la prepareranno per te...
e spalanco bene le gambe accogliendo la prima testa che affonda
sul mio sesso...
Sei eccitatissimo...
Sai che se uscissi dalla stanza, tutti si scaglierebbero su di me sfondandomi da tutte le parti..sai che io tremo all’idea che mi lasci
da sola in balia di tutti quei cazzi ormai gonfi fino al parossismo...
Sai che temo se ti allontani per andare con un’altra ancella se non sarò perfetta, eccitante e gentile con i tuoi ospiti...
Sarebbe la tua punizione...
Farmi scopare da tutti quei cazzi che non amo, privandomi del tuo
di cui vado pazza e di cui sono ingorda...
Così per soddisfare ogni tuo desiderio mi lascio andare cercando di eccitarmi con quelle lingue che affondano rudi e maschie nella mia vagina, lasciando che ti ecciti a vedermi eccitata dalle loro mani che accarezzano il mio ventre, il mio seno, il mio culo...
Sto impazzendo di voglia e anche loro sono sempre più presi da me, ma mi è vietato toccare il loro cazzo, è vietato succhiare, scopare,
se non il tuo cazzo...
Ormai sono gemente...
Le lingue si avvicendano con ritmi diversi, tocchi diversi, delicatezza, poi forza, poi guizzi rapidi, altre che ti stuzzicano lente e languide lingue nella vagina lunghe come piccoli peni...
Altre delicate come piume che si alternano l’una all’altra fino a non farmi capire più nulla...
Intanto gli ospiti hanno tirato fuori dalle tuniche i loro cazzi e li maneggiano sperando che tu, impietosito e complice con la loro voglia, mi dia il permesso di soddisfarli...
Mi senti gemere
Sai che è il segnale che non ne posso più, che ti voglio, che sono pronta, bagnata di umore e di saliva, che voglio godere, urlare
e mi trattengo per te solo per te...
La musica continua a cullare il desiderio di tutti,
quando ti alzi e con un semplice gesto del braccio,
scansi tutti da me piantandoti davanti ai miei occhi...
Quando ti vedo finalmente mi lancio contro il tuo pube con la bocca cingendoti i fianchi...
Strofino il viso, la bocca sulla tua tunica e sul tuo turgore...
Ansimo e inginocchiata davanti a te, apro le tue vesti e lo prendo tra le mani, lo percorro con la lingua guizzante, afferro la punta fra i denti e lo succhio avida..
Tu mi tocchi le natiche, mi infili un dito nel culo sentendomi fremere e affondare tutto il tuo pene nella gola per reazione...
Lo voglio..
Lo voglio ...Dentro.. dentro
Lo sai, lo senti da come mugolo supplicante...
I tuoi ospiti continuano a masturbarsi i cazzi adagiati sui cuscini
Ci guardano e soprattutto guardano me, la tua voglia di me..
Invidiano la mia dedizione, la mia smania per te
Fai un gesto e due ancelle vengono a spogliarti delle tuniche,
del turbante mentre continuo a darti piccoli baci sul cazzo
Quando sei finalmente nudo, afferri i miei capelli e mi volti di schiena, in ginocchio e piano piano mi fai assaggiare la punta nella vagina...
Stai fermo, sono io che spingo all’indietro, che lo voglio ingoiare dentro, e tu ti ritrai e poi ti riappoggi....
Mi tocchi i capezzoli, mordi le spalle, lecchi le natiche, poi vedi che mi sto toccando il clitoride e solo allora affondi agganciandomi verso l’alto, prima fermo nel fondo mentre urlo
e solo quando l’hai infilato tutto cominci a muoverti piano...
Gli ospiti stanno impazzendo e tu impazzisci sapendo che tutti quegli occhi mi guardano, che vedono quanto sono porca, che farebbero qualsiasi cosa per essere piantati dentro
Dove solo tu ti trovi...
Sono brava a compiacerti
So che deve piacermi quello che piace a te, che devo godere nel darti piacere, anche quello di fare la troia davanti a tutti
affinchè tu possa godere oltre che di me anche del potere, dell’invidia degli ospiti, del privilegio ostentato di avere tutta per te quella fica stretta e rossa...
Senti che godo dentro, che mi dilato mentre acceleri i colpi di reni e affondi sempre più..
Mi dimeni sotto di te, mi tocco la fica, i capelli schizzano da un lato all’altro delle mie spalle, tu mi cavalchi senza pietà e a lungo
e una serie di orgasmi mi percorrono la schiena, il ventre mi escono dalla bocca urlanti.
Intanto gli ospiti cominciano a gemere, a sborrare e tu li vedi tutti quei cazzi che schizzano per me tutta sborra che il mio padrone ha avuto pietà di non farmi ingoiare.
Sentendomi pronta, con il pene bagnato del mio liquido di femmina, esci dalla fica e in un colpo solo entri nel culo fino alle palle..
Urlo tra il dolore e la gioia, finalmente piena proprio lì dove sono più porca, più troia, dove è peccato, è sporco, è vietato e mentre ti muovi piano, toccandomi il clitoride comincio un lunghissimo orgasmo che il tuo ritmo guida e spinge accelerando fino al parossismo fino a farmi tremare tutta, fino a sentire lo sfintere che pulsando ti stringe il cazzo con piccoli colpi come baci di piacere, e solo allora scarichi i reni in una furia dentro me inondandomi il culo di sborra calda...
Ci accasciamo goduti.
Tu ansimi e io tremo in tutto il corpo.
Gli ospiti sono inebetiti dalla tua furia e dall’inatteso spettacolo offerto.
Le ancelle si affrettano affaccendandosi con tuniche fresche,
brocche di acqua di fonte, detergendo la tua fronte e il sesso.
Ti guardo fiero,
sono tua,
ancora tremo...
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18 years ago
giustina, 40/40
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L\'autostoppista
Erano le 2 del pomeriggio del 7 agosto, una giornata caldissima afosa, quasi da far mancare il respiro, ed io ero rimasto in panne con la mia auto in una strada quasi completamente deserta e con la batteria del cellulare andata a puttane. Così decido di prendere la roba dalla macchina, chiuderla e di incamminarmi sperando di raggiungere al piu presto un abitazione. Non ce la feci piu, mi fermai sotto un albero vicino al ciglio della strada e mi misi a fare l'autostop, che cosa ridicola! Non passava quasi nessuno e quelle poche macchine che passavano non si fermavano...ma quando mai qualcuno da aiuto ad un autostoppista!! Si erano ormai fatte le 4 e qualcosa quando ad un certo punto vedo una macchina mettere la freccia ed accostare...aprì il finestrino, dentro c'era una coppia, non li guardai nemmeno in faccia sentii solo le loro parole e gli chiesi se potevano darmi un passaggio...nell'attesa della loro risposta e nel dire grazie, la prima cosa che mi cadde all'occhio era il misero vestitino che portava lei, sapete...uno di quei vestitini corti, estivi, leggeri che volano al vento, poi i suoi sandali uno qua e uno la, e i suoi piedini nudi, di cui uno appoggiato sul sedile, con lo smalto rosso...mi sorridevano...erano delle persone molto accoglienti. Salii dietro, mi sedetti dietro al sedile di lei e iniziammo a parlare...i nostri nomi, provenienza, lavoro, vita, ecc ecc, insomma iniziammo a fare conoscenza...mentre parlavamo lei abbasso quel coso per proteggersi dal sole dove c'è lo specchietto (scusate ma non so come si chiama!)...quello che inizialmente riuscii a vedere dallo specchietto che rifletteva era la sua bocca, con il rossetto rosso...due labbra infuocate...poi lo alzo un po e vedevo i suoi occhi che mi guardavano mentre parlavamo...notai anche che non aveva le spalline del reggiseno, quindi non lo aveva e cosi mi chiesi anche se aveva gli slip, poi tra me e me pensai...bahhh basta! e continuammo a parlare...lei sembrava molto giovane...una bambina..aveva solo trent'anni ma la cosa mi sconvolse, mi piacciono le donne grandi, mi piace possederle e fargli provare qualcosa di nuovo e giovane, ma ero stanco e pensavo a tornare a casa...vedevo loro che si guardavano negli occhi e si sorridevano...io mi ero accasciato sul sedile e mi ero messo ad ascoltare la musica...vedevo lei che si muoveva sul suo sedile ma non riuscivo a capire cosa stesse facendo, poi vidi lui che le disse qualcosa..abbassai subito il volume per ascoltare quello che dicevano ma feci in tempo solo a sentire lei che diceva "Prendi la strada che facciamo di solito"...iniziai ad avere un pò di timore ed iniziavo a non fidarmi piu...presero una strada sterrata che attraversava i campi...lui accelerava sempre di piu allontanandosi velocemente dalla strada principale e perdendosi nei campi...a quel punto tolsi subito le cuffie e gli chiesi dove stavamo andando, lei mi risponde "Non preoccuparti, è una strada privata che facciamo di solito per tagliare"...lui sorrise...eravamo in aperta campagna...lei disse a lui di fermare la macchia...poi disse "Finalmente"...non riuscivo a capire...abbasso il suo corpo verso le gambe del marito e vidi il marito che poggiò le sue mani sulla testa di lei...capii subito quello che stava succedendo...mi ero seduto in mezzo...tra i due sedili, ma non riuscivo a vedere nulla...vedevo solo la testa di lei fare su e giu...mi stavo eccitando, sentivo il mio cazzo crescere dentro i pantaloni...quel pompino sembrava interminabile...lo faceva lentamente, facendo uscire forti rumori dalla bocca e dall'espressione di lui credo che glielo abbia succhiato davvero forte...quando fini si rialzò...mi guardava mentre con la lingua si leccava le labbra ed allungò una mano tra le mie gambe...ce l'avevo duro...abbassò la cerniera e con la mano entrò dentro i pantaloni...mi fece sedere un pò sdraiato in modo da poter arrivare con la bocca sul mio cazzo e anche per me iniziò un interminabile momento di piacere...me lo succhiava lentamente...mi richiudeva la cappella, poi teneva le sue labbra strette e andava giu...mentre andava giu mi apriva la cappella e sentivo tutte le sue labbra fare pressione e poi quando la cappella finiva di aprirsi lei continuava ad andare giu per prenderlo tutto in bocca...il marito la accarezzava sulle gambe, sulle cosce..le leccava i piedini, andava sotto il vestitino mentre lei instancabilmente me lo succhiava...gemevo e respiravo forte...ero morbida argilla tra le sue mani, ma non tutto rimane morbido tra le sue mani...mi sentivo ed ero completamente suo, mi convincevo sempre di piu che il mio cazzo le piacesse, lo leccava con voglia, con foga...la sua saliva colava...il marito la fece fermare per evitare che io venissi...scendemmo dalla macchina e si spogliarono completamente nudi..lei non aveva gli slip...evidentemente doveva esserseli tolti in macchina quando la vedevo muoversi...aveva un paradiso tra le gambe...pelosa al punto giusto...il marito la stese sul cofano della macchina, le allargò le gambe e glielo mise dentro scivolando senza fatica dentro di lei...doveva essere bagnata fradicia...lei mi invitò a segarmi e così iniziai a segarmi vedendo quei due che scopavano...lei avvinghiata a lui e lui che se la faceva con passione succhiandole le dita dei piedi...stavo scoppiando, mi avvicinai a lei e le misi il cazzo vicino alla bocca...non arrivava molto bene a succhiarmelo, mi prese solo la cappella...in questo modo provavo un piacere immenso..vedevo il marito penetrarla sempre piu velocemente e poco dopo venì sul suo seno...lei si alzò dal cofano e si stese sul prato invitandomi a prenderla...il marito era fermo li, appoggiato alla macchina a segarsi...lei chiuse gli occhi, allargò le gambe e mi disse "Fammi tua"...stava aspettando che la penetrassi...ma non lo feci...andai con la testa tra le sue gambe...iniziai a leccarla sull'interno coscia per farla soffrire...la leccavo intorno alle labbra ed intorno al clitoride senza sfiorarle la fica...il suo liquido colava dalle sue labbra...sentiva la mia lingua accanto alle labbra e intorno al clitoride...non ce la fece piu e mi disse "Succhiamela"...le allargai piu che potevo le labbra...misi la mia bocca contro la sua fica ed iniziai a succhiargliela forte, tanto che gridava, ma non poteva sentirla nessuno...il marito ci guardava, ma per me non esisteva...stavo facendo quella donna mia...gliela succhiavo forte...la mia lingua la penetrava e la leccava dentro...mi accarezzava tra i capelli e con la lingua spingevo sempre piu in fondo..ricordo il suo sapore squisito, le sue labbra mordibe...la sua fica calda...mi disse "Vieni su di me"...mi misi su di lei...la prima cosa che fece fu quella di stringere fortissimo le sue gambe a me...la vidi con le lacrime agli occhi...mi disse "Mi ha fatto male, voglio essere tua, fammi tua, coccolami"...strinse ancora di piu le gambe dietro di me, io me la abbracciai forte quasi fosse mia moglie ed iniziai a penetrarla lentamente ma in fondo...sentivo la sua fica che mi accoglieva e mi stringeva...come se mi stesse aspettando..."Cosi mi piace, fammi tua, prendimi, sono tua!" ripeteva...il mio cazzo diventava ancora piu duro dentro di lei...sentivo quella donna completamente mia...per me era come se stessimo facendo l'amore e non semplicemente sesso...me la baciavo, stringevo e coccolavo...iniziavo ad aumentare il ritmo, lei si bagnava sempre di piu...sentivo il mio cazzo tutto bagnato...la penetravo con forza fino in fondo, ma non le facevo male...il mio cazzo le accarezzava il clitoride ogni volta che entrava...continuammo a fare l'amore finche lei non gridò forte...venimmo tutti e due nello stesso istante...le venni dentro...era felice, contenta, mi sorrideva e rimanemmo abbracciati per qualche minuto...poi ci rivestimmo, il marito non disse una parola, lei in macchina si sedette dietro con me e ci abbracciammo...mi lasciarono a casa e poi...mi svegliai da quel sogno bellissimo!...peccato era solo un sogno stupendo...mi alzai, mi feci una doccia e quando aprii la cartella per prepararla trovai una cosa...gli slip della donna del sogno con un biglietto con su scritto...Grazie Angelo Mio, un Bacio da Venere...
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I nuovi condomini
I nuovi condomini
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Erano arrivati da poco nel mio palazzo, una coppia molto elegante, fine, diciamo per bene, lui posato, lei una bella donna, elegante, femmile e con qualcosa che mi smuoveva tutto dentro, si vedeva che era piu grande di me di molto, a me questo eccitava, sentirmi completamente suo a sua disposizione. Ogni notte li sentivo sotto la mia camera mentre lo facevano, sentivo i suoi gemiti, anche se molto piano, sentivo anche quando il letto sbatteva contro il muro, ed ogni mattina quando andavo a scuola facevo di tutto per scendere nello stesso orario nel quale scendeva lei e la guardavo dalla punta delle dita dei suoi piedi che avrei leccato per ore, fino al viso soddisfatto dalla notte, e facevo pensieri strani, pensieri sulle posizioni in cui l'aveva fatto, mi immaginavo lei con le gambe allargate, mi immaginavo la sua fica bagnata, il cazzo del marito che le entrava, oppure lei inginocchiata a succhiarlo...e tutto ciò mi eccitava, poi dopo tutti questi pensieri tutto finiva con un sorriso e poi un ciao. Spesso capitava di tornare allo stesso orario, un giorno prendemmo l'ascensore insieme, io e lei soli, aveva la scollatura che quasi le uscivano le tette di fuori, mi fa "Ce l'hai la ragazza?" io le risposi no e lei "Come mai?" ed io le risposi che volevo solo vivere la mia giovinezza divertendomi...lei "Bravo fai bene, mi piacciono i ragazzini che vogliono divertirsi!"...quando disse quest'ultima frase pensai "Si, sono il tuo ragazzino...fammi tuo schiavo" poi si abbasso e si tolse le scarpe perchè diceva che con i tacchi tutta la mattina le facevano male i piedi, io pensai "Poveri piedi, mettimeli vicino alla bocca che ci penso io" poi l'ascensore si apri e ando nel suo appartamento, io salii ancora un piano e poi andai a casa. Mi aveva eccitato da morire, tanto che andai subito in bagno per segarmi al pensiero dei suoi piedi. Una domenica mattina mi viene a suonare a casa e mi fa "Tu sei giovane, ne capisci di computer?" io le risposi di si e così mi portò di sotto a casa sua, mi fece vedere il problema e mi misi al lavoro...mi sentivo a disagio, avevo paura, la sentivo parlare con il marito, poi ridere, poi da uno scorcio di una porta li vidi avvinghiati contro l'armadio, si toccavano solamente...io finii, lei dopo di un pò tornò e mi chiese quanto era, io logicamente le dissi nulla, ma lei voleva ricompensarmi per il disturbo, così andò in camera a prendere il portafogli...torno dopo qualche minuto...completamente priva dei suoi vestiti con addosso i soli slip...mi fa "Ho qualcos'altro di meglio per ricompensarti"...si mise davanti al marito, si inginocchiò, gli sbottonò i pantaloni, glielo prese in mano e poi in bocca...nulla mi eccita piu di una donna inginocchiata a succhiarlo...lei mi stava eccitando, il marito la prendeva per la testa e la spingeva contro di lui...dalla bocca di lei uscivano dei rumori, io ce l'avevo duro, mentre lo succhiava al marito mi guardava e poi mi sorrideva...poi fece andar via il marito, si mise contro il muro e mi disse..."Mi piacciono i ragazzini come te...scopami"...mi avvicinai a lei mettendole con forza una mano tra le gambe sulla fica e prendendole con i denti un capezzolo, avevo paura di farle troppo male ma lei mi diceva "Di piu"...con la mano sulla fica spingevo forte tanto che un mio dito era entrato a meta insieme agli slip...il suo capezzolo lo sentivo durissimo sotto i miei denti, il marito non lo so dove fosse, sapevo che ci guardava, forse ci avrebbe ripresi con una videocamera per rivedere la moglie, ma non mi importava, ero troppo eccitato e lei mi faceva impazzire, si giro di schiena e si sposto gli slip, mi disse "Ti piace il mio culetto?" mi abbassai i pantaloni e glielo misi davanti al buco del culo, per me era la prima volta dietro e non sapevo come sarebbe stato e come bisognava spingere quanto forte..insomma dietro non sapevo farlo...si mise a pecora, con le mani si allargo il culo...e...il suo buco era gia aperto...iniziai a penetrarla dietro...poi lei tolse le mani e sentii tutto il suo culo sul mio cazzo, era stretto, lei si mise in bocca uno straccio o qualcosa per non urlare, stavo gia per venire cosi glielo tolsi ma lei si inginocchiò subito e me lo prese in bocca...con il mio bacino spingevo contro la sua testa e con le mie mani spingevo la sua testa contro il mio bacino...sapevo che non lo era ma in quel momento l'eccitazione portò a dirglielo.."Succhialo troia"...quando le dissi così era come se mi stesse risucchiando tutto, mi sembrava un pò violenta ma era la sua voglia, mi prese e mi spinse sul letto, venne su di me, me lo prese in mano e se lo mise nella fica...mi cavalcava come fossi il suo stallone, sentivo la sua fica fino alla fine, entrava tutto...lei godeva, ansimava...capii cosa voleva...la presi di forza, la stesi sul letto, poi le allargai le gambe fino a farle male, mi stesi su di lei mettendo le mie braccia sotto le sue ginocchia in modo da impedirle di chiuderle le gambe...poi glielo misi di forza tutto dentro...si stringeva alle mie braccia, ansimava e godeva forte...io andavo sempre piu veloce..la sua fica era morbidissima e bagnata, scivolavo dentro di lei...ero completamente suo o lei completamente mia...non lo so, ma quella donna mi eccitava troppo...le venni dentro prima che lei venisse...mi guardò mi sorrise e disse "è normale, tu sei giovanissimo, io piu vecchiotta di te, è normale che ci metto piu tempo ma mi hai soddisfatta ugualmente, mi sono sentita la tua troietta" mi tolsi da sopra di lei, andai in bagno a pulirmi e a rivestirmi...quando tornai in sala vidi il marito in un altra stanza...era come dicevo...si stava gia rivedendo il cassetta, ma non me ne importava, io volevo lei ma mi sentivo deluso di non averla fatta venire...mi accompagno alla porta tutta nuda...mi prese la mano, la mise sulla sua fica, me la fece toccare e ansimò poi mi disse "quando vuoi lei è qui per te"...io le risposi "certo va bene" e me ne andai...sentendola chiamare il marito e dire "Tesoro vieni a letto?" e con il cazzo nei pantaloni di nuovo duro...Racconto tratto da un'idea di Marte&Venere
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Anniversario con regalo
Anniversario con regalo
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Era il giorno del nostro anniversario e lavorammo tutti e due quel giorno; per la sera avevamo in programma una cena in un ristorante. Io ero già a casa, lei tornò verso le 5, bella come sempre, alta 170 occhi blu oceano, capelli bellissimi lunghi castano chiaro, magra, una quarta di seno, sedere piccolo e sodo, cosce sode, mani e piedi curatissimi, con la sua solita gonna, maglietta e tacchi a spillo. Appena chiuse la porta di casa la misi con una spinta contro la il portoncino, le accarezzai le cosce alzandole un pò la gonna ed iniziai a baciarla sulle labbra e sul collo, sentivo che le piaceva perchè con una gamba si avvinghiava a me e mentre mi baciava il suo respiro cresceva; spinsi un pò il mio bacino contro il suo e dalla sua bellissima e sensuale bocca usci un dolce gemito di piacere: "Ah!". Mi fermai lì, mi raccontò un pò la giornata e poi andò a farsi una doccia. Finalmente uscita dalla doccia (dopo tre ore come tutte le donne!) andò con l'accappatoio in camera a prepararsi ed io entrai in doccia, mi asciugai, mi vestii con l'abito elegante che avevo preparato in sala e la attesi mettendomi sul divano a guardare la tv. Dopo non so quanto tempo uscì dalla camera, sentivo il rumore dei tacchi avvicinarsi...si fermò davanti la porta della sala e vi si appoggiò...la mia descrizione ora sarà sicuramente inutile perchè per capire bisognava solo esserci..capelli pettinati di classe, contorno degli occhi nero con sfondo blu come gli occhi, rossetto blu, vestito da sera a mezza coscia, schiava blu, gioielli in oro bianco e pelle lucida...mentre era ferma sulla porta non disse nulla, volle farsi ammirare, sapeva che l'avrei ammirata molto, così le feci un sorrisino e andammo al ristorante. Arrivati ci sedemmo in un tavolo con la tovaglia lunga fino a terra, un pò buio ed isolato, parlavamo del piu e del meno quando ad un certo punto sentii un suo piede salirmi lungo la gamba e saliva sempre di piu, il primo pensiero che mi venne fu "Ma come avrà fatto a togliere lo stivale senza farmene accorgere?!" Tralasciai questo particolare e mentre mi sorrideva mi parlava sempre del piu e del meno; arrivò il cameriere per prendere l'ordinazione e lei si divertiva ancora di piu ad accarezzarmi con il suo piedino che mi piace da morire e si divertiva a provocarmi e a farmi sentire in imbarazzo davanti al cameriere. Ordinammo gli antipasti, subito dopo il cameriere torno e ci portò il cestino del pane con i grissini, ne aprì un pacco e ne prese uno, lo mise in bocca e...in quel momento era come se me lo stesse leccando, lo faceva entrare tra le labbra strette e poi lo leccava con la lingua; ad un certo punto lo mise sotto il tavolo, dopo un pò mi diede il grissino a me e mi dice "Mangialo". Appena lo morsicai lo sentii bagnato dalla sua saliva lasciata prima, ma quando iniziai a gustare sentii un altro sapore...non potevo crederci, aveva messo il grissino dentro di lei per farlo bagnare, poi mi disse "Abbassati un attimo sotto il tavolo"...lo feci, lei accavallò le gambe e vidi una cosa che lei prima di quella sera odiava...era senza perizoma e per di piu senza peli, si era depilata, due cose che lei mi diceva che non avrebbe fatto mai, quella sera fu la prima volta che lo fece. Cenammo, io cenai con il suo piede che continuamente mi accarezzava, ma stranamente non parlammo mai di quella situazione che c'era, parlammo sempre di altre cose, come se fossimo in quattro, due fidanzati a cena e due fidanzati vogliosi, passionali, eccitati. Dopo cena tornammo a casa...appena chiusi la porta mi prese per mano, mi porto in camera, mi spoglio completamente lasciandomi in boxer, sembrava impazzita, nessuno dei due parlava, mi stese sul letto e mi legò con delle sue calze che prese da un cassetto, lei prese dei vestiti dall'armadio e ando in bagno...usci con un vestito da notte trasparente nero molto corto e un intimo trasparente nero, qeusta volta si era messa anche il perizoma...subito dopo accese lo stereo con la canzone You Can Leave Your Hat On, salì su un tavolinetto della camera ed inizio a ballare, ad accarezzarsi dappertutto e mentre si accarezzava le piaceva...finita la canzone si mise in piedi sul letto sopra di me...iniziò lentamente a far scendere le bretelline del vestitino, poi lo lasciò scivolare tu, mentre era su di me con il suo piedino si divertiva a mettermi le dita in bocca e poi scendeva fin sopra i boxer, mentre faceva questo si slacciava il reggiseno e lo lasciò cadere sulla mia facca, dopo di chè scese dal letto, si mise contro il muro davanti a me, si girò con le spalle verso di me ed iniziò ad accarezzarsi e si girava avanti e indietro sempre con le sue mani sul seno o dentro il perizoma, poi andò un attimo via, torno in camera...aveva qualcosa tra le mani, non so cosa perchè aveva la mano chiusa...si sedette su una poltrona accanto al letto, le gambe le appoggiò sui poggiabraccia della poltrona...le aveva allargate tantissimo, così tanto che il perizoma le era andato tra le sue carnose labbra, lo spostò del tutto...potevo ammirarle la fica in tutta la sua bellezza...era depilata, allargata tantissimo e bagnatissima, così tanto che il liquido brillava con la luce...aprì la mano con la quale aveva preso qualcosa...aveva qualcosa incastrato tra le dita ma non riuscivo a capire cosa, sembrava piccolo...si mise il palmo sulla fica ed inizio un gemito incredibile da capogiro e lei non riusciva a stare ferma, lasciò quel qualcosa dentro di lei e tolse la mano...era un cubetto di ghiaccio...che era dentro di lei e molto rapidamente si scioglieva e l'acqua gelida correva lungo il suo interno coscia, una volta sciolto si diede un paio di schiaffetti sulla fica e poi ne prese un altro...tornò di corsa, mi mise il cubetto in bocca e di scatto si sedette con la fica sulla mia bocca, spingeva così tanto contro la mia bocca che quasi soffocavo, io le muovevo il cubetto dentro di lei e lei mi teneva per la testa...una volta sciolto continuai un pò a leccargliela e a morderle il clitoride poi si tolse, si mise apposto il perizoma che prima aveva spostato e poi mi chiese di chiudere gli occhi, io lo feci...iniziai a sentire sulle labbra qualcosa di morbido...aprii la bocca e tirai fuori la lingua...era il suo capezzolo, ormai durissimo, glielo leccai e succhiai con le labbra...quando sentii che stava per spostarsi glielo presi con i denti e glielo tirai e lei: "Ah!"...poi glielo lasciai e si tolse...sentii un'altra cosa sulle labbra, stavolta un pochino piu dura...gliela leccai..era il suo gomito, e così continuo per le sue dita, per quelle dei piedi e per le sue labbra...poi lentamente inizio a scendere con la lingua, leccandomi dal petto...scese sempre di piu, molto lentamente, mi accarezzò sui boxer e poi mise una mano dentro, mi accarezzava lentissimo e mi faceva soffrire, poi mi tolse i boxer, con la sua mano faceva su e giu sempre molto lentamente e quando la sua mano era giu faceva un giro completo con la lingua intorno alla mia cappella e poi si fermava, e continuò così per un pò...non ce la feci piu, mi liberai delle calze con le quali mi aveva legato e la stesi sul letto, ora comandavo io...mi misi su di lei...tra le sue gambe sentiva il mio cazzo durissimo che la accarezzava tra le labbra, lei respirava forte, gemeva, ma io la baciavo sulle labbra, gliele leccavo e poi gliele baciavo, poi lentamente scendevo sul collo con la lingua e andavo dietro l'orecchio, poi sulla spalla e giu lungo il braccio...sulla sua mano, succhiai tutte le sue dita, poi risalii lungo il braccio...mi fermai sulla sua ascella gliela leccai e poi continuai a scendere, iniziavo a salire sul seno...mi avvicinai al capezzolo...le strusciai con le labbra sul capezzolo, poi con le mani le strinsi il seno e con la lingua le leccavo intorno ad un capezzolo, lentamente, poi glielo leccavo sulla punta, e poi intorno, all'improvviso glielo presi in bocca e glielo succhiai forte e mentre glielo succhiavo glielo leccavo con la lingua e prima di lasciarlo lo presi con i denti e glielo tirai...urlo forte e mi diceva "Ti voglio"...scesi lentamente con la lingua lungo il pancino, passai sopra l'ombelico e poi continuai a scendere, piu scendevo e piu respirava forte e piegava la testa...scesi e arrivai al bordo del perizoma, mi spostai con la lingua e continuai a leccarla tra le gambe accanto al perizoma, vicino alle labbra, poi mi spostavo sull'altro lato passando sul perizoma e sulla fica e la leccavo ancora accanto al perizoma...allargò le gambe tantissimo, voleva che la leccassi...vidi il suo perizoma andare tra la fica e le labbra uscire fuori dal perizoma.......scesi con la lingua piu giu lungo l'interno coscia, poi la gamba e poi sul piedino...le leccai tutto il piede, tutte le dita...poi lentamente tornai su con la lingua lungo la gamba...all'altezza dell'interno coscia gemeva...arrivai vicino la sua fica e mi fermai, gliela guardavo...gonfia, con le labbra al di fuori del perizoma, carnosa...lei sentiva il mio respiro che l'accarezzava, il suo perizoma era completamente bagnato...la presi per le cosce...presi il suo perizoma con i denti e glielo tirai giu...mentre lo facevo scendere sentiva tra le labbra i miei movimenti e il mio respiro, mi bagno tutta la bocca...aveva le gambe allargate al piu non posso...la fica era gonfissima con le labbra aperte...misi le mie dita accanto alle labbra...poi spinsi le mani una contro l'altra, in modo da far avvicinare e chiudere le labbra e...........all'improvviso gliela presi tutta in bocca...tutta, gliela presi e succhiai forte in modo da fare da ventosa con la mia bocca...e mentre stavo così la mia lingua passava in mezzo alla fessura dal basso verso l'alto fino al clitoride...tirava forte le lenzuola, gemeva, ansimava, si muoveva tutta...poi mi fermai e feci il contrario...con le dita gliela allargai tutta, era così bagnata che il liquido le colava, stava bagnando tutte le lenzuola..mentre gliela tenevo larga e gliela guardavo la vidi storcere la bocca, stringere i denti, aggrapparsi forte al cuscino e trattenere un grido, allorchè mi spaventai, dopo qualche attimo un forte schizzo usci dalla sua fica...non potevamo crederci, è una donna che fa parte di quella piccola percentuale di donne che eiaculano!...finito lo schizzo continuava ancora a muoversi e a tremare, quando si calmò un pochino mi disse di aver raggiunto l'estasi totale e di provare una sensazione fisica di piacere e star bene...gliela tenevo allargata, e mentre era allargata rimisi di nuovo la mia bocca come da ventosa...gliela succhiai con tutta la mia forza...così forte che il suo liquido veniva nella mia bocca...non venne in questo caso...ci alzammo dal letto...mi misi dietro di lei, la portai contro lo spigolo di un tavolo e le feci entrare lo spigolo dentro di lei, la misi contro il muro e le dissi "Inginocchiati e succhiamelo"...lei lo fece subito, me lo prese con mano forte, una dura impugnatura, inizio a baciarmelo e a leccarmelo, io volevo che me lo succhiasse e cosi la presi per la testa e la spinsi contro di me...ora gridai io...la spinsi troppo veloce contro di me e non fece in tempo ad aprire le labbra e cosi sentii tutte le sue labbra accarezzarmi con pressione che mi aprivano la cappella...io le tenevo la testa, lei continuava a succhiarmelo, a succhiare solo la cappella..lo prendeva tutto...dalla sua bocca uscivano mugolii, rumori della saliva, della lingua, quelli del mio sperma che usciva...quando si fermo mi inginocchiai io, le presi una gamba e gliela feci appoggiare sulla mia spalla, poi anche l'altra gamba, non toccava a terra, era in braccio sulle mie spalle...spinsi subito la mia testa tra le gambe e la mia lingua come un fulmine dentro la fica, tutta dentro a leccargliela, muovevo la mia lingua dentro di lei...poi le prendevo il clitoride e glielo succhiavo, poi mordicchiavo...mi disse "Sto per venire"...mi alzai...me la presi in braccio, lei avvinghio le sue gambe dietro di me...stavo per entrare quando mi dive..."Voglio che mi fai male amore"...la penetrai di colpo, piu in fondo che potevo...lei grido, poi disse "Oh si", la penetravo con velocita, forza, voglia, passione, amore...sentivo il suo liquido che mi bagnava e mi permetteva scivolare dentro di lei...il suo respiro ormai era affannosio...non gemeva piu, ma urlava, io facevo lo stesso, sentivo i suoi capezzoli duri sul mio petto, le sue unghie dietro la mia schiena, stringeva i denti per trattenere un urlo...poi non resistette piu...grido forte...dalla sua fica usci una grande quantita di liquido...la stavo ancora penetrando e così usci con velocita e schizzo dappertutto...sentii la sua fica restringersi, stringersi intorno alla mia cappella...vuoi che sia la velocità del liquido che passava ai lati della mia cappella, vuoi che sia la sua fica che si restringeva, venii insieme a lei...rimasi dentro di lei per molto...ci stendemmo sul letto...per la prima volta il nostro orgasmo era durato piu del normale, il mio circa cinque minuti, il suo circa quindici...quel dolce e soddisfacente tremolio dell'orgasmo e quella sua uscita continua di liquido la accompagno per ben quindici minuti...per quindici minuti la sentivo gemere e tremare, me la stringevo forte, lei piangeva dalla gioia, stava benissimo, voleva essere stretta forte e coccolata, sorrideva...insomma tanti sarebbero le sensazioni da dire...ERAVAMO IN PARADISO...ci addormentammo abbracciati...da quella sera a 8 mesi nacque Gianluca e due anni dopo Lorelay...sono la nostra vita e viviamo solo per loro...
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40 anni il finale
Le Tre di notte. Guardo il led della sveglia, proiettato sulla parete della camera da letto della suite. Mi districo dal groviglio di gambe, corpi e bocche che occupa l'enorme letto e mi avvio verso il salotto. Ho bisogno di un bicchiere d'acqua e di un minuto di solitudine. Certo anche una sigaretta potrebbe non essere una cattiva idea.
Il ronzio delle telecamere ad infrarossi mi segue tutto sommato confortante. Raggiungo il salotto e accendo una piccola lampada su un tavolino. Prendo una bottiglia d'acqua dal carrello e ne bevo a canna la metà. AH. Bene ora una sigaretta, il visone e una bella passeggiata sul terrazzo. Detto fatto esco sul terrazzo. La brace rossa di un altro fumatore illumina il buio dello spazio affacciato sui tetti della città. Strano mi sembrava dormissero tutti. Beh mi siedo avvolta nella pelliccia su una delle sdraio allineate lungo al parete di fondo del terrazzo e accendo al sigaretta. Voglio solo starmene in pace a fare un bilancio del mio regalo di compleanno. E di come ha rovesciato la mia anima e, rivoltato la mia immagine di me. Accuratamente costruita in anni di sapiente mascheramento. Ora sono nuda, invece. Nuda nell'anima come nel corpo. Di fronte a me stessa. E sono libera di essere quello che ho sempre desiderato e saputo di essere. Libera di seguire la mia vocazione esistenziale. Libera di essere Troia. Ma ho bisogno di quiete per metabolizzare la mia rinnovata vocazione e la mia ritrovata libertà. E non sembra che l'avrò ancora per un po' almeno. Dalle ombre emerge Manari.Tra tutti proprio l'ultima persona che avevo desiderio di vedere.
L'uomo getta la cicca della sigaretta per terra e si ferma a pochi centimetri dalla mia sedia….:”Fatica prendere sonno..strano dopo tanto esercizio appagante? Mi chiede ironico ma forse con una nota di struggente malinconia che non gli avevo mai sentito.
“Riflettevo - rispondo con sarcasmo - sono capace di farlo anche se forse ti stupirà questo…” Gli do del Tu tanto da domani sarà fuori dalla mia vita e io libera di godermi la mia vocazione. “Davvero? Beh non ho mai dubitato di questo - risponde - forse soltanto degli esiti poco ortodossi e spesso pericolosi delle tue riflessioni” Si è seduto sulla sdraio accanto a me le sue mani mi massaggiano i piedi freddi. “Pericolosi per chi? - chiedo guardandolo negli occhi. Vorrei riuscire a capire almeno una volta dove vuole andare a parare con chiarezza. Ma poi cosa m'importa? Carpe Diem….è sempre stata la mia filosofia di vita. “Per me le tue riflessioni, le tue decisioni, il tuo culo, la tua fica, le tue tette divine sono pericolose PER ME. - riprende dopo qualche minuto di silenzio teso, mentre le sue mani scivolano sotto la pelliccia alla ricerca di una delle sue bollenti ossessioni - E solo per me. Perché io adoro il tuo essere TROIA ma non riesco a non desiderare di essere tuo complice…”
Mi blocco all'istante. Cazzo - penso possibile che quest'uomo riesce sempre a dire la cosa più giusta e quella più sbagliata nella stessa frase? E quelle mani poi come faccio ad essere lucida con quelle mani che mi accarezzano con maestria la pelle delicata all'interno delle cosce. “Senti - ansimo con la voce rotta dal desiderio - non capisco dove sia il problema? Vuoi essere mio complice? Mi pare che tu non sia stato altro in queste 24 ore… e credimi io ti ho trovato un complice intrigante e stimolante. Molto stimolante”.
“ Non mi basta e non credo basti nemmeno a te - la voce di Manari diventa un sussurro mente infila un dito, uno solo nella mia fica che si contrae come se avesse ricevuto un ordine non appena il dito la invade. Io voglio tutto il tuo corpo, la tua mente e la tua anima e soprattutto voglio godere del tuo essere Troia con te… “
L'infinita saggezza del corpo - sorrido mentalmente di me - la mia fica ha già capito e ammesso quello che ancora io faccio fatica ad accettare. Voglio questo dannato adorabile bastardo nella mia vita e nella mia fica. Meglio a partire da subito. M'inarco verso le dita che intanto sono diventate tre e poi quattro e poi sento la mia fica allargarsi ad accogliere anche il quinto dito. “Vedi la tua fica mi vuole, e tu?” sorride il bastardo mentre affonda la mano tra la mie cosce e la chiude a pugno dentro di me. Sussulto, inarcandomi travolta dall'orgasmo e ansimo con voce rotta:” Anche io ti voglio…nella mia fica e nel mio culo, nella mia testa e nella mia vita”.
Due mesi dopo
Gran bello culo - penso - mentre seduta dietro alla mia scrivania nuova di zecca osservo la giovane fanciulla in piedi di fronte a me. Nuovo ufficio, nuovo lavoro, responsabile creativa della Dream Agency, nuovo amante o meglio complice di avventure. I miei primi 40 anni mi hanno regalato una svolta niente male è…. E ora anche questo piacevole impegno di selezionare la mia nuova assistente. Ho giusto in mente un paio di requisiti……”Senta mia cara - inizio a dire quando la porta si apre ed entra Guido ( Manari proprio lui si !!!!!) “Valentina, tesoro veramente vorrei ricordarti che avevi un impegno per pranzo con me…dobbiamo provare quella nuova pasticceria in centro..ricordi..per quel cliente. Mi lascio afferrare la mano e trascinare fuori…da quel pazzo scatenato del mio nuovo…. CAPO.
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Scoparsi la madre con uno stratagemma
In queste poche pagine racconto la fantasia che un mio amico mi ha raccontato e che abbiamo deciso di pubblicare. Se dovesse nn piacere perchè un genere troppo perverso sarò disponibile a toglierlo tranquillamente quindi fatemi sapere lasciandomi tanti messaggi!
Eravamo soli in casa quella sera, io e mia madre, dato che mio padre era, come capitava spesso in trasferta per lavoro. Come al solito andammo a letto, solo che quella notte non riuscivo a prendere sonno.
Verso le due del mattino avvertii dei rumori strani provenire dalla stanza dei miei, ma non ci feci caso. Dopo una mezzora mi alzai per sgranchirmi un poco, non sopporto restare a letto sveglio. Cercai di non fare rumore per non svegliare mia madre che si sarebbe di certo preoccupata per la mia insonnia. Ma passando davanti la sua porta sentii dei lamenti strani e pensai che forse stava facendo un sogno brutto. Solo che dalla serratura si vedeva un fascio di luce che indicava che non dormiva, era probabilmente sveglia, non era solita dormire con la luce accesa. Stavo per bussare alla porta quando qualcosa mi gelò il sangue.
Senti mia madre dire sottovoce " Fai piano senno' Alberto potrebbe sentire ".
Alberto sono io, ma a chi lo diceva, visto che eravamo soli in casa, mio padre si trovava a seicento chilometri da casa, ci aveva telefonato proprio qualche ora prima di andare a letto.
Qualcosa mi spinse ad abbassarmi e sbirciare dentro la stanza dal buco della serratura. Non l'avessi mai fatto, vidi mia madre nuda sul letto mentre si faceva fottere da un ragazzo che aveva la mia età, lo conoscevo di vista, era del quartiere.
Che cosa stavo vedendo, in quei momenti mi passarono per la mente una miriade di pensieri, senza fermarsi, sino a quando la mia mente ne focalizzò uno, assurdo.
Pensavo a quanto fosse bella mia madre, una donna che chiunque avrebbe voluto a letto accanto a se, bella, alta, piena nelle sua curve, con la sua chioma bionda. Ero inorridito da quei pensieri, dal fatto che non riuscivo a provare schifo verso quella donna, mia madre, che stava tradendo suo marito proprio nel letto matrimoniale, mentre ero in casa.
La mia attenzione fu di nuovo attratta da ciò che vedevo, una donna in calore che si stava mangiando un ragazzo che non sapeva bene che cosa farci, farle, ad una donna così.
A questo punto mi salirono due nuove emozioni, rabbia e invidia. Rabbia perché quel pivello era nella classica situazione in cui ti viene in mente quel vecchio detto "avere il pane ma non i denti". Invidia perché io non avrei mai potuto avere quella donna, era mia madre!
Restai accucciato a spiarli sino a quando non finirono con mia madre che si fece venire in bocca dallo smidollato. Però prima di andarmene riuscii a sentire mia madre che diceva :
"allora siamo d'accordo, se domani notte vedi di nuovo steso il paio di mutandine nere con il reggiseno bianco, puoi entrare, ti lascio la finestra aperta, solo che terremo la luce chiusa, non voglio rischiare troppo".
Quando mi ritirai a letto ero distrutto, non ero di certo in grado di mettermi a dormire. Avevo un pacco fra le gambe, incredibile. Capii che se non volevo scoppiare mi dovevo sparare una sega. Iniziai e automaticamente mi vennero in mente tutte le immagini di poco prima, solo che, senza rendermene conto, sostituii la figura di quel tipo con la mia. Cercai di scacciare queste immagini ma non ci riuscii, era più forte di me, sapevo che si trattava di una cosa contro natura, ma quella donna, mia madreeee...
Presi sonno senza accorgermene. Solo che neanche il sonno mi fece dimenticare ciò che avevo in testa, mi sognai che mi stavo scopando mia madre, in tutti modi possibili, facendola impazzire dal piacere.
Inutile dire che mi alzai distrutto. Decisi di non andare a scuola quando mia madre venne a svegliarmi, mi alzai alle dieci passate.
Per tutto il giorno non feci altro che girare intorno a mia madre, cercando continuamente un contato con il suo corpo. Credo che lei neanche si rese conto di quello che stavo facendo. Ogni suo movimento mi faceva salire la pressione, ogni centimetro di corpo che mi riusciva di sbirciare era un tormento.
Venne finalmente sera e la vidi andare sul balcone a sistemare il segnale, che porca, se lo voleva fare di nuovo.
Ogni sera, doveva essere proprio in calore, dato che non poteva essere che lui l'aveva conquistata con le sue arti amatorie, era una frana da quello che avevo visto la notte precedente.
Rientrata mi disse che aveva sonno e che se ne sarebbe andata a letto. Io gli risposi che mi sarei fermato a vedere la fine del film, circa mezzora, e sarei andato a letto anch'io. Quando si chiuse in camera mi alzai e mi diressi sul balcone a fissare quegli indumenti, pensai a che cosa avrei dato per essere al posto di quel fortunato coglione.
Di colpo mi tornarono in mente le ultime parole che sentii la sera precedente, avrebbe tenuto la luce spenta, sarebbe stata al buio, buio, senza la possibilità di vedersi in volto. Con uno scatto fulmineo raccolsi quegli indumenti e li nascosi.
Corsi in camera a buttarmi sul letto a pensare a quello che avevo intenzione di fare, era troppo, non potevo farlo, era troppo!
Rimasi a tormentarmi sino a quando mi accorsi che erano le due, l'ora in cui la sera precedente sentii i rumori in camera di mia madre, presumibilmente l'ora dell'appuntamento prefissata.
Come in trance mi alzai e, senza fare rumore, mi diressi alla porta del balcone che c'era in cucina. Uscii senza fare rumore e mi diressi alla finestra della camera di mia madre. Fuori era tutto buio, arrivato toccai i vetri che si mossero, quindi aprii ed entrai, con il cuore in gola. Lei mi disse di fare in silenzio, perché suo figlio era andato a letto da poco. Mi venne da ridere. Ma l'eccitazione che avevo in corpo mi fece tornare concentrato su quello che dovevo fare.
Mi spogliai e mi infilai sotto le lenzuola e feci per avvicinarmi a lei. Non ci fu bisogno, mi saltò letteralmente a dosso. Era tutto un fuoco. Iniziò a baciarmi ed accarezzarmi. Sentire quella lingua in bocca mi faceva venire i brividi. Stringendosi a me aderì con tutto il corpo al mio e mi resi conto che era tutta nuda, sentire il suo seno con i capezzoli già duri che mi premeva contro, avvertire la sua peluria che mi punzecchiava il cazzo, era come andare in estasi.
Iniziai a baciarla e leccarla tutta, le orecchie, il collo, i seni e infine sono arrivato a quell'antro che mi aveva dato la luce. Lo adoravo, era tremendamente eccitante leccare la fica della propria madre. Mi impegnai come un ossesso sino a quando non la feci venire. Si dimenava e tratteneva i lamenti in modo fantastico.
Ripresasi si accovacciò fra le mie gambe e iniziò a dare dei colpi di lingua al mio povero glande che era in fiamme. Era il miglior pompino della mia vita, mi fece un lavoro con i fiocchi, infatti non resistei molto, stavo per venire e lei se ne accorse, si fermò con i movimenti di bocca ed iniziò a fare roteare la lingua. Venni in modo mostruoso, stentai a non gridare dalla goduria. Ingoiò tutto, fino all'ultima goccia, ripulendomi tutto e, senza rendermi conto, ritornai in tiro.
La feci mettere alla pecorina ed entrai piano piano in lei facendola fremere nella lentezza della penetrazione. Quando entrai tutto mi fermai per un paio di secondi e dopo iniziai a pompare, variando di continuo ritmo. La tenevo per i fianchi ed ogni tanto mi allungavo per afferrarla dai capezzoli, torturandoglieli. Mentre mi muovevo dentro di lei fui attratto dal suo buchino che raggiunsi subito con un dito ed iniziai a giocarci intorno, tentando di tanto in tanto un timido affondo.
Dal suo dimenarsi durante questo trattamento capii che non gli dispiaceva. Decisi di infilarglielo anche lì, iniziai a lubrificarglielo con i suoi stessi umori che prendevo con le dita. Quando pensai che era abbastanza gli puntai il glande all'ingresso del buchino ed iniziai a spingere. Non oppose un granché di resistenza, chi sa quante altre volte lo aveva preso anche lì?
La cavalcai per un bel pezzo, grazie al fatto che ero già venuto. Quando ormai, dopo un bel po', iniziai a velocizzare gli affondi per venirle dentro, lei mi fermò e si stese sul letto a gambe aperte facendomi entrare di nuovo nella sua fica, non capivo bene il perché sino a quando non mi avvinghiò con le gambe proprio nel momento che stavo per uscire, dato che ero sul punto di venire. Mi bloccò dentro di lei ed io dopo aver cercato di trattenermi esplosi facendomi portare dalla goduria di venirle dentro. Quando mi fermai esausto, mi disse in un'orecchia solo una parola, "spirale". L'unica parola che mi avesse detto per tutta la notte.
Dopo aver ripreso fiato mi rivestii ed andai via, ritornando silenziosamente in camera mia. Dormii stupendamente quella notte.
La mattina dopo ci alzammo quando ci chiamò mio padre, era stupenda vederla in vestaglia al telefono. Dopo aver fatto colazione si vesti e la vidi andare sul balcone a raccogliere il "segnale", mi ricordai proprio in quel momento che la notte scorsa mi dimenticai di rimetterlo apposto. La vidi rientrare con il viso pensieroso, al ché gli chiesi che c'era e lei mi rispose nulla. Me la stavo ridendo da matti, decisi anche di tenermi quegli indumenti come ricordo.
Quando fu ora uscimmo per andare a messa, come ogni domenica. Tornati a casa lei andò in camera sua per cambiarsi e quando uscì la vidi turbata e si infilò in bagno.
Per il resto della giornata la vidi pensierosa e strana, ma non ci feci caso. Arrivata la notte, come di copione, prima di andare a letto, uscì sul balcone a sistemare il segnale, nuovo. Mi diede la buonanotte e scomparì in camera sua.
La voglia di quel corpo fu più forte di me, sapevo che era rischioso ripetere lo stesso stratagemma per la seconda notte di seguito, ma non resistetti. Alle due in punto mi infilai in camera di mia madre seguendo il percorso della notte precedente.
Tutto si stava ripetendo quasi come la notte precedente, sino a quando si stese sul letto e gli entrai nuovamente dentro. Mentre stantuffavo mi avvinghiò con le gambe e di colpo vidi accendersi la luce. Restammo entrambi di sasso. Io per la vergogna e lei per la sorpresa.
Restammo fermi in quella posizione e fui sorpreso dal fatto che la situazione sortì in me l'effetto contrario a quello che mi aspettavo, sentivo il cazzo che mi si ingrossava ancora di più, se era possibile.
Ma anche mia madre rispose in modo analogo, sentii i suoi muscoli interni che mi risucchiavano in modo straordinario.
Fu lei a rompere il silenzio, disse " Brutto porco, scoparti tua madre! ".
A quelle parole mi sbloccai e gli risposi " Porco io? Tu sei una gran vacca, scoparti uno sbarbatello proprio in casa, mentre io sono di là a dormire e poi ci sapesse almeno fare. "
Mia madre sgranò gli occhi e disse " Ci hai anche spiati? "
Ed io " E' stato per caso, l'altra notte non riuscivo a dormire e mi sono alzato. Passando davanti alla tua porta ho sentito dei rumori ed ho visto la luce accesa e ho dato un'occhiata dalla serratura. ".
Mentre dicevamo tutto questo la nostra posizione non cambiò, restammo avvinghiati. Dopo un attimo di silenzio le chiesi se dovevo andarmene e lei, con una faccia maliziosa, mi rispose " E vuoi andartene così, senza nemmeno finire? Lasciandomi in questa situazione, dopo avermi fatto tutto quello ieri notte ? ".
Mi abbassai e la baciai, riprendendo a muovermi dentro di lei. Scopammo per tutta la notte, a più riprese, sino alle sei del mattino.
Prima di addormentarci le chiesi se aveva intenzione di continuare a vedersi con quel ragazzo e lei mi rispose che non ne sentiva più il bisogno, dato che aveva trovato qualcuno che era in grado di appagarla molto meglio quando restava sola a casa.
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19
18 years ago
admin, 75
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La nostra prima volta che abbiamo fatto una esperi
Eravamo a Palermo per le solite compere ma la sera avevamo deciso di stare lì per andare a mangiare qualcosa e poi ritornare a casa,oggi mi avevi stupito perché volevi fare l’amore da qualche parte a Palermo,di solito tu non hai queste fantasie ma a me andava più che bene. Cmq dopo il grande hamburger al mc’donalds decidesti di farmi un regalo e cercammo un posto appartato ed eccitante,non lo avevi mai fatto e mi hai stupito che volevi scegliere un posto all’aperto per fare l’amore,girammo un po’ zona Mondello a mare entrammo in una strada abbastanza buia che dopo il casino che c’èra a mondello,non si poteva immaginare che era zona lidi pure lì ma intanto c’era un cartello su scritto, ai lidi,credevo di andare a finire di nuovo in un solito lido libero dove c’era un sacco di gente a fare falò ma per nostra sorpresa siamo arrivati in un posto buio ed isolato attorniato solo da pochi alberi,era un parcheggio non asfaltato proprio in riva al mare,mi sembrava di nuovo le solite scemenze siciliane,che centrava un parcheggio lì proprio davanti al mare e tutto attorno il nulla ,però era suggestivo quel posto è molto romantico(era fatto apposto per chi volesse fare l’amore,vedi vedi i Mafiosi politici Siciliani . decidesti di fermarti lì perché ti sembrava tranquillo,più felice di mè non c’èra nessuno. Però nessuno nessuno non si può dire che c’èra perché a poche centinaia di metri c’erano due macchine una accanto all’altra con la luce Troiette inculate
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» anal sex accesa e una punto verde proprio vicino l’acqua che bagnava addirittura le ruote di quanto era vicino, ma sempre con la luce accesa,noi spegnemmo la macchina e restammo proprio al buio,fino lo schermo della macchina era spento e solo un filo di musica si sentiva a malapena,per primo restammo lìi immobili,ti sentivi insicura di restare lì ma infondo ognuno si faceva i fatti propri e a noi non ci vedeva proprio nessuno perché restammo posteggiati vicino all’entrata di quella specie di parcheggio vino ad un salice piangete,le sue foglie ci cullavano e noi dentro la macchina,la curiosità ci assale di scoprire che stessero facendo quelli nelle altre macchine,certe volte vedevamo qualche coscia alzarsi,o qualche testa,capimmo subito che erano lì per il nostro stesso scopo,ci stupimmo poi di una cosa strana arrivarono una coppia con un grande motore di quelli potenti,si fermarono pure l’oro davanti la spiaggia già bagnata dall’acqua proprio accanto quella punto verde, uscì un tipo che saluta il lui della coppia con un bacio sulla guancia e la lei con uno in bocca, fino a qui tutto normale ma quando vidimo che i due lui iniziarono a toccare la lei in modo molto provocatorio ci rendemmo conto che normale non era affatto, erano lì al chiaro di l’una tutti e trè illuminati soltanto dalla luce dell’interno della macchina,ad un tratto uscì un altro tipo da quella punto poi,vidimo che i due uomini della macchina si appoggiarono al motore posteggiato e l’altro lui della coppia invita la sua ragazza a inginocchiarsi davanti ai due uomini mentre lui iniziò a toccarsi il coso dietro la sua lei che iniziò a toccare i due e a prendergli i cosi in bocca, per prima restammo in silenzio tutti e due a vedere quella scena perversa (secondo te :-) , ma troppo bellissima per me,dato che a me piace lo scambiamo,o meglio ho fantasticato di farlo, comunque iniziai ad eccitarmi un pochetto,per prima tu mi dicesti di non essere sicura di voler fare l’amore sapendo che c’erano altre persone all’infuori di noi che scopavano in un modo particolare, ma decidesti di stare lì a guardare a quelli,
girammo la testa e guardammo un po’ quello che stava succedendo sulle due macchine posteggiate vicino, non si vedeva quasi niente, si capiva solo che c’èrano due coppie ognuno sulla propria macchina, credevo che stessero facendo l’amore uno accanto all’altra per eccitarsi a vicenda. Cmq l’eccitazione mi stava salendo sempre di più nel cervello,vedevo che anche tu stavi sentendo un po’ di caldo in più come infatti ti togliesti quella giacchettina ce avevi sopra le spalle,anche sé c’era davvero caldo quella sera, iniziai a baciarti prima sulla guancia e poi sul collo fino a quando ti girasti a baciarmi in bocca,le nostre lingue roteavano dentro le nostre bocche,i baci diventavano sempre più caldi e appassionati,inizio ad accarezzarti un po’ prima sulla guancia e man mano scendo prima sul petto mettendoti la mano dentro il reggiseno,poi scendo sulla pancia per andare a finire rigorosamente lì, sugli slip,mi accorsi che erano già bagnati,ti sorrisi e ti dissi nell’orecchio” è porcellina che sei ti sei già eccitata hee” tu ammiccasti con un cenno della testa e scambiasti il mio sorriso ma subito continuasti con quelle linguate intense.
Avevo una voglia matta di guastare quella fighetta così bagnata,volevo quel liquido sulla mia lingua per gustarne più possibile e sentire quel buon odore che emanava, ti chiesi se potevo scendere un po’ lì, subito acconsentisti, ogni tanto vedevamo passare qualche persona piedi che non si capiva dove andassero perché lì oltre il niente non potevano trovare,
cmq ormai non ci interessava più niente perché eravamo travolti di passione intensa,
uscii subito dalla macchina vidi a quelli che ormai si erano lasciati andare sulle cose più porche,mi eccitavo sempre di più e mi infilai subito dalla tua parte della macchina,tu tirasti tutto indietro il seggiolino e lo chinasti un po’ all’ingiù per restare bella comoda mezza sdraiata con le coscie aperte davanti al mio viso,ti avevi già alzato la gonna bianca e tolto le mutande ormai fradice,bella e pronta,io mi infilo davanti a te,un po’ strettino ma vicino vicino alla tua fighetta,inizio così a gustarmi quel ben di dio,e tu a godere da matti,ma senza chiudere gli occhi perché volevi guardare cosa stavano combinando quelli della moto che ormai erano diventati dei contorsionisti,tra le svariate e strane posizioni,tutti i tre maschi che si fottevano quella bella troia in calore,era piena di quei stalloni,dietro davanti e bocca,godevi come una matta, io ormai stavo esplodendo ma continuai a leccare avidamente la tua fighetta buonissima,ad una tratto accendesti la luce della macchina,restai scioccato della tua mossa,non potevo mai immaginare quella reazione da parte tua,mi guardasti ma non dicesti niente,io invece ti dissi”brava la porca esibizionista” e continuai a leccare sempre più freneticamente la tua figa bagnata tu invece guardavi diritto in un modo molto molto porco agli altri che avevo girato la testa verso di noi, guardavi e ti toccavi il seno,ogni tanto chiudevi gli occhi per godere al meglio e lasciarti andare,non c’è la facevo più mi alzai scesi dalla macchina e mi sedetti di nuovo sul mio posto,era arrivato il tuo turno,dovevi succhiarmelo come mai avevi fatto,come infatti restai pure lì stupito,sempre con la luce accesa iniziasti a farmi un pompino mai visto prima con una foga incredibile,ci avevi preso poi il gusto e continuavi,sentivo di venire ma volevo resistere.
Un toc toc sul tetto della macchina all’improvviso ci fece restare scioccare, guardammo dal finestrino,lei ci guardava come se non stavamo facendo niente, era una donna sulle 3540,molto ben vestita abbastanza intrigante ,si presentò,si chiamava Carmen,sembrava ispirare fiducia,ci disse “non volevo disturbarvi nella vostra opera d’amore ma è da un po’ che io e mio marito vi osserviamo da là dietro e dato che c’èra la luce accesa, abbiamo pensato di partecipare se vorrete e se vi và?”
Restammo muti tutti e due,tu ancora con la mano sul mio cazzo ma mi guardavi imbarazzatissa, senza smuovere un muscolo,lei vide che restammo di stucco come infatti ci disse” scusate l’imbarazzo che vi ho procurato ma siete stati anche voi a invitarci dato che avete la luce accesa in un parcheggio di scambisti è così”, io subito le dissi che la luce accesa l’abbiamo fatto solo per farci vedere un po’ come esibizionisti dato che come vedi qui c’è un casino di persone che fanno cose perverse,era solo per eccitarci un po’ ma nient’altro,non potevamo pensare che la luce accesa della macchina significava invitare a fare gruppo, cmq dopo un po’ venne anche il marito vicino a sua moglie davanti la macchina,era un uomo sulle 40 ma molto giovanile,un fisico possente e sembrava molto curato e simpatico, mi guardò a me mi disse ” allora niente?” toccò una tetta a sua moglie e si misero a ridere,sembravano davvero simpatici,ma dopo un po’ si scusarono e andarono dicendoci che andavano a fare la stessa cosa pensando a noi,per un po’ restammo muti a guardarci,ma dopo pochi secondi come simultaneamente dissimo “proviamo?” tanto chi ci vede qui.
“vacci tu” mi dicesti,non me lo feci dire due volte,anche sé quella donna mi sembrava un gran bella porca e andai vicino la loro macchina e vidi che già lei era all’opera con il coso di suo marito mentre lui le accarezzava la fighetta, mi eccitai subito vedere quella scena,loro mi guardarono e si misero a ridere e dissero “ vi siete convinti vero? Metti la macchina accanto la nostra”,così feci,
posteggiai a un metro e mezzo della loro macchina e aprimmo i sportelli sia dietro che avanti,,il centro tra le due macchine con quelle portiere aperte era proprio come una stanza semichiusa, la donna prese da dietro una coperta grande e la distese a terra nel centro,si vedeva che erano esperti in queste cose,io non ci sarei mai arrivato di aprire le portiere di tutte e due le macchine per creare uno spazio tutto chiuso,loro addirittura avevano un monovolume quindi le portiere erano ancora più grandi e non si vedeva proprio niente, ci dissero”vi sentite al sicuro adesso?” con un sorrisino imbarazzato ammiccasti per dire sì,lei guardò tè mentre si sedette nel centro della coperta già con le la gonna levata e solo le mutante messe,ti chiese “dai ragazzina siediti accanto a me dai facciamo eccitare i nostri uomini per un po”,Oddio eri come se imbalsamata,ma restai sorpreso perché uscisti dalla macchina ancora con la gonna all’insù e la fighetta al vento perché senza mutande.ti sedesti pian piano accanto la donna,un po’ intimorita perché capisti quello che Carmen voleva fare con tè, la guardasti con occhi dolcissimi con un po’ di paura e imbarazzo e dicesti poche parole “ma io non l’ho mai fatto con una donna”. ,dai piccola non preoccuparti sarà bellissimo.
Iniziò con l’accarezzare il tuo bel viso,aveva una mano vellutata,chiudesti gli occhi mentre scese a poco a poco con la mano sul tuo collo,ti fece sdraiare sulla coperta,eri per prima impietrita ma vedevo che con gli occhi chiusi facevi fare e ti stavi rilassando sotto quelle carezze di una mano esperta e candida come quella,slaccio la camicetta,restando soltanto con il reggiseno e la camicetta tutta aperta e nient’altro addosso,vedevo nei miei occhi quella scena,ero stupito e entusiasto e sempre più eccitato dal vederti nelle mani di quella bella ragazza o signora, dopo un po’ iniziò a darti piccolissimi baci prima sul collo,pensavo che voleva baciarti in bocca per slinguazzarti ma lei fu molto delicata e non lo fece,continuava a darti piccoli bacetti su tutto il corpo, dopo pochi minuti di vedere che iniziavi a contorcerti un poco dal piacere,facesti una smorfia bellissima,era arrivata sul punto più bello,piano ti fece allargare le gambe per baciarti l’interno cosce per poi uscire la sua calda e umida lingua,vedevo che iniziavi sempre più a scaldarti, la lingua di Carmen sfiorò il clitoride che era già bagnata come un lago,iniziasti a smuoverti,si vedeva che godevi come una pazza ormai,non avrei mai creduto di assistere quella scena fantastica nella mia vita, e specialmente che eri tu nel centro di quella coperta con un’altra donna mi eccitavo e stavo esplodendo ,volevo partecipare al più presto, ma feci fare tutto a lei, continuava a leccarti e leccarti ancora le prendesti la testa tra le tue mani per stringerla alla tua fighetta per arrivare fino in fondo con la lingua ma ad un tratto lei si tolse il resto che aveva addosso e si mise su di tè con tutto il corpo ma al contrario, che spettacolo a vedervi in un 69 fantastico, secondo me neanche tu avresti creduto che stavi facendo l’amore con una donna,ma vedevo che ti piaceva, alzasti poco poco la testa per assaggiarle la sua figa che era rasatissima e abbastanza chiusa,leccavi sempre più intensamente,ad un tratto,il marito che si chiamava Giorgio, iniziò a menarsi il cazzo per farlo diventare duro subito,così mi guardò e mi fece cenno che toccava a noi,feci la stessa cosa,così lui si alzò e si mise sulla moglie e la penetrò da dietro mentre tu eri ancora all’imprese a leccarle la figa, mi misi io ginocchio invece vicino la tua faccia,ti presi la testa e te l’avvicinai sul mio cazzo, iniziasti un pompino fantastico, eravamo un gruppo tutto unito,era incredibile vedere quella scena inusuale per noi, il mischiarsi di corpi diversi era fantastico,non avrei mai creduto di vedere te nel centro di altre persone,ero entusiasta di te,ti lasciavi sempre più andare, così la donna si tolse dalla sua posizione per mettersi a pecorina e farsi montare meglio il culetto da suo marito, io invece ti penetrai davanti,la tua figa era così bagnata che neanche mi sentisti bene bene ma eri ugualmente eccitata e volevi che ti montassi con forze,restammo a fare l’amore per diversi minuti, Giorgio mi disse dai Marco vieni che voglio fare un regalo a mia moglie,per primo guardai te ma tu acconsentisti perché il tuo orgasmo lo avevi già avuto la prima volta, mi misi sdraiato sotto Carmen e lei si impalò sul mio cazzo,mentre suo marito la continuava a montare come una cavalla da dietro,pochi secondi ti sedesti sul mio petto con le spalle a Giorgio e Carmen con la fighetta all’aria per farti leccare la figa da me,cambiammo di nuovo posizione, ti sedesti su di me e facemmo l’amore senza nessun’altro e lo stesso fecero loro due,era anche bello sentirti anche solo mia,ma l’esperienza che stavamo facendo era trasgressiva e molto eccitante quindi dopo un po’ capisti che era toccato anche il tuo turno di prenderne due uomini dentro te,come infatti Giorgio lasciò perdere sua moglie e si alzò con il coso erettissimo,tu continuavi a cavalcare su di mè ma sapevi che tra poco ti entrava dentro con il suo coso grande da dietro,avevi paura ma anche lì carmen era esperta come infatti bagnò un po’ il tuo buchetto del culo e infilò per prima un dito per allargarlo un po’,man mano allargava arrivò a mettercene anche tre in una volta, iniziava a piacerti finalmente godere un po’ da dietro, è poi arrivò quel arnese grosso che pian piano ti entrava dentro,era grosso e ritto, per prima chiudesti gli occhi per il dolore fitto ma poi entrò e iniziasti ritmicamente a godere ,avevi due bei pezzi di carne dentro di tè,e tutti per te e tu eri trasformata in una troia in calore per l’occasione,ti sentivi una lurida porca che godeva,godeva e godeva ancora e ancora,avevi goduto così tanto che una cosa del genere non ti era mai capitata e neanche a me,oltre sognarmela non avevo fatto,e vedere te così mi rendeva soddisfatto ed emozionato. Arrivammo alla fine dopo 2 ore di scopare come i pazzi,e come un film porno preciso,Carmen ti chiese a te di metterti in ginocchio accanto a lei per segarci un po’ davanti a noi due ognuno il pene del partner in bocca,ma bastarono pochi colpi di bocca che vennimo quasi in contemporanea con Giorgio, ognuno sul viso della propria partner,Carmen fece l’esperta anche quella volta continuando a leccargli la cappella fino a l’ultima goccia mentre lo sperma le colava dalle labbra di quanto cen’era molta, ti guardava come da sfida come infatti non ti d’asti sotto e iniziasti pure tu a leccarmelo avidamente tutto per asciugarmelo per bene, bevesti per la prima volta il mio seme,ero soddisfatto e sempre più innamorato di te.
Ci alzammo,Carmen tolse la coperta da terra mentre noi ci rivestimmo tutti, in quella occasione scoprimmo dei nuovi amici, e io….io ero talmente contento sulla tua prestazione,ero felicissimo e stupito da quelle tue potenzialità da vera troia che hai avuto,sei stata magnifica.
Da quel giorno ci siamo aperti sempre di più e le scopate che potemmo fare con Giorgio e Carmen furono immense,peccato però che dopo che loro si trasferirono a Roma per lavoro,non ci siamo più azzardati ad avere altre esperienze trasgressive,anche con l’annuncio messo su questo bel sito,ma ancora quelli giusti non l’abbiamo trovati,è si ragazzi e ragazze questa fù la nostra prima esperienza, non sappiamo di preciso ancora cosa cerchiamo,anche sé siamo molto selettivi e diffidenti delle persone (purtroppo) ma leggete il nostro annuncio su questo sito così ve ne rendete conto, o scriveteci su [email protected] Cerchiamo coppie non over 45 oppure singole bsx e chissà forse forse (ma non ne sono ancora tanto sicuro) singoli per mettere la mia piccola Fede al centro dell’attenzioni per farla sentire porca come le volte con Giorgio e Carmen,Ciao belli se leggete questo nostro racconto scriveteci tanti baci da Marco e Federica (Siciliani siamo;-)
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18 years ago
admin, 75
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40 anni parte quarta
Ore 21.30 La personale lezione di obbedienza di Manari
Immersa nella vasca idromassaggio con un flutè di champagne in mano. Sorseggio il liquido rosato mentre mi rilasso. Muscoli. Testa e Sesso a riposo. La stanza è in penombra e colmata dalle note del mio blues preferito. Appagata? Forse. Non del tutto in ogni caso. Ma Soddisfatta si. Almeno, per quello che riguarda la gang bang. Tutt'altra storia è Manari. Quell'uomo è una vera e propria spina nel fianco. Un tormento. Intrigante e incessante. Quasi evocato dalla forza dei miei pensieri. Lo sento entrare nella stanza ancor prima di vederlo. La forza della sua Voglia di me è tale che la percepisco anche nel silenzio. Violenta e potente. Non apro gli occhi. Vigile. In attesa della sua prossima mossa. Io so già quale sarà la mia, comunque. Quell'uomo ha bisogno di una piccola lezione. Una piccola e deliziosa, per entrambi, lezione di obbedienza. E' la fica che fa girare il mondo. Ed è meglio che lui inizi a ricordarselo. Almeno in mia presenza.
Avverto il suo tocco. E' lieve. Mi ha solo sfiorato un capezzolo. Ma è come se una scossa elettrica mi avesse attraversato il corpo. La fica mi si contrae. E i capezzoli svettano turgidi entrambi a pelo dell'acqua. Si china alle mie spalle e mi morde il collo scivolando con la lingua verso l'orecchio.
Cerco le manette che ho nascosto nell'acqua e lo attiro verso di me per baciarlo e soprattutto indurlo a mettermi le mani sui seni.
Mentre succhio la sua lingua avidamente, mi sposta le mani sui capezzoli. “Bingo - penso sorridendo intimamente - e faccio scattare le manette sui suoi polsi.
Mentre è ancora stordito esco dalla vasca e lo spingo verso una poltrona di pelle nell'angolo della zona bagno con una corda di seta cremisi fisso le sue braccia ammanettate ai braccioli della sedia.
Mi allontano e mi asciugo rapidamente con un telo. Lo guardo è chiaramente furioso. Almeno apparentemente. In realtà nel fondo dei suoi occhi si legge qualcosa di altro. Una sorta di compiaciuta soddisfazione per gli sviluppi della situazione.
“Bene - sorrido ironica guardandolo - direi che siamo nelle condizioni ideali per la nostra piccola lezione di obbedienza”. Mi avvicino a lui. La mia fica è a 30 centimetri dal suo viso. Ne avverte il profumo. Ne sente il calore. Infilo due dita nelle sue calde profondità
e gli sfioro le labbra con la mia voglia liquida. Mi allontano di nuovo. “Ah Ah Ah - rido maliziosa guardando Manari il cui cazzo già svetta attirando il mio sguardo come una calamita - Ti piacerebbe è…. Niente da fare. Ora io chiamerò qui Christopher. E lo userò come un gigantesco dildo di carne. Mi prenderò il mio piacere da lui e lo farò a pochi centimetri da te e dalla tua voglia. Voglio vederti imprecare, supplicare, insultare dalla voglia di fottermi, per la voglia assoluta di essere al posto di Chris. Di essere il mio giocattolo vivente. Ma potrai farlo solo nella tua mente. Non un fiato dovrà uscire dalle tue labbra. Altrimenti… assaggerai la frusta”.
In quel momento entrò Christopher che mi abbracciò da dietro iniziando a stringere i miei capezzoli con forza mentre io mi strusciavo contro il suo cazzo con il culo in tensione per la voglia di essere aperto. I miei occhi non lasciavano un secondo Manari mentre Chris mi faceva piegare a 90 gradi con le braccia appoggiate sui braccioli della poltrona dove l'uomo era seduto. La mia bocca era pochi millimetri dalla sua. Quando Chris con un unico movimento fluido e potente mi riempi il culo. Affondai la lingua nella bocca di Manari scopandogli la bocca con lo stesso ritmo con cui il giovane nero stava fottendomi il culo. I miei seni con i capezzoli duri come il marmo strusciavano sulle spalle di Manari. Assecondavo i colpi di Chris spingendo il culo all'indietro con sempre maggiore frenesia: l'orgasmo stava per travolgermi. La mia fica colava sborra sulle ginocchia e i piedi di Manari. Al vertice del godimento morsi, cercando il sapore del sangue, la lingua di quel dannato bastardo e lui di rimando con rabbia mista ad una voglia travolgente morse la mia. Il sangue invase le nostre bocche. Mi staccai lanciandogli sguardi omicidi e deglutendo il sangue. Liquidai Chris con un cenno della mano e misi il culo in faccia a Manari, ordinando secca: ”Ora ripuliscimi per bene con la lingua se no giuro maledetto figlio di puttana che una decina di frustate non te le toglie nessuno”. Un lampo nei suoi occhi feci appena in tempo a coglierlo mentre mi voltavo. E poi la sua lingua che mi accarezzava lenta e potente il culo. Percorrendo con la punta il solco tra le natiche indugiando sul buco. Raccogliendo le tracce della sborra sparse anche lungo le mie cosce. “Dannato stronzo mi stava eccitando di nuovo. Ero già pronta per un altro giro di giostra. Dio lo odiavo e lo adoravo contemporaneamente. Non era possibile spezzarlo” I pensieri sempre più confusi e tumultosi mi invadevano la testa mentre non potevo fare a meno di abbandonarmi alle cure di quella lingua. Venni ancora su quella lingua, in quella bocca che mi accarezzava selvaggia la pelle tenera tra la fica e il buco del culo. Venni maledicendomi ogni secondo. Ad ogni contrazione un po' di più. Sorrideva il bastardo dopo. Un sorrisetto compiaciuto.
“Ecco mia cara. 2-1 per me direi o se preferisci poker d'assi” sogghigno con voce roca. “Ah. Non cantare vittoria. Mio caro c'è ancora la piccola questione della tua punizione - sorridevo compiaciuta mentre accarezzavo il manico del frustino con una mano. Una punizione secondo la legge del contrappasso. Ti è piaciuto farmi godere mio malgrado bene…. Ora è il tuo turno”. Mi allontanai di un paio di passi e appoggiandomi al bordo della vasca m'infilai il manico del frustino nella fica e iniziai a muoverlo selvaggiamente. Intanto mi leccavo le labbra e fissavo il suo cazzo. Che suo malgrado oscillava verso di me, con la cappella gonfia e lucida. Potevo vedere le vene pulsare mentre affondavo il manico del frustino sempre più nella fica. Ma stavolta eri lui a dover sborrare. Sfilai il frustino dalla mai fica e gli girai intorno con un unico movimento glielo infilai nel culo. Sussultò urlando e sborrò all'istante. Senza riuscire a fermarsi. Mi concessi una risata soddisfatta e…: “Colore mio caro o se preferisci 2 a 2 palla al centro”.
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18 years ago
admin, 75
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Risposta ad un\'amica
Ciao amore mio,
lo sai cosa mi è venuto in mente se fossi stata lì con te assieme a Venus ? Ora te lo racconto: anche tu avevi fatto la doccia e ti sei fatta trovare in accappatoio. Io mi ero vestita con un vestitino nero aderente molto corto e senza biancheria intima sotto. Mi sono avvicinata e ti ho baciata sulla bocca, ti ho aperto l'accappatoio ed ho cominciato a strusciarmi sul tuo corpo continuando a baciarti con voluttà. Le tue mani sono scese giù, mi hai sollevato il vestitino aderente ed hai cominciato ad accarezzare la prugnetta, come al solito già abbondantemente bagnata. Anche la tua sentivo che si stava sciogliendo.
Non c'era tempo per andare in camera eravamo già in trans erotica; per cui giù sul tappeto del salotto ! Abbiamo cominciato con un bel 69 che è servito per bagnare ben bene le nostre due ostrichette e per "dissetarci" reciprocamente. Il tuo miele è molto inebriante, così asprigno e denso! In una pausa del 69 mi sono sdraiata sul tappeto mi sono mesa un cuscino del divano sotto la testa ed un altro sotto il sedere ed ho divaricato le cosce finché potevo. Mi trovavo in una posizione veramente lasciva. Con un filo di voce ti ho detto:
"Dai sfondami ben bene". Tu ti sei inginocchiata al mio fianco all'altezza del mio ventre. Con la mano sinistra hai cominciato ad allargare le grandi labbra della prugnetta mentre con la destra hai cominciato a masturbarmi lentamente e dolcemente con il medio e l'indice entrando ed uscendo rapidamente. Poi ha raccolto le dita a cappuccio ed hai cominciato l'operazione di penetrazione totale.
Il cuneo delle tue dita che entravano dentro di me mi hanno provocato un primo orgasmo che ha contribuito a lubrificare l'area. Sentivo che stavi entrando sempre più inesorabile dentro di me. Ad un certo punto ti sei fermata, le 4 dita principali erano già entrate fin quasi all'altezza del palmo; tu eri visibilmente eccitata per quello che mi stavi facendo. Io stavo solo godendo a più non posso, sentivo delle fitte, ma il piacere era notevolmente maggiore. Non volevo che smettessi, così in pieno orgasmo ti ho detto "Siii...entrami tutta" , e tu hai cominciato a roteare le dita dentro la mia intimità esplorando ogni anfratto e procurandomi una serie ininterrotta di fitte e di piacere. Non so quanto liquido ho scaricato; quando la mano è uscita ho provato una strana sensazione nel sentire la passerina che cercava di recuperare la sua forma di riposo; una dolce sensazione di rilassamento mi ha invasa. Tu avevi la mano malandrina completamente inzuppata dei miei umori come se fosse uscita da un barattolo di grasso. Con fare osceno hai cominciato a leccarti le dita grondanti mentre con l'altra mano hai continuato a masturbarti. Poi hai voluto che anch'io leccassi i miei umori impiastricciati sulle tue dita. E' stato bellissimo. Io ero esausta; ti ho detto che non ce la facevo a renderti il servizio;
"Non ti preoccupare", mi hai detto "basta che mi asciughi la fica con la tua lingua" Così ti sei messa con la gambe divaricate e la tua fichetta grondante schiacciata sul mio viso. Ho bevuto tutto il tuo miele.
Abbiamo finito sdraiate una accanto all'altra esauste e con la convinzione di essere sempre più porche e sempre più lesbiche e tutte bagnate fradice siamo andate nel bagno a lavarci un po'... Oh che pensieri mi fai venire in mente ogni volta che ti sento !!!!
Ciao amore mio .
Ti abbiamo lasciata addormentata sul letto e siamo andate a giocare di la... Poi dopo un po' Venus ha sentito la tua mancanza. E' tornata da te e si è stesa accanto a te, alle tue spalle, tutta nuda, del suo colore ambra. Si è avvinta a te ed ha cominciato ad accarezzarti, a farti sentire le punte dei suoi seni sulla schiena. La sua mano sul tuo culetto, si apre un varco e cerca la tua fica. Insinua un dito e comincia a muoverlo. Ti bacia sul collo, ancora assonnata ti muovi appena, si ode un leggero mugolio uscire dalla tua bocca. Venus sentendo che ti stai bagnando si fa più audace e sfiora il tuo fiorellino posteriore. Ti penetra dentro, lo sente stretto. Allora viene davanti e tu apri gli occhi. La vedi finalmente così bella, così atletica, un animale da piacere, il tuo piacere.
La sua bocca cerca la tua e tu non esiti. Il suo bacio è lungo, delicato, profondo. Il suo corpo aderente il tuo. Ti sente fremere e corre ai tuoi seni. La sua bocca, i denti, tutto adopera per farli indurire e succhiarne i capezzoli. Aumenta il tuo affanno. Scende furtiva fra le tue gambe, mentre le sue mani ti accarezzano il corpo. Ora comincia leccarti. La sua bocca prende tutta la tua fica, ti aspira... Sente che ti piace, insiste con la lingua sul clito, lo tormenta fino a farlo ergere tutto, quasi un piccolo fallo. Poi si dedica al tuo buchino... Lo lecca e lo avvolge con la sua lingua. Ti penetra con la lingua, vuol sentire le tue contrazioni. Ti piace, si sente che ne hai voglia... Venus prende il vibratore e piano lo appoggia alla tua fica, lo spinge all'interno e lo
accende. Senti le scosse, ti muovi all'unisono. Poi ti penetra col dito nel culetto. Lo tira fuori e lo lecca tutto... Ti penetra con due dita, poi con tre, infine con tutta la mano. Sei piena di lei che ti fa sentire porca. Gemi e ti muovi senza controllo. Venus ti sta inculando con la mano e riempiendo la fica col vibro... E' brava, veloce, ti piace... La vuoi tutta fino in fondo, lei non se lo fa ripetere e ti scopa, ti possiede, ti riempie fino a farti venire. Un lungo,
lento, ma inesorabile orgasmo ti scuote, ti sfinisce.
SSSSSSSSSIIIIII, AAAAAHHHH, sono le uniche cose che riesci a dire..... La lingua di Venus si disseta alla tua fonte del piacere... Ti lecca tutto il succo senza farne perdere neanche un po'... Poi vuole il suo piacere. Si colloca fra le tue gambe, fica contro fica. Tu stordita, senti ora la sua fica contro la tua. Lei si sfrega, geme e mugola, in pochi attimi viene. Sei felice, anche lei lo è... Hai fatto una conquista.... Ti bacia e ti lascia nel letto ormai esausta e beata.
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40 anni parte terza
Ore 19 Lezione di obbedienza
E ora - pensavo mentre tranquillamente distesa sul divano mi accarezzavo pigramente la fica ancora vogliosa - Ora ci vuole qualcosa che ho sempre desiderato. Un giochino particolare. Così pensai ad una cosa che avevo visto appesa nell'armadio. Si era stata sicuramente opera di Manari, un fulgido esempio di bastardo assoluto quell'uomo, ma dovevo ammettere almeno con me stessa di adorarlo per questo.
Così mi alzai e ondeggiando completamente nuda sui miei tacchi a spillo mi diressi verso la camera da letto. Nell'armadio. Avvolto in metri di carta velina, coronata da un fiocco sfavillante di raso rosso. Eccolo li. Il completo da domina con tanto di strapon e frustino. Il lattice lucido di zip e legacci ammiccava dalla velina seducente e accesso di mille riflessi, quasi chiamandomi. Quell'uomo era deciso a mettermi K.O con la dimostrazione della sua capacità di leggermi dentro in modo perfetto.
E va bene gli avrei dato il suo spettacolino e poi una piccola privata personalissima lezione di obbedienza tutta per lui.
Strappai quasi con violenza la carta velina e il fiocco di raso afferrando avidamente il corsetto di lattice e accarezzando con lo sguardo il dildo svettante dello strapon.
Il corsetto era perfetto mi fasciava come un guanto seguendo la curva dei seni. Dietro era chiuso da una rete di stringhe che finivano in un laccio che pendeva tra le natiche. Davanti dei gancini di metallo cromato tenevano accostati i lembi creando una profonda scollatura a v. Le bretelle finivano in un collare che serrava il collo. Sostitui rapidamente le mie giarrettiere di pizzo con quelle in lattice e agganciai le mie calze di seta. Sfilai le mie scarpe e indossai quelle con il tacco di acciaio e il cinturino di cuoio alto che avvolgeva le caviglie procuratemi da Manari.
L'immagine che rifletteva lo specchio era splendida. Mi sentivo potente, seducente e assolutamente troia. Afferrai il frustino e lo strapon e con delle ampie falcate andai in salotto. I ragazzi sedevano nudi e silenziosi sul divano. Mentre una poltrona di cuoio rosso era stata spostata di fronte a loro e, mi aspettava. Manari semi nascosto nuovamente dalle telecamere mi fissava con uno sguardo ironico e un sorrisetto compiaciuto sul volto.
Mi fermai di fianco alla poltrona. Sollevando un piede, posandolo sul bracciolo mentre sfioravo con le mani il frustino, quasi accarezzandolo. Guardavo i ragazzi negli occhi lentamente senza l'ombra di un sorriso. Le note del blues riempivano di atmosfera la stanza che era illuminata in modo da lasciare quasi in ombra me e sotto una luce potente i ragazzi.
“Bene - iniziai a dire con una voce fredda e dura - quella di stasera sarà una lezione che non dimenticherete. Una lezione preziosa ma anche…dolorosa. Si dolorosa. Ma il confine tra il dolore e il piacere è sottile molto sottile. Ora verrete legati, ammanettati ai polsi e alle caviglie e poi io mi prenderò cura di voi. Ampiamente cura”.
Mentre i ragazzi venivano ammanettati mi sedetti sulla poltrona e spalancando le cosce infilai il manico del frustino nella fica iniziando a masturbarmi violentemente davanti ai loto occhi. La reazione fu immediata. I corpi dei ragazzi si tesero nell'eccitazione. I cazzi svettarono imponenti, ondeggiano verso di me. Affondai il manico in tutta la sua lunghezza nella fica e mi abbandonai all'orgasmo ricoprendo di sborra il frustino.
Dopo qualche minuto sfilai il frustino della fica. E con passo deciso mi diressi verso i ragazzi: Bene - scandii - prima regola IO SONO IL VOSTRO CIBO E LA VOSTRA ACQUA…. Stasera vi nutrirete della mia sborra e vi disseterete con la mia pipi. Ad iniziare da ora. Così dicendo mi avvicinai a Marco che era il primo della fila e gli apri la bocca a forza infilando il manico nella sua bocca e obbligandolo a leccare la prima parte del frustino. Affondai un po' di più il frustino nella bocca di Christopher che l'aveva già spalancata, pronto a leccare. E Lo affondai tutto nella bocca di Jem che fini di ripulirlo restituendomelo lucido. Mi voltai facendo schioccare il frustino contro il pavimento e cogliendo con la coda dell'occhio in un angolo Manari che si menava furiosamente il cazzo eccitato oltre il limite dalla scena.
Era solo l'inizio. Mi sedetti sulla poltrona spalancando nuovamente le cosce e :”La mia fica ha bisogno di attenzioni, in modo particolare voglio che mi succhiate il clito tre minuti ciascuno, non un secondo di più o di meno. Chi sgarra verrà punito. Jam partiamo da te”. Il giovane giapponese riusci con precisione tutta orientale a succhiami sapientemente per esattamente tre minuti. Lo seguirono Marco e Christopher che preso dall'entusiasmo avvertendo tra le labbra le contrazioni del mio orgasmo, non si fermò in tempo. E venne punito. Severamente. Lo frustai 5 volte obbligandolo a chiamare ogni volta la frustata successiva con voce più tremante. Colai sborra sui segni rossi delle frustate. Dopo. E vidi il ragazzo sorridere.
“Seconda regola - ripresi dopo che Christopher ebbe ripreso il suo posto - DOVRETE AVERE SEMPRE IL CAZZO IN EREZIONE IN MIA PRESENZA.
Chi non rispetterà questa regola verrà ancor più severamente punito rispetto alla regola precedente. E ora signori - conclusi allacciandomi lo strapon e accarezzando il dildo lucido come se fosse un cazzo vero…. Siete pregati di voltarvi. Intendo farvi il CULO”. Contemplai quella distesa di magnifici culi offerti alla mia voglia e dopo aver provveduto a sciogliere i ragazzi dalle manette. Spiegai loro cosa volevo. Ci saremmo disposti in circolo ognuno di noi avrebbe inculato e sarebbe stato inculato contemporaneamente da un altro. Li lasciavo liberi di scegliere la disposizione del cerchio. In ogni caso io avrei tenuto lo sguardo incollato a quello di Manari perché non ci fossero dubbi su chi stessi prendendo in quel momento e perché.
Ci disponemmo e mi trovai tra Christopher e Jem. Avrei preso il culo di Jem e il cazzo di Christopher. Affondai nel piccolo culo del giovane giapponese con forza sentendomi immediatamente avvolta dal calore della sua carne. E dalla morbidezza. Ad ogni colpo il dildo affondato nella mai fica rispondeva con una scarica di vibrazioni, mentre il mio culo veniva riempito totalmente dal cazzo di Christopher snello e potente perfetto in quell'occasione. Presto le note del blues nella stanza furono coperte dai gemiti e le parole inarticolate che uscivano dalle nostre labbra. Fissai Manari a lungo. Vibrava, si tendeva, leccandosi le labbra con la lingua, accarezzandosi il cazzo come se fosse lui dentro il mio culo o io dentro il suo. Mentre vibravo nel doppio orgasmo del culo preso e del culo dato lo vidi sborrare. Mi leccai le labbra avidamente. Capì al volo e si portò le dita sporche di sborra alle labbra leccandole con voluttà come avrei fatto io. Sorrisi. Veramente appagata solo in quel momento.
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Un favoloso fine settimana
Sono appena rientrato, fuori è quasi buio, ma non accendo nessuna luce, mi dirigo verso la veranda, le sue finestre danno sulla città, della quale ho una vista perfetta. Da qui la via che porta alla stazione sembra un albero di natale, ci sono molte macchine parcheggiate in seconda fila con le quattro frecce accese. Guardando il mondo da qui mi sento un piccolo dio, una giornata cosi non capita tante volte nella vita e la mia soddisfazione è giustificata. Appoggio la testa al vetro della finestra, è freddo, ripenso a quali sono le tappe fondamentali che mi hanno portato a questo successo, rapidamente, la scuola, le amicizie, le persone che mi hanno reso quello che sono.
Già, Simona, devo subito chiamarla, sarà contentissima anche lei. Sollevo il vecchio telefono a disco, l'ho recuperato in casa di mia nonna, stava per essere buttato, ma a me piace, adoro stare al telefono passeggiando per casa trascinandomi dietro la prolunga, e faccio il numero.
"Pronto"
"Ciao Caterina, sono Giacomo come va?"
"Bene, Simona è sotto la doccia, ti faccio richiamare a casa?"
"Si grazie, dille che sarò a casa ancora per un'oretta, ciao."
"Va bene, ci vediamo, a presto."
Vado in camera e mi levo il vestito, scarico la posta elettronica e confermo a Carlo l'ora dell'uscita serale. Appena mi scollego arriva la chiamata di Simona.
"Ciao amore, come va?"
"Tieniti forte ho un notizione: oggi, dopo pranzo, Riccardo mi ha chiamato nel suo ufficio, e mi ha fatto un lungo discorso sul futuro del progetto al quale sto lavorando anche io, mi ha detto che l'azienda crede molto in questo nuovo processo produttivo e che per renderlo esecutivo secondo loro ci vuole una persona con delle capacità notevoli. Io mi aspettavo che mi chiedesse un parere da collaboratore esterno quale sono, un'indicazione, e invece mi ha chiesto se voglio essere assunto per passare alla guida del progetto."
"Ma come, ti fanno passare da collaboratore esterno a capo progetto? È fantastico! Sei contento?"
"Si molto, so che non si sente, ma ti giuro che mi sento benissimo, si sta avverando tutto quello che avevo sperato, i miei sforzi e le mie fatiche stanno dando i loro frutti. Mi sento fortissimo, e un po' lo devo anche a te."
"Allora se sai cosi bene di essere in debito con me perché non vieni a trovarmi questa sera?"
"Mi spiace, ma ho già preso un impegno con Carlo e poi sono un po' stanco per farmi tre ore di macchina tra andata e ritorno, domani vorrei essere in forma per il mio primo giorno da capo progetto."
"OK, ci sentiamo domani sera cosi ti dico le mie intenzioni per il week-end?"
"Si, perfetto ti chiamo verso le dieci?"
"Ah, no, mi stavo dimenticando che domani sera esco con le mie amiche, ti chiamo io prima di uscire cosi vediamo di organizzare qualcosa, bisognerà festeggiare!"
Sono le otto quando Simona mi chiama:
"Ciao, allora com'è andato il primo giorno da dominatore?"
"Benone, ho dovuto leggere un po' di scartoffie, ma sono tutti felici della mia assunzione. Hai pensato al fine settimana?"
"Si, avevo una proposta da farti, perché non vieni a B. per il week-end? Caterina torna a casa, e noi potremmo stare qua in santa pace. E poi avevo voglia di fare un giro allo spaccio aziendale, mi hanno detto che sono arrivati i nuovi prodotti."
"Io non so bene a che ora finirò domani sera, ma vedo di liberarmi e appena posso monto in macchina e vengo a B."
"Ti aspetto per cena, ciao."
"Passa una bella serata."
Sono stanco morto e il pensiero di dovermi fare da cena mi fa ribrezzo, mi sdraio sul divano e accendo la TV, in fondo non ho tanta fame. Dopo un po' mi sento perseguitato, è una di quelle sere dove ogni donna che appare sullo schermo ha una carica sessuale incredibile, per fortuna dopo un po' mi addormento e mi risveglio solo a mezzanotte. Faccio un giro sui canali del satellite, ma non trovo niente di interessante, allora tento la carta Telegiulia, un canale sul quale ultimamente trasmettono film porno soft per bene. Trovo quello che pensavo, nel film una segretaria viene per cosi dire ammaliata dal dirigente di turno. È divertente, ma la stanchezza si fa sentire anche se sento qualcosa di rigido nei boxer, e decido di andare a letto.
La mattina mi alzo e preparo la borsa per andare da Simona, non voglio tornare a casa, perderei un sacco di tempo.
Alle sette esco dall'ufficio, faccio uno squillo a Simona e mi metto in macchina, c'è traffico sulla tangenziale, la solita coda, ma un bel CD e il pensiero di passare due giorni solo con Simona mi fanno restare sereno.
Finalmente alle otto e venti sono sotto casa sua a B., parcheggio poco distante dal portone, anche se l'appartamento è in centro, a quest'ora non ci sono problemi di solito.
Percorro veloce i duecento metri che mi separano dalla cena, suono e salgo le scale dove trovo Caterina.
"Ciao Giacomo, buon fine settimana io torno a casa dai miei, se vieni a trovarci una delle prossime settimane possiamo vederci con più calma."
"Veramente non so se potrò venire, ma vedrò di fare il possibile."
"Ecco! Vedi di farlo."
Appoggio la borsa nell'ingresso e bacio Simona che mi sta aspettando.
"Ciao Giacomo, la cena è pronta."
Mangiamo parlando del più e del meno, ci raccontiamo le cose che abbiamo fatto durante la settimana e cosi il tempo passa in fretta, arrivano le undici e siamo ancora seduti a tavola.
"Simona, andrei a farmi una doccia."
"Vai pure, io intanto metto a posto in cucina e dopo possiamo fare qualcosa, vuoi uscire?"
"Sinceramente non ne avrei tanta voglia, guarderei un po' di TV e poi andrei a letto, usciamo domani, va bene?"
"Certo!"
Mi alzo da tavola e vado in bagno a farmi la doccia, come al solito passo un sacco di tempo a far scorrere l'acqua sulla schiena, anche perché la doccia della casa di B. di Simona ha una pressione tale che sembra proprio di essere massaggiati. Quando esco dalla doccia il bagno è pieno do vapore e apro leggermente la porta per farlo uscire, accendo l'asciugacapelli e lo uso per asciugarmi dappertutto. Mentre mi guardo allo specchio nudo, mi accorgo che Simona sta sbirciando dalla porta, faccio finta di non essermene accorto, passo una mano sul mio pene e mi accarezzo, Simona sta sempre guardando e dallo specchio riesco a vedere che si è fatta ancora più attenta, mi accarezzo facendo attenzione alla mia posizione, tento di farmi vedere il più possibile, la mia eccitazione si fa presto evidente, gioco con il mio membro, gli faccio raggiungere la lunghezza massima massaggiandomi dolcemente, mi passo la mano in mezzo alle gambe, mi piace pensare a Simona che mi guarda, mi eccita e credo che anche lei si stia toccando, mentre mi guarda.
Ormai sono asciutto, spengo l'asciugacapelli ed esco dal bagno, fuori dalla porta trovo Simona, che si è cambiata, si è messa una camicia da notte che ha la sola funzione di velare la sua nudità, è bianca e le arriva fino a metà coscia.
"Guardiamo un po' di televisione, Giacomo?"
Anche se la voglia di fare l'amore è tanta lascio che Simona mi porti in soggiorno, ci sediamo sul divano uno affianco all'altro, io nel frattempo mi sono infilato i boxer e dei pantaloni che uso per stare a casa di solito e chiedo a lei di spalmarmi della crema sulla schiena. Mi fa girare con la schiena verso lo schermo, non mi oppongo, tanto non c'era niente di interessante e Simona stava girovagando per i canali. Le sue mani incominciano a passare con ampi movimenti dalle spalle al centro della schiena, mi rilasso e sto quasi assopendomi quando il volume della TV che era bassissimo si alza improvvisamente. Voltandomi verso lo schermo vedo che Simona è rossa in faccia, accenna un sorriso ma evita che i nostri sguardi si incrocino, due donne sullo schermo stanno facendo l'amore con l'ausilio di un fallo doppio.
"Sembra che si divertano molto, non ti pare Simona?"
"In effetti, sembra che stiano avendo un bell'orgasmo."
Ora sono rivolto verso lo schermo e do le spalle a Simona che mi massaggia rimanendo seduta alla mia sinistra, aggiunge altra crema sulla schiena, passa alla zona lombare e scende sempre più vicina al bordo dei pantaloni, infila un mano sotto i pantaloni e anche sotto i boxer, prende il mio sedere tra le mani e lo accarezza, prima lentamente e poi con più forze ed energia, facendo scorrere le unghie lunghe sulla pelle. Mi sollevo dal divano e Simona fa scendere i miei vestiti lungo le gambe, mi lascia nudo. Con una leggera pressione della mano mi invita a rimanere sollevato ed ad allargare le gambe, non mi oppongo e sposto i piedi per fare quello che mi ha indicato, la sua mano raggiunge il pene che pur non essendo in erezione è diventato ben più grande del normale. Le mani di Simona sono ancora piene di crema, le passa sul mio buco e lo unge esercitando una leggera pressione, la guardo, e capisce dalla mia espressione che può continuare se lo desidera. Con un gesto deciso infila due dita della sua mano destra dentro me, provo un po' di dolore, ma la sensazione di riempimento mi fa eccitare e cosi prendo in mano la mia erezione. Mi masturbo lentamente mostrandole il mio membro in tutta la sua grandezza. Continuiamo a dedicare attenzioni al mio corpo per qualche minuto, nel quale mi sembra di essere sul punto di provare un orgasmo più di una volta.
"Adesso voglio massaggiarti io."
Simona esce da me, si alza e io mi siedo, prendo la crema e la distribuisco sulle sue gambe, parto a massaggiarla dai piedi, e risalgo un po' alla volta fino ad arrivare sotto la camicia da notte, ridiscendo mentre lei esprime tutto il dispiacere per il contatto mancato, si sta eccitando e quando la mia mano ritorna vicino alla vagina sento che è talmente bagnata che i suoi umori stanno scendendo lungo le gambe. Massaggio il suo sesso con entrambe le mani e vi introduco due dita, con la mano bagnata inumidisco anche l'ano, Simona si piega porta le mani sulle natiche e le allarga, l'invito è chiaro e la penetro anche dietro. La mia erezione è ancora viva, anzi visto lo spettacolo che stiamo facendo io e Simona la voglia di averla completamente diventa sempre più forte.
Infilo la mia testa fra le sue gambe fino a trovarmi con la bocca davanti alla vagina, la lecco e ne gusto il sapore, il mio pene è grossissimo, duro e ha la punta violacea, faccio uscire le mie dita da Simona, e mi metto dietro lei, bagno il membro passandolo in mezzo alle sue gambe, lo appoggio all'ano, lei ripete il gesto di prima e io con un colpo deciso la penetro. Sento i muscoli che si ribellano e vogliono farmi uscire, ma non riesco a scivolare e l'unico effetto che ottengono è quello di eccitarmi maggiormente. Simona si deve appoggiare al tavolino che ha davanti perché le mie spinte la fanno barcollare, con una mano sfioro il capezzolo del suo seno destro, con l'altra massaggio il clitoride. Dopo poco Simona smette di essere passiva e fa il possibile per essere penetrata completamente, spingendosi contro il mio bacino, arrivo ad essere totalmente in lei e mentre vengo dentro lei, giunge anche il suo orgasmo che la fa urlare come mai aveva fatto. Per uscire da lei devo aspettare che il mio pene torni alla grandezza normale, intanto Simona scherza sulla nostra posizione.
"Non pensavo che mi sarebbe piaciuto cosi tanto avere il tuo membro dentro me, là dietro, è diverso dalle altre volte in cui mi penetravi con le dita. Mi è piaciuto molto, e per essere stata la prima volta che lo facevamo seriamente non ho neanche sentito malissimo."
"Probabilmente l'averti penetrata qualche volta con le dita ti ha permesso di raggiungere una certa elasticità."
Quando apro gli occhi, vedo Simona che mi sta fissando:
"Hai dormito bene, Giacomo?" Si avvicina e mi bacia sulle labbra.
La abbraccio, la stringo forte a me e ci riaddormentiamo per qualche minuto.
"Cosa facciamo oggi amore?"
"Dobbiamo andare a festeggiare questa sera, e prima mi piacerebbe fare un giro in centro, guardare qualche negozio, magari possiamo andare a cercare quei jeans che avevi visto sul giornale. Io non ho bisogno di comprare niente, ma se troviamo qualcosa di bello…"
"Bene, usciamo verso le quattro!"
Passiamo il resto della mattinata tra il letto e le faccende di casa, aiuto Simona a fare le pulizie ed a mettere in ordine. Verso ora di pranzo Simona riceve una telefonata e mi dice:
"Era Elisa che mi chiedeva se posso accompagnarla nel primo pomeriggio in un negozio dove ha visto una cosa che vorrebbe comprare, ma le serve un mio parere. Ti dispiace se ci vado da sola? Ci si potrebbe incontrare verso le quattro e mezza in centro."
"Per me va bene, ma si può sapere cosa andate a comprare?"
"No, Elisa mi ha detto di tenermelo per me. E poi lo sai che non mi piace che ti intrometti nei miei affari, quando lo riterrò opportuno ti dirò tutto."
Pranziamo velocemente e mentre Simona si prepara per uscire mi sdraio sul divano a sonnecchiare invogliato dalla stanchezza residua e dal caldo che per fortuna non manca mai in questo appartamento.
"Amore, Giacomo…. Io esco, ti chiamo quando mi libero così mi raggiungi."
Con gli occhi ancora chiusi, ricevo il bacio di Simona, e annuisco continuando imperterrito il mio dormiveglia.
Sono le cinque quando esco dalla casa, è buio ma non freddissimo. Mi avvio verso il luogo dell'appuntamento con Simona, che in realtà dista circa quindici minuti a piedi. Per strada è pieno di gente, sono tutti intenti nello shopping prefestivo, che mi ha sempre infastidito, ma dopo pochi passi sono già perso nei miei pensieri: la cena di questa sera. In lontananza vedo due ragazze molto appariscenti davanti a me, noto che molti ragazzi si girano a guardarle e rimango stupito quando avvicinatomi, scopro che sono Simona ed Elisa. La mia ragazza è vestita con colori vivaci, ma è Elisa, che non avevo mai visto prima ad attrarre l'attenzione di tutti. Il suo viso è splendido, molto curato, sembra quasi una divinità; indossa un piumino lungo che tiene slacciato, cosicché si nota tranquillamente la cortissima gonna che lasciar intravedere ad ogni passo il pizzo delle calze autoreggenti.
Elisa risulta anche simpatica e non se la tira per niente, anche se rimane con noi non più di cinque minuti. Quando ci lascia Simona sembra molto contenta, evidentemente si sono divertite; entriamo in un negozio di abbigliamento per uomo. Ci separiamo quasi immediatamente, ma quando sto per entrare nel camerino per provarmi un paio di pantaloni Simona arriva con le braccia piene di vestiti da farmi provare. I pantaloni scelti da me le piacciono e dopo comincio una specie di sfilata, prima una camicia blu cangiante, molto bella, poi provo una maglietta a maniche lunghe aderente, quando la faccio vedere a Simona lei comincia a ridere.
"Cosa c'è che non va? L'ho messa storta, mi sta così male?"
Lei mi risponde sottovoce: "No, te lo dico dopo."
Continuo a provare altri vestiti e alla fine compro due paia di pantaloni, un paio di jeans e la camicia che mi aveva proposto Simona. Una volta usciti finalmente scopro la ragione della risata:
"Quando ti propongo qualche vestito mi immagine che ti possa stare bene, ma alle volte il risultato è nettamente superiore alle aspettative, stavi benissimo con quella maglietta sembravi un'altra persona e mi faceva ridere vederti così cambiato. La cosa assurda è che non te ne accorgi, ma cambia anche lo sguardo che hai negli occhi, si vede quando indossi qualcosa che ti fa sentire bene."
Ormai è tardi, e ci dirigiamo verso casa, dove ci facciamo la doccia e ci prepariamo per uscire. I miei abiti sono nella camera di Caterina, mi metto un paio di jeans con la camicia blu appena acquistata e vado in camera da Simona:
"Vado bene così?"
Quando ho finito la domanda mi accorgo della sua inutilità, lo sguardo di Simona è eloquente, e i vestiti appoggiati sul letto lasciano presumere che sarà una serata formale. Torno in camera di Caterina, e mi metto un completo grigio scuro. Sono piegato per allacciare le scarpe quando entra in camera Simona, che si ferma davanti a me: ha un nuovo paio di stivali, neri di pelle; il tacco è molto alto, circa dieci centimetri, squadrato e stretto e arrivano fin sotto il ginocchio. Indossa una gonna al ginocchio, di raso che le cade benissimo, e dei gemelli neri molto scollati, ha messo attorno alla vita una catena dorata che la rende ancora più sensuale. Il trucco non è per niente pesante, ma valorizza molto i suoi lineamenti, dando luce al suo viso incorniciato dai capelli scuri.
"Devo essere COSÌ bello stasera?"
"Non preoccuparti, tu sei sempre bellissimo, e con questo vestito mi piaci da matti."
Usciamo di casa e per fare le scale Simona si appoggia a me per non cadere, quando entriamo in macchina mi guarda negli occhi e con uno sguardo riesce a farmi capire che mi ama e che sono la persona per la quale vive.
"Mi fai felice, Giacomo. Tutti i giorni."
Ci baciamo e partiamo alla volta del ristorante che si trova fuori B. di qualche chilometro. Il posto che Simona ha scelto è molto bello, glielo ha consigliato Caterina che ci va spesso col suo ragazzo che anche la scorsa settimana è passato da B. a trovarla. Mi ingelosisco pensando che magari ci possa essere stato qualcosa tra Simona e Pietro, ma mi passa subito. Durante la cena parliamo di Caterina e in generale delle amiche che Simona frequenta a B., finendo a parlare di Elisa.
"Oggi pomeriggio mi ha chiamato perché voleva andare a comprare dell'intimo un po' strano, ma si vergognava da sola. Ha una nuova conquista sotto mano e aveva in progetto una serata speciale in casa, così voleva lasciarlo a bocca aperta."
"Mi sembra già molto bella, cosa voleva comprare per valorizzarsi? Perché si vergognava tanto?"
"Ecco, voleva prendere un reggicalze e delle calze con la riga, ma pensava di fare la figura della puttana ad andare in un normale negozio di intimo, così io l'ho accompagnata e la signora è stata molto gentile. Ha subito capito qual era il problema e ci ha rassicurate, dicendoci che lei vende molti articoli come reggicalze guêpiere e calze, e che le persone che le acquistano non sono così strane, anzi, spesso sono donne insospettabili che a loro volta si vergognano. Insomma ha fatto apparire la cosa come se fosse normalissima, pensa che ci ha fatto vedere che anche lei indossava delle calze col reggicalze, ma né io né Elisa ci eravamo accorte di nulla. C'è stata molta complicità, ci siamo divertite e non ci lasciava andare più via."
Il racconto stava divertendo anche me, forse Simona sta creando intorno a se un gruppo di amiche che l'aiuta a vivere meglio la nostra lontananza durante la settimana. In più le sue amiche sono belle e frequentano bella gente, che non mi dispiace affatto.
Dopo alcune grappe, saldiamo il conto ed usciamo dal ristorante che è nella piazza di un borgo, per arrivare alla macchina dobbiamo passare in un vicolo quasi buio, non c'è nessuno per le strade e noi siamo stati gli ultimi clienti del ristorante ad uscire. Appoggio la mia mano sul sedere di Simona che emette un suono di piacere.
"Per aiutarmi a camminare meglio con questi stivali dovresti appoggiarla un po' più in basso quella mano."
Porto la mia mano sotto il sedere e la massaggio tra le gambe, Simona appoggia la schiena contro il corrimano, apre il giaccone e allarga leggermente le gambe.
"Forse dovrei darti qualche lezione in casa su come vanno usati questi stivali, non pensi?"
"Quello lo puoi fare domani, adesso continua a fare quello che stavi facendo mentre camminavo. Toccami ti prego."
Le mie mani fanno salire la gonna per liberare le gambe che Simona allarga il più possibile. Risalgo all'interno delle cosce e scopro che non sono fasciate dalle autoreggenti, ma da u paio di calze molto lisce che non avevo notato perché nascoste dagli stivali e dalla gonna. Mi avvicino piano alle labbra gonfie, è chiaro che la mia lentezza la sta esasperando, ma so anche che è una fonte di piacere. Scosto il perizoma e bagno due dita del succo di Simona, la sfioro prima e poi spingo con più decisione, sposto le dita verso il buchetto, inumidisco anche quello e intanto la penetro davanti col pollice. L'indice è puntato sull'ano, ma non sapendo se Simona ha voglia di essere penetrata anche dietro, aspetto che sia lei a dirmi qualcosa, e non spingo. Improvvisamente sento che lo sfintere si allarga e Simona si lascia cadere sull'indice. Mi muovo lentamente dentro lei, sia davanti che dietro, i piacere che sta provando la fa mugolare e mi da una gioia immensa.
"Giacomo, nessuno mi sa far godere come fai tu!!! Sto venendo."
Le contrazioni dei muscoli sono fortissime, tanto da provocarmi dolore; devo aiutare Simona a stare in piedi perché l'orgasmo sembra privarla di tutte le forze. Esco da lei, mi abbraccia e ci dirigiamo verso la macchina.
Allungandomi una salvietta mi dice: "Tieni, pulisciti la mano, non puoi sapere già di donna nel locale dove andiamo ora" e mi fa seguire le indicazioni per un paese vicino.
Quando parcheggiamo nel piazzale non ho ancora le idee chiare, Simona non mi ha voluto dire niente e durante il viaggio si è sistemata il trucco e le calze, provocandomi un'evidente erezione, che persiste fino a quando arriviamo alla porta del locale. Ci impiego tre secondi a realizzare che si tratta di un night, i manifesti appesi alle pareti sono eloquenti e la ragazza alla cassa in topless, non lascia molto spazio a diverse interpretazioni. Lasciamo le giacche al guardaroba ed entriamo nella sala dove, su una passerella si svolgono gli spettacoli, un signore in giacca e cravatta ci porta ad un tavolino in seconda fila. Simona deve averlo prenotato visto che intorno è tutto occupato. Mi sento a disagio, sono già stato in posti come questo, ma mai con la mia ragazza, e la sua presenza mi imbarazza, so che desiderava assistere a uno di questi spettacoli, ma mi preoccupo per quello che possono pensare le persone che ci sono attorno nel locale, non vorrei che la scambiassero per una che lavora li.
Le ragazze che stanno ballando e spogliandosi sulla passerella scendono tra i tavoli per l'american tour, passano tra i tavoli e quando un cliente le chiama si fanno infilare i soldi nel perizoma e gli concedono il loro corpo per qualche istante.
"Allora cosa ne pensi? È come pensavi che fosse?"
"No, è meglio. Pensavo che l'ambiente fosse molto squallido e fosse pieno di affamatoni che sbavano appena vedono una tipa. Hai visto quella ragazza alta coi capelli neri a caschetto?"
"No, ero intento a guardare le facce dei clienti, mi fanno ridere quelli che sventolano i soldi in aria per chiamare le ragazze, c'è chi lo fa con classe e chi non ne ha per niente."
"Ecco la ragazza che dicevo io è quella che fa lo spogliarello integrale ora. Ti piace?"
In effetti, sulla passerella sta passando una ragazza bellissima, il suo modo di spogliarsi è molto sensuale e mi eccita, ogni tanto mi giro a guardare le reazioni di Simona che pare interessata quanto me.
"Se devo essere sincero non trovo nulla fuori posto in lei."
"Vorresti toccarla?"
"No, io ho te, non ho bisogno di toccare nessun'altra."
"Se non fossimo assieme e se non fossi davanti a tutte queste persone faresti del sesso con lei?"
"Credo proprio di si!"
Lo spettacolo continua, fino a quando la ragazza si spoglia completamente e simula un amplesso con un fallo di plastica enorme. Ordiniamo un paio di drink a testa, che surriscaldano l'atmosfera, sarei pronto ad andare a casa a fare l'amore con Simona per tutta la notte. Il deejay annuncia l'inizio di un nuovo american tour, le ragazze scendono tra i tavoli e si avvicina a noi proprio quella che avevamo notato poco prima, Simona senza che me ne accorgessi ha estratto dalla borsetta bordeaux alcune banconote, e le sta sventolando, fa cenno alla ragazza di chinarsi perché vuole parlarle, le infila una banconota nella calza; io non sento niente, ma quando la ragazza si rialza annuisce e mi guarda. Gira intorno al tavolo, mi appoggia le mani sulle spalle e mette la mia testa tra i suoi seni, sono enormi, probabilmente artificiali, ma bellissimi. Mi volto verso Simona e tento di chiederle scusa con uno sguardo, ma non sembra arrabbiata. Le mani della ragazza passano sulle mie gambe fino ad arrivare a cingere il mio membro che ormai è duro. Purtroppo finisce tutto nell'arco di trenta secondi, guardo la ragazza farsi toccare da altri uomini nella sala, ma prima della fine Simona la richiama e infilandole altri soldi nelle calze le dà ulteriori istruzioni. Dandomi la schiena si siede sopra le mia gambe, io poso le mani sulle sue ginocchia e risalgo fino al sesso allargando le sue gambe, si appoggia con la schiena a me, abbandona la testa sulla mia spalla e mi morde un orecchio. Si rialza, si gira e questa volta si siede guardandomi in faccia, mi obbliga a leccarle il seno, mentre mi cavalca strofinando il perizoma contro i miei pantaloni gonfiati dal mio membro. Quando finisce la musica e si alzano leggermente le luci lei è ancora li, rimane su di me, fino a quando non arriva l'uomo che ci aveva portati fino al tavolo, che le intima di andarsene.
Sono sconvolto, la ragazza è bellissima, ma non so bene cosa passi per la mente a Simona.
"Mi sembra di poter affermare che ti sei divertito negli ultimi 10 minuti?!?!?"
"Eh, si…" rispondo imbarazzatissimo.
"Anche lei ha gradito molto, te ne sei accorto?"
"Sinceramente non credo che cambi molto per lei tra un uomo e l'altro, l'importante è che la paghino."
"Giacomo, l'hai fatta godere. Te lo assicuro, quando si è alzata aveva il perizoma bagnato e poi hai visto anche tu che si è fermata più delle altre, non credo che lo abbia fatto per farmi un piacere."
"Non so, sicuramente sa come prendermi."
"Io vado un attimo al bagno, ti ritrovo quando torno o ti fai rapire da una di queste belle?"
"Faccio il possibile per restare qua fermo, ma non posso giurarti che ci sarò quando torni."
Simona si alza, non riesco a toglierle gli occhi di dosso, è molto elegante, sensuale ma per niente volgare, ha classe. La vedo tornare dopo qualche minuto, si avvicina a me e mi chiede di seguirla. Usciti dalla sala principale, ci fermiamo davanti a una porta gialla, che si apre dopo pochi secondi. Saliamo una rampa di scale ed entriamo in una stanza nella quale ci sono due sedie e un divano sul quale ci sediamo.
Ci abbracciamo e ci baciamo, non so bene cosa facciamo li, ma sono un po' brillo e neanche me lo chiedo. Sono immerso nella sua scollatura quando si apre la porta ed entra la ragazza di prima, ci saluta e ci presentiamo, lei si chiama Alexa. Simona si sposta, deve aver organizzato uno strip privato per noi due, infatti, mi trovo in breve con i seni di Alexa tra le mani, le tolgo la sottoveste e rimane con il perizoma, gli stivali e le calze, si siede sopra di me, allargando le gambe, mi fa succhiare il suo seno e poi avvicinando la sua vagina alle mie labbra scivola con le mani tra le mie gambe, in un secondo apre la cerniera dei pantaloni e ne estrae il mio membro in erezione. Passa la punta sul suo perizoma e godo al contatto con il tessuto liscio, mi giro verso Simona, ha sollevato la gonna, ci sta guardando e masturbandosi con le mani e con la catena che portava in vita, anche Alexa si gira e la nota. Si alza, le si avvicina, inizia a leccarla tra le gambe e con mio stupore Simona si eccita ancora di più. Mi avvicino anche io a Simona che appena può prende tra le labbra il mio pene e comincia a succhiarlo avidamente, mentre Alexa le tocca i seni. La sua lingua si muove sempre più velocemente, la penetra e si ritira, Simona allarga le gambe e si sposta in modo da farsi penetrare il più possibile, mentre continua a succhiarlo. Il suo respiro si fa affannoso smette di leccare il mio sesso per riuscire a godersi l'orgasmo che le sta procurando Alexa, io mi godo la scena osservando la mia splendida ragazza fare sesso con un'altra donna, una fantasia che mi ha sempre eccitato molto. I capezzoli di Simona sono turgidi, sono una tentazione troppo forte, non resisto e li accarezzo con la lingua, Simona viene, stringe la testa di Alexa tra le gambe e lascia uscire dalla bocca dei gemiti che mi eccitano.
Una volta liberatasi della presa delle gambe di Simona, Alexa si sdraia sul pavimento e mi invita a raggiungerla, mi sdraio su lei, facendo in modo che il mio membro vada ad occupare lo spazio tra i suoi seni, colma le sue mani coi seni e inizia a massaggiarmi, mentre con la lingua stuzzica la punta. Simona ci guarda seduta a fianco di Alexa, dopo un po' si avvicina timidamente al mio membro, si intromette nel rapporto che stiamo avendo io e Alexa, lo prende in bocca, lo succhia, poi lo offre ad Alexa che con le labbra circonda la punta che ormai è violacea, la sua lingua ci gira attorno. Sto impazzendo dal piacere, fremiti continui percorrono la mia schiena e raggiungono il mio cervello, vengo dentro la bocca di Alexa, quando la apre per lasciarmi uscire, del liquido cade sui suoi seni e Simona si affretta a leccarlo, le loro bocche si avvicinano si guardano negli occhi, Simona si gira per cercare il mio assenso e si baciano; l'ultimo brivido percorre la mia schiena quando Simona pulisce con la lingua tutto il mio sesso.
"Mi sono divertita molto con voi, solitamente non facciamo sesso in questo locale, ma mi avete fatto eccitare appena vi ho visti e non ho resistito. Siete bellissimi insieme."
Io e Simona ci guardiamo negli occhi, sorridiamo, nonostante la situazione non sia normale, nessuno dei due ha dubbi sui sentimenti che ci legano.
"Grazie Alexa, credo che Giacomo non ti dimenticherà tanto facilmente, ma guai a te se me lo rubi."
"Ciao Alexa, sono contento che tu ti sia divertita."
Usciamo dalla stanza, scendiamo le scale e rientriamo nel locale che ormai si sta svuotando, ci avviamo verso l'uscita, prendiamo le giacche e saldiamo il conto, Alexa non ci ha fatto mettere in conto lo strip privato. Usciamo dal locale e raggiungiamo la macchina ci sediamo, ci baciamo e incominciamo a ridere, ci siamo regalati delle sensazioni bellissime in questo week-end.
"Sono felice che ti sia piaciuto il mio modo di festeggiare."
"Mi piace da matti quando mi stupisci, ti voglio bene."
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18 years ago
admin, 75
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40 anni (parte seconda)
Lunedì 19 gennaio ore 10 di mattina
Gli accordi sono chiari. Per quanto, presi in circostanze meno chiare per un rapporto di lavoro. Tipo il sedile posteriore della sua Corvette del 65. Ma Manari mi era sembrato un uomo di parola oltre a scopare da Dio. Particolare questo che mi aveva convinto ad affidargli la regia della mia gang bang. Per quanto, non ricordassi precisamente quando mi aveva estorto questa promessa. Forse, mentre mi succhiava il clitoride avidamente o forse mentre la mia fica succhiava il suo cazzo avidamente. Ma l'avidità in ogni caso centrava. Ne ero ragionevolmente sicura.
Dunque, eccomi qui Five Season suite rouge. Dietro quella porta mia aspettava la mia personale celebrazione del traguardo dei 40 anni. Non avevo perso tempo a vestirmi, sotto la mia pelliccia di visone indossavo solo un paio di giarrettiere di pizzo nero e delle velatissime calze di seta. I tacchi a spillo delle mia scarpe preferite di pitone nero terminavano la mise, che mi era sembrata la più adatta allo spettacolo che mi preparavo ad interpretare da protagonista assoluta.
Oltre quella porta tutta stucchi e dorature mia aspettavano Manari, una serie di sofisticate apparecchiature di ripresa, il mio champagne preferito e tre giovani uomini arrapati, che speravo mi avrebbero definitivamente restituito a me stessa. Troia nell'anima. Come ero sempre stata. Come desideravo ardentemente tornare ad essere.
Sorrisi e spinsi la porta. Entrando nel primo giorno dei miei nuovi 40 anni.
Ore 12.30 - L'aperitivo
Sole a gennaio. In questa città di grattacieli e smog. Strano. Ma adatto. Molto adatto
alla situazione. Mi allungo meglio sul divano divaricando per bene le cosce e lasciando scorrere lo champagne rosè lungo il mio corpo. Le gocce percorrono gli omeri scivolano sui seni, trattenute dai capezzoli eretti, da cui rotolano sul ventre verso il monte di venere che per l'occasione sfoggia una nudità totale nuova di zecca. Tra paia di giovani bellissimi occhi seguono il percorso della gocce come ipnotizzati.
Il ronzio delle telecamere ormai è un sottofondo quasi accettabile. Sorrido.
“Bene ragazzi - ammicco - direi che il momento giusto per un aperitivo. Venite a servirvi”. Non passano 30 secondi che tre lingue avide iniziano a seguire il percorso
delle gocce sul mio corpo. Mi rilasso lanciando uno sguardo malizioso a Manari che
semi nascosto dietro una delle telecamere osserva la scena con quello credo voglia sembrare un'aria professionale.
Le lingue dei ragazzi sono calde, umide, alcune ruvide, alcune morbide. Tutte mandano brividi lungo la mia spina dorsale e spandono calore liquido nella mia fica. M'inarco per sentirle meglio. Marco, il biondino che assomiglia a Jud Low, ha una lingua lunga e ruvida che accarezza i miei capezzoli turgidi raccogliendo le gocce con accuratezza. Christopher, il nero sbarcato in città per sfondare nella moda, ne ha invece una morbida e corta ma maliziosa che esplora anche i recessi più nascosti tra la mia fica e
il mio culo dove le gocce birichine possano essere andate a giocare a nascondino. Jem, infine, il piccolo giapponese genio dell'informatica e creatore di videogiochi, ha una lingua calda e sottile, guizza in bocca intrecciandosi alla mia con notevole ardore.
Mentre il sapiente lavoro di lingua dei ragazzi mi porta sempre più vicina allorgasmo lancio uno sguardo allo specchio che occupa la parete di fronte al divano. La donna sensuale che si abbandona totalmente al piacere sono io. Finalmente di nuovo io. L'ultimo pensiero razionale prima che le onde dell'orgasmo mi travolgano e il sapore della mia sborra si mescoli allo champagne nelle bocche dei ragazzi che ora si abbeverano tutti alla stessa fonte.
Riaprendo gli occhi mi trovo di fronte Manari impeccabilmente vestito con un completo grigio sotto cui però spicca la sua imponente erezione. Si accarezza leggermente la cappella sopra i pantaloni guardandomi. “Perfido bastardo - penso - sa benissimo che non posso fare a meno di volere anche il suo di cazzo. Ma non gli darò questa soddisfazione”.
Ore 14.00 - il pranzo a base di frutta e cioccolato
Banane, fragole, e poi cioccolato in molte forme e declinazioni. Osservo i vassoi posati sul tavolo del living della suite mentre Marco pompa con vigore nel mio culo e io succhio con altrettanto vigore lo splendido uccello di Christopher del cui culo si sta caldamente prendendo cura Jem. L'intreccio può apparire solo ad una prima impressione casuale.
In realtà è perfetto e frutto di qualche ora di studio reciproco, delle reciproche preferenze in sostanza. Il cazzo di Marco ad esempio è perfetto per il mio culo, lo riempie come se questo vi fosse stato disegnato intorno. Sento la capella nelle viscere, e ondeggio incontro alle sue spinte ruotando i fianchi contraendo lo sfintere per sentirlo affondare con maggiore forza. La mia bocca è invece tagliata su misura per pompare
il cazzo di Christopher alla perfezione. Lo accolgo con un solo movimento tutto fino in gola. La capella preme sulle tonsille quasi soffocandomi. Succhio lentamente cercando
di adeguare il mio ritmo a quello con cui Marco mi sfonda il culo. Intanto Jem con notevole agilità e insospettato vigore pompa il culo di Christopher, che mio speculare alter ego gode doppiamente, come sto facendo io.
Il fastidioso ronzio di sottofondo si fa improvvisamente più intenso. La voce di Manari irrompe sulla scena. L'uomo accarezza il mio corpo inarcato e offerto con lo sguardo e intanto: “Marco la signora è particolarmente sensibile in questo punto - spiega con un tono a metà tra il professore di liceo e il regista creativo di porno sperimentali, mentre con un dito mi sfiora la pelle delicata tra il buco del culo e la fica grondante - quindi
visto che vogliamo zoomare sul suo orgasmo tu accarezzala lì e la ripresa sarà perfetta”. “Figlio di puttana, lurido bastardo penso mentre con un sorrisetto ironico si allontana e la pelle dove mi ha sfiorato mi brucia ancora come se mi avesse marchiata”. Fortunatamente è il pensiero di un secondo poi il vigore di Marco che segue alla lettera le istruzioni mi manda in orbita. Succhio con maggior intensità il cazzo di Christopher che è ormai pronto ad esplodere nella mia bocca…. E mi lascio andare stringendo il culo per prolungare l'orgasmo. La sborra mi cola in gola e nel culo. Mi ritrovo farcita di quel caldo vischioso e adorabile liquido. Meravigliosamente e potentemente farcita.
Mentre i ragazzi usano le loro lingue per ripulirmi mi rilasso e lancio uno sguardo ironico a Manari, che credendo di non essere visto da nessuno si sta menando il cazzo con entrambe le mani con gli occhi incollati sulle lingue che scorrono sul mio corpo.
“Ecco - penso - giustizia è fatta. Ah Ah Ah”.
Ore 16.15 - il bagno
Immersi nella vasca circolare colma di bollicine. I muscoli rilassati. Gli occhi chiusi. I corpi che si sfiorano sotto la schiuma. Lascio che il desiderio e la voglia fluiscono fuori
da me, colmando con al loro sottile seduzione la stanza. Il desiderio si. Il desiderio di sentirmi ancora autenticamente troia. E la voglia si. La voglia di essere scopata,
colmata di calda sborra in tutti i buchi, contemporaneamente.
Blues… non poteva che esserci un blues come colonna sonora. Le note trasportano la mia voglia e il mio desiderio nell'aria. E poi. Una frazione di secondo dopo. Solo mani
che cercano, bocche che succhiano. Denti che mordono. E cazzi che penetrano.
E buchi che accolgono avidi. Sono impalata sul cazzo di Christopher i petti incollati
con le ginocchia posate sul gradino della vasca e il culo che sporge offerto alla voglia e all'obbedienza di Jem che m'incula. Intanto Marco è uscito dalla vasca si è messo in ginocchio sul bordo e mi ha infilato l'uccello in bocca per farselo pompare.
La mente invasa dal piacere di quella triplice e totale penetrazione che tanto avevo cullato di poter realizzare. Mi perdo nella totale perfezione del momento.
E dimentico di essere mente, anima e cuore. E mi abbandono all'estasi di essere solo corpo. Puro sentire. Colmata. Completamente posseduta. Piena di potente e vigoroso piacere, che aumenta vertiginosamente con il passare dei minuti. Scopata. Nella bocca, nel culo, nella fica. Immobile nel godimento. Che aumenta ancora. Mentre i colpi si fanno più forti e, il cazzo di Marco mi affonda in gola soffocandomi. Liberata nel profondo della mia anima. Troia. Finalmente. Di nuovo.
La mente vacilla mentre il corpo travolto dalle contrazioni esplode in un orgasmo devastante. E la sborra cola dalla mia fica, dal mio culo, dalla mia bocca. Riga le cosce, segna il ventre, marchia i seni. Travolta dalla potenza di quella gang bang.
Di quella prima gang bang. Mi abbandono nella vasca mentre l'acqua scorre dove prima scorreva la sborra. Appagata. Veramente. Per la prima volta da tempo.
La telecamera ronza vicino ai miei occhi chiusi. I ragazzi sono andati a farsi una doccia
e io ho bisogno di un momento di quiete. Esco dalla vasca e mi avvolgo in un telo per asciugarmi rapidamente. Infilo le scarpe e cerco la mia pelliccia. Ho bisogno di fumare una sigaretta e andrò a farlo sul terrazzo della suite, contemplando le luci della città dall'alto.
Aspiro il fumo con voluttà mentre il freddo non passa attraverso la barriera del mio visone e del mio sangue ancora bollente per il piacere appena provato. Passi. E una voce. Quella voce. “Allora tesoro - sorride ironico Manari mentre mi prende la sigaretta dalla bocca e fa un tiro - può dirti soddisfatta no? Dei miei servizi professionali intendo?”. Non resisto. So che sta cercando solo quello. Ma non resisto.
Lo afferro per il bavero della giacca, lo spingo contro il muro, gli apro i pantaloni. Il cazzo svetta duro e rigido come un'asta. Lo afferro con la mano e inizio a pomparlo per bene mentre con lo stesso ritmo gli metto la lingua in bocca. Reagisce. Ovviamente. In un secondo inverte le nostre posizioni. Apre la pelliccia mi solleva una coscia mettendosela intorno alla vita e scivola fluido nella mia fica. E poi. Uno. Due. Tre colpi. Sempre più intensi, sempre più ravvicinati e frequenti. Ansimo mentre morde con ferocia un capezzolo. Affondo i denti nel suo collo e contraggo i muscoli della fica per succhiargli il cazzo dall'interno. Urla. “Troia. Lurida meravigliosa troia…”e sborra lava calda e gustosa dentro di me.
Sorrido. “1 a 1. Palla al centro , bastardo”. Penso. Mi stacco. Chiudo la pelliccia e rientro nella suite. Il mio passo è ancora più leggero.
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19 years ago
admin, 75
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40 anni (parte prima)
40 anni. Oddio. Come potevo compiere 40 anni. Era la realtà. Dovevo prenderne atto, per la prima volta nella mia vita non ero in pace con la mia età e con la fase vitale che stavo attraversando.
Eppure ero sicuramente più bella, seducente, affascinante e padrona di me della ragazzina di 20 anni, tutta minigonne e trucco pesante, che era entrata in redazione con molta spavalderia e un pizzico di incoscienza.
Ma ora quella data cerchiata di rosso sulla mia agenda non so perché ma invece di farmi pensare a feste e regali. Mi immalinconiva.
Basta, ci voleva qualcosa di speciale. Dovevo regalarmi qualcosa che avevo sempre sognato ma per un motivo o per l'altro mai realizzato.
Mentre, riflettevo su che tipo di regalo farmi…l'occhio mi cadde casualmente su un vecchio biglietto da visita che riportava solo un numero di telefono e la dicitura Dream Agency. Chissà. Magari rispondevano ancora e se così fosse stato. Forse sarei riuscita a ricordare i miei primi 40 anni come un traguardo del desiderio e non della memoria.
Composi il numero con le mani leggermente tremanti. Dirn Drin Drin Drin gli squilli si inseguivano l'uno con l'altro senza che niente accadesse. Stavo per riattaccare quando….
“Si - Dream Agency - Ha una voglia da realizzare?” La voce al telefono sembrava quella di un uomo maturo e anche abbastanza affannato.
“Salve sono Valentina Goia - la mia voce suonava incerta e venata di imbarazzo anche alla mie orecchie. Raddrizzai le spalle e mi ricordai che ero una donna libera con un legittimo desiderio. E abbastanza soldi e coraggio per realizzarlo.- e ho una voglia da realizzare. Una voglia particolare”.
“Sono la nostra specialità signora non si preoccupi - rispose l' uomo al di là del filo- quando può passare da noi per i dettagli? Le potrebbe andare bene Lunedì alle 13? Siamo in via Arconati 12. Bene a lunedì”.
Riappesi la cornetta stordita, segnando automaticamente l'appuntamento sulla mia agenda per il lunedì successivo. Lo avevo fatto veramente. O meglio avevo iniziato a farlo veramente. Non sapevo ancora se avrei avuto il coraggio di andare fino in fondo.
Del resto negli ultimi anni avevo quasi smesso di coltivare il mio lato oscuro, completamente assorbita dalla carriera e dal mio ruolo di moglie e madre perfetta.
Ma, quei maledetti 40 anni mi avevano riportato a galla ricordi e sensazioni che da tempo non provavo. E che, in passato, erano stati la linfa vitale del mio modo di essere. Mi ero accorta che non scopavo con un uomo che non fosse mio marito o il mio amante (lo stesso da anni ormai) da mesi. Per non parlare del tempo trascorso dall'ultimo menage saffico. Non ricordavo nemmeno più che sapore avesse una figa.
No. Decisamente non ero più io. Era ora di dare una svolta e recuperare la vecchia Valentina. Lo dovevo a me stessa.
Lo avrei fatto…avrei trascorso il giorno dopo il mio 40esimo compleanno. Il mio primo giorno da “splendida 40enne” per dirla alla Nanni Moretti nella suite Rouge del Five Season. In compagnia di una cassa di champagne cristal rosè e di 3 giovani uomini. Nessuno dei quali con più di 25 primavere. Si, mi sarei regalata una gang bang. Per la precisione 24 ore di ininterrotta gang bang. Meglio di qualsiasi filler al botulino o microlifting che dir si voglia. Ne sarei uscita rinata. Pronta per i prossimi 40 anni.
Lunedì ore 13. Uffici della DreamAgency.
Osservo la mia immagine riflessa nel vetro smerigliato della porta dell'agenzia. Mi sento come in quella canzone di Jovanotti in preda a vertigini che “non sono paura di cadere ma voglia di volare”. In realtà non vedo l'ora di spiccare il volo.
Spingo la porta con mano ferma ed entro annunciata dal ticchettio dei tacchi a spillo dei miei stivali. Mi dirigo al banco della reception dove siede una splendida giovane donna che avrà al massimo 20 anni. Sento il mio corpo reagire a quella vista. Non mi accadeva da anni. I capezzoli mi si inturgidiscono sotto la stoffa sottile della mia camicia di seta e un calore liquido mi cola tra le cosce. Sorrido alla ragazza e soprattutto a me stessa. Quasi riconoscendomi nella mia pelle. Di nuovo io.
“Ho un appuntamento con il signor Manari. Per le 13.” Dico alla giovane soffermandomi con lo sguardo, forse una frazione di secondo più del consentito, sulle sue labbra turgide mentre parla.
“Prego signora, si accomodi il dottor Manari la sta aspettando. Da questa parte mi segua” - la giovane con un sorriso mi invita a seguirla lungo un corridoio. Osservo compiaciuta il dondolio dei suoi fianchi davanti a me. Gran bel culo - penso - ma il mio le da ancora dei punti. “Ecco si sieda pure. Il dottor Manari al raggiungerà subito”. “Grazie “ sorrido alla giovane leggermente imbarazzata dal mio sguardo ammiccante. E mi siedo accavallando le gambe mentre sento il filo del mio perizoma che mi scivola tra le chiappe solleticandomi il culo.
Non faccio in tempo a cercare una sigaretta nella borsa che entra un uomo, molto piacevole ad un primo sguardo. Sulla cinquantina. Alto e snello. Un bel portamento e un gran bel culo, ancora sodo nonostante gli anni. Si siede rivelando due occhi azzurri intensi e indagatori. Mi fissa incuriosito e anche leggermente arrapato. Se non ho perso completamente il mio intuito. Dati gli anni di inattività pressoché totale.
“Bene signora Goia - mi sorride con arguzia dietro le lenti chiare dei suoi occhialetti cromati - mi vuole raccontare qualcosa di più di questa voglia che vorrebbe l'aiutassimo a realizzare?”
“Qualcosa di più? Beh non per sembrarle troppo diretta ma intendo regalarmi per il mio 40esimo compleanno una gang bang con tre bei giovanotti. Voglio 24 ore di sesso sfrenato con giovani uomini sempre pronti a soddisfarmi in ogni modo desideri. Naturalmente le voglio nella cornice adatta. E la suite Rouge del Five Season mi sembra perfetta”.
“Benissimo - capisco e siamo senz'altro in grado di aiutarla mi sorride malizioso Manari - ma ho bisogno di qualche particolare in più circa i giovani uomini in questione a parte il numero”.
“Certo - rispondo facendo scorrere il mio sguardo dai suoi occhi alle sue labbra fino alle petto e più giù sotto la scrivania - al massimo 25 anni, meglio se più giovani. Ben dotati, abili e disinibiti. Rigorosamente bisex. Intendo godermi lo spettacolo di due splendidi giovani uomini che si fanno il culo a vicenda. Ah disposti a farsi riprendere. Perché è ovvio che voglio che riprendiate l'intera durata dell'incontro, con delle telecamere montante in tutta la suite e, poi ne ricaviate un film di almeno un paio d'ore. Adeguatamente montato. Deve sembrare un filmato professionale. Un porno d'autore. Mi spiego?”
“Assolutamente - la malizia negli occhi di Manari traboccava letteralmente - è stata chiarissima direi che manca solo un particolare: quando vorrebbe realizzare il tutto. “Il giorno dopo il mio compleanno - rispondo in tono ridente - dunque martedì 19 gennaio”.
“Benissimo abbiamo tempo più che sufficiente per realizzare il tutto - conclude Manari alzandosi e venendo verso di me - naturalmente le verrà a costare parecchio. Ma non credo sia un problema vero?”. “No - rispondo alzandomi a mia volta e offrendogli il panorama completo dei miei seni gonfi con i capezzoli duri che premono contro il pizzo del reggiseno - non lo è affatto. Ma in ogni caso vorrei da lei alcune precisazioni e garanzie circa la discrezione e la tutela della privacy nell'erogazione dei vostri servizi”.
“Che ne dice se ne discutiamo a pranzo? - mi sorride prendendomi sottobraccio e sfiorandomi in modo fintamente casuale un capezzolo mentre lo fa”. La troia cacciatrice che è in me esulta nel vedere che nonostante gli anni di inattività non ho ancora perso il mio tocco. “Molto volentieri - rispondo mentre la mia mente immagina quella bella testa china tra le mie cosce e la lingua ad accarezzare con prepotente violenza il clitoride - dove suggerisci di andare?” Nel chiederlo mi volto leggermente verso di lui in modo che i miei capezzoli turgidi sfiorino il suo braccio e alzo il viso verso il suo quasi ad offrire il collo i suoi denti e alle sue labbra.
Sono scivolata nel tu quasi inconsciamente. Mi preparo ad azzannare la preda. Sorrido mentalmente di me stessa, mentre sento Manari spingermi contro la parete di fondo del suo ufficio e scivolare con le labbra e la lingua lungo l'arco del mio collo.
M'inarco per assecondarlo e faccio scivolare le mie mani sul suo culo giusto per verificare se la prima impressione era stata quella giusta. Sodo. Muscoloso. Una meraviglia. Stringo e mi struscio contro il suo cazzo in erezione mentre lui m'infila la lingua in bocca e mi schiaccia con il suo corpo contro la parete.
“Bene - ansima sulle mia labbra - sei veramente la troia spettacolare che sembri è?”
“ Si - rispondo mordendogli il collo e aprendogli la lampo dei pantaloni per afferrare il cazzo e avvolgerlo nella mia mano come fosse già nella mia bocca - resta da vedere adorabile bastardo se tu sei in grado di scoparmi per bene come sembri promettere”.
“Provvediamo subito, signora - sussurra ironicamente nel mio orecchio un minuto prima di farmi girare e schiacciarmi contro il muro con la parte superiore del corpo. Mi solleva la gonna. Strappa il filo del tanga. Ora il mio culo rotondo si offre impudico al suo sguardo. Mi afferra per i fianchi e sbam. Un solo colpo. Secco. Violento. La cappella che lacera il buco. Il cazzo, che mi affonda nelle viscere. La fica che si contrae e cola in risposta all'invasione del culo. Gemo…”Gran figlio di puttana lo sai usare bene il cazzo è… sfondami il culo dai”. Non parla. Sorride lo sento contro la pelle della nuca il riverbero di quel sorriso e aumenta la pressione degli affondi e la frequenza dei colpi. Contraggo il culo e lo sporgo infuori ruotandolo per sentirlo completamente immergersi in me. La fica gronda desiderio liquido e bollente, che mi riga le cosce. Lo sento farsi sempre più turgido e pulsante nel mio culo.
Allora ruoto un'altra volta i fianchi e contraggo gli sfinteri come se volessi fargli un pompino a quel cazzo magnifico che mi colma totalmente.
“AHHHHHHHH grandissima troia sborro. Te lo gonfio di sborra questo culo favoloso che ti ritrovi” - ansima nel mio orecchio. Spingo un'ultima volta indietro e mi abbandono all'orgasmo anche io, che mi attraversa tutta dal culo alla fica, al cervello. Restituendomi a me stessa. Troia nell'anima. Come sono sempre stata. Come sarò sempre.
Crolliamo abbracciati a terra. Con qualche fatica ancora ansimanti ci districhiamo. Sorridendoci allegramente , mentre cerchiamo di ricomporci.
“Beh come minimo -ridacchio guardandolo maliziosa riallacciarsi i pantaloni - visto che stavolta il servizietto te l'ho fatto io. Mi aspetto un generoso sconto sulle tue di prestazioni, o meglio su quelle della tua agenzia nella realizzazione della mia VOGLIA”. “Ah ah aha ah - mi sorride divertito di rimando - indubbiamente ti sei guadagnata lo sconto riservato ai clienti VIP, il tuo è stato un servizietto di qualità elevatissima. Complimenti”.
Ricomposti, sorridenti e direi soddisfatti lasciammo l'ufficio diretti al ristorante. Peccato che siano già le tre del pomeriggio.
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19 years ago
admin, 75
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Alessia
"Ciao, ti va se ci vediamo alle tre a casa mia per ripetere? Dai, cerca di venire, ho bisogno del tuo aiuto, sono molto indietro..."
Anche questa mattina Alessia si è fatta sentire con un sms, come ormai puntualmente avviene da un mese a questa parte...
Mi fa piacere vederla anche se ammetto che a volte è noioso dover spiegare tutto ad una persona che di voglia di studiare ne ha ben poca, ma forse la colpa è anche mia fin dai primi esami mi sono fatto, ingiustamente direi, affibbiare l'etichetta di "secchione"!
E poi, diciamola tutta, è difficile dire di no ad una ragazza come lei. Alta 1.65, capelli nerissimi e occhio scuri da bella ragazza mediterannea, pelle liscia, forme al punto giusto e soprattutto un fondoschiena meraviglioso di quelli che catturano gli sguardi dei passanti. Una ragazza veramente fuori dl comune, molto simpatica e socievole, con una certa predilezione per le serate in compagnia passate a bere e fumare ma anche capace di trasformarsi in gonna e stivali, tiratissima quando usciva in discoteca.
Si era fatta una fama di ragazza facile, quasi ninfomane, si diceva di lei che perdesse il controllo con un bicchiere di vino, che fosse passata con disinvoltura da un ragazzo all'altro, che a letto fosse una tigre... Voci di ragazze invidiose, pensavo, non mi sembrava possibile che lei fosse proprio così, non pensavo una ragazza così bella come lei, che poteva avere tutti, dovesse comportarsi in questo modo, le malelingue si scatenano sempre quando incontrano una ragazza così carina e piena di fascino.
Ho sempre avuto un debole per lei, lo ammetto, del resto non era facile restare indifferenti di fronte ad una bellezza così.
Per un pò ho anche creduto che... fosse stato possibile avere una storia con lei, ma purtroppo non è mai accaduto, un pò per la mia timidezza, un pò perchè vederla sempre tra le braccia di qualcun altro mi faceva star male, allora ho preferito non fissarmi troppo perchè ormai mi ero convinto che era difficilissimo per me entrare nelle sue grazie se non come amico.
Eppure ricordo quella volta al parco a studiare, con i libri abbandonati sull'erba, io e lei persi in un discorso sul sesso che mi aveva eccitato fino all'inverosimile (quante volte mi ero masturbato ripensandoci!), oppure come quando le si intravedeva la peluria sotto i suoi short (mi sono sempre chiesto se lo avesse fatto apposta...) o i suoi sguardi maliziosi e i suoi continui e teneri abbracci in una serata passata in giro a scorazzare per i locali.
Niente di tutto mi aveva smosso dalla mia timidezza, avevo troppa paura di lanciarmi e di perdere, se respinto, la sua amicizia, che per me stava diventando sempre più importante. Tra di noi sei era instaurato un rapporto splendido, fatto di lunghe chiacchierate, di confessioni e segreti che ci scambiavamo reciprocamente e di pomeriggi passati a studiare insieme intervallati da un caffè e da un pò di musica. Poi un giorno lei si fidanzò.
Andrea era veramente un bravo ragazzo, lo conoscevo solo di vista ma sapevo che era un persona piena di cose da fare, sempre con il sorriso pronto.
Finalmente ha messo la testa a posto dicevano le malelingue, anche io ero conento per lei, anche se, in fondo mi rodeva, perchè sapevo che tutti i miei sogni di poter stare con lei stavano svanendo.
Con il tempo lei si faceva sentire sempre meno, anzi, ormai si poteva dire che lei mi chiamava solo quando era indietro con lo studio ed aveva bisogno di una mano con gli esami.
La cosa un pò mi dava fastidio, un pò perchè mi sentivo sfruttato, un pò perchè lei era sempre meno disposta ad ascoltare le mie disavventure amorose (da povero sfigato) e le nostre chiacchierate si risolvevano in un monologo su quanto era bello, bravo ed intelligente il suo ragazzo!
Non le sapevo dire di no, così quel pomeriggio arrivai alle tre in punto a casa sua per l'annesimo pomeriggio da passare suoi libri, ma la mia testa in quel periodo era altrove, preso da turbe erotiche e dal bisogno di avere una ragazza.
Mi fece battere il cuore quando la vidi alla porta, bellissima, con un vestitino corto che ne risaltava le belle gambe, un provocante smalto nero e un filo di trucco che dimostrava quanto lei fosse naturalmente bella.
"Non ci sono le mie coinquiline, oggi possiamo finalmente studiare in pace" mi disse.
Il pomeriggio passò come sempre, poi alle sette arrivò il suo ragazzo che subito la abbracciò forte e le diede un bel bacio sotto i miei occhi che, devo confessare, in quel momento fremevano di invidia.
Mi sentivo a disagio a stare lì, e anche lei notai non aveva più la testa giusta per ripetere così dissi "Io vado via, ci sentiamo domani..." Ma lei, in coro con il suo ragazzo mi invitò a restare a cena da con loro. Dopo qualche minuto di insistenza di accettare, così lei andò a preparare la cena e io rimasi con Andrea a chiacchierare del più e del meno in camera.
La cena andò bene, innaffiata da bicchieri di vino che sembravano non finire mai...
Così appena finito, ci stendemmo tutti e tre esausti ed assonnati sul divano a guardare un film.
Il film non era un granchè, lo segui distratamente, ero turbato da Alessia, che non la smetteva di fare battutine maliziose al suo ragazzo e soprattutto dalla sua posizione...
Si era infatti distesa tra di noi, tra le braccia del suo ragazzo e con le sue gambe, abbronzate e liscissime poggiate sulle mie ginocchia... Era una posizione veramente eccitante e in quel momento credo di non ricordarmi di averla mai vista così sexy e provocante.
Quando con le sue gambe mi sfiorò il membro ebbi un sussulto, credo che lei si accorse della mia eccittazione, del resto sono abbastanza dotato e il pantalone che mi ero messo quella sera non era di certo utile a contenere le dimensioni del mio "pacco".
Rosso di vergogna chiesi e richiesi di spostarmi su una sedia ma lei mi disse di no, che era scomodo e che non dovevo preoccuparmi perchè in fondo si poteva stare comodamente in tre sul divano. Più volte nel corso della serata mi sfiorò il membro, io morivo dalla voglia di tornare a casa per masturbarmi come non avevo mai fatto prima, ma, dopo il film, restai lì con loro a chiacchierare,
"Dobbiamo finire questa bottiglia di vino" disse Andrea. Così ci ritrovammo a parlare di me, complice quello che avevo bevuto, li raccontai di come stavo male a stare senza una ragazza, di come mi avesse fatto soffrire la mia ex e di come pensassi tutto il tempo a lei (per fortuna non mi feci scappare nessun imbarazzante commento sulla mia morbosa per Alessia) e di come avrei voluto farmi una bella scopata ogni tanto, perchè in fondo me la meritavo dopo tanto studio! Il mio linguaggio colorito, li faceva ridere, specialmente Alessia, che mi aveva sempre conosciuto come il bravo ragazzo della porta accanto, sempre educato e composto, il classico "amico delle donne" insomma.
Poi toccò a loro che mi rincuorarono, mi dissero di come la vita a volte prende svolte imprevedibili e che anche loro che stavano felicemente insieme ne avevano passate prima di tutte i colori.
Il vino però aveva abbassato le mie resistenze e così mi uscì qualche lacrima parlando della mia ex ragazza, di come mi aveva lasciato e di come mi mancava ora che ero sempre terribilmente solo.
Alessia si avvicinò, mi disse di non pensarci e mi diede un bel bacio sulla guancia mentre mi sussurrava che ragazzi dolci come me ce ne sono pochi in giro per sfortuna.
Il discorso poi fortunatamente cambiò e così ci ritrovammo a parlare di musica, di film da vedere, di qualche nostro amico che non si faceva più sentire e di qualche ricordo dell'infanzia.
Poi, come spesso accade quando si fuma e si beve tra ragazzi, ci ritrovammo a parlare di sesso... Io ero un pò in imbarazzo, Alessia invece con disinvoltura mi parlava di come lei e Andrea avessero una vita sessualmente molto attiva, e di tutte le esperienze che avevano già provato insieme.
Vedendola parlare di "dimensioni", di sesso sotto la doccia o di fellatio in macchina mi tornarono in mente quelle voci che molte malelingue avevano messo in giro diversi mesi prima... E se fosse stato tutto vero? Andai in bagno, ero eccittato dai discorsi e dallo sguardo sensuale di Alessia e molto stanco perchè tra l'alcool e il fumo, si erano fatte le ore piccole.
Tornai in camera deciso a prendere i libri per far ritorno verso casa ma... appena entrai mi trovai di fronte una scena inaspettata. Alessia si era infatti accasciata tra le gambe di Andrea e gli stava facendo un pompino con i fiocchi tra i mugolii del ragazzo comprensibilmente in estasi di fronte all'intrapendenza della sua ragazza.
Rimasi di sasso, e di sasso manco a dirlo, rimase anche il mio cazzo, mai mi ero gustato una scena così eccitante a così pochi metri de me. Avevo voglia di fuggire via quatto quatto ma l'eccitazione mi prendeva sempre di più così rimasi sul ciglio della porta incapace di non guardare ma anche di dire qualcosa che potesse fermarli.
Alessandra proseguiva con il suo leccellente lavoro di bocca, leccave le palle di Andrea risalendo piano piano, poi gli baciava la capella e ricominciava a succhiare vorticosamente per poi prendersi una pausa di nuovo.
Sembrava una professionista, non avevo mai visto niente del genere! Poi, temendo evidentemente che il suo ragazzo stesse per venire, si alzò di scatto, si girò i capelli dietro le orecchie e si alzò il vestitino, lasciando scoprire delle forme meravigliose che erano decisamente meglio di come me le ero immaginate in tutti i miei sogni erotici.
Aiutò Andrea a togliersi il pantalone, io, con la paura di essere visto, mi rifugiai dietro la porta, quando mi riaffacciai vidi Alessandra a cavalcioni su Andrea in preda ad una cavalcata furiosa.
Lei mi vide subito, sapeva da sempre che ero lì, io timidissimo mi feci rosso dall'imbarazzo, lei mi sorrise, rallento il ritmo e mi invitò con le dita ad avvicinarmi. Inebetito non sapevo cosa fare, colmo d'eccitazione mi avvicinai a loro, guardai Andrea ma lui non sembrava neanche essersi accorto che stavo lì.
"Stai tranquillo ...siediti..." Mi sedetti su una poltroncina sul letto lì accanto a godermi la scena, Alessandra ora prese ad urlare. "Sfondami Andrea... sono la tua puttana... ti amo".
Le sue confuse parole erano un misto di eccitazione e porcaggine, io ero sul letto, stavo venendo solo a guardare i suoi seni al vento e a sentire i suoi mugolii.
"Puoi toccarti se vuoi..." Era dura ma non raccolsi l'invito di Alessia, restai lì a godermi la scena ma l'imbarazzo mi frenava troppo per poter fare qualcosa che, fino a quel momento, avevo considerato come tipico dei cosiddetti "guardoni".
Alessia era in preda ad un orgasmo furioso e così Andrea pochi secondi dopo le venne nella fica inondandola con il suo sperma.
Lei si alzò, poi si chinò tra le guambe per raccogliere quello rimasto, fu una scena che non mi aspettavo, non avevo mai conosciuto e visto una ragazza che arrivasse a tanto.
Poi risalì tra braccia di Andrea e lo baciò con forza, si baciarono per alcuni minuti poi le si alzò in piedi, guardò il suo ragazzo come a cercare un cenno di consenso e si diresse verso di me...
"Ora tocca a te...te lo posso fare un regalo?"
Prese a sbottonarmi i pantaloni... "Non devi vergognarti, qui sei tra amici e tra amici ci si aiuta quando le cose non vanno bene..."
Lei rimase piacevolmente sorpresa dalle mie dimensioni, mi sembrò di capire che poche volte avesse preso un cazzo così tra le mani. Cominciò a farmi una sega mentre con l'altra mano mi carezzava la pancia e il torace, poi mi diede un bacio tupendo affondando la sua lingua.
Aveva uno sguardo da porca e mi maledissi perchè lo avevo già visto altre volte ma non le avevo mai colpevolmente saltato addosso.
Poco dopo staccò la sua mano e il mio cazzo scomparve lentamente tra le sue labbra quando lei cominciò a succhiare vorticosamente. Cercavo con lo sguardo Andrea ma non lo vidi, probabilmente era già da un bel pezzo che aveva lasciato la stanza.
Alessia aveva un pò di difficoltà ad infilarsi in bocca un cazzo del genere, di diversi più grosso di quello del suo ragazzo.
Mi stava facendo un pompino meraviglioso, io cercavo di resistere, ma era dura e lei si muoveva come un'assatanata su di me.
Così le presi la testa e cominciai ad assecondare il suo movimento ondulatorio, praticamente la stavo scopando in bocca, stavo trattando una delle mie migliori amiche come la peggiore puttana ma questo a lei non dispiaceva, anzi... sembrava non aspettare altro che quel cazzo infilato in gola.
Ebbi un sussulto quando vidi Andrea, "C'è posto anche per me?" A questo punto non ero sorpreso a non vederlo geloso, si mise dietro di lei e cominciò a stuzzicarle i capezzoli e il buchetto.
Quando con la mano mi prese la base del cazzo venni copiosamente bagnandole tutta la facia con il mio sperma, forse non si aspettava che io venissi in quel momento lì così gli schizzi arrivarono anche sulle guance e nehli occhi di Alessia.
Leccò tutto e con la sua lingua vogliosa cercava quel pò di sperma che le si era posato sulle labbra.
Mi fece una carezza e mi sorrise, la sorrisi anch'io, mi aveva fatto un regalo straordinario!
Andrea la girò, vedermi venire sulla faccia della sua ragazza doveva averlo eccitato non poco, così avvicinò il suo cazzo di nuovo alle labbra di Alessia.
Io mi feci coraggio, mi tolsi i vestiti che avevo addosso e mi fiondai sulla sua fica. Manco a dirla era bagnatissima, presi poco poco a risalire con la lingua l'inguine, poi la leccai dolcemente e presi a giocare con il suo clitoride.
Lei sembrava gradire, intanto continuava a spompinare il suo ragazzo, poi forzai il ritmo, la mia lingua dava dei colpi sempre più forti, la sua fica aveva un sapero splendido, avrei voluto mangiarla eccittato com'ero e sarei restato lì a leccare per ore intere.
"Come sei bravo...fai ancora più forte adesso..."
Mollò il cazzo di Andrea e smise un attimo di mugolare per sussurrare queste parole, fece poi scansare il suo ragazzo, mi prese la testa con le sue mani e, proprio come avevo fatto io prima con lei, la spinse con forza verso di me.
Io andavo giù molto forte, lei urlava la raggiunse un orgasmo pauroso proprio nello stesso momento che Andrea, che nel frattempo si stava masturbando guardandosi la scena, le veniva sulle tette e sul collo. Poi mi toccò le spalle "Scopatela...non la vedi come è bagnata questa puttana, vuole provare il tuo bel cazzone"
Mi feci strada dentro di lei, anche se era bagnatissima ebbi un pò di difficoltà ad entrare, appena lo feci lei urlò dal dolore, mi fermai, poi, ad un suo cenno affermativo, riprovai e cominciai a pompare ferocemente.
Era sicuramente la più bella scopata della mia vita, Alessia era un sogno che si stava realizzando, il fatto che avessi scoperto che fosse una puttano consumata non me la faceva passare dalla testa, anzi... godevo ancora di più a spingere selvaggiamente dentro di lei.
Lei mi urlava il suo piacere, io le venni dentro con lei avvinghiata alle mie spalle, subito dopo crollammo a terra esausti.
Passò un minuto forse in cui rimanemmo tutti e tre in silenzio a goderci questo momento, poi le si alzò a andò a sciaquarsi.
Incrociai il mio sguardo con quello di Andrea ma nessuno dei due sapeva evidentemente quello che dire forse perchè entrambi sorpresi dalla piega che aveva preso la serata.
Alessia tornò in accapatoio fumando una sigarette si avvicinò a noi e ci invitò a sederci tutti e tre sul divano. "Perchè non me lo avevi detto prima che lì sotto nascondevi un tesoro?"
Sorridemmo tutti e tre, Andrea versò del vino e Alessia prese a baciarmi, un bacio bello, lungo e appassionato, poi fu la volta di Andrea a cui lei non negò le sue labbra e la sua lingua. I
o presi a baciarla sul collo e piano piano le sfilai l'accappatoio, la sua pelle aveva un profumo buonissimo.
Si girò e mi diede un altrobaciò, Andrea completò l'opera da me avviata spogliandola completamente, poi la facemmo stendere a terra e prendemmo a riempirla di baci su tutto il corpo, lei ricambiava carezzando i nostri membri non appena le capitavano a tiro.
"Così mi fate morire...e voi non vorrete che io muoia, giusto?" Guardò Andrea giusto un attimo poi mi sorrise e mi disse "Ti andrebbe di provare da dietro?"
Io ebbi un attimo di smarrimento, "Non l'ho hai mai fatto?... Bhè, se vuoi ti faccio provare il mio culo..."
Le dissi che non pensavo ad altro dal primo momento che le avevo notato il suo splendido fondoschiena, poi intervenne Andrea "Alessia, ma sei sicura?" "Si certo, è la cosa che più voglio in questo momento"
Andrea la fece girare a pancia in giro e cominciò a baciarla e ad accarezzarle l'orifizio, io intanto mi ero messo davanti a lei e cominciò subito a succhiarmi il cazzo.
Il suo ragazzo prese a leccarla, doveva piacerle molto visto l'affanno del suo respiro, poi Andrea mi invitò a farlo al posto suo, non fece in tempo a dirlo che mi fiondai tra le sue cosce, non avevo mai fatto niente del genere, era sempre stato un sogno, nessuna delle mie ragazze precendenti mi aveva mai concesso l'onore di stimolare in questo modo il loro buchetto.
Credo di avermela cavata abbastanza bene, come mi venne suggerito le infilai un dito dentro, ci volle un pò per via delle sue contrazioni ma alla fine entrò dentro.
Doveva fare spesso cose del genere visto la facilità con cui mi riuscì tale operazione.
Poi Andrea prese un cuscino dal divano, lo infilò sotto la sua pancia e mi invitò a provare ad entrare ora dentro di lei.
Non ci riuscii, ero eccitato come mai lo ero stato prima ma non c'era verso, le poche volte che le cose sembravano andare meglio dovevo fermarmi pe il dolore che provava.
Alessia disse qualcosa al suo ragazzo, che andò via, io nel frattempo ripresi a leccarle il buchetto.
Andrea tornò con dell'olio solare, lo spalmò sul culetto di Alessia e piano piano con le dita la stimolo nuovamente, feci anche io lo stesso poco tempo, Andrea si mise davanti e le tenne strette le mani, io mi chinai e dopo pochi tentativi, tirai un colpo vigoroso ed entrai dentro di lei.
Urlò, le facevo male ma non riuscivo a fermarmi così le diedi altri due colpi vigorosi.
"Calma, così me la spacchi...Amore stai tranquilla, rilassati..."
Poco alla volta il mio movimento divenne più fluido lei assecondò quello che io facevo così in breve tempo raggiungemmo un buon ritmo. Andrea le diceva di rendersi conto di quanto era puttana ma che la amava anche per questo e che con un cazzo di quelle dimensioni nel culo sarebbe stata a posto per un bel pò.
Le dissi che volevo aprirla come una mela, il suo respiro era affannoso, cercava di stimlarsi il clitoride ma aveva delle grosse difficoltà per via degli spasmi che l'orgasmo le stava procurando.
Poi Andrea provò a tirarla un pò su per provarci lui, io la presi per le ascelle e premetti fortemente più volte sul suo culo, il mio cazzo era praticamene tutto dentro di lei.
Venni così, tra le sue urla di dolore e piacere, mentre Andrea, eccitatissimo, non potette far altro che guardarsi la scena. Di nuovo ci trovammo stesi per terra, chiacchierammo un pò su come meravigliosa era stata questa serata, mentre Andrea asciugava amorevolmente il sudore dal vso di Alessia.
"Forse i regalo me lo hai fatto tu..." disse lei, mentre si contorceva per il culo che a suo dire le faceva un male cane. Fumammo una sigaretta nella camera che era dappertutto cosparsa di odori di sesso. Poi decidemmo di andare a fare una doccia tutti insieme, prese mano nella mano sia me che il suo ragazzo ed entrammo nel box.
Fu un'altra esperienza eccittante, Alessia era tra di noi in tutta la sua bellezza, le spalmavamo il sapone dappertutto e lei faceva lo stesso con noi, anzi, soprattutto con i nostri cazzi.
Poi sotto l'acqua l'abbracciamo entrambi, lei baciava prima uno e poi l'altro, le nostre lingue non facevano che intrecciarsi, eravamo di nuovo tutti e tre eccitati con la differenza che lei aveva un rossore sul fondoschiena per via dell'amplesso di prima.
Cercava i nostri membri, li desiderava più di ogni altra cosa al mondo e si vedeva, spegnemmo la doccia, lei si accascio, si mise sulle ginocchia e comincia a spugnettarci entrambi.
Era fantastica, mentre succhiava il cazzo di Andrea toccava il mio e viceversa. Ci stava facendo impazzire, ci sapeva veramente fare, cercò anche di metterli entrambi contemporaneamente in bocca.
Mi prese a fare un pompino stupendo, poi una sega, poi di nuovo un bacio sul cazzo, stavo per venire come intuivo stesse facendo Andrea, così smettemmo.
Io la presi per i capelli, le tirai la testa indietro e mi masturbai velocemente, lei era lì, con la bocca aperta che aspettava il nostro seme. Le cospargemmo la faccia, sembrava la peggiore puttana, lei mandò giù i fiotti che le erano entrati in bocca e poi continuammo la nostra doccia insieme.
Mano nella mano andammo tutti e tre a letto, con Alessia rigorosamente al centro pronta a regalare un bacio prima ad uno e poi all'altro.
Quella notte non riuscii ad addormentarmi, ero abbracciato ad Alessia, e pensavo e ripensato a quella che avrei poi definito come la serata più bella della mia vita.
Quando la mattina mi alzai, mi rivestii mentre loro ancora dormivano intensamente.
Mi avvicinai ad Alessia, ancora eccittato da tutto quello che era successo in quella notte magica, le diedi un bacio sulla bocca, lei si svegliò, mi sorrise, io la salutai e le sussurrai "Grazie..."
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19 years ago
petalidicandore,
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Prima esperienza lesbica
Ciao a tutti questa è la storia di una mia amica che ha voluto farmi pubblicare per rendervi partecipi delle sue emozioni che ha provato durante la sua prima volta………………………………
Mi chiamo Marianna e ho19 anni, prima di tutto avviso che sono lesbica da sempre e che non ho mai avuto un ragazzo...mai in tutti in sensi. Volevo raccontarvi la mia prima esperienza lesbica che ho avuto nel periodo della terza media, nella quale ho coinvolto una mia cara amica che mi era sempre piaciuta, ma che però era etero...ora vi spiego. In terza media dovevamo fare una gita di 4 giorni, che valeva dire tre notti passate in hotel...e dato che le stanze erano da 2 o da 3...ho chiesto a questa mia amica se voleva stare con me in camera (lei non sapeva che ero lesbica) ed a accettato molto volentieri. Quando gli ho proposto la cosa non sapevo bene le miei intenzioni, era solo per avere un amica come compagna di stanza. Cmq la gita inziò e bene presto mi trovai ad affrontare la prima notte, io continuavo a pensare a lei e a seguirla in quello che faceva. Ben presto arriva il momento di andare a dormire...ci cambiamo per mettere i pigiami. eravamo entrambe sui lati opposti del letto che era matrimoniale, io mi spoglio tutta dandogli la schiena e mi metto il pigiama, mi infilo nel letto e vedo che lei si sta ancora infilando la maglietta del pigiama e vedo che ha tenuto su il reggiseno e penso anche le mutandine...la guardo e le dico:
"non è scomodo dormire con la biancheria intima?"
e lei "normalmente la tolgo ma sai...."
la interrompo e gli dico "a me non dai fastidio mettiti pure comoda"
lei rimane zitta e dopo mi dice "mmm...ok.. però mi cambio in bagno ok? sai non sono disinibita come qualcuno.." e mi sorride.
così si infila in bagno.. e io sapendo che si stava levando reggiseno e mutandine, ho cominciato ad eccitarmi...mi infilai una mano dentro i pantaloni del pigiama e mi toccai,,,senti i peli un po' umidi e capi che mi ero eccitata un po' troppo per la situazione e cercai di calmarmi.. mi diedi il "contentino" leccando le miei dita.
poco dopo lei usci dal bagno e mentre veniva verso il letto vidi che aveva appoggiato il reggiseno e gli slip dove c'erano i suoi vestiti e poi si mise sotto le coperte.. dopo di che ..entrambe decidemmo di spegnere la luce...ma non dormimmo subito.. parlammo un po' ..
e mi disse anche "scusa se faccio la preziosa.. ma sai mi intimidisco come una bambina piccola...quando l'argomento è la "
la bloccai di nuovo e gli dissi "ma si tranquilla.. forse sono io troppo disinibita.. è solo che ci conosciamo da tre anni e ormai sento un certa intimità tra noi due.. un po' come sorelle" e ridacchiamo insieme....poi continuo e gli dico
"cmq hai un bel seno...più bello del mio"
e lei subito preoccupata mi disse "lo hai visto?"
e io "no no, prima eri in reggiseno e mi piaceva la sua forma e poi io ho una 2 e tu ...la 4 giusto? "
e lei " si , la 4...cmq anche se è più piccolo non è brutto"
e io "si hai ragione però il tuo è più bello" detto questo gli stringo poco poco il capezzolo sinistro...lei ci rimane male ma poi la sua risata si unisce alla mia gia iniziata.
decidiamo di dormire.. io continuo a pensare che è nuda sotto il pigiama.. ma cerco di contenermi dandomi il contentino del sapore dei miei umori in bocca per calmarmi. poi sento che russa e capisco che dorme.. mi avvicino gli do un bacino sulla fronte e uno in bocca...poi subito mi sento in colpa e penso "Dai Mary--è una tua amica a lei non piaci ...stai ferma" così mi allontano da lei e cerco di dormire.. e decido che non devo fare niente...e così passa la prima sera un po' insonne.
Il secondo giorno si è svolto tutto in normalità...ed eccoci arrivare al punto caliente.. la sera e la notte.
tutto si è svolto alla normalità...sempre qualche incertezza da parte della mia amica su come andare a dormire.. ma alla fine è finita come la prima sera. durante la notte io non riuscivo a chiudere occhio.. l’idea di dormire con una ragazza bellissima accanto mi eccitava moltissimo, poi penso che fosse dovuto al fatto che fossero tutte emozioni nuove e mai provate, e quindi più eccitanti. sta di fatto che ero molto bagnata per l'eccitazione, e forse è stato un errore ma decisi che volevo baciare e toccare la mia amica...non mi importava che fosse etero...avevo troppa voglia di farlo. Così mi avvicino a lei, sentivo che dormiva profondamente, una mano la misi sotto la maglietta per toccargli i seni e i capezzoli, l'altra mano la misi direttamente nei pantaloncini e persi a massaggiare la sua "passerrotta" (mi piace chiamarla così), era molto pelosa,come me, e con l'indice gli passavo sulla fessura.. tra le labbra, Infine presi a baciarla delicatamente sulla bocca e gli passavo la lingua sulle labbra. In meno di un minuto si sveglio ansimando, ma non bado a chi la stava toccando, forse l'eccitazione ero molto forte, come ho detto solo le prime esperienze, e forse era ancora mezza addormentata e pensava che potesse essere un sogno, sta di fatto che inizialmente stette al gioco ansimando e muovendo il corpo in sintonia, dopo breve si accorse che ero io , una sua amica e sopratutto una donna che gli stava dando piacere,
e così subito si prese male e mi disse " Mary che cazzo fai? lasciami..." e cerco di divincolarsi
ma io ormai ero partita...rimasi zitta e presi a baciarle il collo insistevo con la mano sulla passerotta.. insistendo...era molto bagnata. lei cercava di divincolarsi.. ma io la bloccai...mi diceva di smetterla e intanto ansimava.. le bloccai le braccia,e gli dissi" lo so che ti piace...dai è bellissimo.. lasciati andare" e le misi in bocca le dita bagnate dei suoi umori...lei rimase ribrezzata e mi disse "schifosa...dai...per favore"....allora lei era troppo presa dall'eccitazione per potermi fermare.. così abbassai i pantaloni e infilai la testa fra le sua gambe...non avevo mai fatto una cosa del genere e non ero molto capace.. così leccai in giro e ovviamente sul grilletto....la mia amica parti quasi in estasi...ansimava molto e per paura che gridasse gli misi le dita in bocca e lei le ciucciava come un lecca, andai avanti a leccare fino a che lei si inarco sulla schiena e strinse le gambe...scoppiando in forte orgasmo che mi esplose in bocca....venni anchio senza bisogno di toccarmi.. l’eccitazione era alle stelle.
per qualche minuto.. forse anche di più.. non ci spostammo da quella posizione...come se fossimo in trance....poi lei si mise a piangere e si raggomitolò.. come un gatto.. non si tirò su nemmeno i pantaloncini...in quel momento tornai un po' in me.. e gli chiesi scusa.. provai ad abbracciarla ma mi allontano...cosi mi allontani e la lasciai stare...spinse per 10 minuti poi smise e dopo si addormento....io mi sentivo un verme schifoso...si poteva dire che l'avevo violentata...quella sera non chiusi occhi.. nemmeno un po'.. e piansi anch’io....
il terzo giorno la mia amica non mi rivolse nemmeno
uno sguardo, e se ne stava molto sulle sue, molti pensavano che stesse male, ma io sapevo
che era rimasta turbata dalla notte precedente a causa mia. tutto il giorno prosegue con
lo stesso ritmo, finche arriva la sera, ed entrambe ci ritroviamo in camera sole. lei
senza dire una parola, si cambia in bagno e si infila sotto le coperte, lasciandomi stupita,
pensavo che volesse che dormissi per terra o in bagno, pensavo che almeno mi disse
qualcosa, ma niente. Così, senza pensare mi cambiai e andai a letto dando la schiena alla
mia amica, ero decisa a dormire e basta, ormai avevo rovinato ogni rapporto con lei,
pensavo che ormai mi odiasse. Così dormiamo, passa qualche ora, in cui avevo il pensiero
fisso nel vuoto, e succede quello che non mi sarei mai aspettato, la mia amica si avvicina
e mi abbraccia, dicendomi "nessuno mi aveva mai toccato in quel modo...e nessuno mi aveva
mai dato piacere...baciami ti prego", detto proprio sinceramente ci rimasi di merda, non
mi aspettavo una reazione simile, la mia amica contraccambiava ciò che provavo, però io
mi sentivo sempre in colpa e gli dissi che era meglio di no, e così fu lei a baciarmi,
senza che io potessi dire o fare niente, io inconsciamente contraccambiai il bacio e fu
molto intenso e bellissimo, poi lei mi prese la mano e la portò ai suoi pantaloncini e disse
"toccami di nuovo" io lo feci...volevo toccarla ancora, era una voglia irrefrenabile, così
mentre ci baciavamo, io la toccavo, poi presi la sua mano e la infilai nei miei slip, un po'
come aveva fatto lei a me.. lei timidamente comincia un po' a muovere la mano sulla mia
passerrotta, e nonostante i movimenti casuali, mi piace.. mi piaceva molto, andammo
avanti per un po' baciandoci e toccandoci.. fino a che venimmo, prima lei poi io, in un forte
orgasmo, poi finimmo per addormentarci in quella posizione.
La mattina mi svegliai benissimo, ero alle stelle, la mia amica era gia in piedi, era in
bagno che si lavava i denti, io mi alzai e la raggiunsi, l'abbracciai e la baciai sul collo
come si fa tra innamorati, lei si girò e mi disse che voleva parlarmi, e anche li rimasi di
merda, chissà cosa voleva dirmi...e infine mi disse che mi ringraziava per i momenti di
forte piacere e che era contenta di averli provati con una cara amica, mi ringraziava anche
di avergli fatto scoprire il suo lato omosessuale, ma preferiva affrontarlo più avanti,
quando sarebbe stata più grande e secondo lei più matura...insomma...brutti momenti.. voi
che dite?
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1
19 years ago
admin, 75
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La voglia matta
DEDICATA ALLA INVASATA PER LA QUALE STRAPAZZO
CON SMANIOSO TORMENTO, LO SFINITO MIO CAZZO
Si illudono gli uomini, presuntuosi, narcisi
di essere DOMINI violenti, possenti, decisi.
"La donna non va eretta su un piano sentimentale
ma costretta, sottomessa su quello orizzontale.
Con la mia forza bruta la prendo e la distendo "
Dopo aver di lei lungamente abusato, ripongo blaterando,
nel fodero ovattato, l' orgoglioso mio BRANDO
Ma quando Lei a sè lo attira, sicura, in forte laccio,
e lo cattura smaniosa, mi sai dire che faccio ?
Ecco, così mi apostrofa, con un dire assai preciso:
"Eh no, FOTTUTO STRONZO, PORCO NARCISO, hai fatto il tuo comodo
e allora, amico mio, trova modo farora, puranche, quello mio.
La SORCA è ancora aperta e quella ora comanda: Va subito coperta.
Ora il tuo MEMBRO debole, pietoso, malandato sarà mio schiavo
e farà, tutto quello che gli verrà ordinato;
è stato il mio PADRONE, ed anche un dolce INCANTO, però non è finita
perchè la mia voglia è tanta, ancora tanta, nel CULO e nella FICA
Non avere timore se pare sfiorito,quel COSO moscio lo curerò a dovere
e se null' altro cura bastasse, ti infilerò le dita nel BUCO DEL SEDERE
Sta certo, mio BASTARDO, mettiti pure tranquillo
vedrai che in breve tempo tornerà ancora arzillo.
Non ce la fai? Sei stanco? Non rispondi all' invito
del dolce mio PICCIONE sbattuto sul tuo viso?
Non va ancora sù teso? Ok, stai lì docile e ben disteso
Con molta più pazienza, t' ecciterò ancora
ti leccherò le PALLE, succhierò la CAPPELLA, il FRENULO, i FONDELLI
il sangue ritorna nella 'ASTA CHE riaffiora
mentre sconvolti bruciano i miei e i tuoi BUDELLI
Allora col DERETANO, profanato da sapienti dita, con tremore
ma asperso bene con tanta vasellina, dal tuo e dal mio umore,
mi impalerò sbattendo vittoriosa sulla NERCHIA rinata
più che pria fiduciosa di una nuova lussuriosa chiavata
Ti pomperò a stantuffo, ti monterò ben bene
godendo per tantore del tuo rigonfio PENE
t'avvolgerò frenetica, poi anche con la vogliosa fica
aspirando anche la anima, lasciando nelle PALLE,
meno che meno, soltanto il mio VELENO
Eh già, il desiderio tuo grande di un coito infinito
si spegnerà in un istante come un CERO ESAURITO
Perchè, mio carissimo, mi hai presa, posseduta, stuprata, violentata
Ma son io PADRONA di te, COGLIONE derelitto, come sacco svuotato
privo di forza e vita,sedotto e abbandonato
cacciato via nel limbo dei ricordi, senza alcuna speranza
di ripeter per ora questa bella, cruenta e stupenda mattanza
Meraviglioso è godere, e talvolta divino
ma mentre tu lamenti lo ingiusto tuo destino
che ti impedisce ora di rigodere ancora
questa LERCIA BALDRACCA, in ogni fondo intrisa, ma non ancora sazia
di altri ne va in cerca come CAGNA AFFAMATA di inesausto appetito
e come SOZZA VACCA, con cipiglio impettito
il lungo RETTO più volte ROTTO e la immensa FESSA ormai SFATTA
soddisfar vuole ancora l' insana, perversa, triviale VOGLIA MATTA "
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19 years ago
admin, 75
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Bagno in mare con vanessa
Io e Vanessa non ci vedevamo da quasi un anno. Facevamo entrambi
lavori stagionali e i nostri impegni non ci lasciavano tregua, nemmeno
d’estate. Sembrava che il destino ce lo facesse apposta: quando mi
liberavo io lavorava lei; si liberava lei e lavoravo io; le poche volte che
riuscivamo a trovare tempo entrambi accadeva sempre qualcosa per
cui lei doveva disdire l’appuntamento poche ore prima. Lei si scusava
e prometteva sempre che “si sarebbe fatta perdonare”, ma ormai mi
ero rassegnato a sentirla sempre e soltanto per telefono e nemmeno
ci speravo più di incontrarla di nuovo.
Oramai l’estate volgeva al termine, agosto era finito e l’orda dei
vacanzieri, finite le ferie, si stava ritirando dai luoghi di villeggiatura
come il mare con la bassa marea.
Pensai che era l’occasione buona per cercare entrambi un po’ di tempo
da dedicare alla nostra preziosa amicizia e le mandai un messaggio
sul cellulare chiedendole per l’ennesima volta se riusciva a trovare un
pomeriggio libero per potermi incontrare. Mi spinsi addirittura oltre e,
pensando che avremmo avuto tantissimo da raccontarci, le proposi di
restare a dormire da me, nella mia casa al mare, così da avere a
disposizione un giorno intero da passare insieme.
La mia speranza era quella che, in 24 ore che le offrivo, lei ne trovasse
almeno quattro o cinque da poter dedicare a noi.
La sua risposta invece mi lasciò di stucco: accolse con entusiasmo la
mia proposta e mi riferì che, avendo il giorno di riposo giovedì, se per
me andava bene, potevamo trovarci già dal mercoledì pomeriggio
appena finiva di lavorare.
Mi riservai dal darle conferma con la scusa che mi dovevo organizzare
gli impegni della settimana, ma in verità già lo sapevo che non mi sarei
lasciato sfuggire tale occasione. Avrei fatto di tutto passare quel
giorno con lei.
Le telefonai per darle la conferma:
- “Ohi, Vany!!! Volevo dirti che, anche se so che te ne sei già
dimenticata e avrai già preso altri impegni, io per giovedì mi sono
liberato e che se tu volessi…”
- “ma che dici? Secondo te, me ne sono dimenticata? Quant’è che ti
voglio vedere…! Ma hai visto questi impegni… ora accada cosa accada
ci si trova e si va al mare, dopo ci si penserà!”
Io con un pizzico di malizia risposi:
- “Io ti sto solo dando la possibilità di sdebitarti per tutte le sòle che mi
hai dato… non credere che sarà facile per te farti perdonare tutti gli
appuntamenti che m’hai disdetto…”
- “maddài… vedrai che sarò brava e me li farò perdonare tutti!”
Siamo sempre stati ottimi amici, tra noi c’è tantissima confidenza e
anche se lei è una ragazza carina, elegante e con due bei seni, io non
ci ho mai provato perché mi sono sempre fatto le mie storie e non ho
mai sentito il desiderio di provarci con lei.
E’ “la regola dell’amico” - cantata dagli 883 – e non c’era bisogno di
rovinare un così bel rapporto.
Ero convinto che nelle sue parole ci fosse solo ilarità e nessuna
malizia, comunque mi accordai per passarla a prendere il mercoledì
pomeriggio.
Aspettai sotto casa sua che si facesse una doccia, perché aveva
appena finito di lavorare. Quando la vidi arrivare, con ancora i capelli
un po’ umidi e scomposti, mi si illuminarono gli occhi: la vidi bellissima;
probabilmente tutto questo tempo senza mai vederci stava
amplificando la gioia nel vederla di nuovo. Ci salutammo con un forte
abbraccio e un bacio sulle guance. L’aiutai a mettere nel bagagliaio la
borsa con i vestiti e partimmo subito verso il mare, quasi senza
parlare perché volevamo serbarci gli argomenti a quando saremmo
arrivati.
L’unica cosa che disse, dopo avermi fissato per qualche secondo, fu
che mi trovava dimagrito e in ottima forma.
- “grazie! Anche te non stai male. Certo si vedono i segni dell’età, non
sei più una ragazzina…”
- “ma che stronzo!... semmai sarò un po’ stravolta perché sono
stanca…”
- “scherzavo!!! È che non so cosa dire, non mi sembra vero che
finalmente ci siamo ritrovati!”
- “anche a me, non immagini il piacere che mi fa essere qui con te. Ci
divertiremo…”
- “a proposito, per cena come ci organizziamo?”
-“no! Non organizziamo niente: quando ci prenderà la fame, qualcosa
inventeremo. Vedrai che non si muore, fidati!”
- “vabbè… ma io ho tante cellule da mantenere… se mi fai patire la
fame poi divento cattivo”
- “senza programmi è più bello, non voglio pensare a niente, solo a
noi due. Ora se non ti dispiace vorrei dormire un po’ perché sono
distrutta, tanto prima di arrivare un po’ di tempo ce n’è”
- “va bene, ti sveglio io, basta che non inizi a russare!”
-“si, è che so’!?”
Sdraiò un po’ la poltrona, io accesi l’autoradio in sottofondo e due
chilometri dopo già dormiva a sasso.
Mentre guidavo ogni tanto mi distraevo per guardarla. Ancora non
potevo credere che eravamo noi, io e lei in macchina insieme come ai
vecchi tempi e che oltretutto stavamo andando al mare a passare un
giorno intero insieme!
Non ci sono strade principali per andare da casa sua al mare e lei si
lasciava cullare dalle dolci curve.
Il sole del tardo pomeriggio stava colorando l’atmosfera calda di un
giallo surreale.
Quando mi fermai all’incrocio per entrare sull’Aurelia lei si svegliò.
-“Siamo già qui?”
-“Tra sette minuti e quarantadue secondi siamo davanti casa!”
Lei sorrise accarezzandomi la mano che avevo sul cambio.
- “Allora: cosa vuoi fare?” – le chiesi – “io farei così: andiamo a casa,
apriamo l’acqua, accendiamo lo scaldabagno, apriamo un po’ le
finestre… e nel frattempo ci mettiamo il costume e facciamo subito una
capatina sul mare, per aspettare l’ora di cena e goderci questi ultimi
raggi di sole”
- “approvo!” – rispose lei senza aggiungere altro.
Arrivati a casa scesi le valige, aprii l’acqua e feci strada fino alla
camera degli ospiti.
Posai le valige sul letto e mi fermai a pensare a come avremmo potuto
organizzarci per la notte, intanto lei era andata in bagno.
Quando tornò lei le dissi:
- “in questa casa, come sai, ci sono due camere: questa è quella con il
letto più comodo. Di solito ci dormo io, qui c’è la mia roba…”
lei non mi fece finire:
- “va bene, tanto il letto è bello grande: perché bisogna sfarne due?
Io non ho problemi a dormire insieme…!”
Io rimasi senza parole, poi mi ripresi e fingendomi indifferente replicai:
- “io poi… figurati! Ma se vuoi ti lascio sola e io vado nell’altra camera…”
- “ma che dici? Almeno stasera prima di addormentarci ci si raccontano
le cose… per me puoi restare! Anzi…”
- “allora se è così… però ti avverto: io di solito non russo, ma se
dovessi farlo non ti peritare a svegliarmi.”
- “se dico di dormire non mi svegliano nemmeno le cannonate! Di
quello non devi preoccuparti”
Aprì la sua borsa, prese il costume e andò in bagno a indossarlo. Io mi
spogliai in camera.
Tornò indossando un bel bikini azzurro chiaro di quelli con i laccetti
annodati sia dietro la schiena che ai fianchi.
Prendemmo le bici, un telo da mare per uno e via! verso la spiaggia.
Ci recammo sulla spiaggia vicina a casa mia, anche se era un po’
distante dal centro del paese. Era un mercoledì di settembre ed erano
quasi le sette del pomeriggio: sulla spiaggia c’erano solo due
pescatori e una famiglia di stranieri, probabilmente tedeschi.
Sia avvicinava l’ora del tramonto e le increspature dell’acqua
mostravano meravigliosi giochi di colore alternando il rosso acceso del
sole con il blu intenso del cielo. Io non riuscii a resistere e stesi subito
il telo sulla sabbia, poi mi spogliai e corsi nell’acqua.
Era bellissimo: rispetto alla temperatura esterna l’acqua era
piacevolmente calda. Dopo un tuffo e qualche bracciata mi misi “a
pancia in su”, allargai le braccia e a gambe distese mi lasciai cullare
dalle onde e trasportare dalla corrente per non so quanti minuti.
Poi mi ricordai della mia amica! La sottile corrente di maestrale mi
aveva spostato un centinaio di metri più a sud. Nuotai un po’ per
risalire la fievole corrente, poi uscii dall’acqua e andai da Vanessa che
si era sdraiata a leggere un libro.
- “è bellissimo!” – le dissi – “non sai cosa ti perdi”
Lei alzo il capo, mi guadò è mi chiese se non facesse troppo freddo.
Io la rassicurai che l’acqua era tiepida, piacevolissima e la invitai ad
entrare.
Nel frattempo anche i bambini stranieri erano entrati in acqua e si
stavano divertendo come matti.
Forse vedendo anche loro riuscì a convincesi, ripose il libro, si alzò e mi
seguì fino sul bagnasciuga.
- “è fredda!” esclamò appena un onda le bagnò i piedi.
- “dentro si sta da dio, credimi!”
- “si, il problema è entrare…”
non so cosa mi prese, forse vedendo i bambini tedeschi mi era venuta
anche a me la voglia di giocare, il fatto è che senza pensarci tanto mi
avvicinai a Vanessa e la presi in braccio. Lei si lasciò prendere senza
opporre resistenza, accogliendo quel mio gesto anche lei come un
gioco e mi mise le braccia attorno al collo. Al contatto del mio corpo
bagnato le venne la pelle d’oca e sui triangoli del bikini color sabbia le
vidi affiorare le forme dei capezzoli. Non potetti fare a meno di
guardarli: ce li avevo sotto il naso! Entrai in acqua con lei in braccio e
quando le onde le bagnavano la pelle ancora asciutta lei sussultava e
si stringeva a me, appoggiando un seno contro il mio petto. Questo
contatto mi stava eccitando e dovevo arrivare presto nell’acqua un po’
più alta per nascondere il bozzo che stava gonfiando tra le mie
gambe. Quando fui immerso fino alla vita la lasciai scivolare
dolcemente fino a farle toccare i piedi sul fondo e involontariamente le
strusciai la mia protuberanza sulla coscia. Io cercavo di nascondere il
mio imbarazzo, lei fece finta di niente e io mi convinsi che non se ne
fosse accorta.
Si immerse per bagnarsi anche la testa e poi, tornata su, iniziò a
schizzarmi, come i bambini.
Io risposi al gioco, e con soddisfazione le dissi:
- “hai visto che non ci si sta poi tanto male!”
- “te la farò pagare per quello che hai fatto!”
e mentre diceva questo continuava a schizzarmi sempre più da vicino.
Oltre a schizzarmi quasi mi picchiava! Mi dovetti voltare e “battere in
ritirata” verso il largo, e lei sempre dietro, a inseguirmi. Quasi più non
toccavo e lei, alta quei cinque centimetri più di me, ebbe la meglio e
riuscì ad avvicinarsi tanto che il suo corpo sfiorava il mio. Io cercavo
con gli occhi strinti di guardarla attraverso gli schizzi e di allontanarla
spingendola per i fianchi, ma toccavo poco sul fondo quando la
spingevo ero io che indietreggiavo!
Lei mi girava intorno e di tanto in tanto i suoi seni mi sfioravano e le
sue cosce venivano in contatto con il mio sesso, gonfio e duro dentro il
mio costume. Tra uno schizzo e l’altro vedevo il suo bikini bagnato
aderire alle forme dei suoi seni e durante quelli scuotimenti
sembravano dovessero uscire da un momento all’altro. I capezzoli le
trasparivano dalla sottile stoffa chiara, erano evidentissimi e la mia
eccitazione cresceva.
Non potevo più starmene lì impalato a subire.
Pensai: - vuole giocare? E giochiamo!
Me ne infischiai del mio “problema” e iniziai a rispondere con impeto ai
suoi schizzi. Mi avvicinai anch’io e spesso i nostri corpi venivano a contatto.
Lei era sempre più divertita e la sentivo cercare lei stessa il
contatto fisico con il mio corpo. Ero ormai certo che sapesse della mia
eccitazione perché non perdeva occasione per sfiorarmi il bozzo che
tenevo tra le gambe. Nel farlo mi sbatteva con noncuranza i suoi
promontori addosso, facendomeli ballonzolare sotto il naso e questo
non placava certo la mia eccitazione!
Improvvisamente si fermò di fronte a me, vicinissima, e mi prese i polsi
con le mani tenendomeli stretti per evitare che io la schizzassi.
Respirava affannosamente e non staccava gli occhi dai miei, era serie
e sembrava stesse per chiedermi una tregua, mentre lentamente mi
tirava con se dove l’acqua era più bassa. Mi illusi che fosse finita,
invece sulle sue labbra si scolpì un sorriso diabolico come a dire “ti ho
fregato!” e in un istante, con lo scatto un gatto che assale il topo, mi
lasciò i polsi, si afferrò all’elastico del mio costume e buttandosi anche
lei sott’acqua, me lo tirò giù fin sotto le ginocchia.
Io cercai di reagire, ma più mi muovevo e più lei riusciva a tirarmi giù
il costume. Non potevo scalciare perché il costume mi bloccava
le caviglie e non volevo farle male tirandole una ginocchiata. Quando
sentii che ormai non c’era più nulla da fare smisi di ribellarmi e
mentre con un braccio cercavo di tenermi a galla e di riprendere
l’equilibrio con l’altra mano cercai di coprirmi il pene e di nascondere
per quanto possibile la vigorosa erezione.
Lei riemerse tutta soddisfatta sventolando in mano il mio costume. Io
cercai di recuperarlo ma non era facile, lei me lo teneva alto e io ero
impedito perché lavoravo con una mano sola.
Rinunciai e indietreggiai, immergendomi nell’acqua fino al collo. Di
colpo mi venne in mente che non eravamo soli e mi sentii ancor di più
in imbarazzo. Mi guardai intorno, ma la famiglia di tedeschi, con i
bambini, non c’erano più. Il disco solare sfiorava la sottile linea
dell’orizzonte e non avevo idea di quanto tempo fosse passato. Sulla
spiaggia era rimasto un solo pescatore, lontano da noi, in direzione
del paese. Pensai che, con il sole contro, anche se avesse guardato
comunque avrebbe visto poco: solo le scure sagome di due ragazzi
che giocano nell’acqua.
Vanessa mi vide serio e preoccupato e, quasi dispiaciuta, si avvicinò
per ridarmi il costume. Mi finsi imbronciato mentre lei si avvicinava con
il mio costume in mano e ogni tanto abbassava gli occhi a spiarmi tra
le gambe, ma io non mi mossi. Stavo covando la mia vendetta!
Quando fu vicinissima si fermò e preoccupata mi disse:
- “oh, scherzavo! ma che te la sei presa? Tieni…”
e mi pose il costume.
Io a quel punto non ce la feci più a fingermi serio: digrignai i denti e
come un lupo che assale la sua preda mi buttai addosso a lei,
sbilanciandola all’indietro. Finimmo entrambi sott’acqua e mentre lei
annaspava per ritirarsi su io, incurante del mio sesso libero che le si
strusciava addosso, le passai le braccia dietro la schiena e le tirai i
lacci del costume. Invece che venirci un nodo (come sicuramente
accade se lo vuoi togliere apposta) il fiocco si sciolse lasciando il bikini,
legato solo al collo, a svolazzare nell’acqua e i seni liberi. Sotto l’acqua
i suoi capezzoli rosa sulla pelle bianca risaltavano ancora di più e
Vanessa cercava un po’ di coprirseli e un po’ di riprendere l’equilibrio.
Io la lasciai fare, godendomi lo spettacolo di quelle belle tette che
riemergevano e scomparivano nell’acqua. Rimasi in piedi davanti a lei
che ancora inciampava e ricadeva all’indietro. Mi venne di abbassare lo
sguardo a guardarmi il pene: come i seni di Vanessa, anche lui con
l’effetto ottico dell’acqua aveva acquistato tutta un’altra dimensione:
sembrava contorcersi per effetto delle increspature dell’acqua e la
pelle piuttosto bianca lo metteva ancora di più in risalto. Quasi ne ero
imbarazzato, ma ormai i freni inibitori avevano mollato.
Vanessa era riuscita a rimettersi in piedi,si era voltata di spalle e a
capo basso cercava di rifare il nodo con le mani dietro la schiena.
Io mi avvicinai, pacificamente.
- “vuoi una mano?” – le proposi
- “se non combini altro danno…”
- “te si e io no, eh? E poi sono gli uomini, gli stronzi?”
- “dai, aiutami piuttosto!” e con le mani all’indietro fece per passarmi i
laccetti.
Con l’intenzione di aiutarla mi avvicinai per prenderli, ma non avevo
previsto una cosa: la sporgenza che avevo tra le gambe!
Il pene libero nell’acqua e sempre turgido arrivò a contatto con le sue
natiche dondolando a destra e a sinistra. Quando sentii il contatto mi
fermai imbarazzato, non sapevo se indietreggiare o meno, ma
Vanessa, indifferente mi chiese:
- “ma che fai? Dai, legami ‘sto coso!”
Io non capivo: come poteva non essersi accorta di niente? Con
l’arnese che dondolava e le sbatteva addosso iniziai ad annodarle il
fiocco. Mentre lo stavo stringendo Vanessa si piegò leggermente in
avanti e iniziò a premere il suo sedere contro il mio basso ventre.
Dondolò un po’ i fianchi finché il mio pene non trovò spazio tra le sue
natiche. Poi iniziò a muoversi sinuosamente strusciandosi contro il mio
corpo.
- “…continua…” - mi disse con voce bassa e sensuale
- “mah… beh… io ho finito, il fiocco l’ho fatto”
portando le braccia all’indietro mi posò le mani sui fianchi, quasi ad
assicurarsi che non mi allontanassi, e continuò a muovere il suo
culetto contro il mio pacco
- “sicuro che hai finito? Io dico che c’è ancora qualcosa che puoi fare…”
Io non sapevo proprio che pesci prendere (eravamo al mare!) e iniziai
ad accarezzarle le cosce, poi salii fino ai fianchi che sentivo muoversi
dolci e sensuali sotto le mie mani. Dai fianchi passai con delicatezza
all’addome, giocherellai un po’ con l’ombellico e Vanessa sembrava
gradire le mie carezze, perché continuava a muoversi con sempre
maggior vigore.
Ogni tanto la corrente ci sbilanciava, ma con qualche passettino
laterale riprendevamo subito l’equilibrio.
Mi feci più audace e dall’ombellico cercai di risalire verso i seni.
Vanessa non si scompose: ci stava e le piaceva.
Iniziai a palparle i seni da sopra la stoffa, con movimenti delicati dal
basso verso l’alto, poi con la mano aperta ne tastai la consistenza.
Sentivo le punte dei capezzoli solleticarmi il palmo delle mani.
Vanessa si tirò un po’ su, lasciandomi i fianchi e portò le sue mani
sopra le mie, sopra i suoi seni. Prese a guidarmi sul suo corpo e la
lasciai fare, tenendo le mie mani morbide sotto le sue.
Mi faceva scendere sul ventre fino sotto l’ombellico e poi risalire, con
entrambe le mani fino al suo petto. Una, due volte, poi, prima di
risalire al petto per la terza volta, liberò una mano e con movimento
rapido si tirò su il bikini prima da una parte poi dall’altra e tornò di
nuovo a guidare le mie mani si sui seni nudi, liberi di essere palpati
dalle mie mani. Mi fece sfiorare i capezzoli con le dita. Anche le aureole
erano gonfie e sporgenti, poi mi spinse la mano destra giù sul suo
ventre, lasciando la sinistra a giocherellare con quelle morbide
sporgenze femminili.
Iniziò ad ansimare, aveva il corpo completamente a contatto del mio e
la testa piegata all’indietro. Mi offriva la sua guancia, il suo orecchio, il
suo collo e la sua spalla. Sfioravo la sua pelle morbida e bagnata con
le labbra, leccavo dolcemente il sale che si era seccato sulla sua pelle.
Dalla spalla salivo fino all’orecchio, poi scendevo, le baciavo la pelle, le
respiravo sul collo e poi tornavo a leccare, lentamente, come un gelato
che non si scioglie e che quindi vale la pena gustarlo con calma.
Lei intanto aveva spinto la mia mano destra verso la sua femminilità
più nascosta. Con il palmo appoggiato sul suo Monte di Venere da
sopra il costume le accarezzavo il sesso. Sentivo sotto quel sottile
strato di stoffa i suoi peli arricciolati che premevano e volevano essere
liberati. Più sotto, le grandi labbra, le sentivo morbide e calde sotto la
stoffa bagnata.
Oramai Vanessa stava appoggiata a me con tutto il peso. Il sole era
tramontato e il cielo da rosso era diventato viola. Le onde si erano
placate e un silenzio surreale ci avvolgeva. Lei si muoveva lentamente
su e giù sul mio corpo, poi portò di nuovo le sue mani sui miei fianchi
lasciandomi piena libertà di esplorarla e di accarezzarla dove più mi
piaceva.
Feci risalire la mano e mi misi a giocherellare con i suoi seni; mentre le
baciavo il collo andai alla ricerca dei capezzoli, turgidi e pronunciati. Li
accarezzavo delicatamente con il palmo delle mani e poi me li facevo
scorrere tra le dita. Lei ansimava e aveva ripreso a ondeggiare il
culetto sul mio basso ventre. Il mio pene le si era insinuato tra le
natiche ed era arrivato sotto la vulva.
Scesi di nuovo con entrambe le mani e fermai la sinistra sotto
l’ombellico, ad assecondare i movimenti del suo ventre. Feci scivolare
la destra ancora più in basso e Vanessa accolse quella mia carezza
divaricando un po’ le gambe. Sfiorai il monte di venere e mi fermai sul
clitoride, gonfio sotto stoffa. Proseguii accarezzandole l’interno coscia,
poi girai all’esterno e risalii. Insinuai la mia mano tra i nostri due corpi
e mentre le mordicchiavo l’orecchio palpai la natica, poi scesi con
decisione a metà coscia e la spinsi in avanti, a fargliela tirar su.
Vanessa mi assecondò nel movimento e alzò la gamba, appoggiandosi
più che mai al mio corpo.
Scivolai con la mano sinistra sul suo monte di venere, accarezzando
ed esplorando ogni centimetro di pelle che scorreva sotto, con la
destra invece le massaggiavo delicatamente tutta la coscia, prima
sopra, poi il fianco e infine sotto, poi risalii di nuovo fin sotto la natica.
Il contatto con quel muscolo sodo mi faceva eccitare all’inverosimile e
Vanessa sentiva la mia eccitazione crescere tra le sue cosce e
sbatterle sotto la vulva.
Accarezzai il suo culetto e mi spinsi verso l’interno, a cercare qualcosa
di caldo, di invitante, di proibito.
Scivolai sulla sua pelle fino a trovare la sottile stoffa del costume, ne
seguii l’orlo fin sotto la vulva e provai piacere nello sfiorarmi io stesso
il pene. Accarezzai la stoffa con le dita, poi giocherellai con un ciuffetto
di peli che fuoriusciva.
Vanessa stava ansimando. Godeva delle mie carezze.
Feci scivolare la mano sinistra dentro il costume e percorsi lentamente
tutto il monte di venere, attento a non tirarle i morbidi peli che sentivo
scorrere tra le mie dita. Mi fermai con le dita sul clitoride, gonfio che
faceva ormai capolino tra le grandi labbra.
Intanto con le dita dell’altra mano accarezzavano la stoffa sotto la
vulva, spostandola un po’ di lato ad ogni passaggio.
Vanessa aveva perso il controllo. Ansimava e mi sculettava addosso
come un’indemoniata. Non era facile tenere l’equilibrio con lei che si
muoveva su una gamba sola, tenendosi per i miei fianchi,
completamente appoggiata al mio corpo e la sabbia sotto i piedi che a
volte affondava e dovevo saltellare per ritrovare l’appoggio.
Sotto era un lago: sentivo i suoi umori caldi e viscosi che le uscivano
dalla vagina e si mescolavano con l’acqua del mare. Con l’aiuto
dell’altra mano le spostai la stoffa del costume di lato e scivolai con le
dita tra le grandi labbra, che tenni scostate. L’altra mano aveva ora
libero accesso al suo sesso. La percorsi delicatamente dentro con un
polpastrello, separandole le piccole labbra, morbide e indifese, fino a
sfiorarle l’ammasso carnoso del clitoride. Poi tornai sotto, lentamente,
scivolando sugli umori caldi che ricoprivano la pelle delicata del suo
sesso e si disperdevano nell’acqua salata.
Vanessa era al culmine, la sentivo fremere, tremare, ansimare e
contorcersi, abbassava ventre quasi a cercare il contatto, la
penetrazione delle mie dita, forse anche del mio pene.
Fu presto accontentata: mentre con il polso la sorreggevo sotto la
natica destra, appoggiai le punte del dito medio e dell’anulare
all’ingresso della vagina, calda e scivolosa, intrisa di piacere. Spinsi la
mano un po’ più sotto e le dita entrarono. Le sentii avvolgere, quasi
risucchiare dalle pareti calde e gelatinose. Iniziai a muoverle dentro, in
senso circolare, poi dentro e fuori.
Vanessa aveva gli occhi strinti, si mordeva il labbro per non urlare,
tremava e non riusciva più a coordinarsi con i movimenti. Le appoggiai
il mento sul collo e iniziai a mordicchiarle l’orecchio.
Le sue mani si muovevano sui miei fianchi, sembrava cercassero prima
i miei glutei, poi il mio sesso, poi di nuovo i miei glutei… non sapeva
nemmeno lei cosa volesse toccare.
Le sentii l’interno della vagina contrarsi, una, due, tre volte contro le
mie dita, Vanessa ebbe qualche tremito, mi affondò le unghie sui
fianchi tanto da farmi male. Quando fu rilassata sfilai delicatamente le
dita dal suo sesso e tra le sue gambe si diffuse una sostanza calda e
viscida, incolore, che andò a mescolarsi con l’acqua del mare. Mi portai
le dita al naso sentii che profumavano di piacere femminile.
Vanessa abbassò la gamba, io la lasciai e fece uno sbarellone che
quasi cadde sott’acqua.
Si voltò guardandomi con la faccia stravoltissima e mi abbracciò, ma fu
un abbraccio freddo, sembrava che avesse più bisogno di essere
sorretta che abbracciata. Il cielo ormai tendeva al blu scuro e sulla
superficie dell’acqua, piatta come uno specchio, si riflettevano già le
luci del paese. Anche l’ultimo pescatore se ne era andato.
Vanessa si rimise a posto il costume, sia sopra che sotto e fece per
uscire dall’acqua.
Io la chiamai:
- “Vany!...”
-“Che c’è ancora, sarà tardissimo, abbiamo la pelle vizza… non credi
che sia ora di uscire?”
- “si, infatti… vorrei riavere il mio costume!”
Lei sgranò gli occhi come dire: “Cosa? Il tuo che?” poi scoppiò a ridere.
Per fortuna era tardi e la spiaggia era vuota. Dovetti uscire nudo,
eccitato e tornare a casa con l’asciugamano legato alla vita e niente
sotto. Eravamo pure in bicicletta!
Mentre pedalavo i testicoli gonfi mi facevano male.
Quella notte Vanessa ebbe molte cose da farsi perdonare…
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19 years ago
mentapeperita,
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Il sogno
Ero indaffarato per i preparativi della cena che davano i miei padroni, avevo apparecchiato un bel tavolo rettangolare
per sei persone con tanto di candele, una candela per ogni invitato, sarebbero arrivate altre due coppie amiche dei miei padroni.
Il mio compito sarebbe stato quello di servire al tavolo e mi era stato esplicitamente detto che non avrei potuto parlare
e avrei dovuto ubbidire ad ogni ordine e necessita' degli invitati e dimostrare che ero un bravo schiavo.
Mi avevano depilato le parti intime e le gambe e vestito solo con un paio di collant autoreggenti neri,
un paio di scarpe aperte sulle punte con i tacchi rossi , un collare di pelle nera, un paio di guanti bianchi che arrivavano
al gomito e mi avevano legato le palle con una corda sottile che facendola girare diverse volte le aveva allontanate del pene
tirando la pelle in modo tale che rimanesse perennemente scappellato e alla fine avevo testicoli penzolanti, gonfi e staccati
per piu' di tre dita dal pene.
Lei si era vestita con un nero lungo vestito da sera molto elegante con tacchi vertiginosi e aveva una bellissima
scollatura a V che lasciava intravedere il suo bellissimo seno; un lunghissimo spacco che normalmente rimaneva chiuso ma
camminando si apriva leggermentementre arrivando fino all'anca e facendo capire che forse non c'erano le mutandine.
Lui era in giacca e cravatta e aveva dei pantaloni elasticizzati classici che risaltavano il suo ben delineato fondo schiena.
Io ero il loro schiavo ma era la prima volta che mi ritrovavo a servire persone che non erano Loro, per di piu' erano persone
che non avevo mai visto ed ero eccitato ma allo stesso tempo mi vergognavo; come avrebbero reagito trovandomi in quella situazione?
Sapevano che io ero li'?
Suono' il citofono e feci un sobbalzo, la mia Padrona ando' a rispondere e intuii che erano loro e Lei apri con il pulsante
il cancello in fondo alle scale si diresse per la sala a dare l'ultima occhiata se tutto fosse in ordine e chiamo il Padrone
dicendogli di venire; mi ordino seccamente di andare ad aprire senza nemmeno guardarmi.
Ero tesissimo, dovevo aprire quella porta trovandomi in quello stato; ma dovevo ubbidire e aprii la porta.
Mi ritrovai davanti due coppie distinte vestite elegantemente e abbassai gli occhi in segno di riverenza e di vergona e
vidi che il cazzo era teso e questomi fece ancora piu' sprofondare nella vergona; mi feci di lato e loro passarono
sorridenti salutando i miei padroni, in pratica mi avevano ignorato, come se fossi trasparente... nei fui sollevato e chiusi la porta.
Si salutarono e io mi avvicinai per prendere i loro cappotti, me li passarono senza nemmeno guardami e io comunque stavo
con il capo abbassato in segno di riverenza e andai in camera ad appoggiarli sul letto. Si erano messi sul divano a chiacchierare
e io nemmeno capivo cosa dicevano tanto ero teso ma comunque vedevo che sorridevano quindi la cena stava andando per il verso giusto
e andai in cucina a prendere il vassoio con gli aperitivi. Mi misi in ginocchio davanti a loro e presero gli aperitivi e io me ne
stavo li' col vassoio aspettando che poi riappoggiassero i bicchieri vuoti, dopo qualche minuto finirono l'aperitivo e io mi
rialzai e portai il vassoio con i bicchieri vuoti in cucina.
Quando tornai una signora chiese di andare in bagno e il mio Padrone mi ordino' di accompagnarla; aprii la porta del corridoio
e la feci passare, non mi degno' di uno sguardo, richiusi la porta e le feci strada verso la porta del bagno; aveva una gonna
blu che arrivava al ginocchio e si vedevano i collant a rete con scarpe rigorosamente con tacco a spillo, arrivai davanti alla
porta del bagno e gliela aprii rimanendo fuori, lei fece per entrare e senza neanche guardarmi mi prese con violenza per i capelli
con una mano e mi trascino dentro e di disse " chiudi la porta merdoso schiavo", lo sussuro con sicurezza e cattiveria. Ero gelato
da quelle parole chiusi senza esistare la porta mentre ancora mi tirava per i capelli.
" So' che non puoi parlare e adesso vediamo se stai zitto", ero spaesato e il mio cazzo si era finalmente abbassato, mi infilo'
una mano da dietro e me lo prese e lo tiro con
forza mentre con l'altra mano mi teneva ancora per i capelli; nonstante tirasse il mio cazzo rimaneva scappelato tanto la pelle era
tirata per il lavoro minuzioso dei miei Padroni. Lo strattono' ancora con forza e nel dolore sentivo le palle gonfie che mi sfioravano
le natiche, sentivo dolore e mi sentivo alla sua merce' ... "allarga le gambe! e metti una gamba dentro la vasca bastardo"...
adesso mi trovavo a cavalcione del bordo della vasca e mi tiro i capelli verso il basso " siediti sul tuo cazzo!" mi sono seduto
sul bordo, il cazzo mi premeva tra le natiche e sentivo le palle che mi sfioravano l'ano; ero assolutamente silenzioso nonstante
il dolore fosse aumentato. "Bene! adesso lo voglio vedere ingrossarsi, idurirsi e uscire dalle tue luride chiappe! avanti
voglio vederlo uscire! altrimento lo faccio uscire con la forza e cosi' vediamo fino a che punto resti muto!"... la situazione
surreale mi stava eccitando e incredibilmente il mio cazzo a quelle parola stava ubbidendo, a sua espressione era soddisfatta
e vedevo un sorisetto maligno, sentivo il cazzo diventare duro e sdrucciolava sul bordo della vasca, sentvo dolore alla cappella
e secondo me in quella situazione doveva essere molto gonfia. Sempre tenendomi per i capelli con una mano si tolse una scarpa e
la sbatte' sulla mia cappella rovesciata, sentivo dolore ma non tantissimo, era troppo gonfia e forse non era cosi' violenta,
continuo' a batterlo e aveva un aria divertita, il suo divertimento mi eccitava ancora di piu'... "avevano ragione, sei
ubbidiente penso che questa sera ci divertiremo e i tuoi padroni mi hanno regalato il tuo orgasmo, quindi saro' io che ti
diro' quando potrai sborrare e come dovrai farlo e quando te lo dico non devi esitare, non devi tardare e se non ne farai
abbastanza te ne pentirai" il suo sorriso si era trasfomato in un ghigno sadico, detto questo mi lascio andare " alzati
e rimettiti a posto"...
me lo raddrizzai con solievo, lei si alzo' la gonna, abbasso' i tanga e si sedette sul water " non guardare bastardo! girati!"
mi girai di schiena e sentivo che cominciava a urinare poi sentii una mano che mi afferrava le palle e me le tirava dietro
"mhh, sembrano belle piene... mi raccomando a non deludermi! faresti fare brutta figura ai tuoi padroni", si puli', si alzo
e si lavo le mani e usci' lasciandomi li', mi affrettai per il corridoio per aprirgli la porta verso la sala e ritorno a
fare salotto normalmente.
Comincio' la cena e io servivo al tavolo come un cameriere, era tutto normalissimo se non fosso per il fatto che io ero
nudo con collant, scarpe con i tacchi, collare, guanti e le palle legate.
Poi improvvisamente l'uomo di una delle due coppie disse "Vedo che il vostro schiavo e' vestito come una troia",
il mio Padrone " abbiamo pensato di renderlo piacevole per entrambi i sessi, ci vuole la parita' dei sessi " e si misero a ridere...
"e' ubbidiente?" disse l'altro
"certo, ci e' voluto un po' per addomesticarlo ma e' abbastanza docile adesso" disse il mio Padrone...
"fatti vedere un po' meglio" disse l'altra donna
La mia Padrona mi fece cenno di andare dalla donna e farmi ammirare, mi misi davanti a lei e cominciai a girarmi per farmi
guardare tutto come la mia Padrona voleva
"Non sembra male, potra' intrattenerci decentemente questa sera?" disse
"Non mi deludera' o se ci provera' troveremo il modo di divertici di piu' a sue spese" disse la mia Padrona
"Allora che la troia balli per noi" disse un uomo
"Accendi lo stereo e balla" disse il mio Padrona divertito
Accesi lo stereo e mi misi a ballare fingendomi una donna e cercare di essere il piu' sexy possibile, mi accarezzavo lungo le coscie,
mostravo le natiche mentre mi abbassavo a 90, pizzicavo i capezzoli e mi accarezzavo tra le gambe senza toccarmelo pero',
tutti mi guardavano e si divertivano, il compagno della donna del bagno allungo' la mano e mi schiaffeggio il cazzo " hei! fammi
vedere il culo il cazzo non e' per me ah ah ah "
Mi girai e lui prese una candela e cerco di infilarmela nel culo mentre io ballavo, era insistente e alla fine riusci' a infilarmela
e me la lascio' mezza dentro e mezza fuori e tutti ridevano divertiti.
"ah ah ah proviamo con la bottiglia" disse la donna del bagno
"si, vieni sul tavolo in piedi che ti facciamo sedere su questa bottiglia ah ah " disse il suo compagno
Vedevo i miei Padroni che si divertivano e andai sul tavolo sempre ballando e lentamente mi abbassavo sulla bottiglia e mentre
lei la teneva ferma, prima di arrivare a toccarla la scosse e mi bagno il culo con lo spumante gelato e tutti che ridevano, alla
fine mi abbassai e sentivo il collo della bottoglia che entrava a fatica; andavo lentamente su e giu' e sentivo la bottiglia fredda
che accarezavo con le mie palle.
"le avete legate bene quelle palle, sicuro che non si riesce a farlo rincappelare?" disse l'altra donna e mi prese il cazzo e
comincio a tirare per cercare di ricamppellarlo, sentivo la pelle tirare tanto da farmi male; riusci' a farlo rientrare quasi tutto
poi lo lascio di colpo e si mise a ridere.
" mettiti a pecora" disse l'uomo che teneva la bottiglia, appena fui in posizione comincio' a squotere la bottiglia e il fino mi
entrava nel culo e mi colava dalle natiche.
"E' frocio questo schiavo?" disse la donna del bagno
"No, ma non ci interessano i suoi gusti" disse la mia padrona ridendo
"Allora me lo faccio succhiare da questa troia" disse l'uomo dell'altra coppia
Si alzo' i piedi e tiro' giu' la patta, io a pecora sul tavolo, me lo sbatte' in faccia
"succhia qui troia!" mi prese per i capelli e si fece fare una bocca di forza, me lo spinse fino in gola; si alzo' anche l'altro
e fece altrettanto mentre una donna dietro mi sculacciava divertita " dai succhialo! spingiglielo fino in gola".
La donna del bagno stava succhiando il cazzo del suo compagno, i miei padroni stavano li' divertiti.
Quella che mi sculacciava si spoglio' " adesso me lo scopo come dico io" estrasse dalla borsa una mutanda con un fallo attaccato
e se lo mise. Sali' a cavalcioni, me lo infilo' e mi cavalco stile cowboy tirandomi delle pacche sul culo mentre continuavo il lavoro
di bocca con il suo compagno.
Gli altri due stavano scopando sul divano e cosi' fecero i due che mi stavano addosso, rimasi li' sul tavolo. La mia Padrona prese
una corda elastica e me l'attacco alla legatura delle palle, uno di quelli che stava sul divano capi' al volo, prese la corda
se la lego' alla vita mi misero seduto sulla tavola mise la corda in tiro e comincio a scopare la sua compagna, ogni pompata era
una tirata di palle gli altri due si fermarono divertiti a guardare e lui con sguardo sadico tirava ogni tanto la corda di piu',
tanto da farmi avanzare a bordo tavolo.
"Vorresti scopare? Ma sei uno schiavo e non ti e' permesso ah ah ah al massimo una bella sega!" disse lei e si alzo verso di me,
lo prese con una mano e guardava il suo compagno, lui fece un cenno e lei comincio a farmi una sega violentemente, era solo dolore
"dai cane! forse preferisci che smetto!? o per godere vuoi anche il dito in culo!?"
Avevo le palle strattonate dall'altro che pompava la sua compagna e lei che mi torturava il cazzo e adesso mi aveva infilato in
dito in culo e lo muoveva selvaggiamente " ti piace stronzo!? Ti piacerebbe sborrare perche' finisse la tortura eh bastardo?!"
Quelli che pompavano erano allo stremo, lui era al limite ma si fermarono improvvisamente.
"Sdraiati in terra schiavo" disse la donna del bagno mentre si alzava dal divano e mi si sedette in faccia "lecca la figa tanto
non puoi fare altro" leccavo la sua figa bagnatissima e allargata dalla tremenda scopata; il suo compagno le ando dietro e
comincio' a scoparla nel culo, io leccavo la sua figa e sentivo i colpi e le sue palle che mi sbattevano sul mento.
Andava sempre piu' forte e lei gemeva "ah vengo!!!" lei si giro' rapidamente e gli prese il cazzo, me lo sbatte' in faccia
"adesso bevi troia!", sentii lo sperma caldo che mi innondava la faccia, l'altra donna da dientro con il piede mi schiaccio le palle
e aprii la bocca, sentii il cazzo fino in gola che finiva di sborrare, lei con cura lo strizzo ben ben per fare uscire fino
all'ultima goccia "adesso pulisciti con le dita la faccia e leccale ben bene.
L'altra coppia prese un ferma tovagliolo rotondo me lo ficco' in bocca mi legarono i polsi dietro una sedia lei si mise a pecora
di fronte a me e lui dietro comincio a scoparla, lei mi gemeva davanti al viso e si appoggiava alle mie coscie, poi mi schiaffeggiava
il cazzo quando era prossima all'argasmo, mi guardava negli occhi e il mio cazzo sarebbe esploso solo nel guardala a 10 cm negli
occhi se lei non mi torturava le palle e il cazzo continuamente. Poi lei si sposto' " adesso la bevi tutta davvero", avevo la bocca
con il cilindro del portatovagliolo in bocca, lui mi mise la cappella in bocca e e con qualche colpo di mano sborro' con tutti che
guardavano divertiti, sentivo lo sperma che fluiva in bocca e lentamente tendeva a scendere in gola. Mi tirarono poi via il cilindro
e mi fecero deglutire tutto.
"Adesso e' ora di fare sborrare come un cane questo schiavo, chi vorresti scopare? ..come? non sento... non parli?... se parli ti
farai una scopata che non ti scorderai per molto tempo... bene allora se non parli peggio per te!" disse la donna del bagno.
Mi misero sul tavolo in pancione con il cazzo fuori dal bordo, l'altra donna si sedette sopra e sentivo la sua figa umida sulla
mia schiena, mi infilo' una candela nel culo poi comincio a schiaffeggiarmi il culo; la donna del bagno aveva preso un bicchiere
e con una mano mi prese le palle tirandole a tratti e tenendo il bicchiere sotto il mio cazzo.
"Cerca di sborrare presto altrimenti diventiamo violente". Avevo la candela che andava su e giu' nel culo, aveva smesso di
schiaffegiarmi e aveva afferrato le palle e le strigeva tenendole ferme mentre la donna del bagno mi masturbava violentemente,
stavo godendo, il dolore si trasformava in piacere, piu' mi stringeva le palle piu' godevo, piu' mi masturbava violentemente piu'
sentivo dolore ma cresceva il piacere. Arrivo' un orgasmo potentissimo, una liberazione; adesso mi stringeva le palle piu' forte
come se vollesse strizzarle all'ultima goccia.
"alzati!" mi ordino' la donna del bagno.
Si mi misero tutti davanti a me... "adesso beviti la tua sborra", mi porse il bicchiere la spumante, era pieno a 1/3 tanta attesa
aveva gonfiato le mie palle a dismisura o forse era stata la strizzata finale?
Bevvi e dopo aver finito la mia Padrona mi disse di andarmene nello sgabuzzino e di restarci...
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19 years ago
schiavetto71,
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Last visit: 8 years ago
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Grazie alle ricorrenze
Martedì scorso è stata la ricorrenza dei morti , io ho preso lunedì di ferie e sabato mattina con mia madre sono andato al paesello per onorare la tomba di papà che non onoravo da circa tre anni . Avrei voluto andare in aereo ma mia madre non ha voluto . Un viaggio duro e massacrante per me che non sono abituato ma per certi versi piacevole . Per tutto il viaggio ho tenuto la mano sulla coscia di mia madre , che indossava un paio di pantaloni abbastanza aderenti ed un camiciotto largo sotto il quale si vedevano ballonzolare i seni senza reggiseno . La mia mano vagava dalla coscia al seno e praticamente ho fatto il viaggio con quasi sempre il cazzo duro . Più volte ho preso la sua mano e l'ho appoggiata sulla mia coscia ma lei l'ha sempre ritirata mentre quasi alla fine del viaggio lei stessa , di sua iniziativa , l'ha trattenuta accanto al cazzo e ne ha sentito il turgore . Un paio di volte gliel'ho tirata più su fino a farglielo tenere stretto e lei compiacente lo ha carezzato ma subito dopo l'ha abbassata . Ho ritenuto opportuno non forzarla . Sono già alcuni mesi che mi concede di baciarla in bocca ed accetta che giochi con la sua lingua , non mi scaccia quando le ciuccio i seni ed accetta che la mia mano s'insinui tra le cosce e la titilli fino a farla godere . Alcune volte mi ha stretto il cazzo in mano e dietro mie preghiere mi ha masturbato facendosi sborrare in mano ed un paio di notti sono arrivato a sborrarle addosso mentre era a letto . Ha giocato colla sborra spalmandosela sul petto ma si è categoricamente rifiutata di farsi sborrare in bocca . E contina a rifiutarsi quando cerco di cavalcarla o d'incularla e si schermisce quando cerco di leccarle la fica . Fin quando si tratta di giocare con le mani accetta ma rifiuta il contatto , la penetrazione . Io so che lei brama un cazzo tra le cosce ma un residuo di pudore , di falso pudore , le impedisce che la prenda come si usa prendere una donna , un'amante . Un po' di tempo fa aveva espresso il desiderio di depilarsi l'inguine e siccome le avevo imposto di non farlo ogni volta che torno a casa le abbasso i pantaloni o le apro la vestaglia per verificare se si sia rasata . Lei lascia che le prenda il ciuffo rigoglioso dei peli odorosi che glielo carezzi che li tiri che le prenda in mano tutta la fica dalle grandi labbra gonfie che le massaggi il grilletto fino a che la senta godere mentre le spingo contro le chiappe messe a nudo il mio cazzo che cresce e cresce e desidera fotterla . Lei continua a ripetermi di lasciarla stare perchè è mia madre ma intanto spinge il culo contro di me per sentire meglio quanto la desideri ed è lei stessa a guidare la mia mano che le carezza la vagina . Spesso finiamo sul divano dove l'adagio e la penetro con l mano e la faccio gemere quando le tocco la cervice dell'utero e sento gli umori allagarmi il braccio ed intanto lei gioca col mio cazzo . Ho cercato diverse volte di salirle sopra per chiavarla ed ogni volta si è divincolata accavallando le cosce ed impedendomi di continuare a fotterla col braccio . Una sera mi è sembrata più infoiata del solito ed io più voglioso che mai di chiavarla : le ho preso la testa ed ho avvicinato il cazzo che stava per scoppiare alla sua bocca semiaperta e con la lingua che leccava le labbra . Ero sicuro che voleva sentire un bel cazzo in bocca ma appena mi sono avicinato ha girato la testa e si è rifiutata . Ogni volta che gliene parlo lei mi ricorda di esere mia madre e mi dà del porco se desidero depositare il mio sperma nel corpo di mamma . Secondo lei non è naturale . Ma ritiene naturale sentire il mio cazzo duro allo spasimo quando mentre la stringo e la bacio glielo faccio crescere contro la pancia o le chiappe . Siamo arrivati a notte fonda e siamo stati ospiti di zia Matilde , sempre più brutta sempre più zoppa e con un culo sempre più appuntito , ricongiunta ormai col marito in pensione . Ci hanno informato degli ultimi avvenimenti, uno in particolare che al momento faceva scalpore . Un pecoraio , che anni prima era stato nostro bracciante , si era suicidato gettandosi in un pozzo perchè aveva messo incinta sua figlia . La ragazza aveva al momento 22 anni e da una decina era l'amante di suo padre sotto gli occhi della moglie . La ragazza , che io conosco di vista , è una piccoletta , quasi nana , ma con una quinta di seno che non la fa passare inosservata . Ha sempre la testa all'aria , come incantata di chissà quali visioni e non molto sveglia . E quando le si chiede perchè lo abbia fatto risponde che è il suo fidanzato . Lo scandalo non è perchè il padre ha messo incinta la propria figlia nè la connivenza della madre ma il fatto che lui si sia suicidato . Ha lasciato una moglie con altri due bambini più piccoli senza sostentamento , una figlia stupida senza compagno ed un nascituro senza certezza per l'avvenire . Che abbiano copulato è in secondo ordine . Già una decina di anni prima era successo che una madre era stata messa incinta da suo figlio down , mongoloide . Il marito era muratore e lavorava come un dannato e rientrava sempre stanco . Lei , giovane , aveva notato la dotazione del figlio che s'induriva quando gli faceva il bagno ed una volta aveva ceduto ai desideri della carne e si era fatta chiavare . Da quella volta il figlio pretese più volte al giorno di farla sua e spesso le saltava addosso in presenza di altre persone . Alla fine era obbligata a cedere altrimenti lui diventava violento . Quando rimase incinta non potè negare l'evidenza e decise di andare in un altro luogo a partorire un figlio , a quanto sembra , normale . Non si è più saputo nulla di loro . Nelle comunità contadine l'incesto è quasi all'ordine del giorno e tra fratelli è più che diffuso . Questo a prova della mia teoria che quando l'uomo è in tiro è molto simile alla bestia : basta sfogarsi non importa nè con chi nè dove . La domenica sera ho portato mia madre a mangiare il pesce in riva al mare e dopo cena , mano nella mano , siamo andati a fare una passeggiata sul lungomare . Abbiamo raggiunta una zona in penombra abbastanza lontana dalla città e qui , seduti sui bordi di una barca in secca , ci siamo stretti in un abbraccio e scambiato un bacio degno di due focosi innamorati . Aveva gli occhi che alla poca luce che proveniva da lontano brillavano di voglia . L'ho distesa sull'umida sabbia e sempre baciandola le ho cavato i pantaloni e le mutande mettendo a nudo il caldo inguine . Lei stessa mi ha aperto la pattina e si è impadronita del cazzo e mentre io la penetravo con la solita mano lei mi stringeva i coglioni mentre l'altra mano lo segava con lenti movimenti . Ho ritirato il braccio e ne ho leccato gli umori e mi sono disteso sulla sabbia attirandola sopra di me . :- Adesso impalati , le ho imposto invece lei ha chiuso le cosce e si è distesa accanto a me . Mi sembra di diventare pazzo . Non so cosa pensare . Lei mi vuole e lo so ma non osa . Infatti continua a ripetermi che non è il momento . Eravamo distesi a guardare le stelle carezzando uno il sesso dell'altra e andando indietro coi ricordi . Io la rivedo nella stessa posizione di ora quando sotto gli sguardi curiosi miei e di mia sorella Vittorio la chiavava con delle potenti spinte e lei cogli occhi lucidi c'implorava di allontanarci con la voce sempre più flebile . Noi testardi siamo rimasti fino a quando il cazzo di Vittorio è uscito gocciolante dalle sue viscere con la capocchia lucida e ci ha chiesto di aiutarlo a ripulirsi . Lei stando sempre sdraiata a cosce spalancate si è pulita con dei fazzoletti di carta . E quella non è stata l'unica volta in cui ho assistito al suo godimento . Le ho ammirato la fica illuminata dalla luna ed il pelo pubico che la nasconde ed ho sognato di farla godere come Vittorio . Ha ancora accettato la mia mano e nulla più . Mi sono messo in ginocchio sul petto per farle ciucciare il cazzo che voleva godere ma lei mi ha masturbato non accettando di baciarlo . Finalmente le ho sborrato in mano mentre girava la faccia dall'altra parte .
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19 years ago
pompeo1pompa,
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L\'aiutante straniera
Qualche mese fa, era estate, inizio di luglio, ero appena tornato da un viaggio di lavoro e avevo la valigia piena d’indumenti da lavare, solitamente li portavo in lavanderia, ma ero stanco di spendere un sacco di soldi quando potevo avere un’alternativa.
Chiesi ad una mia amica se conosceva qualche ragazza o signora che poteva fare questo servizio a casa mia , usando la lavatrice e poi stirarla, dato che non mi mancava nulla. Qualche giorno dopo Monica , la mia amica , mi telefonò dicendomi che mi avrebbe mandato la signora che stirava a casa sua , mi disse che era brava e che non era per niente cara.
Ci accordammo per il sabato mattina, e puntualmente arrivò, suonò alla porta e si presentò. Con un accento tipicamente dei paesi dell’est , mi disse che si chiamava Anna e che aveva una buona esperienza nel settore. Le dissi che se andava bene a Monica , avendo lei una certa esperienza, a me andava benissimo.
Le spiegai ogni cosa e la lasciai al suo compito.
Ero intento a sbrigare alcune faccende domestiche quando mi soffermai ad ammirare il suo corpo. Vista in quell’ottica appariva meno bella di quanto lo fosse realmente, ma s’intuiva che aveva un bel corpo e un bel viso. Il tempo trascorse in fretta e le sue mansioni terminarono facendo esattamente quello che avevo chiesto. Non scambiammo molte parole tranne quello di offrirle un caffè e chiederle le solite cose , di dove era , da quanto tempo si era trasferita in italia, ecc.ecc.
Si era preparata per uscire quando mi chiese un favore. Mi disse che era leggermente in ritardo e che doveva arrivare a casa per un certo orario perché aveva un appuntamento. La invitai a salire in macchina e la rassicurai che non era un disturbo accompagnarla a casa. Mi fermai proprio sotto casa sua, si girò verso di me e con un sorriso a dir poco solare mi ringraziò. Le dissi che era stato un piacere e le domandai se andava bene per il sabato succesivo. Va bene , molto bene ci vediamo sabato prossimo solita ora.
La settimana trascorse normalmente, anche se qualche pensiero frivolo lo avevo riservato ad Anna, dato che non era niente male.
Stessa ora del sabato successivo, suonò alla porta , aprii e notai subito il cambiamento di abbigliamento, più succinto, i capelli raccolti con una coda lunga che scendeva sulle spalle.
Anche il trucco era più marcato, ma si sa le donne se vogliono fare colpo hanno mille stratagemmi e lo fanno benissimo.
Non mancai di farle i complimenti, e la guardai salire le scale mentre si dirigeva verso le stanze da letto per sistemare la camera e poi stirare la biancheria che era rimasta dalla settimana prima.
La mattinata stava per volgere al termine quando Anna mi chiese se gentilmente la potevo accompagnare a casa perché una sua amica ukraina sarebbe venuta a trovarla per trascorrere il fine settimana da lei.
La accontentai subito assicurandole che non avevo impegni ed uscimmo da casa.
Saliti in macchina la gonna salì verso l’alto scoprendo due bellissime gambe, le guardai a lungo e feci strani pensieri. La guardai sorridendo e mentre stavo per dirle quanto mi piaceva , mi anticipò chiedendomi se volevo fermarmi qualche minuto che voleva presentarmi la sua amica. Accettai immediatamente e parcheggiata la macchina salì con lei verso il suo appartamento.
Era piccolo ma arredato con gusto, pochi mobili ma tanti tappeti caucasici molto belli. Mi ero seduto aspettando che Anna si cambiasse e arrivasse la sua amica .
Anna si presentò con un paio di pantaloncini rossi corti e una meglietta bianca con una scritta in russo, non portava il reggiseno e si vedeva, le tette erano favolose. I capezzoli duri e lunghi mi eccitarono , tanto che il mio uccello era già duro. Mi versò da bere , un succo di frutta con un po’ di vodka dentro, premetto che io sono astemio, sorseggiai dicendo che era molto buono ma che probabilmente non avrei continuato perché era abbastanza forte per me.
Lo squillo del campanello spezzò l’atmosfera che si era creata, la sua amica era finalmente arrivata.
Aperta la porta Anna si piazzò fuori sul pianerottolo a riceverla, finalmente apparve e si abbracciarono parlando nella loro lingua si dissero cose per me incomprensibili.
Entrarono mano nella mano, Anna mi presentò julia, alta ben fatta , bionda , occhi chiari, bella donna, avrà avuto 35- 36 anni circa, tre baci come la tradizione vuole e ci sedemmo sul divano. Julia indossava un paio di jeans stretti e una camicia blu a maniche corte.
Anna e julia si scambiarono battute nella loro lingua e ridendo mi chiesero se mi piacevano le donne dell’est.
Risposi che se tutte le ragazze erano come loro sarebbe stato fantastico fare un viaggio dalle loro parti.
Julia si alzò e andò nella stanza da letto, ritornò con un paio di pantaloncini corti e la camicetta semi aperta.
Anna affermò che anche in italia c’erano donne molto belle, ma julia più maliziosa si avvicinò e mi chiese se non avevo mai baciato una donna ukraina. Risposi di no e che non avevo mai avuto modo di conoscerne una prima di allora.
Julia non perse tempo si avvicinò e mi baciò sulla bocca, si staccò e disse cosa ne pensi? Stupendo dissi. Anna era seduta sulla mia sinistra e Julia alla mia destra. Si avvicinarono entrambe ed iniziarono a baciarmi, leccarmi, io ero accaldato sudavo, l’uccello era in erezione e non mi sembrava vero che stesse succedendo proprio a me.
Anna iniziò a spogliarmi, mentre Julia non si staccava dalle mie labbra , la sua lingua non terminava di stuzzicare la mia, ed Anna che aveva pensato bene di spogliarmi , prese tra le sue mani il mio uccello e iniziò a farmi una sega. In ero in preda ad un turbine di sensazioni stupende , due donne , belle e meravigliosamente troie.
Sino a quel momento avevo sempre pensato che certe cose succedessero solo agli altri, anzi a volte dubitavo persino che potesso accadere.
Julia scivolò lentamente verso il mio ventre con la lingua, tolse l’uccello dalle mani d’anna ed iniziò un meraviglioso pompino. A quel punto entrambe se lo contendevano, era fantastico sentirsi due bocche e due lingue sul mio cazzo.
Anna si tolse i pochi indumenti rimasti e successivamente spogliò del tutto l’amica.
Eravamo tutti completamente nudi, ci alzammo dal divano e andammo in camera da letto. Anna e Julia si misero alla pecorina ed io da dietro iniziai a leccarle , ad intervalli infilavo la lingua nella figa di anna e le dita nella figa di Julia e viceversa. Anna si girò e mi disse di scopare la sua amica, che lei doveva fare una cosa , si allontanò un attimo e tornò con una banana bella grossa , aprì un preservativo e lo srotolò su quel frutto ancora verde da quanto era acerbo.
Si avvicinò mi disse di allargare con le mani il culo di julia, così feci, mise un po di crema e lentamente la banana affondava nel suo bel buco. Presi a fotterla con vigore, e anna non fu da meno , il suo ritmo ad incularla era proverbiale. Godevo nel vedere tale situazione , al punto che stavo per venire. Tolsi l’uccello dalla vagina e dissi ad anna di togliere la banana che volevo riempire il culo di Julia del mio sperma. Il buco del culo era talmente dilatato che non feci alcuna fatica ad entrare, diedi 5-6 colpi e finalmente venni nel suo bel culo.
Mi tolsi per riposarmi un attimo, quando anna e julia iniziarono a leccarsi masturbarsi,infilarsi la banana a vicenda, mi eccitai nuovamente e ripresi la mia opera che ancora non era terminata. Io non sono un super dotato, mi ritengo dotato ma allo stesso tempo posso affermare che funziono per parecchio tempo.
Mentre loro si leccavano con un 69 mozzafiato, prima una e poi l’altra le scopavo , le inculavo, le leccavo, era un momento magico, sembrava non finire mai. Anna si voltò e mi disse che si stava divertendo molto e che avrebbe voluto continuare per ore.
La assicurai che non ero ancora stanco ma che non sapevo se potevo continuare ancora per molto. Mi baciò e si mise con la bocca vicino al culo di julia, e disse che quando stavo per venire dovevo sborrare tutto il mio nettare nella sua bocca,perchè voleva ingoiarlo tutto. Ero quasi arrivato al dunque quando lo estrassi dal buco del culo di julia e lo infilai tutto quanto in bocca sborrando a più non posso.
Stremato mi adagiai tra loro due , ero in uno stato di beatitudine, julia disse che sarebbe tornata anche la settimana prossima, e voleva assolutamente che io fossi presente perché voleva ripetere questa esperienza.
Questo accadde ancora una volta e poi più, il gioco è bello quando è corto dicono e forse è proprio così, loro scomparvero come per magia, seppi poi che anna si era trasferita a bologna e non le rividi mai più.
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19 years ago
maurosex,
40
Last visit: 18 years ago
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Incontro con coppia
Uno degli incontri molto piacevoli è avvenuto dopo scambio di corrispondenza, foto e chat, acquisita la fiducia necessaria, il marito desiderò farmela incontrare da loro.
Appena arrivato mi chiese subito che ne pensavo della moglie dal vero, dopo averla vista nelle foto scambiate e se mi volevo divertire subito con lei che, anche se un po’ imbarazzata, si fece spogliare dal marito rimanendo solo in autoreggenti e perizoma, mentre lui eccitato continuava a chiedermi se mi piaceva.
Lo dimostrai tirando fuori il cazzo duro e lui le disse subito di prenderlo in bocca , poi si mise da una parte a menarselo mentre me la scopavo in tutte le posizioni chiamandola troia e puttana , poi mentre la inculavo si avvicinò per sborrarle in bocca.
Nell’ incontro successivo ha voluto anche fotografare e ha chiesto di uscire portando anche amici..
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19 years ago
cplx,
44/40
Last visit: 2 years ago
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A casa dell\'ex
Con il suo ex ci siamo ritrovati ospiti a cena e lei aveva indossato calze e reggicalze, con gonna corta che lasciava vedere le cosce e gli slippini.. Seduta con le gambe accavallate lui le vedeva le cosce e mutandine, lei si girava e la gonna saliva mostrando anche il culo.
Mi sono assentato un po’ in bagno e al ritorno con una scusa l’ ho chiamata nell’ altra stanza per sapere e lei mi ha raccontato che l ‘ aveva palpata sulle tette e tra le cosce.
Abbiamo continuato a bere, scherzare e parlare di sesso ed esperienze, lei un po’ alticcia
si è tolta il vestito rimanendo solo con calze e reggicalze, poi si è inginocchiata prendendoglielo in bocca mentre la scopavo da dietro come piace a lei facendola godere come una troia, fino a sborrarle sul corpo, le tette e il culo.
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19 years ago
lcoppia,
45/45
Last visit: 15 years ago
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A tu per tu con una coppia bsx
A tu per tu con una coppia bsx
Sono trascorsi diversi anni da quando è accaduto, ciò che sto per raccontare, e ancora oggi è più vivo che mai il ricordo di quell’incontro. Fu un’esperienza nuova e meravigliosa ma allo stesso tempo significativa per le mie abitudini sessuali, che da quel momento in poi cambiarono radicalmente il mio modo di pensare e agire.
A quell’epoca ero una guida subacquea a phuket , in thailandia e spesso avevo gruppi di tutte le nazionalità che frequentavano il diving ove io lavoravo.
Era un periodo che avevo molti gruppi dalla Germania e dall’Italia ed essendo alta stagione si lavorava molto, e quando arrivava sera non si aveva la forza di uscire e divertirsi.
Capitava di tanto in tanto di accettare inviti , si andava a cena , in discoteca , qualche birra di troppo e la giornata seguente si pagava a caro prezzo.
Un giorno arrivarono contemporaneamente due gruppi, uno tedesco e uno italiano, non erano molti come al solito , ma come spesso accadeva la confusione di più gruppi di lingua diversa c’induceva a qualche malinteso. Decidemmo insieme al mio collega di dividerci i gruppi e mantenere le stesse persone per l’intero periodo di vacanza.
Tra questi una coppia veramente tosta della provincia di Reggio Emilia.
Bravi sub ma anche molto belli, la lei era mora, occhi verdi e ben fatta, alta 1,70 con due gambe ben tornite. Lui alto 1,80 castano chiaro di capelli, occhi blu, sembrava un modello e devo dire anche simpatico, non se la tiravano per niente.
Iniziammo così ad avere un rapporto ravvicinato , spesso aiutavo la sua compagna ad indossare l’attrezzatura e le mie mani più di una volta avevano il piacere di accarezzare la sua pelle , i fianchi, era una creatura stupenda.
Non fu difficile per me azzardare qualche complimento e battuta sulla sua bellezza.
Furono recepiti sempre con dei sorrisi e niente più.
Una sera m’invitarono ad uscire con loro perché desideravano visitare l’isola di notte , nonostante la mia stanchezza accettai e dopo una cena tipica thai girammo per lungo e in largo l’isola. Fu una serata piacevole , soliti discorsi, domande a non finire e un argomento s’insinuò nella conversazione. Il sesso.
Erano stupefatti per l’enorme presenza di prostitute in alcune zone e il gran flusso turistico di soli uomini in cerca di sesso a pagamento. Mi chiesero se avevo avuto esperienze di questo genere, risposi che fortunatamente non n’avevo mai avuto bisogno e che con il tipo di lavoro che svolgevo avevo mille occasioni di conoscere ragazze.
Mi chiesero anche se non avevo mai fatto sesso con uomini, naturalmente risposi di no ed era vero.
La serata terminò con l’arrivo all’hotel e stanco assonnato li salutai dirigendomi verso la mia stanza.
L’indomani mattina, andammo al largo per la solita immersione e rimanemmo fuori tutto il giorno. Fu una giornata stupenda e la coppia , diventata amica , rimase per l’intero giorno vicino a me tempestandomi di domande.
Forse si erano accorti che io provavo una certa attrazione per quel corpo che Francesca sfoggiava ogni giorno con costumi trasparenti, e non capivo se il loro atteggiamento era provocatorio o meno. Quel pomeriggio ebbi una erezione che a fatica riuscivo a nascondere e solo un tuffo in acqua calmò la mia eccitazione.
Tornati verso la base , tutti fecero ritorno verso i loro alloggi. Io dovevo ancora sistemare le attrezzature e mi fermai sino a tardi. Finito il mio compito, feci una piccola passeggiata per rilassarmi e pensavo a quel che era successo nel pomeriggio.
La mia testa di tanto in tanto elaborava certi discorsi di Paolo , il compagno di Francesca. E mi ricordai della domanda se non avevo mai fatto sesso con uomini.
Devo ammettere che mi fece pensare molto a quell’interrogativo.
Il buio della sera era ormai calato da una buona mezzora e mentre proseguivo a piedi il viale dei bungalow vidi una porta socchiusa , s’intravedeva una fessura di luce , preoccupato che qualcuno avesse dimenticato la porta aperta mi avvicinai, non sentivo nessun rumore , bussai e nessuno rispose. Allora entrai pensando proprio che gli ospiti avessero dimenticato la porta aperta. Sorpresa inaspettata, la coppia più bella dell’hotel era completamente nuda a giocare sul letto. Lei era seduta con il cazzo del suo uomo in bocca , lui in piedi dinnanzi a lei con le mani incrociate sulla sua testa.
Chiesi immediatamente scusa e mi girai per andarmene, quando la voce di lei mi fermò e mi affermò che erano due notti che mi aspettavano. Io rimasi lusingato ma in pieno imbarazzo. Non sapevo cosa fare. Paolo mi disse di avvicinarsi a sua moglie e sedermi al suo fianco. Così feci. Francesca era veramente bella , si girò verso di me e mi baciò. La sua lingua iniziò a leccare le mie labbra , poi la mia lingua , ero estasiato e senza parole. Il marito era rimasto con l’uccello duro di fronte a noi e disse per me niente? Allora Francesca mi disse perché non provi a leccarlo e prenderlo tra le tue labbra. Mi avvicinai al suo membro lungo e duro, e molto timidamente iniziai a leccarlo. Sfioravo con le mie labbra il suo glande poi con dolcezza lo infilai in bocca ed iniziai un pompino che mi sembrò interminabile.
Mentre spompinavo Paolo, lei s’inginocchiò ed iniziò a succhiare il mio uccello, fu un brivido dietro la schiena , fu bellissimo.
Cambiammo più posizioni, il mio corpo era ormai nudo, ci leccavamo ci toccavamo ovunque, Francesca mi chiese di fare un 69 , mentre suo marito da dietro iniziò a scoparla mentre io leccavo la sua figa. Vedevo il suo uccello che entrava ed usciva e ad intervalli chi mi chiedeva di succhiarlo. Era fantastico, non avevo mai provato una eccitazione così violenta.
Poi le parti s’invertirono ed iniziai a scoparla, mentre Paolo mi succhiava i testicoli.
Preso dal gioco inebriante del sesso, inizia ad infilare nel buco del culo di Francesca un dito poi due , vedevo il buco dilatarsi, a quel punto tolsi l’uccello dalla sua vagina e lo infilai per bene nel suo delizioso forellino , entrò senza problemi, lubrificato lo era per bene, scopavo sempre più forte e i gemiti di piacere non si sprecavano, iniziai a dirle che era una gran troia e che mi piaceva sfondarle il culo.
Il marito si era disteso sul letto e aspettava che la moglie si posizionasse in maniera tale da prenderne due, lei si staccò da me e si mise sull’uccello del marito mentre da dietro le infilavo l’uccello nel culo. Fu una doppia penetrazione incredibile. Stavo per venire quando mi disse che non dovevo togliermi, così fu le sborrai dentro tutto quanto il mio nettare. Suo marito ancora non era venuto e ci chiese di spompinarlo insieme , così un po’ io un po’ lei ci succhiavamo il suo cazzo . Poco dopo ci venne in bocca ad entrambi, sentivo il suo sperma che colava dalla mia bocca , era caldo e lei Francesca che mi baciava con la bocca piena di sperma leccandomi il viso.
Avevo goduto come non mai , fu anche la mia prima esperienza del genere, ma non era finita. Ci lavammo e sdraiati sul letto mi chiesero se mi era piaciuto. Risposi che mai avevo provato una cosa simile ed essendo la prima volta non potevo che chiedere di meglio , due persone fisicamente belle e dotate dove si poteva sperimentare ogni tipo di cosa era a dir poco favoloso.
Mentre si parlava Paolo si mise dietro di me , mi disse di mettermi alla pecorina , perché voleva leccarmi il buco del culo. Io mi prestai al gioco, e così feci, iniziò a leccarmi e m’insalivò così per bene che la lingua entrava ed usciva lasciando spazio primo alle dita che iniziarono ad allargarmi il buco, poi vista la dilatazione iniziò lentamente ad infilare il suo uccello. Fu un processo lento quasi indolore, il mio uccello era di nuovo duro e chiesi a Francesca di farmi una sega , si coricò e meglio di una sega iniziò a fami un pompino, avevo il culo pieno e il mio uccello nella bocca di sua moglie, ero completamente nelle loro mani , mi facevano godere come non mai, Paolo si tolse e mi chiese se volevo ricambiare , avevo il cazzo gonfio , stava per esplodere ma lui mi chiese di esplodere nel suo bel buco.
Francesca iniziò a leccare il buco del culo di suo marito lo insalivò per bene, e mi chiese di penetrarlo. Lo infilai per bene sino in fondo, iniziai a pompare sino a quando i suoi gemiti e le sue parole mi dissero di sborrare tutto quanto dentro di lui.
Francesca era con la sua bocca vicina alla mia e mi diceva , ti piace inculare mio marito, fottilo tutto, fallo godere, poi mi baciò , venni per la seconda volta ma dentro suo marito. A quel punto ero cotto, esausto , non c’è la facevo più. Francesca ci baciò entrambi e disse che era entusiasta di quest’esperienza. Anche lui mi ringraziò per la piacevole serata, andammo sotto la doccia e ci lavammo. Quel gioco non si ripetè più , né in thailandia e tanto meno in Italia. Dopo la loro partenza non ci sentimmo mai più ma il ricordo di quei giorni trascorsi insieme e l’indimenticabile notte di sesso complicità e giochi, resero quel periodo memorabile soprattutto per la memoria che difficilmente dimentica un’esperienza di questo genere.
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19 years ago
maurosex,
40
Last visit: 18 years ago
-
Un gioco con il vecchio
Lei indossa un'uniforme da cameriera, nera, abbottonata davanti,
con grembiulino e crestina inamidata. Sotto, qualche volta mette
un reggicalze bianco, altre volte dei semplicissimi slip bianchi da
bambina. Il vecchio, ha dato a lei un nuovo nome nel gioco: Michela.
In ricordo di una certa ragazza che andava a servizio in casa del nonno
quando lui era piccolo.
Il lecchino predilige essere il padrone: anziano, vecchio, un po' bavoso
e grande porco, ben pochi possono eguagliarlo. La messinscena lo diverte
proprio per il contrasto: più lui è laido, più l'innocenza e il candore della
camerierina risaltano, più a lui (ma anche a lei) eccitante è il contrasto.
Michela deve muoversi per casa, silenziosa, solerte.
Il suo compito è di preparare la colazione, il caffè, il tè: qualunque cosa
il maturo possa chiedere. Il vecchio padrone la guarda muoversi con occhi
vogliosi, e pensa alle prossime mosse. Ben presto, quando lei passa a tiro,
l'afferra e la stringe contro di sé, la obbliga a sedersi sulle sue ginocchia,
le pizzica il seno. Michela si rialza vergognosa, ma la fiction insegna che
non deve osare neppure, figuriamoci se provasse a contraddire il padrone,
che continua a insultarla con oscenità impensabili e con gesta volgari.
Quando passa le alza la gonna, le dà una manata sul sedere,
cercando di penetrarla con le avvizzite dita nel maleodorante e peloso
buco del culo. L'accordo è che lei possa sempre rialzarsi e scappar via,
per dare a lui il piacere di riacchiapparla quando ripassa di lì.
La donna mora con i lunghi capelli ricci, sa, però, che verrà il momento che
il «vecchio» le comanderà di star ferma... E infatti il “bavoso” prolunga un po
il gioco, ma poi ingiunge alla camerierina di non fare storie: la fa sedere su di sé,
con la gonna alzata, e permette alle sue mani di frugare dappertutto,
piegazzando il grembiule, spostando la frontierina, sbottonando i bottoni
della divisa, facendo improvvisamente fuoriuscire un seno, ma ciò che colpiva
in particolare era la visione dello stupendo capezzolo leggermente in rilievo.
La lascia correre ancora un po', avanti e indietro dalla cucina, una cameriera
scarmigliata e seminuda, prima di ingiungerle di andare in camera da letto,
dove, senza tante storie, l'abbranca e la fa sua (il più delle volte mettendosi
in posizione tale da vedersi riflesso con la sua «preda» nel vissuto specchio
dell'armadio). Michela, eccitata anche lei dal contrasto immaginario della
propria innocenza con la lascivia del vecchio, si lascia fare tutto.....
Per lei, c'è il gusto di sgusciargli di mano tutte le volte che può (e quando
giocano nella grande casa di campagna di lui, piena di stanze e di scale, questo
rincorrersi diventa estremamente divertente), l'eccitazione della corsa, e dell'idea
di «tener testa» al maturo brizzolato, e di essere poi «sopraffatta», trattata con
forza e costrizione è la cosa …..che desidera in assoluto. C'è, in Michela che
gioca a questa fiction, un compiacimento per la propria giovinezza e freschezza,
un essere consapevole di una rara bellezza che l'altro «non merita».
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19 years ago
carletto1900, 38
Last visit: 17 years ago -
Complicità
Quando facevamo l’ amore, molto spesso, fantasticavamo di uomini
megadotati che la sbattevano nei posti più strani e nelle situazioni più strane. Da allora, molto spesso ho immaginato una situazione che abbiamo deciso di mettere in pratica, ma che ho condito di alcuni particolari che vorrei si avverassero…
Abbiamo deciso di incontrare al cinema quest’ uomo, ma il contatto, per Magda, doveva rimanere una sorpresa…finalmente vedo in web cam il cazzo che lei aveva sempre desiderato, grosso, molto grosso e lungo, ma attaccato c’ era una persona molto piacevole che, dopo un po’ di chiacchiere, decideva, su mia richiesta, di mostrarmi il suo uccellone. Gli confido che voglio un complice, che non vorrei si risolvesse con una semplicissima scopata…e lui si trova d’ accordo…
L’ appuntamento è al cinema, dove lui troverà Magda seduta affianco a me, accanto a lei una poltrona vuota con la sua borsetta ad occuparla e lui può sedersi subito dopo…gli ho consigliato di tirare fuori il suo uccello e cominciare a masturbarsi non appena avessi aperto il cappotto di Magda…vedevo che lei tutto guardava tranne il film…quando mi si avvicina all’ orecchio e mi sussurra “posso togliere la borsa?” “Certo, puoi tranquillamente farlo accomodare affianco a te”…e intanto i suoi capezzoli erano ormai durissimi e la sua figa bagnatissima…dal momento che aveva solo delle autoreggenti e null’ altro. Lui sapeva che non doveva toccare, ma doveva far fare tutto a lei…e, dopo qualche minuto, sempre più arrapata…”posso fargli una sega?”…”troia, sono un cornuto, puoi fare quello che vuoi”…neanche il tempo di qualche su e giù con la mano e già vedo che si china per prenderglielo in bocca…”ora, visto che sei un cornuto, me lo porto in bagno e mi faccio scopare”…è tornata dopo una mezz’ oretta e il suo viso era ancora umido di sborra…lui non c’ era più. Non vedevo l’ ora di sapere…soprattutto da lui che mi aveva promesso, come aveva fatto anche per le chat conoscitive, che mi avrebbe scritto in posta…A casa mi masturbavo ascoltando tutto quello che era successo…ma il finale è stato ancora più arrapante…Magda non me lo ha mai detto, ma usciti dal bagno del cinema si erano scambiati i cellulari ed ora sia lui sia i suoi amici, se la scopano ogni volta che vogliono svuotarsi le palle…e io leggo, da buon cornuto, i racconti che mi mandano in posta, come le fanno il culo…
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19 years ago
magdatroietta,
44/44
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La mia insegnante di inglese
La mia insegnante di inglese
Tempo fa , dopo alcuni tentativi di studiare ed imparare l’inglese attraverso corsi più o meno costosi, decisi di cercare una ragazza di madre lingua che mi insegnasse l’inglese presso il mio studio.
Alcune settimane più tardi la trovai e si presentò presso il mio studio. Era molto carina, bionda occhi verdi e carnagione molto chiara devo dire che era attraente. In quel preciso momento non ero interessato alla persona ma alle qualità di insegnante. Dopo le prime lezioni capii che era brava e feci due interi corsi con lei. Diventati amici iniziammo a frequentarci, qualche film in lingua originale, patatine e birra e tante chiacchere. La mia amicizia presto si trasformò in una passione nei suoi confronti, ma lei decise che la nostra amicizia era bella così. Una sera durante una delle nostre lezioni mi confidò che si era presa una cotta per un ragazzo che io non conoscevo, in quel momento ci rimasi male ma feci finta di niente e anzi dimostrai di essere contento per lei.Da quel momento in poi esisteva solo questo ragazzo che poi diventò il suo moroso. Un giorno volle farmelo conoscere ed io accettai. A volte l’amore è proprio cieco dissi dentro di me. Deluso di quanto stava accadendo non persi la speranza e decisi che avrei fatto di tutto per poterla un giorno avere tra le mie braccia perché la desideravo da morire. Pensai che un modo per attrarla dalla mia parte c’era e dovevo solo pronunciare una parola, solo una ,viaggiare.
In agosto di quell’anno dovevo recarmi in thailandia x lavoro, e con la scusa che non ero ancora autosufficiente con l’ inglese la pregai di venirmi in soccorso, le dissi che avrei pagato viaggio e soggiorno e che le avrei fatto visitare il paese se mi accompagnava..
Invitata a seguirmi in questo viaggio , accettò immediatamente. Sapevo che avrebbe detto di si perché il suo desiderio di viaggiare era enorme e questo aveva messo da parte quel sentimento , certamente forte, nei confronti del suo ragazzo accettando anche qualche piccolo compromesso.
Così arrivò il giorno fatidico, ci recammo all’aeroporto e finalmente decollammo verso la thailandia. A me non sembrava vero, averla tutta per me per un mese intero mi faceva salire l’eccitaizone.
Durante il viaggio i miei pensieri sconfinavano nell’hard più spinto. La immaginavo nelle posizioni per me più eccitanti e più coinvolgenti.
Speravo che i miei pensieri si trasformassero in realtà, ma i primi 10 giorni
Furono esattamente il contrario di quanto avevo immaginato.
La sua integrità morale non crollava, o almeno così sembrava, era impegnata con un ragazzo che lei diceva di amare e parlare di sesso con un altro uomo , in questo caso con me ,era fuori discussione.
Ma A volte l’apparenza inganna ed è maledettamente vero, il suo atteggiamento nei miei confronti stava cambiando. Io ho sempre pensato che la donna in fondo non sia molto diversa dall’uomo, e l’esigenza di fare sesso appartiene ad entrambi nello stesso modo ma con tempi decisamente diversi.
Il lavoro che dovevo svolgere era ormai terminato, così le proposi di trascorrere un paio di settimane su di un isola stupenda fuori dal circuito turistico all’estremo sud del paese a pochi km dal confine con la malesya.
Accettò immediatamente, e cosi preparammo le valige e partimmo.
Dopo un estenuante viaggio in treno arrivammo veramente molto stanchi.
Ci consigliarono di recarci presso l’unico hotel del paese decente e pulito nei pressi del centro cittadino.
Non era male ma era rimasta una sola stanza, che fare?
Mi guardò e mi disse che x lei poteva andare, dopotutto era per una notte, e la stanchezza era troppa per pensare ad una alternativa.
In un istante ci trovammo distesi sul letto, parlammo un po’ e alcuni istanti dopo decidemmo per una rigenerante doccia fresca, dato che il caldo era opprimente.
Lei si spogliò chiedendomi di non guardarla, ma non fu così, mi girai proprio quando era completamente nuda ed era proprio come l’avevo immaginata , era una bella figa, con un culo stupendo. Il seno era una 4 abbondante meraviglioso. Lei si arrabbiò un po’ e si chiuse nel bagno.
Io ero eccitato e pensavo che la stanchezza del viaggio poteva andare al diavolo. La desideravo da morire , il mio uccello era gonfio lo sentivo pulsare dentro nei pantaloni. Avrei voluto entrare in bagno e scoparla , ma allo stesso momento pensai, non posso rovinare tutto ora.
Cercai di calmarmi e aspettai il mio turno. Io mi spogliai davanti a lei come nulla fosse e notai che il suo sguardo andò a finire proprio sul mio uccello , che preso dall’eccitazione era ancora in erezione.
Non dissi nulla ed entrai in bagno, mi calmai e ritornai dopo una stupenda doccia ,a letto. Io sono abituato a dormire nudo sotto le lenzuola e la misi al corrente. Lei invece indossava un paio di mutande col pizzo e un reggiseno trasparente. Finalmente a letto , ci guardammo e scoppiammo a ridere. Parlammo un po’ e mi raccontava del suo stato d’animo nei confronti del suo ragazzo e ribadiva che non era giusto quello che stava facendo, ma in fondo dormire con un altro ragazzo non significava tradirlo. Io ascoltavo e la guardavo intensamente negli occhi, fintanto che le nostre labbra iniziarono a sfiorarsi, la mia lingua iniziò a leccare i contorni delle sue labbra carnose, mentre la mia mano iniziò a scendere verso il suo ventre. Solo l’elastico delle sue mutandine bloccarono la mia mano, poi con tocco deciso lo scostai e scesi verso la sua vagina, era completamente bagnata, calda , meravigliosamente morbida, strinse le gambe con forza, bloccò la mia mano con le dite immerse nella vagina, un gemito e una parola misero fine a quell’avvenimento. Mi accarezzò e mi disse che non era giusto. Mi chiese scusa e si girò dalla parte opposta e si mise a piangere. Cercai di farle capire che in fondo non era successo nulla, le parlai un po’ ma mi resi conto che morfeo l’aveva accolta tra le sue braccia.
La mia eccitazione si placò con fatica , gli occhi iniziarono a bruciare dalla stanchezza e così mi abbandonai al volere della notte restando vicino al suo corpo con una mano sul suo sedere.
Il giorno seguente fu splendido, escursione in un bellissimo parco, visita ad un tempio buddista , cibo esotico con tanta frutta tropicale e riposo all’ombra di un palmeto vicino al mare.
Parlammo di quello che era accaduto la sera prima e mi chiese di rispettare la sua scelta, perché non era giusto tradire in quel modo la fiducia del suo ragazzo. La giornata stava per volgere al termine quando un temporale abbastanza violento ci colse all’improvviso, cercammo un riparo, ma ormai eravamo fradici, la tettoia di un di un vecchio casolare ci riparò sino al termine di quel violento nubifragio. Le strade erano allagate ed il nostro hotel non era proprio vicino. Riuscimmo a salire su di un bus che portava verso il centro della città e mentre si ritornava la presi x mano e la portai verso di me. La situazione era particolarmente eccitante ma dato che in thailandia non si possono manifestare pubblicamente attimi di intimità mi trattenni dal baciarla , ma la abbracciai forte verso di me e le sussurrai che mi piaceva tantissimo.
Sorrise e mi diede un bacio sulla guancia.
Arrivati all’hotel salimmo in camera e ci spogliammo, lei andò per prima sotto la doccia mentre io rimasi per qualche attimo sul letto a pensare se andare in bagno oppure no. L’eccitazione mi prese così tanto che avevo l’uccello duro come il marmo , aprì la porta ed entrai.
Lei era stupenda tutta insaponata, non disse una parola ma mi fece spazio sotto la doccia. Iniziai a lavarle la schiena e lentamente scesi sul suo sedere, lo accarezzai e subito dopo infilai la mani tra le sue gambe , sentivo il buco del culo e la figa scivolare sulle mia mani, incominciai a strofinare delicatamente le dita sul clitoride e penetrarle la figa, mentre le dita dell’altra mano iniziarono ad allargare il buco del culo senza incontrare resistenza. La Sentivo ansimare sempre più intensamente e mi chiese di scoparla perchè non resisteva più. Presi il telefono della doccia e la sciacquai per bene, mi inginocchiai ed iniziai a leccarla, le alzai una gamba e infilai la mia lingua nella figa , mentre con il dito avevo penetrato il suo bel culo. Poi mi chiese di leccarle anche il buco del culo , le piaceva da morire. Ormai il mio uccello non resisteva più, mi alzai e la misi a 90 gradi, iniziai a scoparla mentre ilmio pollice entrava ed usciva dal suo bel buchetto del culo, venne una volta , due volte , a quel punto non resistevo più, sentivo che stavo per venire, ma il mio desiderio era di riempirle il culo di sperma. Tolsi il cazzo dalla figa e lo appoggiai sul suo buco e piano piano entrai con la cappella e poi con un colpo deciso entrai tutto quanto dentro , era stupendo ,le piaceva e mi disse che non accusava nessun dolore, iniziò ad ansimare e dirmi che dovevo sfondargli il culo che le piaceva tantissimo, non mi fermai un attimo sino al momento fatidico che venni anch’io e riempii il suo bel culo di sperma. Mi disse che le era piaciuto molto e mi baciò. Ci lavammo per bene e ci sdraiammo sul letto. Eravamo ancora nudi ed io che non mi spengo facilmente, le dissi che avevo voglia di leccarla ancora, lei mi apri le gambe ed iniziai un 69 da favola, iniziò a leccarmi succhiando anche le palle, poi si girò si mise sopra di me ed iniziò a scoparmi, ero immobile faceva tutto lei era fantastico, venne ancora e dato che io non ero ancora venuto mi fece un pompino interminabile, la sua lingua non dava tregua e le sue labbra succhiavano abilmente facendo scomparire quasi del tutto il mio cazzo nella sua bocca, percepivo dei brividi e capiva quando ero sul punto di sborrarle in bocca , e così il suo ritmo cambiava rallentando il fatidico momento dell’eiaculazione, finalmente , dopo un pompino interminabile le venni tutto in gola, non uscì una goccia dalla sua bocca , ingoiò tutto il nettare e mi baciò, la sua bocca sapeva di sperma e voleva condividere questo sapore con me , la baciai intensamente e la nostra serata si concluse con una cena thai altrettanto fantastica.
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Grazie ai contadini
Età felice la pubertà , l'adolescenza . Le prime curiosità i toccamenti le spiate innocenti . Vivere il sesso come un gioco , senza malizia senza invidia nè gelosie senza rancori . Amare chi ti sta vicino senza distinzione di sesso nè di età . Io amavo tutti : mia madre i suoi stalloni mia sorella i miei cugini i figli del colono i compagni di scuola gli sconosciuti che mi avvicinavano . Un giorno ero a bordo campo a vedere una partita di pallone tra due squadre del nostro istituto e me ne stavo con le mani incrociate dietro la schiena quando le sentii sfiorare da qualcuno che mi stava dietro . Non mi mossi pensando ad un caso e dopo un po' lo sentii di nuovo e persistere nello sfiorarmi . Ero abbastanza smaliziato per capire che da qullo sfioramento poteva nascere qualcosa infatti sentii qualcosa di duro appoggiarsi letteralmente alle mani . Accarezzai dolcemente il gonfiore che sentivo attraverso la stoffa dei pantaloni e per gradire strinsi l'asta ormai dura ed i coglioni . Con la coda dell'occhio riconobbi un ragazzo di una classe un paio di anni superiore e facendo finta di muovermi per seguire il gioco lo masturbai senza estrargli il cazzo . Doveva avere un urgente bisogno di godere perchè subito dopo lo sentii rammollirsi chiaro segno che aveva sborrato nei pantaloni . Mi acarezzò il collo per ringraziarmi e mai più l'ho visto almeno in quel senso . I primi toccamenti li ebbi con mia sorella più grande di me di un paio di anni , ma di questo preferisco non parlarne . Le mie curiosità furono soddisfatte almeno in parte dai miei cugini uno dei quali più grande e due altri più piccoli . La prima volta che produssi sperma fu in mano a mia cugina Annamaria , di due anni più piccola ma già una puttanella , mentre suo fratello Raffaele m'incitava . Uno spavento della madonna perchè credetti di averla messa incinta . Con Raffaele e Carmine , un altro cugino , facevamo la gara a chi pisciasse più lontano , quindi passammo a gareggiare a chi esibisse un'erezione più duratura e chi si masturbasse e venisse per primo . Di solito vinceva Raffaele perchè era più grande e più smaliziato . Una volta si propose di masturbarmi lui per farmi godere di più ed infatti al contatto della sua mano ebbi un'erezione da sentire male . Poi ci scambiammo la mano e a scambiarci la bocca il passo fu breve . Ricordo della volta stesi su un mucchio di paglia quando lui m'inculò col suo cazzo fine e lungo . Non ricordo di aver provato chissà quali delizie ma ricordo il piacere che lui ne ebbe e che gli permisi di avere sempre più spesso tanto da ritenere che il suo cazzo era eternamente infilato nel mio buchino . Sua sorella era sempre presente ai nostri giochi ma lei partecipava solo con le mani e non ricordo mai di averla nè chiavata nè inculata e non ricordo nemmeno se gliel' ho mai chiesto . Eravamo una compagnia di sei maschi , io Carmine Raffaele Leonardo e i due figli del colono Pietro e Nunzio , con quattro ragazze : mia sorella Annamaria e due altre cugine sorelle tra loro che non hanno mai giocato con noi pur conoscendo i nostri segreti . Raffaele Pietro Nunzio e mia sorella erano maggiori di me fino a due anni , Carmine Leonardo più piccoli di un anno e Annamaria di due anni . Di solito subivo dai più grandi e mi sfogavo coi più piccoli . L'unico che non godeva era Leonardo perchè aveva un cazzo talmente curvo che in piena erezione la cappella quasi toccava la sua stessa radice ed in quel modo era impossibile infilarlo in qualsiasi buco . Aveva la forma di un tarallo e quando sborrava invariabilmente si sborrava addosso . Ogni volta che eravamo lontani dagli sguardi dei grandi i nostri giochi finivano dietro un cespuglio o su un mucchio di paglia coi sessi al vento e con diverse sborrate . I miei primi toccamenti per forza di cose li ebbi con mia sorella , anzi credo che le prime volte sia stata lei a cominciare perchè più grande quindi più esperta . E lo abbiamo fatto mentre spiavamo nostra madre a letto con i suoi amici . A parte che in campagna si hanno mille occasioni di vedere chiavare le bestie del cortile e poi noi avevamo anche la monta dei cavalli oltre alla monta di mamma . Nelle comunità contadine , almeno nella nostra , il sesso è vissuto come istinto e le corna sono ridimensionate : E' raro che un contadino ammazzi qualcuno solo perchè gli ha chiavato la moglie . Il sesso è un bisogno fisiologico e non sono rari i casi di pedofilia di incesto di omosessualità . L'importante per l'uomo è sborrare quando è in tiro e non interessa se vicino ci sia un uomo o una donna una moglie o piuttosto una figlia e perchè no un figlio . Un giorno Pietro portò da mangiare a suo padre che lavorava il campo piuttosto lontano da casa . Bevuto e mangiato di distesero a dormire all'ombra di una quercia ; ad un certo punto fu svegliato dal cazzo di suo padre che gli forzava le cosce per istallarsi in mezzo e chiavarlo come se stesse chiavando sua moglie Amalia . Dopo che ebbe sborrato continuò il sogno che la chiavata non aveva interrotto e Pietro ne parlò solo con noi . Il contadino vive il sesso con naturalezza senza dargli troppo importanza . Una volta che ha goduto non fa caso a dove nè a chi ha rivolto le sue attenzioni . Per la donna è diverso . Ci sono stati casi di accoppiamenti con animali , vedi Giovanna la pazza caso storico accoppiata con un cavallo , o con congiunti spesso perchè sono rimaste vedove , come mia madre , o per qualche motivo di attaccamento particolare , vedi zia Teresa e suo figlio , come un caso successo dalle mie parti di una madre che si accoppiava col figlio mongoloide e con lui generò un bambino normale . E' raro che la donna ceda all'istinto perchè è sempre guidata dalla ragione e solo in casi di particolare eccitazione va fuori di testa e prova diletto colla prima cosa dura a forma fallica che le si presenti . Ciriaco era un pastore che la domenica faceva il barbiere e spesso mi ha tagliato i capelli . In settimana era sui pascoli con pecore e capre in compagnia della moglie . Lui era uno zoofilo dichiarato e spesso ci raccontava le sue avventure . Diceva che la fica della capra è pià calda di quella della pecora e che ama essere chiavata da un uomo . Quando si sente presa non si muove e dopo gli va sempre vicino come se fosse il suo compagno e spesso raccontava che incitava sua moglie a farsi fottere dal maschio del gregge che tra l'altro possiede un cazzo del tutto identico a quello dell'uomo . Lei si eccitava a vedere suo marito montare la capra ma non ha mai voluto farsi fottere limitandosi a masturbare il caprone . Lui la vedeva eccitata ma malgrado tutto non ha mai consumato . Un giorno tornavo a piedi da scuola insieme con mia sorella quando ci si avvicinò una vettura che si fermò alla nostra altezza . Ci avvicinammo al finestrino aperto e vedemmo l'uomo con in mano un cazzo eretto che continuava a carezzare coprendo e scoprendone la capocchia color vermiglio e tesa . Eravamo abbastanza grandi da capire dove voleva andare a parare e non fuggimmo quando l'uomo chiese a mia sorella di toccarlo . Lei ridendo pose per terra la cartella si sporse oltre il finestrino e glielo toccò . Bastarono un paio di carezze che un fiotto di sborra inondò il cruscotto e lui le propose di pulirlo con la lingua cosa che lei rifiutò . Mia sorella ritirò la mano sporca di sborra raccolse la cartella e scappammo ridendo mentre lui ci chiamava indietro . Era abbastanza normale , per me , vedere Totonno il calzolaio infilare la mano sotto la vesticciola di mia sorella per palparle il culetto mentre si tocava il cazzo e lo si vedeva crescere e quando non ne poteva più lo estraeva e come una lancia in resta lo indirizzava verso mia madre che a gambe aperte lo aspettava nel lettone e lì li sentivamo gemere e rantolare . Io sono diventato grande tra cazzi tesi e duri . Ogni amico di mia madre riteneva suo dovere mostrarmi l'attrezzo col quale avrebbe arrecato sollievo alle voglie di lei . Vittorio , il camionista , amava fottere mamma mentre eravamo nelle vicinanze e quando ritirava il cazzo gocciolante ci chiedeva degli stracci per pulirlo . Mia madre ha sempre permesso che noi fossimo al corrente dei suoi amori perchè riteneva che le cose peggiori della vita sono il rubare e l'ammazzare , il sesso è la cosa più meravigliosa che la Natura ci consenta di fare e sarebbe un delitto non goderne . E' la religione che ci descrive il sesso in modo errato e ci fa sentire dei sensi di colpa che non dovrebbero sussistere . E la madonna allora che fece un figlio con uno che non era suo marito ? E suo figlio allora che si circondò di soli uomini e solo sul tardi cominciò a frequentare la puttana del paese , la Maddalena ? Mia madre ha sempre sostenuto che lei stipendierebbe le prostitute come se fossero impegate statali per il fatto che svolgono un'opera sociale ed umanitaria permettendo che sia timidi sia andicappati sia scapoli o sposati insaziabili possano sfogare il loro istinto sessuale . Bisogna prendere esempio dai Paesi che sono anni luce più avanti del nostro , vedi Belgio Olanda Germania , i quali permettono che delle donne siano a disposizione di chi vuole stando riparate e protette in luoghi civili e controllate sanitariamente . Ma finquando da noi comanda un pagliaccio vestito di bianco che le puttane le vuole chiuse in alcuni luoghi che hanno un nome preciso a disposizione dei suoi pochi eletti affiliati sempre in numero minore e i suoi soldati chiusi in altrettanti luoghi che hannmo anch'essi dei nomi precisi e dove la sodomia regna sovrana . Ma un popolo che ha al governo un tronchetto dell'infelicità , come dice Grillo , ed una parte del gruppo maggioritario degno di stare in galera può benissimo concedersi l'onore di avere come capo spirituale uno vestito da carnevale .
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Gli strani risvolti di una lunga amicizia
PRIMA PARTE
La storia che sto per raccontare è una storia vera, che tuttora mi coinvolge. Non posso parlarne con nessun amico o conoscente, eppure smanio dalla voglia di raccontare questa mia vicenda, che da un lato mi angoscia un po’, e dall’altro mi fa sentire bene come non mai. Mi chiamo Stefano, e ho 38 anni, sposato da 2 anni con una splendida creatura con cui convivo da ormai 7 anni. Siamo felici e innamorati e non abbiamo mai avuto problemi di sentimento, e sono sicuro non ne avremo mai. Non avrei mai immaginato di essere in grado di tradirla, ma ciò che mi è capitato non so se chiamarlo propriamente tradimento….
Il mio migliore amico si chiama Daniele, e la sua donna è una deliziosa ragazza sui 30 anni, estremamente vitale e allegra, di nome Diletta: non alta, carina, viso ovale un po’ acqua e sapone, capelli a caschetto sul rosso, seno piccolo ma ben fatto, un bel culetto, molto intrigante, insomma, e non posso negare di averci fatto più di una volta pensieri belli spinti, su di lei. Siamo molto amici, usciamo spessissimo in quattro, e si può dire che la nostra sia una splendida amicizia, quasi fraterna.
Tutto comincia nei primi giorni d' Aprile del 2004: una sera uscii con alcuni amici per una birra. Avevo telefonato anche a Daniele, ma era fuori città per lavoro. Bevemmo in un pub fino praticamente all’ora di chiusura, salutai gli amici e quando tornai verso la macchina ero piuttosto brillo. Stavo aprendo lo sportello quando mi sentii chiamare:
-Stefano! Che ci fai in giro a quest’ora di notte???-
Mi voltai e vidi Diletta che rideva. Era con un gruppo di sue amiche, un paio le conosco anch’io, alcune carine altre decisamente no. Ma lei era particolarmente carina, quella sera: stivali neri, calze scure, una gonna color vinaccia appena sopra il ginocchio, una camicetta un po’ scollata e un giubbino corto, di pelle. E il suo solito sorriso, che ha sempre un che di malizioso…
-Cosa ci fai TU, in giro! Il gatto non c’è e i topi ballano, eh?!?-
-Ma no, una banale uscita col mie vecchie amiche. E poi Daniele lo sa benissimo!-
-Ok, certo, scherzavo….- e ci mettiamo a chiacchierare per un po’, nel parcheggio, finchè le amiche non decidono che è tardi.
-Tu vai a casa, Stefano, adesso?- mi chiede Diletta –Se non ti scoccia, potresti accompagnarmi , così risparmio a Cristina un viaggio?-
-Certo!- le rispondo io, -tanto sono di strada, ti riaccompagno io!-
-Così saliamo in auto, continuando a chiacchierare allegramente. La strada è abbastanza lunga, dal centro della città a casa loro, e la chiacchierata è allegra; mi casca spesso l’occhio sulle sue belle gambe lisce, e noto (non senza una certa eccitazione) che indossa calze autoreggenti. Non è la prima volta che gliele noto: tante volte abbiamo cenato insieme, e il bordo di una autoreggente scappa spesso, da sotto una gonna… eppure stavolta, in macchina, la cosa mi sembra più intrigante, forse anche perché sono un po’ brillo… Finalmente arriviamo davanti a casa sua:
-Che fai, vieni dentro a bere qualcosa?- Mi chiede lei.
-No, grazie. E’ tardi, e mi sa che per oggi ho già bevuto abbastanza…-
-E dai, Stefano! Ti offro una birra, tanto per chiudere la serata, e poi te ne vai, ok?-
Sono un po’ contraddetto, ma cedo, così parcheggio ed entro in casa con lei. Mi siedo sul divano, lei prende due birre dal frigo e si siede accanto a me, riprendendo a chiacchierare. Io mi sento piuttosto imbarazzato, non è una situazione molto comoda: io seduto sul divano insieme alla donna del mio migliore amico, peraltro in una mise molto sexy, mentre il mio amico non c’è… Finisco la birra e decido di andarmene, ma lei mi ferma, appoggiandomi una mano su una gamba:
-Aspetta, Stefano, che fretta c’è?? Tanto stanotte lo sai che Daniele non torna…..-
Resto di sasso, ma un attimo dopo mi ritrovo con una mano sotto la sua gonna, a frugare avidamente per trovare il margine delle autoreggenti e oltre, e con la lingua nella sua bocca calda e sensuale. In breve ho il cazzo durissimo, e lei se ne prende subito cura succhiandomelo avidamente, e facendomi così scoprire che è davvero una brava pompinara. Io le infilo le mani sotto le mutandine, trovandola già fradicia di piacere.
- Forza Stefano, scopami!- Non me lo faccio ripetere due volte: la scopo lì, sul divano, splendidamente troia con indosso solo le autoreggenti e gli stivali , e le vengo dentro, dato che lei mi rassicura di prendere la pillola. E poi la scopo di nuovo, sul letto, sborrandole sulla pancia, stavolta. E ancora una terza volta, a quattro zampe sul pavimento, stavolta penetrandole addirittura nel culo, vedendola dimenarsi e mugolare come una vera troia incallita! Non avrei mai pensato che fosse tanto troia! Alla fine mi abbandono esausto a terra, lei sembra avere ancora voglia, ma io non ne ho più, ed è molto tardi, quindi si ferma, e mi lascia riposare. Il tempo di riflettere, e io mi ritrovo a pensare: e ora? Che cazzo succede tra me e Daniele? E tra tutti noi, che cazzo devo fare???
Lei sembra leggere la preoccupazione nei miei occhi, e mi da subito una risposta che mi lascia allibito, ma anche sollevato, almeno in parte:
-Tranquillo, Stefano! Non è successo niente, abbiamo solo bevuto una birra, no?-
-Beh, veramente….-
-No- insiste lei, -solo una birra, anche se io e te sappiamo che non è così. Ma lo sappiamo IO e TE. Solo io e te, e questo fa si che la cosa non si saprà mai, giusto? Io non posso farlo sapere a nessuno e nemmeno tu, sennò rovineremmo rapporti, amicizie, matrimoni…. E invece, facendo sesso io e te questo tradimento reciproco resta obbligatoriamente blindato, non credi?-
Il suo ragionamento torna, e cancella in me parte del rimorso per aver tradito Daniele e anche mia moglie.
-E in quanto a noi due?- le chiedo
-Beh, noi due siamo sempre amici. Mica vorrai una amante, vero? Perché io non voglio rapporti sentimentali o robe varie, solo una serata di sesso!-
La cosa mi lascia esterrefatto, ma anche un po’ affascinato dalla sua intraprendenza e dalla sua sincerità. Quindi la cosa sembra fermarsi lì: la settimana dopo addirittura ci troviamo di nuovo insieme tutti e quattro per una cenetta, e sembra proprio che niente sia cambiato. Io ogni tanto la guardo, ma lei sembra non accorgersene, o è bravissima a dissimulare.
Tutto liscio, finchè una sera mi ritrovo nel solito pub a bere qualche birra con alcuni colleghi di lavoro: si tratta di quattro ragazzi di Bergamo, Marco, Massimo, Edoardo e Luca, che lavorano per la stessa ditta per cui lavoro io, e che stanno in città per alcuni giorni, in un appartamento che la ditta utilizza come foresteria quando appunto viene qualcuno da fuori. A un certo punto entra Diletta con le solite amiche, io ho un sussulto, ma vedo che lei mi saluta come al solito e poi si comporta in maniera assolutamente normale, così mi tranquillizzo: dopo tutto è vero ciò che ha detto, allora… solo una serata di sesso, nessuno strascico. Meglio così. Invitiamo le ragazze a sedere con noi, e loro accettano. La serata si fa allegra, i bergamaschi si dimostrano molto simpatici e espansivi, e le amiche ridono e scherzano volentieri. A una certa ora, le ragazze cominciano a dire che è tardi, mentre Diletta vorrebbe rimanere ancora, e cerca di convincerle a rimanere.
-Ma se vuoi ti riaccompagniamo noi!- afferma allegramente Marco.
-Buono Marco! E’ la donna del mio migliore amico….-
-E noi mica glielo diciamo!- e tutti scoppiano a ridere.
-Mica ho bisogno di essere riaccompagnata, io. Sono con la mia macchina. E’ che se loro se ne vanno, devo riaccompagnarle!-
Fatto sta che alla fine le ragazze decidono di stringersi un po’ in una sola auto, liberando Diletta che resta con noi e continua a ridere e scherzare. Tiriamo tardi, tanto che arriva ora di chiusura, e praticamente ci sbattono fuori dal pub.
-E adesso dove andiamo?- Chiede uno dei quattro colleghi
-E dove vuoi andare?- Gli chiedo io, - A quest’ora è già tutto chiuso…
-Beh, potremmo chiedere se ci lasciano prendere qualche birra e andare al nostro appartamento- propone, il bergamasco, e un attimo dopo si infila sotto la saracinesca del pub, per riuscirne qualche minuto dopo con un sacchetto pieno di bottiglie di birra, suscitando le risate di tutti.
-Vieni anche tu, Diletta?- chiede uno di loro
-Perché no?- risponde lei.
Così saliamo sull’auto della ditta, in dotazione ai bergamaschi, un Voyager di quelli da otto posti, Io e Diletta sediamo dietro, insieme a Marco, e lei si siede in mezzo. Durante il tragitto, a un certo punto, sento una mano che mi accarezza la gamba. Mi volto e incrocio lo sguardo con quello di Diletta, che mi sta guardando col suo solito sorriso malizioso. Sento la sua mano salire, allora anch’io decido di carezzarle la coscia, scostandole la gonna per sentire il contatto liscio delle sue calze. Lei mi si avvicina, e mi ritrovo di nuovo ad assaporare la sua splendida lingua guizzante dentro la mia bocca. Lei mi carezza il rigonfio dei pantaloni, infilando le dita fra bottone e bottone, e io salgo con la mano, scoprendo con piacere che anche stavolta indossa le autoreggenti. Salgo ancora, cercando le mutandine, ma sussulto, trovando una mano. Guardo, e scopro che anche Marco,dall’altra parte, le sta accarezzando le gambe!! Arriviamo nell’appartamento, e Massimo mi dice:
-Ehi, però non ce lo avevi detto che ti scopi la donna del tuo migliore amico!-
-Infatti non è vero…- Ma lui mi ride praticamente in faccia. Io mi siedo su un divanetto, e lei viene a sedersi accanto a me, subito seguita da Marco, che non perde tempo per ricominciare a tastarla. Io allora mi occupo delle sue tette, liberandole dalla camicetta e scendendo a baciarle, mentre lei si mette a slinguazzare con Paolo. Non passa molto tempo che tutti cominciamo a prenderci cura di lei, spogliandola (io però propongo di lasciarle indosso gli stivali e le autoreggenti), palpandola dappertutto, leccandole la fica. Lei ricambia spompinandoci a turno, inginocchiata davanti al divanetto. La scopiamo a turno con lei che grida come una troia impazzita nei vari e rari intervalli in cui ha la bocca libera dai nostri cazzi. Siamo tutti eccitatissimi, e i bergamaschi ci vanno pesi, apostrofandola con frasi tipo “Ma quanto sei troia Diletta!” o “Avanti cagna, succhiami il cazzo!”, o ancora “Ti piace sentire il cazzo duro dentro la fica, vero puttana?”, e così via, ma lei non sembra offendersi, anzi sembra piuttosto eccitata dal turpiloquio. Mi sorprende vedere quanto sia troia, e mi sorprende ancora di più quando è lei stessa invitarci a sborrarle tutti quanti addosso. Non ci facciamo certo pregare, e a turno la riempiamo di sperma senza ritegno, schizzandole in faccia e nella bocca aperta, godendo ancor di più nel vederla fradicia e gocciolante come una troia da film porno! Ma lei non è certo arrivata al capolinea, e una volta asciugatasi un po’ alla meglio, torna alla carica, inscenando una sorta di ballo erotico sul tavolo, con il risultato che i nostri cazzi sono di nuovo duri! Allora ricominciamo a scoparle la bocca e la fica a turno, ma lei vuole di più. Nessuno di noi è molto esperto, e non è così facile fare una doppia penetrazione, ma ci proviamo tutti, con più o meno successo, chiavandole il culo come forsennati e riempiendola di carne fino all’inverosimile! Siamo andati avanti per un bel po’, riducendo oltretutto quel povero appartamento una schifezza, con schizzate dappertutto. Ognuno di noi l’ha chiavata più e più volte, quella notte, io mi sono fermato alle mie tre sborrate, di più non ce l’ho fatta, ma alle cinque di mattina, Massimo ancora se la stava inculando sul tavolo, tenendola per i capelli e ansimando come un porco, mentre Luca preparava il caffè. Sono tornato a casa esausto, facendo i salti mortali per non insospettire mia moglie, e deciso a chiamare Diletta l’indomani, forse per scusarmi, forse per chiederle che cazzo le era preso, non so. Fatto sta che lei mi ha preceduto con un SMS con scritto “Solo una birra, non dimenticartelo…”
SECONDA PARTE
Passano alcune settimane, ci vediamo un paio di volte per le nostre consuete serate a quattro, dove ci troviamo a casa nostra, o a casa loro, per ottime cene e tranquilli dopocena, e apparentemente nulla è cambiato. Almeno non in Daniele, non in mia moglie (loro non sanno nulla, logicamente), ma nemmeno in Diletta. Però in me qualcosa è cambiato, anche se senza strascichi: mi trovo in imbarazzo a cenare con loro, facendo finta di nulla, quando poi ogni volta che guardo Diletta , non posso fare a meno di rivedere l’immagine non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di lei con il viso e i capelli grondanti sborra, sorridente e ancora vogliosa di cazzo; o quella di lei , a cavalcioni sul tavolino, la schiena reclinata, ormai stanca e quasi abbandonata sui propri muscoli, ma ancora disponibile, mentre Massimo di Bergamo la tiene per i capelli e le fotte il culo come un forsennato dicendole “Ti piace il cazzo nel culo, vero puttana? Lo senti il mio cazzo in corpo, puttana????”
E tuttavia il tempo passa, arrivano i primi giorni d’estate, senza che niente accada, e io mi convinco che è stato solo un gioco senza strascichi. Lei non mi cerca, io non la cerco, non siamo amanti, e probabilmente siamo tornati ad essere semplicemente amici.
Un giorno di metà giugno mi prendo una giornata libera, e verso le cinque del pomeriggio decido di fare un salto al negozio di un amico. Ci trovo anche Diletta, d’altra parte è un amico comune, e lei va spesso lì, anche se non lo sapevo. Chiacchieriamo un po’, poi io saluto, lei fa lo stesso e usciamo insieme. Indossa una stretta minigonna verde militare e una magliettina aderente, gialla e nera, un po’ stile teenager: non è proprio una delle sue solite mise sexy in autoreggenti e stivali, ma il caldo si fa sentire, e comunque la visione non è decisamente delle peggiori. Oltretutto deve anche essere uscita da poco dal parrucchiere, perché il suo caschetto rosso mogano è particolarmente brillante e ben pettinato. Ci dirigiamo verso il parcheggio dove abbiamo ambedue lasciato l’auto, chiacchierando del più e del meno. Io evito accuratamente ogni argomento che possa riportare alle nostre vicissitudini, e lei sembra proprio non avere vissuto niente del genere.
-Hai visto? Hanno proseguito i lavori della pista ciclabile nei giardini- le dico, tanto per trovare un argomento.
-Davvero?- dice lei, volgendo lo sguardo all’altro lato della strada, dove i giardini pubblici costeggiano il fiume, attraversati da una ciclabile. –Andiamo a vedere, ti va? Facciamo due passi!-
-Ok, perché no?- dico io, tanto non è certo tardi, la giornata è calda, e tutto mi sembra a posto.
Passeggiamo nei giardini, seguendo la pista. Non c’è molta gente, i giardini sono nuovi e non molti li conoscono, ancora. Lei è molto allegra, e io ancora una volta mi ritrovo ad apprezzare quel suo modo di essere così gioviale e sincero.
-Ci sediamo un po’?- chiede lei, e senza aspettare la risposta si avvia verso una panchina, al bordo dei giardini, dove il fiume incontra un po’ di alberi.
Mi siedo accanto a lei, e non riesco ad evitare di buttare uno sguardo alle sue belle gambe lisce, ben messe in mostra dalla minigonna che è piuttosto corta.
Quando alzo di nuovo lo sguardo, mi accorgo che lei mi sta guardando, il suo solito sorriso intrigante e malizioso stampato sulle labbra. Poi reclina la testa, allargando le braccia sulla spalliera della panchina, e allargando leggermente le gambe, quel tanto che basta perché io possa intravedere il rosa fucsia delle sue mutandine di pizzo. Improvvisamente la mia eccitazione sale a duemila. Continuo a guardarla, allora lei si volta di nuovo verso di me:
-Beh? Vuoi un invito scritto???- e reclina di nuovo la testa indietro. Non resisto, e comincio a baciarle il collo, lisciandolo con la punta della lingua e stuzzicandole il lobo dell’orecchio, mentre la mia mano corre sulle sue cosce nude, esplorando la sua pelle e la sua biancheria di raso e pizzo.
-Certo, Diletta che hai sempre una gran classe, nella biancheria intima- dico, quasi senza accorgermene-
-Ti piace? Cotton Club, me l’ha regalato Daniele…. Senti come è morbido anche il reggiseno!-
Le alzo la maglietta, scoprendo un bel reggiseno fucsia a motivi floreali, che le da una splendida forma al seno. Le afferro le tette, cominciando a leccargliele e a baciargliele, mentre con l’altra mano le ho già superato le mutandine e la sto sditalinando. Lei comincia ad interessarsi alla patta dei miei pantaloni, la apre, ne tira fuori il contenuto con aria soddisfatta, poi si china su di me e ingoia il mio cazzo senza troppi complimenti. Io mi guardo attorno, eccitato ed imbarazzato: ci vedranno? C’è gente che passa, a una settantina di metri dietro le nostre spalle, lungo la ciclabile, sicuramente possono vederci. Ma chi se ne frega, un bocchino così ben fatto me lo lascerei fare anche in mezzo a Piazza del Duomo!!!
E lei continua a succhiare, incurante dei passanti dietro di noi, e guidandomi con la mano libera per farsi stimolare la fica nel modo migliore. Io la accontento, mentre con la sinistra continuo a palparle le belle tette, prima di poggiarla sulla sua testa per cadenzarle a mio piacimento le pompate sul cazzo. Lei si alza e si siede incollo a me, ma io mi sento davvero un po’ troppo in piazza, adesso:
-Aspetta! C’è troppa gente, qui…-
-Ok!- Mi dice lei, - Vieni!-
Si alza di nuovo, mi prende per mano e mi porta qualche metro più in là, dove tra gli alberi lungo il fiume troviamo un muretto di un rudere abbandonato. Non è molto alto, si vede la pista e i giardini, ma forse noi siamo al riparo dagli sguardi. Lei si sfila la maglietta e si alza la minigonna, il suo completino intimo rosa è eccitantissimo, addosso a lei, e io ho il cazzo durissimo!
-Qui c’è meno gente, no? E allora scopami come si deve!!!-
La faccio voltare e la fotto a gambe larghe, in piedi, con le mani sulle pietre del muretto, rubandole non pochi sussulti e mugolii. E’ caldo, io sono un bagno di sudore, e anche la sua pelle è lucida di sudore, e io le sborro dentro, copiosamente, chiudendo la scopata con un bacio perverso con tutta la lingua dentro la sua bocca.
E anche dopo questa volta, solo il solito SMS e niente più contatti, stavolta per tutta l’estate, se non un paio di uscite in quattro, io, mia moglie, Daniele e lei.
TERZA PARTE
L’estate passa, tornano le prime giornate di autunno, e io di nuovo mi sono convinto che è stato un bel gioco, ma che adesso è finito. Lei non mi chiama mai, e io mi guardo bene dal farlo, e dopo cinque mesi, è ormai chiaro che era proprio tutto come diceva lei.
E invece un bel giorno mi ritrovo una sorpresa che non mi sarei aspettato: è il 12 Ottobre, e mi arriva un SMS: “Che ne dici se ci vediamo per una birra, stasera?”
Io rimango un po’ stupito, ma soprattutto perplesso, non me lo aspettavo, e il sottinteso mi sembra abbastanza palese.Tuttavia ho anche un po’ paura che il gioco diventi troppo frequente, fino a trasformarsi in relazione, quindi le rispondo che quella sera non posso perché ho già fissato con mia moglie. Ma dopo pochi minuti mi arriva un nuovo SMS, in risposta: “Allora dimmi tu quando: Daniele lavora la sera x tutta la settimana fino tardi.” Mi decido allora ad accettare, ma piu che altro per parlare con lei e spiegarle che forse è meglio smetterla. Così fisso per il giorno dopo, al solito Pub. Io arrivo prima di lei, fuori piove a dirotto, uno dei primi giorni di intensa pioggia autunnale. Mi siedo al bancone e ordino subito una birra, teso ma deciso a mettere in chiaro che è meglio darci un taglio. Lei arriva, e mi viene subito incontro, e io mi rendo improvvisamente conto che non sarà poi così tanto facile: indossa un impermiabilino bianco, corto, che apre subito appena entrata nel locale, rivelando un abitino corto ma non troppo, un po’ sopra il ginocchio, color verde oliva (che già altre volte le avevo visto, ma che stavolta appare particolarmente sexy), un paio di stivali marroni alti quasi fino al ginocchio e calze color carne. E’ truccata un po’ pesantemente, cosa un po’ strana, dato che sembra non truccarsi quasi mai: un rossetto piuttosto scuro, gli occhi impreziositi da un velo di colore… un po’ pesante, insomma, ma sta tutt’altro che male! Viene verso di me e si accomoda su uno sgabello, molto vicina a me, con le ginocchia attorno alla mia gamba sinistra. Noto che il movimento con cui si siede è fatto a regola d’arte per farmi intravedere che le calze color carne sono autoreggenti, che fanno appena capolino da sotto il bordo del vestitino.
-Mi offri una birra, Stefano?-
-Certo!- E ne ordino anche un’altra per me. Io provo ad affrontare subito il discorso, cercando di spiegarle che stiamo sbagliando, che tutto quello che facciamo non è giusto, che io sono innamorato di mia moglie e che voglio bene a Daniele, e che non voglio assolutamente essere coinvolto in una storia. Lei mi ascolta senza interrompermi, bevendo la sua birra e fissandomi dritto. Io continuo a parlare per venti minuti o forse più, senza che lei dica niente o quasi, finchè finisco gli argomenti e resto muto.
-Mi vuoi dire che ti stai innamorando, Stefano?- mi chiede
-No, non è questo… Sono innamorato di mia moglie…-
-E allora hai paura di essere coinvolto e basta, giusto?-
-Si, è questo il problema. Se anche cominciamo a invitarci per passare le serate, che può succedere?- Lei allora si alza in piedi, mi si fa più vicina, schiacciando il pube contro la mia coscia e dicendomi, quasi in un orecchio:
-Allora puoi stare tranquillo! Sono le stesse cose che penso io…. Per questo preferisco farmi scopare da te, quando ho solo voglia di divertirmi…. Sbrigati a finire la birra, che te lo spiego meglio fuori!- Non ho le idee molto chiare, l’unica cosa che so è che Diletta mi ha di nuovo fatto diventare il cazzo duro come il marmo! Trangugio la mia birra, pago il conto, e usciamo dal pub, fuori piove ancora a dirotto:
-Dov’è la tua macchina?- chiede lei
-Qui davanti, nel parcheggio!- rispondo io, e le faccio strada.entriamo in auto, metto in moto
-Dove vado???-
-Dove cazzo ti pare!!!!-
Non faccio a tempo ad uscire dal parcheggio che lei è già piegata su di me, ad ingoiarmi avidamente il cazzo mentre guido! Allungo la mia mano destra per sollevarle il dietro del vestito e le ripasso il solco tra le natiche, trovandole il buchetto del culo, e poi la fica, già bagnatissima. Lei si sfila il perizoma, per aiutarmi, ma senza smettere di succhiarmi il cazzo; io le sditalino la fica con due dita, infilandole contemporaneamente il pollice nel culo. E’ difficile guidare così, e mi fermo in un piccolo parcheggio, lungo la ferrovia. Per fortuna la mia Reanault è spaziosa. E permette un certo spazio di manovra, così la spingo sul suo sedile reclinandolo, e la fotto alla grande, lei a gambe larghe, gli stivali puntellati sul cruscotto, e io che con una mano le palpo le tette e con l’altra le sditalino il buco del culo, mentre il mio cazzo riempie la sua fica fino ad inondarla di sperma. Ma lei, come al solito, è tutt’altro che soddisfatta, e ricomincia subito a menarmelo, per farmelo tornare duro.
-Odio la macchina! È troppo angusta!- mi dice lei, sorridendo
-Beh, con questa pioggia, o andiamo a casa tua….-
-No! Daniele non torna prima delle due, in questi giorni. Ma non voglio rischiare! Perché non trovi un posto un po’ più riparato dalla pioggia???-
Mi viene in mente che poco più avanti, quella strada scende molto, passando sotto la ferrovia attraverso una grande arcata per poi finire lì, prima di una fattoria, un posto molto fuori mano. Metto in moto e mi dirigo lì, mentre Diletta continua a segarmi mordicchiandomi sul collo. Mi fermo sotto le arcate della ferrovia, al riparo dalla pioggia, e lei affonda di nuovo la sua bocca sul mio cazzo, pompandolo come si deve, poi apre lo sportello e scende dall’auto, liberandosi del vestitino che aveva indosso, e rimanendo con solo gli stivali, le calze autoreggenti e il reggiseno. Scendo anch’io, le vado vicino e la abbraccio da dietro, palpandole le tette, baciandola sul collo, e scendendo con una mano lungo la schiena fino a tornare a stuzzicarle il culo. La spingo un po’ avanti, allargandole le gambe, lei si appoggia con le mani sul cofano dell’auto, e la inculo, spingendo quanto più possibile il cazzo dentro di lei per sentire il rumore dei colpi forti dei miei lombi sulle sue natiche, sborrandole infine sulla schiena e sul suo splendido culo.
Eppure, il giorno dopo, mi arriva il solito SMS: “Solo una birra, non dimenticarlo.”
E di nuovo passano altri giorni, e altri sabato sera in quattro facendo finta di nulla, magari finalmente con un po’ di abitudine in più e un po’ di timori in meno.
A fine Ottobre ricevo una sorta di bombardamento di telefonate: sono i miei colleghi bergamaschi; tre di loro devono tornare in città per alcuni giorni, e non gli dispiacerebbe organizzare un’altra seratina come quella di qualche mese prima. Io rispondo loro che non è come pensano, che quella è stata una situazione particolare, che lei era ubriaca….. Rimedio solo di essere preso in giro, e in un modo o nell’altro riescono alla fine a convincermi a fare un tentativo per invitare Diletta a cena. Allora, io, molto imbarazzato, provo a chiamarla sul cellulare, ma lei non risponde. Riprovo diverse volte, e alla fine mi risponde:
-Beh? Mica vorrai violare il nostro patto?- aggressiva e quasi irritata, -Siamo abbastanza d’accordo sul non telefonarci, no?-
-Scusa, Diletta, ma anche l’altra volta tu mi hai invitato con un SMS…-
-E tu hai fatto un sacco di storie!-
-Ok, hai ragione. Ti chiamo per un’altra cosa…. Ti ricordi i ragazzi di Bergamo?- Le spiego la faccenda, che tre di loro, Marco Massimo e Luca, vengono in città per lavoro la settimana successiva, e che avrebbero piacere di fare una cena insieme, magari in una semplice pizzeria… Lei, che non è decisamente una donna stupida, mi lascia finire, poi, dopo qualche secondo di silenzio, mi dice:
- Ok, ma nei prossimi giorni Daniele è a casa, e non posso certo far tardi! Diciamo che io ho una cena con le amiche, ufficialmente. Ma saltiamo la cena,e magari vediamoci direttamente all’appartamento dell’altra volta, ok? Così posso tornare a casa a un’ora degna! Fissa e fammi sapere come e quando!-
Inutile dire che il mio successo mi rende euforico, ma c’è un problema: dopo il casino fatto l’ultima volta, la ditta non ha messo a disposizione l’appartamento ai bergamaschi, stavolta. In albergo è impensabile, allora mi viene in mente che mio cugino, che si è trasferito da diversi anni, ha ancora un appartamento, in città, che usa quando torna a trovare i suoi, ogni tanto. Provo a chiamarlo, per chiedergli se mi presta l’appartamento per una sera. Lui ovviamente si insospettisce subito:
-Cosa c’è sotto? Una donna, vero?-
Non posso fare altro che spiegargli la faccenda, e lui, ridendo, mi dice:
-Beh, io l’appartamento te lo presto più che volentieri, però come minimo penso che dovresti invitarmi….-
Mi prende un po’ in contropiede, ma trovo una soluzione anche a questo: dovremo far finta che anche lui è un nostro collega, che però da anni non vive più in città.
Mando a Diletta un SMS per chiederle se va bene per mercoledì, ma non nello stesso posto della volta precedente. Lei mi chiede a che indirizzo, perché preferisce raggiungerci lì.
“Via Fabio Filzi, numero 118, ultimo piano, alle ore 20”
Il mercoledì passo a prendere per tempo i tre bergamaschi, già belli carichi, e li porto a casa di mio cugino. Arriviamo, e mio cugino ci aspetta, ma c’è anche un’altra persona, un tipo un po’ più anziano di noi, sui 45 anni:
-E lui????- Chiedo io
-Lui è Roberto, un mio collega e grande amico! Mica ti dispiacerà, vero? Gli ho già spiegato che deve dire che noi siamo di Livorno….-
Beh, ormai è fatta, non ci resta che aspettare, bevendo un po’ di birre e alcolici vari, tanto per caricarci un po’ e vincere la tensione e la timidezza. Finalmente suona il campanello. Diletta entra e saluta tutti, compresi mio cugino Claudio e il suo amico Roberto, che come promesso si spacciano per colleghi livornesi. Lei è splendida: si è di nuovo truccata un po’ pesantemente, con un rossetto scuro e carnoso e gli occhi accentuati da un bel rimmel e da un po’ di colore. Forse è stata dal parrucchiere nel pomeriggio, perché i suoi capelli sono curatissimi, un po’ più corti del solito, con un taglio un po’ all’olandese e di un bel color rosso mogano brillante. Al collo ha un nastrino nero con uno strano ciondolo quadrato, e sotto un cappottino verde lungo indossa uno dei suoi consueti abitini, rosso fegato, attillato e lungo fino al ginocchio, abbottonato sul davanti, con calze nere e i suoi stivali neri. Si toglie il cappotto e ci chiede se c’è qualcosa da bere anche per lei, e ovviamente tutti si affrettano ad offrirle qualcosa. La situazione è un po’ strana, stavolta nessuno è abbastanza ubriaco da fare la prima mossa, allora chiacchieriamo per un po’, con lei che scherza e beve la sua birra tranquillamente. Ma alla fine è lei che decide di muovere la situazione: appoggia il bicchiere vuoto, e senza troppi indugi si sbottona il vestitino e lo lascia cadere a terra, lasciandoci quasi a bocca aperta per la meraviglia:oltre agli stivali e a quello strano e sensuale ciondolo al collo, stavolta non indossa autoreggenti, ma uno splendido completo di pizzo nero a fiori, reggiseno, perizomino semitrasparente e reggicalze, ad esaltare il suo bel corpo candido..Sorride maliziosamente sedendosi sul tavolo, e in un attimo le siamo praticamente tutti addosso, accarezzandola e tastandola dappertutto, e contendendoci la sua lingua per assaporarla avidamente.
Diletta si lascia subito andare, sdraiata sul tavolo, mentre le palpiamo le tette, la pancia, le gambe già divaricate. Mio cugino è il primo a chinarsi per assaggiarle la fica, leccandogliela mentre noi ci spogliamo rapidamente. Lei si gira a pancia sotto sul tavolo, e a turno, ognuno di noi le fa assaggiare il proprio cazzo, mentre dietro di lei mio cugino continua a leccarle la passera avidamente, tenendole le gambe divaricate. Nessuno si attenta a spogliarla più di così: è splendidamente troia, con i suoi stivali, il reggicalze e l’intimo nero “anche se le mutandine sono ormai già sparite, chiaramente). La chiaviamo tutti quanti, a turno, lei sul tavolo a pancia sotto, e noi da dietro, lo spettacolo è fantastico, e lei si rivela infoiata come non l’avevo mai vista, mugolando e gridando, e dopo aver provato ognuno dei nostri sei cazzi in fica, ci sorprende con una richiesta da vera puttana incallita:
-Voglio tutta la vostra sborra in gola, Maiali! Avanti, fatemela ingoiare tutta!!-
A turno le sborriamo dentro la bocca, rivoli di sperma le colano dagli angoli delle labbra, ma lei continua a succhiare e ingoiare senza fermarsi, tanto che non facciamo a tempo a sborrare che i nostri cazzi sono già di nuovo duri. Comincia la litania del turpiloquio, e anch’io stavolta mi ritrovo a chiamarla cagna, troia, e così via. Mio cugino si rivela particolarmente porco, e il suo amico non è da meno: sono loro a godersi la prima doppia penetrazione, senza nessuna difficoltà, dimostrando una invidiabile esperienza nel settore. Roberto, in particolare, che le sta affondando il cazzo nel culo, la tiene per le spalle, costringendola a inarcare la schiena, cosa che sembra piacerle moltissimo. Diletta si concede senza problemi a tutti noi, facendosi penetrare fica e culo da ognuno, con la bocca continuamente piena di cazzo e le mani impegnatissime! Andiamo avanti così per un bel po’, sborrandole tutti quanti addosso e in corpo più e più volte, ma voglio essere io, stavolta, l’ultimo a cedere! Alla fine , lei, esausta, si concede all’ultimo giro, abbandonandosi a pancia sotto sul tavolo, con le gambe divaricate, e a turno si lascia inculare in quella posizione da ognuno, chi più violentemente, chi ormai sfinito ma ancora con la voglia di sfondarle il culo chiamandola “vacca rotta in culo” e cose simili. Io aspetto l’ultimo turno, ho già sborrato tre volte, ma stavolta il mio cazzo ha retto bene ed è ancora duro: quando tocca a me e mi avvicino, vedendola ansimante, con tutta la schiena impiastricciata di sborra, e il buco del culo completamente dilatato e arrossato, avverto un misto di disgusto e di dispiacere. Ma dura un attimo: mi basta guardare i suoi bei lineamenti, con tutto il rimmel colato sotto gli occhi, e subito mi torna la voglia! Le afferro i capelli, con una mano, tenendola contro il tavolo con l’altra e le affondo il cazzo nel culo ormai sfondato.
-E’ quello che volevi, vero Diletta? Sentirti troia come sei veramente, eh?-
La sbatto con tutte le mie ultime forze, strappandole ancora qualche gridolino, prima di sborrarle per l’ultima volta dentro il culo. Non so con che coraggio sia tornata a casa, in quelle condizioni: mi sembra impossibile che Daniele non si sia accorto di nulla!!!
QUINTA PARTE
Passa diverso tempo, prima di rivedersi. Anche le nostre cene a quattro, per un po’ di tempo, non avvengono; un paio di volte mi vedo con Daniele, scoprendo di sentirmi molto meno a disagio. Mi sento sempre più consapevole che il gioco con Diletta non arriverà mai a nessuna implicazione sentimentale, anche perché ormai è chiaro, io e lei cerchiamo nei nostri piu o meno occasionali incontri quella perversione che in un rapporto sentimentale difficilmente può esistere: io per trattarla come non potrei mai riuscire a trattare mia moglie, e lei per fare tutte quelle cose che una donna non può chiedere al proprio uomo. Comunque passa del tempo, senza avere nessun contatto. Fino alla settimana dopo Natale. Io sono in ferie, e una sera fissiamo una cena insieme al gruppo dei vecchi amici. Daniele non c’è: il suo lavoro, specie d’inverno, lo porta spesso a passare diversi giorni fuori città, e in quei giorni è a Roma. Ci troviamo tutti quanti per una pizza ad una pizzeria di un circolo del tennis, e poi i più irriducibili di noi si trasferiscono al consueto pub, per chiudere la bella serata. Mentre parcheggio l’auto nella grande piazza davanti al Pub noto un gruppo di ragazze che chiacchierano. Riconosco Diletta, tra loro, e decido di andare a salutare.
-Che fate di bello?- chiedo, dopo i vari saluti, baci e abbracci, visto che le conosco quasi tutte.
-Siamo state a cena fuori per il compleanno di Patrizia. E ora si va a casa. E voi?-
-Noi stiamo andando al Pub. Ci sono anche gli altri del vecchio gruppo…-
-Allora vengo a salutare!- dice Diletta, -Anzi, Ti va di bere qualcosa con loro, Daniela?- chiede rivolgendosi alla ragazza accanto a lei, una ragazza piccolina, con lunghi riccioli castani, un seno bello prosperoso e gli occhiali, che non avevo mai visto, e tutto sommato carina.
-Va bene, tanto sono tua ospite, decidi tu!-
Diletta me la presenta come Daniela, appunto, spiegandomi che è una sua cara amica, meridionale, che ha approfittato delle feste di Natale per venirla a trovare e che, vista l’assenza di Daniele, adorme a casa loro.
-Siamo senza macchina, ci riaccompagni tu, dopo, Stefano?-
-Certamente!- le assicuro. Ci fermiamo per un’oretta al Pub, tra un brindisi e l’altro, poi gli altri amici se ne vanno, e allora anche noi ci dirigiamo verso casa, tutti e tre allegri e, specie le due ragazze, un po’ alticci. Giunti sotto casa di lei, Diletta mi invita a entrare per un po’. Non ci vedo nulla di male, vista la presenza di Daniela, e non ho molta voglia di tornare a casa, dopotutto non è nemmeno tardi, quindi accetto. Mi siedo sul divano, seguito da Daniela, mentre Diletta si preoccupa di prepararci da bere, offrendomi un Gin Tonic piuttosto carico di Gin, sia a me che a Daniela. Diletta si siede davanti a noi, e chiacchieriamo allegramente. Io mi alzo per guardare la bella collezione di videocassette e DVD del mio amico Daniele, che gli invidio sempre. Scopro che ha anche qualche film porno, e mi soffermo a guardare.
-Vuoi mettere un film?- Mi chiede Diletta.
-No, certo… sono solo curioso di vedere cosa avete, come sempre. Questi non li avevo mai notati…-
-Beh, di solito li teniamo dentro l’armadietto….- risponde lei, sorridendo, -Ma se vuoi, mettine uno, dai!-
-Che roba è?-chiede Daniela, con la voce un po’ impastata dall’alcool
-Roba mooolto allegra!- le risponde Diletta, ridendo; -Dai, Stefano! Fai vedere che roba è a Daniela!-
Io ne prendo uno, lo metto nel video registratore e accendo la tv, sedendomi di nuovo accanto a Daniela.
-Hey! Ma quello è una cazzo!- esclama la ragazza, traballando, e noi scoppiamo a ridere.
Guardiamo qualche scena, commentando, ridendo e scherzando, anche se un porno è sempre un porno, e guardarlo con due donne, un po’ di eccitazione la mette! Oltretutto Daniela sembra davvero piuttosto sbronza, seduta scompostamente sul divano, con la testa appoggiata alla mia spalla, e non posso fare a meno di buttarle generose occhiate all’abbondante scollatura.
-Hai visto che belle tette che ha Daniela?- Dice Diletta, notando le mie sbirciate, e facendomi trasalire.
-Già! Molto carina, la tua amica….- rispondo, tanto per dire qualcosa.
-E allora perché non provi a scopartela? Sono sicuro che a lei non dispiace….-
Resto di sasso, ma mi riprendo quasi subito: ormai niente più mi sorprende di Diletta!
Provo allora a mettere una mano sulla gamba di Daniela, che mi sta sorridendo con aria piuttosto assente, un attimo dopo le sto frullando la lingua in bocca, mentre le palpo generosamente il seno, duro e abbondante la libero della maglietta, leccandole le tette e scostando il reggiseno per farle uscire. Diletta, seduta davanti a noi guarda, con il suo solito sorriso malizioso sulle labbra.
Allora vado avanti, sbottono i pantaloni di Daniela e li sfilo, infilandole la mano tra le gambe e sentendo le mutandine già un po’ inumidite. Gliele scosto, stuzzicandole il clitoride per poi abbassarmi a leccarglielo, lavorando con le dita dentro la sua fica. La sento fremere, allora mi apro i pantaloni e le guido la mano sul mio cazzo, facendole capire di menarlo bene, e riaffondo la testa tra le sue cosce, mentre Diletta continua a guardare. Poi mi alzo in piedi, portando il cazzo alla bocca di Daniela, e tenendola per i bei riccioloni, le tiro la testa verso di me per farglielo ingoiare. Diletta si è slacciata i pantaloni e si è tolta la camicetta, rivelando quel suo bel reggiseno rosa fucsia, e si sta accarezzando la fica, seduta di fronte a noi. Io sono a mille! Scopo Daniela lì, sul divano, senza che Diletta però si avvicini. Forse stasera ha solo voglia di guardare…
La mia scopata finisce con una bella sborrata sulla pancia e sulle tette della riccioluta amica, dopodichè mi siedo di nuovo accanto a lei, per riprendermi. Ma solo per poco, perché adesso Diletta si fa avanti:
-Non crederai mica di aver finito, vero? Ora tocca a me-
Viene verso di me carponi, prendendomi le gambe e affondando il cazzo, ancora bagnato, nella propria bocca. La scopo a pecorina, lei con le ginocchia a terra e il corpo appoggiato sul divano, mentre adesso è Daniela che ci guarda e si tocca. Provo a leccare le tette di Daniela mentre fotto Diletta da dietro, e lei si avvicina per avvantaggiarmi. Finisco per sborrare sulla schiena di Diletta, soddisfatto ma ancora eccitato, tanto che dopo pochi minuti mi trovo di nuovo a dedicarmi all’amica meridionale, chiavandola a terra, sul tappeto, tenendole le gambe alzate e spalancate. Comincio ad essere stanco, e la scopata finisce per rallentare di intensità, ma vengo anche stavolta, poche gocce che vanno a cadere sulle cosce di Daniela e sul povero tappeto di Daniele! A questo punto sono stanchissimo, ma Diletta non vuole saperne di ricevere meno della sua amica. Prova a stuzzicarmi il cazzo, che si rialza orgoglioso ai colpi della sua lingua veloce e allenata. Ma io non ne ho davvero più. Però non voglio deluderla, e allora mi decido a allargarle le gambe, infilando la testa dentro e leccando con voluttà, penetrandole la fica e il culo con le dita, profondamente e senza troppi complimenti. Lei geme, urla, si divincola tutta e alla fine la sento fremere nell’orgasmo, e mi rialzo per metterle la lingua in bocca, con la faccia tutta bagnata dai suoi umori.
Me ne vado a casa, soddisfattissimo e barcollante. Meno male che mia moglie dorme già!
SESTA PARTE
Con l’inizio del 2005 credevo che i nostri incontri si sarebbero fatti più radi, fino anche a cessare. E invece nella seconda metà di gennaio ci siamo rivisti “per bere una birra”, come dice lei: 2 belle ma scomode serate terminate scopando in auto, senza particolari sorprese. I primi di febbraio lei mi chiama di nuovo, proponendomi di cenare insieme. Io, ansioso come sempre, mi insospettisco, temendo impreviste quanto indesiderate dichiarazioni sentimentali. Ma non posso certo rifiutare, così mi invento una cena con gli amici del calcetto per giustificarmi con mia moglie, e vado all’appuntamento. E’ una serata fredda e umida, ceniamo alla pizzeria King, lei indossa un paio di pantaloni attillati neri e un golfino di lana stile etnico color rosso mattone, ma è deliziosa anche così. Parliamo e scherziamo di tutto un po’, e i miei timori si rivelano infondati. Mi dice che Daniele è fuori città fino a fine settimana, così andiamo da lei per chiudere la serata. Mentre siamo ai consueti preliminari, Diletta mi fa una strana confessione:
-Sai cosa mi piacerebbe? Avere qualche foto mentre faccio sesso…. Trovo che sia molto eccitante l’idea di essere fotografata-
L’idea mi eccita all’istante.
-Daniele non te ne ha mai fatte?- Le chiedo, malcelando l’interesse.
-Si, ogni tanto. Ma io intendo mentre faccio sesso, non mentre faccio l’amore con lui…-
Lei allora mi spiega il suo piano: mi dice che le piacerebbe che io organizzassi un’altra serata come l’ultima con i miei colleghi di Bergamo, durante la quale io dovrei occuparmi di fare un po’ di foto.
-Però ci sono delle regole precise: Innanzitutto voglio solo uomini che vengano da fuori città e che non ci sia il rischio di conoscere, ma questo lo sai già. E poi, siccome non voglio correre rischi, dovrai essere solo tu a fare le foto, usando la mia macchina fotografica e basta, così sarò sicura che le foto le avrò solo io!-
-Ma se le tieni per te, le foto, io che ci guadagno a farle??-
-Il semplice gusto di farle. Non ti sembra abbastanza eccitante???-
La sua malizia mi convince anche stavolta, e concludiamo la serata scopando a tutto spiano, sul tappeto e sul divano.
Quando arriva l’ora di andarmene, lei mi dice:
-Allora organizzi qualcosa, Stefano? Daniele tra 2 settimane parte di nuovo, e sta in Belgio per cinque giorni.-
-ok, ci provo!!-
Nei giorni successivi, la cosa diventa un’ossessione, non riesco a pensare ad altro. Chiamo mio cugino Claudio, ma lui purtroppo non è disponibile, e non se la sente di lasciarmi l’appartamento. Mi dice comunque che il suo amico Roberto sicuramente viene, se lo chiamo. Il problema diventa trovare un posto. Chiamo i colleghi di Bergamo, dicendo loro che sto organizzando un festino il giorno sabato 26, ma sono disponibili a venire solo Luca e Massimo (figuriamoci, quando si parla di porcate, lui non si tira mai indietro….), tutto sommato siamo quattro uomini, e non mi sembra certo male. Ma manca ancora il posto, e non so proprio dove e come fare. Alla fine sto per rinunciare, quando mi viene in mente una possibile soluzione: potrei provare a coinvolgere Tommaso, un collega di 45 anni della nostra filiale di Bologna, che ha una casa al mare, a circa un’ora da qua, e che spesso fa racconti generosi delle sue serate con puttane e donne varie.
Lo chiamo, e lui accetta subito.
A questo punto è tutto organizzato, ma l’idea delle foto mi intriga veramente, e vorrei trovare il modo di riuscire a tenerne almeno qualcuna per me. Però capisco anche lei, che non si fida ad avere sue foto compromettenti in giro. Penso a come potrei fare, e alla fine faccio un tentativo: telefono a Daniele, e con la scusa di voler comprare una macchina fotografica digitale, riesco a farmi dire che macchina fotografica hanno loro. Mi dice di averne due: una Vivitar, che lui usa quando va in giro perché piccola e comoda, e una Fuji. Allora vado in un negozio e compro una scheda di memoria per le macchine della Fuji, sperando che la cosa vada a buon fine. Così, sabato 26 febbraio, dopo aver detto a mia moglie che abbiamo organizzato una serata di poker con i colleghi di lavoro, e che quindi con ogni probabilità sarei tornato molto tardi ci troviamo come d’accordo: passo a prendere prima Roberto, e poi i due bergamaschi alla stazione. Diletta preferisce venire da sola, sono d’accordo che lei mi chiama appena arrivata in zona mare, così le spiego la strada, Noi quattro arriviamo a casa di Tommaso,e lo troviamo bello teso e gasato; ha pure portato un amico, un certo Carmine, sui 50-55 anni, che Tommaso ci presenta come gran puttaniere. Non è decisamente giovanissimo, e neppure bello, spero che Diletta non muova obiezioni… Siamo tutti gasatissimi, Tommaso ci offre da bere, e chiacchieriamo tra noi allegramente. La casa di Tommaso è carina, con una grande taverna, con un bel camino acceso, un grande divano a elle e un lungo tavolo di legno massiccio, per almeno otto posti a sedere. Finalmente il mio cellulare squilla: spiego la strada a Diletta, e dopo venti minuti, lei arriva. Indossa un cappotto stile trench, scuro, lungo fino al ginocchio. Sotto le si vedono le calze nere velate e i suoi consueti stivali neri con il tacco. Ha i capelli ordinatissimi, di un colore rosso molto brillante, con un taglio alla francese che le dona moltissimo, le labbra impreziosite da un rossetto carnoso ma vivace, il rimmel e un po’ di trucco sugli occhi, pesante ma non troppo, e il solito monile di forma quadrata al collo. Dopo i saluti e le dovute presentazioni, lei va subito al sodo, chiedendo:
-Stefano vi ha già detto tutto, o no?-
Rispondiamo di si, allora lei puntualizza:
-E’ una cosa che faccio per sfizio, ma non voglio scherzi, ok? Solo Stefano deve fare le foto, nessun altro! E solo con la mia macchina fotografica. Se qualcun altro scatta foto, con cellulari o altre macchinette, me ne vado subito!- E mi consegna la sua macchina fotografica, che con mia grande soddisfazione è proprio una Fuji!
Siamo tutti seduti sul divano, Diletta si slaccia il cappotto per toglierselo. Tutti rimaniamo impietriti, con Carmine che si lascia scappare un “…..sti cazzi!!!”, nel vedere che sotto il cappotto Diletta indossa solo il reggicalze e il completino di pizzo nero che già le avevo visto la volta prima! Uno spettacolo! Io comincio subito scattandole un paio di foto, e lei sta subito al gioco, mettendosi in posa e cominciando a muoversi davanti a noi in modo provocante. Comincia il giro dei pompini, con lei inginocchiata e noi seduti lì, in fila, sul lungo divano di Tommaso. Io mi alzo per fotografare, e senza farmi notare, provo a sostituire la scheda della macchina fotografica, continuando poi a scattare. Lei succhia i nostri cazzi avidamente, uno dopo l’altro, emettendo qualche mugolio di compiacimento, mentre noi ci scambiamo apprezzamenti sulla sua bravura. Dopodichè Carmine il puttaniere ci chiede aiuto per alzarla, prendendola per le ascelle e per le gambe, e adagiandola sul tavolo. Le allarga le gambe e si tuffa a leccarle la fica, mentre noi altri cominciamo a palparla e baciarla. Io mi dibatto tra scattare foto e tastarle le tette e le cosce, impegnatissimo. Carmine si dimostra in effetti un ottimo ed esperto puttaniere, voltandola su un fianco e scostandole le mutandine per scoparla sul tavolo, permettendo così a noi altri di arrivare più facilmente con i nostri cazzi alla bocca di Diletta. Le lasciamo indosso solo il reggicalze e gli stivali, scopandola a turno, con lei che ci incita a sfotterla forte ogni qualvolta ha la bocca libera dai cazzi per qualche secondo. Ci scambiamo frequentemente di posto, con lei sempre adagiata su un fianco che si lascia scopare senza sosta, la bocca e le mani impegnae con i nostri cazzi ormai durissimi. Massimo e Carmine si rivelano particolarmente accaniti nell’apostrofarla e nell’incitarla a comportarsi da troia, e lei sembra particolarmente scatenata dalla cosa. Io intanto continuo a scattare foto, sperando che nessuno si accorga che ogni tanto cambio scheda.
-Che ne dici di fotografare questa troia mentre le sborro in faccia?- propone Carmine, e lei rincara:
-Si, dai! Fotografami mentre mi venite tutti quanti addosso!-
Carmine le esplode un fiotto di sperma abbondantissimo sul viso, mentre lei ancora si sta facendo scopare sul tavolo da Luca. La facciamo girare a pancia su lì, sul tavolo, e a turno le schizziamo il viso. Io continuo a scattare, facendole dei primi piani da brivido, e lei ride, ricevendo di gusto una bella doccia di sborra, che finisce per inzaccherargli tutta la faccia e i capelli. Le foto di lei con tutto il rimmel colato sugli occhi, intrisa di sperma sono eccitantissime, meglio di qualsiasi foto porno che avessi mai visto prima.
Ovviamente la serata non finisce lì. Anzi, è proprio Carmine che continua a tenere l’iniziativa, da autentico vecchio porco: con lei ancora gocciolante di sperma, lui si sta già masturbando per farselo tornare duro, la prende delicatamente ma con decisione per un braccio, la fa alzare dal tavolo e la mette in ginocchio sul tappeto:
-Ho bisogno delle tue labbra, bella troia…. Ingoiami ancora il cazzo, che così ti scopo di nuovo come piace a te.- Senza neanche aspettare risposta, le infila il cazzo tutto in bocca, spingendo forte:
in cinque minuti siamo di nuovo tutti in tiro, neanche ci preoccupiamo del nostro sperma che si sta asciugando addosso a lei, da quanto siamo infoiati. Diletta, dal canto suo, sembra più impazzita di noi, e ingoia cazzi a tutto spiano, incitandomi a fotografare e invitandoci a scoparla di nuovo.
La scopiamo di nuovo, e cominciamo a incularla a turno, sul tappeto, lei a quattro zampe e noi che senza alcun ritegno le passiamo dalla fica al culo alla bocca, a turno. Lei è scatenata, noi pure, con Carmine e Massimo che insistono nel chiamarla troia, puttana, cagna, e in ogni altro modo possibile, e lei che mugola come una vacca e chiede cazzi in continuazione. Roberto e Carmine la sottopongono a una doppia penetrazione da cardiopalma, sbattendola di brutto. Ognuno di noi, a turno finisce per sborrare di nuovo, stavolta a propria discrezione: chi nel culo, chi (come me) sulla schiena, chi di nuovo in faccia, chi come Massimo che le intima di aprire la bocca e le spara una schizzata in gola. La serata va avanti, rallentando di ritmo, ma non per questo di intensità: lei continua a farsi scopare come una troia, via via che ognuno di noi torna alla carica. Io vado in bagno, ma mi accorgo che Tommaso mi segue e entra in bagno con me.
-Allora, facciamo i furbi, eh?-
-Cosa intendi???-
-E dai Stefano, non fare il finto tonto! Mi sono accorto del giochino che fai, con la macchina fotografica…. te le vuoi tenere tutte per te, o le spartisci anche con noi???-
-Piuttosto distruggo la scheda, Tommaso! Lo so, faccio il furbo, ma non voglio che le foto girino. Lei è sempre una amica, e soprattutto la donna del mio migliore amico, non voglio rischiare di crearle problemi!-
-Azz!!! Le vuoi davvero bene, si! Stai lì a buttarglielo nel culo come se fosse una troia da mille lire e la fai sbattere da tutti senza ritegno!!! E che bel rispetto, anche per il tuo amico…-
-Senti, non ti ci mettere…. E in quanto a lei, non è colpa mia se è così troia, e se le piace così.-
-Allora facciamo un patto: io non dico a nessuno delle foto, ma tu poi me le passi, ok?-
-Neanche per scherzo! Poi le ritroverei a giro per tutta internet scommetto!!!-
-Va bene, va bene…. Allora potresti stamparle e mandarmele stampate…. Io mi accontento. Sennò vado di là e ti sputtano! Ma fidati, non sono stronzo, e ho famiglia pure io…-
Mi convince, e ci accordiamo così, senza far sapere nulla agli altri.
Torniamo in sala, e Tommaso ridendo mi dice:
-Dai Stefano, ricomincia a fare un po’ di foto a questa gran troia della tua amica Diletta! Non vedi che le piace essere immortalata mentre prende cazzi dappertutto?-
Io sono un po’ incazzato, ma vedere Diletta che mi sorride, sdraiata a pancia sotto sul divano mentre Luca la fotte da dietro e Massimo le tiene i capelli per invitarla per l’ennesima volta a ingoiare il suo cazzo, mi fa subito eccitare di nuovo, e mi rituffo nei giochi.
Andiamo avanti per un bel po’ ancora, chi più chi meno, scopandola, inculandola, sborrandole dentro e addosso, anche se sempre meno copiosamente, come logico. Verso le 3 di notte siamo tutti ormai esausti, tranne il 55enne Carmine, talmente porco da non riuscire a smettere di sbattersela:
-Dai, fai un po’ di foto mentre finisco di sfondarle il culo, a questa troia!!- mi dice, sudato fradicio, mentre tiene Diletta ferma contro il tavolo, a pancia sotto e a gambe divaricate, spingendole il cazzo profondamente nel culo con un ritmo ancora bello alto, facendo un gran rumore e sculacciandola ogni tanto.Ma la foto che scatto è l’ultima, prima di esaurire lo spazio della memory card. E anche noi, a quel punto siamo esauriti.
Ci salutiamo alla fine: per me è tardissimo, e devo tornare a casa e giustificarmi bene con mia moglie. Diletta si riprende la macchina fotografica e se ne va prima di noi. Il lunedì successivo mi chiudo nel mio studio, a guardarmi le foto che sono riuscito a tenermi: una quarantina di scatti fantastici, dove Diletta mi appare come una troia incredibile! Mi affretto a stamparle e a spedire le stampe a Tommaso, che il venerdi mi chiama per ringraziarmi e per dirmi che quando voglio lo rifacciamo!
SESTA PARTE
Ormai mi sto abituando alla situazione, finalmente. E la cosa mi piace: sapere che ho una amica che non mi può tradire, troia fino all’inverosimile, con la quale posso dare sfogo a un sacco di perversioni, visto che anche lei cerca questo in me, è fantastico! Ogni tanto mi ritrovo a riguardare le foto di quella splendida serata, e mi vengono in mente un milione di giochino proibiti. Ma non ho il coraggio di proporglieli, sono pur sempre un uomo piuttosto timido, tutto sommato. Nella seconda metà di Marzo io e Diletta usciamo di nuovo insieme. Le serate cominciano a farsi meno fredde, e la cosa non è male, per chi vuole fare sesso e non ha un posto dove andare. Così, dopo aver bevuto qualcosa in un locale in centro, ci spostiamo in auto. Lei mi spompina mentre guido, cercando un posto dove fermarmi, e io le carezzo le gambe avidamente, cercando con gusto il bordo delle autoreggenti sotto la gonna color sabbia.
-Vai in quel posto sotto la ferrovia- mi suggerisce lei.
Giunto sul posto spengo l’auto, mentre lei continua a spompinarmi generosamente, accomodandosi meglio sul sedile per permettermi di arrivare con le dita a scostarle il perizoma e a stuzzicarle la fica e il buchetto del culo. Siamo eccitatissimi entrambi, io accendo la lucetta interna dell’auto per rendere la cosa più eccitante, poi reclino il sedile, spingendola indietro, allargandole le gambe, e chinandomi su di lei per leccarle la fica ormai ben bagnata. La scopo pesantemente, con le sue gambe appoggiate al mio petto, e mentre scopiamo mi accorgo che un’auto si è fermata poco lontano: probabilmente un’altra coppia. Le vengo dentro, continuando poi a stantuffarla, per cercare di far tornare duro il mio cazzo. Lei allora cerca di mettersi su un fianco. La macchina è scomoda e angusta come sempre, ma la serata non è fredda, e forse si starebbe meglio fuori. Apro i finestrini ormai appannati, e mi accorgo che a qualche metro di distanza ci sono due uomini che ci stanno guardando, e che probabilmente (nella penombra è difficile vedere bene) si stanno anche masturbando. Io mi blocco un attimo:
-Che c’è?- mi chiede lei.
-Ci sono due uomini….. - le dico
-Ma stanno venendo qui???-
-No, ma ci stanno guardando….-
-Beh, allora non fanno niente di male. Non ci pensare e fottimi ancora!-
Allora io riprendo a scoparla, tenendole la gamba destra leggermente sollevata per arrivarle meglio dentro. Dopo un po’ lei si divincola un po’, facendomi capire che vuol cambiare posizione, e mettendosi a quattro zampe sul sedile. Comincio a scoparla da dietro, e noto che lei guarda fuori dal finestrino, per controllare dove siano i due guardoni, i quali adesso godono decisamente di un’ottima visuale.
I due si avvicinano, fino ad arrivare a pochi centimetri dalla macchina, ma noi continuiamo a scopare, con Diletta che guarda i cazzi che si masturbano per lei. Uno dei due attenta qualcosa di più, infilando un braccio dentro la mia auto e cominciando a palpare le tette di Diletta. Lei sembra gradire le nuove attenzioni, ma non accenna a coinvolgerli diversamente. Provo a dirigerle la testa verso il finestrino, per vedere se ha voglia di ciucciare quei cazzi sconosciuti, ma dalla sua resistenza capisco che lei vuole limitarsi a farsi palpare. L’altro intanto ha imitato il suo amico, e le sta accarezzando il culo, penetrandolo poi con un dito. Io la scopo furiosamente, imbizzarrito dalla situazione, l’ennesima perversione da sfogare che diventa realtà. Il tizio che le sta palpando le tette esplode, schizzando di sborra il finestrino semiaperto, e a questa visione non resisto più, e anch’io sborro di nuovo, sfilandole il cazzo dalla fica per spruzzarle la schiena. I due se ne vanno lasciandoci di nuovo soli, con lei che si mette a ridere divertita e ancora eccitata. La riporto alla sua auto malvolentieri, ma ne sono costretto, vista l’ora.
Un paio di settimane dopo lei mi invita di nuovo “a bere una birra”; io mi invento una partita di calcetto per mettere a posto mia moglie e la raggiungo nel solito Pub. Siamo ormai in Aprile, fa abbastanza caldo anche la sera, e lei indossa un curioso abitino di maglia rosso, con cappuccio e braccia scoperte, lungo fino al ginocchio. Sotto ha un paio di calze velate chiare e un paio di scarpe rosse col tacco. Beviamo un po’, io mi accorgo che lei ha particolarmente voglia, perché già nel pub mi sfiora spesso il rigonfiamento dei pantaloni, con sguardi maliziosi e accattivanti. Io le accarezzo una coscia, entrandole sotto il corto vestito, ed eccitandomi nello scoprire il lacciolino di un reggicalze.
-Andiamo a dare un po’ di spettacolo da qualche parte?- Mi sussurra lei, in un orecchio.
-Vuoi andare dove siamo andati l’altra volta?-le chiedo, con voce arrochita dall’eccitazione.
-Beh, va bene….. Ma magari conosci un posto anche un po’ più frequentato….-
Non capisco bene le sue intenzioni, e resto un attimo interdetto.
-Ok, intanto andiamo, poi magari un posto ci viene in mente!- Suggerisce lei.
Paghiamo, e ci mettiamo in auto, con lei che non tarda molto a stuzzicarmi l’uccello con una mano, mentre con la lingua inizia a prendersi cura del mio collo e del mio orecchio destro.
-Che ne dici del parcheggio dei camion all’uscita dell’autostrada?- mi dice lei
-Beh, quello mi sembra fin troppo frequentato, no?-
-Appunto! Non ti sembra eccitante???-
Si, mi sembra eccitante eccome, ma non glielo dico e mi dirigo direttamente verso l’autostrada, dove appunto c’è un grande piazzale adibito a sosta per i camion. Entriamo nell’ampio spiazzo, dove ci sono alcuni Tir parcheggiati, ma vista l’ora non sembra esserci anima viva. Spengo l’auto e mi dedico a palparle le gambe, mentre lei mi ha ormai aperto i pantaloni e si abbassa per assaggiarmi il cazzo, già duro da un pezzo. Abbiamo i finestrini aperti, e l’aria fresca primaverile sembra incitare i sensi, Lei sembra eccitatissima, e mi succhia il cazzo avidamente, mentre io la sditalino, sollevandole la gonna.
-Accendi i fari!- mi dice lei all’improvviso, sollevandosi e guardandomi con un sorriso accattivante e quanto mai malizioso. Non so bene cosa abbia in mente, ma la assecondo, e accendo i fari. Diletta allora scende dall’auto e si mette proprio davanti alla luce dei fari, e muovendosi voluttuosamente si libera lentamente dell’abitino rosso, rivelando sotto di esso una delicata e sensualissima guepiere bianca. Io resto a guardarla, mentre continua a muoversi là fuori, interdetto tra l’uscire dall’auto e il continuare a godermi lo spettacolo. Lei viene allora dalla mia parte, aprendo lo sportello e accosciandosi davanti a me per ricominciare a spompinarmi. Io le palpo le tette, godendomi la vista di lei, in quella splendida guepiere, con il mo cazzo in bocca. Lei mi spinge di nuovo dentro, reclinando il seggiolino e salendomi a cavalcioni, con lo sportello che resta aperto. Guida il mio cazzo per farselo entrare nella figa e comincia a muoversi ansimando e gemendo. Il rumore di uno sportello che si chiude poco lontano mi mette in allarme, ma lei non smette, e anzi rincara la dose. Pochi secondi dopo scorgo la sagoma di un uomo vicino allo sportello chiuso, che ci sta guardando: Diletta si volta, lo guarda per un attimo, ma non smette di muoversi sopra di me, allora l’uomo prende coraggio, e si avvicina ulteriormente, infilandosi dentro al finestrino e cominciando a palpare le tette di Diletta. Io sono eccitatissimo, e incito Diletta a tenere un ritmo alto; il tipo fuori continua a tastarla, ma intanto si è tirato fuori l’uccello, e dopo esserselo menato per un po’, lo avvicina al finestrino e. presala per la nuca, tira Diletta verso di se. Lei stavolta non si fa pregare, e apre la bocca ingoiandolo con evidente piacere. Ben presto i rumori attorno a noi aumentano, e io vedo che altri due uomini si sono avvicinati all’auto. Ma io continuo a guidare i movimenti di Diletta tenendola per i fianchi, mentre altre due mani entrano dal finestrino e cominciano a tastarle le tette. Vedo l’altro nuovo arrivato che si infila nello sportello aperto e comincia ad accarezzarle il culo, e mi accorgo da un sussulto di lei del momento in cui lui le infila un dito nel culo. Lei adesso sta assaggiando anche il cazzo del nuovo arrivato, il quale sembra un po’ più rude del precedente, ma la cosa non sembra preoccuparla poi tanto. Ad un tratto uno dei due apre lo sportello, e mi sento letteralmente sfilare Diletta da sopra, lei ride divertita. Uno dei due è straniero, l’altro (quello più rude) meridionale, e subito piuttosto sboccato:
-Iamm’ bellezza…. Vieni fuori che ci divertiamo un po’! Ti piace o’cazzo assai, eh?-
Tenendola per un braccio la porta davanti alla mia auto, facendola inginocchiare, e spingendole il cazzo in gola. Gli altri due gli si mettono accanto, e anch’io mi precipito fuori, anche un po’ preoccupato.
-Uè! E’ tua moglie sta troia??- mi chiede il camionista meridionale
-E’ una mia amica….- gli rispondo, poco convinto
-E allora manco ti posso chiamare cornuto- risponde lui ridendo, -Però sta troia di tua amica succhia il cazzo come una vera puttana! Se vede che ti piace la minchia, eh?-
La fa alzare e girare, strappandole le mutandine senza alcun riguardo; le divarica le gambe, le fa appoggiare i gomiti al cofano della mia auto e comincia a fotterla. Noi tre guardiamo per qualche minuto, poi gli altri due si fanno di nuovo sotto, tastandola mentre lei si fa scopare da dietro. Ben presto ha di nuovo un cazzo in bocca, ma nel frattempo il numero di spettatori è aumentato: il rumore ha fatto arrivare altri tre camionisti. Il meridionale le sborra grugnendo sulla schiena, dicendole contemporaneamente qualcosa come “prenditi tutta sta’ sfaccimma, bella troiona” o qualcosa di simile. Un altro prende il suo posto quasi subito. Io resto lì a guardare, mentre Diletta si fa scopare pesantemente a turno da ognuno dei presenti, sul cofano della mia auto. Decido che è il mio turno, ma non me la lasciano scopare, e allora mi accontento di rimetterglielo in bocca, sborrando copiosamente quasi subito, riempiendole la bocca di sperma, che lei butta fuori dagli angoli della bocca. Questa cosa scatena una nuova azione da parte dei presenti: uno di loro la fa di nuovo mettere in ginocchio davanti ai fari, e a turno le bersagliano il viso e le tette con i loro schizzi, mentre lei ride soddisfatta, con rivoli di roba appiccicosa che le colano oscenamente dal mento e dai capelli. Sembrerebbe tutto finito, ma si fa avanti un grasso tipo con una maglietta rossa, pelato, che la solleva di nuovo, chiude lo sportello dell’auto, la mette con la testa e le spalle dentro il finestrino aperto, e comincia a chiavarla in piedi. Non soddisfatto le da una generosa leccata al culo, e poi le infila il cazzo in culo, spingendo a fondo e facendola quasi gridare. Ovviamente ricomincia la girandola, stavolta tocca anche a me sfotterle il culo, in quella fantastica posizione. Il suo sfintere è dilatatissimo, e quando sfilo il cazzo per sborrare, subito un altro prende il mio posto senza difficoltà. Lei si gode questa inculata multipla per almeno mezz’ora, cambiando posizione per mettersi più comoda accovacciata sul sedile posteriore, e ricevendo un’altra doccia di sborra sulla schiena e sulla sua bella guepiere bianca. Alla fine riusciamo a rimontare in auto e ad andarcene, lei oscenamente scomposta, con i capelli appiccicaticci e il trucco sfatto, che ride come una matta, e io quasi indignato da quanto è troia! La riporto alla sua auto, e le dico che avanti di questo passo rischiamo di esagerare veramente.
-Mi sembra che abbiamo già esagerato- mi dice lei, ridendo di nuovo, -Ma se non esageriamo adesso, e soprattutto se non esageriamo io e te insieme, quando mai potremo farlo????-
Mi sorride e se ne va. lasciandomi a pensare cosa altro può succedere la prossima volta….
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19 years ago
stenidofa,
39
Last visit: 19 years ago
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Come imparammo ad amare il dogging....
Avevamo deciso di passare la serata fuori: una cenetta a base di pesce in un ristorante vicino a Fiesole, e poi magari una birra in qualche Pub del centro, tanto per non tornare a casa troppo presto.
Lei, mia moglie, era molto allegra, una di quelle serate in cui le leggi negli occhi la voglia di stare bene e divertirsi. Indossava una linguette color vinaccia con una camicetta nera semitrasparente che le ho regalato io, che lasciava intravedere l’intimo nero di pizzo. Un paio di stivali sopra le calze nere, un cappottino di jeans e il colore rosso dei capelli rifatti di fresco completavano la sua mise, tanto sexy da far venir voglia di rinunciare alla cenetta e chiudersi in casa fino al mattino dopo.
Ma dopotutto, una visione così sexy, è anche giusto condividerla con altri, no? E allora meglio la cenetta, dove ci si può anche divertire a carpire gli sguardi più o meno irriverenti degli altri avventori nei confronti della tua consorte….
Spaghetti alla scoglio, gamberoni alla griglia, frittura di pesce, ben due bottiglie di vermentino, caffè e ammazzacaffè, e la cena è archiviata, con la testa che si è fatta più leggera per l’ottimo (e abbondante) vino, e lei che continua a ridere e scherzare, allegra e soddisfatta. Decidiamo di continuare la serata altrove, magari in un pub come avevamo ipotizzato, allora saliamo di nuovo in auto e ci dirigiamo verso il Green corner Pub. Mentre siamo in auto noto il bordo scuro delle calze sotto la sua gonna: reggicalze o autoreggenti! Non le indossa così spesso, e la cosa fa salire di un bel po’ l’eccitazione, tanto che mi ritrovo quasi automaticamente ad accarezzargli la gamba per constatare se si tratta di reggicalze. Risposta affermativa! Lei mi guarda con aria compiaciuta e intrigante, e io capisco che ha decisamente voglia di giocare. Entriamo nel pub, che è molto affollato, prendiamo due birre e ci sediamo su due sgabelli, in un angolo. Chiacchieriamo bevendo, ma il suo sguardo mi fa capire molte cose, e anche i discorsi che affrontiamo finiscono per trattare di sesso. Lei mi sfiora continuamente con il ginocchio, e io le tocco la coscia, cercando continuamente il bordo della calza per sentire la pelle liscia. Mi rendo conto che sono in molti a guardarci, ma la cosa mi solletica ancor di più, e finisco col salire su con la mano fino a trovarle le mutandine, scostandole leggermente per sentire la sua fica già umida. Lei sussulta leggermente, ma non fa nulla per scoraggiarmi. La situazione è bollente, verrebbe voglia di scoparla lì, sul bancone della birreria, ma non si può. Finiamo la nostre birre e ce ne andiamo, eccitatissimi. Saliti in macchina, lei non mi da neanche il tempo di mettere in moto, baciandomi a bocca spalancata e tastandomi il rigonfiamento dei pantaloni, sbottando subito la patta per afferrarmi il cazzo. Riesco a partire, con lei che mi accarezza il cazzo, e con la lingua mi stuzzica il collo e il lobo dell’orecchio. –Fermati da qualche parte!- mi dice, con la voce resa roca dall’eccitazione.
Io non me lo faccio ripetere due volte, e cerco un posticino appartato dove parcheggiare: trovo un bel parcheggio nuovo, vicino ad un cimitero appena fuori dal centro abitato, scarsamente illuminato.
Il mio cazzo è già nella sua bocca, quando ci fermiamo, e io mi affretto a sditalinarla, trovandola fradicia come non mai. Improvvisamente mi viene un’idea: mi ricordo di avere la macchina fotografica nel cruscotto! La tiro fuori e la accendo.
-Che vuoi fare?- mi chiede lei, lasciava ed eccitata.
-Immortalare quanto sei bella e sexy stasera.- le rispondo, e le faccio una foto. Lei si appassiona al gioco, mettendosi in posa come può nell’angusto dell’auto, liberandosi della gonna. Io continuo a scattare, eccitatissimo, e lei, all’improvviso, scende dall’auto, con indosso solo calze, reggicalze mutandine e reggiseno (e i suoi bei stivali neri). La cosa mi diverte tantissimo, e mi ritrovo ad accendere i fari dell’auto per fotografarla meglio, mentre lei inscena una sorta di show, ballando seminuda alla luce dei fari. Fantastico! Il mio cazzo è durissimo, e alla fine rivendica la sua parte: la vado a riprendere e la faccio sedere sul sedile, con lo sportello aperto, guidandole la testa con le mani per farle imboccare bene il mio cazzo. Lei mugola mentre mi spompina, io allungo la mano per toccarle le mutandine, ormai fradicie, e tornare a sditalinarla. L’unica cosa che mi dispiace è non poter fotografare: ci provo, ma non riesco a inquadrare, e allora appoggio la macchina fotografica sul tetto dell’auto, concentrandomi sul cazzo che affonda nella sua bocca. All’improvviso sentiamo un rumore, proprio dietro le mie spalle: mi volto, e mi accorgo che c’è un’altra auto, dietro di noi, dall’altra parte, che non avevamo visto, e che un uomo seduto dalla parte del guidatore ci sta guardando, col finestrino abbassato.
-Ma c’è qualcuno là!- mi dice lei, allarmata, ma senza mollare la presa delle mani sul mio cazzo.
-Si, ma sarà un’altra coppia- le rispondo, -Comunque se vuoi ce ne andiamo…-
Lei senza rispondere riprende il lavoro di bocca, mandandomi in fuoco i testicoli e il cervello.
L’idea che ci stiano guardano mi fa impazzire, e il vedere che mia moglie non si scompone davanti a questa novità mi manda in estasi. Però poi sentiamo il rumore di uno sportello che si chiude, seguito da un altro: mi volto, e scopro che non si tratta di una coppia, ma di due uomini, che adesso si stanno tranquillamente menando il cazzo guardandoci, appoggiati alla loro auto.
-Vuoi che ci leviamo di qui?- le dico.
-Secondo te che intenzioni hanno?- mi chiede lei, continuando a slinguazzarmi il cazzo.
Io non le rispondo, e decido che ormai si deve ballare. I due tipi non si avvicinano, e allora ci tranquillizziamo.
-Non ce la faccio più, scopami, amore!- mi dice lei, e io latiro su per farla alzare.
-Rientriamo in macchina, però- aggiunge
Allora reclino i sedili ed entriamo, aprendo i finestrini e chiudendo gli sportelli. Lei si accovaccia a 4 zampe sul sedile, e io da dietro comincio a scoparla, prima piano, poi sempre più forte, facendola ansimare e rubandole diversi gridolini. Io però sussulto quando mi accorgo che gli spettatori si sono avvicinati fino a pochi centimetri dai finestrini; d’altra parte hanno ragione anche loro, prima gli diamo lo spettacolo e poi glielo togliamo, mica è giusto!
Ma non sembrano male intenzionati, si limitano a masturbarsi e a guardare, senza nemmeno fiatare. Anche lei li vede, ma continua farsi scopare senza scomporsi, anzi mi accorgo che sta guardando fuori dal finestrino, e che la sua eccitazione sta salendo. Anche uno dei due, probabilmente, se ne accorge, tanto che si avvicina ancora, infilando un braccio dentro l’auto e andando a palparle il seno senza troppi complimenti. Io ho un istinto di reazione, ma vedo che lei apprezza le nuove attenzioni, e allora lascio stare, godendomi la situazione. Ben presto lo sportello è aperto, io l’ho girata a pancia su, e la fotto mentre uno le palpa le tette e l’altro le accarezza una coscia. Non l’avevo mai vista cosi infoiata: ho sempre saputo che le piace essere troia, ma non così tanto!!! La vedo allungare una mano e cercare il cazzo del tipo che le sta palpando le tette, sostituendosi a lui nella sega; comincio a sperare di vederla ingoiare quel grosso cazzo sconosciuto, e vengo accontentato quasi subito! Le vengo dentro, ma sono così eccitato che il cazzo mi diventa di nuovo duro quasi subito, e allora continuo, sguazzando in una pozza di umori e di sperma con un piacere incommensurabile, mentre il secondo guardone le tocca il clitoride, pochi centimetri sopra il mio cazzo profondamente immerso nel suo corpo. Decido di dare a lui qualcosa di più eccitante da toccare, e la faccio di nuovo voltare a quattro zampe, così lui comincia ad accarezzarle le chiappe, scendendo con la mano fino allo sfintere anale e penetrandoglielo con facilità con le dita. Ormai l’auto è scomoda, ed è ridicolo avere remore: decido di uscire, guidando anche mia moglie fuori dall’auto:
-Però non voglio essere scopata da loro- mi dice lei. Mi sembra un po’ difficile impedirlo, ma sembra che i due capiscano, e si limitano a darsi il cambio davanti a lei, che li spompina volentieri chinata in avanti mentre io la fotto da dietro, in piedi.
Vedo un flash, e scopro che uno dei due si è impossessato della macchina fotografica. Andiamo avanti così per un bel po’, davanti ai fari di nuovo accesi dell’auto, con lei impalata dal mio cazzo mentre si gode i sapori nuovi dei due cazzi sconosciuti in bocca. Alla fine, quando sento che sto per venire, la invito (o meglio la spingo) a inginocchiarsi a terra, e a ricevere la mia sborrata sul viso. Lei apre la bocca avidamente, ma la mia sborrata non è così copiosa, visto che è la seconda. Però uno dei due guardoni mi si mette accanto, e decide di fare lo stesso e così anche il suo amico. Io resto lì a guardare la scena, mia moglie col viso imbrattato di sperma, eccitata e soddisfatta come raramente l’avevo vista prima! I due le fanno una carezza sulla testa, ci salutano sommessamente e se ne vanno, quasi fossero abituè di questo genere di incontri. Noi rimaniamo ancora un po’ lì, imbambolati a ridere e a baciarci, dopo averla ripulita un po’ alla meglio. Siamo tornati a casa, e abbiamo scopato di nuovo, tanto eravamo eccitati. Ma la scoperta di un nuovo gioco implica un nuovo stato di cose. E di esigenze!
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19 years ago
coppia3esibiziauto,
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Last visit: 18 years ago
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Grazie alla mia madre naturale
Ringrazio sinceramente la mia madre naturale di avere accettato le avances di mio padre mentre a culo all'aria era intenta a mietere il grano e sopratutto di aver rinunciato a me e lasciato che crescessi in seno alla famiglia paterna , allevato da quella che considero la mia vera madre . Se così non fosse stato non avrei avuto per precettrice la puttana più bella del paese , la più concupita , la più omaggiata . Sono stati in tanti a godere del suo corpo ma ora è solo mio , a mia discrezione e solo per me disteso tra le lenzuola nudo perchè io lo ammiri e sacrifichi su di esso la mia voglia . Quando l'avvicino e maneggio il cazzo teso sembra che mi diventi più lungo , più grosso , dalla forma asinina e la trivelli fino in fondo all'utero . Di lei ho ammirato lalibertà di darsi a chi voleva senza nessun legame o soggezione . E' sempre stata lei a dominare a dirigere e benchè sembrava sottomessa lo era solo per la posizione e godere al meglio del compagno . Quando ero a militare un po' per mascherare la mia voglia di maschi un po' per calmare i miei bollori conobbi una puttana che fisicamente era la sua copia ed ogni volta che mi accoppiavo con lei mi sembrava di possedere mia madre . Si esprimeva in modo volgare , sguaiato ma aveva il tuo fisico ed ogni volta che la stringevo tra le mani mi sembrava di avere lei e godere di lei . Quando mi avvicino al suo letto e la vedo con la bocca semiaperta il desiderio di chiavarla e sentire la sua lingua intorno al cazzo è immensa ed un barlume di civiltà m'impedisce di forzare tale apertura e riempirla . Non so fino a quando riuscirò a controllarmi . Ho tanta voglia di chiavarla o quanto meno vederla mentre viene posseduta da uno di quei cazzi lunghi e grossi che tante volte ho visto girare per casa per la sua gioia . Un cazzo di quelli che amerei vedere mentre la fa gemere è quello del portinaio che tante volte mi forza lo sfintere e mi gode nelle viscere . E' un cazzo stupendo , ben grosso , forse troppo ma pare che sia orientato a possedere culi maschili piuttosto che quelli di donna . E'un cazzo lungo come il mio ma è grosso il doppio e con una capocchia che ti fa venire le lacrime per prenderlo in bocca . Ormai è parte di me ed amerei dividerlo con lei . Chissà che un giorno..... Il sogno ricorrente è quello di essere inculato da tanto cazzo mentre prendo mia madre alla pecorina . O vederlo chiavarla mentre gli lecco le palle . Potrebbe il cuore non reggere a tanto . L'altra sera è venuta Giulia , la figlia di mia sorella quindi sua nipote , col moccioso di suo figlio maleducato perchè tocca dapertutto . Io la odio con la sua aria di santarellina . Il bambino ha fatto cadere tutti i fogli dei miei appunti dove scrivo i miei pensieri e descrivo la voglia di averla e meno male che quando mi ha aiutato a raccoglierli non li hai letti . Abbassandosi un seno ha fatto capolino perchè non protetto dal reggiseno e la scollatura era aperta oltre il lecito , subito la santarellina ha pontificato . Ad una certa età non bisogna andare in giro , anche se si sta in casa , discinta a mettere in mostra parti anatomiche che è bene tenere nascoste ed altre corbellerie del genere . E lei che insieme a sua madre vestite con pantaloni che sono più invisibili di un velo e senza mutande tanto che si distinguono le labbra della fica ed il buco del culo e con le camicette aperte fino al capezzolo vanno nel bosco antistante il condominio con la scusa di far passeggiare il cane mentre vanno a farsi inculare dal nugolo di africani che lo frequentano a questo scopo . Lei che è una lesbica spudorata e da ipocrita critica chi confessa di esserlo . Lei che pare che sul posto di lavoro abbia più clienti di quanti non ne abbia una professionista . Sua madre è stata licenziata perchè pare che portava via i clienti alle puttane che andavano lì a fottere e lei fa lo stesso . O forse ha immaginato qualcosa dal nostro comportamento r cerca di giudicare . Con quale diritto ? Quando mi soffermo su mia nipote mi sembra di vedere mia madre giovane e l'unico ricordo che ho di mio padre è legato a lei e ad un modo particolare di fare sesso . Magari il tempo ha modificato i miei ricordi ed i fatti si sono svolti in un altro modo ma alla base c'è quella chiavata . Ero seduto con mia sorella intorno al tavolo in cucina intento a fare ghirigori su di un foglio e mio padre , in una delle ultime volte che era tornato dall'ospedale , seduto accanto al caminetto . Giocava col cazzo e ad un certo punto si cavò i pantaloni ed esibì l'attrezzo duro e teso curvo verso l'alto e con una capocchia lucida e bruna che continuava a coprire e scoprire con movimenti lenti della mano ed intanto inveiva contro mia madre che tardava a tornare . Lo carezzava lo menava lo sbataccjiava e poi prese a pettinarne i peli che folti gli circondavano il randello . Io e mia sorella continuavamo a guardare e ridere per nulla imbarazzati forse perchè non era l'unica volta che lo vedevamo in quello stato . Mi sembra di ricordare di aver visto mia sorella toccarlo ma potrebbe essere solo frutto della mia fantasia . Ad un certo punto mamma torna tutta trafelata e gli chiede come mai avesse il cazzo fuori e lui protendendolo verso di lei le dice che ha voglia di sentire il caldo del suo nido . Rivedo mia madre in piedi sulla panca e mio padre che le affonda il viso in mezzo alle cosce mentre lei si pettina il vello rigoglioso . Poi vedo mio padre in piedi sulla panca e mia madre che lecca e ciuccia ed infine lui seduto e lei in ginocchio col bel culo esposto ai nostri sguardi e mentre un dito le apre la fica e la possiede intenta a ciucciarlo e bere il succo che le sfugge dalle labbra . Può essere che la mia fantasia abbia lavorato e mutato qualche particolare ma son sicuro che hanno chiavato in nostra presenza . Quando vidi la sborra che le colava dalle labbra pensai che papà aveva fatto una strana pipì per nulla uguale alla mia . Quante volte ho visto in seguito quella strana pipì sgorgare dalle labbra di mia madre o colarle lungo le cosce . E' l'unico ricordo che ho di mio padre e quella dovette essere l'ultima volta che lo vidi vivo perchè quella sucessiva era chiuso in una cassa di legno . Spesso ci penso prima di addormentarmi la sera quando intorno c'è pace e silenzio e si sente appena il respiro regolare di mia madre che dorme nella stanzetta accanto . Ed io la faccio rivivere e la faccio accoppiare con mio padre . E spesso confondo la figura e mi sostituisco a lui e come lui le sborro in bocca fino a vedere la strana pipì che sgorga copiosa . Vorrei raccontarle di questi ricordi e vorei farlo mentre la sto chiavando . Chissà se ci riuscirò un giorno . Intanto ogni sera mi sculetta davanti fino a quando crede che io mi sia eccitato abbastanza e va infine a letto dove sa che appena si sarà addormentata vado a spiarla per masturbarmi e godere di lei almeno con la fantasia .
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19 years ago
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Grazie ai sogni
Avere la mamma bella è sempre stato per me motivo di orgoglio . I giudizi che raccoglievo al suo passaggio o le confidenze di colleghi di seghe mi confermavano quanto fosse bella ed io me ne innamoravo di più . A parte il fatto che i miei compagni m'illustravano i modi come avrebbero preso mia sorella se fosse stata disponibile e raramente le loro fantasie erano rivolte a mia madre e comunque quando erano eccitati giù commenti e colpi di manovella . C'era un uomo , Gianni , il sarto che mi ha vestito fino a quando sono andato a militare , e presso il quale passavo gli assolati pomeriggi estivi a chiacchierare nel suo laboratorio in compagnia di sua moglie Pina e di due lavoranti il quale mi chiedeva se zio Ercole fosse un assiduo frequentatore di casa mia , se vi restasse a dormire , se ci fossero altre visite , se mia madre si appartasse spesso con altri uomini ecc. All'inizio ero abbastanza smaliziato da rispondere evasivamente e negando che lo zio avesse rapporti con mamma ma poi cominciai a prendere gusto nel vedere lui o altri eccitati a saperla fottuta da qualcuno ed iniziai a fare delle ammissioni . Se Pina non c'era facevo delle confidenze ed eesageravo la verità . Gli raccontavo di quello che spiavo attraverso le sconnessure , di Giovanni che la prendeva dietro i mucchi paglia , delle seghe che faceva all'asino della monta mentre si toccava , dei cavalieri che la prendevano mentre lo stallone montava le loro cavalle ecc. E poi lo zio Ercole che quasi tutte le sere veniva a casa prima di rientrare a casa sua e cominciava a toccarla in nostra presenza e poi la portava in camera e là li sentivamo gemere e rantolare . gianni si eccitava ai miei racconti e lo vedevo torcersi sulla sedia per nascondere il gonfiore dei pantaloni e si calmava solo quando sua moglie rientrava . Cinque o sei volte l'anno c'erano le feste patronali con luminarie e spettacoli in piazza . C'era ressa ed intorno a noi c'era sempre un nugolo di giovinastri che cominciavano col fare apprezzamenti sulle varie parti del corpo e sopratutto sulla forma del culo di cui lei era fiera . Non era raro che qualcuno le fosse un po' troppo attaccato e le facesse sentire alle spalle il desiderio che prendeva forma e sostanza . La vedevo inarcarsi e mettere una mano dietro e fare strani movimenti ; alla fine ci portava a letto e lei tornava in piazza ad incontrare la compagnia di prima e con loro passare la nottata . Arguivo da ciò che diceva poi allo zio che passava dalle mani di uno a quelle di un altro per tutta la notte e solo quando aveva fatto il pieno tornava a casa . Mio zio si arrabbiava per il buon nome della famiglia ma si rendeva conto che non aveva nessun potere su di lei e doveva sopportare di dividerla con altri se voleva continuare a vederla . La parte più concupita era il suo culo e lei accettava che sull'altare dell'amore si incensasse ad esso ; e tanti hanno incensato . Lei amava , ed ama tuttora , metterlo in evidenza calzando sempre scarpe dal tacco alto . I commenti che ho sentito più spesso è che la si può inculare senza farla piegare . Ed io condivido . Quando di notte le faccio visita ed è girata con le spalle verso la porta ho modo di ammirarle la prugna in tutto il suo splendore e ben visibile tra le chiappe o quando è china per preparare la vasca da bagno la si vede aperta e pronta ad una eventuale introduzione . Da quella volta che sono riuscito ad avere un rapporto seppur blando e la sua mano non ha disdegnato di farmi una pugnetta io mi sono attaccato ancor di più e la desidero in modo maniacale . Sento che la sua libido si è risvegliata e mi pare che si renda conto che può fare ancora la felicità di un uomo e goderne . Mi sembra di vederla più civettuola che mai e gli occhi le luccicano di una luce che da anni non le vedevo , magari è solo una mia idea . Ogni giorno conto le ore che mi separano da lei ed il fine settimana lo passo in sua compagnia perchè sento che un momento o l'altro sarà quello buono e se dovesse cedere non vorrei mancare l'occasione . Io la bacio sempre e le faccio sentire sempre il desiderio che mi pervade in continuazione e spesso quando l'abbraccio da dietro la sfioro col mio turgore per risvegliare la sua femminilità e la voglia di essere posseduta . Le sbavo sul collo , glielo ciuccio fino a lasciare il segno mentre le palpo i seni e sento i capezzoli ergersi ; lei mi sopporta per un po' ed infine mi respinge appoggiando con forza la mano sul cazzo duro invitandomi a lasciarla tranquilla e guardandomi fisso negli occhi coi suoi lucidi . Io le trattengo la mano sul cazzo ed è quello il momento in cui mi viene meno il coraggio ed aspetto che sia lei ad attirarmi a sè e prendermi e concedersi . Non accade nulla e lei mi dà del mostro e del depravato e torna alle sue faccende . Dopo cenato e rigovernato passa e ripassa tra me ed il televisore ed intanto che mi parla si spoglia della vestaglia ed indossa la camicia rosa trasparente e fa bella mostra di sè e del suo corpo e sente il mio sguardo incollato alle sue nudità . La scusa è il caldo ma so ben io che è civettuola come tutte le donne e le piace pavoneggiarsi e farsi ammirare . E questo suo modo di esibirsi mi fa ritenere che sia un tacito invito ed accetta con piacere che io vada a farle visita di notte e mi spugnetti sul suo corpo senza chiedere la sua partecipazione evitando così di consumare un eventuale incesto . A volte la trovo addormentata con il libro caduto per terra e la luce del comodino accesa che la illumina mentre supina ed a gambe larghe espone la bellezza del suo inguine peloso e la fica le si intravede con le labbra aperte . Faccio fatica a non metterle in bocca il mio cazzo turgido e la mano le sfiora l'intimo senza osare di toccarla . E' una tentazione pazzesca . Altre volte è con le gambe ripiegate ed il culo verso la porta : io m'inginocchio davanti a tale opera della natura ed avvicino la faccia per ammirare prima di tutto la prugna e sopratutto per annusare il suo profumo , il profumo di donna vissuta , l'effluvio del suo corpo e delle sue viscere . Il mio cazzo impazzisce ed io con lui pensando a come lo ficcherei stando in piedi e piegandomi quel poco che basta . Mi rivedo bambino geloso di chi le stava vicino fino ad imparare a condividerla con quelli che erano capaci di appagare i suoi desideri e le sue voglie . E quando ne sentivo tessere le lodi e commentare il modo in cui avrebbero preferito prenderla mi appartavo e giù colpi di manovella . Ho fatto più seghe io.... Mi piace accostarmi a lei sdraiata sul divano e mettere la testa sul soffice seno ed andare coi ricordi al felice passato e parlare dei sogni di allora dei suoi amori dei suoi problemi ecc. Lei si lascia andare e mi confida cose che ignoravo : ha fatto un aborto che ignoravo , provocato da una disattenzione dello zio . Avrebbe voluto avere un altro figlio ma il fatto di essere senza marito e per evitare le già consistenti critiche dei compaesani si convinse a rinunciare al bambino . Dopo l'aborto subì un raschiamento in seguito al quale è diventata sterile con un esagerato aumento della voglia di fare sesso . Bastava sentire vicino a sè un maschio che subito andava in fregola . Col tempo ha imparato a controllarsi ma c'erano dei momenti in cui i suoi ormoni impazzivano e non si rendeva conto di essere peggio di una maniaca del sesso ed era pronta a farlo ovunque e con chiunque . Tra me e me pensai che era in quello stato quando mi chiamava a cercarle in fica una supposta infilatavi per errore . Vorrei chiederglielo ma non oso . Le ho chiesto però come ha fatto a rinunciare almeno da una decina d'anni al sesso se tanto importante era per lei . Guardandomi fisso negli occhi e baciandomi la punta del naso e sorridendo mi ha confessato che ci sono tanti modi per godere , l'autoerotismo le polluzioni notturne spontanee il vedersi desiderata vedere e sentire la voglia di chi ti sta vicino , e poi la consapevolezza del corpo che sfiorisce ti fa venir meno la voglia e ti fa rinchiudere in te stessa , fino a che qualcuno non ti convinga del contrario e l'ultima frase mi era sembrata detta con intenzione . Mentre parlava le avevo appoggiato sul dorso della mano il cazzo duro ed eccitato e lo strofinai e lei paziente lasciò che mi sfogassi mentre le forzavo con la lingua le labbra per entrarvi e cercare la sua . Lasciò la mano ma non permise che la baciassi . Ed è questa sua doppiezza che mi fa temere un rifiuto alle mie avances più dirette . Potrei prenderla con la forza e son sicuro che ci riuscirei ma poi ? E se mi scaccia e mai più vuole avermi vicino ? Ne impazzirei . Amo il suo ventre piatto malgrado l'età , amo qualche rara smagliatura sull'alto della coscia dove comincia la curva dele chiappe , amo qualche capello bianco che denuncia la sua esperienza di vita , amo le sue labbra socchiuse mentre dorme ed immagino che stia sognando di succhiare un membro rigido amo tutto di lei e non sopporterei di privarmene . Amo il suo rigoglioso pelo inguinale che le ricopre parte della pancia e l'interno delle cosce , amo le chiappe a mandolino e separate da un solco che le scoprono il forellino del culo , amo la bocca da pompinara e la fica , e la fica che dovrebbe essere più calda dell'inferno . Vorrei chiavarla in bocca , vorrei fotterle la fica , vorrei incularla e riempirla di sborra , vorrei bere i suoi umori , vorrei bere la sua piscia vorrei pisciarle in bocca ed annegarla . Vorrei afferrarle le chiappe ed aprirle con forza e con forza infilarle il cazzo nel culo e fotterla e fotterla e farle ringraziare la sua natura di donna e me uomo con tanto di cazzo e tanta voglia di darglielo . Oh mamma vorrei esalare l'ultimo respiro mentre ti sborro nelle viscere . Ma non faccio altro che sognare e sborrarti sulle cosce mentre dormi . Chissà se un giorno avrò il coraggio di baciarti e prenderti mentre mi fissi coi tuoi occhioni lucidi di voglia . Ho un po' soggezione di te , forse è l'insicurezza , il dubbio . Aiutami , dammi una mano , chiamami vicino a te quando vai a letto e chiedimi di andare a cercare nella vagina una eventuale supposta scivolatavi per sbaglio .
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Il farmacista
IL FARMACISTA
Quella che mi accingo a raccontare è una breve storia vissuta intensamente che inizia nel mese si Gennaio di questo anno e che oggi stesso ha un suo seguito. Il nome del protagonista per ovvi motivi e per la sua posizione sociale preferisco cambiarlo e lo chiamerò “ Elvio “ c. Ritornando ai fatti nell’ultima settimana di Dicembre mi telefona si presenta dicendo che questo numero lo aveva avuto da un suo amico che mi aveva incontrata e che era rimasto entusiasta dei miei giochetti e che gli aveva consigliato di incontrarmi. Gli chiesi il nome e lui me lo dissi lo conoscevo benissimo era un carissima persona che incontravo da quasi un anno gli dissi di salutarmelo . Dopo queste premesse mi disse che era una persona matura e che aveva superato da poco i cinquanta , aggiunse che era nuovo di questo ambiente di incontri , ma che aveva visto il mio Sito in rete ed era rimasto entusiasta e che il sogno era quello di poter vivere delle esperienze con una persona come me Le precisai come faccio con tutti che sono una escort , lui disse “non ci sono problemi lo so ed oltre tutto io cerco una donna come te… da sempre…!
Mi chiese se ero disponibile per il pomeriggio risposi che avevo ospiti a casa per le festività e che preferivo far slittare il nostro primo incontro a dopo le festività di fine anno. Nella prima settima di Gennaio mi richiamò e mi chiese se ero libera in serata se mi andava potevo andare a trovarlo a casa . Detti la mia disponibilità e mi feci dare l’indirizzo dissi che sarei arrivata alle 20.30 . Alle 20.00 chiamai un taxi che mi lasciò sotto casa sua che si trovava in uno stabile di vecchia costruzione a circa 15 minuti di strada da dove abitavo io. Suonai al citofono e Lui mi disse di prendere l’ascensore e di andare al quarto piano. Giunta nel pianerottolo lo vidi sulla soglia di casa era una persona dal viso magro ma molto interessante alto e con un corpo ancora parecchio tonico anche se si intuiva l’età matura i capelli erano molto brizzolati . Mi fece entrare nei movimenti era molto agile e di certo si vedeva benissimo che curava il corpo . La casa era arredata con molta cura anche se piccola era composta da un piccolo salone una camera da letto la cucina ed una piccola stanzetta che lui usava come studio e per gli hobby. Mi disse che viveva da solo non si era mai sposato ma che nella sua vita aveva avuto molte relazione e che erano andate male in alcuni casi per colpa sua perché mi confessò che aveva sempre cercato una donna molto intelligente e nello stesso tempo spregiudicata e che sapesse dare ad ogni giorno di vita insieme un senso e non il solito vivere per abitudine acquisite ..!!
Da parte ero vestita con un completino color panna ed avevo per la giornata fredda la pelliccia la gonna del completino era corta e scopriva le cosce ed avevo indossato un intimo blù con delle calze nere autoreggenti. Gli porsi la pelliccia che lui sistemo i un armadietto vicino all’ingresso e mi fece accomodare nel salotto
Mi chiese se prendevo qualcosa da bere dissi di no ma presi un cioccolatino che era nel porta dolci sul tavolino del salotto.
Elvio disse che aveva visto tutte le foto del mio sito e di alcune si era fatta una copia e le aveva stampate . Infatti andando nel suo studio vidi una mia foto in un quadretto a vetro appeso al muro la cosa mi sembro strana lo ringraziai per la considerazione che aveva nei miei confronti e sorrisi . Lui mi cinse per la vita e disse se permetti vorrei baciarti , non mi sembra vero di averti a casa mia ho sognato questo momento da parecchio e non mi sembra vero.. Risi e con piacere lo baciai sul viso aveva una pelle molto liscia lui mi strinse ed io risposi all’abbraccio.. Ritornammo nel salone mi chiese se era vero come si leggeva che ero ninfomane gli dissi di si e che per me il sesso è una componente importante della mia vita lo vidi ridere con piacere. Ero curiosa di sapere più cose della sua persona mi incuriosiva tanto la sua persona domandai dove svolgeva la sua attività professionale rispose che aveva due farmacie ma che le aveva date in gestione aggiunse che le aveva gestite per oltre 25 anni una la aveva avuta dal padre anche lui farmacista e la seconda la aveva rilevata 15 anni fa.
Ora a 55 anni aveva deciso di dare una svolta alla sua vita dedicandosi solo a se stesso ai viaggi ed ultimamente la sua passione era il sesso e ridendo disse: ” ma non solo ora sono sempre stato un trasgressivo…anche da giovanissimo solo che non ho trovato mai al mio fianco una persona che seguisse le mie fantasie… ! “ A questo punto lui mi disse quasi confessandosi che aveva avuto delle esperienza bsx con degli amici e che anche questo modo di vedere il sesso le piaceva moltissimo. Ammisi che anche Gianni mio marito era bsx e che se in futuro gradiva avremmo potuto fare un’incontro a tre e confessai che i maschietti bsx mi piacciono ed anche tanto e dissi che anche io lo ero e da sempre. Lo vidi sorpreso ed aggiunse che non sapeva del fatto che Gianni fosse bsx in quanto sul sito non c’e’ alcuna foto che lo raffigura mentre fa sesso con dei maschietti. Gli confermai che lo era ed anche tanto e che spesso faceva degli incontri anche da solo con altri maschietti ma che lui era più sul passivo che sull’attivo . Lui rise andremmo d’accordo io sono sia attivo che passivo con i maschietti con una risata disse che era da provare un’incontro a tre con Gianni. Parlavamo con una certa naturalezza non aveva certo tabù sul campo sessuale ed anche se un autodidatta si intuiva che doveva essere un gran maialino. Si alzò e prese un brandy e sedutosi di fronte a me rimase per un attimo assorto poi come se volesse trovare le parole mi disse: “ tu pratichi la pioggia dorata ed i giochi di ruolo…?” Risposi di si ma che non bevo la pipì mi piace riceverla sul corpo ed anche farla per i giochi di ruolo risposi che li pratico ma detesto la violenza fisica troppo forte ma lascio spazio alle situazioni senza porre dei limiti .
Lui mi disse che con il suo amichetto facevano il pissing tra di loro e che lui la beve e qui fece una dissertazione scientifica dicendo che la cosa era naturale e che moltissime popolazione avevano questa abitudine e che era una cosa che a lui in ogni caso piaceva. Più tempo trascorreva e più intuivo che avevo davanti un vero maialone . Parlammo ancora e mi raccontò di se poi alzatosi si sedette al mio fianco sul divano e mi accarezzo il viso mi disse che avevo un viso particolare che esprimeva la passionalità che avevo dentro lo ringrazia e lui sorrise… compiaciuto per il fatto che avevo gradito il complimento . Mi cinse per la vita e mi strinse a se e mi bacio prima sul collo e poi sulla bocca risposi al bacio con piacere era molto affettuoso e mi faceva tenerezza con i suo modi galanti ma nello stesso tempo decisi. Mi abbraccio forte e continuò baciarmi sul collo sulla bocca poi le sue mani accarezzarono le mie cosce e sentii che si muovevano in su fino all’inguine era come preso dal sacro fuoco della passione. Mi prese per la mano e mi porto in camera da letto lo seguii , era una camera non molto grande con dei mobili direi vecchio stile in noce ma tutto ben tenuto e direi molto pulito ed ordinato , il letto era in legno con una spalliera molto alta con dei disegni scolpiti. Mi sdraiai al suo fianco vidi per un attimo nelle sue mani come un tremore poi si lascio andare sentii le sue mani armeggiare con la lampo della mia gonna lo aiutai in pochi attimi era in perizoma e reggicalze ed il seno nudo . Mi bacio il seno e lo palpava e poi ritornava a baciarlo sembrava che volesse fare mille cose ma spesso in modo scoordinato. Mi girai verso di lui e gli slacciai i pantaloni in pochi attimi si spoglio era nudo sul letto voglio dire che la mia intuizione di donna era confermata il fisico era molto tonico e direi ancora parecchio muscoloso non c’era un filo di grasso , aveva un membro scurissimo ma veramente notevole in lunghezza . Lo accarezzai sfiorandolo con le mani e poi con la bocca cominciai a baciarlo con le labbra dando delle leccatina. Lo vidi ergersi nella sua maestosità era di certo notevole. Elvio mi tolse lo slip e vedendo la mia passerina completamente depilata mi disse che era divina e la accarezzò aveva tanta frenesia ma forse gli mancava come si dice la pratica…!! Mi bacio sul pube e poi sprofondo il viso nelle mie intimità succhiava in modo impetuoso a volte mi provocava dei fremiti di piacere ed a volte debbo ammettere che nella foga mi pizzicava facendomi un po male. Lascia sfogare la sua passione e poi dopo i primi attimi di furore cominciò a leccarmi tutto il corpo intuì anche che era un’amante dei piedi femminili infatti mi sollevo le gambe e si porto il piede in direzione della bocca e lo bacio e poi vidi che lo leccava all’inizio debbo dire mi creava un certo prurito ma poi lentamente vidi che la cosa mi faceva piacere. Vidi il membro sussultare temevo che godesse da un momento all’altro lui intuì il mio pensiero e disse rassicurandomi che seppur maturo riusciva ancora ad avere anche molti orgasmi …!!
Non mi sbagliavo per il fatto dell’orgasmo infatti dopo pochi attimi mentre lo leccavo godette ebbi a mala pena il tempo di prendere il suo membro in bocca ma parte della sborra schizzo il mio seno ed il collo. Elvio prese con premura una tovaglia da bagno per ripulirmi dalla sua sborra lo ringraziai e lo baciai sulla bocca . Mi disse che avevo ancora il sapore della sua sborra e che la cosa gli piaceva tanto. Mi bacio ancora e lo vidi andare in bagno si sciacquò e torno con un vibro nero in morbido lattice con una cinghia da legare alla vita. me lo porto alla bocca e me lo fece leccare e poi volle che lo mettessi in bocca come se fosse un altro membro mentre lui mi leccava la passerina lo feci anche se non con eccessivo trasporto. Poi mi disse con tono deciso ora indossalo e scopami il culo lo desidero lui stesso mi strinse la cinghia alla vita e dal mio pube partiva un membro nero e grosso. Elvio si misi sul letto ed io mi misi dietro di lui appoggiai il glande di lattice sulle labbra de suo culetto e con stupore notai che era veramente tanto aperto di certo si faceva inculare da chissà quanto tempo lo penetrai a lungo e vedevo che le piaceva da matti si dimenava come una troia poi giratesi leccò il vibro sporco dei suoi umori e si rimise in posizione per farsi inculare lo penetrai nuovamente fin tanto che mi chiese di fermarmi si sdraiò sotto di me e mi leccò , questa volta la sua lingua sembrava un vortice mi succhiava con calma e debbo dire che in poco tempo ero eccitatissima lo pregai di continuare perchè ero sul punto di godere lui mi fece girare e mi penetrò in figa tentai di fermarlo perchè non aveva il preservativo ma non ci fu nulla da fare era come preso da un raptus mi scopo con forza sentivo le sue mani sui miei fianchi e con forza mi scopava alla pecorina il suo membro mi apriva tutta e debbo dire che ci sapeva fare ed anche parecchio stavo ancora per godere Lui estrasse il membro e mentre ero ancora alla pecorina mi leccò la figa aperta e la succhiava a differenza dei primi momenti mi sembrava un altro amante esperto e resistentissimo , dopo pochi attimi ebbi una stupendo orgasmo e mi lasciai andare sul letto per un attimo di pausa… Elvio si sedette al mio fianco e mi carezzava i capelli riavutami dall’orgasmo gli dissi che io facevo rapporti solo protetti e che senza facevo solo i rapporti orali. Lo vidi rabbuaiarsi e mi confessò che lui detestava i preservativi in quanto quando ne infilava uno il suo membro si rammolliva e non riusciva a far nulla..!! Mi disse in tono rassicurante che era sanissimo si alzò andò nella sua stanza e ritorno con una sequenza di esami che aveva fatto 20 giorni prima ed aggiunse che si teneva sotto controllo continuamente ed inoltre mi fece vedere il distintivo di donatore “avis “ con la certificazione dell’ultima donazione fatta la scorsa settimana . Cercai di fargli capire , che senza non ero tranquilla e non sarei stata me stessa inoltre gli dissi che nella foga mi aveva scopata senza neppure chiedermi se prendevo la pillola… ero un poco contrariata per questo. Elvio con un sorrisetto disse che sapeva che prendevo la pillola era una delle confidenze fatte dal nostro amico comune.
La discussione rimase in uno stato di empasse che avrebbe potuto rovinare un’incontro ma lui con diplomazia si scusò e mi bacio sulla bocca poi con dolcezza mi strinse a se e sentii il suo corpo aderire al mio il suo grosso membro strofinarsi sul mio clitoride pilotato dalla sua mano. Mi accarezzava la schiena ed il culetto e con le dita vidi che giocava con le labbra del mio secondo canale temendo di fare una seconda gaffe mi disse se di dietro ero ok gli risposi di si che ero ben recettiva a questa mia frase introdusse un ditino nel mio culetto e comincio a penetrarmi ci sapeva fare notai che era molto delicato oltre tutto quella stimolazione associate al suo glande sul mio clitoride avevano risvegliato in me certe voglie per poco messe a placare dal mio primo orgasmo.. !! Portò il dito con cui mi stava lavorando il culetto alla mia bocca e me lo fece succhiare lo feci , cominciavo ad essere presa dai suoi giochi lui capì che aveva imboccato la strada giusta . Mi fece sdraiare e con la mano mi accarezzò la fica e poi con le dita continuò a giocare con il clitoride introdusse due dita dentro la figa e con la lingua mi leccava debbo dire che cominciai a mugolare e lentamente mi bagnavo tutto lui lentamente introdusse la mano quasi fino al gomito e la muoveva con lentezza di tanto in tanto la usciva e mi faceva leccare i miei stessi umori e poi lui stesso li leccava e subito dopo mi baciava mi piaceva da matti il suo modo di fare ed ero molto eccitata . Lo pregai di continuare lui disse che aveva voglia di bere la mia pipi che avrebbe voluto che lo spruzzassi mentre la leccavo gli dissi che ci avrei provato ma che non ero sicura di riuscirci con voe tranquilla e pacata mi rassicurò dicendo che era un maestro in questi giochetti e sapeva come fare per stimolarmi.
Comincio a leccarmi e con un dito mi stimolava il clitoride e con un altro dentro la passerina la massaggiava all’interno con massaggi circolari. Poco dopo degli spruzzi di pipi calda gli riempirono il viso apri la bocca e bevve era eccitatissimo mi pregava di continuare a fargli pipi in bocca e lui continuava a massaggiarmi ed a bere , poi sollevatesi mi baciò sulla bocca sentii il sapore della mia pipi era eccitatissima ed anche Elvio lo era vidi il suo membro duro e turgido lo presi in bocca e lo ingoiai tutto lo pregai di farmi lo stesso servizietto Per tutta risposta fattami sdraiare mi penetrò ancora con forza si muoveva dentro di me come un forsennato mise le mie cosce sulle sue spalle e lui continuo a scoparmi vedevo il suo membro affondare nella mia figa aperta ero in estasi dal piacere , mi usava e questo a me fa impazzire , mi penetrava in modo sempre più a fondo cercai di divincolarmi per cambiare posizione mi bloccò le mani urlavo dal piacere vidi stravolgersi in viso e degli spruzzi caldi inondarono la mia figa si accasciò su di me sentivo il caldo della sua sborra invadermi tutta e lentamente colare dalla figa tra le cosce. Elvio estrasse il membro tutto umido di sborra e dei miei umori mi chinai per succhiarglielo ma lui mi disse che voleva bere dalla mia figa e infilò la testa tra le mie cosce e succhio avidamente era veramente un maiale più succhiava e più era felice di farlo quando aveva ripulito la mia passerina notai che aveva il viso sporco della sua sborra e dei miei umori lo baciai e con la lingua lo ripulivo con cura . Con il passare del tempo mi accorgevo che Lui si impadroniva della mia volontà e più mi sentivo la sua schiava pronta ad ubbidire ad ogni suo volere ero come ammaliata da lui ogni mio desiderio diventava secondario ed ogni mio movimento era sempre proteso a cercare di assecondare i suoi desideri perversi . Elvio si sdraio sul letto mi sdraiai accanto a lui appoggiando il capo sul suo petto era tenerissimo mi accarezzava il viso ed il seno , avevo una voglia di baciarlo di stringerlo a me mi girai e lo baciai a lungo lui rimase sorpreso da questo mio gesto e mi strinse forte a se mi accarezzava la schiena sentivo la forza delle sue braccia ed il calore della sua lingua che esplorava la mia bocca , mi guardo fissa in viso e mi disse “ ti amo sei la donna che ho sempre sognato di avere accanto “ , gli accarezzai il viso e le labbra lo guardavamo negli occhi sentivo in lui una passione intensa e debbo dire che anche in me sentivo un’attrazione profonda verso di lui a cui non riuscivo a dare una spiegazione logica provavo dentro di me piacere a stargli accanto mi ammaliava l’idea di essere sua , di saziare le sue voglie e le sue perversioni che infondo erano anche le mie . Elvio infatti era riuscito in poche ore a far risvegliare in me quella parti del mio essere che neppure io conoscevo , mi faceva paura tutto ciò avevo dentro di me un subbuglio di emozioni che solo poche volte avevo provato . Il fatto stesso che avevo accettato di fare sesso con Lui senza preservativo rendeva quel incontro diverso direi unico . Sentivo che in fondo forse era quello che desideravo ed anche se all’inizio il suo comportamento mi aveva creato una certa contrarietà , dentro di me forse in fondo era quello che cercavo una relazione diversa più intima più piena e senza rendermene conto mi ero lasciata andare ad essa proprio perché la desideravo ardentemente dentro di me . Il suo calore la sua passionalità , e la grande perversione che caratterizzava il suo essere la sentivo parte di me , ero certa che con difficoltà sarei riuscita a farne a meno ciò mi faceva paura ma nello stesso il fascino di un’esperienza diversa mi prendeva tutta . Non avrei mai pensato che a 44 anni in due ore la mia persona avrebbe avuto dei cambiamenti così radicali , ma mai come questa volta ero attratta così intensamente e mai come questa volte le mie passioni erano così forti. Con Gianni siamo sposati da una vita e come certo tutti i lettori sanno scambiamo da quasi 18 anni la nostra relazione direi che e’ unica in quanto oltre che sessualmente libera dai soliti schemi matrimoniali in tanti casi sia io che Gianni abbiamo vissuto delle esperienze intense anche dal lato affettivo , relazioni belle ed intense che senza dubbio ci hanno arricchito non solo come persone ma anche come coppia . Mai nessuna gelosia ha incrinato il nostro rapporto ma le persone che sono entrate nel nostro menage a due trasformandolo spesso a tre o qualche volta anche a quattro hanno approfondito il nostro rapporto ed hanno permesso sia a me che a Gianni di poter provare delle sensazioni nuove non relegate esclusivamente alla sfera sessuale ma anche ad un coinvolgimento affettivo di passioni e di trasporto interiore . Sia io che Gianni abbiamo vissuto intensamente queste passioni facendole nostre e debbo dire che mai come in occasioni di queste situazioni c’era tra di noi una complicità ed un trasporto totale l’uno verso l’altro. Ritornando ai fatti di questo racconto .. eravamo ancora sdraiati sul letto io pensavo a tutte queste sensazioni che pervadevano il mio intimo Elvio mi teneva stretta a se come se volesse impedire a quelle passioni che provava di sfuggire via. Nelle carezze di quegli attimi vedevo affetto e tensione interiore grande , ci guardavamo e lui di tanto in tanto mi sfiorava con le labbra la bocca e mi baciavo teneramente . Mi strinsi a Lui e lo accarezzai sul viso volevo dire qualcosa ma le parole non venivano fuori era come se il cervello le elaborasse ma al momento di concretizzarle in suoni e parole venivano ricacciate dentro , per la paura di dirle o con il desiderio di rielaborarle in forma diversa per renderle degne di quel momento unico… !! Elvio intuì il mio stato e le passioni che mi squassavano dentro in quei momenti mi bacio nuovamente e sentii le sue braccia stringermi ancora più forte sentivo il suo cuore battere tumultuoso sul mio petto ed il suo respiro , lo baciai e con un filo di voce guardandolo fisso gli dissi “ ti amo ma… “ quelle tre parole uscirono come un flebile respiro dalle mie labbra ma quasi subito avrei voluto ricacciarle dentro . Avevo paura di illuderlo sapevo che quella esclusività di passioni e di sentimenti che lui donava a me io forse non sarei e non avrei potuto donargliele in modo totale , amavo Gianni anche se volevo assolutamente vivere quella passione che avevo per lui . Elvio comprese il valore di quel “ ma .. “ e mi bacio sugli occhi ed accarezzandomi il viso disse “ so che tu sei sposata e so che ami Gianni ma quello che desidero è fare parte alla vostra vita avere le briciole del vostro amore e delle vostre passioni basteranno quelle solo quelle…. so di non poter chiedere di più …! “ Quella frase mi fece capire quanto grande era la sua sensibilità e quanta profondità interiore c’era in lui lo baciai con trasporto e questa volte le parole uscirono come un fiume dalla mia bocca come se dentro di me si fosse liberato qualcosa “ ti amo e sarò anche tua “ . Elvio si girò e sentii il suo corpo sul mio le sue mani stringevano le mie il suo membro non era ancora duro ma premeva contro il mio pube lo pregai di possedermi ancora , mi bacio mi chinai e lo succhiai con trasporto volevo ritornasse duro per poterlo sentire ancora dentro di me avevo un desiderio immenso di essere ancora sua . Lo sentivo crescere nella mia bocca quando raggiunse il turgore solito mi penetrò e mi possedette con forza come se fosse l’ultima facemmo l’amore per parecchio non so per quanto il tempo in quei momenti sembrava dilatarsi e svuotarsi di ogni valore , ogni parte del mio corpo era tesa a quel rapporto , cercavo di assaporare le sensazione intense che mi dava il suo corpo che ora per me avevano un valore ed una valenza diversa dal solo e semplice rapporto carnale era una comunione di anime e di sentimenti raggiunsi l’acme del piacere ed ebbi un orgasmo intenso che mi scuoteva tutta e proprio in quel momento sentii Elvio stringermi forte a se e godere ancora una volta la sua sborra calda mi inondava la figa mi muovevo per sentirla meglio per gustarne l’intima essenza ero sua perdutamente sua e dentro di me lo sapevo anche se non volevo ancora forse ammetterlo . Restammo per un tempo indefinito abbracciati senza proferire una parola ma ci guardavamo negli occhi e subito dopo ci baciavamo . Elvio mi confidò che era da mesi che non aveva un rapporto con una donna dopo l’ultima cocente delusione , ci alzammo dal letto sentivo la sua sborra colarmi ma non volevo sciacquarmi volevo che restasse più a lungo dentro era troppo bello e non volevo assolutamente perdere quelle sensazioni. Elvio mi disse se volevo andare in bagno per farmi una doccia gli risposi di no volevo portare con me la sua essenza mi prese per le mani e mi face sedere sulle sue ginocchia e ci baciammo quando mi alzai delle gocce di sborra mischiate ai miei umori del mio ultimo orgasmo inumidivano le sue cosce rise e con dito la raccolse e mi offri il dito lo leccai avendo cura di non succhiarla tutta infatti lui prese il dito e lo lecco ci guardammo in viso raggianti e felici perché in quei pochi movimenti c’era tutta l’essenza di quelle cose che ci accomunavano cioè la passione ed una profonda perversione interiore e l’infinito amore per il sesso , era come se ognuno di noi due avesse trovata in quelle ore l’altra metà perversa che mancava in noi stessi e che trova il suo completamento nel parter , solo che in questo caso l’anello era ancora incompleto mancava un pezzo ed era Gianni che avrebbe completato il nostro rapporto rendendolo unico e questo Elvio ed io la sapevamo . Vidi Elvio andare nel suo studio prese un pacchetto mi invitò ad aprirlo era un girocollo d’oro con un piccolo cuore al centro mi disse di accettarlo lo ringraziai e lo baciai ancora guardai l’orologio e vidi che erano le due di notte Elvio si rivestì e mi accompagnò con la sua auto sotto casa e prima di lasciarci mi disse ancora una volta “ ti amo “ risposi “ anche io … “
L’indomani quando Gianni tornò a casa era infatti fuori per un corso notò la collana al collo e mi chiese la provenienza notò in me dei cambiamenti e mi disse hai un viso che sembra sprizzare felicità con semplicità gli dissi “ sono innamorata…. ! “ . Gli raccontai tutta l’esperienza vissuta la notte e mentre raccontavo i fatti mi veniva naturale esprimere le emozioni intense che avevo vissuto lo vedevo sempre più illuminarsi in viso e sentivo che era felice per me gli dissi che Elvio desiderava conoscerlo e che anche io avrei gradito la cosa . Ci vedemmo dopo due giorni a casa nostra avendoio invitato Elvio anche su proposta di Gianni . Notai subito tra di loro che c’era un’intesa perfetta e scherzarono a tavola tutta la sera ed io ero sempre al centro delle loro attenzioni mi coccolavano e mi baciavano facemmo l’amore tutta la notte ed Elvio rimase a dormire da noi anche tra lui e Gianni oggi c’e’ un intenso rapporto e sono felice di vederli spesso far sesso insieme ed unirmi a loro nei loro giochi ma ogni tanto mi piace tantissimo solo guardarli .
Ci vediamo spesso diciamo ogni momento che il lavoro lo rende possibile come d'altronde anche io passo tante notti a casa di Elvio quando Gianni e fuori per lavoro o lui viene da noi . Elvio sa che io faccio la escort e sa del mio modo di vivere il sesso libero e senza schemi e neppure condizionamenti e debbo dire che come Gianni , amandomi vive con piacere questo mio modo di vivere , d'altronde sia io che loro intimamente siamo simili ci unisce la perversione e la voglia di vivere ogni giorno come fosse l’ultimo e godere dei piaceri che il nostri corpi ci elargiscono e delle passioni che a volte ci attanagliano e che sempre cerchiamo di vivere con trasporto senza ripensamenti e senza la paura di far male all’altro sapendo che chi ci sta accanto gioisce delle nostre gioie e delle nostre passioni come se fossero proprie..!!
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2
19 years ago
admin, 75
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Come mi piace amare il mio maschio
UN SOGNO UNICO PER TE ANCORA DA PROVARE E REALIZZARE…
IN ATTESA CHE TUTTO SI CONCRETIZZI PRESTO…MOLTO PRESTO…
Ti ho pensato molto, ho pensato a come potrebbe essere uno dei nostri segreti e discreti incontri dopo il primo di conoscenza, incontri di fuoco di una lunga serie visto la mia passionalità e fantasia...
Vorrei tanto che tu arrivassi da me e mi trovassi sexy, truccata: Occhi in ombretto rosa, ciglia nere evidenziate e labbra rosso fuoco e in lingerie sexy da farti ululare e provocare solo alla vista un rigonfiamento nei boxer...
Le tapparelle abbassate ove vi entra solo qualche spiraglio di luce che rend el’atmosfera calda, intriga di sensualità e sicurezza, il mondo e il suo casino fuori, e il paradiso qui, fra le mie, le nostre mura segrete…, la mia casa al semi buio, accogliente, con musica new age rilassante, profumo d'incenso, illuminata da candele posizionate in tutta la casa…
Apro la porta, ti accolgo in punta di piedi dandoti un bacio e abbracciandoti, poi ti prendo per mano e ti faccio sedere sul mio divano che già conosci, i tuoi occhi che riflettono la luce delle mie candele, mentre ci parliamo e cerco di metterti a tuo profondo agio, cerco come sempre di provocarti ed eccitarti sculettando davanti a te, con i miei completini bianchi o neri, con indosso autoreggenti, un perizoma in pizzo, un abitino sexy tutto in pizzo nero con le mie spalle in evidenza o con una camicia dorata i lamé,,, i miei capelli biondi sciolti sulla schiena, accarezzarti sensualmente, mi inviti a sedermi sulle tue gambe e comincio ad accarezzarti il viso e il collo e dietro la nuca con le dita.
Poi mi sdraio sul divano mentre con una mano mi accarezzi la testa e l’altra i miei fianchi quasi scoperti dal lacetto delle autoreggenti, io comincio a massaggiarti, con la lingua e la bocca provocarti brividi di piacere su tutto il corpo, cercando piano piano di slacciarti la camicia e prendere possesso del tuo petto…..che accarezzo e comincio a baciare dolcemente e poi voracemente intorno ai capezzoli già duri per l’eccitamento…. Ti lascia anadre dal piacere e ti appoggi allo schienale mentre continuo a sbottonarti e scoprire il tuo corpo in fremente volgia….
Poi dopo mi metto in ginocchio dietro di te e continuo a slacciarti la camicia piano piano mentre ti bacio sul collo e entrare con le mie mani sul tuo petto peloso e possente ed eccitarti e vedere che in mezzo alle tue gambe qualcosa si gonfia pian piano sempre di più, mentre mi avvicino e mi avvinghio sulle tue gambe e tu tieni in braccio come se fossi la tua piccola stella, la tua donna, la tu amante segreta, la tua proprietà, tutta tua.
Guardandoti, prendo un mio paio di autoreggenti molto leggere e ti bendo gli occhi per qualche minuto, mentre sorridi eccitato, con i glutei mi siedo sul tuo uccello nascosto ormai voglioso di esplodere dalla cerniera, reggendomi con le mani sulle tue ginocchia, girarmi, inginocchiarmi e con la punta della lingua percorrere i lineamenti del tuo cazzo ancora nascosto sotto i vestiti, mentre mi accarezzi la testa e i capelli, e vederti fremere di voglia e di piacere nel volermi possedere e fare tutta tua....il tuo grande sogno è finalmente avverato.
Poi prenderti per mano, e guidarti lentamente nella stanza del bagno. slacciarti i pantaloni e spogliarti dolcemente, lavarti la cappella, l'uccello e le palle quasi divertendoci a tale gesto intimo fatto da me…
Inginocchiarmi poi davanti a te e asciugarti non con una salvietta, ma leccandoti e spompinandoti le palle e il cazzo con tutta la bocca e la mia lingua...,
Sempre bendato portarti per mano in camera da letto, illuminata da candele, ti tolgo le amie calze velate dagli occhi e rimani abbagliato dalla mia camera da letto, lettone a baldacchino, pareti e soffitto azzurro con nuvole dipinte, stelle fluorescenti, e stelle appese… luci soffuse, candele accese e incenso.
Ti spoglio totalmente, piano piano, facendoti sentire le mie mani leggere e sensuali che accarezzano i lineamenti del tuo corpo che diventa sempre più nudo....
Poi ti guido sul letto, ti faccio sedere e io in ginocchio prima davanti e poi dietro ti bacio la schiena, provocandoti forti spasmi di piacere e di pelle d'oca e lì continuo ad accarezzarti .
Ti faccio sdraiare sul lettone a baldacchino, intorno le tende bianche che ci avvolgono, una stanza azzurra piena di nuvole dipinte e tante stelline fluorescenti illuminate da altrettante candele che si muovono al ritmo di musica rilassante che ti trasporta in mondi e pianeti lontani.
Seduta sopra di te, con le mie mani ti accarezzo il petto leggermente, i fianchi le braccia le spalle, mi chino su di te e uso la lingua per disegnare tutti i lineamenti del tuo corpo che fremono dal piacere indurendo i capezzoli e provocandoti una forte pelle d'oca.
Continuo con la bocca a baciarti ovunque il tuo corpo possa permettermi di arrivare, e con la lingua scruto ed esploro ogni parte e poro che ricopre il tuo corpo, partendo dai tuoi piedi, baciandoli tutti, e salendo con la lingua e con i baci lungo le caviglie, i polpacci, l'interno cosce pelose, dove mi soffermo a leccare e baciare vogliosamente, quale mio punto preferito del corpo umano del mio maschione, proseguo salendo e girando intorno e sotto agli organi genitali…
La mia lingua poi pian piano si fa strada e ti lecca sotto le palle salendo con la lingua piano piano, molto lentamente fino alla cappella, girandogli vogliosamente intorno con la lingua e continuando con la saliva, a umidificare e a succhiare voracemente la tua cappella oramai umida, dura e pulsante, con la punta bagnata di pre-sperma, dovuta alla grande eccitazione da me accesa..
Sentire le tue mani sulla mia testa e fra i miei capelli, quasi a spingermi ad ingoiarti tutto, per farmi una cosa sola con te, mentre senti tutto il tuo cazzo nella mia bocca, la tua testa inarcata indietro dal piacere immenso.
Tu ad un certo punto ti imbestialisci e fai uscire da te il maschione che io desidero, il toro da monta imbestialito, mi prendi con le tue mani e mi fai tua ovunque, mi sculacci, apri i miei glutei come fossero una pesca ti avvicini con la bocca e cominci a sputare sopra il buchetto leccandolo per bene e a lungo e infilandoci poi la lingua nella tua fighetta umida e vogliosa anche delle tue dita che una ad una entrano e scoprono il paradiso dei miei orgasmi che dolcemente mi farai provare.
Dopo 15 minuti di penetrazione e ispezione anale con le dita e la lingua, mi prendi con le tue mani forte e mi sdrai a pancia in giù e ti sdrai sopra di me e ti abbandoni con il tuo corpo massiccio e imponente sul mio corpo nudo, fremente di piacere per il tuo calore…
E mentre mi tieni le mani, sotto le tue intrecciate, cerchi di muoverti e cerchi di appoggiare il tuo pene durissimo e turgido, tra i miei glutei morbidi, quasi a volermi penetrare di colpo, quasi a volerti fare strada e prenderti ciò che mai e poi mai avresti sognato di avere tutto per te: la tua fighetta calda e tutta vogliosa di te.
Sentire poi la tua cappella penetrarmi e uscire, ancora penetrarmi e poi uscire di nuovo, quasi a voler avere qualcosa a tutti i costi, fino ad una spinta decisa e forte, cosi nel diventare una cosa sola, tu dentro di me totalmente, a toccarmi l'anima; a prendermi tutta e tutto, ad essere totalmente tua.
Poi dopo aver sentito il calore del mio corpo interno avvolgere il tuo membro caldo e pulsante dal piacere immenso, esci da me e ti sdrai sul letto a volto in su, io in ginocchio mi siedo su di te , voltandoti di schiena e penetrarmi di nuovo.
Le tue mani sui miei glutei che seguono e guidano il mio movimento sussultorio, su e giù, pompandoti dentro di me, muovendo i miei fianci in movimenti vari prima sussultori e poi girando il bacino in moto circolatorio, per permettere alla tua cappella e al tuo duro membro di poter toccare tutto l'interno della mia vagina anale, oramai tua per sempre e in tuo pieno possesso,
Inarcarmi indietro appoggiandomi totalmente con la schiena sul tuo petto e sentire il tuo membro dentro mentre ne godiamo appieno di questa meravigliosa posizione del kamasutra.
Io mi alzo e mi dirigo verso il frigor, dove prendo una bomboletta di panna montata spray, mi aavicino salendo dai piedi de letto e comincio a spruzzarne due piccoli fiori sui tuoi capezzoli, e comincio molto lentamente con la lingua,a leccare il tutto, alla ricerca dei tuoi capezzoli…
Poi scendo verso il tuo bel “cono gelato” eretto per la grande eccitazione e lo prendo in mano, e cospargo abbondantemente su tutta la cappella un mare di panna montata, che: prima lentamente, e poi voracemente mi appresto a leccare con avidità e fame di scoprire sotto la tua cappella calda e pulsante….
Ti chiedo dopo di aprire la lingua e sopra ci verso un fiorellino di panna, che io con la bocca e la lingua andrò a leccare, finendo poi a limonare e baciarmi con te, oramai preso da tutta questa calda e provocante eccitazione e trasgressione che solo io posso donarti.
MI prendi poi ridendo e mi fai girare a pancia in su, dove le tue mani oramai preso possesso della bomboletta, mi sposti il perizoma, mi apri i glutei come se stessi aprendo una pesca, e spruzzi sul mio buchetto la panna, che comincerai a leccare voracemente per arrivare alla tua fighetta tutta bagnata della tua saliva.., e la tua lingua che vi penetra dolcemente e voracemente nello stesso momento.
Ti bagni poi di saliva i pollici e l’indici e mi tocchi i capezzoli, mentre la tua bocca con i miei capelli sul tuo volto, cerca di baciarmi il collo, e io girandomi cerco di porgerti la mia lingua e la mia bocca, per baciarti e limonare con te vogliosamente.
Mi rialzo e mi giro, roteando su di te, senza che il tuo membro esca dalla tua e mia vagina anale tutta bagnata e stretta dalla tua verga turgida, dura e pulsante.
Ti tocco e accarezzo il petto mentre continuo a muovermi e penetrarmi di te, urlo, ansimo e grido dal piacere che mi provochi mentre dentro sento il tuo cazzo che mi tocca e massaggia la prostrata,
Ti alzi di colpo e mi metti con forza alla pecorina, appoggiandoti con forza dietro di me e penetrandomi di nuovo con una foga animalesca ma dolcissimamente vogliosa di tanta meravigliosa carne da amare.
Mi sbatti e mi penetri urlando dal forte piacere della sottomissione, che ti spinge a dirmi frasi e parole molto calde e decise, e ti lasci andare ad un torpiloquio frenetico e pesante per eccitarti e per farmi capire che sono tua, totalmente, solo tua. la tua amante, la tua piccola creatura da amare, ma sai che io per te sono solo la tua troia, la tua puttana personale, solo tua per sempre.
Spingi sempre più forte sai che mi piace sentirti ansimare pesantemente, e tenendomi da prima per i fianchi e poi prendendomi per le spalle per darmi colpi più decisi che ti stanno sfiancando, mi butti sul letto e con forza prendi le mie cosce fra le tue mani, le porti all'altezza delle tue spalle e mi penetri di nuovo appoggiando le mie gambe sulle tue spalle, in modo da vedermi in faccia e penetrarmi totalmente.
Mi penetri e penetri di nuovo tenendomi per le caviglie, con le gambe alte, spingi mi vuoi, mi guardi e godi nel vedermi girare la testa a destra e sinistra dal forte piacere mischiato al dolore che mi provochi per i grandi colpi che mi inferti.
Sei oramai una bestia in calore, un matto che vuole, a tutti costi prendersi la mia anima, il mio corpo a tutti costi: vuoi farmi tua, solo tua e di nessun altro..
Mi stantuffi e sbatti il cazzo dentro nella mia fighetta anale su e giù per tutta la sua lunghezza, provocandomi urli e spasmi di piacere..
Ti tocco il petto. ti strizzo i capezzoli bagnando le dita con la saliva, e tu ti lanci sul mio volto sputandomi sul viso e sulla bocca, dandomi la tua saliva e poi limonando e baciandomi, ora siamo una cosa sola, le nostre bocche e lingue insieme e il tuo cazzo nella mia vagina anale.
Ecco stai per venire, il dolore è fortissimo, stai svuotandoti pienamente di tutto quel liquido che per anni e mesi era rimasto dentro di te, perché mai aveva avuto cosi tanta sollecitazione ed eccitazione, mai provata nella tua vita.
Dopo avermi penetrata e fattomi sentire all’interno del mio ano stretto tutta la lunghezza del tuo uccello duro e per bene, che usciva ed entrava.. usciva ed entrava sia nel culetto stretto che nella bocca,
sentirti urlare e ansimare con gli occhi spalancati poco dopo : " cazzo sto venendo troia,, siiiii, si cazzo, che gran troia che sei, sei la mia puttana cazzo, sei solo mia,,,,, si godo cazzo, godooooo ahhhhhh.troia godooooo,ahhhhhhhhhg.. ti amo cazzo ti amoooo, che troia che sei,, sei mia siiiii ahhh."
E godi, sborri e urli parole, il tuo sudore cade su di me, dai tuoi occhi a volte sbarrati e a volte aperti vedo il fuoco e la bestia che è in te, una bestia furiosa, e io in pieno suo possesso, chiusa nella mia gabbia. i tuoi colpi rallentano e ti butti ancora vibrante e frenetico con tutto il tuo peso su di me, cercando di non uscire, mentre accarezzo con le dita e le unghie la tua schiena sudante...
Dopo questo, mi prendo cura di te asciugando il tuo corpo e baciandoti e leccandoti avunque, assaporando il tuo corpo ovunque, massaggiandoti e coccolandoti a lungo nel mio lettone parlandoci e magari ricominciando il tutto di nuovo….
Oppure dopo ti conduco sotto la doccia, ti insapono ovunque e ti lavo e sotto l'acqua in ginocchio comincio di nuovo a leccarti e succhiarti notando che la tua eccitazione sta riprendendo vita e ricomincia il gioco.........grazie alla mia bocca, alle mie uniche e introvabili attenzioni degne della tua Afrodite personale, della tua Gheisa, totale, e alla mia voglia di darti il massimo piacere terreno...
che nessuna donna, mogli o fidanzata sa più dare, sapendo che hai da me tutto l’affetto sincero, il rispetto, la sincerità, l’onestà, la fiducia, la passionalità, la discrezione, la comprensione e quell’amore totale, unico, indissolubile, sovraumano che nessun essere umano, oggi, riesce più a donare agli altri…. Io voglio amare, amare e ancora amare, sapendo che la vita ha designato di non donarmi tale dono di cui sono ricolma come anfora fino al bordo…e inutilizzata e non condivisa con un uomo tutto per me.
Un bacio a te Dolcemiele
Grazie per avermi ascoltata.
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19 years ago
admin, 75
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L area di servizio
L'area di servizio
Tratto da i miei diari segreti autobiografici "Il meglio di me". Le mie vere esperienze sessuali
IN USCITA NEL MIO PROSSIMO LIBRO.
Inverno 1992 - L'area di servizio alle porte di Stradella era deserta, solo un Tir targato Roma.
Da sempre attratto dai camionisti, sin dall’età di 7 anni, nella mia mente si affollavano quei miei primi sogni erotici dove mi sentivo posseduto
e scopato di brutto in una di quelle enormi cuccette calde, sottomesso e amato follemente da un camionista massiccio, porco e molto villoso, e sopratutto in calore da giorni.
Scendo dall'auto, la mia peugeot 205 grigia antracite e con una faccia decisa, espresione vogliosa di sesso e sprizzante sensualità,
guardo il camionista dal finestrino e gli dico: "salve capo, lei è qua per riposarsi o per il piacere"? Mi risponde tranquillamente e con un sorrisetto strano: "Per tutti e due, perché"? Io, già eccitato e con la voglia di provocarlo e provarci mi butto... "io sono qui per trovare un bel cazzone sconosciuto umido da leccare e succhiare..." Risposta : "Davvero? Sei un tipo deciso vedo…che sa cosa vuole ! Bene, ho proprio voglia di un bel pompino... vai nelle toilette che chiudo il camion e ti raggiungo, ok?".
Do un segno positivo e mi incammino. Intorno il vuoto, tutto facilità la mia voglia di fare l’amore con lui….
La toilette odorava di piscio, proprio da classica latrina d'autogrill..., entro nel bagno più pulito, quello degli handicappati, sempre pulito
e più grande, sento i suoi passi entrare nel bagno, lo avviso della mia presenza in fondo al bagno con un leggero colpo di tosse, lo sento avvicinarsi, sento che apre le porte dei bagni per controllare la nostra solitudine totale, si lava le mani, dalla porta del bagno semi aperta noto che si guarda in giro per l'ultima volta e sorride guardandosi allo specchio con un sorriso quasi compiaciuto, furtivo... apre la porta, la chiude frettolosamente e mi spinge con forza nel bagno, mi sbatte contro la parete piastrellata e con le mani ancora bagnate e un braccio enorme e peloso mi tiene fermo per il petto alla parete.
Con l'altra mano a fatica si tira fuori il cazzo... “niente male” esclamo, un cazzo scuro. nodoso, dalla cappella molto larga,
un cazzo da urlo, di quelli che ho sempre sognato, una cappella di quelle mai viste, cosi grossa e rossa, a forma di un fungo che non vedo l'ora di ingoiare e succhiare voracemente.
Il suo enorme cazzo e già duro, mi abbassa con forza prendendomi la testa con le mani, spalanca le gambe
e si avvicina il più possibile a me, mi avvicina fortemente alla sua enorme verga dura... l'odore di maschio é molto forte, e questo mi eccita ancora di più... mi accuccio in ginocchio sotto di lui e lo prendo in bocca, forzato dalla sua mano che lo tiene dritto verso le mie labbra già spalancate e me lo spinge dentro tutto... "aaaaah" finalmente la troia che è dentro di me a vinto! Sono veramente un porco, anzi no: una super zoccola... sto ciucciando il cazzo di uno sconosciuto con un amore come se succhiassi il mio di cazzo.
Lo lecco, lo bacio, gli passo la lingua sulle palle con una fame vorace che non pensavo di avere, con la punta della lingua
salgo lungo la verga e giro intorno alla prepuzio che palpita tra le mie labbra... lo succhio, lo assaporotuto fino in fondo alla gola di nuovo e lo odoro... aaah, che profumo di sesso che emana dall'interno delle sue muscolose cosce pelose. Ha il buchino sulla cappella con già alcune gocce di sperma che lubrificano insieme alla mia abbondante saliva la mia bocca e le mie labbra vogliose di lui... bello, saporito, dolcissimo... L'odore dolciastro e salato nella mia bocca mi fa uscire di testa, non mi controllo più: sono in suo pieno controllo…
Lui, ansima come un toro da monta in astinenza, il suo respiro polmonare e diaframmatico visto dal basso, mentre lo spompinavo,
mi sembrava gli ingigantisse ancora di più quel petto che io nel frattempo avevo scoperto slacciandogli la camicia a quadri, accarezzandogli il folto e massiccio petto ricoperto da una coltre folta di peli ricci e neri umidi. Un torace da vero scaricatore, due capezzoli duri e un ventre scolpito che, mentre mi inferteva un colpo dietro l'altro, diventava sempre più duro sotto le mie mani che lo palpavano voglioso.
Il suo movimento continuo verso di me, fa abbassare i suoi pantaloni.
Gli abbasso tutti i pantaloni e lo slip blu fino alle caviglie, e gli tocco i glutei pelosi e duri che mi spingono con colpi decisi contro le piastrelle
soffocandomi con tutto il cazzo in gola, tanto da farmi mancare il respiro. Di colpo mi dice : "posso scaricarmi dentro la tua gola o preferisci fuori, mia bella troia"? Io molto velocemente cercando di prendere fiato e far uscire il suo cazzo dalla bocca un attimo, gli dico "no aspetta", mi alzo e mi tiro giù di colpo i pantaloni della tuta e gli slip, mi giro contro la parete e gli porgo i miei caldi e accoglienti glutei... "dai sborrami sul culo, strusciami il cazzo e la sborra sul mio culo ti prego"... Dopo questa mia reazione il mio sconosciuto camionista esplode ancora di più d'eccitazione e appoggiandosi con tutta la sua massa corporea contro la mia schiena, strusciandomi il suo cazzo in mezzo alle chiappe mi spinge contro la parete infliggendomi colpi come se volesse penetrarmi senza darmi nemmeno il tempo di dire qualcosa... mentre mi bacia il collo e mi lecca le orecchie mi sussurra:”troia, sei una grande porca, sei la mia troia ora”.., i suoi colpi accennano a volermi penetrare e sento che la cappella si sta facendo già strada nel mio buchetto, dopo qualche minuto di forti spinte si abbassa e con le mani allarga i miei glutei con forza e comincia a sputarmi abbondante saliva e a leccarmi sul buchetto stretto infilandoci tutta la sua lingua.
Il piacere era così immenso per me, così estasiante... sentire il suo naso e i suoi baffi penetrare alla base alta dei miei glutei
e solleticare la mia pelle umida, mi dava un senso di grande piacere, e la sua lingua mi provocava spasmi ansimanti che cercavo di soffocare per non farmi sentire da eventuali clienti nel bagno. Dopo una decina di minuti di slinguamento, Luigi si alza davanti a me, mi gira di nuovo verso di lui, mi prende il viso tra le sue mani mi guarda negli occhi con una strana luce e mi bacia vogliosamente, le nostre lingue bagnate di saliva diventano una nella bocca dell'altro.
Non mi sembra più sesso da parte sua, ma qualcosa di più, quello sguardo... mi ha detto tutto.
Mi riprende per le spalle e mi gira verso il muro piastrellato, si prende la grande verga in mano, ci sputa sopra una abbondante mano
della sua saliva e con forza e decisione di uno che sta per venire affonda il suo cazzo enorme nel mio culetto umido e dilatato dal suo slinguare.
Il cazzo entra tutto d'un fiato, provocando in me un grande sobbalzo e urlo di dolore, subito soffocato dalla sua mano sulla mia bocca,
i miei occhi sono chiusi, il suo ventre prende il via a colpi forti e decisi, da bestia umana incontrollabile, mentre il mio respiro si fa affannoso e soffocato dalle sue dita in bocca.
Il piacere é forte, ormai il dolore si é trasformato ed é diventato godimento nel sentire di essere posseduto da quel grande cazzo nodoso
che mi stantuffa dentro ad una velocità mai immaginata e provata. IL suo corpo massiccio mi spinge forte contro la parete, sento il suo fiato e i suoi sospiri contro il mio collo. Mi sussurra con voce forte: "ti piace farti scopare così vero puttana"?. Rispondo cercando di liberarmi dalle dita che succhiavo "Ti prego sbattimi, di più, più forte, scopami, fammi tuo, ora, ti prego..ti prego.".
Convinto di quello che io desideravo, il suo marcare nel mio ano diventa ancora più veloce e deciso, sento un calore all'interno del mio ano
diventare fuoco, il dolore alla prostata sotto i forti colpi diventa sempre più forte,ed io comincio ad urlare non so se di piacere o di dolore. In lui provoca un senso di forte eccitazione, (non so quanto tempo sia passato credo siano gia 30 minuti circa che siamo chiusi nel bagno) e spingendomi con decisione dice: "Ecco, sto per venire puttana, ti scopo, sei la mia puttana ora, vero che ti piace? eh?? sei la mia puttana, siiii, ti sbatto, cazzo, ti sbatto....cazzo, sei mio, cazzoooo.". Senza parlare faccio cenno di si con la testa tenuta contro le piastrelle dal suo petto, le mie mani sono bloccate dalle sue contro il muro, "Vengo cazzo vengo puttanaaaaaaaa vengooooooooo, cazzo vengooooo...ahhh ahhhhh....." ed ecco che quel cazzo enorme inonda il culo e il mio buco di sborra... incredibile, se l'avessi preso in gola mi avrebbe soffocato da quanto "sperma" caldo sentivo eiacularmi dentro.
Come se non bastasse, dopo avermi riempito il culo a colpi decisi, Luigi mi rigira verso di lui mi costringe ad abbassarmi di nuovo e mi infila
il suo cazzo in bocca finendo di svuotarmi quel mare di "latte caldo" nella mia bocca che aveva cercato di fermare stringendo il pene ala base con la mano. "Bevila mia puttana , bevila tutta, é tutta tua amore".
Senza fare cenno di dissenso ingoio il suo cazzo e quello che resta della sua sborra, le sue mani fra i mie lunghi capelli mi spingono ad ingoiare
quel cazzo enorme che non posso dimenticare ancora adesso.
Finisco di leccargli la cappella e di pulirla con la lingua, cercando di deglutire tutto quello sperma schizzato anche sul mio viso e collo,
e lui appena ripresosi mi prende, mi rialza, prende le mie chiappe e me le spreme con le sue forti mani... mi tocca, mi accarezza, mi spalma la sborra che fuoriesce dal mio buchetto infuocato e mi mette due dita in culo e con forza le spinge dentro... ha deciso di farmi venire ed ha capito perfettamente cosa mi piace: farmi stuzzicare il culetto e il mio punto (G).
Adesso mi gira e mi obbliga a posare le mie chiappe contro le piastrelle fredde della toilette, mi blocca, mi tocca da tutte le parti, mi solleva
la maglietta e mi stringe i capezzoli e mi dice "masturbati porca d'una troia" ! Mentre mi masturbo, Lui in ginocchio davanti a me , continua a penetrarmi con le dita nel culo, neanche un minuto passa e la mia sborra schizza e si posa sulla sua bocca aperta davanti a me e sul suo pizzetto brizzolato... mi dice "dammela tutta troia, ora sei mia" troppo bello ed eccitante tutto questo... Me lo succhia volendo a tutti i costi leccare fino all'ultima goccia del mio sperma e di quello che ha sul viso e sul petto. Si rialza, si appoggia con tutto il suo torace peloso, nudo e bagnato di sudore e del mio sperma a me, mi bacia profondamente e ci limoniamo, passandoci lo sperma di bocca in bocca, questo voleva, sentirsi una cosa sola con me…
Si stacca dalle labbra mi guarda e mi dice all'orecchio: "certo che sei un bel porco depravato... una vera troia da scopare sempre, beh e meno male
che esistono dei tipi unici come te... ciao io passo di qua una volta al mese e sempre di giovedì notte".
Pulendoci a vicenda con i fazzolettini ci rivestiamo e sorridendoci divertiti mi dice:" se lo sapesse mia moglie..." sorridiamo ancora, gli do il mio bigliettino
da visita, facendogli notare che abito vicino al casello e che posso tranquillamente ospitarlo anche per la notte e dargli la possibilità di farsi una doccia a casa mia se fosse di passaggio a Pavia verso Milano, Piacenza o Lodi, e di dargli tutte quelle cure servizievoli tipiche ti una geisha innamorata.
Mi prende con una mano la testa, mi bacia a lungo sulla bocca e sulla fronte e se ne va per primo dal bagno... Dopo alcuni minuti, dopo essermi riordinato
davanti allo specchio ritorno alla mia auto... tutto intorno é silenzio, alle pompe di benzina nessuno, all'autogrill solo una macchina parcheggiata fuori. Sono le 03,24 circa, a fatica sto in piedi e cammino senza più forza nelle mie gambe verso la mia macchina, lo saluto mentre lo vedo partire, non so cosa pensare di me stesso... e di quella esperienza che non dimentico... e che da dieci anni, una volta al mese torna a suonare il mio campanello nel bel mezzo della sera chiedendomi: "salve le ho portato il pieno di merce da scaricare"...
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19 years ago
admin, 75
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Il tabaccaio
Questo più che un lungo racconto è un fatto che mi e' capitato la scorsa settimana . Da parecchi mesi mi trovavo spesso a comprare le sigarette in un tabacchino che si trova a meno di 50 mt dal posto dove lavoro. Il locale e' gestito da un signore sui 50 anni ( che per convenzione chiamo Carlo ) ..! Il tizio e' un tipo veramente simpatico e debbo dire molto gentile e sempre con la battuta pronta . Fisicamente non e' nulla di trascendentale fisico asciutto corporatura media . Vedevo che ogni qual volta entravo nel suo negozio faceva in modo di servirvi per ultima ( e la cosa a dir il vero a volte mi dava un po di fastidio...! ) ma appena era solo con me scherzava faceva battutine simpatiche cercava sempre di intrattenermi , in parole povere mi faceva come si dice generalmente " il filo "...!! Un giorno essendo prossimo alla chiusara per fine turno mi invitò al bar che si trova nei pressi per prendere un caffè con me era sempre galante ma senza essere invadente o provarci in modo palese. Sapeva che ero sposata ma di certo non sapeva delle mia seconda vita...!!!
Ritornado ai fatti erano le 12.00 ed io ero andata al lavoro un'oretta prima perche' prima dovevo passare da una mia amica per consegnargli dei documenti e siccome abitava nei pressi di dove lavoro io decisi di fare la commissione quella mattina sapendo che Lei di sabato e' sempre a casa fino alle 15 . Ma giunta a casa sua suonai al citofono e non rispose nessuno provai a chiamarla al cell. mi rispose dicendomi che era a Verona da sua madre e che si scusava mi disse di lasciare i documenti al tabacchino dove si serviva anche lei che poi sarebbe andata a prenderli al suo ritorno. Mi affrettai temendo che chiudesse il tabaccaio ed infatti quando ero giunta di fronte al negozio Carlo stava per chiudere la saracinesca per la pausa pranzo. LO salutai e gli chiesi se potevo lasciare a lui la carpetta con quei documenti e riferii che la mia amica sarebbe venuta nel pomerigio a ritirarli. Carlo fu disponibile e premuroso riaprì il negozio e mi fece entrare prese la carpetta e la conservò accuratamente. Poi mi chiese se stavo andando al lavoro risposi che dovevo iniziare alle 13.30 e che mi sarei soffermata al bar a prendere un caffè per ingannare l'attesa infatti non mi conveniva ritornare più a casa. Carlo mi disse che se la cosa non mi dava fastidio voleva offrirmi il caffe' lui e che avremmo potuto fare tranquillamente quattro chiacciere senza la premura dei turni che avevo sempre.
Lo ringrazia e ci sedemmo al bar che si trova a poche decine di metri dal suo negozio. Restammo al bar per pochi minuti poi Carlo mi disse se volevo fargli compagnia al negozio in quanto quel giorno la moglie era fuori dalle figlia e sinceramente non aveva voglia di prepararsi da mangiare da solo e nel retro negozio aveva un piccola stanza dove lui restava ogni tanto quando aveva delle cose da sistemare nel tabacchino . Mi disse che la aveva attrezzata con un mini cucinino ed un piccolo divanetto letto per le pennichelle estive .Dissi che non volevo essere invadente ma ero curiosa di conoscerlo meglio ( in realta' mi eccitava la situazione essendo per mia natura così ed essendo sempre tanto curiosa di vedere il modo di essere delle persone che mi stanno accanto ..!) Intuii dal modo di fare che le sue idee erano ben altre ma la curiosita' era forte e debbo dire la mia troiaggine come al solito prese il sopravvento...!!
Entrammo lui chiuse la saracinesca alle sue spalle e restammo da soli nel negozietto mi disse di accomodarmi e dietro il bancone c'era una porta che lui aprì e portava in una stanzetta piccola con una finestra che si apriva in un cortile interno dello stabile dove aveva il negozio. Mi fece accomodare e mi chiese se desideravo qualcosa da bere risposi di no parlammo di amici comuni poi lui improvvisamente mi confidò che con la mia amica ogni tanto si divertivano .Sapevo che Marina era un tipo parecchio disinibito e che aveva avuto diverse esperienze da quando si era separata dal marito ma la cosa mi sorprese e tanto. Gli dissi che era strano in quanto ora aveva una relazione da mesi con Matteo e che mi sembrava un rapporto molto serio. Lui aggiunse che si la cosa era vera , ma che ogni tanto lo veniva a trovare in quella stanzetta. La cosa mi sorprese e non poco.. Sapevo che Marina era una donna calda la conoscevo da quasi 4 anni e sapevo che aveva avuto decine e decine di avventure e lei sapeva bene della mia doppia vita e del fatto che con Gianni scambiavamo e che io mi sollazzavo con i maschietti anche da sola ed a volte parlandone mi confidava che per certi versi mi invidiava , ma che lei si bloccava a fare queste esperenza di gruppo preferiva i giochi a due e con i maschietti che sceglieva lei e quando decideva lei.. ! Ma strano non mi aveva mai parlato di lui e non ne capivo il motivo anche perche' io gli raccontavo tutto e debbo dire la cosa sul momento mi fece incavolare mi sentivo come tradita.
Carlo guardandomi in volto intui' il mio stato d'animo e mi disse vedi so che siete molto amiche ma lei si vergognava forse a confessargli la cosa per via del fatto che ti aveva detto che con il suo attuale compagno voleva costruire qualcosa di serio ma in realta'mi disse ti posso confidare che tra loro non va affatto bene lui e' donnaiolo e mi ha confidato che spesso la tradisce e lei ricambia la cosa debbo dire . Mi sentii come cadere dalle nuvole mi sembrava tutto strano e fuori dalla realtà . Carlo accese allora il portatile e mi fece vedere delle foto che avevano scattato in quella camera in cui si vedeva Marina in autoreggenti e con le tette al vento in posizioni direi provocanti. Carlo mi confido che era un gioco che lui gli aveva proposto e che lei aveva accettato di buon grado . Le foto le teneva lui . Piu' lo sentivo parlare e più la mia rabbia nei confronti di Marina aumentava mi sentivo tradita io raccontavo tutto di me e lei invece .... Mi ricordai pero' che la scorsa settimana sentendoci al cellulare mi aveva detto che aveva da raccontarmi qualcosa di nuovo ma che preferiva parlarne di persona ci dovevamo vedere oggi ma i fatti sopra citati avevano fatto saltare il nostro incontro..! Mi sedetti sul divanetto e Carlo mi disse che anche sul mio conto sapeva qualche piccola indiscrezione confidategli da un suo amico che spesso io incontravo capii dalla descrizione che era Robert un amico che mi veniva a trovare spesso e che era un patito delle pompe con ingoio che io le facevo anche di gusto perche' era un gran scopatore e ci sapeva fare a letto e direi tantissimo..! A questo punto mi sentivo scoperta e vedevo che lui sapeva sul mio conto tanto e quindi era inutile cercare di smentire la cosa gli confermai che era vero e che realmente avevo una seconda vita . Carlo mi disse che aveva voglia di provare anche lui la stessa esperienza con me la sua richiesta mi lascio' perplessa non ero pronta e non pensavo che si sarebbe esposto così tanto. Lo guardai in viso era rosso e si vedeva con una certa agitazione interna , ero spiazzata e non sapevo cosa dire e fare mi sentivo come in gabbia ma nello stesso tempo mi incuriosiva la situazione e mi eccitava proprio per la sua stranezza. Lui intui la mia perplessità e mi disse con la voce spezzata dall'emozione che da mesi mi desiderava e che aveva sognato decine di volte di fare sesso con me .. Risposi che lo avevo intuito dal suo modo di comportarsi quando entravo nel suo negozio . La situazione nella camera era uno stato di empasse guardai l'orologio e vidi che erano gia le 12.30 e gli dissi che dovevo andare . Carlo aggiunse che ancora se desideravo potevo restare anche perche' il mio ufficio era a due minuti da li rimasi indecisa... anche questo mio tentativo di tirarmi fuori da quella situazione strana era fallito ma forse era quello che in fondo desideravo .. Carlo si avvicino e mi disse in modo deciso se avevo voglia gli risposi che non sapevo che il tempo era poco e che magari ci potevamo vedere un'altro giorno con più tempo e senza la premura di dover andare al lavoro in parole povere con calma . Questa mia affermazione che era in realtà una confessione di disponibilita' lo fece decidere a passare alle vie di fatto , si sedette accanto a me sul divano e mi accarezzo le cosce ormai ero troppo eccitata per fermarmi , lo lascia fare la sua mano si insinuo sotto la mia camicetta accarezzandomi il seno ed i capezzoli turgidi per l'eccitazione..! In pochi minuti ero mezza nuda Carlo sembrava un'invasato in quei momenti era evidente che chissa' da quanto tempo sognava quel momento e di certo non gli sembrava vero che il tutto ora era reale...! Gli slaccia la cintura e vidi le forme del suo membro duro allo spasimo lo accarezzai e poi infilai la mano dentro gli slip aveva un membro veramente notevole mi inginocchiai e cominciai a succhiarlo con passione la situazione mi aveva fatto perdere la testa lo divorai fino a sentirlo in fondo alla gola come piace a me ( Gianni dice sempre che ho il clitoride anche in gola ..! ) i nostri giochi durarono meno di dieci minuti perchè Carlo eccitato mi venne in gola quasi subito ingoiai tutto e le leccai le ultime goccioline sul glande . Lo vidi felice ed estasiato ma con uno sguardo vidi anche che era le 13.00 e dovevo andare velocemente mi rivestii avevo una voglia di godere da matti ma il tempo non c'era era troppo tardi . Carlo mi disse che se desideravo potevamo continuare all'uscita alle 19.00 gli dissi di si e che lo desideravo ed anche tanto. Concordammo di vederci alle 19.oo e mi disse che avrebbe telefonato alla moglie dicendo che alla chiusura doveva andare da un'amico e che sarebbe ritardato un'oretta buona . La stessa cosa feci io con Gianni ma dicendo che aveva una sopresina che gli avrei raccontato al mio ritorno a casa. Quel giorno le ore di lavoro trascorsero veloci ed alle 19 ero gia fuori dal'ufficio mi diressi verso il negozio di Carlo che aveva lasciato la saracinesca mezza abbassata quando vidi che non passava nessuno mi fiondai dentro . Quesa volta non ci furono troppi preamboli Carlo si spoglio subito e la stessa cosa feci io fu un amante veramente superbo a vederlo dietro il bancone non avrei mai creduto che dentro quell'uomo c'era tanta passione e tanta calore ..! Mi scopò a lungo e debbo dire lecco tantissimo la mia passerina godetti quasi subito data l'eccitazione che mi ero portata dietro dal nostro incontro di mezzo giorno . Carlo mi penetrò a lungo gli piaceva da matti sentirmi mugolare dal piacere sotto i suoi colpi di reni che facevano sprofondare il suo membro dentro la mia passerina fradicia di umori facemmo sesso per quasi due ore alla fine andai in bagno e mi rivestii Carlo mi accompagno' alla fermata dell'autobus quando arrivai a casa dentro la mia borsa trovai un bigliettino con una sola parola " GRAZIE " e dentro un regalino per me ... !! Raccontai tutto a Gianni che quasi non credeva alle sue orecchie sentendomi raccontare la vicenda. Debbo dire che e' stata una bella esperienza forse per la velocita' per come si e' svolta e per l'imprevedibilita' della cosa. Ieri all'uscita dal lavoro alle 12.30 ci siamo visti ancora e siamo stati nella sua stanzetta dietro il negozio ed ancora una volta mi ha fatto godere ed ho bevuto il suo miele mi eccita la situazione con lui è sempre una cosa fatta in modo quasi frettoloso e di nascosto ( almeno per lui ..! ) tipo i ragazzini che debbono nascondere la marachella ai genitori...
A n n A
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19 years ago
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