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Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

Tutto ingoiò! sembrava che gli piacesse.

Mi alzai un giorno di maggio e scorsi dalla finestra del bagno la splendida giornata predetta dalla meteo del giorno prima: aria fresca, limpida, pulita e sole caldo. Il clima ideale per il mio sport preferito: il jogging.

Mi vestii ed uscii. Dopo un’ora di corsa mi fermai per il consueto Stretching… quel giorno non mi andava proprio… stavo troppo bene nella mia pelle. Così decisi di scendere in riva al fiume per riposare e per godermi quel momento.

Dopo aver scavalcato qualche masso enorme mi avvicinai al fiume per cercare il posto migliore (tanto non c’era nessuno). D’improvviso scorsi uno splendido corpo di donna completamente nuda difronte a me. Ops… avevo visitavo quel posto altre volte, ma mai avrei pensato che così presto durante la stagione i nudisti si sarebbero fatti vedere.

Non feci rumore e mi avvicinai lentamente. Riposava al sole distesa sul sasso caldo in riva al fiume completamente nuda. Era proprio difronte a me a pochi metri di distanza e scorgevo pochi peli biondi che mettvano in evidenza un pube molto sporgente: stupendo ed estremamente sensuale. Il sole le accarezzava i capezzoli grandi e ben distesi e dava alla sua pelle una colorazione dorata. Si vedeva comunque che la sua carnagione era a inizio stagione.

Avvicinandomi mi resi conto che appiggiava la sua lunga mano affusolata sul membro del suo compagno che giaceva nascosto poco più in basso verso il fiume. Bello, gonfio, dalle proporzioni giuste. Era una coppia perfetta e stavano vivendo un momento di grande armonia in totale unione con la natura circostante.

Fu lui il primo a notarmi. Si alzò di scatto seduto, quasi preoccupato che la loro nudità potesse in qualche modo intimorirmi. Niente affatto!

Gli sorrido in maniera compiacente e gli chiesi il permesso di sdraiarmi su un sasso vicino. Gary e Margrith (Megghi) erano nordici: in italiano sapevano dire “si” e “no”; ciononostante capii subito che vi era intesa e iniziai a togliermi gli indumenti sudati per farli asciugare al sole.

Mi sembrò che Gary apprezzasse il mio fisico longilineo e sportivo, così come anche il perizoma trasparente che portavo sotto i pantaloncini da ginnastica. Scrutò tra le mie gambe e sembrò soddisfatto da quanto vide. Mi piaceva farmi guardare e questo gioco mi eccitava al punto da non essere in grado di controllare il mio membro che si ergeva sotto il suo sguardo.

Megghi continuava a tenere gli occhi chiusi, come se tutto ciò le fosse indifferente; comunque, sbirciando meglio, notai la sua mano muoversi rimestando il pene di Gary avanti e indietro.

Pensai fosse ora di immergermi nell’acqua gelida, così da smorzare i bollori. Mi alzai, imbarazzato perché ormai non potevo più nascondere la mia eccitazione e mi avvicinai il più velocemente possibile all’acqua. Solo quando immersi la punta del piede capii il mio grande errore: l’acqua era molto più che gelida!

Presi tutto il coraggio che avevo e mi lasciai cadere nel fiume: il respiro si fermò e il cuore prese a battermi a 200 all’ora. Cercai di restare il più a lungo possibile, ma dopo qualche secondo dovetti uscire.

Il gelo ebbe l’effetto desiderato: il mio membro sembrava inesistente e ciò mi imbarazzo assai, siccome proprio in quel momento Meggi, svegliata da tutto il casino, mi stava osservando.

Inaspettatamente Meggi prese l’iniziativa e iniziò a parlarmi in olandese (non ci capivo niente). Colloquiava animatamente e rivolgendosi a Gary ridacchiava. I seni gli si inturgidirono lasciando sboccare due capezzolini splendidi.
L’effetto gelo sparì e la mi verga tornò e svettare più eccitata che mai: in quel momento Meggi spalancò le cosce e si passò più volte la mano sulle labbra carnose, accarezzandosi candida peluria e leccandosi le dita spalmate del suo liquido in maniera inequivocabilmente arrapante.

Gary non parlava più. Fu lei, presa dall’entusiasmo a chinarsi in ginocchio su di lui e a prenderselo tutto in bocca. Stavo assistendo ad uno splendido pompino.

Io guardavo attonito e non credevo ai miei occhi: iniziai a masturbarmi siccome l’eccitazione diventava incontenibile.

D’un tratto lei alzò lo sguardo, mi guardo, tirò fuori un lubrificante dallo zainetto rosso di tela e se lo spalmò sull’orifizio e tutto in torno.

Poi riprese a succhiare mostrandomi il suo splendido culo imbrattato e offrendomelo tirando i glutei con entrambe le mani.

Non persi tempo e mi gettai dietro di lei a cavalcioni. Il buco era bello largo e il cazzo entrò quasi subito, dolcemente e gradatamente, fino in fondo. Un urlo di Megghi ruppe la monotonia di quel fiume e preoccupato gli chiesi “All right?”
Non disse niente, ma capii dai sui movimenti sempre più veloci che stava godendo da vera troia.

Non so quanto tempo sono rimasto così a inculare Maggi come un selvaggio, ma fu certamente l’avventura più riuscita della mia vita. Stavo godendo, si, sempre più forte, ma non volevo venire subito: volevo essere all’altezza della situazione. Così usci da quel tunnel ben scavato e scivoloso per sbollirmi un po’.

Gary intuì la situazione disarcionò Maggi e si sdraiò dietro di me… non capivo! Sentivo la sua testa sotto il mio culo?
Iniziò a leccarmi i testicoli completamente rasati… mmhhhh… che sensazione… e la sua lingua si spinse dietro, sempre più indietro fino a infilarmela nell’ano.

La carica erotica esercitata dalla situazione era enorme e mi privava di qualsiasi nesso con la realtà, come se stessi sognando: Megghi difronte che si masturbava e Gary dietro che mi infilava la sua lingua nel culo provocandomi delle emozioni da svenimento, in riva al fiume dove chiunque avrebbe potuto vederci… accidenti, il massimo dell’esibizionismo… non avrei mai potuto immaginare sarebbe potuto succedere, ma nemmeno che sarebbe potuto piacermi: neanche nella mie fantasie più recondite… e la cosa mi piaceva davvero molto!

Ma non ero ancora arrivato al culmine: Gary mi solleva il culo, esce da sotto, prende la crema si cosparge il membro non completamente duro, si siede dietro di me e con una dolcezza disarmante mi tira indietro verso il suo membro, fino a sentire il suo cazzo indurirsi davanti alla porta dell’ano.
Questo era davvero il massimo. Sentivo il suo membro caldo e scivoloso sgusciare tra le mie chiappe e spingere l’orifizio per entrare: più gli diventava duro e più spingeva, adagio, adagio, senza forzare… la sensazione era oltremodo gradevole e il mio orifizio, corrotto da un godimento mai provato prima, si rilasciò teneramente permettendogli di entrare gentilmente un pezzetto.

Posso giurare che se mi avessero confessato fantasie di questo tipo avrei subito passato quelle persone al setaccio dei giudizi. Eccomi, in una situazione bisessuale: io, persona piena di principi e uomo! Eppure l’interazione di quel posto, il sole, l’acqua e queste due persone sconosciute mi ha permesso di lasciarmi completamente andare fuori controllo.

Lo sentivo duro, caldo, dentro di me e lo costudivo gelosamente con la paura che quel momento potesse finire.

Megghi leggeva le espressioni di goduria sul mio viso e si masturbava sempre più intensamente. Anche lei non ce la faceva più come me e si infilò tra le mie cosce prendendomelo in bocca profondamente, e, facendomi provare un’iebriante sensazione del pompino.
Fu lei ad accompagnare la mia testa in avanti giù tra le sue cosce per farsi baciare le sue splendide labbra umide e carnose. Godevo e leccavo, leccavo e godevo e mentre mi dimenavo per sentirlo sempre più profondamente dentro, Gary esplose in un orgasmo e mi riempì il culo col suo stupendo liquido caldo.

Megghi non si perse una goccia di quel succulento liquido che fuoriusciva e, quando finì di leccarmi l’orifizio, continuò a spompinarmi. Ebbi un orgasmo che ancora oggi non riesco a dimenticare: devo essere sembrato un bambino alla sua prima volta…

Tutto ingoiò! Sembrava che gli piacesse. Ma la cigliegina sulla torta fu quando si girò per baciarmi e, infilandomi la lingua profondamente in bocca, me la riempì di sperma che assaporai a lungo lì sul sasso, sdraiato, lasciandomi coccolare dai raggi che accarezzavano la mia pelle nuda.

Dopo una mezzoretta baciai entrambi in segno di ringraziamento e partii.

La sera non riuscivo ad addormentarmi ripensando a quanto successo. Così il giorno dopo mi precipitai sul posto, in riva al fiume, attendendo invano il ritorno di Gary e Megghi.

Non li rividi mai più e il loro ricordo resterà per sempre segreto nel mio cuore.

Otti

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