Quando il suo ragazzo le propose di andare allo stadio per vedere la partita della sua squadra del cuore, la Juve, che arrivava a qualche chilometro da casa loro, Ramona non fece certo salti di gioia.
Si, era contenta di accompagnare il suo boy, ma onestamente il calcio non la faceva impazzire. Allo stadio non c’era mai stata, non aveva mai vissuto un evento sportivo in diretta, non sapeva neppure come ci si doveva vestire in quelle occasioni.
Decise di fare di testa sua: tirò fuori dall’armadio la minigonna di jeans che a lui piaceva tanto, talmente corta che se solo si piegava di un centimetro le venivano fuori le chiappette e un maglioncino rosa, di angora morbida e rasata che messo senza reggiseno faceva vedere bene i capezzolini che spuntavano da sotto.
Da vera troietta qual è sempre stata, Ramona, dopo un profumato bidè, si mise adosso le mutandine più piccole che aveva, un perizoma nero trasparente con un triangolino mini davanti e il filo interdendale che le strofinava dolcemente sul culetto. Infine decise di mettersi degli stivali neri che la facevano sentire tanto porca.
Dovevano andare a vedere una partita di calcio, ma lei non aveva intenzione di rinunciare alla sua femminilità.
Quando lui arrivò sotto casa sua per prenderla, Ramona si mise a por sto con una spazzola i riccioloni neri e scese di fretta. Salì in macchina e lui non potè non notare le splendide cosce levigate che Ramona faceva ben vedere.
Un bacio e via verso lo stadio. Nel tragitto lui non riusciva a staccare gli occhi da quelle gambe e da quella minigonna, fino a che non allungò la mano sotto le mutandine sfiorandole la fighetta pelosa.
Ramona scoppiò a ridere, come al solito era riuscita ad arrapare il suo maschietto focoso e, come al solito, anche lei si era già bagnata la patatina. La giornata cominciava bene, ma era niente confronto a quello che doveva, inaspettatamente, accadere. Parcheggiata l’auto, Ramona e il suo boy, si diressero a piedi come tutti gli altri verso le entrate. Subito fu chiaro che si sarebbero dovuti mettere in fila ed attendere un bel po’ vista la marea di persone che si accalcavano per entrare. Bandiere bianconere, sciarpe, cappellini, i tifosi più scatenati già scandivano i cori, gli ultrà entravano proprio nel settore dove dovevano entrare anche loro.
Le facce di quelli non erano proprio delle più rassicuranti, molti sembravano avanzi da galera, pieni di tatuaggi, orecchini, piercing, muscoli in bella evidenza, insomma facevano un po’ paura, ma visto che erano tifosi della Juve, non c’era nulla da temere. Piuttosto, Ramona, notò subito qualche bel ragazzo tra quei tifosi, in particolare alcuni ragazzotti alti e robusti con i jeans stretti e a vita bassa che facevano evidenziare un bel pacco sul davanti.
La giornata era improvvisamente diventata interessante. Ramona prese per mano il suo ragazzo e si andò ad infilare dritta nella fila che attendeva di entrare.
La porcellina già si pregustava le mani sul culo e le palpatine di quelli che le stavano dietro, lo strusciamento sulle sue tettine di quelli che le stavano davanti, insomma si era già eccitata come una troietta in calore. Quello che aveva immaginato fu niente rispetto a quello che accadde per davvero.
Il gruppo di ultrà si accorse subito del prelibato bocconcino che stava a pochi passi da loro, così, uno alla volta cominciarono a circondare Ramona, spingendo via quelli che le stavano intorno, compreso il suo ragazzo che, sapendo come era eccitata la sua bimba, li lasciò fare con piacere.
Gli animi si erano eccitati in tutti i sensi, gli ultras saltavano e gridavano a squarciagola stringendosi intorno alla Ramona. Lei si lasciò trascinare da tanto tifo e cominciò anche lei a fare festa con loro.
Ormai non era più possibile tornare indietro, Ramona si sentiva infilare le mani dappertutto, le toccavano il culo, le strofinavano le tette, le strusciavano la patta dei pantaloni sulle sue cosce, qualcuno più audace, approfittando del caos, arrivò ad infilarle la mano sotto il gonnellino sfiorandole il pelo della passerina.
Inutile dire che le sue mutandine erano ormai zuppe e bagnate all’inverosimile e i suoi capezzoli erano diventati così duri che sembravano dover bucare il maglioncino da un momento all’altro.
Finalmente riuscirono ad entrare nello stadio, a dirigersi verso il settore a loro riservato: la curva.
Il ragazzo di Ramona la prese per mano e si assicurò che tutto fosse a posto, lei con un sorriso languido e da vera maiala gli fece capire che stava andando tutto meravigliosamente bene. Per qualche attimo prima dell’inizio della partita tutto era tornato alla normalità, gli ultras si erano dati una calmata, Ramona come tutti si era seduta sugli spalti in attesa dell’arrivo sul campo dei calciatori.
Ma, appena lo speaker cominciò ad annunciare dagli altoparlanti le formazioni delle squadre che entravano, tutti si alzarono in piedi e ricominciarono i cori e il tifo.
La curva sembrava ondeggiare sotto i salti e la ola dei tifosi. Ramona, naturalmente, fu circondata e coinvolta nei balli e negli slogans che il capo ultrà ordinava agli altri di fare. In men che non si dica Ramona fu di nuovo messa in mezzo e nella confusione generale nessuno faceva caso alle mani di quei maschioni che la palpavano senza ritegno, alle patte gonfie di quelli che lei sentiva premere addosso, sul culetto, sulle sue cosce.
La partita era entrata nel vivo e ormai la curva era diventata una vera bolgia, un caos indescrivibile. Proprio in quel momento successe quello che Ramona mai si sarebbe aspettata in uno stadio di calcio. Si sentì toccare tra le cosce da una mano che, questa volta, non si fermò a sfiorarla, ma continuò a frugare tra le sue mutandine, fino a quando non si sentì penetrare la fighetta da due ditoni ruvidi e grossi che cominciarono a stantuffarla avanti e dietro.
Ramona cercò lo sguardo del suo ragazzo che aveva capito tutto, lui le fece segno di lasciarsi andare. Ramona cominciò a mugolare di piacere, ormai la sua figa si era inondata come un lago e le sue mutandine erano talmente inzuppate che erano ormai sparite all’interno della sua sorca pelosa.
Pian piano quelli che le stavano intorno capirono che era il momento di approfittare di quella zoccola. Così Ramona si ritrovò in mano un paio di cazzi turgidi e nodosi che cominciò a menare come sapeva fare lei, era in piena estasi con tutte quelle mani addosso, con quei cazzi che odoravano di sesso selvaggio, quando all’improvviso si sentì spingere il busto in avanti. Si trovò piegata a novanta gradi e ancora prima di capire quello che stava succedendo sentì un bastone di carne che gli sfondava la figona bagnata.
Mentre veniva pompata da dietro, un brutto porco, un anziano tifoso, un sessantenne dalla faccia di maiale che si era accorto di tutto quello che stava succedendo, si aprì la lampo dei pantaloni e in un attimo le piantò in bocca il suo uccellone gonfio.
Il gruppetto che circondava Ramona aveva altro da fare che pensare alla partita e, uno dopo l’altro si alternavano chi a montarla da dietro, chi a farsi spompinare dalla porcona, chi a sbatterle l’uccello in mano per una sega.
Ramona sentì fiottare un paio di cazzi sul suo volto e un altro paio gli sentì venire di seme caldo nella sua figa e sul suo culo.
Alla fine almeno una decina di tifosi le avevano sborrato addosso, mascherandola di sperma appiccicoso la faccia e sporcandole il culo e la figa di crema viscida. Per fortuna, una volta sfogati e svuotati, i tifosi decisero che era tempo di dedicarsi alla loro squadra del cuore. Ramona ne approfittò per ripulirsi con dei fazzolettini di carta e ricomporsi. Si rifece alla meno peggio il trucco e fece appena in tempo a godersi il goal della vittoria della Vecchia Signora.
La puttanella con un sorriso beato fece segno al suo ragazzo che la giornata allo stadio poteva fermarsi lì, che era meglio tornare a casa prima della fine della partita.
Mano nella mano i due lasciarono gli spalti tra gli sguardi adoranti di quei tifosi che l’avevano inzozzata. Una volta a casa Ramona si mise sotto la doccia per ripulirsi per bene delle sborrate che aveva preso dappertutto, si mise nell’accappatoio e rientrò nella sua stanzetta. Appena varcò la porta vide il suo ragazzo nudo sul letto, con il cazzo in tiro come mai lo aveva visto. Non fece in tempo a dire nulla che lui le tolse l’asciugamano che la copriva e cominciò a montarla come una vacca, con una foga che mai aveva visto prima. Quando lui se ne andò a casa lei aveva preso il suo cazzo in tutti i buchi possibili, in particolare le era venuto due volte nel culo mentre le gridava: forza Juve!
Ramona non ha mai capito se lui, quel porco, aveva organizzato tutto perché sicuro di quello che sarebbe successo!
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Mia moglie confessa finalmente
Allora,non so da che parte cominciare, c'è tanta carne al fuoco.Siamo una coppia di 47 e 46 anni, insieme da sempre, sposati e con un figlio.Come succede a tutte le coppie prima o poi, anche noi dopo tanti anni abbiamo subito un calo di desiderio reciproco dovuto alla routine,alla monotonia e ai problemi quotidiani che ti assorbono tutte le energie.In questi ultimi anni per cercare di venirne fuori e ritrovare la nostra intesa ho cercato di capire quali erano le sue fantasie e cosa la faceva eccitare avvicinandomi anche alle tematiche cuckold per cercare di coinvolgerla.Naturalmente il pensare a lei mentre veniva presa da un'altro mi eccitava parecchio e anche lei mentre scopavamo e le raccontavo le mie fantasie godeva da matti.Purtroppo al di fuori dell'atto sessuale di questi discorsi si parlava poco e anche se poi sono riuscito a farle promettere che avremmo realizzato qualcuna di queste fantasie, in concreto successe ben poco.Sentivo che c'era qualcosa che la bloccava ma in cuor mio speravo si sbloccasse lavorondola ai fianchi con continui imput.Invece qualche giorno fà è successo quello che non mi aspettavo più anche se lo sapevo senza certezza.Partiamo dalla confessione, come spesso accade le stavo scrivendo qualche porcata su whatsapp, le solite cose, quanto sei porca, chissà se con un'altro cazzo lo saresti di piu ecc..Ad un certo punto il fulmine a ciel sereno, mi scrive: "comunque posso dirti che uno stretto lungo l'ho gia preso, scusami", potete immaginare come mi sono sentito, un conto è saperlo senza prove, un'altro è sentirselo confessare cosi candidamente.Stranamente non mi è montata la rabbia, anzi il mio cazzo si è svegliato in un attimo e lo ho risposto "cioè?".E lei: "in quel periodo ho scopato con uno, al motel,mi sono sempre sentita in colpa a tal punto che non sono piu riuscita".Io: "con chi, troia, lo sapevo, devi raccontarmi tutto".Lei: "questa sera ma giura che mi perdoni".io: "mi stai facendo eccitare come un porco e ti perdono solo se lo rifarai per me e con me".Lei:"si, forse ora si".Io:"non stò nella pelle, voglio sapere tutto, non vedo l'ora".Lei: "ok, scusami mi sento una merda perchè dovevo dirtelo prima, anche se sono certa che lo avevi già capito".Io:"lo avevo già capito ma non avevo la certezza, l'importante e che finalmente ti sei liberata da questo peso, ora cominciamo a vivere".Come potete immaginare aspettavo trepidante che tornasse dal lavoro, appena entrata mi abbraccia con le lacrime agli occhi chiedendomi scusa e sedendosi sul divano inizia a raccontarmi la storia.Ha conosciuto quest'uomo su una chat come semplice amicizia e parla oggi, parla domani, si sono scambiati il numero di cell. e sono entrati sempre più in confidenza sfogandosi a vicenda e raccontandosi ognuno le proprie storie e i propri problemi, lui separato con due figli e lei che in quel periodo non andava d'accordo con me.Questo rapporto mi ha detto che è durato 5 o 6 mesi finchè un giorno lui le disse che voleva incontrarla e lei accetto.Lui era di Torino e una sera si incontrarono, andarono a mangiare e parlarono molto, si creò una bella sintonia e decisero di rivedersi ancora.La seconda volta, vista la lontananza decise di prendere una camera in albergo per non dover fare la strada di ritorno la notte, lei si fermò in pezzeria, prese due pizze e mangiarono in camera sul letto.Dopo mangiato iniziarono a baciarsi e toccarsi, lui la leccò e la masturbò facendola godere molto e lei fece altrettanto, un bel pompino, aveva un cazzo stretto di diametro ma molto lungo e mi ha confessato che aveva un buon sapore e le è piaciuto molto.Arrivati al culmine dell'eccitazione lui le ha chiesto di poterla scopare, lei era bagnatissima e ne aveva una gran voglia ma non avevano i preservativi e non se l'è sentita(non prendeva la pillola).Allora giusto per farlo comunque godere si è dedicata al suo cazzo con la bocca facendolo impazzire fino a farlo godere, lui stava per veniree continuava dirglielo pensando di toglierlo dalla sua bocca ma lei non lo ascoltò e lo fece sborrare in bocca continuando a pomparlo finchè non uscì l'ultima goccia.Aveva la bocca piena di sborra di uno che non era suo marito ed era eccitata come la più grande delle troie, lui era in estasi e le disse che non aveva mai goduto in questo modo fantastico.Per quella sera finì così ma naturalmente non la storia.Si incontrarono ancora una volta, stessa procedura, cena e poi a letto, mi ha raccontato che era in accappatoio, lo aprì e lui era già eccitato, lei si tuffò sul cazzo e inizio a spompinarlo, lui la spogliò e la leccò per bene infilandole qualche dito nella figa fradicia.E fu così che arrivò il momento, mise il preservativo e la penetrò, mi ha detto che non capiva più nulla, era in estasi, quel cazzo sguazzava nei suoi umori, lo sentiva entrare e uscire in tutta la lunghezza e si sentiva troia ma libera, l'unico problema è che era troppo lungo e quando le sbatteva in fondo le faceva male.La prese in diverse posizioni e alla fine lei volle cavalcarlo, è la sua posizione preferita, ma mi ha detto che non riuscì a prenderlo tutto per via del dolore ma che ebbe un orgasmo da paura.Lo fecero per tre volte quella sera e godette come mai aveva goduto, purtroppo come spesso succede lui si innamorò e lei invece si riempì la testa di sensi di colpa e decise di interrompere la relazione.Questo è quanto, ora ditemi,cosa pensate ora della mia signora?Ora sembra più serena e anche se non ci siamo ancora arrivati la vedo molto decisa e più complice nel voler realizzare le mie fantasie, speriamo presto.
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11 years ago
pillinca,
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per le donne di sexylombardia
petali di rosa. Passa il vento e vi solleva o petali di rosa che a terra vi adagiate come ali di farfalle stanche mentre il giallo diseccato dei pistilli resta inerme a guardare le rosse bianche spoglie che in volo verso l'alto più non san tornare. Ma l'uccellino dalla nota lieve canta ed esulta sù quel caldo candido tappeto di petali di rosa. Eh! la vita eterno effluvio di gioia nella sua breve fragilità. un bacio a tutte Valerio1000
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valerio,
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