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Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

PadronL. e la pedicure

Flavia giunse a casa di L. che erano appena le cinque del pomeriggio. La Padrona andò ad aprire e la fece entrare. In casa non c'era nessuno a parte lei.
-"Ti aspettavo più tardi"- disse L.
-"Non potevo resistere. Ho girato per tutto il giorno senza una meta, aspettando sera per poterla venire a trovare. Spero di non essere arrivata troppo presto, non vorrei recarle disturbo"-
-"No, no. Nessun disturbo"- rispose L.
Indossava i pantaloni della tuta ed una maglietta a mezze maniche bianca. Calzava delle ciabatte infradito azzurre.
Flavia notò immediatamente che le unghie non avevano smalto, né quelle dei piedi né quelle delle mani.
-"Sai perché ti ho fatta venire oggi a quest'ora?"- chiese la padrona di casa.
-"No"
-"Stasera devo andare ad una festa"-
-"Ah, capisco"-
-"E naturalmente devo prepararmi adeguatamente, mi segui?"-
-"Vuole che l'aiuti a vestirsi, padrona?"-
L. rise. -"Aiutarmi a vestirmi? No, sciocca, per quello occorre un minuto. Prima di partire devo passarmi lo smalto sulle unghie e truccarmi il viso"-
-"Si"-
-"E tu mi aiuterai a far l'uno e l'altro. Seguimi in bagno"- ordinò.
L. andò dritta in bagno, si fermò davanti alla specchiera sopra al lavandino e disse -"Per prima cosa mi farai da sgabello"-
-"Come?"-
-"Hai capito bene. Io mi devo truccare. Tu ti metterai a quattro zampe e mi farai da sedile finché non avrò terminato di mettermi ombretto e compagnia bella"-
-"Ma."-
-"Niente ma, è un grande onore per te, questo"-
Flavia preoccupata e perplessa si chinò di fronte a L. La padrona era più alta di lei e probabilmente anche più pesante.
-"Più giù. Devi metterti a quattro zampe, come gli animali"- ordinò la padrona.
Flavia si mise come la ragazza aveva detto, ad un metro di distanza dalla specchiera del bagno L., senza attendere neppure un secondo, scavalcò la servetta e si sedette tranquillamente sulla sua schiena.
Flavia vacillò.
-"Non tremare!"- esclamò la padrona -"Altrimenti sbaglio"-
-"Ma non cela faccio!"-
-"Non mi interessa. Resisti!"-
Si truccò con calma ed attenzione. Sentiva la fatica, gli sforzi che la serva compiva sotto al suo sedere per sostenerla e rimanere il più immobile possibile e ciò la compiaceva molto. Senza essere vista dalla schiava si sorrise allo specchio ed alzò un pochino le piante dei piedi dal pavimento, gravando interamente sulla schiena della ragazza.
-"Sono pesante?"- chiese L. ad un certo punto.
-"No"-
-"No?"-
-"No, padrona"-
-"Così va meglio. Resisti, ne ho ancora per cinque minuti"-
Il suo trucco fu interminabile. Flavia aveva le braccia intorpidite e le ginocchia doloranti. Anche la nuca le doleva e tutte le vertebre del collo erano sotto tensione, benché la padroncina dalle belle e lunghissime unghie si fosse seduta sulla schiena della serva e non sulle spalle.
Un attimo prima di finire di truccarsi L. sollevò tutt'e due i piedi dal pavimento come prima e gravò per qualche secondo con tutto il suo peso sulla schiena di Flavia. La serva resistette un poco, ma già affaticata e dolorante per la scomoda posizione, si piegò improvvisamente in avanti, rischiando di far cadere la padrona. A quel punto L., che si aspettava una reazione del genere da Flavia, si alzò di scatto in piedi.
-"Che fai, cadi?"-
-"Mi spiace ma.ho le braccia intorpidite"-
-"Male. Le tue mani debbono essere ben ferme per quello che dovrai fare ora!"-
Flavia cercò di sollevarsi e mettersi in ginocchio di fronte alla padrona.
-"Di che cosa si tratta?"-
-"Non noti nulla di mancante sulle mie mani e sui miei piedi?"- chiese L. e sollevò un piede fino a portarlo sotto al naso della serva. Le unghie del piede sfiorarono le sue narici -"Sto andando ad una festa e non ho lo smalto alle unghie. Né alle mani né ai piedi"-
In ginocchio di fronte alla padrona Flavia trovò l'impulso istintivo di prendere il piedino di L. fra le mani e di baciarglielo, ma prima che potesse farlo la ragazza abbassò la gamba.
-"Adesso mi metterai lo smalto. Un bel colore rosso fiammante è quello che ci vuole. Seguimi in salotto"- ordinò -"ed a quattro zampe"-
Flavia obbedì. Arrivata in salotto L. si accomodò comodamente sul divano e la serva le si inginocchiò davanti, guardando verso il basso ai suoi piedi.
La boccetta dello smalto era già sul tavolino a fianco del sedile.
-"Ti piacciono proprio i miei piedi, non è cosi?"- chiese L.
-"E' così, padrona. Sono i più belli che abbia mai visto"-
-"Se sarai brava ti permetterò di baciarmi le scarpe e non è detto che un giorno non ti permetta anche di leccarmi i piedi"-
Flavia annuì con vigore.
-"Non perdere tempo, però. Passami lo smalto sulle unghie. E visto che le mie estremità ti piacciono così tanto puoi cominciare proprio da quelle. Ma vedi di fare un buon lavoro"-
-"Si, obbedisco"-
Flavia prese il pennellino ed iniziò a dare lo smalto sull'unghia dell'alluce del piede destro della sua Dea. L., per stare maggiormente a suo agio aveva messo un cuscino a terra e vi aveva deposto sopra il piedino. Mentre la serva si dava da fare meglio che poteva per non sbagliare a dare il colore e perché la patina di smalto fosse il più possibile uniforme sull'unghia, la padrona accese la TV e fece un po' di zapping fra i vari canali.
Per un lungo tempo non degnò della minima attenzione la serva genuflessa sul pavimento. Per lei Flavia era nulla, per Flavia lei era il cielo.
Con soddisfazione avvertì il pennellino che terminava di scivolare dolcemente sull'alluce per raggiungere la seconda e poi la terza unghia e così via, fino a terminare le dita del piede destro e ricominciare a contare dall'alluce del sinistro.
Flavia si stava dimostrando una schiavetta in gamba. Lavorava bene e con cura. Quando anche l'ultima unghia fu coperta dallo smalto rosso fuoco la ragazza fece un passo indietro.
-"Ecco, padrona"- disse -"Ho finito"-
L. abbassò lo sguardo ai propri piedi. Sollevò le nobili estremità per dare un'occhiata al lavoro svolto dalla schiavetta e notò con piacere che Flavia aveva lavorato con sufficiente precisione.
-"Bene. Credevo peggio, sai?"- disse L.
-"Grazie mille. Ce l'ho messa tutta"-
-"Ora ci sono le unghie delle mani"-
-"Si"-
-"Prendi il cuscino lì per terra e mettilo.anzi no, quello lascialo lì ai miei piedi, vanne a prendere un altro paio di là, poi portali qui e mettili di fianco a me, così io ci tengo le mani mentre tu smalti le unghie"-
Flavia obbedì.
Dipingere le unghie delle mani di L. fu un'operazione lunga ma gratificante. Con le braccia rilassate appoggiate sui braccioli della poltrona, le gambe elegantemente stese sul cuscino sul pavimento, il busto eretto ed il viso rivolto alla sua misera persona, a Flavia sembrò di star lavorando sulle unghie di una regina di cavalleresca memoria, di quelle per le quali i paladini sfidavano orchi e draghi.
Anche questa volta, durante tutta l'operazione di smaltatura, L. non gettò mai uno sguardo sulla serva.
-"Ho finito, padrona"-
L. sollevò prima l'una poi l'alta mano e valutò l'operato della ragazza, ancora in ginocchio ai suoi piedi.
-"Allora è vero, preferisci le unghie dei piedi a quelle delle mani. Le altre le hai fatte molto meglio"-
-"Mi.mi spiace"-
-"Bè, per questa volta passi. Comunque prima di vestirmi è necessario che il colore si asciughi ben bene"-
-"Si"-
-"Allora mettiti lì davanti a me, a quattro zampe come quando mi sono truccata"-
Flavia obbedì.
-"Sarai il mio poggiapiedi finché lo smalto non sarà ben asciutto. Dovrebbe farti piacere, in fondo tu adori le mie estremità, non è così?"-
-"Si, è vero. E la ringrazio per avermi considerata degna di essere il suo poggiapiedi"-
L. rise. Distese le gambe appoggiando i talloni sulla nuca della schiava e per una mezz'ora buona proseguì nella visione di un programma in TV. Rimase così fino alle sette. Allora la padrona si alzò ed andò in camera sua a vestirsi seguita dalla schiava, ovviamente, a quattro zampe.
-"Schiavetta, mentre indosso gli abiti per la festa, ti spiacerebbe dare una lucidatina alle mie scarpe? No, vero? Sono quelle lì, le ho lasciate nell'angolo per pulirle io stessa ma tu sei arrivata prima del tempo. Adesso tocca a te lucidarle, perché mi hai fatto perdere un sacco di tempo al trucco"-
-"Si, obbedisco"-
-"E non provarti a baciarle!"- esclamò L. -"E' un onore che dovrai meritare, quello. Lucidale e basta. Lì c'è il lucido e la spazzola. Fa alla svelta"-
-"Si, certo"-
-"Si certo, cosa?"-
-"Si, certo, padrona"-
-"Non ti scordare mai qual è il mio ed il tuo ruolo!"-
Flavia annuì. Si inginocchiò accanto alle scarpe della Dea dalle lunghe unghie e iniziò a spazzolarle, poi passò il lucido.
Erano delle belle décolleté aperte in punta che lasciavano scoperto quasi del tutto il piede ed avevano due laccetti che da calzate passavano attorno alla caviglia e si avvolgevano lungo il polpaccio. Flavia le ripulì con cura dalla polvere e spazzolò anche i lunghi tacchi a spillo e le suole. Provò il desiderio di baciarle ma la padrona la osservò per quasi tutto il tempo, mentre si vestiva. Ed anche senza la presenza di L. alle sue spalle, Flavia non si sarebbe mai azzardata a disobbedire ad un preciso ordine della sua Signora.
-"Hai finito di lucidare le mie scarpe?"- chiese ad un certo punto la padrona di casa.
-"Eccole qua, padrona"- disse Flavia -"Spero di aver fatto un buon lavoro"-
L. si avvicinò.
-"Fammi vedere"- prese le décolleté fra le mani -"Si, vanno abbastanza bene"-
Queste parole fecero molto piacere a Flavia.
-"Bene, voglio ricompensarti dell'aiuto che mi hai dato stasera. In fondo, per essere la prima volta non te la sei cavata affatto male"-
-"Grazie, pad"-
Non la lasciò terminare -"Ma ricorda che già dalla prossima volta ti chiederò di fare cose molto più complicate. Tu per esempio, sai come decorare le unghie?"-
-"No. Non l'ho mai fatto"-
-"Lo supponevo. Devi imparare. Prova da te, nei prossimi giorni. Quando ti chiamerò la prossima volta è probabile che ti ordinerò di farlo per me, e per allora dovrai essere una maestra nell'arte"-
-"Si, padrona"-
-"Comunque, quale premio ti piacerebbe ricevere dalla tua padrona?"-
Flavia arrossì e abbassò lo sguardo ai piedi della Dea dalle unghie lunghe.
-"Vorresti baciarmi i piedi?"- chiese maliziosamente L.
-"Si, Signora"-
-"Mmmm..è un regalo troppo generoso per quello che hai fatto. Tutt'al più posso permetterti di calzarmi le scarpe"-
-"Si, va bene"-
L. restituì le scarpe a Flavia e la serva le mise ai piedi della padrona.
-"Bene, io vado alla festa. Ci vediamo presto.ti chiamerò io"-
Flavia annuì. Era un po' sconsolata perché la serata dalla padrona era già giunta al termine e L. se ne accorse. Così, giunte alla soglia della porta di casa la Dea fermò la schiava e, facendo attenzione che non vi fosse anima viva in giro le disse -"Per questa volta voglio essere buona. Su, inginocchiati e baciami i piedi"-
Gli occhi di Flavia brillarono.
-"Davvero posso?"-
-"Si, ma fai presto. E' tardi"-
Flavia si gettò a terra, strisciò ai piedi della padrona ed iniziò a baciarle i piedi come se si trattasse davvero di una divinità. L. accettò il gesto per un po', poi sollevò una gamba e posò il piede sulla testa di Flavia che, passivamente, si fece calpestare senza fare una piega. Spinse il piede fino a schiacciare la faccia della schiava sul pavimento.
-"Basta!"- esclamò L. -"Non esagerare!"-
-"Scu.si."-
-"Ora devo andare. Tu torna a casa ed impara a fare quello che ti ho detto. Non hai molti giorni per imparare!"-
-"Allora."-
-"Si, ti chiamerò presto. Molto presto"-
Chiuse la porta alle sue spalle, sollevò il piede dalla testa della serva, ne scavalcò il corpo riverso al suolo e si avviò verso la festa. Non si voltò mai indietro a guardare la schiava. Flavia restò qualche altro secondo a terra, poi si alzò e se ne andò via a sua volta.
-"Grazie, padron L."- mormorò.

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