Talvolta la scrittura è l'esorcismo per un livello di comunicazione improbabile.
Rischioso se diretto. Retorico e da palcoscenico del ridicolo.
Talvolta la scrittura è testimonianza di vissuto.
Romanzo necessario e veicolo di emozioni.
Ma ciò riflette unicamente il mio di pensiero. Ed il motivo di questo racconto.
Tradito nelle passioni dal nick. Dall'ossessione di una somatica edipica che adoro.
Da scenari di morbido al femminile.
Talvolta la scrittura è uno spicchio d'anima. Incondizionata. Non pretestuosa.
Talvolta la scrittura è l'auspicio di una condivisione.
O un urlo di vita.
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NICOLE
Ciò che mi ha colpito di Nicole è la naturalezza.
La semplicità dei gesti. Delle parole.
Disinquinate da infrastrutture accademiche e coscienza di ruolo. Che pur ricopriva malgrado il recente adattamento all’Italia.
Quello sguardo di primavera.
Le sue mani. Il ventre. Le dita che frugano senza chiedere….
Finche' il respiro non si rompe.
Tradendo aspettative cercate:
Da quell’abito rosso. Di cotone finissimo. Troppo stretto per non dire la verità.
Generoso nel disegnare ventre sporgente e rotondo.
Seni enormi. Pesanti. Sollevati da bretelle esauste che si stampano sulle spalle. Capezzoli gonfi. A graffiare il vestito ed il mio sguardo.
Vita dolce e glutei imponenti. Incorniciati dal perizoma e sottolineati dalla violenza cromatica del tessuto: teso e quasi liso per la pretesa di fasciarne le forme. Cortissimo sulle cosce. Sui miei sensi. Per le mie mani. Malizioso e complice di uno sguardo profondo. Corvino. Sottolineato da capelli crespi e nerissimi sulla schiena. Da labbra cupe e carnose. Dalla carnagione olivastra e da portamento / gestualità che inondano la stanza di erotismo: intenso, solare, spontaneo e denso di latino-america.
Quando si alza dal divano mi perdo nel suo profilo. Solleva il vestito. Appoggia gli avambracci allo schienale. Ritta, in ginocchio su di me. Mi accarezza il volto col busto. Danza col bacino a sfiorarmi il pube.
Scopre i seni e mi immerge nel velluto: immenso oceano di tepore che tento inutilmente di afferrare con le mani. Nicole si appoggia alla mia bocca: non sento il peso ma l’impossibilità di muovermi. E la sua voglia di gioco.
I capezzoli - duri come noci – mi lasciano lo spazio per respirare. Ma continua. Si strofina. Incolla la mia faccia al busto. Alle poppe. Al ventre. Scivola sul volto con agilità felina. Ma non si fa braccare. Allargo la bocca, tento di rubare il suo sapore con la lingua ed intuisco l’ombelico. Devo morderlo per non soffocare. E per farla ritrarre.
Quando apro gli occhi è nuda. Orfana del rosso ma non del perizoma nerissimo che raggiungo. Mi stringe la mano fra le cosce: è fradicia. Calda. Il mio braccio è teso sul pube e le dita frugano strettissime.. fra quella morsa. Nicole mugola e ricomincia a danzare. Leggera. Come un’onda impetuosa. Guidandomi nel suo desiderio. Che diventa piacere, urlo liberatorio, rivolo fra le gambe, unghie … sul mio polso.
Non ho il tempo di afferrarla. O forse mi diverte il gioco. La sua interpretazione. E quell’insospettata determinazione. Stordito dalle forme. Dall’odore di lei. Dalla complicità del suo sguardo intenso.
Posso abbracciarla dai fianchi. Tentare di avvicinarla. Ma si gira. Offrendomi i glutei….
Ancora danza. Mani che stropicciano il ventre. Rapite dalle carni.
Natiche che affogano labbra e saliva.
Naso e bocca che scampaiono fra i perianali. Sfregando sul perizoma grondo di umori. Impossibile trattenerla. Sfuggirle. Emergere da quel delirio.
Imprigionato da movenze impossibili. Rinchiuso nel suo lombo-sacrale.
Sottratto dal refrigerio del suo piacere e condannato ad una tortura infinita. Probabilmente condivisa per come si distacca.
Col volto bagnato mi è difficile fissarla.
Silenzio….
Rotto dall’affanno dei respiri.
E da una tregua improbabile: si inginocchia fra le mie gambe. Avverto i seni sul pube e le dita che frugano tra pelle e camicia. Graffiano avide. Assetate.
Mi sbottona in un attimo. La sua bocca si tuffa sul petto. La lingua a disegnare il contorno dei capezzoli. A sfiorare…
Le labbra a fasciare. Succhiare. I denti a mordere.
Ha deciso di farmi impazzire: sa dove dirigere le attenzioni e quali tasti suonare.
Balla Nicole.
Muovendo il bacino mentre mi fa volare. Accarezzandomi col ventre, coi seni. Trascinandomi nell’abbandono al suo palato.
Non è un problema la cintura. Né ostacolo gli slip fradici di liquido seminale. Il pene libero è marmoreo. E la sua bocca uno shock elettrico.
Lo sforzo per trattenere mi risveglia dall’estasi. La voglio.
Mi allungo sul divano. Ho sete. Sete, SETE … Tanta sete.
Capisce ed asseconda.
Adoro il 69. E quei 95 Kg che non si sentono.
Ma debbo sollevare il capo col cuscino. O non arrivo a placare l’arsura.
Le sue cosce sono una sciarpa tiepida e liscia. Una seta rara. Che regala passioni e profumi umidi.
Le natiche immense. Impossibili da trattenere, abbracciare, imprigionare: due nuvole imprevedibili. Sospinte dal vento in tempesta.
Mordo quelle carni, succhio, penetro il suo corpo con la lingua. Col naso.
La sento fremere, urlare di piacere mentre i capelli mi frustano il pene. E’ un delirio parlato. Che sa d’oceano. Di Spagnolo antico. Di musica ed anima.
Devo afferrarle i fianchi con forza per domare il bacino. Per trovare un ritmo. Per spingermi più su. E stavolta mi segue.
Il clitoride è gonfio e durissimo. Dolce da martoriare con le labbra. Da trattenere per attimi interminabili. Da rilasciare alla lingua. Ai sussulti. A parole mozzate. Ai pugni sul divano.
Le narici scompaiono nella vagina. Inondate di lei.
Le dita disegnano l’ano. E il mio bisogno di frugare tra quello spartito. La penetro delicatamente. E quell’urlo non è di fastidio.
Imprigiono il clito mentre le mani si dividono per riempirla.
Fino al piacere. Immenso, violento. Un fiume in piena che mi scorre sul collo. E che la fa cadere esausta fra le mie gambe.
La specchiera del bagno è sufficientemente generosa per accogliere entrambi. Adoro abbracciarla da dietro. Ascoltare la pelle. Sollevare il seno per incontrarla sui capezzoli.
Mi mostra con soddisfazione la sacca in pvc che avevo chiesto. L’adattatore e qualche altro gadget.
Raccoglie ogni cosa, un telo doccia e quello sguardo diritto.
Predispongo il divano e due sedie ai piedi del bracciolo soffice ed appena accennato. Un cuscino all’estremità ed il telo a coprire.
Nicole è sui fornelli. Splendida ed armoniosa. Sicura nei movimenti mentre controlla l’acqua d’infusione. Mi avvicino e scorro con le mani alle sue. Sollevando le braccia fino alle maniglie dei pensili.
Devo allargare le natiche per arrivare al buchino. Per pungerla con la punta della lingua.
Per farla inarcare, mugolare.
Voglio ancora il suo sapore. E a stento risalgo le cosce per cercarlo con le dita. Risponde subito. Bagnandomi fino al polso.
E’ splendida. Col ventre morbido che accarezza il piano cucina. Mani appese e gambe semiaperte. Lucide di piacere fresco e saliva. Ansimante quando cerca la mia bocca. Ed impaziente….
Il liquido è pronto con un pizzico di bicarbonato. E’ sufficiente immergere la pentola nell’acqua fredda del lavabo per abbassare la temperatura.
Nicole si avvicina al divano e mi offre i seni. Non potrei rifiutare e mi riempio il palato di velluto.
La stendo sul divano. Talloni appoggiati alle sedie. Bacino comodo sul cuscino.
E ancora seni. Enormi, pesanti e dolci. Calamite di fantasia. Lavati dalla lingua e dalla passione. Fino al gioco.
A quei gadget.. Alle ventose di suzione che imprigionano capezzoli e fiato. In un bacio infinito. Stretto dalle sue mani che stropicciano. Impazzite di desiderio.
Travaso l’emulsione nella sacca e fisso l’adattatore alla cannula. Appendo il tutto alla sedia e mi rituffo nella vagina. E’ fradicia. Ed il piacere cola fino all’ano.
La penetro delicatamente per l’infusione. Mi risponde con un sussulto.
In inginocchio. Fra le sue cosce a cercare il clito. Sfregando lingua e labbra su quel paradiso.
La cannula scorre avanti/indietro. Rilasciando calore e volume. Le dita profonde nel suo corpo. Con pressione cadenzata alla regione vescicale.
Nicole è in delirio. Stringe seni e cuscino quasi a strapparli. Si inarca mentre il liquido conquista il suo corpo. E’ tesa. Coi muscoli allo spasimo…..
L’esplosione è intensa ed il piacere che sgorga interminabile. Per la mia sete; per il petto che strofina sulla vagina….
Sfilo l’adattatore e rimuovo le ventose.
Lei è persa. Abbandonata nel torpore. Immobile fra sapori e cuscini.
La risveglio con una carezza al ventre. Un bacio.
E ancora pelle.
La sua bocca si schiude e cerca i miei capezzoli. Non so né potrei negare a nessuna quella pretesa ….
Seduto.
Con le dita sul petto ed il pene che scompare fra le sue labbra.
Sto per scoppiare e lo sente … Ma evita di accelerare il mio piacere.
Si ritrae lentamente.
E torna su di me.
Abbracciandomi coi seni. Danzando sul pube.
Non potrei sopportare a lungo quel rimando…. Ma lascio fare.
Nicole inarca la schiena. Allarga le natiche e guida il pene con le dita. Verso l’ano.
Resto immobile. Col fiato rotto mentre siede lentamente.
Immerso nel suo corpo. Nel vortice di uno sguardo da cielo terso. Stretto fra ventre e seni.
Ricomincia a ballare.
Rendendo rumore le parole. E carezza i sensi.
Abbracciata ad un passo di vento. Lieve e discreto. Fino a sfiorarmi l’anima.
Libera. Libero.
Da noi. Dalle mani. Da quella stanza.
Insieme e distanti da ciò che siamo; dai maquillage di scena. Dal bisogno di imprigionare attimi da foto ricordo.
Insieme. Ad aspettare il piacere. E ciò che null’altro se non il silenzio potrebbe tradire.
Non so quant’è durato. Né se sia importante descrivere un seguito.
Ma talvolta in primavera mi soffermo a guardare il cielo. E se chiudo gli occhi ho ancora la sensazione di quel passo di vento.
Della sua danza.
Dei suoi profumi.
Sorrido …. Accarezzando un piccolo segno di vita. E mando un bacio ad ovest.
Adiòs Nicole, guìdate……
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Mia moglie confessa finalmente
Allora,non so da che parte cominciare, c'è tanta carne al fuoco.Siamo una coppia di 47 e 46 anni, insieme da sempre, sposati e con un figlio.Come succede a tutte le coppie prima o poi, anche noi dopo tanti anni abbiamo subito un calo di desiderio reciproco dovuto alla routine,alla monotonia e ai problemi quotidiani che ti assorbono tutte le energie.In questi ultimi anni per cercare di venirne fuori e ritrovare la nostra intesa ho cercato di capire quali erano le sue fantasie e cosa la faceva eccitare avvicinandomi anche alle tematiche cuckold per cercare di coinvolgerla.Naturalmente il pensare a lei mentre veniva presa da un'altro mi eccitava parecchio e anche lei mentre scopavamo e le raccontavo le mie fantasie godeva da matti.Purtroppo al di fuori dell'atto sessuale di questi discorsi si parlava poco e anche se poi sono riuscito a farle promettere che avremmo realizzato qualcuna di queste fantasie, in concreto successe ben poco.Sentivo che c'era qualcosa che la bloccava ma in cuor mio speravo si sbloccasse lavorondola ai fianchi con continui imput.Invece qualche giorno fà è successo quello che non mi aspettavo più anche se lo sapevo senza certezza.Partiamo dalla confessione, come spesso accade le stavo scrivendo qualche porcata su whatsapp, le solite cose, quanto sei porca, chissà se con un'altro cazzo lo saresti di piu ecc..Ad un certo punto il fulmine a ciel sereno, mi scrive: "comunque posso dirti che uno stretto lungo l'ho gia preso, scusami", potete immaginare come mi sono sentito, un conto è saperlo senza prove, un'altro è sentirselo confessare cosi candidamente.Stranamente non mi è montata la rabbia, anzi il mio cazzo si è svegliato in un attimo e lo ho risposto "cioè?".E lei: "in quel periodo ho scopato con uno, al motel,mi sono sempre sentita in colpa a tal punto che non sono piu riuscita".Io: "con chi, troia, lo sapevo, devi raccontarmi tutto".Lei: "questa sera ma giura che mi perdoni".io: "mi stai facendo eccitare come un porco e ti perdono solo se lo rifarai per me e con me".Lei:"si, forse ora si".Io:"non stò nella pelle, voglio sapere tutto, non vedo l'ora".Lei: "ok, scusami mi sento una merda perchè dovevo dirtelo prima, anche se sono certa che lo avevi già capito".Io:"lo avevo già capito ma non avevo la certezza, l'importante e che finalmente ti sei liberata da questo peso, ora cominciamo a vivere".Come potete immaginare aspettavo trepidante che tornasse dal lavoro, appena entrata mi abbraccia con le lacrime agli occhi chiedendomi scusa e sedendosi sul divano inizia a raccontarmi la storia.Ha conosciuto quest'uomo su una chat come semplice amicizia e parla oggi, parla domani, si sono scambiati il numero di cell. e sono entrati sempre più in confidenza sfogandosi a vicenda e raccontandosi ognuno le proprie storie e i propri problemi, lui separato con due figli e lei che in quel periodo non andava d'accordo con me.Questo rapporto mi ha detto che è durato 5 o 6 mesi finchè un giorno lui le disse che voleva incontrarla e lei accetto.Lui era di Torino e una sera si incontrarono, andarono a mangiare e parlarono molto, si creò una bella sintonia e decisero di rivedersi ancora.La seconda volta, vista la lontananza decise di prendere una camera in albergo per non dover fare la strada di ritorno la notte, lei si fermò in pezzeria, prese due pizze e mangiarono in camera sul letto.Dopo mangiato iniziarono a baciarsi e toccarsi, lui la leccò e la masturbò facendola godere molto e lei fece altrettanto, un bel pompino, aveva un cazzo stretto di diametro ma molto lungo e mi ha confessato che aveva un buon sapore e le è piaciuto molto.Arrivati al culmine dell'eccitazione lui le ha chiesto di poterla scopare, lei era bagnatissima e ne aveva una gran voglia ma non avevano i preservativi e non se l'è sentita(non prendeva la pillola).Allora giusto per farlo comunque godere si è dedicata al suo cazzo con la bocca facendolo impazzire fino a farlo godere, lui stava per veniree continuava dirglielo pensando di toglierlo dalla sua bocca ma lei non lo ascoltò e lo fece sborrare in bocca continuando a pomparlo finchè non uscì l'ultima goccia.Aveva la bocca piena di sborra di uno che non era suo marito ed era eccitata come la più grande delle troie, lui era in estasi e le disse che non aveva mai goduto in questo modo fantastico.Per quella sera finì così ma naturalmente non la storia.Si incontrarono ancora una volta, stessa procedura, cena e poi a letto, mi ha raccontato che era in accappatoio, lo aprì e lui era già eccitato, lei si tuffò sul cazzo e inizio a spompinarlo, lui la spogliò e la leccò per bene infilandole qualche dito nella figa fradicia.E fu così che arrivò il momento, mise il preservativo e la penetrò, mi ha detto che non capiva più nulla, era in estasi, quel cazzo sguazzava nei suoi umori, lo sentiva entrare e uscire in tutta la lunghezza e si sentiva troia ma libera, l'unico problema è che era troppo lungo e quando le sbatteva in fondo le faceva male.La prese in diverse posizioni e alla fine lei volle cavalcarlo, è la sua posizione preferita, ma mi ha detto che non riuscì a prenderlo tutto per via del dolore ma che ebbe un orgasmo da paura.Lo fecero per tre volte quella sera e godette come mai aveva goduto, purtroppo come spesso succede lui si innamorò e lei invece si riempì la testa di sensi di colpa e decise di interrompere la relazione.Questo è quanto, ora ditemi,cosa pensate ora della mia signora?Ora sembra più serena e anche se non ci siamo ancora arrivati la vedo molto decisa e più complice nel voler realizzare le mie fantasie, speriamo presto.
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11 years ago
pillinca,
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per le donne di sexylombardia
petali di rosa. Passa il vento e vi solleva o petali di rosa che a terra vi adagiate come ali di farfalle stanche mentre il giallo diseccato dei pistilli resta inerme a guardare le rosse bianche spoglie che in volo verso l'alto più non san tornare. Ma l'uccellino dalla nota lieve canta ed esulta sù quel caldo candido tappeto di petali di rosa. Eh! la vita eterno effluvio di gioia nella sua breve fragilità. un bacio a tutte Valerio1000
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17 years ago
valerio,
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