Parte 7 - La monta ferina
"Da quanto fa sesso in questo modo?"
"Con animali? È la prima volta, ma Laura fa sesso fuori dalle regole comuni da un paio di anni, ha cominciato tardi rispetto a te, ricordi? Tu eri giovanissima, mentre Lei ha iniziato con il suo primo amante quando era già sposata, e sposata bene, come si dice, con una figlia, una vita agiata, anzi lussuosa, ma il caso le fece conoscere Franco, un rampollo vizioso di una famiglia importante come la sua, con il marito il sesso era stato sempre normale, canonico, lei desiderava qualcosa di diverso, ma non lo sapeva né capire né esprimere. Franco la sedusse poco a poco descrivendole, proponendole e facendole alla fine vivere esperienze diverse, piccole ed eccitanti trasgressioni. Laura si adeguò facilmente ai sui desideri, erano diversi da quelli che pensava nascosti in un'avventura, ma scoprì subito che quei desideri erano anche suoi. La relazione tra loro viene scoperta quasi subito e quando Laura venne espulsa dalla famiglia le restarono solo l'amante ed il sesso, e in questo si gett
ò senza più remore, non aveva più niente da perdere. Da subito si prestò a scambi con altre coppie, a visite a privé, poi è lei ad accelerare e a cercare situazioni sordide, orge sempre più numerose; ora vive con me, il suo amante non si è più sentito di seguirne gli impulsi, e io l'ho portata più giù verso pratiche masochiste. L'ho consigliata, convinta a prostituirsi senza che ne avesse alcun bisogno, lo ha fatto e ne ha goduto, poi l'ho indotta, con l'aiuto di Angela, ad offrirsi come latrina e farsi cesso, ora si da alle bestie e poi? Da Angela ha sentito parlare di Piccolo Inferno, vuole esservi introdotta, lo vede come un atto definitivo, un modo per uscire dal gioco in cui è entrata, uscirne o esserne definitivamente distrutta. Ho aiutato il suo esibizionismo a crescere, il suo masochismo a manifestarsi e come vedi, ora sembra non esercitare più alcun controllo, ma non è esatto, controlla è vive pienamente tutto, ma lascia che siano le sue pulsioni a guidarla, senza mettere al
cun freno razionale"
Rimango qualche istante in silenzio a guardare Laura, la lascio guardare alla mia interlocutrice, è in mezzo alla stanza, sotto gli occhi di molti uomini vistosamente eccitati, sta baciando un grosso cane, il viso e il seno sono lucidi, imbrattati dalla bava che cola abbondante dalla lingua della bestia, gioca con il cane, si fa leccare, si fa leccare su tutto il corpo, inarcandolo quando serve per offrirlo meglio, si porta la grossa testa davanti al sesso, la bestia continua a lappare. Laura dopo qualche istante si scuote e cade preda di un orgasmo che non trattiene ma evidenzia, dichiara, gode. Quando si placa è lei a leccare famelica la bestia, a leccala sul sesso, lo succhia, lo prende in bocca, se ne mostra ingorda, prima ha scopato con un Labrador, le è stato evidentemente difficile, non intuiva i suoi ritmi e i suoi movimenti, non riusciva a tenerlo dentro che per pochi istanti; ora con il grosso meticcio, forse un incrocio tra un Alano ed un Mastino, sembra più a suo agio o f
orse, come dice spesso, è la prima volta ad essere difficile, poi rotto un altro tabù tutto diventa semplice e fattibile. Anche il movimento, il ritmo che deve assumere per agevolare il nuovo anomalo amante, la nuova perversione, le diventa più facile: finalmente può goderne e lo fa apertamente con orgogliosa esibizione di ogni movimento, di ogni suono, dalla stanza accanto si sentono latrati di altri cani, forse litigano tra loro o forse sentono semplicemente l'odore di una femmina in calore, non so con quanti vorrà accoppiarsi, non lo so, e neanche mi interessa, mi interessa il fatto in se stesso molto meno del suo concreto svolgimento, quello interessa al pubblico che assiste, che come lei ha superato il primo impatto, la vergogna di essere li, di esservi di nascosto, di eccitarsi allo spettacolo osceno, ora anche il pubblico ha lasciato ogni ritegno e rumoreggia, pretende, incita la bestia, incita Laura suggerendole cosa fare, come farsi montare, che posizioni prendere, le urlano
di farsi inculare, di riprendere il cazzo dell'animale in bocca di berne la sborra, qualcuno urla di portarle un cavallo, per vedere se riesce a farsi fottere anche da quello.
Laura guarda un attimo verso l'uomo che ha gridato:
"Tu trovamelo, che a farmi fottere penserò io"
"È sempre così sfrontata, e arrogante?"
"Quando fa questo sesso, non può non esserlo e il suo modo di caricarsi, di imporsi quello che una parte di lei implora di non fare, anche quando viene frustata, provoca, incita a farle più male, ha fretta di arrivare al fondo della sua caduta nella speranza di uscirne in un modo o nell'altro, e tu Margherita? Non pensavo di rivederti, sopratutto di rivederti come donna di Frolo"
"Tu eri sparito, ed io per esistere devo essere di qualcuno"
"Potevi darti ad Arrighi, magari ad suo assistente, ma perché proprio a Frolo"
"Mi sono ripresa da un incontro con gente come questa, quando sei li non sei niente solo vagina e culo, senti, percepisci, godi non sei e non puoi essere altro, gli atri si rivestivano, parlavano, ridevano, tu non c'eri, eri sparito, scomparso, c'era Frolo, come al solito stava mangiando, non so neanche cosa, mi ha chiesto se volevo essere libera o essere sua, ho scelto, tutto qui, non cercare di capire perché mi sono fatta schiava di uno degli esseri più luridi del pianeta, sono sua e basta"
"Ti fa lavorare molto?"
"Abbastanza, faccio la Puttana tutti i giorni, ma quello che mi viene fatto a Piccolo Inferno lo sai è altra cosa, tra una sezione e l'altra devo rispettare lunghi riposi, non tutte le ferite rimarginano facilmente, allora Frolo, mi manda a controllare le donne e gli uomini che gli vengono proposti per quel posto"
"Laura ti sembra adatta?"
"Con queste bestie è stupenda, ma a Frolo interessa soprattutto come sa soffrire, sa soffrire la tua donna?"
"Non è mia, ma sa soffrire come e forse più di te"
"Per me basterebbe la tua parola, ma dovrò egualmente esaminarla, Frolo mi ha detto di farlo"
"Puoi farlo qui, quando avrà finito"
"Ok"
"E allora questa sera, ma ora, ora mi piacerebbe stare con te"
"Frolo lo aveva previsto ma dovrai pagare come gli altri, ti spiace?"
"no, non mi dispiace"
"Posso fare all'amore con te, e anche godere di te, quasi sempre quando Frolo mi offre ai clienti, mi proibisce l'orgasmo, non so come ci riesca ma qualcosa mi si chiude dentro e mi impedisce di godere anche sotto gli stimoli più forti"
"Frolo, Frolo talvolta vorrei essere come lui, non sente colpe non sente rimorsi, ma questa volta a quanto pare devo ringraziarlo, andiamo avanti a casa, non abbiamo molto tempo"
"E lei?"
"Lascio detto a qualcuno che me la riporti quando avranno finito"
Laura mi guarda mentre parlo ad Andrea l'unico che mi sembra ancora lucido, mi guarda, ma forse neanche mi vede, né mi sente, il cane le è sopra e la sta pompando freneticamente.
Parte 8 - L'amante ritrovata
È possibile fare all'amore con una donna quando si vive come vivo io, quando si è quello che sono? Razionalmente dico di no, è come cercare di gustare un bicchiere di vino bianco, dopo aver bevuto della Vodka, il gusto dovrebbe essere troppo alterato, ma credo di aver egualmente fatto all'amore con Margherita, di averlo fatto a lungo con dolcezza con attenzione, ma ritorno presto quello che sono, il sentimento è inevitabile, parte di me, come le mie pulsioni malsane, mi pesa ma non riesco a staccarmelo di dosso, devo metterlo in un angolo ora può essere solo muto e attonito spettatore di quello che faccio a chi amo.
Si l'ho amata quando l'ho conosciuta e qualche parte di me l'ama ancora, ma ora guardo affascinato i Ferri, i Ferri che le ho imposto quando era Mia, grossi anelli, pesanti e cattivi, ferri che hanno deformato, come era nelle mie intenzioni, il suo sesso in modo osceno e irreversibile, come irreversibili sono i disegni incisi a caldo sulla sua pelle, alcuni miei, ma altri sono stati aggiunti, sulle natiche, dietro al collo, sulle piante dei piedi, Margherita docile come sempre, mi mostra i segni vecchi e i segni nuovi, e anche i segni frusta, sono freschi, profondi, ma non dovrebbero lasciarle cicatrici, l'ho amata ed ora devo imporle il mio dolore, lo sapeva come lo sapevo io, questi sono i nostri rapporti, non ne possiamo avere altri, normali, le lego i seni, li avvolgo con spire di corda di canapa, li stringo fino a far loro cambiare il colore, sento la porta aprirsi, Laura entra, guarda me, guarda Margherita, non la saluto, non la degno di uno sguardo, ho altro a cui pensare, pr
endo dei grossi pesi e altra corda da un cassettone.
Ma Laura vuole, esige al mia attenzione
"Me li sono fatti tutti, cani e uomini, ma non li ho contati, tu sai quanti erano?"
"I cani o gli uomini?"
"Non fa differenza, in figa o in culo non li distinguevo più, solo in bocca era diverso, molto diverso, succhiare il cazzo di un cane ti spacca il cervello, qualcosa che ho dentro, urlava, mi urla sempre di fermarmi, ma oggi gridava più forte, ma più forte gridava, più mi riempivo la bocca "
"Comunque i cani erano cinque e gli uomini venti, ma forse l'unica differenza tra loro e che i primi non hanno pagato"
"Chi è lei?"
"Si chiama Margherita, una volta era Mia, ora è di chi controlla il posto dove hai chiesto di andare"
Laura guarda, tocca circospetta la donna a lei sconosciuta, è affascinata dal suo corpo, ne scruta ogni angolo, si sofferma dove è segnato, dove è marchiato, dove è stato forato, dove è stato inciso
"Non credevo potesse esistere una donna marchiata in questo modo, il su sesso è orribile, deforme, ma non riesco a non guardarlo e a non trovarlo magnifico"
mentre guarda, aggancio i pesi agli anelli senza quasi più badare alla sua presenza, li metto nelle mani di Margherita dovrà essere lei a lasciarli cadere per tutta la lunghezza delle loro catenelle, Margherita trattiene il respiro, conosce benissimo il dolore che si sta per dare, cerca un mio cenno di assenso, un mio via, qualcosa a cui appellarsi per non essere lei stessa responsabile di quel dolore, io mi limito invece a svolgere con cura le corde che ho nelle mani, Margherita allarga leggermente le gambe e lascia cadere i pesi, urla, urla non può non farlo, le labbra del sesso si allungano ancora, i pesi battono, oscillano, Laura si appoggia ad un tavolo, sembra impaurita.
"Deve fare un male tremendo"
Margherita la guarda e per la prima volta le rivolge la parola
"meno di quando ti inchiodano la lingua ad uno scalino di legno"
"Ti è stato fatto?"
"si molto tempo fa, ma mi è stato detto che presto dovrò farlo ancora"
"lascerai che li facciano?"
"non ho scelta, ho rinunciato ad averla"
Le due donne si fronteggiano, si confrontano, io le ascolto ma intanto aggancio la corda ai seni di Margherita, voglio appenderla, e frustarla, ma in questa stanza non ci sono ganci predisposti, uso la corda come un guinzaglio e trascino Margherita dietro di me, lei mi segue, sento il rumore dei pesi che battono tra loro, camminare le deve essere estremamente difficile, ma non è la prima volta che la trascino in quel modo e certamente altri lo hanno fatto dopo di me, esco sulle scale, sono all'ultimo piano ma mentre saliamo verso la soffitta, mi rendo conto che dalle finestre senza scuri e senza tende possiamo essere visti, le scale sono buie e sporche coperte di polvere e calcinacci, nessuno le usa più da anni, costringo Margherita a farle in ginocchio in modo da renderla meno visibile, Laura è ancora vestita, ci segue camminando normalmente, raggiungiamo la soffitta, ne chiudo a fatica gli scuri mezzo scardinati, per fortuna c'è ancora la luce, quattro lampadine nude, scoperte, pie
ne ragnatele.
"Intendi appenderla per i seni"
Mi indica il paranco che pende da una trave verso cui sto portando Margherita.
"Si può fare?"
"Bastano seni sviluppati, basta essere pazzi e malati, basta volerlo fare, e poi corda, e un gancio solido come questo"
Laura mi guarda con occhi impazziti, si sta spogliando, vedo che ha il corpo coperto di graffi:
"I CANI, i cani non si erano tagliati le unghie, hai corda anche per me?"
Le getto quella che mi era servita per trascinare Margherita,
"Dovrebbe bastarti"
Si avvicina, studia il modo con cui ho legato Margherita,
"Forse posso farlo da sola"
Si avvolge le spire di corda attorno ai seni, mentre sollevo piano Margherita con il paranco osservo il suo lavoro
"Devi stringere di più altrimenti ti scivoleranno fuori e potrebbe essere peggio"
Stringe con più forza, stringe i denti e tira le corde al massimo mi chiede aiuto solo per fare l'ultimo nodo, Margherita poggia ancora le punte dei piedi a terra, do un scatto al paranco e la sollevo definitivamente, poi altri ancora fino ad alzarla di una ventina di centimetri dal pavimento, Margherita gira lentamente su se stessa, tiene braccia e gambe leggermente allargate, forse una posa che ha imparato, per ridurre al minimo il movimento ed il dolore, le do una spinta facendola oscillare e ruotare su se stessa, dalla bocca le esce un lamento, la spingo ancora, il lamento si fa più forte, un fiotto abbondante di urina, le esce dalla figa, le bagna l'interno delle cosce.
"Succede sempre?"
"Cosa?"
"Di pisciarsi addosso"
"Non sempre e non a tutte, ma a Margherita è da tempo proibita ogni forma di dignità, e quando viene usata non deve trattenere nessuna delle manifestazioni che il suo corpo produce"
"Per quanto si può rimanere appese a quel modo?"
"Non lo so ora comunque tocca a te"
"Non ci sono altri paranchi"
"Non è indispensabile"
Cerco altra corda, ma trovo solo un pezzo di catena ed un gancio arrugginito, fisso la catena ad un chiodo solido sulla stessa trave a cui è appeso il paranco, la catena è abbastanza lunga per arrivare all'altezza dei seni di Laura uso il gancio per unire la catena ai nodi
"Dovrai arrangiarti da sola"
"Come?"
"Alzando i piedi"
Laura prova, prima stacca ne stacca da terra uno, poi tenta con l'altro, ma il suo cervello le intima di fermarsi, i centri del dolore entrano in funzione bloccandole il movimento.
"non ci riesco"
"FALLO!"
Prova ancora ma senza riuscirci, ha gli occhi spalancati, pieni di pazzia e di lacrime, ma continua a tentare,
"ALZA QUEI CAZZO DI PIEDI!"
Laura manda un urlo bestiale e poi con un movimento solo alza i piedi ripiegando le gambe, si ferma un attimo e poi si afferra saldamente le caviglie con le mani, ruota su di se, mi passa davanti la bocca spalancata perde saliva, i seni si deformano orribilmente, mi levo la cinghia dei pantaloni e inizio a colpirla, lei urla, soffia, ma continua a tenersi le caviglie, la colpisco sui seni, mi incita, colpisco anche Margherita, che però non fiata, è impegnata a gestire il dolore, sa che può durare a lungo.
"Una come lei a Piccolo Inferno può essere anche ammazzata, è troppo aggressiva, troppo padrona di se stessa, io mi faccio vittima, e questo mi difende, lei no lei resta una donna e questo è troppo pericoloso"
Sono passate alcune ore siamo ritornati nell'appartamento, le due donne si sono ricomposte, parlano poco tra loro, sembrano volermi usare come tramite per il loro dialogo
"Sa cosa l'aspetta?"
"Immagina, ma non immagina tutto"
"Devo dirgli quello che hai convenuto con Frolo"
"Credo le sia dovuto"
Margherita si pone davanti a Laura la guarda negli occhi e parla
"Piccolo Inferno è un club per pervertiti allo stato puro, anche se la parola club non gli si adatta, ma non riesco a trovarne altre, fisicamente è una fossa molto profonda ricavata dentro capannone industriale, quando non viene usato la fossa viene ricoperta da un finto pavimento ed il capannone torna ad essere un normale magazzino, quando vi entrerai ti colpirà soprattutto l'odore, il pavimento è di terra battuta, ma è ormai così compressa da sembrare cemento, la fossa è rotonda anche se il cerchio non è proprio perfetto e tende all'ovale, la parete della fossa è alta circa due metri, composta da tavole rozze, grosse come traversine della ferrovia, tenute assieme da fasce di ferro e bulloni, sopra dove la fossa si allarga c'è il pubblico, di solito un centinaio tra uomini e donne, alcune sono Prostitute che girano ha soddisfare gli uomini, ma alcune sono li per il proprio piacere, come ti dicevo ti colpirà l'odore, la terra e il legno sono ormai impregnati del nostro sudore del nos
tro sangue, di urina e di merda, come diceva Paolo prima non ci è concesso il controllo delle nostre funzioni, noi dobbiamo lasciare il nostro corpo senza alcun controllo"
"Voi chi?"
"Noi Vittime, Vittime prescelte, Vittime volontarie, io, il mio amico Nanu; Lisa, Anna, ora anche Angela e pochi altri, non siamo più di venti ad entrarvi con quel ruolo, anche i carnefici sono pochi, solo il pubblico è numeroso, ma loro sono in alto nell'ombra di loro sento solo le voci, e l'odore la paura di essere come noi, l'eccitazione di poter esser carnefici"
"Cosa vi fanno li dentro"
"Ti dirò quello che sarà fatto a te se deciderai di entrare. Il prossimo incontro è previsto tra dieci giorni. Se entrerai, entrerai per ultima come sempre quando una vittima è nuova, oltre agli odori che ti dicevo, sentirai anche quello di carne bruciata, Angela ha chiesto di essere marchiata, il marchio di Piccolo Inferno le verrà impresso sui palmi di entrambe le mani "
"Mi sembra di impazzire, parli di cose folli come se descrivessi un noioso incontro letterario, se non ti vedessi se non vedessi come è stato ridotto il tuo corpo, non crederei a niente"
"e quanti crederebbero a quello che hai fatto poche ore fa con uomini e cani, e quanti crederebbero ai tuoi seni e ai miei usati per appenderci? Chiudi gli occhi se vuoi questo incubo potrà sparire"
"Non voglio chiuderli, non posso, non ancora"
"E allora ascoltami, tutto questo accadrà solo se tu lo vorrai"
"Va bene continua"
"Troverai Angela legata a terra con le braccia spalancate, i polsi ed ogni dito legati stretti,immobilizzati ad un'asse di legno, ti porteranno vicino perché tu possa vedere bene il marchio "
"Tu ci sarai?"
"Io sarò in ginocchio, con le mani legate dietro alla schiena, e. e la lingua inchiodata ad un tagliere da macellaio"
"Non hai paura?"
"Ho paura del dolore, dei danni che subisco ogni volta che mi portano lì dentro, ma mi sono data ad un padrone e non lo voglio deludere, non deluderò lui come non ho mai deluso chi lo ha preceduto"
"Cosa mi verrà fatto, io non voglio né essere marchiata né essere ferrata"
"A te e concesso ancora di scegliere, puoi rifiutarti, per questo ti sto raccontando quello che accadrà, sarai legata ad un palo e frustata, molto forte con fruste di cuoio intrecciato, ti spaccheranno la pelle, ti getteranno a terra e pisceranno sulle tue ferite, ti fotteranno figa e culo con i falli mostruosi"
"Tutto qui?"
Laura è impaurita ed eccitata allo stesso tempo, non riesce ad esimersi dal provocare Margherita, si tocca si apre il sesso si masturba
"No, lo sai che non è tutto qui, i carnefici ti fotteranno a turno, racconterò al mio Padrone quello che ho visto oggi, ti farà fottere dal suo cane, qualcuno di noi durante le torture avrà perso dello sterco, ti verrà fatto mangiare, quello che non riuscirai ad ingoiare ti sarà spalmato addosso, noi, le altre vittime intanto verremmo liberate, resterai sola in mezzo all'arena, ferita, sporca, lurida, qualcuno dal pubblico scenderà per guardarti da vicino, di solito quando lo fanno si tengono un fazzoletto davanti al naso, per difendersi dall'odore, ti insulteranno, qualcuno i più coraggiosi ti sputerà addosso, poca casa pensi tu, ma quando sei al limite un niente può farti crollare"
"Non basta, tutto questo non basta"
"Va bene sei tu a chiederlo, si farà silenzio credo, il pubblico capisce sempre quando arriva la fine, ti indicheranno di andare verso la parete di traversine, dovrai andarci da sola, credi i tuoi piedi saranno piombo, ti verrà detto di appoggiarvisi di schiena e di allargare le braccia a croce, allora ti mostreranno i chiodi, e sarai tu allora a dire SI o NO, è un supplizio che viene fatto di rado, io non l'ho ancora subito"
Nella stanza è calato il silenzio anche i rumori esterni sembrano scomparsi.
"SIIII"
L'urlo è forte disperato e forte, seguono colpi sordi e altre urla, mi allontano sudo, sudo copiosamente ho gli occhi pieni di sale, la vedo male, offuscata, tutto si muove rallentato, china la testa, sembra svenire, la rialza, muove le labbra, mi avvicino, mormora qualcosa.
"Finiscimi"
EPILOGO
E l'ora della ricreazione, la bidella chiama Cecilia, la porta in una stanza.
"Mamma?"
"Mi riconosci?"
"Si, ma Papà aveva detto che eri partita e che non saresti tornata"
"E invece sono tornata, ma potrò vederti solo di nascosto, nessuno deve saperlo, sei capace di mantenere un segreto?, altrimenti se racconti di avermi visto non potrò più venire"
"Va bene, ma Giulia la bidella?"
"Giulia è un'amica, manterrà il segreto"
Hanno poco tempo parlano si abbracciano si coccolano
"Mamma perché non ti togli i guanti?"
"Non posso devo portarli, ho avuto un piccolo incidente"
"Ti ha fatto molto male?"
"È passato, si è passato"
FINE
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Mia moglie confessa finalmente
Allora,non so da che parte cominciare, c'è tanta carne al fuoco.Siamo una coppia di 47 e 46 anni, insieme da sempre, sposati e con un figlio.Come succede a tutte le coppie prima o poi, anche noi dopo tanti anni abbiamo subito un calo di desiderio reciproco dovuto alla routine,alla monotonia e ai problemi quotidiani che ti assorbono tutte le energie.In questi ultimi anni per cercare di venirne fuori e ritrovare la nostra intesa ho cercato di capire quali erano le sue fantasie e cosa la faceva eccitare avvicinandomi anche alle tematiche cuckold per cercare di coinvolgerla.Naturalmente il pensare a lei mentre veniva presa da un'altro mi eccitava parecchio e anche lei mentre scopavamo e le raccontavo le mie fantasie godeva da matti.Purtroppo al di fuori dell'atto sessuale di questi discorsi si parlava poco e anche se poi sono riuscito a farle promettere che avremmo realizzato qualcuna di queste fantasie, in concreto successe ben poco.Sentivo che c'era qualcosa che la bloccava ma in cuor mio speravo si sbloccasse lavorondola ai fianchi con continui imput.Invece qualche giorno fà è successo quello che non mi aspettavo più anche se lo sapevo senza certezza.Partiamo dalla confessione, come spesso accade le stavo scrivendo qualche porcata su whatsapp, le solite cose, quanto sei porca, chissà se con un'altro cazzo lo saresti di piu ecc..Ad un certo punto il fulmine a ciel sereno, mi scrive: "comunque posso dirti che uno stretto lungo l'ho gia preso, scusami", potete immaginare come mi sono sentito, un conto è saperlo senza prove, un'altro è sentirselo confessare cosi candidamente.Stranamente non mi è montata la rabbia, anzi il mio cazzo si è svegliato in un attimo e lo ho risposto "cioè?".E lei: "in quel periodo ho scopato con uno, al motel,mi sono sempre sentita in colpa a tal punto che non sono piu riuscita".Io: "con chi, troia, lo sapevo, devi raccontarmi tutto".Lei: "questa sera ma giura che mi perdoni".io: "mi stai facendo eccitare come un porco e ti perdono solo se lo rifarai per me e con me".Lei:"si, forse ora si".Io:"non stò nella pelle, voglio sapere tutto, non vedo l'ora".Lei: "ok, scusami mi sento una merda perchè dovevo dirtelo prima, anche se sono certa che lo avevi già capito".Io:"lo avevo già capito ma non avevo la certezza, l'importante e che finalmente ti sei liberata da questo peso, ora cominciamo a vivere".Come potete immaginare aspettavo trepidante che tornasse dal lavoro, appena entrata mi abbraccia con le lacrime agli occhi chiedendomi scusa e sedendosi sul divano inizia a raccontarmi la storia.Ha conosciuto quest'uomo su una chat come semplice amicizia e parla oggi, parla domani, si sono scambiati il numero di cell. e sono entrati sempre più in confidenza sfogandosi a vicenda e raccontandosi ognuno le proprie storie e i propri problemi, lui separato con due figli e lei che in quel periodo non andava d'accordo con me.Questo rapporto mi ha detto che è durato 5 o 6 mesi finchè un giorno lui le disse che voleva incontrarla e lei accetto.Lui era di Torino e una sera si incontrarono, andarono a mangiare e parlarono molto, si creò una bella sintonia e decisero di rivedersi ancora.La seconda volta, vista la lontananza decise di prendere una camera in albergo per non dover fare la strada di ritorno la notte, lei si fermò in pezzeria, prese due pizze e mangiarono in camera sul letto.Dopo mangiato iniziarono a baciarsi e toccarsi, lui la leccò e la masturbò facendola godere molto e lei fece altrettanto, un bel pompino, aveva un cazzo stretto di diametro ma molto lungo e mi ha confessato che aveva un buon sapore e le è piaciuto molto.Arrivati al culmine dell'eccitazione lui le ha chiesto di poterla scopare, lei era bagnatissima e ne aveva una gran voglia ma non avevano i preservativi e non se l'è sentita(non prendeva la pillola).Allora giusto per farlo comunque godere si è dedicata al suo cazzo con la bocca facendolo impazzire fino a farlo godere, lui stava per veniree continuava dirglielo pensando di toglierlo dalla sua bocca ma lei non lo ascoltò e lo fece sborrare in bocca continuando a pomparlo finchè non uscì l'ultima goccia.Aveva la bocca piena di sborra di uno che non era suo marito ed era eccitata come la più grande delle troie, lui era in estasi e le disse che non aveva mai goduto in questo modo fantastico.Per quella sera finì così ma naturalmente non la storia.Si incontrarono ancora una volta, stessa procedura, cena e poi a letto, mi ha raccontato che era in accappatoio, lo aprì e lui era già eccitato, lei si tuffò sul cazzo e inizio a spompinarlo, lui la spogliò e la leccò per bene infilandole qualche dito nella figa fradicia.E fu così che arrivò il momento, mise il preservativo e la penetrò, mi ha detto che non capiva più nulla, era in estasi, quel cazzo sguazzava nei suoi umori, lo sentiva entrare e uscire in tutta la lunghezza e si sentiva troia ma libera, l'unico problema è che era troppo lungo e quando le sbatteva in fondo le faceva male.La prese in diverse posizioni e alla fine lei volle cavalcarlo, è la sua posizione preferita, ma mi ha detto che non riuscì a prenderlo tutto per via del dolore ma che ebbe un orgasmo da paura.Lo fecero per tre volte quella sera e godette come mai aveva goduto, purtroppo come spesso succede lui si innamorò e lei invece si riempì la testa di sensi di colpa e decise di interrompere la relazione.Questo è quanto, ora ditemi,cosa pensate ora della mia signora?Ora sembra più serena e anche se non ci siamo ancora arrivati la vedo molto decisa e più complice nel voler realizzare le mie fantasie, speriamo presto.
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pillinca,
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per le donne di sexylombardia
petali di rosa. Passa il vento e vi solleva o petali di rosa che a terra vi adagiate come ali di farfalle stanche mentre il giallo diseccato dei pistilli resta inerme a guardare le rosse bianche spoglie che in volo verso l'alto più non san tornare. Ma l'uccellino dalla nota lieve canta ed esulta sù quel caldo candido tappeto di petali di rosa. Eh! la vita eterno effluvio di gioia nella sua breve fragilità. un bacio a tutte Valerio1000
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