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Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

La sensuale dama rossa

In un primo momento ero intenzionato a descrivere solo la singola vicenda iniziale che mi aveva portato a cambiare completamente vita a livello erotico sessuale (vedi il racconto "La mia prima avventura con una donna matura"). Tuttavia graditi e particolarissimi messaggi di alcune lettrici mi hanno convinto e invogliato a continuare la descrizione di questa splendida e per me importantissima vicenda. Con la descrizione di quegli attimi spero di riuscire a stimolare la vostra capacità d'immedesimazione, a trasmettere quelle stesse emozioni e sensazioni da me provate e a coinvolgere i vostri sensi fino a regalarvi intensi, anche se virtuali, attimi di piacere. Sono consapevole che l'eccezionalità della vicenda può far sospettare che la stessa sia opera della mia fantasia, tuttavia non posso far di meglio che confermarvi la veridicità dei fatti. A voi poi il giudizio finale. Vi ringrazierò, come ho fatto finora, per i vostri piacevolissimi messaggi e auguro a tutte una
nuova piacevole bagnata lettura.

Avevamo da poco fatto l'amore. Lei era andata in bagno a farsi una doccia, mentre io rimasi per alcuni minuti seduto sul divano ancora umido dei nostri orgasmi. Pensavo e ripensavo nella mia mente a quel corpo straordinariamente sensuale anche se non più di verde età: quella sua soffice pelle, quelle sue morbide sode tette con quei turgidi scuri capezzoli, quelle sue chiare lunghe gambe terminanti in affusolati piccoli piedi, ma soprattutto pensavo e ripensavo a quel suo rotondo culo e alla sua bellissima fica, dalla riccia rossa e curata peluria e dalle chiare rosee e succose carni. Nella mia mente rivivevo quei recenti intensi attimi di piacere: la sentivo ancora fremere e gemere sotto le mie carezze, i miei baci e le mie leccate, come mi sembrava di sentire ancora sul mio pene le sue piccole calde mani e la sua umida lingua mentre mi spompinava, ma soprattutto sentivo ancora le forti emozioni e sensazioni del mio primo rapporto anale. Con la memoria andavo a ricercare e a memorizz
are quella nuova piacevole sensazione provata nel momento in cui le poggiai la cappella del mio pene sul suo culo, glielo infilai dentro, e ne sentii le pareti di quel profondo buchetto avvolgersi al mio cazzo. Rivedevo spesso d'avanti ai miei occhi il suo buchetto che, sotto le mie ritmiche penetrazioni, le si andava via via allargando. Infine ripensavo a quell'esplosione di emozioni e sensazioni, a quello scorrere di liquidi: il mio che dal pene le era schizzato nel suo largo e profondo buco; il suo che dalla sua rosea fica era schizzato sulle mie palle e le aveva inondato le cosce. Davanti agli occhi la vedevo ancora lì, su quel divano, piegata con la testa su quel bracciolo, ancora mugolante e scossa dalle frenetiche contrazioni del piacere, mentre una goccia del mio sperma le iniziava a scendere dal largo buco del culo fondendosi con il suo orgasmico liquido. Tuttora mi eccito al solo ricordo di come lei si accarezzo con la mano le umide cosce, la fica e il culo intingendosi del
l'afrodisiaco liquido per poi, con esso, ungersi il seno e la bocca.
Di seguito si alzò di scatto e, senza guardarmi, uscì dalla stanza. Poco dopo sentii l'inconfondibile rumore dell'acqua che, precipitando dall'alto, tintennava su una superficie smaltata e immaginai che fosse andata a farsi una doccia.
Stavo ancora lì seduto, quando decisi di andarmene. Mi alzai e mi diressi verso l'uscita. Mi apprestavo ad attraversare velocemente il corridoio, quando intravidi da una porta le piastrelle di un bagno, e sentii il suono dell'acqua che si avvicinava via via. Vi guardai dentro e la vidi in tutto il suo splendore, mentre si detergeva e si rinfrescava inarcando e contorcendo il suo sensuale corpo.
«Dove vai?» mi chiese immediatamente vedendomi vestito e sul punto di uscire.
«Me ne torno al mio villaggio vacanze»
«Cosa!?» esclamò chiudendo l'acqua e allungandosi per prendere l'accappatoio. «E mi lasci così, su due piedi, ora?»
«Beh. non so cosa fare e allora.»
«Resta ancora con me! Fammi compagnia ancora un po'! Mio marito non torna che domenica. Non lasciarmi sola» e, fissandomi amorevolmente negli occhi, mi si avvicinò velocemente accarezzandomi il viso e strofinando leggermente le sue morbide forme sul mio corpo. Come dirle di no!
«Grazie, mio piccolo amante» mi disse e ci scambiammo ripetuti baci esplorandoci a vicenda la bocca con la lingua, mentre io le infilavo una mano nell'accappatoio e le accarezzavo il seno.
Poi mi invitò a seguirla in salotto dove sedemmo sul solito divano, mentre lei accendeva la tv.
«Perché non mi aiuti ad asciugarmi» mi chiese cogliendomi alla sprovvista, ma ripresomi rapidamente da quel piccolo momento di esitazione, accettai volentieri.
Incominciai ad asciugarle prima i rossi ondulati capelli, poi la schiena, le braccia e quindi il morbido seno. La situazione iniziava a diventare via via sempre più eccitante e piacevole. Continuai asciugandole prima una gamba e poi l'altra facendo scorrere lentamente l'accappatoio sulla sua pelle in una morbida e prolungata carezza. Poi passai alla sua fichetta asciugandole i suoi rossi peli e accarezzandole le rosee labbra e la clitoride. Che goduria! Nonostante avessimo scopato da poco mi sentivo il cazzo che mi montava nelle mutande.
«Va bene così!» esclamò scostandomi delicatamente e chiudendo le gambe. «Ho la micetta ancora tutta bagnata, ma penso che non si asciugherà in questo modo» disse sorridendo. Il suo viso era ancora più bello e luminoso senza trucco anche se ora le si vedevano un po' di più le poche rughe.
Mi invitò a sedermi accanto e a coccolarla mentre vedevamo un bel film. Sì, ma quale? Non so cosa guardava, sapevo solo che mi stava salendo sempre più l'eccitazione e il desiderio di scoparla di nuovo. La baciavo e la accarezzavo continuamente un po' dappertutto, anche se lei si mostrava estranea alle mie moine fingendo di essere distratta dal film. Di tanto in tanto le infilavo una mano sotto l'accappatoio tra le gambe o tra le tette, ma lei subito la toglieva, guardandomi e dandomi piccoli brevi baci con la lingua. La cosa non faceva che rendermi sempre più carico di desiderio. Ogni tanto sorrideva e sembrava che si divertisse a giocare con me in questo modo.
Erano da poco passate le undici della sera quando finalmente il film finì e lei si alzò. Subito la seguii e mi ritrovai in cucina. Mi fece sedere vicino al piccolo tavolo e mi chiese se volessi il caffè. Le dissi che non ne bevevo, ma lei lo preparò lo stesso. Poi si accomodò di fronte a me.
«Allora che mi dici?»
«E cosa ti devo dire?»
«Come cosa?! Ti è piaciuto, non ti è piaciuto, cosa ti è piaciuto, cosa non ti è piaciuto. su racconta, sono curiosa»
«Certo che mi è piaciuto! È stato fantastico!»
«E cosa ti è piaciuto in particolare?»
«Tutto! Mi è piaciuto mentre ti accarezzavo, ti baciavo e ti leccavo»
«E dove ti piaceva farlo di più»
«Sulla tua "micetta" ovviamente»
Lei sorrise facendomi capire che si aspettava già quella risposta.
«E come è stato scoparmi nel culo?»
Mi eccitava da matti sentire la sua ferma e innocente voce mentre pronunciava quelle parole. Raramente usava termini così scurrili, ma quando lo faceva non era affatto sboccata, ma molto sensuale, e la cosa mi metteva sempre un po' a disagio.
«È stato bellissimo! Confesso che mentre te lo infilavo ho provato un piacere immenso!»
Intanto lei si era alzata ed era andata a versarsi il caffé caldo per poi risedersi di fronte a me accostando ancor di più la sedia al piccolo tavolo.
«E a te cosa t'è piaciuto?»
Prima di rispondermi finì di sorseggiare il caffè e si accese una sigaretta.
«A me, invece, non è piaciuto proprio tutto. Di sicuro questa situazione mi eccita moltissimo. Devo dire che sei stato fantastico nei preliminari. Quando mi hai accarezzata, baciata e leccata mentre ero in piedi appoggiata alla parete ho goduto come una pazza, quasi venivo subito. In quel momento ho desiderato tantissimo che me lo mettessi nel culo o nella fica. Non ce la facevo proprio più! Ho tentato in tutti i modi di farmelo infilare in qualche buco, ma non ci sono riuscita. La cosa bella era che più non ci riuscivo e più mi eccitavo. Poi mi hai messa sul divano e continuavi a toccarmi, baciarmi e leccarmi, ma non ti decidevi ancora a mettermelo dentro e ormai mi chiedevo quando lo avresti fatto. Ho quasi perso le speranze quando mi sei arrivato in bocca, ma poi ti sei rifatto. Penso che non ho mai provato un orgasmo così! Nessuno mi aveva fatto venire così violentemente solo masturbandomi!»
Mentre mi parlava aveva accavallato le gambe in modo da sfiorarmi il piede con il suo, e ora mi guardava con uno sguardo carico di desiderio.
«Sei stato dolce a coccolarmi subito dopo, ma non mi sentivo soddisfatta. Volevo sentirti dentro a tutti i costi e fortunatamente lo volevi anche tu!»
Così dicendo iniziò a sfiorarmi il piede con il suo muovendolo lentamente in su e in giù ed iniziai ad eccitarmi.
«Peccato solo che eri alla tua prima esperienza anale e non sapevi muoverti»
«Perché? Cos'è che non andava?»
«Per tutto il tempo mi hai fatto male. In un'altra circostanza ti avrei fermato subito, ma capivo che era la prima volta e non volevo spezzare l'atmosfera, ma, soprattutto, ero troppo eccitata per farti smettere. Tanto è vero che sono arrivata per la seconda volta. Il sesso è piacere reciproco. Preferisco masturbarmi da sola se devo essere penetrata con dolore»
«E come dovrei fare?» le chiesi preoccupato per quei commenti.
«Semplice!» esclamò sorridendo, facendomi capire che era stata contenta di quella domanda. «Quando vuoi scoparmi nel culo non cercare subito di infilarmelo. Mettici prima il dito e gioca un po' col mio buchetto»
Intanto continuava ad accarezzarmi il piede col suo salendo lentamente sempre più su fino al ginocchio, per affondare poi sempre lentamente verso l'interno coscia. In quel momento il mio cazzo premeva forte sulle mutande e sul pantaloncino in jeans e sembrava dovesse esplodermi da un momento all'altro.
«Poi infilane un secondo.» proseguiva «. e continua a giocare. Quindi, se necessario, infilane un terzo fino a quando ti accorgi che il mio buchetto è sufficientemente largo da far passare il tuo coso. È allora che me lo devi mettere fino a farmi godere tutta»
«Siii!» sibilai spontaneamente dal piacere.
Ormai il suo nudo piede stava sopra il mio cazzo e me lo massaggiava su e giù con le sue minute dita. A mia volta le accarezzavo la caviglia e più su, fino a dove riuscivo ad arrivare.
«Capisci adesso perché ti ho detto che fare sesso non vuol dire solo infilarlo e prenderlo? Per godere bisogna anche parlarsi, comunicare le proprie sensazioni, le proprie emozioni. Sai a parlare di tutte queste cose la micetta mi si è tutta bagnata. Perché non me la asciughi di nuovo?»
«Siii!»
Subito mi chinai sotto il tavolo tenendole il piede. Iniziai a prenderle in bocca l'alluce leccandolo tutto per bene, soffermandomi più volte appena sotto l'unghia e verso la base. Poi passai alle altre dita leccandole allo stesso modo, e salii più su verso la caviglia e il polpaccio. Iniziavo a sentirla ansimare e respirare forte. Di tanto in tanto lanciava piccoli gemiti di piacere. Più salivo e più dischiudeva le gambe fino a quando non arrivai a leccarle le cosce. Allora lei con un veloce gesto sciolse l'accappatoio e si scoprì le gambe tenendole ben allargate e mostrandomi così la già bagnata fichetta desiderosa di essere leccata e accarezzata. Con una mano si accarezzava il seno trastullandosi e stimolandosi di tanto in tanto i turgidi capezzoli. Con l'altra, invece, si accarezzava il basso ventre e i rossi peletti della sua "micetta". Lentamente posai le mie labbra su quelle della sua calda e umida fichetta e cominciai a leccargliela. Un brivido di piacere la scosse. Alzò dal
pavimento le gambe flesse tenendo i piedi rivolti verso il basso contratti fortemente dal piacere. Mentre la leccavo la aiutavo a sostenere le gambe evitando che si contraessero per il piacere. Lei intanto mi posò una mano sul capo accarezzandolo e spingendolo verso la sua fica. Sembrava che si stesse completamente abbandonando al piacere quando con entrambe le mani mi scosto di scatto la testa dalle sue gambe e si mise rapidamente in piedi.
«Andiamo!» esclamò visibilmente elettrizzata. Mi allungò una mano aiutandomi ad alzarmi e mi condusse fuori la cucina dove abbandonò l'accappatoio. Camminava veloce sulle punte visibilmente impaziente di arrivare a destinazione. Io intanto la seguivo continuandole a fissare i fianchi e il culo desideroso di penetrarla al più presto. Giunti in camera da letto si voltò di scatto e mi abbraccio stringendosi forte a me. Mi baciò lungamente facendomi assaporare la sua lingua, mentre premeva con forza il basso ventre contro la mia rigida verga. A quel punto feci scivolare le mie mani sul suo culo e la accarezzai tra le natiche e attorno all'ano. Rapidamente mi sfilò la maglietta e mi abbassò i pantaloncini assieme alle mutande. Quindi, messasi in ginocchio, mi prese il cazzo tra le mani e con lenti movimenti della mano mi scoprì la cappella che fece scomparire subito dentro la sua bocca. Non mi ingoiò tutto il cazzo, ma teneva le sue labbra appena alla base del glande, muovendo rapidamente
la lingua che sentivo infilarsi dovunque. Con una mano mi teneva il resto della verga facendone scivolare avanti e indietro la pelle con lenti e piacevoli movimenti. Con l'altra mi massaggiava le palle. Di seguito schiuse leggermente le labbra e prese a farle scivolare avanti e indietro ingoiando e succhiandomi il pene, accompagnando i movimenti con la mano ben stretta sul cazzo. Il piacere era immenso e sentivo che le stavo venendo nuovamente in bocca, quando, accortasene, smise di spompinarmi, si alzò e si mise in ginocchio sul letto col viso appoggiato sul materasso
«Dai, gioca col mi buchetto! Fammi vedere quanto sei bravo» mi disse accarezzandosi l'ano. Immediatamente mi avvicinai a lei e iniziai a sfiorarle il buchetto con una mano, mentre con l'altra le accarezzavo la schiena e il seno. Quindi le infilai dentro un dito muovendolo avanti e indietro e avvitandolo a destra e a sinistra, iniziando a giocare con quel profondo buchetto, così come mi aveva detto.
«Ora prendi il lubrificante» mi comandò indicando il cassetto di un comodino «e continua a giocare col mio buchetto»
Così feci. Presi il lubrificante, me lo spalmai ben bene sulle dita e poi glielo spalmai attorno all'ano spingendolo anche all'interno col dito. Lubrificata in quel modo sentivo e vedevo il mio dito entrarle molto più facilmente e velocemente, quindi provai a infilarle un secondo dito riprendendo a muovermi come prima. Pian piano sentivo che, sotto la pressione delle mie dita, il buchetto le si allargava sempre più.
«Siii. bravo. continua così. ancora. Ora sì che mi piace!» ripeteva eccitata dalle mie lente e intense pressioni.
«Oh sii, dai. mettimelo dentro. mettimelo tutto. lo voglio!» gridava in preda al piacere.
Afferrai quindi il lubrificante e lo spalmai sul mio durissimo cazzo. Le infilai di nuovo due dita dentro e, quando pensai che ormai il buco era largo al punto giusto, mi piegai sopra di lei e glielo infilai. Il mio cazzo le scivolò dentro molto più facilmente della prima volta, anche se sentivo il buco ancora un po' stretto. Le poggia le mani sui fianchi e iniziai a muovermi su e giù, su e giù. Via via che la penetravo sentivo il mio cazzo che le scivolava sempre più all'interno fino a che le mie palle non le toccarono la fichetta. Di tanto in tanto si accarezzava la micetta cercando il massimo piacere. Le raccolsi i capelli e tirai pian piano verso di me facendole inarcare la testa e la schiena verso l'indietro mentre lentamente andavo aumentando la frequenza e la profondità delle mie penetrazioni.
«Siii, così. continua. ancora. più forte, più forte» gridava tra un gemito e l'altro scossa dai miei intensi colpi.
Poi la girai a pancia in giù, le alzai le gambe sistemandole i piedi sulle mie spalle, e la continuai a penetrare. Portai le mani sul suo seno e iniziai a palpeggiarlo.
In quella posizione le potevo vedere il volto contrarsi dal piacere. Ad ogni fremito tirava in dietro il capo e apriva sempre più la bocca mugolando. Dopo un po' la stesi di lato senza toglierle il cazzo dal suo largo buchetto e, tenendola alternativamente con una gamba alzata a cosce aperte e ripiegata a cosce più strette, la scopavo con rapidissimi movimenti di bacino entrandole a fondo, finché potevo. Quindi la rigirai a pancia in giù tenendola rasente al materasso con il culo leggermente alzato in modo da poterla penetrare. Quella era una posizione fantastica. Il mio cazzo le entrava premendo verso la parete del culo verso la fica provocandomi intense vibrazioni di piacere. Ma anche per lei non doveva essere molto diverso. Infatti, nonostante la posizione non le permetteva molti movimenti la sentivo dimenarsi e fremere di continuo. Il suo corpo vibrava dentro ad ogni mia penetrazione. Teneva la bocca aperta sulle lenzuola che spesso mordicchiava per l'incontenibile piacere, ment
re con le mani le stringeva e le torceva fortemente. Gemeva, mugolava e urlava sempre più dal piacere incitandomi a non fermarmi ad andare sempre più forte a farla venire. Eccitatissimo aumentavo fin che potevo il ritmo delle mie penetrazioni desideroso di venirle dentro, ma, mentre ero sul punto di arrivare, lei alzò di scatto il bacino sollevandomi.
«Sì. sì. sì.siiii!» esclamò sibilando sempre più forte mentre il mio cazzo veniva sospinto fuori da forti e rapidi vibrazioni vaginali e un dorato liquido le schizzò dalla fica bagnandomi le parti basse. Fu un orgasmo spettacolare, tant'è che non potei fare a meno di toccarmi e di venire su di lei subito dopo.
Stavolta era sfinita! Se ne stava stesa a pancia in giù con la bocca aperta e irrorata di saliva respirando ad ampi sospiri. Il culo le era diventato di un rosa acceso e al centro era in bella evidenza il suo buco ancora largo. Non riusciva più a muoversi.
Guardandola così bella e sensuale stesa su quelle lenzuola provata da quell'intenso rapporto, mi venne il desiderio di accarezzarla e coccolarla. Da prima le asciugai lo sperma che le avevo schizzato sul culo e sulla schiena nel momento di massimo godimento, quindi le accarezzai la mano e il braccio, e le baciai il collo. Dov'è gradire molto quei gesti visto che, dopo un po', si girò verso di me sorridendomi e rivolgendomi dolci languidi sguardi. A quel punto la cinsi leggermente tra le braccia e la coccolai fino a quando non ci addormentammo. Allora non potevo ancora immaginare cosa ancora mi sarebbe capitato il giorno dopo.

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