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cp3roma 42/42 y.o.
Couple
Roma, Italy
Last visit: 15 years ago
Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

La prima volta da sola

Io e G. ci siamo conosciuti e fidanzati tredici anni fa, ed infine sposati. G. è una bella donna, bionda, 1,70, occhi azzurri. E’ stata una bellezza classica, molto lontana dall’assomigliare ad una fotomodella, seno sodo e ben sviluppato, tutte le curve al punto giusto, assai più adatta a posare per uno artista rinascimentale che a sfilare su una passerella, una sensualità naturale ed istintiva. Gli episodi qui narrati si riferiscono agli anni dal 1997 al 2001. Successivamente la nascita dei due nostri figli ha cambiato notevolmente la situazione portando una lunga interruzione delle nostre pratiche trasgressive. Solamente ora stiamo pensando di riprendere. Siamo sempre stati bene insieme e si può dire che questa unione ha rappresentato per entrambi il primo appagamento affettivo e sessuale vero e proprio. Abbiamo avuto qualche momento di incomprensione, come immagino accada a qualunque coppia di questo mondo, ma la sensazione di completezza e il piacere di stare insieme hanno fortunatamente sempre prevalso su tutto. Sessualmente ci siamo immediatamente affiatati e, da brava giovane coppia venticinquenne, abbiamo vissuto i primi anni del nostro rapporto in maniera del tutto tradizionale, tranquilli e soddisfatti nella reciproca fedeltà. Poi è successo che….. beh, questo costituirà l'argomento di un racconto. Per ora basti dire che con gradualità, ma con profonda emozione, ci siamo piano piano aperti alle infinite possibilità che la trasgressione sessuale offre ad una coppia. Abbiamo scoperto poco per volta i reciproci gusti, le inclinazioni che hanno portato entrambi a scoprire e vivere le rispettive ed inizialmente inconfessabili fantasie erotiche. Il fatto stesso che sto mettendo per iscritto alcune delle esperienze più significative che io e G. abbiamo condiviso è già indicativo del tipo di approccio all’argomento in questione da parte mia. L’elemento cerebrale, il piacere di immaginare prima, di pregustare, e poi di ripensare e rivivere dopo intimamente ciò che è successo, sottolineano la mia vocazione di cuckold. Da parte di mia moglie tutto il contrario: l’interesse tutto concentrato sulla situazione del momento, su ciò che sta accadendo, sull’emozione suscitata dall’interesse maschile, le sensazioni fisiche… La mia libertà di vederla femmina ha coinciso con la sua libertà di concedersi ad altri uomini, di scegliere lei come, quando e con chi... L'episodio qui narrato è avvenuto qualche anno dopo la nostra iniziazione alla trasgressione sessuale. E' stato un momento molto importante per noi e fa da spartiacque tra il periodo in cui lei dipendeva dalla mia iniziativa per avere incontri con altri uomini, periodo in cui tutto avveniva a livello di coppia, a quello della mia definitiva consacrazione a cuckold, ossia quando mia moglie ha iniziato a gestirsi in autonomia storie di sesso con altri uomini pur senza che la stabilità del nostro matrimonio ne abbia risentito minimamente Non si chiama Sergio, ovviamente, ma lo chiamerò così. Lo conosce da più tempo di me, figlio di amici dei genitori. Una simpatia reciproca tra loro mai sconfessata, brevi corteggiamenti senza sviluppi, una cartolina ogni tanto, una telefonata a Natale o giù di lì…. Sono sempre stati attratti l’uno dall’altra, ma i reciproci impegni sentimentali hanno sempre fatto sì che la suddetta simpatia rimanesse tale… Pilota di aerei di linea, bel ragazzo, un paio di anni più di lei, l’ho visto una volta sola alla festa di laurea di G., alto, capelli scuri. Da quanto tempo fantasticavamo durante le ore di amore sulla possibilità che lei finalmente, dopo essere stata già posseduta sotto i miei occhi da parecchi altri uomini, conosciuti con annunci, sulla spiaggia, in discoteca, al privè, finalmente lo facesse completamente da sola, accettando l’appuntamento con un altro uomo, scelto e sedotto da lei, all’oscuro di tutto… Ha scelto Sergio, naturalmente, lo conosce bene, si fida di lui e non ci sono pericoli…. E soprattutto le piace. Naturalmente è bastata una telefonata leggermente diversa da quelle che una volta ogni secolo ci si scambia per cortesia, il giusto tono di voce a sottolineare il desiderio di vedersi e lui non si fa pregare…. E si sono visti. Un gelato nel pomeriggio a raccontarsi della salute e delle vicende di parenti ed amici, poi chiaccherando del più e del meno per approdare finalmente alle rispettive situazioni sentimentali. Lui ha una ragazza, vive insieme a lei, ma il suo lavoro lo porta in giro per il globo e le assenze si sprecano, lui ovviamente si sente molto libero di vivere le sue esperienze, ma stanno bene insieme. G. racconta del rapporto con me, del piacere di un’unione profonda e stabile, suscitando in lui, immagino, una sorta di giustificata perplessità sicuramente sfociata nella decisione di alzarsi finalmente da quel tavolino e di accommiatarsi dall’amica felicemente sposata da cui prevedibilmente non potrà ottenere nulla... La riaccompagna con la sua auto, e al momento del ciao avvicina affettuosamente la sua guancia sinistra alla guancia destra di lei, come si conviene…. C’è il bacetto, poi si fa per cambiare guancia, ma lei gli ferma il viso con la mano e lo guarisce dalle sue perplessità incollando la bocca sulla sua e passandogli le braccia intorno al corpo. La lingua di lei non fatica a trovare quella di lui, le mani di lui corrono a saggiare la consistenza delle tette di lei…. “E poi cosa avete fatto?” – le chiedo la sera stessa, disteso sul letto a massaggiarmi l’erezione mentre lei mi ragguaglia sugli sviluppi della situazione. “Nulla, ci siamo staccati e l’ ho raccomandato di chiamarmi, per vederci ancora…”, risponde lei..... Poi sostituisce dolcemente la mia mano con la sua… Sergio ovviamente la chiama e la invita a cena fuori… Arriva la sera dell'appuntamento e siamo entrambi un po’ tesi, devono incontrarsi alle otto e lei si sta preparando. Le suggerisco di indossare un abitino leggero, scuro, che metta in risalto le sue forme aggraziate senza nessuna esagerazione. Lei esce dalla doccia , apre l’armadio, ne estrae tre o quattro vestiti che paiono adatti all’occasione e li depone sul letto. “Adesso goditi lo spettacolo”, mi fa, con un sorriso malizioso, dirigendosi verso la cassettiera. Osservo il suo bellissimo culo mentre l’asciugamano cade ai suoi piedi. Apre il cassetto dell’intimo e prende un paio di autoreggenti, si siede sul letto e mi guarda divertita mentre se le infila… Sono autoreggenti a rete con il bordo in pizzo nero, abbastanza alto, mi dice che le ha comprate apposta per Sergio… calze un pochino da troia… Sopra infila un paio di mutandine pure nere, velate, semitrasparenti. Prova i vestiti rimirandosi nello specchio, incurante del fatto che mi sono sdraiato sul letto e me lo sto menando lentamente, gustandomi lo spettacolo delle sue ripetute svestizioni, eccitato dalla cura con cui si sta facendo bella per un altro uomo. Finalmente decide. Un vestitino nero abbastanza attillato, che le fascia il corpo, con la gonna che si ferma opportunamente appena sopra il ginocchio. Non mette il reggiseno, non ce n’è bisogno. Sceglie un paio di scarpe nere, con tacco, ma non a spillo. Passa al trucco, e si prepara al suo solito modo, un trucco leggero e morbido, semplici e deliziose ombreggiature sul suo dolce visetto… E’ splendida, i capelli d’oro ricadono sulle spalle e contrastano con il colore scuro del vestito, i suoi occhi azzurri splendono di emozione. “Ciao, amore, io vado…” – Mi fa, uscendo di casa. L’abbraccio forte ma non la bacio per non rovinarle il rossetto… “Ti telefono con il cellulare appena mi lascio con Sergio…”. Un’occhiata languida, una carezza e poi la guardo scendere con passo sicuro la scala di casa. Sono per me ore deliziose, quelle da trascorrere pensando a lei… Mi metto al computer e navigo su Internet, passo da un sito all’altro e penso a lei, a loro due, a quel momento che ho sempre tanto sognato, saperla con un altro uomo, saperla a cena con un altro, sapere che queste corna che mi mette sono ancora più… cornute di quelle che , sotto ai miei occhi, mi ha messo in passato …Penso a quando Sergio, del tutto inconsapevole della nostra intesa, le proporrà di andare a casa sua con tutte le giuste intenzioni di scoparsela, alla sua intima soddisfazione nel farsi la donna di un altro, penso a quando saliranno insieme in ascensore, penso a quando la farà sedere sul divano del salotto, a quando si siederà accanto a lei porgendole un bicchiere di qualche cosa e cercando di indovinare il momento giusto per iniziare le avances. Penso che un bel momento si guarderanno negli occhi e inizieranno a baciarsi e provo stilettate di piacere immaginando il momento in cui le mani di lui si appoggeranno sulle ginocchia di lei e inizieranno a palpeggiarla, facendole risalire il vestitino, fino a scoprire il bordo delle autoreggenti. Penso a mia moglie che sospirando di piacere favorisce le sue manovre allargando le cosce, aspettando il momento in cui sentirà le dita di lui insinuarsi finalmente dentro le mutandine, alla mano di lei che scivola lentamente ma sfacciatamente sulla patta dei pantaloni di lui cercando la zip da aprire.. Arrivano le undici, arriva mezzanotte, arriva l’una del mattino…. Non posso pensare a null’altro, è una sublime tortura per me masturbarmi lentamente per ore senza mai venire. Appoggio il telefono vicino al computer e faccio una partita in rete per distrarmi… inutilmente… Vado a letto e mi distendo, prendo l’uccello in mano e ricomincio ad immaginare… Sergio in piedi nel salotto, mia moglie semi-spogliata, inginocchiata davanti a lui… il sesso di lui che ritmicamente scompare tra le labbra di lei, le sue mani tra i capelli biondi accompagnano il movimento della testa. Poi come un flash, li dipingo sul letto di Sergio, lei ormai completamente nuda eccetto le autoreggenti, distesa sul letto, le gambe intrecciate intorno ai fianchi di lui che le sta sopra, che la monta immerso tra le sue cosce… mi sembra di sentire i gemiti che lei emette ad ogni colpo, le frasi oscene che si scambiano… Stavolta sono corna vere, complete, che bruciano deliziosamente.... Arrivano, le due, le tre, le quattro. E finalmente il telefono squilla. Mi precipito a sollevare la cornetta. E’ lei, naturalmente. “Tesoro, dormivi?” – Mi fa lei, con una voce stanca. “E come potevo dormire?”. – “Tutto bene?”, aggiungo. “Si, tutto bene, sto in macchina, tra una ventina di minuti sono a casa…”. Ho la domanda incastrata in gola, spero me lo dica lei, ma non aggiunge niente. Allora glielo chiedo a bruciapelo. “Senti, ma… avete fatto l’amore?”. Un attimo di pausa. “….si..”. “Va bene, ti aspetto…”. “Ciao…”. Suona il campanello. Apro la porta. Che bello rivederla. E’ bellissima. Dio quanto è bella la mia donna. Ha i capelli scarmigliati e il trucco non c’è quasi più. L’abbraccio. Prima di baciarla in bocca mi colpisce l’odore dell’altro uomo. Lei appoggia le labbra sulle mie e mi sussurra parole dolci. Mi dice che le mutandine le ha nella borsetta. Le sue labbra odorano inequivocabilmente di organo sessuale maschile. La porto a letto subito, le tiro su il vestito fino ai fianchi, noto che le calze autoreggenti sono rovinate in più punti, le accarezzo la fica che con soddisfazione trovo arrossata ed usata, mi distendo sul letto e la attiro a me. Lei mi abbraccia. “Raccontami tutto, tesoro, un’ultima fatica… abbi pietà di me...”. Non può sottrarsi a questo, è l'unico debito che ha con me. Rantolo io, tirando fuori l’uccello semi martoriato e mettendoglielo in mano. Lei inizia un’amorevole sega e racconta tutto sussurrandomi nell’orecchio…. “Siamo andati sotto casa sua a mangiare una pizza, abbiamo chiacchierato, siamo stati bene… Poi Sergio mi ha chiesto se volevo salire un po’ da lui, tanto la fidanzata non c’era… Ovviamente ho accettato. Ci siamo seduti in salotto. Mi ha offerto da bere, poi mi ha portato un pacchetto: era un cd, un pensiero per Natale (che era passato da poco). L’ho ringraziato e lo abbiamo messo nel lettore cd. Poi…”. “Poi?”. Mi abbandono alla sua voce roca, stanca, monotona. “Appena è iniziata la musica lui mi si è seduto accanto ed ha iniziato a baciarmi…. Ci siamo baciati per una decina di minuti… Poi Sergio si è alzato in piedi e mi ha preso per mano, mi ha portato in camera da letto… In piedi, ha ricominciato a baciarmi, e mentre mi infilava la lingua in bocca ha iniziato a toccarmi, prima la schiena, poi i fianchi, poi le sua mani sono scivolate sul sedere… Ha iniziato a palparmi, ha tirato su il vestito. Poi ho sentito le sue mani accarezzarmi sotto le mutandine, mi massaggiava le natiche giocando a separarle e richiuderle… poi ha iniziato a sfilarmi le mutandine e io… l’ho aiutato a togliermele. La sua mano è passata davanti e si è infilata tra le mie cosce. Ero quasi imbarazzata perché adesso che iniziava a dedicarsi alla fica si sarebbe reso conto di quanto ero allagata… Allora gli ho sbottonato i pantaloni, glieli ho calati fino al ginocchio e ho cominciato a massaggiargli il cazzo. Era duro come il marmo, fantastico. Lui si è seduto sul letto e si è sfilato gli slip. Finalmente glielo potevo vedere, mi sono seduta accanto a lui… Glielo ho preso in mano e ho cominciato a scappellarlo e poi non ho resistito più… mi sono chinata e glielo ho preso in bocca… Da quanti anni desideravo farglielo…”. A quelle parole devo fermarle la mano perché sento l’orgasmo a lungo trattenuto avanzare impetuosamente. A giudicare dall’odore che ha sul viso immagino quanto tempo ha trascorso con la bocca e la lingua a sollazzare i genitali del mio rivale… “Non la smetteva più di farselo succhiare e continuava ad incitarmi perché non smettessi mai… allora ho avuto paura che volesse venire subito. Ho interrotto il bocchino a metà e mi sono sdraiata sul letto, spalancando le cosce e gli ho chiesto senza mezzi termini di mettermelo dentro… Sergio mi è venuto sopra e mi è entrato dentro di colpo… è stato un momento meraviglioso, non ne potevo più…”. Poi mi dice che sono stati a letto insieme più di quattro ore facendolo ripetutamente, e che non ricorda neanche più esattamente come sono andate le cose. “Ricordo un sessantanove lunghissimo, estenuante, lui mi è salito sopra al contrario, me lo ha infilato in bocca ed ha iniziato a leccarmi divinamente… poi abbiamo rifatto l’amore in tutte le posizioni… proprio tutte… Ad un certo punto… ho cominciato a toccarlo mentre lui mi scopava… prima la schiena, poi gli ho messo le mani sulle natiche attirandolo a me per farmi penetrare più profondamente. Poi l’ho accarezzato più al centro e lui ha iniziato a sospirare. Ho capito che gli piaceva ed ho iniziato a giocare con il suo buco… e alla fine gli ho infilato un dito dentro… ha iniziato a gemere e dopo un po’ che lo facevamo così è dovuto uscire per non venirmi dentro…” Mi chino a baciarle un seno mentre lei continua a raccontarmi le oscenità fatte con l’altro… I ricordi confusi, solo il tema fisso del membro di Sergio perennemente dentro di lei, delle spinte senza fine dell'uomo dentro la sua intimità... "Sai che a un certo punto gli ho chiesto di farmi il culo?". "Maddai, pensavo che quello lo tenevi per una prossima volta...". Un'altra stilettata di piacere mi trafigge ma ancora resisto. "No, stava per penetrarmi per l'ennesima volta quando io gli ho chiesto di mettermelo dietro". Vado a controllare con le dita, effettivamente sento l'ano di mia moglie allentato e cedevole, capisco che Sergio glielo ha usato e pure parecchio. "Non si è certo fatto pregare.... me lo ha appoggiato e gli sono bastate un paio di spinte....". "Sei proprio una zoccola....." le ribatto ad occhi chiusi. "Prima faceva male, poi non puoi capire quanto mi ha fatto godere...." "Puttana, pure il culo ti sei fatta fare....". "Se non gli davo anche il culo le corna che ti ho messo non sarebbero state complete...". Sento un sapore strano sui suoi seni. La guardo meglio, è tutta piena di sperma asciugato. Domando. “Si… è accaduto proprio alla fine… Sergio ha iniziato a martellarmi furiosamente…. quando stava per venire è uscito fuori e mi ha scaricato addosso una quantità enorme di… e io me lo sono spalmato dappertutto, tra le cosce, sulle tette. Lui dopo mi ha offerto di fare la doccia, ma non ho voluto… gli ho raccontato che tanto tu a casa non c’eri e che volevo conservare per un po’ il suo odore. Invece volevo farlo sentire a te, il suo odore…” A queste parole niente può più arginare l’esplosione che mi cresce dentro, lei lo capisce e accelera il ritmo della sega che culmina con un orgasmo tanto forte da risultare doloroso, una serie di schizzi isterici che mi svuotano corpo e cervello…. Che mi lasciano morto, distrutto, estenuato… la tensione accumulata si dissolve e piombo in uno stato di beata semi-incoscienza dal quale scivolo direttamente nel sonno… Mia moglie affettuosamente mi bacia, si alza dal letto e con le mani inizia a raccogliersi i capelli… Anche lei è completamente distrutta. Adesso può farsela tranquillamente, la doccia.

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