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Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

I suoi gemiti si mescolavano al rumore del fiume

Vista l’ora tarda, il sole tramontava ed i nudisti si apprestavano a lasciare la riva del fiume per tornare a casa. La mia attenzione fu colta da uno splendido corpo di donna sulla 40’ina sdraiato su un enorme masso.

A rendere particolarmente sexy quell’essere era un mini-bikini che evidenziava esageratamente fianchi tondi e seni grandi e sodi. E’ un’avvenimento fuori dal comune trovare una donna con il bikini tra i nudisti, soprattutto se si tratta di un mini-bikini sexy: mini, ma davvero mini, e trasparente. Quel poco di stoffa, trasparente grazie all’umidità dell’ultimo bagno, nascondeva appena gli splendidi capezzoli larghi e rilassati dal terpore dei raggi solari. E lo string bianco, dal quale fuoriusciva un triangolino di pelo scuro ben rasato e ordinato, non era inteso a nascondere le due labbra prorompenti, gonfie, carnose e ben depilate che si intravedevano e che riusciva appena a contenere.

Portava grandi occhiali scuri e lunghi capelli ben ordinati e legati da una coda di cavallo.

Tutto di lei era sensualità: il modo di posare, il suo corpo, la sua pelle scura, il suo abbigliamento, le sue labbra rosso fuoco e prosperose. E questo atteggiamento la esaltava: come una bambina piccola alle prese con un giocattolo nuovo. Era chiaro: il suo scopo era proprio quello di esibirsi!

Rimasta ormai sola, il sole sarebbe tramontato di lì a pochi minuti, d’improvviso alzò la testa e mi fece un breve cenno con la mano invitandomi a raggiungerla, quasi avesse letto i miei pensieri erotici.

Pensai che quel cenno fosse rivolto a qualcun altro, ma intorno non c’era più nessuno. Così in meno di mezzo secondo le fiondai accanto. Colto di sorpresa ed imbarazzato dalla sua sicurezza non sapevo come “attaccare bottone”. Decisi di essere me stesso senza preoccuparmi della situazione ad alta carica erotica e di quanto sarebbe potuto succedere in seguito.

“Non se ne va come fatto tutti?” le chiesi in maniera un po’ scontata ma con tono sicuro, gradevole e sincero; a dire la verità mi sentivo un po’ stupido ed imbranato per la domanda troppo banale.

Sembrava aver la risposta pronta: “Il momento più bello della giornata deve ancora arrivare, ragazzo mio! E’ tutta la giornata che mi eccito mostrandomi a cosce spalancate osservando gli sguardi arrapati di coppie, donne e uomini. Passo tutta la giornata immaginandomi cosa potremmo fare insieme. Mi immergo spesso nell’acqua fredda per rassodare i miei grandi seni così che siano ancora più invitanti ed eccitanti. Adoro esibirmi.

E adesso che finalmente sono rimasta sola su questi splendidi sassi bollenti posso godere quanto voglio assaporando l’aria fresca ed il caldo emanato da questi splendide pietre: spesso a quest’ora punto mi masturbo di nascosto, ma questa sera sei arrivato tu, e sei arrivato al momento più opportuno!”

Non mi sentii trattato come uno stupido e ciò mi mise a mio agio.

La sua voce vibrava attraverso le sue grandi labbra carnose e sembrava come la più sensuale che avessi mai udito: aveva un potere ipnotizzante.

Mi fissava prepotentemente tra le gambe. Non diceva più nulla. Intuii che aveva già notato il mio bel membro che si stava gonfiando.

Il suo comportamento era distaccato: non gli importava di me, non gli importava la mia storia, come mi chiamavo… gli interessava solo sfogarsi? Mi sentii stranamente “uomo-oggetto” del tipo “usa e getta”. Così mi ripromisi di fare lo stesso e un po’ svogliato mi spogliai per adagiarmi agli ultimi raggi di sole.

Dal suo sguardo compiacente capii che gradì sia il mio fisico slanciato e sportivo, sia il mio sexy-string bianco. Mi sdraiai supino sperando che lei notasse i miei due splendidi glutei piccoli e sodi, attorniati ed evidenziati dallo string che sembrava quasi far luce in contrasto con la mia pelle abbronzata.

Adoravo mostrarmi: mi dava una sensazione esaltante e mi caricava. Guardai il suo viso cercando il suo consenso e notai che osservava, osservava… l’attesa diventava lunga e difficoltosa: fui costretto a girarmi sul fianco per via del mio pene che cominciava a indurirsi. Fortunatamente lo string in morbidissimo materiale ultra-strech gli permise di ergersi fino ai suoi 19 centimetri ben visibili dall’esterno vista la forte trasparenza.

Mi è sempre piaciuto l’intimo sexy! Anche quello maschile snobbato da molti: bisogna solo saperlo portare con mascolinità e consapevolezza… in maniera erotica. Solo il fatto di sapere di indossarlo sotto i jeans mi fa sentire più sexy!

Mi vide, così eccitato, sorrise e annui con un cenno del capo.

Nessuno parlava ed entrambi fantasticavamo su ciò che sarebbe successo in seguito. Il mio uccello svettava in chiaro segno di eccitazione e dall’odore che sentivo supponevo che anche lei stesse sbavando sotto.

“Il mese scorso una ragazza mi chiese di pisciargli in bocca proprio su questo sasso. “ disse seria.

E aggiunse: “Mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuto fino a quando, subito dopo, mi infilò la lingua in bocca per farmi sentire il gusto amarognolo di quel liquido giallo…”

Si fermò, osservò il mio volto teso nel cercare di capire come si potesse provare piacere a ciò, e terminò con una battuta: “… per fortuna non avevo mangiato asparagi…”

La battuta sdrammatizzò l’effetto devastante di quanto disse: l’ascoltavo con piacere, la sua voce era ferma e sicura, ma quanto raccontava usciva dai miei canoni e da quanto avrei mai immaginato di fare.

Non risposi: non sapevo cosa rispondere perché quell’osservazione mi faceva schifo ed al tempo stesso mi eccitava, così come raccontata da lei, in quel posto ed in quella circostanza particolare.

Fu ancora lei a fare il prossimo passo complimentandosi con me per il mio sexy-string. Mi disse che pochi uomini portano indumenti sexy, ed ancora meno li sanno portare con classe. Ricambiai, spiegandole che non avrebbe potuto trovare abbigliamento più eccitante per evidenziare due splendidi meloni come i suoi.

Di scatto si alzò seduta e si tolse il sopra… era ormai buio e sicuramente soli. Vedevo i sui meravigliosi seni sodi muoversi nell’ombra della sera e sentivo ora, tra le punte delle mie dita, i suoi capezzoli ergersi grazie alle mie carezze.

La sua mano si impadronì del mio membro già ben duro: lo accarezzava dolcemente , ancora imbrigliato nella sottilissima stoffa trasparente, per verificare quanto ancora si sarebbe potuto indurire. Poi, d’un colpo, prese a leccarmelo avidamente. Me lo sgusciò fuori dalle mutandine e lo prese tutto tutto in bocca, fino in fondo. Mi sdraiai sulla schiena lasciandomi sponpinare con calma, tranquillamente senza fretta, godendo di ogni attimo. Poi tirò il mio string lateralmente per scoprire il mio ano, mi alzò le gambe sopra le sue spalle e mi infilò la lingua dietro.

Provai una sensazione nuova, strana, intensa: all’inizio mi irrigidii, poi mi rilassai ed il mio orifizio si apri sotto le gentili pressioni della sua lingua calda e scivolosa. Il godimento si fece intenso, la sua lingua penetrava sempre più profondamente mentre con la mano destra mi masturbava. Il godimento mi fece inarcare i fianchi e, senza accorgermene, emisi un urlo proveniente dall’interno, profondo.

Troppo bello, troppo eccitato, un sogno… decisi di diventare padrone della situazione! Mi alzai, mi girai, e le tolsi l’ultimo straccio che le rimaneva addosso. Presi a slinguazzare la sua vagina bagnata, e decisi di provare a servirgli lo stesso servizio anale: capii subito che lo apprezzò molto.

Così tolse una crema lubrificante dalla sua cesta e se la spalmò sul culo, fino dentro, pregandomi poi di infilarglielo da dietro.

Pensai che era proprio porca: non avevo mai inculato nessuno anche se ammetto che questa fantasia mi ha sempre eccitato. Ma al suo ennesimo lamento di desiderio “prendimi da dietro… dai!” (mi sussurrava), la accontentai: appoggia la cappella sul forellino che subito mi lasciò strada e allora spinsi delicatamente dentro, provando un estremo e caldissimo desiderio. Mi sentivo bestia, ma ne ero contento… stavo vivendo qualcosa di fortemente depravato e la ciò mi piaceva.

Lei godeva tantissimo. I suoi gemiti si mescolavano al rumore del fiume e sembravano non finire mai. Il ritmo aumentava e il godimento pure: stavo ormai per venire.

Lo dissi a lei che si apprestò a succhiarmelo fino ad ingoiare il tutto. Porca com’era intuii che non poteva essere finita lì, e infatti decise di tenere una parte del liquido bianco per slinguazzarmi di forza in bocca e farmi sentire il terpore tiepido e insolitamente viscoso del mio sperma. Anche questo mi piacque, e mi riscoprii essere davvero più perverso di quando avrei mai immaginato.

Non so se fu il luogo, la circostanza, la partner… ma da allora il mio modo di vivere la sfera sessuale è profondamente cambiato: non do più nulla per scontato, parlo molto con la partner di tutto quanto gli piacerebbe e mi piacerebbe fare insieme senza provare pudore, in maniera completamente equilibrata e senza pregiudizi perché so benissimo che in momenti di godimento totale le persone perdono qualsiasi controllo sulla ragione.

Capii del regalo che lai mi aveva dato, e fu mia premura leccarle la fica in maniera attenta ed esaustiva fino a farla godere: sentivo le sue labbra appoggiate alle mie espellere moltissimo fluido e ritrarsi a scatti, il suo bacino si inarcava sempre di più fino a sfociare in un orgasmo immenso e lunghissimo. Anche io la baciai profondamente e a lungo per farle assaporare il gustosissimo succo che tenevo in bocca.

Stavamo lì, distesi vicinissimi, ripensando a quanto era successo, accarezzandoci e scambiandoci reciproci complimenti, discutendo della vita, di questo incontro fortuito. Fu l’ultima volta che ci incontrammo, ma fu un incontro ancora vivo nella mia mente.

Ciao Splendida, e grazie.

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