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cp3roma 42/42 y.o.
Couple
Roma, Italy
Last visit: 15 years ago
Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

I quattro moschettieri

L’incontro che descrivo in questo racconto è avvenuto nel 2001, verso marzo. A quell'epoca avevamo un annuncio su un famoso sito di incontri erotici, dove c'erano alcune foto di Giorgia generosamente svestita accompagnate dalla descrizione del nostro profilo:

"Coppia di Roma trentenne, lei carina, bionda, capelli lunghi, lui esclusivamente contemplativo e fotografo, accetta proposte erotiche da singoli carini, dotati, puliti, educati e disinibiti. Graditi gruppi e singoli di colore. Max pulizia e riservatezza. Non siamo mercenari".

Ovviamente avevamo sempre la casella postale piena di e-mail, proposte oscene, foto esplicite, ecc. A molti di questi abbiamo risposto, e, come facciamo abitualmente dal 96 circa, ne abbiamo incontrati diversi. Quelli che ne hanno incontrato i gusti sono sempre rimasti tutti soddisfatti dalle grazie e dall’abilità di mia moglie. Questo incontro era nato da un'email che diceva pressappoco così: "Siamo un gruppo di sei amici, età compresa tra i 28 e i 35 anni, tutti rispondenti ai requisiti da voi richiesti. Giorgia ci piace moltissimo e vorremmo metterla al centro delle attenzioni. Se interessati scriveteci". Gli scrissi subito, chiedendo maggiori particolari e la risposta arrivò subito. Erano sei ragazzi tutti di zona Viterbo - Alto Lazio, con la passione per le coppie porche e le situazioni di gruppo. Garantivano bella presenza, come appurai dalle foto che mi augurai essere veritiere, massima pulizia ed educazione. Tutti avevano avuto già esperienze con diverse coppie. Ne parlai con Giorgia. L'esperienza per noi era relativamente nuova, perchè non avevamo mai incontrato un gruppo. Giorgia adora essere circondata da uomini e in diverse occasioni avevamo incontrato singoli che si propovano in due. In realtà avevamo anche trascorso serate in club privè dove mia moglie aveva giocato con più di due singoli, ma nel privè tutto rimane sempre su un piano abbastanza impersonale, per cui l'idea ci stimolò la fantasia e lei accettò di sentirli al cellulare. Chiamammo la sera dopo, mi rispose una voce maschile garbata e giovanile. Dopo qualche presentazione di rito lui mi chiese se e quando poteva esservi l'incontro. A quel punto gli passai mia moglie, e lei iniziò a chiacchierare e ridere con il giovanotto. Fissarono l'appuntamento ad un ristorante sull'Aurelia, fuori del raccordo, per il sabato appena successivo. Per il dopocena concordammo che la cosa migliore era recarsi in un motel, e io mi incaricai della scelta e prenotazione. Arrivato il sabato sera lei era un po' preoccupata, perchè avendo a che fare con un gruppo di sei uomini temeva di incontrare persone magari poco piacevoli se non peggio. La rassicurai dicendole che nessuno ci impediva di rifiutare di proseguire la serata fuori del ristorante o altro. Erano già le 19.00, lei fece la doccia poi la portai in camera da letto, dove lei doveva prepararsi. Era nuda, l'abbracciai e con una mano iniziai a stuzzicarle la clitoride, baciandola sul collo e mormorandole all'orecchio se era davvero tanto zoccola da farsi sei uomini tutti in una volta. Sentii gli umori della vagina inumidirmi le dita e lei sospirare di piacere sotto il tocco delle mie dita, con il pensiero proiettato sulla situazione che di lì a due ore si sarebbe concretizzata. Mi disse sottovoce che anche se non erano persone piacevoli in fondo andava bene lo stesso... Giorgia non volle esagerare con l'abbigliamento, come invece aveva fatto qualche volta in passato quando l'interlocutore era uno o al massimo due. Solo un mesetto prima si era divertita ad "aggredire" un interessante professionista di Roma con cui eravamo in contatto presentandosi all'incontro con una mini con spacco che non riusciva a coprirle il bordo delle autoreggenti ed una scollata camicetta trasparente per nulla in grado di nascondere l'inesistente reggiseni, col risultato che il poveretto ebbe serie difficoltà di concentrazione a condurre una conversazione minimamente intelligente prima che la serata trovasse giusto compimento nella camera da letto della sua casa al mare, dove il tipo sfogò finalmente tutti i suoi ardori tra le cosce di mia moglie. Stavolta invece l'idea di molti uomini la induceva alla prudenza e voleva evitare di provocarli in modo troppo spudorato, almeno all'inizio. Scelse un abitino nero morbido, aderente senza essere attillato. La parte inferiore terminava pudicamente appena sopra il ginocchio, nascondendo del tutto le calze autoreggenti. Scelse un paio di stivali rosso scuro che le permettessero di evidenziare comunque le gambe e le calze. Sopra l'abitino indossò una camicetta di seta blu scuro, con motivi argentati. Il reggiseno sexy a balconcino e mutandine di pizzo nero completavano l'intimo.

Arrivammo al ristorante con una decina di minuti di ritardo sull'orario concordato. Giorgia era nervosa e imbarazzata e mi diede un paio di volte del porco per averla trascinata in quella situazione. Mi sarei quasi voluto divertire proponendole di annullare il tutto, ma non sarebbe stato giusto da parte mia sottovalutare la tensione ed il nervosismo che l'idea del primo impatto con un gruppo di maschi le procurava. Lei è una donna sensuale ed attraente, ma ha il pallino del peso superfluo ed il timore che la generosità delle sue forme non incontri il gusto dell'uomo/ini è sempre latente e la porta all'insicurezza. Entrammo al ristorante e chiedemmo del tavolo prenotato dal fantomatico signor "De Santis". Il cameriere ci condusse in una sala e subito vedemmo il tavolo con quattro uomini seduti a chiacchierare. Quando ci videro dirigerci verso di loro scortati dal cameriere e, riconoscendo subito Giorgia nonostante il viso censurato delle foto viste, si alzarono in piedi e vennero a stringerci la mano. Ci presentammo ed immediatamente scattarono per Giorgia una moltitudine di complimenti. Il viso dolce, il sorriso sincero e gli occhi azzurri evidentemente tolsero anche a loro eventuali dubbi circa quale tipo di persona potesse nascondersi sotto le "patacche" con cui, nelle foto di nudo inviate via e-mail, si censura il viso. Subito Felice, il "leader" del gruppo, con cui avevamo parlato per telefono, ci disse che si scusavano ma due dei sei amici non erano potuti venire, complici gli obblighi del sabato sera con moglie e fidanzate. Ammiccando a Giorgia le disse che avrebbero tentato di fare del loro meglio anche se in quattro soltanto, facendola ridere di gusto. Sciolta la tensione iniziale iniziai a studiare le persone che avevo davanti, mentre si iniziava una piacevole conversazione dalla quale ero più che felice di escludermi, lasciando mia moglie libera di iniziare a confrontarsi almeno verbalmente con i quattro amici. Erano quattro bei tipi: Riccardo, sulla trentina, abbastanza alto e ben proporzionato, Maurizio, il più timido, alto e abbastanza secco, con un naso pronunciato, Matteo, sulla quarantina, faccia un po' da mascalzone, e Felice, che era stato il più "bugiardo" sulla forma fisica, evidenziando nonostante la giovane età, trenta o trentadue anni, una pancetta appena pronunciata. Si iniziò a parlare del più e del meno e solo dopo che era arrivato il primo piatto iniziarono a rivolgersi a mia moglie in un modo più diretto, alternando complimenti a domande sempre meno "formali". Evidentemente la curiosità di cosa spingesse una coppia di coniugi dall'aspetto del tutto normale quale siamo noi due ad un tipo di esperienza apparentemente adatta solamente a gente "strana" si faceva sentire. Saggiamente i quattro uomini si dimostrarono solerti nel riempire il bicchiere di Giorgia più volte e nello stesso tempo mantenendo l'atmosfera allegra e spiritosa. Eravamo seduti ad un tavolo rettangolare stile taverna abbastanza grande, con un sedile a panca e schienale dal lato interno, fisso alla parete, dove io e Giorgia sedevamo vicini, e le sedie su quello esterno. Dopo il secondo piatto, quando vidi che lei era ormai completamente a suo agio mi alzai con la scusa di recarmi alla toilette, e, facendo in modo che Giorgia non potesse vedermi, feci cenno a Felice che poteva prendere il mio posto. Aspettai qualche minuto alla toilette, poi quando tornai vidi che i cinque commensali continuavano a chiacchierare allegramente e che Felice si era seduto al mio posto vicino a mia moglie. Come se nulla fosse mi sedetti all'ex posto di Felice il quale, abbassando un po’ la voce, le chiese se era soddisfatta della compagnia in cui era venuta a trovarsi. Giorgia si mise a ridere ed annuì senza problemi. Matteo le chiese se tutti loro le piacevano e si iniziò una specie di gioco nel quale lei doveva dire cosa le piaceva in ognuno dei quattro uomini. Il gioco andò avanti tra risate ed allegria e battute di spirito. Lei non voleva lasciarsi subito trascinare e prendeva in giro i quattro amici elencandone i difetti anzichè i pregi. Ma i quattro stavano al gioco senza il minimo problema e piano piano la misero piacevolmente alle corde. La conversazione cambiò progressivamente di tono, il sorriso di Giorgia si era fatto languido e rispondeva a voce bassa. Intuendo la situazione finsi di far cadere una forchetta e mi chinai sotto il tavolo, scostando la tovaglia. Come mi aspettavo, una mano di Felice stava accarezzando le gambe di Giorgia, appena sotto la gonna. Visto il mio indugiare nello sbirciare sotto il tavolo, Felice volle gratificarmi della visione della sua mano che risaliva tra le cosce di mia moglie. A malincuore tornai in una posizione normale. La posizione del tavolo permetteva simili manovre senza rischio di essere visti da altri clienti o dai camerieri. Allora Felice iniziò a porre a Giorgia domande sempre più dirette, finchè le chiese cosa indossava sotto il vestito. Lei tergiversò, ma i quattro uomini in perfetta sintonia insistettero in modo irresistibile per saperlo, finchè lei ammise di portare le autoreggenti. Lui chiese per quale motivo aveva indossato le autoreggenti e lei sorrise sempre più imbarazzata. Lui le chiese se per caso le aveva indossate per farli arrapare come dei tori e lei gli rispose laconicamente di si. Felice continuò chiedendole se aveva indossato o no le mutandine. Giorgia rispose che era ovvio che le indossava e per chi l'avesse scambiata. Allora Felice senza scomporsi le ribattè che glielo aveva chiesto solo a beneficio dei suoi amici, perchè lui già lo sapeva da un pezzo che lei portava le mutandine, visto che la sua mano gliele aveva già scostate da qualche minuto. Detto questo, appoggiò la bocca su quella di Giorgia, lei rispose al bacio ed iniziarono ad intrecciare le lingue. A quella vista Matteo si alzò dalla sua sedia e prese posto sulla panca accanto a lei, dal lato opposto a quello di Felice. La conversazione a quel punto ammutolì. La tovaglia che copriva le gambe di Giorgia risalì alquanto. Lei arrossì sorridendo al tocco delle mani di Matteo, interruppe il bacio e chiese ai due uomini che intenzioni avevano e se erano mica matti. Loro mormorarono qualcosa in risposta, poi Matteo le ribattè di non preoccuparsi perché da quella posizione nessuno poteva accorgersi di nulla. Giorgia si guardò attorno timorosa, ma nessuno effettivamente da quella visuale poteva accorgersi di queste manovre, e si rilassò. Fu Matteo quindi a baciarla e ad infilarle la lingua in bocca. I due le presero delicatamente le mani e le fecero abbassare sotto al tavolo e Giorgia si assestò sulla sedia, abbassandosi un pochino. Matteo smise di baciarla per non attirare troppo l'attenzione e le si strinse più vicino iniziando a mormorarle frasi che poteva udire solo lei. Giorgia ogni tanto alzava gli occhi su di me e sugli altri due, aveva il viso arrossato e rispondeva sempre di sì alle frasi che i due uomini le sussurravano. Rifeci la manovra della posata e ciò che vidi mi procurò un'erezione: Felice e Matteo le avevano fatto risalire la gonna fino agli inguini, lei teneva le cosce divaricate, lasciando che le mani dei due amici frugassero avidamente dentro le mutandine. Una mano di lei stava scappellando ritmicamente il cazzo eretto di Felice che svettava dalla cerniera lampo aperta, con l’altra massaggiava con decisione il pacco di Matteo, ancora civilmente rinchiuso. Riccardo e Maurizio, come me, fecero finta di doversi abbassare per non perdersi nulla di quanto stava accadendo. Commentarono quanto stava accadendo rivolgendo a Giorgia domande intime piuttosto spinte. Riccardo le disse di punto in bianco che impazziva per le donne che come lei adoravano il cazzo. Mi alzai per fare da "palo" e mi portati dalla parte di tavolo esposta verso l'esterno. Lei era tesa e non rispondeva. Frattanto il cazzo di Matteo era improvvisamente sbucato fuori dai pantaloni e la mano destra di Giorgia lo avvolgeva muovendosi su e giù. Al sopraggiungere di un cameriere feci cenno ai tre di ricomporsi, al che io, per evitare che la situazione degenerasse inutilmente nel posto sbagliato, proposi di trasferirci subito al motel. Pagammo il conto e ci avviammo alle macchine. Nel parcheggio Matteo ci venne vicino, infilò una mano sotto il vestito di Giorgia e iniziò a palparle spudoratamente il sedere dicendole che lui aveva il cazzo duro e se le andava di fare il tragitto fino al motel in macchina con lui. Le prese una mano e se l'appoggiò sulla patta dei pantaloni. Lei gli accarezzò l'erezione, poi mi abbracciò e mi appoggiò il viso contro il collo, lasciando che l'uomo proseguisse le indecenti manovre in mezzo alle sue chiappe e che io decidessi per lei. Anche Riccardo si avvicinò ed infilò le mani sotto la gonna di lei, palpandola davanti. Allora portai mia moglie nella parte più oscura del parcheggio e i quattro ci seguirono. La feci appoggiare con la schiena ad un furgone che poteva ripararci alla vista di chiunque. Matteo si mise davanti a Giorgia, le infilò le mani sotto la gonna baciandola in bocca. Riccardo e Maurizio la affiancarono e fu subito un groviglio di mani e di dita che frugavano mia moglie nelle tette, tra le cosce e nel culo. Le abbassarono le mutandine al ginocchio e lei li aiutò a sfilargliele del tutto. Matteo tirò fuori il cazzo che lei prontamente avvolse tra le dita. Giorgia si inginocchiò sull'asfalto e se lo fece mettere in bocca. Dopo poche ma avide ciucciate Matteo lo tirò fuori dalla bocca di lei imprecando ed uno schizzo di sperma la raggiunse sul viso ed i capelli. Subito Felice spinse Matteo da parte e avvicinò il cazzo al viso di lei, che senza esitare gli prese il membro in bocca. Mi rendevo conto che erano tutti troppo eccitati, e non mi andava che tutto finisse in quel posto, quindi ribattei che era meglio se ci muovevamo subito e che saremmo entrati nel motel separati. Erano pur sempre degli estranei e non avevo la minima intenzione di lasciare Giorgia sola in macchina con uno o più di loro.

Arrivammo insieme al motel. Durante il tragitto io guidavo e lei rimase in silenzio ad occhi chiusi. Era febbrilmente eccitata, addirittura scossa, nemmeno si era preoccupata di pulirsi qualche filo di sborra che aveva tra i capelli. Andammo a chiedere la nostra camera , sbrigammo le formalità e salimmo in camera. Appena giunti in camera lei mi si gettò addosso infilandomi la lingua in bocca. Era sovreccitata in modo inverosimile. Mi disse che non vedeva l'ora che quei quattro maiali la violentassero. Io la respinsi con dolcezza, le accarezzai i capelli e mi resi conto che non aveva più le mutandine, perse sicuramente durante i minuti trascorsi al parcheggio. Poi la feci sedere sul letto e la baciai teneramente, senza foga. Dopo una decina di minuti squillò il cellulare, era Matteo, e mi comunicò il numero della loro stanza. Uscimmo dalla nostra stanza e percorremmo un tratto di corridoio fino al numero indicato: accostai l'orecchio alla porta e riconobbi le voci dei quattro uomini. Allora sbottonai la camicetta di Giorgia, le abbassai le spalline e sistemai il reggitette in modo da lasciare il seno scoperto con il capezzolo di fuori. Poi velocemente, con il timore che qualcuno passasse proprio in quel momento nel corridoio, le arrotolai l'abitino fin sopra l'inguine e lo fermai con una spilla da balia, in modo da lasciare la fica scoperta. La guardai, era uno spettacolo superbo, vestita ma con le tette di fuori sostenute dal reggiseni, la fica oscenamente esposta ed offerta, incorniciata in basso dal bordo delle autoreggenti ed in alto dal vestito arrotolato. Lei mi guardava inebetita dal piacere che provava a quel trattamento, perfino una prostituta professionista avrebbe avuto problemi ad entrare così conciata in una stanza con quattro estranei. Giorgia invece era allagata di piacere. Le diedi un bacio, bussai, aprii la porta e la feci entrare, richiudendole la porta alle spalle e rimanendo fuori. Sentii in "wow" generale e preparai la macchinetta digitale per scattare le foto. Entrai dieci secondi dopo di lei. I quattro moschettieri erano ancora vestiti e avevano fatto sedere mia moglie sul letto circondandola. La bocca di Giorgia era incollata a quella di Felice, gli altri tre la palpavano su tutto il corpo. Sul comodino, un portacenere colmo di preservativi. Lentamente le sfilarono i vestiti continuando a baciarla ed accarezzarla, poi la sdraiarono sul letto. Maurizio le fece aprire le gambe con le mani e si tuffò sulla fica iniziando a prepararla con la lingua. Riccardo era intento a spogliarsi, Felice continuava ad intrecciare la lingua con quella di lei mentre Matteo le palpava a piene mani le tette ed il culo. Mentre Matteo le toglieva il reggitette Riccardo le mise in mano il cazzo che lei iniziò devotamente a menare. Volevano toglierle pure le autoreggenti ma io li bloccai dicendo che le foto risultavano molto più eccitanti se lei avesse continuato ad indossarle. Appena Giorgia fu completamente nuda Matteo incollò a sua volta la bocca alla sua mentre Riccardo le palpava il culo continuando a farselo menare. Velocemente gli altri si spogliarono e la accerchiarono sul letto. Giorgia a turno baciò con la lingua i quattro uomini, con le mani iniziò un carosello di seghe, menando due uccelli alla volta e cambiando in continuazione mentre 8 mani esploravano il suo corpo e le frugavano ogni possibile intimità. Raramente l’avevo vista così eccitata, calda, disponibile e troia.... Maurizio iniziò a strofinare il cazzo nudo fra le natiche di mia moglie, e vedendo che lei spingeva il sedere contro il cazzo dell’uomo, gli ricordai che doveva infilare il preservativo. Maurizio desistette, ma Matteo si alzò in piedi, fece accucciare Giorgia e le appoggiò il grosso cazzo sulle labbra. Giorgia senza esitare prese in bocca la cappella dell’uomo iniziando a ciucciarla con impegno, al che gli altri tre si alzarono in piedi sul letto attorno a lei e il carosello di seghe diventò un carosello di pompe. Per un buon quarto d’ora a turno si alternarono ad infilare il cazzo nella bocca di Giorgia, che, in estasi, prodigava generose ciucciate e leccate, senza trascurare di passare la lingua su tutte le aste erette insalivandole, e riprendendosi la saliva mentre i cazzi sprofondavano insistenti nella sua bocca. Felice e Matteo riuscirono ad infilarle entrambe le cappelle tra le labbra costringendola ad un doppio pompino. Dopo essersi fatto lucidare l’uccello a forza di slinguate Felice prese Giorgia per mano, si fece passare un preservativo. Lei capì, si distese supina, allargò le cosce toccandosi le tette con le mani, e cominciò a supplicare i quattro porconi di scoparla e di chiavarla perché non ce la faceva più. E' un momento di estasi per me, contemplare mia moglie in queste occasioni, in cui la sua voglia di cazzo prende il sopravvento su ogni altro impulso e la sua femminilità e sensualità esce allo scoperto senza più freni... Felice fu il primo: si fece avanti, le appoggiò la cappella tra le labbra della fica, spinse, e il cazzo entrò come nel burro, facendola gridare di piacere. Frattanto Maurizio appoggiandosi alla spalliera le appoggiò il cazzo sulle labbra, che lei prontamente imboccò ed iniziò a spompinare. Sotto i colpi di Felice Giorgia riusciva, mentre succhiava, anche a segare il cazzo di Riccardo, mentre Matteo era occupato a "vestire" di lattice il proprio membro. Dopo una decina di minuti di vigorosa chiavata Felice estrasse il nodoso cazzo dalla fica di mia moglie tutto gocciolante degli umori di lei e fu il turno di Matteo. La semigirò su un fianco e le immerse senza tanti complimenti tutto l’arnese dentro la fica, fino in fondo al primo colpo. Lei non poteva uggiolare di piacere perché aveva entrambe le cappelle di Riccardo e Maurizio che le premevano sulla bocca gareggiando per entrare e per accaparrarsi i colpi di lingua. Matteo le diede qualche decina di sani e robusti colpi, poi estrasse il membro dalla passera di Giorgia. Non era riuscito a raggiungere la fica per primo, voleva essere almeno il primo a farle il culo. Giorgia adora prenderlo dietro e facilitò l’azione prendendo l’arnese di Matteo e appoggiandoselo sul buco del culo. L’uomo iniziò a spingere, lei mugolava, riuscì a spingere subito dentro la cappella, poi, con un paio di spinte decise tutto il cazzo sparì nello sfintere di mia moglie, strappandole sussulti di piacere. Contemporaneamente Riccardo con una mano iniziò a sgrillettarla. Matteo iniziò come un forsennato a picchiare l'uccello nel culo di Giorgia, finchè fu costretto a smettere per non venire subito. Venne il turno di Riccardo: le salì sopra, le fece aprire le gambe e glielo mise dentro la fica ormai decisamente allargata. Riccardo iniziò a martellarla di colpi, Giorgia con le mani segava i cazzi degli altri e ad ogni colpo emetteva un lamento di piacere. Il cazzo di Riccardo fece il suo dovere e mia moglie si lasciò andare al primo orgasmo, lungo ed intensissimo, sussultando e accompagnando con il corpo le spinte dell’uomo. Riccardo uscì e Maurizio si fece sotto. Lei era rilassata ma lasciò che Maurizio la scopasse ugualmente, godendosi comunque le spinte del quarto maschio. Lei era appena venuta, ma i quattro avevano ancora la pressione alta. Con i cazzi ben in tiro uno alla volta iniziarono ad alternarsi sopra di lei per non più di un mezzo minuto a testa mettendole il cazzo nella fica e lasciando subito dopo il posto al maschio successivo. Lo fecero con un tale vigore che Giorgia iniziò ben presto a godere di nuovo. Ormai lei era completamente partita, si sentiva completamente puttana e iniziò ad apostrofare i quattro uomini chiamandoli "porci" e "brutti maiali", e di darsi da fare di più. perchè non le bastava quello che le facevano, voleva che le dimostrassero di non essere delle mezze seghe. Fu il momento sicuramente più indecente ed esaltante ma anche il più delicato, perchè i quattro di rimando iniziarono ad insultarla pesantemente mentre la sbattevano con tutta la forza che avevano. Le diedero della puttana, della vacca, e lei continuava ad incitarli a spingere più forte e a farle male. A me non piaceva la piega che stava prendendo la situazione, quando Matteo le sbattè il cazzo nella fregna per la quinta o sesta volta dandole della "brutta cagna in calore" mi feci sentire da dietro con voce un po' incazzata e li invitai alla calma e moderazione. Felice allora le salì con le gambe sul viso e volle che lei gli prendesse le palle in bocca. Giorgia, mentre gli altri tre la lavoravano a turno tra le cosce spalancate, insalivò i coglioni all’uomo, leccandoli ed infilandoseli in bocca massaggiandoli con la lingua. Lo stesso servizietto se lo fece fare anche Matteo. Seduto sul viso di Giorgia e con i coglioni immersi nella sua bocca propose agli altri di dare alla puttana la lezione che meritava e di incularla a ripetizione. Le misero un cuscino sotto il sedere per rialzarle il bacino e a turno si misero le caviglie di lei attorno al collo affondandole brutalmente il cazzo nel culo e tempestandola di colpi di bacino. Andarono avanti credo più di mezzora con quel trattamento intenzionalmente sadico. Lei era inebetita dal godimento e dal piacere. Al termine la presero, la girarono e la misero a pecorina, con le mani le separarono le chiappe e vollero che fotografassi le parti intime di mia moglie, ordinandole di far vedere a suo marito che razza di puttana aveva sposato. La fica di Giorgia era usata ed arrossata, ma era il buco del culo ad essere uno spettacolo. Esageratamente dilatato e allentato dai quattro cazzi che vi avevano appena transitato con rabbia, lo si poteva aprire senza difficoltà sbirciando nell'orifizio. Fecero qualche minuto di break. Lasciarono Giorgia sul letto e bevvero acqua dal frigobar. Lei stava prona come se fosse assopita. Posai la macchinetta e le andai vicino. Le accarezzai i capelli con dolcezza, la baciai e le chiesi se era tutto a posto. Lei mi sorrise, ricambiò il bacio e disse che non si era mai sentita così bene in vita sua.... Felice e Matteo, i più intraprendenti, tornarono all'attacco e le dissero che ora volevano scoparla in doppia. La misero sdraiata supina, salirono sul letto inginocchiandosi accanto a lei uno per lato offrendole il cazzo. Giorgia da brava zoccola impugnò i cazzi e se li rimise in bocca per farglieli tornare duri. Quando i due ebbero raggiunto l’erezione desiderata Matteo si mise sdraiato, e Giorgia gli salì sopra, infilandosi nella fica l’arnese dell’uomo. Felice le andò dietro, le appoggiò la cappella sul buco del culo e spinse ma senza riuscire ad entrare, nonostante fosse mirabilmente sfondato. Allora la mia mogliettina provvide a soccorrere i due maschi in difficoltà. Si sfilò dalla fica il cazzo di Matteo e, libera dalla pressione dell'altro maschio, riuscì subito a farsi inculare da Felice. Con il cazzo di Felice ben inserito nel culo abbassò il bacino su Matteo, gli prese il cazzo e se lo guidò nella fica, dove entrò abbastanza facilmente. Il trio si assestò un momento poi i due uomini iniziarono a coordinare le spinte riuscendo a fottere Giorgia all’unisono: Felice spingeva nel culo e Matteo cedeva in fica, e subito dopo viceversa. Quell'indecente spettacolo durò almeno un quarto d'ora. Venne il turno di Maurizio e Riccardo a fare la doppia. Lei si disarcionò da Matteo e salì sopra Riccardo impalandosi sul suo membro, Maurizio le andò dietro e glielo sparò dritto dentro al culo con un colpo solo, dimostrandosi più abile di Felice. Dopo un bel po’ di minuti Giorgia venne una seconda volta. Urlò diverse volte senza riuscire a trattenenersi, e probabilmente riuscì a farsi sentire dalle altre camere, Maurizio e Riccardo sborrarono contemporaneamente dentro mia moglie. Estrassero con circospezione i cazzi dalla fica e dal culo di lei con i preservativi gonfi di latte bianco. Ma Felice e Matteo non sono ancora soddisfatti. Fanno scendere Giorgia dal letto, la mettono a pecorina, l’acchiappano per i fianchi e si concedono un altro giro di monta, infilandoglielo ormai senza distinzione dove capitava. Lei oramai cominciava a sentire anche dolore, ma continuava a godere visceralmente del fatto che quei quattro porci la stavano usando come una vacca da sfondare senza limiti. Matteo è sicuramente il più sadico del gruppo: propone a Felice di salire in piedi sul divano e ordina a mia moglie di affondare il viso tra le gambe dell'uomo. Mentre lei riprende a leccare, lui le va dietro, intenzionato a sottoporla al fist-fucking... infila le dita di una mano nella fregna e le dita dell'altra nel culo, tentando di penetrare con le mani il più possibile. Mi avvicino per badare che non le faccia del male, ma lei continua a godere. Nella fica la mano è entrata con tutte le cinque dita inserite dentro fino all'attaccatura, nel culo Matteo ha infilato completamente solo indice, medio ed anulare e spinge ritmicamente. Giorgia, nonostante sia ormai da anni una troia esperta e navigatissima, è davvero stremata ma anche i quattro sono belli cotti, scopano tutti da più di quattro ore senza quasi interruzione e non ce la fanno più. Decidono insieme di concludere. Giorgia accetta l'ordine di mettersi in ginocchio sul pavimento, i quattro davanti in formazione da rugby. Lei apre la bocca e tira fuori la lingua, i quattro, uno per volta, ci infilano il cazzo dentro. Tenendole ferma la testa si fanno letteralmente una sega dentro la bocca di lei. I ragazzi non sono sieronegativi certificati quindi lei non accetta di bersi le quattro sborrate. Un attimo prima di venire tirano fuori il cazzo e le schizzano lo sperma sulle guance, sulla gola e sulle tette. Quando tutti si sono scaricati lei è in ginocchio, ricoperta di sperma. E' il mio turno e le dò il simbolico colpo di grazia. Le infilo il cazzo in bocca e dopo poche stanche ciucciate le scarico in gola tutto il godimento accumulato quella sera. La nottata è finita. I quattro uomini ci ringraziano, si rivestono e se ne vanno, mentre Giorgia rimane seduta sul tappetino ai piedi del letto, con la fica, il culo e la bocca doloranti e insudiciata dalla sborra che le cola dappertutto, inzuppando l’unico indumento che indossa, le autoreggenti. Mentre va a farsi la doccia, pregustando ora di addormentarsi teneramente fra le mie braccia, mi fa:

“Amore, meno male che non erano in sei….”

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