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cp3roma 42/42 y.o.
Couple
Roma, Italy
Last visit: 15 years ago
Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

Dolce ricordo francese

Prima di diventare esseri completamente civilizzati, io e G. fummo motociclisti. Meravigliose estati trascorse in giro per l'Europa, da fidanzati, con tenda e motocicletta, quando il lavoro e gli impegni ancora lo consentivano. Tanti anni fa, nell'ormai lontano 1996, decidemmo di visitare la Francia del nord-ovest, un magnifico itinerario che ci portò dai Castelli della Loira fino in Bretagna, a Mont-Sant-Michel e successivamente sulle spiagge della Normandia. L'episodio che riporto qui ci capitò proprio durante la prima tappa del viaggio, nelle magnifiche stradine che si snodano lungo la Loira. In quel periodo eravamo ancora agli inizi del nostro lungo e meraviglioso percorso nella trasgressione sessuale, non avevamo una grande esperienza dietro le spalle, ma già sapevamo perfettamente quello che ci piaceva, pur se non lo perseguivamo con la determinazione che raggiungemmo negli anni successivi. G. aveva 26 anni, le sue belle forme erano imprigionate nei jeans usati per andare in moto, i suoi splendidi capelli dentro al casco. Viaggiare in moto è stupendo ma è pure faticoso, e se non si viaggia in autostrada ogni centinaio di km è sempre opportuno fermarsi per riposare e sgranchire le articolazioni. Lungo le strade della Loira si incontrano in continuazione splendidi parchetti addossati al fiume, con l'erba curata, le panchine, le piste ciclabili. Ne scegliemmo uno particolarmente bello per quella sosta. Avevamo comprato panini e Coca-cola in un negozio e ci distendemmo a mangiare sull'erba sotto agli alberi. Erano circa le due del pomeriggio ma il tempo nuvoloso ci risparmiava il caldo torrido. Avevamo trascorso la mattinata a visitare Blois ed eravamo decisamente stanchi. Consumammo il nostro frugale pasto e, al momento di ripartire ci prese la cosidetta "cecagna pomeridiana" e decidemmo di prolungare la sosta riposandoci sull'erba. Ci levammo jeans e giubbotti e ci distendemmo sull'asciugamano in pantaloncini e maglietta. Io mi misi a leggere mentre G. si girò su un fianco e si addormentò. Trascorse circa un'ora. G. era girata dalla parte opposta alla mia, e mi rivolgeva il sedere. Stufo di leggere e non avendo sonno mi misi ad accarezzare la mia fidanzata, facendole dei dolci massaggi sulla schiena. G. mostrò di gradire e mi sussurrò parole dolci. Mentre le accarezzavo la schiena ci passò accanto un signore in bicicletta. Lo notai appena e vidi che ci guardava, ma non ci feci caso più di tanto. Dopo una decina di minuti che era sparito dietro una curva ritornò sui suoi passi, smontò dalla bicicletta e si mise a sedere su una panchina ad una ventina di metri da noi. Il tipo era decisamente attempato, sui 55 anni circa, fisico abbastanza minuto, piuttosto insignificante. Mi resi immediatamente conto che l'uomo tendeva ad osservarci mentre io massaggiavo la schiena della mia ragazza. Avevo già avuto le mie primissime esperienze da cuckold dilettante, per cui la cosa non mi disturbava più di tanto, ma sinceramente non sapevo bene che pesci prendere. Continuai a massaggiare G. che a sua volta non si era accorta di nulla e continuava a godersi il tocco delle mie mani sulla sua schiena. Il tipo, rassicurato dalla mia mancanza di reazione, mi rivolse un'espressione di meravigliata ammirazione guardando il sedere di lei. Io gli risposi con un sorrisetto di circostanza ma non lo incoraggiai a fare nulla. Piano piano però spostai il massaggio sempre più giù finchè arrivai ad accarezzare le natiche della mia donna. Le carezze diventarono sempre più pesanti, fino a trasformarsi in un deciso palpeggiamento. L'uomo ormai non ci staccava più gli occhi di dosso ed ammiccava vistosamente ogni volta che rivolgevo lo sguardo verso di lui. Finchè un bel momento lei se ne uscì con un "Ma cosa vuole quel tipo?". Le risposi laconicamente che stava ammirando apertamente ed impunemente il suo sedere. "Dai, digli di avvicinarsi" mi fece lei, lasciandomi quasi incredulo. Avevamo avuto già (pochissime) esperienze con singoli, ma si era trattato sempre di incontri dapprima conoscitivi, di situazioni attentamente vagliate e ponderate, risolte mai prima del terzo o quarto incontro. Sentirla incitarmi a far avvicinare quello che non sembrava essere altro che uno squallido guardone per giunta anzianotto mi lasciò del tutto allibito. Colsi però la palla al balzo ed iniziai ad infilare i pantaloncini di G. nel solco delle chiappe, scoprendo progressivamente le natiche. Lei lasciava fare, restando in quella posizione che poteva anche lasciar credere che fosse addormentata. Ovviò a questo problema riavviandosi i capelli con un gesto deciso, facendo capire che non stava dormendo affatto. Mi voltai verso l'uomo con un aperto ed eloquente sorriso. Il tizio si avvicinò e si mise a sedere accanto a me. Mi rivolse delle parole in francese che non capii, gli risposi uno stentatissimo "Nous sommes italiens" per fargli intendere che le parole erano inutili. Il tizio appoggiò una mano sul sedere di G. ed iniziò a sua volta ad accarezzarlo. Ero già in stato di mezza erezione, e tirai fuori il cazzo dai pantaloncini iniziando a farmi una sega, mentre con l'altra mano palpavo G. proprio tra le chiappe. Lei sospirò sentendo il tocco di tre mani sul suo sedere. Dopo qualche minuto si girò sdraiata supina, in appoggio sui gomiti. Il francese le passò le mani sulle gambe nude e lei lo guardò negli occhi sorridendo. Mi sentivo eccitato da impazzire, già vedevo nel nostro futuro incontri trasgressivi ben più diretti e spinti di quelli stentati e laboriosi che avevo costruito faticosamente per lei fino adesso. L'uomo si assestò meglio vicino a G., la sua mano scese sull'interno cosce, poi si insinuò sotto il bordo dei pantaloncini. G. cominciò a guardarsi intorno un po' allarmata, timorosa che qualcuno ci potesse vedere, magari un poliziotto, ma a quell'ora del pomeriggio di fine luglio il parchetto era praticamente deserto. Rassicurata, con la mano si scostò le mutandine piuttosto tese, scoprendosi mezza fica, lasciando che l'uomo iniziasse a palpargliela e stimolargliela con le dita. Io continuavo a masturbarmi coprendomi il cazzo con una gamba, allora lui si alzò improvvisamente in piedi dicendoci a cenni di seguirlo e che lì non era un posto sicuro. Raccogliemmo l'asciugamano e seguimmo il tipo, io e lei ci guardavamo e scoppiavamo più volte a ridere. L'uomo ci portò vicino alla riva del fiume, dove la vegetazione era più folta. Ci inoltrammo tra alcuni cespugli finchè trovammo una piccola radura relativamente nascosta. G. allungò l'asciugamano all'uomo e mi venne vicino con fare eloquente. Iniziai a baciarla appassionatamente e lei rispondeva, mentre l'uomo distendeva l'asciugamano per terra. Iniziai a denudarle il sedere abbassandole i pantaloncini, poi il tipo le scivolò alle spalle e le sfilò pantaloncini e mutandine. G. rimase in t-shirt e scarpe da ginnastica, ma era spettacolare anche così. Riprese a baciarmi in bocca ed armeggiò fino a tirarmi fuori il cazzo dai pantaloni. L'uomo si inginocchiò dietro di lei e le infilò il viso nel sedere. Io la baciavo sul collo e sulle tette mentre la testa dell'uomo iniziava a spingere forte da sotto sbilanciandola. "Che bello, amore, mi sta leccando il culo", sospirò lei. Mi piantai bene sulle gambe, le presi una coscia e la sollevai sostenendola in quell'equilibrio precario per fare in modo che l'uomo potesse esplorarla con la lingua a maggior profondità. Alla fine perdemmo l'equilibrio e abbandonammo la posizione. G. si appoggiò a me e si mise a gambe divaricate porgendo il didietro ben aperto al viso dell'uomo. "Oddio, questo mi sta scopando con la lingua, che bravo che è...." mormorò con gli occhi semichiusi che guardavano il cielo senza vederlo. Quando lei fu quasi sul punto di venire si tolse da quella posizione e si sdraiò sull'asciugamano chiedendomi di scoparla. Tolsi i pantaloncini, le andai sopra ed iniziai a stimolarle la clitoride con la cappella.... Mi sentii dire: "Questo lo ha già fatto lui, tu mettimelo dentro, dai". Non mi feci pregare e glielo spinsi dentro. Iniziai a scoparla con buon ritmo. L'uomo si sbottonò i pantaloni e si inginocchiò accanto a noi. G. gli prese il cazzo in mano id iniziò a masturbarlo allo stesso ritmo con il quale io la stavo chiavando. Sapevamo tutti e tre che non era troppo prudente prolungare quella situazione, ci era andata bene finora ma non era il caso di sfidare troppo la fortuna. Andammo avanti in quella posizione per circa 10 minuti poi io iniziai ad aumentare il ritmo. Lei prendeva la pillola quindi iniziai a schizzarle un fiume di sborra dentro la fica, godendo del fatto che anche lei stava raggiungendo l'orgasmo insieme a me, mentre continuava a menare vigorosamente il cazzo del francese. Io uscii ed iniziai a rivestirmi. Lei rimase sdraiata a cosce aperte, con un rivolo di sperma che le colava dalla vagina, e si accostò al francese continuando a scappellargli il cazzo con impegno. Si appoggiò il membro dell'uomo sulla guancia, poi iniziò a baciargli la cappella senza infilarsela in bocca. Con la sinistra lo menava velocemente mentre con la destra gli pastrugnava i coglioni, e mi guardava fisso negli occhi. L'uomo le aveva tirato su la t-shirt e le impastava le tette con le mani. Non resistette a lungo e le sborrò un primo schizzo sulla guancia, un secondo schizzo sui capelli. Lei gli spremette coscienziosamente più volte la cappella ed un altro rivolo di sborra le colò sulle dita impiastricciandogliele. Quest'immagine ha popolato praticamente tutte le seghe che mi sono fatto negli anni successivi. Ci ricomponemmo, e lui ci accompagnò fino ad una fontanella per darci una ripulita. Risalì sulla bicicletta, ci salutò con un cenno della mano e sparì dietro ad una curva di quella splendida stradina lorenese.....

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