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cp3roma 42/42 y.o.
Couple
Roma, Italy
Last visit: 15 years ago
Miscellaneous Fetish Cuckold Threesome Swingers

Addio al nubilato

Quattro anni fa io e G. abbiamo deciso di convolare a giuste nozze. Dopo nove anni di fidanzamento dei quali gli ultimi tre di convivenza abbiamo sentito entrambi il desiderio di dirci reciprocamente di sì. Chiesi a G. di sposarmi una bella domenica di inizio primavera.... eravamo andati a pranzo fuori ai Castelli Romani, e, complice un generoso vino rosso, le chiesi a bruciapelo se desiderava diventare mia moglie. Lei davvero non si aspettava una simile proposta, e ricordo ancora i suoi occhioni azzurri riempirsi di lacrime nel rispondermi di si. Organizzammo tutto in pochissimi mesi, facendo la felicità delle famiglie che ormai avevano perso le speranze di riuscire finalmente a vederci regolarmente sistemati. La nostra intima vita sessuale di coppia già da qualche anno aveva subito una profonda evoluzione. Dopo tre anni trascorsi come una normalissima giovane e felice coppia affiatata ed innamorata avevamo iniziato a sperimentare i piaceri della trasgressione sessuale. Dai film pornografici, all'uso di giocattoli in lattice, al lasciarsi trasportare dalle fantasie sessuali... fino a quando decidemmo di lasciarci guardare da un singolo nel corso delle nostre effusioni.... Quando chiesi a G. di unirci in matrimonio erano dunque già più di quattro anni che avevamo definito e consolidato il nostro rapporto ed i nostri specifici ruoli sessuali. Io ero un felicissimo ed innamorato fidanzato-cuckold che ambiva a diventare marito-cuckold, trovavo un profondo godimento nel lasciare che la mia ragazza facesse esperienze con altri uomini, mentre lei trovava esaltante che il proprio uomo la lasciasse libera di vivere la propria esuberante sessualità, senza alcun limite ma anzi, con tutto l'appoggio e la complicità che poteva desiderare. Iniziammo così i preparativi per il matrimonio, che si sarebbe svolto nella prima decade di ottobre. Per descrivere nella giusta luce come mia moglie visse il proprio addio al nubilato vale la pena aprire una piccola parentesi e raccontare dell'incontro con Maurizio. Conoscemmo Maurizio sulla spiaggia di Capocotta, sulla strada che va da Torvaianica ad Ostia, che è notoriamente l'unico punto dove è ammesso il nudismo sul litorale romano. Va da sè che tale sito è pure assai gettonato come luogo di incontro tra coppie e singoli anche se, sinceramente, io e G. non siamo mai stati degli abituè del rimorchio in spiaggia. Mancavano meno di due mesi al matrimonio e ci eravamo concessi una domenica pomeriggio d'agosto per mantenere la tintarella. Dato che G. prende il sole sempre completamente nuda, accade abbastanza di frequente che uomini soli ci ronzino attorno, ma normalmente è sufficiente ignorarli. Certamente a lei è sempre piaciuto prendere il sole sul lettino senza costume, mostrando le proprie grazie agli uomini presenti, ma abbiamo sempre evitato di provocare apertamente chicchessia standocene per i fatti nostri. Maurizio però ci abbordò in modo deciso e brillante. Era un bel tipo abbronzato, sui 45 anni, fisico asciutto. Dopo essersi accertato che io ero consenziente, riuscì con abile parlantina e savoir-faire a rompere le resistenze della mia donna, fino al punto che riuscì a prenderla per mano e a portarla a fare il bagno con lui. Ovviamente dopo un paio di nuotate li vidi abbracciarsi nell'acqua alta e rimanere una mezzoretta a scambiarsi effusioni mentre non era difficile capire cosa stessero facendo le loro mani. Scambiati i cellulari rimanemmo in contatto, ma le cose da fare erano tantissime (stavamo anche sistemando casa) e non avemmo occasione di reincontrarci. Maurizio però le era piaciuto molto e fu lei a propormi di coinvolgerlo in quella che sarebbe stato il suo addio al nubilato. Non ebbi la minima obiezione, dato che il tipo piaceva anche a me. Lo contattammo e lui fu felicissimo di darci la sua disponibilità per il sabato sera della settimana immediatamente precedente al matrimonio. Avevamo la possibilità di coinvolgere diversi singoli ma preferimmo lasciare tutto al caso ed di trascorrere la serata in uno dei maggiori club privè vicino Roma. Alla mia futura metà stuzzicava l'idea di fare coppia con Maurizio, quindi decidemmo che per quella sera la coppia erano loro due, mentre io sarei entrato nel privè da singolo. G. mi confessò che desiderava scatenarsi ed andare oltre quello che avevamo sempre fatto e che quella era la sua serata. Pertanto istruii Maurizio telefonicamente su cosa ci aspettavamo da lui e lui si esaltò addirittura quando lo misi al corrente dei nostri gusti ed intenzioni. Arrivò la serata e G. si preparò con cura. Mise una camicetta, se così si può definire, di pizzo trasparente nera con sotto il reggiseno che dire che si intravedeva è un puro eufemismo. Una mini elasticizzata pure nera copriva un delizioso paio di mutandine pure trasparenti, mentre le gambe erano avvolte da due costose calze autoreggenti velate. Usò, una volta tanto, trucco abbondante, tanto per indurre maggiormente in tentazione il sesso maschile. Un leggero soprabito scuro per combattere il fresco di quella nottata di fine settembre completava l'opera. Ci demmo appuntamento con Maurizio a piazza Ungheria alle 23.00 , per prendere un cocktail. G. era davvero stupenda e quando Maurizio la vide lo stupore e l'eccitazione gli fecero fare un paio di gaffes immediate. Ma si riprese subito. G. salì in macchina con Maurizio, io li seguii con la nostra macchina. Seppi in seguito che G. aveva lasciato che l'uomo le esplorasse debitamente le cosce con le mani mentre guidava lungo il tragitto. Arrivati al privè entrammo separatamente, prima loro due poi io. Sborsai un sacco di soldi come singolo mi affacciai nella grande sala dove c'era la pista da ballo. Aspettai che gli occhi si abituassero all'oscurità e mi misi in cerca della mia donna. La trovai quasi subito insieme a Maurizio presso il bar, avevano occupato gli sgabelli girevoli e conversavano con un drink in mano. Andai a sedere sul divano e mi gustai lo spettacolo delle cubiste seminude che ballavano, nonchè delle diverse coppie e donne che, dimenandosi, mostravano chi più chi meno generosi porzioni del loro corpo. Maurizio invitò la mia donna a ballare ed io per non farmi vedere da loro salii al primo piano, dove c'era una balconata che permetteva di osservare la pista da ballo nella sua interezza. Loro due ballavano vicini ma ancora non accadeva nulla. Dopo una decina di minuti stavo gironzolando per il locale quando mi accorsi che il dj aveva messo un lento. Tornai alla balconata e vidi G. abbracciata a Maurizio. Avevano le guance attaccate e ballavano lentamente. Le mani di Maurizio erano già arrivate sulle natiche della mia fidanzata e la stava palpando vistosamente. Piano piano con le mani arrotolò la minigonna scoprendo prima il bordo delle calze autoreggenti, poi lentamente giunse alla parte inferiore delle mutandine stesse. Ancora un po' e con le mani accarezzava direttamente le chiappe nude insinuando appena le dita sotto il bordo delle mutandine. Vidi G. incollare la bocca su quella di Maurizio, le loro lingue che si intrecciavano con passione. Chiunque poteva vedere il culo della mia donna e questo fatto mi procurava stilettate di piacere che calmavo massaggiandomi la punta dell'uccello dalla tasca dei pantaloni. Maurizio era divorato dalla voglia di concludere, la prese per mano e la condusse al primo piano, vicino alla balconata dove mi trovavo io. Entrarono nel piccolo settore chiuso riservato alle coppie, ingabbiato da una discutibile struttura in ferro dalla quale i singoli possono osservare senza poter entrare. G. e Maurizio si sedettero su un divanetto e non persero tempo. Con le bocche incollate lei armeggiò con la patta dei pantaloni finchè ne estrasse il cazzo eretto che iniziò a scappellare lentamente, mentre lui le fece allargare le cosce, insinuandole le mani dentro le mutandine. Dovevano essere entrambi più che cotti perchè lui mise subito il preservativo mentre lei si distendeva sul divano. Maurizio le salì sopra e G. lo accolse allargando le gambe. Ero a cinque o sei metri da loro ma vidi distintamente che la penetrò con decisione imponendo subito un ritmo deciso alla chiavata. Non avevano nemmeno perso tempo a spogliarsi. Ritenendo di non essere fuori posto mi tirai fuori il cazzo dai pantaloni e mi misi a menarmelo, incurante di chi potesse vedermi, mentre cercavo di non perdermi nulla di quello che accadeva. G. aveva intrecciato le gambe sulla schiena di Maurizio e lui la scopava in profondità, afferrandola per le natiche e spingendosela contro il corpo in modo da premere con la cappella sul fondo della fica. La musica forte mi impediva di capire se lei gemeva di piacere ma non ne dubitavo. Dopo un quarto d'ora di quel ritmo Maurizio si alzò, la fece alzare, la prese per i fianchi e la mise a novanta gradi sul divano. Diverse coppie e qualche singolo vicino a me si gustarono lo spettacolo della impetuosa chiavata alla pecorina che Maurizio impose alla mia donna, dopo averle arrotolato la minigonna sulla schiena. Con le mani le strizzava i fianchi e li spingeva letteralmente contro di sè, mentre lei faceva del suo meglio per non perdere l'equilibrio, reso precario dalla posizione instabile sul divano. Il ritmo era decisamente forsennato e forse Maurizio pretese troppo da se stesso non riuscendo ad impedirsi di sborrarle improvvisamente dentro. Lo sentii urlare nonostante la musica, poi vidi come erano affaccendati per estrarre con delicatezza il cazzo dalla fica evitando di far fuoriuscire lo sperma dal preservativo. La svestizione dell'uccello di Maurizio fu accompagnata da un piccolo scroscio di applausi dei presenti. G. e Maurizio si ricomposero ed uscirono dalla "gabbia per coppie", tornando al bar. Si presero qualcosa da bere poi iniziarono a gironzolare per il locale abbracciati. Attraversarono la dark room e al buio li persi. Iniziai ad esplorare il privè cercando di ritrovarli, ma finchè non fossero usciti dalla dark room non potevo avere la certezza che non stessero lì dentro. Tornai nella room e mi fermai contro una parete, attendendo. Dopo un paio di minuti gli occhi si erano adattati a quell'ulteriore oscurità, c'erano diverse coppie impegnate in effusioni ma non tardai ad individuarli. Maurizio era appoggiato ad una parete mentre G. era inginocchiata davanti a lui e gli stava prodigando un pompino veramente con i fiocchi, segno per me inequivocabile che non era ancora venuta. Mi avvicinai, Maurizio mi riconobbe ed in silenzio mi pose la mano sollevata per "battere il cinque". Ricambiai il saluto e, visto che lei non poteva vedermi avendo il cazzo di Maurizio infilato fino in gola, gli feci cenno di tacere e scivolai alle spalle di G.. Tanto per vedere quanto era puttana abbassai una mano sotto la minigonna e le infilai direttamente un dito dentro il buco del culo. Lei non poteva sapere che ero io ma senza smettere di sbocchinare oscenamente Maurizio si assestò in modo da porgermi più comodamente il culo. Le infilai lentamente tre dita in culo e glielo slargai convenientemente. Non ho mai saputo se lei mi ha riconosciuto o meno. Maurizio interruppe la manovra scostandosi per evitare di venire una seconda volta, cosa che lo avrebbe messo probabilmente del tutto fuori gioco, ed io pertanto mi ritrassi nell'ombra per non farmi vedere da lei. Tornarono a ballare, vedevo G. decisamente pimpante quella sera. Improvvisamente lei si girò e si mise a ballare in modo indipendente da Maurizio. Lui le scivolò dietro e le mise le mani sui fianchi. G. ballando assecondò la manovra e fece piano piano risalire la minigonna fino a scoprire le mutandine. Poi sempre dimenandosi a suon di musica iniziò a massaggiarsi le tette. Inevitabilmente un paio di giovanotti le si accostarono e lei si adeguò al ritmo dei loro movimenti. Maurizio le stava dietro, ma aveva perso il suo smalto migliore, per cui dopo un po' decise di ritirarsi in buon ordine e si portò al bar dove lo raggiunsi. Chiacchieravamo di quanto fosse zoccola la nostra donna, intanto uno dei due aveva preso il posto di Maurizio dietro G. e le accarezzava i fianchi mentre l'altro le ballava di fronte ma sempre più vicino finchè le appoggiò a sua volta le mani sui fianchi. Il terzetto si era ritagliato un piccolo spazio vuoto sulla pista ed erano al centro dell'attenzione. I due ragazzi iniziarono a stringere sempre di più G. tra di loro, finchè lei non fu più quasi in grado di ballare, ma doveva limitarsi a muoversi a tempo. I due invece si davano decisamente da fare. Quello davanti iniziò a palpare le tette di G. muovendosi sempre a tempo. Le aprì la camicetta e fece abilmente sgusciare le tette fuori del reggiseni. Sempre ballando le raccolse e legò la camicetta sui fianchi. L'altro da dietro fu ancora meno gentiluomo perchè infilò con decisione le mani sotto la minigonna e le abbassò le mutandine. Lei tentava ancora di abbozzare una sorta di ballo ma quello continuava a sfilarle le mutandine che, quando arrivarono a mezza coscia le impedirono in pratica di muoversi. G. allora spinse indietro il sedere, e mentre baciava il ragazzo che aveva davanti, lo strofinò sensualmente contro il pacco dell'altro giovane. A quel punto la presero per mano, le tirarono su le mutandine alla bell'e meglio e la scortarono in un separè libero. Io e Maurizio seguimmo a ruota e ci intrufolammo nei pesanti tendaggi in velluto, scostandoli quel tanto che ci permetteva di guardare quello che accadeva. I due le avevano tolto camicetta, minigonna e mutandine che giacevano calpestate sul pavimento del piccolo separè. Stavano tutti e tre semisdraiati sul divano lei al centro con le mani dei ragazzi che le facevano allargare le gambe e le palpavano affannosamente la fica insinuandosi tra le chiappe mentre a turno le succhiavano la lingua e le spomiciavano le tette scoperte. Lei teneva un cazzo in ogni mano menandoli velocemente. Avevano due rispettabili membri completamente eretti. Dopo qualche minuto uno dei due le sali sul viso e le appoggiò il cazzo sulle labbra. Intervenni e porsi al ragazzo un preservativo che tenevo pronto all'occorrenza. Il ragazzo lo indossò e le mise il pisello in bocca. So che G. detesta il sapore della gomma ma la sicurezza, in certi casi, va prima di tutto. Il secondo intanto aveva messo il preservativo e si occupava del piano di sotto. Si piazzò in mezzo alle cosce aperte di lei, le inserì il cazzo nella fregna in un colpo solo ed iniziò a pomparla. L'altro le si era messo completamente sopra il viso e le scopava velocemente la bocca. G stava sdraiata sul divano con i due maschi sopra che la immobilizzavano, uno che la sbatteva in fica e uno in bocca. La posizione di quello sopra era scomoda allora presto si scavallò sedendosi accanto a G. mentre l'altro continuava imperterrito a scoparla. Maurizio si fece avanti con il cazzo dritto e i due fecero per cacciarlo via in malo modo, quando lei li interruppe dicendo loro che era suo marito e che doveva entrare. I ragazzi si dettero il cambio, quello che l'aveva fottuta finora si mise seduto accanto a Maurizio mentre l'altro la mise a pecorina piazzandoglielo nella fica e costringendola a chinarsi per succhiare i cazzi degli altri due. Maurizio da bravo "marito" godeva del privilegio di farsi succhiare il cazzo senza preservativo e ne approfittava mulinandole sapientemente la cappella in bocca. Il ragazzo venne e tirò fuori il cazzo dalla passera di G.. Maurizio le andò dietro a sua volta, vestì il proprio membro e appoggiò la cappella sull'ano della mia donna. Bastarono tre o quattro spinte e fu dentro. G. si spostò piano piano sopra l'altro ragazzo che da seduto le porgeva il cazzo dritto avvolto dal preservativo. Maurizio, intuendo le intenzioni di G., accompagnò il movimento e la portò sopra il ragazzo. G. si abbassò e lasciò che il giovane le inserisse il cazzo nella fica, mentre quello di Maurizio continuava ad occuparle saldamente il culo. Iniziarono a galoppare dapprima piano poi sempre più forte. Il ragazzo libero si mise in piedi sul divano, prese la testa di G. e se la indirizzò tra le gambe. Le chiese di prendergli le palle in bocca e lei ubbidiente iniziò a leccargli i coglioni mentre gli altri due la pompavano a pieno ritmo. Improvvisamente arrivò per lei un orgasmo devastante. Iniziò a gridare e a supplicarli di farle male e di spingere più forte. Finito l'orgasmo Maurizio uscì dal culo di lei, che a sua volta si tolse da sopra il giovane. Raccolse reggitette e mutandine e li mise nella borsetta, poi si reinfilò la minigonna. La prendemmo insieme a braccetto e lei mi baciò con tenerezza affermando che si stava divertendo veramente tanto. Volle essere accompagnata alla toilette per darsi una sistemata, poi tornammo in zona bar e iniziammo a chiacchierare in tre bevendo rigorosamente superalcolici. G. stava ora senza reggiseni e le sue tette erano evidentissime sotto la camicetta di pizzo trasparente, cosa che non mancava di attirare l'attenzione verso il nostro terzetto. Nei privè dopo che la donna di una coppia ha fatto una o due porcate con singoli viene "schedata" dai presenti che difficilmente la perdono d'occhio, speranzosi che possa venire anche il loro turno. Dopo una mezzoretta di relax fu Maurizio a riaprire i giochi. Chiese a G. se le andava di fare qualcosa per lui e lei annuì divertita. "Allora adesso ce ne andiamo tutti e tre nella saletta di proiezione. Tu ti sfili la minigonna e ti metti seduta da sola a guardare il film. Noi facciamo finta di non conoscerti e non ci avviciniamo. Sei senza mutandine quindi dovrebbe accadere presto qualcosa di piacevole". Lei rispose che eravamo due porci inqualificabili. Ci recammo nella saletta. Sulla soglia sbirciammo dentro la vasta stanza, c'erano tre o quattro tizi che guardavano il film nella penombra. Appena entrammo le quattro teste si voltarono nella nostra direzione. Io e Maurizio ci tirammo indietro sulla soglia, G. guardandoci con aria di sfida si tolse la camicetta e me la porse dicendomi "Tieni, mio sposo". Poi si sfilò la minigonna e la diede a Maurizio. "Adesso levatevi dalle palle e lasciatemi divertire" ci fece. Con indosso solamente il reggitette abbassato, le scarpe e le calze autoreggenti avanzò con passo sicuro nella saletta e andò a mettersi seduta accanto ad un tizio. Il tipo rimase indubbiamente allibito e non reagì immediatamente, G. ne approfittò per aprire per bene le gambe ed iniziare a masturbarsi senza ritegno davanti al film. In un attimo gli altri tre le furono intorno, due davanti e l'altro seduto a fianco. G. iniziò a massaggiare i pacchi dei quattro uomini che in men che non si dica estrassero il cazzo dai pantaloni. Frattanto altri singoli si intrufolarono nella stanza. Lei aveva addosso le mani di tutti e si prodigava per masturbare più cazzi possibile senza tralasciarne nessuno. Quello che ce l'aveva più duro mise il profilattico, le sollevò le gambe e cercò di penetrarla, ma il sedile era basso e la posizione scomoda. Allora invitò G. ad alzarsi e a mettersi a pecorina appoggiandosi al sedile. Le andò dietro e la penetrò stavolta immediatamente. Lei iniziò a godersi la sbattuta appoggiandosi per bene in modo da avere le mani libere. Prese subito in mano i cazzi di altri due mentre altri quattro o cinque singoli gareggiavano per palparla dappertutto. Il primo uscì e subito il suo posto fu preso da un altro, che entrò dentro la mia donna, le diede una decina di colpì ed uscì eiaculando nel preservativo per lasciare il posto ad un terzo che aspettava il suo turno. Tutti chiedevano di essere spompinati ma per fortuna lei ebbe la presenza di spirito di rifiutarsi. Il tizio che la stava scopando decise di cambiare buco e trovando l'ano di G. ormai del tutto allentato dal precedente servizietto di Maurizio la inculò senza nessuna difficoltà. Altri premevano dietro e si mostrarono spazientiti cominciando addirittura a protestare. Il tipo si decise ad uscire, quello che stava dietro aveva già il preservativo e mentre infilava il suo membro nella fica della mia donna lo sentii distintamente lamentarsi con un "Era ora, eccheccazzo!!". Dopo pochi secondi G. si abbandonò ad un lungo e lamentoso orgasmo grazie anche alle poderose spinte del soggettone che non le usava certo un trattamento di favore, ma che continuò a picchiarglielo dentro brutalmente per una trentina di secondi dopo che lei aveva finito di godere. Alla fine lei si ribellò e sgusciò via dal sedile. Sentimmo tutti distintamente il naenderthaliano bestemmiare. Vedemmo G. venire verso l'entrata della stanza allora, di comune accordo, ci nascondemmo per punirla di quel "Levatevi dalle palle". Lei uscì nel corridoio nuda con un capannello di uomini che la seguiva da vicino e rimase interdetta non trovandoci, sapendo che noi avevamo la sua camicetta e la minigonna. Avanzò nel corridoio e scese le scale pensando che fossimo al bar mentre noi la spiavamo da una stanza laterale. Non se la sentì di farsi vedere nuda com'era nella sala grande e ritornò sui suoi passi. I tizi che la tampinavano le tastarono tutti invariabilmente il culo. Non sapendo come risolvere quella situazione e trovandosi nuda e circondata da uomini si appoggiò alla balaustra e li lasciò fare. Quando la andammo finalmente a soccorrere stava facendo una sega ad un tizio, aveva almeno dodici mani addosso che la stavano esplorando ed un altro che si stava divertendo a strofinarle il cazzo eretto contro le natiche. Appena ci vide ci venne incontro irritata e ci strappò i vestiti dalle mani con un poco elegante "Ma andate affanculo, stronzi". Quando però uscì dal bagno delle signore rivestita si era calmata e fu di nuovo carina con entrambi. Ci impose però di portarla immediatamente via da quel posto affermando che quella serata era stata sì fantastica ma ne aveva avuto decisamente abbastanza. Quella notte, dopo aver passato la mattinata del sabato a provare l'abito bianco per le nozze, stabilì il suo record di troiaggine: sette cazzi diversi nella fica di cui due pure nel culo ed io, che dovevo diventare suo marito la settimana dopo, non l'avevo neppure sfiorata. Eppure niente di tutto ciò le impedì, sette giorni dopo, di apparire meravigliosa in chiesa nel suo abito bianco a giurarmi eterna fedeltà. Fedeltà che poi durò invece esattamente venti giorni. Per mia fortuna. Ma questa è un'altra storia.

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