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Mai dire mai - prima parte

Siamo sposati da tredici anni e mia moglie è ancora una donna bella, sensuale e con un fondo schiena da brivido, direi anzi che con la maturità sia ancora più coinvolgente di quando era una ragazza. Spinto da fantasticherie da parte di entrambi che avvenivano durante i nostri rapporti, anni orsono, le proposi di "allargare i nostri orizzonti" e provare in concreto ad accogliere nel nostro letto un'altra coppia; stranamente non si disse contraria ad incontrare amici pur rappresentandomene le incognite.
Purtroppo all'epoca ci si doveva affidare solo ad annunci pubblicati da settimanali del settore con tempi lunghi e qualche rischio, avemmo comunque tre incontri con coppie che però si rivelarono deludenti e non se ne fece mai nulla oltre il solito caffè o la pizza con la conseguenza che Aurelia, così si chiama mia moglie, mi disse "adesso sarai pago, ti ho assecondato ma ti sarai reso conto che è una follia, per favore non chiedermelo più". Non l'ho più chiesto ma ho continuato a pensarlo ed ora, con l'avvento di internet, ho ripreso a prendere contatto con altre persone in rete finché, trovata una coppia che mi sembrava affine e disponibile, decisi che forse potevo tornare ad affrontare l'argomento. Quella sera, mentre facevamo l'amore, io sotto, lei sopra, le chiesi se le sarebbe piaciuto avere a disposizione in quel momento un altro cazzo da ciucciare, non vi dico cosa successe, si mise subito un mio dito in bocca ed incominciò a leccarlo ansimando, i suoi movimenti di bacino diventarono frenetici ed i suoi umori divennero tanto copiosi da bagnarmi tutta la pancia. Decisi che forse era il momento giusto.
La mattina dopo presi contatto con Marco e Greta, la coppia selezionata, ed inviai loro una e-mail con una nostra normale foto ricevendone in cambio una loro un po' meno casta ed il loro numero di cellulare. A casa, dopo cena, messi a letto i bambini, affrontai l'argomento, "ieri sera sei stata fantastica, mi piacerebbe che ti ripetessi in una serata con reggicalze e.. tanta allegria", "sabato portami a cena fuori e vediamo cosa possiamo fare" disse, " veramente pensavo a qualcosa di diverso" replicai, "tipo?","un incontro a quattro", "non se ne parla nemmeno, l'argomento lo abbiamo chiuso tanto tempo fa" rispose irritata, "dai fammi contento, ieri sera non mi sembrava ti dispiacesse l'idea", "non essere noioso, non mi va e non tornare più sull'argomento, rivolgiti a qualcun'altra" e chiuse la conversazione alzandosi ed andandosene lasciandomi così deluso e un po' amareggiato. Il giorno dopo mi scusai telefonicamente con Marco spiegandogli la cosa, mi disse di non prendermela, che spesso succedeva e che era estremamente difficile per alcune donne decidere di fare il primo passo così "a freddo", che magari poi al momento giusto, opportunamente coinvolte, sarebbero state disponibili ed in quale maniera! Non era la prima volta che gli capitava. Mi consigliò di porla davanti al fatto compiuto, non un incontro organizzato tra noi quattro che non avrebbe fatto altro che irritarla maggiormente, dovevo trovare un'altra soluzione, forse, disse, "se la porti in un club privèe a sua insaputa", "figurati", non lo feci continuare, "non è mica scema, se ne accorgerebbe subito", "no", replicò, "se ci vai presto, quando c'è poca gente, sembra un normale locale e noi potremmo essere lì ad aspettarti e far sembrare il tutto casuale e poi ho in mente un locale dalle mie parti che fa al caso tuo". "Ti farò sapere", risposi.
Come fare per portare Aurelia in club spacciandolo per una discoteca ed a duecento chilometri da casa nostra? Mi venne in aiuto un invito che avevo sulla scrivania. La sera a casa le dissi che dovevo organizzare la partecipazione ad una giornata di studio nella città di Marco ed avevo necessità di prendere accordi con un albergatore per l'utilizzo di una sala, perché non andarci insieme sabato pomeriggio, pernottare e poi tornare a casa domenica? Accettò!
Informai Marco, mi fornì il recapito di un albergo, del club e ci demmo appuntamento per sabato sera tra le 22 e trenta e le 23.
Arrivammo in albergo verso le 17, saliti in stanza, feci finta di dover andare a parlare con la direzione per la sala ma invece feci un giro in macchina per vedere dove era il club, individuai anche un ristorantino a metà strada dall'albergo, alle 19 tornai in camera, Aurelia era quasi pronta, mi feci una doccia e mi preparai. Lei era magnifica, aveva un vestito nero con la gonna vaporosa che finiva a mezza coscia ed una giacca che le copriva le spalle che il vestito senza spalline lasciava nude. La cena fu piacevole e cercai di farla bere un po' il magnifico vino bianco che avevo ordinato. Poco dopo le 22 salimmo in macchina, "andiamo in qualche locale a bere qualcosa" dissi, "perché? Torniamo in albergo" rispose e contemporaneamente mi prese una mano e se la mise sotto la gonna e sentii in alto sulle cosce la sua pelle liscia e calda, aveva indossato le autoreggenti! "bellissimo... ma approfittiamo del fatto che siamo soli e in un'altra città, facciamo un giretto, tanto è ancora presto" replicai, "non ti lamentare se poi magari sarò troppo stanca" rispose.
Arrivammo al cancello del locale, " proviamo qui, me lo hanno consigliato in albergo" dissi ed entrai nel parcheggio.
Scesi dalla macchina ed andai verso la porta, al citofono dissi di essere stato invitato da Marco e mi fu risposto che erano stati avvertiti, andai poi a prendere Aurelia e la invitai ad entrare, all'ingresso lei si stupì delle formalità, "sai è un locale per soli soci e noi non lo siamo" risposi e, prendendola sottobraccio, la condussi nella sala discoteca, ero finalmente riuscito a portarla dentro un privèe, la mia eccitazione saliva alle stelle! L'interno era poco illuminato e la pista vuota, vidi solo tre coppie sedute ai salottini, non riuscivo a vedere se Greta e Marco erano già lì, d'altronde li avevo visti solo in foto. Ci sedemmo e poco dopo arrivò una cameriera vestita in modo succinto ma elegante ed ordinammo da bere, "leggerina la tipa" disse Aurelia alludendo all'abbigliamento della ragazza; parlammo del più e del meno quando una voce maschile mi chiamò, era Marco, "ciao! Che caso incontrarti qui. Greta vieni che ti presento un amico".
Greta era semplicemente sexi nel suo vestitino verde cortissimo, talmente aderente da lasciare chiaramente intuire i sui capezzoli turgidi, era più bassa di Aurelia ma egualmente carina. Ci presentammo e, mentre Greta parlava con Aurelia, Marco mi disse "ci sei riuscito grande marpione, tua moglie è una favola, vedremo di coinvolgerla, Greta è nostra complice" che nel frattempo, accavallando le gambe, mostrò con chiarezza che anche lei indossava le autoreggenti. Parlammo un po', bevemmo un altro drink e Greta, ad un certo punto, chiese diretta, "è da molto che frequentate i club privèe?", io allibii, Aurelia sbiancò! "non mi dite che non sapete dove siete?" continuò Greta, con un viso duro Aurelia rispose "NO! E non ne avevo neanche l'idea" "e tu?" "Non l'avrei mai sospettato, mi è stato consigliato in albergo", mentii spudoratamente, "si è fatto tardi, andiamo" disse alzandosi irritata Aurelia, "aspetta, non è la fine del mondo, in questa zona è come se stessi in un normale locale, nessuno ti costringerà a fare ciò che non vuoi, al limite, ma molto più tardi, potrai assistere a qualche scena spinta ma sempre contenuta" disse Greta trattenendola per un braccio "e poi", continuò, "non siete almeno un po' curiosi? Dai.. oramai ci siete, è solo una nuova esperienza e poi siamo adulti, perché rovinare una serata, non dirmi che non hai mai visto un film porno e che non ti sei eccitata all'idea!". Aurelia si risedette lanciandomi una occhiataccia, "non dovete preoccuparvi" continuò Marco con tono pacato, "nessuno vi disturberà! Siamo conosciuti e vi prendiamo sotto tutela e se volete vi facciamo anche da Cicerone"; in quel momento l'atmosfera non era assolutamente intrigante, anzi direi piuttosto tesa.
C'erano pochissime persone nel locale e nessuno in pista, "portiamoli a fare un giro adesso che non c'è nessuno" suggerì Greta per superare il momento, "se Aurelia è d'accordo" risposi, "a me non interessa" con tono duro e Greta, tirandola dolcemente per la mano, "dai.. non fare l'orsa, consideralo come quando lui vuol fare l'amore e a te non va, una sorta di dovere coniugale", si convinse a seguirci ma mi lanciò uno sguardo fulminante.
Ci incamminammo al lato opposto della sala, dove vi era una porta a doppio battente che normalmente si trova nelle cucine dei ristoranti "l'ingresso della sala a specchi" disse Marco, "ma venite di qua" continuò, al lato della stanza iniziava un lungo corridoio quasi completamente al buio se si eccettuano delle piccole luci in basso, tipo quelle del cinema, ogni tanto c'erano come delle finestre, "guardate questa è la sala clou del locale, all'interno, per due lati le pareti sono a specchio ma alcuni di essi permettono di vedere dall'esterno", era quella la funzione delle finestre, curiosai e vidi una sala con un pavimento che sembrava irregolare, dal colore blu, i due lati non forniti di specchi avevano una panca continua in muratura ricoperta da un cuscino dello stesso colore del pavimento, al centro, sospesa al soffitto, una strana imbracatura con tante cinghie, evitai di chiedere a cosa servisse, in alto uno schermo proiettava un film porno, la stanza era deserta.
Continuammo per il corridoio e poi girammo a destra per un altro corridoio identico sempre con delle finestre che terminava su delle scale, a sinistra si apriva un varco protetto da una spessa tenda, "la sala proiezione" disse Greta, scostai la tenda e vidi un ambiente con un grande divano a forma di semicerchio davanti ad un grande schermo che proiettava lo stesso film della "sala a specchi" ai lati, delle nicchie con divani, anche questo ambiente era deserto.
Proseguimmo su per le scale che finivano su un corridoio con tre porte a destra e tre a sinistra come in un albergo, Marco arrivò alla seconda porta, tirò fuori dalle tasche una scheda magnetica, la fece scorrere sulla serratura ed aprì la porta, "i salottini" disse, entrammo, al centro della stanza c'era un grande letto senza sponde, ci si poteva girare intorno, alla parete destra un divano e due poltrone, al lato sinistro la porta aperta del bagno ed un piccolo angolo bar. Greta chiuse la porta, Marco inserì la scheda magnetica nel frigorifero e tirò fuori una bottiglia di spumante, dal mobile prese quattro bicchieri e ci servì invitandoci a sederci al salottino, Aurelia prese posto in poltrona, Greta la imitò sull'altra, Marco ed io ci accomodammo sul divano.
Era imbarazzante. eravamo in quella camera, l'atmosfera era pesante per via di Aurelia che era rigida e assente, "avete visto quasi tutto" ruppe il ghiaccio Marco, "c'è ancora da vedere?" chiesi "si, il tutto...,come dire.., in funzione! Ma rilassatevi è ancora presto" disse Greta e versò altro spumante.
Parlammo dei rapporti all'interno di una coppia, raccontammo le nostre precedenti esperienze negative, poi Greta decise che era il momento di agire, si alzò senza dire niente, con grande naturalezza si inginocchiò davanti a me, mi tolse la giacca, mi slacciò la cintura ed iniziò a massaggiarmi il petto, poi mi sbottonò i pantaloni, me li scese insieme con gli slip, mi prese il cazzo ed incominciò a leccarmelo. Non sapevo più cosa fare, Aurelia, con le mani sui fianchi, era letteralmente impietrita sulla sua poltrona con lo sguardo assente, Marco guardava impenetrabile, cercai di non pensare ed aspettai le reazioni, il mio membro diventò immediatamente duro alle sapienti leccate di Greta, mi azzardai ad allungare le mani per toccarle il seno, era sodo, in un attimo lei tirò giù la lampo laterale del suo vestito liberandolo, come avevo sospettato non aveva il reggiseno, chiusi gli occhi e mi lasciai andare, Greta era stupenda, mi leccava tutto il cazzo dalla punta alle palle comprese, ogni tanto mi stimolava con la mano ed io continuavo a toccarle le tette, ad un certo punto iniziò a mugugnare mentre mi leccava, riaprì gli occhi e vidi che Marco le aveva tirato su la gonna e stava scopandosela da dietro, realizzai che non portava neanche le mutande, girai lo sguardo verso Aurelia e.. con somma sorpresa, vidi che si era tirata su la gonna ed, a gambe larghe, aveva infilato una mano dentro il perizoma. Si stava masturbando !!!!! Mi staccai da Greta, andai da Aurelia, le misi il cazzo in bocca e lei prese a leccarmelo continuando a toccarsi, Marco se ne accorse, si avvicinò anche lui, si inginocchiò davanti a lei e, scostando il perizoma, incominciò a leccarle la fica; Greta, rimasta sola, si avvicinò e prese a toccarle il seno, allora aprii la lampo del vestito di Aurelia e le slacciai il reggiseno senza spalline, la sua terza abbondante esplose gonfia per l'eccitazione, Greta incominciò a leccarle i capezzoli mentre lei continua a ciucciarmelo. Ad un certo punto Marco prese per mano Aurelia e la condusse verso il letto, lei aveva gli occhi chiusi e nel fare quei pochi passi il vestito scivolò sul pavimento lasciandola in perizoma ed autoreggenti. Marco la mise alla pecorina ed incominciò a scoparsela con tutto il perizoma, Aurelia sembrava assente, io mi distesi sul letto al loro fianco e Greta mi salì sopra e si mise il mio cazzo dentro, mentre la scopavo la accarezzavo e le leccavo i capezzoli, dopo un po' anche Aurelia e Marco avevano assunto la stessa posizione, girai lo sguardo e vidi mia moglie, sempre con gli occhi chiusi, che si dimenava sul cazzo di Marco mentre lui le toccava le tette, allungai la mano per sentire il caldo dell'inizio delle sue cosce non coperte dalle autoreggenti, al contatto, si girò verso di me e, sempre con gli occhi chiusi, roteò più volte la lingua sulle labbra e poi disse "non era questo che volevi?" dopodiché continuò, rivolta a Marco, sempre roteando la lingua sulla labbra, "dai scopami, sfondami, fammi godere", a quella affermazione sentii che non potevo più trattenermi, afferrai forte Greta per le natiche e le venni dentro, per fortuna mi accompagnò gridando in quella esplosione di sensi.
Dopo qualche attimo sentii mia moglie urlare "siiii, dai... di piùùù, vengoooo" e Marco "sii, dai. che grande fica che sei".

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