Una gioia irrefrenabile ti avvolge, penetra in ogni poro della tua pelle, in ogni singolo neurone della tua mente. Lo rivedrai, sarai ancora sua. Una certezza assoluta in te: non lo deluderai di nuovo, NO, MAI, MAI PIU'.
Senza distogliere lo sguardo dall'abito che ha scelto per te, sciogli lentamente il pareo, lo lasci cadere a terra; devi prepararti per lui, essere come sai che lui ti vuole, splendida, fiera, sottomessa, Sua.
Ti dirigi verso il bagno, la grande vasca idromassaggio sembra osservarti, invitante, apri i rubinetti, lasci che l'acqua scivoli tra le tue dita, aspetti che raggiunga la giusta temperatura, lasci cadere poche gocce del tuo profumo nell'acqua e ti adagi mollemente, chiudendo gli occhi, premi un pulsante, i getti dell'idromassaggio accarezzano il tuo corpo, rilassano i tuoi muscoli, vuoti la mente, ti abbandoni ai tuoi pensieri, alle tue fantasie, a Lui, a ciò che ti chiederà ed a ciò che farai, per lui, con gioia.
Minuti, lunghi minuti che si trasformano in ore, mollemente adagiata, persa nel tuo io. Poi decidi di riscuoterti ti sollevi, il corpo grondante solo un velo di rimpianto sapendo che quell'acqua ha lavato dal tuo corpo anche i segni del tuo e suo piacere, ma la consapevolezza che presto la sua pelle sarà ancora sulla tua, i tuoi umori ancora scivoleranno sulla tua pelle, mescolandosi al tuo sudore, al suo. Un fremito scuote il tuo corpo, i capezzoli si induriscono di colpo. Mio Dio chi è quest'uomo, chi è, come può il solo pensiero di lui portarti ad una tale eccitazione, ad un desiderio così spasmodico, come ha potuto annullarti in lui, capire che questo era ciò che desideravi, da sempre. Non importa, no, nulla importa, solo tu e lui, VOI.
Ti sdrai sul letto, un occhiata all'orologio, le 17, manca ancora molto, troppo tempo al momento in cui lo rivedrai, il tempo sembra essersi fermato, vorresti poterti perdere in un abisso di nulla e risvegliarti alle 20, pronta per lui.
Ti sdrai sul letto, nuda, lasci che la dolce brezza che muove le tende della finestra accarezzi il tuo corpo, la tua mano, inconsciamente, prende le palline, quelle palline che.., le sue palline. Le muovi piano sul tuo corpo, lasci che accarezzino la tua pelle, il tuo viso, senti ancora acuto, su di loro, l'odore del tuo piacere, che rinfocola il tuo desiderio. A malincuore le lasci cadere accanto a te, non puoi, non ora, non riusciresti a resistere al desiderio di accarezzarti, ti portarti, da sola, verso quel piacere che lui ti ha negato, giustamente negato.
Oblio, sensazioni, fantasie, il tempo scorre, le 18, le 18,30, le 19.
Basta ti alzi, devi prepararti per lui, nulla deve essere lasciato al caso, devi essere esattamente come lui ti vuole.
Davanti allo specchio inizi a truccarti con cura, studi attentamente il tuo viso, lasci che rimmel, matita, rossetto ti rendano ancora più bella. Si, sei soddisfatta di te, il tuo sguardo scivola sul tuo seno, vedi i capezzoli ancora turgidi, senti spasimi improvvisi al tuo ventre, l'eccitazione che da ore cerchi di contenere non ti abbandona e preme in te, tenendoti sospesa in un limbo ovattato di piacere continuo, inimmaginabile.
Prendi con cura l'abito che lui ha scelto per te, la seta scivola tra le tue dita, immagini la carezza del tessuto sulla tua pelle eccitata, immagini le sua mani sfilare quell'abito, scoprire la tua pelle, stringere i tuoi seni. Lo posi di nuovo, accanto a te, guardi i collant, poi il tuo sguardo corre alle palline, ancora appoggiate sul tuo letto. Ricordi bene i suoi ordini, quasi impressi a fuoco nelle tua mente; ti siedi sul bordo del letto, le palline tra le tue dita, accarezzi il seno trattenendo un gemito, poi le lasci scivolare sulle cosce, sulla pelle profumata, risali lentamente sfiorando la tua peluria che scopri umida, che senti fremere al contatto di quell'oggetto, soprattutto immaginando che, ancora una volta, siano le sue dita a guidarlo su te, in te. Ti apri lentamente, le tue dita sulle grandi labbra, gonfie di desiderio, un dito si bagna in te, lo muovi piano, come sai che lui farebbe, sul clitoride, girandoci attorno, piano, premendolo leggermente, per poi lasciarlo
scivolare di nuovo tra le labbra, ad aprirti, a prepararti. Ecco, senti la pressione della prima pallina, ti aspetti di trovare una lieve resistenza in te, ma...il desiderio e l'eccitazione sono tali che inaspettatamente la senti scivolare in te, il tuo corpo la inghiotte quasi, strappandoti un lungo gemito roco, facendoti sussultare, subito la seconda la segue, non puoi aspettare, vuoi riprovare quella sensazione di pienezza in te, spingi, le dita contratte, il busto un poco chinato, spingi, suoni inarticolati dalle tue labbra, ondate di piacere che partono dal tuo ventre, scoppiando nel cervello, le tue dita che indugiano su te, sulle labbra, sul clitoride. Basta Giorgia, basta, non devi, lui non vuole. A fatica cerchi di ritrovare un poco di lucidità, strappandoti da quell'oblio di piacere in cui stavi affondando, afferri i collant, sfiorano le dita dei tuoi piedi. Mio Dio, anche solo quel contatto ti da i brividi; lasci che scivolino sulle tue gambe, tendendole con cura, ammiran
done i delicati ricami, poi ti alzi in piedi, per un attimo la testa si svuota, la mente si annebbia, non ti aspettavi che ad ogni movimento le palline sapessero darti tanto piacere. Cerchi di concentrarti sul collant, lo tendi tirandolo verso l'alto, senti le sottili cuciture sulla pelle, sul tuo sesso ipereccitato, ti chiedi come potrai resistere, nascondere ciò che stai provando. Non sai come, ma sai che lo farai, per lui.
Riprendi l'abito, lo infili con cura, lasciando che la seta dia mille sensazioni al tuo corpo, lo lisci accuratamente con le mani, osservandoti, ti piaci, molto e sai, speri, di piacere anche a lui. Ora i sandali, pelle morbida, odore ci cuoio, ti chini ad infilarli, e.. chinandoti...le palline ti procurano nuove contrazioni di piacere, quasi una scarica elettrica. Respirando a fondo allacci il primo, poi il secondo, la bocca aperta, il respiro roco, affannoso, la mente che sembra svuotarsi per lasciar posto solo al piacere, tanto, troppo....e finalmente ti rialzi, lentamente, sai che devi imparare a dosare i tuoi movimenti, sai bene che lui ti ha imposto questo come prova, che lui vuole che tutto ciò ti dia piacere ma..solo lui deciderà se e quando potrai giungere all'orgasmo, e non puoi e non vuoi deluderlo.
L'orologio, le 19,40, basta, non resisti più, un ultimo sguardo allo specchio che ti rimanda la tua immagine, l'immagine di una bella donna, l'immagine di un viso ansioso, l'immagine di due occhi persi nell'attesa e nel desiderio; l'abito modella splendidamente il tuo corpo, si appoggia sui seni, quasi sorretto dai capezzoli turgidi, per poi scivolare morbidamente lungo il tuo corpo, fino ai fianchi, disegnandoli sfacciatamente, fasciandoli, rientrando appena in corrispondenza del tuo pube e poi scendere graziosamente fino ai piedi. Ti avvii verso la porta, il collant accarezza il tuo sesso, il tuo clitoride, le palline ondeggiano in te, senti le gambe cedere, un'ondata di calore al viso, No Giorgia, non devi, resisti, per lui. Con un immane sforzo ti neghi il piacere, scacci l'orgasmo, mai avresti immaginato di fare ciò, eppure una fierezza ed un orgoglio inaspettato ti colgono, si fiera di essere sua, di obbedirgli. Chiudi la porta alle tue spalle, scendi lentamente con l'ascensore
, scopri con piacere che il tuo corpo si sta adattando a questa nuova situazione, imparando come muoversi per trarre piacere pur..controllandosi, a perdersi e cullarsi in una lenta marea di piacere che aumenta piano, per poi lasciarsi controllare se resti immobile, defluire, per poi riprendere. Attraversi la hall come in un sogno, scendi due gradini, il bar, ti guardi attorno, lui non c'è. Sciocca, è evidente, sono solo le 19,48, ha detto alle 20. Un tavolino d'angolo, vuoto, ti siedi, accavallando le gambe, senti gli sguardi degli altri ospiti su te, sai che gli uomini ti desiderano, che le donne ti invidiano, è una sensazione esaltante, e la devi a lui, solo a lui. Certo tu sei sempre tu, ma lui ha saputo aprire la tua mente, spingerti a mostrare il tuo charme, a vivere la tua vera te stessa.
Mentre ti guardi attorno, aspettandolo, inconsciamente i tuoi muscoli iniziano a contrarsi lentamente, per poi rilassarsi e contrarsi di nuovo. Sfidi con lo sguardo le altre persone, non sanno cosa stai facendo, non sanno cosa stai provando, ti stai masturbando, si masturbando con la mente, con il corpo, li, tra la gente ignara, e... ti piace. Alzi lo sguardo, LUI, una involontaria contrazione al ventre, quasi un orgasmo, i seni che si tendono, li senti premere l'abito, sai che i capezzoli spingono, provocanti, eccitati, visibilissimi, ma non importa, nulla importa, lui è li, Abbassi lo sguardo, ... Aspettando.
Si china su te, sorridendo, senti il suo sguardo scorrerti sulla pelle, il suo profumo avvolgerti, le sue labbra accanto al tuo viso, un leggero bacio sulla guancia, poche parole sussurrate "sei splendida", un moto d'orgoglio, di gioia; si siede accanto a te senza smettere di osservarti. Un cameriere si avvicina silenzioso, posa davanti a voi due flute, osservi i bicchieri, sempre più stupita: Kir royale, come, come sapeva anche questo, come poteva sapere che è il tuo aperitivo preferito? Non importa, nulla importa, vedi la sua mano afferrare un bicchiere, porgertelo lentamente, cercando i tuoi occhi, sollevi lo sguardo nel suo, vi leggi dolcezza, prendi il flute, sfiorando le sue dita, senti un brivido; la sua mano indugia per un attimo sulla tua, poi prende il suo bicchiere, lo solleva, dedicandoti un silenzioso brindisi, lo segui con gli occhi, copiando ogni suo gesto, i bicchieri che si avvicinano alle labbra, l'effervescente frizzare dello champagne, il dolce sapore della crema
di cassis, fusi mirabilmente a creare quel gusto aspro e dolce, fruttato, scivola tra le tue labbra, riempie il tuo palato, scorre in gola, rinfrescandola, allontanando per un attimo quella arsura che ti ha colto da quando è arrivato, dovuta ad eccitazione, attesa, desiderio, paura forse, non di ciò che ti attende, ma paura di deluderlo, di non essere all'altezza.
Bevete in silenzio, senza distogliere lo sguardo l'uno dall'altra, i vostri corpi, le vostre menti parlano per voi.
Poi lentamente si alza, prende dolcemente la tua mano, "posso avere l'onore di averti a cena con me Giorgia?" un tuffo al cuore, la mente in subbuglio, odiandoti per non riuscire neppure a dire un semplice si, ti alzi, accennando ad un sorriso, prendi il braccio che ti offre, lo segui, attraversando la sala, fiere di essere al suo fianco. Uscite senti il suo braccio sfiorare il tuo corpo, muovere leggermente la seta dell'abito che ti fascia, accarezzare la tua pelle; un auto in attesa, ti apre la portiera, ti invita a salire. Ti sembra di vivere un sogno, colmata di attenzioni, lui che si dedica a te, facendoti sentire importante, una Regina, e soprattutto cogli, inequivocabilmente, che per lui ora sei importante, una Regina.
L'auto si avvia, nessuno parla, forse nel timore di rompere quell'atmosfera, guida sicuro, attento, tra vicoli sconosciuti e suggestivi, poi la campagna, filari di alberi al tramonto e finalmente un cascinale in lontananza, si ferma, scende aprendoti lo sportello, restate immobili per un attimo, rapiti dalla suggestione del luogo.
Si un vecchio cascinale, ma elegantemente ristrutturato, ti guida verso l'ingresso, un cameriere vi fa strada verso una saletta, una tavola apparecchiata, candele, fiori. Con un cenno congeda il cameriere, scosta una sedia, ti fa accomodare; sei deliziata e turbata da queste attenzioni, sfila da un vaso una rosa rossa, te la porge, ne annusi il profumo penetrante, fissandolo negli occhi, uno spasimo improvviso ti ricorda le palline in te, una eccitazione incontrollabile ti assale, vorresti che ti baciasse, che ti stringesse, che ti spogliasse lentamente lasciando che le sue mani scoprano ogni segreto del tuo corpo per poi farti sua, lì, su quella tavola elegante, tra candele e fiori, con dolcezza, decisione, sua, fino in fondo.
Sai che legge in te, eppure sembra ignorare i tuoi pensieri, si siede di fronte a te, inizia a chiacchierare, ad ascoltarti, mentre silenziosi camerieri servono la cena, perfetta sotto ogni aspetta, dalla scelta dei cibi ai vini, ai digestivi. Ti sembra di vivere i un mondo parallelo, di essere protagonista di uno dei tuoi sogni di bimba, il principe azzurro che ti trasporta nel suo mondo di favola, ti lasci cullare da tutto ciò, ma, spesso, sempre più spesso, un banale movimento del tuo corpo, un innocente accavallare di gambe, ti procurano stimoli, sensazioni, desideri che non sono da bimba, non sono da favola, ma da donna, femmina, consapevole, desiderosa.
La cena finisce, l'aria fresca della notte vi accoglie, salite in auto, Il buio della notte intorno a voi nella campagna sembra ancora più buio, guardi fissa davanti a te, senti il tuo respiro accelerare, chiudi gli occhi, ti lasci cullare dai tuoi pensieri, le mani in grembo, che premono sul tuo ventre, il bacino che ondeggia piano, le labbra dischiuse, persa nella tua voglia, risvegliata dall'attesa, forse dal vino, certamente da lui e dalle sue attenzioni. Le palline, il collant che accarezza le tue nudità, che sfiora i tuoi punti più sensibili.
La sua mano, oddio la sua mano, finalmente sulle tue gambe, le sfiora leggera, muovendo la seta del tuo abito sulle cosce, sui collant, spasmi improvvisi, desideri violenti. Non osi muoverti, temi che un tuo movimento, un tuo gesto, un sospiro troppo forte faccia scomparire tutto ciò. Ma...la sua mano ti abbandona, NO, che hai fatto ora, perché? Perché? Improvvisamente qualcosa sul tuo viso, seta, una benda, la senti stringere, sugli occhi chiusi, dietro la nuca, stringere e costringerti al buio, al nulla. Ora la sua mano accarezza le tue braccia nude, scende verso le tue mani, ancora abbandonate in grembo, sui tuoi polsi, uno scatto improvviso, qualcosa di freddo ti imprigiona, ... MANETTE. Un sussulto, ora hai paura, si paura. Ti sei forse spinta troppo oltre? Troppo avanti? Ti sei fidata di lui, ma chi è lui, cosa sai di lui? NULLA. Ed invece lui sembra sapere tutto, troppo dite.
Ora il tuo respiro è affannoso, tremi, eppure, dentro te sei sicura di poterti fidare di lui, Vuoi fidarti di lui, ed essere sua. Questo pensiero ti tranquillizza un poco, cerchi di scacciare i pensieri più terrificanti dalla mente, di vuotarla, pronta ad accoglierlo. L'auto si avvia..verso...l'ignoto.
Il lieve ondeggiare dell'auto provoca stimoli crescenti, un mare di desiderio ti sommerge, ora scordi tutto, paura, ansia, ora vuoi essere sua, qualunque cosa egli voglia da te.
Senti i tuoi umori impregnare il collant, ti sembra di cogliere il tuo odore penetrante pervadere l'auto, vorresti chiedere la sua mano, portarla su te. Ma devi restare in silenzio.
Ora il rollio dell'auto è più regolare, traffico intorno a voi, forse una autostrada, mio Dio dove ti sta portando?
Non importa, ovunque ma con lui
L'auto si ferma, sei colta alla sprovvista, senti la sua portiera aprirsi, poi la tua, la sua mano sul tuo braccio, decisa, ti fa scendere. La benda sul viso ti trasporta in un nulla fatto di sensazioni, odori, rumori; cogli rumori d'auto, puzza di benzina, parole ovattate e lontane. Ti lasci guidare; improvvisamente la sensazione di un ambiente chiuso, in contrasto con la brezza notturna di poco prima, uno strano odore che non sai definire, una porta si apre, vieni spinta avanti, con decisione e dolcezza, percepisci un ambiente stretto, i tuoi sandali posano su...un graticcio in metallo? Ma dove sei? Dove ti ha portata? Non importa, lui è con te.
Senti il suo corpo contro il tuo ora, le sue braccia stringerti, ti lasci andare, appoggiandoti ad una parete.
Le sue mani calde, abili, che ben ricordi, accarezzano il tuo corpo attraverso l'abito, la seta accarezza la tua pelle guidata da lui, suoni inarticolati dalla tua gola, soffocati, sai, senza che lui debba dirtelo, che devi stare in silenzio, ma è difficile, troppo a lungo hai negato al tuo corpo il piacere, ora lo senti crescere in te, come una marea, ti avvolge la mente, sfiora il tuo corpo, come una calda guaina ti copre, ansimi a bocca aperta ora, le sue labbra sul collo, mentre la sua mano..siiiiii, finalmente la sua mano preme tra le tue gambe, ti spingi contro lui, ondeggiando il bacino in gesti convulsi, sempre più rapidi, cercando piacere, cercandolo, lo senti frugarti con decisione, l'abito si bagna di te attraverso i collant ormai fradìci, le gambe piegate il busto proteso, sua, sua come non mai.
Solleva il vestito, con gesto brusco strappa il collant, hai un fremito, assurdamente di piacere, pronta a lui, la sua mano si bagna in te, lo senti afferrare l'anello delle palline, muoverle con abilità, con sapienza, tirarle un poco, spingerle in te, di nuovo tirarle, temi che una volta ancora le strappi da te negandole, ma sai che stavolta non fiaterai, accetterai. Le sue mani sulle spalle, ti fa voltare appoggi le mani alla parete, senti il freddo di piastrelle velate di umidità sotto le dita, leggermente scivolose, non importa, nulla importa: l'abito sollevato in vita, il sedere proteso indietro, le sue mani ora sulle natiche, le aprono piano, poi le stringono e di nuovo le aprono, in una sfinente carezza, accentuata dalle maledette, benedette palline in te. Sei in un mondo tutto tuo, fatto solo di sensazioni ormai, pronta a cogliere ogni fremito della pelle, ogni tocco delle sue dita.
Qualcosa di caldo, di umido scorre nel solco tra le tue natiche, intuisci che è la sua saliva, un dito la raccoglie, la muove su te, sul tuo buchino, preme piano, forzandolo, oddio no, oddio SIIII, si, tutto, tutto
Spingi con decisione il bacino contro quel dito, lo senti aprirti, forzarti, entrare in te, muoversi in te accarezzando le palline, dandoti spasmi di piacere inauditi, un secondo dito, preme la tua apertura, scivola in te. Li senti aprirsi, a forbice, muoversi, allargarti, senti il tuo buchino dilatarsi cercando...si, cercando il suo sesso, lo vuole, lo vuoi.
Eccolo, ne senti il glande premere sull'ano lasciato aperto e vuoto dalle dita, i tuoi muscoli contrarsi, poi piano rilassarsi, la sua mano sul tuo clitoride, lo accarezza abilmente, spingendo, i tuoi muscoli cedono, ti senti aprire, di più, lo senti scivolare in te, mordi le labbra per trattenere un gemito e spingi contro lui, ti impali da sola su li, lo vuoi, disperatamente.
Le sue mani sui tuoi fianchi ora, decise, ti afferrano, ti guidano in una furiosa cavalcata, gambe molli, la mente vuota e tanto tanto piacere.
Le sue dita tra i tuoi capelli strappano di colpo la fascia, i tuoi occhi velati di piacere mettono a fuoco a fatica, colpi sempre più rapidi e possenti in te, l'orgasmo che sale, un groppo alla gola, arsa, secca, la lingua che si muove su quelle piastrelle, il viso che ci si appoggia, girando scompostamente a destra e sinistra. Il piacere, eccolo eccolo, lo senti, intenso, partire dal tuo ventre, scorrere nel tuo corpo, scaldarlo, pur facendolo rabbrividire. Il fiato mozzo, una lunga apnea, mentre di colpo le gambe cedono, ti lasci andare, quasi sostenuta solo dal suo sesso, il piacere che cola tra le gambe come mai ti è successo, come mai avresti pensato, sperato, un lungo, lunghissimo orgasmo, che pian piano sui affievolisce mentre lui continua a spingere in te, ed ecco che riprende il piacere, la sua mano muove le palline mentre il suo sesso spinge ancora, ed ancora, la mente si svuota di colpo, non è possibile no, ma un nuovo orgasmo ti coglie, più dolce del precedente, più appr
ezzato, più dirompente forse, che ti lascia ansante, senza forza, contro quella parete, quasi rannicchiata sul suo sesso ancora in te, ancora duro.
Ora i suoi movimenti si fanno più lenti, ma più profondi, cogli ogni movimento in te.
Lentamente tira le palline, le senti avvicinarsi alla vulva, scivolare fuori, la prima, con un sordo plop, muove un poco la seconda, ed ecco anche questa esce, un sussulto, le sue mani sulle tue spalle, esce da te, ti fa voltare, ti spinge in ginocchio.
Il suo sesso svettante davanti a te, al tuo viso, lo guardi negli occhi, una muta preghiera, lo vuoi ora, tra le labbra, in bocca. Ed eccolo, ecco il suo odore, così desiderato, così amato,si posa sulle labbra, scivola in te, la sua mano ti guida, colpi decisi, ti scopa in bocca ora, sua completamente sua, si completamente. Colpi che senti in gola, sapore acre, piacevole, eccitante, lo senti gonfiarsi in te, di più, ancora più veloce, ed eccolo esplodere, il suo seme caldo in gola ti fa sussultare ed improvvisamente senti un altro orgasmo sconvolgerti un orgasmo della tua mente, diverso dai precedenti, nuovo, inaspettato, vieni con lui, insieme, uniti, bevendolo.
Lunghi attimi, solo i vostri respiri che rallentano, il cuore che batte meno rapido, i sensi che faticosamente riprendono contatto con la realtà. Una carezza sfiora i tuoi capelli, sollevi lo sguardo aprendo gli occhi che avevi chiuso nell'estasi, vedi il suo sorriso, leggi il suo orgoglio per te, si, è orgoglioso di te e tu lo sei per te stessa, per come ti sei data a lui, per come sei sua.
Volgi attorno lo sguardo, riconosci il locale, uno squallido bagno d'autogrill, lurido, puzzolente, solo ora cogli queste sensazioni che prima erano coperte da ben altre. Sai cosa ha voluto fare, dimostrarti che ovunque, se sei con lui, ci siete solo voi, e non ti infastidisce essere in ginocchio su un graticcio umido, bagnato da umori estranei, lo fai per lui e ne sei fiera.
Ti aiuta a rialzarti, ti stringe a se, hai le calze strappate, il vestito umido e macchiato, ma non importa, sei tra le sue braccia, felice.
Uscite assieme, abbracciati, dirigendovi verso l'auto, non importa se qualcuno ti ha visto, se qualcuno pensa chissà che di te, sei tra le sue braccia.
Il ritorno in hotel è come un sogno, accoccolata sul sedile ma stretta a lui, che guidando accarezza i tuoi capelli. La hall, il portiere, la chiave, l'ascensore, lui preme il bottone del secondo piano, il tuo piano, si ferma, le porte si aprono, ti sorride, buonanotte Giorgia, un leggero bacio a fior di labbra e.le porte si chiudono. Ti dirigi barcollando verso la tua camera ebbra di gioia, di piacere, ti lasci cadere sul letto, addormentandoti con lui nella mente.
Uno squillo improvviso, a tentoni afferri il telefono, sarà lui? No, la voce professionale del portiere, "mi scusi signora ma oggi è prevista la sua partenza e dovrebbe liberare la camera entro le 12". Un tuffo al cuore, lo avevi scordato, oggi parti, torni a casa, guardi l'orologio, le 12, ti alzi a fatica, cercando di snebbiare la mente, solo lui nel cervello, non puoi perderlo. Afferri il telefono, 322, la sua camera, lunghi squilli, nessuno Dio mio, no, no, ti prego, rispondi, rispondiiiiiii. Nulla.
Con il vuoto nella mente raccogli in fretta i tuoi abiti, ti cambi, le valige, butti tutto alla rinfusa, scendi come un automa, chiedi il conto, il viso ancora segnato dalla notte passata, dal sogno divenuto realtà. Ancora un tentativo, guardi il portiere," scusi potrei lasciare un messaggio al signore della 322?" ti guarda con lo sguardo di chi ha capito tutto, un sorrisetto d'intesa, "mi spiace signora, il signore è partito 2 ore fa" le gambe ti cedono, il cuore sembra fermarsi, lo hai perso, senti le lacrime colmarti gli occhi, giri il capo, non vuoi dare anche questa soddisfazione al portiere.
Il facchino ti porta i bagagli nell'auto, sali, accendi il motore e parti, sola, ora puoi lasciare che le lacrime solchino il tuo viso, ora puoi lasciare che il mondo scorra attraverso una patina umida davanti a te, ora nulla ti importa, autostrada, autogrill, molti, troppi ricordi, e ancora conservi nella valigia un collant strappato e pregno di te, almeno quello, un ultimo ricordo di una vacanza inaspettata e trascorsa troppo in fretta.
Ecco, luoghi familiari, la tua via, la tua villetta, il giardino ben curato, parcheggi l'auto, tuo marito ti aspetta, un bacio tiepido, sei lontana da lui, come mai lo sei stata.
Poche parole, scambi banali raccontando false giornate oziose, una scusa, sali in camera, ti chiudi in bagno, piangendo. Accendi una sigaretta, affacciandoti alla finestra, lasci che lo sguardo scorra su luoghi noti, abituali, cercando di riappropriartene, di rifarli tuoi, ben sapendo che non sarà mai più così. Rumori conosciuti, rumori nuovi, un camion di traslochi nella villa vicino, accidenti anche la tua amica del cuore si è trasferita, chissà chi arriverà.
Guardi senza interesse gli operai che scaricano mobili di buon gusto, tappeti, quadri, ma tutto è lontano, ovattato.
Un auto entra nel cortiletto della villa a fianco, il cuore si ferma, la portiera si apre, LUI.. scende dall'auto, con passo sicuro, si avvia verso la villa.
Lui, il tuo nuovo vicino, apre la porta di casa sua, sta per entrare, vorresti chiamarlo, farti notare dirgli che sei li, SUA.
Si volta lentamente, il suo sguardo scorre lungo i muri di casa tua, la tua finestra, i suoi occhi nei tuoi, porta lentamente la mano alla bocca, un bacio in punta di dita che vola fino a te, che fa volare lontano la tua mente, fremere il tuo corpo, che riempie il tuo cuore di gioia, mentre lui entra, ma ora è li, vicino a te, e tu sei SUA.
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Mia moglie confessa finalmente
Allora,non so da che parte cominciare, c'è tanta carne al fuoco.Siamo una coppia di 47 e 46 anni, insieme da sempre, sposati e con un figlio.Come succede a tutte le coppie prima o poi, anche noi dopo tanti anni abbiamo subito un calo di desiderio reciproco dovuto alla routine,alla monotonia e ai problemi quotidiani che ti assorbono tutte le energie.In questi ultimi anni per cercare di venirne fuori e ritrovare la nostra intesa ho cercato di capire quali erano le sue fantasie e cosa la faceva eccitare avvicinandomi anche alle tematiche cuckold per cercare di coinvolgerla.Naturalmente il pensare a lei mentre veniva presa da un'altro mi eccitava parecchio e anche lei mentre scopavamo e le raccontavo le mie fantasie godeva da matti.Purtroppo al di fuori dell'atto sessuale di questi discorsi si parlava poco e anche se poi sono riuscito a farle promettere che avremmo realizzato qualcuna di queste fantasie, in concreto successe ben poco.Sentivo che c'era qualcosa che la bloccava ma in cuor mio speravo si sbloccasse lavorondola ai fianchi con continui imput.Invece qualche giorno fà è successo quello che non mi aspettavo più anche se lo sapevo senza certezza.Partiamo dalla confessione, come spesso accade le stavo scrivendo qualche porcata su whatsapp, le solite cose, quanto sei porca, chissà se con un'altro cazzo lo saresti di piu ecc..Ad un certo punto il fulmine a ciel sereno, mi scrive: "comunque posso dirti che uno stretto lungo l'ho gia preso, scusami", potete immaginare come mi sono sentito, un conto è saperlo senza prove, un'altro è sentirselo confessare cosi candidamente.Stranamente non mi è montata la rabbia, anzi il mio cazzo si è svegliato in un attimo e lo ho risposto "cioè?".E lei: "in quel periodo ho scopato con uno, al motel,mi sono sempre sentita in colpa a tal punto che non sono piu riuscita".Io: "con chi, troia, lo sapevo, devi raccontarmi tutto".Lei: "questa sera ma giura che mi perdoni".io: "mi stai facendo eccitare come un porco e ti perdono solo se lo rifarai per me e con me".Lei:"si, forse ora si".Io:"non stò nella pelle, voglio sapere tutto, non vedo l'ora".Lei: "ok, scusami mi sento una merda perchè dovevo dirtelo prima, anche se sono certa che lo avevi già capito".Io:"lo avevo già capito ma non avevo la certezza, l'importante e che finalmente ti sei liberata da questo peso, ora cominciamo a vivere".Come potete immaginare aspettavo trepidante che tornasse dal lavoro, appena entrata mi abbraccia con le lacrime agli occhi chiedendomi scusa e sedendosi sul divano inizia a raccontarmi la storia.Ha conosciuto quest'uomo su una chat come semplice amicizia e parla oggi, parla domani, si sono scambiati il numero di cell. e sono entrati sempre più in confidenza sfogandosi a vicenda e raccontandosi ognuno le proprie storie e i propri problemi, lui separato con due figli e lei che in quel periodo non andava d'accordo con me.Questo rapporto mi ha detto che è durato 5 o 6 mesi finchè un giorno lui le disse che voleva incontrarla e lei accetto.Lui era di Torino e una sera si incontrarono, andarono a mangiare e parlarono molto, si creò una bella sintonia e decisero di rivedersi ancora.La seconda volta, vista la lontananza decise di prendere una camera in albergo per non dover fare la strada di ritorno la notte, lei si fermò in pezzeria, prese due pizze e mangiarono in camera sul letto.Dopo mangiato iniziarono a baciarsi e toccarsi, lui la leccò e la masturbò facendola godere molto e lei fece altrettanto, un bel pompino, aveva un cazzo stretto di diametro ma molto lungo e mi ha confessato che aveva un buon sapore e le è piaciuto molto.Arrivati al culmine dell'eccitazione lui le ha chiesto di poterla scopare, lei era bagnatissima e ne aveva una gran voglia ma non avevano i preservativi e non se l'è sentita(non prendeva la pillola).Allora giusto per farlo comunque godere si è dedicata al suo cazzo con la bocca facendolo impazzire fino a farlo godere, lui stava per veniree continuava dirglielo pensando di toglierlo dalla sua bocca ma lei non lo ascoltò e lo fece sborrare in bocca continuando a pomparlo finchè non uscì l'ultima goccia.Aveva la bocca piena di sborra di uno che non era suo marito ed era eccitata come la più grande delle troie, lui era in estasi e le disse che non aveva mai goduto in questo modo fantastico.Per quella sera finì così ma naturalmente non la storia.Si incontrarono ancora una volta, stessa procedura, cena e poi a letto, mi ha raccontato che era in accappatoio, lo aprì e lui era già eccitato, lei si tuffò sul cazzo e inizio a spompinarlo, lui la spogliò e la leccò per bene infilandole qualche dito nella figa fradicia.E fu così che arrivò il momento, mise il preservativo e la penetrò, mi ha detto che non capiva più nulla, era in estasi, quel cazzo sguazzava nei suoi umori, lo sentiva entrare e uscire in tutta la lunghezza e si sentiva troia ma libera, l'unico problema è che era troppo lungo e quando le sbatteva in fondo le faceva male.La prese in diverse posizioni e alla fine lei volle cavalcarlo, è la sua posizione preferita, ma mi ha detto che non riuscì a prenderlo tutto per via del dolore ma che ebbe un orgasmo da paura.Lo fecero per tre volte quella sera e godette come mai aveva goduto, purtroppo come spesso succede lui si innamorò e lei invece si riempì la testa di sensi di colpa e decise di interrompere la relazione.Questo è quanto, ora ditemi,cosa pensate ora della mia signora?Ora sembra più serena e anche se non ci siamo ancora arrivati la vedo molto decisa e più complice nel voler realizzare le mie fantasie, speriamo presto.
100191
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11 anni fa
pillinca,
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Ultima visita: 1 mese fa
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per le donne di sexylombardia
petali di rosa. Passa il vento e vi solleva o petali di rosa che a terra vi adagiate come ali di farfalle stanche mentre il giallo diseccato dei pistilli resta inerme a guardare le rosse bianche spoglie che in volo verso l'alto più non san tornare. Ma l'uccellino dalla nota lieve canta ed esulta sù quel caldo candido tappeto di petali di rosa. Eh! la vita eterno effluvio di gioia nella sua breve fragilità. un bacio a tutte Valerio1000
97165
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17 anni fa
valerio,
32
Ultima visita: 10 anni fa
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