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VACANZA (prima parte)

Sprazzi di vita, di vita vissuta, che a volte porta ad immedesimarsi, a rincorrere i propri sogni, stanchi di nasconderli e negarli. Sentendo il bisogno di viverli.
In vacanza, finalmente, e finalmente sola, senza marito, senza lavoro, una settimana tutta per te. Esci dall'Hotel e lentamente ti dirigi verso la piscina, guardandoti attorno. Non c'è ancora nessuno, in fondo sono solo le 9, prestissimo per chi è in vacanza. Scegli il lettino, studiando attentamente la zona in cui pensi ci sarà più sole durante la giornata, togli il pareo che ti serve da copricostume e ti adagi mollemente cominciando a gustarti la calda carezza del sole sul tuo corpo, sentendola scaldare la tua pelle. Una rivista di enigmistica tra le mani e la mente che si vuota gustandosi quel nulla che sola una vacanza solitaria può dare. Tra dormiveglia e lenti anagrammi il tempo scorre, senti voci attorno a te, persone che, come te, vengono a farsi scaldare la pelle, illudendosi che scaldi anche i loro cuori. Poca gente, in fondo è periodo di bassa stagione. Il caldo sole comincia a velare di piccole gocce di sudore il tuo corpo, piacevolmente, e la tua mente si vuota di ogni dovere. Tu, sola, null'altro e nessun altro a cui pensare, finalmente. Ti senti osservata, giri lentamente il capo e lo vedi seduto su un lettino non lontano dal tuo, il corpo già abbronzato, occhiali da sole a coprirgli parzialmente il volto ed un sorriso enigmatico sul viso. Distogli lo sguardo, ti disinteressi immergendoti nuovamente nell'enigmistica; ma continui a sentire, insistente, quello sguardo su di te, o forse è il tuo desiderio di sentirlo che te lo fa immaginare. Volgi lentamente il capo e. ecco, quasi immobile, ancora li, a fissarti; ti volti di scatto con un gesto di insofferenza, ma è vera insofferenza? O forse quello sguardo continuo su di te stuzzica la tua vanità? Da quanto non ti sentivi desiderata? Da quanto non sentivi la carezza di uno sguardo maschile, sfacciata ed invadente, impudica quasi? Desiderata? Ridi tra te e te. Desiderata? Ma è solo uno sconosciuto che ti ha guardata, nulla più, la tua fantasia sta volando troppo, probabilmente è solo un uomo che si guarda attorno e, casualmente, per due volte, il suo sguardo coperto da occhiali scuri, ha incrociato il tuo, o forse guardava oltre te, cercava la ragazza bionda seduta un pò più in là. I tuoi pensieri volano lontano, da quanto tempo non senti il brivido che dà l'essere desiderata da un uomo, da quanto tempo sei relegata al ruolo di moglie e madre? Da quanto solo il tuo lavoro assorbe tutta te stessa? Dove tutto è scontato, dovuto, NOIOSO? Da quanto il tuo cuore non accellera i battiti incrociando lo sguardo di un uomo e rubandone i pensieri? Sciocchezze, solo la tua sciocca fantasia che ti fa immaginare ciò che non c'è. Si, pensi ridendo, è certamente così, ora mi volterò, ti dici, e lui sarà immerso nella lettura di un quotidiano, o starà avvicinandosi pian piano alla biondina accanto. Sorridi con te stessa a quel nuovo gioco, ecco ora mi volto: uno, due e .. tre. Il respiro ti si blocca di colpo e resti immobile sentendoti avvampare; lui è lì, sorridente, davanti a te, un bicchiere tra le mani, il vetro appannato dalla gelida bibita colorata, senti la gola secca; si china porgendotelo "buongiorno, con questo caldo bisogna reintegrare i liquidi, posso?" ti porge il bicchiere che afferri lentamente insultandoti per la figura da idiota che stai facendo; non riesci a spiccicare parola, sei rossa, quasi lui potesse leggere i tuoi sciocchi pensieri e le tue illazioni di poco prima. Finalmente sussurri un "grazie" e porti il bicchiere alle labbra. Ora non hai dubbi, senti il suo sguardo su te, non sono fantasie, lo senti, insistente e caldo, che brucia più del sole, ed assurdamente ogni tuo gesto assume significati nuovi; ti scopri a pensare a come stai sorseggiando la bevanda, a come le tue labbra si posano sul bordo del bicchiere, a come le vede lui, senti il freddo e dolce liquido scivolare in te, procurandoti un brivido; e sempre, sopra tutto, il suo sguardo. Le sue parole scorrono nella tua mente, una conversazione banale, ma non sono le sue parole a turbarti, ma il suo sguardo attraverso le lenti oscurate. Lo senti scivolare piano sulle tue spalle, scendere lentamente lungo la schiena, seguire le morbide curve delle tue natiche. Ti accorgi che, inconsciamente a tale pensiero contrai i muscoli, quasi a proteggerti, difenderti, ma realizzando subito che quell'improvviso contrarsi dei tuoi glutei sodi potrebbe far pensare ad altro. Sei paonazza ormai, la mente in subbuglio, arrabbiata con te stessa perché ti stai comportando come una sciocca quattordicenne; cerchi di ritrovare il tuo autocontrollo, di dire qualche frase simpatica, di circostanza. Lui è seduto sul bordo del lettino, le tue braccia sfiorano involontariamente le sue gambe, devi sollevare il capo per guardarlo e questo ti mette a disagio, in soggezione; Vorresti alzarti, sederti, ma.. hai slacciato il reggiseno del costume per evitare quelle odiose righe bianche sull'abbronzatura e non hai il coraggio di allacciarlo con lui così vicino a te. "ha una pelle molto delicata" sussurra "dovrebbe proteggerla meglio dal sole" A queste parole si alza, lo senti muoversi dietro te e improvvisamente senti cadere sulla tua schiena cotta dal sole gelide gocce di crema, rabbrividisci ma subito le sue morbide mani si muovono su te, una lunga carezza, che parte dalle spalle, sciogliendo i tuoi muscoli contratti, scende lenta lungo la schiena, si muove sui fianchi. Hai un moto di ribellione, "ma come si permette questo stronzo? Ora gli do uno schiaffo". Ma senti questi pensieri scorrere in te lontani, quasi non fossero tuoi, perché le sue mani su di te, le mani di quello sconosciuto, ti danno sensazioni scordate, desiderate da troppo tempo. Sei immobile, gustandoti quell'inaspettato massaggio e nel contempo temendolo per ciò che suscita in te. Non hai più controllo sul tuo corpo, ti senti razionalmente troppo sfacciata, non vorresti permettergli di fare ciò che sta facendo, ma non puoi impedirglielo. Si, vuoi le sue mani, vuoi le sue carezze, vuoi i brividi che ti procura, anche se ciò ti fa sentire una donna facile e ti fa infuriare perché intuisci che lui sa bene ciò che stai provando. Abbassi il capo sul lettino, scostando i capelli dal collo, offrendoglielo, e subito le sue mani lo avvolgono, lente, abili, sensuali; sembrano sapere, da sempre, dove e come accarezzarti. Si accarezzarti, perché ormai quelle mani non stanno più semplicemente spalmando della crema, né massaggiandoti, stanno accarezzandoti, e ti accorgi di desiderare quelle carezze, sempre di più. Le mani lentamente abbandonano il tuo collo, scorrono ancora sulla tua schiena, scivolando lentamente vicino ai tuoi seni. Resti immobile, tesa, VUOI CHE LI ACCAREZZI, CHE LI TOCCHI. Questa certezza esplode nella tua mente, improvvisa, si vuoi che quello sconosciuto ti accarezzi il seno, ti muovi piano, cercando di avvicinarlo alla sua mano, inarchi un poco il busto, sollevandolo. Ma lui allontana la mano, la riporta sulla schiena, lenta, sicura. Ti mordi le labbra, perché? Non può non aver capito cosa desideravi, sei stata sfacciatamente chiara, perché? Ma il tuo corpo si lascia nuovamente trasportare dalle emozioni che le sue mani ti donano, ora quelle mani sono sulle tue gambe, lentamente sfiorano i tuoi polpacci, salgono, piano, sulle cosce. Vorresti urlare, senti i tuoi capezzoli premere contro il lettino, eccitarsi ancor più ad ogni tuo minimo movimento, e sai che, inconsciamente, ti stai muovendo proprio per quello. Senti il tuo bacino ondeggiare piano, quasi chiedere alle sue mani...ti spaventa ciò che pensi, tu, una donna rispettata, uno sconosciuto alle tue spalle che ti accarezza, no, basta, reagisci, razionalizza. Ora gli dirai di smettere Ma ecco che le sue dita sfiorano l'interno delle tue cosce, dolci, eccitanti, ti accorgi che dischiudi un poco le gambe REAGISCI. DIGLI DI SMETTERE Ma il tuo corpo non può obbedire a ciò che realmente la tua mente non vuole, la tua mente non può più obbedirti, quasi non fosse più tua. Le sue dita sfiorano...inavvertitamente... il tuo slip, ti sfugge un gemito e.... Le sue mani ti abbandonano Si staccano da te No, resta qui, accarezzami ancora Vorresti chiederglielo, implorarlo quasi Lo senti alzarsi, passare accanto a te, posa lentamente davanti al tuo viso un bigliettino e si allontana senza voltarsi. Sei turbata, frastornata, con fatica la tua mente ti riporta alla realtà mentre i tuoi occhi non smettono di seguire la figura che si allontana, come un sogno che svanisce al mattino e che vorresti afferrare ma non puoi. Vedi il bigliettino, cerchi di mettere a fuoco le parole vergate con calligrafia sicura. Solo dei numeri e poche parole Stanza 322, terzo piano, ti aspetto, ORA! Hai un improvviso moto di rabbia, sei furiosa con lui; ti aspetto ora? Ma chi si crede di essere, e chi crede che tu sia? Una sciocca ragazzina pronta a correre da lui per due carezze? Strappi il bigliettino, la lasci cadere a terra STRONZO PRESUNTUOSO! No, non mentirti, sei furiosa con te stessa non con lui, si furiosa perché ti accorgi che lo desideri, che vuoi correre da lui, furiosa perché lui lo ha capito, perché ha letto in te ciò che tu vuoi, ciò che desideri. Senza neppure rendertene conto ti alzi, allacciando il reggiseno, avvolgi il pareo attorno al corpo, fremendo al contatto con la stoffa, e, quasi in trance, ti avvii verso l'hotel, entri, l'ascensore, la gente intorno a te, rumori, profumi, tutto è ovattato nella tua mente, tutto lontano ed indistinto, quasi come se fossi trascinata da una forza invisibile in un mare di nebbia, anelando di raggiungere..... Raggiungere cosa? Sciocca, sei una sciocca. Fermati, torna in piscina, dimostragli che non sei ciò che lui crede L'ascensore, stampata nella tua mente l'immagine di quel bigliettino, poche parole: Stanza 322, terzo piano, ti aspetto, ORA! una mano preme il pulsante del terzo piano, la tua mano Si, sei ciò che crede lui, vuoi ciò che lui sa che tu vuoi, disperatamente. L'ascensore si ferma, le porte si aprono, il corridoio vuoto, il tuo sguardo scorre i numeri sulle porte 312, 318, ...322 E' socchiusa, resti immobile, una silenziosa lotta in te, vorresti spalancare quella porta, buttarti tra le sue braccia, chiedergli di accarezzarti, di farti sua, di darti piacere, ma nel contempo lo temi, sei una donna adulta, intelligente, razionale; già razionale: voltati, vattene, dimostra ciò che sei. Una voce da dietro la porta, improvvisa, inaspettata, bassa e decisa "Entra, ti aspettavo" Una vampata di calore sul tuo viso, spingi la porta, entri lentamente, quasi barcollando, inebetita dai tuoi pensieri. Eccolo In piedi, nell'intimo salottino della suite Una elegante camicia, pantaloni di lino, scioccamente hai un moto di delusione "ma come, si è rivestito?" Arrossisci ancor più a questo pensiero indecente. Lui chiude la porta, è dietro te, vicino, molto vicino, troppo. Senti il calore del suo corpo contro il tuo, il tuo respiro ansimante rompe l'assoluto silenzio, il suo viso accanto al tuo, la sua voce, suadente e dolce, al tuo orecchio. "come ti chiami?" rispondi in un soffio "Giorgia". Sai di essere in sua balia, no, non è così e lo sai bene, sei in balia di te stessa, del tuo corpo, dei tuoi desideri troppo a lungo nascosti, repressi. Le sue mani si muovono su di te, lente, decise, possessive. Senti la stoffa del pareo accarezzarti la pelle, lo slaccia lentamente, cade a terra. Finalmente le sue dita sulla tua pelle, ancora, ancora. Sollevi piano lo sguardo e . ti vedi riflessa in un grande specchio davanti a te, il minuscolo costume che ti copre, lui dietro di te, le sue braccia, le sue mani che si muovono abili sul tuo corpo, un sorriso enigmatico sul volto affascinante. Non puoi distogliere la sguardo, vuoi vederti, vederlo, mentre ti accarezza, mentre ti fa sua, vederti spudorata e pronta a tutto, Donna, Femmina. Queste parole nella tua mente ti spaventano, "pronta a tutto? donna? femmina?" Ti spaventano ma aumentano la tua eccitazione "Si PRONTA A TUTTO, DONNA FEMMINA, LO VUOI, CON TUTTA TE STESSA" Vedi riflesso il tuo corpo, eccitato, il tuo seno gonfio di desiderio, i tuoi capezzoli che sembrano forare la stoffa, che quasi fanno male, ma è un dolce dolore. Incroci il suo sguardo nello specchio, deciso ora, mentre le sue mani salgono sul tuo corpo, sfiorano appena i seni, facendoti gemere ed inarcare il busto, salgono ancora, sul collo, sul viso, sulle labbra. Stai premendo contro lui, il tuo bacino lo cerca, lo vuole, ora, subito. Le sue mani sulle spalle, sulla schiena, le senti sciogliere il reggiseno, lo sfila, con un gesto aggraziato. Hai lo sguardo febbrile, il vederti così, abbandonata ad un uomo, implorante di lui, ti provoca emozioni sconosciute. Afferra le tue mani, le guida lentamente, le posa sui tuoi seni, stringendole. "mio Dio lo voglio, ora": Senti i tuoi capezzoli fremere tra le tue dita, guidate dalle sue, indurirsi ancor più, senti il tuo piacere bagnarti tra le gambe, inumidendo lo slip, vorresti urlare "PRENDIMI, ORA" ma non riesci a parlare, tutta te stessa sta nelle sue mani, nella sua mente. Guida le tue mani, le tue dita, sul tuo corpo, alternando dolcezza e decisione, quasi sapesse esattamente ciò che vuoi. Poi improvvisamente, si allontana da te; resti immobile, inebetita, le mani ancora sui seni, le dita che si muovono guidate dall'istinto, dal desiderio Passa davanti a te, fissandoti, si siede su una poltroncina. La tua bocca aperta, fissandoti nello specchio mentre le tue dita stringono i tuoi seni sotto il suo sguardo. Impudica ed eccitata, invitandolo, pregandolo, chiamandolo con i movimenti del tuo corpo che vedi riflesso davanti a te. Lo vedi afferrare il telefono, poche parole e riappende, non capisci, ma non importa, non puoi più smettere ora, non ora che è il tuo corpo a guidarti. Lasci che la tua mano scivoli tra le tue gambe, ti sfiori mentre il tuo corpo freme percorso da mille brividi di piacere, ti guardi allo specchio, vedi una donna eccitata, il viso contratto dal desiderio e dal piacere, la bocca aperta, ansante. Le tue dita scostano lo slip, sentono il tuoi umori bagnarti le dita. Senti la sua voce: "continua" , non hai bisogno di stimoli, non più ora, ti apri, mostrandoti, umida, calda. Vedi il tuo sesso riflesso, le tue dita impadronirsene, sei stordita dal desiderio; ti appoggi alla parete, le gambe un poco piegate, aperte, le dita sul clitoride, premendolo, muovendolo, roteandolo, di più, più veloce. Un rauco mugolio continuo dalle labbra. Si la donna che vedi nello specchio è ciò che avresti sempre voluto essere. Un pò puttana, un pò schiava, ma libera di essere come si sente, felice di provare ciò che prova, che stai provando. Bussano alla porta, lui dice avanti, si apre. Sfili la mano dallo slip, ti volti sconvolta dal terrore e dal piacere. Il tuo viso, il tuo corpo non possono celare ciò che stavi facendo, ciò che stavi provando. Entra un cameriere con un carrello, ti guarda, cerchi di coprirti il seno, abbassando gli occhi. Lui firma il conto, esce, e siete ancora soli. Stai ansimando, dalla rabbia dalla delusione, dall'umiliazione. Perché? Perché ha voluto umiliarti così? Mostrarti ad altri? Lo guardi con uno sguardo che vorrebbe incenerirlo, il tuo braccio a coprire il seno, ti chini senza una parola, afferri il pareo furiosa. Basta, lurido stronzo, ti aveva ed ha rovinato tutto, porco pervertito. Lo guardi, ancora seduto ti osserva indossare il pareo, sorridendo. Non parla, non parli, ti volti per andartene, non merita neppure un insulto. Apri a porta e..lo senti dietro te, le sue mani delicate sulle spalle nude, un fremito, un gemito. No, non ora, non ricominciare Giorgia, esci, vattene. Le sue mani sul collo, le sue labbra, dolci, morbide, ti fa voltare, lentamente. Ecco, ancora l'oblio, il desiderio, il nulla. Sei tra le sue braccia, la sua bocca cerca la tua, dimentica di tutto, senti il suo sapore. Le sue labbra sulle tue, la sua lingua che le forza leggermente, le schiudi, lo accogli in te, le vostre lingue si scambiano sensazioni, giochi, mentre ti stringe a se, con forza. Ti abbandoni completamente, dimentica di tutto, di ciò che sei, dell'umiliazione appena vi ssuta, di tutto; solo tu e lui e pronta a tutto. Le sue mani sul tuo collo, sulle spalle, premono con decisione, sai cosa vuole, ti lasci scivolare a terra, in ginocchio, davanti a lui. Mille volte nelle tue fantasie ti sei vista così, ma mai hai osato farlo. Ora si, ora lo vuoi, vorresti implorarlo di permetterti di avere il suo sesso, di lasciartelo adorare, gustare. I pantaloni di lino mostrano inequivocabilmente la sua eccitazione, il suo sesso eccitato, prorompente, esigente. Senti la mente acquosa, ormai irrazionale, vivere solo di sensazioni violente, immediate, brucianti. Vorresti slacciare quei pantaloni, liberare quel desiderato simbolo di piacere, annusarne la fragranza, gustarne il sapore; sentirlo forzare prepotentemente le tue labbra pronte ad accoglierlo, sentirlo gonfiarsi in te, premere in te, violare la tua bocca con colpi possenti, imperiosi, umilianti forse ma tanto, troppo desiderati ormai. Ma ancora una volta si allontana da te, lasciandoti immobile, fremente; si muove attorno a te, una benda nera copre il tuo volto, il buio ed il nulla. Silenzio, immobilità, il tempo scorre lento, infinito, NULLA. Lo vuoi, lo vuoi come non mai, come mai nessuno prima, ma lui dov'è ora? Finalmente la sua mano sul tuo capo, tra i tuoi capelli, decisa ora; li afferra e quella stretta sicura ti porta ormai al più totale abbandono; muove il tuo capo, ti costringe ad alzarlo verso lui, pur non vedendolo, le labbra dischiuse, pronte ad essere oscenamente sue. Cogli un tintinnare di vetro, intuisci qualcosa che si avvicina a te, al tuo viso ormai stravolto dal desiderio, poche gocce bagnano le tue labbra, poi di più, un attimo di smarrimento prima di intuire che si tratta di champagne ghiacciato, apri la bocca, lasci che scorra in te, impetuoso; il ribollire delle bollicine si gonfia nella tua bocca, tracima dalle tue labbra, colando sul collo, sul seno eccitato che freme a quel gelido contatto. La tua mente ti immagina come lui ti vede, hai scoperto il piacere di vederti così, succube, libera, disposta a tutto, in ginocchio davanti ad uno sconosciuto, nuda ad eccezione di un minuscolo triangolino di stoffa tra le gambe, ormai fradicio di te, il viso sollevato, offerto a l ui, bagnato di liquido che come una laida carezza scorre dalle tue labbra sul tuo corpo dandoti sensazioni inaspettate. Ancora la sua mano, ancora decisa sui capelli, ti solleva, imperiosa, forte, ti lasci guidare felice, si assurdamente felice, ti fa muovere nella stanza, fermandoti poi improvvisamente. E' dietro te, lo senti contro te, il suo corpo finalmente nudo contro il tuo, pelle su pelle; il suo sesso finalmente sfregarti le natiche, ti muovi ondeggiando, lasciando che si muova su te, sentendolo scivolare tra le tue gambe, premere quel minuscolo triangolo di stoffa umido, eccitare il tuo sesso già spasmodicamente eccitato. Solo il tuo respiro affannoso rompe il silenzio, sempre più rapido, sempre più voglioso. La sua pelle sulla tua, il suo petto contro la tua schiena inarcata, alla ricerca di contatto, sensazioni, piacere. Improvvisa la sua mano strappa la benda. Resti accecata dalla luce per un attimo, una luce abbacinante, violenta, come violente sono le sensazioni che stai provando. Lentamente riapri gli occhi, una grande vetrata davanti a te, e fuori, sotto di voi, la piscina dove tutto è iniziato, ormai affollata di gente. Lo senti dietro te, ti spinge avanti, più avanti, ormai contro il vetro, sai che basterebbe che qualcuno dalla piscina sollevasse lo sguardo per vederti, nuda, eccitata, libera e soprattutto sua. Non ti importa, nulla importa, anzi tutto ciò non fa che aumentare il tuo desiderio, lo vuoi, ora, subito. Lacrime calde colmano i tuoi occhi, non di paura, non di sofferenza, ma assurdamente lacrime di desiderio. Mai hai provato tutto ciò, una così completa sensazione di abbandono, una ricchezza così totale di sensazioni: cogli il vago sentore del suo profumo, il dolce calore della sua pelle contro la tua, il leggero velo di sudore che sta coprendo i vostri corpi, mescolandosi, voci lo ntane di gente ignara, musica in sottofondo e spasmi incontrollati ed incontrollabili al tuo ventre, quasi un continuo stato di preorgasmo, che vorrebbe disperatamente sfociare nel piacere assoluto, ma assurdamente vorresti che durasse ancora ed ancora ed ancora; tutto ciò meravigliosamente fuso insieme, in un'unica, insospettabile, inaspettata sensazione di appartenenza. Afferra le tue mani, le solleva sopra di te, appoggiandole al vetro; i seni schiacciati, esibiti, eccitati. Preme il tuo capo, la bocca si deforma contro quella fredda lastra trasparente, che vi isola pur mostrandovi a chiunque, le labbra dischiuse, la saliva che scivola ad inumidire quel vetro ormai parte di voi. Senti le sue dita afferrare il bordo del tuo slip. finalmente pensi, finalmente lo strapperà, finalmente mi farà sua, ed il solo pensiero ti porta ad un orgasmo inaspettato, pieghi le gambe per un attimo, la mente che si svuota di tutto, il cuore che pulsa in ogni parte del tuo corpo. Le sue mani tirano ora con forza il tuo slip, verso l'alto, di più, quasi a sollevarti da terra, senti l'umido pezzetto di stoffa farsi strada in te, aprire a forza le grandi labbra, gonfie di desiderio, premere il clitoride esageratamente gonfio, ti muovi, ondeggi, cerchi il piacere gemendo, mugolando, si mugolando, così ormai ti senti, una piccola cagnetta in calore pronta ad ogni cosa pur d i avere piacere, ma assurdamente capisci che il tuo vero piacere è nel cogliere la sua approvazione; vuoi che ti apprezzi, che sia fiero di te, della sua nuova cagnetta. Pensieri affannosi, assurdi, affollano confusamente la tua mente, e tutto ciò ti porta ancora più lontano, ad uno stato di eccitazione che mai avresti immaginato. La sua voce, la sua voce decisa, da quanto non la senti, ed ora ti accorgi di desiderare quel tono severo, sicuro, che ti guida, " apriti cagnetta, mostrati a me", le tue mani abbandonano il vetro, si posano sulle tue natiche, le afferrano con presa sicura, sai cosa vuoi ora, essere sua, completamente. Allarghi le tue natiche, oscenamente, il leggero tessuto separa il tuo sesso eccitandolo; ecco, improvvisa la desiderata mossa della sua mano, un colpo secco, il tuo slip tra le sue mani, il tuo sesso dischiuso a lui, rorido di umori, pronto a lui. Adori aprirti a lui, sentire le tue mani che ti aprono, spostare un poco le gambe per meglio mostrarti, leggermente chinata in avanti, la schiena arcuata, il viso schiacciato su quel mondo esterno che ora non ti appartiene più. Ecco, finalmente, la punta gonfia del suo sesso accarezza il tuo, si sofferma leggero a sfiorare i tuoi peli curati, cerca il clitoride, solleticandolo, non resisti, un gemito ininterrotto sfugge roco dalla tua gola, ecco lo senti, tra le grandi labbra, si bagna in te, di te, spinge, lentamente, aprendoti di più. Ogni fibra de tuo corpo ormai coglie la sua presenza, sembra che tutto in te si sia trasformato; il tuo sesso ormai è il centro di tutto. Spinge, ancora, lentamente, lo senti riempirti, colmarti di lui, la sensazione di appartenere, di essere sua ora è totale; più a fondo, di più, a toccare dolcemente il tuo utero, fermandosi un poco e poi, lentamente, uscire da te, vorresti trattenerlo in te, stringi i tuoi muscoli, avvolgendolo, traendo sensazioni quasi trascendentali; esce piano, ancora un poco, solo il suo glande ora in te....ma ecco che il movimento si inverte, le tue dita allargano ancor più le tue natiche mentre torna in te, lentamente, un languido movimento sfinente, in fondo a te, piena di lui. Ecco si ferma, resta immobile in te, solo inapprezzabili movimenti dei vostri corpi, dettati dal respiro, muovono i vostri sessi, stimolazioni appena percettibili eppure così intense. Un brusco movimento, secco, deciso, ora violento; si muove in te ora, con forza, decisione, ti prende, SI, TI PRENDE ORA, finalmente sua, completamente sua. Colpi possenti, sempre più affondati, mentre il tuo corpo sussulta in movimenti incontrollati, scomposti; il capo sempre schiacciato contro la finestra, la lingua che disegna oscene greche di saliva sul vetro appannato dal tuo desiderio, rivoli di piacere che ti scorrono tra le gambe, sulle cosce. Ormai non sai più distinguere l'orgasmo, è un susseguirsi ininterrotto di orgasmi, senza tregua, sempre più violenti, sempre piò intensi che ti portano sempre oltre, dove non pensavi fosse possibile arrivare, eppure in ogni istante il piacere supera il piacere, parloe senza senso escono dalle tue labbra, mescolate a gemiti, urla, sospiri, nulla più importa, vuoi che lui ti veda come realmente sei. Le tue mani sul tuo capo, afferrano i tuoi capelli, ti costringono a voltarti verso lui, a guardarlo, gli occhi appannati, il viso distorto nel piacere, l'ansimare scomposto di tutta te stessa, l'inaspettato piacere di quella presa sicura, forte, perdendoti in lui. Più veloce, più a fondo, colpi sempre più decisi, fondendosi in te. Le tue mani che aprono ancor più le tue natiche, mostrandogli ogni tua intimità, impudicamente; senti il tuo sfintere aprirsi piano sotto le spinte del piacere, quella parte del tuo corpo che hai sempre negato a chiunque e che ora, assurdamente, vorresti sentire violata. I tuoi occhi nei suoi, una muta richiesta di...tutto. La sua mano sul tuo viso ora, tra le tue labbra, biascichi parole senza senso, coprendola di saliva, di parole, di desiderio, la allontana da te, la senti scivolare sulla tua schiena mentre incessanti i suoi colpi ti scuotono, eccola, le sue dita sullo sfintere, bagnandolo di saliva, ti mordi le labbra, guardandolo preme piano, sei pronta ad aprirti a lui. Un colpo più deciso, a fondo, senti il tuo sesso riempirti completamente "ora piccola cagna, ora sei mia, ora puoi godere" quasi aspettassi quelle parole un orgasmo totale ti coglie, un lungo urlo, le gambe cedono, trattieni il respiro quasi a prolungare quell'infinito piacere mentre non distingui più nulla, occhi vacui guardano il vuoto, pensieri annebbiati si fondono, confondono, svaniscono per riapparire, solo piacere, piacere assoluto ed abbandono totale. Percepisci appena il suo muoversi in te, gli ultimi colpi, la vischiosa presenza del suo seme sulle tue natiche, sullo sfintere offerto e rifiutato, aperto, alcune gocce scivolano in te. Lentamente il respiro riprende, la mente ancora ovattata dal piacere, muovi la tua mano, raccogli sulle dita il suo sperma, lo porti verso te, spargendolo sul vetro, mai avresti immaginato di fare ciò che fai..eppure lo vuoi, ora si, la tua lingua sporge, lo lecca, lo gusta. Assurdamente vorresti quasi che qualcuno dalla piscina alzasse lo sguardo, ti vedesse, impudica, un pò puttana, femmina, come ora ti senti, come hai desiderato da sempre, felice ed orgogliosa di fare questo per lui, della approvazione che vedi in lui. Il suo corpo ora stretto al tuo, in un abbraccio dolce, appagante, rincuorante. Restate immobili a lungo ascoltando i vostri cuori riprendere il ritmo normale, acquietarsi dopo l'estasi, in quel meraviglioso limbo dopo il piacere. Ore, minuti, secondi, il tempo non esiste, solo tu, lui, voi. Si stacca da te, lentamente, un improvviso gesto di pudicizia ti porta a coprirti con le mani, voltandoti verso lui, il volto in fiamme, appagata, felice, sua come mai di nessun altro. Raccoglie il tuo pareo, lo avvolge attorno al tuo corpo ancora coperto del vostro sudore, tra le tue gambe ancora i vostri umori mescolati tra loro, sollevi lo sguardo, sorride, un leggero sfiorarsi di labbra, e la sua voce, dolce ora, "a presto Giorgia, a presto" si volta verso la finestra che ancora porta i segni del vostro piacere, ti volti lentamente, esci..."a presto".

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Commenti

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  • affidabile, 48
    Giaorgia non sò se sia realtà oppure no ma una donna che vive anche solo nel pensiero queste sensazioni così ben raccontate fine nei dettagli allontanano l'impressione che si tratti solo di un racconto ma concentra la mente e i desideri a cencarti una donna così è un regalo della natura .......ciao
    Leggi di più arrotolare
  • Bisexlussuriosi, 55