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Varie Feticcio Cuckold Trio Scambisti

Un gioco nel buio

Nonostante fosse ormai notte , per strada il traffico delle macchine e dei motorini non accennava a diminuire e di tanto in tanto si sentivano anche le voci di persone che passavano sotto le finestre, uscite per strada a cercare un pò di refrigerio in quella calda ed afose notte estiva.
Viveva da sola in un appartamento in una zona abbastanza centrale e quella sera era tornata molto tardi dal lavoro.
Aveva fatto tardi a causa di una comitiva di turisti che le avevano creato non pochi problemi quel giorno.
Era arrivata a casa stanchissima e appena arrivata dentro casa si tolse di dosso i vestiti buttandoli per terra per dirigersi verso la cucina, aveva bisogno di bere qualcosa di fresco. Vivendo da sola era abituata a girare per casa nuda o con addosso solo gli slip. E del resto la eccitava un poco sapere che magari qualcuno che abitava di fronte a lei approfittava delle finestre aperte per guardarla mentre nuda si aggirava per casa. Era una bella donna, lunghi capelli lisci castano scuri, un seno prosperoso, che nonostante l'età era ancora quasi perfetto. Le cosce tornite con solo pochissimi segni di cellulite che si notavano solo da vicino quando accavallava le gambe e il ventre quasi perfetto. Era contenta del proprio corpo, non aveva nulla da invidiare a ragazze molto più giovani di lei.
Appena finito di bere, di diresse verso il bagno.
L'unica cosa che voleva era fare una bella doccia fredda , non aveva nessuna voglia di cenare, era troppo stanca.
Così si infilò sotto la doccia sentendo che il getto di acqua fredda della doccia che le scorreva sulla pelle oltre a rinfrescarla la stava delicatamente massaggiando.
Restò a lungo sotto la doccia ed appena finito, si asciugò velocemente.
Uscendo dal bagno si fermò un attimo in corridoio, era indecisa se dirigersi verso il soggiorno per sdraiarsi sul divano davanti alla televisione o se andare direttamente a letto, nonostante non fosse poi così tardi.
Ma la stanchezza prese il sopravvento, e si diresse verso la stanza da letto.
Senza accendere la luce si diresse direttamente verso il letto spostando il copriletto per stendersi direttamente sul lenzuolo, nuda come era uscita dalla doccia.
Si addormentò quasi subito, cullata dal rumore delle macchine e dalle voci della strada e dalla leggera brezza, che le percorreva la pelle nuda appena rinfrescata dalla doccia, che proveniva dalla finestra che aveva lasciata aperta.
Ad un certo punto, mentre dormiva però si svegliò di soprassalto, aveva come la sensazione che vi fosse qualcun altro con lei nella stanza.
Si sollevò leggermente sul letto per guardarsi intorno facendo attenzione a tutti i rumori che provenivano dalla casa.
Ma sebbene non avesse acceso la luce, nella penombra le apparse tutto normale, nessun rumore diverso dai soliti. Non c'era nessuno.
Si stese di nuovo sul letto, si accorse che doveva essere molto tardi perché i rumori della strada erano diminuiti e che doveva aver già dormito per alcune ore perché la sensazione di pesante stanchezza l'aveva abbandonata.
Ma non aveva nessuna voglia di accendere la luce per vedere che ora fosse e decise di rimettersi a dormire.
Chiuse nuovamente gli occhi ma, nonostante fosse tutto in ordine, la sensazione di una presenza estranea con lei non l'aveva abbandonata e si sentiva tesa.
Ma ripetendosi che si stava sbagliando cerco di rilassarsi per addormentarsi nuovamente.
Ma ad un tratto sentì una mano che le serrava la bocca per non farla urlare ed un'altra velocemente la stringeva per impedirle di muoversi.
Rimase terrorizzata mentre mille pensieri si accavallarono contemporaneamente dentro di lei. Chi è, cosa vuole, vuole solo rubare o mi farà del male, mi ucciderà?
Mentre pensava queste cose, lo sconosciuto le rivolse la parola dicendole: "Stai tranquilla, non voglio nè rubare nè farti del male. Sono qui solo per te, ma non per farti del male, e se vorrai che vada via ti basterà dirmelo ed io sparirò così some sono arrivato. Per tè domani al risveglio sarà solo un sogno."
Aveva un voce molto calda e sensuale che non conosceva, ma nello stesso tempo era come se l'avesse sempre sentita, come se la portasse dentro fino a quel momento, le ricordava anche se in maniera molto vaga la voce del padre.
Sentire quella voce la fece quasi per incanto tranquillizzare, le trasmetteva sicurezze e nessuna cattiveria.
Intanto la mano intorno alla bocca non stringeva più, non le faceva male, anzi era come se la stesse accarezzando, anche se in un modo inconsueto.
La voce di lui e la sua mano sulle labbra le stavano provocando delle strane sensazioni. Era ancora spaventata, ma nello stesso tempo non aveva nessuna voglia nè di urlare nè di reagire e stranamente la paura cominciava ad essere lentamente sostituita da una stana forma di eccitazione sensuale.
Sentiva che i capezzoli si stavano indurendo e anche tra le gambe sentiva che si stava lentamente bagnando.
Intanto lui le aveva tolto la mano dalla bocca e aveva cominciato ad accarezzarle i capelli e il viso, da dietro.
Intanto lui aveva cominciato nuovamente a parlarle sempre con quella voce calda le stava chiedendo se voleva che andasse via, lei disse solo "no, resta, ma non farmi male". Lui sorrise dicendole semplicemente: " Voglio farti di tutto, tranne che del male, e comunque nulla che tu non voglia che ti venga fatto. Sarai tu a dirmi quando mi devo fermare."
Le spostò delicatamente il viso verso il suo, non poteva vederlo, distingueva solo i contorni del viso nella penombra, ma ne sentiva il respiro vicinissimo. Le labbra di lui si avvicinarono alle sue sfiorandole delicatamente, ma senza dischiuderle le labbra.
La vece distendere nuovamente sul letto a pancia in giù e cominciò lentamente ad accarezzarle i capelli.
Lei sentiva il suo seno che spingeva sulle lenzuola e le cominciava a fare male, sentiva i capezzoli che le spingevano.
Le mani di lui le avevano scostato i capelli dalle spalle e avevano cominciato ad accarezzarla lentamente sul collo e sul viso, solleticandole i lobi delle orecchie.
Sentiva il calore delle mani di li che la stavano accarezzando le spalle e il collo procurandole dei leggeri brividi.
Ma quando le mani di lui cominciarono a scendere verso la schiena lungo la spina dorsale arrivando fino ai fianchi, sentì che l'eccitazione stava crescendo. Ormai lo voleva, voleva quello sconosciuto che era entrato nella sua vita e di cui non conosceva nè il volto nè l'aspetto fisico ma solo il sapore, e la voce.
Intanto le mani di lui erano arrivate a sfiorarle la rotondità dei glutei e la stava delicatamente massaggiando facendo aprire leggermente con le mani il solco. Lei sentì, lo sfintere contrarsi dall'eccitazione.
Ma lui non si fermò, scese ad accarezzarle le gambe fino ad arrivare ai polpacci ed alla pianta dei piedi.
Fece poi lo stesso percorso a ritroso, sempre lentamente e sempre senza fermarsi finché non arrivò nuovamente sul collo di lei.
Poi sostituì alle mani la lingua, sempre partendo dal collo scese lentamente lungo la spiana dorsale fino ad arrivare al solco tra i glutei e insinuandovi la lingua le solleticò il buco dell'anno e lo bagnò di saliva, ma senza fermarsi prosegui lungo il percorso dischiudendole con la lingua dapprima le grandi labbra e poi quelle piccole che racchiudevano il clitoride, che ormai era gonfio e turgido dal desiderio. L diede dei leggeri colpi di lingua che a lei fecero uscire gemiti e piccoli urli di piacere. Ormai avrebbe voluto solo essere presa così come si trovava da quello sconosciuto, sentirlo entrare dentro di se, ma evidentemente lui aveva deciso che non era ancora giunto il momento.
Lo sentì allontanarsi da lei e sentì dal fruscio dei vestiti che si stava spogliando anche lui. Dopo alcuni secondi senti il sue respiro di nuovo vicino a lei e il calore nudo del corpo di li sulla sua schiena.
Sentiva distintamente il pene di lui che le premeva contro i glutei, era di notevoli dimensioni.
Lo sentì sollevarsi e mentre si sollevava le afferrò i fianchi per far sollevare anche lei, sentì il suo sesso duro che premeva verso la sua vagina, e lentamente lo sentì entrare dentro di lei ma con delicatezza senza spingere lasciando che fosse quasi lei a risucchiarlo dentro. Quando fu tutto dentro di lei si fermo, sentiva distintamente le contrazioni del pene di lui che si sommavano alle contrazioni delle pareti della propria vagina dandole dei leggeri stimoli di piacere.
Lo sentiva dentro di lei, ma lui sempre stando immobile dentro di lei, si piegò per prendere tra le mani i seni che a causa della posizione pendeva pesanti, dapprima li accarezzò delicatamente per cominciare poi a stringerli forte, prendendo tra le dita i capezzoli. Lei li sentì indurirsi e senti un leggero dolore che lentamente si trasformava in un intenso piacere, adesso voleva sentirlo muoversi dentro di lei e, come se le avesse letto nel pensiero proprio in quell'istante lui cominciò a dare delle leggere spinte dentro di lei cominciando a muoversi sempre più velocemente. Sentì che il piacere stava crescendo quando lui abbandono una mano dal seno per portarla accarezzandole la pelle verso il clitoride e cominciando ad accarezzarlo. A qual contatto lei sentì il piacere crescere sempre di più finché non venne con un urlo strozzato. Quasi subito anche lui venne dentro di lei.
appena venuto si alzò e si diresse quasi conoscesse la casa verso il bagno, lei sentì l'acqua scorrere dal rubinetto del lavandino, ma la stanchezza di prima era tornata e si assopì.
Helena si destò quasi subito di soprassalto, e appena aperti gli occhi si rese conto che era da sola in casa, era una situazione che aveva vissuto in sogno. Lo sconosciuto non era con lei era stato solo un sogno, ma era stato così forte e reale che si rese conto di essere ancora eccitata, tra le gambe era tutta bagnata ed aveva i capezzoli induriti e la mano sinistra si spostò ad accarezzare il seno ed i capezzoli, , mentre la mano destra scese tra le gambe cominciando ad accarezzarsi per rivivere nella realtà l'orgasmo che aveva appena vissuto nel sogno con lo sconosciuto.
Non era la prima volta che faceva un sogno simile, le capitava spesso di sognare o immaginare di avere rapporti sensuali con uno sconosciuto, con qualcuno di cui non sapeva non solo nulla ma del quale non vedeva nè il volto nè l'aspetto.
E ogni volta la situazione la faceva eccitare.
********
Le capitava di tanto in tanto quando era sola a casa, di entrare in chat, per chiacchierare e conoscere nuove persone.
Aveva conosciuto molte persone interessanti, in quel modo, con qualcuno si limitava a scambiare saluti di circostanza, ma quando le capitava qualcuno di interessante lo sentiva quasi subito, la conversazione procedeva da sola, senza forzature nè tempi morti.
Le capitava anche di scambiare con le persone conosciute in chat, sensazioni ed emozioni, arrivando talvolta anche a masturbarsi, mentre dall'altra parte del monitor, il suo occasionale compagno virtuale faceva la stessa cosa, immaginando un apporto sessuale vissuto solo con l'immaginazione ma trasformato in realtà dalle proprie carezze intime.
I particolare in una di queste chiacchierate in chat confessò all' occasionale partner virtuale, che viveva nella stessa città di Helena, le proprie fantasie sessuali, ed in particolare il desiderio di fare l'amore con un uomo di cui non solo non sapesse nulla ma del quale ignorasse anche l'aspetto.
fu lui che prese l'iniziativa dicendole: "Se vuoi posso aiutarti a vivere questa tua fantasia, potrei essere il lo sconosciuto con cui fai l'amore. Di me non sai quasi nulla, e non mi hai mai visto, così come io non ho mai visto te, ma anche a me va di correre questo rischio, diamoci un appuntamento al buio. Potresti venire a casa mia e prima di entrare potrei bendarti così non mi vedresti."
Helena rimase un attimo perplessa, in fondo non era facile, è vero che le sarebbe piaciuto vivere finalmente la situazione che le capitava spesso di sognare ed immaginare, ma nello stesso tempo aveva paura, in fondo non conosceva la persona con cui stava parlando e poteva anche capitarle qualcosa di brutto.
Così gli disse :" Va bene, mi farebbe piacere, ma voglio prima pensarci un pò sopra. Chissà magari, sarai veramente tu che realizzerai questo mi desiderio.
Nei giorni successivi continuarono ancora a chiacchierare, finché lei non fu certa che poteva fidarsi di lui e si diedero un appuntamento.
Lui le diede l'indirizzo di casa sua e lei avrebbe dovuto raggiungerlo.
Il giorno dell'appuntamento, Helena si vesti in modo semplice ma nello stesso tempo sensuale, indossava un intimo nero con perizoma e reggiseno leggero e velato, una gonna corta che metteva in risalto le belle gambe abbronzate e una camicetta che faceva intravvedere il seno generoso.
Lui la guidò al cellulare dicendole dove doveva andare e a quale citofono suonare.
Mentre lo raggiungeva Helena viveva una situazione strana aveva ancora un pò di timore per quello che l'aspettava, ma nello stesso tempo era molto eccitata, anzi il pò di paura che ancora aveva la faceva eccitare ancora di più. Sentiva distintamente sotto la camicia i capezzoli che si indurivano, e l'eccitazione la faceva bagnare. In ogni caso, pensava: "Sicuramente non mi succederà niente di male ma magari farò l'amore con un uomo bruttissimo" nonostante lui le avesse assicurato che, pur non essendo certamente Bradd Pitt, non era nemmeno brutto.
Ma al telefono, lei gli disse: "Prima di aprire, guarda dallo spioncino. Sono io che devo fare l'amore con uno sconosciuto senza volto, ma per te non è lo sesso. Quindi, guarda dallo spioncino e vedi se ti piaccio, se non ti piaccio, nulla d male, basterà dirlo."
Al citofono lui le disse il piano e l'interno dove abitava.
Helena salì le scale in preda ad una forte eccitazione, ormai era fatta; stava per vivere il suo sogno.
suonò alla pota e sentì i passi di lui che si avvicinavano, sentì che si fermava dietro la porta e immaginò che la stava guardando dallo spioncino e gli chiede se la trovava gradevole. Lui rispose solo :" Di più, molto di più. e le disse di girarsi."
Lei, ferma sul pianerottolo si girò e senti la porta che si apriva e delle mani che si posavano sulla sua testa per legarle una benda sugli occhi.
E per Helena fu subito buio. Appena fatto senza dire niente la prese per mano e l'accompagnò in casa chiudendosi la porta alle spalle.
La benda non le consentiva di vedere nulla era cieca nella mani di questo sconosciuto.
Mentre la guidava lungo il corridoio le fece molti complimenti dicendole che era molto più bella di quanto aveva immaginato, fino a che non si fermò e le disse siediti, aiutandola.
Dal tipo di sedia, dai rumori e dagli odori capì che l'aveva portata in cucina.
Helena era tesissima, e faceva quasi fatica a respirare.
Le chiese se aveva voglia di bere un goccio di vino o qualcos'altro. Lei disse che del vino andava bene.
Sentiva lui che si muoveva per prendere i bicchieri e versare il vino e poi sentì la mano di lui che le prendeva delicatamente la testa per aiutarla a bere il vino.
Restarono così a chiacchierare amabilmente sembrava che si conoscessero da sempre, ed Helena era ormai a proprio agio nella situazione. Erano spariti tutti i timori ed era rimasta solo l'eccitazione la voglia di fare l'amore con lui.
Fu lui che si avvicinò a lei.
Si alzò dal tavolo ed Helena se ne rese conto solo dal rumore provocato dalla sedia spostata, senti che avvicinava il viso al suo dal respiro che adesso sentiva distintamente.
Sentì qualcosa di tiepido ed umido che toccava le sue labbra.
Erano le labbra di lui, tuttavia lui non cercò di dischiudere subito quelle di Helena, fu invece lei che sentì il desiderio di farlo e visto che non lo conosceva e non sapeva nemmeno che aspetto avesse voleva almeno sentire il suo sapore. Così con la lingua gli dischiuse le labbra alla ricerca della lingua di lui. Aveva un buon sapore, amarognolo, per il vino che avevano bevuto , ma nello stesso tempo dolce e fresca con un vago sapore di menta.
Sentì un brivido che le correva lungo la schiena mentre le loro lingue si intrecciavano e qualcosa che lentamente si scioglieva dentro di lei fino ad arrivarle liquida fra le gambe.
Mentre la baciava lui le pose una mano sul seno cominciando ad accarezzarla e lentamente infilò la mano sotto la camicetta. Helena sentì di nuovo un brivido, non vedeva nulla ma sentiva la bocca di lui sulla sua, la lingua di lui che cercava la sua e la mano che le stava accarezzando il seno mentre i capezzoli si stavano indurendo ed erano diventati turgidi fino quasi a farle male.

Poi, lo sentì allontanarsi e dopo qualche secondo sentì le mani di lui sui polpacci, che la accarezzavano salendo lentamente lungo le gambe fino ad arrivare allo slip dove con le dita ne seguì il contorno.
L'eccitazione di Helena cresceva, e sentiva di essere bagnata, pensava che si notasse anche attraverso gli slip che indossava.
A quel punto lui le disse : "Che ne dici se ci mettiamo più comodi, magari sul letto?2 e senza aspettare la risposta di Helena le prese la mano guidandola lungo il corridoio.
La fede stendere sul letto e lentamente cominciò a spogliarla, levandole solo la camicetta e la gonna.
Lo sentì che si sdraiava su di lei, lui era ancora vestito, ma sentiva distintamente contro il proprio pube, il gonfiore dell'eccitazione di lui attraverso i pantaloni. Sentì la bocca di lui nuovamente sulla sua, e la lingua di lui che la penetrava fino in fondo alla ricerca della sua.
Ma si staccò quasi subito dalle sue labbra ma dopo qualche secondo le sentì nuovamente sul collo e sul seno e sentì le mani di lui che le toglievano il reggiseno.
Sentì le mani di lui che si posavano sul suo seno accarezzandolo ma quasi subito sentì sul seno la bocca di lui che la leccava e la succhiava prendendole in bocca i capezzoli e giocandoci dapprima con la lingua e successivamente dandogli dei leggeri morsi. Al contatto della bocca di lui sul suo seno le uscirono di bocca dei leggeri gemiti. Ma lui dopo aver riservato lo stesso trattamento all'altro seno cominciò a scendere con la bocca lungo il corpo di Helena, finché non lo sentì arrivare sul bacino e sentì la bocca che le sfiorava il monte di venere ancora ricoperto dagli slip. Sentì la lingua di lui che seguiva tutti il contorno dello slip, infilandosi di tanto in tanto all'interno per sfiorarle anche la parte ancora nascosta. Ma mentre la baciava, sentì le mani su lui che si infilavano sotto i glutei facendola sollevare leggermente sui fianchi per sfilarle gli slip.
A quel punto Helena gli chiese con un rantolo di leccarla, voleva sentire la sua lingua che la frugava nell'intimità.
La punta della lingua cominciò a leccarle leggermente il contorno delle labbra, seguito da delicati morsetti e da più intense succhiate. Quando iniziò a giocare con le sue piccole labbra i gemiti di Helena crebbero e divennero più veloci. Poi lui fece scivolare la lingua dentro di lei leccando alla fine di ogni passata la parte più sensibile delle labbra ma evitando il clitoride eccitato. Helena inarcò la schiena spingendo il pube contro la bocca di lui, voleva sentire la sua lingua anche sul clitoride. Fu a quel punto che lui avvicinò la lingua al clitoride e contemporaneamente inserì due dita dentro di lei e cominciò a massaggiarle le pareti interne della vagina. A quel contatto le urla di Helena risuonarono in tutta la stanza. Helena sentì che stava per venire, un'onda di sangue bollente la invase dalla testa alla punta dei piedi mentre i genitali le si contraevano in un fortissimo spasimo ed ebbe il suo primo orgasmo dicendo "Siiiiiiiiiii" Ma lo sconosciuto non si fermò co
ntinuò a giocare con la lingua tra le labbra di lei ma scendendo lentamente verso l'ano. Mentre con le mani sui glutei lui la dischiudeva.
La lingua di lui fece un veloce passaggio lasciando sull'ano di Helena una copiosa scia di saliva.
Quando le dita di lui sfiorarono delicatamente il bordo esterno dell'ano Helena sussultò e cominciò ad ansimare mentre lui con il dito giocava intorno al bordo dell'ano di Helena. Fu lei che, con dei leggeri movimenti dei fianchi, fece entrare, lentamente e con incredibile delicatezza, il dito che lui cominciò lentamente a muovere all'interno. Un tremore percorse il corpo di Helena mentre lui inseriva il dito poco profondamente dentro il retto e cominciava a esplorare. I capezzoli, le labbra vaginali, e il clitoride rispondevano diventando più turgidi di quanto pensasse possibile. Ma lui lentamente estrasse il dito e dopo un pò quello che Helena sentì entrarle lentamente nell'ano non era il dito bensì la lingua che la scavava e la bagnava lentamente di saliva. Ormai Helena era di pronta per un nuovo orgasmo, ma questa adesso aveva un'unico desiderio sentilo entrare dentro di lei. E glielo disse "basta adesso, voglio te, voglio sentirti entrare dentro di me, ti voglio sentire fin
dentro l'utero."
Lo senti che si sollevava lentamente e dal rumore capì che si stava togliendo i vestiti. Dopo qualche secondo sentì le mani di lui che le afferravano la testa e Helena sentì contro le labbra il sesso bollente il sesso bollente di lui. Aprì la bocca facendolo entrare dentro e cominciò a succhiarlo e a muovere ritmicamente la testa guidata dalle mani di lui che la spingevano delicatamente da dietro la nuca. Helena era eccitata come non aveva mai immaginato di poterlo essere e cominciò a muovere la testa sempre più velocemente sul sesso di lui. Ma adesso lo voleva dentro di lei, sapeva che sarebbe stato magnifico e in quel momento non desiderava altro.
Ma, come se le avesse letto nel pensiero, fu luì che la fece fermare e lentamente estrasse il proprio sesso dalla bocca.
Dopo qualche istante sentì le mani di lui che le stringevano le cosce facendole allargare e dopo qualche istante lo sentì all'ingresso del proprio sesso. Cominciò ad entrare lentamente, Helena lo voleva sentire tutto dentro, un poco alla volta. Ma sembrava non finire mai, Helena si aspettava di incontrare il suo ventre, ma invece lo sentiva entrare ancora ed ancora. Lo sentiva nello stomaco. Finché non sentì i fianchi di lui contro i suoi. Helena voleva sentirlo muoversi dentro di lei , allargarla, aprirla, ma invece lui stava fermo immobile. e questo non faceva che aumentare il desiderio di Helena, che provò a muovere i fianchi ma venne fermata dalle mani di lui che la strinsero sui glutei. MA Helena non poteva resistere oltre e cominciò a dirgli quasi supplicante " Muoviti....per favore, muoviti...."
Ma le sue suppliche erano inutili. Lo sconosciuto continuava a stare fermo con il suo cazzo duro dentro di lei. Helena stava quasi per piangere per il desiderio che non riusciva a soddisfare. Aveva il suo cazzo duro dentro di lei, lo sentiva in gola, ma non riusciva a muoversi.
Ma alla fine lui cominciò a muoversi, dapprima lentamente, e poi sempre più velocemente mentre Helena assecondava con i fianchi le spinte di lui. Ogni volta che i colpi le affondavano dentro Helena quasi non riusciva a respirare ma era bellissimo, finché non arrivò all'orgasmo con un urlo liberatorio. E dopo qualche secondo sentì un rantolo di piacere dello sconosciuto seguito immediatamente da seme di lui che le scivolava dentro. Helena era esausta ma felice. Aveva realizzato il suo sogno,ed era stato bellissimo, meglio di tutto le volte che le aveva immaginato rimanendo alla fine solo con le proprie carezze.
_Ma desso voleva finalmente vedere con chi aveva fatto l'amore, anche se aveva il terrore di trovarsi di fronte un uomo molto brutto. Ma doveva farlo e così si tolse la benda che gli copriva gli occhi e lo vide.
fu felice di vedere che si trattava di un uomo non bellissimo, ma piacevole.
Restarono qualche minuto a chiacchierare a letto, finché Helena non decise di andare via e appena rivestitasi, lo ringraziò con un bacio dicendogli solo : " Sei stato bravissimo, non solo hai fatto realizzare un mio sogno, ma è stato ancora meglio che nel sogno. Ma non potremo più vederci. Tu devi restare solo uno sconosciuto. non accompagnarmi nemmeno all'uscita. Resta qui." Gli diede un leggero bacio sulle labbra e si avviò fuori dalla stanza alla ricerca della porta dell'appartamento.

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