Dopo l'esperienza avuta al cinema Vale si rese conto che la sua schiava poteva diventare una fonte di quattrini, se ben utilizzata. E non vi sarebbe stato bisogno neppure di faticare, per la bella Padrona.
Così, in un giorno di fine settembre Vale organizzò una festa con alcune amiche selezionate, tutte cultrici o simpatizzanti della dominazione e tutte splendide giovani. Era stata invitata anche Silvia, naturalmente, la quale arrivò per prima e, nell'attesa di cominciare la festa, si trastullò un poco con la lingua di Alex.
Alle otto in punto arrivarono le altre tre inviate: erano Patrizia, capelli corvini e abbronzatura molto marcata, vestiva in minigonna e camicetta scollata, poi Erica, dai lunghi capelli lisci e mori e gli occhi azzurri, ed infine Marta, altissima, biondissima e dalla carnagione di neve.
Erica calzava mocassini a tacco basso, Marta delle infradito e solo Patrizia portava scarpe col tacco alto.
-"Benvenute!"- Vale le accolse e le fece accomodare sul divano.
-"Ciao, Vale .il tuo invito ci ha incuriosite. Insomma, 50 euro per trascorrere una serata da principesse. Come sarebbe? Cos'è questa storia della serva?"- chiese Erica.
Silvia era sdraiata sul divano, le gambe distese sul bracciolo ed i piedini in bella mostra. Alex era in ginocchio di fronte a lei e le stava leccando le piante con vigore ed ardore.
-"Ma.Silvia!"- esclamarono le tre ragazze -"E' lei la.."- s'interruppero.
-"Schiava, stavi per dire?"- chiese Vale -"Si, è proprio quella la serva che vi avevo promesso. E' la vostra leccapiedi, la vostra cavallina, nonché un comodo orinatoio. Fa tutto ciò che volete"-
Patrizia, ripresasi dalla sorpresa per prima, si fece avanti. Osservò bene la traccia leggermente bagnata che la lingua di Alex lasciava man mano che si spostava sulla delicata pelle del collo del piede di Silvia.
-"E' reale! Questa qui sta leccando effettivamente i piedi di Silvia! Non fa solo finta!"- esclamò la ragazza rivolgendosi alle compagne.
Vale e Silvia scoppiarono a ridere.
-"Schiava, la mia amica Patrizia ha le scarpe polverose, puliscigliele!"- ordinò la Padrona. Alex si allontanò dalle estremità di Silvia e si inginocchiò davanti alla ragazza dai bellissimi capelli neri come la notte. Patrizia la guardava eccitata ed incuriosita dall'alto. Alex si chinò sulla sua scarpa destra e cominciò a baciarne la punta; rapita dall'eleganza di questa nuova, bellissima dominatrice, leccò con passione il piede inguainato nella bellissima calzatura. Lucidò ben bene la scollatura ed il margine della suola, poi risalì lungo il dorso del piede, che era senza calze, fino ad arrivare alla sottile caviglia color dell'ambra. La pelle di Patrizia era liscia quasi come quella di PadronVale e senz'altro più morbida di quella di Silvia. Alex non avrebbe mai pensato che potesse esservi qualcuno a questo mondo dotata di tale magnificenza da poter quasi rivaleggiare con la Padrona. Quasi, ovviamente, perché in sostanza anche Patrizia non poteva che rappresentare un riflesso di q
uello che era la Dea.
Pian piano la nuova dominatrice cominciò a superare l'iniziale imbarazzo e perplessità. Notò un poco di polvere sul tallone e mosse la caviglia in modo da metterla sotto al naso della schiava. Alex si precipitò a togliere il pulviscolo con la lingua. Pulì poi tutta la scarpa, alzandola leggermente con le dita delle mani quel tanto che bastava per poter leccare anche il tacco ma da non scomodare la bella signorina.
Patrizia gradì il gesto, avere una schiava era stato un suo desiderio fin dalle medie e quella che la stava ora servendo era proprio devota e capace. Era un piacere averla ai propri piedi.
Dal suo canto Alex non provava alcun disgusto ad essere trattata in modo tanto meschino.
-"Come sei fortunata, Vale!"- esclamò Patrizia.
-"Mmmsì, insomma! Oggi è in vena!"- rispose Vale -"ma tante volte mi ha fatta proprio dannare! E ogni volta che sgarra sono costretta a punirla! Sapete, non lo faccio volentieri, ma le cagne devono essere addestrate!"-
Intanto Alex aveva terminato di pulire la scarpa di Patrizia che, ancora in piedi al centro della stanza, guardava dall'alto la schiava dominandola in altezza e magnificenza.
-"Cagna, lecca immediatamente anche l'altra scarpa"- disse con prepotenza la dominatrice dai capelli neri. Alex chinò nuovamente il capo e Vale le posò il piede sulla nuca e le schiacciò il viso sull'altra scarpa di Patrizia.
-"Da oggi in poi sarai anche l'umile schiava delle mie amiche! Il tuo unico scopo sarà quello di servirci ed onorarci! Ti useremo come animale domestico e bestia da fatica, non avrai alcun diritto, dovrai chiamarci Padrone e non disobbedirci o contrariarci mai, mi sono spiegata?"- disse PadronVale.
-"Si Padrona"-
-"Lecca i piedi e le scarpe di tutte le mie amiche, ora!"-
Erica, Marta e Patrizia si sedettero sul divano. Alex ovviamente a quattro zampe le seguì e si inginocchiò al loro cospetto. Ricominciò a baciare le nobili estremità di Patrizia, che fra le tre era quella con i piedi più belli, ma Vale le ordinò di passare a Marta.
La schiava tolse le infradito alla ragazza e pose le proprie mani sotto ai suoi piedi. Prese a leccare con amore. Le gambe di Marta erano lisce come seta e profumate ma per via del fatto che i sandali lasciavano scoperto quasi tutto il piede vi era molta polvere sulla punta, la pianta ed il tallone.
Comunque Alex rimosse tutto e pulì con cura, come se si trattasse dei piedini della Padrona.
Poi toccò ad Erica, che risultò, fra le tre, la dominatrice più difficile da accontentare, perché durante tutta l'operazione di leccaggio dei suoi preziosi mocassini continuò a ridere e a muovere i piedi, a volte sottraendo le calzature alla bocca di Alex, altre volte colpendola sulle labbra con la punta.
Mentre la schiava terminava di tergere la suola delle scarpe della nuova padrona le altre cominciarono a chiedere spiegazioni a PadronVale sulla sottomessa.
-"Dove diavolo l'hai trovata?"- chiese Patrizia, che fra tutte era la più entusiasta, dopo Silvia.
-"Su Internet! Aveva messo lei l'inserzione. Voleva una dominatrice che la sapesse prendere, che la sapesse sottomettere"-
-"Quindi lei ha cercato te!"-
-"Esatto, ma non credo osasse sperare di trovare una Padrona come me!"-
-"Sei cattiva, eh?"-
-"Cattiva io?"-
-"Direi!"- esclamò Marta -"La usi come leccapiedi, leccascarpe, la calpesti.addirittura hai detto di averla adoperata come cesso, anche se a questo francamente credo poco, ed in più le fai fare tutti i lavori di fatica che spetterebbero a te!"-
-"Aggiungi pure che la fa prostituire per soldi, che la concede alle sue amiche per cinquanta euro a sera!"- intervenne Silvia, sfregando le piante dei piedi sulla testa della schiava, molto presa dal dover leccare le scarpe di Erica.
-"Ma come fai a farti obbedire da questa tizia?"- chiese proprio Erica, indicando in basso, ai suoi piedi. Alex le aveva appena tolto i mocassini ed ora stava iniziando a succhiarle gli alluci.
-"Te l'ho detto. E' lei che mi ha cercata!"- rispose Vale.
-"Si, va bene. Forse all'inizio. Forse cercava un'altra ragazza con i suoi stessi interessi, con la quale divertirsi un poco. Ma sono sicura che se le avessero detto che la sua futura Padrona le avrebbe pisciato in bocca lei si sarebbe tirata indietro. Come la costringi ad obbedirti?"- chiese Patrizia.
-"La ricatti?"- chiese Marta.
Vale rise. Si alzò in piedi, andò in cucina e prese una bottiglia di vetro dal frigo. Ne versò il contenuto nel lavabo del lavandino e tornata in sala lasciò cadere la bottiglia sul pavimento. Cocci di vetro si sparsero un po' dappertutto sotto gli occhi perplessi delle quattro invitate.
Con il piede Vale raccolse qualche frammento dei più grandi e ne fece un cumulo ad un metro di distanza davanti al divano, di fianco alla schiava ancora a quattro zampe.
-"Come la controllo, avete chiesto? Ora vi faccio vedere! Sguattera, a me!"- ordinò la Padrona. Alex si voltò verso di lei e senza attendere si chinò ai piedi della Dea iniziando a baciare le sue estremità. Vale calzava dei sandali neri col tacco. Tirò un sonoro calcione nel viso di Alex e la allontanò.
-"In ginocchio ti ho detto e busto eretto!"- tuonò.
La schiava obbedì.
Non appena fu in posizione Vale guardò le amiche con un occhiata furba e poi lanciò un violento calcio nella gola della serva. La punta del sandalo si conficcò nella pelle di Alex al di sotto del mento, lasciandola senza fiato. La sguattera cadde sul pavimento dolorante e soffocata, contorcendosi dalle fitte di dolore.
I suoi movimenti la fecero strisciare verso il cumulo dei cocci e senza accorgersene vi posò sopra un braccio, all'altezza del gomito ed i vetri la punsero. Fece per tirarsi indietro ma prima che potesse farlo la Padrona le calò sull'arto il suo divino piede sinistro, facendo in modo che il gomito rimanesse sopra i cocci, poi con un saltello Vale salì con tutto il suo peso sul braccio. Alex urlò, sentì le zanne di vetro che le penetravano nella carne, mordendogli ogni terminazione nervosa ed infine percepì il proprio sangue che stillava pigramente dalle piccole ma dolorose ferite.
Le quattro invitate erano rimaste senza parole; allora la Padrona iniziò a roteare i piedini sul braccio di Alex in modo da accentuare la propria pressione.
-"Così le fai male!"- disse Marta.
-"Basta! Scendi!"- intervenne Erica. Ma la Padrona non scese.
-"Mi avevate chiesto perché la schiava mi obbedisce e ve lo voglio mostrare!"- disse e continuò a torturare Alex. Lentamente anche le ragazze, da contrarie che erano, si fecero ammaliare dall'assurda ma coinvolgente situazione. Il solo carisma della Padrona le aveva ipnotizzate, rendendo impossibile per loro distogliere gli occhi dalla grazia dei suoi piedi, dall'armonia delle sue splendide gambe.
-"Dai, bravissima Vale!"- disse Silvia.
-"Sei fantastica"- ammise Marta.
Vale attese che la sofferenza di Alex raggiungesse il culmine, poi si mise in equilibrio su un piede solo esattamente sul gomito della serva e spinse l'altro proprio di fronte alla faccia della schiava.
Le labbra di Alex dal dolore erano contratte in un ghigno terribile, che scopriva i denti serrati in un morso strettissimo. Ogni volta che un movimento di Vale le causava una fitta più feroce delle altre Alex spalancava la bocca urlando, per poi richiuderla di scatto stringendo i denti. Vale pose il piedino davanti ai denti della schiava e per farle aprire la bocca si appoggiò su di un solo tacco sopra al gomito della sottomessa. Alex sentì un fulmine di agonia attraversarle il braccio raggiungendole il cervello. Urlò e Vale ne approfittò per infilare il piedino fra e fauci della serva.
-"Sei pazza?!"- strillò Erica
-"Togli subito quel piede o la schiava te lo morderà!" disse Patrizia.
Ma Vale non diede ascolto alla amiche. Quando la bocca di Alex tornò a chiudersi i denti non si serrarono. Il tocco delle labbra della schiava fu lieve e dolce. Un bacio sull'alluce del piedino della Padrona, una leccata fra le dita.
-"Visto?"- chiese Vale sorridente. Scese dal braccio della serva e tornò a sedersi con le amiche, sul divano -"Non vi è ricatto, né costrizione. Una sola ragione può giustificare la devozione che la serva nutre per me!"-
Una parola mormorata sfuggì ad Erica -"Amore."-
-"Esatto. E' proprio così. La leccapiedi mi ama. Ed ora, Silvia, Patrizia.sollevatela e portatemela davanti"- disse la Dea.
Vale si appoggiò col fondoschiena al bordo del tavolo di legno al centro della sala, le due compagne presero Alex per le ascelle e la trascinarono davanti alla Padrona. La schiava era distrutta dal dolore e dalla fatica. Il suo braccio destro era intorpidito e la sua vista annebbiata. Silvia le legò un panno attorno alla ferita ma di sangue ne sgorgava poco.
-"Marta, Erica, venitemi accanto"- disse la Padrona -"Tu alla mia destra e tu alla mia sinistra"-
Le amiche le si fecero vicine. Erica sulla sinistra e Marta sulla destra. Vale mise le braccia sopra le spalle delle due per tare più comoda ed avere un equilibrio migliore.
-"Ora, stronza, abbassami i pantaloncini e gli slip!"-
Alex, ancora con gli occhi lacrimanti per il dolore, addentò l'elastico dei pantaloncini e lo abbassò fino alle ginocchia della Sovrana, fece lo stesso con gli slip e rimase infine in attesa di altri ordini da parte della Dea.
Il sesso della Padrona era proprio davanti al suo viso.
Vale piegò le gambe, lo stesso fecero le amiche ai suoi lati.
-"Sdraiate questa merda"- ordinò a Patrizia e Silvia -"Con la faccia rivolta verso l'alto"-
-"Vuoi usarla per godere?"- chiese Silvia mentre eseguiva la richiesta della Padrona.
-"No. Avete detto che non credete che sia possibile usare questa larva come un cesso. Voglio dimostrarvi il contrario!"-
La testa di Alex era proprio sotto al sedere di Vale, la Padrona avvertiva il contatto del naso della schiava sulla sua rosa sacra.
Rilassò la vescica ed un fiotto caldo d'urina centrò in pieno la bocca di Alex. La serva lasciò che la Signora le facesse scorrere tutta la sua divina pipì fin in gola, sentì il prezioso liquido scendere lungo l'esofago e l'ultimo sorso cercò di trattenerlo il più possibile sul palato, al fine di mantenerne il sapore intatto sulla lingua.
-"Ora lecca, fammi il bidè!"- ordinò con cattiveria la Padrona.
Alex deglutì anche l'ultimo sorso di pipì, poi tirò fuori la lingua e leccò a fondo il sesso della Dea finché esso non fu di nuovo pulito e profumato.
Vale si alzò, si rimise slip e pantaloncini. La serata era giunta alla conclusione ed i genitori della Padrona erano prossimi a tornare.
-"Sei incredibile!"- disse Silvia.
-"Straordinario!"- esclamò Marta.
-"Possiamo tornare uno di questi giorni?"- chiese Erica.
Vale annuì.
-"E la prossima volta potremo usarla anche noi come cesso?"- chiese ancora Erica.
-"Certo!"- rispose sorridente la Padrona, guardando la schiava riversa ai suoi piedi, dolorante e disfatta -"Come vi ho detto lei è anche la vostra schiava!"-
-"Benissimo!"- esclamò Patrizia.
-"Certo, per voi è una serva a pagamento e pisciarle in bocca.bè, vi costerà un po' di più!"-
-"Non importa. Per usarla come gabinetto nel modo in cui l'hai fatto tu sono disposta a darti anche il doppio!"-
Le altre annuirono.
-"Allora a presto, care ragazze!"- disse Vale -"La prossima volta ci divertiremo ancor di più, ora che sapete com'è e cosa può fare la mia schiava.!"-
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Mia moglie confessa finalmente
Allora,non so da che parte cominciare, c'è tanta carne al fuoco.Siamo una coppia di 47 e 46 anni, insieme da sempre, sposati e con un figlio.Come succede a tutte le coppie prima o poi, anche noi dopo tanti anni abbiamo subito un calo di desiderio reciproco dovuto alla routine,alla monotonia e ai problemi quotidiani che ti assorbono tutte le energie.In questi ultimi anni per cercare di venirne fuori e ritrovare la nostra intesa ho cercato di capire quali erano le sue fantasie e cosa la faceva eccitare avvicinandomi anche alle tematiche cuckold per cercare di coinvolgerla.Naturalmente il pensare a lei mentre veniva presa da un'altro mi eccitava parecchio e anche lei mentre scopavamo e le raccontavo le mie fantasie godeva da matti.Purtroppo al di fuori dell'atto sessuale di questi discorsi si parlava poco e anche se poi sono riuscito a farle promettere che avremmo realizzato qualcuna di queste fantasie, in concreto successe ben poco.Sentivo che c'era qualcosa che la bloccava ma in cuor mio speravo si sbloccasse lavorondola ai fianchi con continui imput.Invece qualche giorno fà è successo quello che non mi aspettavo più anche se lo sapevo senza certezza.Partiamo dalla confessione, come spesso accade le stavo scrivendo qualche porcata su whatsapp, le solite cose, quanto sei porca, chissà se con un'altro cazzo lo saresti di piu ecc..Ad un certo punto il fulmine a ciel sereno, mi scrive: "comunque posso dirti che uno stretto lungo l'ho gia preso, scusami", potete immaginare come mi sono sentito, un conto è saperlo senza prove, un'altro è sentirselo confessare cosi candidamente.Stranamente non mi è montata la rabbia, anzi il mio cazzo si è svegliato in un attimo e lo ho risposto "cioè?".E lei: "in quel periodo ho scopato con uno, al motel,mi sono sempre sentita in colpa a tal punto che non sono piu riuscita".Io: "con chi, troia, lo sapevo, devi raccontarmi tutto".Lei: "questa sera ma giura che mi perdoni".io: "mi stai facendo eccitare come un porco e ti perdono solo se lo rifarai per me e con me".Lei:"si, forse ora si".Io:"non stò nella pelle, voglio sapere tutto, non vedo l'ora".Lei: "ok, scusami mi sento una merda perchè dovevo dirtelo prima, anche se sono certa che lo avevi già capito".Io:"lo avevo già capito ma non avevo la certezza, l'importante e che finalmente ti sei liberata da questo peso, ora cominciamo a vivere".Come potete immaginare aspettavo trepidante che tornasse dal lavoro, appena entrata mi abbraccia con le lacrime agli occhi chiedendomi scusa e sedendosi sul divano inizia a raccontarmi la storia.Ha conosciuto quest'uomo su una chat come semplice amicizia e parla oggi, parla domani, si sono scambiati il numero di cell. e sono entrati sempre più in confidenza sfogandosi a vicenda e raccontandosi ognuno le proprie storie e i propri problemi, lui separato con due figli e lei che in quel periodo non andava d'accordo con me.Questo rapporto mi ha detto che è durato 5 o 6 mesi finchè un giorno lui le disse che voleva incontrarla e lei accetto.Lui era di Torino e una sera si incontrarono, andarono a mangiare e parlarono molto, si creò una bella sintonia e decisero di rivedersi ancora.La seconda volta, vista la lontananza decise di prendere una camera in albergo per non dover fare la strada di ritorno la notte, lei si fermò in pezzeria, prese due pizze e mangiarono in camera sul letto.Dopo mangiato iniziarono a baciarsi e toccarsi, lui la leccò e la masturbò facendola godere molto e lei fece altrettanto, un bel pompino, aveva un cazzo stretto di diametro ma molto lungo e mi ha confessato che aveva un buon sapore e le è piaciuto molto.Arrivati al culmine dell'eccitazione lui le ha chiesto di poterla scopare, lei era bagnatissima e ne aveva una gran voglia ma non avevano i preservativi e non se l'è sentita(non prendeva la pillola).Allora giusto per farlo comunque godere si è dedicata al suo cazzo con la bocca facendolo impazzire fino a farlo godere, lui stava per veniree continuava dirglielo pensando di toglierlo dalla sua bocca ma lei non lo ascoltò e lo fece sborrare in bocca continuando a pomparlo finchè non uscì l'ultima goccia.Aveva la bocca piena di sborra di uno che non era suo marito ed era eccitata come la più grande delle troie, lui era in estasi e le disse che non aveva mai goduto in questo modo fantastico.Per quella sera finì così ma naturalmente non la storia.Si incontrarono ancora una volta, stessa procedura, cena e poi a letto, mi ha raccontato che era in accappatoio, lo aprì e lui era già eccitato, lei si tuffò sul cazzo e inizio a spompinarlo, lui la spogliò e la leccò per bene infilandole qualche dito nella figa fradicia.E fu così che arrivò il momento, mise il preservativo e la penetrò, mi ha detto che non capiva più nulla, era in estasi, quel cazzo sguazzava nei suoi umori, lo sentiva entrare e uscire in tutta la lunghezza e si sentiva troia ma libera, l'unico problema è che era troppo lungo e quando le sbatteva in fondo le faceva male.La prese in diverse posizioni e alla fine lei volle cavalcarlo, è la sua posizione preferita, ma mi ha detto che non riuscì a prenderlo tutto per via del dolore ma che ebbe un orgasmo da paura.Lo fecero per tre volte quella sera e godette come mai aveva goduto, purtroppo come spesso succede lui si innamorò e lei invece si riempì la testa di sensi di colpa e decise di interrompere la relazione.Questo è quanto, ora ditemi,cosa pensate ora della mia signora?Ora sembra più serena e anche se non ci siamo ancora arrivati la vedo molto decisa e più complice nel voler realizzare le mie fantasie, speriamo presto.
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11 anni fa
pillinca,
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per le donne di sexylombardia
petali di rosa. Passa il vento e vi solleva o petali di rosa che a terra vi adagiate come ali di farfalle stanche mentre il giallo diseccato dei pistilli resta inerme a guardare le rosse bianche spoglie che in volo verso l'alto più non san tornare. Ma l'uccellino dalla nota lieve canta ed esulta sù quel caldo candido tappeto di petali di rosa. Eh! la vita eterno effluvio di gioia nella sua breve fragilità. un bacio a tutte Valerio1000
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17 anni fa
valerio,
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