Successo
Tema scuro
Scegliere la lingua
💘 Caldo? Dipende da te! 💘
Vi presentiamo la nostra nuova funzione - Hot or Not!
Sfogliate i profili, mettete un “mi piace” e trovate qualcuno che vi interessa.
Varie Feticcio Cuckold Trio Scambisti

PadronVale e la falsa padrona

Era stata una giornata tranquilla a casa della Padrona. Vale aveva lavorato al computer tutto il pomeriggio e, verso sera, si era decisa finalmente a leggere la posta ed i messaggi del guestbook giunti negli ultimi giorni. La serva si trovava sotto la scrivania, rannicchiata a quattro zampe, con le mani distese sul pavimento ed i piedi della Padrona su di esse affinché non prendessero freddo. Vale le aveva tenuto un piede premuto sulla nuca e uno sulle mani per la gran parte della serata. Non indossava calze né ciabatte.
D'improvviso la serva avvertì che la pressione dei piedi della Padrona aumentava, sia sulla nuca che sulle mani e contemporaneamente udì Vale che esclamava -"Ancora questa stronza!"-
-"Come Padrona?"-
-"Bah! C'è qualcuno che si spaccia per me! Una falsa padrona che si fa chiamare col mio nome!"-
-"Lei non ha idea di chi sia, Padrona?"-
Vale premette ancora più forte il piede destro sulla testa della serva.
-"E come faccio a saperlo secondo te?"-
-"Quindi, scusi Padrona, potrebbe trattarsi di chiunque, anche di un uomo!"-
-"No, non credo. Penso proprio che si tratti di una donna. Non so perché. Intuito, diciamo. E comunque non è questo il punto. Vorrei proprio vederla in faccia questa falsa Padrona per darle quello che si merita. Le darei tanti di quei calci in bocca da farle sputare tutti i denti. Ma come potrei stanarla?"-
-"Le mandi.scusi, Padrona.le mandi un messaggio spacciandosi per un ammiratore devoto. Lei non ha mai voluto avere contatti con la gente che guarda il suo sito, si è sempre limitata a raccogliere e leggere solo le loro mail. Però non è detto che la falsa padrona rimanga indifferente ad una proposta d'incontro, se ben formulata"-
La pressione del piede sul collo della serva si allentò.
-"Hai detto bene, potresti aver visto giusto. Ti affido l'incarico. Manda un bel messaggio di sottomissione a questa scema e prendi contatto con lei. Fai in modo che fissi un appuntamento e fatti dare il suo indirizzo"-
La serva indagò. Inviò alla falsa padrona un paio di messaggi spacciandosi per un'adoratrice di Vale, giurò e spergiurò di essere una serva devota e fedele. Da principio le sue suppliche sembrarono non avere presa poi, dopo una decina di giorni, la ragazza si decise a rispondere. Al messaggio allegò il suo numero di cellulare.
Alex contattò allora la falsa padrona per telefono, si fece dare l'indirizzo al quale sarebbe avvenuto il loro primo incontro ed assieme fissarono un appuntamento. La Dea era soddisfatta.
-"Brava schiava. Sei talmente abituata al ruolo di serva che sembri autenticamente sottomessa anche quando fingi. Così la stronza in questione vuole che la raggiunga direttamente a casa sua. Non potevo chiedere di meglio. Allora andiamo a trovarla, schiavetta?"-
-"Si Padrona"-
Il giorno successivo Alex e la Padrona (quella vera!) si fecero trovare di fronte al cancello della casa della falsa Vale. La schiava si era appostata davanti all'abitazione fin dalle prime luce dell'alba.
-"E' solo una villetta, che povertà!"- esclamò Vale quando vide la casa.
-"Sono qui da stamani mattina presto. Ho visto prima uscire e poi rientrare una sola persona. Una ragazza"-
-"Deve essere lei"- annuì Vale -"E dimmi, leccapiedi, com'è?"-
-"E' carina, ma c'è un abisso fra lei e Lei"-
-"E lo credo bene, scema! Forza, andiamo a fare le presentazioni"-
Alex suonò al citofono.
-"Si, chi è?"- chiese una voce
-"Sono io, la sua serva, padrona. Ci siamo sentite al cellulare"-
-"Ah, si, ricordo. Vieni schiava, entra"-
Alex entrò, il cancello era aperto. Si diresse avanti alla Padrona in direzione della porta della piccola casa ad un piano e quando la raggiunse Vale la fermò.
-"Ora fermati ed inginocchiati qui"-
Alex eseguì. Vale le pose un piede sul collo. Indossava stivaletti col tacco alto e la pressione del tacco sul collo fece molto male alla serva che però rimase zitta.
-"Tu non entrare. Ti chiamerò io, quando lo vorrò"-
-"Ne è sicura, Padrona?"- le chiese premurosamente la schiava.
Vale le premette con più forza il piede sulla nuca -"Zitta, sta arrivando"-
La porta si aprì in quel momento e dall'altra parte dell'uscio apparve una ragazzina scialba ma non brutta, vestita volgarmente e priva di gusto, con scarpe dai tacchi alti alle quali era visibilmente non abituata ed una penosa gonna corta che metteva in evidenza un paio di gambe appariscenti solo per le numerose smagliature.
-"Ma cosa.?!"- esclamò la ragazza non appena ebbe aperto la porta.
-"Bentrovata, cara la mia padrona Vale. Sai io chi sono?"- chiese la Padrona.
-"No! Vai via!"- esclamò la ragazza, comprendendo improvvisamente di essere stata presa nel sacco.
-"A no, mia cara! Adesso io e te parliamo un po'"- rise la Dea. Sollevò la gamba con la quale stava schiacciando la testa della serva e colpì la mano dell'impostora che stava stringendo la maniglia della porta. Quest'ultima indietreggiò e Vale le fu addosso. Entrò in casa della falsa padrona, la schiaffeggiò violentemente scarmigliandole tutti i capelli e gettandola per terra, poi chiuse la porta dietro di se.
-"Così ti sei spacciata per me, sul mio stesso sito! Sai per questo come ti dovrò punire?"-
-"No, sei pazza!"-
Vale le calò il tacco dello stivale su una mano e le sollevò la testa per i capelli.
-"Ripetilo un'altra volta e ti strappo tutti i capelli"-
-"No, ti prego"-
-"Baciami gli stivali. Devi chiedermi scusa"-
-"Questo mai!"-
-"A no?"-
La Padrona lasciò andare la testa della nemica ed indietreggiò di un passo. L'altra cercò di mettersi in piedi ma la Dea le tirò un calcio in pieno viso e la mandò gambe all'aria.
-"Mai indossare scarpe col tacco alto se non si è in grado di camminare con esse"- la beffeggiò la Padrona -"Si rischia d'inciampare"-
Si avvicinò alla ragazza e le premette un piede sul braccio.
-"Basta, così mi fai male!"-
-"E non è ancora nulla, te lo assicuro"-
Prese la falsa padrona e la trascinò gemente e singhiozzante fin in salotto. Era una stanza piccola ma accogliente.
Vale si sedette su una poltrona e lasciò la ragazza, abbandonandola in lacrime ed in ginocchio ai propri piedi.
-"Come ti chiami?"-
-"S."-
Un calcio in faccia. La ragazza urlò.
-"Come ti chiami ho detto!"-
-"Sandra"-
Un calcio in un fianco.
-"Padrona, schiava di merda. Ti devi rivolgere a me chiamandomi col nome che merito"-
-"S.si, Padrona"-
-"Ora su la testa"-
Sandra sollevò un poco il capo.
-"Toglimi gli stivali"-
-"Si, Padrona"-
Li tolse. Vale mise un piede sotto al naso della falsa padrona.
-"Allora, come ci si sente ad essere rimessi al proprio posto?"-
Rise e colpì con il tallone il viso della ragazza. Quella urlò e si lasciò cadere seduta sul pavimento.
-"Vieni subito qui!"- tuonò la Padrona.
Sandra si sollevò e si avvicinò ancora ai piedi della Dea. Vederla muoversi era penoso. Vale la colpì ancora.
-"B.basta"- supplicò l'inferiore.
Un altro calcio. Poi un altro. Un altro ancora. Sandra pianse. La sua faccia, da rossa, era diventata livida. All'ennesimo colpo di tallone in volto sembrò non essere più in grado di sollevarsi in piedi.
Allora Vale si alzò, la pestò un poco e la superò, andando a raggiungere la finestra del salotto. La aprì e si affacciò.
-"Schiava!"- chiamò.
-"Si Padrona"- rispose Alex.
-"Vieni dentro e raggiungimi in salotto. La nostra amica ha bisogno di te"-
Alex corse in casa.
-"Padrona! E' forse successo qualcosa a Lei? La ragazza ha reagito?"-
Vale rise
-"Guarda con i tuoi occhi, stupida!"-
Alex vide Sandra distesa per terra e ciò la tranquillizzò. La Padrona stava bene.
-"Sollevala"- ordinò Vale.
Alex prese Sandra da sotto le ascelle e la mantenne in ginocchio con la faccia rivolta verso il divano.
Vale le andò davanti, si sedette comodamente sulla poltrona ed accavallò le belle gambe snelle. Cominciò a schiaffeggiare la ragazza con il piede, a tempestarla di calci nello stomaco ed in faccia. Sandra riprese a piangere, le sanguinava il labbro inferiore ed un occhio era pesto.
-"Ora verrai con me"- disse la Padrona -"Cambiati, sciacquati la faccia e renditi presentabile. Voglio portarti da una mia amica di nome Silvia"-
Le sollevò il mento con un piedino e la costrinse a guardarla negli occhi.
-"Credo che la lezione che ti ho dato oggi ti avrà fatto perdere ogni voglia di spacciarti per me e prenderti gioco del mio sito e dei miei numerosi ammiratori, tuttavia non posso rischiare che tu riprenda le tue cattive abitudini, magari anche per vendicarti di quel che ti ho fatto oggi. Così sono costretta ad affidarti ad una mia compagna di giochi. E' una provetta dominatrice e si è fatta una certa esperienza con la mia Alex. Penso che le farà piacere questo regalo"-
-"R.regalo?"- balbettò Sandra.
-"Si. Tu sei il regalo. Sarai la sua schiava personale. E quando lo vorrò, anche la mia"-
Sandra fece per aprire bocca e dire di no. Poi, vedendosi costretta ad obbedire chinò il capo e annuì.
-"Bene"- disse Vale -"Ora alzati e sbrigati. Prima però voglio che tu mi baci i piedi"- fece un cenno ad Alex e lei di scatto mollò la presa sulla falsa padrona. Sandra precipitò in avanti, sbatté con la faccia per terra.
-"Avanti, baciami i piedi"-
La ragazza, gemendo di dolore, si trascinò avanti e fece per posare le labbra sulle nobili estremità di Vale ma all'ultimo momento la Dea tolse il piede, lo sollevò e con esso schiacciò la nuca della nuova schiava.
-"Non ti ritengo degna di un tale onore. Non ancora. Baciare i miei piedi deve essere un merito da conquistare, puttana. E non ti preoccupare. La mia amica Silvia ti farà passare la voglia di avere piedi in bocca, te lo posso assicurare"-
Pochi minuti più tardi Vale ed Alex, quest'ultima trascinava una piagnucolante Sandra, uscirono dalla piccola villa, entrarono nella macchina della Padrona e, chiusa la falsa dominatrice nella bauliera, si allontanarono.

Le storie più votate della categoria feticcio

Commenti

Inviare