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In Facoltà : Sara si scopre (cap.2)

Per tutta la sera l’immagine di Sara nuda mi rimase come incollata alla retina. “Sono etero” continuavo a dirmi, però il mio inconscio stava lavorando, e molto anche!
Per un paio di giorni non mi recai in facoltà, solo studio e un po’ di cibo! Che esame! Sara mi telefonò la sera: “dai che domani c’è la conferenza di urbanistica, ti tengo il posto in aula 10. Mi preparai per benino: una bella rasata completa e un completino da sballo. “Perché lo stai facendo?” chiesi all’immagine dello specchio… ma non osai darmi una risposta! Ci trovammo in aula 10, la conferenza era un po’ noiosetta e dopo mezz’ora stavamo già chiacchierando con discrezione. Non me ne accorsi, ma mentre parlavamo posai la mano sulla coscia di Sara, lei mi guardò divertita e io arrossii nuovamente; in quel preciso istante però mi accorsi di essere eccitata. Finita la conferenza era già buio e la facoltà praticamente deserta. Dovevo andare assolutamente in bagno a fare pipì ma gli unici puliti erano nell’ altra ala, praticamente tutte le luci erano già spente. Sara mi accompagnò nei bagni, mentre camminavamo mi prese per mano, presi allora la mano e me la passai sul seno già molto eccitato. Senza dire nulla continuammo fino ai servizi, entrammo, la luce interna di entrambi i bagni era spenta e non c’era possibilità di accenderla, allora Sara mi disse “tieni la porta aperta, io intanto guardo che non arrivi nessuno”. Alzai la gonna, abbassai le mutandine, lo sguardo di Sara mi stava letteralmente bruciando la pelle, mi guardò per tutta la durata della pipì e con non chalance mi domandò se volevo un fazzolettino. Annuii, prese un fazzolettino, lo svolse e iniziò ad asciugarmi guardandomi negli occhi. Io ero lì, a gambe aperte e lei mi asciugava con cura la figa. Ci baciammo teneramente e mi accorsi che non teneva più in mano nulla, ma la sua mano continuava a fregarmi le grandi labbra. Ero eccitatissima e colavo il mio piacere, mi spogliò tutta e con voluttà iniziò a leccarmi. Prima i seni, poi il ventre e, finalmente, la passera! Che goduta! Nell’orgasmo le spinsi il più possibile la testa verso di me. “E’ stato fantastico” dissi alla fine, “ora però toccherebbe a me”; mi inginocchiai di fronte a lei, avevo il suo pube a un paio di centimetri dalla faccia, ne sentivo l’odore e ne ero inebriata. Lentamente mi avvicinai, appoggiai il naso nei suoi peli e lo riempii della sua fragranza. A quel punto iniziai con la lingua a saggiarla, tutto intorno. “Così mi farai morire di voglia” disse con voce un po’ roca. Allora affondai decisamente la lingua nelle grandi labbra e iniziai con grande godimento a leccargliela, senza ritegno. Ho provato un piacere unico. L’uccello ti riempie la bocca, la figa invece la devi riempire tu! Venne, leccai e ingoiai tutto con gusto. Era molto conturbante: io nuda in ginocchio e lei ancora mezza vestita, con gli occhi chiusi. “Voltati” le dissi con fermezza. Lo fece e mi ritrovai il suo culo proprio di fronte alla faccia. “Ti piace?” mi chiese languidamente, per tutta risposta iniziai a leccare una chiappa, poi l’altra, poi mi spostai nel solco. “A questo punto” mi dissi “il tutto per tutto!” aprii con decisione le natiche, vidi un fantastico buchino che si ritraeva con spasimi, passai la lingua tutto intorno e infine ve la infilai con foga e con il massimo gusto, “sei fantastica, mai nessuno mi ha mai leccata lì”; mi sentii grande per questo, continuai fino a quando non riuscii ad allargarlo con la forza della lingua e Sara con un dito tutto dentro la figa raggiunse nuovamente l’orgasmo. Si riprese, ormai eravamo entrambe nude, mi voltò con decisione, mi mise carponi e mi restituì il servizietto; fu bellissimo! Anche io non avevo mai avuto il piacere di una lingua dentro il culo; ad un certo punto ci mise l’intero dito medio e io mi morsicai le labbra per non urlare. Subito provai un gran bruciore, a poco a poco però iniziai a sentire un gran godimento anche lì! Per non sbagliare mi infilò anche un paio di dita nella fighetta e a quel punto non capii più nulla!
Mentre uscivamo una guardia un po’ stranita ci chiese se fosse tutto a posto, “Certo!” risposi, “meglio non potrebbe andare!”. “Sei una troietta” mi disse Sara “e per questo mi piaci da morire!”

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