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In Campana... non siamo soli!!

Stamattina mentre gironzolavo per casa cercando di capire il senso di questa giornata, ho pensato a quanto è drammatica la quotidianità. Sì proprio la quotidianità!
Piatta e normale, scorre via veloce trascinandosi dietro la mia vita…la vita di tutti.
Vuota e insignificante, monotona …..ripetitiva…….uguale a se stessa per mesi, per anni. Tutti la vivono ma nessuno vi presta attenzione. Nessuno vuole raccontarla per come veramente è. Puzza troppo di marcio, è fatta di vita non vissuta, di speranze assassinate sul nascere, di facce senza occhi, senza bocca….senza colore.
Mi viene in mente che anche la storia non racconta questo dramma ma eventi “importanti”, eventi che lasciano un segno indelebile del cammino dell’uomo. Ma di quale uomo…e gli altri uomini, quelli che si sono fatti il culo, quelli che hanno faticato…sofferto, quelli che sono crepati per costruire quegli eventi? Anonimi come un foglio bianco, silenziosi nel trascinare la loro vita, tragica come un encefalogramma piatto.
Cerco e cerco fra i libri qualcuno che racconti finalmente cosa c’è dietro quegli occhi che tutte le mattine incontro sulla metropolitana……nessuno, nessuno che lo voglia sapere, scoprire. Paura di scoprire dietro quegli occhi, i nostri stessi pensieri, la nostra stessa delusione. Paura di capire che non c’è speranza. Paura di scoprire che siamo tutti legati alla stessa catena che non ci permette movimenti veloci, che circoscrive il territorio sul quale ci dobbiamo muovere. Sono quelli gli occhi che vedo tutte le mattine e nei quali mi rifletto come guardandomi allo specchio. Vorrei trovare conforto incontrandoli, ma ognuno nasconde ciò che tutti sappiamo!
Merda….merda….merda….ecco cosa nascondono quegli occhi, e quando dico MERDA dico quotidianità! Qualcosa di poco interessante? Eppure con quella merda è stato costruito il mondo!
Ecco sono arrivato alla stazione della metro, salgo le scale, prendo il giornale ed affretto il passo….sento che sta arrivando, corro, ma siamo in tanti a correre. Inciampo, sgomito, corro….tutti corrono…..la metro è partita, fatica sprecata, energia buttata….impreco, il mio vicino impreca, tutti imprecano, è un coro, una messa cantata in onore di un dio burlone, forse un po’ sadico. Riprendo fiato, riprendiamo fiato……………mi guardo intorno e mio accorgo che tutti si guardano intorno quasi a cercare solidarietà!
Per resistere ci vuole solidarietà, tutti ce ne rendiamo conto……ma è un attimo, tutto ritorna nella normalità. E’ stato solo un momento di debolezza!
aspetto e leggo qualche notizia dal giornaletto che ti danno all’entrata.
Notizie stupende! Preparano la mia giornata con una buona dose di veleno concentrato, hai visto mai che mi fossi alzato con delle buone idee per la testa….è meglio mettere subito in chiaro che qui non siamo in paradiso.
Finalmente arriva questo treno di merda e non è solo un modo di dire, perché veramente, forse perché siamo sotto terra, si sente puzza di merda….ma lasciamo andare.
Entriamo……spingo altrimenti rimango a terra…si lotta corpo a corpo per guadagnare l’entrata e la possibilità di essere traghettati all’inferno. Siamo schiacciati uno contro l’altro, non c’è ragione di tenersi in piedi perché ci sosteniamo reciprocamente e in questo sostenersi c’è un non so che di piacevole ……sembra quasi svanita la fatica che provavo prima di entrare……ci sosteniamo è questa la verità……ci sosteniamo e questo è bello, è bella questa reciprocità, solidarietà….comprensione.
Gli occhi sono ad una distanza ridottissima, puoi guardarci dentro e scoprire qualcosa di più….ma questo non è permesso nessuno si può insinuare negli occhi degli altri ed approfondire quella piacevole sensazione di comprensione. Comunque si sta comodi, c’è finalmente un contatto umano e se hai culo può essere un più che piacevole contatto umano…..non che uno cerchi in quel contatto chissà che cosa, ma il fianco della avvenente signora che preme contro di me e i suoi capelli che accarezzano il mio viso mi creano uno stato di piacevole eccitazione, anche se la situazione di moderata trasgressione fa a cazzotti con la più pesante condizione di merda in cui mi trovo e che farebbe ammosciare il più virile dei cazzi in circolazione…..ma ci pensate! Sto viaggiando a trenta metri sotto terra ….a cento kilometri orari, in una scatola di latta che in qualsiasi momento potrebbe trasformarsi in una di quelle simpatiche confezioni di carne con cui si guarnisce un’insalata!!
Pensiero stupendo che mi ricorda quanto sia pericoloso andare a lavorare.
Ma intanto per fortuna stamattina la pressione esercitata dalla signora di prima, fuga i pensieri molesti e mi proietta in una dimensione di eccitazione surreale.
Tutto il vagone è percorso da una strana elettricità, i corpi si risvegliano per un momento, i pensieri prendono strade non controllate e si abbandonano alle più sfrenate evoluzioni…il cazzo mi si sta facendo duro e mi rendo conto che potrebbe succedere di tutto…..compresa una figura di merda! Mentre passano nella mia testa questi pensieri, la signora gira la testa verso di me e mi guarda ….vorrei essere un indovino e sapere cosa stanno dicendo quegli occhi…. non riesco a capire se esprimono disappunto o compiacimento, in fondo non faccio schifo e anche lei dovrà sicuramente affrontare una giornata di merda……ehi un momento…..si è girata di culo e adesso ho le sue chiappe che premono proprio sul mio uccello. Ma chi se ne frega della brutta figura. Poi fra un po’ dovrò sorbirmi quel rompicazzo del capoufficio e quindi mi godo questo momento di autentica estasi….ormai il cazzo è duro e preme contro quelle chiappe anonime e stupende…..posso sentire l’eccitazione della zoccola dai movimenti impercettibili per tutti ma non per me, in quei movimenti c’è un’intesa sottile, una complicità profonda totale, una comprensione che trascende l’eccitazione per diventare atto di ribellione……stiamo comunicando…..ci stiamo raccontando il nostro comune destino di addetti alla quotidianità e sarebbe stupendo chiudere questa comunicazione sborrandogli in mezzo alle chiappe ma…….ma…….il treno rallenta….si ferma!
Merda….merda…merda….escono in molti e anche lei si avvia all’uscita. La guardo andare via insieme a tutta quella gente ….la guardo cercando i suoi pensieri…la guardo mentre si perde nel magma senza senso di quel gregge..….la guardo aspettando i suoi occhi che finalmente si girano per ricordarmi che c’è speranza….non siamo soli!
La metro riprende il suo viaggio……fra poco scenderò anch’io, risucchiato dal nulla.

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Commenti

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  • dolce3mente3bsx, 58
    Stupendo esempio di sintetica ed efficace descrizione delle emozioni che la sensibilità ci consente di vivere, e di come il desiderio di contatto con un corpo sconosciuto possa essere vissuto con nobiltà d'animo.

    Complimenti!
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  • aigh, 55
    perfetto nella rappresentazione di qualcosa che accade un pò a tutti senza altre conseguenze
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  • NikkoRoma, 46
    molto bello...continua a scrivere
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  • CapHarlock, 36
  • unfollettoblu, 38
    Un po' troppo 'ricercato' nello stile: vuole dare l'impressione di pensieri che scorrono liberamente, ma ci riesce solo parzialmente.

    Lunga 'introduzione' decisamente poco erotica e poco accattivante.
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