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Cappuccino d\'estate

Erano le tre di un pomeriggio d'agosto, Roma bolliva sotto il sole caldo e acceso come un grande fuoco nel cielo. L'asfalto sotto i piedi di lui era bollente ed aumentava nel suo corpo il trepido fremore di chi sta per incontrare un'amica di vecchia data.
I suoi riccioli biondi, e sinuosi avvolgevano lo schienale di una sedia di un bar. Era li, seduta, sorseggiava un calice di prosecco ghiacciato mentre le sue gambe sode, liscie e colorite da una timida abbronzatura dondolavano accavallate.
Una folata di vento sollevò il suo vestitino rosso fuoco facendola intimidire un po' per gioco di fronte agli sguardi attenti degli uomini che la circondavano.
Una carezza sulla sua spalla e lui si sedette di fronte a lei sorridendo.
Parlarono mentre i loro sguardi iniziavano ad andare sempre alla ricerca dell'oltre...di un qualcosa di piu...di un'emozione da vivere.
Ad un tratto arrivò l'altra lei...pelle scura, bocca carnosa, capelli corvini ed avvolgenti come seta. Si salutarono sfiorandosi le labbra e creando un contrasto di colori con i loro volti così diversi ed in quel momento così uniti. Lui iniziò ad ammirare le curve della venere nera, la sua caviglia avvolta da un filo di brillanti e le sue unghie lunghe e laccate da fargliele immaginare sulla schiena.
Parlarono e di nuovo la folata di vento. Il vestitino della biondina si alzò di nuovo ma questa volta non si intimidì...la sua amica le pose la mano delicatamente sulla coscia, infilò lentamente le sue dita sotto il sottile tessuto fingendo di sistemarlo....ma scivolò...fra le sue cosce scivolò e si fece strada verso quel leggero pizzo dei microslip che l'altra indossava. Il dolce sorriso della bionda divenne un'espressione di voglia pericolosa, di sensazione unica, di irrefrenabile voglia di avere la sua amica addosso. La venere infilò lentamente il suo dito medio nell'intimità di lei ed iniziò a muoverlo. La biondina era bagnata, eccitata e nel momento in cui si voltò verso di lei per baciarla...allargò le gambe con fare deciso...voleva che le porte del piacere si aprissero.
Ai tavoli intorno la gente guardava...alcune donne imbarazzate, altre...invidiose e gli uomini...si gli uomini....iniziarono a bere un drink dietro l'altro gustando quel film all'aperto.
Lui le ammirava e le stava immaginando nel suo letto, nella sua stanza sotto di lui, sopra di lui, a turno ed insieme...in quello stesso istante la sua mano scese sul suo membro diventato marmo, turgido e palpitante, voglioso ed impaziente.
Loro se ne accorsero e quasi di proposito si alzarono contemporaneamente. La venere sfiorò con la sua lingua il dito caldo e bagnato che aveva sfilato dal fiore di lei e ne assaporò il profumo, la dolcezza. Si sedette in braccio a lui, dandogli la schiena mentre la biondina inizio a sollevarle con gesti e movimenti sexy il vestitino nero .
Le unghie laccate tirarono giu la cerniera dei suoi jeans ormai ripieni di piacere e lo presero a sfiorare...quelle mani scure sulla pelle del membro chiaro fecero impazzire lui che in un attimo le prese le natiche e la fece sedere quasi violentemente sul suo palo. La venere nera non portava slip ....cosi iniziò a muoversi come se stesse ballando una lap dance al ritmo di musica in un night.
Lui le prese i capelli e ci affondò il suo viso come se volesse isolarsi dal resto del mondo che lo circondava.
La bionda iniziò a baciare la venere e le loro labbra, le loro lingue, le loro bocche iniziarono ad inumidirsi ed a gonfiarsi..
La venere raggiunse il piacere e con il suo viso ormai sconvolto, stravolto e soddisfatto emise un timido gemito sinuoso come le sue forme, caldo come la sua pelle ricoperta da un velo delicato di sudore.
La biondina la guarò mentre le mani dell'altra le presero la testa e la indirizzarono tra le gambe di lui.
Ogni uomo seduto in quel bar avrebbe voluto partecipare a quel gioco meraviglioso. I riccioli d'oro avvolsero le cosce di lui che la guardava e che le muoveva la testa seguendo il ritmo del suo pulsare.
La bocca rossa fiammante della bionda iniziò a succhiare, baciare e carezzare a colpi di lingua quell'oggetto del piacere ormai diventato lungo e dritto ormai sull'orlo dell'esplosione, all'apice della follia.
La venere si sedette a gambe larghe sul tavolino facendo cadere il bicchiere ormai vuoto....lui prese la testa della bionda, la tolse da li, sollevò la donna e la fece voltare verso la sua amica.
I riccioli biondi in quel momento fecero da minigonna all'altra mentre la lingua giocava con quel grilletto visibilmente gonfio, umido ed eccitato.
Ad ogni colpo di lingua la venere veniva trascorsa da fremiti e da brividi. Lui ...trovandosi in quella situazione non resistette...alzo con un'abile gesto delle mani il vestitino rosso di raso ed iniziò a penetrarla furiosamente, rabbiosamente come volesse dimostrare agli altri che guardavano la sua esclusiva.
Il corpo della biondina iniziò a sussultare mentre lui la prendeva davanti e dietro tenendole quelle chiappette tra le mani come fossero le due metà di un meloncino maturo.
Lei godeva e la venere fremeva ad un tratto il membro esplose e le due donne istintivamente, veloci come feline eccitate si chinarono verso di lui raccogliendo quel succo dolce e denso, bianco e vischioso sulle loro lingue.
Il sole stava quasi per tramontare e la sera scese come un sipario sulla scena del loro piacere.

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